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Affidamento fondi PNRR ANNCSU per i Comuni: come rispettare i 60 giorni ed evitare la revoca dei finanziamenti

Il percorso di digitalizzazione dei Comuni italiani, sostenuto con vigore dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è giunto a una fase cruciale.

In seguito alla pubblicazione e alla chiusura delle finestre di candidatura per la Misura 1.3.1 “Piattaforma Digitale Nazionale Dati – Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane (ANNCSU)”, moltissime amministrazioni hanno finalmente ricevuto la conferma ufficiale: i finanziamenti sono pronti per essere utilizzati.

Dopo l’ottenimento del decreto di finanziamento, l’affidamento fondi PNRR ANNCSU per i Comuni rappresenta il primo vero snodo critico: una fase delicata che può determinare il successo del progetto o, nei casi peggiori, la revoca del contributo. 

L’ottenimento dei fondi, infatti, non è il traguardo finale, ma l’inizio di una corsa contro il tempo regolata da scadenze tassative che, se ignorate, potrebbero portare alla revoca dei fondi.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio le tempistiche attuali, le sfide tecniche che i Comuni devono affrontare e perché affidarsi a un partner esperto come UrbisMap sia la scelta più sicura per trasformare un obbligo normativo in una risorsa strategica per il territorio.

Il Decreto di finanziamento: i numeri della seconda finestra

Il recente Decreto di approvazione dell’elenco di istanze ammesse, relativo alla seconda finestra temporale, che si è chiusa il 30 settembre 2025, ha confermato un interesse massiccio da parte degli Enti locali.

Sono state finanziate ben 2.769 domande, per un importo complessivo che raggiunge quasi i 20 milioni di euro.

Questo significa che migliaia di Comuni si trovano adesso nella medesima posizione: hanno le risorse economiche ma devono gestire una serie di adempimenti burocratici e tecnici complessi entro finestre temporali estremamente ridotte.

Affidamento fondi  PNRR ANNCSU per i Comuni: scadenze da non dimenticare 

Per i Comuni che hanno partecipato alla seconda finestra e hanno ricevuto, o stanno ricevendo, i finanziamenti, il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. 

Gli Enti hanno infatti a disposizione solo 60 giorni dalla data di notifica del decreto di finanziamento per completare la fase di affidamento e contrattualizzazione del fornitore.

Entro questo termine, il Comune deve:

  • Individuare il fornitore esterno che si occuperà del lavoro.
  • Stipulare il contratto.
  • Acquisire e inserire il Codice Identificativo Gara (CIG) nella piattaforma dedicata.

È fondamentale sottolineare che il mancato rispetto di questa tempistica o la violazione degli obblighi indicati nell’Avviso costituiscono motivo di revoca del finanziamento.

Il termine ultimo e assoluto per la conclusione di tutte le attività tecniche e la validazione finale dei dati è fissato per il 31 marzo 2026. Tuttavia, aspettare l’ultimo momento per l’affidamento significa ridurre il tempo necessario per la georeferenziazione effettiva, rischiando di non completare il lavoro in modo accurato.

Le sfide tecniche del progetto ANNCSU 

Il lavoro richiesto dalla Misura 1.3.1 può risultare complesso.

L’obiettivo è quello di garantire che tutti i numeri civici di competenza comunale siano georeferenziati, ovvero associati a coordinate geografiche precise, e conferiti all’Archivio Nazionale tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).

Le attività che ricadono sulla responsabilità dei comuni sono molteplici e onerose:

Verifica e validazione: occorre analizzare la lista di strade e civici già presenti in ANNCSU, correggendo errori o mancanze.

Georeferenziazione massiva: è necessario associare ogni civico alle coordinate esatte, un’operazione che spesso richiede strumenti cartografici di precisione.

Sviluppo Software Client: la Misura PNRR richiede lo sviluppo (o l’adozione) di un software client che permette la comunicazione con i servizi API di ANNCSU tramite la PDND.

Interoperabilità: i dati devono essere inviati richiamando le API pubblicate a livello centrale, garantendo che i sistemi gestionali del Comune parlino correttamente con le basi dati nazionali.

UrbisMap: la soluzione “chiavi in mano” per la Pubblica Amministrazione

Per rispondere a queste complessità, UrbisMap ha sviluppato un servizio completo progettato per liberare le Pubbliche Amministrazioni da ogni onere burocratico e tecnico.

Affidare il progetto a UrbisMap significa dotarsi di uno strumento che rimarrà un asset per l’Ente anche dopo la fine del finanziamento PNRR.

Ecco i pilastri della nostra offerta per la Misura 1.3.1 ANNCSU:

1. Civici in mappa: grazie al nostro modulo di gestione, il comune può visualizzare graficamente ogni numero civico sul territorio. Questo permette di identificare immediatamente anomalie, duplicati o civici mancanti, semplificando significativamente la fase di validazione.

2. Integrazione API e PDND: UrbisMap cura l’intero processo di allineamento tecnologico. I numeri civici aggiornati sulla nostra piattaforma vengono sincronizzati automaticamente con la PDND. Gestiamo la normalizzazione del dato e il processo di invio massivo, assicurando che tutto avvenga secondo i protocolli tecnici richiesti.

3. Conformità e rendicontazione PNRR: sappiamo quanto sia delicata la fase di rendicontazione. Per questo UrbisMap garantisce il rispetto di tutti gli standard PNRR e fornisce all’Ente tutta la documentazione necessaria per dimostrare il raggiungimento dei target, facilitando l’erogazione del contributo lump sum. 

4. Servizio “chiavi in mano”: ci occupiamo di tutto noi, dal rilievo iniziale alla georeferenziazione, fino alla validazione e al supporto continuo. Il Comune delega il progetto a esperti del settore e ottiene il risultato finale senza sforzi interni eccessivi.

Dall’obbligo all’opportunità strategica

La digitalizzazione dei numeri civici non deve essere vista solo come un obbligo normativo, avere un archivio ANNCSU accurato e georeferenziato rappresenta una leva strategica per il governo del territorio.

Un database preciso migliora i servizi di emergenza, ottimizza la logistica, potenzia i sistemi GIS e offre ai cittadini servizi digitali più efficienti.

Inoltre, UrbisMap permette di integrare questi dati con altre misure PNRR già concluse o in corso, come quelle relative all’interoperabilità dei dati o alla digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE, creando un ecosistema digitale coerente.

Affidare l’incarico oggi significa guadagnare settimane preziose, evitare il sovraccarico operativo dei fornitori a ridosso delle scadenze e, soprattutto, mettere al sicuro i fondi assegnati.

Hai già ricevuto i fondi  PNRR ANNCSU e non sai a chi affidarli? Contattaci subito utilizzando il form sottostante per scoprire il servizio di UrbisMap: riduci i tempi, azzera i rischi e rispetta tutte le scadenze previste dall’Avviso!

