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Mappa Zone OMI: come e dove consultarla online

Se stai cercando informazioni sul mercato immobiliare italiano, probabilmente avrai già sentito parlare delle zone OMI. 

Ma cosa sono esattamente e come si può accedere alla loro mappa in modo semplice e intuitivo?

In questo articolo vedremo insieme tutto quello che c’è da sapere sulle zone OMI e come consultare, passo dopo passo,  la loro mappa online tramite il Geoportale UrbisMap.

Cosa sono le zone OMI

Le zone OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) sono delle suddivisioni territoriali definite dall’Agenzia delle Entrate per ogni comune italiano.

L’obiettivo principale di questa classificazione è fornire un riferimento affidabile per i valori di mercato degli immobili in vendita o in affitto.

Ciascuna zona OMI raggruppa aree con caratteristiche urbanistiche e immobiliari simili, come ad esempio:

  • centri storici
  • zone residenziali semicentrali
  • periferie o aree industriali

Le zone OMI vengono identificate da codici e nomi specifici (ad esempio A1, B2, C3, ecc) e sono fondamentali per stimare valori immobiliari realistici, determinare rendite catastali o calcolare quotazioni di mercato.

A cosa servono le zone OMI? 

Le zone OMI sono state introdotte dall’Agenzia delle Entrate con l’obiettivo di creare un sistema unico e coerente per descrivere il mercato immobiliare italiano. 

Prima della loro introduzione i valori immobiliare venivano stimati utilizzando rilevazioni frammentarie, basate su  considerazioni locali ed empiriche, spesso discordanti fra di loro.

Attraverso le zone OMI si è quindi voluto definire un quadro di riferimento nazionale, utile a garantire una maggiore trasparenza, uniformità e confrontabilità tra territori diversi. 

Le zone OMI vengono aggiornate periodicamente al fine di riflettere l’evoluzione del territorio, dei centri urbani e del settore immobiliare stesso, così da offrire un riferimento costante e affidabile nel tempo.

Come vengono definite le zone OMI

L’Agenzia delle Entrate individua e aggiorna i confini delle zone OMI basandosi su criteri tecnici precisi, che permettono di raggruppare aree simili dal punto di vista immobiliare. 

I parametri principali che vengono presi in considerazione includono:

  • la densità urbana dell’area
  • la tipologia del tessuto edilizio 
  • l’epoca di costruzione prevalente degli edifici
  • la presenza di servizi e infrastrutture
  • il livello di accessibilità
  • la qualità urbanistica complessiva

Lo scopo è quello di evitare confronti impropri tra immobili che, anche trovandosi nello stesso comune, insistono su contesti urbani completamente differenti tra loro.

Zone OMI e quotazioni OMI: che differenza c’è?

Spesso si sente parlare anche di quotazioni OMI, ma non bisogna confonderle con le zone. 

La distinzione è semplice:

Zona OMI: definisce l’area geografica con caratteristiche immobiliari simili.

Quotazioni OMI: indicano i valori medi di mercato (€/metro quadro) per ciascuna zona, distinti per tipologia di immobile (uffici, abitazioni, negozi, capannoni, ecc).

In altre parole, le zone OMI rispondono alla domanda “dove si trova l’immobile?”,  mentre le quotazioni OMI rispondono alla domanda “quanto vale l’immobile?”.

Come leggere i codici delle zone OMI

Ogni zona OMI è identificata da un codice alfanumerico che consente di distinguerla da tutte le altre presenti nello stesso comune.

In genere le lettere identificano la tipologia generale della zona, mentre il numero rappresenta la suddivisione interna.

Sebbene la classificazione vari leggermente da comune a comune, nella maggior parte dei casi le lettere seguono una logica: 

A = zone centrali/centri storici

B = zone semicentrali

C = zone periferiche

D = aree industriali o artigianali 

E = aree rurali o agricole

R = aree a prevalente destinazione residenziale 

Questa codifica consente, non solo di identificare l’area sulla mappa, ma anche di comprenderne immediatamente il profilo urbanistico e immobiliare.

Ogni zona può inoltre essere suddivisa in sottozone numerate (A1, B2, C3) oppure raggruppata in classificazioni particolari in base alle specificità del territorio.

Mappa delle zone OMI: dove e come consultarla

Avere a disposizione la mappa delle zone OMI è utile e importante per diverse casistiche:

Valutazioni immobiliari: proprietari e agenzie possono stimare il valore degli immobili in modo più preciso.

Analisi di mercato: investitori e professionisti possono confrontare zone diverse per identificare opportunità di compravendita o locazione.

Pratiche catastali e fiscali: le zone OMI sono spesso richieste per calcolare rendite catastali oppure per la compilazione di documenti ufficiali.

Pianificazione urbanistica: Comuni e professionisti dell’edilizia utilizzano le zone OMI per comprendere la distribuzione dei valori immobiliari sul territorio.

UrbisMap mette a disposizione e semplifica la consultazione della mappa delle zone OMI. 

Sul Geoportale visualizzare le zone OMI diventa immediato, anche per chi non ha esperienza con strumenti GIS.

Ecco come accedere alla mappa in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Zone OMI” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo.

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura della mappa.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni territoriali relative al punto cliccato, inclusi gli attributi associati alla zona interessata, che servono a identificare in maniera univoca una zona OMI:

– Codice identificativo della zona OMI

– Comune di riferimento

– Tipologia della zona secondo la classificazione OMI

Cliccando invece sul codice identificativo della zona OMI ricercata, la mappa evidenzia in azzurro il perimetro dell’area interessata, consentendo agli utenti di individuare esattamente dove inizia e finisce quella determinata zona OMI. 

I vantaggi di utilizzare UrbisMap per consultare la mappa delle zone OMI

Il Geoportale UrbisMap offre:

– Interfaccia intuitiva e immediata, con un’esperienza di navigazione semplice e immediata. In pochi clic puoi accedere a mappe dettagliate e consultare dati aggiornati, senza bisogno di conoscenze tecniche avanzate

Accesso gratuito alle informazioni territoriali, permettendo a chiunque di consultare la mappa delle zone OMI 

Informazioni complete, ufficiali e approfondite: oltre alla visualizzazione delle zone OMI UrbisMap consente di consultare anche altre mappe tematiche, come il catasto, offrendo un quadro completo e aggiornato del territorio.

Strumento versatile e professionale: il webgis è pensato per soddisfare le esigenze di diversi utenti: dalle agenzie immobiliari e i professionisti del settore, agli studenti e ai cittadini interessati, fornendo strumenti precisi e affidabili per analisi e ricerche territoriali.

In sintesi, la mappa delle zone OMI è uno strumento fondamentale per chiunque voglia orientarsi nel mercato immobiliare italiano. 

Grazie a piattaforme come UrbisMap, consultarla è diventato semplice, veloce e facilmente accessibile anche a chi non è esperto di GIS.

UrbisMap, inoltre, permette di integrare queste informazioni con altre mappe tematiche, creando un quadro completo del territorio italiano, utile sia per i professionisti del settore sia per i cittadini che hanno bisogno di accedere a queste informazioni.

Consulta subito la mappa delle Zone OMI sul Geoportale UrbisMap!

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Zone climatiche Italia: mappa disponibile su UrbisMap

Il territorio italiano, data la sua conformazione geografica che si estende per una vasta porzione latitudinale e presenta significative variazioni altimetriche e geomorfologiche, manifesta condizioni climatiche molto diverse da nord a sud. 

Proprio per questo motivo, è stato necessario introdurre un sistema di classificazione che permettesse di quantificare e regolamentare il fabbisogno termico di ciascuna area, con lo scopo di ottimizzare i consumi, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare l’efficienza energetica.

La suddivisione del territorio in 6 zone climatiche (o ambiti territoriali) è cruciale per chi lavora nell’edilizia, nella progettazione di nuovi immobili, nella ristrutturazione di quelli esistenti e per tutti i cittadini che devono rispettare i limiti di esercizio degli impianti di riscaldamento.

Oggi, visualizzare e consultare la mappa delle zone climatiche è un’operazione resa semplice e integrata grazie a piattaforme come il Geoportale UrbisMap, pensato proprio per agevolare la consultazione di informazioni territoriali, normative e vincolistiche.

Cosa sono le zone climatiche e perché sono importanti

Le zone climatiche sono una classificazione introdotta dal Decreto del Presidente della Repubblica n.412 del 26 agosto 1993 (D.P.R. 412/1993).

Tale decreto regola la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici con l’obiettivo di contenere i consumi di energia.

Successivamente, il D.P.R. n.74 del 16 aprile 2013 ha integrato queste norme, stabilendo diversi periodi di attività per le 6 zone climatiche d’Italia.

Il criterio fondamentale utilizzato per questa suddivisione, che è indipendente dall’ubicazione geografica e tiene conto anche dell’altimetria, è la misurazione dei Gradi Giorno (GG).

Le zone climatiche sono fondamentali anche In fase di progettazione edilizia, durante il quale è necessario tenere conto di numerosi fattori climatici e  ambientali, al fine di costruire immobili in linea con le normative climatiche vigenti ed efficienti dal punto di vista del consumo energetico e della sostenibilità. 

Un fattore particolarmente importante di cui tener conto è proprio il numero di gradi giorno di una determinata località, dai quali dipenderanno il fabbisogno energetico per il riscaldamento e i requisiti prestazionali per l’isolamento termico.

