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Aerofotogrammetria di Sant’Antioco disponibile su UrbisMap

UrbisMap ha pubblicato nel proprio Geoportale l’aerofotogrammetria di Sant’Antioco, rendendo disponibile online  una dettagliata rappresentazione degli edifici  e delle principali componenti infrastrutturali del territorio comunale. 

Tra le classi tematiche che il layer restituisce in mappa troviamo: edifici (ED), edifici in costruzione (Ed_c), tettoie (Tet), impianti sportivi (Is), aree portuali (Ap), acque (Ac), aree inedificate (Ain), sedime stradale (St) e marciapiedi (M).

Si tratta, in pratica, di una mappatura capillare degli edifici e delle principali componenti antropiche e infrastrutturali del territorio comunale di Sant’Antioco. 

Cos’è l’aerofotogrammetria?

L’aerofotogrammetria è una tecnica di rilievo che permette di definire la posizione, la forma e le dimensioni degli oggetti sul terreno, utilizzando le informazioni contenute in opportune immagini fotografiche riprese da punti diversi. 

Il principio di base è semplice: riprendere il medesimo oggetto da almeno due punti  di vista differenti al fine di ricostruirne le caratteristiche geometriche e tridimensionali attraverso l’analisi delle immagini.

I vantaggi di questa metodologia sono molteplici:

  • Consente di determinare le caratteristiche degli oggetti senza alcun contatto fisico con essi.
  • Permette un rilievo simultaneo di molti punti, raccogliendo una grande quantità di informazioni.
  • Le misure possono essere eseguite e ripetute a posteriori sui fotogrammi in qualsiasi momento.
  • Garantisce velocità ed economicità nella produzione cartografica di superfici di estensione medio grande.
  • Assicura uniformità di precisione per tutti i punti rilevati.

I principali campi di applicazione dell’aerofotogrammetria

L’impiego dell’aerofotogrammetria, grazie alla sua efficacia e versatilità, si è diffuso in svariati settori, come:

Edilizia e urbanistica:è uno strumento determinante nella verifica degli abusi edilizi. Sentenze come quella del Tar della Sicilia n.4268/2024 hanno riconosciuto l’importanza delle immagini aeree e dei dati aerofotogrammetrici come prove tecnico-scientifiche inconfutabili per dimostrare la natura abusiva delle strutture e il periodo di realizzazione dell’abuso.

Rilievi topografici e cartografia: l’aerofotogrammetria consente la realizzazione di mappe topografiche bidimensionali con curve di livello e veri e propri modelli tridimensionali basati su nuvole di punti.

Gestione ambientale e agricoltura di precisione: permette analisi vegetazionali e di uso del suolo, nonché monitoraggi ambientali, valutazioni dell’aria e dell’acqua, sorveglianza forestale e prevenzione incendi. L’aerofotogrammetria risulta quindi cruciale per la pianificazione territoriale e lo sviluppo sostenibile delle zone, inclusa la prevenzione del degrado ambientale.

Perché questa pubblicazione è importante? 

L’aerofotogrammetria di Sant’Antioco non è una semplice foto dall’alto: su UrbisMap il dato è stato trasformato in vettoriale e reso interrogabile, diventato quindi uno strumento operativo per tecnici, uffici comunali e cittadini. 

Integrando questo layer con altre informazioni presenti sul Geoportale, come il catasto e il PUC, è possibile valutare rapidamente lo stato dell’edificato, verificare vincoli e preparare report informativi utili per pratiche e progettazioni.

Quali informazioni restituisce l’aerofotogrammetria di Sant’Antioco? 

Dall’aerofotogrammetria di Sant’Antioco pubblicata sul Geoportale UrbisMap puoi ottenere, direttamente in mappa, le seguenti informazioni principali:

Classificazione dell’elemento, ad esempio edificio in costruzione (Ed_c) o tettoia (Tet)

Presenza di infrastrutture e attrezzature  (impianti sportivi, aree portuali, marciapiedi ecc)

Elementi naturali e ambientali mappati, come acque e aree inedificate

Queste informazioni vengono restituite insieme ad altri dati territoriali e normativi, e possono essere incrociate con cartografie, banche dati comunali e catastali, ottenendo così un quadro normativo e catastale completo ed esaustivo del punto interrogativo. 

Per un tecnico, per esempio, l’aerofotogrammetria di Sant’Antioco può essere utile per contestualizzare un intervento: comprendere la relazione di un lotto con l’edificato, verificare la presenza di tettoie o distinguere le aree inedificate e le infrastrutture. 

Per un cittadino, invece,  la consultazione dell’aerofotogrammetria di Sant’Antioco è un modo immediato per vedere cosa ricade su una determinata area e, grazie alle altre informazioni presenti sul Geoportale, verificare quali norme e quali vincoli si applicano a quel determinato punto. 

Come consultare l’aerofotogrammetria di Sant’Antioco

La consultazione dell’aerofotogrammetria di Sant’Antioco su UrbisMap è gratuita, veloce e intuitiva, basta seguire questi pochi, semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati, al Geoportale

2. Vai ora nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Aerofotogrammetria di Sant’Antioco” per visualizzare il layer in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale. 

3. Clicca adesso, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto del comune di Sant’Antioco che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Dalla tab tadi, la seconda del menu principale, puoi consultare tutte le informazioni relative al punto cliccato

5. Cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto si aprirà una nuova scheda che raccoglie e dà accesso alle informazioni complete dell’Aerofotogrammetria di Sant’Antioco.

aerofotogrammetria di sant'antioco disponibile su urbismap

Il grande vantaggio di UrbisMap è la sua capacità di integrare queste informazioni con altri dati territoriali e urbanistici di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico. 

Tutte le informazioni presenti sul Geoportale, inoltre, da fonti ufficiali e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo così l’affidabilità del dato.

In sintesi, la pubblicazione dell’aerofotogrammetria di Sant’Antioco su UrbisMap, rappresenta un tassello molto importante per la conoscenza e la gestione del territorio. Grazie a questo strumento, non solo le amministrazioni e i professionisti possono disporre di dati precisi e immediatamente consultabili, ma anche i cittadini hanno la possibilità di accedere a informazioni chiare e aggiornate. 

Che aspetti? Consulta subito l’aerofotogrammetria di Sant’Antioco sul Geoportale UrbisMap!

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Fotovoltaico in centro storico: Sentenza Consiglio di Stato 2808/2025

Negli ultimi anni l’installazione di impianti fotovoltaici nei centri storici è stata oggetto di un acceso dibattito, spesso diviso tra le esigenze di tutela paesaggistica e l’urgente necessità di promuovere la transizione energetica verso fonti rinnovabili.

Tale conflitto ha generato dubbi e incertezze per tecnici, amministrazioni e cittadini, rendendo complicate le procedure autorizzative per interventi che, sebbene a basso impatto ambientale in termini di produzione energetica, possono sollevare questioni estetiche e di compatibilità con contesti di pregio storico-artistico.

In questo scenario, la recente sentenza del Consiglio di Stato 2808/2025 si configura come un punto di svolta, offrendo nuove linee guida e un’interpretazione chiara delle normative vigenti. 

Nell’articolo di oggi analizziamo insieme il caso studio che ha portato a questa decisione e come strumenti come UrbisMap possono supportare il rispetto e l’applicazione di tali principi.

Il caso studio: fotovoltaico in centro storico a Firenze

Il caso esaminato dal Consiglio di Stato riguarda l’appello presentato da due privati cittadini contro il diniego di autorizzazione paesaggistica per l’installazione di impianti fotovoltaici su un fabbricato del Comune di Firenze.

L’edificio in questione è situato all’interno dei “centri storici minori/borghi storici (Zona A)” del regolamento urbanistico comunale, con classificazione “Tessuto Storico o storicizzato prevalentemente seriale-spazio aperto”. Inoltre l’area è soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto ministeriale 23/12/1952, relativo al “Massiccio di Monte Morello”. In più, la Soprintendenza ha evidenziato che l’area rientra nella Buffer Zone del sito UNESCO “Ville e Giardini Medicei di Toscana”, rafforzando i livelli di tutela esistenti.

Inizialmente, la Commissione locale per il paesaggio aveva espresso un parere favorevole condizionato, richiedendo l’integrazione e l’armonizzazione cromatica dei pannelli al manto di copertura. Tuttavia, la Soprintendenza aveva dato un parere vincolante negativo per la parte fotovoltaica del progetto iniziale, giudicandolo un elemento estraneo e non compatibile con il contesto storico e paesaggistico.

Successivamente i richiedenti hanno presentato una nuova istanza semplificata con una soluzione progettuale diversa, che prevedeva pannelli rosso mattone, integrati al manto di copertura e conformi alle prescrizioni iniziali della Commissione. 

Nonostante queste modifiche, la Commissione per il paesaggio e il Comune di Firenze hanno rigettato la nuova richiesta, basandosi però sul parere negativo espresso dalla Soprintendenza in relazione al progetto precedente e ormai superato.

Le ragioni del diniego e il ricorso al TAR

Il diniego iniziale e la sua conferma da parte del Comune di Firenze, si fondavano principalmente sui pareri negativi della Commissione per il Paesaggio e della Soprintendenza, che consideravano l’intervento incompatibile con il contesto paesaggistico per “quantità, visibilità e mancanza di qualunque elemento di mitigazione ambientale”.

Il Comune avrebbe fondato il diniego su pareri relativi a una soluzione progettuale precedente e differente da quella oggetto degli atti richiamati e la motivazione sarebbe risultata “del tutto apparente, carente e stereotipata”. 

È stata contestata la mancanza di un dissenso costruttivo, di indicazioni quali-quantitative sull’incongruenza della soluzione proposta e  di una valutazione comparativa tra le caratteristiche dell’intervento e le prescrizioni di vincolo.

Gli istanti hanno impugnato il diniego davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (T.a.r.) per la Toscana, ma il T.a.r. ha respinto il ricorso, ritenendo adeguatamente motivati i pareri della Soprintendenza e della Commissione per il Paesaggio e portando i cittadini a ricorrere al Consiglio di Stato.

La sentenza del Consiglio di Stato

Con la sentenza 2808/2025 il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e riformato la sentenza di primo grado, annullando gli atti impugnati,  riconoscendo la fondatezza delle argomentazioni dei ricorrenti e stabilendo un nuovo approccio per l’installazione di pannelli fotovoltaici in zone storiche e vincolate.