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Piani urbanistici online con UrbisMap: guida completa alla pubblicazione e consultazione

Negli ultimi anni la digitalizzazione delle informazioni territoriali è diventata una priorità per le Pubbliche Amministrazioni italiane: la pubblicazione dei piani urbanistici online non è più solo un obbligo normativo, ma un’opportunità per migliorare trasparenza, partecipazione ed efficienza nella gestione del territorio. 

In questo contesto il Geoportale UrbisMap si pone come piattaforma di riferimento per pubblicare, consultare e gestire piani urbanistici e dati territoriali su un unico Geoportale nazionale, accessibile a cittadini, tecnici e amministrazioni.

Perché è fondamentale pubblicare i piani urbanistici online

La pubblicazione online dei piani urbanistici è diventata ormai essenziale per diverse motivazioni, che vanno ben oltre il semplice obbligo normativo.

1. Trasparenza e accessibilità degli atti urbanistici

La pubblicazione online permette a chiunque di accedere facilmente ai piani urbanistici, ai regolamenti e alle normative: questo implica un migliore accesso all’informazione per cittadini, professionisti e imprese, aumentando fiducia e partecipazione.

2. Supporto operativo a tecnici e professionisti

Professionisti come architetti, geometri, ingegneri o agenti immobiliari devono spesso consultare le norme urbanistiche aggiornate. Con UrbisMap queste informazioni sono accessibili in pochi clic, riducendo le richieste agli uffici tecnici e ottimizzando i processi di lavoro.

3. Adempimento agli obblighi di legge

Secondo il Decreto Legislativo n.33/2013 e il D.Lgs. 97/2016 (FOIA), tutte le Pubbliche Amministrazioni devono pubblicare gli atti di governo del territorio online, la mancata pubblicazione annulla l’efficacia normativa di tali atti.

4. Riduzione dei rischi di discrezionalità e corruzione

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) richieda la pubblicazione tempestiva delle varianti urbanistiche già dalla fase iniziale, in modo da assicurare la massima trasparenza delle decisioni amministrative.

UrbisMap: il Geoportale nazionale per piani urbanistici e dati territoriali

UrbisMap è una piattaforma digitale che centralizza la pubblicazione e la consultazione di piani urbanistici, norme e dati catastali di tutto il territorio nazionale, consentendo il libero accesso a questi dati da qualsiasi dispositivo.

Come pubblicare gratuitamente i piani urbanistici su UrbisMap

La procedura è pensata per essere semplice, rapida e totalmente gratuita, così da agevolare le pubbliche amministrazioni nell’adempimento normativo e nella diffusione delle informazioni.

Step 1: invio dei dati

Le amministrazioni inviano i file cartografici dei piani (in formato vettoriale, shapefile o DWG) e la normativa associata, usando l’indirizzo email dati@urbismap.com

Step 2: elaborazione tecnica

Il team di UrbisMap riceve, georeferenzia e prepara i dati per la pubblicazione sul Geoportale.

Step 3: pubblicazione e aggiornamenti

Una volta pubblicato, il piano viene periodicamente aggiornato con eventuali varianti o modifiche approvate, garantendo così una documentazione sempre aggiornata.

Se il Comune o l’Ente per cui lavori è ancora dotato di documentazione cartacea, non è un problema: scopri il servizio di digitalizzazione di UrbisMap e contattaci per trovare la soluzione migliore per la tua amministrazione!

Quali piani urbanistici si possono pubblicare su UrbisMap?

UrbisMap supporta la pubblicazione di una vasta gamma di strumenti urbanistici, dal Piano Regolatore Generale (PRG), Piano Urbanistico Comunale (PUC), fino ai piani attuativi di specifiche aree urbanistiche, come quelli per i centri storici.

Ma ancora:

  • Programmi di Fabbricazione (PdF)
  • Piani per insediamenti produttivi (PIP)
  • Piani di zona per l’edilizia economica e popolare (PEEP)
  • Piani per l’assetto idrogeologico (PAI)
  • Piani di classificazione acustica

Oltre ai piani in vigore, è possibile sfruttare la piattaforma anche durante l’iter procedurale che anticipa l’entrata in vigore di un piano, soprattutto durante la fase di evidenza pubblica.

In più, per un principio di accessibilità e trasparenza, l’amministrazione può scegliere di pubblicare i piani decaduti, fornendo un quadro storico completo della pianificazione del territorio.

UrbisMap come punto di incontro tra PA, cittadini e professionisti

Il punto di forza di UrbisMap risiede nella sua funzione unificatrice che, all’interno di un sistema spesso disomogeneo e frammentato, mette in comunicazione cittadini, tecnici e amministrazioni. 

Centralizzazione dei dati

UrbisMap riunisce in un’unica piattaforma online tutte le informazioni urbanistiche, territoriali e catastali, garantendo facilità di ricerca e consultazione.

Consultazione intuitiva e immediata

Bastano pochi passaggi per ricercare un comune o una zona, visualizzare i piani in mappa e accedere alle informazioni e ai documenti tecnici.

Facilità d’uso per tutti

Il Geoportale è stato progettato per essere facilmente utilizzabile da chiunque, anche da utenti meno tecnici, abbattendo così le barriere di accesso alle informazioni urbanistiche.

In questo senso, UrbisMap non è solo un Geoportale che raccoglie dati urbanistici, ma funziona come ponte che unisce le esigenze di tutte le parti coinvolte, che fanno finalmente riferimento a un’unica piattaforma gratuita.

Come consultare i piani urbanistici su UrbisMap

Consultare i piani urbanistici su UrbisMap è estremamente intuitivo. una volta effettuata la registrazione gratuita e aver eseguito l’accesso al proprio account, ciascun utente può:

– Ricercare e selezionare il comune o la zona di interesse.

– Geolocalizzarsi su mappa e visualizzare le informazioni urbanistiche relative al punto cliccato.

– Consultare la documentazione tecnica e le normative vigenti

– Scaricare i documenti allegati disponibili per quella determinata zona, come le norme tecniche di attuazione o il regolamento edilizio.

– Scaricare un pratico report di destinazione urbanistica, che contiene, in un unico documento, tutte le informazioni urbanistiche e normative dettagliate del punto interrogato.

Perché scegliere UrbisMap per la pubblicazione dei piani

Pubblicare gratuitamente i piani urbanistici online sul geoportale rappresenta una strategia vincente per aumentare trasparenza, efficienza e partecipazione pubblica. 

Con UrbisMap, enti, professionisti e cittadini hanno accesso a un’unica piattaforma nazionale semplice, affidabile e sempre aggiornata.

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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Gestione dei dati territoriali nella Pubblica Amministrazione: la “fatica del dato” 

Negli ultimi anni la Pubblica Amministrazione ha compiuto un grande sforzo nella raccolta e digitalizzazione dei dati. Open data, banche dati territoriali, sistemi informativi e piattaforme verticali hanno ampliato in modo significativo il patrimonio informativo degli enti pubblici.

