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Zone climatiche Italia: mappa disponibile su UrbisMap

Il territorio italiano, data la sua conformazione geografica che si estende per una vasta porzione latitudinale e presenta significative variazioni altimetriche e geomorfologiche, manifesta condizioni climatiche molto diverse da nord a sud. 

Proprio per questo motivo, è stato necessario introdurre un sistema di classificazione che permettesse di quantificare e regolamentare il fabbisogno termico di ciascuna area, con lo scopo di ottimizzare i consumi, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare l’efficienza energetica.

La suddivisione del territorio in 6 zone climatiche (o ambiti territoriali) è cruciale per chi lavora nell’edilizia, nella progettazione di nuovi immobili, nella ristrutturazione di quelli esistenti e per tutti i cittadini che devono rispettare i limiti di esercizio degli impianti di riscaldamento.

Oggi, visualizzare e consultare la mappa delle zone climatiche è un’operazione resa semplice e integrata grazie a piattaforme come il Geoportale UrbisMap, pensato proprio per agevolare la consultazione di informazioni territoriali, normative e vincolistiche.

Cosa sono le zone climatiche e perché sono importanti

Le zone climatiche sono una classificazione introdotta dal Decreto del Presidente della Repubblica n.412 del 26 agosto 1993 (D.P.R. 412/1993).

Tale decreto regola la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici con l’obiettivo di contenere i consumi di energia.

Successivamente, il D.P.R. n.74 del 16 aprile 2013 ha integrato queste norme, stabilendo diversi periodi di attività per le 6 zone climatiche d’Italia.

Il criterio fondamentale utilizzato per questa suddivisione, che è indipendente dall’ubicazione geografica e tiene conto anche dell’altimetria, è la misurazione dei Gradi Giorno (GG).

Le zone climatiche sono fondamentali anche In fase di progettazione edilizia, durante il quale è necessario tenere conto di numerosi fattori climatici e  ambientali, al fine di costruire immobili in linea con le normative climatiche vigenti ed efficienti dal punto di vista del consumo energetico e della sostenibilità. 

Un fattore particolarmente importante di cui tener conto è proprio il numero di gradi giorno di una determinata località, dai quali dipenderanno il fabbisogno energetico per il riscaldamento e i requisiti prestazionali per l’isolamento termico.

Gradi Giorno (GG): il parametro chiave

I Gradi Giorno (GG) rappresentano la sommatoria, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura interna convenzionalmente fissata a 20°C e la temperatura media esterna giornaliera.

Più alto è il valore dei Gradi Giorno in un comune, più rigido è il clima in quel territorio e maggiore sarà il fabbisogno di riscaldamento necessario per mantenere il comfort interno. 

Ad esempio, se la temperatura effettiva di una città è spesso inferiore ai 20°C, i Gradi Giorno di quel comune saranno sicuramente elevati.

Questo indicatore è fondamentale per la progettazione edilizia, infatti, in fase di realizzazione o ristrutturazione, i Gradi Giorno di una specifica località influenzeranno direttamente:

1. Il fabbisogno energetico per il riscaldamento. 

2. I requisiti prestazionali per l’isolamento termico.

3. La redazione delle relazioni termiche da parte dei tecnici.

Le 6 zone climatiche d’Italia: caratteristiche e limiti di esercizio

Le zone climatiche sono nominate utilizzando le lettere dell’alfabeto dalla A (clima più caldo) alla F (clima più rigido).

Il D.P.R. 412/1993 stabilisce per ciascuna zona specifici limiti massimi relativi al periodo annuale di esercizio e alla durata giornaliera di attivazione degli impianti termici. 

La durata di attivazione degli impianti, ad eccezione della zona F, deve essere comunque compresa tra le ore 5:00 e le ore 23:00 di ciascun giorno. È consentito il frazionamento dell’orario giornaliero in più sezioni.

Ecco la classificazione dettagliata con i relativi gradi giorno e i limiti di esercizio ordinari:

Zona A (fino a 600 GG): è la zona con le temperature invernali generalmente più miti. L’accensione è prevista dal 1° dicembre al 15 marzo per un massimo di 6 ore giornaliere. 

