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Bando Digitalizzazione Archivi Sardegna 2026: guida all’Avviso del 16/10/2026

A seguito dell’approvazione del programma finanziario da parte della Giunta Regionale, la Regione Sardegna ha ufficialmente pubblicato il 16 ottobre 2026 l’Avviso Pubblico per il “Sostegno alla transizione digitale degli enti locali e per l’accessibilità ai dati dagli archivi comunali” . 

L’iniziativa, attuativa dell’art.11, comma 23 della Legge Regionale n.20/2026 e della Deliberazione di Giunta n.48/35, mette a disposizione un budget di 5 milioni di euro.

I fondi stanziati dal bando digitalizzazione archivi Sardegna 2026 offrono una copertura finanziaria predeterminata a tutti i Comuni dell’isola per completare, ampliare o avviare ex novo la dematerializzazione e georeferenziazione del proprio patrimonio documentale.

Di seguito analizziamo nel dettaglio i contenuti dell’Avviso, le modalità di presentazione della domanda, i documenti richiesti e il motivo per cui UrbisMap si conferma il partner tecnologico e operativo ideale a cui affidare la realizzazione del progetto.

Cosa prevede l’Avviso Pubblico: i Comuni beneficiari e le tipologie d’intervento

L’Avviso Pubblico disciplina l’assegnazione dei fondi per la digitalizzazione e la conservazione degli archivi tecnici e amministrativi, con priorità assoluta per le pratiche edilizie e urbanistiche, gli atti amministrativi, le delibere e le mappe dei beni civici. 

L’Avviso individua tre categorie principali di Enti locali partecipanti per garantire equità e continuità amministrativa:

  • Tipologia A – Comuni NON beneficiari del primo Avviso: riservato ai Comuni che non avevano aderito o non erano stati ammessi nel precedente bando. Per questi Enti è prevista un’assegnazione finanziaria autonoma per la realizzazione di un progetto unitario. Gli Enti sottoscrivono il Disciplinare di cui all’Allegato B.
  • Tipologia B – Comuni già beneficiari del primo Avviso che aderiscono al secondo: destinato ai 335 Comuni già ammessi nella prima fase (che ha già impegnato oltre 9,1 milioni di euro).
    Le nuove risorse si sommano a quelle già concesse per integrare, ampliare o completare il cantiere di digitalizzazione avviato, formando un’unica operazione contabile e gestionale. Gli Enti sottoscrivono l’Addendum al Disciplinare (Allegato C). 
  • Tipologia C – Comuni già beneficiari che non richiedono ulteriori fondi: mantengono valido il finanziamento originario, con l’obbligo di completare e rendicontare le attività sul portale SUS entro i termini stabiliti.

Gli importi spettanti a ciascun Comune sono già predeterminati e assegnati negli Allegati A e B della Delibera G.R. n. 48/35, non si tratta infatti di una procedura competitiva a graduatoria, ma di una ripartizione spettante previa verifica di ammissibilità della domanda.

Termini, scadenze ufficiali e modalità di partecipazione al bando digitalizzazione archivi Sardegna 2026

I Comuni interessati ad accedere ai contributi regionali devono presentare istanza di adesione rispettando modalità e finestre temporali rigide:

– Apertura dello sportello: le domande possono essere inviate a partire dalle ore 00:00 del 2 novembre 2026.

– Scadenza perentoria: le istanze devono essere trasmesse entro e non oltre le ore 23:59 del 20 novembre 2026. 

– Piattaforma abilitata: la presentazione deve avvenire esclusivamente online tramite la piattaforma della Regione Sardegna SUS – Sportello Unico dei Servizi.

Documentazione da trasmettere su SUS

Per perfezionare la candidatura, il Legale Rappresentante del Comune (o suo delegato con poteri) dovrà caricare a sistema:

1. Il Disciplinare (Allegato B) per i Comuni di Tipologia A, oppure l’Addendum al Disciplinare (Allegato C) per i Comuni di Tipologia B, precompilati dalla piattaforma, scaricati, firmati digitalmente e ricaricati su SUS. 

2. Il cronoprogramma procedurale e finanziario valorizzato, compilato mediante il form della piattaforma SUS, sottoscritto digitalmente e ricaricato.

Requisiti tecnico-archivistici ed erogazione delle risorse

L’Avviso Regionale impone il pieno rispetto delle Linee Guida AgID sulla formazione e conservazione del documento informatico. 

Inoltre, gli interventi aventi ad oggetto archivi storici o sottoposti a tutela devono obbligatoriamente acquisire l’autorizzazione della Soprintendenza Archivistica della Sardegna (ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. 42/2004) prima dell’avvio delle lavorazioni.

Tutti i progetti dovranno essere completati e resi pienamente operativi entro il 31 dicembre 2027.

Modalità di erogazione del finanziamento

Comuni della Tipologia A

Le risorse destinate ai Comuni della Tipologia A saranno erogate dalla Regione Sardegna secondo le seguenti fasi:

– Prima tranche pari al 25% a TITOLO DI ANTICIPAZIONE entro 90 giorni dalla comunicazione dell’efficacia del Disciplinare/Addendum.

– Seconda tranche pari al 25% a TITOLO DI ACCONTO al raggiungimento di uno Stato di Avanzamento Lavori (SAL) superiore al 50%.

– Terza tranche pari al 50% a SALDO FINALE, previa verifica e approvazione della relazione tecnica e finanziaria finale caricata sul portale SUS. 

Comuni della Tipologia B

Per i Comuni della Tipologia B (già beneficiari della prima misura)  il finanziamento del primo Avviso e quello del nuovo Avviso costituiscono un’unica operazione.

Le successive quote vengono calcolate sul contributo residuo (ottenuto sottraendo dal contributo complessivo l’anticipazione del 50% già riconosciuta sul primo Avviso) ed erogate secondo le seguenti fasi:

– 50% del contributo del primo Avviso, già erogato o da erogare entro l’esercizio 2026, conserva la natura di anticipazione.

– Prima tranche pari al 25% a titolo di ulteriore acconto, erogato entro 90 giorni dalla comunicazione dell’efficacia dell’Addendum al Disciplinare.

– Seconda tranche pari al 25% del contributo residuo, assegnata entro 90 giorni dall’attestazione del raggiungimento di uno stato di avanzamento dell’intervento complessivamente finanziato  superiore al 50%. 

– Terza tranche pari al 50% del contributo residuo a titolo di saldo finale, erogato entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori e dall’approvazione della rendicontazione finale unitaria caricata su SUS.

Perché scegliere UrbisMap per la digitalizzazione dell’archivio del tuo Comune

I fondi regionali rappresentano un’opportunità straordinaria, ma la loro gestione richiede competenza, rigore scientifico e strumenti tecnologici all’avanguardia.

Digitalizzare non significa fare semplici scansioni in PDF, ma trasformare gli archivi cartacei in una banca dati geografica e strutturata.

UrbisMap, con il suo servizio di digitalizzazione degli archivi comunali, ha già affiancato con successo numerose Amministrazioni comunali sarde nelle precedenti edizioni del bando, affermandosi come partner di riferimento per la Pubblica Amministrazione.

La proposta metodologica “chiavi in mano” di UrbisMap

Affidare il progetto finanziato a UrbisMap significa il Comune al riparo da rischi amministrativi, garantendo un processo articolato in più fasi operative rigorosamente conformi alle Linee Guida AgID e alle disposizioni di tutela archivistica:

1.  Riordino e schedatura dell’archivio:

Un archivista professionista effettua la ricognizione dell’archivio cartaceo e redige il progetto di schedatura e riordino, inoltrato all’approvazione della Soprintendenza Archivistica prima dell’inizio delle lavorazioni.

2. Flessibilità logistica e tutela del cartaceo:

Il trasferimento e le attività di lavorazione possono avvenire sia nei laboratori dedicati di UrbisMap sia direttamente presso la sede del Comune. Al termine delle operazioni, l’intero archivio cartaceo originale viene restituito ordinato all’Ente.

3. Scansione e metadatazione avanzata:

Ogni pratica edilizia viene scansionata e associata a metadati specifici, rendendo il documento reperibile istantaneamente tramite chiavi di ricerca digitali.

4. Georeferenziazione sul Geoportale UrbisMap:

Ad ogni pratica vengono attribuite coordinate geografiche precise, consentendone la consultazione diretta all’interno del Geoportale UrbisMap.

5. Creazione automatica del Fascicolo del Fabbricato: 

Grazie alla geolocalizzazione, il sistema raggruppa in automatico tutte le pratiche (storiche e correnti) riferite allo stesso immobile o particella catastale, creando un unico fascicolo digitale del fabbricato.

Vantaggi operativi ed economici per le PA

Ricerche istantanee:

I tempi di reperimento delle pratiche edilizie storiche passano da ore di ricerca nei depositi cartacei a pochi secondi da qualsiasi dispositivo.

Azzeramento dei costi di magazzino:

Drastica riduzione delle spese per spazi fisici, movimentazione e manutenzione dei faldoni.

Integrazione urbanistica completa:

Consultazione incrociata sulla mappa tra pratiche edilizie, vincoli (PAI, PR), strumenti urbanistici e generazione automatizzata del Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU).

Sicurezza del finanziamento:

Il rigore metodologico di UrbisMap e il rispetto dei cronoprogrammi tutelano l’Ente da contestazioni in fase di monitoraggio o dal rischio di revoca del contributo regionale.

Come preparare la candidatura del tuo Comune con l’assistenza di UrbisMap

Per sfruttare al meglio le risorse del bando digitalizzazione archivi Sardegna 2026 e Considerando l’imminente apertura della finestra temporale per la presentazione delle istanze sul SUS, è fondamentale iniziare a organizzare subito le attività. 

UrbisMap affianca le Amministrazioni comunali nella definizione e nella realizzazione degli interventi di digitalizzazione, offrendo un supporto tecnico, archivistico e tecnologico calibrato sulle esigenze dell’Ente.

Ecco da dove iniziare:

Verifica la tipologia di partecipazione:

Verifica se il tuo Comune rientra nella tipologia A, B o C, in base alla partecipazione al precedente Avviso e alla volontà di richiedere ulteriori risorse.

Individua le priorità dell’archivio comunale:

Effettua una ricognizione del patrimonio documentale, individuando le pratiche edilizie, gli atti urbanistici e gli altri documenti da riordinare e digitalizzare.

Questo consente di definire il perimetro dell’intervento e di organizzare le lavorazioni in funzione delle risorse disponibili.

