Siti di Interesse Comunitario: mappa disponibile su UrbisMap

La conservazione della biodiversità rappresenta una delle sfide attuali più urgenti per contrastare il degrado degli ecosistemi e la perdita di specie.

In questo contesto,  l’Unione Europea ha istituito uno strumento fondamentale: la Rete Natura 2000. Si tratta di una rete ecologica che si estende su tutto il territorio dell’Unione e mira a garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna rari o minacciati a livello comunitario. 

Cuore pulsante di questa rete sono i Siti di Interesse Comunitario (SIC), zone geograficamente definite e selezionate sulla base di criteri scientifici, che svolgono un ruolo essenziale nella salvaguardia dell’equilibrio ecologico. 

Cosa sono i Siti di Interesse Comunitario (SIC)?

I Siti di Interesse comunitario sono istituiti ai sensi della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nota anche come “Direttiva Habitat”. 

Secondo la Direttiva Habitat, un SIC è definito come:

“Un sito che, nella regione biogeografica o nelle regioni biogeografiche cui appartiene, contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale o una specie in uno stato di conservazione soddisfacente”.

Il percorso istitutivo di un SIC segue un processo  articolato. Inizialmente ogni Stato membro, basandosi su criteri scientifici specifici, propone una lista di siti, inizialmente denominati pSIC, ovvero “proposti”, che poi viene valutata e approvata dalla Commissione Europea.

Una volta approvati, i siti vengono inseriti nell’elenco comunitario e successivamente designati come Zone Speciali di Conservazione (ZSC) ed entrano a far parte della Rete Natura 2000, che comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) individuate secondo la Direttiva Uccelli (79/409/CEE, ora 2009/147/CE).

Un sito della Rete Natura 2000 può essere un SIC/ZSC, una ZPS o entrambi, qualora le tutele di sovrappongano. 

I numeri della Rete Natura 2000 In Italia

In Italia, al 2024, i siti della rete Natura 2000 sono 2646 e coprono circa il 19% del territorio terrestre nazionale e oltre il 6% di quello marino. Tra questi:

  • 2385 SIc, di cui 2301 già designati come ZSC
  • 842 ZPS, di cui 578 coincidono con SIC/ZSC

Questi siti,complessivamente proteggono:

  • 131 habitat naturali
  • 92 specie di flora
  • 120 specie di fauna (esclusi gli uccelli)
  •  oltre 387 specie di avifauna.

L’importanza dei Siti di Interesse Comunitario

L’importanza dei SIC risiede nella loro funzione cruciale per la salvaguardia della biodiversità europea. Sono stati istituiti per contrastare la perdita di biodiversità dovuta a urbanizzazione, agricoltura intensiva, inquinamento, cambiamento climatico e distruzione degli habitat. 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le aree Natura 2000 non sono riserve integralmente chiuse all’attività umana. La Direttiva Habitat mira a promuovere il  mantenimento della biodiversità tenendo conto anche delle esigenze economiche, sociali, culturali e regionali, contribuendo così all’obiettivo generale di uno sviluppo sostenibile. 

Perché è importante consultare i SIC?

La consultazione dei Siti di Interesse Comunitario è fondamentale per diversi motivi, sia per i professionisti che per i cittadini:

Valutazione d’incidenza: qualsiasi piano o progetto che non sia direttamente connesso o necessario alla gestione del sito, ma che possa avere incidenze significative su di esso, deve essere sottoposto ad un’appropriata valutazione dell’incidenza sugli obiettivi di conservazione del sito. Questo rende la conoscenza della localizzazione dei SIC e ZSC cruciale per la pianificazione territoriale e lo sviluppo di progetti, specialmente in settori come l’urbanistica, l’agricoltura e quello energetico.

Prevenzione del degrado: gli Stati membri devono adottare misure adeguate per evitare il degrado degli habitat naturali e di quelli delle specie, nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere conseguenze significative per gli obiettivi della direttiva. Consultare la mappa dei SIC permette di identificare le aree sensibili e di pianificare attività che siano compatibili con gli obiettivi di conservazione, evitando potenziali danni ambientali e sanzioni legali.

Pianificazione e sviluppo sostenibile: conoscere e avere accesso ai vincoli e alle opportunità offerti dalla Rete Natura 2000 permette una pianificazione più consapevole e sostenibile dello sviluppo territoriale. L’articolo 2 della Direttiva, in particolare, sottolinea che le misure adottate devono tenere conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, oltre che delle particolarità regionali e locali. La conoscenza dei SIC facilita, dunque, l’integrazione della conservazione della natura con le esigenze umane, promuovendo un approccio equilibrato allo sviluppo.

Accesso a finanziamenti: conoscere i SIC è utile anche per accedere a fondi destinati alla conservazione della natura. La partecipazione a bandi e programmi di cofinanziamento può dipendere dalla presenza o dalla vicinanza a un sito protetto, di conseguenza, la consultazione delle mappe e dei dati associati può aiutare a identificare le aree eleggibili per tali finanziamenti.

Sensibilizzazione e partecipazione pubblica: anche cittadini, studenti, guide ambientali, ecc. possono trarre vantaggio della consultazione dei SIC. Essere informati sulle aree protette del proprio territorio favorisce il rispetto dell’ambiente, la promozione del turismo sostenibile e la partecipazione attiva di tutti.

Dove si possono consultare i SIC?

La consultazione dei Siti di Interesse Comunitario può avvenire attraverso vari strumenti messi a disposizione dalle istituzioni europee e nazionali, tuttavia questi strumenti non sempre risultano molto intuitivi.

È qui che entra in gioco una risorsa fondamentale per una consultazione più interattiva e intuitiva:  il Geoportale UrbisMap.

UrbisMap: uno strumento gratuito e accessibile

UrbisMap è un Geoportale nazionale online che consente la consultazione semplice e veloce di dati territoriali e ambientali. È progettato per essere uno strumento accessibile a tutti: professionisti, amministrazioni e cittadini, senza bisogno di specifiche competenze tecniche o di praticità con software GIS.

Il Geoportale offre la possibilità di consultare gratuitamente la mappa dei Siti di Interesse Comunitario, fornendo un accesso immediato e visivo a queste aree vincolate.

Come consultare la mappa dei SIC su UrbisMap in pochi, semplici passi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Siti di Interesse Comunitario” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale

mappa siti di interesse comunitario su urbismap

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

5. Cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto, si aprirà una nuova scheda che raccoglie e dà accesso alle informazioni complete della mappa dei Siti di Interesse Comunitario.

informazioni sui siti di interesse comunitario, mappa disponibile su urbismap

Grazie a UrbisMap gli utenti possono visualizzare in dettaglio i singoli SIC, identificati da un codice univoco (ad esempio IT6030017) e dal loro nome, oltre a informazioni sulla regione di appartenenza, il loro stato (se si tratta di SIC, ZSC o entrambi), e la data di aggiornamento del dato. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione? 

A differenza di molte piattaforme tecniche, spesso riservate a un pubblico tecnico o di difficile accesso, UrbisMap è pensato per essere accessibile a tutti in modo chiaro e intuitivo.

UrbisMap si caratterizza infatti per la sua interfaccia semplice e intuitiva. Non occorre avere competenze tecniche particolari per poterlo utilizzarle: in pochi clic chiunque può ottenere le informazioni territoriali desiderate. 

Un altro grande vantaggio, oltre all’accesso gratuito del Geoportale, è la completezza delle informazioni fornite. I Siti di Interesse Comunitario possono infatti essere consultati in combinazione con altre informazioni urbanistiche e normative di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali, ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico. 

È importante sottolineare che tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente soggette a monitoraggio e aggiornamento, garantendo così l’affidabilità del dato.

In sintesi, i Siti di Interesse Comunitario rappresentano un pilastro fondamentale della politica europea per la è importantissima per professionisti, amministrazioni e cittadini non è solo una questione di conformità normativa, ma è importantissima sia per professionisti e amministrazioni, sia per i cittadini. In questo contesto strumenti come UrbisMap assumono un ruolo chiave e strategico, rendendo le informazioni sui SIC accessibili, comprensibili e fruibili da tutti. La possibilità di consultare i Siti di Interesse Comunitario in modo rapido e gratuito, è infatti un passaggio cruciale per promuovere uno sviluppo sostenibile, informato e responsabile. 

Consulta subito la mappa dei Siti di Interesse Comunitario sul Geoportale!

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 Regio Decreto 3267/1923 (Legge Serpieri) disponibile su UrbisMap

Il 24 marzo 2023 si è celebrato il centenario del Regio Decreto n.3267 del 30 dicembre 1923, intitolato “Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani”. Questa normativa, meglio conosciuta come Legge Serpieri, è stata una pietra miliare nella storia ambientale italiana, fornendo una prima e organica sistemazione delle diverse disposizioni in materia forestale. 

