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Misura 2.2.3 PNRR: digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione Europea nell’ambito dell’iniziativa Next Generation EU, rappresenta, come sappiamo, un’opportunità cruciale per modernizzare la Pubblica Amministrazione italiana.

Tra gli investimenti previsti, la Misura 2.2.3, denominata “Digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE”, gioca un ruolo fondamentale nel percorso di trasformazione digitale del Paese.

La Misura si concentra sulla digitalizzazione delle procedure amministrative relative agli sportelli unici per le attività produttive (SUAP), gli sportelli unici per l’edilizia (SUE) e agli sportelli unici per le attività produttive edilizie (SUAPE). 

La Misura 2.2.3 del PNRR

La Misura è un finanziamento destinato a Comuni, Unioni di Comuni ed Enti locali di tutto il territorio nazionale. Il suo obiettivo primario è quello di consentire a questi enti di adeguare e connettere le proprie componenti informatiche con le piattaforme SUAP e SUE, già attive per la propria regione.

Le domande di partecipazione sono state chiuse di recente e l’importo del finanziamento richiesto da ogni Ente è stato calcolato in base al cluster di appartenenza, determinato sulla base della popolazione di riferimento e delle componenti informatiche gestite dall’ente stesso. 

Obiettivo del progetto: interoperabilità e semplificazione

L’obiettivo centrale della Misura 2.2.3, come accennato poco sopra, è la realizzazione di un ecosistema digitale ed interoperabile per lo svolgimento delle procedure amministrative concernenti lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) e lo sportello unico per l’edilizia (SUE).

Questo processo si inserisce nel più ampio contesto della promozione dell’utilizzo di nuove tecnologie da parte delle Pubbliche Amministrazioni, anche attraverso la standardizzazione dei processi.

Gli Sportelli Unici (SUAP, SUE e SUAPE) rappresentano il punto di contatto cruciale per imprese, professionisti e cittadini con la Pubblica Amministrazione. Sono strumenti che semplificano e velocizzano l’interazione tra le parti coinvolte, centralizzando e digitalizzando le pratiche relative, rispettivamente, alle attività produttive e alla gestione delle pratiche edilizie per raggiungere una gestione semplificata e automatizzata. Nel tempo, tuttavia, questi sportelli non hanno funzionato pienamente. Le cause principali includono la disomogeneità dei punti di contatto con i cittadini e, soprattutto, la frammentazione dei soggetti pubblici che intervengono nelle procedure e la mancanza di interoperabilità nei processi interni, in particolare nei flussi di scambio con gli enti terzi.

Il progetto PNRR si propone di superare queste criticità e di raggiungere la completa interoperabilità tra i sistemi informatici delle diverse amministrazioni coinvolte. 

Questo è fondamentale per garantire una riduzione sostanziale dei tempi e offrire servizi più efficienti sia ai cittadini che alle imprese.

Comuni beneficiari: cosa si può fare con i fondi? 

I Comuni che hanno ottenuto il finanziamento hanno ora la possibilità di impegnare i fondi ricevuti, destinati esclusivamente all’adeguamento tecnologico delle piattaforme SUAP e SUE e realizzare gli interventi necessari a rendere le proprie piattaforme conformi alle nuove Specifiche Tecniche di interoperabilità.

I fondi possono essere investiti per:

– Adeguare il proprio sistema informatico per renderlo conforme alle specifiche tecniche.

– Aderire a un sistema fornito da un soggetto aggregatore.

– Utilizzare la piattaforma informatica nazionale

UrbisMap: un partner per l’interoperabilità SUAPE e SUAP

Per gli Enti che desiderano utilizzare efficacemente i fondi della Misura 2.2.3 per potenziare l’interoperabilità dei propri Sportelli Unici, è fondamentale avvalersi di soluzioni tecnologiche e competenze specialistiche in grado di rispondere alle nuove specifiche tecniche.

UrbisMap offre applicativi e software specifici che soddisfano i requisiti tecnici dettati dalla Misura. Uno dei servizi chiave offerti da UrbisMap, particolarmente rilevante nel contesto di questa Misura, è lo sviluppo di sistemi di interoperabilità per l’Ente.

Questi sistemi permettono al Geoportale e ai dati in esso contenuti di comunicare con altri software, piattaforme e i principali portali istituzionali (come SUAPE, SUAP e SUE). 

L’obiettivo principale di questa funzionalità è incrementare l’accessibilità al dato, semplificare i procedimenti e abbattere la burocrazia. 