Zona B (tra 601 e 900 GG): comprende alcune province della Sicilia e della Calabria. L’accensione è prevista dal 1° dicembre al 31 marzo per un massimo di 8 ore giornaliere. 

Zona C (tra 901 e 1400 GG): riguarda principalmente il sud Italia. L’accensione è consentita dal 15 novembre al 31 marzo per un massimo di 10 ore giornaliere. Fanno parte di questa zona province come Napoli, Bari, Cagliari, Taranto e Caserta.

Zona D (tra 1401 e 2100 GG): comprende soprattutto le aree costiere e non montuose del Centro Italia. La data di accensione è fissata al 1° novembre fino al 15 aprile per un massimo di 12 ore giornaliere. Fanno parte di questa zona, per esempio, Roma, Firenze, Ancona, Genova e Pescara.

Zona E (tra 2101 e 3000 GG): comprende le zone montuose del centro Italia e gran parte della Pianura Padana. Via ai riscaldamenti dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere. Rientrano in questa classificazione città come Milano, Torino, Bologna, Venezia, L’Aquila e Aosta. 

È importante notare che anche se Milano è in Zona E, un’ordinanza sindacale ha abbassato le ore giornaliere di accensione in città da 14 a 13.

Zona F (oltre 3000 GG): queste aree alpine e i comuni montani hanno il clima più rigido e, di conseguenza, non hanno alcuna limitazione né sul periodo annuale né sulle ore giornaliere di accensione del riscaldamento. Rientrano in questa zona, per esempio, Cuneo, Belluno e Trento.

La classificazione in zone climatiche è quindi utile soprattutto per stabilire la durata del periodo di riscaldamento, definito dall’art.4 del D.P.R. 74/2013 per ogni comune, che avrà una maggiore o una minore durata. 

È importante sapere però che, sebbene le regole siano definite a livello nazionale, i Sindaci dei singoli comuni possono comunque intervenire, ampliando o anticipando l’accensione e lo spegnimento in base a situazioni climatiche comprovate. Tuttavia, se il periodo viene allungato, la durata giornaliere di accensione non può superare la metà di quella consentita in via ordinaria.

Come consultare la mappa delle zone climatiche d’Italia su UrbisMap

Rispettare i criteri imposti dalle zone climatiche rappresenta già un primo passo per garantire una maggiore efficienza energetica degli edifici. 

Per i professionisti e i cittadini, disporre di uno strumento di consultazione rapido e integrato che fornisca la classificazione esatta (Zona e GG) del proprio comune o della zona di interesse, è essenziale per la pianificazione consapevole. 

UrbisMap ha pubblicato sul proprio Geoportale la mappa delle zone climatiche, accessibile a tutti in modo semplice, veloce e intuitivo.

Ecco i brevi passaggi da seguire per visualizzare e interrogare la mappa su UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Zone Climatiche” per visualizzare la mappa delle zone climatiche in sovrapposizione a quella di sfondo

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti 

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni territoriali, vincolistiche e normative relative a quel punto specifico. Sempre qui troverai indicata la zona climatica di appartenenza e i relativi Gradi Giorno (GG).

Attraverso la consultazione del Geoportale è dunque possibile conoscere in modo semplice e immediato la classificazione climatica di uno specifico territorio ( con i relativi GG), informazioni vitali per un tecnico che deve redigere le relazioni termiche per costruzioni o ristrutturazioni.

Allo stesso tempo, nella medesima piattaforma, ha accesso a piani urbanistici, dati catastali e altri layer informativi di tutta Italia. 

L’utilizzo di risorse integrate come quelle offerte da UrbisMap assicura l’accesso rapido a informazioni affidabili e fondamentali per rispettare la normativa vigente in materia di efficienza energetica e pianificazione edilizia.

Che aspetti? Consulta subito la mappa delle Zone Climatiche sul Geoportale UrbisMap!

