Catasto Italia online: consultazione digitale della mappa con UrbisMap

La gestione e la consultazione dei dati territoriali e catastali rappresentano da sempre una sfida significativa per i professionisti del settore e per la Pubblica Amministrazione. 

Il “Catasto Italia” è il registro fondamentale dei beni immobili presenti sul territorio nazionale e, nonostante sia un archivio essenziale, la sua consultazione tradizionale è stata storicamente associata a procedure lunghe e spesso basate su documentazione cartacea. 

Nell’era della digitalizzazione, strumenti innovativi come UrbisMap stanno rivoluzionando l’accesso a queste informazioni, trasformando il Geoportale in una risorsa indispensabile.

Il fondamento del catasto italiano: funzione, storia e caratteristiche

Per comprendere appieno l’importanza di disporre della mappa catastale su una piattaforma digitale avanzata come UrbisMap, è cruciale richiamare la natura stessa del Catasto italiano.

Il Catasto è il registro dei beni immobiliare, suddiviso in catasto dei terreni e catasto dei fabbricati.

Le sue finalità originarie, stabilite dalla Legge fondamentale del 1886, erano l’accertamento della proprietà immobiliare, la registrazione delle sue mutazioni e la determinazione delle imposte.

Il sistema catastale italiano è definito come geometrico, particellare, ad estimo indiretto e non probatorio.

Il carattere “non probatorio” significa che le registrazioni catastali non costituiscono piena prova della proprietà o della posizione dei confini, ma sono essenziali per fini fiscali, civili e giuridici.

La storia del Catasto Italia è lunga e complessa, con tentativi di uniformazione già dall’epoca napoleonica e la Legge Messedaglia del 1886 che dispone la formazione di un catasto geometrico particellare uniforme per livellare l’imposta fondiaria. 

Solo nel 1956 fu completato il Nuovo Catasto Terreni (N.C.T)  e nel 1962 il Nuovo Catasto Edilizio Urbano (N.C.E.U). Oggi, la gestione dei servizi catastali è affidata all’Agenzia delle Entrate, che ha incorporato l’Agenzia del Territorio, e ai Comuni che hanno convenzioni attive.

L’architettura del dato catastale

Il Catasto Italia raccoglie una vasta gamma di informazioni essenziali per ciascun immobile del territorio nazionale. 

Ogni unità è identificata tramite specifici parametri catastali: il foglio, la particella (o mappale) e, se presente, il subalterno.

I dati raccolti includono:

– Identificazione geografica: foglio, particella, subalterno, codice Sezione Urbana (se presente).

– Caratteristiche tecniche: categoria e classe (per i fabbricati) o qualità (per i terreni), consistenza catastale (vani, metri quadri o metri cubi) e destinazione d’uso.

– Dati economici: la rendita catastale (valore fiscale per il calcolo di imposte come IMU e TASI) e, per i terreni, il reddito dominicale e il reddito agrario.

– Dati soggettivi: quote di proprietà e titolarità di diritti reali.

Attraverso il Geoportale UrbisMap è possibile consultare il Catasto di tutto il territorio nazionale e, per gli utenti premium, anche il WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate, un servizio cruciale per i tecnici del settore.

UrbisMap per la consultazione del Catasto Italia

UrbisMap rende l’accesso a questi dati semplice e immediato. Tra i servizi chiave relativi al catasto troviamo:

1. Mappa dei sistemi catastali: permette di consultare online il catasto, i punti fiduciali e i dati territoriali e normativi di tutta Italia.

2. WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate: per gli utenti Premium è disponibile il WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate, che permette di visualizzare su mappa la cartografia catastale di tutto il territorio nazionale.

3. Mappa delle sezioni urbane catasto: un’aggiunta recente che facilita la ricerca nei contesti urbani complessi. 

4. Catasto Italia: mostra in sovrapposizione alla mappa di sfondo  il catasto di tutto il territorio nazionale, dividendolo in fogli e particelle. 

5. Acquisto di documenti: il Geoportale consente inoltre l’acquisto di documenti ufficiali, come le visure catastali e gli estratti di mappa, in pochi minuti e anche senza competenze tecniche specifiche.

Vantaggi: dal catasto all’analisi territoriale completa

Un vantaggio fondamentale è la possibilità di interrogare il Geoportale per ottenere istantaneamente tutte le informazioni territoriali e normative relative a un punto geografico specifico. 

La vera forza di UrbisMap non risiede solo nella digitalizzazione del dato catastale, ma nella sua capacità di integrare il catasto con una vasta gamma di altri dati territoriali e normativi. Questa integrazione si rivela fondamentale per: 

1. Supporto a i professionisti e al settore immobiliare:

I tecnici, come architetti, ingegneri e geometri, e gli agenti immobiliari possono accedere in modo veloce e semplificato ai dati per ottimizzare il proprio lavoro.

Verifica di vincoli e edificabilità: è possibile verificare gratuitamente l’edificabilità di un terreno prima dell’acquisto consultando piani urbanistici e dati catastali sul Geoportale, garantendo un investimento sicuro, prevenendo quindi rischi ed evitando, per esempio, l’annullamento del permesso di costruire a causa di vincoli non identificati.

Gestione tecnica: UrbisMap, nella sua versione premium, fornisce strumenti per la produttività, come lo strumento misura per, appunto, misurare terreni, distanze, aree e superfici direttamente su mappa e supporta attività complesse, come l’accatastamento di impianti fotovoltaici o la ricerca dello stato legittimo di un immobile tramite foto aeree.

Consultazione normativa integrata: la mappa catastale può essere sovrapposta ad altri strumenti urbanistici di tutta Italia (PUC, PRG, PAI, ecc) e a normative specifiche, con nuove funzioni che permettono di visualizzare l’estensione territoriale delle norme urbanistiche.

2. La sicurezza della conformità e la prevenzione dei contenziosi:

Per attività come la compravendita immobiliare, la conformità catastale, UrbisMap è essenziale. Facilita infatti questa verifica, mettendo a disposizione dati aggiornati e certificati, che aiutano a prevenire omissioni di vincoli nei CDU, riducendo il rischio di contenziosi legali. 

3. Integrazione con i tematismi ambientali e territoriali: 

La mappa catastale su UrbisMap è un contesto territoriale che può essere analizzato in relazione a tematismi ambientali e di rischio. Sul Geoportale, è possibile infatti consultare:

  • Rischio idrogeologico: mappe del dissesto idrogeologico, la mappa ISPRA e la carta idrogeologica d’Italia.
  • Vincoli paesaggistici: accesso ai vincoli SITAP per verificare la presenza di vincoli paesaggistici e ambientali in tutta Italia.
  • Aree speciali: consultazione di mappe come le zone sismiche, le zone climatiche, la carta della natura, ecc. 

Come consultare il Catasto Italia su UrbisMap

Ecco una breve guida pratica per accedere al Catasto Italia su UrbisMap in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Cerca ora, tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

3. Vai adesso  nella tab dati, la seconda del menu principale, e attiva la voce “Catasto Italia” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo.

NB: la mappa del catasto si attiva solo con un certo livello di zoom, ricordati di ingrandire bene sul punto o l’area che vuoi consultare.

La mappa catastale resa disponibile su UrbisMap rappresenta un salto di qualità nell’accesso e nell’analisi delle informazioni territoriali in Italia. 

Grazie al Geoportale tecnici, cittadini e Pubbliche Amministrazioni possono accedere a dati catastali aggiornati, certificati e integrati con la normativa urbanistica e ambientale a livello nazionale e comunale.

Questo garantisce la possibilità di operare con una completa comprensione del territorio, basata su informazioni affidabili e accessibili in qualsiasi momento, un processo che altrimenti risulterebbe dispendioso e frammentato.

Consulta subito il Catasto Italia sul Geoportale UrbisMap e scopri come l’integrazione dei dati catastali con i vincoli e la normativa può semplificare radicalmente il tuo lavoro! 

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Mappa delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia: perché conoscerle e come UrbisMap semplifica la loro individuazione

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) stanno diventando uno degli strumenti più concreti e innovativi per favorire la transizione energetica nei territori italiani.

Grazie a un modello basato sulla condivisione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, le CER stanno trasformando città, quartieri e piccoli comuni in protagonisti attivi della produzione energetica locale. 

Per capire davvero quanto questo fenomeno stia crescendo e dove si stia sviluppando con maggiore intensità, diventa fondamentale disporre di strumenti che permettano di analizzare facilmente la presenza delle comunità energetiche sul territorio. 

Ed è proprio in questa direzione che si posiziona la mappa delle CER pubblicata su UrbisMap, una risorsa pensata per supportare amministrazioni, tecnici e cittadini nella conoscenza e nella progettazione delle comunità energetiche.

Nell’articolo di oggi vediamo insieme perché le CER rappresentano un’opportunità concreta per l’Italia, qual è lo stato di diffusione attuale e come gli strumenti digitali stanno rivoluzionando la capacità di monitorare, analizzare e progettare iniziative energetiche locali.

Cosa sono le CER e perché stanno crescendo così rapidamente

Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono configurazioni in cui un gruppo di utenti, come famiglie, imprese, enti pubblici, condomini o attività commerciali, decide di produrre energia da fonti rinnovabili e condividerla all’interno della stessa area di rete elettrica.

Il modello si basa su alcuni principi chiave: 

  • produzione locale da fonti rinnovabili, soprattutto fotovoltaico;
  • condivisione dell’energia tra i membri della comunità;
  • benefici ambientali, economici e sociali come obiettivo primario;
  • coinvolgimento attivo dei cittadini nel sistema energetico.

Operative dopo l’entrata in vigore del Decreto attuativo del MASE, le CER rappresentano oggi una risposta strategica alla necessità di ridurre le emissioni, abbattere i costi energetici e promuovere sistemi di produzione più resilienti e decentralizzati.

