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Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE disponibile su UrbisMap

La Mappa delle Aree Idonee e Zone di accelerazione pubblicata dal GSE e disponibile sul Geoportale UrbisMap, rappresenta uno strumento fondamentale per favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, offrendo un quadro chiaro e accessibile delle aree più adatte alla realizzazione degli impianti, semplificando i processi autorizzativi e supportando la pianificazione territoriale delle Amministrazioni.

L’Italia, in linea con gli ambiziosi obiettivi derivanti dal Green Deal dell’Unione Europea, si trova nel mezzo di un percorso cruciale di transizione ecologica e decarbonizzazione.

Il Paese mira a coprire il 69% del fabbisogno energetico nazionale da fonti rinnovabili entro il 2030, con una potenza energetica installata di 131 GW, il che rappresenta un incremento di circa 74 GW rispetto al 2021.

L’obiettivo nazionale complessivo è quello di raggiungere 80 GW di nuova capacità da fonti rinnovabili entro il 2030.

Nonostante gli sforzi, ad oggi l’Italia ha realizzato solo una piccola percentuale delle installazioni previste negli ultimi quattro anni, con ben 61, 4 GW ancora da completare per centrare il traguardo del 2030.

Tale lacuna è in parte attribuibile alle politiche regionali, che detengono un ruolo chiave nell’individuazione delle aree idonee per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Per accelerare questo processo e fornire un quadro più chiaro ad operatori e amministrazioni, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha compiuto un passo fondamentale, pubblicando il 21 maggio 2025 la mappatura delle zone di accelerazione e la Piattaforma delle Aree Idonee. 

Questi strumenti sono stati sviluppati per supportare le Regioni e le Province Autonome nella pianificazione territoriale, individuando il potenziale nazionale e le aree disponibili per l’installazione di impianti a Fonti Energetiche Rinnovabili (FER). 

Aree Idonee e Zone di Accelerazione: di cosa si tratta?

La transizione energetica, per risultare efficace, deve saper coniugare sostenibilità ambientale, sviluppo economico e sicurezza energetica. È proprio in questo contesto che le aree idonee e le zone di accelerazione assumono un’importanza strategica, ma di cosa si tratta?

Aree idonee

Con “aree idonee” ci riferiamo a quelle zone che risultano particolarmente adatte all’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, come fotovoltaico, eolico, idroelettrico o biomasse. 

Sono definite come quelle aree in cui è previsto un iter accelerato e agevolato per la costruzione ed esercizio degli impianti a fonti rinnovabili e delle infrastrutture connesse. La disciplina per la loro individuazione è stata stabilita dal Decreto Ministeriale del 21 giugno 2024 del MASE, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 luglio 2024. L’obiettivo principale di questo decreto è fare chiarezza sui criteri per individuare i luoghi in cui sarà possibile costruire impianti eolici o fotovoltaici con procedure semplificate. Il decreto classifica le aree potenzialmente candidabili ad ospitare impianti a fonti rinnovabili in 4 categorie principali:

  1. Aree idonee: con iter accelerato e agevolato per la costruzione ed esercizio degli impianti a fonti rinnovabili e delle infrastrutture connesse.
  2. Aree non idonee: aree con caratteristiche incompatibili con l’installazione di questi impianti.
  3. Aree ordinarie: aree soggette a regimi autorizzativi ordinari.
  4. Aree agricole con divieto di fotovoltaico a terra: aree in cui l’installazione di impianti fotovoltaici con moduli a terra è vietata per evitare il consumo di suolo, considerato un bene scarso e non rinnovabile.

Le aree idonee vengono identificate, quindi, con l’obiettivo di: 

– semplificare e accelerare le autorizzazioni;

– ridurre i conflitti con il paesaggio e le comunità locali;

– incentivare la localizzazione degli impianti in zone compatibili con le esigenze del territorio.

Esse rappresentano una sorta di “carta verde” per lo sviluppo delle rinnovabili: zone in cui l’investimento è più sicuro, le autorizzazioni sono più rapide e l’impatto ambientale è stato preventivamente valutato.