La decisione del Consiglio si fonda su diverse motivazioni fondamentali:

1. Deficit istruttorio e travisamento dei fatti: l’amministrazione ha negato la richiesta basandosi su un progetto precedente e ormai superato, senza valutare adeguatamente la nuova soluzione progettuale proposta.

2. Carenza di motivazione e dissenso costruttivo: la motivazione del diniego è stata giudicata carente. L’amministrazione non si è fatta carico di svolgere un adeguato contemperamento dell’interesse pubblico alla tutela del paesaggio con l’interesse pubblico volto all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili. È mancato inoltre il cosiddetto “dissenso costruttivo”, previsto invece in caso di esito negativo, come stabilito dall’articolo 11, comma 6 del D.P.R. n.31 del 2017. 

3. Nuova interpretazione estetica: l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti non deve più essere automaticamente considerata un elemento di disturbo visivo. Con la sentenza 2808/2025 non è più possibile applicare categorie estetiche tradizionali che li qualificherebbero inevitabilmente come intrusioni. 

4. Valutazione caso per caso:  la compatibilità dei pannelli con il contesto paesaggistico deve essere esaminata caso per caso, ponendo l’attenzione sulle modalità di integrazione nell’edificio e nell’ambiente circostante.

5. Requisiti di mitigazione dell’impatto: le autorizzazioni possono essere concesse se l’impatto visivo è minimizzato. Questo include l’integrazione dei pannelli nel manto di copertura, l’uso di colori armonizzati e una disposizione che non alteri la sagoma degli edifici e che non sia visibile da spazi pubblici o da punti panoramici.

6. Opere di pubblica utilità: gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sono qualificati come opere di pubblica utilità, il che richiede motivazioni particolarmente stringenti per un eventuale diniego. Il divieto assoluto è ammesso solo nelle “aree non idonee” individuate dalla Regione, mentre negli altri casi la compatibilità va esaminata individualmente. 

7. Procedura semplificata: il Consiglio di Stato ha inoltre confermato la correttezza della procedura semplificata adottata dagli appellanti, in quanto per casi come questo non è richiesto il parere preliminare della Soprintendenza se l’amministrazione competente si orienta negativamente sull’istanza.

In sintesi, il Consiglio di Stato ha evidenziato che il diniego all’installazione di impianti fotovoltaici, anche in zone vincolate, deve essere specificamente e adeguatamente motivato, prendendo in considerazione le soluzioni progettuali attuali e l’obiettivo pubblico di incentivare l’utilizzo di energie rinnovabili.

L’installazione non deve automaticamente essere considerata un disturbo, ma la sua compatibilità va valutata caso per caso, con particolare attenzione all’integrazione architettonica e alla minimizzazione dell’impatto visivo.

Implicazioni per l’installazione del fotovoltaico nei centri storici

La sentenza 2808/2025 del Consiglio di Stato porta con sé importanti implicazioni.

Essa stabilisce che, pur in presenza di vincoli paesaggistici, l‘installazione di impianti fotovoltaici possono essere comunque autorizzate, a condizione che l’impatto visivo sia minimizzato e che le soluzioni progettuali adottino elementi come pannelli di colori integrati, materiali che si armonizzino con l’ambiente circostante e che non alterino la sagoma dell’edificio. 

È chiaro, dunque, l’invito ai progettisti a operare in modo responsabile, bilanciando innovazione e conservazione.

UrbisMap: uno strumento indispensabile per la consultazione della normativa

La complessità delle normative, dei vincoli paesaggistici e la necessità di una valutazione caso per caso, rendono fondamentale per tecnici, amministrazioni e cittadini avere accesso a informazioni chiare e aggiornate per capire cosa è consentito in una determinata zona.

Qui entra in gioco UrbisMap, un Geoportale nazionale che si propone come soluzione per consultare velocemente e in qualsiasi momento, piani urbanistici, dati catastali, vincoli e normative territoriali di tutta Italia.

UrbisMap permette di:

– Accedere in modo semplice e immediato alle mappe dei vincoli paesaggistici, urbanistici e ambientali.

– Verificare se un edificio di trova in un’area soggetta a tutela o in una zona non idonea all’installazione di impianti fotovoltaici.

– Consultare in modo intuitivo la normativa vigente, senza dover ricorrere a complicate e lunghe ricerche nei testi legislativi. 

– Facilitare la comunicazione tra cittadini, professionisti e amministrazioni, riducendo i margini di errore nelle richieste di autorizzazione.

Come consultare la mappa dei siti non idonei all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili e la normativa vigente

Vediamo insieme, passo passo, come consultare la mappa dei siti non idonei all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili sul Geoportale UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “siti non idonei all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale.

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare, cliccaci sopra per geolocalizzarti e verifica se fa parte dei siti non idonei all’installazione.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato, compresa tutta la normativa vigente. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

UrbisMap si caratterizza per la sua interfaccia semplice e intuitiva. Non occorre avere competenze tecniche particolari per poterlo utilizzarle: in pochi clic chiunque può ottenere le informazioni territoriali desiderate. 

Un altro grande vantaggio è la completezza delle informazioni fornite che provengono da fonti ufficiali e sono costantemente soggette a monitoraggio e aggiornamento, garantendo così l’affidabilità del dato.

Per concludere, la sentenza del Consiglio di Stato 2808/2025 rappresenta un passo significativo verso l’integrazione delle energie rinnovabili nel patrimonio architettonico e paesaggistico italiano. 

Riconoscendo l’obiettivo di interesse nazionale della produzione energetica da fonti rinnovabili, impone alle amministrazioni un onere motivazionale più stringente per i dinieghi, richiedendo una valutazione caso per caso basata sull’effettiva integrazione e minimizzazione dell’impatto visivo. 

All’interno di questo contesto normativo in evoluzione, strumenti come UrbisMap diventano essenziali per tecnici, amministrazioni e cittadini, in quanto offre la capacità di consultare rapidamente e affidabilmente la normativa vigente e i vincoli territoriali, consentendo di progettare installazioni di impianti fotovoltaici in modo consapevole e conforme, facilitando così la transizione energetica senza compromettere il valore del patrimonio storico. 

Verifica subito la normativa vigente e le zone idonee all’installazione di impianti fotovoltaici su UrbisMap!

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Mappa delle Zone Umide di importanza internazionale online su UrbisMap 

Le zone umide di importanza internazionale, conosciute anche come siti RAMSAR, sono territori essenziali per la biodiversità. Si tratta di ambienti di straordinaria importanza, che svolgono un ruolo cruciale nella regolazione del clima e nella protezione dell’ambiente. 

Tuttavia, queste aree sono costantemente minacciate da attività umane come l’agricoltura intensiva, il drenaggio, l’inquinamento e l’urbanizzazione. 

Per rispondere a questa urgenza è nata la Convenzione di Ramsar, il primo trattato intergovernativo con lo scopo di conservare e gestire questi ecosistemi. Essere in grado di identificare, monitorare e gestire in modo efficiente queste zone è fondamentale, ed è qui che strumenti come il Geoportale UrbisMap assumono un ruolo strategico, offrendo un accesso semplice, immediato e intuitivo a risorse come la mappa delle zone umide di importanza internazionale. 

Cosa sono le zone umide di importanza internazionale (siti Ramsar)?

La Convenzione di Ramsar, comunemente nota come “Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale” è stata firmata il 2 febbraio 1971 a Ramsar, in Iran e promosso da un gruppo di governi, istituzioni scientifiche e organizzatori internazionali, con lo scopo di tutelare e gestire le zone umide a livello globale.

Ai sensi della Convenzione, le zone umide sono definite in modo molto ampio, includendo paludi, acquitrini, torbiere, bacini naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata.

Sono comprese anche le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri. 

La definizione si estende anche alle zone rivierasche, fluviali o marine adiacenti, alle isole o distese d’acqua marina più profonde, se situate entro i confini delle zone umide e se hanno importanza come habitat per gli uccelli acquatici.

L’obiettivo originale della Convenzione era quello di invertire il processo di trasformazione e distruzione delle zone umide, riconosciute come ambienti primari per la vita degli uccelli acquatici, che necessitano di rotte migratorie attraverso diversi Stati e Continenti. 

Con il tempo, l’obiettivo si è allargato a tutti gli aspetti della conservazione e dell’uso sostenibile delle zone umide, promuovendo il concetto di “uso saggio”, inteso come sinonimo di uso sostenibile.

I Paesi aderenti alla Convenzione sono, ad oggi, 172 con 2400 siti designati per una superficie totale di più di 250 milioni di ettari. Questi Paesi si impegnano a:

  • Designare le zone umide del proprio territorio, da includere in un elenco di zone umide di importanza internazionale;
  • Includere azioni specifiche per la conservazione delle zone umide nei piani di uso del suolo;
  • Istituire riserve naturali nelle zone umide (anche quelle non incluse nella lista Ramsar);
  • Promuovere attività di formazione specifica in ricerca, gestione e sorveglianza delle zone umide;
  • Incoraggiare le ricerche, gli scambi con altre parti di dati e di pubblicazione relativi alle zone umide.

L’applicazione della Convenzione di Ramsar in Italia

L’Italia ha ratificato la Convenzione di Ramsar, rendendola esecutiva con il DPR 13 marzo 1976, n.448 e il successivo DPR 11 febbraio 1987, n.184. 

Questo ha comportato una serie di impegni a livello nazionale:

– L’identificazione e la designazione di nuove zone umide 

– L’implementazione di attività di monitoraggio e sperimentazione

– La preparazione di un “Rapporto Nazionale” per ogni conferenza delle Parti

– L’attivazione di modelli per la gestione delle zone umide. 

Attualmente l’Italia conta 57 zone umide di importanza internazionale riconosciute e inserite nell’elenco della Convenzione di Ramsar, distribuite in 15 Regioni e per un totale di 73.982 ettari. Questi siti sono considerati inoltre Beni Paesaggistici e sono tutelati per legge, un esempio ci è dato da luoghi come lo Stagno di Molentargius, lo Stagno di Cagliari e lo Stagno di Cabras, in Sardegna.

Perchè le zone umide sono così importanti?