Cos’è la Legge Serpieri?

Emanata in virtù della legge di delegazione n.1601 del 3 dicembre 1922, e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.117 del 17 maggio 1924, con entrata in vigore il 1 giugno 1924, la Legge Serpieri rappresenta la prima sistemazione organica delle diverse disposizioni in materia forestale italiana.

Il Contesto storico e gli obiettivi originari

La Legge Serpieri fu il culmine di un lungo percorso legislativo e di un acceso dibattito scientifico e giuridico risalente alla Legge di unificazione forestale del 1877 (Legge Majorana-Calatabiano). 

Fino a quel momento, la legislazione forestale si era concentrata prevalentemente sulla difesa idrogeologica, tuttavia, nel primo 900 emerse la consapevolezza che il bosco doveva essere considerato anche come un fattore fondamentale per lo sviluppo economico del Paese. 

Serpieri, con la Legge 3267/1923, fu l’artefice di questa nuova visione, legando per la prima volta le scelte di politica forestale a quelle di politica economica. 

L’obiettivo primario era quello di superare la precedente impostazione, che vedeva il bosco principalmente come mezzo di difesa idrogeologica, riconoscendogli anche un valore economico e sociale intrinseco. 

Il Regio decreto 3267/1923 era una norma corposa, composta da 7 titoli e 186 articoli, successivamente attuata da un Regolamento di applicazione di 193 articoli nel 1926 (Regio Decreto n.1126 del 16 maggio 1926). La sua applicazione venne estesa anche alle “Terre Redente”, ovvero alle province come Istria, Dalmazia, Venezia Giulia e il Trentino, acquisite dopo la Grande Guerra e dove vigevano legislazioni diverse.

Le disposizioni fondamentali della Legge Serpieri 1923

La Legge si articolava in diverse sezioni chiave, ciascuna con un ruolo specifico nella tutela e gestione del patrimonio forestale e montano:

Vincolo per scopi idrogeologici: l’art.1 sottopone a vincolo i terreni di qualsiasi natura e destinazione che, a causa di utilizzi contrastanti con le norme (in particolare gli articoli 7,8 e 9, relativi a dissodamenti, cambiamenti di coltura e pascolo), possano perdere stabilità o turbare il regime delle acque arrecando danno pubblico. 

Altri vincoli: oltre al vincolo idrogeologico, la legge prevede di imporre vincoli su boschi anche per ragioni di:

  • difesa da calamità naturali: per boschi che proteggono terreni o fabbricati da valanghe, rotolamento di sassi, venti, ecc.
  • difesa militare: su disposizione delle Amministrazioni dello Stato, in caso di limitazioni d’uso dovute a questi vincoli, è previsto un congruo indennizzo per i proprietari, che viene calcolato sulla base dei minori redditi derivanti dalle limitazioni.

Sanzioni e  attività di Polizia Forestale: la legge prevede diffide verbali e sanzioni per ogni pianta non “operata” (potata, tagliata o disinfestata). 

Rimboschimento e sistemazioni idraulico-forestali:la Legge incentiva il rimboschimento delle zone montane, anche a spese dello Stato, e prevede l’acquisto o l’esproprio di terreni per la costituzione del demanio forestale. I lavori di sistemazione idraulico-forestale dei bacini montani devono essere coordinati con opere di bonifica e le aree rimboschite non possono essere destinate a coltura agraria.

Gestione del patrimonio silvo-pastorale: i boschi e i pascoli appartenenti a Comuni e altri Enti devono essere gestiti in conformità a un piano economico approvato o prescritto dal Comitato forestale. 

Assistenza e propaganda: il Ministero dell’Economia Nazionale si assume l’onere di provvedere all’istruzione forestale, assistenza e consulenza. Vengono inoltre fornite piante e sementi per la ricostruzione boschiva ai singoli cittadini che ne facevano richiesta.

Evoluzione e rilevanza attuale della Legge Serpieri

La Legge Serpieri ha profondamente segnato lo sviluppo del diritto forestale e montano italiano. Nonostante alcune parti siano state abrogate o modificate nel tempo, come nel caso degli articoli 92-99 (che riguardavano gli incoraggiamenti per la bonifica integrale, poi riordinata da una legge specifica nel 1933), i suoi principi fondamentali rimangono ancora oggi validi. 

La sua influenza è visibile in normative successive, come:

  • Il Codice Civile del 1942 (Art. 866 e 867) ha assorbito e rafforzato i principi del vincolo idrogeologico e le limitazioni alla proprietà fondiaria per la tutela idrogeologica e igienica.
  • La Legge Galasso (L. 431/1985) per la tutela paesaggistica, ha incluso tutti i territori coperti da bosco tra i beni tutelati “ope legis”
  • Il Testo Unico delle Foreste e delle Filiere Forestali (D.lgs. 34/2018) continua a promuovere una gestione attiva e razionale del bosco, bilanciata con esigenze idrogeologiche, paesaggistiche e ambientali. 
  • Le Prescrizioni di massima e norme di polizia forestale, inizialmente provinciali e divenute poi leggi regionali e regolamenti, estendendo le disposizioni di gestione e prevenzione incendi a tutte le aree boscate, non solo a quelle vincolate idrogeologicamente.

La Legge Serpieri ha anticipato quindi il concetto di multifunzionalità del bosco, che si è arricchito nel corso del tempo con valenze paesaggistiche, ambientali, di biodiversità e di mitigazione del cambiamento climatico.

Ad oggi, le funzioni amministrative in materia di agricoltura e foreste sono state trasferite alle regioni a partire dal D.P.R. 616/1977, che sono quindi ora responsabili dell’individuazione delle fasce di rischio idrogeologico e della loro integrazione negli strumenti urbanistici.

Dove e come consultare la Legge Serpieri 1923: l’importanza di UrbisMap

Per verificare se un terreno è sottoposto a vincoli ai sensi del Regio Decreto 3267/1923, è possibile utilizzare il Geoportale UrbisMap come strumento di consultazione gratuito. 

Farlo è semplicissimo, anche per chi non possiede competenze tecniche:

1. Vai su www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Regio Decreto Legge 3267 del 1923” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite le informazioni relative al punto cliccato e ti verrà indicato se è gravato da vincolo e l’articolo del R.D.L 3267/1923 di riferimento. 

5. Cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto, si aprirà una nuova scheda che raccoglie e dà accesso a tutti gli articoli completi del Decreto, garantendo una consultazione facile e completa.

accedi agli articoli completi della Legge Serpieri sul Geoportale UrbisMap

La consultazione di questa mappa è di fondamentale importanza sia per tecnici e professionisti che devono verificare la fattibilità di un progetto con i vincoli esistenti, per cittadini che devono valutare l’acquisto di un terreno o un’immobile, ma anche per Enti locali e Amministrazioni per attività do pianificazione o verifica ambientale.

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

A differenza di molte piattaforme tecniche, spesso riservate a un pubblico tecnico o di difficile accesso, UrbisMap è pensato per essere accessibile a tutti in modo chiaro e intuitivo.

UrbisMap si caratterizza infatti per la sua interfaccia semplice e intuitiva. Non occorre avere competenze tecniche particolari per poterlo utilizzarle: in pochi clic chiunque può ottenere le informazioni territoriali desiderate. 

Un altro grande vantaggio, oltre all’accesso gratuito del Geoportale, è la completezza delle informazioni fornite. I vincoli del Regio Decreto 3267/1923 possono infatti essere consultati in combinazione con altre informazioni urbanistiche e normative di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali, ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico. 

È importante sottolineare che tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente soggette a monitoraggio e aggiornamento, garantendo così l’affidabilità del dato. 

In sintesi, la Legge Serpieri è ancora oggi una delle norme più incisive per la tutela del territorio e la prevenzione dei rischi naturali.

Verificare la presenza di vincoli idrogeologici prima di qualsiasi intervento edilizio è di fondamentale importanza per evitare sanzioni, la bocciatura di progetti o danni ambientali. Grazie a UrbisMap, oggi questa verifica è rapida, gratuita e accessibile a tutti, facilitando la comprensione e l’applicazione dei vincoli per la salvaguardia del patrimonio ambientale.

Consulta subito il Regio Decreto 3267/1923 sul Geoportale!

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L’importanza della pubblicazione dei piani urbanistici

La pubblicazione dei piani urbanistici è oggi una delle sfide centrali per una Pubblica Amministrazione digitale, efficiente e trasparente.

Oltre a rappresentare un obbligo normativo, si configura come un atto strategico in grado di semplificare l’accesso alle informazioni urbanistiche, favorire la partecipazione dei cittadini e supportare i professionisti del settore nelle loro attività quotidiane.

All’interno di questo scenario, strumenti come UrbisMap, che offrono un servizio di consultazione e pubblicazione dei piani urbanistici gratuita sul Geoportale, si rivelano fondamentali per una gestione ordinata, accessibile e trasparente del patrimonio urbanistico.