Gradi Giorno (GG): il parametro chiave

I Gradi Giorno (GG) rappresentano la sommatoria, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura interna convenzionalmente fissata a 20°C e la temperatura media esterna giornaliera.

Più alto è il valore dei Gradi Giorno in un comune, più rigido è il clima in quel territorio e maggiore sarà il fabbisogno di riscaldamento necessario per mantenere il comfort interno. 

Ad esempio, se la temperatura effettiva di una città è spesso inferiore ai 20°C, i Gradi Giorno di quel comune saranno sicuramente elevati.

Questo indicatore è fondamentale per la progettazione edilizia, infatti, in fase di realizzazione o ristrutturazione, i Gradi Giorno di una specifica località influenzeranno direttamente:

1. Il fabbisogno energetico per il riscaldamento. 

2. I requisiti prestazionali per l’isolamento termico.

3. La redazione delle relazioni termiche da parte dei tecnici.

Le 6 zone climatiche d’Italia: caratteristiche e limiti di esercizio

Le zone climatiche sono nominate utilizzando le lettere dell’alfabeto dalla A (clima più caldo) alla F (clima più rigido).

Il D.P.R. 412/1993 stabilisce per ciascuna zona specifici limiti massimi relativi al periodo annuale di esercizio e alla durata giornaliera di attivazione degli impianti termici. 

La durata di attivazione degli impianti, ad eccezione della zona F, deve essere comunque compresa tra le ore 5:00 e le ore 23:00 di ciascun giorno. È consentito il frazionamento dell’orario giornaliero in più sezioni.

Ecco la classificazione dettagliata con i relativi gradi giorno e i limiti di esercizio ordinari:

Zona A (fino a 600 GG): è la zona con le temperature invernali generalmente più miti. L’accensione è prevista dal 1° dicembre al 15 marzo per un massimo di 6 ore giornaliere. 

Zona B (tra 601 e 900 GG): comprende alcune province della Sicilia e della Calabria. L’accensione è prevista dal 1° dicembre al 31 marzo per un massimo di 8 ore giornaliere. 

Zona C (tra 901 e 1400 GG): riguarda principalmente il sud Italia. L’accensione è consentita dal 15 novembre al 31 marzo per un massimo di 10 ore giornaliere. Fanno parte di questa zona province come Napoli, Bari, Cagliari, Taranto e Caserta.

Zona D (tra 1401 e 2100 GG): comprende soprattutto le aree costiere e non montuose del Centro Italia. La data di accensione è fissata al 1° novembre fino al 15 aprile per un massimo di 12 ore giornaliere. Fanno parte di questa zona, per esempio, Roma, Firenze, Ancona, Genova e Pescara.

Zona E (tra 2101 e 3000 GG): comprende le zone montuose del centro Italia e gran parte della Pianura Padana. Via ai riscaldamenti dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere. Rientrano in questa classificazione città come Milano, Torino, Bologna, Venezia, L’Aquila e Aosta. 

È importante notare che anche se Milano è in Zona E, un’ordinanza sindacale ha abbassato le ore giornaliere di accensione in città da 14 a 13.

Zona F (oltre 3000 GG): queste aree alpine e i comuni montani hanno il clima più rigido e, di conseguenza, non hanno alcuna limitazione né sul periodo annuale né sulle ore giornaliere di accensione del riscaldamento. Rientrano in questa zona, per esempio, Cuneo, Belluno e Trento.

La classificazione in zone climatiche è quindi utile soprattutto per stabilire la durata del periodo di riscaldamento, definito dall’art.4 del D.P.R. 74/2013 per ogni comune, che avrà una maggiore o una minore durata. 

È importante sapere però che, sebbene le regole siano definite a livello nazionale, i Sindaci dei singoli comuni possono comunque intervenire, ampliando o anticipando l’accensione e lo spegnimento in base a situazioni climatiche comprovate. Tuttavia, se il periodo viene allungato, la durata giornaliere di accensione non può superare la metà di quella consentita in via ordinaria.

Come consultare la mappa delle zone climatiche d’Italia su UrbisMap

Rispettare i criteri imposti dalle zone climatiche rappresenta già un primo passo per garantire una maggiore efficienza energetica degli edifici. 

Per i professionisti e i cittadini, disporre di uno strumento di consultazione rapido e integrato che fornisca la classificazione esatta (Zona e GG) del proprio comune o della zona di interesse, è essenziale per la pianificazione consapevole. 

UrbisMap ha pubblicato sul proprio Geoportale la mappa delle zone climatiche, accessibile a tutti in modo semplice, veloce e intuitivo.

Ecco i brevi passaggi da seguire per visualizzare e interrogare la mappa su UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Zone Climatiche” per visualizzare la mappa delle zone climatiche in sovrapposizione a quella di sfondo

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti 

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni territoriali, vincolistiche e normative relative a quel punto specifico. Sempre qui troverai indicata la zona climatica di appartenenza e i relativi Gradi Giorno (GG).

Attraverso la consultazione del Geoportale è dunque possibile conoscere in modo semplice e immediato la classificazione climatica di uno specifico territorio ( con i relativi GG), informazioni vitali per un tecnico che deve redigere le relazioni termiche per costruzioni o ristrutturazioni.

Allo stesso tempo, nella medesima piattaforma, ha accesso a piani urbanistici, dati catastali e altri layer informativi di tutta Italia. 

L’utilizzo di risorse integrate come quelle offerte da UrbisMap assicura l’accesso rapido a informazioni affidabili e fondamentali per rispettare la normativa vigente in materia di efficienza energetica e pianificazione edilizia.

Che aspetti? Consulta subito la mappa delle Zone Climatiche sul Geoportale UrbisMap!

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Rischio idrogeologico e fotovoltaico a terra: mappare i pericoli con UrbisMap

Nella progettazione di un impianto fotovoltaico a terra, uno degli aspetti più sottovalutati ma potenzialmente critici è il rischio idrogeologico del sito.

Fenomeni di alluvione, frane o instabilità del terreno possono aumentare sensibilmente i costi, mettere a rischio la sostenibilità dell’investimento e addirittura compromettere la sicurezza strutturale nel lungo termine.

Per un professionista che opera nel settore del fotovoltaico e delle energie rinnovabili, integrare l’analisi del rischio idrogeologico già nelle fasi di fattibilità, è sicuramente un elemento distintivo che aggiunge valore tecnico e commerciale.

L’impiego di software GIS e l’accesso a layer geologici, idrogeologici e di pericolosità alluvionale può trasformare un’analisi approssimativa in una valutazione solida e basata sui dati.

In questo contesto il Geoportale UrbisMap, con il suo set di dati territoriali, urbanistici, catastali e normativi, rappresenta uno strumento strategico e molto importante per mappare, comprendere e ridurre il rischio idrogeologico nei progetti fotovoltaici a terra.  

Cos’è il rischio idrogeologico e come si manifesta nel fotovoltaico a terra

Il rischio idrogeologico indica la probabilità che eventi come frane e alluvioni colpiscano un territorio causando danni a persone, edifici o infrastrutture.

Il dissesto idrogeologico include fenomeni come frane, smottamenti, erosioni e alluvioni. Nel caso di impianti fotovoltaici a terra, queste criticità possono causare:

  • danni alle fondazioni a causa di cedimenti o erosione;
  • instabilità della struttura per smottamenti;
  • problemi legati alla falda acquifera (per terreni soggetti a innalzamento delle acque);
  • rischio di allagamento durante piene o eventi estremi.

Questi fattori non solo minacciano la produzione e la vita dell’impianto, ma anche la sua economicità: costi di riparazione, aumento delle assicurazioni, possibili reclami legali.

Il ruolo dei sistemi GIS nella valutazione del rischio

I GIS rappresentano lo strumento ideale per la valutazione del rischio idrogeologico, in quanto permettono di integrare e consultare diversi tipi di dati territoriali e di analizzarli in maniera spaziale. 

Per un impianto fotovoltaico a terra è fondamentale lavorare con layer specifici, come:

Layer geologici: forniscono informazioni sulla tipologia di suolo, stratigrafia e capacità portante del terreno. Conoscere queste caratteristiche è fondamentale per:

  • determinare se il terreno può sostenere le fondazioni dell’impianto 
  • identificare aree instabili o soggette a subsidenza 
  • pianificare eventuali interventi di consolidamento o fondazioni speciali, come micropali o plinti profondi.

Layer idrogeologici: riportano informazioni sulle falde acquifere, sulla permeabilità del suolo e sul regime idrico. Permettono di valutare:

  • la presenza di acqua nel sottosuolo, che può compromettere le fondazioni
  • la necessità di sistemi di drenaggio
  • il rischio di allagamento in caso di piogge intense o innalzamento delle acque

Layer di pericolosità da bacini alluvionali: indicano zone potenzialmente esposte a frane o alluvioni in modo da:

  • individuare le zone ad alto rischio e quelle a basso rischio
  • adottare misure preventive mirate
  • valutare la convenienza economica e tecnica dell’area selezionata

Analizzando questi dati in modo integrato, il professionista può identificare le aree a rischio elevato e pianificare interventi mirati.