Affidati a un partner con competenze archivistiche e digitali:

La digitalizzazione degli archivi comunali richiede competenze che vanno oltre la semplice acquisizione delle immagini. Occorre garantire il corretto trattamento dei documenti, la loro descrizione attraverso metadati e, quando previsto, la georeferenziazione e l’integrazione in un sistema di consultazione territoriale.

Con UrbisMap il comune può affrontare queste attività attraverso un percorso coordinato che unisce gestione archivistica, digitalizzazione documentale e valorizzazione dei dati territoriali.

Richiedi un’analisi preventiva e supporto per la candidatura del tuo Comune tramite il form qui sotto: valuteremo insieme le esigenze del tuo Comune e individueremo la soluzione più adatta al tuo progetto!

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Redazione del CDU su UrbisMap: come allegare mappe e stralci catastali AdE in automatico

È stata introdotta una nuova funzionalità avanzata nella redazione del CDU su UrbisMap, pensata per digitalizzare e velocizzare ulteriormente il rilascio del Certificato di Destinazione Urbanistica.

Grazie a questo nuovo aggiornamento, è ora possibile allegare automaticamente all’interno del documento finale sia le immagini delle mappe relative ai piani territoriali centrate sulla singola particella, sia gli stralci cartografici del catasto dell’Agenzia delle Entrate (AdE).

Perché questa novità rivoluziona la redazione del CDU su UrbisMap per la PA

Ad oggi, la redazione del CDU su UrbisMap offre già agli uffici comunali un processo fortemente digitalizzato e guidato: con pochi passaggi è possibile individuare le particelle, incrociare in automatico dati catastali e normative urbanistiche ed emettere il certificato in formato PDF/DOCX senza errori di trascrizione.

Con questo nuovo aggiornamento, l’esperienza d’uso si arricchisce di un livello di dettaglio grafico ancora più evoluto che permette di inserire e impaginare automaticamente le immagini ad alta precisione.

Un’evoluzione che trasforma un procedimento già rapido in una soluzione completa anche dal punto di vista dell’impatto visivo e della chiarezza cartografica.

Come funziona la redazione del CDU su UrbisMap passo dopo passo

La nuova funzionalità si inserisce in modo naturale nel percorso guidato che i tecnici comunali già utilizzano quotidianamente.

Ecco una guida pratica che mostra il nuovo processo di generazione del Certificato di Destinazione Urbanistica all’interno della piattaforma:

1. Selezione dei dati e dei mappali di interesse

Individua la zona di interesse tramite la barra di ricerca o la mappa interattiva. Selezionando i mappali coinvolti (anche in caso di selezione multipla di più particelle), il sistema acquisisce immediatamente i dati catastali e le informazioni territoriali collegate.

2. Aggiunta dello stralcio catastale AdE per singola particella

All’interno del pannello di richiesta del CDU, per ogni mappale selezionato è ora presente una specifica icona relativa all’estratto cartografico. 

Cliccando sul pulsante “Includi lo snapshot AdE nel CDU”, il sistema genera e associa un’immagine dedicata della mappa del Catasto dell’Agenzia delle Entrate a ciascuna particella selezionata.

Pulsante per Includere lo snapshot AdE nel CDU generato tramite il Geoportale UrbisMap

3. Configurazione dei piano e allegati cartografici centrati

Proseguendo nella schermata di impostazione dei piani (Piano Regolatore Generale, PAI, Piano Paesaggistico, ecc.), l’utente può attivare la spunta per ciascun piano di interesse. 

Attraverso il tasto dedicato “Mappa dei piano centrata su ogni particella”, UrbisMap cattura e genera automaticamente lo stralcio di mappa di quel determinato piano urbanistico, mantenendo come punto focale la particella selezionata.

Pulsante per Includere  la Mappa dei piano centrata su ogni particella nel CDU generato tramite il Geoportale UrbisMap

4. Generazione automatica del documento finale

Una volta inseriti i dati del richiedente e confermata la selezione, basta fare clic sul pulsante di generazione. Nel giro di pochi secondi, UrbisMap elabora il Certificato di Destinazione Urbanistica completo in ogni sua parte.

Il risultato finale: un CDU completo, chiaro e pronto all’uso

Il file finale generato da UrbisMap contiene tutte le sezioni normative e di attestazione previste dalla legge, arricchite nella parte finale dalla sezione “ALLEGATI CARTOGRAFICI”:

– Riferimenti di dettaglio: ogni particella viene riportata con indicazione chiara di foglio e particella.

– Stralci dei piani di assetto e urbanistici: per ciascun piano selezionato, viene allegata l’immagine ad alta risoluzione con il perimetro del mappale chiaramente evidenziato in mappa.

– Estratto catastale AdE: in coda al documento viene inserito lo stralcio catastale dell’Agenzia delle Entrate, garantendo completa trasparenza ed esaustività al certificato.

I vantaggi per le Pubbliche Amministrazioni

L’introduzione degli allegati visivi automatici risponde a esigenze concrete manifestate dai funzionari della Pubblica Amministrazione:

Azzeramento dei tempi di impaginazione manuale:

Nessuna necessità di catturare o inserire immagini esternamente, la generazione richiede pochi istanti.

Valore probatorio e univocità dell’atto: 

L’inserimento dell’estratto catastale AdE e della mappa di zonizzazione accanto al testo normativo elimina ogni ambiguità interpretativa per notai, periti e cittadini.

Minore margine di errore:

Le immagini sono generate in automatico e centrate esattamente sui mappali selezionati.

Standardizzazione documentale dell’Ente:

Tutti i CDU emessi dal Comune mantengono la medesima impostazione grafica, garantendo coerenza formale e qualità istituzionale.

Gestione trasparente delle particelle complesse:

Nelle richieste multi-particella, disporre di un’immagine specifica per ciascun mappale rende la consultazione immediata e intuitiva.

Prova la nuova funzione su UrbisMap

La nuova funzione di inclusione cartografica è già attiva per tutti gli Enti che utilizzano il modulo di redazione del CDU su UrbisMap. 

Il tuo Comune non ha ancora digitalizzato la redazione del Certificato di Destinazione Urbanistica? Contattaci utilizzando il form qui sotto per richiedere l’attivazione della DEMO gratuita di 60 giorni per il tuo Ente per scoprire come ottimizzare i processi interni!

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Calcolo valore venale delle aree ai fini IMU: come automatizzare il calcolo su mappa con UrbisMap

Per gli uffici tributi e i settori urbanistica degli Enti locali, la corretta determinazione del valore venale delle aree ai fini IMU rappresenta da sempre un’attività complessa, cruciale e fortemente esposta al rischio di contenziosi.

Il Geoportale UrbisMap offre alle Pubbliche Amministrazioni una soluzione all’avanguardia per calcolare e visualizzare direttamente su mappa il valore venale in comune commercio di qualsiasi area o terreno.

Questo servizio supporta l’ente in molteplici e delicati procedimenti amministrativi:

– Le gestione della fiscalità immobiliare e la stima puntuale delle aree edificabili.

– La determinazione rapida e trasparente delle indennità negli espropri per pubblica utilità.

– La quantificazione economica delle varianti urbanistiche e degli istituti di perequazione.

– La valorizzazione, la dismissione e la gestione strategica del patrimonio immobiliare pubblico.

Mentre per i fabbricati censiti al Catasto la base imponibile fiscale si ottiene applicando coefficienti fissi alla rendita, per le aree edificabili la normativa impone di calcolare il tributo basandosi sul valore di mercato al 1° gennaio dell’anno di imposta.

Analizziamo di seguito il quadro normativo di riferimento, le recenti pronunce della Cassazione, i modelli operativi concreti e le modalità con cui UrbisMap trasforma questo processo in un’operazione completamente automatizzata.

Il quadro normativo e giurisprudenziale: i criteri tassativi di stima per la PA

I parametri legali dell’art.5, comma 5 del D.Lgs. 504/1992

Il pilastro normativo che regola la determinazione della base imponibile delle aree fabbricabili è l’art.5, comma 5, del D.Lgs. 504/1992 (confermato dall’art.1, comma 746, della Legge n.160/2019). 

La legge stabilisce che il valore imponibile corrisponde a quello venale in comune commercio. 

Per blindare la legittimità della stima, l’ente locale deve attenersi a una serie tassativa di parametri tecnici:

– Zona territoriale omogenea di ubicazione del terreno

– Indice di edificabilità (territoriale o fondiario) desunto dal Piano Urbanistico Comunale (PUC/PRG)

– Destinazione d’uso consentita (residenziale, commerciale, industriale, terziaria)

– Oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per edificazione

– Prezzi medi di mercato rilevati dalla compravendita di aree con caratteristiche analoghe.

Le pronunce della Corte di Cassazione e le linee guida IFEL

La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha tracciato linee guida rigorose a tutela dell’azione amministrativa:

Obbligo di motivazione analitica:

Con l’Ordinanza n.27873/2023, la Suprema Corte ha ribadito che le delibere comunali con i valori di riferimento costituiscono una presunzione semplice e non un valore legale assoluto. Gli avvisi di accertamento IMU basati sul generico rinvio alla delibera, senza motivare la corrispondenza dell’area ai parametri di legge, sono nulli per vizio di motivazione.

Edificabilità fin dall’adozione dello strumento urbanistico:

L’Ordinanza 6690/2024 ha confermato che l’imposizione scatta già dalla data di adozione del PUC/PRG, a prescindere dall’approvazione regionale o dai piani attuativi, poiché l’avvio dell’iter urbanistico incrementa immediatamente il valore di mercato del bene.

Retroattività delle delibere:

L’Ordinanza n. 12550/2024 ha stabilito che le delibere di aggiornamento dei valori medi hanno valore indiziario retroattivo, applicabile anche alle annualità pregresse non decadute. 

Diritto alla perizia di parte:

Come chiarito dall’ Ordinanza n. 25781/2022, il contribuente può contestare la stima presentando una perizia tecnica che evidenzi vincoli specifici (morfologici, idrogeologici o ambientali).

Disporre di un supporto cartografico capace di incrociare istantaneamente questi parametri è oggi l’unico modo per la PA di emettere accertamenti inattaccabili.

Casi studio: il confronto tra i modelli cartografici operativi su UrbisMap

Attraverso il webgis UrbisMap, le amministrazioni locali possono configurare e visualizzare la stima dei valori venali adottando differenti modalità operative, flessibili in base alle scelte regolamentari e alle specificità tecnico-amministrative dell’Ente.

