Dissesto idrogeologico: cause, impatto umano e prevenzione
Negli ultimi anni il territorio italiano è stato protagonista di un preoccupante aumento di eventi meteorologici estremi che hanno messo in luce la sua intrinseca fragilità.
Fenomeni come frane, alluvioni improvvise ed esondazioni sono diventati ricorrenti e spesso devastanti. Il dissesto idrogeologico, ovvero l’insieme dei processi morfologici che generano la degradazione del suolo, è un problema che non risparmia nessuna regione, interessando tutta l’Italia da nord a sud, senza eccezioni.
Per comprendere la gravità della situazione, basti pensare che tra il 1970 e il 2019, frane e inondazioni hanno causato 1.673 morti e oltre 320.000 evacuati. Tuttavia, i dati più recenti confermano che questa vulnerabilità è una condizione strutturale in peggioramento. Secondo l’ultimo rapporto ISPRA nel 2024, infatti, ben il 94,5% dei comuni italiani è a rischio di frana, alluvione, erosione costiera o valanghe.
In un contesto sempre più complesso e vulnerabile, disporre di strumenti aggiornati e affidabili per monitorare il rischio idrogeologico è di fondamentale importanza, non solo per i professionisti e le Pubbliche Amministrazioni, ma anche per ogni singolo cittadino.
dissesto iil Geoportale UrbisMap si propone come un alleato strategico, fornendo accesso facilitato e intuitivo a strumenti conoscitivi essenziali per la prevenzione del dissesto idrogeologico: la mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia.
Il quadro del dissesto idrogeologico in Italia: dati e impatti
L’Italia è naturalmente predisposta a questi eventi a causa delle sue caratteristiche morfologiche, litologiche e idrografiche.
Si conferma uno dei Paesi europei più esposti al rischio frane, con oltre 636.000 fenomeni censiti nell’inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (FFI).
L’esposizione al rischio è impressionante:
– Circa 5,7 milioni di abitanti sono a rischio frane, di cui 1,28 milioni risiedono in aree ad alta pericolosità (P3 e P4).
– Quasi 7 milioni di abitanti vivono in aree soggette ad alluvione.
– Oltre 2 milioni e 115 mila edifici e più di 727 mila imprese si trovano nelle aree più esposte al rischio idrogeologico.
– Si contano oltre 14.000 beni culturali esposti a rischio nelle aree a maggiore pericolosità da frana e quasi 34.000 beni culturali a rischio alluvioni nello scenario a pericolosità media.
Il quadro conoscitivo, migliorato grazie a studi più dettagliati delle Autorità di bacino distrettuali, ha portato a un aumento della superficie a pericolosità per frane dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) del 15% tra il 2021 e il 2024, raggiungendo i 69.500 chilometri quadrati, equivalenti al 23% del territorio nazionale.
Incrementi significativi sono stati rilevati in regioni come la Provincia Autonoma di Bolzano (+61,2%), Toscana (+52,8%), Sardegna (+29,4%) e Sicilia (+20,2%).
Il triennio 2022-2024 è stato particolarmente segnato da eventi idro-meteorologici di eccezionale intensità, tra cui le esondazioni nelle Marche (settembre 2022), le colate rapide di fango e detrito a Ischia (novembre 2022) e le alluvioni in Emilia Romagna (maggio 2023).
Le cause: clima e azioni umane
Il dissesto idrogeologico è un problema complesso che deriva dall’interazione di fattori fisici (morfologia e clima) e attività umane non sostenibili.
1. Cambiamenti climatici: l’emergenza climatica intensifica i fenomeni meteorologici estremi. L’incremento della frequenza delle piogge intense e concentrate determina un aumento delle frane superficiali, delle colate rapide di fango e detriti e delle “flash flood”, ovvero le piene rapide e improvvise.
2. Impatto antropico: l’espansione urbanistica non pianificata, spesso accompagnata da alti tassi di abusivismo edilizio, ha esposto inconsapevolmente ampie fasce di popolazione a rischio. Le principali cause legate all’azione umana includono:
- La cementificazione: riduce la permeabilità dei terreni, specialmente vicino ai corsi d’acqua, aggravando il rischio.
- La deforestazione e il disboscamento intensivo: la drastica riduzione della vegetazione e delle radici indebolisce i terreni, compromettendo la loro capacità di trattenere l’acqua e di resistere alle frane.
- L’intervento sui corsi d’acqua: deviare il percorso dei fiumi (spesso per scopi edilizi) o cementificare i loro letti aumenta la pericolosità.
Per contrastare questo fenomeno, strumenti come UrbisMap forniscono elementi chiave per la prevenzione e la mitigazione del rischio, promuovendo una strategia basata sulla conoscenza e la mappatura.
La mappa nazionale del dissesto idrogeologico
La mappa nazionale del dissesto idrogeologico è uno strumento conoscitivo essenziale. Si tratta di una base cartografica ufficiale curata dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) che integra rilievi nazionali con studi più dettagliati delle Autorità di Bacino Distrettuali.
Cosa fornisce la mappa
La mappa riporta le classi di pericolosità su tutto il territorio italiano in relazione a frane e alluvioni. Essa include anche gli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, imprese, beni culturali e immobili, oltre alle aree di attenzione (AA) che richiedono particolare tutela.
