Piano Regolatore Generale di Bari: zonizzazione, norme e consultazione online

Il Piano Regolatore Generale di Bari rappresenta lo strumento fondamentale per il governo del territorio della città, definendo le regole per lo sviluppo urbanistico, la tutela del patrimonio storico e la gestione delle trasformazioni fisiche e funzionali.

Con l’aggiornamento delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA di Bari) di maggio 2022, il Comune di Bari ha consolidato un quadro normativo complesso che integra strategie di espansione urbana con le tutele paesaggistiche e ambientali.

Nell’articolo di oggi esploreremo nel dettaglio cos’è il PRG di Bari, com’è strutturato, quali sono i suoi obiettivi principali e come cittadini e professionisti possono consultarlo in modo immediato, semplice e gratuito attraverso il Geoportale UrbisMap.

Cos’è il PRG di Bari e quali sono i suoi obiettivi

Il Piano Regolatore Generale di Bari è lo strumento di pianificazione urbanistica generale che disciplina l’attività edificatoria in tutte le zone in cui è suddiviso il territorio comunale di Bari.

Il piano è stato approvato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n.1475 l’8 luglio 1976. Nel corso del tempo ha subito diverse modifiche, come la variante approvata con Delibera della Giunta Regionale n.1168 l’8 agosto 2023 e pubblicato sul bollettino ufficiale n.87 il 25 settembre 2023.

Il Piano Regolatore Generale di Bari non si limita a definire dove è possibile costruire, ma stabilisce la strutturazione del territorio secondo un programma organico che coinvolge sia l’attività edilizia pubblica che quella privata.

Gli obiettivi del PRG di Bari sono molteplici e mirano a garantire uno sviluppo equilibrato della città:

Assetto del territorio: definire la maglia urbana, le zone residenziali, produttive e i servizi.

Dotazioni territoriali: prevedere le opere di urbanizzazione primaria (strade. fognature, verde attrezzato) e secondaria (scuole, mercati, centri sociali) necessarie alla collettività.

Tutela ambientale e paesaggistica: integrare le norme del piano con il PUTT/P (Piano Urbanistico Territoriale Tematico Paesaggio) e il PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) per la salvaguardia di coste e beni architettonici.

Sostenibilità: promuovere interventi volti alla riduzione del consumo di suolo e al miglioramento dell’efficienza energetica, come previsto dal Regolamento Edilizio di Bari (RE).

La struttura del Piano Regolatore Generale di Bari: elaborati e NTA 

Il PRG di Bari si compone di una vasta documentazione tecnica e cartografica che può essere suddivisa in tre grandi aree tematiche:

1. Norme Tecniche di Attuazione (NTA di Bari)

Rappresentano il cuore normativo del piano. Le NTA di Bari definiscono in dettaglio gli indici edilizi, i parametri tecnici e le destinazioni d’uso per ogni singola zona.

Tra i parametri principali troviamo:

  • Superficie territoriale (ST) e fondiaria (SF): la base di calcolo per tutti gli interventi di trasformazione.
  • Indici di fabbricabilità (IFT e IFF): che determinano il volume massimo edificabile per metro quadro di superficie.
  • Altezze e distanze: norme rigide per garantire il decoro urbano e il rispetto dei rapporti tra i fabbricati.

2. La zonizzazione (aree omogenee)

Il territorio comunale di Bari è suddiviso in zone con vocazioni differenti, classificate per aree residenziali, produttive e di servizio:

Centro storico (Zona A1): disciplinato dal piano particolareggiato della Città Vecchia per la conservazione e il restauro del tessuto antico.

Zone di completamento (Tipo B): aree già parzialmente edificate dove gli interventi mirano al rinnovo e al consolidamento dei quartieri esistenti (es Murat, Carrassi, San Pasquale).

Zone di espansione (Tipo C): destinate ai nuovi insediamenti residenziali, subordinate spesso all’approvazione di piani di lottizzazione convenzionata.

Zone produttive: suddivise in attività primarie (agricoltura), secondarie (artigianato, commercio, industria) e terziarie (uffici, servizi direzionali).

3. Varianti e piani sovraordinati

Il PRG di Bari include varianti specifiche fondamentali, come quella di adeguamento al Piano di Rischio Aeroportuale (PRA) per l’Aeroporto “Karol Wojtyla”, che impone limitazioni nelle zone di tutela per garantire la sicurezza del volo e l’incolumità pubblica.

Sostenibilità e crediti di decarbonizzazione

Un elemento innovativo che accompagna la disciplina urbanistica di Bari, integrato nel Regolamento Edilizio, è l’attenzione alla sostenibilità energetico-ambientale.

Per gli interventi di nuova costruzione o demolizione e ricostruzione, è previsto il raggiungimento di un punteggio minimo di 15 crediti di decarbonizzazione.

Questi crediti si ottengono attraverso:

– Realizzazione di tetti verdi e superfici permeabili.

– Adozione di tecnologia per il recupero delle acque meteoriche.

– Installazione di impianti da fonti rinnovabili.

– Utilizzo di materiali da costruzione riciclati o di recupero.

Come consultare il Piano Regolatore Generale di Bari sul Geoportale UrbisMap

La consultazione tradizionale dei documenti cartacei e dei PDF comunali può risultare estremamente dispersiva. 

Il Geoportale UrbisMap risolve questa criticità integrando tutti i dati geografici e normativi del PRG di Bari in un’unica interfaccia GS in cloud, accessibile e gratuita.

Ecco i passaggi da seguire per consultare il Piano Regolatore Generale di Bari in pochi istanti:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio comunale di Bari tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

piano regolatore generale di Bari su UrbisMap

Per una lettura completa del piano, UrbisMap mette a disposizione i seguenti documenti:

  • Norme Tecniche di Attuazione (NTA di Bari)
  • Regolamento Edilizio di Bari

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili in formato PDF direttamente dal Geoportale.

Perché scegliere UrbisMap per consultare il PRG di Bari?

Il punto di forza di UrbisMap non è solo fornire l’accesso al singolo dato, ma la sua capacità di integrare questa informazione con tutti gli altri strati informativi territoriali e urbanistici su scala nazionale.

Questa visione d’insieme permette di ottenere una comprensione profonda e contestualizzata del territorio, fondamentale per prendere decisioni consapevoli e informate.

Inoltre, tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo la massima affidabilità del dato. 

Link al piano: https://www.urbismap.com/bari

Consulta il Piano Regolatore Generale di Bari, ti aspettiamo sul Geoportale!

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PSC di Reggio Calabria: come consultarlo online su UrbisMap

Il Piano Strutturale Comunale di Reggio Calabria, approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n.101 del 30/12/2023, è entrato ufficialmente in vigore con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n.94 dell’8 maggio 2024.

Si tratta di uno strumento fondamentale che, non solo sostituisce le vecchie logiche del Piano Regolatore Generale, ma delinea la visione di sviluppo della città per i prossimi decenni, puntando su sostenibilità, rigenerazione e tutela del paesaggio.

Nell’articolo di oggi esploreremo nel dettaglio cos’è il PSC di Reggio Calabria, com’è strutturato, quali sono i suoi obiettivi principali e come cittadini e professionisti possono consultarlo in modo immediato, semplice e gratuito attraverso il Geoportale UrbisMap.

Cos’è il PSC di Reggio Calabria e quali sono i suoi obiettivi

Il Piano Strutturale Comunale è lo strumento di pianificazione urbanistica generale previsto dalla Legge Urbanistica Regionale n.19/2002.

A differenza dei vecchi piani, il PSC di Reggio Calabria non scende nel dettaglio della singola particella in termini di edificabilità immediata (compito che spetta al Piano Operativo Temporaneo o ai piani attuativi), ma definisce le strategie di governo dell’intero territorio comunale di Reggio Calabria.

Gli obiettivi del PSC di Reggio Calabria sono molteplici e ambiziosi:

Sviluppo ordinato e sostenibile: 

Promuovere una crescita che elevi la qualità della vita dei cittadini.

Tutela del patrimonio: 

Garantire la salvaguardia dei valori architettonici, ambientali e paesaggistici che caratterizzano la città.

Efficienza amministrativa: 

Semplificare le procedure edilizie attraverso regole chiare e uniformi, integrate nel Regolamento Edilizio e Urbanistico (REU).

Sicurezza: 

Integrare la pianificazione con le analisi di fattibilità geologica e la mitigazione dei rischi naturali.

L’iter di approvazione: un percorso verso la digitalizzazione

L’approvazione definitiva del PSC di Reggio Calabria è il risultato di un lungo processo di analisi, ascolto e confronto. 

