Portale Accesso agli Atti online: la soluzione per una PA più efficiente

La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione non riguarda soltanto la digitalizzazione dei documenti, ma soprattutto la capacità di ripensare i processi amministrativi in chiave moderna, trasparente e orientata al cittadino. 

In questo contesto, un Portale Accesso agli Atti online rappresenta uno strumento strategico per semplificare uno  dei procedimenti più richiesti dagli uffici tecnici e amministrativi: la gestione delle istanze di accesso agli atti. 

Molti Enti attualmente, infatti, gestiscono le richieste attraverso email, PEC, documentazione cartacea e procedure manuali che comportano tempi lunghi, difficoltà di monitoraggio e un elevato carico di lavoro per il personale.

L’evoluzione normativa e le aspettative dei cittadini richiedono oggi servizi digitali accessibili, tracciabili e disponibili online in qualsiasi momento.

Per tale motivazione, sempre più amministrazioni stanno adottando piattaforme dedicate in grado di gestire l’intero procedimento in modalità digitale.

Perché la gestione tradizionale dell’accesso agli atti è diventata inefficiente 

Negli uffici comunali la gestione delle richieste di accesso agli atti coinvolge frequentemente:

  • pratiche edilizie
  • pratiche SUAP/SUAPE
  • documentazione urbanistica
  • fascicoli storici
  • certificazioni e allegati tecnici

Nel momento in cui il processo viene gestito tramite canali differenti, il rischio di inefficienze aumenta sensibilmente: difficoltà di reperimento della documentazione, tempi di risposta elevati, comunicazioni frammentate tra ufficio e cittadino e aumento delle attività amministrative ripetitive.

A questo si aggiunge la necessità di garantire la corretta applicazione delle disposizioni previste dalla normativa sull’accesso documentale e la completa tracciabilità delle operazioni effettuate.

Il Portale Accesso agli Atti online di UrbisMap nasce proprio per risolvere questi problemi e con l’obiettivo di trasformare un processo tradizionalmente frammentato in un flusso digitale unico, tracciabile e integrato con il patrimonio informativo territoriale del Comune.

A differenza di una semplice piattaforma per l’invio delle richieste, il portale di UrbisMap gestisce l’intero ciclo di vita del procedimento amministrativo, dalla presentazione dell’istanza, alla gestione della richiesta, fino alla consultazione dei documenti autorizzati da parte del cittadino.

Un unico ambiente digitale per cittadini e Comuni

Uno dei principali punti di forza della soluzione di UrbisMap è la presenza di un ambiente condiviso nel quale cittadini e amministrazione interagiscono durante tutte le fasi della pratica.

Ogni richiesta genera un fascicolo digitale che accompagna il procedimento dalla sua apertura alla conclusione.

Tutte le comunicazioni, le integrazioni documentali, le autorizzazioni e i documenti messi a disposizione vengono gestiti all’interno della piattaforma, eliminando la dispersione di informazioni. 

Il risultato è un procedimento più ordinato, più trasparente e più semplice da monitorare sia per il cittadino che per gli operatori comunali.

L’esperienza del cittadino: dalla mappa al download dei documenti

L’esperienza utente è stata progettata per rendere il procedimento semplice e intuitivo per tutti.

Il cittadino accede al portale Accesso agli Atti online di UrbisMap tramite la propria Carta d’Identità Elettronica (CIE) o tramite SPID, garantendo un’autenticazione sicura e conforme agli standard della Pubblica Amministrazione.

Effettuato l’accesso, trova una procedura guidata che lo accompagna in tutta la compilazione della richiesta.

Geolocalizzazione dell’immobile

Una delle funzionalità più innovative del Portale Accesso agli Atti online di UrbisMap è la possibilità di geolocalizzare l’immobile. 

Invece di limitarsi all’inserimento di indirizzi o riferimenti catastali, il cittadino può individuare direttamente sulla cartografia integrata il punto geografico interessato dalla richiesta. 

La geolocalizzazione permette di:

– Individuare con precisione l’immobile

– Ridurre gli errori di identificazione

– Accelerare la ricerca documentale

– Collegare immediatamente la richiesta alle pratiche presenti negli archivi comunali.

Calcolo automatico degli oneri

Prima della formalizzazione della richiesta, il sistema calcola automaticamente gli oneri e i diritti di segreteria dovuti, integrandosi con la piattaforma PagoPA per il pagamento elettronico anticipato.

La richiesta viene protocollata solo dopo la conferma dell’avvenuto versamento.

Monitoraggio dello stato della pratica

Dopo l’invio, il cittadino non deve telefonare agli uffici per conoscere lo stato della richiesta ma, attraverso il proprio profilo può verificare in qualsiasi momento gli aggiornamenti in tempo reale sullo stato di avanzamento della propria richiesta, dalla fase di presa in carico fino alla sua conclusione.

Consultazione e download dei file

Quando l’ufficio conclude le verifiche e autorizza l’accesso, i documenti vengono resi disponibili direttamente nel portale. 

Il cittadino può consultarli e scaricarli in formato PDF senza recarsi presso gli uffici comunali. L’intero procedimento si svolge online, in modo semplice, trasparente e completamente tracciato.

Il punto di vista del Comune: un vero gestore nel procedimento amministrativo

Per gli uffici comunali il Portale di Accesso agli Atti online di UrbisMap non rappresenta semplicemente un sistema di raccolta delle richieste.

La piattaforma opera come un vero e proprio gestore del procedimento amministrativo dedicato all’accesso agli atti. 

Ciascuna richiesta viene automaticamente registrata, protocollata e assegnata agli operatori competenti.

Una dashboard completa per la gestione delle richieste

Gli operatori accedono a una dashboard centralizzata dalla quale possono monitorare:

  • nuove richieste
  • pratiche in lavorazione
  • richieste scadute
  • richieste completate
  • comunicazioni con i richiedenti.

L’intero carico di lavoro è sempre visibile e organizzato in maniera strutturata.

Questo consente ai responsabili degli uffici di avere una visione immediata dello stato delle attività e delle priorità operative.

I dipendenti comunali abilitati possono accedere a un archivio completo di tutte le pratiche del Comune, sia edilizie che quelle SUAPE/SUAP/SUE.

La piattaforma consente di ricevere rapidamente documenti, filtrare le informazioni per punto geografico e visualizzare lo stato di tutte le richieste presentate dai cittadini.

All’interno del portale è presente una sezione “Gestisci le richieste” che permette di avere una visione chiara e aggiornata delle richieste in corso.

Per ogni pratica presente, il dipendente può avviare una ricerca rapida dei documenti disponibili per quel punto geografico. Ogni operazione è tracciata e documentata all’interno del portale, garantendo sicurezza, trasparenza e conformità alla normativa. 

Questo flusso centralizzato consente di gestire anche richieste numerose o complesse, riducendo significativamente i tempi di elaborazione e migliorando l’efficienza complessiva dell’ufficio.

Un flusso unico, continuo e digitale

Uno degli aspetti più innovativi del portale è la gestione integrata dell’intero processo.

Tutte le fasi, dalla richiesta iniziale alla consegna dei documenti, avvengono all’interno di un unico sistema. 

Ogni richiesta genera un fascicolo digitale tracciabile che registra l’avvio, l’assegnazione e tutte le fasi intermedie.

In più, il sistema funziona come canale di comunicazione ufficiale tra cittadino e Ente.

Il comune, attraverso il portale, può inviare richieste di integrazione documentale, preavvisi di rigetto, comunicazioni di differimento o avvisi di avvenuta abilitazione all’accesso.

Il cittadino, allo stesso modo, riceve notifiche e può caricare documenti aggiuntivi, tracciando ogni fase.

Il flusso operativo è lineare e senza interruzioni:

1. Invio richiesta: Il cittadino invia la richiesta tramite il portale.

2. Presa in carico: L’amministrazione prende in carico la richiesta e la elabora.

3. Selezione e autorizzazione: I documenti vengono selezionati e autorizzati.

4. Download documenti: Il cittadino li visualizza e li scarica.

Questa continuità elimina passaggi intermedi, riduce il rischio di errori e accelera significativamente i tempi di risposta.

Sicurezza, controllo e conformità normativa

Ogni operazione effettuata all’interno del Portale Accesso agli Atti online viene registrata.

Gli operatori possono verificare la legittimazione del richiedente, autorizzare l’accesso ai documenti pertinenti e mantenere il controllo completo dell’intero iter procedimentale.

La disponibilità di uno storico completo delle attività migliora la trasparenza amministrativa e riduce il rischio di errori o contestazioni.

Perché il Portale Accesso agli Atti online di UrbisMap è diverso dalle soluzioni tradizionali?

A differenza di altri sistemi, che digitalizzano solamente l’invio della richiesta, UrbisMap digitalizza l’intero procedimento amministrativo. 

L’adozione del portale comporta benefici immediati per entrambe le parti coinvolte.

Per i cittadini significa poter gestire tutto online, in autonomia, senza vincoli di orario o necessità di recarsi presso gli uffici.

Per le amministrazioni, il Portale Accesso agli Atti online rappresenta un sistema organizzato e centralizzato, in cui tutte le pratiche comunali sono facilmente accessibili.

La gestione delle richieste diventa più fluida, i tempi si riducono e il lavoro degli uffici è supportato da strumenti digitali avanzati. 

In sintesi, il portale di Accesso agli Atti online di UrbisMap rappresenta un’evoluzione concreta nel modo in cui amministrazioni e cittadini interagiscono. 

L’amministrazione può contare su un sistema efficiente, organizzato e perfettamente integrato nei processi di digitalizzazione, allo stesso tempo, il cittadino dispone di uno strumento semplice, accessibile e sempre aggiornato.

Il risultato è un servizio più veloce, chiaro e moderno, in grado di migliorare l’esperienza di accesso agli atti e di rispondere in modo efficace alle esigenze di trasparenza e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio e sul Portale Accesso agli Atti online di UrbisMap? Contattaci al form qui sotto: troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua Amministrazione!