Le zone umide sono ecosistemi insostituibili per molteplici ragioni: 

1. Regolazione climatica: sono tra i serbatoi di carbonio più efficaci del pianeta. Grazie alla loro capacità di accumulare materia organica in decomposizione, immagazzinano quantità significative di carbonio, contribuendo a mitigare l’effetto serra. La loro distribuzione, al contrario, rilascia carbonio sotto forma di anidride carbonica.  metano o protossido di azoto, intensificando il riscaldamento globale.

2. Biodiversità: Rappresentano ambienti fondamentali per la riproduzione e la diversità della vita, in Italia, per esempio, il 30% degli uccelli è legato alle zone umide.

3. Servizi ecosistemici: Forniscono una vasta gamma di servizi essenziali per l’umanità, tra cui la fitodepurazione (depurazione dell’acqua), la regolazione idrogeologica (protezione da siccità e inondazioni), abbondanza di risorse trofiche e protezione delle coste.

4. Salute umana: l’integrità delle zone umane è collegata direttamente alla salute umana. La distruzione delle zone umide può favorire la diffusione di malattie trasmesse da vettori e aumentare la presenza di contaminanti nell’acqua, esponendo la popolazione a maggiori rischi sanitari. 

L’importanza della consultazione della mappa delle zone umide di importanza internazionale

Consultare la mappa delle zone umide di importanza internazionale è importante per diversi motivi, sia per professionisti che per cittadini:

– Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile: la conoscenza della localizzazione di queste zone è fondamentale per la pianificazione territoriale in settori come l’urbanistica o l’agricoltura, permette infatti di elaborare piani e progetti che siano compatibili con gli obiettivi di conservazione, promuovendo uno sviluppo più consapevole e sostenibile.

– Prevenzione del degrado ambientale: identificare le aree sensibili aiuta a pianificare attività che evitino il degrado degli habitat naturali e la perturbazione delle specie per le quali queste zone sono state designate. 

Questo, non solo tutela l’ambiente, ma evita anche potenziali sanzioni legali. 

– Accesso a finanziamenti: la presenza o la vicinanza a un sito Ramsar può essere un fattore determinante per accedere a fondi o programmi di cofinanziamento destinati alla conservazione della natura e al ripristino ambientale.

– Sensibilizzazione e partecipazione pubblica: essere informati sulle aree protette del proprio territorio favorisce il rispetto dell’ambiente, promuove il turismo sostenibile e incoraggia la partecipazione attiva dei cittadini alla tutela ambientale. 

Dove e come consultare la mappa delle zone umide di interesse internazionale? 

La mappa delle zone umide di importanza internazionale è consultabile, online e gratuitamente su UrbisMap, un Geoportale nazionale progettato per offrire una consultazione semplice e veloce di dati territoriali e ambientali. 

UrbisMap è uno strumento accessibile a tutti, professionisti, amministrazioni e cittadini, senza la necessità di specifiche competenze tecniche o familiarità con software GIS.

Il Geoportale ha il vantaggio di offrire una consultazione della mappa delle zone umide di importanza internazionale interattiva e integrata con altri dati territoriali, fornendo un accesso immediato e visivo a queste aree vincolate. 

Come consultare la mappa delle zone umide di importanza internazionale su UrbisMap in pochi, semplici passi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Zone umide di importanza internazionale” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale

mappa delle zone umide di importanza internazionale su urbismap

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato

5. Cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto si aprirà una nuova scheda che da raccoglie e dà accesso alle informazioni complete della mappa delle zone umide di importanza internazionale

zone umide di importanza internazionale su urbismap: stagno di Molentargius

Grazie a UrbisMap gli utenti possono visualizzare nel dettaglio le singole zone umide e ottenere informazioni identificative e normative relative ai siti Ramsar, come la denominazione dell’area, dove si trova, su quali basi giuridiche è stata riconosciuta e l’estensione in mq del sito. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

A differenza di molte piattaforme tecniche, spesso riservate a un pubblico tecnico o di difficile accesso, UrbisMap è pensato per essere accessibile a tutti in modo chiaro e intuitivo.

UrbisMap si caratterizza infatti per la sua interfaccia semplice e intuitiva. Non occorre avere competenze tecniche particolari per poterlo utilizzarle: in pochi clic chiunque può ottenere le informazioni territoriali desiderate. 

Un altro grande vantaggio, oltre all’accesso gratuito del Geoportale, è la completezza delle informazioni fornite. La mappa delle zone umide di importanza internazionale può essere infatti consultata in combinazione con altre informazioni urbanistiche e normative di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali, ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico.

È importante sottolineare che tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente soggette a monitoraggio e aggiornamento, garantendo così l’affidabilità del dato.

In sintesi, le zone umide di importanza internazionale, tutelate dalla Convenzione di Ramsar, sono pilastri fondamentali per la conservazione della natura e la mitigazione del cambiamento climatico. 

La possibilità di consultare queste aree in modo rapido, gratuito e intuitivo, grazie a strumenti come UrbisMap, è un passaggio cruciale per promuovere uno sviluppo sostenibile, informato e responsabile.

Consulta subito la mappa delle zone umide di importanza internazionale sul Geoportale UrbisMap!

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GIS nei Comuni Italiani: crescita, divari regionali e le soluzioni di UrbisMap

Negli ultimi anni, l’Italia ha assistito ad una lenta ma costante crescita nell’adozione di software GIS da parte dei Comuni. 

Secondo le rilevazioni ISTAT, la percentuale di amministrazioni locali dotate di strumenti GIS è passata dal 20% nel 2012 al 35% nel 2022, con un miglioramento di soli 6 punti percentuali in un decennio.

In questo articolo analizzeremo insieme i fattori che hanno determinato questa diffusione, le differenze tra le diverse regioni italiane e il ruolo che strumenti come UrbisMap possono giocare per accelerare la digitalizzazione e la gestione del territorio. 

All’interno del panorama  della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, l’adozione di strumenti avanzati per la gestione del territorio, come i Sistemi Informativi Geografici (GIS), è ormai diventata essenziale.

Un panorama nazionale in lenta evoluzione: i dati ISTAT sui sistemi GIS nei Comuni italiani

In Italia l’analisi dei dati Istat sulle tecnologie ICT nella Pubblica Amministrazione locale offre uno sguardo dettagliato sull’andamento dell’adozione dei sistemi GIS negli ultimi anni.

I dati mostrano una lenta ma progressiva crescita a livello nazionale nell’utilizzo di software GIS da parte dei Comuni. Se nel 2012 la percentuale dei Comuni dotati di questi sistemi era del 29%, dieci anni dopo, secondo i dati analizzati del 2022, è salita al 35%. 

Nonostante questo incremento, il dato più rilevante è che ancora oggi solo 1 comune su 3 in Italia dispone di strumenti GIS, evidenziando una significativa e non trascurabile lacuna.

L’impiego dei sistemi GIS è infatti cruciale per:

– la programmazione e pianificazione del territorio, consentendo di visualizzare e analizzare dati complessi per decisioni informate;

– la progettazione, facilitando la creazione e la gestione di infrastrutture e interventi;

-la gestione delle emergenze, migliorando drasticamente la capacità di coordinare interventi e localizzare le risorse;

-la trasparenza amministrativa, rendendo accessibili e comprensibili le informazioni territoriali per tutti.

Il quadro nazionale è però tutt’altro che omogeneo, caratterizzato da divari regionali importanti ed evidenti:

  • In testa, per l’adozione di software GIS, troviamo stabilmente i Comuni del Trentino Alto Adige 
  • Seguono i comuni della Toscana, dell’Emilia Romagna, del Friuli Venezia Giulia e della Sardegna. La Toscana, in particolare, si conferma tra le regioni più attrezzate  e stabili nel tempo, con oltre il 56% dei Comuni che già nel 2012 disponeva di strumenti GIS, dimostrando un impegno precoce e costante nell’investimento in queste tecnologie.
  • All’opposto, in coda, troviamo prevalentemente regioni del sud, ma non solo, indicando che le barriere sull’adozione non sono solo geografiche ma probabilmente multifattoriali. 

Queste differenze regionali si riflettono anche in altri indicatori ICT. Ad esempio, prendendo sempre i dati del 2022, la presenza in un ufficio autonomo di informatica è appena del 21,0% dei Comuni italiani (in aumento rispetto al 14,9% del 2018), mentre l’8,1% dei Comuni ne ha istituito uno in gestione associata, con un picco del 77% in Emilia Romagna. 

Anche la formazione ICT per il personale mostra dei divari: dal 38,4% dei Comuni del Nord-est che hanno organizzato corsi di informazione informatica, al 16,7% di quelli del Mezzogiorno. 

La lenta crescita e i persistenti divari evidenziano l’urgente necessità di un nuovo impulso attraverso risorse e formazione specifica. 

Le Amministrazioni locali necessitano di investimenti per l’acquisto di software, di sistemi in grado di gestire i dati geografici e di personale formato per sfruttare appieno il potenziale dei GIS. 

Perché scegliere un sistema GIS per il proprio Comune?
UrbisMap: una soluzione integrata per PA e cittadini

Nel panorama attuale, soluzioni innovative come UrbisMap si distinguono come strumenti concreti che supportano i Comuni nel colmare il divario digitale e nell’adozione di sistemi GIS.

UrbisMap è un Geoportale in cloud pensato per aiutare Pubbliche Amministrazioni, tecnici e cittadini a consultare velocemente e in qualsiasi momento piani urbanistici, dati catastali, vincoli e normative territoriali. 

Il Geoportale si distingue per essere:

Facile e veloce: la visualizzazione di dati urbanistici, catastali e normativi è accessibile in pochi clic.

Affidabile: i dati provengono da fonti ufficiali di comuni e Regioni e sono soggetti a costante aggiornamento 

Smart e responsive: UrbisMap è utilizzabile da qualsiasi dispositivo, garantendo che i dati siano sempre a disposizione. Questa versatilità è un vantaggio notevole per le amministrazioni, che spesso devono operare sul campo o in contesti con infrastrutture ICT meno consolidate.

UrbisMap offre inoltre una serie di servizi avanzati dedicati specificatamente a Comuni e Enti, progettati per velocizzare e semplificare i processi di controllo e gestione del territorio, oltre che la consultazione di dati tecnici e urbanistici. 