Perché la pubblicazione dei piani urbanistici è fondamentale? 

La pubblicazione dei piani urbanistici è di fondamentale importanza per diversi motivi legati sia alla normativa vigente, sia ai principi di trasparenza, efficienza e partecipazione pubblica.

1. Trasparenza e accessibilità per tutti i cittadini: 

Uno degli obiettivi primari è quello di garantire che l’informazione relativa alla pianificazione territoriale sia facilmente consultabile da chiunque. Un accesso agevole e immediato ai piani in vigore, o a quelli in fase di approvazione, permette a cittadini, professionisti e amministrazioni di avere sempre a portata di mano tutta la documentazione urbanistica. Questo favorisce la trasparenza dell’azione amministrativa, costruendo fiducia tra Ente Pubblico e cittadini.

2. Ottimizzazione del lavoro per professionisti e Pubbliche Amministrazioni:
Professionisti come architetti, geometri, ingegneri o agenti immobiliari necessitano costantemente di accedere a dati urbanistici aggiornati. La disponibilità online di questi dati semplifica enormemente il loro lavoro quotidiano, in quanto gli permette di consultare rapidamente e in ogni momento le normative, di verificare le destinazioni d’uso dei terreni e di lavorare in linea con le disposizioni vigenti.

Anche per le Pubbliche Amministrazioni, la pubblicazione digitale di piani e norme porta ad una gestione più efficiente del proprio patrimonio informativo territoriale.

La possibilità di pubblicare non solo i piani in vigore, ma anche quelli in fase di approvazione, garantisce l’accesso a una documentazione completa e riduce il carico di lavoro per la ricerca e la fornitura di informazioni.

3. Obbligo legale per le Pubbliche Amministrazioni

Le Pubbliche Amministrazioni, secondo l’art.39 del Decreto Legislativo n.33 del 14 marzo 2013 (insieme al decreto legislativo 97/2016 che ha introdotto l’accesso civico generalizzato, il cosiddetto FOIA), le amministrazioni sono obbligate a pubblicare online gli atti di governo del territorio, come piani territoriali, piani di coordinamento, piani paesistici, strumenti urbanistici, generali e di attuazione, nonché le loro varianti. 

La pubblicazione online è persino una condizione di efficacia normativa degli atti, senza pubblicazione, infatti, l’atto resta inefficace e non vincolante legalmente.

4. Prevenzione della corruzione

L’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha ribadito che le varianti urbanistiche, soprattutto quelle che assegnano diritti edificatori ai privati, devono essere pubblicate sin dalla presentazione, e non solo dopo l’adozione, in modo tale da diminuire i rischi di decisioni discrezionali non giustificate. In questo modo ogni fase del procedimento diventa trasparente e verificabile. 

UrbisMap: il Geoportale per la pubblicazione e consultazione dei piani urbanistici

UrbisMap si presenta come una risposta concreta alle esigenze appena descritte. Si tratta di un Geoportale nazionale progettato per aiutare Enti Pubblici, amministrazioni, liberi professionisti e cittadini privati a visualizzare e consultare, in pochi clic, piani urbanistici, dati catastali e normative di tutto il territorio nazionale. 

Il suo obiettivo è quello  di centralizzare e uniformare l’accesso ai dati urbanistici italiani e si propone di risolvere una delle principali criticità della pianificazione urbanistica in Italia: la frammentazione e la scarsa accessibilità dei dati. 

Il servizio si rivolge a:

  • Pubbliche Amministrazioni e Enti che vogliono digitalizzare e pubblicare i propri strumenti urbanistici
  • Cittadini che vogliono consultare le informazioni urbanistiche del proprio territorio 
  • Professionisti che hanno bisogno di uno strumento pratico per la propria attività.

Come le Pubbliche Amministrazioni possono pubblicare i loro piani su UrbisMap

Il processo di pubblicazione dei piani urbanistici, dei dati catastali e della normativa su UrbisMap è semplice, veloce e totalmente gratuito, strutturato per rispondere alle esigenze degli Enti. 

Il servizio è composto da pochi semplici step, vediamoli:

1. Fornitura dei dati: L’Ente interessato deve semplicemente inviare i dati tramite email all’indirizzo dati@urbismap.com  in formato vettoriale, shapefile o dwg, richiedendo la pubblicazione dei propri piani. 

2. Elaborazione e pubblicazione: in pochi giorni, il team di UrbisMap si occupa di elaborare, georeferenziare e pubblicare i dati sul Geoportale.

3. Aggiornamenti: una volta pubblicato, il piano viene aggiornato periodicamente in base alle nuove varianti o modifiche approvate.

Quali piani è possibile pubblicare su UrbisMap?

UrbisMap supporta la pubblicazione di una vasta gamma di strumenti urbanistici, dal Piano Regolatore Generale (PRG), Piano Urbanistico Comunale (PUC) o Piano del territorio, fino ai piani attuativi di specifiche aree urbanistiche, come quelli per i centri storici. Ma ancora:

  • Programmi di Fabbricazione (PdF)
  • Piani di zona per l’edilizia economica e popolare (PEEP)
  • Piani per insediamenti produttivi (PIP)
  • Piani per l’assetto idrogeologico (PAI)
  • Piani di classificazione acustica

Come accennato poco sopra, i dati devono essere inviati in formato digitale, nello specifico in formato shapefile o in dwg, se il Comune o l’Ente per cui lavori è ancora dotato di documentazione cartacea non è un problema: scopri il servizio di digitalizzazione di UrbisMap e contattaci per trovare la soluzione migliore per la tua amministrazione!

I piani possono essere pubblicati solo se già in vigore?

UrbisMap non si limita alla pubblicazione dei soli piani in vigore. Una caratteristica distintiva è la possibilità per le PA di sfruttare la piattaforma anche durante l’iter procedurale che anticipa l’entrata in vigore di un piano, soprattutto durante la fase di evidenza pubblica. Questo permette ai cittadini di monitorare le proposte e partecipare attivamente alla loro stesura. 

Inoltre, per un principio di accessibilità e trasparenza, l’amministrazione può scegliere di pubblicare i piani decaduti, fornendo un quadro storico completo della pianificazione del territorio.

Vantaggi per Enti e Pubbliche Amministrazioni

– Zero costi di pubblicazione

– Riduzione dei tempi di consultazione 

– Maggiore trasparenza e accessibilità

– Rispetto delle norme sulla pubblicazione e trasparenza amministrativa

UrbisMap come ponte tra cittadini e Pubbliche Amministrazioni

La forza di UrbisMap risiede nella sua funzione unificatrice che, all’interno di un sistema spesso disomogeneo e frammentato, mette in comunicazione cittadini, tecnici e amministrazioni. 

Facilità d’uso per tutti

Il Geoportale è progettato per essere facilmente utilizzabile da chiunque, anche da utenti meno tecnici, abbattendo così le barriere di accesso alle informazioni urbanistiche.

Accesso in tempo reale

Cittadini e professionisti possono verificare in tempo reale la normativa vigente e  la nuova pianificazione che l’Ente intende approvare, aspetto cruciale per la precisione, la tempestività delle decisioni individuali e professionali.

Documentazione completa sempre a portata di mano

Con UrbisMap tecnici, cittadini e PA avranno sempre a portata di mano tutta la documentazione urbanistica relativa all’Ente, riducendo le richieste di accessi agli atti e i lunghi iter burocratici che hanno sempre caratterizzato la ricerca di queste informazioni.

In questo senso, UrbisMap non è solo come Geoportale che raccoglie dati urbanistici, ma funziona come ponte che unisce le esigenze di tutte le parti coinvolte, che fanno finalmente  riferimento a un’unica piattaforma online e gratuita.

Come consultare i piani urbanistici su UrbisMap 

Consultare i piani urbanistici su UrbisMap è estremamente intuitivo. Basta andare sul sito www.urbismap.com , fare la registrazione gratuita ed effettuare il login per accedere al Geoportale. 

Attraverso pochi e semplici passaggi, l’utente può:

– Ricercare e selezionare il comune o la zona di interesse

– Geolocalizzarsi su  mappa e visualizzare le informazioni urbanistiche relative al punto cliccato

– Consultare la documentazione tecnica e le normative vigenti

– Scaricare i documenti allegati disponibili per quella determinata zona, come le norme tecniche di attuazione o il regolamento edilizio

– Scaricare un report di destinazione urbanistica che contiene, in un unico documento, tutte le informazioni urbanistiche e normative del punto interrogato.

In sintesi, scegliere di pubblicare i piani urbanistici del proprio Ente con UrbisMap, non significa solo adempiere a un obbligo normativo, ma migliorare il funzionamento dell’amministrazione, facilitare il lavoro dei professionisti del settore e offrire ai cittadini uno strumento di consultazione semplice ed efficace.