Impatto sui costi di progetto e sul rischio di investimento

Se un terreno viene identificato come soggetto a rischio idrogeologico, i costi di progetto possono salire per diverse ragioni:

– Fondazioni più robuste: su terreni instabili potrebbe essere necessario usare pali trivellati, micropali o plinti più profondi. Questo comporta maggiori costi materiali e di manodopera.

– Sistemi di drenaggio: per evitare accumuli d’acqua attorno alle strutture può essere necessario progettare sistemi di drenaggio superficiale o interrato.

– Opere di contenimento: nel caso di frane o smottamenti, occorrono muri di contenimento oppure opere di stabilizzazione dei pendii.

– Protezioni idrauliche: se il terreno è situato in una zona alluvionale, potrebbe essere necessario prevedere argini, casse di espansione o altri accorgimenti per limitare i danni in caso di piena.

Queste misure fanno aumentare l’investimento iniziale, ma riducono significativamente il rischio di guasti e danni futuri.

Dal punto di vista dell’investitore, il rischio idrogeologico può tradursi in:

  •  Maggiore probabilità di perdita di produzione per danni strutturali o per periodi di fermo.
  • Aumento dei premi assicurativi se la zona è classificata ad alto rischio.
  • Rischi legali o di conformità, soprattutto se non vengono considerate le normative di valutazione ambientale (VIA) o se il progetto non rispetta i vincoli idrogeologici. 
  • Difficoltà nelle procedure autorizzative se l’area è classificata come pericolosa nei piani di assetto idrogeologico.

In sostanza, un’analisi preventiva con GIS diventa un elemento di mitigazione: aiuta a quantificare il rischio, a pianificare le contromisure e a presentare dati solidi agli investitori. 

Rischio idrogeologico e fotovoltaico a terra: il ruolo di UrbisMap

UrbisMap si distingue come strumento fondamentale per la gestione del rischio idrogeologico nei progetti fotovoltaici per diverse motivazioni:

1. Un’unica piattaforma con dati territoriali, urbanistici e normativi di tutta Italia

Attraverso il Geoportale UrbisMap il professionista accede, da un solo ambiente, a:

– dati territoriali ufficiali

– piani urbanistici comunali e sovracomunali

– vincoli paesaggistici e ambientali 

– normative nazionali e locali

– mappe catastali

Tutto in un’unica interfaccia, senza dover consultare portali diversi.

2. Accesso ai layer fondamentali per la progettazione del fotovoltaico a terra

UrbisMap mette a disposizione diverse mappe tematiche necessarie alla corretta valutazione tecnico – normativa del terreno, tra cui:

– Mappa del dissesto idrogeologico ISPRA

– Carta idrogeologica nazionale

– Mappa delle aree idonee e zone di accelerazione – GSE

– Pericolosità PAI (frane e alluvioni)

– Mappe dei vincoli 

Questi layer permettono di svolgere una valutazione completa della fattibilità dell’impianto.

3. Consultazione semplice, intuitiva e geolocalizzata 

Uno dei punti di forza di UrbisMap è la sua facilità d’uso: con un semplice clic su mappa sopra il punto desiderato si ottengono tutte le informazioni territoriali, normative e urbanistiche relative a quello stesso punto. 

L’analisi è quindi immediata, precisa e geolocalizzata.

4. Report chiari e scaricabili

UrbisMap permette di scaricare un praticissimo, chiaro e completo report di destinazione urbanistica, utile anche come materiale da presentare a clienti, Enti o investitori.

5. Supporto decisionale

UrbisMap trasforma i dati territoriali in strumenti operativi , aiutando i professionisti a prendere decisioni rapide e informate, riducendo il rischio di errori.

Scegliere UrbisMap significa avere un unico strumento completo in grado di integrare dati geologici, idrogeologici, catastali, urbanistici e normativi, semplificando la valutazione del rischio idrogeologico e l’ottimizzazione del progetto fotovoltaico.

Il rischio idrogeologico rappresenta una criticità reale ed importante per gli impianti fotovoltaici a terra, che non può essere trascurata. 

Un approccio basato su strumenti GIS come UrbisMap permette di mappare i pericoli, identificare le zone sicure e pianificare interventi di mitigazione mirati.

Per i professionisti questo significa:

  • avere accesso a informazioni precise e affidabili sul sito di installazione
  • ridurre il rischio di incidenti o danni strutturali
  • pianificare costi e investimenti in modo più realistico
  • dimostrare ai clienti e agli investitori un approccio professionale e consapevole.

Integrare UrbisMap nel processo progettuale diventa quindi anche un vantaggio competitivo, permettendo di trasformare un’analisi complessa in strumenti chiari e immediati. 

Se sei un tecnico e desideri trasformare la tua attività riducendo i rischi e massimizzando l’efficienza progettuale, scopri tutti gli strumenti di UrbisMap dedicati ai liberi professionisti!

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Geoportali e partecipazione pubblica: come coinvolgere il cittadino attraverso la consultazione dei piani urbanistici online

Negli ultimi anni il tema della partecipazione pubblica è diventato centrale nel modo in cui le Pubbliche Amministrazioni pianificano e comunicano il territorio.

I cittadini non vogliono più essere semplici spettatori delle scelte urbanistiche, ma desiderano capire, visualizzare e interagire con i piani che regolano lo spazio in cui vivono.

In questo contesto, Geoportali e partecipazione pubblica rappresentano un binomio strategico per costruire un rapporto più trasparente e collaborativo tra cittadini e amministrazioni.

Strumenti come UrbisMap stanno infatti cambiando il modo in cui le persone accedono, comprendono e utilizzano le informazioni sul territorio, trasformando dati tecnici complessi in mappe chiare, leggibili e accessibili a tutti.

Geoportali e partecipazione pubblica: comprendere il territorio come primo passo per partecipare 

La partecipazione non può esistere senza conoscenza. 

Per molti anni i documenti urbanistici, come piani regolatori, vincoli paesaggistici, piani di lottizzazione, sono rimasti “confinati” tra faldoni cartacei o file difficili da reperire e da interpretare.

Con i Geoportali questa barriera viene abbattuta e la mappa diventa un linguaggio universale.

Grazie al Geoportale UrbisMap, oggi i cittadini possono, per esempio:

  • esplorare il territorio visualizzando confini comunali, vincoli e destinazioni d’uso;
  • attivare e disattivare layer tematici, per comprendere sovrapposizioni tra piani e normative;
  • Consultare piani regolatori in formato georeferenziato;
  • verificare eventuali vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici;
  • visualizzare dati catastali in un’unica interfaccia;
  • verificare se un terreno è edificabile.

UrbisMap, in particolare, si distingue perché rende queste informazioni intuitive e integrate. Ogni layer è georeferenziato e consultabile in modo dinamico. 

In pratica il cittadino, senza passare attraverso l’ufficio tecnico, può esplorare in modo autonomo e intuitivo tutte le informazioni territoriali prima difficili da reperire e comprendere.

I principali benefici: trasparenza, fiducia e riduzione dei contenziosi

1. Trasparenza

La disponibilità di informazioni urbanistiche, catastali e vincolistiche in un’unica piattaforma rende immediatamente visibile il quadro territoriale.

Quando i cittadini possono accedere in autonomia alle informazioni che riguardano il proprio territorio, anche l’Ente appare più aperto e disponibile: questo è un grande passo verso una maggiore trasparenza nella gestione del territorio.

2. Fiducia

La fruibilità semplice del dato e la chiarezza nella provenienza (dati ufficiali di Comuni e Regioni) contribuiscono a costruire fiducia tra cittadini e istituzioni locali.

Nel momento in cui il cittadino può verificare autonomamente “Che regole valgono per il mio terreno” o “quale vincolo ricade sulla mia proprietà”, il rapporto con l’Ente arriva ad un livello più solido.

3. Riduzione dei contenziosi

Un accesso facilitato ai dati urbanistici significa anche ridurre il margine di errore, meno incomprensioni e meno richieste improvvise di documentazione supplementare.

Se un cittadino prima della richiesta di permesso edilizio può consultare su UrbisMap la destinazione urbanistica del terreno, vedere eventuali vincoli o norme applicabili, potrà orientarsi meglio, evitare sorprese e ridurre le possibilità di eventuali contenziosi o scontri con l’Ente.

UrbisMap come alleato per Enti e cittadini

Molti comuni, soprattutto quelli di piccole e medie dimensioni, si domandano se sia complesso o costoso implementare un geoportale. La risposta è no: UrbisMap è progettato per essere semplice, flessibile e accessibile a tutti gli Enti locali.

Per le Pubbliche Amministrazioni UrbisMap offre un sistema in cloud, immediatamente disponibile, senza necessità di installazione, per la pubblicazione di piani, norme, vincoli e servizi altamente personalizzabili a seconda delle esigenze specifiche dell’Ente.

Questo consente di rimuovere barriere tecnologiche e  di rendere il dato rapidamente accessibile.

Contemporaneamente, UrbisMap fornisce a tecnici e cittadini un’interfaccia intuitiva per consultare il territorio: in pochi clic è possibile ottenere report tutte le informazioni urbanistiche, scaricare report di destinazione urbanistica dettagliati e interrogare i piani. 

Questa combinazione permette a Comuni e Enti di tutte le dimensioni di creare un canale digitale unificatore efficace per la trasparenza e la partecipazione. 

