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Mappa delle cabine primarie 2025: nuovi aggiornamenti e dove consultarla

L’evoluzione del panorama energetico italiano, in particolare con l’avanzamento delle configurazioni di autoconsumo diffuso e delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), ha reso indispensabile la creazione di strumenti digitali che garantiscono trasparenza e chiarezza regolamentare.

Tra questi strumenti, la mappa delle cabine primarie, gestita dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), emerge come un elemento cruciale, soprattutto in vista dell’aggiornamento valido per il periodo 2025-2027.

La cabina primaria: nodo cruciale della rete

Per comprendere l’importanza della mappa delle cabine primarie, è fondamentale prima definire la cabina primaria, nota anche come cabina di alta tensione (CAT). 

La cabina primaria è un impianto elettrico essenziale la cui funzione primaria è trasformare l’energia elettrica in ingresso, che viaggia ad alta tensione (AT), in energia a media tensione (MT). 

Questa energia a media tensione è poi pronta per essere distribuita.

Sebbene il valore standard uniformato per la media tensione sia 20 kV, le scelte storiche risalenti agli anni ‘50 e ‘60 hanno portato a una disuguaglianza basata sulla zona geografica, mantenendo in alcune aree, specialmente del Nord Italia dove le linee MT sono più corte, tensioni di 15 kV, mentre nel Sud Italia, dove le linee sono più lunghe, si utilizza prevalentemente 20 kV.

In Italia, l’infrastruttura conta oltre 2000 cabine primarie e, complessivamente, si stima che 25 distributori gestiscano 2.107 cabine primarie. 

Dal punto di vista della costruzione, una cabina primaria è un sistema complesso, composto da tre sezioni principali: la parte AT, che gestisce l’ingresso dell’energia e la sua protezione tramite trasformatori di misura, sezionatori e interruttori; i trasformatori AT/MT, che costituiscono il cuore dell’impianto e riducono la tensione garantendo la regolazione automatica al variare del carico; la parte MT, che distribuisce l’energia alle linee di uscita, assicurando protezione e continuità del servizio.

A supporto dell’impianto operano i servizi ausiliari, che alimentano i sistemi interni e garantiscono il funzionamento anche in caso di mancanza di rete grazie a batterie di emergenza.

Il contesto normativo: perché la mappa è necessaria

La necessità di mappare queste aree in modo preciso è nata con il Testo Integrato sull’Autoconsumo Diffuso (TIAD), pubblicato da ARERA nel gennaio 2023. 

Il TIAD ha introdotto una fondamentale semplificazione: la valorizzazione dell’autoconsumo diffuso deve fare riferimento all’Area Convenzionale sottese alla medesima cabina primaria, superando la precedente logica che si basava sulla cabina secondaria.

L’obiettivo primario della mappa è quello di consentire ai soggetti che vogliono accedere a i servizi di autoconsumo diffuso di verificare che i loro punti di connessione ricadano effettivamente nell’area convenzionale della stessa cabina primaria. 

Mappa delle cabine primarie 2025-2027: l’aggiornamento 

La versione aggiornata della mappa delle cabine primarie è stata pubblicata a ottobre 2025 ed è valida per un periodo di due anni, fino a settembre 2027.

Questo aggiornamento è fondamentale per rispecchiare l’evoluzione e lo sviluppo dinamico delle reti elettriche sul territorio nazionale.

Per i professionisti che lavorano quotidianamente su nuovi progetti, è cruciale considerare il periodo transitorio di sei mesi che decorre dal primo ottobre 2025. Durante questo semestre, gli operatori hanno la flessibilità di scegliere se basare i propri progetti sulla nuova mappa 2025-2027 o sulla versione precedente (2023-2025).

Tuttavia, dopo lo scadere di questi sei mesi, l’uso della mappa 2023-2025 sarà accettato solo in casi molto specifici, legati a:

– Impianti che hanno presentato domanda per il contribuito PNRR.

– Impianti per i quali la data del preventivo di connessione o l’invio della Parte I del Modello Unico sia antecedente al 1 ottobre 2025.

Per tutti gli altri nuovi progetti, l’allineamento della mappa 2025-2027 non solo è consigliato, ma risulta indispensabile per garantire la qualifica delle configurazioni di autoconsumo. 