La diffusione delle CER in Italia: un fenomeno in rapida evoluzione

Negli ultimi anni l’interesse verso le Comunità Energetiche Rinnovabili è cresciuto a ritmi vertiginosi. 

Sempre più amministrazioni locali stanno prendendo in considerazione la creazione di comunità energetiche come strumento per valorizzare gli edifici pubblici e ridurre i consumi energetici delle famiglie più fragili.

Allo stesso modo, imprese, PMI e cooperative stanno scoprendo i vantaggi economici e strategici legati alla produzione condivisa di energia.

 Tuttavia, uno dei principali ostacoli rimane la mancanza di informazioni chiare e aggiornate sulla presenza e sulla distribuzione delle CER già avviate o in fase di progettazione.

Questo rende difficile:

  • Capire lo stato di avanzamento del fenomeno nel proprio territorio
  • Analizzare le aree in cui le CER potrebbero svilupparsi più facilmente
  • Valutare possibili collaborazioni tra enti, cittadini e imprese
  • Individuare modelli replicabili 

È proprio per colmare questa esigenza che strumenti innovativi come UrbisMap stanno diventando indispensabili.

La mappa delle CER su UrbisMap: uno strumento per orientarsi 

La mappa delle Comunità Energetiche Rinnovabili, realizzata dalla RSE (Ricerca sul Sistema Energetico), è stata pubblicata sul Geoportale UrbisMap con un obiettivo principale: rendere accessibile a tutti la visualizzazione e la consultazione delle CER attive o in sviluppo sul territorio italiano.

Attraverso un’interfaccia semplice e immediata, è possibile:

Visualizzare le CER presenti nelle diverse regioni: il Geoportale permette di individuare rapidamente dove si trovano le comunità energetiche, quali territori sono più attivi e come si sta espandendo il modello a livello nazionale. 

Comprendere la distribuzione geografica del fenomeno: le differenze regionali emergono chiaramente e consentono di analizzare dove le CER si sono sviluppate maggiormente e dove invece il processo è più lento.

Studiare contesto, dimensioni e tipologie: ogni CER può avere caratteristiche molto diverse, alcune nascono attorno a edifici pubblici, altre coinvolgono aziende, altre ancora sono composte da gruppi di cittadini o da condomini. La mappa permette di distinguere queste realtà e capire quali modelli sono più diffusi ed efficaci.

Supportare amministrazioni e professionisti nella fase progettuale: sapere cosa è stato già realizzato altrove permette di:

  • replicare buone pratiche
  • accelerare le decisioni
  • migliorare la pianificazione
  • ottimizzare i tempi di attivazione

Avere una panoramica completa delle CER esistenti è un enorme vantaggio competitivo, soprattutto nel momento in cui i fondi pubblici, come le risorse del PNRR, richiedono prestazioni rapide e ben strutturate.

Come consultare la mappa delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia su UrbisMap

La consultazione della mappa delle CER in Italia su UrbisMap è semplice, veloce e intuitiva. 

Ecco una breve guida pratica per consultare la mappa in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai ora nella tab layers, la terza del menu principale, e della sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Mappa interattiva RSE delle CER in Italia” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale.

3. Cerca adesso, utilizzando l’apposita barra oppure direttamente tramite mappa,  il punto o l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura della mappa.

4. Tramite la tab dati, la seconda del menu principale, puoi ora visualizzare e consultare tutte le informazioni relative alle CER dell’area selezionata.

La mappa delle Comunità Energetiche Rinnovabili su UrbisMap è strutturata in diverse tavole tematiche, ciascuna delle quali offre una visualizzazione specifica del funzionamento delle CER:

Tavola livello strutturazione:

Questa tavola rappresenta la struttura delle CER, mostrando i vari livelli di implementazione e organizzazione delle comunità energetiche in Italia. 

Tavola modello organizzativo:

La tavola “modello organizzativo” descrive il tipo di struttura di gestione della comunità energetica, un’informazione vitale per i cittadini che desiderano aderire e per le amministrazioni che vogliono promuoverle. I modelli identificativi sono tre:

  • Public Lead: indica una comunità energetica in cui l’iniziativa è guidata principalmente da Enti pubblici, come amministrazioni locali o istituzioni pubbliche. Questi enti sono i principali protagonisti nella gestione e nell’organizzazione del progetto.
  • Community Energy Builder: in questo caso la comunità energetica è gestita e promossa direttamente dai membri della comunità. Sono le persone locali o associazioni che si uniscono per realizzare e gestire l’energia rinnovabile a livello comunitario, senza il predominio di enti pubblici o grandi aziende.
  • Pluralista: si tratta di una struttura che vede la gestione della comunità in mano a diversi attori, ovvero enti pubblici, privati e i cittadini stessi.

Tavola tecnologia di generazione

Questa tavola si concentra sulle tecnologie utilizzate per la generazione di energia all’interno delle CER, indicando dunque le varie fonti di energia rinnovabile adottate (fotovoltaico, eolico o la combinazione di più fonti).

La visualizzazione integrata delle informazioni contenute all’interno delle diverse tavole interattive permette quindi di avere una panoramica dettagliata sulla distribuzione delle CER e sul loro funzionamento in Italia. 

In sintesi, la mappa delle CER su UrbisMap non è solo un elenco di punti sul territorio, ma è il punto di partenza per una pianificazione informata. 

Unita alla disponibilità gratuita della mappa delle cabine primarie e degli strumenti urbanistici di tutto il territorio nazionale, rappresenta un valore aggiunto significativo che semplifica la partecipazione e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia, fornendo a cittadini e tecnici la base informativa necessaria per interagire con l’ecosistema di supporto e agire attivamente nella transizione energetica locale.

Consulta subito la mappa delle Comunità Energetiche Rinnovabili d’Italia sul Geoportale UrbisMap!

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Nuova legenda delle mappe sul Geoportale UrbisMap: come funziona e come usarla passo passo

Sul Geoportale UrbisMap arriva una nuova funzionalità attesa da molti utenti: la legenda delle mappe, finalmente integrata nell’interfaccia e sincronizzata con i layer visibili in tempo reale.

Se utilizzi spesso UrbisMap per consultazioni urbanistiche, vincoli territoriali, catasto o piani regolatori, sai benissimo quanto una legenda delle mappe chiara sia fondamentale per interpretare correttamente ciò che appare in mappa.

Grazie a questa implementazione la lettura delle informazioni e delle mappe diventa nettamente più immediata: la legenda è sempre disponibile, sia nelle schede informative della tab dati, sia in un menu laterale dedicato, pensato per dare una visione completa dei contenuti attivi sulla mappa.

Nell’articolo di oggi vedremo insieme cosa è stato introdotto, come funziona passo per passo e come utilizzarla per lavorare più velocemente e con maggiore precisione.

Perché una legenda delle mappe integrata cambia l’esperienza d’uso

Lavorare con le mappe di un geoportale significa confrontarsi continuamente con colori, simboli, poligoni sovrapposti, zonizzazioni e tematismi. Nei casi più complessi, come piani regolatori comunali, aree vincolate o piani di bacino, la sovrapposizione di layer può rendere più difficile capire cosa si sta guardando.

L’integrazione della legenda delle mappe di UrbisMap risolve proprio questa problematica, offrendo:

  • una lettura immediata e unificata dei layer attivi
  • una legenda sempre visibile durante la navigazione sulla mappa
  • chiarezza nella lettura dei dati, in quanto la tab dati adesso mostra anche la legenda dei piani coinvolti nel punto selezionato
  • un menu laterale dedicato, che raccoglie tutte le legende disponibili per la vista corrente
  • una sezione specifica “Visibili in mappa” che evidenzia i soli elementi realmente presenti in quel momento nella mappa

Cosa è stato introdotto nel dettaglio

La nuova funzione si articola, sostanzialmente, in tre componenti principali, pensate per integrarsi perfettamente con il flusso di utilizzo del Geoportale:

1. Legenda nella tab dati

La sezione dati del Geoportale raccoglie tutte le informazioni territoriali, normative e i vincoli delle aree geografiche consultate. 

Adesso, nella medesima sezione, le informazioni sono affiancate dalla legenda di come queste informazioni vengono visualizzate sulla mappa. 

Colori, simboli e nomi dei piani diventano così immediatamente leggibili e facilmente comprensibili. 

2. Menu laterale dedicato alla legenda 

Accanto alla mappa è ora presente un pannello laterale espandibile, completamente dedicato alla legenda delle mappe.

Aprendolo, troviamo l’intera struttura dei layer caricati nella mappa divisi in due sezioni: 

– “Visibili in mappa”, che indica quanti e quali layers si stanno visualizzando in quell’esatto momento sulla mappa.

– “Altri elementi”, che elenca gli altri layer disponibili per quella mappa ma non attivi al momento. 

Per ogni layer sono indicati colore o simbolo, nome ed eventuale categorizzazione interna. 

Il pannello è progettato per seguire la naturale logica di consultazione dell’utente; apri la mappa, esplori, attivi o disattivi layer e, contemporaneamente, hai sempre la legenda davanti agli occhi.

3. Sezione “visibili in mappa”: la grande novità

All’interno del menu laterale, come accennato poco sopra, la legenda non viene mostrata in blocco, ma è strutturata in modo intelligente.

In cima al pannello troviamo la sezione “Visibili in mappa” che fa una cosa molto semplice ma altrettanto importante: mostra solo gli elementi della legenda effettivamente visibili nella finestra di mappa in quel momento.

Non tutti i layer attivi, ma solo quelli che si stanno concretamente vedendo nella vista corrente.

Accanto alla voce c’è anche un numero che indica quanti elementi di quel tipo sono visibili, utile quando si lavora su tematismi molto densi o su aree molto estese.

