Come verificare i vincoli paesaggistici per fotovoltaico: la guida completa con il Geoportale UrbisMap

Negli ultimi anni la transizione energetica in Italia ha subito un’importante accelerazione. 

Sempre più cittadini, studi tecnici, liberi professionisti, imprese, investitori privati e Pubbliche Amministrazioni si stanno concentrando sulla progettazione e sulla realizzazione di impianti fotovoltaici e da fonti rinnovabili.

In questo contesto, la verifica dei vincoli paesaggistici per fotovoltaico rappresenta uno dei primi passaggi da effettuare per valutare la fattibilità di un intervento.

Che si tratti di installazioni su tetto, impianti a terra, soluzioni con agrivoltaico o interventi integrati nel tessuto urbano, la crescita del settore è sostenuta da precisi obiettivi europei, da rilevanti investimenti e da una diffusa sensibilità verso la sostenibilità ambientale.

Chi opera quotidianamente sul campo, però, sa bene che per avviare un progetto non basta individuare un terreno soleggiato o una superficie libera.

Una delle criticità principali e maggiormente sottovalutate nelle fasi preliminari è rappresentata dai vincoli territoriali, paesaggistici e ambientali.

Ignorare queste limitazioni può causare pesanti ritardi burocratici, modifiche progettuali onerose o persino il blocco definitivo dell’intervento prima dell’iter autorizzativo.

Per evitare errori costosi e ottimizzare gli investimenti, è fondamentale condurre un’analisi territoriale preventiva ed efficace.

In questo articolo guida vedremo nel dettaglio come verificare i vincoli paesaggistici per fotovoltaico utilizzando le funzionalità del Geoportale UrbisMap, lo strumento ideale per trasformare la complessità dei dati urbanistici in un reale vantaggio competitivo.

Fotovoltaico e vincoli territoriali: perché l’analisi preventiva è fondamentale

Quando si parla di vincoli territoriali ci si riferisce all’insieme di limitazioni normative, urbanistiche e ambientali stabilite a livello nazionale, regionale e comunale per regolare l’uso del suolo.

Queste tutele non nascono con l’intento di ostacolare lo sviluppo delle energie rinnovabili, bensì per salvaguardare beni e valori di primario interesse pubblico: il paesaggio, il patrimonio storico-culturale, la sicurezza idrogeologica e l’equilibrio ecologico.

Nell’ambito dello sviluppo di impianti fotovoltaici, sottovalutare il quadro vincolistico iniziale espone i soggetti coinvolti a gravi rischi operativi ed economici:

  • Dinieghi autorizzativi da parte degli Enti competenti.
  • Richieste di integrazione e radicali modifiche al layout di progetto.
  • Allungamento dei tempi di sviluppo e dell’iter burocratico (inclusa la necessità di procedure complesse come la Valutazione di Impatto Ambientale – VIA).
  • Lievitazione incontrollata dei costi e potenziale compromissione dei capitali investiti.

Per queste ragioni, comprendere sin da subito dove un impianto non si può installare è spesso più importante che individuare le aree teoricamente idonee.

L’adozione di una piattaforma centralizzata consente di effettuare un’analisi fattibile e solida fin dai primi passaggi.

Quali vincoli incidono sulla realizzazione di impianti fotovoltaici?

I vincoli che regolano e possono limitare l’installazione di impianti solari o eolici sono semplici e stratificati. 

Di seguito analizziamo le principali categorie di tutela da verificare durante l’inquadramento territoriale:

Aree sottoposte a vincolo paesaggistico (D.Lgs. 42/2004)

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004) disciplina le zone di maggior pregio del territorio italiano.

Rientrano in questa categoria:

  • Coste e fasce litoranee.
  • Laghi, fiumi, corsi d’acqua e relative fasce di rispetto.
  • Aree montane situate oltre i 1.200 metri di altitudine per il Nord Italia e oltre i 1.600 metri per il Centro-Sud.
  • Parchi nutrizionali, regionali e riserve naturali.

In tali contesti, l’installazione del fotovoltaico non è sempre vietata in termini assoluti, ma è rigorosamente subordinata a una valutazione di compatibilità paesaggistica che spesso dà esito negativo, in modo particolare per le infrastrutture a terra di grandi dimensioni.

Vincoli culturali e archeologici

L’Italia vanta una grossa presenza capillare di testimonianze storiche e monumentali.

I vincoli archeologici possono essere di tipo diretto (su siti archeologici accertati e censiti) oppure indiretto (sulle aree limitrofe di potenziale interesse).

La realizzazione di impianti fotovoltaici a terra richiede scavi, movimentazione del terreno e opere accessorie che rischiano di interferire con i beni tutelati, comportando il pericolo di prescrizioni estremamente onerose o il blocco dei lavori in corso d’opera.

Tutele ambientali comunitarie e Rete Natura 2000

Le aree individuate a livello europeo per la protezione della biodiversità rappresentano un altro snodo cruciale:

  • Zone SIC (Siti di Interesse Comunitario).
  • Zone ZPS (Zone di Protezione Speciale).
  • Rete Natura 2000.

L’impatto ambientale su queste zone è sottoposto a severi controlli normativi per preservare l’ecosistema.

Aree a rischio idrogeologico (PAI)

I Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) classificano il territorio in base alla pericolosità e al rischio di frane, alluvioni ed esondazioni. 

Nelle zone individuate a pericolosità elevata o molto elevata, la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici è di norma vietata o ammessa soltanto a condizioni prescrittive estremamente rigide.

Agrivoltaico e normativa sulle aree agricole

Sebbene l’agrivoltaico rappresenti un modello promettente per integrare la produzione di energia pulita con le attività agricole, non tutti i terreni agricoli sono automaticamente idonei.

Regioni e Comuni hanno introdotto limiti specifici finalizzati a contenere il consumo di suolo e a preservare le produzioni agricole di pregio, rimandando le restrizioni ai Piani Urbanistici Comunali (PUC).

Disomogeneità dei regolamenti locali

Un elemento di grande complessità per i tecnici è la frammentazione normativa locale.

Due Comuni confinanti possono adottare criteri opposti nei confronti delle rinnovabili.

Strumenti di pianificazione come PRG, PGT, PSC o i singoli Regolamenti edilizi comunali possono introdurre limiti specifici che non emergono dai soli testi normativi nazionali o regionali.

Come verificare i vincoli paesaggistici per fotovoltaico passo dopo passo su UrbisMap

Per superare la frammentazione dei dati e non dover consultare manualmente decine di portali differenti, il Geoportale UrbisMap mette a disposizione un sistema informativo territoriale avanzato e centralizzato.

La piattaforma aggrega i piani urbanistici, le tutele paesaggistiche, le norme tecniche e i dati catastali di tutta Italia su un’unica mappa online interattiva. 

Di seguito viene illustrato l’iter operativo da seguire per effettuare un controllo preventivo completo su UrbisMap:

1. Accesso al Geoportale

Vai all’indirizzo www.urbismap.com ed effettua l’accesso alla piattaforma.

2. Ricerca e individuazione del sito (indirizzo o particella)

Il primo passo per avviare l’analisi territoriale consiste nel localizzare con precisione il terreno o l’edificio di interesse, puoi scegliere due modalità:

  • Ricerca testuale: utilizza la barra di ricerca posizionata in alto nella schermata principale per digitare l’indirizzo esatto o il nome del Comune. La mappa si sposterà automaticamente sul punto desiderato.
  • Selezione della particella catastale: cliccando direttamente sulla mappa in corrispondenza dell’area di progetto, il pannello “Dati territoriali” estrae automaticamente i dati catastali associati, indicando il Comune, il foglio e il numero di particella.

3. Consultazione dei dati e dei livelli tematici

Una volta selezionata l’area, il pannello laterale di UrbisMap mostrerà i dati territoriali associati suddivisi in sezioni tematiche.

Da qui è possibile consultare:

  • I dati relativi alla zonizzazione urbanistica comunale (PRG, PUC, ecc.)
  • I piani di indirizzo territoriale e paesaggistico regionali
  • La classificazione sismica, le zone climatiche e i dati demografici o catastali storici
sezione dati territoriali di UrbisMap: consultazione vincoli paesaggistici per fotovoltaico

4. Come cambiare mappa di sfondo e attivare i layer tematici

Per un’analisi approfondita legata alla fattibilità di un impianto fotovoltaico, è fondamentale affiancare alla vista standard o satellitare i layer tematici dedicati. 

Sempre attraverso il pannello dei Dati Territoriali:

  • vai nella prima sezione che indica il piano attualmente visibile e, tramite la barra di ricerca, cerca il piano di tuo interesse, in questo caso consigliamo “Aree idonee e zone di accelerazione – GSE”. Abilitando questo layer, la mappa evidenzierà con colorazioni specifiche le aree in cui l’installazione del fotovoltaico è favorita.
  • Il layer è suddiviso in tre tavole, “Tavola Aree Idonee”, “Tavola Zone di Accelerazione” e “Tavola Vincoli”, seleziona quella di tuo interesse per visualizzare la mappa. 
Geoportale UrbisMap: tavola delle aree idonee al fotovoltaico
Geoportale UrbisMap: tavola dei vincoli per il  fotovoltaico
Geoportale UrbisMap: selezione della tavola delle zone di accelerazione

5. Sovrapposizione di carte tecniche e ambientali

Sempre dal pannello dei dati territoriali, è possibile attivare o disattivare selettivamente mappe specifiche per incrociare i dati, tra cui:

  • La mappa nazionale del dissesto idrogeologico (ISPRA) per verificare la presenza di rischi frana o alluvione.
  • Le carte idrogeologiche e forestali o la carta della natura per individuare tutele ambientali o fasce di rispetto fluviali.
  • Le mappe relative alle cabine primarie e alle infrastrutture di rete elettrica, utilissime per valutare la connessione dell’impianto.

6. Analisi dei risultati e reportistica

Cliccando sui singoli elementi o sui collegamenti presenti nei riquadri dei layer attivati, UrbisMap consente di scaricare e consultare i documenti e i link normativi associati a ciascun vincolo, ottenendo un quadro chiaro e trasparente sulla fattibilità dell’intervento ancora prima di avviare la progettazione esecutiva.