Mappa cabine primarie 2025-2027 su UrbisMap: integrazione e semplificazione GIS

L’integrazione della mappa delle cabine primarie 2025 sul Geoportale UrbisMap amplifica enormemente il suo valore pratico. 

UrbisMap, Geoportale nazionale in cloud, mette a disposizione di tutti piani urbanistici, norme, vincoli e dati catastali in un’unica interfaccia. 

Per un professionista o un Ente che deve pianificare l’installazione di un impianto fotovoltaico o di una CER, non è sufficiente conoscere l’area convenzionale, ma è necessario incrociare questa informazione con una vasta gamma di dati territoriali:

– Dati catastali e urbanistici: come la mappa catastale e i piani regolatori generali, essenziali per verificare l’edificabilità o la destinazione d’uso.

– Vincoli paesaggistici e ambientali: per valutare l’impatto di un impianto fotovoltaico e rispettare le normative, è importante consultare i vincoli paesaggistici o i SIC o verificare se l’area è soggetta a dissesto idrogeologico.

Come consultare la mappa delle cabine primarie su UrbisMap

La consultazione della mappa delle cabine primarie 2025 sul Geoportale UrbisMap è semplice, veloce e intuitiva.

Vediamo insieme come visualizzarla in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Mappa delle cabine primarie” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo.

3. Cerca ora tramite l’apposita barra oppure direttamente dalla mappa, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura della mappa.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale, per visualizzare e consultare tutte le informazioni territoriali e urbanistiche del punto selezionato. 

Su UrbisMap la mappa delle cabine primarie è divisa in due tavole:

– Tavola Mappa 2023-2025, che da accesso, appunto, alla mappa delle cabine primarie relativa al triennio 2025-2027.

– Tavola Mappa 2025-2027, che da invece accesso alla mappa aggiornata del 2025 e pubblicata recentemente dal GSE.

Mettendo a disposizione la mappa delle cabine primarie aggiornata al 2025, UrbisMap si conferma un alleato strategico che semplifica e velocizza il lavoro di tecnici e liberi professionisti, permettendo di svolgere analisi preliminari e istruttorie più accurate per progetti di energia rinnovabile. 

Consulta subito la mappa delle cabine primarie 2025 sul Geoportale UrbisMap!

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Mappa delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia: perché conoscerle e come UrbisMap semplifica la loro individuazione

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) stanno diventando uno degli strumenti più concreti e innovativi per favorire la transizione energetica nei territori italiani.

Grazie a un modello basato sulla condivisione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, le CER stanno trasformando città, quartieri e piccoli comuni in protagonisti attivi della produzione energetica locale. 

Per capire davvero quanto questo fenomeno stia crescendo e dove si stia sviluppando con maggiore intensità, diventa fondamentale disporre di strumenti che permettano di analizzare facilmente la presenza delle comunità energetiche sul territorio. 

Ed è proprio in questa direzione che si posiziona la mappa delle CER pubblicata su UrbisMap, una risorsa pensata per supportare amministrazioni, tecnici e cittadini nella conoscenza e nella progettazione delle comunità energetiche.

Nell’articolo di oggi vediamo insieme perché le CER rappresentano un’opportunità concreta per l’Italia, qual è lo stato di diffusione attuale e come gli strumenti digitali stanno rivoluzionando la capacità di monitorare, analizzare e progettare iniziative energetiche locali.

Cosa sono le CER e perché stanno crescendo così rapidamente

Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono configurazioni in cui un gruppo di utenti, come famiglie, imprese, enti pubblici, condomini o attività commerciali, decide di produrre energia da fonti rinnovabili e condividerla all’interno della stessa area di rete elettrica.

Il modello si basa su alcuni principi chiave: 

  • produzione locale da fonti rinnovabili, soprattutto fotovoltaico;
  • condivisione dell’energia tra i membri della comunità;
  • benefici ambientali, economici e sociali come obiettivo primario;
  • coinvolgimento attivo dei cittadini nel sistema energetico.

Operative dopo l’entrata in vigore del Decreto attuativo del MASE, le CER rappresentano oggi una risposta strategica alla necessità di ridurre le emissioni, abbattere i costi energetici e promuovere sistemi di produzione più resilienti e decentralizzati.

La diffusione delle CER in Italia: un fenomeno in rapida evoluzione

Negli ultimi anni l’interesse verso le Comunità Energetiche Rinnovabili è cresciuto a ritmi vertiginosi. 