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Dati territoriali: consultare urbanistica, norme e documenti nella nuova interfaccia di UrbisMap

L’analisi del territorio diventa più semplice e veloce grazie alla nuova interfaccia di UrbisMap.  

Partendo da una particella catastale o da un punto selezionato sulla mappa, il Geoportale raccoglie e organizza in un unico pannello tutte le informazioni provenienti dagli strumenti di pianificazione disponibili, consentendo di accedere rapidamente a dati territoriali, destinazioni urbanistiche, articoli normativi, documentazione tecnica e dati descrittivi.

L’obiettivo è quello di semplificare il processo di ricerca e interpretazione dei dati territoriali, mettendo in relazione cartografica, normativa e documentazione all’interno di un’unica esperienza di consultazione. 

In questo articolo esploreremo il funzionamento della sezione Dati Territoriali della nuova interfaccia del Geoportale, analizzando le modalità di visualizzazione e gli strumenti presenti al suo interno. 

Un pannello unico dedicato ai dati territoriali

La sezione Dati Territoriali è accessibile direttamente dall’interfaccia principale del Geoportale e si presenta come un pannello laterale che accompagna l’utente senza mai interrompere l’esplorazione della mappa.

Grazie alla sincronizzazione automatica, ogni volta che si seleziona un punto o una particella catastale sulla mappa, il sistema aggiorna in tempo reale i dati visualizzati nel pannello, mantenendo sempre coerenti e coordinate le informazioni visualizzate e il contesto geografico.

Questo permette di analizzare il contesto geografico e informativo in modo dinamico e senza soluzione di continuità.

Ricerca per particella catastale e identificazione 

Il punto di partenza di ogni analisi è l’individuazione precisa dell’area di interesse. selezionando una zona sulla mappa, UrbisMap identifica automaticamente la particella e restituisce i riferimenti essenziali:

– Comune di appartenenza 

– Foglio catastale e numero di particella

– Coordinate geografiche esatte

Questi metadati fungono da chiave per interrogare istantaneamente tutti gli strumenti urbanistici attivi su quell’area.

Modalità avanzate: sovrapposizione e comparazione dei piani urbanistici

Per analizzare i piani urbanistici e le loro sovrapposizioni, il sistema offre due modalità operative:

1. Sovrapposizione: permette di visualizzare contemporaneamente più livelli urbanistici, utile per verificare interferenze o relazioni tra diversi strumenti di pianificazione.

L’utente può aggiungere ulteriori piani e confrontarne la copertura geografica direttamente sulla mappa, mantenendo una chiara distinzione visiva tra le diverse tematizzazioni. 

2. Comparazione: ideale per le attività di verifica tecnica e varianti, consente di mettere a confronto due diversi piani nello stesso ambiente cartografico per individuare subito le differenze.

Integrazione con servizi WMS

Dal pannello Dati Territoriali è possibile selezionare servizi pubblicati da Enti e Amministrazioni, come il WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate, e integrarli direttamente nella consultazione. 

Questa funzionalità amplia significativamente le possibilità di analisi, consentendo di affiancare ai dati urbanistici ulteriori tematismi territoriali.

Dalla mappa alla normativa: accesso diretto agli articoli

Uno dei vantaggi più significativi della sezione Dati Territoriali del Geoportale è il collegamento diretto tra cartografia e normativa.

Non è più necessario sfogliare manualmente centinaia di pagine di documenti complessi, il sistema permette di:

– Visualizzare immediatamente la classificazione urbanistica e le zone di appartenenza.

– Consultare gli articoli normativi specifici associati a quella determinata zona territoriale con un semplice clic.

Questo approccio riduce drasticamente i tempi di consultazione e migliora l’accessibilità delle informazioni normative.

Documentazione tecnica e link correlati

Oltre ai dati normativi, UrbisMap organizza in modo ordinato tutti i documenti associati al piano urbanistico selezionato, come:

  • elaborati tecnici
  • tavole di piano
  • regolamenti
  • norme tecniche di attuazione
  • documentazione amministrativa

La documentazione viene organizzata direttamente nel contesto del piano urbanistico di riferimento, consentendo una consultazione immediata.

Impostazioni e filtri

Per una lettura ancora più mirata dei dati territoriali, il sistema mette a disposizione una sezione dedicata alle impostazioni e ai filtri.

Ogni utente può utilizzare questi strumenti per gestire la quantità di informazioni visualizzate, focalizzandosi solo sui dati realmente necessari.

La gestione dei filtri risulta particolarmente utile quando sul territorio insistono numerosi livelli informativi o quando si desidera focalizzare l’attenzione su specifiche categorie di dati.

Una consultazione più semplice e completa

L’integrazione di cartografia, dati catastali e normativa in un unico ambiente digitale rappresenta un passo avanti decisivo per il Geoportale UrbisMap. 

Questa nuova modalità di consultazione non solo ottimizza i flussi di lavoro di tecnici e professionisti, ma rende l’informazione territoriale più accessibile e trasparente per tutti gli attori coinvolti nella gestione del territorio.

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Strumento misura UrbisMap: il nuovo sistema di misurazione su mappa, guida operativa completa

Con la nuova interfaccia del Geoportale UrbisMap, il sistema di misurazione su mappa è stato riprogettato, introducendo un approccio più intuitivo e evoluto.

Il nuovo strumento misura diventa un vero ambiente operativo dedicato alla creazione, gestione e organizzazione di geometrie direttamente sulla mappa.

L’obiettivo del nuovo sistema è quello di migliorare il flusso di lavoro tecnico durante attività come:

  • verifiche catastali;
  • istruttorie;
  • analisi territoriali;
  • controlli catastali;
  • valutazioni preliminari;
  • attività di progettazione;
  • attività interne della Pubblica Amministrazione.

In questo articolo studieremo insieme come utilizzare, con una guida tecnica passo-passo, il nuovo strumento misura, esplorandone le potenzialità e le novità grafiche.

Prerequisiti e accesso alla funzione

L’accesso allo strumento è garantito a tutti gli utenti Premium e Premium PA della piattaforma.

Per un’esperienza d’uso ottimale e per garantire la stabilità delle operazioni di misurazione, è raccomandato l’utilizzo di browser aggiornati come Chrome o Firefox.

La piattaforma è oggi fruibile anche tramite installazione desktop e app mobile, permettendo la misurazione su mappa anche durante i sopralluoghi tecnici all’esterno degli uffici. 

Ricerca dell’area da misurare

Il processo inizia con l’accesso alla piattaforma e l’individuazione dell’area interessata.

Attraverso la barra di ricerca in alto a sinistra, digitare il luogo, l’indirizzo, il Comune o le coordinate dell’area da analizzare.

Una volta selezionato il risultato, il sistema effettua uno zoom automatico e apre il pannello “Dati territoriali” con le informazioni catastali e urbanistiche.

La nuova logica operativa e il pannello di gestione

La principale novità introdotta con il nuovo design della piattaforma è l’abbandono delle finestre popup separate in favore di un’interfaccia centralizzata.

Lo strumento misura è accessibile dalla barra strumenti laterale destra.

—Schermata iniziale di Urbismap: ricerca della particella e apertura del pannello Dati Territoriali con evidenziazione dell'icona "segnalibri"

Una volta attivato, il sistema apre il pannello “Segnalibri e livelli”, che rappresenta la centrale operativa del sistema.

Questo pannello permette di gestire in un unico ambiente:

  • Le misure effettuate e le annotazioni tecniche
  • La creazione e l’organizzazione di nuovi livelli grafici
  • Gli strumenti di modifica dinamica delle geometrie
  • Le opzioni di visualizzazione e visibilità degli elementi.

Il nuovo sistema garantisce la persistenza del dato, consentendo di salvare ogni misurazione su mappa all’interno di uno specifico livello di lavoro.

Apertura pannello "strumenti e livelli"
Barra laterale con strumenti di disegno su mappa

Le quattro tipologie di geometria

Selezionando il pulsante “Nuovo”, l’utente può avviare un differente flusso operativo a seconda della tipologia di geometria necessaria per l’analisi territoriale.

1. Punto: marker e identificazione geografica

Lo strumento Punto consente di inserire marker specifici sulla mappa per identificare criticità, punti di interesse catastale o riferimenti tecnici durante un’istruttoria. 

Configurazione: il sistema apre una finestra dove definire titolo, descrizione, colore e stile grafico del marker.

Operatività: Una volta configurato, è sufficiente un clic sulla mappa per posizionare l’elemento, che viene immediatamente associato al livello attivo e salvato nel pannello laterale.

Marker per l'inserimento di un punto sulla mappa

2. Linea: misurazioni lineari di alta precisione

L’opzione Linea permette di tracciare segmenti su mappa con calcolo istantaneo della distanza disegnata. 

Tracciamento: Si procede con un clic iniziale sul vertice e un doppio clic finale per chiudere il disegno.

Dati in tempo reale: Completato il disegno, UrbisMap mostra istantaneamente la lunghezza totale della linea tracciata, rendendo agevoli verifiche di distanze stradali, arretramenti e confini.

Personalizzazione: È possibile selezionare spessore, colore, opacità e luminosità della linea per differenziare tra loro le diverse misurazioni effettuate.

Bottone per disegnare una linea sulla mappa

3. Poligono: delimitazione e calcolo superfici

È forse la funzione più utilizzata per la misurazione su mappa a fini urbanistici.

Consente di delineare aree ottenendo automaticamente i parametri fisici fondamentali.

Calcoli automatici: Una volta chiuso il poligono con un doppio clic, il sistema calcola superficie totale e sviluppo perimetrale con lunghezza dei singoli lati.

Personalizzazione: Anche questo, come tutti gli altri elementi dello strumento misura, è personalizzabile con titolo, testo, colore del tratto e colore del riempimento. 

La gestione del riempimento semitrasparente permette di sovrapporre più poligoni senza oscurare la cartografia sottostante.