Tra le funzionalità chiave di UrbisMap abbiamo per esempio:

1. Generare ed editare in pochi clic report e certificati di destinazione urbanistica, singoli o multipli. 

2. Servizio di digitalizzazione di piani urbanistici e norme vigenti (da cartaceo a formato shape) per gli Enti che non dispongono di dati digitali.

3. Effettuare ricerche catastali tramite dati censuari e conoscere la posizione su mappa di fabbricati e terreni.

4. Sviluppare sistemi di interoperabilità con portali istituzionali come il SUAPE regionale e la PDND, un aspetto sempre più richiesto nella digitalizzazione della PA.

5. Supportare il settore tributi con servizi di individuazione e calcolo delle aree produttive e del loro valore, ottimizzando il processo di richiesta delle imposte.

6. Servizio di digitalizzazione dell’archivio cartaceo dell’Ente, con creazione del fascicolo del fabbricato e geolocalizzazione sul webgis di tutte le pratiche.

Essendo un servizio interamente in cloud, inoltre, UrbisMap non richiede nessuna installazione sui server o computer dell’Ente, garantendo l’ultima versione disponibile e l’aggiornamento costante dei dati. 

Le convenzioni con UrbisMap prevedono, in più, utenze “no limits” per gli Enti, indipendentemente dalle loro dimensioni, rimuovendo un potenziale ostacolo all’adozione diffusa. 

In sintesi, i dati Istat evidenziano un percorso di crescita dell’adozione dei GIS nei Comuni italiani, sebbene lento e diseguale. Il fatto che solo un terzo dei Comuni disponga di questi strumenti, indispensabili per la gestione del territorio, richiama l’urgenza di un intervento mirato. In quest’ottica, la proposta di una rinnovata “Intesa GIS” a trent’anni dal suo primo tentativo, potrebbe essere una buona occasione per rilanciare la collaborazione tra Stato e Regioni.

Soluzioni come UrbisMap dimostrano come i software GIS possano funzionare come ponte per la digitalizzazione, offrendo strumenti accessibili, affidabili e completi per Enti e Comuni. La sua natura in cloud, la facilità d’uso e la ricchezza di dati e funzionalità specifiche per le PA, contribuiscono ad alleggerire la burocrazia, migliorare la trasparenza e supportare le decisioni critiche in materia territoriale. 

L’integrazione di strumenti come UrbisMap nel tessuto amministrativo italiano può accelerare la modernizzazione, consentendo a tutti i Comuni, inclusi quelli che oggi si trovano “in coda”, di dotarsi degli strumenti necessari per affrontare le sfide del futuro e offrire servizi sempre più efficienti e trasparenti ai propri cittadini. 

Vuoi ricevere maggiori informazioni sui servizi di UrbisMap per la tua Amministrazione? Contattaci utilizzando il form sottostante!

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Piano Regolatore Generale di Campobasso disponibile su UrbisMap

Disponibile gratuitamente sul Geoportale UrbisMap il Piano Regolatore Generale di Campobasso, strumento urbanistico fondamentale che regola l’uso e la trasformazione del territorio comunale di Campobasso.

L’obiettivo di questa pubblicazione è quello di permettere a cittadini, tecnici e professionisti del settore di consultare con facilità e velocità la normativa vigente, conoscere la destinazione urbanistica di ogni area e accedere in poco tempo alle Norme Tecniche di Attuazione e al Regolamento Edilizio di Campobasso, promuovendo trasparenza, semplificazione e accessibilità. 

L’evoluzione del Piano Regolatore Generale di Campobasso

Il PRG di Campobasso, adottato inizialmente nel 1954, fu aggiornato in maniera sostanziale con la variante approvata con il Decreto Ministeriale n.1831 il 31 marzo 1972 e tuttora vigente. Il PRG di Campobasso è stato poi integrato nel tempo con una serie di varianti tematiche e localizzate.

Negli anni il piano ha cercato di favorire la crescita urbana, regolando l’espansione residenziale, la realizzazione di servizi e infrastrutture e la tutela del patrimonio ambientale. 

Il Piano Regolatore Generale di Campobasso è ancora oggi lo strumento normativo di riferimento per ogni intervento urbanistico riguardante il territorio comunale di Campobasso.

Come consultare il Piano Regolatore Generale di Campobasso

Su UrbisMap il PRG di Campobasso è accessibile a tutti gratuitamente, previa registrazione (sempre gratuita) al Geoportale.

La consultazione è rapida e intuitiva anche per chi non possiede competenze tecniche, basta seguire questi semplici passaggi:

1. Accedi al Geoportale a questo link

2. Clicca sulla mappa sopra il Territorio di Campobasso per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Consulta il Piano Regolatore Generale di Campobasso cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto.

piano regolatore generale di Campobasso: consultazione completa

Il Geoportale, per una lettura più approfondita e completa del PRG di Campobasso, mette a disposizione i seguenti documenti:

  • Norme Tecniche di Attuazione (NTA) di Campobasso: documento integrativo del PRG che ne definisce le modalità di attuazione. Le NTA suddividono il territorio comunale di Campobasso in diverse zone, stabilendo per ciascuna specifiche prescrizioni urbanistiche ed edilizie.
  • Regolamento Edilizio di Campobasso: documento normativo completo che disciplina l’attività edilizia nel Comune. Fornisce le basi legali e tecniche per la progettazione, la costruzione, la trasformazione e la manutenzione degli immobili, con l’obiettivo di garantire la conformità urbanistica, la sicurezza e la qualità architettonica. 

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale e forniscono dettagli cruciali su aspetti come:

Opere soggette ad autorizzazione: nuove costruzioni, ampliamenti, modifiche esterne, demolizioni,scavi, recinzioni, impianti, ecc.

Elementi di abitabilità: classificazione e caratteristiche dei locali, altezze minime, cortili.

Parametri edilizi: superficie utile, superficie coperta, volume edificato, numero di piani.

Prescrizioni igienico-edilizie: salubrità del terreno, isolamento dall’umidità e termico, isolamento fonico, fognature.

Prescrizioni antincendio: muri tagliafuoco, solai resistenti al fuoco, coperture, scale, ecc.

Urbanizzazione ed edificazione delle aree, inclusi gli oneri e la gestione delle lottizzazioni.

Norme per il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili, introdotte nel 2008, con requisiti per impianti solari termici e fotovoltaici.

Sanzioni per le contravvenzioni alle norme.

Piano regolatore generale di Campobasso: consulta e scarica NTA e Regolamento Edilizio

Come capire se posso aprire un’attività di affittacamere in una zona residenziale di Campobasso

Un cittadino di Campobasso, proprietario di un appartamento in una zona vicino al centro, sta valutando la possibilità di aprire una piccola attività di affittacamere o B&B. Per verificare in modo veloce e autonomo la fattibilità del progetto, senza rischiare di intraprendere una pratica edilizia incompatibile con le normative locali, decide di utilizzare UrbisMap.

Accedendo al Geoportale e localizzandosi sul proprio immobile sulla mappa, accede subito al PRG di Campobasso, scoprendo in pochi minuti che l’edificio rientra nella Zona B-conservazione e parziale trasformazione. 

A questo punto, apre le Norme Tecniche di Attuazione, disponibili direttamente sul Geoportale e leggendo la normativa urbanistica scopre che in questa zona:

  • Sono ammessi usi misti, che integrano la residenza con attività compatibili, come studi professionali o piccole attività ricettive.
  • Le trasformazioni sono consentite, ma devono mantenere il decoro architettonico e la compatibilità ambientale. 
  • È richiesto un eventuale piano quadro per interventi più estesi.

Grazie a questa verifica preliminare, svolta in pochissimo tempo e in maniera totalmente autonoma, il cittadino comprende che l’avvio di un B&B è compatibile con la destinazione urbanistica, con alcune condizioni da rispettare. Può quindi procedere con maggiore sicurezza agli step successivi e affidarsi a un tecnico per l’elaborazione del progetto e delle varie pratiche necessarie.

Come verificare se è possibile trasformare un edificio industriale dismesso in uno spazio multifunzionale a Campobasso

Un tecnico riceve l’incarico di valutare la riqualificazione di un edificio dismesso situato in un’area periferica di Campobasso.

L’idea è quella di trasformare il capannone, precedentemente riservato ad attività industriale leggera, in uno spazio polifunzionale che ospiti coworking, laboratori artigianali e aule per la formazione professionale.

Il tecnico, scegliendo UrbisMap come strumento di consultazione, accede al Geoportale e si geolocalizza nell’immobile, scoprendo che la zona in cui è situato è classificata come Zona I-industria. 

Grazie alla presenza diretta delle NTA di Campobasso sul Geoportale, verifica in pochi minuti che:

  • La destinazione industriale dell’area è confermata, ma sono ammesse anche attività miste di tipo terziario e formativo, se compatibili con la destinazione generale della zona.
  • Sono previsti interventi di ristrutturazione e riconversione, purché non si generi carico urbanistico eccessivo e siano rispettati gli standard minimi (parcheggi, accessibilità, servizi, ecc).
  • È possibile attuare le trasformazioni direttamente, senza necessità di piani attuativi, se gli interventi non superano determinati limiti volumetrici.

Con queste informazioni il tecnico può comunicare con precisione al cliente che l’intervento è parzialmente fattibile e può avviare uno studio di fattibilità preliminare rispettando le prescrizioni urbanistiche.

Potrà poi predisporre una pratica edilizia conforme, evitando rischi di blocco in fase istruttoria.

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il Geoportale UrbisMap rende la consultazione di informazioni come il Piano Regolatore Generale di Campobasso semplice e immediata grazie a fattori come:

  • Accesso gratuito a dati urbanistici e catastali.
  • Interfaccia intuitiva, di facile utilizzo anche per chi non possiede competenze tecniche specifiche.
  • Report dettagliati, scaricabili per supportare pratiche edilizie, richieste amministrative o curiosità personali.
  • Dati sempre aggiornati, e provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni, per garantire informazioni coerenti con la normativa vigente.

Link al piano: https://www.urbismap.com/campobasso

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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Certificato di destinazione Urbanistica: cos’è, quando serve e come semplificarne la redazione con UrbisMap

Il certificato di destinazione urbanistica (CDU) è un documento di fondamentale importanza, un vero e proprio pilastro per garantire la trasparenza e la legalità nel mondo dell’edilizia e nelle operazioni di sviluppo territoriale.

Spesso sottovalutato, il CDU è essenziale per comprendere le potenzialità e i limiti di un terreno o di un immobile, prevenendo contenziosi e abusi edilizi. 