Sempre più amministrazioni locali stanno prendendo in considerazione la creazione di comunità energetiche come strumento per valorizzare gli edifici pubblici e ridurre i consumi energetici delle famiglie più fragili.

Allo stesso modo, imprese, PMI e cooperative stanno scoprendo i vantaggi economici e strategici legati alla produzione condivisa di energia.

 Tuttavia, uno dei principali ostacoli rimane la mancanza di informazioni chiare e aggiornate sulla presenza e sulla distribuzione delle CER già avviate o in fase di progettazione.

Questo rende difficile:

  • Capire lo stato di avanzamento del fenomeno nel proprio territorio
  • Analizzare le aree in cui le CER potrebbero svilupparsi più facilmente
  • Valutare possibili collaborazioni tra enti, cittadini e imprese
  • Individuare modelli replicabili 

È proprio per colmare questa esigenza che strumenti innovativi come UrbisMap stanno diventando indispensabili.

La mappa delle CER su UrbisMap: uno strumento per orientarsi 

La mappa delle Comunità Energetiche Rinnovabili, realizzata dalla RSE (Ricerca sul Sistema Energetico), è stata pubblicata sul Geoportale UrbisMap con un obiettivo principale: rendere accessibile a tutti la visualizzazione e la consultazione delle CER attive o in sviluppo sul territorio italiano.

Attraverso un’interfaccia semplice e immediata, è possibile:

Visualizzare le CER presenti nelle diverse regioni: il Geoportale permette di individuare rapidamente dove si trovano le comunità energetiche, quali territori sono più attivi e come si sta espandendo il modello a livello nazionale. 

Comprendere la distribuzione geografica del fenomeno: le differenze regionali emergono chiaramente e consentono di analizzare dove le CER si sono sviluppate maggiormente e dove invece il processo è più lento.

Studiare contesto, dimensioni e tipologie: ogni CER può avere caratteristiche molto diverse, alcune nascono attorno a edifici pubblici, altre coinvolgono aziende, altre ancora sono composte da gruppi di cittadini o da condomini. La mappa permette di distinguere queste realtà e capire quali modelli sono più diffusi ed efficaci.

Supportare amministrazioni e professionisti nella fase progettuale: sapere cosa è stato già realizzato altrove permette di:

  • replicare buone pratiche
  • accelerare le decisioni
  • migliorare la pianificazione
  • ottimizzare i tempi di attivazione

Avere una panoramica completa delle CER esistenti è un enorme vantaggio competitivo, soprattutto nel momento in cui i fondi pubblici, come le risorse del PNRR, richiedono prestazioni rapide e ben strutturate.

Come consultare la mappa delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia su UrbisMap

La consultazione della mappa delle CER in Italia su UrbisMap è semplice, veloce e intuitiva. 

Ecco una breve guida pratica per consultare la mappa in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai ora nella tab layers, la terza del menu principale, e della sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Mappa interattiva RSE delle CER in Italia” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale.

3. Cerca adesso, utilizzando l’apposita barra oppure direttamente tramite mappa,  il punto o l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura della mappa.

4. Tramite la tab dati, la seconda del menu principale, puoi ora visualizzare e consultare tutte le informazioni relative alle CER dell’area selezionata.

La mappa delle Comunità Energetiche Rinnovabili su UrbisMap è strutturata in diverse tavole tematiche, ciascuna delle quali offre una visualizzazione specifica del funzionamento delle CER:

Tavola livello strutturazione:

Questa tavola rappresenta la struttura delle CER, mostrando i vari livelli di implementazione e organizzazione delle comunità energetiche in Italia. 

Tavola modello organizzativo:

La tavola “modello organizzativo” descrive il tipo di struttura di gestione della comunità energetica, un’informazione vitale per i cittadini che desiderano aderire e per le amministrazioni che vogliono promuoverle. I modelli identificativi sono tre:

  • Public Lead: indica una comunità energetica in cui l’iniziativa è guidata principalmente da Enti pubblici, come amministrazioni locali o istituzioni pubbliche. Questi enti sono i principali protagonisti nella gestione e nell’organizzazione del progetto.
  • Community Energy Builder: in questo caso la comunità energetica è gestita e promossa direttamente dai membri della comunità. Sono le persone locali o associazioni che si uniscono per realizzare e gestire l’energia rinnovabile a livello comunitario, senza il predominio di enti pubblici o grandi aziende.
  • Pluralista: si tratta di una struttura che vede la gestione della comunità in mano a diversi attori, ovvero enti pubblici, privati e i cittadini stessi.