Geoportale UrbisMap: sezione per scaricare e consultare i documenti associati ai dati territoriali del punto consultato

In sintesi, l’analisi preventiva dei vincoli paesaggistici e territoriali non rappresenta più un ostacolo insormontabile, ma un passaggio strategico fondamentale per il successo di qualsiasi progetto fotovoltaico.

Sfruttare strumenti digitali avanzati come il Geoportale UrbisMap permette di azzerare i margini di errore, ridurre significativamente i tempi di attesa burocratica e salvaguardare gli investimenti economici, garantendo una transizione energetica efficiente, sicura e perfettamente conforme alle normative vigenti.

Verifica subito la fattibilità del tuo progetto fotovoltaico: ti aspettiamo su UrbisMap!

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Comparazione e sovrapposizione di piani urbanistici online: la nuova funzione di UrbisMap

La consultazione dei dati territoriali non si limita più alla visualizzazione di un singolo piano urbanistico.

Con la nuova interfaccia del Geoportale UrbisMap è ora possibile effettuare la sovrapposizione di piani urbanistici online e confrontare contemporaneamente più strumenti di pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale direttamente sulla mappa, ottenendo una lettura immediata delle relazioni tra destinazioni urbanistiche, vincoli, tutele e altri livelli informativi.

Si tratta di due funzionalità particolarmente utili per tecnici, professionisti, Pubbliche Amministrazioni o operatori del settore immobiliare che necessitano di verificare rapidamente le interazioni tra diversi strumenti di pianificazione insistenti sulla stessa area.

Nell’articolo di oggi vedremo insieme come utilizzare queste nuove funzionalità di comparazione e sovrapposizione di piani urbanistici.

Perché confrontare più piani urbanistici?

Nella pratica professionale è spesso necessario verificare contemporaneamente informazioni provenienti da fonti differenti.

Ad esempio:

– Confrontare il Piano Urbanistico Comunale (PUC) con le aree sottoposte a tutela.

– Verificare la sovrapposizione tra destinazioni urbanistiche e vincoli ambientali.

– Analizzare l’interazione tra piani comunali, provinciali e regionali.

– Individuare rapidamente eventuali incompatibilità o criticità progettuali.

– Effettuare valutazioni preliminari su interventi edilizi e trasformazioni territoriali.

Talvolta queste verifiche richiedono l’apertura di documenti diversi, con UrbisMap avviene tutto direttamente online, attraverso pochi clic.

Dove e come trovare le nuove funzioni di comparazione e sovrapposizione di piani urbanistici online

Per accedere alle nuove funzionalità basta seguire questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi al tuo Account personale.

2. Ricerca il Comune o l’area di interesse tramite l’apposita barra o navigando direttamente sulla mappa.

3. Seleziona il punto geografico desiderato sulla mappa.

4. Il sistema aprirà adesso in automatico il pannello dei dati territoriali.

5. Da qui, espandi la sezione “Piani Urbanistici e Sovrapposizioni”

All’interno del pannello sono disponibili due modalità operative:

– Sovrapposizione

– Comparazione

Entrambe consentono di visualizzare contemporaneamente più dati territoriali, ma con modalità differenti.

Funzionalità di sovrapposizione dei piani

La funzione sovrapposizione permette di visualizzare più livelli informativi uno sopra l’altro.

È la soluzione ideale quando si desidera comprendere come differenti pianificazioni insistono sulla medesima area territoriale, oppure per sovrapporre il catasto ad altri piani urbanistici.

Come utilizzare la funzione di sovrapposizione dei piani urbanistici

1. Selezionare la modalità “Sovrapposizione”

Nel pannello “Piani Urbanistici e Sovrapposizioni” selezionare la scheda Sovrapposizione.

2. Aggiungere i piani da confrontare

Attraverso gli appositi campi di selezione, scegliere tra quelli disponibili, come:

  • piani urbanistici comunali
  • aree tutelate
  • tematismi territoriali
  • ulteriori livelli cartografici disponibili nel Geoportale

Nell’immagine qui sotto, vi proponiamo per esempio una sovrapposizione del Piano Urbanistico Comunale di Assemini con  le Aree Tutelate del territorio comunale.

3. Regolare la trasparenza

Una volta selezionati i livelli, compare in automatico il controllo per la trasparenza della sovrapposizione.

Questo strumento consente di aumentare o diminuire l’opacità del layer superiore in base alle proprie esigenze, rendendo immediatamente leggibili entrambi i piani.

La regolazione della trasparenza permette di:

– evidenziare le coincidenze tra tematismi;

– individuare differenze territoriali;

– leggere contemporaneamente basi cartografiche e tematismi urbanistici.

4. Analizzare la mappa

La visualizzazione avviene in tempo reale. 

Navigando sulla mappa è possibile zoomare, spostarsi nell’area di interesse, interrogare il territorio e continuare a consultare le informazioni urbanistiche associate al punto selezionato.

Funzionalità di Comparazione dei piani

La modalità di comparazione è stata progettata per effettuare un confronto diretto fra due livelli cartografici.

A differenza della sovrapposizione, i dati non vengono visualizzati uno sopra l’altro, ma affiancati tramite un cursore dinamico.

Quando utilizzarla

La comparazione risulta particolarmente utile per:

  • confrontare due strumenti urbanistici differenti;
  • verificare aggiornamenti di piano;
  • analizzare variazioni territoriali;
  • confrontare cartografie tecniche con ortofoto e basi satellitari.

Come utilizzare la funzione Comparazione dei piani urbanistici

1. Selezionare la scheda “Comparazione” 

Dal pannello “Piani Urbanistici e Sovrapposizioni” selezionare il bottone “comparazione”. 

2. Scegliere i due livelli da confrontare 

Selezionare ora:

  • il primo piano urbanistico;
  • il secondo piano o tematismo territoriale.

I due livelli verranno caricati simultaneamente.

3. Utilizzare il cursore di confronto

Una volta attivata la comparazione, compare sulla mappa una barra verticale mobile.

Trascinando il cursore verso destra o verso sinistra è possibile visualizzare alternativamente i due livelli cartografici. 

Questa modalità permette di individuare immediatamente:

  • differenze di classificazione;
  • modifiche territoriali;
  • sovrapposizioni parziali;
  • variazioni di perimetrazione.

4. Analisi del territorio

Il confronto rimane attivo durante tutte le operazioni di navigazione. 

È quindi possibile effettuare zoom ad elevato dettaglio, spostarsi sulla mappa, interrogare le varie particelle e consultare contemporaneamente i dati urbanistici associati.

Integrazione con i servizi WMS

La funzionalità è stata progettata per dialogare anche con servizi cartografici esterni. 

All’interno del pannello è infatti disponibile la sezione “Servizi WMS/WMTS”, attraverso la quale è possibile integrare ulteriori dati territoriali provenienti da servizi cartografici istituzionali e confrontarli direttamente con gli altri piani urbanistici presenti nel Geoportale.

Questo amplia notevolmente le possibilità di analisi territoriale e rende UrbisMap uno strumento sempre più vicino alle esigenze operative di tecnici e Pubbliche Amministrazioni.

I vantaggi delle nuove funzionalità

Le nuove funzioni di comparazione e sovrapposizione dei piani urbanistici sono estremamente vantaggiose per i professionisti del settore e consentono, per esempio, di:

– Ridurre i tempi di analisi territoriale

– Evitare l’utilizzo di più software per le fasi di verifica preliminare

– Individuare rapidamente relazioni tra strumenti di pianificazione differenti

– Migliorare la qualità delle valutazioni tecniche

– Supportare processi decisionali più rapidi e consapevoli.

Tutto direttamente online, da un’unica piattaforma, senza installazioni e da qualsiasi dispositivo.

Una nuova dimensione per la consultazione urbanistica

Con questa nuova funzionalità UrbisMap compie un ulteriore passo avanti verso un sistema di consultazione territoriale sempre più evoluto. 

La possibilità di confrontare e sovrapporre più piani urbanistici in tempo reale, trasforma il Geoportale in uno strumento di analisi territoriale avanzata, capace di supportare professionisti, Enti Pubblici e cittadini nella lettura e comprensione del territorio.

Alcune delle funzionalità descritte in questo articolo, come la disponibilità dei WMS/WMTS, è riservata agli utenti Premium. Non sei ancora un utente Premium? Scopri i vantaggi del servizio ed entra a far parte della nostra Community! Per qualsiasi dubbio o richiesta di informazioni compila il form sottostante e verrai ricontattato al più presto, nel frattempo..ti aspettiamo sul Geoportale!

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Abbonamento UrbisMap Premium: tutto quello che devi sapere sul nuovo metodo di pagamento  

Con il nuovo Geoportale UrbisMap, anche il sistema di acquisto e rinnovo dell’abbonamento UrbisMap Premium è stato aggiornato per offrire un’esperienza più semplice, veloce e integrata.

Adesso i pagamenti non avvengono più sul sito principale, ma direttamente all’interno del Geoportale.

In questo articolo trovi una guida chiara su come funziona il nuovo sistema e su tutte le modalità disponibili per acquistare o rinnovare un abbonamento.

Cosa cambia rispetto a prima 

In precedenza, l’acquisto e il rinnovo degli abbonamenti venivano gestiti tramite il sito web istituzionale. Con il nuovo aggiornamento invece, che tu debba effettuare o un ordine per la prima volta o rinnovare il tuo abbonamento,  tutto il processo di acquisto è stato integrato all’interno del Geoportale:

– Il pagamento avviene direttamente durante l’utilizzo della piattaforma

– La gestione di abbonamenti e ordini è centralizzata nell’area utente.

Questo significa meno passaggi, maggiore continuità e un’esperienza più fluida.

Come effettuare un acquisto sul Geoportale

In questa guida vedremo tutti i principali scenari:

1. Come passare da Free a Premium.

2. Come acquistare un abbonamento UrbisMap Premium per la prima volta se non si possiede ancora un Account.

3. Come rinnovare un abbonamento Premium già attivo.

1. Come passare da Free a Premium

Se possiedi già un account UrbisMap con piano Free, puoi effettuare l’upgrade a Premium direttamente dal tuo profilo personale.