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi disponibile su UrbisMap

Le Alpi italiane sono un patrimonio naturale di inestimabile valore, ma sono anche scenari in rapida evoluzione e ambienti sempre più vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici. 

Le stagione estive alpine sono testimoni di un’incidenza crescente di eventi disastrosi, come crolli di roccia e colate detritiche, che mettono a rischio la sicurezza di chi vive e frequenta la montagna. 

Per monitorare e comprendere questi fenomeni, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso il gruppo GeoClimAlp dell’istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (Cnr-Irpi), ha sviluppato uno strumento fondamentale: il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi italiane.

Cos’è il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi?

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi italiane è un database che registra i processi di instabilità naturale avvenuti negli ambienti alpini italiani ad una quota superiore ai 1500 metri sul livello del mare. Questo strumento è in continuo aggiornamento, con la versione più recente che include dati relativi ai fenomeni verificatisi tra il 2000 e il 2023.

In questa ultima fase di aggiornamento, il Catasto ha censito un totale di 1120 processi di instabilità naturale, principalmente frane, colate detritiche e instabilità glaciale.

In particolare, fra le tipologie di eventi più frequenti vengono segnalate 443 colate detritico-torrentizie, il 39,6% del totale, 332 crolli di roccia, il 29,6% del totale. 

Analizzando la distribuzione geografica di questi eventi nel periodo 2000-2023, le regioni italiane maggiormente interessate sono state:

Valle d’Aosta, con 415 processi (il 37,1% del totale) 

Trentino Alto Adige, con 296 processi (26,4%)

Lombardia, con 164 processi (14,6%)

Piemonte, con 162 processi (14,5%)

È importante notare che più della metà (56%) degli eventi si verifica durante la stagione estiva, evidenziando una correlazione con le condizioni climatiche di quel periodo.

Precedenti versioni del catasto, aggiornate fino al 2022, contenevano informazioni su 772 processi di instabilità, con crolli di roccia e colate detritico-torrentizie come tipologie più diffuse. Le regioni più colpite in quel periodo erano la Valle d’Aosta, la Lombardia e il Piemonte , l’incremento del numero di eventi registrati tra il 2022 e il 2023 riflette sia l’aggiornamento dei dati che una potenziale intensificazione dei fenomeni.

L’importanza del Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi

L’importanza del Catasto delle frane di alta quota nelle alpi risiede nella sua funzione di strumento conoscitivo fondamentale per comprendere e affrontare gli impatti del cambiamento climatico sugli ambienti di alta quota. 

Le Alpi, con la loro criosfera (neve, ghiaccio, permafrost) sono considerate indicatori sensibili dei mutamenti climatici a causa della loro rapida risposta al riscaldamento globale. Il Catasto evidenza, infatti, una chiara tendenza all’aumento delle temperature e alla conseguente degradazione del permafrost, che agisce come una sorta di collante naturale all’interno delle fratture della roccia.

Quando il permafrost si scioglie, la sua capacità di stabilizzare i versanti diminuisce, aumentando l’instabilità delle pareti rocciose. Il problema però, è che la velocità con cui questo processo sta avvenendo è considerata “eccezionale”. Gli studi indicano che l’aumento delle temperature, anche in assenza di piogge intense, è un fattore chiave nell’innesco dei crolli di roccia, le proiezioni future per le Alpi non sono dunque rassicuranti: si prevede un aumento della temperatura media annuale di oltre 1,5°C, con la possibile estinzione di molti ghiacciai entro il 2050 e un’intensificazione degli eventi estremi e dei danni alle infrastrutture, con conseguente aumento dei costi per la messa in sicurezza.

La raccolta sistematica di questi dati è sicuramente un primo passo essenziale per definire scenari di pericolosità e rischio. 

In particolare, con la crescente frequentazione della montagna per attività turistiche e ricettive, l’aumento dei fenomeni franosi comporta sicuramente maggiori pericoli e rischi per le persone. Le analisi di rischio risultano quindi essere cruciali per supportare le autorità nelle decisioni di mitigazioni e per migliorare le politiche di prevenzione e intervento.

L’esempio emblematico di Bardonecchia

Un esempio significativo è la colata detritica che ha colpito Bardonecchia il 13 agosto 2023. L’evento, causato da una cella temporalesca sulla testata del bacino del torrente Frejus, ha mostrato come fenomeni apparentemente improvvisi possano verificarsi anche in assenza di precipitazioni significative percepite localmente. Il sopralluogo post-evento, che fortunatamente non ha causato vittime, ha evidenziato come la colata abbia invaso l’abitato, danneggiando edifici e infrastrutture e intasando completamente l’alveo in alcuni tratti. 

Questo caso sottolinea la necessità di un monitoraggio continuo e di strategie di prevenzione per proteggere le comunità montane. 

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi è dunque uno strumento cruciale a supporto delle decisioni per la pianificazione territoriale, la protezione civile e altre attività, contribuendo a migliorare le politiche di prevenzione e intervento. 

La prevenzione parte dalla raccolta di informazioni sulle frane del passato e dallo studio dettagliato delle pareti più frequentate, attraverso strumenti avanzati di monitoraggio.

Dove si può consultare il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi è consultabile direttamente online e gratuitamente sul Geoportale UrbisMap

Il webgis consente una consultazione semplice e veloce, intuitiva anche per coloro che non hanno dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali. 

Per consultare il catasto delle frane ad alta quota nelle alpi segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com  ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi ancora uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, nella sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale.

catasto delle frane di alta quota nelle alpi italiane su UrbisMap

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

catasto delle frane di alta quota nelle alpi italiane su UrbisMap: evento franoso di Bardonecchia

Per ogni punto della mappa segnalato, viene fornita una serie di informazioni, tra cui:

  • la tipologia dell’evento, ad esempio un evento franoso
  • l’ identificativo univoco dell’evento nel database, che serve per distinguere ogni evento registrato
  • la data in cui si è verificato l’evento
  • l’altitudine alla quale si è verificato l’evento 
  •  il tipo di processo geomorfologico coinvolto 

A chi serve consultare il catasto delle frane di alta quota nelle Alpi?

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi è uno strumento prezioso e molto utile per tante figure diverse. 

Ad esempio, i geologi e i tecnici che lavorano con il territorio, lo possono utilizzare per studiare la stabilità dei versanti e comprendere quali zone sono maggiormente soggette a movimenti del terreno. Questo aspetto è molto importante per prevenire danni e incidenti, specialmente in un contesto fragile come quello alpino.

Anche la Protezione Civile e gli Enti locali possono consultare spesso il catasto per pianificare interventi di messa in sicurezza o per decidere, per esempio, se è necessario chiudere momentaneamente sentieri o strade. Avere accesso a queste informazioni è fondamentale per gestire il rischio e proteggere le persone, specialmente in aree altamente frequentate da turisti. 

Il catasto è utilissimo anche per professionisti, come ingegneri e architetti, che si occupano della progettazione di infrastrutture, che possono utilizzarlo per comprendere il livello di sicurezza di una determinata zona prima di costruire infrastrutture, rifugi, strade, ecc. Accedere a dati aggiornati sulle frane permette infatti di evitare interventi in aree instabili e di progettare strutture più resistenti.

Non meno importante è l’uso che ne possono fare i “frequentatori” della montagna, come escursionisti, alpinisti e guide alpine, che possono trarre vantaggio da queste informazioni per pianificare le proprie attività in sicurezza ed evitare zone a rischio, specialmente dopo eventi meteorologici estremi.

In sintesi, il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi italiane funziona come una sorta di cartella clinica delle montagne, registrando ogni cenno di instabilità per aiutare scienziati, soccorritori e comunità a comprendere il loro stato, prevedere potenziali pericoli e agire con consapevolezza per proteggere questi ambienti e chi li frequenta. 

Consulta subito il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi sul Geoportale!

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Bando Sulcis 2024: partecipazione semplificata con UrbisMap

Nel quadro della Programmazione Unitaria 2024-2029, la Regione Sardegna, e in particolare il Sulcis Iglesiente, si prepara ad un significativo impulso economico grazie all’approvazione del nuovo Bando Sulcis 2024 “Azioni di sostegno agli investimenti materiali e immateriali delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) del Sulcis-Iglesiente nei settori della ricettività, della ristorazione, dei servizi per il turismo, la cultura e l’ambiente e per l’enoturismo”, detto anche “Piano Sulcis”.

Questo bando rappresenta un’opportunità strategica per le micro, piccole e medie imprese (MPMI) del territorio, mirando a rafforzare la loro competitività attraverso il sostegno agli investimenti materiali e immateriali nei settori della ricettività, ristorazione, turismo, cultura, ambiente ed enoturismo. 