Tavola tecnologia di generazione

Questa tavola si concentra sulle tecnologie utilizzate per la generazione di energia all’interno delle CER, indicando dunque le varie fonti di energia rinnovabile adottate (fotovoltaico, eolico o la combinazione di più fonti).

La visualizzazione integrata delle informazioni contenute all’interno delle diverse tavole interattive permette quindi di avere una panoramica dettagliata sulla distribuzione delle CER e sul loro funzionamento in Italia. 

In sintesi, la mappa delle CER su UrbisMap non è solo un elenco di punti sul territorio, ma è il punto di partenza per una pianificazione informata. 

Unita alla disponibilità gratuita della mappa delle cabine primarie e degli strumenti urbanistici di tutto il territorio nazionale, rappresenta un valore aggiunto significativo che semplifica la partecipazione e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia, fornendo a cittadini e tecnici la base informativa necessaria per interagire con l’ecosistema di supporto e agire attivamente nella transizione energetica locale.

Consulta subito la mappa delle Comunità Energetiche Rinnovabili d’Italia sul Geoportale UrbisMap!

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Rischio idrogeologico e fotovoltaico a terra: mappare i pericoli con UrbisMap

Nella progettazione di un impianto fotovoltaico a terra, uno degli aspetti più sottovalutati ma potenzialmente critici è il rischio idrogeologico del sito.

Fenomeni di alluvione, frane o instabilità del terreno possono aumentare sensibilmente i costi, mettere a rischio la sostenibilità dell’investimento e addirittura compromettere la sicurezza strutturale nel lungo termine.

Per un professionista che opera nel settore del fotovoltaico e delle energie rinnovabili, integrare l’analisi del rischio idrogeologico già nelle fasi di fattibilità, è sicuramente un elemento distintivo che aggiunge valore tecnico e commerciale.

L’impiego di software GIS e l’accesso a layer geologici, idrogeologici e di pericolosità alluvionale può trasformare un’analisi approssimativa in una valutazione solida e basata sui dati.

In questo contesto il Geoportale UrbisMap, con il suo set di dati territoriali, urbanistici, catastali e normativi, rappresenta uno strumento strategico e molto importante per mappare, comprendere e ridurre il rischio idrogeologico nei progetti fotovoltaici a terra.  

Cos’è il rischio idrogeologico e come si manifesta nel fotovoltaico a terra

Il rischio idrogeologico indica la probabilità che eventi come frane e alluvioni colpiscano un territorio causando danni a persone, edifici o infrastrutture.

Il dissesto idrogeologico include fenomeni come frane, smottamenti, erosioni e alluvioni. Nel caso di impianti fotovoltaici a terra, queste criticità possono causare:

  • danni alle fondazioni a causa di cedimenti o erosione;
  • instabilità della struttura per smottamenti;
  • problemi legati alla falda acquifera (per terreni soggetti a innalzamento delle acque);
  • rischio di allagamento durante piene o eventi estremi.

Questi fattori non solo minacciano la produzione e la vita dell’impianto, ma anche la sua economicità: costi di riparazione, aumento delle assicurazioni, possibili reclami legali.

Il ruolo dei sistemi GIS nella valutazione del rischio

I GIS rappresentano lo strumento ideale per la valutazione del rischio idrogeologico, in quanto permettono di integrare e consultare diversi tipi di dati territoriali e di analizzarli in maniera spaziale. 

Per un impianto fotovoltaico a terra è fondamentale lavorare con layer specifici, come:

Layer geologici: forniscono informazioni sulla tipologia di suolo, stratigrafia e capacità portante del terreno. Conoscere queste caratteristiche è fondamentale per:

  • determinare se il terreno può sostenere le fondazioni dell’impianto 
  • identificare aree instabili o soggette a subsidenza 
  • pianificare eventuali interventi di consolidamento o fondazioni speciali, come micropali o plinti profondi.