Segui questi passaggi:

1. Effettua l’accesso al Geoportale

2. Apri il pannello utente 

3. Accedi alla sezione dedicata al tuo abbonamento

4. Clicca sul bottone “Passa a Premium”

ABBONAMENTO URBISMAP PREMIUM:
tutto quello che devi sapere sul nuovo metodo di pagamento

Il sistema mostrerà i diversi pacchetti disponibili:

– UrbisMap Premium 6 mesi

– UrbisMap Premium 12 mesi

– UrbisMap Premium 24 mesi.

Per ogni soluzione vengono indicati la durata del piano, il costo dell’abbonamento e le funzionalità incluse.

Una volta scelto il pacchetto più adatto alle proprie esigenze, sarà necessario:

– Inserire i dati di fatturazione richiesti

– Salvare le informazioni del profilo

– Inserire un codice promozionale (se in possesso)

– Procedere al checkout e al pagamento tramite carta di credito

Nella schermata finale potrai visualizzare il riepilogo dell’ordine e confermare per completare l’acquisto.

Una volta effettuato il pagamento, il piano Premium viene attivato immediatamente sul tuo Account.

2. Come acquistare l’abbonamento UrbisMap Premium se non hai un Account

Se non possiedi ancora un Account UrbisMap, puoi acquistare direttamente un abbonamento Premium accedendo allo shop dedicato a questo link, oppure entrare nel Geoportale e cliccare sul bottone “Acquista Premium”.

ABBONAMENTO URBISMAP PREMIUM:
tutto quello che devi sapere sul nuovo metodo di pagamento

Una volta aperta la pagina dello shop:

1. Scegli il pacchetto Premium più adatto alle tue esigenze

2. Clicca sul pulsante di acquisto 

3. Procedi con la registrazione del nuovo Account

4. Compila tutti i campi richiesti 

Durante la registrazione verranno richieste le principali informazioni personali e di fatturazione (nome e cognome, email, password, codice fiscale o partita IVA, dati di fatturazione, ecc.).

Una volta completata la registrazione il sistema ti porterà direttamente al checkout, dove potrai verificare il riepilogo dell’ordine e inserire i dati della carta per completare il pagamento.

Anche in questo caso, l’attivazione del piano Premium è immediata.

3. Come rinnovare un abbonamento UrbisMap Premium giù attivo

Se sei già abbonato a UrbisMap Premium, puoi gestire il rinnovo direttamente dal tuo profilo personale.

Accedendo al Geoportale è possibile:

– Verificare lo stato dell’abbonamento
– Controllare la data di scadenza
– Aggiornare i dati di fatturazione (se necessario)

Nel caso in cui il rinnovo automatico non sia attivo, il sistema permette di procedere manualmente all’operazione seguendo gli stessi passaggi del processo di acquisto.

ABBONAMENTO URBISMAP PREMIUM:
tutto quello che devi sapere sul nuovo metodo di pagamento
ABBONAMENTO URBISMAP PREMIUM:
tutto quello che devi sapere sul nuovo metodo di pagamento

Una volta completato il pagamento, il periodo di validità dell’abbonamento verrà aggiornato automaticamente.

Per gli utenti in scadenza viene comunque attivato un sistema di notifica via email e newsletter automatica, che guida passo dopo passo al rinnovo e informa i clienti di eventuali promozioni e scontistiche dedicate. 

Rinnovo automatico dell’abbonamento

Con il nuovo sistema, tutti gli abbonamenti UrbisMap Premium prevedono il rinnovo automatico a partire dal primo acquisto effettuato sulla piattaforma.

Questo significa che, alla scadenza del piano:

– Il sistema rinnoverà automaticamente l’abbonamento nella formula da te scelta (es: se hai il pacchetto UrbisMap Premium da 12 mesi, verrà rinnovato sempre per 12 mesi).

– Non sarà necessario effettuare manualmente un nuovo acquisto.

– Il servizio resterà attivo senza interruzioni.

L’opzione di rinnovo automatico può comunque essere gestita liberamente dall’utente. Dal proprio profilo personale è infatti possibile disattivare il rinnovo automatico in qualsiasi momento e riattivarlo successivamente se si cambia idea.

In questo modo ogni utente può scegliere in completa autonomia come gestire il proprio abbonamento.

Un sistema più semplice, veloce e integrato

Con la nuova interfaccia del Geoportale, UrbisMap ha scelto di rendere l’intero processo di acquisto e gestione degli abbonamenti più semplice e diretta.

Che si tratti di acquistare un piano Premium per la prima volta, effettuare un upgrade da Free o rinnovare un abbonamento già attivo, adesso tutto può essere gestito dalla stessa piattaforma senza passaggi esterni. 

Ogni operazione è stata integrata nel Geoportale per offrire un’esperienza più fluida e immediata: una soluzione pensata per semplificare l’accesso ai servizi Premium e migliorare la gestione del proprio Account in un unico ambiente integrato.

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Strumento misura UrbisMap: il nuovo sistema di misurazione su mappa, guida operativa completa

Con la nuova interfaccia del Geoportale UrbisMap, il sistema di misurazione su mappa è stato riprogettato, introducendo un approccio più intuitivo e evoluto.

Il nuovo strumento misura diventa un vero ambiente operativo dedicato alla creazione, gestione e organizzazione di geometrie direttamente sulla mappa.

L’obiettivo del nuovo sistema è quello di migliorare il flusso di lavoro tecnico durante attività come:

  • verifiche catastali;
  • istruttorie;
  • analisi territoriali;
  • controlli catastali;
  • valutazioni preliminari;
  • attività di progettazione;
  • attività interne della Pubblica Amministrazione.

In questo articolo studieremo insieme come utilizzare, con una guida tecnica passo-passo, il nuovo strumento misura, esplorandone le potenzialità e le novità grafiche.

Prerequisiti e accesso alla funzione

L’accesso allo strumento è garantito a tutti gli utenti Premium e Premium PA della piattaforma.

Per un’esperienza d’uso ottimale e per garantire la stabilità delle operazioni di misurazione, è raccomandato l’utilizzo di browser aggiornati come Chrome o Firefox.

La piattaforma è oggi fruibile anche tramite installazione desktop e app mobile, permettendo la misurazione su mappa anche durante i sopralluoghi tecnici all’esterno degli uffici. 

Ricerca dell’area da misurare

Il processo inizia con l’accesso alla piattaforma e l’individuazione dell’area interessata.

Attraverso la barra di ricerca in alto a sinistra, digitare il luogo, l’indirizzo, il Comune o le coordinate dell’area da analizzare.

Una volta selezionato il risultato, il sistema effettua uno zoom automatico e apre il pannello “Dati territoriali” con le informazioni catastali e urbanistiche.

La nuova logica operativa e il pannello di gestione

La principale novità introdotta con il nuovo design della piattaforma è l’abbandono delle finestre popup separate in favore di un’interfaccia centralizzata.

Lo strumento misura è accessibile dalla barra strumenti laterale destra.

—Schermata iniziale di Urbismap: ricerca della particella e apertura del pannello Dati Territoriali con evidenziazione dell'icona "segnalibri"

Una volta attivato, il sistema apre il pannello “Segnalibri e livelli”, che rappresenta la centrale operativa del sistema.

Questo pannello permette di gestire in un unico ambiente:

  • Le misure effettuate e le annotazioni tecniche
  • La creazione e l’organizzazione di nuovi livelli grafici
  • Gli strumenti di modifica dinamica delle geometrie
  • Le opzioni di visualizzazione e visibilità degli elementi.

Il nuovo sistema garantisce la persistenza del dato, consentendo di salvare ogni misurazione su mappa all’interno di uno specifico livello di lavoro.

Apertura pannello "strumenti e livelli"
Barra laterale con strumenti di disegno su mappa

Le quattro tipologie di geometria

Selezionando il pulsante “Nuovo”, l’utente può avviare un differente flusso operativo a seconda della tipologia di geometria necessaria per l’analisi territoriale.

1. Punto: marker e identificazione geografica

Lo strumento Punto consente di inserire marker specifici sulla mappa per identificare criticità, punti di interesse catastale o riferimenti tecnici durante un’istruttoria. 

Configurazione: il sistema apre una finestra dove definire titolo, descrizione, colore e stile grafico del marker.

Operatività: Una volta configurato, è sufficiente un clic sulla mappa per posizionare l’elemento, che viene immediatamente associato al livello attivo e salvato nel pannello laterale.

Marker per l'inserimento di un punto sulla mappa

2. Linea: misurazioni lineari di alta precisione

L’opzione Linea permette di tracciare segmenti su mappa con calcolo istantaneo della distanza disegnata. 

Tracciamento: Si procede con un clic iniziale sul vertice e un doppio clic finale per chiudere il disegno.

Dati in tempo reale: Completato il disegno, UrbisMap mostra istantaneamente la lunghezza totale della linea tracciata, rendendo agevoli verifiche di distanze stradali, arretramenti e confini.

Personalizzazione: È possibile selezionare spessore, colore, opacità e luminosità della linea per differenziare tra loro le diverse misurazioni effettuate.

Bottone per disegnare una linea sulla mappa

3. Poligono: delimitazione e calcolo superfici

È forse la funzione più utilizzata per la misurazione su mappa a fini urbanistici.

Consente di delineare aree ottenendo automaticamente i parametri fisici fondamentali.

Calcoli automatici: Una volta chiuso il poligono con un doppio clic, il sistema calcola superficie totale e sviluppo perimetrale con lunghezza dei singoli lati.

Personalizzazione: Anche questo, come tutti gli altri elementi dello strumento misura, è personalizzabile con titolo, testo, colore del tratto e colore del riempimento. 

La gestione del riempimento semitrasparente permette di sovrapporre più poligoni senza oscurare la cartografia sottostante.