Il Geoportale non è più, quindi, solo uno strumento per tecnici, ma diventa un luogo di conoscenza unico che semplifica e facilita la comunicazione pubblica: il cittadino consulta, si informa e l’Ente mette a disposizione il dato costruendo fiducia e semplificando il proprio operato.

Scegliere UrbisMap come strumento di consultazione significa promuovere una cultura della trasparenza, ridurre le distanze tra amministrazioni e cittadini e valorizzare il dato pubblico come bene comune. 

Che aspetti? Esplora subito le informazioni urbanistiche del tuo territorio, ti aspettiamo sul Geoportale!

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PRG di Napoli disponibile sul Geoportale UrbisMap

Disponibile gratuitamente sul Geoportale UrbisMap il Piano Regolatore Generale di Napoli, strumento urbanistico che regola l’uso e la trasformazione del vasto e complesso territorio comunale partenopeo. 

L’obiettivo di questa pubblicazione è quello di offrire a cittadini, tecnici e professionisti del settore l’opportunità di consultare con semplicità, rapidità e trasparenza le normative vigenti, conoscere la destinazione urbanistica di ogni singola area e accedere ai documenti fondamentali del piano. 

L’evoluzione storica e la Variante Generale al PRG di Napoli

L’attuale impianto normativo di riferimento per la città di Napoli si fonda sulla Variante Generale del PRG, un documento di pianificazione approvato definitivamente con il Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania n.232 dell’11 giugno 2004.

Questa variante ha sostituito le precedenti disposizioni del PRG approvato con D.M. n.1829 del 31 marzo 1972, introducendo una disciplina innovativa e complessa, che ha ripreso anche il territorio precedentemente assoggettato alla disciplina della Variante di Salvaguardia approvata nel 1998, con l’obiettivo di ricondurre la tutela del patrimonio di aree verdi in un quadro urbanistico unitario.

La Variante Generale del PRG di Napoli ha interessato, nello specifico, le aree del Centro Storico, la Zona Orientale e la Zona Nord-Occidentale.

Gli elaborati finali del PRG sono stati adeguati alle modifiche introdotte in sede di approvazione definitiva con la Deliberazione del Consiglio comunale n.55 del 24 giungo 2005.

Le finalità e gli ambiti strategici del PRG di Napoli

Gli obiettivi principali che la Variante al PRG si propone, fissati nelle Norme Tecniche di Attuazione (NTA, Articolo 1), riflettono una visione olistica per il recupero e lo sviluppo della città:

– Tutela e restauro: la protezione e il ripristino dell’integrità fisica e dell’identità culturale del territorio, attraverso il restauro del centro storico e la valorizzazione del sistema delle aree verdi.

– Riconversione aree dismesse: la riqualificazione e la riconversione delle aree industriali dismesse in nuovi insediamenti integrati, caratterizzati dalla formazione di grandi parchi urbani.

– Riqualificazione delle periferie: la riqualificazione degli agglomerati urbani di recente formazione e delle periferie, con l’immissione di funzioni pregiate e il miglioramento della dotazione di spazi pubblici a verde e servizi.

– Mobilità e infrastrutture: la riforma del sistema di mobilità cittadina e metropolitana, riorganizzato attorno a una moderna rete su ferro (come previsto dal piano comunale dei trasporti), recuperando linee esistenti e integrando nuove infrastrutture e nodi di interscambio.

Il Piano Regolatore Generale di Napoli suddivide il territorio in zone omogenee e sottozone, che fanno riferimento alla classificazione prevista dal D.M. b.1444 del 2 aprile 1968.

  • Zona A: insediamenti di interesse storico (con sottozone come Aa, Ab – siti archeologici, Ac – porto storico).
  • Zona B: agglomerati urbani di recente formazione (sottozone Ba – edilizia d’impianto, Bb – espansione recente).
  • Zona D: insediamenti per la produzione di beni e servizi (sottozone Da, Db).
  • Zona F: parchi territoriali, attrezzature e impianti a scala urbana e territoriale (es. Sottozona Fg – aeroporto esistente).

Dove e come consultare il PRG di Napoli: Geoportale UrbisMap 

La consultazione del Piano Regolatore Generale di Napoli su UrbisMap è stata pensata per essere rapida, intuitiva e accessibile a tutti, compresi coloro che non possiedono competenze tecniche specifiche.

Per accedere al Piano è sufficiente registrarsi gratuitamente al Geoportale e seguire questi pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi al Geoportale

2. Cerca il territorio di Napoli tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del Piano.

3. Dalla tab dati, la seconda del menu principale, consulta ora tutte le informazioni relative al Piano Regolatore Generale di Napoli.

UrbisMap garantisce l’accesso a dati aggiornati provenienti da fonti ufficiali, promuovendo la trasparenza e semplificando la verifica di parametri edilizi, destinazioni d’uso e vincoli territoriali. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Consultare il PRG di Napoli sul Geoportale UrbisMap offre notevoli vantaggi: interfaccia intuitiva, accesso gratuito a dati urbanistici, possibilità di scaricare report dettagliati per supportare le pratiche edilizie e la garanzia di avere informazioni aggiornate e coerenti con la normativa vigente.

I futuri sviluppi: verso la revisione organica e il PUC

Nonostante la variante del 2004 abbia introdotto obiettivi ambiziosi, l’efficacia della sua attuazione nel tempo è risultata limitata.

L’amministrazione comunale di Napoli ha recentemente riconosciuto questa limitazione, ponendo le basi per una revisione organica e pragmatica delle regole urbanistiche. 

Nell’agosto 2025 la Giunta ha dato il via libera a un documento strategico di Variante al Piano Regolatore Generale.

Questa nuova iniziativa mira a:

– Riformare l’attuazione: riformare profondamente le modalità di attuazione della pianificazione urbanistica al fine di sbloccare processi di trasformazione attesi da decenni.

– Sostenere l’operatività: sostenere l’operatività delle trasformazioni urbane, rivedendo la disciplina delle destinazioni d’uso.

– Ridistribuire le quote residenziali: ricollocare le quote di edilizia residenziale in aree esterne ai vincoli, superando i perimetri delle aree di rischio (come la zona rossa del Vesuvio e il decreto Campi Flegrei).

Questo documento strategico rappresenta una tappa intermedia necessaria. L’obiettivo finale dell’amministrazione è il futuro Piano Urbanistico Comunale (PUC), il quale rappresenterà il passaggio decisivo verso una nuova stagione della pianificazione urbana, conferendo maggiore efficacia e visione allo sviluppo della città.

In sintesi: il PRG di Napoli è un documento storico che racconta oltre 50 anni di trasformazioni urbane, sociali e ambientali. Oggi, grazie alla possibilità di consultarlo online su UrbisMap, diventa facilmente accessibile a tutti.

In parallelo, la città si prepara ad un’importante fase di revisione e rigenerazione, che porterà nei prossimi anni, alla definizione di un nuovo strumento urbanistico più sostenibile e coerente con le sfide contemporanee. 

Tutti gli aggiornamenti e il nuovo piano saranno tempestivamente pubblicati su UrbisMap, consentendo di avere sempre a disposizione una visione aggiornata e integrata del territorio.

Link al piano: https://www.urbismap.com/napoli

Consulta subito il Piano Regolatore Generale di Napoli, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Progetto ANNCSU PNRR: proroga al 12 novembre per l’affidamento e le soluzioni di UrbisMap

Il progetto ANNCSU PNRR per i Comuni italiani entra nella sua fase decisiva.

Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha ufficialmente prorogato al 12 novembre 2025 il termine per scegliere e contrattualizzare l’azienda che seguirà il progetto ANNCSU (Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane).

Una notizia molto importante per tutti i Comuni italiani impegnati nella Misura 1.3.1 del PNRR, che offre più tempo per completare la procedura e garantire la piena conformità agli standard richiesti. 

Ma cosa cambia concretamente per gli Enti locali? E come può UrbisMap aiutare i Comuni a rispettare le scadenze senza stress operativi e burocratici?

Una proroga importante per i Comuni

Con la nuova proroga i Comuni hanno ottenuto un po’ di tempo prezioso in più per affidare il progetto e procedere con le attività di rilievo, validazione e integrazione dei dati.

Il tempo supplementare, però, sta ormai scadendo e non deve tradursi in un rinvio delle decisioni.

Come già approfondito nel nostro articolo, le proroghe sono pensate per facilitare i Comuni nella gestione del progetto, ma l’obiettivo finale rimane sempre invariato: digitalizzare e uniformare il dato territoriale su scala nazionale.

Cos’è ANNCSU e perché è così importante

L’Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane (ANNCSU) è la banca dati che contiene la corrispondenza tra gli indirizzi fisici e la loro rappresentazione georeferenziata. 

Si tratta di un elemento chiave per la gestione digitale del territorio e per l’interoperabilità tra banche dati pubbliche. 

Grazie al progetto ANNCSU PNRR, ogni numero civico viene associato a coordinate geografiche precise, garantendo un’informazione territoriale coerente, verificabile e condivisibile tra enti.

Questo consente non solo di migliorare la qualità del dato, ma anche di potenziare i servizi digitali rivolti ai cittadini, alle imprese e agli Enti pubblici.

Il servizio di UrbisMap per il progetto ANNCSU PNRR

Come vi raccontiamo anche in questo articolo, UrbisMap supporta i Comuni in ogni fase del progetto ANNCSU, offrendo una soluzione completa, semplice da gestire e perfettamente conforme ai requisiti PNRR.