In questo articolo vedremo insieme cos’è il certificato di destinazione urbanistica, quando è obbligatorio, chi lo richiede, chi lo rilascia e come le Pubbliche Amministrazioni possono semplificare il processo di redazione.

Cos’è il certificato di destinazione urbanistica?

Il certificato di destinazione urbanistica, noto anche come CDU, è un documento ufficiale rilasciato dalle Pubbliche Amministrazioni, generalmente dagli uffici tecnici comunali. 

La sua introduzione nel nostro ordinamento risale al 1982 con la Legge n.94 del 2 marzo 1982, successivamente integrata con la Legge n.47 del 1985 e dal Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001).

Il CDU contiene informazioni dettagliate che riguardano le indicazioni urbanistiche e le prescrizioni che riguardano un terreno o un fabbricato specifico. In pratica, il certificato di destinazione urbanistica descrive la tipologia di utilizzo legalmente stabilita dal Comune di appartenenza per quella determinata area o particella catastale. Esso si basa sul piano regolatore generale (PRG) e sul piano urbanistico del comune di riferimento.

Al suo interno si possono trovare:

  • I dati identificativi del fabbricato o del terreno, come il foglio e il mappale
  • La destinazione d’uso urbanistico (residenziale, agricola, industriale, rurale, commerciale, artigianale ecc.)
  • Parametri urbanistici fondamentali, come l’indice di fabbricabilità, che indica se e come è possibile edificare in quella determinata area.
  • Eventuali vincoli e limitazioni presenti sull’area, come vincoli paesaggistici, archeologici, idrogeologici, sismici o ambientali, che possono limitare significativamente progetti e lavori. 

Perché il certificato di destinazione urbanistica è così importante?

Grazie al CDU è possibile conoscere la zona in cui ricade l’immobile o il terreno, comprendere le possibilità di intervento ammesse, evitare abusi edilizi o errori progettuali.

Il certificato di destinazione urbanistica è dunque un documento di importanza strategica e, in molte casistiche, la sua allegazione è obbligatoria pena la nullità dell’atto. Esso serve a informare l’acquirente sulla reale condizione dell’immobile o del terreno e a identificare limiti e possibilità edificatorie. La sua assenza in atti notarili può portare a ritardi e successive complicazioni.

Quando è richiesto il certificato di destinazione urbanistica?

Il CDU è richiesto in situazioni specifiche, tra cui:

– Compravendita immobiliare

– Successioni e divisioni ereditarie

– Pratiche edilizie, in caso di richiesta d permesso di costruire, SCIa o altre autorizzazioni urbanistiche

– Frazionamenti catastali  

Sostanzialmente, il CDU è il punto di partenza per qualsiasi intervento sul territorio, rappresentando uno strumento chiave di trasparenza e pianificazione. 

Chi rilascia il certificato di destinazione urbanistica? Il ruolo della Pubblica Amministrazione

Il certificato di destinazione urbanistica viene rilasciato dalla Pubblica Amministrazione, più precisamente dagli uffici tecnici comunali.

Essendo un documento ufficiale, ha un forte valenza certificativa e legale, per questo motivo ogni CDU deve essere:

  • redatto con precisione e rigore normativo
  • aggiornato in base agli strumenti urbanistici vigenti 
  • conservato in digitale secondo i criteri di tracciabilità e trasparenza

L’importanza di un CDU corretto

Un CDU errato o incompleto può generare conseguenze gravi conseguenze come contese legali, errori nei rogiti notarili, ritardi nell’esecuzione degli interventi a causa di pratiche respinte o da correggere, responsabilità legali per il tecnico o l’amministrazione che ha rilasciato il documento.

Per questo motivo, è fondamentale che i CDU vengano redatti con accuratezza e precisione, integrando tutte le informazioni aggiornate relative ai piani urbanistici, ai vincoli sovracomunali, ai piani di governo del territorio e agli strumenti paesaggistici o ambientali.

Inoltre, se consideriamo che molte amministrazioni devono gestire centinaia di richieste ogni anno, spesso con un personale ridotto, diventa necessario dotarsi di strumenti in grado di semplificare e velocizzare il processo.

Cosa occorre per redigere un CDU

Per redigere un certificato di destinazione urbanistica, il Comune o il tecnico incaricato, deve disporre di diverse informazioni, tra cui:

– I dati catastali del terreno

– La normativa urbanistica vigente

– Vincoli che ricadono su quella zona

– Strumenti urbanistici attuativi, se presenti, come piani di lottizzazione, piani particolareggiati ecc

La redazione manuale di un CDU richiede quindi una consultazione incrociata di diversi strumenti e piattaforme, il che rende il processo complesso, soggetto a errori e spesso lento, soprattutto in mancanza di un software integrato.

UrbisMap: lo strumento ideale per la redazione semplificata dei CDU

In questo contesto, UrbisMap si propone come soluzione innovativa per supportare le Pubbliche Amministrazioni nella redazione puntuale e semplificata dei certificati di destinazione urbanistica

UrbisMap è un Geoportale in cloud pensato appositamente per supportare e semplificare il lavoro delle Pubbliche Amministrazioni (Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Province e Regioni), con l’obiettivo di ottimizzare la gestione del territorio sotto molteplici aspetti: urbanistico, edilizio, tributario, produttivo, di controllo e salvaguardia ambientale.

Il Geoportale offre diverse funzionalità per la PA che incidono direttamente sulla qualità e completezza dei dati alla base dei CDU e di altre certificazioni. Grazie all’adozione di UrbisMap, i tecnici comunali possono:

Generare e gestire CDU: questa funzione permette all’ufficio tecnico di generare ed editare certificati di destinazione urbanistica (singoli o multipli) precompilati in pochi minuti. Inoltre, è possibile integrare il CDU con informazioni aggiuntive consultando normativa e articoli completi presenti nel report di destinazione urbanistica. Questo permette di snellire largamente il processo di creazione ed emissione.

Accedere a una visione integrata e aggiornata delle normative urbanistiche, ambientali, paesaggistiche e idrogeologiche.

Incrociare le informazioni locali con quelle provenienti da enti sovraordinati, come la Regione o l’Autorità di Bacino. Questo è un punto di forza per evitare la problematica dei vincoli omessi, che vengono inclusi nella banca dati territoriale consultabile su UrbisMap, riducendo il rischio che vengano trascurati durante la fase di redazione del CDU.

Inoltre, essendo un servizio interamente in cloud, UrbisMap non richiede installazioni sui server dell’Ente e garantisce l’aggiornamento costante dei dati, assicurando che la PA operi sempre con informazioni e strumenti aggiornati. 

L’insieme di queste funzionalità aiuta la Pubblica Amministrazione a creare e mantenere una base dati territoriale digitale completa, aggiornata e integrata, presupposto fondamentale per poter redigere CDU accurati e completi di tutti i vincoli.

In sintesi, il certificato di destinazione urbanistica rappresenta uno degli strumenti principali per la gestione del territorio e la promozione di uno sviluppo urbano ordinato. La sua corretta redazione è fondamentale e richiede attenzione, competenze e strumenti di supporto adeguati.

Il Geoportale UrbisMap si propone come soluzione ideale e strategica per supportare le Pubbliche Amministrazioni nella creazione veloce e semplificata  di CDU accurati, puntuali e affidabili, favorendo l’efficienza operativa degli uffici tecnici e migliorando il servizio al cittadino.

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Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di redazione semplificata di CDU di UrbisMap? Contattaci subito utilizzando il form sottostante!

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Siti di Interesse Comunitario: mappa disponibile su UrbisMap

La conservazione della biodiversità rappresenta una delle sfide attuali più urgenti per contrastare il degrado degli ecosistemi e la perdita di specie.

In questo contesto,  l’Unione Europea ha istituito uno strumento fondamentale: la Rete Natura 2000. Si tratta di una rete ecologica che si estende su tutto il territorio dell’Unione e mira a garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna rari o minacciati a livello comunitario. 

Cuore pulsante di questa rete sono i Siti di Interesse Comunitario (SIC), zone geograficamente definite e selezionate sulla base di criteri scientifici, che svolgono un ruolo essenziale nella salvaguardia dell’equilibrio ecologico. 

Cosa sono i Siti di Interesse Comunitario (SIC)?

I Siti di Interesse comunitario sono istituiti ai sensi della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nota anche come “Direttiva Habitat”. 

Secondo la Direttiva Habitat, un SIC è definito come:

“Un sito che, nella regione biogeografica o nelle regioni biogeografiche cui appartiene, contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale o una specie in uno stato di conservazione soddisfacente”.

Il percorso istitutivo di un SIC segue un processo  articolato. Inizialmente ogni Stato membro, basandosi su criteri scientifici specifici, propone una lista di siti, inizialmente denominati pSIC, ovvero “proposti”, che poi viene valutata e approvata dalla Commissione Europea.

Una volta approvati, i siti vengono inseriti nell’elenco comunitario e successivamente designati come Zone Speciali di Conservazione (ZSC) ed entrano a far parte della Rete Natura 2000, che comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) individuate secondo la Direttiva Uccelli (79/409/CEE, ora 2009/147/CE).

Un sito della Rete Natura 2000 può essere un SIC/ZSC, una ZPS o entrambi, qualora le tutele di sovrappongano. 

I numeri della Rete Natura 2000 In Italia

In Italia, al 2024, i siti della rete Natura 2000 sono 2646 e coprono circa il 19% del territorio terrestre nazionale e oltre il 6% di quello marino. Tra questi:

  • 2385 SIc, di cui 2301 già designati come ZSC
  • 842 ZPS, di cui 578 coincidono con SIC/ZSC

Questi siti,complessivamente proteggono:

  • 131 habitat naturali
  • 92 specie di flora
  • 120 specie di fauna (esclusi gli uccelli)
  •  oltre 387 specie di avifauna.

L’importanza dei Siti di Interesse Comunitario

L’importanza dei SIC risiede nella loro funzione cruciale per la salvaguardia della biodiversità europea. Sono stati istituiti per contrastare la perdita di biodiversità dovuta a urbanizzazione, agricoltura intensiva, inquinamento, cambiamento climatico e distruzione degli habitat. 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le aree Natura 2000 non sono riserve integralmente chiuse all’attività umana. La Direttiva Habitat mira a promuovere il  mantenimento della biodiversità tenendo conto anche delle esigenze economiche, sociali, culturali e regionali, contribuendo così all’obiettivo generale di uno sviluppo sostenibile. 

