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Nuova guida tecnica alla generazione del CDU per la PA

La nuova interfaccia del Geoportale UrbisMap è finalmente online. Non si tratta di un semplice aggiornamento estetico, ma di una ridefinizione completa dell’interazione tra utente e territorio, progettata per rendere l’esperienza più fluida, personalizzabile e, soprattutto, centrata sulla mappa.

Per la Pubblica Amministrazione, in particolare per gli uffici tecnici comunali e i servizi di urbanistica ed edilizia privata, questa evoluzione si traduce in un potenziamento senza precedenti degli strumenti operativi.

Tra le funzioni più attese e rinnovate spicca la generazione del CDU, una funzionalità riservata alle PA e che permette di semplificare e velocizzare un processo burocratico talvolta complesso.

Nell’articolo di oggi approfondiremo come la nuova interfaccia guidi il tecnico in tutte le fasi: dalla ricerca cartografica alla consegna del documento finale, analizzando tutte le migliorie e le novità apportate al sistema.

Prerequisiti e accesso al servizio

Prima di addentrarci nel flusso operativo, è fondamentale ricordare che l’accesso alla generazione dei CDU è vincolato a specifici prerequisiti di sistema e di profilo. 

Come specificato poco sopra, si tratta di una funzionalità riservata alla Pubblica Amministrazione. L’operatore deve disporre di credenziali abilitate ai servizi tecnici dell’Ente e il Comune deve aver completato la configurazione iniziale, che prevede il caricamento dei piani urbanistici e dei relativi articoli delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA).

La piattaforma è oggi accessibile non solo via browser (ottimizzata per Chrome e Firefox), ma anche tramite installazione desktop e una nuova app mobile, garantendo continuità operativa anche durante i sopralluoghi sul campo.

Generazione del certificato di destinazione urbanistica: il flusso operativo passo-passo 

La generazione di un CDU nella nuova interfaccia è stata sintetizzata in un percorso logico di sei passaggi sequenziali, interamente integrati all’interno della cartografia interattiva.

Questo significa che il tecnico non deve mai abbandonare la mappa, mantenendo sempre il controllo visivo sul contesto geografico.

1. Ricerca e individuazione della particella

Il processo inizia con l’accesso alla piattaforma e l’individuazione della particella interessata.

Attraverso la barra di ricerca in alto a sinistra, è possibile digitare le coordinate catastali nel formato foglio – particella.

Una volta selezionato il risultato, il sistema effettua uno zoom automatico e apre il pannello “Dati Territoriali” con le informazioni catastali e urbanistiche, dove l’operatore può verificare l’esattezza dei dati (Comune, foglio, particella) prima di avviare la certificazione.

Schermata iniziale di Urbismap: ricerca della particella e apertura del pannello Dati Territoriali

2. Attivazione degli Strumenti Mappa e avvio del CDU

Dalla barra laterale destra, selezionare l’icona a forma di chiave inglese per aprire il pannello Strumenti Mappa

Qui, all’interno della sezione dedicata alle operazioni tecniche, si trova il pulsante CDU.Cliccando sul bottone, la mappa entra in una specifica modalità di “selezione punti”, segnalata da un banner informativo in alto a sinistra con la voce “Modalità selezione punti per CDU multiplo attiva. Clicca in mappa per aggiungere fino a 10 punti”.

Pannello Strumenti Mappa: il pulsante CDU avvia la modalità di selezione punti.

3. Selezione dei punti e anagrafica del richiedente 

Cliccare ora sulla mappa sul punto interno alla particella di interesse. Il sistema aggiunge automaticamente il punto all’elenco “Punti Selezionati” nel pannello Richiesta CDU. 

Contemporaneamente il sistema richiede la compilazione dei dati del richiedente (nome, cognome, indirizzo, ecc.). 

NB: È importante verificare la corretta digitazione dei dati, in quanto il contenuto viene riportato in intestazione del certificato.

 Pannello Richiesta CDU primo punto selezionato in mappa e compilazione dei dati del richiedente.

4. Gestione delle richieste multiple e inserimento manuale

Il Geoportale permette di selezionare fino a 10 punti o particelle per singolo documento.

Ogni punto viene numerato progressivamente e riportato nell’elenco “Punti Selezionati”, dal quale è possibile rimuoverli singolarmente (utilizzando la x a destra della riga) oppure in blocco (utilizzando il bottone “rimuovi tutti”). 

Se un mappale non fosse immediatamente raggiungibile a causa di un catasto non ancora sincronizzato, UrbisMap offre il pulsante “Aggiungi Manuale”, che permette, appunto, di inserire autonomamente il foglio e la particella tramite un form dedicato.

Terminata l’operazione è necessario cliccare sul bottone “Termina selezione” per uscire dalla modalità di disegno.

Selezione multipla: quattro particelle aggiunte all’elenco della richiesta CDU.

5. Scelta dei piani urbanistici e pannello impostazioni

Cliccando su “Genera certificato”, si apre il cuore del sistema: il pannello di impostazioni e selezione piani”.

UrbisMap elenca tutti i piani configurati per quell’area (PUC, PAI, Piani Acustici, ecc.). L’operatore ha la piena discrezionalità di includere o escludere ogni singola voce tramite checkbox.

Una novità importante è la chiara distinzione visiva per i piani decaduti, in adozione o superati, che possono essere inseriti nel certificato qualora il procedimento amministrativo lo richieda.

Pannello Impostazioni e selezione piani con i piani attivabili tramite checkbox.

6. Personalizzazione degli articoli per piano

Per ogni piano selezionato, il tecnico può decidere come rendicontare gli articoli delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) all’interno del CDU.

Sono disponibili tre modalità, attivabili tramite icone intuitive posizionate sulla destra di ogni piano:

Nessun articolo: riporta solo la zona urbanistica e l’identificazione del piano, senza testo normativo.

Solo titolo: riporta l’identificativo dell’articolo e il titolo, omettendo il corpo del testo.

Titolo e corpo: include il testo normativo integrale, rubrica compresa.

Tooltip esplicativo delle tre modalità di stampa degli articoli per piano.

Personalizzazione del modello del certificato di destinazione urbanistica e novità tecniche

Oltre alla selezione dei piani e degli articoli, la sezione “Impostazioni” del pannello racchiude la novità principale della generazione avanzata del certificato di destinazione urbanistica della nuova interfaccia: la possibilità di definire l’aspetto e  i contenuti del documento generato.

Tutte le preferenze selezionate vengono salvate automaticamente dal sistema, garantendo che ogni CDU prodotto dall’ufficio tecnico segua lo stesso standard estetico e contenutistico, riducendo significativamente i tempi di compilazione delle pratiche successive.

Ordinamento dinamico dei capitoli

Tramite il blocco “Ordine piani nel documento”, il tecnico può stabilire la sequenza di apparizione dei piani nel CDU finale.

Il PUC (Piano Urbanistico Comunale) o, ove vigente, il PRG, è bloccato di default in cima all’elenco (contrassegnato da un lucchetto), rappresentando sempre il primo capitolo.

Gli altri piani possono essere ordinati liberamente tramite trascinamento della maniglia posizionata sulla sinistra di ogni piano (funzione drag-and-drop).

È possibile includere altri piani, precedentemente esclusi dalla selezione, tramite il pulsante “Aggiungi piano” posizionato alla fine della lista. 

Ordinamento dei piani nel documento: il PUC è in posizione fissa, gli altri sono trascinabili.

Precisione numerica e linguaggio descrittivo

UrbisMap permette ora di scegliere la precisione con cui sono riportate le superfici e le percentuali nel certificato, tramite l’opzione “Numero di cifre decimali”.

Sono disponibili tre opzioni:

100 → Valori interi, senza decimali. Indicato quando le superfici sono già arrotondate.

100,0 → Un decimale. Ideale per la maggior parte dei CDU.

100,00 → Due decimali. Massima precisione, consigliata per particelle di piccole dimensioni o per coperture parziali ridotte.

Impostazione del numero di cifre decimali utilizzate nel certificato

Novità ancora più interessante per le PA, è la sezione “Percentuali o parole”, che definisce come esprimere le porzioni di particella ricadenti in una zona urbanistica scegliendo tra:

Percentuali: il certificato riporta la quota numerica accanto a ciascuna zona.

Parole: il certificato sostituisce la percentuale con un’espressione testuale personalizzabile.

Per questa opzione sono disponibili due campi:

  • Parola copertura parziale (default “Parzialmente in”)
  • Parola copertura totale (default vuoto, ovvero nessuna dicitura quando la zona copre l’intera particella).

Questa modalità è particolarmente indicata quando l’Ente preferisce scegliere un linguaggio descrittivo all’interno del CDU.

Configurazione delle parole per copertura parziale e totale in alternativa alle percentuali.

Formato del documento 

L’operatore può scegliere tra due layout finali messi a disposizione dal Geoportale:

Tabella: una struttura tabellare sintetica, perfetta per DDU multi-particella.I dati di ciascuna particella sono organizzati in una tabella con colonne per foglio, particella, superficie, zona ecc.

Lista: un’organizzazione discorsiva per sezioni, indicata per singoli mappali. Indicata per CDU su singolo mappale o per esigenze di leggibilità discorsiva.

Selezione del formato del documento finale: Tabella o Lista.

Visualizzazione delle superfici

Per quanto riguarda il parametro “superficie”, è possibile scegliere quali misure di superficie riportare all’interno del certificato:

Nessuna: omette il dato di superficie.

Catastale: riporta esclusivamente la superficie risultante dalla visura catastale.

Calcolata: riporta esclusivamente la superficie ricalcolata geometricamente sa UrbisMap sui poligoni della particella (scelta consigliata per maggiore precisione, soprattutto sulle quote di copertura).

Entrambe: riporta in parallelo la superficie catastale e quella calcolata, utile in caso di discordanze rilevanti tra il catasto e la cartografia. 

Opzioni di visualizzazione avanzate

Tramite quattro toggle, il tecnico può arricchire ulteriormente il CDU con elementi accessori:

1. Attributi: Include indici, altezze e destinazioni d’uso associate alla zona (attributi descrittivi).

2. Sup norma: Riporta accanto a ciascuna zona la superficie normativa di riferimento.

3. Tabella riassuntiva: aggiunge in coda un riepilogo totale delle superfici per zona e piano. 

4. Raggruppa: una funzione intelligente che accorpa particelle adiacenti con la stessa destinazione, eliminando le ridondanze all’interno del testo.