Attivando l’interoperabilità con lo sportello regionale SUAPE, per esempio, UrbisMap consente ai Comuni di ricercare, consultare e scaricare le pratiche presenti sullo sportello regionale direttamente dal Geoportale, all’interno del quale vengono georeferenziate. 

Questo significa che l’Ente può visualizzare la localizzazione delle pratiche SUAPE sulla mappa del territorio comunale gestita tramite UrbisMap e di raccogliere tutta la documentazione edilizia, commerciale e urbanistica all’interno di un unico sistema.

Investire nell’interoperabilità SUAP/SUAPE tramite partner come UrbisMap non solo permette di rispettare gli obblighi imposti dalla Misura 2.2.3 del PNRR, ma contribuisce attivamente a costruire l’ecosistema digitale descritto nel Piano Triennale della PA, rendendo i servizi pubblici più accessibili, efficienti e trasparenti per cittadini e imprese.

In sintesi, UrbisMAp fornisce applicativi e software in grado di soddisfare le richieste e le specifiche tecniche dettate dalla Misura 2.2.3, garantendo l’esecuzione dei lavori entro i 270 giorni previsti dal bando. 

La digitalizzazione e l’interoperabilità dei SUAP, SUAPE e SUE non sono solo un adempimento normativo o un progetto tecnologico, ma un passo fondamentale verso una PA più vicina, efficiente e capace di sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio, offrendo servizi semplici, veloci e accessibili a tutti.

Vuoi impegnare i fondi della Misura 2.2.3 per la digitalizzazione degli sportelli unici con UrbisMap? Contattaci utilizzando il form qui sotto e decideremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Comune!

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Servizio digitalizzazione archivi comunali UrbisMap: soluzioni per PA

Negli ultimi anni la questione “digitalizzazione archivi comunali” è diventata una necessità sempre più urgente per gli Enti pubblici in Italia, strettamente legata agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione.

Oggi, molti Comuni si trovano ancora a dover gestire archivi cartacei ingombranti, spesso conservati in spazi non idonei e difficili da consultare.

In questo contesto UrbisMap si propone come partner strategico per aiutare le Pubbliche Amministrazioni nella digitalizzazione degli archivi cartacei e scansione delle pratiche edilizie, offrendo un servizio completo che parte dal riordino iniziale dell’archivio, fino alla creazione di fascicoli edilizi consultabili su mappa.

Perché digitalizzare gli archivi comunali?

Gli archivi comunali contengono decenni di documenti cartacei che rappresentano la memoria amministrativa e tecnica del territorio. Tuttavia, l’utilizzo esclusivo della carta comporta diverse criticità:

-Tempi lunghi di ricerca e consultazione

-Alto rischio di deterioramento, perdita o danneggiamento dei documenti

-Costi elevati per la gestione fisica e lo spazio di archiviazione

-Scarsa efficienza nei procedimenti amministrativi, come dimostrato dall’impatto del Superbonus 110%, che ha generato una grossa mole di richieste di accesso agli atti spesso ingestibili da parte degli uffici comunali.

Gli archivi cartacei, ad oggi, rappresentano quindi un ostacolo rilevante per l’efficienza degli uffici tecnici, rendendo la digitalizzazione una necessità.

Il servizio di digitalizzazione degli archivi di UrbisMap: una soluzione completa e flessibile

UrbisMap offre a Enti e Pubbliche Amministrazioni un servizio di digitalizzazione archivi comunali completo e personalizzabile in base alle proprie esigenze.

Il processo è suddiviso in diverse fasi operative, interamente gestite da personale specializzato, in conformità con le normative archivistiche e nel rispetto delle procedure autorizzative previste.

Vediamole insieme:

1. Sopralluogo tecnico e analisi dell’archivio

Il primo passo è organizzare un sopralluogo presso la sede dell’Ente, durante la quale viene valutato lo stato di conservazione del fondo archivistico, la quantità e la tipologia della documentazione presente. Questa fase è essenziale per definire un piano operativo su misura. 

2. Redazione del progetto e autorizzazione

A seguito del sopralluogo, l’archivista, figura fondamentale per tutto il processo di digitalizzazione della banca dati, prepara un progetto di riordino (obbligatorio per ogni Ente) e digitalizzazione dell’archivio che dovrà essere presentato e approvato dalla Soprintendenza Archivistica. 