In questo contesto, il sostegno tecnologico, come quello offerto da UrbisMap, emerge come un alleato fondamentale per la pianificazione e la presentazione dei progetti da finanziare. Il Geoportale UrbisMap consente una consultazione integrata e semplice di dati urbanistici ambientali, e catastali. Il suo utilizzo strategico può facilitare l’accesso al bando, migliorare la qualità del progetto e ridurre i rischi di esclusione, massimizzando le possibilità di successo.

Obiettivi e settori chiave del Bando Sulcis

Il bando, promosso dal Centro Regionale di Programmazione ha l’obiettivo principale di aumentare la competitività delle MPMI situate nei Comuni del Sulcis Iglesiente, promuovendo interventi di sviluppo sostenibile. L’iniziativa si propone di supportare le imprese che intendono avviare, ampliare, ammodernare o diversificare la propria attività.

Il Bando prevede un contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese ammissibili, con intensità variabile a seconda che si tratti di nuove imprese o imprese già operative. 

Gli interventi devono essere localizzati nei Comuni del Sulcis, e riguardano:

  • la creazione o il potenziamento di strutture ricettive e servizi per il turismo
  • attività culturali, artistiche, museali, di intrattenimento e ambientali
  • iniziative legate all’enoturismo e alla valorizzazione del territorio rurale e vitivinicolo.

I Comuni del Sulcis Iglesiente ammessi a beneficiare di questi aiuti sono: Buggerru, Iglesias, Sant’Anna Arresi, Calasetta, Masainas, Santadi, Carbonia, Musei, San Giovanni Suergiu, Carloforte, Narcao, Sant’Antioco, Domusnovas, Nuxis, Tratalias, Fluminimaggiore, Perdaxius, Villamassargia, Giba, Piscinas, Villaperuccio, Gonnesa, Portoscuso.

Possono presentare le domanda le MPMI con un’unità produttiva localizzata in uno dei Comuni sopra elencati. Al momento della domanda, le imprese devono essere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese (se previste dalla legge), essere nel pieno esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali e non essere considerate “imprese in difficoltà” secondo il Regolamento (UE) n.651/2014.

Sono ammissibili sia spese per investimenti produttivi (opere edili, attrezzature, impianti) sia per servizi reali e consulenze, nonché per la polizza fideiussoria nel caso di anticipazione del contributo.

Modalità di presentazione e valutazione delle domande

La procedura istruttoria è di tipo valutativo a sportello, il che significa che le domande vengono esaminate in ordine cronologico di presentazione.

Le domande, una sola per proponente, devono essere inviate esclusivamente tramite il sistema informatico SIPES della Regione Autonoma della Sardegna, richiedendo l’uso di una PEC e di una firma elettronica digitale. La scadenza per la presentazione è fissata al 29 aprile 2025, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.

La valutazione del piano di basa su un sistema a criteri principali e secondari. Tutti i sei criteri principali (adeguatezza delle competenze, coerenza del piano con gli obiettivi del bando, fattibilità tecnica e amministrativa, coerenza commerciale, sostenibilità economica e finanziaria) devono ottenere un esito positivo.

Inoltre, almeno tre dei cinque criteri secondari (introduzione di soluzioni innovative, rispetto delle pari opportunità, offerta dei servizi inclusivi, incremento occupazionale, coerenza con progetti territoriali) devono risultare positivi.

Come UrbisMap semplifica la partecipazione al Bando Sulcis 2024

Navigare le procedure amministrative e ottenere le informazioni territoriali necessarie per un bando così strutturato può essere complesso. Qui entra in gioco UrbisMap, un Geoportale pensato per facilitare l’accesso a dati urbanistici, catastali, vincolistici e normativi a livello nazionale.

Il Geoportale offre, sia a proprietari privati che professionisti, strumenti che rendono il processo di preparazione della domanda e di attuazione del progetto molto più rapido, semplice e accurato.

I progetti presentati devono rispettare numerosi vincoli normativi e tecnici, soprattutto in merito alla localizzazione dell’investimento e alla conformità urbanistica dell’intervento. Vediamo insieme come UrbisMap può essere un alleato prezioso per le imprese che intendono partecipare al Piano Sulcis: 

1. Analisi di fattibilità preliminare

Ciascun progetto finanziato dal bando deve prevedere investimenti in un’unità produttiva situata in uno dei Comuni del Sulcis Iglesiente. UrbisMap permette di:

  • verificare la destinazione d’uso dell’immobile o del lotto
  • individuare eventuali vincoli paesaggistici, ambientali o archeologici
  • valutare la compatibilità urbanistica del progetto
  • individuare aree idonee alla nuova localizzazione di attività produttive o ricettive

Un’analisi preliminare corretta ed esaustiva permette all’impresa di evitare errori che potrebbero ostacolare l’ammissibilità della domanda. 

2. Predisposizione del piano aziendale

Il piano è il documento centrale della candidatura, deve infatti descrivere l’iniziativa, le spese, i benefici attesi e la coerenza dell’intervento con la normativa vigente. In questo contesto, allegare dati cartografici e analisi ottenute con UrbisMap può:

  • rafforzare la credibilità del progetto
  • dimostrare una valutazione seria e responsabile del contesto territoriale
  • fornire un quadro completo agli istruttori che valuteranno la domanda.

3.  Progettazione edilizia e rispetto dei vincoli

Il bando prevede l’ammissibilità di opere murarie solo se strettamente necessarie e compatibili con le linee guida per l’edilizia sostenibile. Grazie a l Geoportale è possibile:

  • individuare zone gravate da vincolo paesaggistico 
  • conoscere la tipologia edilizia ammessa per una determinata zona
  • integrare nel progetto dati ambientali

4. Monitoraggio e verifica

Anche nelle fasi successive all’approvazione del progetto, UrbisMap può essere impiegato per:

  • verificare la coerenza fra quanto approvato e quanto effettivamente realizzato
  • supportare la redazione della perizia giurata richiesta alla chiusura del piano
  • documentare e monitorare che non venga modificata la destinazione d’uso per 36 mesi, come richiesto dal bando.

In sintesi, utilizzare UrbisMap come strumento ausiliario per la partecipazione al Bando Sulcis 2024, può fare la differenza tra un progetto generico e uno altamente competitivo e completo. UrbisMap permette infatti alle imprese non solo di agire con maggiore consapevolezza, rispettando i vincoli e cogliendo le opportunità del territorio, ma anche di migliorare in modo tangibile la qualità della proposta e di minimizzare i rischi di esclusione.

Vuoi partecipare al Piano Sulcis? Scegli UrbisMap come alleato per presentare il tuo progetto!

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Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE disponibile su UrbisMap

La Mappa delle Aree Idonee e Zone di accelerazione pubblicata dal GSE e disponibile sul Geoportale UrbisMap, rappresenta uno strumento fondamentale per favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, offrendo un quadro chiaro e accessibile delle aree più adatte alla realizzazione degli impianti, semplificando i processi autorizzativi e supportando la pianificazione territoriale delle Amministrazioni.

L’Italia, in linea con gli ambiziosi obiettivi derivanti dal Green Deal dell’Unione Europea, si trova nel mezzo di un percorso cruciale di transizione ecologica e decarbonizzazione.

Il Paese mira a coprire il 69% del fabbisogno energetico nazionale da fonti rinnovabili entro il 2030, con una potenza energetica installata di 131 GW, il che rappresenta un incremento di circa 74 GW rispetto al 2021.

L’obiettivo nazionale complessivo è quello di raggiungere 80 GW di nuova capacità da fonti rinnovabili entro il 2030.

Nonostante gli sforzi, ad oggi l’Italia ha realizzato solo una piccola percentuale delle installazioni previste negli ultimi quattro anni, con ben 61, 4 GW ancora da completare per centrare il traguardo del 2030.

Tale lacuna è in parte attribuibile alle politiche regionali, che detengono un ruolo chiave nell’individuazione delle aree idonee per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Per accelerare questo processo e fornire un quadro più chiaro ad operatori e amministrazioni, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha compiuto un passo fondamentale, pubblicando il 21 maggio 2025 la mappatura delle zone di accelerazione e la Piattaforma delle Aree Idonee. 

Questi strumenti sono stati sviluppati per supportare le Regioni e le Province Autonome nella pianificazione territoriale, individuando il potenziale nazionale e le aree disponibili per l’installazione di impianti a Fonti Energetiche Rinnovabili (FER). 

Aree Idonee e Zone di Accelerazione: di cosa si tratta?

La transizione energetica, per risultare efficace, deve saper coniugare sostenibilità ambientale, sviluppo economico e sicurezza energetica. È proprio in questo contesto che le aree idonee e le zone di accelerazione assumono un’importanza strategica, ma di cosa si tratta?

Aree idonee

Con “aree idonee” ci riferiamo a quelle zone che risultano particolarmente adatte all’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, come fotovoltaico, eolico, idroelettrico o biomasse. 