Bottone per disegnare un poligono sulla mappa

4. Circonferenza: creazione e calcolo

Per disegnare una circonferenza su mappa:

– Selezionare lo strumento

– Personalizzare tutti gli elementi (colore, riempimento, ecc.) in base alle proprie esigenze.

– Selezionare il centro in mappa e trascinare il mouse per definire il raggio desiderato.

– Effettuare un doppio clic quando si desidera chiudere il disegno.

Questo strumento è fondamentale per verificare, per esempio, il rispetto delle distanze legali o per tracciare fasce di rispetto ambientali e urbanistiche attorno a punti sensibili.

Bottone per disegnare una circonferenza sulla mappa

Architettura a blocchi e gestione della sovrapposizione

Un’importante novità dello strumento misura è la gestione dei livelli, basata su un’architettura a blocchi per geometria.

Questa scelta tecnica è fondamentale per mantenere la resa in mappa sempre coerente con il motore di disegno e garantire la massima precisione nella misurazione su mappa.

Quando l’utente disegna diverse geometrie, ad esempio, una linea di confine, un poligono di un lotto e una circonferenza per una fascia di rispetto, il sistema non crea livelli misti, ma uno per ciascuna tipologia.

All’interno del sistema troviamo quattro blocchi predefiniti:

1. Blocco Poligoni: contiene tutte le superfici tracciate.

2. Blocco Aree: raggruppa tutte le circonferenze.

3. Blocco Linee: centralizza tutti i tracciati lineari e le misurazioni di distanza.

4. Blocco punti: raccoglie i marker e i punti di interesse.

funzione drag and drop per ordinare i blocchi delle geometrie

Il vero potere decisionale risiede nella gestione del livello dei blocchi. L’utente può intervenire sull’ordine di questi macro-raggruppamenti per definire la sovrapposizione su mappa. 

Per modificare l’ordine basta trascinare la maniglia posizionata sulla sinistra di ogni blocco (funzione drag-and-drop).

Questa gestione a blocchi evita il caos grafico e assicura che gli elementi tecnici più sottili non vengano mai oscurati dalle campiture più ampie.

Funzioni di salvataggio ed esportazione

Come anticipato poco sopra, il sistema garantisce la persistenza del dato.

Una volta ultimate le misurazioni e le personalizzazioni grafiche, l’utente può scegliere di salvare l’intero lavoro svolto. 

La sezione Segnalibri

Al termine delle operazioni, il sistema genera automaticamente un nuovo segnalibro. L’operatore deve semplicemente assegnare un nome identificativo e procedere al salvataggio definitivo. 

Questo elemento sarà sempre disponibile all’interno dell’area “Segnalibri” del profilo utente.

In qualsiasi momento, il tecnico potrà riaprire il segnalibro trovando tutti i disegni, le annotazioni e le misurazioni effettuate.

Esportazione KML e screenshot mappa

Per le necessità operative esterne al Geoportale, UrbisMap introduce due strumenti di output:

– Esportazione KML: Ogni segnalibro può essere esportato in formato KML. Questa funzione permette di portare il lavoro eseguito su UrbisMap all’interno di altri software GIS (con dati georeferenziati) o di condividere i rilievi con Enti terzi.

– Screen PNG: Tool che permette di scattare un’immagine istantanea della mappa completa di tutte le misurazioni attive, facilitando l’allegazione di prove grafiche a relazioni tecniche o pratiche edilizie.

Pulsante per scaricare l'elaborato in KML
Scarica un'immagine istantanea PNG della mappa

In sintesi, l’evoluzione dello strumento misura trasforma UrbisMap in un ambiente di lavoro geografico integrato. 

L’integrazione tra il disegno dinamico, l’architettura a blocchi e il sistema avanzato di salvataggio e condivisione, rende la piattaforma un partner insostituibile per i professionisti del settore.

Per approfondimenti tecnici o supporto nell’utilizzo dello strumento misura, restiamo a disposizione tramite il form sottostante e i canali di assistenza ufficiali. 

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Digitalizzazione degli archivi edilizi: quanto costa non farla?

Negli uffici tecnici delle amministrazioni italiane esiste un problema tanto diffuso quanto sottovalutato: la mancata digitalizzazione degli archivi edilizi e, più in generale, la loro gestione.

Pratiche cartacee accumulate negli anni, faldoni difficili da consultare, documenti incompleti o deteriorati. Una situazione che molti considerano “normale” ma che in realtà rappresenta uno dei principali freni all’efficienza della Pubblica Amministrazione.

La domanda da porsi oggi non è più se digitalizzare o meno, ma: quanto costa continuare a non farlo?

Il problema nascosto: un archivio fuori controllo

In molti Enti locali, l’archivio edilizio è ancora organizzato secondo logiche analogiche: stanze sature di documenti, classificazioni non uniformi e tempi di ricerca imprevedibili.

Questo approccio comporta una serie di criticità operative che incidono in modo diretto sulla qualità del servizio pubblico.

Tempi di ricerca lunghi e imprevedibili

Recuperare una pratica edilizia può richiedere minuti, oppure ore. Dipende da dove è conservata, dal modo in cui è catalogata e da chi conosce, o ricorda, la sua posizione.

Questo significa che anche una semplice richiesta da parte di un cittadino o di un tecnico può trasformarsi in un’attività lunga, complicata e dispendiosa.

Dipendenza dalle persone

In molti casi, la conoscenza dell’archivio appartiene a pochi funzionari esperti. Nel momento in cui queste persone non sono disponibili, magari per ferie, pensionamento o cambio ruolo, l’accesso alle informazioni diventa ancora più lento e complicato.

Rischio di perdita o deterioramento

Fattori come l’umidità, l’usura del tempo, il pericolo di incendi o smarrimenti rendono i documenti cartacei dell’archivio estremamente vulnerabili, con conseguenze anche rilevanti dal punto di vista legale e amministrativo.

Difficoltà di condivisione

Un archivio cartaceo è, per definizione, non condivisibile in tempo reale.

Se un documento è su una scrivania, non può essere consultato contemporaneamente da altri uffici o da utenti esterni. 

Il vero costo dell’inefficienza

Nella maggior parte dei casi la digitalizzazione degli archivi edilizi viene rimandata a causa dell’investimento iniziale richiesto.

Tuttavia, questa è una visione parziale e miope. Il vero costo, infatti, è quello nascosto che si accumula giorno dopo giorno.

Tempo impiegato dal personale

Il tempo che ciascun dipendente pubblico trascorre a cercare fisicamente un documento, è tempo sottratto ad altre attività magari di maggior valore. Moltiplicando questo tempo per il numero di richieste gestite ogni settimana, il costo diventa significativo.

Ritardi nei procedimenti

Tempi lunghi di accesso alle informazioni si traducono in ritardi nelle pratiche edilizie, nelle verifiche e nelle risposte ai cittadini. 

Questi ritardi nei procedimenti amministrativi hanno un impatto diretto sulla percezione di efficienza dell’Ente e, di riflesso, sull’economia locale. Se un cittadino  un professionista deve aspettare settimane solo per ottenere un accesso agli atti, l’intero comparto edilizio ne risente.

Maggior rischio di errori

Lavorare con documenti incompleti o difficili da reperire aumenta drasticamente la probabilità di errori istruttori. 

Ciascun errore può generare contenziosi legali costosi, revisioni d’ufficio e un ulteriore spreco di risorse pubbliche.

Minore trasparenza

Un sistema poco accessibile limita la possibilità di fornire informazioni chiare e tempestive, aumentando, di conseguenza, il carico di richieste agli uffici.

UrbisMap: trasformare l’archivio edilizio in un patrimonio informativo

È in questo contesto che si inserisce il ruolo di UrbisMap, il Geoportale nazionale in cloud progettato per semplificare radicalmente la gestione dei dati territoriali.

Digitalizzare con UrbisMap non significa limitarsi alla semplice scansione dei documenti, ma trasformare un sistema statico e inefficiente in una piattaforma dinamica, accessibile e integrata.

UrbisMap offre un servizio completo di digitalizzazione degli archivi edilizi che comprende il riordino, la scansione e, soprattutto, la georeferenziazione delle pratiche edilizie.

Associare ogni documento a una posizione geografica precisa sulla mappa permette di collegare l’archivio al territorio in modo intuitivo.

Con un semplice clic sulla mappa del Geoportale, l’operatore può visualizzare istantaneamente tutta la documentazione storica legata a una specifica particella catastale o a un indirizzo, superando le difficoltà delle ricerche manuali. 

Il vero valore aggiunto di UrbisMap risiede nella strutturazione del dato. I documenti vengono classificati secondo criteri uniformi, indicizzati per ricerche veloci e integrati con altri livelli informativi fondamentali, come il catasto, la normativa urbanistica e i vincoli territoriali.

In questo modo l’archivio edilizio diventa uno strumento operativo, essenziale per l’attività quotidiana degli uffici pubblici.

I benefici tangibili della digitalizzazione degli archivi edilizi per Enti e cittadini

Scegliere il servizio di digitalizzazione degli archivi edilizi di UrbisMap produce impatti misurabili fin dai primi mesi.

La riduzione dei tempi operativi è significativa: attività di ricerca che prima richiedevano ore diventano istantanee. Questo libera tempo prezioso per il personale, permettendo di migliorare il servizio al cittadino attraverso risposte più rapide e informazioni più chiare.

Un altro vantaggio della digitalizzazione è la collaborazione tra uffici. Un archivio digitale è condivisibile in tempo reale.

Se un documento occorre contemporaneamente, per esempio, all’ufficio urbanistica e all’ufficio tributi, entrambi possono consultarlo dai propri dispositivi senza dover spostare faldoni fisici o creare rallentamenti ad altri uffici.

Questa fluidità dei processi risulta essere fondamentale anche per la gestione di nuove “sfide normative” come quelle poste dal recente Decreto Salva Casa, o come fu, a suo tempo, il Superbonus 110%, che prevedono un massiccio aumento delle richieste di accesso agli atti per la verifica dello stato legittimo degli immobili.

Grazie agli archivi digitali, i tecnici possono attestare la conformità degli edifici in frazioni di secondo rispetto ai metodi tradizionali.

