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Agrivoltaico: come valutare se un terreno agricolo è davvero idoneo

Nel corso degli ultimi anni l’agrivoltaico è diventato uno dei temi più discussi nel mondo delle energie rinnovabili in Italia. Non si tratta solo di una tecnologia energetica, ma di un cambio di paradigma: la possibilità di far coesistere la produzione di energia solare con l’attività agricola sullo stesso terreno.

Con gli ambiziosi obiettivi del PNRR, che mira all’installazione di circa 1,5 GW di sistemi agrivoltaici entro il 2030, il settore sta vivendo un’accelerazione senza precedenti.

Tuttavia, tra l’entusiasmo degli investitori e la realtà del territorio vi è una sfida complessa: non tutti i terreni agricoli sono davvero idonei a ospitare un impianto agrivoltaico.

Le recenti riforme, in particolare il D.L. 63/2024 e la Legge 4/2026, hanno introdotto regole ferree per proteggere il suolo agricolo, rendendo la fase di analisi preliminare il momento più critico per il successo di un progetto.

Nell’articolo di oggi vedremo insieme cos’è l’agrivoltaico, quali sono le normative e come strumenti come UrbisMap possono trasformare un’analisi complessa in un processo rapido e affidabile.

Cos’è l’agrivoltaico e perché è diverso dal fotovoltaico a terra

A differenza del fotovoltaico tradizionale, che spesso comporta il consumo di suolo e la cessazione delle attività agricole, l’agrivoltaico è un sistema ibrido.

I pannelli fotovoltaici vengono montati ad un’altezza tale da consentire le pratiche di coltivazione convenzionali o l’allevamento nel terreno sottostante.

Classificazioni e tipologie

Secondo le linee guida ministeriali e le definizioni di settore, possiamo distinguere diverse configurazioni:

Agrivoltaico semplice: un sistema che preserva la continuità agricola ma con soluzioni strutturali meno spinte.

Agrivoltaico avanzato: sistemi che adottano soluzioni innovative con moduli elevati da terra e, spesso, inseguitori solari (tracker) per ottimizzare sia la resa energetica che l’irraggiamento delle colture.

Sistemi verticali: pannelli bifacciali montati verticalmente che permettono il passaggio agevole dei mezzi agricoli tra i filari.

L’obiettivo primario è la sinergia: l’ombreggiamento dei pannelli può ridurre il fabbisogno idrico delle piante (fino al 20-40%), proteggerle da agenti atmosferici estremi come la grandine e migliorare la resilienza climatica dei suoli.

Il quadro normativo 2024-2026: la svolta delle aree idonee

Il panorama legislativo dell’agrivoltaico è cambiato radicalmente con la Legge n.4 del 15 gennaio 2026.

Questa norma ha ridefinito il concetto di aree idonee, introducendo il principio di “idoneità ex lege” per accelerare gli iter autorizzativi in determinati siti, come cave dismesse industriali e zone adiacenti alle autostrade.

Il blocco del fotovoltaico a terra “tradizionale”

Uno dei punti cardine della nuova normativa è il divieto quasi totale di installare impianti fotovoltaici a terra tradizionali in zone agricole. Attualmente, l’installazione su suolo agricolo è permessa solo per:

– Comunità energetiche rinnovabili (CER).

– Progetti legati al PNRR e al PNC.

– Impianti agrivoltaici avanzati (elevati), a patto che non compromettano l’attività agricola.

Il requisito dell’80% PLV

Per gli impianti agrivoltaici avanzati, la legge richiede una dichiarazione asseverata che attesti il mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile (PLV) agricola rispetto alla media storica.

Ciò significa che l’agricoltura non deve essere un’attività di facciata, ma deve restare la funzione prevalente del terreno.

Perché molti progetti agrivoltaici falliscono prematuramente? 

Molti sviluppatori e tecnici commettono l’errore di valutare i terreni basandosi solo su criteri superficiali come la disponibilità dell’area, l’esposizione solare o la vicinanza a una cabina elettrica.

Tuttavia, il rischio di scontrarsi poi con vincoli non trascurabili nelle fasi avanzate è altissimo, portando a sprechi di tempo e risorse.