Toggle delle opzioni di visualizzazione del certificato.

Generazione del CDU

Una volta verificate le impostazioni, il tasto “Conferma e genera” produce il file PDF definitivo con i dati catastali aggiornati in tempo reale.

Il documento è immediatamente scaricabile e, a seconda della configurazione dell’ente, può essere integrato con i sistemi di protocollazione automatica o inviato direttamente al richiedente.

Anche dopo la generazione, UrbisMap permette di intervenire sul documento per eventuali integrazioni manuali, mantenendo quella flessibilità necessaria nella gestione delle casistiche urbanistiche particolari.

La nuova generazione avanzata del Certificato di Destinazione Urbanistica, in sintesi, mira a ridurre l’errore umano, garantisce l’uniformità documentale e restituisce tempo prezioso ai tecnici comunali.

L’interfaccia rivisitata di UrbisMap non rappresenta quindi solo uno strumento tecnico, ma un partner nella trasformazione digitale della PA. 

Per chi non avesse ancora esplorato le novità del Geoportale, ricordiamo che il sistema integra un tutorial interattivo sempre accessibile dalla sezione supporto, pronto a guidarvi nella scoperta di tutte le sezioni.

Per richiedere maggiori informazioni sul servizio di generazione avanzata del CDU o sulle modalità di attivazione del servizio, contattaci utilizzando il formo sottostante: studieremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Ente!

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Il nuovo Geoportale UrbisMap: un’interfaccia completamente ripensata

Tra pochissimi giorni sarà ufficialmente disponibile la nuova interfaccia del Geoportale UrbisMap, un aggiornamento profondo che non si limita a un restyling grafico, ma ridefinisce completamente il modo in cui l’utente interagisce con i dati territoriali.

Questa nuova versione è stata progettata con l’obiettivo di rendere l’esperienza dell’utente più fluida, personalizzabile e centrata sulla mappa, migliorando allo stesso tempo l’accessibilità alle informazioni e la velocità operativa.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le differenze tra il sito attuale e il nuovo Geoportale in arrivo, con un focus specifico su tab, strumenti e logiche di navigazione.

Accesso al nuovo Geoportale: continuità tra web, desktop e mobile

L’accesso alla nuova versione del Geoportale resta semplice e immediato, mantenendo la filosofia già presente nella versione attuale.

La piattaforma sarà disponibile in tre modalità:

  • Accesso via browser, come nella versione attuale
  • Installazione su PC
  • Nuova app mobile

Questa flessibilità consente a utenti tecnici, amministrazioni e professionisti di scegliere il modo più adatto di utilizzare il sistema in base alle proprie esigenze operative.

Alla prima apertura della nuova interfaccia , l’utente viene accompagnato da un breve tutorial interattivo integrato nel sistema, che guiderà passo passo alle principali funzioni del Geoportale, in modo tale da darvi subito un orientamento iniziale per abituarvi alla nuova interfaccia.

Il tutorial è sempre disponibile e può essere richiamato in qualsiasi momento tramite la sezione “supporto” presente nella tab account.

Un cambio di logica dell’ interfaccia: il nuovo posizionamento delle sezioni

Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda il nuovo posizionamento delle tab.

Nella versione attuale le tab hanno una struttura più rigida e sequenziale. Nella nuova interfaccia, invece, risultano più integrate con la mappa, sempre visibili ma meno invasive, dinamiche in base alle azioni dell’utente.

Vediamo insieme cosa cambia nel concreto e il contenuto di ogni singola sezione del Geoportale.

1. Sezione Account

La tab account, come già nella versione attuale, permette di visualizzare e modificare la propria password di accesso e i dati di fatturazione. 

Contiene poi una sezione dedicata alle notifiche,  uno storico degli ordini effettuati nel corso del tempo e le preferenze riguardanti la privacy.

Un’importante novità della tab Account riguarda l’inclusione di una sezione completamente nuova: “preferenze”.

Quest’area consente a ciascun utente di configurare una serie di impostazioni che permettono di personalizzare l’esperienza di utilizzo del Geoportale e di adattare la piattaforma al proprio modo di lavorare.

È possibile, per esempio, definire alcune modalità di navigazione predefinite o impostare comportamenti specifici della mappa, riducendo così la necessità di ripetere le stesse operazioni ogni volta.

2. Sezione dati territoriali

La tab dati rappresenta il fulcro informativo del Geoportale. 

Cliccando su un punto della mappa, tutte le informazioni territoriali disponibili confluiscono in questa sezione in modo organizzato. 

Rispetto alla versione precedente, ciò che cambia non è tanto la quantità di informazioni, quanto la modalità con cui vengono presentate e filtrate.

La nuova interfaccia introduce infatti un sistema di filtri avanzati che consente di selezionare con precisione i contenuti di interesse.

L’utente può, ad esempio, scegliere di visualizzare solo determinate tipologie di piani, come quelli urbanistici o quelli legati alla protezione civile, oppure concentrarsi su specifici livelli territoriali, limitando la ricerca al contesto comunale, regionale o nazionale. 

A questo si aggiunge la possibilità di filtrare i dati in base allo stato del piano, distinguendo, ad esempio, quelli vigenti da altre categorie.

Un altro aspetto particolarmente utile riguarda le modalità di visualizzazione. Il sistema può adattare automaticamente la vista della mappa, ad esempio effettuando uno zoom sui confini del piano selezionato. 

Questo riduce ulteriormente il numero di operazioni manuali richieste all’utente e rende l’analisi molto più rapida.

3. Sezione strumenti

Se la tab dati rappresenta il cuore informativo del Geoportale, la tab strumenti è senza dubbio il suo centro operativo.

Questa sezione è il punto di riferimento per tutto ciò che riguarda la gestione della mappa.

Da qui l’utente passa dalla semplice consultazione all’interazione attiva, sfruttando una serie di funzionalità che rendono l’analisi territoriale più completa e dinamica.

Rispetto alla versione precedente, con la nuova interfaccia la tab strumenti diventa un ambiente strutturato che permette di gestire in modo diretto la visualizzazione, l’analisi  e l’esplorazione del territorio.

Una delle prime cose che si nota è la possibilità di scegliere la mappa di sfondo, adattando la base cartografica al tipo di analisi che si vuole svolgere. A seconda delle esigenze, l’utente può passare rapidamente da una vista più tecnica a una più fotografica, mantenendo sempre il controllo sulla leggibilità dei dati sovrapposti.

Tra le novità più rilevanti è l’introduzione della visualizzazione 3D, modalità che consente di osservare il territorio da una prospettiva completamente nuova, permettendo di cogliere meglio la morfologia del terreno e la struttura degli edifici.

Il passaggio tra le diverse modalità di visualizzazione è semplice e immediato e avviene sempre senza uscire dalla mappa, in modo da mantenere l’esperienza fluida e continua.

Oltre alla gestione della visualizzazione, la tab strumenti raccoglie una serie di funzionalità operative che accompagnano l’utente durante tutto il processo di analisi.

Attraverso questa sezione l’utente può:

– Accedere agli strumenti di disegno e misura su mappa.

– Scaricare il report di destinazione urbanistica.

– Utilizzare gli strumenti Premium, come il layout di stampa, il WMS Catasto dell’AdE o lo snapshot mappa.

– Attivare la visualizzazione dei numeri civici provenienti dall’ANNCSU, che consente di avere un riferimento puntuale sugli indirizzi direttamente sulla mappa, migliorando la precisione delle analisi e facilitando il lavoro in ambito tecnico e amministrativo.

Sezione “acquista documenti”

Attraverso questa nuova sezione l’utente può effettuare direttamente dal Geoportale l’acquisto di documenti formali, scegliendo tra:

  • Visura terreno
  • Visura fabbricato
  • Estratto di mappa

I documenti sono disponibili sia nella versione “attuale”, sia in quella “storica”. 

Cliccando in corrispondenza del punto sulla mappa per il quale si vuole acquistare la visura o l’estratto di mappa, il form presente in questa sezione verrà compilato automaticamente dal sistema, ciascun utente è però libero di modificare e compilare manualmente il form in base alle proprie esigenze.

L’integrazione con la mappa rende il processo molto intuitivo: l’utente parte da un punto preciso del territorio e, in pochi passaggi, arriva alla richiesta del documento corrispondente, mantenendo sempre il controllo del contesto geografico. 

La logica è quella di collegare direttamente la consultazione dei dati alla possibilità di ottenere un output formale senza dover uscire dal Geoportale o utilizzare strumenti esterni.

Sezione carrello

Collegata direttamente alla sezione di acquisto, la tab carrello introduce una gestione più chiara e organizzata delle richieste effettuate. 

Qui vengono raccolti tutti i documenti selezionati, in modo tale da fornire all’utente una visione d’insieme prima di procedere all’acquisto. 

È uno spazio intermedio, ma molto importante, in quanto consente di verificare, modificare o completare le operazioni in modo consapevole.

In questo modo il passaggio dalla consultazione all’acquisto diventa più fluido, ma senza perdere trasparenza o efficienza. 

Il nuovo sistema di notifiche

Quando l’utente interagisce con la mappa, ad esempio cliccando su un punto per ottenere informazioni territoriali, i risultati vengono organizzati nelle diverse tab in modo automatico. Per guidare l’utente, il sistema utilizza un indicatore molto semplice ma efficace: un piccolo pallino, simile a una notifica, che segnala in quale sezione sono disponibili nuovi contenuti.

Questo meccanismo evita di dover ricercare le informazioni tra le varie sezioni e rende l’esperienza decisamente più immediata e anche in presenza di più dati o più livelli informativi, l’utente sa sempre dove andare.

Un’esperienza più fluida su ogni dispositivo: la nuova app mobile

Uno degli obiettivi principali della nuova interfaccia è garantire un’esperienza coerente su tutti i dispositivi. Che si utilizzi il Geoportale da browser, da desktop o da mobile, l’interazione rimane fluida e continua.

La nuova app mobile di UrbisMap, in particolare, rappresenta un miglioramento significativo rispetto al passato. 

Le prestazioni sono state ottimizzate e l’interfaccia è stata adattata per offrire la stessa efficacia anche su schermi più piccoli.

Questo rende possibile lavorare sul territorio in tempo reale, senza rinunciare alle funzionalità avanzate.