Layer idrogeologici: riportano informazioni sulle falde acquifere, sulla permeabilità del suolo e sul regime idrico. Permettono di valutare:

  • la presenza di acqua nel sottosuolo, che può compromettere le fondazioni
  • la necessità di sistemi di drenaggio
  • il rischio di allagamento in caso di piogge intense o innalzamento delle acque

Layer di pericolosità da bacini alluvionali: indicano zone potenzialmente esposte a frane o alluvioni in modo da:

  • individuare le zone ad alto rischio e quelle a basso rischio
  • adottare misure preventive mirate
  • valutare la convenienza economica e tecnica dell’area selezionata

Analizzando questi dati in modo integrato, il professionista può identificare le aree a rischio elevato e pianificare interventi mirati.

Impatto sui costi di progetto e sul rischio di investimento

Se un terreno viene identificato come soggetto a rischio idrogeologico, i costi di progetto possono salire per diverse ragioni:

– Fondazioni più robuste: su terreni instabili potrebbe essere necessario usare pali trivellati, micropali o plinti più profondi. Questo comporta maggiori costi materiali e di manodopera.

– Sistemi di drenaggio: per evitare accumuli d’acqua attorno alle strutture può essere necessario progettare sistemi di drenaggio superficiale o interrato.

– Opere di contenimento: nel caso di frane o smottamenti, occorrono muri di contenimento oppure opere di stabilizzazione dei pendii.

– Protezioni idrauliche: se il terreno è situato in una zona alluvionale, potrebbe essere necessario prevedere argini, casse di espansione o altri accorgimenti per limitare i danni in caso di piena.

Queste misure fanno aumentare l’investimento iniziale, ma riducono significativamente il rischio di guasti e danni futuri.

Dal punto di vista dell’investitore, il rischio idrogeologico può tradursi in:

  •  Maggiore probabilità di perdita di produzione per danni strutturali o per periodi di fermo.
  • Aumento dei premi assicurativi se la zona è classificata ad alto rischio.
  • Rischi legali o di conformità, soprattutto se non vengono considerate le normative di valutazione ambientale (VIA) o se il progetto non rispetta i vincoli idrogeologici. 
  • Difficoltà nelle procedure autorizzative se l’area è classificata come pericolosa nei piani di assetto idrogeologico.

In sostanza, un’analisi preventiva con GIS diventa un elemento di mitigazione: aiuta a quantificare il rischio, a pianificare le contromisure e a presentare dati solidi agli investitori. 

Rischio idrogeologico e fotovoltaico a terra: il ruolo di UrbisMap

UrbisMap si distingue come strumento fondamentale per la gestione del rischio idrogeologico nei progetti fotovoltaici per diverse motivazioni:

1. Un’unica piattaforma con dati territoriali, urbanistici e normativi di tutta Italia

Attraverso il Geoportale UrbisMap il professionista accede, da un solo ambiente, a:

– dati territoriali ufficiali

– piani urbanistici comunali e sovracomunali

– vincoli paesaggistici e ambientali 

– normative nazionali e locali

– mappe catastali

Tutto in un’unica interfaccia, senza dover consultare portali diversi.

2. Accesso ai layer fondamentali per la progettazione del fotovoltaico a terra

UrbisMap mette a disposizione diverse mappe tematiche necessarie alla corretta valutazione tecnico – normativa del terreno, tra cui:

– Mappa del dissesto idrogeologico ISPRA

– Carta idrogeologica nazionale

– Mappa delle aree idonee e zone di accelerazione – GSE

– Pericolosità PAI (frane e alluvioni)

– Mappe dei vincoli 

Questi layer permettono di svolgere una valutazione completa della fattibilità dell’impianto.

3. Consultazione semplice, intuitiva e geolocalizzata 

Uno dei punti di forza di UrbisMap è la sua facilità d’uso: con un semplice clic su mappa sopra il punto desiderato si ottengono tutte le informazioni territoriali, normative e urbanistiche relative a quello stesso punto. 

L’analisi è quindi immediata, precisa e geolocalizzata.

4. Report chiari e scaricabili

UrbisMap permette di scaricare un praticissimo, chiaro e completo report di destinazione urbanistica, utile anche come materiale da presentare a clienti, Enti o investitori.

5. Supporto decisionale

UrbisMap trasforma i dati territoriali in strumenti operativi , aiutando i professionisti a prendere decisioni rapide e informate, riducendo il rischio di errori.