Grazie alla piattaforma UrbisMap ogni amministrazione può visualizzare, aggiornare e validare i propri numeri civici direttamente su mappa, con strumenti intuitivi e integrazioni automatiche con la PDND.

Ecco cosa rende la soluzione di UrbisMap completa e affidabile:

1. Civici in mappa

Il servizio “Gestione Numeri Civici” di UrbisMap consente di visualizzare e gestire su mappa i numeri civici del territorio comunale, verificando la corretta localizzazione e l’associazione alle vie.

Questo strumento permette di identificare eventuali anomalie, duplicati o mancanze, semplificando la fase di validazione e aggiornamento del dato.

2. Integrazione automatica con la PDND

I numeri civici aggiornati su UrbisMap vengono sincronizzati automaticamente con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) nel pieno rispetto dei formati e dei protocolli tecnici richiesti dal progetto ANNCSU.

UrbisMap gestisce inoltre la normalizzazione del dato, la conversione dei formati e il processo di invio massivo, garantendo la sicurezza, la tracciabilità di ogni operazione e aggiornamento costante.

3. Conformità PNRR e supporto alla rendicontazione

UrbisMap garantisce la piena conformità ai requisiti PNRR, assicurando il rispetto degli standard tecnici, delle scadenze e delle modalità di consegna.

Ogni Comune riceve inoltre tutta la documentazione necessaria per la rendicontazione. Il risultato è un dossier completo e pronto per la rendicontazione, senza ulteriori adempimenti a carico dell’Ente.

4. Un servizio “chiavi in mano” 

Il modello operativo di UrbisMap è pensato per liberare Comuni e Enti da ogni complessità burocratica o tecnica.

Offre infatti  una gestione completa del progetto: dal rilievo fisico alla validazione del dato, fino alla consegna del dataset finale pronto per l’invio alla PDND.

Il Comune mantiene il pieno controllo sul processo e sulle tempistiche, ma può contare su un partner tecnico che si fa carico di ogni aspetto operativo, assicurando il completamento del progetto ANNCSU in modo rapido, preciso e conforme.

Dall’obbligo all’opportunità: il valore strategico del dato georeferenziato

La digitalizzazione dei numeri civici non è solo un adempimento PNRR, ma si tratta di una leva strategica per la gestione intelligente del territorio.

Un archivio digitale dei civici accurato e interoperabile consente di:

– Migliorare i sistemi GIS comunali e i piani urbanistici digitali

– Ottimizzare i servizi di emergenza e logistica

– Integrare i dati territoriali con piattaforme di smart city e open data

– Offrire servizi digitali più efficienti ai cittadini

In questo senso l’ANNCSU rappresenta un tassello fondamentale nel processo di trasformazione digitale dei Comuni italiani.

Una finestra temporale da sfruttare al meglio

La proroga, ormai in scadenza, al 12 novembre 2025, offre ai Comuni una finestra preziosa per agire evitando sovraccarichi operativi. 

Affidarsi fin da subito a un partner come UrbisMap significa trasformare l’obbligo normativo in un percorso semplice, trasparente e già conforme.

Con un’esperienza consolidata nella gestione di progetti PNRR, UrbisMap si conferma un partner tecnico e operativo strategico per i Comuni di ogni dimensione. Il nostro obiettivo è quello di accompagnare le amministrazioni verso la completa digitalizzazione del dato territoriale, garantendo precisione tecnica, integrazione e supporto costante, dalla progettazione alla rendicontazione finale.

Manca solo 1 giorno alla data di scadenza, il tuo comune non ha ancora affidato il progetto? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e definiremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione! 

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Bando digitalizzazione archivi comunali Sardegna: domande in scadenza 

È ormai agli sgoccioli il termine per la presentazione delle domande relative al Bando per la digitalizzazione e l’accessibilità dei dati degli archivi comunali promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna, un’iniziativa strategica, appunto,  per la digitalizzazione archivi comunali Sardegna e per la modernizzazione dei servizi pubblici locali.

La scadenza è fissata per le ore 16:00 del 12 novembre 2025, mancano quindi solo due giorni per presentare le istanze: un’occasione da non perdere per i Comuni sardi che intendono innovare i propri sistemi di gestione documentale e potenziare la trasparenza amministrativa.

Un intervento per la modernizzazione amministrativa

Il bando, finanziato con 10 milioni di euro complessivi, rientra nelle politiche regionali a sostegno della transizione digitale della Pubblica Amministrazione e mira a tre obiettivi fondamentali:

– Rafforzare la transizione digitale degli Enti locali

– Migliorare l’accessibilità ai dati degli archivi comunali

– Garantire maggiore trasparenza e tempestività nei procedimenti amministrativi.

Gli interventi ammissibili riguardano la digitalizzazione, il riordino e la valorizzazione dei fondi archivistici comunali, con particolare riferimento ai documenti relativi a:

  • pratiche edilizie e urbanistiche
  • atti amministrativi e deliberazioni
  • mappe e cartografie storiche
  • archivi delle terre civiche

L’iniziativa mira a favorire non solo la conservazione e la tutela di questi documenti, ma anche la loro messa a disposizione in formato digitale, accessibile e interoperabile, in linea con le più recenti direttive nazionali sulla gestione informatica dei documenti pubblici.

Chi può partecipare e le risorse disponibili 

Possono partecipare al bando tutti i Comuni della Sardegna, indipendentemente dalla dimensione demografica.

Ogni amministrazione dispone di:

  • una quota fissa di 15.000 euro, garantita a tutti i Comuni
  • una quota variabile, calcolata per metà in base alla popolazione residente e per metà in base al numero di pratiche SUAPE presentate 

Il contributo può essere utilizzato per attività di riordino, digitalizzazione, metadatazione, acquisizione di software gestionali, nonché per l’integrazione dei sistemi documentali esistenti. 

Le risorse verranno assegnate fino all’esaurimento dei fondi e le domande verranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione. La tempestività, dunque, in questo caso è fondamentale.

Le scadenze: ultimi due giorni per poter partecipare

Il caricamento delle istanze è stato aperto il 22 ottobre e resterà attivo fino alle ore 16:00 del 12 novembre 2025.

Le domande vanno presentate esclusivamente per via telematica attraverso la piattaforma SUS – Sportello Unico dei Servizi della Regione Sardegna. Oltre la data sopra citata il sistema non accetterà ulteriori candidature. 

Ogni domanda deve essere corredata dalla documentazione prevista:

– istanza di partecipazione compilata

– disciplinare di adesione (Allegato C) firmato digitalmente

– dichiarazione di impegno a completare il progetto entro 12 mesi dalla concessione del contributo

– autorizzazione preventiva della Soprintendenza Archivistica della Sardegna, trattandosi di beni culturali tutelati dal D.Lgs. 42/2004. 

Un’opportunità per innovare la gestione degli archivi comunali

Oltre all’aspetto economico, il bando rappresenta una vera occasione di modernizzazione per le amministrazioni locali.

L’attuale gestione documentale, spesso ancora legata a supporti cartacei, comporta tempi lunghi di consultazione, difficoltà di reperimento delle informazioni e rischi di deterioramento dei materiali.

Digitalizzare significa anche ripensare l’archivio come risorsa dinamica: uno strumento operativo per tecnici, amministratori, cittadini e professionisti.

Un archivio digitale strutturato correttamente e interoperabile consente:

  • consultazioni rapide e sicure
  • riduzione dei tempi di risposta alle istanze
  • migliore accessibilità per cittadini e imprese
  • valorizzazione del patrimonio documentale
  • semplificazione dei procedimenti edilizi e urbanistici

Digitalizzazione archivi comunali Sardegna: perché scegliere UrbisMap

Nel contesto del bando regionale, UrbisMap si propone come partner tecnico qualificato e soluzione innovativa per la digitalizzazione e la valorizzazione degli archivi comunali.

UrbisMap offre un servizio integrato, conforme alle linee guida archivistiche e perfettamente aderente ai requisiti del bando.

Conformità tecnica e archivistica

UrbisMap adotta un approccio metodologico che rispetta le normative nazionali in materia di beni archivistici e gestione documentale.

Ogni progetto viene sviluppato con:

-.la supervisione di archivisti professionisti qualificati

– processi di riordino fisico e digitale

– scansione ad alta risoluzione e metadatazione strutturata

– denominazioni e formati conformi agli standard del Ministero della Cultura.

Questo garantisce la massima qualità del risultato finale e la piena tracciabilità dei documenti.

Integrazione digitale e georeferenziazione

UrbisMap va oltre la semplice digitalizzazione. Oltre a rispettare gli standard normativi, UrbisMap offre servizi e funzionalità che massimizzano l’intervento regionale, potenziando l’efficienza operativa nel Comune.

Grazie al Geoportale i documenti possono essere georeferenziati, ovvero vengono collegati direttamente alle unità immobiliari o alle particelle catastali a cui si riferiscono.

Grazie alla georeferenziazione, invece,  viene creato un fascicolo digitale del fabbricato, che raggruppa la storia edilizia completa di un immobile o di un terreno. Questo riduce drasticamente i tempi di ricerca per gli uffici tecnici. 

In questo modo il comune ottiene un vero e proprio “geo archivio” comunale in cui pratiche edilizie, mappe e documenti sono consultabili in modo integrato e intuitivo.