Ecco il confronto tra due modelli attualmente disponibili sul Geoportale sviluppati per due Comuni differenti:


MODELLO A (valore parametrico unitario)

MODELLO B (valore complessivo automatizzato)

Layer di riferimento: “Valori Aree Edificabili ai fini IMU”

Layer di riferimento: “Valore Venale di Piano”

Tipologia di dato: Valore unitario (€/mq)

Tipologia di dato: Valore venale complessivo totale (€)

Logica di calcolo: Applicazione parametrica puntuale al metro quadro

Logica di calcolo: Automazione geometrica superficie per vincoli urbanistici

Modello A: Mappatura del valore unitario (€/mq)

In questo primo approccio operativo, il Geoportale attiva uno strato informativo dedicato che associa a ogni sottozona urbanistica del piano il costo di riferimento al metro quadro. Quando l’operatore o il tecnico seleziona una specifica particella catastale, il sistema interroga istantaneamente il database, estrae la destinazione urbanistica di pertinenza (ad esempio una zona residenziale o centrale del tipo A) e restituisce il valore unitario deliberato dall’Ente.

Questo metodo offre un parametro di immediata lettura che il tecnico può moltiplicare per la superficie del lotto.

Calcolo valore venale delle aree ai fini IMU: mappatura del valore unitario sul Geoportale UrbisMap

Modello B: Calcolo e perimetrazione del valore complessivo (€)

In questa seconda modalità avanzata, sviluppata su richiesta di un altro Comune, la piattaforma esegue un vero e proprio processo di geoprocessing automatizzato.

La geometria della particella catastale viene intersecata in tempo reale con i layer della zonizzazione urbanistica vigente e con i vincoli territoriali sovraordinati, come ad esempio i piani di assetto idrogeologico o paesaggistico.

In questo modo, il sistema elabora internamente i dati geometrici e ponderali, restituendo direttamente a schermo il valore economico complessivo stimato in euro per l’intera area interessata, riducendo al minimo ogni margine di errore di calcolo manuale. 

Calcolo valore venale delle aree ai fini IMU: calcolo e perimetrazione del valore complessivo sul Geoportale UrbisMap

Questi modelli rappresentano solo alcune delle modalità configurabili sulla piattaforma. Entrambi, inoltre, dimostrano come la tecnologia webgis possa adattarsi perfettamente ai regolamenti tributari di qualsiasi amministrazione, garantendo un supporto decisionale rapido, tracciabile e rigorosamente conforme ai parametri normativi richiesti in sede di accertamento.

Ottimizzazione e automazione del calcolo valore venale delle aree ai fini IMU con UrbisMap: dalla delibera alla mappa

Per gli uffici tributi e i settori tecnici dei Comuni, il passaggio dalla teoria normativa all’applicazione pratica si scontra spesso con la frammentazione dei dati.

In questo scenario UrbisMap agisce come Geoportale abilitante e ponte tecnologico. La piattaforma centralizza e georeferenzia tutte le informazioni necessarie, consentendo all’Amministrazione di tradurre gli indirizzi di delibera in mappe interattive dinamiche, consultabili con un semplice clic sulla singola particella.

Il servizio di digitalizzazione per la PA si articola in quattro snodi strategici:

1. Dalla delibera consiliare al dato cartografico georeferenziato

UrbisMap, unitamente alle norme tecniche di attuazione, recepisce i valori venali orientativi di mercato e i relativi criteri di abbattimento per le aree fabbricabili deliberati dalla Giunta o dal Consiglio, trasformando tabelle statiche e allegati testuali in layer cartografici interrogabili direttamente sul territorio comunale.

2. Sovrapposizione in tempo reale tra catasto, urbanistica e vincoli

Attraverso un unico ambiente gis in cloud, UrbisMap garantisce l’integrazione tra banche dati differenti, come:

– Il catasto ufficiale: collegamento diretto ai servizi WMS dell’Agenzia delle Entrate per visualizzare sagome, confini, fogli e particelle sempre aggiornati.

– La pianificazione generale: sovrapposizione immediata con il Piano Urbanistico Comunale (PUC/PRG) e le relative zonizzazioni omogenee o sottozone.

– La vincolistica sovraordinata: visibilità puntuale dei vincoli paesaggistici, ambientali, di rispetto e delle perimetrazioni di rischio idrogeologico (PAI), elementi decisivi per giustificare eventuali riduzioni di valore in sede di accertamento o perizia.

3. Modelli di rappresentazione su misura per l’Ente

La flessibilità della piattaforma, come spiegato nei paragrafi precedenti, consente di configurare la rappresentazione dei dati in base al modello gestionale e regolamentare scelto da ciascuna Amministrazione.

4. Consultazione interna per l’Ente o pubblicazione trasparente per i cittadini

L’Amministrazione ha la piena libertà di modulare la visibilità dei dati territoriali in base alle proprie esigenze di gestione:

– Uso interno: per velocizzare i controlli sulle dichiarazioni IMU, confrontare i versamenti con i valori di delibera, motivare gli avvisi di accertamento e supportare la redazione di perizie per opere pubbliche o espropri.

– Visibilità pubblica sul Geoportale: per offrire a cittadini, proprietari e professionisti uno strumento di consultazione autonoma e trasparente. Conoscere preventivamente il valore orientativo adottato dal Comune incentiva la corretta autoliquidazione dei tributi e riduce drasticamente richieste di chiarimento e ricorsi tributari.

I benefici strategici per la Pubblica Amministrazione

ntegrare UrbisMap nei processi dell’Ente garantisce vantaggi tangibili a 360 gradi:

Recupero di base imponibile e lotta all’evasione

L’ufficio tributi può confrontare in tempo reale il valore dichiarato dal contribuente con quello stimato dal Gestionale, individuando le posizioni sottostimate e recuperando gettito in modo equo e puntuale.

Drastica riduzione del contenzioso

Grazie a valutazioni oggettive basate su dati geografici ufficiali, il Comune previene i ricorsi in Commissione Tributaria e favorisce l’adesione spontanea.

Semplificazione e trasparenza

La pubblicazione delle mappe sul portale riduce l’afflusso agli sportelli fisici e azzera gli errori di compilazione da parte dei contribuenti.

Una gestione più semplice, direttamente sulla mappa

Il calcolo del valore venale delle aree ai fini IMU può quindi diventare un processo rapido, strutturato e facilmente verificabile.

È questo il valore dell’approccio di UrbisMap: trasformare i criteri di stima adottati dall’Ente in informazioni georeferenziate e consultabili direttamente sulla mappa, fino ad arrivare, dove previsto, al calcolo automatizzato del valore della singola area.

In questo modo, la cartografia diventa uno strumento operativo a supporto degli uffici comunali, non soltanto una rappresentazione del territorio.

Vuoi avere maggiori informazioni per capire come applicare questo modello al tuo Comune e automatizzare il calcolo del valore venale delle aree? Contattaci utilizzando il form qui sotto e verrai ricontattato al più presto dal nostro reparto tecnico!  

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Digitalizzazione archivi comunali in Sardegna: la Regione stanzia altri 5 milioni. Come preparare il tuo Comune con UrbisMap

La Giunta Regionale della Sardegna, su proposta dell’Assessore degli Affari Generali Personale e Riforma Sebastian Cocco, ha approvato due nuovi programmi con uno stanziamento complessivo di 8 milioni di euro per accelerare la transizione digitale e ridurre i divari infrastrutturali nei Comuni dell’Isola.

Tra le misure deliberate, assume un ruolo centrale l’opportunità legata ai contributi per la digitalizzazione archivi comunali in Sardegna,  un finanziamento da 5 milioni di euro destinato, appunto, alla digitalizzazione, indicizzazione e conservazione elettronica degli archivi comunali, con particolare attenzione alla documentazione edilizia, urbanistica e agli atti amministrativi.

Cosa prevede il nuovo programma della Regione Sardegna

La misura da 5 milioni di euro rappresenta il naturale proseguimento della precedente campagna finanziaria, che ha visto un’adesione altissima da parte degli Enti locali sardi: ben 335 Comuni su 377 hanno infatti beneficiato di oltre 9,1 milioni di euro già impegnati.

Il nuovo intervento mira a: 

– Completare la copertura territoriale, estendendo l’opportunità ai comuni che non avevano partecipato al primo avviso.

– Sostenere i progetti già avviati, garantendo risorse per il completamento degli interventi di dematerializzazione in corso.

– Digitalizzare gli archivi tecnici e amministrativi, indicizzando e conservando digitalmente le pratiche edilizie e urbanistiche e gli atti comunali.

– Migliorare l’accessibilità dei servizi online, consentendo a cittadini, professionisti e imprese di consultare e accedere ai documenti della PA direttamente via web.

A questa misura si affianca un secondo programma da 3 milioni di euro (sulle annualità 2026 e 2027) destinato alla realizzazione di infrastrutture abilitanti per le telecomunicazioni (cavidotti, tralicci e strutture di supporto) per portare la copertura di rete nelle aree interne e svantaggiate, con un contributo massimo di 150.000 euro per ciascun Comune.

Come prepararsi ai fondi e impiegare al meglio i contributi: la proposta di UrbisMap per i Comuni

Per un ufficio tecnico o un settore urbanistica, digitalizzare l’archivio non significa semplicemente trasformare faldoni cartacei in file PDF, ma convertire la documentazione in un vero e proprio patrimonio informativo digitale, ordinato, georeferenziato e immediatamente consultabile.

UrbisMap ha già un’esperienza consolidata sul campo: ha infatti partecipato con successo alle precedenti edizioni del bando regionale, ed è stata scelta da numerose Amministrazioni comunali della Sardegna come partner strategico per affiancarle nell’intero processo di transizione digitale e gestione del territorio.

A differenza delle tradizionali operazioni di scansione massiva, UrbisMap garantisce agli Enti locali un servizio completo e strutturato in un iter multifase altamente qualificato e conforme alle normative vigenti sulla conservazione archivistica:

1.  Riordino e schedatura dell’archivio:
Un archivista professionista effettua la ricognizione dell’archivio cartaceo e redige il progetto di schedatura e riordino, inoltrato all’approvazione della Soprintendenza Archivistica prima dell’inizio delle lavorazioni.

2. Flessibilità logistica e tutela del cartaceo:
Il trasferimento e le attività di lavorazione possono avvenire sia nei laboratori dedicati di UrbisMap sia direttamente presso la sede del Comune. Al termine delle operazioni, l’intero archivio cartaceo originale viene restituito ordinato all’Ente.

3. Scansione e metadatazione avanzata:

Ogni pratica edilizia viene scansionata e associata a metadati specifici, rendendo il documento reperibile istantaneamente tramite chiavi di ricerca digitali.

4. Georeferenziazione sul Geoportale UrbisMap:

Ad ogni pratica vengono attribuite coordinate geografiche precise, consentendone la consultazione diretta all’interno del Geoportale UrbisMap.