Bottone per disegnare un poligono sulla mappa

4. Circonferenza: creazione e calcolo

Per disegnare una circonferenza su mappa:

– Selezionare lo strumento

– Personalizzare tutti gli elementi (colore, riempimento, ecc.) in base alle proprie esigenze.

– Selezionare il centro in mappa e trascinare il mouse per definire il raggio desiderato.

– Effettuare un doppio clic quando si desidera chiudere il disegno.

Questo strumento è fondamentale per verificare, per esempio, il rispetto delle distanze legali o per tracciare fasce di rispetto ambientali e urbanistiche attorno a punti sensibili.

Bottone per disegnare una circonferenza sulla mappa

Architettura a blocchi e gestione della sovrapposizione

Un’importante novità dello strumento misura è la gestione dei livelli, basata su un’architettura a blocchi per geometria.

Questa scelta tecnica è fondamentale per mantenere la resa in mappa sempre coerente con il motore di disegno e garantire la massima precisione nella misurazione su mappa.

Quando l’utente disegna diverse geometrie, ad esempio, una linea di confine, un poligono di un lotto e una circonferenza per una fascia di rispetto, il sistema non crea livelli misti, ma uno per ciascuna tipologia.

All’interno del sistema troviamo quattro blocchi predefiniti:

1. Blocco Poligoni: contiene tutte le superfici tracciate.

2. Blocco Aree: raggruppa tutte le circonferenze.

3. Blocco Linee: centralizza tutti i tracciati lineari e le misurazioni di distanza.

4. Blocco punti: raccoglie i marker e i punti di interesse.

funzione drag and drop per ordinare i blocchi delle geometrie

Il vero potere decisionale risiede nella gestione del livello dei blocchi. L’utente può intervenire sull’ordine di questi macro-raggruppamenti per definire la sovrapposizione su mappa. 

Per modificare l’ordine basta trascinare la maniglia posizionata sulla sinistra di ogni blocco (funzione drag-and-drop).

Questa gestione a blocchi evita il caos grafico e assicura che gli elementi tecnici più sottili non vengano mai oscurati dalle campiture più ampie.

Funzioni di salvataggio ed esportazione

Come anticipato poco sopra, il sistema garantisce la persistenza del dato.

Una volta ultimate le misurazioni e le personalizzazioni grafiche, l’utente può scegliere di salvare l’intero lavoro svolto. 

La sezione Segnalibri

Al termine delle operazioni, il sistema genera automaticamente un nuovo segnalibro. L’operatore deve semplicemente assegnare un nome identificativo e procedere al salvataggio definitivo. 

Questo elemento sarà sempre disponibile all’interno dell’area “Segnalibri” del profilo utente.

In qualsiasi momento, il tecnico potrà riaprire il segnalibro trovando tutti i disegni, le annotazioni e le misurazioni effettuate.

Esportazione KML e screenshot mappa

Per le necessità operative esterne al Geoportale, UrbisMap introduce due strumenti di output:

– Esportazione KML: Ogni segnalibro può essere esportato in formato KML. Questa funzione permette di portare il lavoro eseguito su UrbisMap all’interno di altri software GIS (con dati georeferenziati) o di condividere i rilievi con Enti terzi.

– Screen PNG: Tool che permette di scattare un’immagine istantanea della mappa completa di tutte le misurazioni attive, facilitando l’allegazione di prove grafiche a relazioni tecniche o pratiche edilizie.

Pulsante per scaricare l'elaborato in KML
Scarica un'immagine istantanea PNG della mappa

In sintesi, l’evoluzione dello strumento misura trasforma UrbisMap in un ambiente di lavoro geografico integrato. 

L’integrazione tra il disegno dinamico, l’architettura a blocchi e il sistema avanzato di salvataggio e condivisione, rende la piattaforma un partner insostituibile per i professionisti del settore.

Per approfondimenti tecnici o supporto nell’utilizzo dello strumento misura, restiamo a disposizione tramite il form sottostante e i canali di assistenza ufficiali. 

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Il nuovo Geoportale UrbisMap: un’interfaccia completamente ripensata

Tra pochissimi giorni sarà ufficialmente disponibile la nuova interfaccia del Geoportale UrbisMap, un aggiornamento profondo che non si limita a un restyling grafico, ma ridefinisce completamente il modo in cui l’utente interagisce con i dati territoriali.

Questa nuova versione è stata progettata con l’obiettivo di rendere l’esperienza dell’utente più fluida, personalizzabile e centrata sulla mappa, migliorando allo stesso tempo l’accessibilità alle informazioni e la velocità operativa.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le differenze tra il sito attuale e il nuovo Geoportale in arrivo, con un focus specifico su tab, strumenti e logiche di navigazione.

Accesso al nuovo Geoportale: continuità tra web, desktop e mobile

L’accesso alla nuova versione del Geoportale resta semplice e immediato, mantenendo la filosofia già presente nella versione attuale.

La piattaforma sarà disponibile in tre modalità:

  • Accesso via browser, come nella versione attuale
  • Installazione su PC
  • Nuova app mobile

Questa flessibilità consente a utenti tecnici, amministrazioni e professionisti di scegliere il modo più adatto di utilizzare il sistema in base alle proprie esigenze operative.

Alla prima apertura della nuova interfaccia , l’utente viene accompagnato da un breve tutorial interattivo integrato nel sistema, che guiderà passo passo alle principali funzioni del Geoportale, in modo tale da darvi subito un orientamento iniziale per abituarvi alla nuova interfaccia.

Il tutorial è sempre disponibile e può essere richiamato in qualsiasi momento tramite la sezione “supporto” presente nella tab account.

Un cambio di logica dell’ interfaccia: il nuovo posizionamento delle sezioni

Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda il nuovo posizionamento delle tab.

Nella versione attuale le tab hanno una struttura più rigida e sequenziale. Nella nuova interfaccia, invece, risultano più integrate con la mappa, sempre visibili ma meno invasive, dinamiche in base alle azioni dell’utente.

Vediamo insieme cosa cambia nel concreto e il contenuto di ogni singola sezione del Geoportale.

1. Sezione Account

La tab account, come già nella versione attuale, permette di visualizzare e modificare la propria password di accesso e i dati di fatturazione. 

Contiene poi una sezione dedicata alle notifiche,  uno storico degli ordini effettuati nel corso del tempo e le preferenze riguardanti la privacy.

Un’importante novità della tab Account riguarda l’inclusione di una sezione completamente nuova: “preferenze”.

Quest’area consente a ciascun utente di configurare una serie di impostazioni che permettono di personalizzare l’esperienza di utilizzo del Geoportale e di adattare la piattaforma al proprio modo di lavorare.

È possibile, per esempio, definire alcune modalità di navigazione predefinite o impostare comportamenti specifici della mappa, riducendo così la necessità di ripetere le stesse operazioni ogni volta.

2. Sezione dati territoriali

La tab dati rappresenta il fulcro informativo del Geoportale. 

Cliccando su un punto della mappa, tutte le informazioni territoriali disponibili confluiscono in questa sezione in modo organizzato. 

Rispetto alla versione precedente, ciò che cambia non è tanto la quantità di informazioni, quanto la modalità con cui vengono presentate e filtrate.

La nuova interfaccia introduce infatti un sistema di filtri avanzati che consente di selezionare con precisione i contenuti di interesse.

L’utente può, ad esempio, scegliere di visualizzare solo determinate tipologie di piani, come quelli urbanistici o quelli legati alla protezione civile, oppure concentrarsi su specifici livelli territoriali, limitando la ricerca al contesto comunale, regionale o nazionale. 

A questo si aggiunge la possibilità di filtrare i dati in base allo stato del piano, distinguendo, ad esempio, quelli vigenti da altre categorie.

Un altro aspetto particolarmente utile riguarda le modalità di visualizzazione. Il sistema può adattare automaticamente la vista della mappa, ad esempio effettuando uno zoom sui confini del piano selezionato. 

Questo riduce ulteriormente il numero di operazioni manuali richieste all’utente e rende l’analisi molto più rapida.

3. Sezione strumenti

Se la tab dati rappresenta il cuore informativo del Geoportale, la tab strumenti è senza dubbio il suo centro operativo.

Questa sezione è il punto di riferimento per tutto ciò che riguarda la gestione della mappa.

Da qui l’utente passa dalla semplice consultazione all’interazione attiva, sfruttando una serie di funzionalità che rendono l’analisi territoriale più completa e dinamica.

Rispetto alla versione precedente, con la nuova interfaccia la tab strumenti diventa un ambiente strutturato che permette di gestire in modo diretto la visualizzazione, l’analisi  e l’esplorazione del territorio.

Una delle prime cose che si nota è la possibilità di scegliere la mappa di sfondo, adattando la base cartografica al tipo di analisi che si vuole svolgere. A seconda delle esigenze, l’utente può passare rapidamente da una vista più tecnica a una più fotografica, mantenendo sempre il controllo sulla leggibilità dei dati sovrapposti.

Tra le novità più rilevanti è l’introduzione della visualizzazione 3D, modalità che consente di osservare il territorio da una prospettiva completamente nuova, permettendo di cogliere meglio la morfologia del terreno e la struttura degli edifici.

Il passaggio tra le diverse modalità di visualizzazione è semplice e immediato e avviene sempre senza uscire dalla mappa, in modo da mantenere l’esperienza fluida e continua.

Oltre alla gestione della visualizzazione, la tab strumenti raccoglie una serie di funzionalità operative che accompagnano l’utente durante tutto il processo di analisi.

Attraverso questa sezione l’utente può:

– Accedere agli strumenti di disegno e misura su mappa.

– Scaricare il report di destinazione urbanistica.

– Utilizzare gli strumenti Premium, come il layout di stampa, il WMS Catasto dell’AdE o lo snapshot mappa.