In sintesi, con la nuova interfaccia gli utenti avranno a disposizione uno strumento più moderno e potenziato, capace di semplificare l’accesso alle informazioni territoriali e di migliorare concretamente il lavoro quotidiano. 

La centralità della mappa, il nuovo comportamento delle tab, il sistema di notifiche, i filtri avanzati, la visualizzazione 3D e la possibilità di personalizzare l’esperienza sono tutti elementi che contribuiscono a rendere la piattaforma più efficace e vicina alle esigenze reali degli utenti, definendo un nuovo modo di lavorare con il territorio: più immediato, più flessibile e più efficiente. 

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Certificato di pascolo digitale: il nuovo servizio di UrbisMap

Negli ultimi anni la Pubblica Amministrazione italiana è stata attraversata da un processo di trasformazione digitale sempre più concreto, che sta coinvolgendo non solo i grandi sistemi informativi ma anche le attività quotidiane degli uffici comunali.

In questo contesto si inserisce una novità rilevante: il nuovo servizio per le PA sviluppato da UrbisMap per la generazione automatica del certificato di pascolo.

Si tratta di uno strumento pensato specificamente per semplificare e standardizzare un procedimento amministrativo che, ad oggi, viene ancora gestito in modo manuale, disomogeneo e poco integrato con i sistemi cartografici.

Il certificato di pascolo: un documento cruciale per il territorio

Per comprendere la portata dell’innovazione di questo servizio, è necessario inquadrare correttamente la natura e l’importanza del certificato di pascolo.

Si tratta di un documento emesso dal Comune che attesta ufficialmente il diritto di esercitare il pascolo su specifiche porzioni di territorio.

Questo atto è fondamentale soprattutto quando riguarda terreni appartenenti al demanio civico o aree soggette a regolamentazioni pubbliche stringenti.

L’importanza di questo certificato risiede nella sua capacità di agire come un ponte tra il diritto d’uso e la realtà geografica. Esso, infatti, deve:

– Identificare con precisione le particelle catastali coinvolte.

– Delineare in modo chiaro le condizioni d’uso e i limiti temporali o quantitativi dell’attività.

– Garantire che il diritto di pascolo sia coerente con la pianificazione territoriale vigente.

– Fornire una base solida per tutte le attività istruttorie, i controlli amministrativi e la gestione del patrimonio pubblico.

Le sfide e i limiti della gestione “analogica

Nonostante la sua rilevanza strategica, la gestione pratica del certificato di pascolo ha sofferto finora di una cronica mancanza di standardizzazione.

In molti Enti la procedura operativa si basa ancora su strumenti obsoleti o non integrati. Spesso i tecnici si trovano a dover lavorare con modelli word o pdf generici, compilando manualmente i dati catastali dopo aver consultato separatamente le mappe cartografiche.

Questo approccio “analogico” o semi digitale comporta una serie di limiti e svantaggi: la trascrizione manuale dei dati è soggetta a errori umani, la consultazione di fonti separate può portare a incongruenze tra il documento e la reale situazione geografica e la mancanza di un formato unico rende i documenti rende i documenti difficilmente leggibili o interpretabili tra uffici diversi. 

È in questo “vuoto” tecnologico che interviene la soluzione di UrbisMap, trasformando un compito gravoso in un processo fluido, rapido e automatizzato.

Il nuovo servizio di UrbisMap: certificato di pascolo da mappa

Il nuovo servizio di UrbisMap consente ai Comuni di generare automaticamente un certificato di pascolo direttamente dalla mappa.

Questo metodo ricalca la logica operativa già ampiamente collaudata per il certificato di destinazione urbanistica, offrendo ai tecnici un ambiente di lavoro familiare ed estremamente efficace.

La filosofia di base rimane identica a quella del CDU: il dato geografico è il punto di partenza e il motore della creazione documentale.

Questo passaggio da un “documento statico” a un “dato dinamico” è essenziale per allineare l’attività amministrativa ai moderni sistemi informativi territoriali.

Come funziona il servizio

Il funzionamento del servizio è stato progettato per essere semplice e intuitivo, eliminando la necessità di competenze tecniche avanzate.

Il processo di articola in pochi passaggi chiave:

1. Accesso e identificazione: il tecnico accede al Geoportale UrbisMap, entrando nell’ambiente cartografico già integrato dell’Ente.

2. Selezione territoriale: tramite un semplice clic su mappa viene individuata la particella catastale di interesse.

3. Generazione automatica del certificato: il sistema interroga i database integrati e produce istantaneamente un modello precompilato.

Questo documento contiene già i dati catastali, la localizzazione geografica precisa, i riferimenti territoriali e l’indicazione di eventuali vincoli preesistenti.

4. Revisione e personalizzazione: il documento generato non è un blocco rigido. Il tecnico può scaricarlo, modificarlo o integrarlo con clausole specifiche dettate dai regolamenti locali.

5. Rilascio: una volta finalizzato, il certificato di pascolo viene emesso secondo le procedure standard dell’ente, garantendo piena validità amministrativa.

Un approccio simile al CDU, ma dedicato al pascolo

Chi già utilizza UrbisMap per la redazione dei certificati di destinazione urbanistica, troverà una logica operativa familiare.

Il nuovo servizio estende questo approccio a un ambito finore mono digitalizzato: quello delle autorizzazioni al pascolo.

La differenza principale è nel contenuto (il CDU per la destinazione urbanistica e il certificato di pascolo per l’utilizzo agro-silvo-pastorale) ma il principio è lo stesso: partire dalla mappa per arrivare al documento.

Analisi dei vantaggi per le Amministrazioni

L’adozione di un sistema digitale per il certificato di pascolo non è solo una questione di modernizzazione, ma porta benefici tangibili e misurabili all’operatività quotidiana degli uffici tecnici. 

Efficienza e risparmio di tempo

Uno dei vantaggi più immediati è la drastica riduzione dei tempi di lavoro.

Automatizzando la compilazione, il tecnico viene sollevato dall’onere di cercare dati in archivi separati e di trascriverli manualmente.

 Il certificato nasce già compilato, permettendo di velocizzare la procedura e dedicare il tempo risparmiato ad altre attività istruttorie o ad urgenze.

Precisione e integrità del dato

L’integrazione diretta con la cartografia georiferita elimina alla radice la possibilità di errori di trascrizione o l’individuazione di particelle errate.

Il documento riflette fedelmente la realtà geografica censita nel sistema, garantendo una maggiore accuratezza rispetto ai metodi tradizionali.

Standardizzazione e qualità amministrativa

Il servizio di UrbisMap di generazione digitale e semplificata del certificato di pascolo, permette a ogni Comune di adottare modelli coerenti e uniformi.

Questo riduce la frammentazione tra diversi uffici o la produzione di documenti con formati non omogenei, migliorando complessivamente la qualità dell’operato amministrativo e facilitando la successiva consultazione dei documenti.

Flessibilità e adattabilità locale

Nonostante l’automazione, il sistema rispetta l’autonomia e la competenza del tecnico.

Ogni ente può personalizzare il modello di certificato, includendo clausole specifiche o adattando le prassi locali e ai regolamenti vigenti.

L’automazione agisce quindi come un supporto, non come un sostituto del ruolo tecnico.

Trasparenza e controllo

In un ambito delicato come quello degli usi civici la trasparenza è fondamentale.

Un certificato generato da dati cartografici oggettivi è intrinsecamente più verificabile e facilmente controllabile. Questo riduce il rischio di contenziosi e rende più chiara la relazione tra il territorio e il diritto d’uso concesso.

Un impatto strategico sulla gestione degli usi civici

In molte realtà italiane, in particolare nelle aree rurali e montane, la gestione del pascolo è indissolubilmente legata agli usi civici e alla tutela del patrimonio collettivo. 

Si tratta di contesti amministrativi complessi, caratterizzati da informazioni spesso stratificate nel tempo e documentazione eterogenea.

Digitalizzare la redazione del certificato di pascolo significa strutturare in modo chiaro queste complessità. 

Permette di rendere immediatamente percepibile il legame tra la componente territoriale e il diritto d’uso, facilitando non solo la gestione ordinaria ma anche i controlli necessari a preservare l’integrità del patrimonio demaniale.

In questo senso, il servizio di UrbisMap si configura come uno strumento essenziale per la tutela delle risorse collettive.

Verso una PA più agile 

Il servizio per il certificato di pascolo digitale rappresenta un passo avanti significativo verso una Pubblica Amministrazione capace di coniugare efficienza tecnologica e specificità territoriale. 

Portare la generazione di un documento direttamente sulla mappa significa semplificare il lavoro degli uffici, migliorare la qualità dei dati estratti e, in ultima analisi, aumentare l’efficienza complessiva dell’Ente.

L’innovazione di UrbisMap dimostra che la digitalizzazione non deve necessariamente riguardare solo i grandi sistemi centralizzati, ma può nascere con successo anche nell’ottimizzazione dei processi quotidiani più specifici.

Trasformando un documento manuale e frammentato in un prodotto digitale integrato, si crea un sistema in grado di dialogare costantemente con il territorio, garantendo trasparenza, precisione e una gestione moderna delle risorse ambientali e civiche del territorio.  

Per richiedere maggiori informazioni sul servizio di generazione del certificato di pascolo digitale di UrbisMap o sull’attivazione del servizio, contattaci utilizzando il formo sottostante: studieremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Ente!

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Digitalizzazione degli archivi edilizi: quanto costa non farla?

Negli uffici tecnici delle amministrazioni italiane esiste un problema tanto diffuso quanto sottovalutato: la mancata digitalizzazione degli archivi edilizi e, più in generale, la loro gestione.

Pratiche cartacee accumulate negli anni, faldoni difficili da consultare, documenti incompleti o deteriorati. Una situazione che molti considerano “normale” ma che in realtà rappresenta uno dei principali freni all’efficienza della Pubblica Amministrazione.

La domanda da porsi oggi non è più se digitalizzare o meno, ma: quanto costa continuare a non farlo?

Il problema nascosto: un archivio fuori controllo

In molti Enti locali, l’archivio edilizio è ancora organizzato secondo logiche analogiche: stanze sature di documenti, classificazioni non uniformi e tempi di ricerca imprevedibili.

Questo approccio comporta una serie di criticità operative che incidono in modo diretto sulla qualità del servizio pubblico.