Servizio di accesso agli atti online per PA e cittadini

Con il servizio di digitalizzazione ogni documento viene scansionato e schedato con cura, archiviato in cloud sicuri e georeferenziato su mappa.

Un grande punto di forza dei servizi di UrbisMap è l’attivazione di un sistema di accesso agli atti online dedicato sia alle PA che ai cittadini. 

Il risultato è un software che consente all’Ente di:

  • Visualizzare e consultare le pratiche digitalizzate;
  • Gestire le richieste inoltrate dai cittadini;
  • Ricerca avanzata per visualizzare direttamente i dati inviati dal richiedente. 
  • Visualizzare e modificare lo stato della richiesta in accettata, rifiutata, in elaborazione o archiviata. 

Contemporaneamente, e tramite lo stesso software, il cittadino ha la possibilità di:

  • Inviare la richiesta tramite il software, senza doversi recare fisicamente in Comune;
  • Geolocalizzarsi su mappa nel punto esatto per cui si vuole inoltrare la richiesta di accesso agli atti;
  • Verificare lo stato della propria richiesta.

Un uso intelligente dei fondi disponibili

La disponibilità di risorse regionali rappresenta un’occasione concreta per avviare un percorso di innovazione strutturale, senza gravare sui bilanci comunali. 

Investire su UrbisMap significa orientare il finanziamento verso una soluzione completa e duratura che genera valore nel tempo.

I principali benefici per il Comune includono:

– snellimento dei processi amministrativi

– riduzione dei tempi di risposta alle richieste di cittadini e professionisti

– maggiore efficienza interna, grazie a un archivio unico e centralizzato

– trasparenza e tracciabilità delle informazioni

– sicurezza dei dati e conservazione a norma

– valorizzazione del patrimonio documentale storico.

In più, l’adozione di strumenti digitali avanzati favorisce la partecipazione a futuri bandi e programmi di finanziamento europei, che sempre più spesso richiedono livelli di digitalizzazione già avviati.

Cosa fare adesso: ultimi passi prima della scadenza

Con la chiusura ormai imminente del bando, i Comuni che non hanno ancora completato l’iter devono agire rapidamente.

Ecco una breve checklist operativa per aiutarvi in questa fase:

1. Verificare l’iscrizione al portale SUS e l’abilitazione al caricamento della domanda.

2. Compilare l’istanza online, allegando la documentazione richiesta.

3. Firmare digitalmente l’Allegato C e la dichiarazione d’impegno.

4. Definire il progetto tecnico con UrbisMap, assicurando la conformità alle finalità e ai criteri del bando

5. Caricare la domanda entro le ore 16:00 del 12 novembre 2025.

Un ritardo, anche minimo, comporterebbe l’esclusione automatica dal finanziamento.

Oltre il bando: costruire un modello di gestione sostenibile 

Il bando regionale rappresenta il punto di partenza per un processo di rinnovamento più ampio. 

La digitalizzazione, se affrontata con una visione strategica, permette alle Pubbliche Amministrazioni di:

  • migliorare la qualità dei servizi pubblici
  • ridurre i costi di gestione e conservazione
  • potenziare la fruizione del patrimonio documentale
  • stimolare la collaborazione (e la trasparenza) tra Enti, professionisti e cittadini

UrbisMap si propone come strumento di lungo periodo, capace di accompagnare l’Ente non solo nella fase di realizzazione del progetto finanziato, ma anche nella gestione successiva, garantendo aggiornamenti, assistenza e scalabilità.

Ti ricordiamo che la scadenza è fissata per il 12 novembre 2025! Per informazioni, supporto alla candidatura o definizione del progetto di digitalizzazione con UrbisMap, contattaci utilizzando il form sottostante!

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Piani di lottizzazione, l’importanza della pubblicazione: il servizio di UrbisMap e il caso di Tortolì

I piani di lottizzazione sono uno strumento urbanistico che disciplina la suddivisione di un’area in lotti edificabili o utilizzabili per specifiche funzioni (residenziale, commerciale, servizi, verde, parcheggi, ecc).

Si tratta di un documento tecnico e amministrativo che regola in modo preciso come un’area potrà essere trasformata: dove si potrà costruire, quali saranno gli spazi pubblici, dove passeranno le strade e come verranno realizzate le infrastrutture.

In pratica, il piano di lottizzazione è la traduzione operativa della pianificazione urbanistica generale, lo strumento che rende possibile, in modo ordinato e conforme alle regole, la nascita di nuovi quartieri, aree residenziali o zone produttive.

Cos’è un piano di lottizzazione? A cosa serve? 

Un piano di lottizzazione suddivide un’area in lotti edificabili e stabilisce per ciascuno:

  • destinazioni d’uso
  • parametri urbanistici
  • modalità di intervento

Ciascun piano deve essere approvato dal Comune e rispetta le linee guida del piano regolatore generale o del piano urbanistico comunale. 

Questo significa che non può essere uno strumento autonomo, ma deve essere inserito all’interno di un quadro coerente di pianificazione territoriale.

Attraverso il piano di lottizzazione vengono definite anche le opere di urbanizzazione come strade, parcheggi, fognature, reti idriche, illuminazione pubblica e aree verdi.

Si stabiliscono, inoltre, anche le eventuali cessioni di aree al Comune e gli oneri che i privati devono sostenere per la realizzazione delle infrastrutture.

In sintesi, possiamo dire che il piano di lottizzazione è un documento che coordina interessi pubblici e privati, garantendo che lo sviluppo urbano avvenga in modo armonico, sicuro e trasparente.

Dal punto di vista pratico il piano serve a trasformare un’area non edificata in un quartiere vivibile. Senza di esso la crescita delle città rischierebbe di essere disordinata, con edifici isolati e privi di collegamenti, spazi pubblici insufficienti o infrastrutture non adeguate. 

Grazie al piano di lottizzazione, invece, ogni intervento si inserisce in un disegno complessivo che tiene conto della viabilità, della sostenibilità ambientale e della qualità della vita degli abitanti. 

L’importanza dei piani di lottizzazione

L’importanza dei piani di lottizzazione va oltre l’aspetto tecnico. 

Sono uno strumento di trasparenza, in quanto permettono a cittadini e professionisti di conoscere con chiarezza cosa accadrà in quella determinata area del loto territorio.

Sono anche uno strumento di garanzia, in quanto fissano regole precise, impedendo che si costruisca in modo casuale o in contrasto con la pianificazione generale. 

È importante specificare, inoltre, che un piano di lottizzazione approvato è un atto pubblico. Chiunque, quindi, dovrebbe poterlo consultare per sapere se un’area è già stata oggetto di pianificazione, quali opere sono previste o se la lottizzazione è stata attuata. 

Tuttavia, nella pratica, questa consultazione risulta essere spesso complicata.

In molti comuni, infatti, i piani sono ancora archiviati in formato cartaceo e custoditi in faldoni difficilmente accessibili al pubblico.

UrbisMap: il servizio di digitalizzazione dei piani di lottizzazione

La digitalizzazione dei piani di lottizzazione è un passaggio fondamentale per rendere la pianificazione urbanistica accessibile a tutti.

Pubblicare questi documenti su un Geoportale come UrbisMap significa permettere a chiunque di visualizzare su mappa il perimetro del piano e consultare la documentazione allegata.

Digitalizzare i piani significa favorire la partecipazione, migliorare la conoscenza del territorio e offrire un servizio concreto a cittadini, professionisti e imprese. Significa anche alleggerire il lavoro degli uffici comunali, che non devono più rispondere richieste di accesso alla documentazione o fornire copie cartacee. 

In questo contesto si inserisce il lavoro di UrbisMap, che offre ai Comuni un servizio completo di digitalizzazione, georeferenziazione e pubblicazione dei piani di lottizzazione, con l’obiettivo di rendere questi documenti facilmente accessibili attraverso mappe interattive.

Il processo parte dal recupero dei materiali cartacei: tavole grafiche, relazioni tecniche, schede dei lotti.

Questi documenti vengono scansionati, ottimizzati e georeferenziati, cioè allineati alle coordinate reali del territorio.

Successivamente i piani vengono caricati sul Geoportale UrbisMap e diventano dei layer consultabili: cliccandoci sopra vengono visualizzati sulla mappa, compaiono le informazioni principali e i link ai documenti associati.

Il risultato è un archivio digitale dinamico, che può essere aggiornato nel tempo e integrato con altri livelli informativi come vincoli, zonizzazioni, strumenti urbanistici generali, catasto e molto altro.

In questo modo i Comuni possono finalmente valorizzare un patrimonio informativo spesso nascosto negli archivi e offrire a cittadini e professionisti un servizio moderno e trasparente.

Il caso di Tortolì: pubblicazione dei piani di lottizzazione

Un esempio emblematico del lavoro svolto da UrbisMap, è quello del Comune di Tortolì.

Qui l’amministrazione aveva espresso la necessità di rendere maggiormente accessibili e tracciabili i piani di lottizzazione presenti nei propri archivi, ancora in formato cartaceo. 

UrbisMap ha quindi curato un intervento completo di digitalizzazione, georeferenziazione e pubblicazione sul webgis. 