Come consultare la nuova legenda delle mappe: guida passo passo

Vediamo adesso insieme, con una breve guida pratica, come visualizzare questa nuova funzionalità e come sfruttarla nel tuo lavoro quotidiano:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi al Geoportale 

2. Vai ora nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” scegli la mappa che ti interessa consultare

3. Ricerca adesso, tramite l’apposita barra o direttamente tramite mappa, il punto o l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura delle informazioni e quindi della legenda.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, troverai ora tutte le informazioni territoriali, comprese di legenda, che riguardano il punto cliccato. 

5. Apri l’icona del pannello laterale per consultare la legenda completa della mappa e vedere quali piani sono attivi. 

6. Controlla, sempre dal menu laterale, gli elementi visibili in mappa. Qui trovi solo gli elementi effettivamente presenti nella vista corrente, un’indicazione numerica della quantità di elementi visualizzati e un elenco aggiornato automaticamente quando sposti la mappa, zoomi o attivi/disattivi layer.

Questa è la sezione ideale per capire immediatamente cosa stai guardando, soprattutto quando lavori con molte sovrapposizioni cartografiche.

 Quando questa funzione diventa davvero utile

La nuova legenda delle mappe si rivela particolarmente efficace in diversi scenari, come:

Analisi urbanistica: capire subito a quale zona appartiene un’area, quali piani insistono sul territorio e quali simboli rappresentano vincoli. 

Verifiche di conformità: quando occorre verificare o documentare in modo puntuale la coerenza tra area e normativa.

Progettazione tecnica: sapere esattamente quali layer sono visibili durante elaborazioni o confronti.

Presentazioni o relazioni: la legenda aiuta a preparare estratti chiari e corretti, riducendo il rischio di interpretazioni errate.

In sintesi, la nuova legenda delle mappe del Geoportale UrbisMap è stata implementata per rendere la consultazione cartografica più semplice, immediata e precisa, ma soprattutto per migliorare il lavoro quotidiano di tecnici, professionisti e amministrazioni. Grazie alla doppia visualizzazione fornita dalla tab dati e dal pannello laterale, infatti, tutti gli elementi della rappresentazione cartografica sono finalmente sotto controllo. 

Scopri la nuova legenda delle mappe di UrbisMap: ti aspettiamo sul Geoportale!

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Dissesto idrogeologico: cause, impatto umano e prevenzione 

Negli ultimi anni il territorio italiano è stato protagonista di un preoccupante aumento di eventi meteorologici estremi che hanno messo in luce la sua intrinseca fragilità.

Fenomeni come frane, alluvioni improvvise ed esondazioni sono diventati ricorrenti e spesso devastanti. Il dissesto idrogeologico, ovvero l’insieme dei processi morfologici che generano la degradazione del suolo, è un problema che non risparmia nessuna regione, interessando tutta l’Italia da nord a sud, senza eccezioni.

Per comprendere la gravità della situazione, basti pensare che tra il 1970 e il 2019, frane e inondazioni hanno causato 1.673 morti e oltre 320.000 evacuati. Tuttavia, i dati più recenti confermano che questa vulnerabilità è una condizione strutturale in peggioramento. Secondo l’ultimo rapporto ISPRA nel 2024, infatti, ben il 94,5% dei comuni italiani è a rischio di frana, alluvione, erosione costiera o valanghe. 

In un contesto sempre più complesso e vulnerabile, disporre di strumenti aggiornati e affidabili per monitorare il rischio idrogeologico è di fondamentale importanza, non solo per i professionisti e le Pubbliche Amministrazioni, ma anche per ogni singolo cittadino.

dissesto iil Geoportale UrbisMap si propone come un alleato strategico, fornendo accesso facilitato e intuitivo a strumenti conoscitivi essenziali per la prevenzione del dissesto idrogeologico: la mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia.

Il quadro del dissesto idrogeologico in Italia: dati e impatti

L’Italia è naturalmente predisposta a questi eventi a causa delle sue caratteristiche morfologiche, litologiche e idrografiche.

Si conferma uno dei Paesi europei più esposti al rischio frane, con oltre 636.000 fenomeni censiti nell’inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (FFI).

L’esposizione al rischio è impressionante: 

– Circa 5,7 milioni di abitanti sono a rischio frane, di cui 1,28 milioni risiedono in aree ad alta pericolosità (P3 e P4).

– Quasi 7 milioni di abitanti vivono in aree soggette ad alluvione.

– Oltre 2 milioni e 115 mila edifici e più di 727 mila imprese si trovano nelle aree più esposte al rischio idrogeologico.

– Si contano oltre 14.000 beni culturali esposti a rischio nelle aree a maggiore pericolosità da frana e quasi 34.000 beni culturali a rischio alluvioni nello scenario a pericolosità media.

Il quadro conoscitivo, migliorato grazie a studi più dettagliati delle Autorità di bacino distrettuali, ha portato a un aumento della superficie a pericolosità per frane dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) del 15% tra il 2021 e il 2024, raggiungendo i 69.500 chilometri quadrati, equivalenti al 23% del territorio nazionale. 

Incrementi significativi sono stati rilevati in regioni come la Provincia Autonoma di Bolzano (+61,2%), Toscana (+52,8%), Sardegna (+29,4%) e Sicilia (+20,2%).

Il triennio 2022-2024 è stato particolarmente segnato da eventi idro-meteorologici di eccezionale intensità, tra cui le esondazioni nelle Marche (settembre 2022), le colate rapide di fango e detrito a Ischia (novembre 2022) e le alluvioni in Emilia Romagna (maggio 2023).

Le cause: clima e azioni umane

Il dissesto idrogeologico è un problema complesso che deriva dall’interazione di fattori fisici (morfologia e clima) e attività umane non sostenibili.

1. Cambiamenti climatici: l’emergenza climatica intensifica i fenomeni meteorologici estremi. L’incremento della frequenza delle piogge intense e concentrate determina un aumento delle frane superficiali, delle colate rapide di fango e detriti e delle “flash flood”, ovvero le piene rapide e improvvise.

2. Impatto antropico: l’espansione urbanistica non pianificata, spesso accompagnata da alti tassi di abusivismo edilizio, ha esposto inconsapevolmente ampie fasce di popolazione a rischio. Le principali cause legate all’azione umana includono:

  • La cementificazione: riduce la permeabilità dei terreni, specialmente vicino ai corsi d’acqua, aggravando il rischio. 
  • La deforestazione e il disboscamento intensivo: la drastica riduzione della vegetazione e delle radici indebolisce i terreni, compromettendo la loro capacità di trattenere l’acqua e di resistere alle frane.
  • L’intervento sui corsi d’acqua: deviare il percorso dei fiumi (spesso per scopi edilizi) o cementificare i loro letti aumenta la pericolosità.

Per contrastare questo fenomeno, strumenti come UrbisMap forniscono elementi chiave per la prevenzione e la mitigazione del rischio, promuovendo una strategia basata sulla conoscenza e la mappatura.

La mappa nazionale del dissesto idrogeologico

La mappa nazionale del dissesto idrogeologico è uno strumento conoscitivo essenziale. Si tratta di una base cartografica ufficiale curata dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) che integra rilievi nazionali con studi più dettagliati delle Autorità di Bacino Distrettuali.

Cosa fornisce la mappa 

La mappa riporta le classi di pericolosità su tutto il territorio italiano in relazione a frane e alluvioni. Essa include anche gli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, imprese, beni culturali e immobili, oltre alle aree di attenzione (AA) che richiedono particolare tutela.

A cosa serve

Consultare la mappa nazionale del dissesto idrogeologico è cruciale prima di progettare qualsiasi opera o acquistare un immobile. Permette a tecnici e amministratori di pianificare gli interventi di mitigazione del rischio e di regolamentare l’uso del suolo con vincoli specifici. 

La carta idrogeologica d’Italia

Parallelamente, la conoscenza delle acque sotterranee è una necessità strategica.

In Italia circa l’85% delle risorse idriche destinate al consumo umano scorre nel sottosuolo.

La carta idrogeologica d’Italia è la rappresentazione cartografica ufficiale di queste risorse. Realizzata da ISPRA in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e altri enti di ricerca, la nuova versione aggiornata del 2025, è il risultato di un importante lavoro di omogeneizzazione e aggiornamento che supera la cartografia nazionale risalente ai primi anni ‘80. 

Quali informazioni restituisce

Consultando la carta idrogeologica d’Italia si ottiene un quadro completo del patrimonio idrico nascosto: 

– Complessi idrogeologici: i gruppi di rocce con permeabilità simile.

– Produttività degli acquiferi: la capacità dell’acquifero di fornire acqua in modo sostenibile.

– Piezometria: linee isopieze che indicano la quota della superficie della falda e la direzione del flusso sotterraneo.

– Sorgenti e punti d’acqua: localizzazione delle sorgenti principali.

– Circolazione idrica: i limiti dei bacini idrogeologici e le direttrici del flusso.

Importanza strategica

La carta idrogeologica d’Italia è fondamentale per supportare la lotta alla siccità, prevenire i rischi di inquinamento e guidare la pianificazione territoriale per garantire uno sviluppo sostenibile, evitando interferenze con le risorse idriche.

Perché  e come la consultazione di queste mappe aiuta a prevenire il dissesto idrogeologico

La prevenzione del dissesto idrogeologico si basa prima di tutto sulla conoscenza del territorio e sulla capacità di individuare con precisione le aree vulnerabili. 

La mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia rappresentano strumenti indispensabili per anticipare le criticità e pianificare interventi efficaci. 

La prima ci mostra dove il rischio di frane, alluvioni ed esondazioni è più elevato, grazie alla classificazione delle pericolosità. 

La seconda consente di interpretare il comportamento delle acque sotterranee, individuando falde, acquiferi produttivi, aree di ricarica e terreni a diversa permeabilità: informazioni determinanti per valutare la stabilità dei suoli e l’evoluzione dei fenomeni idrogeologici.

