Salva Casa Sardegna: ultimi aggiornamenti sulla L.R. 18/2025
Il panorama urbanistico sardo ha vissuto mesi di profonda trasformazione a partire dal 19 giugno 2025, data in cui la Legge Regionale 18/2025 è entrata ufficialmente in vigore, segnando il recepimento del decreto nazionale Salva Casa Sardegna.
In questo precedente articolo avevamo già delineato le prime basi di questa riforma, ma le novità emerse nei mesi successivi hanno reso il quadro normativo un terreno di scontro istituzionale e, al contempo, un’opportunità di chiarimento tecnico senza precedenti per professionisti e cittadini.
L’impugnazione del 5 agosto 2025: la Sardegna davanti alla Corte Costituzionale
La notizia di maggior rilievo, successiva alla pubblicazione della legge, è senza dubbio l’impugnativa del Consiglio dei Ministri del 5 agosto 2025.
Nonostante la Regione avesse agito con l’intento di semplificare le procedure, il Governo nazionale ha contestato la scelta sarda di recepire il Salva Casa in modo selettivo.
Il punto di rottura principale riguarda i requisiti dimensionali minimi degli alloggi. Mentre la norma nazionale ha ridotto la superficie minima dei monolocali a 20 mq, la Giunta Todde ha fermamente mantenuto il limite di 28 mq e 38 mq per due persone, sostenendo che tali soglie garantiscono una maggiore “dignità abitativa” e proteggono la Sardegna da speculazioni edilizie.
Il Governo ha ritenuto che questa deroga eccede le competenze statutarie, violando il principio di uniformità dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) su tutto il territorio nazionale.
L’Assessore Spanedda ha difeso la legge, sottolineando che la Sardegna esercita una competenza primaria in materia di urbanistica ed edilizia sancita dallo Statuto Speciale,
Ad oggi, la comunità tecnica resta in attesa del pronunciamento definitivo della Corte Costituzionale, vivendo una fase di incertezza applicativa su questi specifici parametri.
Semplificazione e tolleranza: il riallineamento delle definizioni
Oltre alle dispute politiche , tra luglio e novembre 2025 sono stati pubblicati importanti aggiornamenti tecnici.
Con l’Articolo 2 della L.R. 18/2025, la Regione ha operato un allineamento dinamico delle definizioni degli interventi edilizi a quelle nazionali del TUE (D.P.R. 380/2001).
Un’importante novità operativa riguarda la sanatoria volumetrica. La legge sarda permette ora di sanare volumi in eccedenza, ma con paletti precisi: per i fabbricati esistenti dal 24 maggio 2024, sono considerate difformità parziali, e quindi sanabili tramite accertamento di conformità semplificato ex Art. 36 bis, le esecuzioni di volumi o superfici coperte che non superino il 30% dei limiti di progetto.
Se la volumetria massima edificabile del lotto viene superata oltre queste soglie o oltre le capacità residue, la strada resta quella della demolizione.
In questo contesto, il Geoportale UrbisMap si rivela uno strumento fondamentale. Grazie alla possibilità di incrociare in tempo reale i dati del piano urbanistico comunale con la classificazione urbanistica dell’area, i tecnici possono verificare immediatamente se un immobile ricade in zone dove lo strumento attuativo è obbligatorio, riducendo drasticamente il rischio di presentare istanze di sanatoria destinate al rigetto.
Agibilità e fiscalizzazione: le precisazioni del Consiglio di Stato
Verso la fine del 2025 il dibattito si è spostato sugli effetti della fiscalizzazione degli abusi e sulla nuova Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA).
La sentenza del consiglio di Stato n.8904 del 13 novembre 2025 ha gelato molti entusiasmi, chiarendo che il pagamento di una sanzione pecuniaria sostitutiva alla demolizione (fiscalizzazione) non equivale a una sanatoria.