Le opportunità di finanziamento: PNRR e bandi regionali

Nonostante i chiari vantaggi, molti Comuni esitano per ragioni di budget.

Tuttavia, il momento storico attuale è irripetibile grazie ai numerosi fondi messi a disposizione per l’innovazione della PA.

Il PNRR ha stanziato risorse ingenti attraverso diverse misure, come la 2.2.3 per la digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE e la 1.3.1 per il miglioramento dell’interoperabilità dei dati tramite la PDND.

Regioni come la Sardegna hanno inoltre promosso bandi specifici, stanziando decine di milioni di euro per la digitalizzazione degli archivi comunali, permettendo agli Enti locali di modernizzare i propri sistemi senza gravare interamente sul bilancio comunale.

UrbisMap si pone come partner strategico non solo fornendo la tecnologia, ma offrendo soluzioni “chiavi in mano” per supportare i Comuni nel rispetto delle rigide scadenze operative imposte dai finanziamenti europei e regionali, evitando il rischio di revoca dei fondi.

Un cambio di paradigma per la Pubblica Amministrazione

La digitalizzazione degli archivi edilizi non è semplicemente un intervento tecnico, ma rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma per la Pubblica Amministrazione.

Significa passare da una gestione frammentata, lenta e reattiva a un modello organizzativo efficiente e orientato al dato.

Significa dotare gli uffici dell’Ente di strumenti adeguati per affrontare la complessità normativa e operativa che caratterizza oggi il settore edilizio.

Il costo dell’attesa

Rimandare la digitalizzazione dell’archivio può sembrare una scelta giusta e prudente, ma nella realtà è una decisione molto costosa.

Accumulare ritardo per l’Ente significa:

  • ore di lavoro sprecate
  • inefficienze che si accumulano
  • opportunità mancate
  • qualità scarsa del servizio

Al contrario, avviare un processo di digitalizzazione subito significa investire in efficienza, trasparenza e capacità di risposta.

Da problema a opportunità

La gestione degli archivi edilizi è stata per molto tempo un punto critico per molti Comuni.

Oggi, grazie a soluzioni come UrbisMap, può diventare un’opportunità concreta di innovazione e di valorizzazione di un patrimonio informativo enorme, trasformandolo in uno strumento strategico per il governo del territorio.

La domanda giusta da porsi ora, quindi, non è più se digitalizzare o quanto costa farlo, ma: quando sta già costando non farlo?

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di digitalizzazione degli archivi edilizi di UrbisMap? Contattaci utilizzando il formo sottostante: studieremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Ente!

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Piano Regolatore Generale di Biancavilla: zonizzazione, norme e consultazione online su UrbisMap

Il Piano Regolatore Generale di Biancavilla è lo strumento normativo principale che guida il governo del territorio comunale e definisce come e dove è possibile intervenire sul tessuto urbano e rurale.

In questo articolo approfondiremo la struttura del PRG di Biancavilla, analizzeremo le sue norme tecniche di attuazione (NTA di Biancavilla) e vedremo come cittadini e professionisti possono consultare la cartografia e i dati normativi in modo semplice, immediato e integrato attraverso il Geoportale UrbisMap. 

Cos’è il PRG di Biancavilla e quali sono i suoi obiettivi

Il Piano Regolatore Generale di Biancavilla è lo strumento di pianificazione che disciplina l’attività edificatoria e la gestione del territorio comunale. 

Il Piano non si limita solo a stabilire le zone edificabili, ma integra prescrizioni fondamentali per la sicurezza e la salvaguardia ambientale, specialmente in un contesto segnato dalla presenza del Parco dell’Etna e del Sito di Interesse Nazionale (SIN) relativo alla bonifica dell’amianto.

Gli obiettivi principali del Piano Regolatore Generale di Biancavilla includono:

– Assetto del territorio: definizione delle maglie urbane, delle zone residenziali, produttive e agricole.

– Tutela ambientale e paesaggistica: integrazione con il Piano Paesaggistico della Provincia di Catania e gestione delle zone di vincolo idrogeologico (PAI).

– Sostenibilità e sicurezza: interventi mirati alla bonifica ambientale e al miglioramento antisismico degli edifici, specialmente nel centro storico.

Metadati e cronologia del Piano Regolatore Generale di Biancavilla 

Per i professionisti, per esempio per la corretta istruzione di una pratica edilizia, è fondamentale conoscere i riferimenti normativi che rendono vigente il Piano.

Di seguito i metadati principali del PRG di Biancavilla:

DATORIFERIMENTO
PianificazionePiano Regolatore Generale (PRG)
EnteComune di Biancavilla (Provincia di Catania)
Adeguamento recenteD.D.G. n. 198/DRU del 24/11/2020
Decreto di approvazioneD.A. n. 153/GAB dell’ 11/04/2019
Ultima variante
DDG n. 46 del 18/03/2021
Legislazione di riferimentoL.R. n.16/2016 e ss.mm.ii (recepimento TUE)

Norme Tecniche di Attuazione di Biancavilla

Le NTA di Biancavilla rappresentano il cuore normativo del Piano. 

Sono suddivise in diverse parti che coprono dalle definizioni generali degli interventi fino alla disciplina specifica delle singole zone omogenee.

Un aspetto cruciale è la definizione degli interventi edilizi (Art. 3), che spaziano dalla manutenzione ordinaria e straordinaria al restauro e risanamento conservativo, fino alla ristrutturazione edilizia e urbanistica. 

Il Piano specifica che, a seguito della legislazione regionale vigente, i termini come “concessione edilizia” devono essere letti come “permesso di costruire”. 

La zonizzazione: aree omogenee e destinazioni d’uso

Il territorio di Biancavilla è ripartito in zone con destinazioni differenti, ognuna soggetta a parametri tecnici specifici:

Zona A: ambiti di interesse storico e pregio ambientale

Comprende il cuore antico della città (sottozona A1) e la prima espansione (sottozona A2).

Qui gli interventi sono orientati al recupero filologico, con l’obbligo di utilizzare materiali della tradizione locale, come la pietra lavica e la pietra bianca.

Le aree libere di pertinenza degli edifici storici sono considerate inedificabili per preservare l’integrità del tessuto urbano originario.

Zone B: ambiti urbani residenziali consolidati

Si tratta delle aree già parzialmente o totalmente edificate. Si suddividono in diverse tipologie:

– B1 (città consolidata): con indice di fabbricabilità fondiaria di 1,60 mq/mq e altezza massima di 11 metri.

– B2 (ambiti del recupero): aree realizzate in attuazione di vecchi piani di recupero, dove la nuova edificazione è limitata per favorire la conservazione.

– B3, B4 e B5: zone che derivano da espansioni o interventi di edilizia spontanea ormai saturati, con indici che variano da 1,00 a 0,80 mq/mq.

Zone C: espansione residenziale e aree risorsa

Destinate alla crescita della città, queste zone richiedono l’approvazione di Piani Particolareggiati o di Lottizzazione.

Un caso particolare è la sottozona CS (edilizia stagionale), situata all’interno della zona D del Parco dell’Etna, dove ogni intervento deve essere preceduto da uno studio approfondito per garantire la compatibilità con il paesaggio naturale.

Zone D: attività produttive, artigianali e turistiche

Disciplinano gli insediamenti per l’artigianato (D1), il commercio (D2) e le attività sportive e ricettive (D3). 

Per queste aree sono previste distanze minime rigorose (spesso 20 metri dal fronte strada) per consentire futuri allargamenti stradali e la creazione di fasce di verde pubblico.

Zone E: territorio agricolo

Le aree agricole (E1, E2, E3) oltre ad avere funzione produttiva, servono alla salvaguardia idrogeologica ed ecologica. 

L’indice di fabbricabilità è bassissimo (0,1 mq/mq in zona E1) e le nuove costruzioni sono permesse solo se strettamente funzionali alla conduzione del fondo agricolo.

Zone F: attrezzature e servizi (standard urbanistici)

Rappresentano le aree riservate a servizi scolastici (4,5 mq/ab), attrezzature di interesse collettivo (2 mq/ab), verde pubblico e sport (9 mq/ab) e parcheggi (2,5 mq/ab).

Vincoli sovraordinati e mitigazione ambientale

Il territorio di Biancavilla è interessato da numerosi vincoli che prevalgono sulle norme comunali: 

  • Parco dell’Etna: disciplina restrittiva per le zone antropizzate interne al parco.
  • Fasce di rispetto: inedificabilità assoluta entro 150 metri dai corsi d’acqua e rispetto per zone cimiteriali, ferroviarie e stradali.
  • Rischio idrogeologico: aree classificate dal PAI che impongono limiti severi alle trasformazioni del suolo.

Parametri tecnici fondamentali

Nelle NTA di Biancavilla sono definiti i parametri per il calcolo delle potenzialità edificatorie:

– Indice di fabbricabilità fondiaria (IFF): definisce la superficie costruibile per ogni unità di superficie fondiaria del lotto.

– Rapporto di copertura: rapporto tra superficie coperta dei fabbricati e superficie fondiaria. 

– Distanze: la distanza minima tra pareti finestrate di edifici antistanti non può essere inferiore a 10 metri.

Guida alla consultazione del Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap

La consultazione dei documenti urbanistici cartacei o dei PDF comunali può essere complessa a causa della vastità delle tavole e dei vincoli sovraordinati che compongono il Piano.

UrbisMap semplifica drasticamente questa attività integrando tutti i dati geografici e normativi del PRG di Biancavilla in un’unica interfaccia GIS in cloud, accessibile e gratuita.

Per consultare il Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap, segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Biancavilla tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano. 

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

Piano Regolatore Generale di Biancavilla sul Geoportale UrbisMap

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le NT di Biancavilla in formato PDF, messe a disposizione per una lettura completa del piano e per approfondire ogni dettaglio normativo.

Perché scegliere UrbisMap per la tua attività professionale

Grazie a UrbisMap i professionisti del settore, come architetti, ingegneri e geometri possono ottenere una visione di insieme del territorio di Biancavilla integrando i dati del PRG con altri strati informativi di tutto il territorio nazionale, come i vincoli paesaggistici o le mappe della classificazione sismica.