Perché è importante consultare i SIC?

La consultazione dei Siti di Interesse Comunitario è fondamentale per diversi motivi, sia per i professionisti che per i cittadini:

Valutazione d’incidenza: qualsiasi piano o progetto che non sia direttamente connesso o necessario alla gestione del sito, ma che possa avere incidenze significative su di esso, deve essere sottoposto ad un’appropriata valutazione dell’incidenza sugli obiettivi di conservazione del sito. Questo rende la conoscenza della localizzazione dei SIC e ZSC cruciale per la pianificazione territoriale e lo sviluppo di progetti, specialmente in settori come l’urbanistica, l’agricoltura e quello energetico.

Prevenzione del degrado: gli Stati membri devono adottare misure adeguate per evitare il degrado degli habitat naturali e di quelli delle specie, nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere conseguenze significative per gli obiettivi della direttiva. Consultare la mappa dei SIC permette di identificare le aree sensibili e di pianificare attività che siano compatibili con gli obiettivi di conservazione, evitando potenziali danni ambientali e sanzioni legali.

Pianificazione e sviluppo sostenibile: conoscere e avere accesso ai vincoli e alle opportunità offerti dalla Rete Natura 2000 permette una pianificazione più consapevole e sostenibile dello sviluppo territoriale. L’articolo 2 della Direttiva, in particolare, sottolinea che le misure adottate devono tenere conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, oltre che delle particolarità regionali e locali. La conoscenza dei SIC facilita, dunque, l’integrazione della conservazione della natura con le esigenze umane, promuovendo un approccio equilibrato allo sviluppo.

Accesso a finanziamenti: conoscere i SIC è utile anche per accedere a fondi destinati alla conservazione della natura. La partecipazione a bandi e programmi di cofinanziamento può dipendere dalla presenza o dalla vicinanza a un sito protetto, di conseguenza, la consultazione delle mappe e dei dati associati può aiutare a identificare le aree eleggibili per tali finanziamenti.

Sensibilizzazione e partecipazione pubblica: anche cittadini, studenti, guide ambientali, ecc. possono trarre vantaggio della consultazione dei SIC. Essere informati sulle aree protette del proprio territorio favorisce il rispetto dell’ambiente, la promozione del turismo sostenibile e la partecipazione attiva di tutti.

Dove si possono consultare i SIC?

La consultazione dei Siti di Interesse Comunitario può avvenire attraverso vari strumenti messi a disposizione dalle istituzioni europee e nazionali, tuttavia questi strumenti non sempre risultano molto intuitivi.

È qui che entra in gioco una risorsa fondamentale per una consultazione più interattiva e intuitiva:  il Geoportale UrbisMap.

UrbisMap: uno strumento gratuito e accessibile

UrbisMap è un Geoportale nazionale online che consente la consultazione semplice e veloce di dati territoriali e ambientali. È progettato per essere uno strumento accessibile a tutti: professionisti, amministrazioni e cittadini, senza bisogno di specifiche competenze tecniche o di praticità con software GIS.

Il Geoportale offre la possibilità di consultare gratuitamente la mappa dei Siti di Interesse Comunitario, fornendo un accesso immediato e visivo a queste aree vincolate.

Come consultare la mappa dei SIC su UrbisMap in pochi, semplici passi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Siti di Interesse Comunitario” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale

mappa siti di interesse comunitario su urbismap

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

5. Cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto, si aprirà una nuova scheda che raccoglie e dà accesso alle informazioni complete della mappa dei Siti di Interesse Comunitario.

informazioni sui siti di interesse comunitario, mappa disponibile su urbismap

Grazie a UrbisMap gli utenti possono visualizzare in dettaglio i singoli SIC, identificati da un codice univoco (ad esempio IT6030017) e dal loro nome, oltre a informazioni sulla regione di appartenenza, il loro stato (se si tratta di SIC, ZSC o entrambi), e la data di aggiornamento del dato. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione? 

A differenza di molte piattaforme tecniche, spesso riservate a un pubblico tecnico o di difficile accesso, UrbisMap è pensato per essere accessibile a tutti in modo chiaro e intuitivo.

UrbisMap si caratterizza infatti per la sua interfaccia semplice e intuitiva. Non occorre avere competenze tecniche particolari per poterlo utilizzarle: in pochi clic chiunque può ottenere le informazioni territoriali desiderate. 

Un altro grande vantaggio, oltre all’accesso gratuito del Geoportale, è la completezza delle informazioni fornite. I Siti di Interesse Comunitario possono infatti essere consultati in combinazione con altre informazioni urbanistiche e normative di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali, ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico. 

È importante sottolineare che tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente soggette a monitoraggio e aggiornamento, garantendo così l’affidabilità del dato.

In sintesi, i Siti di Interesse Comunitario rappresentano un pilastro fondamentale della politica europea per la è importantissima per professionisti, amministrazioni e cittadini non è solo una questione di conformità normativa, ma è importantissima sia per professionisti e amministrazioni, sia per i cittadini. In questo contesto strumenti come UrbisMap assumono un ruolo chiave e strategico, rendendo le informazioni sui SIC accessibili, comprensibili e fruibili da tutti. La possibilità di consultare i Siti di Interesse Comunitario in modo rapido e gratuito, è infatti un passaggio cruciale per promuovere uno sviluppo sostenibile, informato e responsabile. 

Consulta subito la mappa dei Siti di Interesse Comunitario sul Geoportale!

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Servizio tributi UrbisMap: gestione fiscale semplificata

Nell’era della digitalizzazione, Enti e  Pubbliche Amministrazioni sono chiamate a innovare i propri processi per offrire servizi più efficienti, trasparenti e accessibili.

In questo contesto UrbisMap si posiziona come partner strategico per le amministrazioni locali, offrendo una suite di strumenti pensati per facilitare la gestione urbana e territoriale.

Tra questi, il servizio tributi sviluppato da UrbisMap, emerge come una soluzione fondamentale, progettata appositamente per supportare gli Enti nella gestione efficace e semplificata delle informazioni e dei dati relativi alla fiscalità territoriale. 

L’obiettivo primario è quello di creare sistemi digitalizzati che facilitino la gestione delle entrate tributarie, garantendo un maggiore controllo e una maggiore velocità nell’intero processo.

Il servizio tributi di UrbisMap

Attualmente per il settore tributi il Geoportale offre le attività di individuazione e calcolo, anche storico, delle aree edificabili o produttive e del loro valore, ottimizzando il processo di richiesta delle imposte.

Il servizio tributi di UrbisMap è però pensato per essere personalizzato e adattato alle richieste delle amministrazioni, in modo da soddisfare le esigenze di ogni Ente. 

Un esempio emblematico di questa personalizzazione è rappresentato dal lavoro svolto per il Comune di Terralba. 

Prima dell’implementazione del servizio personalizzato, il personale del settore finanziario di questo Comune affrontava diverse criticità che rallentavano la raccolta degli oneri e dei tributi dalle attività commerciali presenti sul territorio. 

Tra i problemi principali vi erano:

  • Ridotta disponibilità di personale
  • Limitata specializzazione nell’uso degli strumenti digitali disponibili
  • Assenza di software capaci di fornire una lettura immediata e mirata dei dati necessari per il calcolo dei tributi

Nello specifico, per il calcolo e la richiesta dei tributi alle attività produttive (come la TARI), il personale era costretto a navigare manualmente tra centinaia di pratiche all’interno dello sportello SUAPE alla ricerca di quelle di proprio interesse, ovvero quelle di avvio, variazione o cessazione attività.

Questo processo era estremamente dispendioso in termini di tempo e risorse, dato che le informazioni necessarie per il calcolo dei tributi vanno ricercate all’interno della modulistica SUAPE. Questa situazione rendeva dunque difficile la raccolta tempestiva delle entrate tributarie e rallentava, di conseguenza, l’intero sistema.

La soluzione di UrbisMap: una personalizzazione mirata e strutturata

Per affrontare queste sfide, dopo aver attivato il servizio di interoperabilità SUAPE per il Comune di Terralba, UrbisMap ha implementato una personalizzazione dedicata esclusivamente agli operatori del settore tributi del Comune. 

Questa soluzione ha rivoluzionato il modo in cui vengono gestite le pratiche SUAPE per fini tributari, basandosi su funzionalità chiave che hanno snellito e accelerato il processo:

1. Visualizzazione filtrata e mirata delle pratiche SUAPE: 

Il sistema è stato configurato per mostrare solo le pratiche SUAPE di avvio, variazione e cessazione attività, che sono le uniche di interesse per l’ufficio tributi comunale.

Questo filtro elimina la necessità per gli operatori di cercare manualmente tra pratiche irrilevanti. Inoltre, la ricerca può essere ulteriormente modificata dall’utente tramite maschere di ricerca personalizzabili, utilizzando criteri come nome e cognome, codice fiscale, partita IVA o un arco temporale specifico. 

Le pratiche, in più, vengono anche georeferenziate su mappa all’interno del Geoportale, rendendo la loro consultazione ancora più intuitiva e immediata. 

Questi aspetti, nel pratico, implicano quindi una velocità e una semplificazione notevoli della fase di ricerca delle pratiche.

2. Estrazione automatica dei dati rilevanti: 

Un aspetto cruciale della personalizzazione del servizio, è la capacità del sistema di estrarre automaticamente dalle modulistiche delle pratiche le voci rilevanti per il calcolo dei tributi.

Ad esempio, informazioni come la superficie commerciale, fondamentale per il calcolo della TARI, vengono immediatamente rese disponibili all’operatore. 

All’interno delle singole pratiche, gli operatori possono accedere, non solo ai dati estratti, ma anche a tutti gli allegati, l’anagrafica e i moduli caricati dal cittadino, fornendo un quadro completo per la determinazione dell’imposta.

3. Controllo retroattivo delle istanze: 

La personalizzazione del servizio ha introdotto la possibilità per l’ufficio di verificare e calcolare anche le istanze a ritroso, effettuando un controllo approfondito sulle pratiche delle annualità precedenti. Questo permette di accertarsi che non vi siano richieste di tributi precedenti e di recuperare introiti potenzialmente persi, garantendo un recupero puntuale per il Comune.