– Attivare la visualizzazione dei numeri civici provenienti dall’ANNCSU, che consente di avere un riferimento puntuale sugli indirizzi direttamente sulla mappa, migliorando la precisione delle analisi e facilitando il lavoro in ambito tecnico e amministrativo.

Sezione “acquista documenti”

Attraverso questa nuova sezione l’utente può effettuare direttamente dal Geoportale l’acquisto di documenti formali, scegliendo tra:

  • Visura terreno
  • Visura fabbricato
  • Estratto di mappa

I documenti sono disponibili sia nella versione “attuale”, sia in quella “storica”. 

Cliccando in corrispondenza del punto sulla mappa per il quale si vuole acquistare la visura o l’estratto di mappa, il form presente in questa sezione verrà compilato automaticamente dal sistema, ciascun utente è però libero di modificare e compilare manualmente il form in base alle proprie esigenze.

L’integrazione con la mappa rende il processo molto intuitivo: l’utente parte da un punto preciso del territorio e, in pochi passaggi, arriva alla richiesta del documento corrispondente, mantenendo sempre il controllo del contesto geografico. 

La logica è quella di collegare direttamente la consultazione dei dati alla possibilità di ottenere un output formale senza dover uscire dal Geoportale o utilizzare strumenti esterni.

Sezione carrello

Collegata direttamente alla sezione di acquisto, la tab carrello introduce una gestione più chiara e organizzata delle richieste effettuate. 

Qui vengono raccolti tutti i documenti selezionati, in modo tale da fornire all’utente una visione d’insieme prima di procedere all’acquisto. 

È uno spazio intermedio, ma molto importante, in quanto consente di verificare, modificare o completare le operazioni in modo consapevole.

In questo modo il passaggio dalla consultazione all’acquisto diventa più fluido, ma senza perdere trasparenza o efficienza. 

Il nuovo sistema di notifiche

Quando l’utente interagisce con la mappa, ad esempio cliccando su un punto per ottenere informazioni territoriali, i risultati vengono organizzati nelle diverse tab in modo automatico. Per guidare l’utente, il sistema utilizza un indicatore molto semplice ma efficace: un piccolo pallino, simile a una notifica, che segnala in quale sezione sono disponibili nuovi contenuti.

Questo meccanismo evita di dover ricercare le informazioni tra le varie sezioni e rende l’esperienza decisamente più immediata e anche in presenza di più dati o più livelli informativi, l’utente sa sempre dove andare.

Un’esperienza più fluida su ogni dispositivo: la nuova app mobile

Uno degli obiettivi principali della nuova interfaccia è garantire un’esperienza coerente su tutti i dispositivi. Che si utilizzi il Geoportale da browser, da desktop o da mobile, l’interazione rimane fluida e continua.

La nuova app mobile di UrbisMap, in particolare, rappresenta un miglioramento significativo rispetto al passato. 

Le prestazioni sono state ottimizzate e l’interfaccia è stata adattata per offrire la stessa efficacia anche su schermi più piccoli.

Questo rende possibile lavorare sul territorio in tempo reale, senza rinunciare alle funzionalità avanzate.

In sintesi, con la nuova interfaccia gli utenti avranno a disposizione uno strumento più moderno e potenziato, capace di semplificare l’accesso alle informazioni territoriali e di migliorare concretamente il lavoro quotidiano. 

La centralità della mappa, il nuovo comportamento delle tab, il sistema di notifiche, i filtri avanzati, la visualizzazione 3D e la possibilità di personalizzare l’esperienza sono tutti elementi che contribuiscono a rendere la piattaforma più efficace e vicina alle esigenze reali degli utenti, definendo un nuovo modo di lavorare con il territorio: più immediato, più flessibile e più efficiente. 

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Digitalizzazione degli archivi edilizi: quanto costa non farla?

Negli uffici tecnici delle amministrazioni italiane esiste un problema tanto diffuso quanto sottovalutato: la mancata digitalizzazione degli archivi edilizi e, più in generale, la loro gestione.

Pratiche cartacee accumulate negli anni, faldoni difficili da consultare, documenti incompleti o deteriorati. Una situazione che molti considerano “normale” ma che in realtà rappresenta uno dei principali freni all’efficienza della Pubblica Amministrazione.

La domanda da porsi oggi non è più se digitalizzare o meno, ma: quanto costa continuare a non farlo?

Il problema nascosto: un archivio fuori controllo

In molti Enti locali, l’archivio edilizio è ancora organizzato secondo logiche analogiche: stanze sature di documenti, classificazioni non uniformi e tempi di ricerca imprevedibili.

Questo approccio comporta una serie di criticità operative che incidono in modo diretto sulla qualità del servizio pubblico.

Tempi di ricerca lunghi e imprevedibili

Recuperare una pratica edilizia può richiedere minuti, oppure ore. Dipende da dove è conservata, dal modo in cui è catalogata e da chi conosce, o ricorda, la sua posizione.

Questo significa che anche una semplice richiesta da parte di un cittadino o di un tecnico può trasformarsi in un’attività lunga, complicata e dispendiosa.

Dipendenza dalle persone

In molti casi, la conoscenza dell’archivio appartiene a pochi funzionari esperti. Nel momento in cui queste persone non sono disponibili, magari per ferie, pensionamento o cambio ruolo, l’accesso alle informazioni diventa ancora più lento e complicato.

Rischio di perdita o deterioramento

Fattori come l’umidità, l’usura del tempo, il pericolo di incendi o smarrimenti rendono i documenti cartacei dell’archivio estremamente vulnerabili, con conseguenze anche rilevanti dal punto di vista legale e amministrativo.

Difficoltà di condivisione

Un archivio cartaceo è, per definizione, non condivisibile in tempo reale.

Se un documento è su una scrivania, non può essere consultato contemporaneamente da altri uffici o da utenti esterni. 

Il vero costo dell’inefficienza

Nella maggior parte dei casi la digitalizzazione degli archivi edilizi viene rimandata a causa dell’investimento iniziale richiesto.

Tuttavia, questa è una visione parziale e miope. Il vero costo, infatti, è quello nascosto che si accumula giorno dopo giorno.

Tempo impiegato dal personale

Il tempo che ciascun dipendente pubblico trascorre a cercare fisicamente un documento, è tempo sottratto ad altre attività magari di maggior valore. Moltiplicando questo tempo per il numero di richieste gestite ogni settimana, il costo diventa significativo.

Ritardi nei procedimenti

Tempi lunghi di accesso alle informazioni si traducono in ritardi nelle pratiche edilizie, nelle verifiche e nelle risposte ai cittadini. 

Questi ritardi nei procedimenti amministrativi hanno un impatto diretto sulla percezione di efficienza dell’Ente e, di riflesso, sull’economia locale. Se un cittadino  un professionista deve aspettare settimane solo per ottenere un accesso agli atti, l’intero comparto edilizio ne risente.

Maggior rischio di errori

Lavorare con documenti incompleti o difficili da reperire aumenta drasticamente la probabilità di errori istruttori. 

Ciascun errore può generare contenziosi legali costosi, revisioni d’ufficio e un ulteriore spreco di risorse pubbliche.

Minore trasparenza

Un sistema poco accessibile limita la possibilità di fornire informazioni chiare e tempestive, aumentando, di conseguenza, il carico di richieste agli uffici.

UrbisMap: trasformare l’archivio edilizio in un patrimonio informativo

È in questo contesto che si inserisce il ruolo di UrbisMap, il Geoportale nazionale in cloud progettato per semplificare radicalmente la gestione dei dati territoriali.

Digitalizzare con UrbisMap non significa limitarsi alla semplice scansione dei documenti, ma trasformare un sistema statico e inefficiente in una piattaforma dinamica, accessibile e integrata.

UrbisMap offre un servizio completo di digitalizzazione degli archivi edilizi che comprende il riordino, la scansione e, soprattutto, la georeferenziazione delle pratiche edilizie.

Associare ogni documento a una posizione geografica precisa sulla mappa permette di collegare l’archivio al territorio in modo intuitivo.

Con un semplice clic sulla mappa del Geoportale, l’operatore può visualizzare istantaneamente tutta la documentazione storica legata a una specifica particella catastale o a un indirizzo, superando le difficoltà delle ricerche manuali. 

Il vero valore aggiunto di UrbisMap risiede nella strutturazione del dato. I documenti vengono classificati secondo criteri uniformi, indicizzati per ricerche veloci e integrati con altri livelli informativi fondamentali, come il catasto, la normativa urbanistica e i vincoli territoriali.

In questo modo l’archivio edilizio diventa uno strumento operativo, essenziale per l’attività quotidiana degli uffici pubblici.

I benefici tangibili della digitalizzazione degli archivi edilizi per Enti e cittadini

Scegliere il servizio di digitalizzazione degli archivi edilizi di UrbisMap produce impatti misurabili fin dai primi mesi.

La riduzione dei tempi operativi è significativa: attività di ricerca che prima richiedevano ore diventano istantanee. Questo libera tempo prezioso per il personale, permettendo di migliorare il servizio al cittadino attraverso risposte più rapide e informazioni più chiare.

Un altro vantaggio della digitalizzazione è la collaborazione tra uffici. Un archivio digitale è condivisibile in tempo reale.

Se un documento occorre contemporaneamente, per esempio, all’ufficio urbanistica e all’ufficio tributi, entrambi possono consultarlo dai propri dispositivi senza dover spostare faldoni fisici o creare rallentamenti ad altri uffici.

Questa fluidità dei processi risulta essere fondamentale anche per la gestione di nuove “sfide normative” come quelle poste dal recente Decreto Salva Casa, o come fu, a suo tempo, il Superbonus 110%, che prevedono un massiccio aumento delle richieste di accesso agli atti per la verifica dello stato legittimo degli immobili.

Grazie agli archivi digitali, i tecnici possono attestare la conformità degli edifici in frazioni di secondo rispetto ai metodi tradizionali.

Le opportunità di finanziamento: PNRR e bandi regionali

Nonostante i chiari vantaggi, molti Comuni esitano per ragioni di budget.