Oggi, attraverso il Geoportale UrbisMap, i piani di lottizzazione di Tortolì sono consultabili direttamente su mappa. Chiunque può visualizzare le aree interessate, attivare i piani, aprire le relative schede informative e scaricare la documentazione.

Vediamo insieme come fare, in pochi e semplici passaggi: 

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Cerca, tramite l’apposita barra o direttamente attraverso la mappa, il territorio comunale di Tortolì e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare così la lettura dei piani.

3. Vai ora nella tab dati, la seconda del menu principale, e cliccando sulla sezione “Layer Comunali” potrai visualizzare l’elenco completo dei piani di lottizzazione di Tortolì disponibili sul Geoportale. 

4. Seleziona il piano di lottizzazione che ti interessa consultare per visualizzarlo in sovrapposizione alla mappa e attivare la lettura di tutte le informazioni ad esso associate. 

Il caso di Tortolì dimostra concretamente quanto la digitalizzazione possa semplificare la vita dei cittadini e dei professioni.

Un tecnico, per esempio, può verificare da remoto e in pochi clic, se l’area in cui deve effettuare un intervento o progettare è già soggetta a un piano di lottizzazione, evitando errori o richieste inutili.  Il Comune invece, dalla sua parte, può rispondere in modo più efficiente alle richieste, riducendo tempi e costi. 

La digitalizzazione dei piani di lottizzazione è un tassello fondamentale di un processo più ampio di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. 

In questo quadro, UrbisMap rappresenta un alleato strategico per i Comuni. Grazie alla sua capacità di integrare dati cartografici e documentali, consente di trasformare archivi cartacei statici in veri e propri sistemi informativi territoriali accessibili da tutti in pochi clic.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di digitalizzazione dei piani di lottizzazione di UrbisMap? Contattaci utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Comune!

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Avviso Risorse in Comune PNRR : 100 milioni di euro per la digitalizzazione e l’innovazione della PA

È stato pubblicato il nuovo Avviso Risorse in Comune, un’iniziativa fondamentale promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica (DFP) della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

Questo bando è specificamente rivolto ai Comuni e rientra nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione europea nell’ambito dell’iniziativa NextGenerationEU. 

L’obiettivo è quello di sostenere il rinnovamento delle Pubbliche Amministrazioni locali, contribuendo all’attuazione della linea progettuale “Sviluppo di modelli organizzativi per il rafforzamento della capacità amministrativa delle comunità territoriali”.

Ambito e obiettivo dell’Avviso Risorse in Comune

L’Avviso si inquadra all’interno della Missione 1 (digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo), Componente 1 (digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA), Investimento 2.3 “Competenze e capacità amministrativa”, e in particolare nel Sub-investimento 2.3.2 “Sviluppo delle capacità nella pianificazione, organizzazione e formazione strategica della forza lavoro”.

L’obiettivo principale del Sub-investimento 2.3.2 è supportare e accompagnare le amministrazioni nel processo di adeguamento degli assetti organizzativi e di rafforzamento della capacità amministrativa, sviluppando la capacità di pianificazione, organizzazione e formazione strategica della forza lavoro. 

L’iniziativa mira a promuovere la trasformazione amministrativa, organizzativa e digitale in corso, rendendo i Comuni più efficienti, attrattivi e in grado di rispondere prontamente alle sfide socio economiche. 

L’iniziativa si sviluppa su tre direttrici principali:

1. Riqualificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, mirata a creare spazi dinamici, flessibili e funzionali che supportino la varietà di attività svolte quotidianamente, superando la concezione tradizionale dell’ufficio come spazio statico.

2. Sviluppo digitale e nuove tecnologie, finalizzata a potenziare l’efficienza informatica attraverso risorse hardware e software, facilitando la comunicazione tra i membri dei team e promuovendo metodi innovativi per la gestione delle informazioni, trasformando il modo in cui le organizzazioni gestiscono i propri asset.

3. Valorizzazione del capitale umano, attraverso il miglioramento dell’esperienza lavorativa e l’adozione di modelli organizzativi flessibili e dinamici, che consentano ai dipendenti, grazie a strumenti tecnologici adeguati, di lavorare anche al di fuori dell’ufficio, garantendo continuità operativa e sicurezza dei dati.

Dotazione finanziaria e soggetti ammissibili

La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso Risorse in Comune è pari a 100.000.000 euro, a valere sulle risorse PNRR.

Il finanziamento riconosciuto per singolo comune aderente non sarà inferiore a 30.000 euro (IVA inclusa) e non superiore a 270.000 euro (IVA inclusa).

Chi può partecipare?

Sono ammessi a finanziamento tutti i Comuni che soddisfano il seguente requisito demografico: 

– Avere una popolazione residente compresa tra i 5.000 e i 25.000 abitanti. come certificata dal servizio anagrafe alla data 31 dicembre 2024.

I Comuni ammissibili possono aderire esclusivamente in forma singola ed è consentito inviare una sola domanda di partecipazione.

Criteri di assegnazione delle risorse 

Per promuovere l’equità territoriale è previsto che una quota pari ad almeno il 40% della dotazione finanziaria venga destinata ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Campania, Basilicata, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna). 

La dotazione finanziaria è ripartita secondo quattro fasce demografiche, determinate in base al numero di abitanti certificati al 31 dicembre 2024:

  • Fascia 1: Comuni con popolazione residente tra 5.000 e 10.000 abitanti.
  • Fascia 2: Comuni con popolazione residente tra 10.001 e 15.000 abitanti.
  • Fascia 3: Comuni con popolazione residente tra 15.001 e 20.000 abitanti.
  • Fascia 4: Comuni con popolazione residente tra 20.001 e 25.000 abitanti.

Tutti i Comuni nella stessa fascia dispongono di un budget massimo di pari entità, nel rispetto della riserva per il Mezzogiorno.

Interventi finanziabili e modalità di acquisto

Il finanziamento è finalizzato all’acquisto di beni e servizi sul Catalogo “MePA” (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione), tramite il portale Acquistinretepa. 

Gli acquisti devono essere effettuati con procedura di Acquisto da Catalogo (ordine diretto). 

Si raccomanda, in particolare, di individuare almeno una categoria merceologica per ciascuna delle tre direttrici progettuali. 

Le 9 categorie merceologiche, coerenti con le tre direttrici, sono:

1. Riqualificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro:

  • Arredi per ufficio e complementi d’arredo (scrivanie, sedie per ufficio ecc)
  • Dispositivi e sistemi di comunicazione
  • Fotografia, ottica, audio e video (cuffie, videoproiettori, ecc)

2. Sviluppo digitale e nuove tecnologie: 

  • Licenze software-Mepa Beni 
  • Macchine per ufficio
  • Firma elettronica qualificata – servizi (servizi di certificazione della firma digitale e rinnovi).
  • Servizi di print management, digitalizzazione e gestione documentale – Mepa – Servizi (ad esempio servizi di digitalizzazione, dematerializzazione dei documenti e servizio di conservazione digitale).
  • Licenze software-Mepa Servizi

3. Valorizzazione del capitale umano:

  • PC, periferiche e accessori – Mrps Beni (monitori, computer, notebook elettronici, ecc)

Proposta di investimento strategico: UrbisMap Premium PA

I fondi stanziati dall’Avviso Risorse in Comune offrono ai Comuni l’opportunità di effettuare investimenti strategici a costo zero.

In questo contesto, l’acquisto fi UrbisMap Premium PA si configura come una scelta ottimale e perfettamente coerente con gli obiettivi specifici dell’Avviso.

Vediamo come e perché: 

1. Coerenza con la direttrice “Sviluppo digitale e nuove tecnologie”

Il bando finanzia l’acquisto di software innovativi per la gestione delle informazioni. UrbisMap è esattamente questo: un software per la gestione del territorio che permette di digitalizzare e centralizzare tutti gli strumenti urbanistici.

L’investimento in UrbisMap:

  • massimizza l’efficienza informatica
  • semplifica e velocizza la consultazione di dati complessi
  • automatizza la generazione di report e analisi

L’acquisto di UrbisMap Premium PA rientra specificamente nelle seguenti categorie merceologiche ammesse dal bando, relative allo sviluppo digitale:

  • Licenze software – Mepa Beni: per l’accesso alla piattaforma, rientrando nella sottocategoria “software”.
  • Servizi di print management, digitalizzazione e gestione documentale – Mepa (Servizi): UrbisMap offre servizi essenziali di digitalizzazione dei piani cartacei e gestione documentale, permettendo di superare gli archivi cartacei.

2. Coerenza con la direttrice “Valorizzazione del capitale umano”

Il Geoportale UrbisMap supporta pienamente la valorizzazione del capitale umano e l’abilitazione del lavoro agile, un punto focale della terza direttrice. 

Essendo una piattaforma in cloud, UrbisMap è accessibile da qualsiasi luogo e dispositivo, questo consente al personale comunale di lavorare in modo efficiente anche da remoto, adottando modelli organizzativi flessibili e dinamici, garantendo allo stesso tempo continuità operativa e sicurezza dei dati.

Requisito di acquisto sul MePA

UrbisMap Premium PA è già presente e acquistabile sul MePA ed è pronto per un ordine diretto, come richiesto dalle modalità operative dell’Avviso. Ciò rende l’investimento immediatamente ammissibile e utilizzabile tramite i fondi PNRR.