Tempi di ricerca lunghi e imprevedibili

Recuperare una pratica edilizia può richiedere minuti, oppure ore. Dipende da dove è conservata, dal modo in cui è catalogata e da chi conosce, o ricorda, la sua posizione.

Questo significa che anche una semplice richiesta da parte di un cittadino o di un tecnico può trasformarsi in un’attività lunga, complicata e dispendiosa.

Dipendenza dalle persone

In molti casi, la conoscenza dell’archivio appartiene a pochi funzionari esperti. Nel momento in cui queste persone non sono disponibili, magari per ferie, pensionamento o cambio ruolo, l’accesso alle informazioni diventa ancora più lento e complicato.

Rischio di perdita o deterioramento

Fattori come l’umidità, l’usura del tempo, il pericolo di incendi o smarrimenti rendono i documenti cartacei dell’archivio estremamente vulnerabili, con conseguenze anche rilevanti dal punto di vista legale e amministrativo.

Difficoltà di condivisione

Un archivio cartaceo è, per definizione, non condivisibile in tempo reale.

Se un documento è su una scrivania, non può essere consultato contemporaneamente da altri uffici o da utenti esterni. 

Il vero costo dell’inefficienza

Nella maggior parte dei casi la digitalizzazione degli archivi edilizi viene rimandata a causa dell’investimento iniziale richiesto.

Tuttavia, questa è una visione parziale e miope. Il vero costo, infatti, è quello nascosto che si accumula giorno dopo giorno.

Tempo impiegato dal personale

Il tempo che ciascun dipendente pubblico trascorre a cercare fisicamente un documento, è tempo sottratto ad altre attività magari di maggior valore. Moltiplicando questo tempo per il numero di richieste gestite ogni settimana, il costo diventa significativo.

Ritardi nei procedimenti

Tempi lunghi di accesso alle informazioni si traducono in ritardi nelle pratiche edilizie, nelle verifiche e nelle risposte ai cittadini. 

Questi ritardi nei procedimenti amministrativi hanno un impatto diretto sulla percezione di efficienza dell’Ente e, di riflesso, sull’economia locale. Se un cittadino  un professionista deve aspettare settimane solo per ottenere un accesso agli atti, l’intero comparto edilizio ne risente.

Maggior rischio di errori

Lavorare con documenti incompleti o difficili da reperire aumenta drasticamente la probabilità di errori istruttori. 

Ciascun errore può generare contenziosi legali costosi, revisioni d’ufficio e un ulteriore spreco di risorse pubbliche.

Minore trasparenza

Un sistema poco accessibile limita la possibilità di fornire informazioni chiare e tempestive, aumentando, di conseguenza, il carico di richieste agli uffici.

UrbisMap: trasformare l’archivio edilizio in un patrimonio informativo

È in questo contesto che si inserisce il ruolo di UrbisMap, il Geoportale nazionale in cloud progettato per semplificare radicalmente la gestione dei dati territoriali.

Digitalizzare con UrbisMap non significa limitarsi alla semplice scansione dei documenti, ma trasformare un sistema statico e inefficiente in una piattaforma dinamica, accessibile e integrata.

UrbisMap offre un servizio completo di digitalizzazione degli archivi edilizi che comprende il riordino, la scansione e, soprattutto, la georeferenziazione delle pratiche edilizie.

Associare ogni documento a una posizione geografica precisa sulla mappa permette di collegare l’archivio al territorio in modo intuitivo.

Con un semplice clic sulla mappa del Geoportale, l’operatore può visualizzare istantaneamente tutta la documentazione storica legata a una specifica particella catastale o a un indirizzo, superando le difficoltà delle ricerche manuali. 

Il vero valore aggiunto di UrbisMap risiede nella strutturazione del dato. I documenti vengono classificati secondo criteri uniformi, indicizzati per ricerche veloci e integrati con altri livelli informativi fondamentali, come il catasto, la normativa urbanistica e i vincoli territoriali.

In questo modo l’archivio edilizio diventa uno strumento operativo, essenziale per l’attività quotidiana degli uffici pubblici.

I benefici tangibili della digitalizzazione degli archivi edilizi per Enti e cittadini

Scegliere il servizio di digitalizzazione degli archivi edilizi di UrbisMap produce impatti misurabili fin dai primi mesi.

La riduzione dei tempi operativi è significativa: attività di ricerca che prima richiedevano ore diventano istantanee. Questo libera tempo prezioso per il personale, permettendo di migliorare il servizio al cittadino attraverso risposte più rapide e informazioni più chiare.

Un altro vantaggio della digitalizzazione è la collaborazione tra uffici. Un archivio digitale è condivisibile in tempo reale.

Se un documento occorre contemporaneamente, per esempio, all’ufficio urbanistica e all’ufficio tributi, entrambi possono consultarlo dai propri dispositivi senza dover spostare faldoni fisici o creare rallentamenti ad altri uffici.

Questa fluidità dei processi risulta essere fondamentale anche per la gestione di nuove “sfide normative” come quelle poste dal recente Decreto Salva Casa, o come fu, a suo tempo, il Superbonus 110%, che prevedono un massiccio aumento delle richieste di accesso agli atti per la verifica dello stato legittimo degli immobili.

Grazie agli archivi digitali, i tecnici possono attestare la conformità degli edifici in frazioni di secondo rispetto ai metodi tradizionali.

Le opportunità di finanziamento: PNRR e bandi regionali

Nonostante i chiari vantaggi, molti Comuni esitano per ragioni di budget.

Tuttavia, il momento storico attuale è irripetibile grazie ai numerosi fondi messi a disposizione per l’innovazione della PA.

Il PNRR ha stanziato risorse ingenti attraverso diverse misure, come la 2.2.3 per la digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE e la 1.3.1 per il miglioramento dell’interoperabilità dei dati tramite la PDND.

Regioni come la Sardegna hanno inoltre promosso bandi specifici, stanziando decine di milioni di euro per la digitalizzazione degli archivi comunali, permettendo agli Enti locali di modernizzare i propri sistemi senza gravare interamente sul bilancio comunale.

UrbisMap si pone come partner strategico non solo fornendo la tecnologia, ma offrendo soluzioni “chiavi in mano” per supportare i Comuni nel rispetto delle rigide scadenze operative imposte dai finanziamenti europei e regionali, evitando il rischio di revoca dei fondi.

Un cambio di paradigma per la Pubblica Amministrazione

La digitalizzazione degli archivi edilizi non è semplicemente un intervento tecnico, ma rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma per la Pubblica Amministrazione.

Significa passare da una gestione frammentata, lenta e reattiva a un modello organizzativo efficiente e orientato al dato.

Significa dotare gli uffici dell’Ente di strumenti adeguati per affrontare la complessità normativa e operativa che caratterizza oggi il settore edilizio.

Il costo dell’attesa

Rimandare la digitalizzazione dell’archivio può sembrare una scelta giusta e prudente, ma nella realtà è una decisione molto costosa.

Accumulare ritardo per l’Ente significa:

  • ore di lavoro sprecate
  • inefficienze che si accumulano
  • opportunità mancate
  • qualità scarsa del servizio

Al contrario, avviare un processo di digitalizzazione subito significa investire in efficienza, trasparenza e capacità di risposta.

Da problema a opportunità

La gestione degli archivi edilizi è stata per molto tempo un punto critico per molti Comuni.

Oggi, grazie a soluzioni come UrbisMap, può diventare un’opportunità concreta di innovazione e di valorizzazione di un patrimonio informativo enorme, trasformandolo in uno strumento strategico per il governo del territorio.

La domanda giusta da porsi ora, quindi, non è più se digitalizzare o quanto costa farlo, ma: quando sta già costando non farlo?

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di digitalizzazione degli archivi edilizi di UrbisMap? Contattaci utilizzando il formo sottostante: studieremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Ente!

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Piano Urbanistico Comunale di Avellino: struttura, norme e consultazione online

La gestione del territorio di Avellino, capoluogo dell’Irpinia, è regolata da uno strumento urbanistico strategico che mira a conciliare la tutela dell’identità storica con la necessità di riqualificazione e trasformazione urbana.

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino non è solo un elenco di vincoli edificatori, ma un progetto organico che definisce il futuro della città attraverso strategie differenziate per il centro storico, le aree consolidate e le zone di espansione.

Nell’articolo di oggi esploreremo la struttura del PUC di Avellino, le sue norme tecniche di attuazione (NTA di Avellino) e vedremo come cittadini e professionisti possano consultare i dati cartografici e normativi in modo rapido e gratuito attraverso il Geoportale UrbisMap.

Inquadramento normativo e approvazione

Per operare correttamente sul territorio di Avellino, è indispensabile conoscere i riferimenti amministrativi che sanciscono la vigenza degli strumenti urbanistici.

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino è stato redatto nel novembre 2007, adeguato a seguito di Conferenza di servizi e definitivamente approvato con D.P.G.P n.1 del 2008.

Parallelamente, l’attività edilizia è disciplinata dal Regolamento Edilizio Comunale, approvato con delibera di Consiglio Provinciale n.82 del 21/06/2001 e pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Campania (BURC) il 24 giugno 2002.

Questi due strumenti operano in modo coordinato per garantire che ogni intervento edilizio rispetti non solo gli indici urbanistici, ma anche i requisiti igienico-sanitari, estetici e di accessibilità.

La visione strategica: le “cinque città” di Avellino

Il PUC di Avellino si distingue per un approccio metodologico innovativo, che suddivide l’intero territorio comunale in cinque situazioni distinte, ciascuna con obiettivi strategici propri:

1. Il territorio da salvaguardare: comprende le aree di pregio ambientale e paesaggistico, come i parchi urbani, fluviali e le zone agricole (noccioleti), dove la priorità è la tutela dell’assetto vegetazionale e idrogeologico.

2. La città da tramandare: identifica il patrimonio storico e architettonico (zona A). L’obiettivo principale è la valorizzazione del nucleo antico e dei borghi storici attraverso il recupero filologico.

3. La città da migliorare: costituita dagli insediamenti consolidati (zona B), sia di impianto storico che recente, dove il piano promuove la riqualificazione degli spazi pubblici e il completamento del tessuto edificato.

4. La città da trasformare: include le aree dismesse o inedificate in cui il Piano promuove interventi radicali di sostituzione o nuovo impianto per creare nuove centralità urbane.