Il piano era stato inizialmente adottato con Delibera del Consiglio Comunale n.1 dell’11 gennaio 2020. Dopo la fase delle osservazioni e delle relative controdeduzioni, il documento è stato aggiornato e integrato con i pareri della Città Metropolitana di Reggio Calabria e della Regione Calabria, inclusa la Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

Il Consiglio Comunale, con la Deliberazione n.101 del 30/12/2023, ha approvato la versione definitiva del piano, completa di REU (Regolamento Edilizio e Urbanistico) e Rapporto Ambientale.

Questo passaggio segna una svolta verso una gestione del territorio più moderna e trasparente, dove il dato cartografico diventa la base per ogni decisione tecnica.

La struttura del PSC di Reggio Calabria: elaborati e sistemi

Il PSC di Reggio Calabria si compone di una mole impressionante di documenti, suddivisi principalmente in due grandi aree: il documento definitivo e il quadro conoscitivo.

Il documento definitivo

Contiene le norme vigenti e le cartografie di progetto. Tra i documenti più rilevanti troviamo:

Relazione illustrativa: spiega le scelte strategiche del piano.

Regolamento Edilizio e Urbanistico (REU): il codice che disciplina gli interventi edilizi.

Tavole di macrozonizzazione: definiscono le grandi aree del territorio.

Ambiti territoriali unitari (ATU): rappresentano il cuore della trasformazione urbana, con tavole specifiche dedicate alla configurazione morfologica, alle tutele e alle limitazioni.

Il quadro conoscitivo

È la “fotografia” scientifica del territorio. Include studi specialistici come:

Studio geomorfologico: con carte dedicate alla pericolosità sismica, idrogeologica e alla fattibilità geologica delle azioni di piano.

Sistema insediativo: analisi dei tessuti storici, della cronologia dell’edificato e dei servizi urbani.

Sistema naturalistico ambientale: mappe della naturalità e della sensibilità ambientale.

Il Regolamento Edilizio e Urbanistico di Reggio Calabria (REU): parametri e regole per l’edilizia

Il Regolamento Edilizio e Urbanistico (REU) è lo strumento operativo che accompagna il PSC di Reggio Calabria.

Esso introduce definizioni uniformi per evitare ambiguità interpretative. 

Alcuni esempi tratti dalle norme tecniche includono:

Superficie territoriale (ST): la superficie reale di una porzione di territorio oggetto di trasformazione.

Indice di edificabilità fondiaria (IF): la quantità massima di volume edificabile su una determinata superficie destinata all’uso edificatorio.

Carico urbanistico (CU): il fabbisogno di dotazioni territoriali (servizi, parcheggi, verde) generato da un nuovo insediamento.

Il REU di Reggio Calabria disciplina inoltre gli aspetti prestazionali degli edifici, con un forte focus sul risparmio energetico, l’uso di fonti rinnovabili e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Gli ambiti territoriali unitari (ATU)

Il territorio comunale di Reggio Calabria è stato suddiviso in diversi ambiti territoriali unitari (ATU), ognuno con una specifica vocazione:

  • Città residenziale: suddivisa per densità elevata, bassa o rada.
  • Città produttiva: zone destinate ad attività industriali, artigianali, commerciali e terziario-turistiche.
  • Territorio rurale e periurbano: aree dedicate all’agricoltura e alla conservazione del paesaggio extraurbano.

Come consultare il PSC di Reggio Calabria sul Geoportale UrbisMap

Consultare il Piano Strutturale Comunale di Reggio Calabria su UrbisMap è semplicissimo e intuitivo, ecco come fare in pochi passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca ora, tramite l’apposita barra oppure direttamente navigando sulla mappa, il territorio di Reggio Calabria e clicca sul punto o l’area di tuo interesse per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche e normative del punto cliccato. 

Per una lettura completa del PSC di Reggio Calabria, UrbisMap mette a disposizione sotto la voce “Allegati del piano” i seguenti documenti:

  • Il regolamento edilizio e urbanistico di Reggio Calabria (REU)
  • Le schede tecniche
  • L’allegato A

Tutti i documenti sono consultabili e scaricabili in formato PDF direttamente dal Geoportale.

Perché consultare il PSC di Reggio Calabria su UrbisMap?

La mole di documenti che compongono il Piano Strutturale Comunale di Reggio Calabria può rendere la consultazione tradizionale complessa.

Per un cittadino che vuole conoscere, per esempio, la destinazione d’uso del proprio terreno, o per un tecnico che deve istruire una pratica edilizia, cercare tra decine di PDF e tavole catastali cartacee richiede tempo e precisione.

Il Geoportale UrbisMap risolve questa complessità integrando tutti i dati del PSC di Reggio Calabria in un’unica interfaccia GIS in cloud. 

Scegliere UrbisMap significa accedere a:

– Dati sempre aggiornati: il portale recepisce le ultime varianti e deliberazioni ufficiali.

– Accesso gratuito e immediato: senza bisogno di installare software costosi o complessi.

– Report dettagliati: è possibile generare report urbanistici con un semplice clic.

– Trasparenza e precisione: sovrapposizione precisa tra mappe catastali e tavole del PSC.

Link al piano: https://www.urbismap.com/reggio-calabria

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Piano Urbanistico Comunale di Merano: guida completa al PUC e alla consultazione online

Il Piano Urbanistico Comunale di Merano, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n.61 del 27 settembre 2023 e pubblicato nel bollettino ufficiale n.19 il 9 maggio 2024, governa l’assetto del territorio di Merano. 

Armonizzato con la legge urbanistica della Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, il PUC di Merano rappresenta la “bussola” per lo sviluppo della città, definendo le regole per la trasformazione fisica e funzionale del tessuto urbano nel rispetto della sostenibilità e della qualità della vita.

In questo articolo esploreremo il funzionamento del PUC di Merano, la sua struttura normativa e come professionisti e cittadini possano consultarlo velocemente attraverso il Geoportale UrbisMap

Cos’è il PUC di Merano e quali sono i suoi obiettivi

Il Piano Urbanistico Comunale di Merano è lo strumento di pianificazione più importante per lo sviluppo del tessuto cittadino. Esso considera l’intero territorio comunale e ha il compito fondamentale di definire:

– La rete viaria principale.

– La delimitazione e la destinazione funzionale delle singole superfici, con i relativi indici di edificazione.

– Le aree riservate a opere e impianti di interesse pubblico.

L’obiettivo principale del PUC di Merano è quello di garantire uno sviluppo ordinato e sostenibile, assicurando che le esigenze della popolazione e dell’economia siano bilanciate con la tutela ambientale e dei valori paesaggistici. 

Le disposizioni del piano tengono conto della particolare natura di Merano, prevedendo regole specifiche per le aree sottoposte a vincolo monumentale, i parchi pubblici e le infrastrutture viarie.

La struttura del Piano Urbanistico Comunale di Merano: elaborati e norme di attuazione

Per governare la complessità di un territorio che alterna centri storici densi e vaste zone di verde agricolo e impianti turistici (come Merano 2000), il PUC si avvale di diversi documenti tecnici e normativi:

1. Le Norme Tecniche di Attuazione (NTA di Merano): rappresentano il cuore normativo del piano. Disciplinano in dettaglio l’uso e l’edificazione delle diverse zone, definendo parametri tecnici come l’altezza massima degli edifici, la densità edilizia, le distanze minime dai confini e le superfici minime da destinare a verde.

2. Il Regolamento Edilizio di Merano (RE): disciplina le caratteristiche qualitative dei fabbricati, la gestione dei cantieri, la tutela del decoro urbano e l’inserimento architettonico nel paesaggio.

3. La cartografia: le tavole di zonizzazione definiscono graficamente le destinazioni d’uso di ogni singola particella fondiaria o edificabile.

I sistemi del PUC di Merano: la zonizzazione

Il territorio di Merano è suddiviso in zone omogenee, ognuna regolata da specifici articoli delle NTA:

Centro storico (zona residenziale A1)

Comprende gli agglomerati di carattere storico e artistico che costituiscono un insieme omogeneo. Qui gli interventi sono finalizzati al recupero e alla conservazione, con ampliamenti volumetrici minimi (massimo il 5% della cubatura esistente).

Zone di completamento (Zona B)

Queste aree sono totalmente o parzialmente edificate e non presentano particolare pregio storico. Sono suddivise in dieci sottozone (da B1 a B10), ognuna con indici differenti per densità e altezza. 

Zone di espansione (Zona C)

Destinate allo sviluppo dell’abitato futuro, richiedono generalmente la redazione di un Piano di Attuazione. Le zone C sono graduate in base alla densità ammessa, partendo dalla C1 (3,5 m³/m²) fino alla C9 (1,45 m³/m²).