Questo permette di effettuare verifiche preliminari veloci e precise, riducendo i tempi di progettazione e il rischio di errori.

Consulta ora il Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap e pianifica i tuoi interventi con dati ufficiali e sempre aggiornati! Ti aspettiamo sul Geoporale.

Link al piano:https://www.urbismap.com/biancavilla

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Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini (RUE): norme, ambiti e come consultarlo su UrbisMap

Il governo del territorio di una città costiera e complessa come Rimini richiede strumenti urbanistici capaci di coniugare la tutela del patrimonio storico, lo sviluppo turistico e la sostenibilità ambientale.

Lo strumento cardine che disciplina questi aspetti è il Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE).

In questo articolo approfondiremo la struttura del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini, le sue principali norme tecniche e vedremo insieme come professionisti e cittadini possono consultare la sua cartografia e i dati normativi in modo semplice e immediato attraverso il Geoportale UrbisMap.

Cos’è il RUE di Rimini e quali sono i suoi obiettivi

Il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini è lo strumento di pianificazione che disciplina le attività di costruzione, trasformazione fisica e funzionale e conservazione delle opere edilizie nel territorio comunale.

In conformità con le previsioni del Piano Strutturale Comunale (anch’esso presente e consultabile sul Geoportale UrbisMap), il RUE di Rimini stabilisce le regole per gli interventi negli ambiti consolidati, nel territorio rurale e nelle zone specializzate per attività produttive.

Approvato inizialmente nel 2016, il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini si inserisce in un quadro legislativo in evoluzione: esso è stato redatto ai sensi della L.R. 20/2000, ma deve oggi confrontarsi con la nuova disciplina introdotta dalla L.R. 24/2017, la quale non consente più l’approvazione del Piano Operativo Comunale (POC) originariamente previsto per completare gli strumenti urbanistici.

Gli obiettivi principali del RUE di Rimini includono:

– Disciplina delle trasformazioni: regole chiare per la residenza, il terziario e il turismo.

– Qualificazione e sostenibilità: incentivi per l’efficienza energetica e la bioedilizia.

– Tutela del territorio rurale: norme specifiche per gli edifici agricoli e la salvaguardia del paesaggio.

– Riqualificazione costiera: interventi strategici come il “Parco del Mare”. 

Metadati e cronologia del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini

Per una corretta istruttoria tecnica è fondamentale conoscere i riferimenti normativi e le date di efficacia degli atti che compongono il RUE di RImini:

ADOZIONEDelibera di C.C. n. 66 del 29/03/2011
APPROVAZIONEDelibera di C.C. n.16 del 15/03/2016
ENTRATA IN VIGORE06/04/2016
ULTIMA VARIANTE SPECIFICA (APPROVAZIONE)Delibera di C.C n.9 del 25/03/2021
ULTIMA STESURA NTADelibera di C.C n.9 del 25/03/2021

Il testo vigente è stato oggetto di numerose varianti specifiche, tra cui quelle per l’aggiornamento normativo ai sensi della L.R. 24/2017 e varianti puntuali per progetti di interesse pubblico.

La struttura delle Norme Tecniche di Attuazione di Rimini (NTA)

Le Norme Tecniche di Attuazione del RUE di Rimini sono organizzate in tre titoli principali che coprono ogni aspetto della gestione edilizia.

1. Disposizioni generali e definizioni

In questa sezione vengono definiti gli oggetti edilizi (unità edilizie, immobiliari e pertinenze) e i parametri urbanistici fondamentali come la superficie territoriale (ST), la superficie fondiaria (SF) e gli indici di edificabilità.

Un aspetto cruciale è la definizione delle categorie di intervento, che vanno dalla manutenzione ordinaria (MO) alla ristrutturazione edilizia (RE) e alla nuova costruzione (NC).

2. Classificazione ambiti e disciplina interventi

Il territorio è suddiviso in “ambiti”, ciascuno con una propria vocazione e disciplina specifica.

– Città storica (ACS): Disciplinata dal Capo 9, prevede categorie di tutela che vanno dal restauro scientifico (cat. A.) alla ristrutturazione con conservazione della sagoma.

– Ambiti consolidati (AUC): Suddivisi in residenziali (AUC_U) e turistici (AUC_T).

In questi ultimi si gioca la partita della riqualificazione alberghiera, con norme specifiche per il cambio d’uso e gli ampliamenti.

– Ambiti produttivi (ASP): Zone destinate ad attività manifatturiere, terziarie e commerciali.

– Territorio rurale: Diviso in ambiti ad alta vocazione produttiva (AVP), rilievo paesaggistico (ARP) e periurbani (AAP).

3. Gestione del territorio

Contiene le norme su morfologia, arredo urbano, sicurezza e decoro.

Qui troviamo i criteri per le facciate, le recinzioni e l’impatto visivo degli impianti tecnologici.

Parametri tecnici e sostenibilità

Il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini pone grande attenzione alla qualità ambientale. 

Questo si evince, per esempio, da disposizioni come quella che la superficie permeabile minima deve essere garantita nella misura di almeno il 30% della superficie fondiaria per interventi di nuova costruzione o ristrutturazione rilevante.

Un altro elemento distintivo è l’Art.6 bis, che introduce incentivi volumetrici per interventi di qualificazione e sostenibilità. Gli edifici che raggiungono prestazioni energetiche superiori ai minimi di legge (con riduzioni della prestazione dell’edificio reale di almeno il 30-40% rispetto all’edificio di riferimento) possono beneficiare di incrementi della superficie utile.

Le distanze sono un altro importante pilastro tecnico:

  • D1 (confine): almeno 5,00 metri per nuove costruzioni
  • D2 (strade): almeno 5,00 metri, salvo allineamenti preesistenti.
  • D3 (pareti antistanti): in conformità all’Art.9 del D.M. 1444/1968.

Progetti speciali: il Parco del Mare

All’interno del RUE di Rimini trovano spazio disposizioni per progetti strategici, come il “Parco del Mare”. Gli interventi in quest’area (sub-ambito Auc.T4) mirano alla trasformazione delle strade e aree libere in attrezzature e spazi collettivi, favorendo la desigillazione dei suoli e la creazione di parcheggi pubblici e privati, preferibilmente interrati.

Come consultare il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini sul Geoportale UrbisMap

La consultazione del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini può risultare complessa a causa della mole di elaborati cartografici e testuali, ma anche poco comprensibile per chi non possiede competenze tecniche.

Il Geoportale UrbisMap semplifica significativamente questo processo, offrendo un’interfaccia GIS accessibile a tutti, integrata e gratuita.

Ecco come accedere al RUE di Rimini in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio comunale di Rimini tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca sulla particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

Per una consultazione completa del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini, sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le Norme Tecniche di Attuazione di Rimini in formato PDF. 

I vantaggi per i professionisti

Grazie a UrbisMap i professionisti del settore, come architetti, ingegneri e geometri possono ottenere una visione di insieme del territorio comunale di Rimini, integrando i dati del RUE con altri strati informativi di tutto il territorio nazionale, come i vincoli paesaggistici o le mappe della classificazione sismica.

Questo permette di effettuare verifiche preliminari veloci e precise, riducendo i tempi di progettazione e il rischio di errori.

Consulta ora il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini su UrbisMap e pianifica i tuoi interventi con dati ufficiali e sempre aggiornati! Ti aspettiamo sul Geoporale.

Link al piano: https://www.urbismap.com/rimini

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Piano degli Interventi di Padova: come consultare norme, mappe e ZTO su UrbisMap

Il Comune di Padova ha intrapreso una sfida ambiziosa con l’approvazione del suo Piano degli Interventi (PI), uno strumento urbanistico che non si limita a normare l’attività edilizia, ma delinea una visione strategica per la “Padova 2030”.

Approvato definitivamente con Delibera di Consiglio Comunale n.6 del 13 febbraio 2023, il Piano degli Interventi di Padova rappresenta la componente operativa del Piano Regolatore Comunale, agendo in attuazione delle linee strutturali tracciate dal Piano di Assetto del Territorio (PAT).

In questo articolo esploreremo i pilastri del PI di Padova, dalla rigenerazione urbana alla tutela del patrimonio UNESCO, e vedremo come il Geoportale UrbisMap sia uno strumento centrale per professionisti e cittadini che hanno la necessità di navigare tra tavole e norme in modo immediato e semplificato.

La visione “Padova 2030”: gli obiettivi del Piano degli interventi di Padova

Il Piano degli Interventi di Padova è stato costruito attorno a una serie di obiettivi strategici che mirano a coniugare crescita economica e sostenibilità ambientale.

Tra i punti principali troviamo:

– Uso consapevole del suolo e sicurezza territoriale: con l’obiettivo di raggiungere il saldo zero nel consumo di suolo entro il 2050.

– Rigenerazione e qualità urbana: priorità assoluta alla riqualificazione del patrimonio esistente rispetto alla nuova espansione.

– Città dei Rioni: un modello di città pubblica e policentrica che valorizza i servizi di prossimità.

– Mobilità sostenibile: potenziamento delle reti di trasporto pubblico (come le linee tranviarie SIR) e della mobilità dolce.

– Padova Urbs Picta e forestazione: tutela dei siti UNESCO e creazione di corridoi verdi e blu per contrastare i cambiamenti climatici.

Composizione e struttura del PI di Padova

Il Piano degli Interventi di Padova non è un documento unico, ma un apparato complesso di elaborati grafici, normativi e descrittivi.

Su UrbisMap, questa complessità viene semplificata grazie alla sovrapposizione dei vari layer informativi.

Il PI di Padova si compone principalmente di:

– Elaborati grafici: tavole in scala 1:5.000 per l’intero territorio e 1:1.000 per il centro storico, che definiscono gli usi del suolo e le modalità di intervento.

– Norme tecniche operative (NTO): il corpo normativo che disciplina ogni singola zona omogenea (ZTO).

– Schede di intervento: documenti specifici per aree degradate da rigenerare (schede R), aree di nuova urbanizzazione (schede E) o accordi pubblico-privato (schede APP).