Tuttavia, il momento storico attuale è irripetibile grazie ai numerosi fondi messi a disposizione per l’innovazione della PA.

Il PNRR ha stanziato risorse ingenti attraverso diverse misure, come la 2.2.3 per la digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE e la 1.3.1 per il miglioramento dell’interoperabilità dei dati tramite la PDND.

Regioni come la Sardegna hanno inoltre promosso bandi specifici, stanziando decine di milioni di euro per la digitalizzazione degli archivi comunali, permettendo agli Enti locali di modernizzare i propri sistemi senza gravare interamente sul bilancio comunale.

UrbisMap si pone come partner strategico non solo fornendo la tecnologia, ma offrendo soluzioni “chiavi in mano” per supportare i Comuni nel rispetto delle rigide scadenze operative imposte dai finanziamenti europei e regionali, evitando il rischio di revoca dei fondi.

Un cambio di paradigma per la Pubblica Amministrazione

La digitalizzazione degli archivi edilizi non è semplicemente un intervento tecnico, ma rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma per la Pubblica Amministrazione.

Significa passare da una gestione frammentata, lenta e reattiva a un modello organizzativo efficiente e orientato al dato.

Significa dotare gli uffici dell’Ente di strumenti adeguati per affrontare la complessità normativa e operativa che caratterizza oggi il settore edilizio.

Il costo dell’attesa

Rimandare la digitalizzazione dell’archivio può sembrare una scelta giusta e prudente, ma nella realtà è una decisione molto costosa.

Accumulare ritardo per l’Ente significa:

  • ore di lavoro sprecate
  • inefficienze che si accumulano
  • opportunità mancate
  • qualità scarsa del servizio

Al contrario, avviare un processo di digitalizzazione subito significa investire in efficienza, trasparenza e capacità di risposta.

Da problema a opportunità

La gestione degli archivi edilizi è stata per molto tempo un punto critico per molti Comuni.

Oggi, grazie a soluzioni come UrbisMap, può diventare un’opportunità concreta di innovazione e di valorizzazione di un patrimonio informativo enorme, trasformandolo in uno strumento strategico per il governo del territorio.

La domanda giusta da porsi ora, quindi, non è più se digitalizzare o quanto costa farlo, ma: quando sta già costando non farlo?

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di digitalizzazione degli archivi edilizi di UrbisMap? Contattaci utilizzando il formo sottostante: studieremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Ente!

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Piano Urbanistico Comunale di Avellino: struttura, norme e consultazione online

La gestione del territorio di Avellino, capoluogo dell’Irpinia, è regolata da uno strumento urbanistico strategico che mira a conciliare la tutela dell’identità storica con la necessità di riqualificazione e trasformazione urbana.

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino non è solo un elenco di vincoli edificatori, ma un progetto organico che definisce il futuro della città attraverso strategie differenziate per il centro storico, le aree consolidate e le zone di espansione.

Nell’articolo di oggi esploreremo la struttura del PUC di Avellino, le sue norme tecniche di attuazione (NTA di Avellino) e vedremo come cittadini e professionisti possano consultare i dati cartografici e normativi in modo rapido e gratuito attraverso il Geoportale UrbisMap.

Inquadramento normativo e approvazione

Per operare correttamente sul territorio di Avellino, è indispensabile conoscere i riferimenti amministrativi che sanciscono la vigenza degli strumenti urbanistici.

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino è stato redatto nel novembre 2007, adeguato a seguito di Conferenza di servizi e definitivamente approvato con D.P.G.P n.1 del 2008.

Parallelamente, l’attività edilizia è disciplinata dal Regolamento Edilizio Comunale, approvato con delibera di Consiglio Provinciale n.82 del 21/06/2001 e pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Campania (BURC) il 24 giugno 2002.

Questi due strumenti operano in modo coordinato per garantire che ogni intervento edilizio rispetti non solo gli indici urbanistici, ma anche i requisiti igienico-sanitari, estetici e di accessibilità.

La visione strategica: le “cinque città” di Avellino

Il PUC di Avellino si distingue per un approccio metodologico innovativo, che suddivide l’intero territorio comunale in cinque situazioni distinte, ciascuna con obiettivi strategici propri:

1. Il territorio da salvaguardare: comprende le aree di pregio ambientale e paesaggistico, come i parchi urbani, fluviali e le zone agricole (noccioleti), dove la priorità è la tutela dell’assetto vegetazionale e idrogeologico.

2. La città da tramandare: identifica il patrimonio storico e architettonico (zona A). L’obiettivo principale è la valorizzazione del nucleo antico e dei borghi storici attraverso il recupero filologico.

3. La città da migliorare: costituita dagli insediamenti consolidati (zona B), sia di impianto storico che recente, dove il piano promuove la riqualificazione degli spazi pubblici e il completamento del tessuto edificato.

4. La città da trasformare: include le aree dismesse o inedificate in cui il Piano promuove interventi radicali di sostituzione o nuovo impianto per creare nuove centralità urbane.

5. La città pubblica: l’insieme dei servizi, delle infrastrutture e degli spazi destinati alla collettività, con l’obiettivo di migliorare la fruizione dei servizi e la qualità della vita urbana.

La zonizzazione e le Norme Tecniche di Attuazione di Avellino

Zona A: la città storica

La zona A comprende la Collina la Terra (A1), le espansioni del nucleo storico (A2) e i borghi storici (Bellizzi, Picarelli, Ponticelli, Valle – A3).

In zona A1, classificata come area di forte interesse archeologico, ogni progetto di trasformazione deve essere preventivamente autorizzato dalla Soprintendenza. 

Gli edifici storici sono classificati in quattro gruppi di tutela:

– Gruppo 1 (edifici di pregio), soggetti a restauro e ripristino filologico rigoroso.

– Gruppo 2 e 3 (valore storico e documentario), orientati al risanamento conservativo e al mantenimento dell’immagine urbana.

– Gruppo 4 (edifici recenti), edifici privi di pregio dove sono ammesse ristrutturazioni e, in certi casi, demolizioni con ricostruzione.

Zona B: ambiti di impianto storico e recente

Comprende arterie fondamentali come Corso Vittorio Emanuele e Viale Italia (B1) e Via Francesco Tedesco (B2).

Qui il PUC di Avellino mira al completamento delle cortine edilizie e alla riqualificazione degli spazi interni agli isolati.

Per le zone di impianto recente (B3), sono fissati indici di completamente (Uf) che variano da 0,3 a 1,0 mq/mq.

Zone di trasformazione (Ru, Rq, Ni, Nit)

Queste aree rappresentano il motore dello sviluppo futuro del territorio di Avellino.

Si suddividono in zone di sostituzione (Ru), riqualificazione (Rq) e nuovo impianto (Ni), spesso attuate tramite comparti edificatori.

Un elemento di rilievo è la previsione di quote di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata o convenzionata), che non può essere inferiore al 40% del fabbisogno calcolato.

Zone E ed F: agricoltura e servizi

Le zone agricole (E) mirano a salvaguardare la tipicità del paesaggio irpino (noccioleti). 

Le zone F includono servizi generali e progetti strategici come il Parco del Fenestrelle, volto alla rinaturalizzazione delle sponde fluviali e alla creazione di spazi per il tempo libero.

Parametri tecnici e definizioni fondamentali

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino adotta parametri precisi per il calcolo delle potenzialità edificatorie:

– Superficie lorda di pavimento (SLP): sommatoria delle superfici di solaio, al netto degli ingombri murari fino a 40 cm e di determinati vani tecnici o condominiali.

– Indice di utilizzazione fondiaria (Uf): rapporto tra SLP e superficie fondiaria del lotto (mq/mq).

– Volume virtuale: prodotto della SLP per un’altezza d’interpiano convenzionale di 3 metri.

– Altezza massima: valutata generalmente verso lo spazio pubblico per garantire l’armonia del fronte stradale.

Rapporto di copertura: percentuale di superficie coperta rispetto alla superficie fondiaria.

Il Regolamento edilizio di Avellino e l’estetica urbana

Il regolamento edilizio di Avellino integra le norme urbanistiche con prescrizioni dettagliate sull’estetica e la qualità costruttiva. 

Disciplina aspetti come la sagoma degli edifici, l’abitabilità (altezza minima di 2,70 m per le residenze) e i requisiti di isolamento acustico.

Una particolare attenzione è rivolta al decoro delle facciate: è vietato l’uso di alluminio anodizzato (specialmente nel centro storico) e l’installazione di impianti di condizionamento visibili dallo spazio pubblico. 

Anche le recinzioni e le insegne devono seguire tipologie e materiali predefiniti per non alterare l’immagine della città.

Come consultare il Piano Urbanistico Comunale di Avellino online su UrbisMap

Consultare gli elaborati del PUC di Avellino può risultare complesso senza uno strumento GIS integrato.

UrbisMap digitalizza l’intera base dati del PUC di Avellino, rendendo la ricerca rapida, accurata e accessibile a tutti.

Ecco i passaggi da seguire per la consultazione online del Piano Urbanistico Comunale di Avellino:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Avellino tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche e normative del punto cliccato.

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le NTA di Avellino e il regolamento edilizio di Avellino in formato pdf, messi a disposizione per una lettura completa del piano e per approfondire ogni dettaglio normativo.

Link al piano:https://www.urbismap.com/avellino

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Agrivoltaico: come valutare se un terreno agricolo è davvero idoneo

Nel corso degli ultimi anni l’agrivoltaico è diventato uno dei temi più discussi nel mondo delle energie rinnovabili in Italia. Non si tratta solo di una tecnologia energetica, ma di un cambio di paradigma: la possibilità di far coesistere la produzione di energia solare con l’attività agricola sullo stesso terreno.

Con gli ambiziosi obiettivi del PNRR, che mira all’installazione di circa 1,5 GW di sistemi agrivoltaici entro il 2030, il settore sta vivendo un’accelerazione senza precedenti.