Zone produttive (Zona D)

Comprendono le aree per insediamenti industriali e artigianali. Il PUC distingue tra zone di interesse comunale e zone di interesse provinciale, con indici che possono arrivare a una densità di 10 m³/m² per le aree di rilievo provinciale.

Verde agricolo, bosco e verde privato

Merano tutela rigorosamente il proprio polmone verde. 

La zona di verde agricolo è destinata agli usi agricoli con parametri edilizi molto restrittivi (altezza massima 8.5 m per le abitazioni, 10 m per edifici aziendali). 

La zona di verde privato protegge giardini e parchi caratterizzati da vegetazione pregiata all’interno dell’ambiente urbano.

L’innovazione: la “funzionalità ecologica”

Un elemento distintivo del PUC di Merano è l’attenzione alla biodiversità urbana. Il piano prevede specifiche misure di funzionalità ecologica, un sistema a punti per incentivare elementi come:

  • Siepi e macchie arbustate con specie autoctone
  • Tetti verdi ad elevata biodiversità 
  • Pareti verdi e pergole
  • Installazione di cassette nido per uccelli e pipistrelli

Il raggiungimento di un valore minimo di funzionalità ecologica è spesso condizione necessaria per il rilascio del titolo abilitativo edilizio nelle zone residenziali e produttive.

Come consultare il Piano Urbanistico Comunale di Merano sul Geoportale UrbisMap

La consultazione dei dati urbanistici di Merano può risultare complessa a causa della mole di documenti e dei frequenti aggiornamenti. Per facilitare il lavoro di professionisti e cittadini, il Geoportale UrbisMap integra tutti i dati geografici e normativi in un’unica interfaccia GIS intuitiva.

Ecco come consultare il PUC di Merano in pochi e semplici passaggi su UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale.

2. Cerca ora, tramite l’apposita barra o direttamente tramite la mappa, il territorio di Merano e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Spostati adesso nella tab dati, la seconda del menu principale, dove troverai tutte le informazioni urbanistiche e normative relative al punto cliccato.

Per una consultazione completa del Piano Urbanistico Comunale di Merano, UrbisMap mette a disposizione, sotto la voce “Allegati del piano” i seguenti documenti:

– Norme Tecniche di Attuazione di Merano (NTA)

– Regolamento Edilizio di Merano

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

Link al piano: https://www.urbismap.com/merano

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Regolamento Urbanistico di Lucca: guida alla consultazione online

Il governo del territorio di Lucca, città d’arte celebre per la sua cinta muraria rinascimentale e un tessuto storico straordinariamente conservato, è affidato a un apparato normativo complesso che trova nel Regolamento Urbanistico (RU) il suo braccio operativo principale. 

Proprio come avviene per altre realtà storiche italiane, l’assetto urbanistico lucchese è disciplinato da uno strumento che traduce gli indirizzi strategici del Piano Strutturale (PS) in regole precise per la trasformazione fisica e funzionale della città e delle sue frazioni.

In questo articolo esploreremo la struttura del Regolamento Urbanistico di Lucca, le sue varianti di salvaguardia, la disciplina dell’edificato storico e come consultare tutta la documentazione geografica e normativa del piano tramite il Geoportale UrbisMap.

La struttura del Regolamento Urbanistico di Lucca

Il Regolamento Urbanistico di Lucca non è un documento statico, ma un insieme integrato di Norme Tecniche di Attuazione (NTA) e cartografie tematiche che definiscono il “destino” di ogni singola particella catastale.

Un aspetto distintivo di questo piano è la sua recente evoluzione verso una gestione più organica: nel tempo, molte definizioni e parametri tecnici sono stati coordinati e trasferiti nel Regolamento Edilizio di Lucca, lasciando alle NTA del RU il compito di definire azzonamenti, destinazioni d’uso e indici di edificabilità. 

Il piano è attualmente caratterizzato da una variante straordinaria di salvaguardia, introdotta per garantire la coerenza con il Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) regionale e con le prescrizioni del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) del bacino del Serchio.

Gli obiettivi del Regolamento Urbanistico di Lucca

La strategia urbanistica di Lucca persegue obiettivi di riqualificazione e valorizzazione, agendo su criteri di efficacia e corretta gestione del suolo.

I pilastri fondamentali del RU di Lucca includono:

1. Tutela del patrimonio storico e rurale: attraverso una disciplina dettagliata per le unità edilizie storiche, le ville e le caratteristiche corti lucchesi.

2. Gestione della fragilità ambientale: un sistema rigoroso di limitazioni basato sulla fattibilità geologica e idraulica.

3. Riconversione delle aree dismesse: l’utilizzo dei “Progetti Norma” per il recupero di grandi complessi industriali o militari, come l’ex stabilimento Bertolli o le caserme Lorenzini.

I sistemi di zonizzazione e le destinazioni d’uso

Il territorio di Lucca è suddiviso in zone omogenee (dalla A alla F), ognuna con regole specifiche di intervento:

Zona A (centri e nuclei storici): comprende l’area entro le Mura e i nuclei storici minori della piana e della collina. Qui gli interventi sono graduati in tre livelli, del risanamento conservativo (livello 1) a interventi più complessi (livello 3) per ambiti speciali. 

Zona B (aree residenziali e produttive): suddivisa in tessuti come la città intorno alle Mura (UI), la città compatta (UR) e la città lineare (PL). Gli interventi sono regolati da indici rigorosi come l’indice di utilizzazione fondiaria (If) e il rapporto di copertura (Q).

Zona E (territorio agricolo): tutela l’attività agricola e la ruralità, distinguendo tra aree infraurbane, periurbane e di interesse paesaggistico.

Zona F (attrezzature e parchi): include aree per servizi pubblici, parcheggi e i grandi parchi territoriali (Parco dell’Ozzeri, del Serchio, Est e di Monte Catino).

La disciplina dell’edificato storico: tra conservazione e innovazione

Un elemento di grande rilievo tecnico è l’organizzazione dell’edificato storico per unità edilizie.

Il RU di Lucca classifica gli edifici non solo per zona, ma anche per tipologia architettonica: palazzi monumentali, case-fondaco, schiere dell’anfiteatro e le celebri corti rurali.

Per le corti rurali, in particolare, il piano introduce una distinzione basata sul grado di conservazione: integre, parzialmente alterate o alterate. 

Questa classificazione determina se sono ammessi piccoli incrementi volumetrici, i cosiddetti “bonus”, o se l’intervento debba limitarsi al restauro delle strutture originarie e dell’aia comune.

Fragilità ambientale e limitazioni al rischio

Una parte consistente delle NTA di Lucca è dedicata alla fragilità ambientale. 

La carta della fattibilità sintetizza le problematiche geologiche (frane, dinamica torrentizia) e idrauliche (alluvioni, ristagni), con classi di fattibilità che vanno dalla 1 (senza limitazioni) alla 4 (forti limitazioni), dove l’edificazione è drasticamente ridotta o vietata per incrementare il rischio idraulico.

In aree ad alta probabilità di inondazione (AP), sono vietati nuovi volumi e persino recinzioni che possano ostacolare il deflusso delle acque.

Modalità di attuazione: intervento diretto e piani attuativi 

Il Regolamento Urbanistico di Lucca si attua attraverso due modalità principali:

Intervento diretto: realizzabile tramite titolo abilitativo ordinario (permesso di costruire o SCIA) per interventi conformi agli indici stabiliti per le zone già saturate o consolidate.

Pianificazione attuativa (intervento indiretto): obbligatorio per gli ambiti di trasformazione complessi, per le aree produttive da riconvertire e per i progetti norma. Questi richiedono la predisposizione di piani di recupero o piani di lottizzazione che garantiscono la sostenibilità infrastrutturale e la cessione di aree per standard pubblici. 

Come consultare il Regolamento Urbanistico di Lucca sul Geoportale UrbisMap

La complessità della normativa di Lucca, tra varianti di salvaguardia, vincoli idraulici e classificazioni tipologiche, rende indispensabile l’uso di piattaforme GIS avanzate.

UrbisMap permette di navigare liberamente sulla mappa, interrogando ogni punto del territorio di Lucca per conoscere istantaneamente la zona urbanistica, i vincoli e le norme applicabili.

Ecco come consultare il RU di Lucca in pochi semplici passi su UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale.

