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Nuovo Bando Agrisolare 2024: novità, scadenze e webgis

È stato pubblicato ufficialmente, in data 23 agosto 2024, il Decreto del Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste per l’attuazione della terza edizione misura  “Bando Agrisolare 2024″. 

Ricordiamo che il Bando Parco Agrisolare, stanziato dal PNRR, è una misura destinata alla realizzazione di impianti fotovoltaici nei tetti dei fabbricati dei settori agricoli, zootecnico e agroindustriale. 

La proposta è stata presentata per la prima volta nel 2022 e riproposta poi nel luglio 2023 con importanti novità e aggiornamenti. Arriviamo ora al 2024, anno in cui si è deciso di finanziare nuovamente il bando PNRR “Agrisolare”.

La misura aggiornata prevede incentivi da 250 milioni di euro dedicati all’installazione di un impianto fotovoltaico che abbia una potenza massima di 1000 kWp (potenza di picco).

Chi può accedere al Bando?

Come accennato prima, il Bando promuove l’installazione di impianti fotovoltaici nei tetti dei fabbricati dei settori agricoli, abbracciando così la lotta contro il cambiamento climatico attraverso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile. 

Possono quindi accedervi:

  • Imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • Imprese agroindustriali;
  • Cooperative agricole;
  • Associazioni temporanee di imprese, raggruppamenti temporanei di impresa, reti di impresa e comunità energetiche rinnovabili.

Tutti i soggetti precedentemente elencati hanno quindi la possibilità, accedendo al bando, di usufruire di un contributo a fondo perduto fino all’80% sulle spese previste per la realizzazione dell’impianto e di altri interventi complementari, come:

-rimozione amianto;

-isolamento termico dei tetti;

-realizzazione di un sistema di aerazione.

Ogni singolo soggetto beneficiario può richiedere l’accesso al contributo per più progetti ma la spesa massima per singolo beneficiario del contributo sarà sempre di 2.330.000 euro, così ripartiti:

  • fino a 1.500.000 euro per l’installazione di pannelli fotovoltaici;
  • fino a 700.000 euro per gli interventi complementari (rimozione dell’amianto, aerazione, isolamento);
  • fino a 100.000 euro per i sistemi di accumulo;
  • fino a 30.000 per i dispositivi di ricarica.

Le specifiche di tutti gli interventi ammissibili sono consultabili nel documento ufficiale “decreto del MASAF n. 176845 del 17 aprile 2024”.

Documenti necessari per la presentazione del progetto

Come predisposto dal Regolamento Operativo la documentazione necessaria per la presentazione della domanda è la seguente:

-Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (DSAN);

-Documento d’identità in corso di validità;

-Relazione tecnica descrittiva del progetto di realizzazione dell’impianto fotovoltaico, timbrata e firmata da un tecnico professionista abilitato;

-Visura catastale degli immobili interessati dall’intervento, con indicazione della categoria catastale o dichiarazione di ruralità;

-Planimetria degli immobili su cui l’impianto deve essere realizzato, con rappresentazione in pianta ed eventuali particolari costruttivi;

-Schema elettrico unifilare di progetto redatto da un tecnico abilitato, con rappresentazione dei principali componenti del generatore fotovoltaico. NB: in caso di impianto fotovoltaico preesistente, dovranno essere fornite indicazioni delle relative porzioni;

-Dossier fotografico ante operam costituito da almeno cinque riproduzioni fotografiche con differenti inquadrature dello stato dei luoghi;

-Bollette elettriche dell’anno di maggior consumo;

-Relazione di calcolo di conversione del fabbisogno termico con relative fatture di acquisto;

-Attestazione CENSIMP (in caso di impianto già esistente);

-Report in pdf dal sito PVGIS.

Per maggiori informazioni e chiarimenti, potete trovare tutta la documentazione riguardante il Bando Agrisolare a questo link.