Tuttavia, chi lavora quotidianamente negli Enri, sa che la gestione dei dati territoriali nella Pubblica Amministrazione è diventata sempre più complessa.

Possedere le informazioni, infatti, non significa automaticamente riuscire ad utilizzarle in modo efficace per supportare le decisioni. Al contrario, in molti casi, la gestione del dato è diventata un fattore di rallentamento, una “fatica del dato”: tempo, energie e competenze assorbite non dalle decisioni, ma dal continuo lavoro di ricerca, verifica, allineamento e aggiornamento delle informazioni.

Cos’è la “fatica del dato”?

Con il termine “fatica del dato” non si intende la mancanza di informazioni, ma il costo organizzativo che il dato genera all’interno degli enti.

La fatica del dato si manifesta quando:

– le stesse informazioni esistono in più versioni

– i dati sono distribuiti tra più uffici diversi

– l’aggiornamento è manuale o episodico

– per rispondere a una richiesta occorrono più passaggi e più persone

In questi contesti, il dato non accelera i processi decisionali, ma li appesantisce. Ogni nuova analisi richiede di ricostruire il quadro informativo, spesso partendo da zero.

Dove nasce il problema della gestione dei dati territoriali nella Pubblica Amministrazione

La fatica del dato nasce dalla struttura stessa della Pubblica Amministrazione.

Gli enti pubblici sono organizzati per competenze: urbanistica, ambiente, lavori pubblici, demanio, patrimonio. Ciascun ufficio gestisce dati propri con strumenti propri. Questo modello funziona sul piano amministrativo, ma crea difficoltà nel momento in cui in territorio deve essere letto come un sistema unico. 

Il risultato finale è che:

  • lo stesso territorio viene descritto più volte in modi diversi
  • i dati non dialogano fra loro
  • la conoscenza resta frammentata

Gli effetti sulla quotidianità degli uffici

La fatica del dato ha effetti molto concreti sul lavoro quotidiano degli enti pubblici. 

Tra i più frequenti:

  • decisioni rimandate, perché manca un quadro aggiornato
  • analisi svolte più volte da uffici diversi
  • difficoltà nel rispondere rapidamente a richieste di emergenza
  • istruttorie più lente e complesse 
  • frustrazione del personale, che dedica tempo a compiti ripetitivi

In questo scenario, anche un dato di qualità rischia di perdere valore perché non è disponibile nel momento in cui serve.

Di fronte a queste difficoltà, la risposta più comune è investire in nuovi dati o nuovi strumenti. Ma aumentare la quantità di dati senza ripensare il modo in cui vengono organizzati e utilizzati può addirittura accentuare la fatica del dato.

Il punto non è raccogliere più informazioni, ma ridurre la complessità. rendere il dato accessibile e costruire una base informativa condivisa. 

Ridurre la fatica del dato: un cambio di approccio per la gestione dei dati territoriali

Ridurre la fatica del dato non significa eliminare la complessità del territorio, ma renderla governabile. 

Un approccio efficace si basa su alcuni principi chiave:

– un unico punto di accesso alla conoscenza territoriale 

– dati sempre aggiornati e coerenti 

– possibilità di lettura trasversale tra ambiti diversi

– strumenti comprensibili da tutti 

UrbisMap come risposta e soluzione alla fatica del dato

È proprio su queste esigenze che nasce il Geoportale UrbisMap

UrbisMap non è solo uno strumento di visualizzazione, ma uno strumento pensato per agevolare la gestione dei dati territoriali nella Pubblica Amministrazione, integrando informazioni territoriali diverse in un unico ambiente.

Attraverso il Geoportale:

1. Il dato territoriale viene centralizzato

2. Le informazioni sono sempre allineate e aggiornate

3. I diversi uffici possono lavorare sulla medesima base conoscitiva

4. Il territorio diventa leggibile per tutti

In questo modo, il tempo e risorse possono essere utilizzate non per cercare o ricostruire i dati, ma per interpretarli e utilizzarli.

Un supporto concreto al lavoro quotidiano degli Enti

Nel lavoro quotidiano degli uffici UrbisMap aiuta superare la frammentazione informativa che genera la fatica del dato.

Durante le istruttorie consente di accedere rapidamente a tutte le informazioni territoriali rilevanti, evitando lunghe ricerche su fonti diverse. Nelle riunioni intersettoriali, per esempio, offre una base comune di lettura del territorio, riducendo incomprensioni e disallineamenti tra uffici.

Dirigenti e amministratori possono utilizzare UrbisMap come strumento di supporto alle decisioni, grazie a una rappresentazione chiara e immediata del contesto territoriale.

Nel momento in cui la gestione dei dati territoriali viene semplificata e,quindi, la fatica del dato si riduce, cambiano anche i processi decisionali, le istruttorie diventano più rapide e le scelte più coerenti.

Il dato torna dunque a svolgere il suo ruolo originario: supportare le decisioni, non rallentarle.

Per la Pubblica Amministrazione questo implica una maggiore efficienza interna. migliore coordinamento tra uffici, risposte più tempestive al territorio e una valorizzazione del patrimonio informativo già esistente.

Ridurre la fatica del dato significa restituire tempo, chiarezza e capacità decisionale agli Enti pubblici. Significa trasformare il dato territoriale in strumento operativo al servizio dell’amministrazione e dei cittadini.

Scopri come UrbisMap semplifica l’accesso alla conoscenza territoriale e la suite di strumenti dedicati alla Pubblica Amministrazione! Per ulteriori informazioni o approfondimenti, non esitare a contattarci utilizzando il form sottostante: troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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CDU: guida aggiornata per le Pubbliche Amministrazioni e come semplificarne la redazione con UrbisMap

Il Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU) è uno dei documenti centrali nella gestione del territorio e nel processo urbanistico italiano.

Per le Pubbliche Amministrazioni rappresenta non solo un obbligo normativo, ma anche uno strumento fondamentale per garantire legalità, trasparenza e pianificazione coerente degli interventi sul territorio.

In questo articolo approfondiremo:

– Cos’è e cosa contiene un CDU

– Quando e perché viene richiesto

– Principi normativi di riferimento

– Problematiche tipiche nella redazione dei CDU

– Come le amministrazioni possono semplificare e rendere più efficiente il processo grazie a strumenti come UrbisMap.

Cos’è il Certificato di Destinazione Urbanistica?

Il Certificato di Destinazione Urbanistica, abbreviato quasi sempre in CDU, è un documento ufficiale rilasciato dagli uffici tecnici comunali che attesta la disciplina urbanistica vigente su un determinato terreno o immobile.

Si tratta di un documento previsto dall’art.30 del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia) e successive modificazioni, che contiene una serie di informazioni critiche per capire come quel determinato punto territoriale può essere utilizzato, costruito o trasformato.