Considerando che il budget a disposizione per il singolo Comune parte da un minimo di 30.000 euro, è consigliabile effettuare un investimento strategico e massimizzare l’uso dei fondi. Invece di una spesa annuale, il Comune può attivare un abbonamento triennale a UrbisMap, garantendo così tre anni di servizio, supporto e aggiornamenti coperti interamente dal finanziamento PNRR. 

Termini e modalità di partecipazione

I comuni interessati devono presentare la domanda di ammissione al finanziamento entro il 10 dicembre 2025, a pena di irricevibilità. 

Le domande devono essere compilate e trasmesse esclusivamente per via telematica, vediamo come:

Accesso alla piattaforma: l’Ente deve prima registrarsi e poi accedere alla sezione “Risorse in Comune” del Portale Lavoro Pubblico.

Compilazione e sottoscrizione: il modulo, strutturato conformemente all’Allegato 1, deve essere sottoscritto digitalmente dal Legale rappresentate del Comune o da un suo delegato.

Dichiarazioni di impegno: la domanda deve includere dichiarazioni di impegno essenziali per l’ammissibilità, tra cui la conformità dell’acquisto alle categorie merceologiche definite, l’impegno a effettuare l’acquisto entro il 20 febbraio 2026, il rispetto del principio di non doppio finanziamento, il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm) e la coerenza con i principi trasversali del PNRR.

Documenti necessari da allegare

I Comuni devono necessariamente allegare alla domanda i seguenti documenti, firmati digitalmente:

– Certificazione dei dati anagrafici della popolazione residente, con validità al 31 dicembre 2024.

– Dichiarazione sull’insussistenza di situazioni di conflitto di interessi del titolare effettivo (Allegato n.4).

– Eventuale delega, firmata digitalmente dal Legale rappresentante, in caso di sottoscrizione della domanda da parte di un soggetto delegato.

I documenti devono essere caricati in formato PDF con firma digitale apposta in modalità PAdES.

Modalità di acquisto e scadenze principali

Una volta ammessi a finanziamento e acquisito il CUP (Codice Unico di Progetto), i Comuni assumono il ruolo di Soggetti Attuatori. 

Gli acquisti di beni e servizi sul MePa devono essere effettuati nell’arco temporale intercorrente tra il 20 gennaio e il 20 febbraio 2026.

Il mancato completamento degli acquisti entro il 20 febbraio 2026 può portare a ritardi attuativi e costituisce motivo di revoca del finanziamento.

Quest’ultimo viene erogato a costo reale sulla base delle spese effettivamente sostenute e documentate, nel limite massimo dell’importo assegnato.

Collegamenti e documenti utili per la partecipazione

Portale Lavoro Pubblico, per la presentazione telematica della domanda .

Portale Acquistinretepa, per effettuare gli acquisti tramite MePA .

-Avviso Comuni linea 2 

-Guida alla compilazione della domanda

-Dichiarazione conflitto di interessi

-Mappatura dei fabbisogni di acquisto dei Comuni

-Schede tecniche di catalogo relative ai beni e servizi

-Facsimile di domanda di partecipazione

Recap scadenze fondamentali 

Termine di presentazione domande: 10 dicembre 2025.

Periodo per gli acquisti (MePA): tra il 20 gennaio e il 20 febbraio 2026.

In sintesi, l’Avviso Risorse in Comune offre ai Comuni, che agiscono come soggetti attuatori, un meccanismo chiaro per la trasformazione digitale, sfruttando le risorse europee per modernizzare infrastrutture, strumenti  competenze del personale, portando l’amministrazione pubblica nell’era di NextGenerationEU.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sui servizi di UrbisMap e sulla possibilità di sfruttare i fondi PNRR dell’Avviso? Contattaci utilizzando il form sottostante! 

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Servizi GIS in cloud per le Pubbliche Amministrazioni: vantaggi, sicurezza e interoperabilità

Negli ultimi anni, la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione italiana ha fatto dei passi importanti, questo anche grazie agli incentivi del PNRR e alle direttive AgID sull’adozione del cloud. 

In questo scenario le amministrazioni locali sono chiamate a modernizzare gli strumenti di gestione del territorio, adottando soluzioni più flessibili, interoperabili e sicure.

Tra queste, i servizi GIS in cloud rappresentano oggi una delle soluzioni più efficaci per innovare la pianificazione e la gestione del territorio. Ma cosa significa davvero portare il GIS in cloud? Quali vantaggi offre alle amministrazioni e quali sono gli aspetti da valutare in termini di sicurezza e interoperabilità? 

UrbisMap, Geoportale nazionale in cloud, si propone come punto di riferimento per enti pubblici e professionisti che vogliono gestire, analizzare e condividere i dati territoriali in modo semplice, sicuro e conforme alle normative.

Cos’è un GIS in cloud e perché è strategico per la PA

Un GIS in cloud consente di creare, visualizzare e aggiornare dati geografici direttamente via web, senza installare software locali né gestire server interni.

In pratica, la PA accede attraverso un browser a un ambiente di lavoro completo e sempre aggiornato, dove può:

  • consultare mappe tematiche e livelli informativi ufficiali;
  • integrare dati catastali, urbanistici e ambientali;
  • gestire vincoli, piani e pratiche in modo georeferenziato;
  • dare accesso alle medesime informazioni a cittadini e professionisti.

UrbisMap offre tutto questo in una soluzione cloud altamente personalizzabile, pensata appositamente per le esigenze della Pubblica Amministrazione.

L’obiettivo è quello di rendere i dati territoriali accessibili, interoperabili e facilmente utilizzabili da chi deve prendere decisioni, pianificare o comunicare in modo trasparente.

I vantaggi per gli Enti pubblici

1. Nessuna infrastruttura da gestire

Uno dei principali vantaggi del GIS in cloud, come UrbisMap,  è la riduzione delle complessità infrastrutturali. L’Ente non deve preoccuparsi di configurare, mantenere server, licenze e backup. Tutto viene gestito centralmente dal fornitore, che garantisce aggiornamenti, sicurezza e continuità del servizio.

Questo permette anche ai piccoli Comuni di accedere a tecnologie avanzate senza sostenere costi elevati di manutenzione o competenze specialistiche interne.

2. Scalabilità e flessibilità operativa

Le esigenze della PA possono variare nel tempo: un nuovo piano urbanistico, un progetto PNRR o la pubblicazione di dati ambientali possono richiedere risorse aggiuntive.

UrbisMap, grazie alla sua architettura cloud scalabile, consente di aumentare o ridurre la capacità del servizio in base alle esigenze, garantendo prestazioni elevate e continuità operativa.

3. Aggiornamenti automatici

Uno dei limiti dei sistemi GIS tradizionali è la complessità degli aggiornamenti. UrbisMap elimina questo problema: tutte le evoluzioni funzionali e normative vengono aggiornate automaticamente senza interruzioni del servizio. 

4. Collaborazione e trasparenza amministrativa

UrbisMap è pensato per favorire la collaborazione e la comunicazione tra uffici, professionisti e cittadini.

Gli utenti possono accedere tutti alla medesima piattaforma e consultare liberamente e in autonomia le informazioni urbanistiche, aspetto che promuove ampiamente la trasparenza amministrativa.

Interoperabilità: UrbisMap come nodo connettivo dei dati territoriali

Un sistema GIS moderno non può vivere isolato, ma deve saper dialogare con catasto, SUAP/SUAPE, sistemi documentali, banche dati ambientali e urbanistiche. 

Il Geoportale UrbisMap è costruito su standard aperti, come WMS, che consentono di integrare facilmente dati e servizi provenienti da fonti esterne o di esportarli verso altri software. 

Un Comune può, per esempio, collegare UrbisMap al proprio gestionale lavori pubblici per aggiornare automaticamente lo stato dei cantieri, oppure importare tematismi da Geoportali regionali o da open data nazionali.

Grazie a questa interoperabilità UrbisMap diventa il punto di riferimento unico per la gestione integrata delle informazioni territoriali dell’Ente.

Un alleato per la transizione digitale degli Enti pubblici

L’obiettivo di UrbisMap è quello di semplificare l’operato delle Pubbliche Amministrazioni, offrendo servizi e strumenti intuitivi di supporto alle attività quotidiane. 

Con UrbisMap, anche i piccoli Comuni possono:

  • disporre di un sistema informativo territoriale (SIT) completo e aggiornato;
  • pubblicare online piani urbanistici, norme e vincoli ambientali;
  • monitorare infrastrutture e gestire il patrimonio pubblico;
  • condividere informazioni con cittadini e professionisti in modo semplice e trasparente.

Il tutto all’interno di una piattaforma sicura, scalabile e interoperabile, conforme alle linee guida AGID e alla strategia nazionale cloud per la PA. 

L’adozione di un sistema GIS in cloud, oggi, è dunque una necessità per una PA moderna, efficiente e trasparente.

Scegliendo piattaforme come UrbisMap, gli Enti pubblici possono:

– Digitalizzare e centralizzare il patrimonio informativo territoriale

– Migliorare la cooperazione tra uffici e professionisti

– Garantire sicurezza, tracciabilità e conformità normativa

– Ridurre i costi e i tempi di gestione

– Offrire ai cittadini un accesso chiaro e partecipato alle informazioni del territorio.

Scegli il sistema GIS in cloud UrbisMap come alleato per la tua amministrazione! Contattaci utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Comune!

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