Consultare entrambe le mappe permette di prevenire il dissesto idrogeologico, in quanto consente di riconoscere i fattori di rischio prima che si manifestino: edificare in zone meno vulnerabili, progettare opere di mitigazione calibrate sul contesto geologico e idrico, migliorare la gestione delle acque superficiali e sotterranee, evitare scelte urbanistiche che potrebbero aggravare la pericolosità. 

Allo stesso tempo, anche cittadini e imprese possono trarne beneficio, verificando in autonomia la sicurezza del luogo in cui vivono o intendono investire. 

Come consultare la mappa del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia su UrbisMap: guida passo passo

Il Geoportale UrbisMap è progettato per rendere le informazioni territoriali accessibili a tutti, anche a chi non ha una formazione tecnica.

Ecco una guida passo passo per consultare i dati del dissesto idrogeologico e della carta idrogeologica:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Vai ora nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce desiderata:

  • “Mappa nazionale del dissesto idrogeologico – ISPRA” per la stabilità del suolo e i vincoli . Questa verrà visualizzata in sovrapposizione alla mappa di sfondo con colorazioni differenti che indicano le classi di pericolosità.
  • “Carta idrogeologica d’Italia” per le acque sotterranee. Su UrbisMap questa carta è suddivisa in 3 tavole: Complesso Idrogeologico, Area Urbanizzata e Produttività Acquifero.

3. Ricerca tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura delle informazioni.

4. Dalla tab dati, la seconda del menu principale, potrai ora consultare tutte le informazioni territoriali, comprese quelle idrogeologiche, relative al punto cliccato (ad esempio: P2/pericolosità da frana media).

I vantaggi di UrbisMap: integrazione e affidabilità

Scegliere UrbisMap per la consultazione di questi dati ufficiali offre notevoli vantaggi:

Piattaforma unica e integrata: il vero punto di forza di UrbisMap è l’integrazione. Il Geoportale permette di visualizzare contemporaneamente la Mappa del dissesto idrogeologico o la carta idrogeologica con altri strati informativi cruciali, come i piani regolatori comunali, i vincoli paesaggistici e ambientali, il catasto nazionale o la carta geologica d’Italia.

Dati ufficiali e aggiornati: tutte le informazioni provengono da fonti ufficiali (come l’ISPRA) e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo la massima affidabilità del dato.

Risparmio di tempo: si eliminano la necessità di scaricare file complessi o consultare portali separati.

Accessibilità: il Geoportale è intuitivo e accessibile a tutti, facilitando la presa di decisioni consapevoli da parte di cittadini, professionisti, imprese e Pubbliche Amministrazioni.

In sintesi, la mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia sono strumenti fondamentali per affrontare le sfide della sicurezza territoriale e la prevenzione del dissesto idrogeologico. La loro consultazione, resa immediata e integrata da piattaforme come UrbisMap, permette a tutti gli utenti di prendere decisioni informate e di contribuire attivamente alla mitigazione del rischio.

Consulta subito la Mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la Carta idrogeologica d’Italia sul Geoportale UrbisMap

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Zone sismiche Italia: classificazione e mappa aggiornata

L’Italia, per la sua complessa posizione geologica, è un territorio interamente sismico. 

Ciò significa che tutti i comuni italiani possono potenzialmente subire danni a causa di eventi sismici.

Per mitigare gli effetti dei terremoti e garantire la sicurezza delle costruzioni, è stato sviluppato uno strumento cruciale: la classificazione sismica.

Questa classificazione prevede la suddivisione del territorio italiano in zone sismiche, ovvero aree caratterizzate da un medesimo rischio sismico. 

Questo è fondamentale perché permette di applicare in ogni zona le norme costruttive antisismiche appropriate. 

La legislazione antisismica italiana, infatti, prescrive che gli edifici debbano sopportare i terremoti meno forti senza gravi danni e resistere senza crollare a quelli più forti, garantendo la salvaguardia delle vite umane.

Conoscere la classificazione sismica del proprio comune è indispensabile per la progettazione, per l’adeguamento sismico e per accedere ad agevolazioni fiscali come il Sismabonus, accessibile alle attività situate nelle zone 1, 2 e 3, ossia quelle con un rischio maggiore.

Comprendere il rischio sismico: pericolosità, vulnerabilità ed esposizione

Il rischio sismico complessivo è la misura dei danni attesi in un dato intervallo di tempo e viene determinato dalla combinazione di tre fattori chiave: pericolosità, vulnerabilità ed esposizione.

1. Pericolosità sismica: È un parametro che misura la sismicità del luogo ed è data dalla frequenza e dalla forza dei terremoti che interessano un territorio. L’Italia, ad eccezione della Sardegna, è tra le zone del vecchio continente più attive sismicamente, con una pericolosità sismica medio-alta in termini di frequenza e intensità dei fenomeni. Il parametro più utilizzato per definire la pericolosità sismica è la PGA (Peak ground acceleration), ovvero la misura della massima accelerazione del suolo indotta dal terremoto.

2. Vulnerabilità sismica: riguarda la propensione di una struttura a subire danni a fronte di un evento sismico. Più un edificio è vulnerabile, maggiori saranno le conseguenze di un terremoto. L’Italia presenta un patrimonio edilizio ad elevata vulnerabilità sismica, in gran parte a causa dell’età delle costruzioni, dato che circa il 60% è stato costruito prima del 1971.

3. Esposizione: si riferisce alla possibilità di subire danni socio-economici, come la perdita di vite umane o danni al patrimonio culturale. L’Italia ha un’esposizione altissima a causa dell’elevata densità abitativa e della presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale unico al mondo.

È proprio la combinazione di questi fattori (pericolosità medio-alta, vulnerabilità molto elevata ed esposizione altissima) a rendere la Penisola a elevato rischio sismico.

Breve storia dell’evoluzione della classificazione sismica in Italia

La concezione di classificazione sismica in Italia ha subito una vera e propria evoluzione dal 1900 fino alla mappa più recente.

I primi tentativi di zonazione avvennero all’inizio del secolo scorso, in seguito ai devastanti eventi sismici di Messina del 1908 e di Avezzano del 1915, che causarono ingenti perdite umane e materiali.

Inizialmente, le zone sismiche venivano classificate in un processo definito “post-catastrofe”, ovvero soltanto dopo essere state colpite da eventi distruttivi. Ai comuni soggetti a eventi sismici veniva assegnata la patente di comune sismicamente vulnerabile.

Successivamente, fu introdotto il concetto di categoria sismica, inizialmente divisa in I e II, legata alle prescrizioni progettuali. 

Fino a pochi decenni fa, tuttavia, ampie zone del territorio non erano classificate come sismiche. Fino al 1981, solo circa il 45% della superficie nazionale (2.965 comuni su 8.102) era mappata, suddivisa in tre categorie sismiche e pericolosità decrescente. 

La vera rivoluzione avvenne con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del 20 marzo 2003 (emanata in seguito al terremoto del Molise del 2002). Con questo provvedimento, tutto il territorio nazionale è risultato mappato sismicamente e furono introdotte quattro categorie principali (Zona 1, 2, 3 e 4) a pericolosità decrescente.

Il ruolo amministrativo attuale dalla zonizzazione

Nonostante l’introduzione delle quattro zone, le norme tecniche per le costruzioni (NTC) del 2008 ( e il successivo D.M. del 17 gennaio 2018) hanno ridefinito il ruolo della classificazione sismica e le zone sismiche hanno perso il loro significato fisico diretto e hanno assunto una valenza prettamente amministrativa.

Attualmente, la classificazione serve principalmente a definire procedure burocratiche come il deposito/autorizzazione e a determinare la percentuale di pratiche da sorteggiare per i controlli.

Le quattro zone sismiche italiane e i parametri tecnici

La classificazione introdotta nel 2003 e recepita dalle regioni suddivide il territorio in quattro zone, definite in base all’accelerazione di picco su suolo rigido, con una probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni.

Zona 1 = sismicità alta, è la zona  più pericolosa (alta probabilità di forti terremoti).

Regioni e aree principali:

  • Friuli Venezia Giulia
  • Veneto
  • Abruzzo
  • Umbria
  • Molise
  • Campania
  • Sicilia
  • Calabria

Zona 2 = sismicità medio-alta, possibilità di terremoti abbastanza forti.

Regioni e aree principali:

  • Emilia Romagna
  • Lazio
  • Marche
  • Puglia
  • Basilicata

Zona 3 = rischio sismico medio-basso, possibili scuotimenti modesti, forti terremoti meno probabili.

Regioni e aree principali: 

  • Lombardia
  • Toscana
  • Liguria
  • Piemonte

Zona 4 = rischio sismico basso, è la zona meno pericolosa (probabilità di danni sismici molto bassa).

Regioni e aree principali:

  • Sardegna (quasi interamente)
  • Trentino Alto Adige
  • Valle d’Aosta

È cruciale ricordare che non esistono zone a rischio zero. Pertanto, anche le aree classificate in zona 4 non sono totalmente immuni ai sismi.

Le aree maggiormente a rischio sono generalmente quelle che si estendono lungo l’Appennino centro-meridionale, la Calabria, l’Abruzzo e alcune parti della Sicilia e del Friuli Venezia Giulia.

Al contrario, la pericolosità è molto più bassa in regioni come la Sardegna e in buona parte della Puglia, del Piemonte e del Trentino Alto Adige.

L’importanza della mappa della classificazione sismica italiana

La mappa della classificazione sismica è uno strumento di rilevanza fondamentale per diverse ragioni: 

– Sicurezza delle strutture: permette di progettare edifici e infrastrutture in modo che possano resistere agli eventi sismici previsti per la zona specifica.

– Pianificazione urbanistica: è indispensabile per Comuni e Pubbliche Amministrazioni per pianificare lo sviluppo urbano e la gestione del territorio in modo sicuro.