4. Sistema di notifiche automatiche: 

Per garantire che nessuna pratica rilevante venga persa o trascurata, la personalizzazione ha incluso un servizio di allert che notifica, solo agli operatori abilitati al servizio, l’arrivo di una nuova pratica di avvio, variazione o cessazione all’interno dello sportello SUAPE. Questo avviso consente agli operatori di non perdere più traccia delle pratiche in arrivo di proprio interesse, e di procedere in maniera puntuale con le operazioni di richiesta dei tributi alle attività produttive.

I benefici per la Pubblica Amministrazione

L’adozione e la personalizzazione del servizio tributi di UrbisMap portano a benefici concreti e misurabili per le amministrazioni locali e, di riflesso, anche per i cittadini:

Maggiore accuratezza e aumento del gettito fiscale: gli operatori hanno immediatamente a disposizione la documentazione necessaria per il calcolo dei tributi, garantendo una maggiore accuratezza nella loro determinazione. Ciò si traduce in un aumento del gettito fiscale per il Comune e in un recupero puntuale degli introiti.

Velocizzazione e semplificazione operativa: La fase di ricerca delle pratiche viene enormemente semplificata e accelerata, in quanto vengono mostrate già filtrate, 

velocizzando le operazioni di richiesta dei tributi e il pagamento da parte delle attività e migliorando, di conseguenza, la liquidità delle casse comunali. 

Digitalizzazione e snellimento burocratico: il servizio offerto da UrbisMap si sposa perfettamente con i concetti di semplificazione, digitalizzazione e snellimento della Pubblica Amministrazione. Processi più veloci e puntuali riducono i tempi di attesa per i cittadini, migliorando anche l’efficienza burocratica.

Maggiore controllo e tracciabilità: la possibilità di effettuare controlli retroattivi sulle pratiche degli anni precedenti e di ricevere notifiche automatiche, garantisce che nessuna documentazione venga trascurata e che la gestione delle entrate tributarie sia sempre sotto controllo, fornendo ai tecnici tutta la documentazione necessaria a portata di mano.

In sintesi, il servizio tributi di UrbisMap, con la sua interoperabilità con lo sportello SUAPE e la sua flessibilità di personalizzazione, rappresenta un esempio di come l’innovazione digitale possa fare la differenza nella gestione quotidiana della Pubblica Amministrazione.

Offrendo strumenti mirati che rispondono alle esigenze specifiche degli uffici comunali, UrbisMap contribuisce concretamente a costruire una Pubblica Amministrazione più efficiente e puntuale.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio tributi di UrbisMap e sulle personalizzazioni disponibili? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Comune!

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 Regio Decreto 3267/1923 (Legge Serpieri) disponibile su UrbisMap

Il 24 marzo 2023 si è celebrato il centenario del Regio Decreto n.3267 del 30 dicembre 1923, intitolato “Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani”. Questa normativa, meglio conosciuta come Legge Serpieri, è stata una pietra miliare nella storia ambientale italiana, fornendo una prima e organica sistemazione delle diverse disposizioni in materia forestale. 

Cos’è la Legge Serpieri?

Emanata in virtù della legge di delegazione n.1601 del 3 dicembre 1922, e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.117 del 17 maggio 1924, con entrata in vigore il 1 giugno 1924, la Legge Serpieri rappresenta la prima sistemazione organica delle diverse disposizioni in materia forestale italiana.

Il Contesto storico e gli obiettivi originari

La Legge Serpieri fu il culmine di un lungo percorso legislativo e di un acceso dibattito scientifico e giuridico risalente alla Legge di unificazione forestale del 1877 (Legge Majorana-Calatabiano). 

Fino a quel momento, la legislazione forestale si era concentrata prevalentemente sulla difesa idrogeologica, tuttavia, nel primo 900 emerse la consapevolezza che il bosco doveva essere considerato anche come un fattore fondamentale per lo sviluppo economico del Paese. 

Serpieri, con la Legge 3267/1923, fu l’artefice di questa nuova visione, legando per la prima volta le scelte di politica forestale a quelle di politica economica. 

L’obiettivo primario era quello di superare la precedente impostazione, che vedeva il bosco principalmente come mezzo di difesa idrogeologica, riconoscendogli anche un valore economico e sociale intrinseco. 

Il Regio decreto 3267/1923 era una norma corposa, composta da 7 titoli e 186 articoli, successivamente attuata da un Regolamento di applicazione di 193 articoli nel 1926 (Regio Decreto n.1126 del 16 maggio 1926). La sua applicazione venne estesa anche alle “Terre Redente”, ovvero alle province come Istria, Dalmazia, Venezia Giulia e il Trentino, acquisite dopo la Grande Guerra e dove vigevano legislazioni diverse.

Le disposizioni fondamentali della Legge Serpieri 1923

La Legge si articolava in diverse sezioni chiave, ciascuna con un ruolo specifico nella tutela e gestione del patrimonio forestale e montano:

Vincolo per scopi idrogeologici: l’art.1 sottopone a vincolo i terreni di qualsiasi natura e destinazione che, a causa di utilizzi contrastanti con le norme (in particolare gli articoli 7,8 e 9, relativi a dissodamenti, cambiamenti di coltura e pascolo), possano perdere stabilità o turbare il regime delle acque arrecando danno pubblico. 

Altri vincoli: oltre al vincolo idrogeologico, la legge prevede di imporre vincoli su boschi anche per ragioni di:

  • difesa da calamità naturali: per boschi che proteggono terreni o fabbricati da valanghe, rotolamento di sassi, venti, ecc.
  • difesa militare: su disposizione delle Amministrazioni dello Stato, in caso di limitazioni d’uso dovute a questi vincoli, è previsto un congruo indennizzo per i proprietari, che viene calcolato sulla base dei minori redditi derivanti dalle limitazioni.

Sanzioni e  attività di Polizia Forestale: la legge prevede diffide verbali e sanzioni per ogni pianta non “operata” (potata, tagliata o disinfestata). 

Rimboschimento e sistemazioni idraulico-forestali:la Legge incentiva il rimboschimento delle zone montane, anche a spese dello Stato, e prevede l’acquisto o l’esproprio di terreni per la costituzione del demanio forestale. I lavori di sistemazione idraulico-forestale dei bacini montani devono essere coordinati con opere di bonifica e le aree rimboschite non possono essere destinate a coltura agraria.

Gestione del patrimonio silvo-pastorale: i boschi e i pascoli appartenenti a Comuni e altri Enti devono essere gestiti in conformità a un piano economico approvato o prescritto dal Comitato forestale. 

Assistenza e propaganda: il Ministero dell’Economia Nazionale si assume l’onere di provvedere all’istruzione forestale, assistenza e consulenza. Vengono inoltre fornite piante e sementi per la ricostruzione boschiva ai singoli cittadini che ne facevano richiesta.

Evoluzione e rilevanza attuale della Legge Serpieri

La Legge Serpieri ha profondamente segnato lo sviluppo del diritto forestale e montano italiano. Nonostante alcune parti siano state abrogate o modificate nel tempo, come nel caso degli articoli 92-99 (che riguardavano gli incoraggiamenti per la bonifica integrale, poi riordinata da una legge specifica nel 1933), i suoi principi fondamentali rimangono ancora oggi validi. 

La sua influenza è visibile in normative successive, come:

  • Il Codice Civile del 1942 (Art. 866 e 867) ha assorbito e rafforzato i principi del vincolo idrogeologico e le limitazioni alla proprietà fondiaria per la tutela idrogeologica e igienica.
  • La Legge Galasso (L. 431/1985) per la tutela paesaggistica, ha incluso tutti i territori coperti da bosco tra i beni tutelati “ope legis”
  • Il Testo Unico delle Foreste e delle Filiere Forestali (D.lgs. 34/2018) continua a promuovere una gestione attiva e razionale del bosco, bilanciata con esigenze idrogeologiche, paesaggistiche e ambientali. 
  • Le Prescrizioni di massima e norme di polizia forestale, inizialmente provinciali e divenute poi leggi regionali e regolamenti, estendendo le disposizioni di gestione e prevenzione incendi a tutte le aree boscate, non solo a quelle vincolate idrogeologicamente.

La Legge Serpieri ha anticipato quindi il concetto di multifunzionalità del bosco, che si è arricchito nel corso del tempo con valenze paesaggistiche, ambientali, di biodiversità e di mitigazione del cambiamento climatico.

Ad oggi, le funzioni amministrative in materia di agricoltura e foreste sono state trasferite alle regioni a partire dal D.P.R. 616/1977, che sono quindi ora responsabili dell’individuazione delle fasce di rischio idrogeologico e della loro integrazione negli strumenti urbanistici.

Dove e come consultare la Legge Serpieri 1923: l’importanza di UrbisMap

Per verificare se un terreno è sottoposto a vincoli ai sensi del Regio Decreto 3267/1923, è possibile utilizzare il Geoportale UrbisMap come strumento di consultazione gratuito. 

Farlo è semplicissimo, anche per chi non possiede competenze tecniche:

1. Vai su www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Regio Decreto Legge 3267 del 1923” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite le informazioni relative al punto cliccato e ti verrà indicato se è gravato da vincolo e l’articolo del R.D.L 3267/1923 di riferimento. 

5. Cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto, si aprirà una nuova scheda che raccoglie e dà accesso a tutti gli articoli completi del Decreto, garantendo una consultazione facile e completa.

accedi agli articoli completi della Legge Serpieri sul Geoportale UrbisMap

La consultazione di questa mappa è di fondamentale importanza sia per tecnici e professionisti che devono verificare la fattibilità di un progetto con i vincoli esistenti, per cittadini che devono valutare l’acquisto di un terreno o un’immobile, ma anche per Enti locali e Amministrazioni per attività do pianificazione o verifica ambientale.

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

A differenza di molte piattaforme tecniche, spesso riservate a un pubblico tecnico o di difficile accesso, UrbisMap è pensato per essere accessibile a tutti in modo chiaro e intuitivo.

UrbisMap si caratterizza infatti per la sua interfaccia semplice e intuitiva. Non occorre avere competenze tecniche particolari per poterlo utilizzarle: in pochi clic chiunque può ottenere le informazioni territoriali desiderate. 