5. Creazione automatica del Fascicolo del Fabbricato: 

Grazie alla geolocalizzazione, il sistema raggruppa in automatico tutte le pratiche (storiche e correnti) riferite allo stesso immobile o particella catastale, creando un unico fascicolo digitale del fabbricato.

I benefici operativi ed economici per l’Ente

L’adozione della soluzione di  UrbisMap offre vantaggi concreti e misurabili all’amministrazione comunale:

Efficienza nei tempi di risposta:

Le ricerche di edilizia storica, che prima richiedevano ore o giorni nei depositi cartacei, si effettuano in pochi secondi da qualsiasi dispositivo. 

Abbattimento dei costi di gestione fisica:

Drastica riduzione delle spese legate agli spazi di archiviazione, alla movimentazione e alla manutenzione dei faldoni cartacei.

Supporto alla Pianificazione Urbanistica:

La mappatura integrata delle pratiche fornisce una visione chiara ed evolutiva del territorio a supporto delle scelte di governo locale.

Piena operatività dell’ufficio tecnico:

Consultazione in mobilità o da remoto di vincoli, norme di piano (PUC, PAI, PPR), certificati di destinazione urbanistica (CDU) e pratiche edilizie in un unico ambiente cloud.

In attesa del Bando Regionale per la digitalizzazione archivi comunali in Sardegna: come muoversi adesso

Attualmente la Delibera della Giunta regionale ha definito l’indirizzo politico e la dotazione finanziaria.

Restiamo in attesa delle prossime comunicazioni ufficiali da parte della Regione Sardegna, che forniranno dettagli fondamentali quali il bando ufficiale/avviso pubblico, le scadenze e i termini per la presentazione delle candidature, i criteri di ammissibilità e le modalità operative di partecipazione per i Comuni. 

Un consiglio per le PA

Monitoreremo puntualmente l’evolversi del quadro normativo regionale per supportare fin da subito i Comuni sardi nella pianificazione strategica delle candidature e nella progettazione degli interventi di digitalizzazione.

In attesa della pubblicazione dei documenti regionali, è consigliabile che le Amministrazioni avviino una prima ricognizione dello stato dei propri archivi cartacei e definiscano i volumi e le priorità d’intervento dell’ufficio tecnico.

Vuoi preparare il tuo comune a cogliere al meglio questa opportunità? Contattaci utilizzando il form qui sotto per scoprire come UrbisMap può affiancarti nella gestione digitale del territorio e dell’archivio edilizio!

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Come consultare le aree tutelate della Regione Sardegna su UrbisMap: la guida tecnica

La gestione e la pianificazione del territorio in Sardegna richiedono un’attenta valutazione dei vincoli ambientali, paesaggistici e normativi.

Per ingegneri, architetti, geometri e funzionari della Pubblica Amministrazione, l’inquadramento vincolistico di un immobile o di un terreno rappresenta il punto di partenza imprescindibile per qualsiasi intervento edilizio, urbanistico o infrastrutturale.

Nell’articolo di oggi analizzeremo nel dettaglio il quadro normativo di riferimento, il ruolo fondamentale della Legge Regionale 25 novembre 2004 n.8, le tipologie di tutele vigenti sull’isola e come individuare e analizzare in pochi clic le aree tutelate della Regione Sardegna sul Geoportale UrbisMap, ottimizzando i tempi di ricerca ed azzerando il rischio di errori formali.

Cosa sono le Aree Tutelate della Regione Sardegna?

Con il termine aree tutelate si definiscono tutte quelle porzioni di territorio soggette a regimi speciali di conservazione, salvaguardia e valorizzazione in virtù del loro eccezionale valore naturalistico, ecologico, paesaggistico o storico-culturale.

Nell’ordinamento sardo, il sistema delle tutele si articola su più livelli normativi convergenti:

1. Tutela ambientale e naturalistica statale e regionale: Disciplinata dalla Legge 394/1991 (Legge quadro sulle aree protette) per i parchi nazionali e le aree marine protette, e dalla Legge Regionale 31/1989, che istituisce il sistema dei parchi regionali, delle riserve naturali e dei monumenti naturali.

2. Tutela paesaggistica statale: Regolata dal D.Lgs. 22 gennaio 2004 n.42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), che individua i beni paesaggistici di notevole interesse pubblico (art.136) e le aree tutelate per legge (art.142).

3. Pianificazione paesaggistica regionale (PPR): Attuata mediante le Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Paesaggistico Regionale, che tipizzano i beni paesaggistici e identitari dell’isola.

Queste tutele non hanno un carattere unicamente vincolistico, ma costituiscono la struttura conformativa per lo sviluppo sostenibile della Sardegna, orientando le trasformazioni territoriali verso la conservazione della biodiversità e dell’identità dei luoghi.

La Legge Regionale 25 novembre 2004 n.8: la svolta nella tutela paesaggistica

La Legge Regionale 25 novembre 2004 n.8 (Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la pianificazione paesaggistica regionale e modifiche alla legge regionale 22 dicembre 1989 n.45) ha segnato uno spartiacque storico nel governo del territorio in Sardegna. 

Emanata con l’obiettivo di arrestare la forte pressione antropica e urbanistica lungo il litorale sardo, la L.R. 8/2004 ha introdotto rigide misure di salvaguardia cautelare e posto le basi giuridiche ed operative per la formazione e approvazione del Piano Paesaggistico Regionale (PPR).

I capisaldi della L.R. 8/2004 e del PPR:

– Vincolo di inedificabilità nella fascia costiera

È stata sancita l’inedificabilità assoluta entro i 300 metri dalla linea di battigia ( e 150 metri per le isole minori), considerati bene d’insieme sottoposti a vincolo di integrale conservazione.

– Perimetrazione degli ambiti di paesaggio

La legge ha promosso la suddivisione del territorio regionale in 27 ambiti di paesaggio costieri e successivi ambiti interni, analizzati sotto il profilo ambientale, storico-culturale ed insediativo. 

– Obbligo di adeguamento dei PUC

Ha stabilito l’obbligo per i Comuni sardi di adeguare i propri Piani Urbanistici Comunali (PUC) alle disposizioni e prescrizioni del PPR.

– Tutela dei beni identitari 

Oltre ai beni paesaggistici statali, sono stati introdotti i beni identitari, legati alla storia dell’antropizzazione rurale, mineraria e culturale sarda (come muretti a secco, stazzi, medaus, archeologie industriali e centri storici).

L’importanza ecologica, culturale ed economica delle aree tutelate

La presenza di vincoli e tutele territoriali in Sardegna risponde a precise esigenze strategiche:

– Preservazione della biodiversità ed ecosistemi: La Sardegna ospita un patrimonio unico di endemismi botanici e faunistici, boschi climatici di leccio, zone umide costiere, lagune e campi dunali ad elevata fragilità ecologica.

– Protezione del rischio idrogeologico: La tutela delle aste fluviali (fascia di 150 metri) e dei versanti ad elevata pendenza previene fenomeni di dissesto idraulico e franoso, integrandosi con le prescrizioni del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).

– Tutela dell’identità storico-culturale: Gli insediamenti storici, la rete dei villaggi minerari, le strutture agropastorali e i complessi archeologici rappresentano la memoria stratificata dell’isola che il PPR impone di salvaguardare.

– Valore economico per il turismo sostenibile: La qualità paesaggistica è il principale fattore di attrattività turistica ed economica della Sardegna. Tutelare il paesaggio significa garantire la competitività del territorio nel lungo periodo.

Classificazione: quali sono le principali aree tutelate in Sardegna? 

Il mosaico delle tutele territoriali sarde comprende diverse categorie normative: 

1. Parchi ed aree protette istituite

Parchi Nazionali: Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Parco Nazionale dell’Asinara, Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu.

Parchi Regionali: Parco Naturale Regionale di Tepilora, Parco di Gutturu Mannu, Parco di Molentargius-Saline, Parco di Porto Conte.

Aree Marine Protette (AMP): Capo Caccia – Isola Piana, Tavolara – Capo Coda Cavallo, Pensiola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, Capo Carbonara, Isola dell’Asinara.

Monumenti naturali e riserve: Istituiti ai sensi della L.R. 31/1989 per proteggere singolarità geologiche e botaniche (es. S’Arcu ‘e su Cuaddu, Grotta Santa Barbara).

2. Rete Natura 2000 e Zone Umide di importanza internazionale

Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e Siti di Importanza Comunitaria (SIC): Individuati ai sensi della Direttiva CEE 92/43 “Habitat” per la protezione di flora e fauna comunitarie.

Zone di Protezione Speciale (ZPS): Istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/CE per la tutela degli uccelli selvatici.

Siti Ramsar: Zone umide di importanza internazionale (es. Stagno di Cabras, Laguna di Santa Gilla, Stagno di Mistras).

3. Beni paesaggistici ed identitari del PPR (NTA Art. 17 e 47)

Fascia costiera: Territori ricompresi nei 300 metri dalla battigia e ambiti costieri.

Corsi d’acqua e sponde: Fiumi, torrenti e relative sponde per una fascia di 150 metri ciascuna.

Zone umide, laghi e invasi: compresa la fascia contermini di 300 metri.

Boschi e foreste: Territori coperti da boschi anche se percorsi dal fuoco o soggetti a rimboschimento.

Centri storici e insediamenti tradizionali: Centri di antica e prima formazione, matrici urbane storiche e insediamento sparso (stazzi, medaus, furriadroxius).

Guida tecnica: come consultare la mappa delle aree tutelate della Regione Sardegna su UrbisMap

La sovrapposizione di normative statali, regionali e comunali rende la verifica manuale dei vincoli un processo complesso e soggetto a sovrapposizioni o difformità interpretative.

Il Geoportale UrbisMap semplifica radicalmente questo flusso di lavoro, aggregando in un’unica piattaforma GIS web-based tutti i livelli cartografici e normativi della Regione Sardegna.

Di seguito vi illustriamo la procedura passo passo per effettuare un’analisi vincolistica tecnica attraverso il Geoportale UrbisMap:

1. Accesso e localizzazione del terreno o immobile

Collegati al Geoportale UrbisMap tramite l’indirizzo www.urbismap.com e inserisci nella barra di ricerca i riferimenti dell’area oggetto di analisi (indirizzo, toponimo o dati catastali).