2. Cerca il territorio di Lucca tramite l’apposita barra o navigando direttamente sulla mappa fino alla zona di tuo interesse e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Spostati adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche relative al punto cliccato, come i vincoli paesaggistici o idraulici e i collegamenti alle NTA.

regolamento urbanistico di Lucca_urbismap

Per una lettura completa del Regolamento Urbanistico di Lucca, UrbisMap mette a disposizione degli utenti i seguenti allegati:

– Norme Tecniche di Attuazione di Lucca (NTA).

– Regolamento Edilizio di Lucca.

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

Link al piano: https://www.urbismap.com/lucca

Consulta subito il Regolamento Urbanistico di Lucca, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Giornata Mondiale delle Zone Umide 2026: i siti Ramsar in Italia e la mappa online

Il 2 febbraio 2026 segna un appuntamento di straordinaria importanza per la tutela ambientale globale e nazionale. 

In questa data di celebra la Giornata Mondiale delle Zone Umide (World Wetland Day), ricorrenza istituita per commemorare la firma della Convenzione di Ramsar, avvenuta nel 1971 nell’omonima città iraniana.

Il 2026 non è un anno come gli altri: rappresenta infatti il 50° anniversario della ratifica italiana della Convenzione (avvenuta nel 1976) e coincide con importanti traguardi per la ricerca scientifica , come i 60 anni dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti (IWC) che in Italia sono coordinati da ISPRA.

Il tema 2026: zone umide e conoscenze tradizionali

Ogni anno, il Segretario della Convenzione sceglie un tema specifico per focalizzare l’attenzione su un aspetto particolare di questi ecosistemi.

Per il 2026 il tema scelto è “Zone umide e conoscenze tradizionali: celebrare il patrimonio culturale”.

Questa scelta mira a sottolineare come la protezione della natura non sia solo una questione di scienza moderna, ma sia profondamente radicata nei saperi accumulati dalle comunità locali e indigene nel corso dei secoli. 

Come dichiarato dalla Segretaria Generale della Convenzione, Musonda Mumba, l’uomo ha convissuto con questi ambienti fin dalla preistoria, sviluppando un patrimonio di conoscenze che collega la saggezza del passato alla gestione futura. 

In Italia, questo legame è visibile nelle valli da pesca dell’Adriatico, nelle saline storiche e nelle risaie, che raccontano una storia di sussistenza in armonia con l’ambiente.

Perché le zone umide sono vitali?

Le zone umide sono definite dalla Convenzione come aree di terra saturate o inondate d’acqua, in modo permanente o stagionale, e includono paludi, laghi, fiumi, torbiere, ma anche zone costiere come lagune, mangrovie e barriere coralline. 

Nonostante coprano solo il 5-8% della superficie terrestre, svolgono funzioni ecosistemiche sproporzionatamente grandi:

1. Custodi di biodiversità: ospitano circa il 40% delle specie animali e vegetali del pianeta. In Italia il 30% dell’avifauna è strettamente legato a questi habitat.

2. Alleati contro il cambiamento climatico: sono tra i serbatoi di carbonio più efficaci. Pur essendo estese su una superficie limitata, immagazzinano tra il 20% e il 30% del carbonio organico globale.

3. Spugne naturali: regolano i flussi idrici, assorbendo l’acqua durante le piogge intense (riducendo il rischio di alluvioni) e rilasciandola lentamente durante i periodi di siccità.

4. Filtri per l’acqua: svolgono una funzione di fitodepurazione, migliorando la qualità dell’acqua e proteggendo la salute umana.

La situazione in Italia: tra eccellenza e criticità 

L’Italia vanta un patrimonio notevole, classificandosi al quarto posto in Europa per numero di siti Ramsar.

Attualmente si contano 61 zone umide di importanza internazionale riconosciute, distribuite in 15 regioni per un totale di oltre 78.000 ettari.

Tra queste spiccano siti storici come il Lago di Burano (la prima oasi WWF in Italia) e aree monitorate da Arpa FVG come la Valle Cavanata e l’Isola della Cona.

Tuttavia, il quadro nazionale presenta delle ombre: circa il 40% degli habitat di acqua dolce e salmastra in Italia versa in uno stato di conservazione inadeguato a causa dell’inquinamento, dell’urbanizzazione e della gestione idraulica insostenibile. 

Negli ultimi 50 anni, il mondo ha perso il 35% delle sue zone umide, che scompaiono a un ritmo tre volte superiore a quello delle foreste.

L’importanza della mappatura e UrbisMap

Per proteggere efficacemente questi territori, la conoscenza della loro esatta localizzazione e dei vincoli normativi è fondamentale.

La consultazione della mappa delle zone umide di importanza internazionale non è un’attività riservata solo agli esperti, ma è uno strumento strategico per diversi attori:

Professionisti e Amministrazioni: per una pianificazione territoriale e urbana che sia compatibile con la conservazione ambientale, evitando sanzioni legali.

Imprese: per identificare aree idonee a progetti sostenibili o per accedere a finanziamenti destinati al ripristino ambientale.

Cittadini: per aumentare la consapevolezza sulle aree protette del proprio territorio , promuovendo un turismo responsabile e la partecipazione attiva.

Come consultare la mappa delle zone umide di importanza internazionale su UrbisMap

UrbisMap è un Geoportale nazionale che permette di consultare gratuitamente e in modo intuitivo i dati territoriali e ambientali, inclusi i siti Ramsar. 

UrbisMap è uno strumento accessibile a tutti, professionisti, amministrazioni e cittadini, senza la necessità di specifiche competenze tecniche o familiarità con software GIS.

Il Geoportale ha il vantaggio di offrire una consultazione della mappa delle zone umide di importanza internazionale interattiva e integrata con altri dati territoriali, fornendo un accesso immediato e visivo a queste aree vincolate.

Tutte le informazioni provengono da fonti ufficiali e sono costantemente aggiornate. 

Ecco una breve guida pratica per consultare la mappa delle zone umide su UrbisMap: 

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi al tuo account, oppure registrati gratuitamente al Geoportale.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e della sezione “seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Zone umide di importanza internazionale” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale.

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni territoriali relative al punto cliccato.

Grazie a UrbisMap gli utenti possono visualizzare nel dettaglio le singole zone umide e ottenere informazioni identificative e normative relative ai siti Ramsar, come la denominazione dell’area, dove si trova, su quali basi giuridiche è stata riconosciuta e l’estensione in mq del sito.

Celebrazioni ed eventi per la Giornata Mondiale delle zone umide

Per la giornata del 2 febbraio 2026 sono previsti numerosi eventi. A livello nazionale il MASE organizza in collaborazione con FAO e ISPRA un convegno presso la sede della FAO a Roma e una sessione pomeridiana presso la Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa, che include una visita guidata al Lago di Nazzano, uno dei primi siti Ramsar italiani.

Anche associazioni come Legambiente e WWF promuovono oltre 60 appuntamenti lungo tutta la penisola, tra escursioni, birdwatching e attività di volontariato.

Guardando al futuro la sfida principale è rappresentata dalla Nature Restoration Law dell’Unione Europea. Questo regolamento impone obiettivi vincolanti per il ripristino degli ecosistemi degradati entro il 2030, con tappe successive al 2040 e 2050.

Le zone umide sono una priorità assoluta in questo processo: restaurarle non significa solo proteggere specie in via d’estinzione, ma investire nella resilienza delle nostre città e delle nostre economie. 

La Giornata Mondiale delle zone umide 2026 ci ricorda dunque che questi ambienti “silenziosi” sono pilastri della vita sulla Terra. Attraverso l’integrazione delle conoscenze tradizionali con le moderne tecnologie di mappatura come UrbisMap, possiamo garantire che questo immenso patrimonio culturale e naturale continui a proteggere il nostro futuro.

Consulta subito la mappa delle zone umide di importanza internazionale, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Piano Operativo di Carrara: guida alla pianificazione, sostenibilità e consultazione online

Il Piano Operativo di Carrara costituisce l’atto fondamentale di governo del territorio che disciplina l’attività urbanistica ed edilizia per l’intero comune, agendo in conformità al Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico Regionale (PIT-PPR).

Questo strumento rappresenta la fase operativa e concreta delle strategie delineate nel Piano Strutturale, sostituendo le vecchie previsioni del Regolamento Urbanistico per definire come e dove intervenire sul patrimonio edilizio e sulle aree libere.

Il PO di Carrara, aggiornato a seguito delle osservazioni e delle risultanze della Conferenza Paesaggistica, si pone l’obiettivo di bilanciare lo sviluppo economico e infrastrutturale con la tutela intransigente del paesaggio apuano, dalla costa alle cave di marmo.

La struttura del Piano Operativo di Carrara

Il Piano Operativo di Carrara è uno strumento complesso che si articola di diversi gruppi di documenti, progettati per fornire un quadro normativo e conoscitivo completo.