Cosa contiene un CDU 

Un CDU “standard” include:

  • dati identificativi dell’oggetto
  • destinazione urbanistica della zona secondo gli strumenti urbanistici comunali vigenti (residenziale, agricola, ecc)
  • parametri urbanistici fondamentali, come l’indice di fabbricabilità o eventuali limiti di costruzione
  • vincoli che ricadono sull’area
  • prescrizioni o condizioni speciali imposte da strumenti urbanistici attuativi o sovraordinati (piani di bacino, PPR regionali, ecc).

Il CDU è un documento ufficiale e ha un forte valore certificativo e legale nel rapporto tra cittadini, professionisti e Pubblica Amministrazione. Per questo motivo ogni CDU deve essere:

  • redatto con precisione e rigore normativo
  • aggiornato in base agli strumenti urbanistici vigenti
  • conservato in digitale secondo i criteri di tracciabilità e trasparenza.

Perché il CDU è così importante per le amministrazioni e i cittadini

La funzione principale di un CDU è fornire certezza sulla disciplina urbanistica di un’area. Questo:

– Assicura che le compravendite immobiliari avvengano con tutte le informazioni urbanistiche note al Comune.

– Permette di valutare la conformità dei progetti edilizi presentati in sede di permesso di costruire, SCIA o altre autorizzazioni.

– Costituisce documentazione fondamentale per atti notarili, successioni, frazionamenti catastali e pratiche ereditarie.

– Evita contenziosi e abusi, chiarendo le regole vigenti.

La sua assenza o incompletezza può portare a ritardi procedurali, impugnazioni amministrative o responsabilità legali, rendendo il CDU un documento molto importante e che richiede molta attenzione.

Quando e a chi viene richiesto un CDU

Il certificato di destinazione urbanistica viene rilasciato dagli uffici tecnici del Comune di riferimento e viene richiesto in molteplici scenari, tra cui:

  • compravendite immobiliari, per tutelare sia acquirenti che venditori;
  • successioni e divisioni ereditarie;
  • presentazione di pratiche edilizie (permesso di costruire, SCIA, ecc);
  • frazionamenti catastali e trasformazioni urbanistiche;
  • istruttorie interne agli uffici comunali, dove occorre verificare normativa urbanistica, vincoli o destinazioni d’uso.

Normativa di riferimento

La base legislativa che definisce il CDU è principalmente l’articolo 30 del D.P.R. 380/2001, che stabilisce il contenuto, le modalità di richiesta e di rilascio e l’ambito di validità del certificato di destinazione urbanistica.

In alcune amministrazioni, regolamenti specifici possono integrare ulteriori obblighi o modalità procedurali, ma il principio rimane quello di fornire una certificazione urbanistica legalmente valida.

Le principali difficoltà nella redazione del CDU

Nonostante la normativa sia chiara, nella pratica le amministrazioni affrontano spesso alcune criticità, come:

1. Tempi di lavorazione troppo lunghi

La redazione manuale richiede la consultazione di molte banche dati urbanistiche, piani regolatori, vincoli e norme provinciali o regionali, con un inevitabile dispendio di tempo e risorse. 

2. Disomogeneità dei dati

Molti comuni gestiscono dati (cartacei o digitali) non integrati, obbligando i tecnici a passare da un sistema all’altro per incrociare informazioni utili.

3. Errori e omissioni

L’assenza di strumenti digitali integrati porta molto spesso all’omissione di vincoli e normative applicabili, con potenziali rischi legali.

UrbisMap: la soluzione digitale integrata per semplificare la creazione di CDU

In questo contesto, UrbisMap si propone come uno strumento digitale avanzato e integrato che supporta le Pubbliche Amministrazioni nella gestione e redazione dei certificati di destinazione urbanistica. 

UrbisMap è, infatti, un geoportale in cloud specificamente pensato per PA di qualsiasi dimensione (Comuni, Unioni di Comuni, Province, Regioni, Comunità Montane) per agevolare:

– la pianificazione urbanistica;

– l’analisi dei vincoli e delle destinazioni d’uso;

– la gestione documentale;

– la redazione di certificati urbanistici in pochi clic.

Funzionalità principali legate ai CDU

1. Generazione rapida dei CDU

Il Geoportale permette di generare certificati di destinazione urbanistica precompilati, integrando automaticamente informazioni territoriali e normative, riducendo drasticamente i tempi di compilazione.

2. Integrazione normativa e dati territoriali

UrbisMap unisce piani urbanistici comunali con vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici e sovracomunali all’interno di un’unica piattaforma, in modo da evitare omissioni di informazioni rilevanti all’interno del CDU.

3. Accessibilità in cloud

Essendo una piattaforma totalmente in cloud, UrbisMap non richiede nessuna installazione e garantisce dati ufficiali e sempre aggiornati.

4. CDU multipli in un’unica operazione

Il Geoportale consente anche la generazione multipla di CDU per diverse particelle, funzione molto utile soprattutto per amministrazioni con elevate richieste di certificati.

Benefici concreti per le Pubbliche Amministrazioni

L’adozione di UrbisMap per la redazione dei CDU porta vantaggi tangibili:

– Riduzione dei tempi di istruttoria: UrbisMap accelera il processo di redazione, consentendo agli uffici tecnici di produrre certificati in pochissimi minuti.

Maggiore accuratezza e completezza: Integrando dati territoriali e normativi da più fonti e sulla medesima piattaforma, si riduce il rischio di errori e omissioni.

Miglior servizio al cittadino: Con informazioni più affidabili e facilmente accessibili, la PA può rispondere alle richieste dei cittadini e dei professionisti in modo più efficiente.

In sintesi, il certificato di destinazione urbanistica è uno strumento chiave per la trasparenza amministrativa e la pianificazione del territorio.

Le Pubbliche Amministrazioni che scelgono di digitalizzare e ottimizzare la redazione dei CDU con strumenti come UrbisMap non  solo semplificano il lavoro interno, ma migliorano anche l’efficacia dei servizi offerti ai cittadini  e ai professionisti.

Vuoi maggiori informazioni  sulla suite di servizi dedicati alla PA e su come UrbisMap può supportare il tuo Ente della redazione dei CDU? Contattaci attraverso il form sottostante! 

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Adeguamento delle piattaforme SUE: prima finestra PNRR in scadenza

La prima finestra di candidatura per ottenere i finanziamenti volti all’adeguamento delle piattaforme SUE è in scadenza.

A seguito della pubblicazione della seconda edizione degli Avvisi PNRR per la digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE – Misura 2.2.3, l’ultima data utile per presentare la domanda è il 9 dicembre 2025 entro le ore 23:59. Candidarsi entro questa data garantisce di ricevere l’esito a partire dal 10 dicembre 2025.

L’Avviso, promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica, rappresenta un’opportunità irripetibile, finanziata dall’Unione Europea nel contesto dell’iniziativa Next Generation EU. 

Il suo obiettivo primario è l’allineamento dei sistemi informatici degli Sportelli Unici dell’Edilizia alle nuove Specifiche Tecniche di interoperabilità definite da AgID.