2. Attivazione dei layer cartografici tematici

Dalla sezione “Dati territoriali” digitare termini chiave come “aree tutelate” per filtrare rapidamente le opzioni disponibili e, tra i risultati proposti dal sistema, selezionare la voce specifica “Aree tutelate Regione Sardegna” per abilitare il layer cartografico ufficiale. 

ricerca della mappa delle aree tutelate della Regione Sardegna sul Geoportale UrbisMap

3. Visualizzazione territoriale d’insieme

Il Geoportale evidenzierà graficamente i confini regionali e le relative zonizzazioni soggette a tutela, consentendo di visualizzare la distribuzione dei vincoli su scala territoriale.

visione generale della mappa delle aree tutelate della Sardegna

4. Zoom e analisi di dettaglio sull’immobile

Navigando la mappa e stringendo sul Comune e sulla particella catastale di specifico interesse (se non ricercato in precedenza) e cliccare direttamente sulla porzione di territorio desiderata per attivare la lettura del piano. 

5. Consultazione del piano

Si aprirà ora automaticamente il pannello dedicato ai dati territoriali, con un riepilogo dettagliato che elenca puntualmente i vincoli attivi, i riferimenti normativi del Piano Paesaggistico Regionale (PPR), gli articoli di riferimento delle Norme Tecniche di Attuazione e i documenti cartografici o vincolistici associati, offrendo all’utente un quadro conoscitivo completo e immediatamente operativo.

consultazione dati restituiti dalla mappa delle aree tutelate della Regione Sardegna sul Geoportale UrbisMap

Vantaggi di UrbisMap per Tecnici e PA

L’utilizzo del Geoportale UrbisMap per l’analisi delle aree tutelate garantisce molteplici benefici operativi: 

Unicità dell’ambiente di lavoro: 

Non occorre consultare portali differenti, tutti i dati catastali, urbanistici e vincolistici sono raccolti all’interno di un’unica piattaforma.

Aggiornamento puntuale dei dati:

UrbisMap integra i continui aggiornamenti normativi e cartografici pubblicati dalla Regione Sardegna e dagli Enti locali (come le revisioni PAI o le adozioni dei nuovi PUC), garantendo di lavorare con dati sempre allineati alla normativa vigente.

Precisione nell’autorizzazione paesaggistica:

Permette di individuare subito se un intervento è soggetto ad autorizzazione paesaggistica ordinaria, semplificata (D.P.R. 31/2017) o Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) per i siti Natura 2000.

In sintesi, pianificare ed operare in Sardegna richiede un approccio rigoroso rispetto alla tutela del paesaggio e dell’ambiente.

La conoscenza puntuale della Legge Regionale 8/2004, del PPR e delle varie tipologie di vincoli è fondamentale per garantire il rispetto della legalità ed accelerare i processi autorizzativi.

Grazie alle funzionalità avanzate del Geoportale UrbisMap, professionisti della progettazione e Pubbliche Amministrazioni dispongono oggi di uno strumento tecnico preciso, intuitivo ed esaustivo per consultare e verificare in qualunque momento le aree tutelate della Regione Sardegna.

Vuoi verificare i vincoli paesaggistici e le aree tutelate della Regione Sardegna per il tuo progetto? Accedi subito al Geoportale UrbisMap e interroga il territorio in pochi clic!

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Guida tecnica alla ricerca catastale avanzata per la Pubblica Amministrazione nel Geoportale UrbisMap

La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione richiede strumenti evoluti capaci di semplificare la gestione del territorio e velocizzare le attività istruttorie degli uffici comunali.

All’interno della nuova interfaccia del Geoportale UrbisMap, progettata per mettere la cartografia interattiva al centro dell’operatività quotidiana, la ricerca catastale avanzata per la Pubblica Amministrazione rappresenta una funzionalità fondamentale per superare i limiti delle consultazioni tradizionali. 

Il servizio consente agli operatori dell’Ente di effettuare ricerche incrociate tra dati censuari, cartografici e di titolarità in un’unica piattaforma cloud, garantendo risposte immediate e precise sia per i settori tecnici che per i servizi finanziari e tributari.

Prerequisiti e accesso al servizio

L’accesso al servizio di ricerca catastale avanzata è riservato agli operatori della Pubblica Amministrazione abilitati con credenziali dell’Ente locale.

Essendo una piattaforma sviluppata interamente in tecnologia cloud, non è richiesta alcuna installazione di software sui computer comunali: il servizio è accessibile via browser (ottimizzato per Google Chrome e Mozilla Firefox).

Inoltre, l’infrastruttura assicura continuità operativa consentendo l’uso dia da postazione desktop che da app mobile durante i sopralluoghi sul campo.

La licenza è legata all’Ente e garantisce utenze illimitate, permettendo l’abilitazione di tutti i dipendenti necessari senza costi aggiuntivi. 

Flusso operativo passo – passo: come eseguire una ricerca catastale avanzata su UrbisMap

Il flusso di ricerca all’interno del Geoportale UrbisMap  è stato sintetizzato in un percorso guidato che si svolge direttamente sulla mappa interattiva.

Di seguito descriviamo nel dettaglio i passaggi per eseguire le interrogazioni e le modalità di ricerca disponibili:

1. Accesso al pannello “Ricerca avanzata”

All’interno del Geoportale, l’operatore attiva la funzione selezionando l’icona dedicata nella barra degli strumenti per aprire il pannello “Ricerca Avanzata”. 

Viene visualizzata una scheda parametrizzata dotata di filtri specifici per l’interrogazione delle banche dati catastali.

guida ricerca catastale PA: icona della sezione "Ricerca avanzata" all'interno del Geoportale UrbisMap

2. Selezione della modalità e del livello catastale

Nel pannello superiore sono presenti diverse schede (tab) per scegliere l’ambito di ricerca:

– Catasto (Catasto comunale): consente l’interrogazione all’interno del territorio dell’Ente per dati censuari o per soggetto.

Opzione ricerca catastale tramite catasto comunale_urbismap

– Catasto IT: permette di individuare gli immobili tramite l’inserimento di Comune, sezione, foglio e mappale.

Opzione ricerca catastale tramite catasto Italia_urbismap

– Entità: offre filtri dedicati per la ricerca e la selezione delle entità territoriali.

Opzione ricerca catastale tramite entità territoriali_urbismap

– Catasto AdE (Agenzia delle Entrate): permette la consultazione dei dati forniti dall’Agenzia delle Entrate con selezione della Regione.

Opzione ricerca catastale tramite catasto dell'Agenzia delle Entrate_urbismap

3. Ricerca per dati censuari

Qualora si disponga di riferimenti identificativi del bene immobile o del terreno:

– Selezionare il Comune dal menu a tendina o digitarne il nome.

–  Inserire i valori negli appositi campi: foglio, particella (o mappale) ed eventualmente subalterno.

– Cliccare sul pulsante di conferma: il sistema esegue uno zoom automatico sulla mappa, posizionando il punto e aprendo la scheda dei dati territoriali e censuari aggiornati.

4. Ricerca per soggetto (persone fisiche o persone giuridiche)

Se l’istruttoria richiede di risalire a tutte le proprietà immobiliari collegate a un determinato cittadino o impresa:

– Persona fisica: selezionare la scheda “Pers. fisica” e compilare i campi Comune, nome, cognome e/o codice fiscale.

– Persona giuridica: selezionare la scheda “Pers. giuridica” e inserire Comune, denominazione (ragione sociale dell’azienda, Ente o società) e/o Partita IVA.

Avviando la ricerca, il Geoportale restituisce l’elenco completo di tutti i beni appartenenti al soggetto selezionato all’interno del territorio comunale.

5. Visualizzazione delle titolarità e georeferenziazione 

Selezionando un risultato o cliccando su un immobile in mappa, l’operatore accede al quadro completo delle titolarità catastali, con l’elenco dei proprietari, comproprietari e relative quote di possesso.

Ogni voce non è un semplice testo, ma un dato georeferenziato con localizzazione millimetrica sulla cartografia.

Integrazione nativa con la cartografia e i layer informativi dell’Ente

Il vero punto di forza della ricerca catastale evoluta su UrbisMap è l’integrazione del dato catastale con gli altri livelli informativi del territorio:

– Strumenti urbanistici: verifica immediata della destinazione d’uso di piano (PUC, PRG) della particella consultata.

– Vincoli territoriali: sovrapposizione automatica di vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali o culturali.

– Pratiche edilizie e SUAP/SUE/SUAPE: collegamento diretto tra il mappale e lo storico delle pratiche edilizie presentate.

– Dati tributari: incrocio dei dati censuari con le banche dati fiscali locali per accertamenti e verifiche di coerenza.

Applicazioni operative per i settori della Pubblica Amministrazione

La funzionalità di ricerca catastale avanzata messa a disposizione da UrbisMap offre un supporto quotidiano per diversi uffici Comunali, ad esempio:

Settore tributi e fiscalità locale:

Supporta l’ufficio nel calcolo del valore venale dei terreni e delle aree edificabili o produttive, anche in termini storici.

Semplifica l’accertamento e la riscossione dell’IMU, riducendo l’evasione grazie alla precisione della localizzazione cartografica.

Ufficio tecnico e patrimonio: 

Velocizza l’istruttoria delle pratiche edilizie e del SUAPE. Facilita l’identificazione, la catalogazione e il riordino delle proprietà comunali e dei demani.

Notifiche e atti amministrativi: 

Fornisce la certezza dei dati di intestazione per l’invio di notifiche formali e comunicazioni.

I vantaggi tecnici dell’infrastruttura cloud di UrbisMap

L’adozione del servizio catastale su UrbisMap garantisce alla PA un’infrastruttura moderna e sicura:

Zero installazioni: 

Accesso immediato via browser senza interventi dell’ufficio.

Utenze illimitate: 

Abilitazione di tutti i dipendenti necessari senza costi di licenza aggiuntivi.

Aggiornamento continuo: 

Dati e funzionalità software sempre aggiornati in cloud.

Filtri e analisi avanzate: 

Possibilità di filtrare e analizzare grandi quantità di dati in modo rapido ed efficiente.

Un partner per la trasformazione digitale della PA

In sintesi, l’introduzione della ricerca catastale avanzata nel Geoportale UrbisMap riduce drasticamente i tempi delle consultazioni manuali, elimina il rischio di errore umano nelle istruttorie e centralizza tutte le informazioni territoriali all’interno di un unico ambiente cloud sicuro. 

L’interfaccia rinnovata di UrbisMap non si configura quindi come un semplice strumento di consultazione, ma come un vero e proprio partner strategico nella trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.

Demo gratuita per le PA

Sapevi che UrbisMap offre la possibilità di sperimentare l’efficienza della ricerca catastale avanzata e delle funzionalità evolute del Geoportale dedicate alla Pubblica Amministrazione?

Basta richiedere l’attivazione della DEMO GRATUITA della durata di 60 giorni per il tuo Ente e potrai testare con mano tutti gli strumenti avanzati!

Per richiedere l’attivazione del webgis o della demo per il tuo Comune, contattaci utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua Amministrazione!