– Prevenzione e protezione civile: la conoscenza del rischio è la base per le attività di prevenzione e la gestione delle emergenze, mirate a minimizzare i danni.

– Consapevolezza del rischio: consente a cittadini e imprese di essere informati sul rischio a cui sono esposti e di prendere decisioni consapevoli riguardo eventuali interventi di adeguamento o miglioramento sismico.

Come consultare la mappa della classificazione sismica su UrbisMap: guida passo passo

Per i professionisti del settore edilizio e urbanistico, ma anche per tutti i cittadini che desiderano informarsi sul livello di rischio della propria abitazione o di un’area specifica, la consultazione della mappa delle zone sismiche è un passaggio essenziale.

Il Geoportale UrbisMap offre la possibilità di consultare la mappa della classificazione sismica di tutto il territorio italiano in modo semplice, gratuito e intuitivo, anche per chi non ha familiarità con i portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali.

Vediamo insieme come consultare la mappa della classificazione sismica su UrbisMap in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “ Classificazione sismica” per visualizzare la mappa della classificazione sismica in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura delle informazioni

4. Tramite la tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni sul punto cliccato, tra cui:

  • la zona in cui è classificato il punto (zona 1, 2, 3 o 4)
  • il livello di pericolosità associato
  • la mappa della classificazione sismica completa, scaricabile in formato pdf
  • i riferimenti normativi pertinenti, anch’essi  scaricabili in formato pdf

Perché scegliere UrbisMap per consultare la mappa delle zone sismiche

In un panorama ricco di fonti informative e portali tecnici, UrbisMap si distingue come uno degli strumenti più completi, intuitivi e aggiornati a disposizione di professionisti, cittadini e Pubbliche Amministrazioni.

Ma perché scegliere proprio UrbisMap per la consultazione delle zone sismiche?

1. Dati ufficiali e costantemente aggiornati

UrbisMap integra fonti istituzionali, regionali e nazionali, garantendo che le informazioni visualizzate siano sempre allineate alle più recenti normative e agli aggiornamenti della Protezione Civile.

La mappa viene monitorata e aggiornata periodicamente, offrendo un quadro affidabile del livello di pericolosità di ogni comune italiano. 

2. Interfaccia semplice, veloce e adatta a tutti

A differenza di altri geoportali, pensati esclusivamente per tecnici specializzati, UrbisMap offre un’interfaccia intuitiva, che consente sia a un tecnico sia a un privato cittadino di accedere ai dati desiderati con semplicità.

La navigazione tramite layers, la ricerca immediata dell’indirizzo e la visualizzazione ordinata dei dati rendono il processo rapido, semplice ed efficiente.

3. Integrazione con altri livelli informativi

Uno dei principali vantaggi di UrbisMap è la possibilità di combinare la classificazione sismica con altri strati informativi territoriali, come:

  • vincoli paesaggistici
  • piani regolatori e strumenti urbanistici
  • aree a rischio idrogeologico
  • mappe catastali
  • piani di protezione civile

Questa pluralità di informazioni in un’unica piattaforma permette analisi complete, precise e decisioni più consapevoli.

In sintesi, la mappa della classificazione sismica in Italia è uno strumento essenziale per la sicurezza e la pianificazione territoriale. Grazie a Geoportali come UrbisMap, la consultazione di questa mappa è resa semplice, veloce e accessibile a tutti, fornendo informazioni aggiornate e dettagliate a tutti .

Consulta subito la Mappa della Classificazione Sismica sul Geoportale!

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Zone climatiche Italia: mappa disponibile su UrbisMap

Il territorio italiano, data la sua conformazione geografica che si estende per una vasta porzione latitudinale e presenta significative variazioni altimetriche e geomorfologiche, manifesta condizioni climatiche molto diverse da nord a sud. 

Proprio per questo motivo, è stato necessario introdurre un sistema di classificazione che permettesse di quantificare e regolamentare il fabbisogno termico di ciascuna area, con lo scopo di ottimizzare i consumi, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare l’efficienza energetica.

La suddivisione del territorio in 6 zone climatiche (o ambiti territoriali) è cruciale per chi lavora nell’edilizia, nella progettazione di nuovi immobili, nella ristrutturazione di quelli esistenti e per tutti i cittadini che devono rispettare i limiti di esercizio degli impianti di riscaldamento.

Oggi, visualizzare e consultare la mappa delle zone climatiche è un’operazione resa semplice e integrata grazie a piattaforme come il Geoportale UrbisMap, pensato proprio per agevolare la consultazione di informazioni territoriali, normative e vincolistiche.

Cosa sono le zone climatiche e perché sono importanti

Le zone climatiche sono una classificazione introdotta dal Decreto del Presidente della Repubblica n.412 del 26 agosto 1993 (D.P.R. 412/1993).

Tale decreto regola la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici con l’obiettivo di contenere i consumi di energia.

Successivamente, il D.P.R. n.74 del 16 aprile 2013 ha integrato queste norme, stabilendo diversi periodi di attività per le 6 zone climatiche d’Italia.

Il criterio fondamentale utilizzato per questa suddivisione, che è indipendente dall’ubicazione geografica e tiene conto anche dell’altimetria, è la misurazione dei Gradi Giorno (GG).

Le zone climatiche sono fondamentali anche In fase di progettazione edilizia, durante il quale è necessario tenere conto di numerosi fattori climatici e  ambientali, al fine di costruire immobili in linea con le normative climatiche vigenti ed efficienti dal punto di vista del consumo energetico e della sostenibilità. 

Un fattore particolarmente importante di cui tener conto è proprio il numero di gradi giorno di una determinata località, dai quali dipenderanno il fabbisogno energetico per il riscaldamento e i requisiti prestazionali per l’isolamento termico.

Gradi Giorno (GG): il parametro chiave

I Gradi Giorno (GG) rappresentano la sommatoria, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura interna convenzionalmente fissata a 20°C e la temperatura media esterna giornaliera.

Più alto è il valore dei Gradi Giorno in un comune, più rigido è il clima in quel territorio e maggiore sarà il fabbisogno di riscaldamento necessario per mantenere il comfort interno. 

Ad esempio, se la temperatura effettiva di una città è spesso inferiore ai 20°C, i Gradi Giorno di quel comune saranno sicuramente elevati.

Questo indicatore è fondamentale per la progettazione edilizia, infatti, in fase di realizzazione o ristrutturazione, i Gradi Giorno di una specifica località influenzeranno direttamente:

1. Il fabbisogno energetico per il riscaldamento. 

2. I requisiti prestazionali per l’isolamento termico.

3. La redazione delle relazioni termiche da parte dei tecnici.

Le 6 zone climatiche d’Italia: caratteristiche e limiti di esercizio

Le zone climatiche sono nominate utilizzando le lettere dell’alfabeto dalla A (clima più caldo) alla F (clima più rigido).

Il D.P.R. 412/1993 stabilisce per ciascuna zona specifici limiti massimi relativi al periodo annuale di esercizio e alla durata giornaliera di attivazione degli impianti termici. 

La durata di attivazione degli impianti, ad eccezione della zona F, deve essere comunque compresa tra le ore 5:00 e le ore 23:00 di ciascun giorno. È consentito il frazionamento dell’orario giornaliero in più sezioni.

Ecco la classificazione dettagliata con i relativi gradi giorno e i limiti di esercizio ordinari:

Zona A (fino a 600 GG): è la zona con le temperature invernali generalmente più miti. L’accensione è prevista dal 1° dicembre al 15 marzo per un massimo di 6 ore giornaliere. 

Zona B (tra 601 e 900 GG): comprende alcune province della Sicilia e della Calabria. L’accensione è prevista dal 1° dicembre al 31 marzo per un massimo di 8 ore giornaliere. 

Zona C (tra 901 e 1400 GG): riguarda principalmente il sud Italia. L’accensione è consentita dal 15 novembre al 31 marzo per un massimo di 10 ore giornaliere. Fanno parte di questa zona province come Napoli, Bari, Cagliari, Taranto e Caserta.

Zona D (tra 1401 e 2100 GG): comprende soprattutto le aree costiere e non montuose del Centro Italia. La data di accensione è fissata al 1° novembre fino al 15 aprile per un massimo di 12 ore giornaliere. Fanno parte di questa zona, per esempio, Roma, Firenze, Ancona, Genova e Pescara.

Zona E (tra 2101 e 3000 GG): comprende le zone montuose del centro Italia e gran parte della Pianura Padana. Via ai riscaldamenti dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere. Rientrano in questa classificazione città come Milano, Torino, Bologna, Venezia, L’Aquila e Aosta. 

È importante notare che anche se Milano è in Zona E, un’ordinanza sindacale ha abbassato le ore giornaliere di accensione in città da 14 a 13.

Zona F (oltre 3000 GG): queste aree alpine e i comuni montani hanno il clima più rigido e, di conseguenza, non hanno alcuna limitazione né sul periodo annuale né sulle ore giornaliere di accensione del riscaldamento. Rientrano in questa zona, per esempio, Cuneo, Belluno e Trento.

La classificazione in zone climatiche è quindi utile soprattutto per stabilire la durata del periodo di riscaldamento, definito dall’art.4 del D.P.R. 74/2013 per ogni comune, che avrà una maggiore o una minore durata. 

È importante sapere però che, sebbene le regole siano definite a livello nazionale, i Sindaci dei singoli comuni possono comunque intervenire, ampliando o anticipando l’accensione e lo spegnimento in base a situazioni climatiche comprovate. Tuttavia, se il periodo viene allungato, la durata giornaliere di accensione non può superare la metà di quella consentita in via ordinaria.

Come consultare la mappa delle zone climatiche d’Italia su UrbisMap

Rispettare i criteri imposti dalle zone climatiche rappresenta già un primo passo per garantire una maggiore efficienza energetica degli edifici. 