La documentazione principale comprende:

Il Progetto Urbanistico: include la relazione illustrativa, le norme tecniche di attuazione (NTA di Carrara) e le tavole della disciplina del territorio.

Studi specialistici: relazioni di fattibilità geologica, idraulica e sismica, fondamentali per la gestione dei rischi ambientali in un territorio morfologicamente complesso come quello di Carrara.

Valutazione ambientale: rapporto ambientale (VAS) e studio di incidenza (VINCA), volti a garantire la sostenibilità delle trasformazioni proposte.

Integrazioni al quadro conoscitivo: tra cui schedatura dell’edificato nel territorio aperto e la ricognizione sugli standard urbanistici.

La disciplina degli interventi: le 6 classi di valore

Un pilastro del Piano Operativo di Carrara è la classificazione del patrimonio edilizio esistente. Attraverso questa schedatura, il piano stabilisce i limiti degli interventi ammissibili, modulati in base al valore storico e architettonico degli immobili.

Le 6 classi sono così articolate:

1. Classe 1 (valore storico-architettonico): riguarda edifici tutelati ai sensi del D.Lgs. 42/2004. Gli interventi sono finalizzati al restauro e alla conservazione degli elementi originari, previo parere della Soprintendenza.

2. Classe 2 (rilevante valore storico): si applica a edifici di pregio storico e testimoniale del ‘900. È consentita la ristrutturazione conservativa, ma sono vietate la demolizione (anche parziale), le modifiche alla sagoma e l’inserimento di nuovi solai o scale esterne.

3. Classe 3 (matrice storica o storicizzata): include edifici che mantengono il principio insediativo tradizionale. Oltre agli interventi della classe 2, permette la sostituzione dei solai a quote diverse e limitati ampliamenti funzionali, purché non alterino l’aspetto esteriore.

4. Classe 4 (interesse documentale limitato): riguarda edifici recenti o significativamente alterati. Consente la ristrutturazione edilizia ricostruttiva (fino alla demolizione con fedele ricostruzione), piccoli ampliamenti (fino al 5% del volume) e la realizzazione di volumi accessori come le autorimesse.

5. Classe 5 (recente formazione/disomogeneo): edifici che non presentano caratteri di pregio. qui è permessa la sostituzione edilizia con incrementi volumetrici una tantum fino a 40 mq per le abitazioni o incrementi del 30% del volume totale in caso di sostituzione edilizia completa.

6. Classe 6 (specializzato produttivo/terziario): edifici a carattere industriale o commerciale. Consente la sostituzione edilizia con incrementi di superficie edificabile (SE) fino al 30% e addizioni volumetriche fino al 20%, con particolare attenzione alla riqualificazione energetica e ambientale. 

Sostenibilità e resilienza: i nuovi standard urbanistici

Il Piano Operativo di Carrara introduce norme rigorose per aumentare la resilienza urbana e mitigare i cambiamenti climatici. 

Tra le misure più innovative spicca l’obbligo di compensazione delle emissioni di CO2 attraverso la messa a dimora di alberi ad alto fusto. 

Ad esempio, per ogni intervento di nuova edificazione o sostituzione edilizia in ambito residenziale, è prescritto di piantare un albero ogni 25 mq di superficie edificata.

Il PO di Carrara regola inoltre:

Permeabilità del suolo: deve essere garantito un quantitativo minimo di superficie permeabile pari ad almeno il 30% della superficie fondiaria negli interventi di trasformazione. 

Energie rinnovabili (FER): per gli edifici produttivi e commerciali è obbligatorio l’uso di pannelli fotovoltaici o la realizzazione di tetti verdi in caso di rifacimento completo della copertura o nuova edificazione.

Risparmio idrico: è incentivato il recupero delle acque meteoriche per usi irrigui o servizi igienici.

Il territorio rurale e il sistema ambientale

Il territorio rurale di Carrara è suddiviso in diverse aree di pregio, come le aree agricole della collina e della montagna (V3.1), i vigneti del Candia e le aree agricole umide (V4). In questi ambiti il PO di Carrara mira a conservare le sistemazioni idraulico-agrarie tradizionali, come i muretti a secco e i terrazzamenti, favorendo il presidio agricolo multifunzionale.

Per le aziende agricole lo strumento principale per le nuove trasformazioni è il P.A.P.M.A.A. (Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale), che deve sempre includere misure di miglioramento e tutela della biodiversità.

Come consultare il Piano Operativo di Carrara online sul Geoportale UrbisMap

In un’ottica di trasparenza e semplificazione, i dati del Piano Operativo di Carrara sono resi disponibili gratuitamente sul Geoportale UrbisMap. 

Questo permette a cittadini, tecnici e professionisti di verificare in modo semplice, veloce e immediato vincoli, destinazioni d’uso e parametri edilizi di qualsiasi immobile o area del territorio comunale di Carrara.

Ecco come consultare il PO di Carrara in pochi passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi con le tue credenziali al Geoportale, oppure registrati gratuitamente.

2. Ricerca il territorio di Carrara tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa.

3. Clicca sul punto della mappa che ti interessa o cerca una particella catastale specifica per attivare la lettura del piano.

4. Vai ora nella tab dati, la seconda del menu principale, per visualizzare tutte le informazioni relative al punto da te cliccato. 

piano operativo di Carrara_urbismap

NB: sotto la voce “Allegati del piano” puoi consultare e scaricare in formato pdf le Norme Tecniche di Attuazione di Carrara direttamente dal Geoportale per approfondire le specifiche disposizioni normative.

Le Norme Tecniche di Attuazione di Carrara sono suddivise in tre parti:

– Parte I: contiene le discipline generali a tempo indeterminato.

– Parte II: regola la gestione degli insediamenti esistenti (indeterminata);

– Parte III: definisce le trasformazioni degli assetti insediativi e infrastrutturali con validità limitata a cinque anni.

UrbisMap rende la consultazione del PO di Carrara un’operazione intuitiva, eliminando la necessità di interpretare complesse tavole cartacee o consultare numerosi portali istituzionali, garantendo così l’accesso a dati sempre aggiornati e coerenti con la normativa vigente. 

Link al piano: https://www.urbismap.com/carrara

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Piano Regolatore Generale di Siracusa: come funziona e come consultarlo online

L’assetto urbanistico di Siracusa, città caratterizzata da una stratificazione storica millenaria e da un patrimonio paesaggistico unico, è disciplinato dal Piano Regolatore Generale (PRG), approvato definitivamente con il Decreto Dirigenziale ARTA n.669 del 3 agosto 2007. 

Il Piano Regolatore Generale di Siracusa, redatto in variante integrale ai piani precedenti, funge da vera e propria bussola per lo sviluppo del territorio, definendo le regole per la trasformazione fisica e funzionale della città nel rispetto dei principi di sostenibilità e tutela del patrimonio.

La struttura del piano: elaborati e conoscenza del territorio

Per governare la complessità di un territorio che spazia dall’Isola di Ortigia alle riserve naturali costiere, il PRG di Siracusa si affida a una serie di elaborati suddivisi tra analisi dello stato di fatto e progetto. 

Gli elaborati conoscitivi comprendono studi geomorfologici, storici, agricolo-forestali e l’analisi dei servizi esistenti, fondamentali per rendere realizzabili le previsioni urbanistiche.

La parte progettuale e prescrittiva, che rappresenta il cuore del Piano, include le Norme Tecniche di Attuazione (NTA di Siracusa), il Regolamento Edilizio di Siracusa (RE) e le tavole normative in scale variabili (da 1:10.000 a 1:2.000).

Un elemento innovativo e distintivo del Piano Regolatore Generale di Siracusa è l’introduzione delle “Schede Norma”, documenti che dettano prescrizioni specifiche e dettagliate per i singoli comparti di intervento, garantendo una progettazione unitaria e coerente.

Obiettivi del Piano Regolatore Generale di Siracusa e modelli di sviluppo

Il PRG di Siracusa persegue obiettivi di riqualificazione e valorizzazione, agendo su criteri di efficacia e corretta gestione del suolo.

La strategia si fonda sulla distinzione tra “aree tessuto”, ovvero le parti urbane consolidate riconducibili a regole omogenee di impianto, e “aree di intervento”, destinate a trasformazioni non marginali che richiedono una progettazione unitaria.

Un pilastro fondamentale è il recupero del patrimonio edilizio esistente, individuando specifiche zone di recupero ai sensi della legge 457/78, dove il degrado richiede interventi mirati di ripristino dell’identità urbana.