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Nuova versione Geoportale UrbisMap: guida alle funzionalità della v4.4.3

Il Geoportale UrbisMap continua il suo percorso di digitalizzazione territoriale fornendo a professionisti tecnici, imprese, cittadini e Pubblica Amministrazione strumenti cartografici e urbanistici sempre più avanzati. 

Con la recente release maggiore “Decò”, la piattaforma ha adottato un sistema di aggiornamento continuo tracciato in modo trasparente. 

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le novità della nuova versione Geoportale UrbisMap, mettendo in luce sia le ultime funzionalità rilasciate a settembre 2026, sia il percorso di evoluzione compiuto a partire dalla versione 4.2.0.

Cosa cambia dalla versione 4.2.0 alla versione 4.4.3

L’aggiornamento v4.2.0 ha rappresentato un passo significativo, focalizzato sulla nuova veste grafica Decò e sulla riorganizzazione dei servizi di consultazione base. 

Con i successivi rilasci della v4.3.0 e della nuova .4.4.3, uscita il 9 settembre 2026, UrbisMap ha perfezionato l’esperienza utente sulla gestione dei dati catastali complessi e sulla personalizzazione dell’ambiente di lavoro.

Mentre la versione 4.2.0 permetteva principalmente la ricerca catastale standard, l’acquisto di visure e la consultazione dei civici ANNCSU, le release successive hanno aggiunto strumenti per la gestione delle relazioni tra particelle, l’impostazione del piano cartografico predefinito all’avvio e la ricerca delle visure per soggetto. 

Tutte le novità della nuova versione Geoportale UrbisMap 4.4.3 spiegate nel dettaglio

Di seguito viene illustrata la panoramica completa delle funzionalità introdotte con la versione 4.4.3 Decò e i relativi aggiornamenti intermedi:

1. Novità della release v4.4.3 Decò 

Relazioni catastali in accordion: quando si analizzano immobili o subalterni caratterizzati da una complessa storia catastale, le relazioni di derivazione, sostituzione e graffatura vengono ora organizzate all’interno di accordion (moduli a comparsa compattati).
Questo garantisce schede immobile pulite e immediatamente leggibili anche in presenza di numerose correlazioni.

Nuova versione Geoportale UrbisMap_ V4.4.3
Nell'immagine: relazioni catastali in accordion

Piano di avvio configurabile: all’interno della sezione “Preferenze” l’utente può stabilire quale piano visualizzare automaticamente all’apertura della mappa (ad esempio il Piano Urbanistico Comunale – PUC, un piano specifico a scelta oppure l’ultimo piano consultato prima della chiusura).

Nuova versione Geoportale UrbisMap_ V4.4.3
Come configurare il piano urbanistico da visualizzare all'avvio

Scorciatoia preferenze nell’header: è stata integrata un’icona (a forma di rotella di ingranaggio) nella parte superiore dei pannelli operativi, che consente di accedere istantaneamente alla configurazione utente senza dover navigare tra i menu estesi.

Nuova versione Geoportale UrbisMap_ V4.4.3
Icona scorciatoia per le preferenze utente

Badge NCT/NCEU: sono stati aggiunti badge identificativi visivi per identificare rapidamente gli immobili appartenenti al Catasto Terreni (NCT) o al Catasto Edilizio Urbano (NCEU).

Nuova versione Geoportale UrbisMap_ V4.4.3
Badge NCEU
Nuova versione Geoportale UrbisMap_ V4.4.3
Badge NCT

2. Funzionalità introdotte con la versione 4.3.0

Visura per soggetto: 

Consente di richiedere ed esaminare le informazioni catastali raggruppate direttamente per intestatario o persona fisica/giuridica.

Interruttore per punti di interesse (POI): 

Un selettore rapido che permette di attivare o nascondere i punti di interesse (POI) sulla mappa per non appesantire la vista cartografica.

Riordino dei piani: 

Possibilità di riorganizzare manualmente l’ordine dei livelli informativi sovrapposti per priorità di consultazione.

Registro delle richieste documenti e sandbox API: 

Una sezione per monitorare lo stato di evasione dei documenti richiesti e un ambiente di test dedicato agli sviluppatori che utilizzano i servizi API di UrbisMap.

3. Le fondamenta dell’interfaccia Decò (dalla v4.0.0 e v4.2.0)

Interfaccia grafica responsive e 3D:

Navigazione fluida ottimizzata per dispositivi desktop, tablet e smartphone sul campo, dotata di vista inclinabile, bussola ed edifici tridimensionali.

Ricerca su coordinate e numeri civici ANNCSU:

Supporto completo all’inserimento di coordinate (anche in gradi, minuti e secondi) e consultazione dello stradario ufficiale collegato all’Archivio Nazionale dei Numeri Civici Urbani.

Visure ed estratti online:

Richiesta ed estrazione diretta con salvataggio automatico dei documenti nell’area personale.

Come consultare le novità e il changelog all’interno del Geoportale

Per verificare in ogni momento le nuove funzionalità introdotte e consultare la cronologia completa dei rilasci direttamente sulla piattaforma, è sufficiente seguire questi quattro semplici passaggi:

1. Accedi al Geoportale: collegati al sito ufficiale www.urbismap.com ed entra nel tuo account.

2. Apri il profilo utente: clicca sull’icona del proprio profilo per espandere il menu principale.

Nuova versione Geoportale UrbisMap_ V4.4.3

Icona sezione profilo utente

3. Seleziona la voce “Novità”: all’interno del menu Profilo, sotto il gruppo Supporto, fai clic sul pulsante Novità.

Nuova versione Geoportale UrbisMap_ V4.4.3
Bottone per la sezione novità

4. Esplora il Changelog: si aprirà la scheda dedicata “ Novità e changelog”, dove è possibile consultare la scheda sintetica dell’ultimo rilascio (es. v4.4.3 Decò) e scorrere verso il basso per leggere i dettagli di tutte le versioni precedenti.

Nuova versione Geoportale UrbisMap_ V4.4.3
Interfaccia sezione novità con tutti gli aggiornamenti del geoportale

In occasione della pubblicazione di un nuovo aggiornamento significativo, al primo accesso del cliente viene mostrato automaticamente un pannello pop-up di benvenuto “Ci sono stati degli aggiornamenti”, che riassume le principali modifiche operative della versione corrente. 

Nuova versione Geoportale UrbisMap_ V4.4.3
Pop-up di avviso per nuove versioni e novità del geoportale

Grazie alla gestione a versioni, dunque, saprai sempre con precisione quando viene introdotta una nuova funzione e come utilizzarla al meglio per le tue analisi territoriali.

Scopri la nuova versione 4.4.3 del Geoportale e tutte le funzionalità introdotte: ti aspettiamo su UrbisMap!

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Pubblicato l’aggiornamento 2025 del PAI – PGRA – PSFF: piani disponibili su UrbisMap

La Regione Sardegna ha rilasciato il nuovo aggiornamento 2025 del PAI – PGRA .- PSFF, lo strumento cartografico che raccoglie le aree di pericolosità e di rischio derivanti da alluvioni e da fenomeni franosi su tutto il territorio regionale.

Si tratta di un passaggio importante per chi si occupa di pianificazione urbanistica, progettazione, compravendite immobiliari e, più in generale, per chiunque abbia la necessità di verificare la compatibilità idrogeologica di un’area prima di intervenire su di essa.

Come per i precedenti rilasci, anche questo aggiornamento è disponibile e consultabile attraverso il Geoportale UrbisMap, che recepisce e integra i dati ufficiali pubblicati dalla Regione.

Cosa cambia con l’aggiornamento 2025

I dati, pubblicati dalla Regione Sardegna a luglio 2026, sono aggiornati al dicembre 2025 e rappresentano il risultato di un lungo lavoro di approfondimento condotto dall’Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna (ADIS).

La novità principale di questo aggiornamento riguarda la componente legata al rischio da frana: l’aggiornamento contiene, per la parte frane, le risultanze della variante generale del Piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico (PAI), derivante dallo studio di dettaglio e approfondimento del quadro conoscitivo della pericolosità e del rischio da frana nei sette sottobacini idrografici in cui è suddiviso il territorio regionale, ovvero Sulcis, Tirso, Coghinas-Mannu-Terno, Liscia, Posada-Cedrino, Sud-Orientale e Flumendosa-Campidano-Cixerri.

Sul piano formale, la variante generale è stata approvata in via definitiva con Deliberazione del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino n.20 del 16 dicembre 2025 e con successivo Decreto della Presidente della Regione n.42 del 17 giugno 2026, pubblicato sul BURAS n.33 del 25 giugno 2026.

Un dato particolarmente significativo emerso con questo aggiornamento è che, con l’approvazione della variante generale, il territorio regionale risulta interamente studiato per la parte frane: un traguardo che va a colmare le lacune conoscitive rimaste in alcune aree del territorio sardo dopo i precedenti aggiornamenti (l’ultimo dei quali risaliva a dicembre 2023).

Va ricordato che il quadro complessivo del PAI – PGRA – PSFF non riguarda solo il rischio di frana, ma tiene insieme tre strumenti distinti e coordinati tra loro:

  • PAI (Piano di Assetto Idrogeologico), che disciplina l’uso del suolo nelle aree a rischio idrogeologico.
  • PGRA (Piano di Gestione del Rischio Alluvioni), che affronta la pianificazione delle misure di prevenzione e mitigazione del rischio da alluvione secondo la Direttiva europea 2007/60/CE.
  • PSFF ( Piano Stralcio delle Fasce Fluviali), che perimetra le aree caratterizzate da pericolosità idraulica lungo i corsi d’acqua principali.

I tre piani condividono le stesse mappe di base e vengono aggiornati in modo coordinato dall’Autorità di Bacino della Sardegna.

Perché questo aggiornamento è importante

Le mappe di pericolosità e rischio non sono un semplice strumento informativo: hanno valore normativo e prevalgono su altri strumenti di pianificazione, inclusi i piani urbanistici comunali.

Questo significa che ogni intervento edilizio, ogni pratica urbanistica e ogni valutazione di fattibilità di un progetto deve necessariamente tenere conto della classificazione di pericolosità e rischio riportata in queste mappe, aggiornata ora alla fine del 2025.

Per tecnici, professionisti e Pubbliche Amministrazioni, verificare tempestivamente le nuove perimetrazioni è quindi un passaggio imprescindibile, soprattutto nelle aree dei sette sottobacini interessati dalla nuova variante generale sulle frane.

Come consultare l’aggiornamento 2025 del PAI sul Geoportale UrbisMap: guida passo passo

Il Geoportale UrbisMap integra puntualmente tutti gli aggiornamenti ufficiali pubblicati dalla Regione Sardegna, rendendoli consultabili attraverso un’interfaccia cartografica semplice e intuitiva, senza dover navigare tra i vari portali istituzionali.