Zone di Accelerazione

Si tratta di aree specificamente individuate per facilitare e velocizzare ancora di più  l’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile. In queste zone, l’installazione può avvenire secondo procedure autorizzative semplificate e agevolazioni. Le zone di accelerazione rientrano nel perimetro delle aree idonee e la loro mappatura è stata elaborata sulla base delle informazioni presenti sulla Piattaforma Aree Idonee.

Con il Decreto Legge Infrastrutture 2025 (n.73 del 21 maggio 2025) è stata aggiornata la definizione di zone di accelerazione, includendo anche le aree industriali che rientrano nella mappatura effettuata dal GSE. 

Lo scopo è quello di favorire un rapido sviluppo di impianti di energia rinnovabile nei prossimi anni, riducendo al minimo indispensabile i tempi burocratici.

Dove e come consultare la mappa delle aree idonee e zone di accelerazione GSE

La Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione è consultabile direttamente online e gratuitamente sul Geoportale UrbisMap. 

Il webgis consente una consultazione semplice e veloce, intuitiva anche per coloro che non possiedono competenze tecniche o dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali. 

Ecco la guida, passo passo per consultare la Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione sul webgis:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, nella sezione “seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale.

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato

L’importanza della mappa delle aree idonee e zone di accelerazione GSE

La Mappa delle Aree Idonee e delle Zone di Accelerazione è uno strumento fondamentale per il percorso di transizione energetica italiana per svariati motivi, tra cui:

Pianificazione efficiente del territorio: fornisce uno strumento concreto per decidere come e dove installare i nuovi impianti, evitando sovrapposizioni con aree protette, vincoli ambientali e zone residenziali.

Trasparenza e accessibilità: grazie alla pubblicazione della mappa su piattaforme come UrbisMap, chiunque, dai cittadini, alle Pubbliche Amministrazioni, può consultare i dati in modo chiaro, aggiornato, trasparente e autonomo.

Semplificazione amministrativa: le aree individuate dalla mappa godono di iter autorizzativi più rapidi, questo favorisce lo sviluppo delle rinnovabili e la riduzione di  molti ostacoli burocratici.

Supporto agli Enti: Comuni e Regioni possono utilizzare la mappa come base per l’elaborazione di piani territoriali e ambientali.

Incentivo per gli investimenti: chi vuole investire nel settore delle rinnovabili, grazie alla mappa può identificare in modo facile e immediato le zone con minori rischi e costi, contribuendo a una crescita più ordinata e sostenibile del settore.

In sintesi, la pubblicazione della Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE rappresenta un passo decisivo per l’Italia nel percorso verso gli obiettivi di decarbonizzazione e la piena attuazione della transizione energetica.

L’accesso libero a questi dati attraverso strumenti come UrbisMap, garantisce trasparenza, partecipazione e una facile consultazione per tutti e permette di svolgere analisi approfondite e di contribuire attivamente alla realizzazione di un futuro energetico più sostenibile e integrato con il territorio. 

Consulta subito la Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE sul Geoportale!

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Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche: come consultarla su UrbisMap

L’Italia, con la sua complessa storia geologica e la sua attività sismica, ha da tempo riconosciuto la necessità di strumenti avanzati per comprendere e mitigare il rischio terremoti. 

In questo contesto la Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche, o meglio ancora, il Database delle Sorgenti Sismogenetiche Italiane (DISS), si pone come uno strumento fondamentale, sviluppato e gestito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). L’elemento chiave di questa risorsa sono sicuramente le Singole Sorgenti Sismogenetiche (ISS), vediamo insieme di cosa si tratta, l’importanza di questa mappa e come consultarla gratuitamente su UrbisMap.

Cosa sono le Singole Sorgenti Sismogenetiche (ISS)?

Le Singole Sorgenti Sismogenetiche sono delle porzioni di crosta terrestre in cui esistono le condizioni geologiche per la generazione di terremoti. Esse sono concepite per descrivere in modo dettagliato le faglie responsabili di forti terremoti, sia quelli già accaduti che quelli che potrebbero verificarsi in futuro.

Nate da un prototipo del 1997, queste sorgenti sono definite e rappresentate in tre dimensioni all’interno della crosta terrestre, fornendo informazioni sia sulla loro geometria (come sono posizionate nello spazio) che sulla loro cinematica (come possono muoversi).