Inoltre, il piano mira a integrare il sistema dei servizi e delle infrastrutture, come la rete di percorsi ciclopedonali e il potenziamento degli accessi al mare, garantendo la pubblica fruizione della costa.

I sistemi del PRG di Siracusa: la zonizzazione

Il territorio comunale di Siracusa è suddiviso in zone territoriali omogenee, ognuna con regole specifiche di intervento:

1. Centro storico (Zona A): comprende l’Isola di Ortigia, riconosciuta come centro di eccellente valore monumentale, e la Zona Umbertina (Zona A1), caratterizzata da isolati regolari tardo-ottocenteschi. Qui gli interventi sono finalizzati esclusivamente alla conservazione e alla valorizzazione, limitando drasticamente le trasformazioni che potrebbero compromettere i caratteri storico-morfologici.

2. Tessuti consolidati e contemporanei (Zona B): include aree come Borgo S.Antonio (B1.1) e la Borgata S. Lucia (B1.2), fino ai quartieri di edilizia economica e popolare del dopoguerra (Zone B2). L’obiettivo in queste zone è la riqualificazione degli spazi pubblici e il completamento della qualità architettonica. 

3. Aree di nuovo impianto (Zona C): destinate a soddisfare il fabbisogno residenziale tramite nuove espansioni controllate, spesso soggette a concessione convenzionata con l’obbligo di cessione gratuita di aree per servizi pubblici.

4. Aree produttive e commerciali (Zona D): come l’area ASI di Targia, destinata alla piccola e media industria, e le zone per attività artigianali compatibili con la residenza vicino a Cassibile e Belvedere.

5. Sistema ambientale, agricolo e del verde (Zone E, F, RN): Siracusa tutela il proprio “polmone verde” attraverso le zone agricole (E), i parchi territoriali come quello delle Mura Dionigiane (F2-F3) e le Riserve Naturali (RN), come la Riserva del Fiume Ciane e Saline.

Le modalità di attuazione: intervento diretto e indiretto

Il Piano Regolatore Generale di Siracusa si attua attraverso due modalità principali:

Intervento diretto: realizzabile tramite titolo abilitativo ordinario (concessione edilizia o DIA/SCIA) nelle aree già sature o consolidate dove le regole sono già chiaramente definite dalle NTA.

Intervento indiretto: obbligatorio per gli ambiti più complessi o di nuovo impianto. Richiede l’approvazione di strumenti urbanistici esecutivi (Piani di Lottizzazioni, Piani Particolareggiati o Piani di Recupero) che garantiscono una verifica della sostenibilità infrastrutturale e sociale delle trasformazioni.

I comparti di intervento e le schede norma

Un elemento tecnico di grande rilievo è la disciplina dei Comparti di Intervento, aree prevalentemente non edificate che devono essere trasformate secondo una visione di insieme. 

Ciascun comparto è regolato da una “Scheda norma” prescrittiva che definisce:

  • La superficie lorda ammissibile (SLA).
  • La zona di concentrazione volumetrica (ZCV), ovvero lo spazio esatto in cui l’edificazione deve essere concentrata per non disperdere il volume del suolo.
  • Le aree di cessione, superfici che il privato deve cedere gratuitamente al Comune per la creazione di strade, verde pubblico e parcheggi.

Regolamento edilizio di Siracusa e tutela del paesaggio

Il Regolamento edilizio di Siracusa disciplina le caratteristiche qualitative dei fabbricati e il loro corretto inserimento nell’ambiente. Il RE definisce rigorosamente le tipologie di intervento sul patrimonio esistente, dalla manutenzione ordinaria alla ristrutturazione urbanistica, ponendo limiti precisi per evitare falsi storici o alterazioni del decoro.

Il PRG di Siracusa dedica ampio spazio alla salvaguardia degli elementi di pregio extra-urbani. Le Masserie e gli edifici rurali sono censiti e tutelati come testimonianze della cultura locale. Per essi sono vietate demolizioni e sono incentivati recuperi a fini turistici o agrituristici che mantengano integro l’impianto originario e il paesaggio agrario circostante.

Lungo la costa, il piano impone fasce di rispetto rigorose. Nelle aree comprese entro i 150 metri dalla battigia, l’edificazione è fortemente limitata o vietata per preservare l’integrità del litorale e garantire la visuale del mare.

Come consultare il PRG di Siracusa sul Geoportale UrbisMap

La consultazione dei dati urbanistici tramite piattaforme GIS, come il Geoportale UrbisMap, diventa essenziale per permettere a professionisti e cittadini di navigare liberamente tra piani, vincoli e destinazioni d’uso.

Vediamo quindi insieme come consultare il Piano Regolatore Generale di Siracusa in pochi e semplici passi su UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale.

2. Cerca ora il territorio di Siracusa tramite l’apposita barra oppure direttamente tramite mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale, dove troverai tutte le informazioni urbanistiche territoriali relative al punto cliccato.

Piano Regolatore Generale di Siracusa_geoportale UrbisMap

Per una lettura completa del piano, UrbisMap mette a disposizione i seguenti allegati:

– Norme Tecniche di Attuazione di Siracusa

– Regolamento Edilizio di Siracusa

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale. 

Link al piano: https://www.urbismap.com/siracusa

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PAI Sardegna – Mappa del pericolo idraulico: conoscere il rischio per proteggere il territorio

Gli eventi meteorologici estremi che hanno colpito la Sardegna negli ultimi giorni, legati al passaggio del Ciclone Harry, hanno riportato con forza al centro dell’attenzione il tema del pericolo idraulico.

Piogge intense concentrate in poche ore, corsi d’acqua minori che si sono trasformati rapidamente in torrenti, allagamenti di aree urbane ed extraurbane: fenomeni che, purtroppo, non possiamo più considerare eccezionali.

In questo scenario , il PAI Sardegna – Mappa del pericolo idraulico assume un ruolo fondamentale, non solo per la protezione civile, ma per l’intera gestione dello sviluppo regionale.

Si tratta di uno strumento strategico che consente di leggere il territorio, comprenderne le fragilità e orientare le scelte pubbliche e private verso una maggiore sicurezza.

Nell’articolo di oggi vediamo quindi insieme cos’è il PAI, perchè è così importante e come consultarlo correttamente anche attraverso piattaforme digitali come il Geoportale UrbisMap.

Cos’è il PAI Sardegna

Il PAI è lo strumento di pianificazione di bacino, previsto dalla normativa nazionale e regionale, finalizzato a prevenire e ridurre il rischio idrogeologico. 

In Sardegna, il piano interessa l’intero territorio regionale, isole minori comprese, ed è organizzato in un bacino idrografico unico suddiviso in sette sottobacini (Sulcis, Tirso, Coghinas-Mannu-Temo, Liscia, Posada-Cedrino, Sud Orientale e Flumendosa-Campidano-Cixerri).

Sotto il profilo legale, il PAI ha valore di piano territoriale di settore prevalente. Ciò significa che le sue disposizioni, orientate alla salvaguardia della vita umana e dei beni, prevalgono sui piani paesaggistici (PPR), sui piani urbanistici comunali (PUC) e su qualsiasi altro programma di settore regionale o infraregionale.

Le amministrazioni comunali hanno infatti l’obbligo di adeguare i propri strumenti urbanistici alle perimetrazioni del PAI, inserendo i relativi vincoli nei certificati di destinazione urbanistica.

Mappa del pericolo idraulico: la classificazione della pericolosità e le nuove categorie 2024

La mappa del pericolo idraulico classifica il territorio in base alla probabilità e all’intensità degli interventi di piena.

Il sistema si articola in quattro livelli gerarchici:

  • Hi4 (molto elevata): aree con probabilità di accadimento elevata (tempi di ritorno inferiori o uguali a 50 anni).
  • Hi3 (elevata): aree soggette a inondazioni con probabilità media.
  • Hi2 (media): aree con probabilità di inondazione per eventi con tempi di ritorno tra 50 e 200 anni.
  • Hi1 (moderata): aree inondabili solo per eventi estremi con tempi di ritorno fino a 500 anni.

È importante notare che le recenti modifiche normative (ottobre 2024) hanno introdotto e disciplinato specificamente nuove tipologie di pericolosità che vanno oltre il rischio fluviale classico:

  • Sinkhole (Hgsh): fenomeni di crollo e subsidenza indotti da cavità sotterranee naturali o antropiche.
  • Colata detritica (Hcd): fenomeni definiti debris flow che interessano i tratti del reticolo idrografico ad elevata pendenza.

Le funzioni strategiche del PAI Sardegna

Gli effetti del Ciclone Harry hanno dimostrato come anche eventi di durata relativamente breve possano generare criticità diffuse, specialmente in territori già fragili o fortemente urbanizzati.