Ecco i pochi e semplici passaggi da seguire per consultare l’aggiornamento 2025 del PAI:

1. Accedi al Geoportale: Vai all’indirizzo www.urbismap.com ed effettua l’accesso con le tue credenziali oppure, se non hai ancora un account, registrati al Geoportale.
La consultazione base dei piani è disponibile anche con un profilo gratuito, ma puoi scegliere il piano più adatto alle tue esigenze.

2. Vai nella sezione “Dati territoriali” : Dal menù principale della piattaforma seleziona la sezione Dati territoriali e, tramite la barra in alto, ricerca la voce  “PAI Sardegna”.

Seleziona ora quale Piano visualizzare, scegliendo tra: 

  • PAI Sardegna – Mappa del danno potenziale (PAI_PGRA) – Rev. 2025
  • PAI Sardegna – Mappa del pericolo geomorfologico (PAI_PGRA) – Rev. 2025
  • PAI Sardegna – Mappa del pericolo idraulico (PAI_PGRA_PSFF) – Rev 2025
  • PAI Sardegna – Mappa del rischio geomorfologico (PAI_PGRA) – Rev. 2025
  • PAI Sardegna – Mappa del rischio idraulico (PAI_PGRA) – Rev. 2025

Una volta selezionato, il layer si sovrapporrà automaticamente alla mappa di sfondo. 

3. Individua l’area di interesse: Utilizza ora la barra di ricerca dedicata per digitare l’indirizzo, il Comune o le coordinate del terreno o dell’immobile che vuoi verificare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del Piano.

4. Consulta il dettaglio delle classi di pericolosità: Il sistema aprirà adesso in automatico un pannello informativo con la classe di pericolosità o di rischio (idraulica, da frana o del danno potenziale), i riferimenti normativi e tutti i dati territoriali che riguardano il punto consultato.

5. Scarica o esporta i dati: Per chi ha bisogno di produrre un certificato o un report tecnico, il Geoportale consente di generare in autonomia la documentazione utile a supporto di pratiche edilizie, urbanistiche o compravendite, con i riferimenti aggiornati al nuovo rilascio.

NB: queste ultime funzioni sono riservate a chi possiede un abbonamento Premium o Premium PA. 

Un aggiornamento che si inserisce in un percorso pluriennale

Il PAI non è uno strumento statico: viene rivisto periodicamente attraverso varianti generali e aggiornamenti puntuali, in base ai nuovi studi idrogeologici e agli eventi meteorologici che nel tempo modificano la conoscenza del territorio.

I rilasci precedenti risalgono al dicembre 2022 e al dicembre 2023, quando furono pubblicati i primi layer vettoriali unificati che assemblavano, tramite un processo di mosaicatura, le perimetrazioni del PAI storico, del PSFF e degli scenari strategici del PGRA.

L’aggiornamento 2025 rappresenta quindi un ulteriore passo di questo percorso di affinamento continuo, reso possibile dal lavoro dell’Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna e dall’Autorità di Bacino, che periodicamente rendono disponibili sul Geoportale regionali i nuovi dati validati.

Per chi opera nel settore tecnico ed edilizio, questo significa che affidarsi a una piattaforma come UrbisMap, che recepisce tempestivamente ogni nuovo rilascio ufficiale, consente di lavorare sempre sulla base cartografica più recente, riducendo il rischio di basare una pratica o una valutazione su dati ormai superati.

In sintesi, l’aggiornamento 2025 del PAI segna un momento importante per la pianificazione territoriale in Sardegna, in quanto completa il quadro conoscitivo del rischio da frana su tutto il territorio regionale. 

Grazie all’integrazione di questi dati nel Geoportale UrbisMap, professionisti, Enti e privati cittadini possono continuare a consultare in modo semplice, veloce e sempre aggiornato le mappe di pericolosità e rischio, senza dover cercare informazioni disperse tra portali diversi. 

Scopri tutti gli aggiornamenti 2025 del PAI: ti aspettiamo su UrbisMap!

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Aggiornamenti del Geoportale UrbisMap: scopri la nuova sezione e la versione 4.2.0

Nel nostro costante impegno di offrire a professionisti, Pubblica Amministrazione e cittadini uno strumento sempre più completo, preciso e facile da usare, abbiamo introdotto un’importante novità. 

Se di recente hai effettuato l’accesso al webgis, avrai notato che seguire tutti gli aggiornamenti del Geoportale UrbisMap è diventato ancora più semplice grazie a una nuova sezione interamente dedicata.

Il nostro Geoportale ha fatto un ulteriore salto evolutivo passando a un vero e proprio sistema a versioni rilasciate. L’ultima release ufficiale è la versione 4.2.0, che racchiude un pacchetto ricco di nuove funzionalità, strumenti cartografici e servizi digitali integrati.

Ma dove si trovano tutte queste funzionalità all’interno del webgis? E come puoi rimanere sempre aggiornato su ciò che viene aggiunto sulla piattaforma? 

In questo articolo ti guideremo alla scoperta della nuova sezione “Novità”.

Come trovare e consultare la nuova sezione aggiornamenti del Geoportale UrbisMap

Accedere alla cronologia dei rilasci e verificare quali funzioni sono state introdotte è facilissimo e richiede pochissimi passaggi:

1. Apri il Geoportale: vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi al webgis.

2. Apri il profilo utente: clicca sull’icona del tuo profilo per aprire il menù a comparsa.

3.Seleziona la voce Novità:  All’interno del menù profilo utente, sotto la categoria Supporto clicca sul pulsante “Novità”.

4. Esplora il changelog completo: Si aprirà ora una scheda dedicata che raccoglie la cronologia di tutti i rilasci e i dettagli sui cambiamenti e le novità del Geoportale.

Nota utile: ogni volta che UrbisMap pubblica un aggiornamento significativo o passa a una nuova versione, questa interfaccia viene evidenziata o mostrata all’utente, permettendoti di conoscere subito le nuove possibilità operative a tua disposizione.

Cosa contiene la sezione Novità e come è organizzata

La sezione novità è pensata come un vero e proprio registro storico (changelog) dell’evoluzione di UrbisMap.

All’interno della scheda trovi:

  • Numero di versione e nome: Ogni major release ha un identificativo chiaro ( la versione attuale, ad esempio, è v4.2.0 Decò) e la data di rilascio.
  • Sintesi del release: una breve descrizione introduttiva che riassume il focus principale dell’aggiornamento.
  • Elenco dettagliato delle funzionalità: un elenco puntato e con icone intuitive che spiegano ogni singola aggiunta o miglioramento.
  • Cronologia delle versioni precedenti: scorrendo verso il basso, puoi ripercorrere la storia della piattaforma, che mostra tutte le versioni passate e i sotto-aggiornamenti intermedi.

Gli aggiornamenti della nuova versione 4.2.0 Decò  

L’ultimo grande aggiornamento v4.2.0 porta con sé una serie di strumenti indispensabili per chi lavora quotidianamente con la cartografia, il catasto, la pianificazione urbanistica e la modulistica tecnica.

Ecco una panoramica dettagliata degli aggiornamenti apportati al Geoportale con la versione 4.2.0:

Nuova interfaccia Decò

Un restyling grafico e funzionale progettato sia per computer che per smartphone, ottimizzato per chi lavora sul campo con tablet o dispositivi mobili. La navigazione tra i livelli informativi è ora più fluida, rapida e intuitiva.

Nuova ricerca catastale

Permette di cercare nel catasto nazionale attraverso i dati catastali o le persone e raggiungere immediatamente l’immobile o il terreno desiderato sulla mappa.

Ricerca su coordinate

Inquadra la mappa sulle coordinate inserite, anche in gradi, minuti e secondi.

Visure ed estratti online

Il Geoportale permette di richiedere e acquistare direttamente sulla piattaforma visure catastali, estratti di mappa e documenti ufficiali, ricevendo il materiale direttamente nell’area personale in pochi secondi. 

Legenda con priorità

Legenda ordinata per priorità con il titolo del piano, aggiornata al cambio piano.

Preferenze sui cookie

Un controllo privacy migliorato: scegli quali cookie autorizzare e modifica in qualsiasi momento le tue preferenze.

Servizi API per professionisti 

Gli utenti abilitati possono consultare dati urbanistici e catastali dai propri strumenti, controllando l’utilizzo mensile.

Numeri civici ANNCSU

Consultazione completa e gestione  dei numeri civici ufficiali collegati all’Archivio Nazionale dei Numeri civici e delle Strade Urbane.

In sintesi, la sezione Novità nasce per offrire la massima trasparenza su tutti gli aggiornamenti del Geoportale UrbisMap che portiamo avanti ogni giorno.

Grazie alla gestione a versioni, saprai sempre con precisione quando viene introdotta una nuova funzione e come utilizzarla al meglio per le tue analisi territoriali.

Scopri la nuova sezione del Geoportale e tutte le funzionalità della versione 4.2.0: ti aspettiamo su UrbisMap!

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Adottato il nuovo PUC di Cagliari: novità normative e consultazione online su UrbisMap

La pianificazione urbanistica della città di Cagliari segna uno snodo storico e fondamentale con l’adozione del nuovo PUC di Cagliari (Piano Urbanistico Comunale) da parte del Consiglio Comunale e la contestuale pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna (BURAS).

Il nuovo strumento risponde sia ai necessari adeguamenti verso la normativa sovraordinata, come il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), sia alla stringente necessità di guidare la transizione ecologica, la rigenerazione urbana e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Oggi tutte le mappe, i vincoli e le destinazioni d’uso stabiliti dal nuovo PUC di Cagliari sono accessibili in modalità dinamica sul Geoportale UrbisMap, consentendo a professionisti del settore tecnico, imprese e cittadini di consultare gratuitamente e in tempo reale la disciplina del territorio di Cagliari.

Nell’articolo di oggi analizzeremo l’impianto strategico del piano, la riorganizzazione delle zone urbane e le modalità per navigare tutti i dati direttamente su mappa.

I principi strategici del nuovo PUC di Cagliari

Il nuovo Piano Urbanistico Comunale di Cagliari nasce dall’esigenza di superare un modello di espansione territoriale incentrato sulla crescita quantitativa, orientando le scelte future verso il recupero della città esistente, la tutela dell’ambiente e la gestione dei rischi territoriali.

Le Norme Tecniche di Attuazione recepiscono i principi stabiliti dalla legge urbanistica regionale (L.R. 45/1989), fissando direttive precise per lo sviluppo cittadino.