Per i professionisti e i cittadini, disporre di uno strumento di consultazione rapido e integrato che fornisca la classificazione esatta (Zona e GG) del proprio comune o della zona di interesse, è essenziale per la pianificazione consapevole. 

UrbisMap ha pubblicato sul proprio Geoportale la mappa delle zone climatiche, accessibile a tutti in modo semplice, veloce e intuitivo.

Ecco i brevi passaggi da seguire per visualizzare e interrogare la mappa su UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Zone Climatiche” per visualizzare la mappa delle zone climatiche in sovrapposizione a quella di sfondo

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti 

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni territoriali, vincolistiche e normative relative a quel punto specifico. Sempre qui troverai indicata la zona climatica di appartenenza e i relativi Gradi Giorno (GG).

Attraverso la consultazione del Geoportale è dunque possibile conoscere in modo semplice e immediato la classificazione climatica di uno specifico territorio ( con i relativi GG), informazioni vitali per un tecnico che deve redigere le relazioni termiche per costruzioni o ristrutturazioni.

Allo stesso tempo, nella medesima piattaforma, ha accesso a piani urbanistici, dati catastali e altri layer informativi di tutta Italia. 

L’utilizzo di risorse integrate come quelle offerte da UrbisMap assicura l’accesso rapido a informazioni affidabili e fondamentali per rispettare la normativa vigente in materia di efficienza energetica e pianificazione edilizia.

Che aspetti? Consulta subito la mappa delle Zone Climatiche sul Geoportale UrbisMap!

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Rischio idrogeologico e fotovoltaico a terra: mappare i pericoli con UrbisMap

Nella progettazione di un impianto fotovoltaico a terra, uno degli aspetti più sottovalutati ma potenzialmente critici è il rischio idrogeologico del sito.

Fenomeni di alluvione, frane o instabilità del terreno possono aumentare sensibilmente i costi, mettere a rischio la sostenibilità dell’investimento e addirittura compromettere la sicurezza strutturale nel lungo termine.

Per un professionista che opera nel settore del fotovoltaico e delle energie rinnovabili, integrare l’analisi del rischio idrogeologico già nelle fasi di fattibilità, è sicuramente un elemento distintivo che aggiunge valore tecnico e commerciale.

L’impiego di software GIS e l’accesso a layer geologici, idrogeologici e di pericolosità alluvionale può trasformare un’analisi approssimativa in una valutazione solida e basata sui dati.

In questo contesto il Geoportale UrbisMap, con il suo set di dati territoriali, urbanistici, catastali e normativi, rappresenta uno strumento strategico e molto importante per mappare, comprendere e ridurre il rischio idrogeologico nei progetti fotovoltaici a terra.  

Cos’è il rischio idrogeologico e come si manifesta nel fotovoltaico a terra

Il rischio idrogeologico indica la probabilità che eventi come frane e alluvioni colpiscano un territorio causando danni a persone, edifici o infrastrutture.

Il dissesto idrogeologico include fenomeni come frane, smottamenti, erosioni e alluvioni. Nel caso di impianti fotovoltaici a terra, queste criticità possono causare:

  • danni alle fondazioni a causa di cedimenti o erosione;
  • instabilità della struttura per smottamenti;
  • problemi legati alla falda acquifera (per terreni soggetti a innalzamento delle acque);
  • rischio di allagamento durante piene o eventi estremi.

Questi fattori non solo minacciano la produzione e la vita dell’impianto, ma anche la sua economicità: costi di riparazione, aumento delle assicurazioni, possibili reclami legali.

Il ruolo dei sistemi GIS nella valutazione del rischio

I GIS rappresentano lo strumento ideale per la valutazione del rischio idrogeologico, in quanto permettono di integrare e consultare diversi tipi di dati territoriali e di analizzarli in maniera spaziale. 

Per un impianto fotovoltaico a terra è fondamentale lavorare con layer specifici, come:

Layer geologici: forniscono informazioni sulla tipologia di suolo, stratigrafia e capacità portante del terreno. Conoscere queste caratteristiche è fondamentale per:

  • determinare se il terreno può sostenere le fondazioni dell’impianto 
  • identificare aree instabili o soggette a subsidenza 
  • pianificare eventuali interventi di consolidamento o fondazioni speciali, come micropali o plinti profondi.

Layer idrogeologici: riportano informazioni sulle falde acquifere, sulla permeabilità del suolo e sul regime idrico. Permettono di valutare:

  • la presenza di acqua nel sottosuolo, che può compromettere le fondazioni
  • la necessità di sistemi di drenaggio
  • il rischio di allagamento in caso di piogge intense o innalzamento delle acque

Layer di pericolosità da bacini alluvionali: indicano zone potenzialmente esposte a frane o alluvioni in modo da:

  • individuare le zone ad alto rischio e quelle a basso rischio
  • adottare misure preventive mirate
  • valutare la convenienza economica e tecnica dell’area selezionata

Analizzando questi dati in modo integrato, il professionista può identificare le aree a rischio elevato e pianificare interventi mirati.

Impatto sui costi di progetto e sul rischio di investimento

Se un terreno viene identificato come soggetto a rischio idrogeologico, i costi di progetto possono salire per diverse ragioni:

– Fondazioni più robuste: su terreni instabili potrebbe essere necessario usare pali trivellati, micropali o plinti più profondi. Questo comporta maggiori costi materiali e di manodopera.

– Sistemi di drenaggio: per evitare accumuli d’acqua attorno alle strutture può essere necessario progettare sistemi di drenaggio superficiale o interrato.

– Opere di contenimento: nel caso di frane o smottamenti, occorrono muri di contenimento oppure opere di stabilizzazione dei pendii.

– Protezioni idrauliche: se il terreno è situato in una zona alluvionale, potrebbe essere necessario prevedere argini, casse di espansione o altri accorgimenti per limitare i danni in caso di piena.

Queste misure fanno aumentare l’investimento iniziale, ma riducono significativamente il rischio di guasti e danni futuri.

Dal punto di vista dell’investitore, il rischio idrogeologico può tradursi in:

  •  Maggiore probabilità di perdita di produzione per danni strutturali o per periodi di fermo.
  • Aumento dei premi assicurativi se la zona è classificata ad alto rischio.
  • Rischi legali o di conformità, soprattutto se non vengono considerate le normative di valutazione ambientale (VIA) o se il progetto non rispetta i vincoli idrogeologici. 
  • Difficoltà nelle procedure autorizzative se l’area è classificata come pericolosa nei piani di assetto idrogeologico.

In sostanza, un’analisi preventiva con GIS diventa un elemento di mitigazione: aiuta a quantificare il rischio, a pianificare le contromisure e a presentare dati solidi agli investitori. 

Rischio idrogeologico e fotovoltaico a terra: il ruolo di UrbisMap

UrbisMap si distingue come strumento fondamentale per la gestione del rischio idrogeologico nei progetti fotovoltaici per diverse motivazioni:

1. Un’unica piattaforma con dati territoriali, urbanistici e normativi di tutta Italia

Attraverso il Geoportale UrbisMap il professionista accede, da un solo ambiente, a:

– dati territoriali ufficiali

– piani urbanistici comunali e sovracomunali

– vincoli paesaggistici e ambientali 

– normative nazionali e locali

– mappe catastali

Tutto in un’unica interfaccia, senza dover consultare portali diversi.

2. Accesso ai layer fondamentali per la progettazione del fotovoltaico a terra

UrbisMap mette a disposizione diverse mappe tematiche necessarie alla corretta valutazione tecnico – normativa del terreno, tra cui:

– Mappa del dissesto idrogeologico ISPRA

– Carta idrogeologica nazionale

– Mappa delle aree idonee e zone di accelerazione – GSE

– Pericolosità PAI (frane e alluvioni)

– Mappe dei vincoli 

Questi layer permettono di svolgere una valutazione completa della fattibilità dell’impianto.

3. Consultazione semplice, intuitiva e geolocalizzata 

Uno dei punti di forza di UrbisMap è la sua facilità d’uso: con un semplice clic su mappa sopra il punto desiderato si ottengono tutte le informazioni territoriali, normative e urbanistiche relative a quello stesso punto. 

L’analisi è quindi immediata, precisa e geolocalizzata.

4. Report chiari e scaricabili

UrbisMap permette di scaricare un praticissimo, chiaro e completo report di destinazione urbanistica, utile anche come materiale da presentare a clienti, Enti o investitori.

5. Supporto decisionale

UrbisMap trasforma i dati territoriali in strumenti operativi , aiutando i professionisti a prendere decisioni rapide e informate, riducendo il rischio di errori.

Scegliere UrbisMap significa avere un unico strumento completo in grado di integrare dati geologici, idrogeologici, catastali, urbanistici e normativi, semplificando la valutazione del rischio idrogeologico e l’ottimizzazione del progetto fotovoltaico.

Il rischio idrogeologico rappresenta una criticità reale ed importante per gli impianti fotovoltaici a terra, che non può essere trascurata. 

Un approccio basato su strumenti GIS come UrbisMap permette di mappare i pericoli, identificare le zone sicure e pianificare interventi di mitigazione mirati.

Per i professionisti questo significa:

  • avere accesso a informazioni precise e affidabili sul sito di installazione
  • ridurre il rischio di incidenti o danni strutturali
  • pianificare costi e investimenti in modo più realistico
  • dimostrare ai clienti e agli investitori un approccio professionale e consapevole.

Integrare UrbisMap nel processo progettuale diventa quindi anche un vantaggio competitivo, permettendo di trasformare un’analisi complessa in strumenti chiari e immediati. 

Se sei un tecnico e desideri trasformare la tua attività riducendo i rischi e massimizzando l’efficienza progettuale, scopri tutti gli strumenti di UrbisMap dedicati ai liberi professionisti!