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Urbismap: pubblicati i piani nazionali di zone sismiche e climatiche

Negli ultimi anni stiamo assistendo a forti e preoccupanti cambiamenti climatici che stanno destabilizzando la struttura dei nostri territori, non solo nazionali, ma mondiali. Questo da il via ad una concatenazione di episodi naturalistici importanti, come alluvioni o terremoti, che scombussolano l’assetto ambientale a cui eravamo abituati. Mettiamo dentro questo prospetto una guerra tra potenze mondiali che sono in grado di influire sulla nostra quotidianità (es: nella distribuzione del gas) e capiamo che siamo di fronte a delle importanti problematiche sociali, ambientali e climatiche che non possono più essere tralasciate.

Sono di questi giorni le notizie che riportano una serie di terremoti nella nostra penisola e, per ridurre gli effetti sul patrimonio pubblico e privato, lo Stato già da tempo si è concentrato sulla classificazione di tutto il territorio in termini di pericolosità sismica, ovvero differenziando tutto lo stivale per zone sismiche in base all’intensità con cui il fenomeno si potrebbe presentare, definite in base allo studio degli avvenimenti passati e da cui derivano norme e regolamenti per la costruzione o l’adeguamento degli edifici, pubblici e privati.

Recentemente è stato aggiornato il piano delle zone sismiche, in cui si suddivide il territorio nazionale in quattro zone: si va dalla zona uno che ha la probabilità più alta che capiti un forte terremoto, sino alla zona quattro dove la probabilità che capiti un terremoto è molto bassa. Rispetto al passato viene ora eliminata la dicitura di territorio “non-classificato” e a ciascuna zona viene attribuito un valore d’azione sismica, di cui si deve tener conto in fase di progettazione e realizzazione delle nuove costruzioni, o durante il recupero del patrimonio esistente.

Le novità introdotte con l’aggiornamento sono state pienamente recepite e ulteriormente affinate, grazie anche agli studi svolti dai centri di competenza (Ingv, Reluis, Eucentre). Il piano è stato recentemente pubblicato sul nostro Geoportale Urbismap, dal quale interrogando la mappa si ottiene in risposta tutta l’informativa urbanistica locale e nazionale, tra cui la classificazione sismica, accompagnata da tutte le norme, i vincoli e le regole speciali introdotte dall’aggiornamento.

Zone climatiche nazionali

Come detto in precedenza, siamo in un periodo di transizione dove dobbiamo fare i conti con quanto accade nel mondo. Da questa considerazione generale deriva la recente decisione del Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani di ridurre il consumo di gas nella penisola rimodulando il calendario d’utilizzo dei sistemi di riscaldamento, in luoghi pubblici e privati, regione per regione, ovvero spostando di 15 giorni l’accensione rispetto ai precedenti standard e anticipando di una settimana lo spegnimento.

Il piano ministeriale prevede anche l’abbassamento di un grado centigrado per tutti gli edifici, che dovrà quindi settarsi a diciassette gradi per quelli ad uso produttivo e a diciannove per le restanti costruzioni, abitazioni incluse, fatta eccezione per ospedali, asili nido e scuole materne, case di riposo e piscine.

Tutto questo è stato attuato usufruendo della classificazione climatica di tutto il territorio nazionale, data dal D.P.R. n.412 del 26/08/1993, allegato A, e le sue successive modifiche, in cui si stabilisce la classificazione climatica di oltre 8000 comuni italiani in relazione alla loro temperatura media durante l’anno. Temperature che devono necessariamente essere prese in considerazione per la definizione dei calendari legati al riscaldamento degli edifici, ma anche per la classificazione energetica degli stessi.

Le zone climatiche italiane sono sei e vengono classificate in ordine crescente di rigidità: A (<600 GG), B (600 – 900 GG), C (901 – 1400 GG), D (1401 – 2100 GG), E (2101 – 3000 GG), F ( >3000 GG), dove per GG si intende “gradi giorno” ovvero la somma della differenza (solo quella positiva) tra la temperatura interna decretata da ogni Paese (fissata a 20°C) e la temperatura media esterna. Tanto è più alto il valore, tanto più rigido risulta il clima dello specifico territorio.