Sono definite come quelle aree in cui è previsto un iter accelerato e agevolato per la costruzione ed esercizio degli impianti a fonti rinnovabili e delle infrastrutture connesse. La disciplina per la loro individuazione è stata stabilita dal Decreto Ministeriale del 21 giugno 2024 del MASE, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 luglio 2024. L’obiettivo principale di questo decreto è fare chiarezza sui criteri per individuare i luoghi in cui sarà possibile costruire impianti eolici o fotovoltaici con procedure semplificate. Il decreto classifica le aree potenzialmente candidabili ad ospitare impianti a fonti rinnovabili in 4 categorie principali:

  1. Aree idonee: con iter accelerato e agevolato per la costruzione ed esercizio degli impianti a fonti rinnovabili e delle infrastrutture connesse.
  2. Aree non idonee: aree con caratteristiche incompatibili con l’installazione di questi impianti.
  3. Aree ordinarie: aree soggette a regimi autorizzativi ordinari.
  4. Aree agricole con divieto di fotovoltaico a terra: aree in cui l’installazione di impianti fotovoltaici con moduli a terra è vietata per evitare il consumo di suolo, considerato un bene scarso e non rinnovabile.

Le aree idonee vengono identificate, quindi, con l’obiettivo di: 

– semplificare e accelerare le autorizzazioni;

– ridurre i conflitti con il paesaggio e le comunità locali;

– incentivare la localizzazione degli impianti in zone compatibili con le esigenze del territorio.

Esse rappresentano una sorta di “carta verde” per lo sviluppo delle rinnovabili: zone in cui l’investimento è più sicuro, le autorizzazioni sono più rapide e l’impatto ambientale è stato preventivamente valutato.

Zone di Accelerazione

Si tratta di aree specificamente individuate per facilitare e velocizzare ancora di più  l’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile. In queste zone, l’installazione può avvenire secondo procedure autorizzative semplificate e agevolazioni. Le zone di accelerazione rientrano nel perimetro delle aree idonee e la loro mappatura è stata elaborata sulla base delle informazioni presenti sulla Piattaforma Aree Idonee.

Con il Decreto Legge Infrastrutture 2025 (n.73 del 21 maggio 2025) è stata aggiornata la definizione di zone di accelerazione, includendo anche le aree industriali che rientrano nella mappatura effettuata dal GSE. 

Lo scopo è quello di favorire un rapido sviluppo di impianti di energia rinnovabile nei prossimi anni, riducendo al minimo indispensabile i tempi burocratici.

Dove e come consultare la mappa delle aree idonee e zone di accelerazione GSE

La Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione è consultabile direttamente online e gratuitamente sul Geoportale UrbisMap. 

Il webgis consente una consultazione semplice e veloce, intuitiva anche per coloro che non possiedono competenze tecniche o dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali. 

Ecco la guida, passo passo per consultare la Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione sul webgis:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, nella sezione “seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale.

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato

L’importanza della mappa delle aree idonee e zone di accelerazione GSE

La Mappa delle Aree Idonee e delle Zone di Accelerazione è uno strumento fondamentale per il percorso di transizione energetica italiana per svariati motivi, tra cui:

Pianificazione efficiente del territorio: fornisce uno strumento concreto per decidere come e dove installare i nuovi impianti, evitando sovrapposizioni con aree protette, vincoli ambientali e zone residenziali.

Trasparenza e accessibilità: grazie alla pubblicazione della mappa su piattaforme come UrbisMap, chiunque, dai cittadini, alle Pubbliche Amministrazioni, può consultare i dati in modo chiaro, aggiornato, trasparente e autonomo.

Semplificazione amministrativa: le aree individuate dalla mappa godono di iter autorizzativi più rapidi, questo favorisce lo sviluppo delle rinnovabili e la riduzione di  molti ostacoli burocratici.

Supporto agli Enti: Comuni e Regioni possono utilizzare la mappa come base per l’elaborazione di piani territoriali e ambientali.

Incentivo per gli investimenti: chi vuole investire nel settore delle rinnovabili, grazie alla mappa può identificare in modo facile e immediato le zone con minori rischi e costi, contribuendo a una crescita più ordinata e sostenibile del settore.

In sintesi, la pubblicazione della Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE rappresenta un passo decisivo per l’Italia nel percorso verso gli obiettivi di decarbonizzazione e la piena attuazione della transizione energetica.

L’accesso libero a questi dati attraverso strumenti come UrbisMap, garantisce trasparenza, partecipazione e una facile consultazione per tutti e permette di svolgere analisi approfondite e di contribuire attivamente alla realizzazione di un futuro energetico più sostenibile e integrato con il territorio. 

Consulta subito la Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE sul Geoportale!

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Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL) di Tortolì disponibile su UrbisMap

Disponibile gratuitamente su UrbisMap il Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL) di Tortolì, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n.49 il 28 novembre 2024 e pubblicato sul BURAS n.16 il 20 marzo 2025.

Questo strumento di pianificazione è fondamentale per regolare l’uso delle aree demaniali marittime a fini turistici e ricreativi, con l’obiettivo di bilanciare lo sviluppo economico e la salvaguardia dei valori ambientali e paesaggistici del territorio.

Un primo PUL di Tortolì era già stato adottato dal Consiglio Comunale nel gennaio 2010 e approvato definitivamente nell’aprile 2013, diventando parte integrante del PUC. 

Tuttavia, nel corso degli anni, il quadro normativo regionale e statale è cambiato significativamente. In particolare, le Leggi Regionali n.8 del 2015 e n.11 del 2017 hanno conferito al Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì una valenza più marcatamente urbanistica, estendendo la sua disciplina anche agli ambiti contigui fino a 2.000 metri dalla battigia. 

Il precedente PUL, concepito più come strumento tecnico-amministrativo, non rispondeva, quindi, pienamente a questa nuova impostazione urbanistica.

L’esigenza di un nuovo Piano di Utilizzo dei Litorali è stata accentuata dalla sentenza della Corte di Giustizia del 20 aprile 2023 (causa C-348/22), che ha fissato al 31 dicembre 2023 il termine ultimo per la validità delle concessioni demaniali marittime esistenti. 

L’obiettivo generale del Piano è quello di costruire uno strumento per la pianificazione e gestione integrata dell’ambito costiero per la costruzione di scenari di sviluppo turistico-ricreative per il territorio di Tortolì, coerentemente con i processi territoriali di valenza locale e sovralocale.

Il nuovo PUL di Tortolì persegue diversi obiettivi:

– Riorganizzare i servizi negli ambiti interni ed esterni al demanio e ridefinire le tipologie architettoniche dei manufatti 

– Riorganizzare e regolamentare il sistema dell’accessibilità al litorale

– Tutelare i sistemi ambientali in ambito costiero e definire indirizzi per la riqualificazione delle componenti ambientali degradate.

Come consultare il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì

Su UrbisMap il PUL di Tortolì è accessibile a tutti gratuitamente previa registrazione, sempre gratuita, al Geoportale.

La consultazione è rapida e intuitiva, anche per chi non possiede competenze tecniche, basta seguire questi semplici passaggi:

1. Accedi al Geoportale a questo link

2. Seleziona tra i layer comunali la voce “Piano di Utilizzo dei Litorali”

3. Clicca sulla mappa sopra il territorio di Tortolì per geolocalizzarti e attivare la lettura del Piano.

4. Consulta il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto.

piano di utilizzo dei litorali (PUL) di Tortolì_ urbismap

Il Geoportale,  per una lettura più approfondita e completa del PUL di Tortolì, mette a disposizione anche i seguenti documenti:

  • Regolamento d’uso e Norme Tecniche di Attuazione, che ha lo scopo di disciplinare le attività turistico-ricreative all’interno del demanio marittimo e delle aree retrostanti (parcheggi, viabilità, servizi per la balneazione) nel territorio di Tortolì;
  • Relazione illustrativa;
  • Tipologie architettoniche manufatti;
  • Relazione esplicativa, che ha lo scopo di illustrare le modalità di attuazione del PUL, in conformità con quanto richiesto dall’art. 16 delle “Linee guida per la predisposizione del Piano di Utilizzo dei Litorali con finalità turistico-ricreativa”;
  • Progetto base aree concessioni;
  • Link drive, che contiene tutti i documenti sopra elencati e le tavole del Piano. 

Tutti i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

Come possiamo notare, il PUL di Tortolì introduce una dettagliata zonizzazione del territorio costiero, classificando le aree in base alla loro sensibilità e destinazione d’uso. Tra le zone definite troviamo:

  • Z0 – Spazio marino costiero: destinato alla balneazione e alle attività turistico-ricreative 
  • Z1a – Spiaggia fruibile: area della spiaggia emersa per la balneazione
  • Z1 b – Superficie programmabile: porzione della spiaggia fruibile destinata a concessioni turistico-ricreative, escludendo i 5 metri dalla battigia.
  • Z2a – Settore dunare: settore delle dune embrionali e avandune
  • Z3a – Zone umide: bacini idrici permanenti e semipermanenti
  • Z3b – Settore di foce fluviale: aree influenzate dalle dinamiche dei corsi d’acqua.