Il PAI, oggi più che mai, non è un semplice insieme di vincoli, ma assolve a quattro funzioni vitali per la resilienza dell’isola: 

1. Prevenzione e sicurezza: l’obiettivo primario è impedire che nuove edificazioni sorgano in aree a rischio, evitando potenziali tragedie.

2. Governo del territorio: il PAI orienta le scelte pubbliche e private, garantendo che l’espansione urbana rispetti i limiti idraulici reali del suolo.

3. Gestione dell’emergenza: fornisce alla Protezione Civile la base cartografica per pianificare evacuazioni e interventi urgenti.

4. Adattamento ai cambiamenti climatici: attraverso il coordinamento con il PGRA (Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni), il PAI implementa misure per ridurre la vulnerabilità degli insediamenti esistenti.

Disciplina degli interventi: cosa si può fare?

Nelle aree a pericolosità Hi4 (molto elevata) la normativa è estremamente rigorosa,

sono generalmente vietate nuove edificazioni, strutture mobili o interramenti. 

Sono però ammessi interventi specifici volti alla messa in sicurezza, come la manutenzione idraulica, la riqualificazione ambientale o la demolizione di edifici esistenti senza ricostruzione.

Per quanto riguarda il patrimonio edilizio esistente, in Hi4 sono permessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, a patto che non aumentino il carico antropico e riducano la vulnerabilità dell’edificio.

Una novità rilevante riguarda il divieto di realizzare nuovi volumi interrati o seminterrati nelle aree a pericolosità Hi3 e Hi2, mentre per gli edifici esistenti in Hi4 è spesso richiesta la dismissione irreversibile di tali locali in caso di ristrutturazione.

Studi di compatibilità e invarianza idraulica

Per i professionisti il PAI stabilisce requisiti tecnici precisi per rendere ammissibile un intervento:

Studi di compatibilità idraulica (Art.24): obbligatori per interventi in aree Hi4, Hi3, e Hi2, devono dimostrare che l’opera non peggiori il regime idraulico a monte o a valle. 

Studi di compatibilità geologica e geotecnica (Art. 25): necessari nelle aree di pericolosità da frana (Hg). 

Principio di invarianza idraulica (Art.47): le nuove urbanizzazioni devono essere progettate in modo che le portate di deflusso meteorico scaricate nei ricettori non siano superiori a quelle preesistenti alla trasformazione del suolo.

Fasce di tutela: lungo i corsi d’acqua sono istituite fasce di inedificabilità che variano da 10 a 50 metri dalla linea di sponda, a seconda della natura del corso d’acqua e del contesto urbano.

Aree non perimetrate e criticità costiere

Il PAI Sardegna disciplina anche aree non direttamente perimetrate ma caratterizzate da “significativa pericolosità”, come il reticolo minore  dei centri edificati, le aree lagunari, le falesi costiere e le zone soggette a subsidenza.

In questi casi, la pianificazione comunale deve integrare studi di dettaglio per definire i vincoli applicabili. Per le aree costiere è previsto il monitoraggio dei fenomeni erosivi e dei crolli, subordinando ogni attrezzatura balneare a studi geotecnici specifici.

Consultazione digitale: come accedere al PAI Sardegna – Mappa del pericolo idraulico sul Geoportale UrbisMap

Uno dei limiti storici dei piani di settore come il PAI è sempre stato la difficoltà di consultazione.

Tavole cartografiche complesse e documenti tecnici non sempre, infatti, risultano accessibili ai non addetti ai lavori.

È qui che entra in gioco il valore delle piattaforme digitali come UrbisMap, che trasformano il PAI Sardegna – Mappa del pericolo idraulico in uno strumento facilmente consultabile, leggibile e integrato. 

Il Geoportale consente di esplorare il PAI attraverso una mappa interattiva, pensata per rendere immediata la comprensione delle informazioni territoriali. 

Il processo di consultazione è veloce e intuitivo:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai nella tas layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “PAI Sardegna – Mappa del pericolo idraulico” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo.

3. Cerca ora, tramite l’apposita barra o direttamente tramite mappa, il punto o l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Spostati nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui UrbisMap mostrerà automaticamente tutte le informazioni urbanistiche relative a quel punto.

Per una lettura completa del PAI Sardegna – Mappa del pericolo idraulico,  UrbisMap mette a disposizione sotto la voce “Allegati” il documento delle Norme Tecniche di Attuazione, consultabile e scaricabile direttamente dal Geoportale.

Il vantaggio principale però, è la possibilità di incrociare il PAI con altri vincoli e piani, ottenendo una visione completa e coordinata del territorio.

Consulta subito il PAI Sardegna – Mappa del pericolo idraulico, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Piano di Governo del Territorio di Milano: strategie, prospettive e consultazione online

Il Piano di Governo del Territorio di Milano (PGT)  rappresenta lo strumento cardine per la gestione e lo sviluppo del territorio milanese.

Il Piano è stato adottato con Delibera n.4 della Seduta Consiliare del 23/01/2023, approvato con Delibera n.44 del 3/07/2023 e pubblicato sul BURL n.40 del 4/19/2023.

Consultabile e accessibile sul Geoportale UrbisMap, il PGT di Milano delinea una visione strategica volta a coniugare la crescita urbana con la tutela ambientale, la rigenerazione e l’inclusione sociale.

Nell’articolo di oggi analizzeremo la struttura del piano, i suoi obiettivi e come navigare agevolmente tra le sue tavole su UrbisMap.

Cos’è il PGT di Milano e come si compone

Il Piano di Governo del Territorio di Milano è l’atto che disciplina l’assetto del territorio comunale, recependo le prescrizioni degli strumenti di pianificazione sovraordinata e producendo effetti diretti sul regime giuridico dei suoli.

Il piano è strutturato in tre componenti principali, tra cui spicca il Piano delle Regole, che individua e disciplina le aree del Tessuto Urbano Consolidato (TUC) e le aree destinate all’agricoltura.

Le Norme di Attuazione del Piano delle Regole, pubblicate ufficialmente nell’ottobre 2023, offrono un quadro normativo vincolante per ogni intervento edilizio e urbanistico.

Esse si compongono di vari titoli che spaziano dalle disposizioni generali alla rigenerazione urbana, fino alle tutele ambientali e aeroportuali.

Il cuore del Piano delle Regole: il Tessuto Urbano Consolidato (TUC)

Il territorio milanese è suddiviso in ambiti morfologici specifici all’interno del Tessuto Urbano Consolidato. Questi includono:

  • Nuclei di antica formazione (NAF): parti del territorio con caratteristiche storiche e identitarie riconoscibili.
  • Tessuto urbano di recente formazione (TRF): ulteriormente suddiviso in ambiti contraddistinti da un disegno urbano riconoscibile (ADR) e ambiti di rinnovamento urbano (ARU).
  • Aree destinate all’agricoltura: intese come presidio economico e ambientale del territorio.

Per assicurare una distribuzione della capacità edificatoria equilibrata, il PGT di Milano applica il principio della perequazione urbanistica, attribuendo a tutte le aree del TUC un indice di edificabilità territoriale unico (IT unico) pari a 0,35 mq/mq. 

Questo indice genera diritti edificatori che possono essere trasferiti o utilizzati per raggiungere indici massimi superiori (fino a 0,70 mq/mq 0 1 mq/mq in zone ad alta accessibilità), previo ricorso a meccanismi di compensazione o edilizia sociale.

Rigenerazione urbana e grandi funzioni urbane (GFU)

Uno degli obiettivi principali del PGT di Milano è la rigenerazione diffusa, che mira alla riqualificazione dell’ambiente costruito e alla realizzazione di nuove infrastrutture verdi.

Il piano individua ambiti specifici per le Grandi Funzioni Urbane (GFU), destinati a servizi pubblici o privati di carattere strategico.

Tra gli esempi più significativi di GFU troviamo:

– Bovisa – Goccia – Villapizzone: destinata all’ampliamento del campus universitario e alla creazione di parchi scientifici.

– Piazza d’Armi: nel quale è prevista la realizzazione di un grande parco urbano che deve coprire almeno il 75% della superficie territoriale.

– San Siro: ambito a prevalente proprietà comunale dove il Consiglio Comunale può autorizzare funzioni accessorie per garantirne la sostenibilità finanziaria.

Sostenibilità e resilienza: verso la neutralità carbonica

Il Piano di Governo del Territorio di Milano introduce standard innovativi per contrastare il cambiamento climatico.

L’Articolo 10 stabilisce infatti che gli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione urbanistica debbano obbligatoriamente raggiungere la neutralità carbonica.