Partendo, da questa classificazione delle zone climatiche, considerando le condizioni ambientali attuali, specifiche per ogni zona d’Italia, il Ministro della transizione ecologica ha potuto stabilire il nuovo calendario sull’utilizzo del riscaldamento, in vigore dallo scorso 22 ottobre.

Perché consultare il piano delle zone climatiche su Urbismap?

Urbismap da la possibilità a tutti di consultare su mappa il piano delle zone climatiche. Quest’ultimo suddivide il territorio nazionale nelle 6 zone e all’interrogazione di uno specifico territorio è possibile conoscere la specifica classificazione climatica e i GG (gradi giorno), con cui un tecnico potrà redigere le relazioni termiche necessarie per la costruzione di nuovi edifici o la ristrutturazione del patrimonio esistente, rendendo quest’ultimi più efficaci da punto di vista energetico.

Nuovi piani anche in Sardegna: pubblicate le mappe delle aree non idonee all’installazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili

L’ulteriore piano appena pubblicato su Urbismap riguarda solo la regione Sardegna e individua le aree e i siti non idonei all’installazione d’impianti a fonti rinnovabili. Il piano, definito dall’Assessorato all’Industria, in collaborazione con gli Assessori della difesa dell’ambiente e degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica tramite Deliberazione n.59/90 del 27/11/2020, detta le linee guida per l’autorizzazione di specifici impianti alimentati da fonti rinnovabili, come fotovoltaico ed eolico.

Il piano ha certamente come obiettivo la tutela ambientale e del paesaggio regionale, oltre che della biodiversità e del patrimonio storico e culturale, ma vuole anche perseguire gli obiettivi energetici previsti entro il 2030 con cui la regione, attraverso l’installazione di impianti di generazione da fonte rinnovabile, produrrà circa 2-3 TWh di energia elettrica ulteriore rispetto a quella esistente.

Nell’ottica di fornire un quadro di riferimento il più possibile completo, su Urbismap è stato pubblicato oltre al layer del piano, che permette di visualizzare su mappa le aree e i siti classificati come non idonei all’installazione di impianti a fonti rinnovabili, anche le tavole, le tabelle e gli allegati della deliberazione, con tutti i riferimenti che consentono la più adeguata classificazione dell’area.

Le disposizioni si applicano alle seguenti tipologie di impianto, da cui derivano ulteriori classi, per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile:

  • Impianto fotovoltaico al suolo e solare termodinamico;
  • Impianto eolico;
  • Impianto di generazione elettrica da biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas;
  • Impianto idroelettrico;
  • Impianto geotermoelettrico.

Il riconoscimento di non idoneità di una specifica area o sito ad accogliere una tipologia d’impianto dipende anche dalle caratteristiche dimensionali dell’impianto stesso da realizzare, oltre che dall’esistenza di specifici vincoli riportati nelle restanti normative vigenti, regionali e comunali, sia per quanto riguarda aree e siti sensibili, sia per elementi presenti nel territorio (es: reti stradali o ferroviarie, aeroporti, condotte idriche, etc etc).

Come visualizzare i nuovi piani su Urbismap

Il procedimento per visualizzare i nuovi piani sul Geoportale è molto semplice. Tutti i piani di cui abbiamo parlato, nazionali e non, sono consultabili da qualsiasi utente interrogando la mappa su un punto di proprio interesse. Una volta entrati su Urbismap.com, possiamo cliccare sul punto geografico e visualizzare nell’area di dialogo le informazioni urbanistiche connesse al punto, quindi anche i nuovi piani pubblicati. Oppure, possiamo visualizzare il piano senza dover necessariamente interrogare la mappa, andando prima sulla tab layer e selezionando il piano specifico al quale siamo interessati, ad esempio “classificazione sismica” o “zone climatiche” o ancora “aree non idonee fonti rinnovabili”.

Vuoi avere informazioni più specifiche su Urbismap o i Piani appena pubblicati? Scrivici, puoi farlo compilando il form sottostante.

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