5. La città pubblica: l’insieme dei servizi, delle infrastrutture e degli spazi destinati alla collettività, con l’obiettivo di migliorare la fruizione dei servizi e la qualità della vita urbana.

La zonizzazione e le Norme Tecniche di Attuazione di Avellino

Zona A: la città storica

La zona A comprende la Collina la Terra (A1), le espansioni del nucleo storico (A2) e i borghi storici (Bellizzi, Picarelli, Ponticelli, Valle – A3).

In zona A1, classificata come area di forte interesse archeologico, ogni progetto di trasformazione deve essere preventivamente autorizzato dalla Soprintendenza. 

Gli edifici storici sono classificati in quattro gruppi di tutela:

Gruppo 1 (edifici di pregio), soggetti a restauro e ripristino filologico rigoroso.

Gruppo 2 e 3 (valore storico e documentario), orientati al risanamento conservativo e al mantenimento dell’immagine urbana.

Gruppo 4 (edifici recenti), edifici privi di pregio dove sono ammesse ristrutturazioni e, in certi casi, demolizioni con ricostruzione.

Zona B: ambiti di impianto storico e recente

Comprende arterie fondamentali come Corso Vittorio Emanuele e Viale Italia (B1) e Via Francesco Tedesco (B2).

Qui il PUC di Avellino mira al completamento delle cortine edilizie e alla riqualificazione degli spazi interni agli isolati.

Per le zone di impianto recente (B3), sono fissati indici di completamente (Uf) che variano da 0,3 a 1,0 mq/mq.

Zone di trasformazione (Ru, Rq, Ni, Nit)

Queste aree rappresentano il motore dello sviluppo futuro del territorio di Avellino.

Si suddividono in zone di sostituzione (Ru), riqualificazione (Rq) e nuovo impianto (Ni), spesso attuate tramite comparti edificatori.

Un elemento di rilievo è la previsione di quote di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata o convenzionata), che non può essere inferiore al 40% del fabbisogno calcolato.

Zone E ed F: agricoltura e servizi

Le zone agricole (E) mirano a salvaguardare la tipicità del paesaggio irpino (noccioleti). 

Le zone F includono servizi generali e progetti strategici come il Parco del Fenestrelle, volto alla rinaturalizzazione delle sponde fluviali e alla creazione di spazi per il tempo libero.

Parametri tecnici e definizioni fondamentali

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino adotta parametri precisi per il calcolo delle potenzialità edificatorie:

– Superficie lorda di pavimento (SLP): sommatoria delle superfici di solaio, al netto degli ingombri murari fino a 40 cm e di determinati vani tecnici o condominiali.

– Indice di utilizzazione fondiaria (Uf): rapporto tra SLP e superficie fondiaria del lotto (mq/mq).

– Volume virtuale: prodotto della SLP per un’altezza d’interpiano convenzionale di 3 metri.

– Altezza massima: valutata generalmente verso lo spazio pubblico per garantire l’armonia del fronte stradale.

Rapporto di copertura: percentuale di superficie coperta rispetto alla superficie fondiaria.

Il Regolamento edilizio di Avellino e l’estetica urbana

Il regolamento edilizio di Avellino integra le norme urbanistiche con prescrizioni dettagliate sull’estetica e la qualità costruttiva. 

Disciplina aspetti come la sagoma degli edifici, l’abitabilità (altezza minima di 2,70 m per le residenze) e i requisiti di isolamento acustico.

Una particolare attenzione è rivolta al decoro delle facciate: è vietato l’uso di alluminio anodizzato (specialmente nel centro storico) e l’installazione di impianti di condizionamento visibili dallo spazio pubblico. 

Anche le recinzioni e le insegne devono seguire tipologie e materiali predefiniti per non alterare l’immagine della città.

Come consultare il Piano Urbanistico Comunale di Avellino online su UrbisMap

Consultare gli elaborati del PUC di Avellino può risultare complesso senza uno strumento GIS integrato.

UrbisMap digitalizza l’intera base dati del PUC di Avellino, rendendo la ricerca rapida, accurata e accessibile a tutti.

Ecco i passaggi da seguire per la consultazione online del Piano Urbanistico Comunale di Avellino:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Avellino tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche e normative del punto cliccato.

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le NTA di Avellino e il regolamento edilizio di Avellino in formato pdf, messi a disposizione per una lettura completa del piano e per approfondire ogni dettaglio normativo.

Link al piano:https://www.urbismap.com/avellino

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Agrivoltaico: come valutare se un terreno agricolo è davvero idoneo

Nel corso degli ultimi anni l’agrivoltaico è diventato uno dei temi più discussi nel mondo delle energie rinnovabili in Italia. Non si tratta solo di una tecnologia energetica, ma di un cambio di paradigma: la possibilità di far coesistere la produzione di energia solare con l’attività agricola sullo stesso terreno.

Con gli ambiziosi obiettivi del PNRR, che mira all’installazione di circa 1,5 GW di sistemi agrivoltaici entro il 2030, il settore sta vivendo un’accelerazione senza precedenti.

Tuttavia, tra l’entusiasmo degli investitori e la realtà del territorio vi è una sfida complessa: non tutti i terreni agricoli sono davvero idonei a ospitare un impianto agrivoltaico.

Le recenti riforme, in particolare il D.L. 63/2024 e la Legge 4/2026, hanno introdotto regole ferree per proteggere il suolo agricolo, rendendo la fase di analisi preliminare il momento più critico per il successo di un progetto.

Nell’articolo di oggi vedremo insieme cos’è l’agrivoltaico, quali sono le normative e come strumenti come UrbisMap possono trasformare un’analisi complessa in un processo rapido e affidabile.

Cos’è l’agrivoltaico e perché è diverso dal fotovoltaico a terra

A differenza del fotovoltaico tradizionale, che spesso comporta il consumo di suolo e la cessazione delle attività agricole, l’agrivoltaico è un sistema ibrido.

I pannelli fotovoltaici vengono montati ad un’altezza tale da consentire le pratiche di coltivazione convenzionali o l’allevamento nel terreno sottostante.

Classificazioni e tipologie

Secondo le linee guida ministeriali e le definizioni di settore, possiamo distinguere diverse configurazioni:

Agrivoltaico semplice: un sistema che preserva la continuità agricola ma con soluzioni strutturali meno spinte.

Agrivoltaico avanzato: sistemi che adottano soluzioni innovative con moduli elevati da terra e, spesso, inseguitori solari (tracker) per ottimizzare sia la resa energetica che l’irraggiamento delle colture.

Sistemi verticali: pannelli bifacciali montati verticalmente che permettono il passaggio agevole dei mezzi agricoli tra i filari.

L’obiettivo primario è la sinergia: l’ombreggiamento dei pannelli può ridurre il fabbisogno idrico delle piante (fino al 20-40%), proteggerle da agenti atmosferici estremi come la grandine e migliorare la resilienza climatica dei suoli.

Il quadro normativo 2024-2026: la svolta delle aree idonee

Il panorama legislativo dell’agrivoltaico è cambiato radicalmente con la Legge n.4 del 15 gennaio 2026.

Questa norma ha ridefinito il concetto di aree idonee, introducendo il principio di “idoneità ex lege” per accelerare gli iter autorizzativi in determinati siti, come cave dismesse industriali e zone adiacenti alle autostrade.

Il blocco del fotovoltaico a terra “tradizionale”

Uno dei punti cardine della nuova normativa è il divieto quasi totale di installare impianti fotovoltaici a terra tradizionali in zone agricole. Attualmente, l’installazione su suolo agricolo è permessa solo per:

– Comunità energetiche rinnovabili (CER).

– Progetti legati al PNRR e al PNC.

– Impianti agrivoltaici avanzati (elevati), a patto che non compromettano l’attività agricola.

Il requisito dell’80% PLV

Per gli impianti agrivoltaici avanzati, la legge richiede una dichiarazione asseverata che attesti il mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile (PLV) agricola rispetto alla media storica.

Ciò significa che l’agricoltura non deve essere un’attività di facciata, ma deve restare la funzione prevalente del terreno.

Perché molti progetti agrivoltaici falliscono prematuramente? 

Molti sviluppatori e tecnici commettono l’errore di valutare i terreni basandosi solo su criteri superficiali come la disponibilità dell’area, l’esposizione solare o la vicinanza a una cabina elettrica.

Tuttavia, il rischio di scontrarsi poi con vincoli non trascurabili nelle fasi avanzate è altissimo, portando a sprechi di tempo e risorse.

Le criticità più comuni includono:

– Vincoli paesaggistici e ambientali non rilevati subito.

– Destinazioni urbanistiche locali che limitano specifici tipi di installazione.

– Difficoltà logistiche e morfologiche (pendenze concessive o accessi stradali inadeguati).

Quello che tende a mancare, dunque, è una verifica più approfondita del contesto.

Il risultato è che molti progetti, inizialmente promettenti, si arenano quando emergono criticità che si sarebbero potute individuare fin dall’inizio.

Questo comporta rallentamenti, aumento dei costi e, in alcuni casi, l’abbandono dell’iniziativa.

Come valutare l’idoneità di un terreno per l’agrivoltaico in 4 step con UrbisMap

Per ridurre i rischi, è necessario un approccio sistematico. Il Geoportale UrbisMap si pone come la soluzione ideale per velocizzare queste analisi preliminari.

1. Verifica della destinazione urbanistica

Il primo vero passo è comprendere cosa si può fare su quel terreno dal punto di vista urbanistico.

Non basta sapere che un terreno è agricolo, ogni Comune ha un suo piano urbanistico che definisce sottozone con regole specifiche che possono prevedere limitazioni o divieti per alcune tipologie di intervento.

Tramite UrbisMap è possibile interrogare la mappa e visualizzare istantaneamente le norme tecniche locali, capendo immediatamente se l’area permette l’agrivoltaico o se esistono divieti specifici.

2. Analisi dei vincoli paesaggistici e ambientali

Questo spesso è il “collo di bottiglia” dei progetti.

Un terreno può trovarsi all’interno di aree protette, fasce di rispetto idrogeologico o zone tutelate dal SITAP. 

UrbisMap permette di sovrapporre diversi livelli informativi, come i layer dei vincoli nazionali e regionali direttamente sulla mappa catastale, offrendo un quadro chiaro di eventuali restrizioni paesaggistiche che potrebbero bloccare l’iter autorizzativo.

