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Fotovoltaico in centro storico: Sentenza Consiglio di Stato 2808/2025

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Negli ultimi anni l’installazione di impianti fotovoltaici nei centri storici è stata oggetto di un acceso dibattito, spesso diviso tra le esigenze di tutela paesaggistica e l’urgente necessità di promuovere la transizione energetica verso fonti rinnovabili.

Tale conflitto ha generato dubbi e incertezze per tecnici, amministrazioni e cittadini, rendendo complicate le procedure autorizzative per interventi che, sebbene a basso impatto ambientale in termini di produzione energetica, possono sollevare questioni estetiche e di compatibilità con contesti di pregio storico-artistico.

In questo scenario, la recente sentenza del Consiglio di Stato 2808/2025 si configura come un punto di svolta, offrendo nuove linee guida e un’interpretazione chiara delle normative vigenti. 

Nell’articolo di oggi analizziamo insieme il caso studio che ha portato a questa decisione e come strumenti come UrbisMap possono supportare il rispetto e l’applicazione di tali principi.

Il caso studio: fotovoltaico in centro storico a Firenze

Il caso esaminato dal Consiglio di Stato riguarda l’appello presentato da due privati cittadini contro il diniego di autorizzazione paesaggistica per l’installazione di impianti fotovoltaici su un fabbricato del Comune di Firenze.

L’edificio in questione è situato all’interno dei “centri storici minori/borghi storici (Zona A)” del regolamento urbanistico comunale, con classificazione “Tessuto Storico o storicizzato prevalentemente seriale-spazio aperto”. Inoltre l’area è soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto ministeriale 23/12/1952, relativo al “Massiccio di Monte Morello”. In più, la Soprintendenza ha evidenziato che l’area rientra nella Buffer Zone del sito UNESCO “Ville e Giardini Medicei di Toscana”, rafforzando i livelli di tutela esistenti.

Inizialmente, la Commissione locale per il paesaggio aveva espresso un parere favorevole condizionato, richiedendo l’integrazione e l’armonizzazione cromatica dei pannelli al manto di copertura. Tuttavia, la Soprintendenza aveva dato un parere vincolante negativo per la parte fotovoltaica del progetto iniziale, giudicandolo un elemento estraneo e non compatibile con il contesto storico e paesaggistico.

Successivamente i richiedenti hanno presentato una nuova istanza semplificata con una soluzione progettuale diversa, che prevedeva pannelli rosso mattone, integrati al manto di copertura e conformi alle prescrizioni iniziali della Commissione. 

Nonostante queste modifiche, la Commissione per il paesaggio e il Comune di Firenze hanno rigettato la nuova richiesta, basandosi però sul parere negativo espresso dalla Soprintendenza in relazione al progetto precedente e ormai superato.

Le ragioni del diniego e il ricorso al TAR

Il diniego iniziale e la sua conferma da parte del Comune di Firenze, si fondavano principalmente sui pareri negativi della Commissione per il Paesaggio e della Soprintendenza, che consideravano l’intervento incompatibile con il contesto paesaggistico per “quantità, visibilità e mancanza di qualunque elemento di mitigazione ambientale”.

Il Comune avrebbe fondato il diniego su pareri relativi a una soluzione progettuale precedente e differente da quella oggetto degli atti richiamati e la motivazione sarebbe risultata “del tutto apparente, carente e stereotipata”. 

È stata contestata la mancanza di un dissenso costruttivo, di indicazioni quali-quantitative sull’incongruenza della soluzione proposta e  di una valutazione comparativa tra le caratteristiche dell’intervento e le prescrizioni di vincolo.

Gli istanti hanno impugnato il diniego davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (T.a.r.) per la Toscana, ma il T.a.r. ha respinto il ricorso, ritenendo adeguatamente motivati i pareri della Soprintendenza e della Commissione per il Paesaggio e portando i cittadini a ricorrere al Consiglio di Stato.

La sentenza del Consiglio di Stato

Con la sentenza 2808/2025 il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e riformato la sentenza di primo grado, annullando gli atti impugnati,  riconoscendo la fondatezza delle argomentazioni dei ricorrenti e stabilendo un nuovo approccio per l’installazione di pannelli fotovoltaici in zone storiche e vincolate.

La decisione del Consiglio si fonda su diverse motivazioni fondamentali:

1. Deficit istruttorio e travisamento dei fatti: l’amministrazione ha negato la richiesta basandosi su un progetto precedente e ormai superato, senza valutare adeguatamente la nuova soluzione progettuale proposta.

2. Carenza di motivazione e dissenso costruttivo: la motivazione del diniego è stata giudicata carente. L’amministrazione non si è fatta carico di svolgere un adeguato contemperamento dell’interesse pubblico alla tutela del paesaggio con l’interesse pubblico volto all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili. È mancato inoltre il cosiddetto “dissenso costruttivo”, previsto invece in caso di esito negativo, come stabilito dall’articolo 11, comma 6 del D.P.R. n.31 del 2017. 

3. Nuova interpretazione estetica: l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti non deve più essere automaticamente considerata un elemento di disturbo visivo. Con la sentenza 2808/2025 non è più possibile applicare categorie estetiche tradizionali che li qualificherebbero inevitabilmente come intrusioni. 