L’obiettivo del finanziamento: standardizzazione e interoperabilità totale

L’adeguamento delle piattaforme SUE non è solo un obbligo normativo, ma un passo decisivo verso la modernizzazione della Pubblica Amministrazione.

L’intervento mira a standardizzare i processi e le procedure e a rendere i sistemi pienamente interoperabili.

L’obiettivo finale è permettere l’utilizzo di un unico sistema per la gestione dell’edilizia sia produttiva che residenziale.

Il Sub-investimento 2.2.3 concorre al raggiungimento della milestone europea M1C1-63, che prevede la completa semplificazione e creazione di un archivio di tutte le procedure semplificate e dei corrispondenti regimi amministrativi con piena validità giuridica su tutto il territorio nazionale, per un totale di 600 procedure critiche, con scadenza al 30 giugno 2026.

I destinatari ammessi al contributo sono i Comuni in forma singola e i Comuni costituiti in forma associata (Unioni, Consorzi, Convenzioni), a condizione che siano dotati, o intendano dotarsi, di una piattaforma per la gestione delle pratiche SUE di Front – Office, Back – Office e/o Componente Enti terzi.

Dimensioni finanziarie e modalità di erogazione

La dotazione finanziaria complessiva per gli Avvisi della II edizione è significativa:

– Per i Comuni in forma singola: 12.793.574,65€.

– Per i Comuni in forma associata: 690.793,01€.

Il finanziamento è concesso come importo forfettario (lump sum). L’importo è determinato in base al costo di realizzazione degli interventi, al cluster di popolazione di appartenenza (calcolato per le associazioni sommando la popolazione dei comuni aderenti), e se le componenti informatiche SUE sono le stesse già utilizzate per il SUAP per un cluster di popolazione superiore a 250.000 abitanti ammonta a 79.380,36€ per i casi standard.

È cruciale ricordare che l’erogazione del finanziamento in un’unica soluzione avverrà solo a seguito del completo perfezionamento delle attività e del conseguimento del risultato atteso, in particolare dopo il superamento dei Black – Box Functionality Test (SBBT).

Interventi finanziabili 

Gli interventi finanziabili, dettagliati nell’Allegato 2 degli Avvisi, mirano a rendere il sistema SUE conforme alle Specifiche Tecniche di interoperabilità, assicurando la corretta integrazione con il Catalogo SSU.

L’adeguamento coinvolge tre componenti principali:

1. Front-Office SUE: L’interfaccia utilizzata da cittadini e tecnici per la presentazione delle pratiche. Gli interventi includono la realizzazione di funzioni per la sottomissione dell’istanza e della ricevuta al Back-office, la gestione della correzione SUe (regolarizzazione e notifica di improcedibilità) e la compilazione delle istanze (web form). È fondamentale anche l’integrazione con fonti dati autorevoli tramite PDND e l’integrazione con il Catalogo SSU per la consultazione di metadati.

2. Back-Office SUE: La componente interna di gestione del procedimento.

Gli interventi coprono la realizzazione di funzioni per il controllo formale dell’operatore SUE e la verifica di procedibilità, l’integrazione con fonti dati interne e la gestione delle comunicazioni verso il front-office (es: sottomissione richiesta di regolarizzazione). Inoltre, sono finanziabili le funzioni per l’inoltro dell’istanza e la ricezione/inoltro dell’esito dei controlli agli Enti Terzi.

3. Componente Enti Terzi: Essenziale per la comunicazione standardizzata con gli enti esterni. 

Gli interventi riguardano la ricezione dell’istanza dal back-office SUE, l’invio della richiesta di integrazione e la ricezione dell’istanza integrata, l’invio dell’esito dei controlli al back-office SUE e l’integrazione con il Catalogo SSU per la consultazione dei metadati. 

Cronoprogramma serrato e conformità PNRR

La tempistica è stringente: le attività di adeguamento devono essere completate entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto di ammissione al finanziamento. 

NB: Il rispetto di questa scadenza è cruciale per evitare la revoca del contributo.

Il processo si conclude ufficialmente con il superamento con esito positivo dei testi della Black Box (SBBT).

Un altro elemento fondamentale è l’obbligo di rispettare il principio “Do No Significant Harm” (DNSH). 

Le istruzioni operative DNSH, contenute nell’Allegato 4, specificano i requisiti ambientali per i fornitori ICT, applicabili al Sub-investimento 2.2.3. Questo principio assicura che gli interventi non arrechino un danno significativo agli obiettivi ambientali. 

Ad esempio, il finanziamento non copre attività non conformi alla normativa ambientale dell’UE e nazionale, come quelle legate ai combustibili fossili o agli inceneritori.

UrbisMap: il partner strategico per l’adeguamento delle piattaforme SUE

In un contesto di scadenze imminenti e di requisiti tecnici e normativi complessi, la scelta di un partner tecnologico esperto come UrbisMap diventa un fattore chiave.

Affidarsi a UrbisMap significa:

– Garanzia di conformità e tempestività: UrbisMap è in grado di fornire applicativi e software specifici che non solo soddisfano pienamente le rigorose specifiche tecniche di interoperabilità SUE definite da AgID, ma garantiscono anche l’esecuzione degli interventi entro i brevi termini di 90 giorni previsti da PNRR.

– Specializzazione nell’interoperabilità: il cuore dell’offerta di UrbisMap, particolarmente rilevante per il sub investimento 2.2.3, è lo sviluppo di sistemi di interoperabilità per l’Ente. Questi sistemi permettono al Geoportale e ai dati in esso contenuti di comunicare efficacemente con software esterni, piattaforme e i principali portali istituzionali (come SUAPE, SUAP e SUE).

– Ottimizzazione dell’uso dei fondi: utilizzare i fondi PNRR ottenuti per implementare soluzioni UrbisMap significa investire in una piattaforma che incrementa l’accessibilità ai dati, semplifica i procedimenti e contribuisce all’abbattimento della burocrazia. Ad esempio, attivando l’interoperabilità con lo sportello regionale SUAPE, i comuni possono ricercare, consultare e scaricare le pratiche presenti direttamente dal Geoportale UrbisMap, dove i dati vengono automaticamente georeferenziati. Questo consolida la documentazione edilizia, commerciale e urbanistica in un unico sistema integrato.

– Supporto al PNRR e allineamento strategico: scegliendo UrbisMap, le amministrazioni non si limitano a rispettare formalmente la Misura 2.2.3, ma contribuiscono attivamente a costruire l’ecosistema digitale nazionale, come descritto nel Piano Triennale della PA, rendendo i servizi più efficienti e trasparenti.

In sintesi, l’adeguamento delle piattaforme SUE è un passaggio necessario per il futuro digitale della PA. Scegliere UrbisMap come fornitore assicura che i fondi vengano impegnati per soluzioni tecnologiche conformi, veloci e che massimizzino i benefici dell’interoperabilità a lungo termine.