Scegliere UrbisMap significa avere un unico strumento completo in grado di integrare dati geologici, idrogeologici, catastali, urbanistici e normativi, semplificando la valutazione del rischio idrogeologico e l’ottimizzazione del progetto fotovoltaico.

Il rischio idrogeologico rappresenta una criticità reale ed importante per gli impianti fotovoltaici a terra, che non può essere trascurata. 

Un approccio basato su strumenti GIS come UrbisMap permette di mappare i pericoli, identificare le zone sicure e pianificare interventi di mitigazione mirati.

Per i professionisti questo significa:

  • avere accesso a informazioni precise e affidabili sul sito di installazione
  • ridurre il rischio di incidenti o danni strutturali
  • pianificare costi e investimenti in modo più realistico
  • dimostrare ai clienti e agli investitori un approccio professionale e consapevole.

Integrare UrbisMap nel processo progettuale diventa quindi anche un vantaggio competitivo, permettendo di trasformare un’analisi complessa in strumenti chiari e immediati. 

Se sei un tecnico e desideri trasformare la tua attività riducendo i rischi e massimizzando l’efficienza progettuale, scopri tutti gli strumenti di UrbisMap dedicati ai liberi professionisti!

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GIS e Fotovoltaico: valutare il potenziale solare di tetti e terreni con UrbisMap

Negli ultimi anni il mercato del fotovoltaico è stato protagonista di un’espansione senza precedenti, spinto dalla necessità di ridurre i costi energetici, dalle politiche europee di decarbonizzazione e dal periodo storico attuale. 

Tuttavia, la crescente concorrenza e la complessità delle valutazioni preliminari rendono sempre più necessaria l’adozione di strumenti professionali in grado di fornire analisi tecniche rapide, affidabili e chiare per il cliente.

In questo contesto, il connubio tra GIS e fotovoltaico sta diventando un fattore determinante.  L’utilizzo di strumenti GIS, come UrbisMap, per valutare il potenziale solare di tetti e terreni rappresenta infatti una vera soluzione strategica per i liberi professionisti del settore. 

In particolare, su UrbisMap è possibile consultare layer urbanistici, catastali e vincolistici, ortofoto satellitari (attuali e storiche) in alta risoluzione, mappe tematiche specifiche del fotovoltaico, come la mappa delle cabine primarie o quella delle aree non idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, e sovrapporre questi dati al sito del possibile intervento.

Il risultato è quello di un’analisi completa, veloce e solida dal punto di vista professionale.

Perché il GIS è diventato essenziale per il fotovoltaico 

Tradizionalmente, la valutazione della fattibilità di un impianto fotovoltaico era basata su rilievi manuali e sopralluoghi.

Oggi, anche grazie alla disponibilità di dati territoriali digitali ad alta risoluzione, permette di passare da valutazioni più “intuitive” ad analisi quantitative e georeferenziate, che rispondono con puntualità a domande come:

– Qual è la reale superficie utile installabile su un tetto o su un terreno?

– Qual è l’orientamento e la pendenza dell’area di intervento? Quanto potrebbe favorire la produzione?

– Sono presenti ombre da edifici, alberi o rilievi che potrebbero ridurre il rendimento?

– L’area è soggetta a vincoli paesaggistici, urbanistici o ambientali che possono limitare o proibire l’intervento?

Con l’ausilio di sistemi GIS come UrbisMap il professionista può visualizzare queste informazioni in modo immediato, incrociando layer diversi come ortofoto, mappe catastali, piani regolatori e vincoli ambientali, ottenendo in pochi minuti una visione chiara della fattibilità tecnica e normativa dell’area di intervento. 

GIS e fotovoltaico: come usare UrbisMap per stimare il potenziale solare

La valutazione accurata del potenziale fotovoltaico inizia con un’analisi spaziale rigorosa che tenga conto di ogni fattore che influisce sull’irraggiamento solare locale.

1. Analisi dell’orientamento e delle superficie utile

Anche senza la presenza di una mappa dell’irraggiamento, UrbisMap consente di stabilire orientamento e dimensione della superficie effettivamente disponibile

Sul Geoportale, il professionista può:

  • Identificare l’area effettiva per l’installazione consultando le ortofoto, evitando così zone non utilizzabili come lucernari, parapetti ecc.
  • Individuare l’orientamento e la pendenza approssimativa della copertura, che è uno dei fattori principali per stimare il rendimento.
  • Misurare direttamente su mappa superfici, perimetri e aree.
  • Salvare o esportare le misure della superficie utile per includerle in un report.