Tuttavia, tra l’entusiasmo degli investitori e la realtà del territorio vi è una sfida complessa: non tutti i terreni agricoli sono davvero idonei a ospitare un impianto agrivoltaico.

Le recenti riforme, in particolare il D.L. 63/2024 e la Legge 4/2026, hanno introdotto regole ferree per proteggere il suolo agricolo, rendendo la fase di analisi preliminare il momento più critico per il successo di un progetto.

Nell’articolo di oggi vedremo insieme cos’è l’agrivoltaico, quali sono le normative e come strumenti come UrbisMap possono trasformare un’analisi complessa in un processo rapido e affidabile.

Cos’è l’agrivoltaico e perché è diverso dal fotovoltaico a terra

A differenza del fotovoltaico tradizionale, che spesso comporta il consumo di suolo e la cessazione delle attività agricole, l’agrivoltaico è un sistema ibrido.

I pannelli fotovoltaici vengono montati ad un’altezza tale da consentire le pratiche di coltivazione convenzionali o l’allevamento nel terreno sottostante.

Classificazioni e tipologie

Secondo le linee guida ministeriali e le definizioni di settore, possiamo distinguere diverse configurazioni:

– Agrivoltaico semplice: un sistema che preserva la continuità agricola ma con soluzioni strutturali meno spinte.

– Agrivoltaico avanzato: sistemi che adottano soluzioni innovative con moduli elevati da terra e, spesso, inseguitori solari (tracker) per ottimizzare sia la resa energetica che l’irraggiamento delle colture.

– Sistemi verticali: pannelli bifacciali montati verticalmente che permettono il passaggio agevole dei mezzi agricoli tra i filari.

L’obiettivo primario è la sinergia: l’ombreggiamento dei pannelli può ridurre il fabbisogno idrico delle piante (fino al 20-40%), proteggerle da agenti atmosferici estremi come la grandine e migliorare la resilienza climatica dei suoli.

Il quadro normativo 2024-2026: la svolta delle aree idonee

Il panorama legislativo dell’agrivoltaico è cambiato radicalmente con la Legge n.4 del 15 gennaio 2026.

Questa norma ha ridefinito il concetto di aree idonee, introducendo il principio di “idoneità ex lege” per accelerare gli iter autorizzativi in determinati siti, come cave dismesse industriali e zone adiacenti alle autostrade.

Il blocco del fotovoltaico a terra “tradizionale”

Uno dei punti cardine della nuova normativa è il divieto quasi totale di installare impianti fotovoltaici a terra tradizionali in zone agricole. Attualmente, l’installazione su suolo agricolo è permessa solo per:

– Comunità energetiche rinnovabili (CER).

– Progetti legati al PNRR e al PNC.

– Impianti agrivoltaici avanzati (elevati), a patto che non compromettano l’attività agricola.

Il requisito dell’80% PLV

Per gli impianti agrivoltaici avanzati, la legge richiede una dichiarazione asseverata che attesti il mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile (PLV) agricola rispetto alla media storica.

Ciò significa che l’agricoltura non deve essere un’attività di facciata, ma deve restare la funzione prevalente del terreno.

Perché molti progetti agrivoltaici falliscono prematuramente? 

Molti sviluppatori e tecnici commettono l’errore di valutare i terreni basandosi solo su criteri superficiali come la disponibilità dell’area, l’esposizione solare o la vicinanza a una cabina elettrica.

Tuttavia, il rischio di scontrarsi poi con vincoli non trascurabili nelle fasi avanzate è altissimo, portando a sprechi di tempo e risorse.

Le criticità più comuni includono:

– Vincoli paesaggistici e ambientali non rilevati subito.

– Destinazioni urbanistiche locali che limitano specifici tipi di installazione.

– Difficoltà logistiche e morfologiche (pendenze concessive o accessi stradali inadeguati).

Quello che tende a mancare, dunque, è una verifica più approfondita del contesto.

Il risultato è che molti progetti, inizialmente promettenti, si arenano quando emergono criticità che si sarebbero potute individuare fin dall’inizio.

Questo comporta rallentamenti, aumento dei costi e, in alcuni casi, l’abbandono dell’iniziativa.

Come valutare l’idoneità di un terreno per l’agrivoltaico in 4 step con UrbisMap

Per ridurre i rischi, è necessario un approccio sistematico. Il Geoportale UrbisMap si pone come la soluzione ideale per velocizzare queste analisi preliminari.

1. Verifica della destinazione urbanistica

Il primo vero passo è comprendere cosa si può fare su quel terreno dal punto di vista urbanistico.

Non basta sapere che un terreno è agricolo, ogni Comune ha un suo piano urbanistico che definisce sottozone con regole specifiche che possono prevedere limitazioni o divieti per alcune tipologie di intervento.

Tramite UrbisMap è possibile interrogare la mappa e visualizzare istantaneamente le norme tecniche locali, capendo immediatamente se l’area permette l’agrivoltaico o se esistono divieti specifici.

2. Analisi dei vincoli paesaggistici e ambientali

Questo spesso è il “collo di bottiglia” dei progetti.

Un terreno può trovarsi all’interno di aree protette, fasce di rispetto idrogeologico o zone tutelate dal SITAP. 

UrbisMap permette di sovrapporre diversi livelli informativi, come i layer dei vincoli nazionali e regionali direttamente sulla mappa catastale, offrendo un quadro chiaro di eventuali restrizioni paesaggistiche che potrebbero bloccare l’iter autorizzativo.

3. Valutazione morfologica e fisica

La pendenza e l’esposizione sono vitali.

Un terreno troppo inclinato aumenta i costi di installazione e complica l’integrazione con i mezzi agricoli.

Le ortofoto ad alta risoluzione disponibili su UrbisMap consentono di valutare la conformazione del suolo e la presenza di ostacoli fisici senza dover necessariamente effettuare un sopralluogo immediato.

4. Logistica e connessione

L’accessibilità stradale e la vicinanza alle infrastrutture elettriche sono determinanti per la sostenibilità economica.

Attraverso gli strumenti di misurazione di UrbisMap, i tecnici possono calcolare distanze e verificare la viabilità circostante in pochi clic direttamente dalla mappa.

UrbisMap: il partner strategico per l’agrivoltaico

Uno dei principali limiti delle analisi preliminari è il tempo necessario per raccogliere e interpretare tutte le informazioni. Senza strumenti adeguati, il rischio è quello di dover consultare fonti diverse, con un notevole dispendio di energie e tempo.

Per questo motivo sta diventando sempre più importante adottare soluzioni che permettano di centralizzare i dati e semplificare il processo.

In un mercato competitivo come quello dell’agrivoltaico, UrbisMap rappresenta il partner strategico ideale, offrendo strumenti professionali che trasformano giorni di ricerca manuale in pochi minuti di analisi digitale.

Tra i principali vantaggi di UrbisMap troviamo:

1. Centralizzazione dei dati territoriali (comunali, regionali e nazionali) in un’unica piattaforma in cloud.

2. Riduzione significativa di errori di interpretazione normativa, fornendo un accesso diretto alle visure e ai report di destinazione urbanistica.

3. Supporto concreto alla progettazione, in particolare grazie agli strumenti Premium, tramite i quali i professionisti possono svolgere a distanza direttamente su mappa attività come la misurazione di superfici, distanze e aree per impianti. 

In sintesi, adottare un metodo strutturato per la scelta del terreno, supportato da dati territoriali certi come quelli di UrbisMap, è una scelta strategica fondamentale per ogni professionista del settore energetico.

Vuoi verificare subito l’idoneità di un terreno per un progetto agrivoltaico? Esplora le funzioni di UrbisMap e scopri come semplificare la tua attività professionale.

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Come costruire un patrimonio informativo territoriale nel tempo: gestione strategica dei dati territoriali

Costruire un patrimonio informativo territoriale non è un’attività immediata né automatica, ma un processo continuo che richiede metodo, strumenti adeguati e una visione strategica.

Nella Pubblica Amministrazione vengono prodotti e gestiti quotidianamente dati legati al territorio: piani urbanistici, vincoli, pratiche edilizie, cartografie, dati castali, ecc. 

Nella maggior parte dei casi, però, queste informazioni vengono utilizzate per rispondere a esigenze specifiche immediate e poi “disperse” nei singoli procedimenti senza una vera strategia di lungo periodo.

Il risultato è che un enorme potenziale informativo rimane inespresso.

Il problema: dati utilizzati ma non trasformati in patrimonio

Nella gestione operativa quotidiana, il dato territoriale viene trattato come uno strumento per risolvere problemi immediati: una verifica urbanistica, una richiesta di accesso civico, un’istruttoria tecnica.

Questo approccio presenta alcuni limiti strutturali:

1. Le informazioni non vengono organizzate in modo sistematico.

2. Manca una visione unitaria dei dati disponibili.

3. Ogni attività resta isolata e non contribuisce a un sistema più ampio.

4. La conoscenza rimane spesso nelle persone, non nei sistemi.

In altre parole, il dato viene utilizzato, ma non valorizzato nel tempo.

Patrimonio informativo territoriale: cosa significa davvero?

Parlare di patrimonio informativo territoriale significa modificare totalmente la prospettiva.

Non si tratta solo di avere accesso ai dati, ma di:

  • organizzarli in modo strutturato
  • renderli facilmente interrogabili
  • mantenerli aggiornati nel tempo
  • condividerli tra i vari uffici e livelli amministrativi

Un patrimonio informativo è tale quando cresce nel tempo e diventa sempre più utile per l’intera organizzazione.

Questo implica passare da una logica “documentale” a una logica “data-driven”, in cui ogni informazione contribuisce a costruire valore.

I rischi della mancata strutturazione dei dati

Quando i dati territoriali non vengono gestiti in modo strategico, le conseguenze possono riflettersi su tutta l’organizzazione.