UrbisMap per l’Agrisolare: l’aiuto dei webgis

Ecco come possiamo aiutarti: con il webgis UrbisMap hai la possibilità di reperire le informazioni che ti occorrono per la presentazione del tuo progetto. 

Accedendo al Geoportale hai la possibilità di consultare in modo semplice, veloce e gratuito dati urbanistici, normativi e catastali, e ti aiuterà quindi a:

  1. Identificare e mappare i terreni agricoli idonei all’installazione degli impianti fotovoltaici, garantendo che la localizzazione rispetti i requisiti geografici e normativi del Bando. Puoi consultare queste informazioni dalla tab layers di UrbisMap e attivando il piano “siti non idonei all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili”.
    L’individuazione di tali aree e siti non idonei è basata su criteri tecnici oggettivi legati ad aspetti di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio artistico-culturale, connessi alle caratteristiche intrinseche del territorio. 
  2. Integrare dati catastali e informazioni urbanistiche, aiutando a verificare la regolarità dei terreni o degli edifici su cui si prevede di installare l’impianto. Questo ti aiuterà a ridurre i rischi di non conformità durante la partecipazione al Bando.
  3. Acquistare e scaricare la visura catastale degli immobili interessati dall’intervento, documento necessario per l’invio della pratica
    Per ottenere la tua visura dovrai semplicemente accedere al Geoportale UrbisMap, geolocalizzarti sul punto di interesse e andare nella tab dati per completare l’acquisto.

Dove vanno presentate le domande?

Piattaforma, scadenze e valutazioni

Le proposte dovranno essere presentate esclusivamente attraverso la Piattaforma informatica predisposta dal GSE a partire dalle ore 12:00 del giorno 16 settembre 2024 e fino al 14 ottobre 2024. Le domande potranno essere caricate solo ed esclusivamente durante il periodo di apertura sopra indicato della piattaforma.

Verifica la fattibilità del tuo progetto su UrbisMap!


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Decarbonizzazione: aziende green entro il 2050

L’emergenza climatica è di certo un tema prioritario delle agende politiche nazionali e internazionali. Una delle chiavi individuate per ridurre i gas serra è la decarbonizzazione energetica.

Quello dell’energia, infatti, risulta essere tra i principali comparti responsabili, secondo i dati dell’Unione Europea (2019), delle emissioni di CO2 contando il 77,01% del totale. Al secondo posto abbiamo l’agricoltura, con il 10,55%, seguito dal 9,10% dei processi industriali e uso dei prodotti, all’ultimo posto invece troviamo il trattamento dei rifiuti che totalizza il 3,32%.

Ma cosa si intende per decarbonizzazione?

Il termine decarbonizzazione indica il processo di riduzione del carbonio e prevede:

  • abbandono delle fonti fossili;
  • maggiore efficienza dei consumi;
  • completo approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili come l’eolico, il fotovoltaico e le biomasse.

L’obiettivo, molto ambizioso, è quello di raggiungere la carbon neutrality entro il 2050.

Un processo lungo e macchinoso

Il 12 dicembre 2015, alla Conferenza di Parigi sul clima, è stato sottoscritto l’Accordo sui cambiamenti climatici: un trattato internazionale giuridicamente vincolante sul cambiamento climatico, che delinea un percorso per la decarbonizzazione, con l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2°C e di raggiungere il traguardo delle emissioni zero entro il 2050.

L’Accordo di Parigi è entrato in vigore il 4 novembre 2016 con la ratifica da parte di almeno 55 Paesi, tra questi sono presenti tutti i Paesi dell’UE.

L’impegno dell’Italia

Molti Paesi, tra i quali l’Italia, hanno inserito nei propri piani di ripresa dalla pandemia globale da Covid-19 una particolare attenzione alla transizione verde.

Il nostro Paese ha un obiettivo green molto importante: ridurre del 55% le emissioni inquinanti entro il 2030 per raggiungere la totale carbon neutrality entro il 2050, come secondo gli accordi del Green Deal.