3. Valutazione morfologica e fisica

La pendenza e l’esposizione sono vitali.

Un terreno troppo inclinato aumenta i costi di installazione e complica l’integrazione con i mezzi agricoli.

Le ortofoto ad alta risoluzione disponibili su UrbisMap consentono di valutare la conformazione del suolo e la presenza di ostacoli fisici senza dover necessariamente effettuare un sopralluogo immediato.

4. Logistica e connessione

L’accessibilità stradale e la vicinanza alle infrastrutture elettriche sono determinanti per la sostenibilità economica.

Attraverso gli strumenti di misurazione di UrbisMap, i tecnici possono calcolare distanze e verificare la viabilità circostante in pochi clic direttamente dalla mappa.

UrbisMap: il partner strategico per l’agrivoltaico

Uno dei principali limiti delle analisi preliminari è il tempo necessario per raccogliere e interpretare tutte le informazioni. Senza strumenti adeguati, il rischio è quello di dover consultare fonti diverse, con un notevole dispendio di energie e tempo.

Per questo motivo sta diventando sempre più importante adottare soluzioni che permettano di centralizzare i dati e semplificare il processo.

In un mercato competitivo come quello dell’agrivoltaico, UrbisMap rappresenta il partner strategico ideale, offrendo strumenti professionali che trasformano giorni di ricerca manuale in pochi minuti di analisi digitale.

Tra i principali vantaggi di UrbisMap troviamo:

1. Centralizzazione dei dati territoriali (comunali, regionali e nazionali) in un’unica piattaforma in cloud.

2. Riduzione significativa di errori di interpretazione normativa, fornendo un accesso diretto alle visure e ai report di destinazione urbanistica.

3. Supporto concreto alla progettazione, in particolare grazie agli strumenti Premium, tramite i quali i professionisti possono svolgere a distanza direttamente su mappa attività come la misurazione di superfici, distanze e aree per impianti. 

In sintesi, adottare un metodo strutturato per la scelta del terreno, supportato da dati territoriali certi come quelli di UrbisMap, è una scelta strategica fondamentale per ogni professionista del settore energetico.

Vuoi verificare subito l’idoneità di un terreno per un progetto agrivoltaico? Esplora le funzioni di UrbisMap e scopri come semplificare la tua attività professionale.

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Piano Regolatore Generale di Biancavilla: zonizzazione, norme e consultazione online su UrbisMap

Il Piano Regolatore Generale di Biancavilla è lo strumento normativo principale che guida il governo del territorio comunale e definisce come e dove è possibile intervenire sul tessuto urbano e rurale.

In questo articolo approfondiremo la struttura del PRG di Biancavilla, analizzeremo le sue norme tecniche di attuazione (NTA di Biancavilla) e vedremo come cittadini e professionisti possono consultare la cartografia e i dati normativi in modo semplice, immediato e integrato attraverso il Geoportale UrbisMap. 

Cos’è il PRG di Biancavilla e quali sono i suoi obiettivi

Il Piano Regolatore Generale di Biancavilla è lo strumento di pianificazione che disciplina l’attività edificatoria e la gestione del territorio comunale. 

Il Piano non si limita solo a stabilire le zone edificabili, ma integra prescrizioni fondamentali per la sicurezza e la salvaguardia ambientale, specialmente in un contesto segnato dalla presenza del Parco dell’Etna e del Sito di Interesse Nazionale (SIN) relativo alla bonifica dell’amianto.

Gli obiettivi principali del Piano Regolatore Generale di Biancavilla includono:

Assetto del territorio: definizione delle maglie urbane, delle zone residenziali, produttive e agricole.

Tutela ambientale e paesaggistica: integrazione con il Piano Paesaggistico della Provincia di Catania e gestione delle zone di vincolo idrogeologico (PAI).

Sostenibilità e sicurezza: interventi mirati alla bonifica ambientale e al miglioramento antisismico degli edifici, specialmente nel centro storico.

Metadati e cronologia del Piano Regolatore Generale di Biancavilla 

Per i professionisti, per esempio per la corretta istruzione di una pratica edilizia, è fondamentale conoscere i riferimenti normativi che rendono vigente il Piano.

Di seguito i metadati principali del PRG di Biancavilla:

DATORIFERIMENTO
PianificazionePiano Regolatore Generale (PRG)
EnteComune di Biancavilla (Provincia di Catania)
Adeguamento recenteD.D.G. n. 198/DRU del 24/11/2020
Decreto di approvazioneD.A. n. 153/GAB dell’ 11/04/2019
Ultima variante
DDG n. 46 del 18/03/2021
Legislazione di riferimentoL.R. n.16/2016 e ss.mm.ii (recepimento TUE)

Norme Tecniche di Attuazione di Biancavilla

Le NTA di Biancavilla rappresentano il cuore normativo del Piano. 

Sono suddivise in diverse parti che coprono dalle definizioni generali degli interventi fino alla disciplina specifica delle singole zone omogenee.

Un aspetto cruciale è la definizione degli interventi edilizi (Art. 3), che spaziano dalla manutenzione ordinaria e straordinaria al restauro e risanamento conservativo, fino alla ristrutturazione edilizia e urbanistica. 

Il Piano specifica che, a seguito della legislazione regionale vigente, i termini come “concessione edilizia” devono essere letti come “permesso di costruire”. 

La zonizzazione: aree omogenee e destinazioni d’uso

Il territorio di Biancavilla è ripartito in zone con destinazioni differenti, ognuna soggetta a parametri tecnici specifici:

Zona A: ambiti di interesse storico e pregio ambientale

Comprende il cuore antico della città (sottozona A1) e la prima espansione (sottozona A2).

Qui gli interventi sono orientati al recupero filologico, con l’obbligo di utilizzare materiali della tradizione locale, come la pietra lavica e la pietra bianca.

Le aree libere di pertinenza degli edifici storici sono considerate inedificabili per preservare l’integrità del tessuto urbano originario.

Zone B: ambiti urbani residenziali consolidati

Si tratta delle aree già parzialmente o totalmente edificate. Si suddividono in diverse tipologie:

B1 (città consolidata): con indice di fabbricabilità fondiaria di 1,60 mq/mq e altezza massima di 11 metri.

B2 (ambiti del recupero): aree realizzate in attuazione di vecchi piani di recupero, dove la nuova edificazione è limitata per favorire la conservazione.

B3, B4 e B5: zone che derivano da espansioni o interventi di edilizia spontanea ormai saturati, con indici che variano da 1,00 a 0,80 mq/mq.

Zone C: espansione residenziale e aree risorsa

Destinate alla crescita della città, queste zone richiedono l’approvazione di Piani Particolareggiati o di Lottizzazione.

Un caso particolare è la sottozona CS (edilizia stagionale), situata all’interno della zona D del Parco dell’Etna, dove ogni intervento deve essere preceduto da uno studio approfondito per garantire la compatibilità con il paesaggio naturale.

Zone D: attività produttive, artigianali e turistiche

Disciplinano gli insediamenti per l’artigianato (D1), il commercio (D2) e le attività sportive e ricettive (D3). 

Per queste aree sono previste distanze minime rigorose (spesso 20 metri dal fronte strada) per consentire futuri allargamenti stradali e la creazione di fasce di verde pubblico.

Zone E: territorio agricolo

Le aree agricole (E1, E2, E3) oltre ad avere funzione produttiva, servono alla salvaguardia idrogeologica ed ecologica. 

L’indice di fabbricabilità è bassissimo (0,1 mq/mq in zona E1) e le nuove costruzioni sono permesse solo se strettamente funzionali alla conduzione del fondo agricolo.

Zone F: attrezzature e servizi (standard urbanistici)

Rappresentano le aree riservate a servizi scolastici (4,5 mq/ab), attrezzature di interesse collettivo (2 mq/ab), verde pubblico e sport (9 mq/ab) e parcheggi (2,5 mq/ab).

Vincoli sovraordinati e mitigazione ambientale

Il territorio di Biancavilla è interessato da numerosi vincoli che prevalgono sulle norme comunali: 

  • Parco dell’Etna: disciplina restrittiva per le zone antropizzate interne al parco.
  • Fasce di rispetto: inedificabilità assoluta entro 150 metri dai corsi d’acqua e rispetto per zone cimiteriali, ferroviarie e stradali.
  • Rischio idrogeologico: aree classificate dal PAI che impongono limiti severi alle trasformazioni del suolo.

Parametri tecnici fondamentali

Nelle NTA di Biancavilla sono definiti i parametri per il calcolo delle potenzialità edificatorie:

Indice di fabbricabilità fondiaria (IFF): definisce la superficie costruibile per ogni unità di superficie fondiaria del lotto.

Rapporto di copertura: rapporto tra superficie coperta dei fabbricati e superficie fondiaria. 

Distanze: la distanza minima tra pareti finestrate di edifici antistanti non può essere inferiore a 10 metri.

Guida alla consultazione del Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap

La consultazione dei documenti urbanistici cartacei o dei PDF comunali può essere complessa a causa della vastità delle tavole e dei vincoli sovraordinati che compongono il Piano.

UrbisMap semplifica drasticamente questa attività integrando tutti i dati geografici e normativi del PRG di Biancavilla in un’unica interfaccia GIS in cloud, accessibile e gratuita.

Per consultare il Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap, segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Biancavilla tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano. 

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

Piano Regolatore Generale di Biancavilla sul Geoportale UrbisMap

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le NT di Biancavilla in formato PDF, messe a disposizione per una lettura completa del piano e per approfondire ogni dettaglio normativo.

Perché scegliere UrbisMap per la tua attività professionale

Grazie a UrbisMap i professionisti del settore, come architetti, ingegneri e geometri possono ottenere una visione di insieme del territorio di Biancavilla integrando i dati del PRG con altri strati informativi di tutto il territorio nazionale, come i vincoli paesaggistici o le mappe della classificazione sismica.

Questo permette di effettuare verifiche preliminari veloci e precise, riducendo i tempi di progettazione e il rischio di errori.

Consulta ora il Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap e pianifica i tuoi interventi con dati ufficiali e sempre aggiornati! Ti aspettiamo sul Geoporale.