Avviso per i Comuni singoli – II edizione: https://areariservata.padigitale2026.gov.it/Pa_digitale2026_dettagli_avviso?id=a01bU00000R7ITwQAN

Avviso per le Associazioni – II edizione: https://areariservata.padigitale2026.gov.it/Pa_digitale2026_dettagli_avviso?id=a01bU00000R8ECjQAN

Vuoi impegnare subito i fondi della Misura 2.2.3 per la digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE con UrbisMap e rispettare la scadenza del 9 dicembre? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e definiremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Comune o Associazione!

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Digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE: pubblicati i nuovi Avvisi PNRR per l’adeguamento delle piattaforme SUE – II edizione

Il Dipartimento della funzione pubblica ha pubblicato la seconda edizione degli Avvisi relativi alla Misura 2.2.3, denominata “Digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE”, con l’obiettivo specifico di adeguare le piattaforme degli sportelli unici per l’edilizia (SUE).

Questo Avviso, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, mira a fornire ai soggetti attuatori le risorse per allineare i loro sistemi informatici alle nuove specifiche tecniche di interoperabilità SUE definite da AgID.

L’adesione a queste specifiche non solo standardizza i processi, ma rende i sistemi pienamente interoperabili, consentendo l’utilizzo di un unico sistema per l’edilizia produttiva e residenziale.

Chi può partecipare e fondi disponibili 

La Misura si rivolge a due categorie principali di enti, ciascuna con una dotazione finanziaria dedicata:

1. Comuni in forma singola: sono ammessi tutti i Comuni, inclusi i casi particolari identificati nella metodologia.

La dotazione finanziaria complessiva per i Comuni singoli è pari a 12.793.574,65€. 

2. Comuni in forma associata: sono ammessi a contributo le Unioni dei Comuni, i Consorzi e le Convenzioni, come definiti dal Cap. V del D.Lgs. 26/2000. La candidatura all’Avviso è formulata in via esclusiva dall’Ente Capofila, che è l’unico referente per tutti gli aspetti amministrativo – contabili dell’intervento, nonché assegnatario delle risorse.

La dotazione finanziaria per questo avviso ammonta a 690.739,01€.

In entrambi i casi, l’ammissibilità è riservata ai soggetti che possiedono, o intendono dotarsi, di una piattaforma per la gestione delle pratiche SUE che copra le componenti di front-office, back-office e/o la Componente Enti Terzi. 

Il finanziamento, di tipo forfettario (lump sum), è determinato in base alle caratteristiche delle componenti informatiche da adeguare, al cluster di popolazione di appartenenza dell’Ente (o dell’associazione di Comuni, calcolata sommando la popolazione aderente) e all’eventuale utilizzo della stessa piattaforma per la gestione delle pratiche SUAP. 

L’erogazione avverrà in un’unica soluzione, ma solo a seguito del completo perfezionamento e certificazione delle attività.

Digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE: Interventi finanziabili

Gli interventi finanziabili (dettagliati nell’allegato 2) sono definiti per rendere il sistema informatico conforme alle Specifiche Tecniche di interoperabilità SUE. 

Tali specifiche definiscono i requisiti tecnici necessari per operare all’interno del Sistema Informatico degli Sportelli Unici(SSU), in costruzione anche per i SUAP.

Per garantire un adeguamento graduale, il Dipartimento ha adottato un modello di coesistenza transitoria, ritenendo valide sia la versione corrente (N) che quella immediatamente precedente (N-1) delle Specifiche. 

Gli interventi si concentrano sulla realizzazione di funzionalità cruciali, spesso attraverso l’uso di API Rest, su tre componenti principali:

1. Front-Office SUE:

Riguarda l’interfaccia usata dal presentatore (cittadino o tecnico). Le funzionalità includono la sottomissione dell’istanza e della ricevuta al Back-office, la gestione della regolarizzazione/correzione SUE, la notifica delle conclusioni del procedimento e la funzionalità di compilazione delle istanze (web-form). È essenziale l’integrazione con il Catalogo SSU per la consultazione di metadati (procedimenti, moduli, sportello SUE) e l’integrazione con fonti dati autorevoli tramite PDND.

2. Back-Office SUE:

Riguarda la gestione interna del procedimento da parte dell’operatore SUE. Le funzioni finanziabili comprendono la realizzazione dei controlli formali e della verifica di procedibilità, l’integrazione con fonti dati autorevoli interne all’amministrazione e la gestione delle comunicazioni verso il front-office (come la sottomissione della richiesta di regolarizzazione) e verso gli Enti Terzi (per inoltro dell’istanza e ricezione degli esiti).

3. Componente Enti Terzi:

Questa componente è cruciale per la comunicazione standardizzata. Prevede funzioni per la ricezione dell’istanza dal back-office SUE, la gestione della richiesta e ricezione dell’istanza integrata, l’invio dell’esito dei controlli al back-office e l’integrazione con il catalogo SSU per la consultazione di metadati specifici. 

Modalità di partecipazione e scadenze

Il cronoprogramma è estremamente serrato. Le attività di adeguamento devono essere completate entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto di ammissione e finanziamento.

La procedura di candidatura è rigorosamente telematica:

Termine di presentazione: i soggetti attuatori devono presentare la formale richiesta online entro e non oltre le ore 23:59 del 09/12/2025.

Dove presentare la domanda: l’unica modalità accettata, a pena di irricevibilità, è l’invio tramite la Piattaforma PA digitale 2026, accedendo con identità digitale (SPID, CIE).

Documentazione: dopo la compilazione online, la domanda, che ha valore di autocertificazione, deve essere scaricata, firmata digitalmente dal legale rappresentante e ricaricata sulla Piattaforma. I Comuni associati devono allegare anche la dichiarazione di adesione alla piattaforma tecnologica.

Accettazione: dopo la notifica di ammissibilità, l’Ente ha  5 giorni lavorativi per inserire il CUP (Codice Unico di Progetto) nella Piattaforma per accettare il finanziamento.

Il processo si considera concluso solo con il superamento positivo del Black-Box Functionally Test (SBBT). 

Il soggetto attuatore deve prima aderire a PDND e richiedere l’accesso ai servizi SBBT, eseguire i test e, in caso di esito positivo, procedere alle verifiche di conformità per richiedere l’erogazione delle risorse, allegando il report SBBT e il certificato di regolare esecuzione del RUP.

Conformità ambientale: il principio DNSH

Un requisito imprescindibile del PNRR è il rispetto del principio DNSH (Do no significant harm), ovvero non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali.

Le verifiche DNSH si applicano a questo sub-investimento e tutte le istruzioni operative per la verifica dei requisiti ambientali dei fornitori ICT sono contenute nell’Allegato 4.

È categoricamente escluso il finanziamento di attività non conformi alla normativa ambientale dell’UE e nazionale, come quelle connesse ai combustibili fossili, discariche o inceneritori.