Le criticità più comuni includono:

– Vincoli paesaggistici e ambientali non rilevati subito.

– Destinazioni urbanistiche locali che limitano specifici tipi di installazione.

– Difficoltà logistiche e morfologiche (pendenze concessive o accessi stradali inadeguati).

Quello che tende a mancare, dunque, è una verifica più approfondita del contesto.

Il risultato è che molti progetti, inizialmente promettenti, si arenano quando emergono criticità che si sarebbero potute individuare fin dall’inizio.

Questo comporta rallentamenti, aumento dei costi e, in alcuni casi, l’abbandono dell’iniziativa.

Come valutare l’idoneità di un terreno per l’agrivoltaico in 4 step con UrbisMap

Per ridurre i rischi, è necessario un approccio sistematico. Il Geoportale UrbisMap si pone come la soluzione ideale per velocizzare queste analisi preliminari.

1. Verifica della destinazione urbanistica

Il primo vero passo è comprendere cosa si può fare su quel terreno dal punto di vista urbanistico.

Non basta sapere che un terreno è agricolo, ogni Comune ha un suo piano urbanistico che definisce sottozone con regole specifiche che possono prevedere limitazioni o divieti per alcune tipologie di intervento.

Tramite UrbisMap è possibile interrogare la mappa e visualizzare istantaneamente le norme tecniche locali, capendo immediatamente se l’area permette l’agrivoltaico o se esistono divieti specifici.

2. Analisi dei vincoli paesaggistici e ambientali

Questo spesso è il “collo di bottiglia” dei progetti.

Un terreno può trovarsi all’interno di aree protette, fasce di rispetto idrogeologico o zone tutelate dal SITAP. 

UrbisMap permette di sovrapporre diversi livelli informativi, come i layer dei vincoli nazionali e regionali direttamente sulla mappa catastale, offrendo un quadro chiaro di eventuali restrizioni paesaggistiche che potrebbero bloccare l’iter autorizzativo.

3. Valutazione morfologica e fisica

La pendenza e l’esposizione sono vitali.

Un terreno troppo inclinato aumenta i costi di installazione e complica l’integrazione con i mezzi agricoli.

Le ortofoto ad alta risoluzione disponibili su UrbisMap consentono di valutare la conformazione del suolo e la presenza di ostacoli fisici senza dover necessariamente effettuare un sopralluogo immediato.

4. Logistica e connessione

L’accessibilità stradale e la vicinanza alle infrastrutture elettriche sono determinanti per la sostenibilità economica.

Attraverso gli strumenti di misurazione di UrbisMap, i tecnici possono calcolare distanze e verificare la viabilità circostante in pochi clic direttamente dalla mappa.

UrbisMap: il partner strategico per l’agrivoltaico

Uno dei principali limiti delle analisi preliminari è il tempo necessario per raccogliere e interpretare tutte le informazioni. Senza strumenti adeguati, il rischio è quello di dover consultare fonti diverse, con un notevole dispendio di energie e tempo.

Per questo motivo sta diventando sempre più importante adottare soluzioni che permettano di centralizzare i dati e semplificare il processo.

In un mercato competitivo come quello dell’agrivoltaico, UrbisMap rappresenta il partner strategico ideale, offrendo strumenti professionali che trasformano giorni di ricerca manuale in pochi minuti di analisi digitale.

Tra i principali vantaggi di UrbisMap troviamo:

1. Centralizzazione dei dati territoriali (comunali, regionali e nazionali) in un’unica piattaforma in cloud.

2. Riduzione significativa di errori di interpretazione normativa, fornendo un accesso diretto alle visure e ai report di destinazione urbanistica.

3. Supporto concreto alla progettazione, in particolare grazie agli strumenti Premium, tramite i quali i professionisti possono svolgere a distanza direttamente su mappa attività come la misurazione di superfici, distanze e aree per impianti. 

In sintesi, adottare un metodo strutturato per la scelta del terreno, supportato da dati territoriali certi come quelli di UrbisMap, è una scelta strategica fondamentale per ogni professionista del settore energetico.

Vuoi verificare subito l’idoneità di un terreno per un progetto agrivoltaico? Esplora le funzioni di UrbisMap e scopri come semplificare la tua attività professionale.

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