Il DISS si concentra esclusivamente su sorgenti ritenute capaci di generare terremoti con una Magnitudo Momento (Mw) superiore a 5.5. Questa soglia è stata scelta per due motivi principali:

– Una Mw 5.5 è generalmente considerata la magnitudo oltre la quale la faglia responsabile è sufficientemente grande da poter essere identificata con metodologie geologiche.

– In Italia, questa magnitudo è spesso il limite inferiore per causare danni significativi agli edifici, data la tipologia costruttiva prevalente.

Oltre alle ISS, il DISS include altre tipologie di sorgenti, in modo tale da fornire un quadro più completo della sismogenesi italiana:

  • Sorgenti Sismogenetiche Composite (CSS): descrivono sistemi di faglia estesi con un livello di dettaglio minore, pensate per dataset esaustivi di sorgenti potenziali. sono utilizzate per modelli probabilistici di pericolosità sismica.
  • Sorgenti Dibattute (DSS): aree attorno a faglie attive proposte in letteratura, ma non sufficientemente documentate oppure oggetto di opinioni contrastanti.
  • Zone di Subduzione (SD): rappresentazioni semplificate delle interfacce di subduzione, responsabili di terremoti in tali aree.

Il DISS viene continuamente aggiornato, l’ultima versione disponibile è la 3.3.1 pubblicata a maggio 2025, che ha introdotto una nuova singola sorgente sismogenetica legata al terremoto di Mw 5.5 nel Mar Adriatico del 2022, nuove sorgenti composite e miglioramenti ai parametri delle sorgenti esistenti.

A chi è utile la Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche?

La mappa del DISS è uno strumento essenziale per un’ampia gamma di utenti, come:

Ricercatori: il DISS ha come obiettivo principale l’individuazione delle strutture che generano terremoti e la stima del loro potenziale, è dunque un punto di riferimento per la ricerca scientifica, i modelli geodinamici e l’analisi delle relazioni spaziali tra le faglie. 

Professionisti e istituzioni: le informazioni del DISS sono alla base dei codici per il calcolo della pericolosità sismica e sono utilizzate per studi di scenario. La versione 3.2.1, ad esempio, è stata utilizzata come uno dei dati di ingresso per la Mappa della Pericolosità Sismica Nazionale.

Pianificatori territoriali e urbanisti: queste informazioni sono utilissime per decidere, per esempio, dove è più sicuro costruire e per orientare lo sviluppo urbano in zone meno esposte al rischio sismico. Il database, infatti, supporta la pianificazione territoriale e le decisioni volte a ridurre i rischi naturali legati ai terremoti.

Dove e come consultare la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche

La Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche è consultabile direttamente online e gratuitamente sul Geoportale UrbisMap. Il webgis consente una consultazione semplice e veloce, intuitiva anche per coloro che non hanno dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali.

Segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, nella sezione “seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale.

mappa delle sorgenti sismogenetiche su urbismap

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

informazioni mappa delle sorgenti sismogenetiche: urbismap

Per ciascuna ISS viene fornita un’ampia gamma di parametri georeferenziati e spaziali, tra cui:

Informazioni geometriche: latitudine, longitudine, lunghezza e larghezza del piano di faglia, profondità massima e minima (top depth, bottom depth), orientazione (strike) e inclinazione (dip) della faglia.

Informazioni cinematiche: direzione del movimento (rake), spostamento per evento (slip per event) e velocità di scorrimento media annua (slip rate).

Magnitudo e ricorrenza: la magnitudo del terremoto associato e la massima magnitudo credibile (Mw), oltre all’intervallo di ricorrenza stimato. 

Per un quadro informativo completo sulla situazione sismica italiana, UrbisMap mette a disposizione anche la mappa della classificazione sismica, consultabile sempre gratuitamente sul Geoportale.

In sintesi, la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche rappresenta uno degli strumenti più importanti e completi per comprendere la distribuzione del rischio sismico in Italia. Grazie alla sua integrazione in piattaforme facilmente accessibili e intuitive come UrbisMap, oggi è possibile per professionisti, ricercatori, tecnici e per chiunque sia interessato,  consultare con semplicità informazioni fondamentali per la valutazione del pericolo sismico e per una pianificazione territoriale più consapevole e sicura.

Consulta subito la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche sul Geoportale!

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