I cardini strategici del PUC di Cagliari si sviluppano su cinque direttrici prioritarie:

1. Consumo di suolo pari a zero e rigenerazione urbana

Viene data priorità assoluta al recupero del patrimonio edilizio degradato, alla ristrutturazione dei comparti abbandonati e al riuso dei vuoti urbani, evitando nuove espansioni su suolo agricolo o naturale .

2. Adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione dei rischi

Il piano integra mappe di pericolosità legate all’innalzamento del livello del mare, al rischio di allagamento da eventi meteorologici estremi e alle isole di calore umane, coordinandosi strettamente con la disciplina PAI.

3. Tutela del capitale naturale

Massima protezione per la linea di costa, i colli storici, il sistema delle zone umide (Parco di Molentargius e Laguna di Santa Gilla) e la rete del verde pubblico urbano.

4. Riqualificazione socio-urbanistica dei quartieri periferici

Attenzione mirata ad ambiti complessi quali Is Mirrionis, San Michele, Sant’Avendrace e Pirri attraverso programmi di intervento e progetti guida dedicati.

5. Introduzione di strumenti perequativi avanzati

Viene regolamentata la flessibilità attuativa attraverso crediti volumetrici, compensazioni e diritti edificatori iscrivibili in un apposito registro comunale.

La struttura del piano: la tripartizione dei quadri

In armonia con la Legge Regionale n.45/1989, l’impianto documentale del PUC di Cagliari si articola in tre grandi sezioni conoscitive e prescrittive:

Quadro delle Conoscenze (QC)

Raccoglie il patrimonio illustrativo e ricognitivo dello stato dei luoghi. Comprende le analisi di contesto socio-economico, la mappa dei vincoli paesaggistici e ambientali, lo Studio di Assetto Idrogeologico (PAI) stilato con modellistica idraulica bidimensionale, i rilievi geologici e il censimento dei sistemi di mobilità e trasporto.

Quadro Interpretativo (QI)

Rappresenta l’anello di congiunzione tra l’analisi e la fase progettuale. 

Include gli studi demografici sui fabbisogni abitativi e di servizi, le mappe della vulnerabilità climatica e i primi schemi concettuali per la definizione dei grandi ambiti di trasformazione.

Quadro Progettuale (QP)

Costituisce l’insieme degli atti aventi valore vincolante e prescrittivo. È composto dalle Norme Tecniche di Attuazione, dal Regolamento Edilizio, dalle Tavole di Zonizzazione, dall’Atlante dei Quartieri, dal Piano del Verde e dai documenti di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e VincA.

Nel Quadro Progettuale trovano spazio anche i Progetti Guida, ovvero approfondimenti strategici dedicati ad aree di grande rilevanza cittadina.

Tra questi spiccano gli interventi per la valorizzazione del Fronte Mare (Poetto, Sant’elia, Su Siccu, via Roma e Molo Ichnusa), la tutela delle zone umide di Santa Gilla e Molentargius, la rigenerazione di Tuvixeddu e dei beni culturali, e gli interventi per la Municipalità di Pirri (compresi i comparti di Terramaini e Barracca Manna).

La nuova riorganizzazione delle Zone B (tessuto urbano consolidato)

Le Norme Tecniche di Attuazione del PUC di Cagliari riorganizzano in modo puntuale le sottozone B di completamento e ristrutturazione residenziale, differenziandole in base al valore storico e compositivo del tessuto edilizio:

Prime espansioni della Città Nuova (PE)

–  Sottozona B-C (conservazione): Si applica ai tessuti dotati di omogeneità architettonica o di valore storico. Gli interventi ammessi sono orientati al risanamento, al restauro e alla ristrutturazione edilizia conservativa, con l’obbligo di tutelare sagoma, prospetti ed elementi decorativi originari.

– Sottozona B-R (riqualificazione): Riguarda quartieri disomogenei con la presenza di fabbricati stratificati di epoche diverse. In questo ambito sono consentiti interventi più incisivi, compresa la demolizione e ricostruzione, nel rispetto delle regole di composizione dell’isolato.

Successive Espansioni (SE)

– Sottozona B-ADR (ambiti con disegno riconoscibile): Identifica i tessuti urbani realizzati a partire dalla prima metà del Novecento caratterizzati da impianti compositivi chiari (tessuti a cortina o quartieri giardino). La disciplina impone la tutela degli allineamenti e dell’impianto di lotto.

– Sottozona B-ARU (ambiti di rinnovamento urbano): Suddivisa in B-ARU 1 (finalizzata a interventi diretti o unitari di sostituzione e saturazione edilizia) e B-ARU 2 (destinata a Piani di Recupero e Programmi Integrati di Riordino Urbano volti a riqualificare interi isolati degradati o incompleti).

Compensazioni, Perequazione e Crediti Edificatori

Uno degli aspetti più innovativi della disciplina introdotta dalle NTA riguarda la gestione flessibile dei diritti edificatori, ideata per consentire l’attuazione delle opere pubbliche ed eliminare il degrado senza ricorrere a complessi processi espropriativi.

Registro dei diritti edificatori e compensazione (Art.15 NTA)

Il piano prevede l’avvio del Registro dei Diritti Edificatori, nel quale vengono catalogati i volumi edificatori generati dalla cessione gratuita al Comune di aree private destinate a verde, parcheggi o viabilità (compensazione urbanistica), nonché i diritti trasferiti da aree inedificabili a causa di vincoli paesaggistici o idrogeologici.

Trasferimenti volumetrici e premialità (Art.17 NTA)

Per favorire la delocalizzazione degli immobili costruiti in zone a rischio o di pregio ambientale, la normativa concede un credito volumetrico pari al volume dell’edificio demolito incrementato fino al 40%.

Questa premialità si applica agli interventi di demolizione svolti su:

  • Edifici situati in aree a pericolosità idrogeologica o idraulica elevata e molto elevata (zone Hi3/Hi4 o Hg3/Hg4 del PAI).
  • Fabbricati ricadenti all’interno di fasce di rispetto o tutela paesaggistica e archeologica.
  • Immobili situati in contesti necessari al completamento della rete o dei servizi pubblici di quartiere.

L’immobile originario deve essere integralmente demolito e l’area ceduta all’amministrazione, mentre la cubatura risultante (maggiorata della premialità) può essere recuperata ed edificata negli ambiti di atterraggio individuati dal piano.

Il regime transitorio di salvaguardia

Con l’adozione del nuovo Piano Urbanistico Comunale di Cagliari, scattano immediatamente le misure di salvaguardia ai sensi della normativa urbanistica nazionale e regionale (D.P.R. 380/2001 e L.R. 45/1989).

Durante la fase transitoria, compresa tra la data di adozione del piano e la sua approvazione definitiva, i titolari di interventi edilizi e gli uffici tecnici devono applicare il principio della doppia conformità. 

Qualsiasi intervento soggetto a titolo abilitativo (CILA,SCIA, PErmesso di Costruire) deve risultare contemporaneamente conforme sia alle prescrizioni del vecchio strumento urbanistico ancora operativamente vigente, sia alle nuove destinazioni d’uso e limitazioni introdotte dal PUC adottato.

In caso di contrasto tra i due strumenti, il Comune è tenuto a sospendere l’esame della pratica fino all’entrata in vigore definitiva delle nuove norme.

Come consultare il nuovo PUC di Cagliari online sul Geoportale UrbisMap

La consultazione della cartografia completa del Piano Urbanistico Comunale di Cagliari è facilmente accessibile a tutti (professionisti, PA e cittadini) e in modo diretto grazie al Geoportale UrbisMap.

La piattaforma consente di sovrapporre i livelli del piano alle banche dati catastali e paesaggistiche territoriali.

Per interrogare i dati sul Geoportale:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com da qualsiasi dispositivo desktop o mobile, e accedi oppure registrati al Geoportale.

2. Ricerca il Comune di Cagliari utilizzando l’apposita barra, navigando direttamente sulla mappa oppure inserendo l’indirizzo specifico o i riferimenti catastali per essere reindirizzato esattamente sul punto di interesse.

3. Una volta individuata l’area di interesse, effettua un semplice clic sul punto della mappa , sul fabbricato o sulla particella. Il sistema seleziona l’immobile evidenziando i confini e aprendo automaticamente il pannello “Dati territoriali”.

4. Qui potrai consultare la stratificazione informativa associata a quell’esatto punto (dati catastali con foglio e particella, visualizzazione della sottozona urbanistica omogenea, vincoli sovraordinati e altri piani).

5. Dallo stesso pannello puoi accedere direttamente alla documentazione normativa senza dover cercare tra cartelle esterne:

  • Download documenti ufficiali: dal riquadro del PUC di Cagliari, sotto la voce “Allegati piano”, clicca sulle icone dei documenti per aprire e scaricare direttamente i file PDF delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) e del Regolamento Edilizio con i rispettivi allegati. 
  • Lettura rapida degli Articoli: fai clic sugli articoli specifici richiamati nel pannello per aprire un cassetto informativo laterale che mostra il testo integrale della norma di attuazione applicabile a quella specifica zona

L’adozione del nuovo PUC di Cagliari rappresenta una svolta determinante per la pianificazione e il futuro sviluppo della città.

Superando le logiche di un’espansione territoriale quantitativa ormai insostenibile, il nuovo strumento traccia una direzione chiara e definita verso la rigenerazione della città costruita, l’azzeramento del consumo di suolo, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la valorizzazione del patrimonio naturale e storico-culturale del capoluogo sardo.

L’introduzione di dispositivi flessibili come le compensazioni urbanistiche, il Registro dei Diritti Edificatori e le premialità volumetriche legate alla delocalizzazione dalle aree a rischio idrogeologico fornisce a tecnici e amministratori strumenti operativi moderni ed efficaci per attuare le trasformazioni necessarie. 

Al contempo, il rigoroso regime di salvaguardia basato sulla doppia conformità garantisce una gestione ordinata ed equa durante l’intera fase di transizione verso l’approvazione definitiva del piano.

In questo quadro di profondo rinnovamento normativo, l’integrazione completa degli elaborati all’interno del Geoportale UrbisMap si rivela una risorsa di fondamentale importanza.

Abbattendo le barriere tra i complessi documenti tecnici e la loro reale applicazione sul territorio, UrbisMap trasforma la consultazione del PUC di Cagliari in un processo trasparente, immediato e accessibile a tutti, accompagnando la città e i suoi professionisti nella costruzione futura di Cagliari.

Link al piano: https://www.urbismap.com/cagliari

Esplora il nuovo PUC di Cagliari sul Geoportale UrbisMap per verificare sul campo le nuove previsioni e pianificare al meglio ogni futuro progetto edilizio. 

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