A cosa serve
Consultare la mappa nazionale del dissesto idrogeologico è cruciale prima di progettare qualsiasi opera o acquistare un immobile. Permette a tecnici e amministratori di pianificare gli interventi di mitigazione del rischio e di regolamentare l’uso del suolo con vincoli specifici.
La carta idrogeologica d’Italia
Parallelamente, la conoscenza delle acque sotterranee è una necessità strategica.
In Italia circa l’85% delle risorse idriche destinate al consumo umano scorre nel sottosuolo.
La carta idrogeologica d’Italia è la rappresentazione cartografica ufficiale di queste risorse. Realizzata da ISPRA in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e altri enti di ricerca, la nuova versione aggiornata del 2025, è il risultato di un importante lavoro di omogeneizzazione e aggiornamento che supera la cartografia nazionale risalente ai primi anni ‘80.
Quali informazioni restituisce
Consultando la carta idrogeologica d’Italia si ottiene un quadro completo del patrimonio idrico nascosto:
– Complessi idrogeologici: i gruppi di rocce con permeabilità simile.
– Produttività degli acquiferi: la capacità dell’acquifero di fornire acqua in modo sostenibile.
– Piezometria: linee isopieze che indicano la quota della superficie della falda e la direzione del flusso sotterraneo.
– Sorgenti e punti d’acqua: localizzazione delle sorgenti principali.
– Circolazione idrica: i limiti dei bacini idrogeologici e le direttrici del flusso.
Importanza strategica
La carta idrogeologica d’Italia è fondamentale per supportare la lotta alla siccità, prevenire i rischi di inquinamento e guidare la pianificazione territoriale per garantire uno sviluppo sostenibile, evitando interferenze con le risorse idriche.
Perché e come la consultazione di queste mappe aiuta a prevenire il dissesto idrogeologico
La prevenzione del dissesto idrogeologico si basa prima di tutto sulla conoscenza del territorio e sulla capacità di individuare con precisione le aree vulnerabili.
La mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia rappresentano strumenti indispensabili per anticipare le criticità e pianificare interventi efficaci.
La prima ci mostra dove il rischio di frane, alluvioni ed esondazioni è più elevato, grazie alla classificazione delle pericolosità.
La seconda consente di interpretare il comportamento delle acque sotterranee, individuando falde, acquiferi produttivi, aree di ricarica e terreni a diversa permeabilità: informazioni determinanti per valutare la stabilità dei suoli e l’evoluzione dei fenomeni idrogeologici.
Consultare entrambe le mappe permette di prevenire il dissesto idrogeologico, in quanto consente di riconoscere i fattori di rischio prima che si manifestino: edificare in zone meno vulnerabili, progettare opere di mitigazione calibrate sul contesto geologico e idrico, migliorare la gestione delle acque superficiali e sotterranee, evitare scelte urbanistiche che potrebbero aggravare la pericolosità.
Allo stesso tempo, anche cittadini e imprese possono trarne beneficio, verificando in autonomia la sicurezza del luogo in cui vivono o intendono investire.
Come consultare la mappa del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia su UrbisMap: guida passo passo
Il Geoportale UrbisMap è progettato per rendere le informazioni territoriali accessibili a tutti, anche a chi non ha una formazione tecnica.
Ecco una guida passo passo per consultare i dati del dissesto idrogeologico e della carta idrogeologica:
1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.
2. Vai ora nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce desiderata:
- “Mappa nazionale del dissesto idrogeologico – ISPRA” per la stabilità del suolo e i vincoli . Questa verrà visualizzata in sovrapposizione alla mappa di sfondo con colorazioni differenti che indicano le classi di pericolosità.

- “Carta idrogeologica d’Italia” per le acque sotterranee. Su UrbisMap questa carta è suddivisa in 3 tavole: Complesso Idrogeologico, Area Urbanizzata e Produttività Acquifero.



3. Ricerca tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura delle informazioni.
4. Dalla tab dati, la seconda del menu principale, potrai ora consultare tutte le informazioni territoriali, comprese quelle idrogeologiche, relative al punto cliccato (ad esempio: P2/pericolosità da frana media).
I vantaggi di UrbisMap: integrazione e affidabilità
Scegliere UrbisMap per la consultazione di questi dati ufficiali offre notevoli vantaggi:
– Piattaforma unica e integrata: il vero punto di forza di UrbisMap è l’integrazione. Il Geoportale permette di visualizzare contemporaneamente la Mappa del dissesto idrogeologico o la carta idrogeologica con altri strati informativi cruciali, come i piani regolatori comunali, i vincoli paesaggistici e ambientali, il catasto nazionale o la carta geologica d’Italia.
– Dati ufficiali e aggiornati: tutte le informazioni provengono da fonti ufficiali (come l’ISPRA) e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo la massima affidabilità del dato.
– Risparmio di tempo: si eliminano la necessità di scaricare file complessi o consultare portali separati.
– Accessibilità: il Geoportale è intuitivo e accessibile a tutti, facilitando la presa di decisioni consapevoli da parte di cittadini, professionisti, imprese e Pubbliche Amministrazioni.
In sintesi, la mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia sono strumenti fondamentali per affrontare le sfide della sicurezza territoriale e la prevenzione del dissesto idrogeologico. La loro consultazione, resa immediata e integrata da piattaforme come UrbisMap, permette a tutti gli utenti di prendere decisioni informate e di contribuire attivamente alla mitigazione del rischio.
Consulta subito la Mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la Carta idrogeologica d’Italia sul Geoportale UrbisMap!
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