Un altro grande vantaggio, oltre all’accesso gratuito del Geoportale, è la completezza delle informazioni fornite. I vincoli del Regio Decreto 3267/1923 possono infatti essere consultati in combinazione con altre informazioni urbanistiche e normative di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali, ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico. 

È importante sottolineare che tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente soggette a monitoraggio e aggiornamento, garantendo così l’affidabilità del dato. 

In sintesi, la Legge Serpieri è ancora oggi una delle norme più incisive per la tutela del territorio e la prevenzione dei rischi naturali.

Verificare la presenza di vincoli idrogeologici prima di qualsiasi intervento edilizio è di fondamentale importanza per evitare sanzioni, la bocciatura di progetti o danni ambientali. Grazie a UrbisMap, oggi questa verifica è rapida, gratuita e accessibile a tutti, facilitando la comprensione e l’applicazione dei vincoli per la salvaguardia del patrimonio ambientale.

Consulta subito il Regio Decreto 3267/1923 sul Geoportale!

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L’importanza della pubblicazione dei piani urbanistici

La pubblicazione dei piani urbanistici è oggi una delle sfide centrali per una Pubblica Amministrazione digitale, efficiente e trasparente.

Oltre a rappresentare un obbligo normativo, si configura come un atto strategico in grado di semplificare l’accesso alle informazioni urbanistiche, favorire la partecipazione dei cittadini e supportare i professionisti del settore nelle loro attività quotidiane.

All’interno di questo scenario, strumenti come UrbisMap, che offrono un servizio di consultazione e pubblicazione dei piani urbanistici gratuita sul Geoportale, si rivelano fondamentali per una gestione ordinata, accessibile e trasparente del patrimonio urbanistico.

Perché la pubblicazione dei piani urbanistici è fondamentale? 

La pubblicazione dei piani urbanistici è di fondamentale importanza per diversi motivi legati sia alla normativa vigente, sia ai principi di trasparenza, efficienza e partecipazione pubblica.

1. Trasparenza e accessibilità per tutti i cittadini: 

Uno degli obiettivi primari è quello di garantire che l’informazione relativa alla pianificazione territoriale sia facilmente consultabile da chiunque. Un accesso agevole e immediato ai piani in vigore, o a quelli in fase di approvazione, permette a cittadini, professionisti e amministrazioni di avere sempre a portata di mano tutta la documentazione urbanistica. Questo favorisce la trasparenza dell’azione amministrativa, costruendo fiducia tra Ente Pubblico e cittadini.

2. Ottimizzazione del lavoro per professionisti e Pubbliche Amministrazioni:
Professionisti come architetti, geometri, ingegneri o agenti immobiliari necessitano costantemente di accedere a dati urbanistici aggiornati. La disponibilità online di questi dati semplifica enormemente il loro lavoro quotidiano, in quanto gli permette di consultare rapidamente e in ogni momento le normative, di verificare le destinazioni d’uso dei terreni e di lavorare in linea con le disposizioni vigenti.

Anche per le Pubbliche Amministrazioni, la pubblicazione digitale di piani e norme porta ad una gestione più efficiente del proprio patrimonio informativo territoriale.

La possibilità di pubblicare non solo i piani in vigore, ma anche quelli in fase di approvazione, garantisce l’accesso a una documentazione completa e riduce il carico di lavoro per la ricerca e la fornitura di informazioni.

3. Obbligo legale per le Pubbliche Amministrazioni

Le Pubbliche Amministrazioni, secondo l’art.39 del Decreto Legislativo n.33 del 14 marzo 2013 (insieme al decreto legislativo 97/2016 che ha introdotto l’accesso civico generalizzato, il cosiddetto FOIA), le amministrazioni sono obbligate a pubblicare online gli atti di governo del territorio, come piani territoriali, piani di coordinamento, piani paesistici, strumenti urbanistici, generali e di attuazione, nonché le loro varianti. 

La pubblicazione online è persino una condizione di efficacia normativa degli atti, senza pubblicazione, infatti, l’atto resta inefficace e non vincolante legalmente.

4. Prevenzione della corruzione

L’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha ribadito che le varianti urbanistiche, soprattutto quelle che assegnano diritti edificatori ai privati, devono essere pubblicate sin dalla presentazione, e non solo dopo l’adozione, in modo tale da diminuire i rischi di decisioni discrezionali non giustificate. In questo modo ogni fase del procedimento diventa trasparente e verificabile. 

UrbisMap: il Geoportale per la pubblicazione e consultazione dei piani urbanistici

UrbisMap si presenta come una risposta concreta alle esigenze appena descritte. Si tratta di un Geoportale nazionale progettato per aiutare Enti Pubblici, amministrazioni, liberi professionisti e cittadini privati a visualizzare e consultare, in pochi clic, piani urbanistici, dati catastali e normative di tutto il territorio nazionale. 

Il suo obiettivo è quello  di centralizzare e uniformare l’accesso ai dati urbanistici italiani e si propone di risolvere una delle principali criticità della pianificazione urbanistica in Italia: la frammentazione e la scarsa accessibilità dei dati. 

Il servizio si rivolge a:

  • Pubbliche Amministrazioni e Enti che vogliono digitalizzare e pubblicare i propri strumenti urbanistici
  • Cittadini che vogliono consultare le informazioni urbanistiche del proprio territorio 
  • Professionisti che hanno bisogno di uno strumento pratico per la propria attività.

Come le Pubbliche Amministrazioni possono pubblicare i loro piani su UrbisMap

Il processo di pubblicazione dei piani urbanistici, dei dati catastali e della normativa su UrbisMap è semplice, veloce e totalmente gratuito, strutturato per rispondere alle esigenze degli Enti. 

Il servizio è composto da pochi semplici step, vediamoli:

1. Fornitura dei dati: L’Ente interessato deve semplicemente inviare i dati tramite email all’indirizzo dati@urbismap.com  in formato vettoriale, shapefile o dwg, richiedendo la pubblicazione dei propri piani. 

2. Elaborazione e pubblicazione: in pochi giorni, il team di UrbisMap si occupa di elaborare, georeferenziare e pubblicare i dati sul Geoportale.

3. Aggiornamenti: una volta pubblicato, il piano viene aggiornato periodicamente in base alle nuove varianti o modifiche approvate.

Quali piani è possibile pubblicare su UrbisMap?

UrbisMap supporta la pubblicazione di una vasta gamma di strumenti urbanistici, dal Piano Regolatore Generale (PRG), Piano Urbanistico Comunale (PUC) o Piano del territorio, fino ai piani attuativi di specifiche aree urbanistiche, come quelli per i centri storici. Ma ancora:

  • Programmi di Fabbricazione (PdF)
  • Piani di zona per l’edilizia economica e popolare (PEEP)
  • Piani per insediamenti produttivi (PIP)
  • Piani per l’assetto idrogeologico (PAI)
  • Piani di classificazione acustica

Come accennato poco sopra, i dati devono essere inviati in formato digitale, nello specifico in formato shapefile o in dwg, se il Comune o l’Ente per cui lavori è ancora dotato di documentazione cartacea non è un problema: scopri il servizio di digitalizzazione di UrbisMap e contattaci per trovare la soluzione migliore per la tua amministrazione!

I piani possono essere pubblicati solo se già in vigore?

UrbisMap non si limita alla pubblicazione dei soli piani in vigore. Una caratteristica distintiva è la possibilità per le PA di sfruttare la piattaforma anche durante l’iter procedurale che anticipa l’entrata in vigore di un piano, soprattutto durante la fase di evidenza pubblica. Questo permette ai cittadini di monitorare le proposte e partecipare attivamente alla loro stesura. 

Inoltre, per un principio di accessibilità e trasparenza, l’amministrazione può scegliere di pubblicare i piani decaduti, fornendo un quadro storico completo della pianificazione del territorio.

Vantaggi per Enti e Pubbliche Amministrazioni

– Zero costi di pubblicazione

– Riduzione dei tempi di consultazione 

– Maggiore trasparenza e accessibilità

– Rispetto delle norme sulla pubblicazione e trasparenza amministrativa

UrbisMap come ponte tra cittadini e Pubbliche Amministrazioni

La forza di UrbisMap risiede nella sua funzione unificatrice che, all’interno di un sistema spesso disomogeneo e frammentato, mette in comunicazione cittadini, tecnici e amministrazioni. 

Facilità d’uso per tutti

Il Geoportale è progettato per essere facilmente utilizzabile da chiunque, anche da utenti meno tecnici, abbattendo così le barriere di accesso alle informazioni urbanistiche.

Accesso in tempo reale

Cittadini e professionisti possono verificare in tempo reale la normativa vigente e  la nuova pianificazione che l’Ente intende approvare, aspetto cruciale per la precisione, la tempestività delle decisioni individuali e professionali.

Documentazione completa sempre a portata di mano

Con UrbisMap tecnici, cittadini e PA avranno sempre a portata di mano tutta la documentazione urbanistica relativa all’Ente, riducendo le richieste di accessi agli atti e i lunghi iter burocratici che hanno sempre caratterizzato la ricerca di queste informazioni.

In questo senso, UrbisMap non è solo come Geoportale che raccoglie dati urbanistici, ma funziona come ponte che unisce le esigenze di tutte le parti coinvolte, che fanno finalmente  riferimento a un’unica piattaforma online e gratuita.

Come consultare i piani urbanistici su UrbisMap 

Consultare i piani urbanistici su UrbisMap è estremamente intuitivo. Basta andare sul sito www.urbismap.com , fare la registrazione gratuita ed effettuare il login per accedere al Geoportale. 

Attraverso pochi e semplici passaggi, l’utente può:

– Ricercare e selezionare il comune o la zona di interesse

– Geolocalizzarsi su  mappa e visualizzare le informazioni urbanistiche relative al punto cliccato

– Consultare la documentazione tecnica e le normative vigenti

– Scaricare i documenti allegati disponibili per quella determinata zona, come le norme tecniche di attuazione o il regolamento edilizio

– Scaricare un report di destinazione urbanistica che contiene, in un unico documento, tutte le informazioni urbanistiche e normative del punto interrogato.

In sintesi, scegliere di pubblicare i piani urbanistici del proprio Ente con UrbisMap, non significa solo adempiere a un obbligo normativo, ma migliorare il funzionamento dell’amministrazione, facilitare il lavoro dei professionisti del settore e offrire ai cittadini uno strumento di consultazione semplice ed efficace.

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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