– Prontuario per la qualità architettonica: linee guida per garantire che ogni trasformazione contribuisca al decoro e alla mitigazione ambientale.

Le zone territoriali omogenee (ZTO di Padova) nel dettaglio

Il territorio di Padova è suddiviso in sistemi insediativi, ciascuno con regole specifiche consultabili puntualmente sul Geoportale UrbisMap.

1. Città storica (ZTO A)

Include il nucleo antico entro le mura cinquecentesche e gli edifici di valore storico isolati.

Qui il Piano degli Interventi di Padova mira al restauro scientifico e alla conservazione filologica.

Un’attenzione particolare è dedicata ai siti UNESCO (come l’Orto Botanico e i cicli affrescati del 300) e al Sistema Bastionato, dove gli interventi devono garantire la fruibilità pubblica del “Parco delle Mura e delle Acque”.

2. La città consolidata e la sfida della rigenerazione (ZTO B e C1)

Nelle zone residenziali consolidate (ZTO B1-B5), il PI di Padova privilegia interventi che non comportano consumo di suolo, incentivando la riqualificazione edilizia attraverso l’uso dei crediti edilizi e premialità per edifici ad alte prestazioni energetiche.

Le ZTO C1 (residenziali di rigenerazione) riguardano invece aree degradate o dismesse. 

3. Il sistema produttivo e la “soft city” (ZTO D)

Oltre alla tradizionale zona industriale (D1), il Piano degli Interventi di Padova individua l’asse strategico della “soft city” (ZTO D3), compresa tra la stazione ferroviaria e Padova est.

Si tratta di un’area destinata a ospitare servizi di alto livello, reti digitali e innovazione, in cui la rigenerazione multifunzionale è la chiave.

Strumenti innovativi: perequazione, credito edilizio e accordi

Il PI di Padova introduce meccanismi giuridici avanzati per gestire le trasformazioni urbane:

Perequazione urbanistica: mira a distribuire equamente oneri e vantaggi delle trasformazioni tra i proprietari.

Credito edilizio: un incentivo fondamentale per chi demolisce manufatti incongrui o provvede alla rinaturalizzazione del suolo. Questi crediti sono registrati in un apposito registro elettronico (RECRED) e possono essere “atterrati” in altre aree idonee individuate dal piano.

Accordi pubblico-privato (APP): uno strumento di concentrazione che permette ai privati di proporre progetti di rilevante interesse pubblico, che diventano parte integrante del Piano degli Interventi di Padova previa approvazione del Consiglio Comunale.

Strumenti per la sostenibilità: i corridoi verdi e blu

Il Piano degli Interventi di Padova affronta direttamente la crisi climatica attraverso il Sistema Ambientale (ZTO E) e le misure di invarianza idraulica.

Le NTO prescrivono che ogni intervento di nuova impermeabilizzazione (superiore a 1.000 mq) debba essere accompagnato da una verifica di compatibilità idraulica, prevedendo bacini di laminazione per gestire le acque meteoriche.

Come consultare il Piano degli Interventi di Padova sul Geoportale UrbisMap

Il Geoportale UrbisMap mette a disposizione di tutti il Piano degli Interventi di Padova, offrendo una consultazione semplice, immediata e intuitiva.

Ecco come procedere per accedere al PI di Padova in pochissimi passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2.  Ricerca ora, tramite l’apposita barra o navigando direttamente sulla mappa, l’area del territorio di Padova che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. qui troverai tutte le informazioni urbanistiche territoriali relative al punto da te cliccato.

Sotto la voce “allegati del piano”, UrbisMap mette a disposizione il documento delle norme di attuazione di Padova, consultabili e scaricabili in formato PDF direttamente dal Geoportale.

Il Piano degli Interventi di Padova segna il passaggio verso un’urbanistica della rigenerazione, della qualità e della trasparenza. 

Strumenti come UrbisMap sono essenziali per democratizzare l’accesso a queste informazioni, permettendo a professionisti, tecnici e cittadini di comprendere in pochi clic le potenzialità e i limiti di ogni parte del territorio.

Link al piano: https://www.urbismap.com/padova

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Analisi urbanistica preliminare per compravendite immobiliari: un servizio strategico per professionisti

Nel mercato immobiliare contemporaneo, caratterizzato da dinamiche sempre più veloci e da una normativa in continua evoluzione, la certezza delle informazioni non è solo un valore aggiunto, ma un requisito fondamentale per il successo di un’analisi urbanistica preliminare efficace.

Investitori, agenzie e privati hanno la necessità di conoscere, nel minor tempo possibile, se un immobile o un terreno sia realmente trasformabile, ampliabile o frazionabile, oppure se esistano vincoli latenti che possano comprometterne il valore o la fa fattibilità dell’intervento.

Purtroppo, la realtà professionale ci mette spesso davanti a uno scenario critico: le problematiche urbanistiche emergono frequentemente solo in una fase avanzata della trattativa. 

Questo accade solitamente dopo l’accettazione di una proposta , durante l’istruttoria per un mutuo o, peggio ancora, al momento della presentazione di una pratica edilizia.

Per i professionisti del settore, questa criticità rappresenta una straordinaria opportunità di posizionamento.

Offrire un servizio di analisi urbanistica preliminare significa trasformarsi da semplici esecutori di pratiche a consulenti strategici di fiducia.

In questo contesto, UrbisMap Premium si configura come l’alleato tecnologico indispensabile per rendere il servizio di analisi urbanistica preliminare per compravendite rapido, accurato e altamente profittevole.

Il rischio delle criticità urbanistiche tardive

Chi opera quotidianamente nel settore tecnico-immobiliare conosce bene le insidie che possono bloccare un processo di compravendita. 

I problemi più comuni includono:

– Incompatibilità della destinazione d’uso: una destinazione urbanistica che non permette l’attività o la funzione prevista dall’acquirente.

– Indici edificatori sovrastimati: aspettative di volumetria che non trovano riscontro nelle Norme Tecniche di Attuazione (NTA).

– Vincoli sovrapposti: presenza di vincoli paesaggistici, ambientali o idrogeologici che limitano pesantemente la trasformazione del territorio.

– Varianti non verificate: strumenti urbanistici recenti o varianti in itinere non correttamente intercettati durante le ricerche manuali.

Quando l’analisi urbanistica preliminare per compravendite viene condotta in modo frammentario o tardivo, basandosi su ricerche manuali lunghe e complesse tra i vari portali comunali, spesso non uniformi o aggiornati, il rischio di errore aumenta esponenzialmente.

Le conseguenze non sono da poco: trattative che saltano, perdite di tempo per lo studio tecnico e, nei casi peggiori, potenziali responsabilità professionali per omissioni informative.

L’opportunità: l’analisi urbanistica preliminare come leva competitiva

Offrire una verifica tecnica preventiva è un servizio ad alto valore aggiunto che può essere proposto a una vasta gamma di clienti: dalle agenzie immobiliari agli investitori, dalle imprese di costruzione agli studi notarili.

Non si tratta di una semplice pratica, ma di fornire risposte documentate a domande fondamentali, come:

  • Qual è il reale potenziale edificatorio dll’immobile?
  • È possibile effettuare un cambio di destinazione d’uso?
  • Quali vincoli territoriali o ambientali gravano sull’area?
  • Esistono criticità normative che potrebbero bloccare il progetto futuro?

Come UrbisMap Premium rivoluziona l’analisi urbanistica preliminare per compravendite

L’ostacolo principale per i professionisti è sempre stato il tempo necessario per reperire e incrociare i dati.

Consultare le tavole dei piani urbanistici comunali, leggere le NTA, verificare i vincoli regionali e i dati catastali richiede ore di lavoro non sempre scalabili.

UrbisMap, in particolare nella sua versione Premium, è stato progettato ascoltando le esigenze dei tecnici, creando un ambiente di lavoro in cloud che centralizza tutte queste informazioni in un’unica piattaforma.

Vediamo alcuni degli strumenti che semplificano significativamente la vita del professionista:

1. Accesso centralizzato alla disciplina urbanistica nazionale

Invece di navigare tra decine di siti web differenti, UrbisMap permette di consultare immediatamente la destinazione urbanistica, le norme tecniche correlate e le tavole di piano su tutto il territorio nazionale.

Questo consente di avere un quadro chiaro fin dal primo sopralluogo o dalla prima richiesta del cliente, garantendo una velocità di risposta che diventa un vantaggio competitivo determinante, specialmente nel rapporto con le agenzie immobiliari.

2. Integrazione avanzata dei dati catastali

Uno degli strumenti più potenti della versione Premium di UrbisMap è la ricerca catastale in tempo reale.

Grazie all’implementazione del WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate, è possibile effettuare ricerche tramite dati censuari (comune, foglio e mappale) su tutto il territorio italiano.

La cartografia catastale viene visualizzata in sovrapposizione alla mappa di sfondo e ai piani urbanistici disponibili. 

In più, grazie allo strumento “slider” è possibile regolare l’intensità della mappa catastale per vedere chiaramente cosa c’è “sotto” (ortofoto, piani, ecc) facilitando l’individuazione di eventuali discrepanze fisiche.

3. Analisi territoriale e vincolistica integrata

Nelle compravendite, i vincoli sono spesso la “mina vagante”. 

Con UrbisMap Premium, il professionista può visualizzare in un unico clic vincoli paesaggistici, ambientali, idrogeologici e aree soggette a PAI.

Questa visione di insieme riduce drasticamente il rischio di errori e permette di informare il cliente su eventuali limitazioni alla demolizione, ricostruzione o ampliamento prima ancora che venga firmata qualsiasi proposta d’acquisto.

 4. Strumenti di misura e precisione da remoto

Le funzioni di misura avanzate consentono di effettuare valutazioni preliminari direttamente dalla propria postazione.

– Misura di distanze e aree: è possibile misurare la distanza di sicurezza da fiumi o specifici vincoli, o calcolare l’area di una particella catastale per valutarne la trasformabilità.

– Circonferenze e raggi: utile per definire aree di influenza o fasce di rispetto circolari.