Link al piano:https://www.urbismap.com/biancavilla

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Come costruire un patrimonio informativo territoriale nel tempo: gestione strategica dei dati territoriali

Costruire un patrimonio informativo territoriale non è un’attività immediata né automatica, ma un processo continuo che richiede metodo, strumenti adeguati e una visione strategica.

Nella Pubblica Amministrazione vengono prodotti e gestiti quotidianamente dati legati al territorio: piani urbanistici, vincoli, pratiche edilizie, cartografie, dati castali, ecc. 

Nella maggior parte dei casi, però, queste informazioni vengono utilizzate per rispondere a esigenze specifiche immediate e poi “disperse” nei singoli procedimenti senza una vera strategia di lungo periodo.

Il risultato è che un enorme potenziale informativo rimane inespresso.

Il problema: dati utilizzati ma non trasformati in patrimonio

Nella gestione operativa quotidiana, il dato territoriale viene trattato come uno strumento per risolvere problemi immediati: una verifica urbanistica, una richiesta di accesso civico, un’istruttoria tecnica.

Questo approccio presenta alcuni limiti strutturali:

1. Le informazioni non vengono organizzate in modo sistematico.

2. Manca una visione unitaria dei dati disponibili.

3. Ogni attività resta isolata e non contribuisce a un sistema più ampio.

4. La conoscenza rimane spesso nelle persone, non nei sistemi.

In altre parole, il dato viene utilizzato, ma non valorizzato nel tempo.

Patrimonio informativo territoriale: cosa significa davvero?

Parlare di patrimonio informativo territoriale significa modificare totalmente la prospettiva.

Non si tratta solo di avere accesso ai dati, ma di:

  • organizzarli in modo strutturato
  • renderli facilmente interrogabili
  • mantenerli aggiornati nel tempo
  • condividerli tra i vari uffici e livelli amministrativi

Un patrimonio informativo è tale quando cresce nel tempo e diventa sempre più utile per l’intera organizzazione.

Questo implica passare da una logica “documentale” a una logica “data-driven”, in cui ogni informazione contribuisce a costruire valore.

I rischi della mancata strutturazione dei dati

Quando i dati territoriali non vengono gestiti in modo strategico, le conseguenze possono riflettersi su tutta l’organizzazione.

Perdita di conoscenza

Le informazioni rimangono nella memoria dei singoli operatori e, con i cambi di personale o i pensionamenti una parte di questa conoscenza va persa.

Ripetizione delle attività

Le stesse verifiche vengono effettuate più volte nel tempo perchè non si dispone di un sistema che le raccolga e le renda riutilizzabili.

Inefficienza operativa

Ogni richiesta richiede un processo manuale, con tempi lunghi e con una possibilità di errore più alta.

Difficoltà decisionali

Senza dati aggregati e organizzati, è complesso supportare scelte strategiche e pianificazioni territoriali.

Dal dato operativo al patrimonio informativo

Per costruire un patrimonio informativo territoriale è necessario un cambio di paradigma. 

Il dato non deve essere visto come un elemento temporaneo, ma come parte di un sistema che cresce nel tempo.

Ciò significa adottare alcune logiche fondamentali:

  • centralizzazione delle informazioni
  • integrazione tra fonti diverse
  • aggiornamento continuo
  • accessibilità diffusa all’interno dell’Ente.

In questo modello, ogni attività quotidiana contribuisce a rafforzare il sistema informativo complessivo.

Il ruolo dei geoportali nella costruzione del patrimonio informativo

I geoportali rappresentano uno strumento chiave per trasformare dati frammentati in un vero patrimonio informativo territoriale.

Parliamo di vere e proprie piattaforme evolute che permettono non solo di visualizzare mappe, ma di gestire il dato in modo integrato e strategico.

Attraverso un geoportale è possibile raggruppare informazioni provenienti da fonti diverse e renderle immediatamente consultabili in un’unica interfaccia. 

Questo consente agli operatori di interrogare il territorio in modo semplice e geolocalizzato, accedendo rapidamente a vincoli, destinazioni d’uso e strumenti urbanistici senza dover navigare tra più sistemi o archivi separati.

Un altro aspetto centrale è la capacità di mantenere nel tempo uno storico aggiornato delle informazioni, che permette di avere accesso a dati sempre affidabili, ma anche di ricostruire facilmente evoluzioni e modifiche.

Allo stesso tempo, la condivisione dei dati tra uffici e operatori diventa molto più semplice e fluida, favorendo una maggiore coerenza nelle attività e nelle risposte.

In questo modo il geoportale diventa un punto di riferimento unico per la gestione delle informazioni territoriali, superando la frammentazione dei dati e contribuendo alla costruzione di una base informativa solida, coerente e scalabile nel tempo.

Da attività quotidiana a valore nel tempo

Uno degli aspetti più importanti è che la costruzione del patrimonio informativo non richiede attività aggiuntive, ma una gestione diversa di quelle esistenti.

Ogni attività quotidiana può contribuire a questo processo:

– una verifica urbanistica diventa un dato riutilizzabile

– un aggiornamento normativo entra in un sistema condiviso

– una consultazione territoriale arricchisce la base informativa

Nel tempo, questo genera un effetto cumulativo: il sistema diventa sempre più completo, preciso ed efficiente.

I benefici per la Pubblica Amministrazione

Costruire un patrimonio informativo territoriale porta vantaggi concreti:

Maggiore efficienza

Le informazioni sono già disponibili e facilmente accessibili

Continuità organizzativa

La conoscenza è strutturata e non dipende dalle singole persone.

Migliore qualità delle decisioni

I dati aggregati permettono analisi più approfondite.

Coerenza nelle risposte

Tutti gli uffici dell’Ente lavorano sulla stessa base informativa.

Scalabilità

Il sistema cresce nel tempo senza aumentare proporzionalmente il carico di lavoro.

La soluzione: costruire un patrimonio informativo con UrbisMap

In questo contesto, dotarsi di strumenti adeguati diventa fondamentale per le Pubbliche Amministrazioni che vogliono gestire i dati territoriali in modo efficace e strutturato.

Piattaforme come il Geoportale UrbisMap permettono di fare un saltò di qualità, trasformando la gestione delle informazioni da frammentata a integrata.

Attraverso un unico ambiente in cloud  è possibile centralizzare tutti i dati urbanistici e territoriali, evitando la dispersione tra archivi diversi e sistemi non comunicanti. 

Tutti gli operatori possono interrogare facilmente il territorio, ottenendo in pochi istanti una visione completa delle informazioni rilevanti.

Vincoli, destinazioni d’uso e strumenti urbanistici con UrbisMap diventano immediatamente accessibili e leggibili, eliminando la necessità di consultare manualmente documenti complessi o incrociare più fonti.

Il sistema, inoltre, mantiene i dati costantemente aggiornati, riducendo il rischio di errori o disallineamenti.

Con il Geoportale UrbisMap il dato smette di essere un insieme di informazioni sparse e diventa parte di un sistema informativo strutturato, condiviso e realmente utile per tutta l’amministrazione.

Un investimento che cresce nel tempo

Un sistema basato sui dati territoriali non produce valore solo nell’immediato, ma soprattutto nel lungo periodo.

Ogni informazione che viene inserita, aggiornata o semplicemente utilizzata contribuisce ad arricchire il sistema e a renderlo sempre più efficace.

Con il passare del tempo, questo porta a un miglioramento progressivo della qualità dei dati, che diventano sempre più completi, affidabili e facilmente accessibili.

Allo stesso modo, le operazioni quotidiane diventano più rapide, in quanto molte informazioni sono già disponibili e non devono essere cercate o ricostruite ogni volta.

Un altro aspetto fondamentale riguarda la capacità  decisionale: avere a disposizione un patrimonio informativo solido e ben organizzato permette di supportare scelte più consapevoli, sia a livello tecnico che strategico.

Per questo motivo possiamo parlare di un vero e proprio investimento cumulativo. 

Il valore del sistema non è statico, ma cresce nel tempo insieme ai dati che lo alimentano, generando benefici sempre maggiori per l’intera organizzazione. 

Scopri di più sulla suite di servizi di UrbisMap dedicati alla Pubblica Amministrazione oppure contattaci utilizzando il formo sottostante: studieremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Ente!

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Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno: come consultare il piano su UrbisMap

Il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno è lo strumento principale di pianificazione urbanistica che governa lo sviluppo, la tutela e la trasformazione del territorio comunale.

Adottato in adeguamento al Piano Paesistico Ambientale Regionale (PPAR), questo strumento definisce le possibilità edificatorie, ma anche le strategie di riqualificazione per la città di Ascoli.

Nell’articolo di oggi esploreremo la struttura del PRG di Ascoli e delle sue Norme Tecniche di Attuazione (NTA di Ascoli), gli obiettivi strategici del piano e come consultarlo in modo rapido, intuitivo e gratuito attraverso il Geoportale UrbisMap.

Gli obiettivi del Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno

L’obiettivo principale del PRG di Ascoli Piceno è la riqualificazione di una società articolata e solidale, migliorando le prestazioni fisiche, sociali e culturali della città.

Il piano si fonda su quattro pilastri principali:

1. La tutela del patrimonio storico-artistico e documentale.

2. La salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente naturale.

3. Una politica di sviluppo e innovazione equilibrata.

4. Il riconoscimento della partecipazione cittadina nella gestione delle politiche urbane.

L’amministrazione promuove inoltre concorsi di progettazione nazionali e internazionali per i temi di rilevanza generale, garantendo un dibattito aperto sulla forma della città.

La struttura del PRG di Ascoli Piceno: ambiti e zonizzazione

Il territorio di Ascoli Piceno è suddiviso in quattro macro-categorie funzionali, che ne definiscono le modalità di intervento:

Ambiti di tutela paesistico-ambientale

In conformità al PPAR regionale, il PRG di Ascoli Piceno individua aree con specifiche limitazioni per preservare l’identità storico-culturale e l’ambiente.

Questi ambiti includono le emergenze geologiche, i corsi d’acqua, i crinali, i versanti e le aree floristiche.

In particolare, vengono definiti quattro livelli di tutela (da 1 a 4), che regolano in modo decrescente i divieti di edificazione e trasformazione del suolo.

Parti pubbliche e di interesse generale 

Comprendono aree destinate a standard urbanistici (istruzione, parchi, parcheggi) e attrezzature di interesse comune.