Essa “evita la ruspa” ma non rimuove l’illiceità dell’opera, né ripristina lo stato legittimo necessario per ottenere l’agibilità o per realizzare nuovi interventi.
Sul fronte dell’agibilità, l’Accordo in Conferenza Unificata del 30 luglio 2025 ha introdotto una modulistica aggiornata che recepisce le deroghe del Salva Casa.
In Sardegna, l’agibilità è ora un’attestazione tecnica resa mediante SCIA sotto la responsabilità del professionista.
Le deroghe sarde consentono un’altezza minima di 2,40 metri (anziché 2,70) per immobili con caratteristiche architettoniche tradizionali o realizzati legittimamente prima del maggio 2024. Tuttavia, la giurisprudenza del 2026 ribadisce che l’agibilità non è uno strumento sanante: essa presuppone che l’immobile sia già legittimamente realizzato e conforme ai titoli edilizi.
Salva Casa Sardegna: il ruolo strategico del Geoportale UrbisMap
Con la stratificazione di norme regionali (L.R. 23/1985 coordinata con la L.R. 18/2025), decreti nazionali e sentenze amministrative, la gestione di una pratica edilizia è diventata parecchio complessa.
UrbisMap risponde a questa complessità offrendo una piattaforma GIS in cloud che permette di:
1. Generare certificati di destinazione urbanistica (CDU) conformi alla L.R. 18/2025: il nuovo Art.19 della legge impone che per le zone C, D, F e G il CDU precisi esplicitamente l’esistenza o meno di uno strumento attuativo. UrbisMap automatizza questa verifica, integrando i dati del PUC direttamente del report.
2. Verificare lo stato legittimo: attraverso la consultazione storica dei dati catastali e dei piani urbanistici sovrapposti, il Geoportale aiuta a ricostruire la storia dell’immobile, passaggio obbligatorio per ogni asseverazione post Salva Casa.
3. Gestire la semplificazione paesaggistica: poiché la sanatoria è estesa anche alle aree vincolate (previo parere della Soprintendenza), UrbisMap consente di visualizzare i vincoli del PPR e del PAI su mappa, prevenendo abusi in zone protette.
4. Facilità di consultazione per i cittadini: i privati possono consultare in modo semplice i piani urbanistici, le norme e i dati catastali di immobili e terreni, verificando autonomamente la destinazione urbanistica di un’area prima di un acquisto. In più, possono scaricare un pratico report di destinazione urbanistica che raccoglie tutte le informazioni pertinenti, ponendoli in una posizione attiva e consapevole.
Grazie alla sua interfaccia intuitiva e alla completezza dei dati, il Geoportale UrbisMap si configura come un alleato molto importante nella prevenzione dell’abusivismo e nella semplificazione amministrativa.
Quindi, i vantaggi di utilizzare UrbisMap sono:
- Visualizzare in tempo reale la classificazione urbanistica di un’area
- Verificare la presenza di strumenti attuativi o piani approvati
- Esportare dati utili per la redazione di CDU ma anche di relazioni tecniche
- Ridurre i margini di errore nella compilazione e nella valutazione della documentazione edilizia.
Il Salva casa Sardegna non è più solo una promessa di semplificazione, ma un sistema normativo in piena evoluzione. Se da un lato l’accertamento di conformità semplificato per le parziali difformità apre nuove strade per la regolarizzazione, dall’altro il rigore richiesto ai tecnici è ai massimi storici.
Per i professionisti la sfida del 2026 risiede nella capacità di operare una netta distinzione tra ciò che è derogabile (requisiti igienico-sanitari entro certi limiti) e ciò che è inderogabile (sicurezza strutturale e legittimità edilizia sostanziale).
In questo groviglio complesso di disposizioni, l’utilizzo di strumenti digitali avanzati come il Geoportale UrbisMap garantisce l’accesso a dati certi, aggiornati e georeferenziati, minimizzando il rischio di contenziosi e assicurando la piena commerciabilità degli immobili.
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