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Geoportali e partecipazione pubblica: come coinvolgere il cittadino attraverso la consultazione dei piani urbanistici online

Negli ultimi anni il tema della partecipazione pubblica è diventato centrale nel modo in cui le Pubbliche Amministrazioni pianificano e comunicano il territorio.

I cittadini non vogliono più essere semplici spettatori delle scelte urbanistiche, ma desiderano capire, visualizzare e interagire con i piani che regolano lo spazio in cui vivono.

In questo contesto, Geoportali e partecipazione pubblica rappresentano un binomio strategico per costruire un rapporto più trasparente e collaborativo tra cittadini e amministrazioni.

Strumenti come UrbisMap stanno infatti cambiando il modo in cui le persone accedono, comprendono e utilizzano le informazioni sul territorio, trasformando dati tecnici complessi in mappe chiare, leggibili e accessibili a tutti.

Geoportali e partecipazione pubblica: comprendere il territorio come primo passo per partecipare 

La partecipazione non può esistere senza conoscenza. 

Per molti anni i documenti urbanistici, come piani regolatori, vincoli paesaggistici, piani di lottizzazione, sono rimasti “confinati” tra faldoni cartacei o file difficili da reperire e da interpretare.

Con i Geoportali questa barriera viene abbattuta e la mappa diventa un linguaggio universale.

Grazie al Geoportale UrbisMap, oggi i cittadini possono, per esempio:

  • esplorare il territorio visualizzando confini comunali, vincoli e destinazioni d’uso;
  • attivare e disattivare layer tematici, per comprendere sovrapposizioni tra piani e normative;
  • Consultare piani regolatori in formato georeferenziato;
  • verificare eventuali vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici;
  • visualizzare dati catastali in un’unica interfaccia;
  • verificare se un terreno è edificabile.

UrbisMap, in particolare, si distingue perché rende queste informazioni intuitive e integrate. Ogni layer è georeferenziato e consultabile in modo dinamico. 

In pratica il cittadino, senza passare attraverso l’ufficio tecnico, può esplorare in modo autonomo e intuitivo tutte le informazioni territoriali prima difficili da reperire e comprendere.

I principali benefici: trasparenza, fiducia e riduzione dei contenziosi

1. Trasparenza

La disponibilità di informazioni urbanistiche, catastali e vincolistiche in un’unica piattaforma rende immediatamente visibile il quadro territoriale.

Quando i cittadini possono accedere in autonomia alle informazioni che riguardano il proprio territorio, anche l’Ente appare più aperto e disponibile: questo è un grande passo verso una maggiore trasparenza nella gestione del territorio.

2. Fiducia

La fruibilità semplice del dato e la chiarezza nella provenienza (dati ufficiali di Comuni e Regioni) contribuiscono a costruire fiducia tra cittadini e istituzioni locali.

Nel momento in cui il cittadino può verificare autonomamente “Che regole valgono per il mio terreno” o “quale vincolo ricade sulla mia proprietà”, il rapporto con l’Ente arriva ad un livello più solido.

3. Riduzione dei contenziosi

Un accesso facilitato ai dati urbanistici significa anche ridurre il margine di errore, meno incomprensioni e meno richieste improvvise di documentazione supplementare.

Se un cittadino prima della richiesta di permesso edilizio può consultare su UrbisMap la destinazione urbanistica del terreno, vedere eventuali vincoli o norme applicabili, potrà orientarsi meglio, evitare sorprese e ridurre le possibilità di eventuali contenziosi o scontri con l’Ente.

UrbisMap come alleato per Enti e cittadini

Molti comuni, soprattutto quelli di piccole e medie dimensioni, si domandano se sia complesso o costoso implementare un geoportale. La risposta è no: UrbisMap è progettato per essere semplice, flessibile e accessibile a tutti gli Enti locali.

Per le Pubbliche Amministrazioni UrbisMap offre un sistema in cloud, immediatamente disponibile, senza necessità di installazione, per la pubblicazione di piani, norme, vincoli e servizi altamente personalizzabili a seconda delle esigenze specifiche dell’Ente.

Questo consente di rimuovere barriere tecnologiche e  di rendere il dato rapidamente accessibile.

Contemporaneamente, UrbisMap fornisce a tecnici e cittadini un’interfaccia intuitiva per consultare il territorio: in pochi clic è possibile ottenere report tutte le informazioni urbanistiche, scaricare report di destinazione urbanistica dettagliati e interrogare i piani. 

Questa combinazione permette a Comuni e Enti di tutte le dimensioni di creare un canale digitale unificatore efficace per la trasparenza e la partecipazione. 

Il Geoportale non è più, quindi, solo uno strumento per tecnici, ma diventa un luogo di conoscenza unico che semplifica e facilita la comunicazione pubblica: il cittadino consulta, si informa e l’Ente mette a disposizione il dato costruendo fiducia e semplificando il proprio operato.

Scegliere UrbisMap come strumento di consultazione significa promuovere una cultura della trasparenza, ridurre le distanze tra amministrazioni e cittadini e valorizzare il dato pubblico come bene comune. 

Che aspetti? Esplora subito le informazioni urbanistiche del tuo territorio, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Piani di lottizzazione, l’importanza della pubblicazione: il servizio di UrbisMap e il caso di Tortolì

I piani di lottizzazione sono uno strumento urbanistico che disciplina la suddivisione di un’area in lotti edificabili o utilizzabili per specifiche funzioni (residenziale, commerciale, servizi, verde, parcheggi, ecc).

Si tratta di un documento tecnico e amministrativo che regola in modo preciso come un’area potrà essere trasformata: dove si potrà costruire, quali saranno gli spazi pubblici, dove passeranno le strade e come verranno realizzate le infrastrutture.

In pratica, il piano di lottizzazione è la traduzione operativa della pianificazione urbanistica generale, lo strumento che rende possibile, in modo ordinato e conforme alle regole, la nascita di nuovi quartieri, aree residenziali o zone produttive.

Cos’è un piano di lottizzazione? A cosa serve? 

Un piano di lottizzazione suddivide un’area in lotti edificabili e stabilisce per ciascuno:

  • destinazioni d’uso
  • parametri urbanistici
  • modalità di intervento

Ciascun piano deve essere approvato dal Comune e rispetta le linee guida del piano regolatore generale o del piano urbanistico comunale. 

Questo significa che non può essere uno strumento autonomo, ma deve essere inserito all’interno di un quadro coerente di pianificazione territoriale.

Attraverso il piano di lottizzazione vengono definite anche le opere di urbanizzazione come strade, parcheggi, fognature, reti idriche, illuminazione pubblica e aree verdi.

Si stabiliscono, inoltre, anche le eventuali cessioni di aree al Comune e gli oneri che i privati devono sostenere per la realizzazione delle infrastrutture.

In sintesi, possiamo dire che il piano di lottizzazione è un documento che coordina interessi pubblici e privati, garantendo che lo sviluppo urbano avvenga in modo armonico, sicuro e trasparente.

Dal punto di vista pratico il piano serve a trasformare un’area non edificata in un quartiere vivibile. Senza di esso la crescita delle città rischierebbe di essere disordinata, con edifici isolati e privi di collegamenti, spazi pubblici insufficienti o infrastrutture non adeguate. 

Grazie al piano di lottizzazione, invece, ogni intervento si inserisce in un disegno complessivo che tiene conto della viabilità, della sostenibilità ambientale e della qualità della vita degli abitanti. 

L’importanza dei piani di lottizzazione

L’importanza dei piani di lottizzazione va oltre l’aspetto tecnico. 

Sono uno strumento di trasparenza, in quanto permettono a cittadini e professionisti di conoscere con chiarezza cosa accadrà in quella determinata area del loto territorio.

Sono anche uno strumento di garanzia, in quanto fissano regole precise, impedendo che si costruisca in modo casuale o in contrasto con la pianificazione generale. 

È importante specificare, inoltre, che un piano di lottizzazione approvato è un atto pubblico. Chiunque, quindi, dovrebbe poterlo consultare per sapere se un’area è già stata oggetto di pianificazione, quali opere sono previste o se la lottizzazione è stata attuata. 

Tuttavia, nella pratica, questa consultazione risulta essere spesso complicata.

In molti comuni, infatti, i piani sono ancora archiviati in formato cartaceo e custoditi in faldoni difficilmente accessibili al pubblico.

UrbisMap: il servizio di digitalizzazione dei piani di lottizzazione

La digitalizzazione dei piani di lottizzazione è un passaggio fondamentale per rendere la pianificazione urbanistica accessibile a tutti.

Pubblicare questi documenti su un Geoportale come UrbisMap significa permettere a chiunque di visualizzare su mappa il perimetro del piano e consultare la documentazione allegata.

Digitalizzare i piani significa favorire la partecipazione, migliorare la conoscenza del territorio e offrire un servizio concreto a cittadini, professionisti e imprese. Significa anche alleggerire il lavoro degli uffici comunali, che non devono più rispondere richieste di accesso alla documentazione o fornire copie cartacee. 

In questo contesto si inserisce il lavoro di UrbisMap, che offre ai Comuni un servizio completo di digitalizzazione, georeferenziazione e pubblicazione dei piani di lottizzazione, con l’obiettivo di rendere questi documenti facilmente accessibili attraverso mappe interattive.

Il processo parte dal recupero dei materiali cartacei: tavole grafiche, relazioni tecniche, schede dei lotti.

Questi documenti vengono scansionati, ottimizzati e georeferenziati, cioè allineati alle coordinate reali del territorio.

Successivamente i piani vengono caricati sul Geoportale UrbisMap e diventano dei layer consultabili: cliccandoci sopra vengono visualizzati sulla mappa, compaiono le informazioni principali e i link ai documenti associati.

Il risultato è un archivio digitale dinamico, che può essere aggiornato nel tempo e integrato con altri livelli informativi come vincoli, zonizzazioni, strumenti urbanistici generali, catasto e molto altro.