Altre zone includono aree rocciose (Z5 – Costa bassa rocciosa, Z7 – Promontori), fasce di rispetto (Z2b, Z4), settori agricoli (Z8), pianori costieri (Z9) e aree urbanizzate (Z10, Z11).

Per ogni zona il PUL specifica le attività consentite e non consentite, ponendo un forte accento sulla conservazione degli ambienti naturali.

Il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì, include inoltre il dimensionamento delle aree di sosta veicolare, calcolando la capacità di carico delle spiagge in base al numero di utenti e prevedendo il riuso di aree già adibite a parcheggio per ridurre il consumo di suolo.

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il Geoportale UrbisMap rende la consultazione di informazioni come il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì semplice e immediata grazie a fattori come:

  • Accesso gratuito a dati urbanistici e catastali.
  • Interfaccia intuitiva, di facile utilizzo anche per chi non possiede competenze tecniche specifiche.
  • Report dettagliati, scaricabili per supportare pratiche edilizie, richieste amministrative o curiosità personali.
  • Dati sempre aggiornati, e provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni, per garantire informazioni coerenti con la normativa vigente.

Link al piano: https://www.urbismap.com/tortoli

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche: come consultarla su UrbisMap

L’Italia, con la sua complessa storia geologica e la sua attività sismica, ha da tempo riconosciuto la necessità di strumenti avanzati per comprendere e mitigare il rischio terremoti. 

In questo contesto la Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche, o meglio ancora, il Database delle Sorgenti Sismogenetiche Italiane (DISS), si pone come uno strumento fondamentale, sviluppato e gestito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). L’elemento chiave di questa risorsa sono sicuramente le Singole Sorgenti Sismogenetiche (ISS), vediamo insieme di cosa si tratta, l’importanza di questa mappa e come consultarla gratuitamente su UrbisMap.

Cosa sono le Singole Sorgenti Sismogenetiche (ISS)?

Le Singole Sorgenti Sismogenetiche sono delle porzioni di crosta terrestre in cui esistono le condizioni geologiche per la generazione di terremoti. Esse sono concepite per descrivere in modo dettagliato le faglie responsabili di forti terremoti, sia quelli già accaduti che quelli che potrebbero verificarsi in futuro.

Nate da un prototipo del 1997, queste sorgenti sono definite e rappresentate in tre dimensioni all’interno della crosta terrestre, fornendo informazioni sia sulla loro geometria (come sono posizionate nello spazio) che sulla loro cinematica (come possono muoversi).

Il DISS si concentra esclusivamente su sorgenti ritenute capaci di generare terremoti con una Magnitudo Momento (Mw) superiore a 5.5. Questa soglia è stata scelta per due motivi principali:

– Una Mw 5.5 è generalmente considerata la magnitudo oltre la quale la faglia responsabile è sufficientemente grande da poter essere identificata con metodologie geologiche.

– In Italia, questa magnitudo è spesso il limite inferiore per causare danni significativi agli edifici, data la tipologia costruttiva prevalente.

Oltre alle ISS, il DISS include altre tipologie di sorgenti, in modo tale da fornire un quadro più completo della sismogenesi italiana:

  • Sorgenti Sismogenetiche Composite (CSS): descrivono sistemi di faglia estesi con un livello di dettaglio minore, pensate per dataset esaustivi di sorgenti potenziali. sono utilizzate per modelli probabilistici di pericolosità sismica.
  • Sorgenti Dibattute (DSS): aree attorno a faglie attive proposte in letteratura, ma non sufficientemente documentate oppure oggetto di opinioni contrastanti.
  • Zone di Subduzione (SD): rappresentazioni semplificate delle interfacce di subduzione, responsabili di terremoti in tali aree.

Il DISS viene continuamente aggiornato, l’ultima versione disponibile è la 3.3.1 pubblicata a maggio 2025, che ha introdotto una nuova singola sorgente sismogenetica legata al terremoto di Mw 5.5 nel Mar Adriatico del 2022, nuove sorgenti composite e miglioramenti ai parametri delle sorgenti esistenti.

A chi è utile la Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche?

La mappa del DISS è uno strumento essenziale per un’ampia gamma di utenti, come:

Ricercatori: il DISS ha come obiettivo principale l’individuazione delle strutture che generano terremoti e la stima del loro potenziale, è dunque un punto di riferimento per la ricerca scientifica, i modelli geodinamici e l’analisi delle relazioni spaziali tra le faglie. 

Professionisti e istituzioni: le informazioni del DISS sono alla base dei codici per il calcolo della pericolosità sismica e sono utilizzate per studi di scenario. La versione 3.2.1, ad esempio, è stata utilizzata come uno dei dati di ingresso per la Mappa della Pericolosità Sismica Nazionale.

Pianificatori territoriali e urbanisti: queste informazioni sono utilissime per decidere, per esempio, dove è più sicuro costruire e per orientare lo sviluppo urbano in zone meno esposte al rischio sismico. Il database, infatti, supporta la pianificazione territoriale e le decisioni volte a ridurre i rischi naturali legati ai terremoti.

Dove e come consultare la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche

La Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche è consultabile direttamente online e gratuitamente sul Geoportale UrbisMap. Il webgis consente una consultazione semplice e veloce, intuitiva anche per coloro che non hanno dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali.

Segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, nella sezione “seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale.

mappa delle sorgenti sismogenetiche su urbismap

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

informazioni mappa delle sorgenti sismogenetiche: urbismap

Per ciascuna ISS viene fornita un’ampia gamma di parametri georeferenziati e spaziali, tra cui:

Informazioni geometriche: latitudine, longitudine, lunghezza e larghezza del piano di faglia, profondità massima e minima (top depth, bottom depth), orientazione (strike) e inclinazione (dip) della faglia.

Informazioni cinematiche: direzione del movimento (rake), spostamento per evento (slip per event) e velocità di scorrimento media annua (slip rate).

Magnitudo e ricorrenza: la magnitudo del terremoto associato e la massima magnitudo credibile (Mw), oltre all’intervallo di ricorrenza stimato. 

Per un quadro informativo completo sulla situazione sismica italiana, UrbisMap mette a disposizione anche la mappa della classificazione sismica, consultabile sempre gratuitamente sul Geoportale.

In sintesi, la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche rappresenta uno degli strumenti più importanti e completi per comprendere la distribuzione del rischio sismico in Italia. Grazie alla sua integrazione in piattaforme facilmente accessibili e intuitive come UrbisMap, oggi è possibile per professionisti, ricercatori, tecnici e per chiunque sia interessato,  consultare con semplicità informazioni fondamentali per la valutazione del pericolo sismico e per una pianificazione territoriale più consapevole e sicura.

Consulta subito la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche sul Geoportale!

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Piano Regolatore Generale di Accadia disponibile su UrbisMap

Disponibile gratuitamente su UrbisMap il Piano Regolatore Generale di Accadia, approvato con Deliberazione della Giunta Regionale n.1204 il 24 agosto 2005 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.116 il 14 settembre 2005.

Il PRG di Accadia rappresenta un documento fondamentale per l’assetto urbanistico e territoriale del comune. Esso promuove il migliore utilizzo delle risorse e la riqualificazione del territorio comunale nel suo insieme e governa i processi di trasformazione territoriale nel senso complessivo indicato dall’art. 1 della Legge 10/77 e, più in generale, dalla legislazione urbanistica nazionale e regionale in rapporto alle esigenze di sviluppo economico e sociale della comunità locale.

L’obiettivo del Piano Regolatore Generale di Accadia è quindi quello di guidare lo sviluppo urbanistico, economico e sociale del territorio in modo equilibrato e sostenibile attraverso una pianificazione intelligente che unisca recupero, sviluppo sostenibile, cultura, servizi e tutela ambientale. 

Come consultare il Piano Regolatore Generale di Accadia 

Su UrbisMap il PRG di Accadia è accessibile a tutti gratuitamente, previa registrazione, sempre gratuita, al Geoportale. 

La consultazione è rapida e intuitiva anche per chi non possiede competenze tecniche, basta seguire questi semplici passaggi: 

1. Accedi al Geoportale a questo link

2. Clicca sulla mappa sopra il territorio di Accadia per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Consulta il Piano Regolatore Generale di Accadia cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto. 

piano regolatore generale di Accadia disponibile su UrbisMap

Il Geoportale, per una lettura più approfondita e completa del PRG di Accadia, mette a disposizione i seguenti documenti:

  • Norme Tecniche di Attuazione (NTA) di Accadia: documento fondamentale che integra e modifica il PRG del Comune di Accadia. Le NTA si applicano all’intero territorio comunale, definendo le modalità e i tempi di attuazione delle previsioni del PRG. Esse sono un corpo di regole dettagliate che governano lo sviluppo urbanistico ed edilizio del comune, classificando il territorio, definendo gli interventi ammessi e stabilendo i parametri tecnici e le procedure per l’attuazione del PRG. 
  • Regolamento Edilizio di Accadia: documento normativo completo che disciplina l’attività edilizia nel comune, fornendo le basi legali e tecniche per la progettazione, la costruzione, la trasformazione e la manutenzione degli immobili, con l’obiettivo di garantire la conformità urbanistica, la sicurezza e la qualità architettonica. 