Perdita di conoscenza

Le informazioni rimangono nella memoria dei singoli operatori e, con i cambi di personale o i pensionamenti una parte di questa conoscenza va persa.

Ripetizione delle attività

Le stesse verifiche vengono effettuate più volte nel tempo perchè non si dispone di un sistema che le raccolga e le renda riutilizzabili.

Inefficienza operativa

Ogni richiesta richiede un processo manuale, con tempi lunghi e con una possibilità di errore più alta.

Difficoltà decisionali

Senza dati aggregati e organizzati, è complesso supportare scelte strategiche e pianificazioni territoriali.

Dal dato operativo al patrimonio informativo

Per costruire un patrimonio informativo territoriale è necessario un cambio di paradigma. 

Il dato non deve essere visto come un elemento temporaneo, ma come parte di un sistema che cresce nel tempo.

Ciò significa adottare alcune logiche fondamentali:

  • centralizzazione delle informazioni
  • integrazione tra fonti diverse
  • aggiornamento continuo
  • accessibilità diffusa all’interno dell’Ente.

In questo modello, ogni attività quotidiana contribuisce a rafforzare il sistema informativo complessivo.

Il ruolo dei geoportali nella costruzione del patrimonio informativo

I geoportali rappresentano uno strumento chiave per trasformare dati frammentati in un vero patrimonio informativo territoriale.

Parliamo di vere e proprie piattaforme evolute che permettono non solo di visualizzare mappe, ma di gestire il dato in modo integrato e strategico.

Attraverso un geoportale è possibile raggruppare informazioni provenienti da fonti diverse e renderle immediatamente consultabili in un’unica interfaccia. 

Questo consente agli operatori di interrogare il territorio in modo semplice e geolocalizzato, accedendo rapidamente a vincoli, destinazioni d’uso e strumenti urbanistici senza dover navigare tra più sistemi o archivi separati.

Un altro aspetto centrale è la capacità di mantenere nel tempo uno storico aggiornato delle informazioni, che permette di avere accesso a dati sempre affidabili, ma anche di ricostruire facilmente evoluzioni e modifiche.

Allo stesso tempo, la condivisione dei dati tra uffici e operatori diventa molto più semplice e fluida, favorendo una maggiore coerenza nelle attività e nelle risposte.

In questo modo il geoportale diventa un punto di riferimento unico per la gestione delle informazioni territoriali, superando la frammentazione dei dati e contribuendo alla costruzione di una base informativa solida, coerente e scalabile nel tempo.

Da attività quotidiana a valore nel tempo

Uno degli aspetti più importanti è che la costruzione del patrimonio informativo non richiede attività aggiuntive, ma una gestione diversa di quelle esistenti.

Ogni attività quotidiana può contribuire a questo processo:

– una verifica urbanistica diventa un dato riutilizzabile

– un aggiornamento normativo entra in un sistema condiviso

– una consultazione territoriale arricchisce la base informativa

Nel tempo, questo genera un effetto cumulativo: il sistema diventa sempre più completo, preciso ed efficiente.

I benefici per la Pubblica Amministrazione

Costruire un patrimonio informativo territoriale porta vantaggi concreti:

Maggiore efficienza

Le informazioni sono già disponibili e facilmente accessibili

Continuità organizzativa

La conoscenza è strutturata e non dipende dalle singole persone.

Migliore qualità delle decisioni

I dati aggregati permettono analisi più approfondite.

Coerenza nelle risposte

Tutti gli uffici dell’Ente lavorano sulla stessa base informativa.

Scalabilità

Il sistema cresce nel tempo senza aumentare proporzionalmente il carico di lavoro.

La soluzione: costruire un patrimonio informativo con UrbisMap

In questo contesto, dotarsi di strumenti adeguati diventa fondamentale per le Pubbliche Amministrazioni che vogliono gestire i dati territoriali in modo efficace e strutturato.

Piattaforme come il Geoportale UrbisMap permettono di fare un saltò di qualità, trasformando la gestione delle informazioni da frammentata a integrata.

Attraverso un unico ambiente in cloud  è possibile centralizzare tutti i dati urbanistici e territoriali, evitando la dispersione tra archivi diversi e sistemi non comunicanti. 

Tutti gli operatori possono interrogare facilmente il territorio, ottenendo in pochi istanti una visione completa delle informazioni rilevanti.

Vincoli, destinazioni d’uso e strumenti urbanistici con UrbisMap diventano immediatamente accessibili e leggibili, eliminando la necessità di consultare manualmente documenti complessi o incrociare più fonti.

Il sistema, inoltre, mantiene i dati costantemente aggiornati, riducendo il rischio di errori o disallineamenti.

Con il Geoportale UrbisMap il dato smette di essere un insieme di informazioni sparse e diventa parte di un sistema informativo strutturato, condiviso e realmente utile per tutta l’amministrazione.

Un investimento che cresce nel tempo

Un sistema basato sui dati territoriali non produce valore solo nell’immediato, ma soprattutto nel lungo periodo.

Ogni informazione che viene inserita, aggiornata o semplicemente utilizzata contribuisce ad arricchire il sistema e a renderlo sempre più efficace.

Con il passare del tempo, questo porta a un miglioramento progressivo della qualità dei dati, che diventano sempre più completi, affidabili e facilmente accessibili.

Allo stesso modo, le operazioni quotidiane diventano più rapide, in quanto molte informazioni sono già disponibili e non devono essere cercate o ricostruite ogni volta.

Un altro aspetto fondamentale riguarda la capacità  decisionale: avere a disposizione un patrimonio informativo solido e ben organizzato permette di supportare scelte più consapevoli, sia a livello tecnico che strategico.

Per questo motivo possiamo parlare di un vero e proprio investimento cumulativo. 

Il valore del sistema non è statico, ma cresce nel tempo insieme ai dati che lo alimentano, generando benefici sempre maggiori per l’intera organizzazione. 

Scopri di più sulla suite di servizi di UrbisMap dedicati alla Pubblica Amministrazione oppure contattaci utilizzando il formo sottostante: studieremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Ente!

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Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno: come consultare il piano su UrbisMap

Il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno è lo strumento principale di pianificazione urbanistica che governa lo sviluppo, la tutela e la trasformazione del territorio comunale.

Adottato in adeguamento al Piano Paesistico Ambientale Regionale (PPAR), questo strumento definisce le possibilità edificatorie, ma anche le strategie di riqualificazione per la città di Ascoli.

Nell’articolo di oggi esploreremo la struttura del PRG di Ascoli e delle sue Norme Tecniche di Attuazione (NTA di Ascoli), gli obiettivi strategici del piano e come consultarlo in modo rapido, intuitivo e gratuito attraverso il Geoportale UrbisMap.

Gli obiettivi del Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno

L’obiettivo principale del PRG di Ascoli Piceno è la riqualificazione di una società articolata e solidale, migliorando le prestazioni fisiche, sociali e culturali della città.

Il piano si fonda su quattro pilastri principali:

1. La tutela del patrimonio storico-artistico e documentale.

2. La salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente naturale.

3. Una politica di sviluppo e innovazione equilibrata.

4. Il riconoscimento della partecipazione cittadina nella gestione delle politiche urbane.

L’amministrazione promuove inoltre concorsi di progettazione nazionali e internazionali per i temi di rilevanza generale, garantendo un dibattito aperto sulla forma della città.

La struttura del PRG di Ascoli Piceno: ambiti e zonizzazione

Il territorio di Ascoli Piceno è suddiviso in quattro macro-categorie funzionali, che ne definiscono le modalità di intervento:

Ambiti di tutela paesistico-ambientale

In conformità al PPAR regionale, il PRG di Ascoli Piceno individua aree con specifiche limitazioni per preservare l’identità storico-culturale e l’ambiente.

Questi ambiti includono le emergenze geologiche, i corsi d’acqua, i crinali, i versanti e le aree floristiche.

In particolare, vengono definiti quattro livelli di tutela (da 1 a 4), che regolano in modo decrescente i divieti di edificazione e trasformazione del suolo.

Parti pubbliche e di interesse generale 

Comprendono aree destinate a standard urbanistici (istruzione, parchi, parcheggi) e attrezzature di interesse comune.

Tra i progetti di rilievo spiccano il Parco Fluviale del Tronto e del Castellano e il Parco delle aree protette del Colle San Marco, voluti per restituire alla cittadinanza spazi naturali degradati o inaccessibili.

Parti consolidate

Si tratta delle aree già urbanizzate del territorio di Ascoli Piceno che presentano omogeneità storica e tipologica.

Qui gli interventi sono mirati alla conservazione e alla riqualificazione.

Il tessuto prevalentemente residenziale è suddiviso in base alla densità:

  • Alta densità: con indice di fabbricabilità fondiaria (IF) massimo di 3,00 mc/mq.
  • Media densità: con IF massimo di 2,00 mc/mq
  • Bassa densità: con IF massimo di 0,70 mc/mq.

Parti in trasformazione

Sono le aree soggette a nuove previsioni edificatorie o a piani di recupero.

Vengono identificate come Aree Progetto (AP) per la residenza o AP-TR per destinazioni turistico-ricettive.

Un esempio significativo di trasformazione complessa è l’area ex SGL Carbon, per la quale il PRG di Ascoli Piceno prevede un importante programma di riqualificazione urbana con la creazione di un grande parco urbano e di un polo tecnologico-culturale.

Sostenibilità ambientale a innovazione energetica

Il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno introduce anche dei requisiti obbligatori per l’uso razionale delle risorse.

Le norme sulla sostenibilità (art. 66 e successivi) prevedono:

– Orientamento degli edifici: per sfruttare al meglio la radiazione solare, privilegiando l’asse est-ovest.

– Fonti rinnovabili: installazione obbligatoria di impianti solari termici e fotovoltaici (fatta eccezione per il centro storico dove il fotovoltaico è vietato).

– Risparmio idrico: obbligo di sistemi per il recupero delle acque piovane per l’irrigazione del verde e la pulizia degli spazi scoperti nelle nuove costruzioni. 