In questo modo i Comuni possono finalmente valorizzare un patrimonio informativo spesso nascosto negli archivi e offrire a cittadini e professionisti un servizio moderno e trasparente.

Il caso di Tortolì: pubblicazione dei piani di lottizzazione

Un esempio emblematico del lavoro svolto da UrbisMap, è quello del Comune di Tortolì.

Qui l’amministrazione aveva espresso la necessità di rendere maggiormente accessibili e tracciabili i piani di lottizzazione presenti nei propri archivi, ancora in formato cartaceo. 

UrbisMap ha quindi curato un intervento completo di digitalizzazione, georeferenziazione e pubblicazione sul webgis. 

Oggi, attraverso il Geoportale UrbisMap, i piani di lottizzazione di Tortolì sono consultabili direttamente su mappa. Chiunque può visualizzare le aree interessate, attivare i piani, aprire le relative schede informative e scaricare la documentazione.

Vediamo insieme come fare, in pochi e semplici passaggi: 

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Cerca, tramite l’apposita barra o direttamente attraverso la mappa, il territorio comunale di Tortolì e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare così la lettura dei piani.

3. Vai ora nella tab dati, la seconda del menu principale, e cliccando sulla sezione “Layer Comunali” potrai visualizzare l’elenco completo dei piani di lottizzazione di Tortolì disponibili sul Geoportale. 

4. Seleziona il piano di lottizzazione che ti interessa consultare per visualizzarlo in sovrapposizione alla mappa e attivare la lettura di tutte le informazioni ad esso associate. 

Il caso di Tortolì dimostra concretamente quanto la digitalizzazione possa semplificare la vita dei cittadini e dei professioni.

Un tecnico, per esempio, può verificare da remoto e in pochi clic, se l’area in cui deve effettuare un intervento o progettare è già soggetta a un piano di lottizzazione, evitando errori o richieste inutili.  Il Comune invece, dalla sua parte, può rispondere in modo più efficiente alle richieste, riducendo tempi e costi. 

La digitalizzazione dei piani di lottizzazione è un tassello fondamentale di un processo più ampio di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. 

In questo quadro, UrbisMap rappresenta un alleato strategico per i Comuni. Grazie alla sua capacità di integrare dati cartografici e documentali, consente di trasformare archivi cartacei statici in veri e propri sistemi informativi territoriali accessibili da tutti in pochi clic.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di digitalizzazione dei piani di lottizzazione di UrbisMap? Contattaci utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Comune!

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Nuova visualizzazione delle norme urbanistiche su mappa: guida pratica alla funzione che mostra immediatamente l’area di applicazione

Il Geoportale UrbisMap continua a evolversi con l’obiettivo principale di offrire strumenti sempre più intuitivi e funzionali per la consultazione delle informazioni urbanistiche e territoriali presenti sul nostro webgis. 

L’evoluzione della piattaforma mira costantemente a migliorare l’esperienza d’uso, semplificando e velocizzando la ricerca e la lettura non solo degli articoli normativi, ma soprattutto delle norme urbanistiche associate al territorio.

Come vi abbiamo anticipato nel precedente articolo che introduceva i recenti aggiornamenti del Geoportale, e come abbiamo spiegato nell’articolo successivo focalizzato sulla visualizzazione degli articoli normativi, le nuove implementazioni riguardano due aspetti fondamentali.

Se la prima grande novità ha permesso di consultare gli articoli normativi direttamente all’interno della tab dati con l’apertura di una finestra integrata, eliminando la necessità di essere reindirizzati a seconde pagine, la seconda novità, di cui parleremo in modo più approfondito nell’articolo di oggi, rappresenta un salto di qualità nell’interpretazione del dato territoriale.

Questa riguarda una nuova e migliorata visualizzazione delle norme urbanistiche sulla mappa, un’implementazione che garantisce l’identificazione immediata dell’area di applicazione della norma specifica selezionata.

L’obiettivo generale di queste modifiche non è un mero miglioramento estetico dell’interfaccia, ma un vero e proprio salto di qualità nell’esperienza d’uso, garantendo una consultazione rapida, chiara, interattiva e intuitiva anche per gli utenti meno esperti.

La nuova visualizzazione delle norme urbanistiche su mappa

La possibilità di visualizzare l’estensione territoriale di una norma direttamente sulla mappa è una delle funzionalità più potenti e apprezzate di questo aggiornamento.

Fino ad oggi gli utenti potevano leggere l’articolo normativo associato a un punto specifico, come può essere un lotto, ma per comprendere pienamente i confini geografici di tale normativa, era spesso necessario navigare e confrontare altri strati informativi. 

Ora, invece, il Geoportale UrbisMap elimina questo passaggio intermedio: è possibile vedere immediatamente su mappa l’estensione territoriale a cui si riferisce la norma semplicemente cliccando sopra il suo nome attraverso la tab dati.

Questa funzionalità trasforma la consultazione delle norme urbanistiche da un processo basato sull’interpretazione di testi ad una verifica visiva contestualizzata, accelerando l’analisi e riducendo il margine di errore.

Guida pratica: come visualizzare l’estensione territoriale di una norma urbanistica su mappa

Per sfruttare appieno questa innovazione, il processo è stato disegnato per essere intuitivo e richiedere pochi passaggi, mantenendo il contesto geografico sempre visibile.

Vediamo insieme come procedere, passo dopo passo, per accedere alla nuova visualizzazione delle norme urbanistiche sul Geoportale, garantendo un immediato riscontro visivo sul territorio.

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Cerca il punto di interesse che vuoi consultare. La ricerca può avvenire in due modi: navigando direttamente sulla mappa, oppure utilizzando la barra di ricerca in alto per inserire l’indirizzo, il luogo o le coordinate specifiche.

3. Una volta identificato il punto, cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura di tutte le informazioni ad esso associate.

4. Vai ora nella tab dati, la seconda del menu principale, che funziona come una sorta di raccoglitore centrale. Qui vengono visualizzate tutte le informazioni territoriali, urbanistiche e normative relative al punto cliccato, con l’elenco dei piani urbanistici disponibili per il comune selezionato e, per ciascun piano, l’elenco degli articoli e delle norme consultabili.

5. Per attivare la nuova funzionalità, clicca adesso sul titolo della norma specifica che ti interessa visualizzare, scegliendo tra quelle presenti nell’elenco. 

Non appena la norma viene cliccata, il Geoportale evidenzia in azzurro sulla mappa il perimetro esatto dell’area interessata. Questo permette di comprendere immediatamente l’estensione territoriale della norma selezionata, consentendo all’utente di individuare esattamente dove la norma urbanistica selezionata deve essere applicata. 

Vantaggi concreti per la consultazione urbanistica

Questa tipologia di visualizzazione integrata e immediata non è solo un’implementazione estetica della piattaforma, ma porta vantaggi operativi significativi per diverse categorie di utenti.

Per tecnici e professionisti del settore 

Per chi lavora quotidianamente con  la pianificazione e la progettazione, la possibilità di visualizzare l’estensione della norma urbanistica sulla mappa in tempo  reale è cruciale.

Comprensione immediata dell’area di applicazione: i professionisti possono capire immediatamente l’estensione territoriale della norma, riducendo i tempi necessari per l’analisi preliminare. La norma non è più un riferimento testuale astratto, ma un’area chiaramente delimitata sullo sfondo geografico. 

Confronto simultaneo: visualizzare l’area gravata dalla norma permette un confronto immediato con altri strati informativi. Si possono sovrapporre vincoli paesaggistici, piani regolatori generali, o specifiche destinazioni urbanistiche. Questo riduce il margine di errore interpretativo e migliora la fase di fattibilità del progetto, poiché il contesto geografico rimane sempre visibile durante l’analisi. 

Riduzione dei passaggi: l’utente può scaricare i documenti o consultare i riferimenti normativi senza passaggi aggiuntivi, snellendo il flusso di lavoro che spesso richiede l’uso di più portali o la gestione di documentazione esterna.

Per cittadini e Pubbliche Amministrazioni

Questa funzionalità rafforza anche la trasparenza e l’accessibilità normativa.

Maggiore trasparenza e accessibilità: le amministrazioni e i cittadini possono consultare facilmente le norme, rafforzando la trasparenza.

Maggiore comprensione del territorio: il cittadino o l’utente !non tecnico” può, in modo intuitivo, collegare visivamente il “dove sono” con il “cosa posso fare”. Visualizzare la mappa, la zonizzazione e, allo stesso tempo, l’area di applicazione della norma, agevola enormemente la comprensione del contesto normativo applicabile al proprio terreno.

Efficienza decisionale: per i tecnici comunali e gli organi decisionali della PA, la visualizzazione immediata dell’area di applicazione supporta l’efficienza decisionale. La gestione dei vincoli e le istruttorie edilizie diventano più rapide, poiché l’interfaccia mette a disposizione in modo immediato sia la parte geografica che la normativa relativa all’intervento. 

Un’esperienza unificata e continuativa

Le modifiche introdotte nel Geoportale UrbisMap, sia per la visualizzazione degli articoli che per l’evidenziazione delle aree di applicazione delle norme urbanistiche, garantiscono un’esperienza d’uso complessivamente più fluida e coesa. 

L’interfaccia è stata inoltre ottimizzata per mantenere sempre visibile il contesto geografico del dato.

In sintesi, grazie a questa integrazione visiva, la consultazione delle norme urbanistiche è adesso un processo lineare, senza interruzioni.

Queste ultime implementazioni non solo riducono i tempi di consultazione, ma rendono UrbisMap ancora più interattivo, veloce e intuitivo. È particolarmente utile per tutti coloro che devono interpretare le regole urbanistiche in relazione a un punto preciso sul territorio, garantendo che ogni clic porti a un immediato riscontro visivo e normativo.

Prova subito le nuove modalità di visualizzazione delle norme urbanistiche e degli articoli normativi sul Geoportale UrbisMap, ti aspettiamo!

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