5. Ortofoto satellitari storiche e attuali ad alta risoluzione

UrbisMap Premium è un supporto prezioso per le attività di sopralluogo e per la ricostruzione storica dello stato legittimo di un immobile.

L’accesso esclusivo a ortofoto satellitari attuali e storiche è fondamentale per monitorare l’evoluzione del territorio e verificare la preesistenza di fabbricati o modifiche nel tempo.

6. Produzione di output professionali: layout di stampa e snapshot

L’analisi urbanistica preliminare non deve solo essere corretta, ma anche presentata in modo professionale.

– Layout di stampa personalizzati: in pochi clic il tecnico può generare estratti di mappa in scala (formato PDF o DWG) che includono i layer urbanistici selezionati.

Il formato DWG, in particolare, sarà una tavola di inquadramento editabile sui software CAD con gli estratti di mappa selezionati per il layout e il cartiglio in cui inserire i dati legati al progetto e allo studio tecnico.

– Snapshot e segnalibri: lo strumento “snapshot mappa” permette di esportare immagini georeferenziate per sistemi GIS.

Con lo strumento “segnalibri” invece, è possibile disegnare direttamente sulla mappa, salvare le note e personalizzare i disegni per stampe rapide.

Sicurezza professionale e nuovi incarichi

Utilizzare uno strumento strutturato come UrbisMap Premium non serve solo a velocizzare il lavoro, ma aumenta la sicurezza professionale. 

Basarsi sui dati centralizzati e aggiornati permette di ridurre il rischio di affidarsi a documenti superati , dimostrando un approccio metodico che rafforza la fiducia del cliente.

Inoltre, una consulenza e un’analisi urbanistica preliminare ben fatta, è spesso la porta d’accesso per incarichi più complessi.

Se il professionista è in grado di dire rapidamente “Si, qui è possibile ampliare del 20% grazie alla norma X” oppure “Attenzione, l’area è in fascia PAI e richiede una perizia geologica specifica” si posiziona immediatamente come figura centrale e indispensabile per l’intera operazione immobiliare.

L’analisi urbanistica preliminare per compravendite, in sintesi, è ormai una necessità in un mercato immobiliare evoluto.

Per i tecnici, dotarsi di uno strumento come UrbisMap Premium, non significa solo acquistare un software, ma investire in una scelta strategica che permette di lavorare meglio, in meno tempo e con una maggiore solidità consulenziale.

Trasforma la tua competenza tecnica in un servizio di consulenza strategica ad alto valore e proteggi i tuoi clienti, e la tua professionalità, da ogni imprevisto urbanistico: scegli UrbisMap Premium!

Per qualsiasi dubbio o maggiori informazioni sugli strumenti Premium dedicati ai liberi professionisti clicca qui o contattaci utilizzando il form sottostante!

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PSC di Reggio Calabria: come consultarlo online su UrbisMap

Il Piano Strutturale Comunale di Reggio Calabria, approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n.101 del 30/12/2023, è entrato ufficialmente in vigore con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n.94 dell’8 maggio 2024.

Si tratta di uno strumento fondamentale che, non solo sostituisce le vecchie logiche del Piano Regolatore Generale, ma delinea la visione di sviluppo della città per i prossimi decenni, puntando su sostenibilità, rigenerazione e tutela del paesaggio.

Nell’articolo di oggi esploreremo nel dettaglio cos’è il PSC di Reggio Calabria, com’è strutturato, quali sono i suoi obiettivi principali e come cittadini e professionisti possono consultarlo in modo immediato, semplice e gratuito attraverso il Geoportale UrbisMap.

Cos’è il PSC di Reggio Calabria e quali sono i suoi obiettivi

Il Piano Strutturale Comunale è lo strumento di pianificazione urbanistica generale previsto dalla Legge Urbanistica Regionale n.19/2002.

A differenza dei vecchi piani, il PSC di Reggio Calabria non scende nel dettaglio della singola particella in termini di edificabilità immediata (compito che spetta al Piano Operativo Temporaneo o ai piani attuativi), ma definisce le strategie di governo dell’intero territorio comunale di Reggio Calabria.

Gli obiettivi del PSC di Reggio Calabria sono molteplici e ambiziosi:

Sviluppo ordinato e sostenibile: 

Promuovere una crescita che elevi la qualità della vita dei cittadini.

Tutela del patrimonio: 

Garantire la salvaguardia dei valori architettonici, ambientali e paesaggistici che caratterizzano la città.

Efficienza amministrativa: 

Semplificare le procedure edilizie attraverso regole chiare e uniformi, integrate nel Regolamento Edilizio e Urbanistico (REU).

Sicurezza: 

Integrare la pianificazione con le analisi di fattibilità geologica e la mitigazione dei rischi naturali.

L’iter di approvazione: un percorso verso la digitalizzazione

L’approvazione definitiva del PSC di Reggio Calabria è il risultato di un lungo processo di analisi, ascolto e confronto. 

Il piano era stato inizialmente adottato con Delibera del Consiglio Comunale n.1 dell’11 gennaio 2020. Dopo la fase delle osservazioni e delle relative controdeduzioni, il documento è stato aggiornato e integrato con i pareri della Città Metropolitana di Reggio Calabria e della Regione Calabria, inclusa la Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

Il Consiglio Comunale, con la Deliberazione n.101 del 30/12/2023, ha approvato la versione definitiva del piano, completa di REU (Regolamento Edilizio e Urbanistico) e Rapporto Ambientale.

Questo passaggio segna una svolta verso una gestione del territorio più moderna e trasparente, dove il dato cartografico diventa la base per ogni decisione tecnica.

La struttura del PSC di Reggio Calabria: elaborati e sistemi

Il PSC di Reggio Calabria si compone di una mole impressionante di documenti, suddivisi principalmente in due grandi aree: il documento definitivo e il quadro conoscitivo.

Il documento definitivo

Contiene le norme vigenti e le cartografie di progetto. Tra i documenti più rilevanti troviamo:

– Relazione illustrativa: spiega le scelte strategiche del piano.

– Regolamento Edilizio e Urbanistico (REU): il codice che disciplina gli interventi edilizi.

– Tavole di macrozonizzazione: definiscono le grandi aree del territorio.

– Ambiti territoriali unitari (ATU): rappresentano il cuore della trasformazione urbana, con tavole specifiche dedicate alla configurazione morfologica, alle tutele e alle limitazioni.

Il quadro conoscitivo

È la “fotografia” scientifica del territorio. Include studi specialistici come:

– Studio geomorfologico: con carte dedicate alla pericolosità sismica, idrogeologica e alla fattibilità geologica delle azioni di piano.

– Sistema insediativo: analisi dei tessuti storici, della cronologia dell’edificato e dei servizi urbani.

– Sistema naturalistico ambientale: mappe della naturalità e della sensibilità ambientale.

Il Regolamento Edilizio e Urbanistico di Reggio Calabria (REU): parametri e regole per l’edilizia

Il Regolamento Edilizio e Urbanistico (REU) è lo strumento operativo che accompagna il PSC di Reggio Calabria.

Esso introduce definizioni uniformi per evitare ambiguità interpretative. 

Alcuni esempi tratti dalle norme tecniche includono:

– Superficie territoriale (ST): la superficie reale di una porzione di territorio oggetto di trasformazione.

– Indice di edificabilità fondiaria (IF): la quantità massima di volume edificabile su una determinata superficie destinata all’uso edificatorio.

– Carico urbanistico (CU): il fabbisogno di dotazioni territoriali (servizi, parcheggi, verde) generato da un nuovo insediamento.

Il REU di Reggio Calabria disciplina inoltre gli aspetti prestazionali degli edifici, con un forte focus sul risparmio energetico, l’uso di fonti rinnovabili e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Gli ambiti territoriali unitari (ATU)

Il territorio comunale di Reggio Calabria è stato suddiviso in diversi ambiti territoriali unitari (ATU), ognuno con una specifica vocazione:

  • Città residenziale: suddivisa per densità elevata, bassa o rada.
  • Città produttiva: zone destinate ad attività industriali, artigianali, commerciali e terziario-turistiche.
  • Territorio rurale e periurbano: aree dedicate all’agricoltura e alla conservazione del paesaggio extraurbano.

Come consultare il PSC di Reggio Calabria sul Geoportale UrbisMap

Consultare il Piano Strutturale Comunale di Reggio Calabria su UrbisMap è semplicissimo e intuitivo, ecco come fare in pochi passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca ora, tramite l’apposita barra oppure direttamente navigando sulla mappa, il territorio di Reggio Calabria e clicca sul punto o l’area di tuo interesse per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche e normative del punto cliccato. 

Per una lettura completa del PSC di Reggio Calabria, UrbisMap mette a disposizione sotto la voce “Allegati del piano” i seguenti documenti:

  • Il regolamento edilizio e urbanistico di Reggio Calabria (REU)
  • Le schede tecniche
  • L’allegato A

Tutti i documenti sono consultabili e scaricabili in formato PDF direttamente dal Geoportale.

Perché consultare il PSC di Reggio Calabria su UrbisMap?

La mole di documenti che compongono il Piano Strutturale Comunale di Reggio Calabria può rendere la consultazione tradizionale complessa.

Per un cittadino che vuole conoscere, per esempio, la destinazione d’uso del proprio terreno, o per un tecnico che deve istruire una pratica edilizia, cercare tra decine di PDF e tavole catastali cartacee richiede tempo e precisione.

Il Geoportale UrbisMap risolve questa complessità integrando tutti i dati del PSC di Reggio Calabria in un’unica interfaccia GIS in cloud. 

Scegliere UrbisMap significa accedere a:

– Dati sempre aggiornati: il portale recepisce le ultime varianti e deliberazioni ufficiali.

– Accesso gratuito e immediato: senza bisogno di installare software costosi o complessi.

– Report dettagliati: è possibile generare report urbanistici con un semplice clic.

– Trasparenza e precisione: sovrapposizione precisa tra mappe catastali e tavole del PSC.

Link al piano: https://www.urbismap.com/reggio-calabria

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