Le strategie includono:

Riduzione delle emissioni di CO2e: attraverso soluzioni a elevate prestazioni energetiche e materiali sostenibili.

Riduzione dell’impatto climatico: tramite il rispetto di un indice specifico calcolato in base alle superfici verdi, come tetti verdi, pareti ventilate e pavimentazioni permeabili.

Gestione delle acque: promuovendo l’invarianza idraulica e il riutilizzo delle acque meteoriche. 

Tutele speciali e vincoli

Il piano non trascura la salvaguardia del patrimonio e la sicurezza dei cittadini. 

Ampio spazio è dedicato alla componente geologica, idrogeologica e sismica, suddividendo il territorio in classi di fattibilità (da II a IV) in base alla pericolosità idraulica e alla soggiacenza della falda. 

Inoltre, sono recepiti i vincoli aeroportuali relativi agli scali di Linate e Bresso, che limitano l’altezza degli edifici e le attività antropiche nelle zone di tutela per garantire la sicurezza della navigazione aerea.

Come consultare il Piano di Governo del Territorio di Milano su UrbisMap

Consultare il complesso apparato normativo e cartografico del PGT di Milano può sembrare una sfida, ma il Geoportale UrbisMap semplifica significativamente questo processo, rendendo i dati accessibili a professionisti e cittadini. 

Ecco i semplici passaggi da seguire per consultare il PGT di Milano:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e procedi con l’accesso o la registrazione gratuita al Geoportale.

2. Utilizza la barra di ricerca per cercare il territorio di Milano o un indirizzo specifico, oppure naviga direttamente sulla mappa fino al punto di tuo interesse.

3. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, dalla sezione “seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Piano di Governo del Territorio di Milano” per visualizzare il piano in sovrapposizione alla mappa di sfondo.

4. Una volta geolocalizzato l’immobile o l’area clicca sulla mappa per attivare la lettura del piano.

5. Spostati nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui UrbisMap mostrerà automaticamente tutte le informazioni urbanistiche relative a quel punto.

UrbisMap mette, per una lettura completa del Piano di Governo del Territorio di Milano, mette a disposizione, sotto la voce “Allegati del piano”, le Norme Tecniche di Attuazione, consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

L’utilizzo di strumenti digitali come UrbisMap è fondamentale per democratizzare l’accesso alle informazioni urbanistiche, permettendo a chiunque di comprendere il proprio territorio. 

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Piano Regolatore Generale di Roma: sistemi, regole e consultazione online su UrbisMap

Il Piano Regolatore Generale di Roma è il principale strumento urbanistico che disciplina l’uso del suolo e la trasformazione fisica e funzionale dell’intero territorio comunale.

Approvato definitivamente con la Delibera di Consiglio Comunale n.18 del 12 febbraio 2008, dopo un lungo iter avviato con l’adozione del 2003, il PRG di Roma rappresenta la “bussola” per lo sviluppo della capitale, puntando alla riqualificazione del territorio secondo principi di sostenibilità ambientale e perequazione urbanistica.

Il piano non è solo un insieme di vincoli, ma una visione di città che si articola attraverso una complessa struttura normativa e cartografica.

Gli elaborati del Piano Regolatore Generale di Roma

Per interpretare correttamente le dinamiche della città di Roma, il PRG non si affida ad un unico documento, ma a una serie di elaborati raggruppati in categorie a seconda del loro valore normativo:

Elaborati prescrittivi

Rappresentano il cuore del Piano e definiscono i diritti e i doveri di chi intende trasformare la città. Includono le Norme Tecniche di Attuazione (NTA) e, per la prima volta, per sottolineare l’importanza dell’ambiente nella trasformazione della città, anche le carte della “Rete ecologica” entrano a far parte degli elaborati prescrittivi.

Elaborati gestionali

Forniscono informazioni e riferimenti (storici, ambientali, geologici) per rendere realizzabili le previsioni. Tra questi spicca la carta per la qualità, che individua gli elementi di pregio da conservare.

Elaborati indicativi

Sono un gruppo di elaborati con valore programmatico che ha lo scopo di fornire indicazioni e spunti per la progettazione e valutazione degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia in attuazione del PRG. 

Elaborati descrittivi e per la comunicazione

Illustrano le scelte generali del Piano (modello policentrico, mobilità) e la loro declinazione nei singoli Municipi attraverso scenari sintetici.

Obiettivi e strategie del PRG di Roma

Il PRG di Roma persegue obiettivi di riqualificazione e valorizzazione, agendo su criteri di economicità, efficacia e semplificazione amministrativa. 

La strategia si basa su un modello di città multipolare, volto a ridurre il carico urbanistico sul centro storico e a potenziare i servizi nelle aree periferiche.

Un pilastro fondamentale è la perequazione urbanistica, un principio che mira a ripartire equamente i vantaggi e gli oneri derivanti dalle trasformazioni tra i diversi soggetti coinvolti, garantendo al Comune la possibilità di acquisire aree per servizi pubblici o edilizia sociale.

I sistemi del PRG: zonizzazione e NTA

Il territorio comunale è suddiviso in “sistemi”, che costituiscono le unità base della disciplina urbanistica.

1. Il sistema insediativo

È articolato in diverse componenti, ognuna con regole specifiche di intervento:

Città storica: comprende l’area interna alle mura e le espansioni consolidate del primo Novecento. Qui gli interventi sono finalizzati alla conservazione e alla valorizzazione dei caratteri storico-morfologici, limitando i cambi di destinazione d’uso che potrebbero compromettere l’identità sociale dei rioni.

Città consolidata: parti della città stabilmente configurate, dove l’obiettivo è il completamento e il miglioramento della qualità architettonica e degli spazi pubblici.

Città da ristrutturare: aree caratterizzate da impianti urbanistici incompleti che richiedono interventi di riordino, integrazione di servizi e miglioramento della viabilità.

Città della trasformazione: ambiti di nuovo impianto destinati a soddisfare il fabbisogno residenziale e produttivo, garantendo la sostenibilità delle nuove espansioni.

Progetti strutturanti: includono le centralità metropolitane e urbane (come Tiburtina o Romanina), nodi strategici connessi alla rete del trasporto pubblico su ferro destinati a diventare nuovi poli di servizi e attività.

2. Il sistema ambientale e agricolo 

Roma è il comune agricolo più grande d’Europa e il PRG mira a tutelare questa ricchezza attraverso:

Rete ecologica: un sistema di ecosistemi che garantisce la biodiversità urbana.

Agro Romano: aree destinate prevalentemente all’attività agricola, dove sono ammessi interventi legati alla conduzione del fondo, all’agriturismo e alla valorizzazione del paesaggio agrario.

Parchi Agricoli: zone di particolare pregio paesaggistico e archeologico soggette a programmi di tutela attiva.

La Carta per la qualità di Roma

Un elemento distintivo del PRG di Roma è la Carta per la qualità. In questo elaborato sono censiti tutti gli elementi (edifici, spazi aperti, morfologie urbane, preesistenze archeologiche) che presentano un valore urbanistico o culturale da preservare. 

Qualsiasi intervento su questi beni o nelle loro fasce di rispetto è rigorosamente normato e, in molti casi, subordinato al parere della Sovrintendenza comunale o statale. 

Modalità di attuazione intervento diretto o indiretto

Il Piano Regolatore Generale di Roma si attua attraverso due modalità principali:

  • Intervento diretto: realizzabile tramite titolo abilitativo ordinario (come il permesso di costruire o la SCIA/DIA) nelle aree già consolidate o nel sistema ambientale.
  • Intervento indiretto: obbligatorio per alcuni ambiti più complessi, richiede l’approvazione di strumenti urbanistici esecutivi, come Piani di Recupero,  Programmi Integrati o Progetti Urbani. Questi strumenti garantiscono una progettazione unitaria e la verifica della sostenibilità sociale e infrastrutturale delle trasformazioni.

Come consultare il PRG di Roma online: Geoportale UrbisMap

La complessità del territorio di Roma rende indispensabile l’utilizzo di tecnologie GIS per la consultazione dei dati urbanistici. La digitalizzazione  del Piano Regolatore Generale di Roma su UrbisMap permette a professionisti, imprese e cittadini di navigare tra i diversi sistemi e regole con estrema semplicità.

Ecco come accedere alle informazioni del PRG di Roma in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale.

2. Cerca ora il territorio di Roma tramite l’apposita barra oppure direttamente tramite mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale, dove troverai tutte le informazioni urbanistiche territoriali relative al punto cliccato.

Link al piano: https://www.urbismap.com/roma

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