– Incentivi: i progetti che superano del 50% i livelli minimi di prestazione energetica possono beneficiare di un incremento di cubatura del 20%.

Come consultare il PRG di Ascoli Piceno su UrbisMap

Consultare un piano urbanistico può essere complesso e dispersivo, soprattutto per chi non possiede competenze tecniche.

Il Geoportale UrbisMap semplifica drasticamente questo processo, offrendo una piattaforma GIS intuitiva, costantemente aggiornata e utilizzabile da tutti, dai tecnici al singolo cittadino.

Per consultare il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno su UrbisMap, segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Ascoli Piceno tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

piano regolatore generale di Ascoli Piceno_geoportale UrbisMap

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geooportale le NTA di Ascoli in formato PDF, messe a disposizione per una lettura completa del piano.

In sintesi, il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno si può definire un piano moderno che bilancia lo sviluppo edilizio con una forte attenzione alla “mobilità dolce” e alla rete escursionistica comunale (REC). 

UrbisMap è lo strumento ideale per accede in pochi clic a tutte le informazioni urbanistiche e normative del piano, consultabile in maniera integrata con altri strati informativi territoriali su scala regionale e nazionale.

Il Geoportale garantisce, in più, dati certi provenienti da fonti ufficiali e facilitando la pianificazione di interventi conformi alle rigide prescrizioni tecniche e ambientali del Comune di Ascoli Piceno.

Link al piano: https://www.urbismap.com/ascoli-piceno

Consulta il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Digitalizzazione dei comuni italiani: rapporto della Mappa dei Comuni Digitali 2025

La digitalizzazione dei comuni italiani è uno dei temi centrali nel processo di modernizzazione della Pubblica Amministrazione.

Negli ultimi anni, grazie agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e alle strategie nazionali per la trasformazione digitale, gli Enti locali stanno progressivamente adottando strumenti e servizi digitali volti a migliorare l’efficienza amministrativa e la qualità dei servizi offerti ai cittadini. 

Per comprendere e monitorare lo stato di avanzamento di questo processo è stato pubblicato il rapporto 2025 della Mappa dei Comuni Digitali, realizzato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri insieme ad ANCI. 

Il report rappresenta la prima analisi strutturata del livello di maturità digitale degli Enti locali italiani e offre una fotografia concreta della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione a livello territoriale.

L’obiettivo della mappatura è duplice: da un lato monitorare i progressi della digitalizzazione dei Comuni, dall’altro individuare le principali criticità su cui intervenire per accelerare l’innovazione della PA locale.

La Mappa dei Comuni Digitali: uno strumento per comprendere lo stato della PA 

La Mappa dei Comuni Digitali nasce nell’ambito di un accordo istituzionale siglato nel 2023 tra ANCI e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale con l’obiettivo di monitorare in modo sistematico il processo di innovazione degli Enti locali.

La rilevazione che ha portato alla pubblicazione del primo rapporto ha coinvolto quasi 4.000 Comuni italiani, pari circa al 75% della popolazione nazionale, fornendo quindi una base statistica molto ampia e rappresentativa della situazione reale.

L’analisi combina due differenti fonti informative:

  • i dati sugli interventi finanziati dal PNRR attraverso la piattaforma PA digitale 2026.
  • Le risposte a un questionario somministrato ai Comuni nel corso del 2024.

Grazie a questa integrazione, il rapporto non si limita a osservare gli investimenti pubblici ma analizza anche il come le amministrazioni stanno realmente implementando i processi di trasformazione digitale.

I dati sulla digitalizzazione dei Comuni italiani

Il rapporto evidenzia come gli investimenti del PNRR abbiano dato una forte spinta alla digitalizzazione dei Comuni italiani, favorendo la diffusione dei servizi digitali e delle infrastrutture tecnologiche più moderne.

Tra i risultati principali emersi dall’analisi troviamo dati particolarmente significativi, vediamone alcuni insieme.

Migrazione al cloud e infrastrutture digitali

Uno degli obiettivi principali della strategia nazionale è la modernizzazione delle infrastrutture informatiche degli Enti locali.

Secondo il rapporto:

  • il 70% dei Comuni ha già avviato la dismissione dei server locali
  • oltre il 90% degli Enti ha partecipato agli avvisi PNRR per la migrazione al cloud.

Tale processo rappresenta un passaggio fondamentale per migliorare sicurezza, scalabilità e interoperabilità dei sistemi informativi pubblici.

Digitalizzazione degli atti amministrativi

La digitalizzazione dei procedimenti amministrativi è un altro ambito in cui si registrano progressi importanti.

Il 75% dei Comuni ha già informatizzato atti amministrativi come delibere e determine, rendendo più efficienti i processi interni e riducendo la dipendenza da archivi cartacei.

Servizi digitali per cittadini e imprese

Il rapporto evidenzia anche una crescente diffusione dei servizi pubblici digitali.

In oltre il 70% dei comuni italiani, servizi come anagrafe e servizi demografici, edilizia e urbanistica, servizi scolastici e  gestione dei tributi sono già disponibili online in modalità digitale.

Questo è un cambiamento molto importante nel rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione che, sempre più spesso, avviene attraverso piattaforme digitali.

L’importanza delle piattaforme nazionali per la trasformazione digitale della PA

Un ruolo cruciale nel processo di trasformazione digitale della PA è svolto dalle piattaforme nazionali sviluppate negli ultimi anni.

Tra le più rilevanti ricordiamo:

  • sistemi di identità digitale per l’accesso ai servizi pubblici
  • piattaforme di pagamento digitale
  • applicazioni nazionali per l’interazione con la Pa
  • infrastrutture per la condivisione dei dati tra amministrazioni.

In particolare, la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) rappresenta uno degli strumenti più importanti e più strategici per favorire l’interoperabilità tra Enti pubblici.

Secondo il rapporto della Mappa dei Comuni digitali, il 90% delle amministrazioni in Italia ha aderito alla piattaforma, favorendo una maggiore integrazione tra i diversi sistemi informativi della PA.

Le principali criticità della digitalizzazione dei Comuni

Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, il processo di trasformazione digitale della PA locale presenta ancora alcune criticità.

Uno dei problemi più rilevanti riguarda la digitalizzazione incompleta dei processi amministrativi.

In molti casi, infatti, i Comuni hanno digitalizzato il front-office dei servizi, mentre i processi interni restano ancora “parzialmente analogici”. 

Più del 40% degli Enti dichiara di aver digitalizzato solo la fase di erogazione dei servizi, senza intervenire completamente sui processi amministrativi interni.

Un’altra criticità riguarda le competenze digitali all’interno delle amministrazioni. La gestione delle tecnologie informatiche è spesso affidata a fornitori esterni e molte delle figure responsabili dell’innovazione digitale hanno un profilo prevalentemente amministrativo.

Infine, tra le principali barriere alla trasformazione digitale vengono citate:

  • carenza di risorse economiche
  • mancanza di personale specializzato
  • difficoltà nel gestire processi di cambiamento organizzativo

Il ruolo delle piattaforme territoriali nella digitalizzazione dei Comuni

Oltre alle infrastrutture nazionali, la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione richiede anche strumenti operativi che aiutino i Comuni a gestire i dati territoriali e urbanistici in maniera più efficiente.

La gestione del territorio è infatti uno degli ambiti più complessi dell’attività amministrativa locale.

Le informazioni urbanistiche, cartografiche e catastali sono spesso distribuite tra diversi sistemi informativi o archiviate in formati difficili da consultare.

Digitalizzare e centralizzare questi dati vuol dire:

– Migliorare il lavoro degli uffici tecnici

– Ridurre i tempi di accesso alle informazioni

– Aumentare la trasparenza amministrativa

– Semplificare il rapporto con i cittadini e i professionisti.

Come UrbisMap supporta la digitalizzazione dei Comuni italiani

In questo contesto, soluzioni tecnologiche come UrbisMap possono contribuire concretamente al processo di trasformazione digitale della PA.

UrbisMap  è un Geoportale in cloud progettato per raccogliere e organizzare in un unico ambiente i dati territoriali e urbanistici di un Comune, consentendo una gestione semplificata e integrata delle informazioni.

Attraverso il Geoportale è possibile consultare e gestire:

  • strumenti urbanistici comunali
  • cartografia e dati geografici
  • vincoli territoriali e ambientali
  • informazioni catastali
  • documentazione normativa e tecnica

La centralizzazione di queste informazioni consente di semplificare il lavoro degli uffici e di rendere immediato l’accesso ai dati da parte di tecnici, cittadini e professionisti.

Allo stesso tempo, la disponibilità online delle informazioni contribuisce a migliorare la trasparenza amministrativa e a ridurre il carico di lavoro degli uffici comunali.

Il futuro dei Comuni digitali in Italia

Il processo di digitalizzazione dei Comuni italiani è destinato a proseguire nei prossimi anni. Gli investimenti pubblici e le strategie nazionali stanno creando le condizioni giuste per una Pubblica Amministrazione sempre più digitale, interoperabile e orientata ai dati.

La Mappa dei Comuni digitali rappresenta un importante strumento di monitoraggio che consente di comprendere come sta evolvendo la trasformazione digitale degli Enti locali e quali sono le aree in cui è necessario intervenire.

Allo stesso tempo, per rendere davvero efficace questo processo, è fondamentale affiancare agli strumenti di analisi anche soluzioni tecnologiche operative che supportino gli Enti nella gestione dei dati e dei processi amministrativi.

Piattaforme come UrbisMap contribuiscono proprio a questo obiettivo, mettendo a disposizione strumenti concreti per migliorare la gestione del territorio e accelerare, oltre che favorire, il percorso verso una Pubblica Amministrazione più moderna, efficiente e digitale.

Scopri di più sulla suite di servizi di UrbisMap dedicati alla Pubblica Amministrazione oppure contattaci utilizzando il formo sottostante: studieremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Ente!

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