Il progetto include:

– La schedatura di tutti i documenti presenti nell’archivio per conoscere ciò che è effettivamente contenuto all’interno delle pratiche

– Il riordino delle pratiche in base alla struttura originaria di produzione

– L’etichettatura dei faldoni con codici univoci, che verranno poi riportati nel file digitale dell’archivio.

L’autorizzazione della Soprintendenza è un passaggio necessario e molto importante, che garantisce la correttezza del processo e la tutela del patrimonio documentale.

3. Riordino e schedatura dell’archivio

Una volta approvato il progetto, l’archivio viene schedato e riordinato fisicamente. L’archivista cataloga i documenti e predispone l’archivio alla fase di scansione. Questo passaggio può essere effettuato presso la sede dell’Ente o direttamente presso quella di UrbisMap.

4. Scansione e digitalizzazione delle pratiche

Tutta la documentazione dell’archivio viene trasferita nella sede di UrbisMap e viene sottoposta alla fase di scansione in alta risoluzione, grazie all’utilizzo di dispositivi professionali che preservano ogni dettaglio del documento cartaceo.

Successivamente le pratiche vengono metadatate e archiviate digitalmente in cloud certificati, permettendo di riprodurre fedelmente in digitale tutte le informazioni che descrivono e contestualizzano ogni documento.

5. Restituzione della documentazione cartacea

Terminata la fase di scansione, tutta la documentazione cartacea originale viene restituita all’Ente di appartenenza, sempre con preliminare autorizzazione da parte della Soprintendenza Archivistica, e accompagnati dalla copia digitale completa.

6. Georeferenziazione sul Geoportale

Uno degli aspetti più innovativi del servizio di UrbisMap è l’integrazione dei documenti digitalizzati all’interno del Geoportale, attribuendo ad ogni pratica specifiche coordinate geografiche. 

7. Fascicolo del fabbricato

Grazie alla georeferenziazione su mappa delle pratiche edilizie, viene creato un fascicolo digitale del fabbricato. Questo permette di raggruppare tutte le pratiche edilizie relative al medesimo edificio e consente agli uffici tecnici del comune di accedere facilmente all’intera storia edilizia di un terreno o di un fabbricato direttamente dalla mappa e in pochi clic.

I vantaggi per la Pubblica Amministrazione

Scegliere di digitalizzare l’archivio con UrbisMap significa:

Ridurre i tempi di gestione delle richieste di accesso agli atti

Migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini

Abbattere i costi di conservazione e archiviazione cartacea

Facilitare il lavoro degli uffici tecnici, rendendo le informazioni accessibili in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo

– Avere il proprio archivio sempre ordinato

Semplificare le attività di pianificazione urbana grazie alla mappatura dei fascicoli edilizi.

In più, oltre alla digitalizzazione degli archivi, UrbisMap offre ad Enti e Pubbliche Amministrazioni pieno accesso al Geoportale e ai servizi in cloud creati per supportare le PA nella gestione del territorio e nel processo di trasformazione digitale, includendo la pubblicazione di tutti i dati territoriali, la redazione semplificata e velocizzata di CDU e altri strumenti avanzati per gli uffici tecnici.

Utilizzo dei fondi residui PNRR per la digitalizzazione degli archivi

La digitalizzazione degli archivi è un intervento che, pur richiedendo uno sforzo in termini di tempo e investimenti, ripaga immediatamente e quotidianamente il lavoro dell’amministrazione. 

Il PNRR ha sempre fortemente incentivato la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, attivando diverse Misure e destinando fondi mirati.

Come accennato in questo articolo, di recente, il Dipartimento per la trasformazione digitale ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale la nuova direttiva per la gestione di importi residui derivanti dal PNRR.

Secondo la direttiva, se un Comune ha ricevuto i fondi PNRR destinati alla digitalizzazione e ha delle eccedenze non spese, queste possono essere impiegate per avviare ulteriori servizi mirati al raggiungimento del medesimo scopo, come la digitalizzazione degli archivi. 

L’utilizzo dei fondi residui PNRR rappresenta un’opportunità concreta per consolidare e ampliare la trasformazione digitale. Destinare una parte di queste risorse ai servizi di UrbisMap non solo è in linea con le indicazioni del DTD, ma offre una via efficace per migliorare l’efficienza operativa, semplificare i processi amministrativi, garantire maggiore trasparenza e fornire servizi digitali più accessibili a cittadini e imprese.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di digitalizzazione archivi comunali di UrbisMap? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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