2. Verifica degli ombreggiamenti e dell’area circostante

Uno degli aspetti più critici per la produzione fotovoltaica è l’ombra, che può ostacolare e ridurre significativamente la resa dell’impianto.

Su UrbisMap:

  • È possibile, utilizzando ortofoto recenti, individuare edifici o vegetazione che proiettano ombra sulla copertura o sul terreno.
  • Annotare la posizione delle ombre e la loro possibile influenza nella relazione del cliente.

3. Sovrapposizione di vincoli urbanistici e ambientali e stima preliminare di rendimento

Un grande vantaggio di UrbisMap è la possibilità di incrociare la lettura e la visualizzazione di più informazioni, come dati urbanistici e vincolistici, direttamente all’interno della stessa piattaforma. 

Su UrbisMap è possibile interpellare sovrapposizioni come piani regolatori, destinazioni d’uso, vincoli paesaggistici e fasce di tutela ambientale. Il professionista può dunque anticipare se esistono restrizioni che rendono il sito meno idoneo, risparmiando tempo e risorse.

Combinando le informazioni raccolte il tecnico è in grado di stimare ora una produzione annua e presentarla al cliente in attesa di un calcolo più preciso.

Come presentare i dati al cliente

Un altro grande vantaggio dell’uso di sistemi GIS per il fotovoltaico, è la possibilità di trasformare dati tecnici, spesso complessi per il cliente, in mappe più chiare e comprensibili. 

Per un cliente vedere il proprio edificio o terreno su una mappa, con le aree evidenziate in base al rendimento stimato, può essere molto più chiaro e convincente rispetto ad una sola tabella di calcolo. 

Ecco come si potrebbero presentare i risultati:

Mappa del tetto o del terreno: mostrare l’area disponibile evidenziata con un colore o con una cornice e con la superficie calcolata.

Zone installabili: indicare le zone effettivamente sfruttabili, evitando zone in ombra, vincolate o non sufficientemente orientate.

Stima produttiva annuale: presentare una cifra stimata (kWh/anno) e un dato economico equivalente (risparmio o autoconsumo).

Elenco dei principali vincoli o delle criticità: indicare, per esempio, che la zona è sottoposta a vincolo paesaggistico e che va valutata quindi un’autorizzazione.

Grafica comparativa: se si vogliono valutare più opzioni, proporre per esempio un’opzione per il tetto e una per il terreno, oppure due orientamenti differenti. 

Questa tipologia di report e presentazione può far aumentare la percezione di professionalità e aiuta il cliente a visualizzare meglio il progetto, riducendo i tempi decisionali.

Quali sono i vantaggi per i professionisti?

Adottare sistemi GIS come UrbisMap nella propria pratica professionale offre vantaggi concreti:

– Rapidità nel predisporre una prima analisi di fattibilità, riducendo i tempi di sopralluogo o integrandoli.

– Precisione nell’analisi preliminare grazie a layer territoriali dettagliati e sovrapposti.

– Riduzione del margine di errore, anticipando condizioni non favorevoli ( come ombre, vincoli, destinazione d’uso limitata ecc) ed evitando investimenti su siti non idonei.

– Maggiore redditività grazie a tempi e costi preliminari ridotti e un minor rischio tecnico e amministrativo. 

– Maggiore professionalità percepita da interlocutori e clienti.

Naturalmente è importante specificare che i l GIS non sostituisce completamente la competenza di un tecnico, ma va a potenziarla, fornendo una base solida e oggettiva sulla quale costruire il proprio progetto. 

In sintesi, saper leggere e interpretare il territorio, conoscere vincoli e comunicare i risultati al proprio cliente in modo chiaro, sono competenze essenziali nel mercato delle energie rinnovabili. 

Strumenti come UrbisMap mettono queste capacità alla portata dei professionisti, offrendo una piattaforma completa per analizzare in anticipo la fattibilità tecnica e normativa del progetto, generare mappe e report professionali, distinguersi dalla concorrenza e costruire un rapporto di fiducia e trasparenza con il cliente.

Se sei un tecnico e desideri trasformare la tua attività riducendo i rischi e massimizzando l’efficienza progettuale, scopri tutti gli strumenti di UrbisMap dedicati ai liberi professionisti!

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