UrbisMap: il partner ideale per l’adeguamento delle piattaforme SUE

Per i Comuni e le Associazioni che cercano un partner solido in grado di garantire l’adeguamento delle piattaforme SUE secondo le stringenti specifiche tecniche AgID e di rispettare le tempistiche e la conformità normativa del PNRR, la scelta del fornitore è cruciale. 

UrbisMap si presenta come partner tecnologico in grado di fornire applicativi e software specifici che soddisfano  le richieste tecniche della Misura 2.2.3, assicurando l’esecuzione dei lavori entro le scadenze previste dal bando.

Uno dei servizi chiave offerti da UrbisMap, particolarmente rilevante nel contesto di questa Misura, è lo sviluppo di sistemi di interoperabilità per l’Ente.

Questi sistemi permettono al Geoportale e ai dati in esso contenuti di comunicare con altri software, piattaforme e i principali portali istituzionali (come SUAPE, SUAP e SUE). 

L’obiettivo principale di questa funzionalità è incrementare l’accessibilità al dato, semplificare i procedimenti e abbattere la burocrazia. 

Attivando l’interoperabilità con lo sportello regionale SUAPE, per esempio, UrbisMap consente ai Comuni di ricercare, consultare e scaricare le pratiche presenti sullo sportello regionale direttamente dal Geoportale, all’interno del quale vengono georeferenziate. 

Questo significa che l’Ente può visualizzare la localizzazione delle pratiche SUAPE sulla mappa del territorio comunale gestita tramite UrbisMap e di raccogliere tutta la documentazione edilizia, commerciale e urbanistica all’interno di un unico sistema.

Investire nell’interoperabilità SUAP/SUAPE tramite partner come UrbisMap non solo permette di rispettare gli obblighi imposti dalla Misura 2.2.3 del PNRR, ma contribuisce attivamente a costruire l’ecosistema digitale descritto nel Piano Triennale della PA, rendendo i servizi pubblici più accessibili, efficienti e trasparenti per cittadini e imprese.

Scegliendo UrbisMap come fornitore, le amministrazioni locali possono dunque affrontare con sicurezza, precisione e puntualità il percorso di digitalizzazione imposto dal PNRR, trasformando i loro sportelli unici in piattaforme pienamente interoperabili e conformi alle normative europee più recenti. 

Finestre di candidatura

L’Avviso presenta delle finestre di candidatura intermedie.

Pertanto, le amministrazioni che inviano una richiesta di finanziamento in una di queste finestre riceveranno l’esito anticipatamente, senza dover aspettare la chiusura dell’avviso alla scadenza. 

NB: La prima finestra di candidatura è aperta e va dal 24 novembre 2025 al 9 dicembre 2025. Se candidi adesso la tua PA, riceverai l’esito a partire dal 10 dicembre 2025.

Avviso per i Comuni singoli – II edizione: https://areariservata.padigitale2026.gov.it/Pa_digitale2026_dettagli_avviso?id=a01bU00000R7ITwQAN

Avviso per le Associazioni – II edizione: https://areariservata.padigitale2026.gov.it/Pa_digitale2026_dettagli_avviso?id=a01bU00000R8ECjQAN

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Zone climatiche Italia: mappa disponibile su UrbisMap

Il territorio italiano, data la sua conformazione geografica che si estende per una vasta porzione latitudinale e presenta significative variazioni altimetriche e geomorfologiche, manifesta condizioni climatiche molto diverse da nord a sud. 

Proprio per questo motivo, è stato necessario introdurre un sistema di classificazione che permettesse di quantificare e regolamentare il fabbisogno termico di ciascuna area, con lo scopo di ottimizzare i consumi, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare l’efficienza energetica.

La suddivisione del territorio in 6 zone climatiche (o ambiti territoriali) è cruciale per chi lavora nell’edilizia, nella progettazione di nuovi immobili, nella ristrutturazione di quelli esistenti e per tutti i cittadini che devono rispettare i limiti di esercizio degli impianti di riscaldamento.

Oggi, visualizzare e consultare la mappa delle zone climatiche è un’operazione resa semplice e integrata grazie a piattaforme come il Geoportale UrbisMap, pensato proprio per agevolare la consultazione di informazioni territoriali, normative e vincolistiche.

Cosa sono le zone climatiche e perché sono importanti

Le zone climatiche sono una classificazione introdotta dal Decreto del Presidente della Repubblica n.412 del 26 agosto 1993 (D.P.R. 412/1993).

Tale decreto regola la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici con l’obiettivo di contenere i consumi di energia.

Successivamente, il D.P.R. n.74 del 16 aprile 2013 ha integrato queste norme, stabilendo diversi periodi di attività per le 6 zone climatiche d’Italia.

Il criterio fondamentale utilizzato per questa suddivisione, che è indipendente dall’ubicazione geografica e tiene conto anche dell’altimetria, è la misurazione dei Gradi Giorno (GG).

Le zone climatiche sono fondamentali anche In fase di progettazione edilizia, durante il quale è necessario tenere conto di numerosi fattori climatici e  ambientali, al fine di costruire immobili in linea con le normative climatiche vigenti ed efficienti dal punto di vista del consumo energetico e della sostenibilità. 

Un fattore particolarmente importante di cui tener conto è proprio il numero di gradi giorno di una determinata località, dai quali dipenderanno il fabbisogno energetico per il riscaldamento e i requisiti prestazionali per l’isolamento termico.

Gradi Giorno (GG): il parametro chiave

I Gradi Giorno (GG) rappresentano la sommatoria, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura interna convenzionalmente fissata a 20°C e la temperatura media esterna giornaliera.

Più alto è il valore dei Gradi Giorno in un comune, più rigido è il clima in quel territorio e maggiore sarà il fabbisogno di riscaldamento necessario per mantenere il comfort interno. 

Ad esempio, se la temperatura effettiva di una città è spesso inferiore ai 20°C, i Gradi Giorno di quel comune saranno sicuramente elevati.

Questo indicatore è fondamentale per la progettazione edilizia, infatti, in fase di realizzazione o ristrutturazione, i Gradi Giorno di una specifica località influenzeranno direttamente:

1. Il fabbisogno energetico per il riscaldamento. 

2. I requisiti prestazionali per l’isolamento termico.

3. La redazione delle relazioni termiche da parte dei tecnici.

Le 6 zone climatiche d’Italia: caratteristiche e limiti di esercizio

Le zone climatiche sono nominate utilizzando le lettere dell’alfabeto dalla A (clima più caldo) alla F (clima più rigido).

Il D.P.R. 412/1993 stabilisce per ciascuna zona specifici limiti massimi relativi al periodo annuale di esercizio e alla durata giornaliera di attivazione degli impianti termici. 

La durata di attivazione degli impianti, ad eccezione della zona F, deve essere comunque compresa tra le ore 5:00 e le ore 23:00 di ciascun giorno. È consentito il frazionamento dell’orario giornaliero in più sezioni.