Tra i progetti di rilievo spiccano il Parco Fluviale del Tronto e del Castellano e il Parco delle aree protette del Colle San Marco, voluti per restituire alla cittadinanza spazi naturali degradati o inaccessibili.

Parti consolidate

Si tratta delle aree già urbanizzate del territorio di Ascoli Piceno che presentano omogeneità storica e tipologica.

Qui gli interventi sono mirati alla conservazione e alla riqualificazione.

Il tessuto prevalentemente residenziale è suddiviso in base alla densità:

  • Alta densità: con indice di fabbricabilità fondiaria (IF) massimo di 3,00 mc/mq.
  • Media densità: con IF massimo di 2,00 mc/mq
  • Bassa densità: con IF massimo di 0,70 mc/mq.

Parti in trasformazione

Sono le aree soggette a nuove previsioni edificatorie o a piani di recupero.

Vengono identificate come Aree Progetto (AP) per la residenza o AP-TR per destinazioni turistico-ricettive.

Un esempio significativo di trasformazione complessa è l’area ex SGL Carbon, per la quale il PRG di Ascoli Piceno prevede un importante programma di riqualificazione urbana con la creazione di un grande parco urbano e di un polo tecnologico-culturale.

Sostenibilità ambientale a innovazione energetica

Il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno introduce anche dei requisiti obbligatori per l’uso razionale delle risorse.

Le norme sulla sostenibilità (art. 66 e successivi) prevedono:

Orientamento degli edifici: per sfruttare al meglio la radiazione solare, privilegiando l’asse est-ovest.

Fonti rinnovabili: installazione obbligatoria di impianti solari termici e fotovoltaici (fatta eccezione per il centro storico dove il fotovoltaico è vietato).

Risparmio idrico: obbligo di sistemi per il recupero delle acque piovane per l’irrigazione del verde e la pulizia degli spazi scoperti nelle nuove costruzioni. 

Incentivi: i progetti che superano del 50% i livelli minimi di prestazione energetica possono beneficiare di un incremento di cubatura del 20%.

Come consultare il PRG di Ascoli Piceno su UrbisMap

Consultare un piano urbanistico può essere complesso e dispersivo, soprattutto per chi non possiede competenze tecniche.

Il Geoportale UrbisMap semplifica drasticamente questo processo, offrendo una piattaforma GIS intuitiva, costantemente aggiornata e utilizzabile da tutti, dai tecnici al singolo cittadino.

Per consultare il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno su UrbisMap, segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Ascoli Piceno tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

piano regolatore generale di Ascoli Piceno_geoportale UrbisMap

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geooportale le NTA di Ascoli in formato PDF, messe a disposizione per una lettura completa del piano.

In sintesi, il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno si può definire un piano moderno che bilancia lo sviluppo edilizio con una forte attenzione alla “mobilità dolce” e alla rete escursionistica comunale (REC). 

UrbisMap è lo strumento ideale per accede in pochi clic a tutte le informazioni urbanistiche e normative del piano, consultabile in maniera integrata con altri strati informativi territoriali su scala regionale e nazionale.

Il Geoportale garantisce, in più, dati certi provenienti da fonti ufficiali e facilitando la pianificazione di interventi conformi alle rigide prescrizioni tecniche e ambientali del Comune di Ascoli Piceno.

Link al piano: https://www.urbismap.com/ascoli-piceno

Consulta il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini (RUE): norme, ambiti e come consultarlo su UrbisMap

Il governo del territorio di una città costiera e complessa come Rimini richiede strumenti urbanistici capaci di coniugare la tutela del patrimonio storico, lo sviluppo turistico e la sostenibilità ambientale.

Lo strumento cardine che disciplina questi aspetti è il Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE).

In questo articolo approfondiremo la struttura del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini, le sue principali norme tecniche e vedremo insieme come professionisti e cittadini possono consultare la sua cartografia e i dati normativi in modo semplice e immediato attraverso il Geoportale UrbisMap.

Cos’è il RUE di Rimini e quali sono i suoi obiettivi

Il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini è lo strumento di pianificazione che disciplina le attività di costruzione, trasformazione fisica e funzionale e conservazione delle opere edilizie nel territorio comunale.

In conformità con le previsioni del Piano Strutturale Comunale (anch’esso presente e consultabile sul Geoportale UrbisMap), il RUE di Rimini stabilisce le regole per gli interventi negli ambiti consolidati, nel territorio rurale e nelle zone specializzate per attività produttive.

Approvato inizialmente nel 2016, il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini si inserisce in un quadro legislativo in evoluzione: esso è stato redatto ai sensi della L.R. 20/2000, ma deve oggi confrontarsi con la nuova disciplina introdotta dalla L.R. 24/2017, la quale non consente più l’approvazione del Piano Operativo Comunale (POC) originariamente previsto per completare gli strumenti urbanistici.

Gli obiettivi principali del RUE di Rimini includono:

Disciplina delle trasformazioni: regole chiare per la residenza, il terziario e il turismo.

Qualificazione e sostenibilità: incentivi per l’efficienza energetica e la bioedilizia.

Tutela del territorio rurale: norme specifiche per gli edifici agricoli e la salvaguardia del paesaggio.

Riqualificazione costiera: interventi strategici come il “Parco del Mare”. 

Metadati e cronologia del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini

Per una corretta istruttoria tecnica è fondamentale conoscere i riferimenti normativi e le date di efficacia degli atti che compongono il RUE di RImini:

ADOZIONEDelibera di C.C. n. 66 del 29/03/2011
APPROVAZIONEDelibera di C.C. n.16 del 15/03/2016
ENTRATA IN VIGORE06/04/2016
ULTIMA VARIANTE SPECIFICA (APPROVAZIONE)Delibera di C.C n.9 del 25/03/2021
ULTIMA STESURA NTADelibera di C.C n.9 del 25/03/2021

Il testo vigente è stato oggetto di numerose varianti specifiche, tra cui quelle per l’aggiornamento normativo ai sensi della L.R. 24/2017 e varianti puntuali per progetti di interesse pubblico.

La struttura delle Norme Tecniche di Attuazione di Rimini (NTA)

Le Norme Tecniche di Attuazione del RUE di Rimini sono organizzate in tre titoli principali che coprono ogni aspetto della gestione edilizia.

1. Disposizioni generali e definizioni

In questa sezione vengono definiti gli oggetti edilizi (unità edilizie, immobiliari e pertinenze) e i parametri urbanistici fondamentali come la superficie territoriale (ST), la superficie fondiaria (SF) e gli indici di edificabilità.

Un aspetto cruciale è la definizione delle categorie di intervento, che vanno dalla manutenzione ordinaria (MO) alla ristrutturazione edilizia (RE) e alla nuova costruzione (NC).

2. Classificazione ambiti e disciplina interventi

Il territorio è suddiviso in “ambiti”, ciascuno con una propria vocazione e disciplina specifica.

– Città storica (ACS): Disciplinata dal Capo 9, prevede categorie di tutela che vanno dal restauro scientifico (cat. A.) alla ristrutturazione con conservazione della sagoma.

– Ambiti consolidati (AUC): Suddivisi in residenziali (AUC_U) e turistici (AUC_T).

In questi ultimi si gioca la partita della riqualificazione alberghiera, con norme specifiche per il cambio d’uso e gli ampliamenti.

Ambiti produttivi (ASP): Zone destinate ad attività manifatturiere, terziarie e commerciali.

– Territorio rurale: Diviso in ambiti ad alta vocazione produttiva (AVP), rilievo paesaggistico (ARP) e periurbani (AAP).

3. Gestione del territorio

Contiene le norme su morfologia, arredo urbano, sicurezza e decoro.

Qui troviamo i criteri per le facciate, le recinzioni e l’impatto visivo degli impianti tecnologici.

Parametri tecnici e sostenibilità

Il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini pone grande attenzione alla qualità ambientale. 

Questo si evince, per esempio, da disposizioni come quella che la superficie permeabile minima deve essere garantita nella misura di almeno il 30% della superficie fondiaria per interventi di nuova costruzione o ristrutturazione rilevante.

Un altro elemento distintivo è l’Art.6 bis, che introduce incentivi volumetrici per interventi di qualificazione e sostenibilità. Gli edifici che raggiungono prestazioni energetiche superiori ai minimi di legge (con riduzioni della prestazione dell’edificio reale di almeno il 30-40% rispetto all’edificio di riferimento) possono beneficiare di incrementi della superficie utile.

Le distanze sono un altro importante pilastro tecnico:

  • D1 (confine): almeno 5,00 metri per nuove costruzioni
  • D2 (strade): almeno 5,00 metri, salvo allineamenti preesistenti.
  • D3 (pareti antistanti): in conformità all’Art.9 del D.M. 1444/1968.

Progetti speciali: il Parco del Mare

All’interno del RUE di Rimini trovano spazio disposizioni per progetti strategici, come il “Parco del Mare”. Gli interventi in quest’area (sub-ambito Auc.T4) mirano alla trasformazione delle strade e aree libere in attrezzature e spazi collettivi, favorendo la desigillazione dei suoli e la creazione di parcheggi pubblici e privati, preferibilmente interrati.

Come consultare il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini sul Geoportale UrbisMap

La consultazione del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini può risultare complessa a causa della mole di elaborati cartografici e testuali, ma anche poco comprensibile per chi non possiede competenze tecniche.

Il Geoportale UrbisMap semplifica significativamente questo processo, offrendo un’interfaccia GIS accessibile a tutti, integrata e gratuita.

Ecco come accedere al RUE di Rimini in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio comunale di Rimini tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca sulla particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

Per una consultazione completa del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini, sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le Norme Tecniche di Attuazione di Rimini in formato PDF. 

I vantaggi per i professionisti

Grazie a UrbisMap i professionisti del settore, come architetti, ingegneri e geometri possono ottenere una visione di insieme del territorio comunale di Rimini, integrando i dati del RUE con altri strati informativi di tutto il territorio nazionale, come i vincoli paesaggistici o le mappe della classificazione sismica.

Questo permette di effettuare verifiche preliminari veloci e precise, riducendo i tempi di progettazione e il rischio di errori.

Consulta ora il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini su UrbisMap e pianifica i tuoi interventi con dati ufficiali e sempre aggiornati! Ti aspettiamo sul Geoporale.

Link al piano: https://www.urbismap.com/rimini

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