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

PRG di Accadia: NTA e regolamento edilizio

Come verificare se posso aprire un’attività ricettiva, come un B&B, in una zona residenziale di Accadia

Un cittadino, proprietario di una villetta situata nella periferia di Accadia, vorrebbe avviare una piccola attività ricettiva. Per capire se il progetto è fattibile e informarsi sulla normativa in maniera autonoma, decide di utilizzare il Geoportale UrbisMap.

Una volta localizzato l’immobile sulla mappa, scopre con un semplice clic che la zona della sua villetta è classificata come Zona B3 – espansione residenziale. 

A questo punto, consulta le Norme Tecniche di Attuazione (NTA) disponibili sempre sul Geoportale e, dalla lettura della normativa urbanistica, scopre che in Zona B3 sono ammesse attività di tipo ricettivo, come B&B, purché:

  • l’attività resti legata all’abitazione principale (uso promiscuo);
  • vengano rispettati i parametri edilizi;
  • non vengano alterati i caratteri architettonici dell’edificio.

Grazie a questa verifica, semplice e autonoma, il cittadino comprende in poco tempo che può effettivamente avviare la sua attività, può quindi procedere alle fasi successive e alla comunicazione in Comune, senza rischi di incompatibilità urbanistica.

Come valutare la fattibilità di un centro culturale in un edificio nel centro storico di Accadia

Un architetto riceve l’incarico di verificare la possibilità di trasformare un edificio abbandonato, situato nel centro storico del Comune di Accadia, in un centro culturale con spazi da destinare a eventi e laboratori didattici. 

Scegliendo UrbisMap come strumento di consultazione, accede al Geoportale e, una volta geolocalizzato sull’immobile, scopre che rientra in Zona A2 – centro storico da riqualificare.

Scaricando le NTA legge poi che per questa zona sono:

  • consentiti interventi di recupero e restauro conservativo
  • ammessi usi culturali e pubblici compatibili con la struttura esistente
  • richiesti materiali e tecniche costruttive coerenti con l’ambiente storico

Con queste informazioni, reperite in pochissimo tempo e gratuitamente, il professionista verifica che l’intervento è compatibile con la destinazione urbanistica e può predisporre un progetto preliminare conforme alle prescrizioni del PRG. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il Geoportale UrbisMap rende la consultazione di informazioni come il Piano Regolatore Generale di Accadia semplice e immediata grazie a fattori come:

  • Accesso gratuito a dati urbanistici e catastali.
  • Interfaccia intuitiva, di facile utilizzo anche per chi non possiede competenze tecniche specifiche.
  • Report dettagliati, scaricabili per supportare pratiche edilizie, richieste amministrative o curiosità personali.
  • Dati sempre aggiornati, e provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni, per garantire informazioni coerenti con la normativa vigente.

Link al piano: https://www.urbismap.com/accadia

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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Piano Regolatore Generale (PRG) di Polignano a Mare disponibile su UrbisMap

Disponibile gratuitamente su UrbisMap il Piano Regolatore Generale (PRG) di Polignano a Mare, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n.12 il 21 febbraio 2017 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.53 il 16 aprile 2018.

Il PRG di Polignano a Mare è lo strumento urbanistico fondamentale che disciplina l’attività di trasformazione urbanistica ed edilizia dell’intero territorio comunale. 

Il suo obiettivo principale è quello di promuovere la tutela dell’ambiente naturale e artificiale, guidandone lo sviluppo e la trasformazione. Il Comune, in accordo con altri enti competenti, esercita il controllo dell’uso del suolo e promuove interventi di conservazione e trasformazione del territorio per scopi insediativi, residenziali e produttivi. 

Il PRG di Polignano a Mare si applica a tutto il territorio comunale, regolando l’attività edificatoria e l’uso nelle diverse zone in cui è suddiviso. 

L’edificazione è inoltre soggetta al Regolamento Edilizio e ad altre leggi e regolamenti vigenti, purché non in contrasto con il PRG.

Come consultare il Piano Regolatore Generale di Polignano a Mare

Su UrbisMap il PRG di Polignano a Mare è accessibile a tutti gratuitamente, previa registrazione, sempre gratuita, al Geoportale.

La consultazione è rapida e intuitiva anche per chi non possiede competenze tecniche, basta seguire questi semplici passaggi: 

1.  Accedi al Geoportale a questo link

2. Clicca sulla mappa sopra il territorio di Polignano a Mare per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Consulta il Piano Regolatore Generale di Polignano a Mare cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto.

prg di polignano a mare disponibile su urbismap

Il Geoportale, per una lettura più approfondita e completa del PRG di Polignano a Mare, mette a disposizione i seguenti documenti:

  • Norme tecniche di attuazione (NTA) di Polignano a Mare: forniscono le regole dettagliate e i parametri specifici per lo sviluppo, la conservazione e la tutela del territorio. 
  • Regolamento Edilizio di Polignano a Mare: è un complemento indispensabile del PRG, rielaborato nel dicembre 1995 e aggiornato con l’approvazione definitiva della Delibera della Giunta Regionale n.825 del 21 giugno 2005. Il Regolamento Edilizio è lo strumento normativo che disciplina nel dettaglio l’attività di trasformazione urbanistica ed edilizia nell’intero territorio comunale. La sua finalità è quella di garantire che ogni intervento edilizio e urbanistico sia conforme non solo alle leggi nazionali e regionali, ma anche alle specifiche esigenze e caratteristiche del territorio di Polignano a Mare. 

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

prg di polignano a mare: nta e regolamento edilizio disponibili su urbismap

Come verificare se posso trasformare un’abitazione in una casa vacanze a Polignano a Mare

Un cittadino, proprietario di un appartamento nel centro storico di Polignano a Mare, vuole capire se è possibile trasformare la sua abitazione in una casa vacanze. 

Decide quindi di utilizzare UrbisMap come strumento di consultazione e, cercando l’immobile sul Geoportale, scopre che l’area è classificata come Zona A – centro storico.

Aprendo le Norme Tecniche di Attuazione, presenti sempre sul Geoportale, approfondisce la lettura e le indicazioni riguardanti quella zona e scopre che è prevista la possibilità di destinare gli edifici ad un uso turistico-ricettivo, come le case vacanza, purché vengano rispettati alcuni vincoli architettonici e paesaggistici per la tutela del patrimonio storico. 

Grazie a questa verifica, totalmente autonoma e gratuita, il cittadino apprende che può procedere con la trasformazione della sua abitazione in una casa vacanze, prestando però particolare attenzione al rispetto delle prescrizioni del PRG, conservando il valore storico e architettonico dell’edificio.

Come utilizzare il PRG di Polignano a Mare per un intervento di recupero urbano in area agricola dismessa

Un professionista è stato incaricato di verificare la possibilità di recuperare un’antica masseria ormai in disuso, situata in un’area agricola del territorio di Polignano a Mare, per poterla trasformare in una struttura agrituristica.

Accedendo al Geoportale UrbisMap e geolocalizzandosi nell’area interessata, il professionista scopre in pochi minuti che la zona è classificata come Zona E- agricola e che sono consentiti interventi di recupero e riqualificazione di edifici esistenti in zona agricola, a condizione che siano rispettate le destinazioni d’uso ammesse e le modalità costruttive compatibili con il contesto rurale.

In particolare, per attività agrituristiche, le norme indicano parametri precisi su volumetrie massime, ampliamenti consentiti e rispetto delle caratteristiche architettoniche tradizionali.

Quest’analisi preliminare, rapida e gratuita, permette al professionista di verificare che l’intervento sia effettivamente possibile e che può quindi procedere alla stesura del progetto in linea con le normative vigenti e facilitando quindi l’iter autorizzativo. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il Geoportale UrbisMap rende la consultazione di informazioni come il Piano Regolatore Generale di Polignano a Mare semplice e immediata grazie a fattori come:

  • Accesso gratuito a dati urbanistici e catastali.
  • Interfaccia intuitiva, di facile utilizzo anche per chi non possiede competenze tecniche specifiche.
  • Report dettagliati, scaricabili per supportare pratiche edilizie, richieste amministrative o curiosità personali.
  • Dati sempre aggiornati, e provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni, per garantire informazioni coerenti con la normativa vigente.

Link al piano: https://www.urbismap.com/polignano-a-mare

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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