4. Valutazione caso per caso:  la compatibilità dei pannelli con il contesto paesaggistico deve essere esaminata caso per caso, ponendo l’attenzione sulle modalità di integrazione nell’edificio e nell’ambiente circostante.

5. Requisiti di mitigazione dell’impatto: le autorizzazioni possono essere concesse se l’impatto visivo è minimizzato. Questo include l’integrazione dei pannelli nel manto di copertura, l’uso di colori armonizzati e una disposizione che non alteri la sagoma degli edifici e che non sia visibile da spazi pubblici o da punti panoramici.

6. Opere di pubblica utilità: gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sono qualificati come opere di pubblica utilità, il che richiede motivazioni particolarmente stringenti per un eventuale diniego. Il divieto assoluto è ammesso solo nelle “aree non idonee” individuate dalla Regione, mentre negli altri casi la compatibilità va esaminata individualmente. 

7. Procedura semplificata: il Consiglio di Stato ha inoltre confermato la correttezza della procedura semplificata adottata dagli appellanti, in quanto per casi come questo non è richiesto il parere preliminare della Soprintendenza se l’amministrazione competente si orienta negativamente sull’istanza.

In sintesi, il Consiglio di Stato ha evidenziato che il diniego all’installazione di impianti fotovoltaici, anche in zone vincolate, deve essere specificamente e adeguatamente motivato, prendendo in considerazione le soluzioni progettuali attuali e l’obiettivo pubblico di incentivare l’utilizzo di energie rinnovabili.

L’installazione non deve automaticamente essere considerata un disturbo, ma la sua compatibilità va valutata caso per caso, con particolare attenzione all’integrazione architettonica e alla minimizzazione dell’impatto visivo.

Implicazioni per l’installazione del fotovoltaico nei centri storici

La sentenza 2808/2025 del Consiglio di Stato porta con sé importanti implicazioni.

Essa stabilisce che, pur in presenza di vincoli paesaggistici, l‘installazione di impianti fotovoltaici possono essere comunque autorizzate, a condizione che l’impatto visivo sia minimizzato e che le soluzioni progettuali adottino elementi come pannelli di colori integrati, materiali che si armonizzino con l’ambiente circostante e che non alterino la sagoma dell’edificio. 

È chiaro, dunque, l’invito ai progettisti a operare in modo responsabile, bilanciando innovazione e conservazione.

UrbisMap: uno strumento indispensabile per la consultazione della normativa

La complessità delle normative, dei vincoli paesaggistici e la necessità di una valutazione caso per caso, rendono fondamentale per tecnici, amministrazioni e cittadini avere accesso a informazioni chiare e aggiornate per capire cosa è consentito in una determinata zona.

Qui entra in gioco UrbisMap, un Geoportale nazionale che si propone come soluzione per consultare velocemente e in qualsiasi momento, piani urbanistici, dati catastali, vincoli e normative territoriali di tutta Italia.

UrbisMap permette di:

– Accedere in modo semplice e immediato alle mappe dei vincoli paesaggistici, urbanistici e ambientali.

– Verificare se un edificio di trova in un’area soggetta a tutela o in una zona non idonea all’installazione di impianti fotovoltaici.

– Consultare in modo intuitivo la normativa vigente, senza dover ricorrere a complicate e lunghe ricerche nei testi legislativi. 

– Facilitare la comunicazione tra cittadini, professionisti e amministrazioni, riducendo i margini di errore nelle richieste di autorizzazione.

Come consultare la mappa dei siti non idonei all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili e la normativa vigente

Vediamo insieme, passo passo, come consultare la mappa dei siti non idonei all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili sul Geoportale UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “siti non idonei all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale.

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare, cliccaci sopra per geolocalizzarti e verifica se fa parte dei siti non idonei all’installazione.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato, compresa tutta la normativa vigente. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

UrbisMap si caratterizza per la sua interfaccia semplice e intuitiva. Non occorre avere competenze tecniche particolari per poterlo utilizzarle: in pochi clic chiunque può ottenere le informazioni territoriali desiderate. 

Un altro grande vantaggio è la completezza delle informazioni fornite che provengono da fonti ufficiali e sono costantemente soggette a monitoraggio e aggiornamento, garantendo così l’affidabilità del dato.

Per concludere, la sentenza del Consiglio di Stato 2808/2025 rappresenta un passo significativo verso l’integrazione delle energie rinnovabili nel patrimonio architettonico e paesaggistico italiano. 

Riconoscendo l’obiettivo di interesse nazionale della produzione energetica da fonti rinnovabili, impone alle amministrazioni un onere motivazionale più stringente per i dinieghi, richiedendo una valutazione caso per caso basata sull’effettiva integrazione e minimizzazione dell’impatto visivo. 

All’interno di questo contesto normativo in evoluzione, strumenti come UrbisMap diventano essenziali per tecnici, amministrazioni e cittadini, in quanto offre la capacità di consultare rapidamente e affidabilmente la normativa vigente e i vincoli territoriali, consentendo di progettare installazioni di impianti fotovoltaici in modo consapevole e conforme, facilitando così la transizione energetica senza compromettere il valore del patrimonio storico. 

Verifica subito la normativa vigente e le zone idonee all’installazione di impianti fotovoltaici su UrbisMap!

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