Per raggiungere i risultati prefissati c’è bisogno dell’impegno da parte di tutti: dallo Stato (per quanto riguarda i finanziamenti), al contesto domestico e ancora a quello aziendale.

Le imprese sono state chiamate a ridurre le proprie emissioni, dirette e indirette, non solo in vista della tutela dell’ambiente, ma anche come scelta strategica di business a lungo termine.

Molte aziende hanno già adottato delle “soluzioni green” nei loro processi produttivi, come la digitalizzazione di molti sistemi e l’installazione e l’impiego di pannelli fotovoltaici.

Il regolamento del NGEU (Next Generation European Union) prevede che un minimo del 37% della spesa per investimenti e riforme programmata nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) debba sostenere gli obiettivi climatici.

Tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 sono state apportate delle modifiche significative al PNRR legate al nuovo capitolo REPowerEU, che vertono a misure di aiuto per le imprese (PMI). Il PNRR, nel quale si parla di progressiva decarbonizzazione di tutti i settori, rappresenta un’ottima occasione per accelerare e raggiungere la transizione ecologica.

Gli investimenti del Piano sono suddivisi in 6 missioni e ben 2 di queste sono focalizzate sul tema della decarbonizzazione e sull’impiego di fonti energetiche rinnovabili.

Vediamo quali sono:

  • Missione 2, in particola la Componente 2 (M2C2), “Rivoluzione verde e transizione energetica”: si occupa della transizione energetica e della mobilità sostenibile. Trovano spazio nella Missione anche i temi della sicurezza del territorio, con interventi di prevenzione e di ripristino a fronte dei significativi rischi idrogeologici, della salvaguardia delle aree verdi e della biodiversità;
  • Missione 3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”: dedicata sempre alla decarbonizzazione e alla riduzione delle emissioni attraverso il potenziamento della rete ferroviaria per ridurre drasticamente la percentuale del traffico che, ad oggi, vede il 90% dei passeggeri muoversi su strada, e la digitalizzazione dei sistemi logistici.

La decarbonizzazione attraverso l’elettrificazione: una delle strade possibili

Esistono diverse strategie per avviare il percorso di decarbonizzazione, una delle possibili strade passa sicuramente attraverso l’elettrificazione.

Elettrificare i settori che risultano essere i maggiori produttori di emissioni di gas serra è dunque un passo fondamentale da compiere.

Attenzione però: l’obiettivo dell’elettrificazione, per far si che porti alla decarbonizzazione, è importante che avvenga attraverso l’investimento nella produzione di energia pulita, e quindi attraverso l’impiego di fonti energetiche rinnovabili come il solare, l’idroelettrico, l’eolico e il geotermico.

Passare semplicemente all’ elettrificazione infatti, non risolverebbe il problema delle emissioni gas serra, ma lo sposterebbe solamente dagli utenti ai produttori.

Possiamo dire quindi che la sostituzione dei combustibili fossili con l’elettricità a zero emissioni può accelerare e favorire il processo di decarbonizzazione, ma anche dell’efficienza energetica e della digitalizzazione (in particolar modo delle Pubbliche Amministrazioni), altra missione prioritaria del PNRR.

Quello della decarbonizzazione è dunque un processo lungo, macchinoso e ambizioso ed è fondamentale che tutti, soprattutto le imprese, abbiano un ruolo attivo nel perseguire tale obiettivo, definendo delle strategie concrete per raggiungerlo. Per le aziende, la decarbonizzazione rappresenta senza dubbio una sfida, perché richiede l’implementazione di nuove tecnologie, processi e materiali, ma è anche un’ottima opportunità in quanto significa efficientamento e maggiore responsabilità nell’utilizzo delle risorse. In questo contesto, i fondi del PNRR destinati alle imprese nell’ambito della Missione 2 rappresentano un grande slancio per il mercato italiano per rafforzare e trasformare il Paese con interventi mirati.