Ecco la classificazione dettagliata con i relativi gradi giorno e i limiti di esercizio ordinari:

Zona A (fino a 600 GG): è la zona con le temperature invernali generalmente più miti. L’accensione è prevista dal 1° dicembre al 15 marzo per un massimo di 6 ore giornaliere. 

Zona B (tra 601 e 900 GG): comprende alcune province della Sicilia e della Calabria. L’accensione è prevista dal 1° dicembre al 31 marzo per un massimo di 8 ore giornaliere. 

Zona C (tra 901 e 1400 GG): riguarda principalmente il sud Italia. L’accensione è consentita dal 15 novembre al 31 marzo per un massimo di 10 ore giornaliere. Fanno parte di questa zona province come Napoli, Bari, Cagliari, Taranto e Caserta.

Zona D (tra 1401 e 2100 GG): comprende soprattutto le aree costiere e non montuose del Centro Italia. La data di accensione è fissata al 1° novembre fino al 15 aprile per un massimo di 12 ore giornaliere. Fanno parte di questa zona, per esempio, Roma, Firenze, Ancona, Genova e Pescara.

Zona E (tra 2101 e 3000 GG): comprende le zone montuose del centro Italia e gran parte della Pianura Padana. Via ai riscaldamenti dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere. Rientrano in questa classificazione città come Milano, Torino, Bologna, Venezia, L’Aquila e Aosta. 

È importante notare che anche se Milano è in Zona E, un’ordinanza sindacale ha abbassato le ore giornaliere di accensione in città da 14 a 13.

Zona F (oltre 3000 GG): queste aree alpine e i comuni montani hanno il clima più rigido e, di conseguenza, non hanno alcuna limitazione né sul periodo annuale né sulle ore giornaliere di accensione del riscaldamento. Rientrano in questa zona, per esempio, Cuneo, Belluno e Trento.

La classificazione in zone climatiche è quindi utile soprattutto per stabilire la durata del periodo di riscaldamento, definito dall’art.4 del D.P.R. 74/2013 per ogni comune, che avrà una maggiore o una minore durata. 

È importante sapere però che, sebbene le regole siano definite a livello nazionale, i Sindaci dei singoli comuni possono comunque intervenire, ampliando o anticipando l’accensione e lo spegnimento in base a situazioni climatiche comprovate. Tuttavia, se il periodo viene allungato, la durata giornaliere di accensione non può superare la metà di quella consentita in via ordinaria.

Come consultare la mappa delle zone climatiche d’Italia su UrbisMap

Rispettare i criteri imposti dalle zone climatiche rappresenta già un primo passo per garantire una maggiore efficienza energetica degli edifici. 

Per i professionisti e i cittadini, disporre di uno strumento di consultazione rapido e integrato che fornisca la classificazione esatta (Zona e GG) del proprio comune o della zona di interesse, è essenziale per la pianificazione consapevole. 

UrbisMap ha pubblicato sul proprio Geoportale la mappa delle zone climatiche, accessibile a tutti in modo semplice, veloce e intuitivo.

Ecco i brevi passaggi da seguire per visualizzare e interrogare la mappa su UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Zone Climatiche” per visualizzare la mappa delle zone climatiche in sovrapposizione a quella di sfondo

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti 

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni territoriali, vincolistiche e normative relative a quel punto specifico. Sempre qui troverai indicata la zona climatica di appartenenza e i relativi Gradi Giorno (GG).

Attraverso la consultazione del Geoportale è dunque possibile conoscere in modo semplice e immediato la classificazione climatica di uno specifico territorio ( con i relativi GG), informazioni vitali per un tecnico che deve redigere le relazioni termiche per costruzioni o ristrutturazioni.

Allo stesso tempo, nella medesima piattaforma, ha accesso a piani urbanistici, dati catastali e altri layer informativi di tutta Italia. 

L’utilizzo di risorse integrate come quelle offerte da UrbisMap assicura l’accesso rapido a informazioni affidabili e fondamentali per rispettare la normativa vigente in materia di efficienza energetica e pianificazione edilizia.

Che aspetti? Consulta subito la mappa delle Zone Climatiche sul Geoportale UrbisMap!

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Geoportali e partecipazione pubblica: come coinvolgere il cittadino attraverso la consultazione dei piani urbanistici online

Negli ultimi anni il tema della partecipazione pubblica è diventato centrale nel modo in cui le Pubbliche Amministrazioni pianificano e comunicano il territorio.

I cittadini non vogliono più essere semplici spettatori delle scelte urbanistiche, ma desiderano capire, visualizzare e interagire con i piani che regolano lo spazio in cui vivono.

In questo contesto, Geoportali e partecipazione pubblica rappresentano un binomio strategico per costruire un rapporto più trasparente e collaborativo tra cittadini e amministrazioni.

Strumenti come UrbisMap stanno infatti cambiando il modo in cui le persone accedono, comprendono e utilizzano le informazioni sul territorio, trasformando dati tecnici complessi in mappe chiare, leggibili e accessibili a tutti.

Geoportali e partecipazione pubblica: comprendere il territorio come primo passo per partecipare 

La partecipazione non può esistere senza conoscenza. 

Per molti anni i documenti urbanistici, come piani regolatori, vincoli paesaggistici, piani di lottizzazione, sono rimasti “confinati” tra faldoni cartacei o file difficili da reperire e da interpretare.

Con i Geoportali questa barriera viene abbattuta e la mappa diventa un linguaggio universale.

Grazie al Geoportale UrbisMap, oggi i cittadini possono, per esempio:

  • esplorare il territorio visualizzando confini comunali, vincoli e destinazioni d’uso;
  • attivare e disattivare layer tematici, per comprendere sovrapposizioni tra piani e normative;
  • Consultare piani regolatori in formato georeferenziato;
  • verificare eventuali vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici;
  • visualizzare dati catastali in un’unica interfaccia;
  • verificare se un terreno è edificabile.

UrbisMap, in particolare, si distingue perché rende queste informazioni intuitive e integrate. Ogni layer è georeferenziato e consultabile in modo dinamico. 

In pratica il cittadino, senza passare attraverso l’ufficio tecnico, può esplorare in modo autonomo e intuitivo tutte le informazioni territoriali prima difficili da reperire e comprendere.

I principali benefici: trasparenza, fiducia e riduzione dei contenziosi

1. Trasparenza

La disponibilità di informazioni urbanistiche, catastali e vincolistiche in un’unica piattaforma rende immediatamente visibile il quadro territoriale.

Quando i cittadini possono accedere in autonomia alle informazioni che riguardano il proprio territorio, anche l’Ente appare più aperto e disponibile: questo è un grande passo verso una maggiore trasparenza nella gestione del territorio.

2. Fiducia

La fruibilità semplice del dato e la chiarezza nella provenienza (dati ufficiali di Comuni e Regioni) contribuiscono a costruire fiducia tra cittadini e istituzioni locali.

Nel momento in cui il cittadino può verificare autonomamente “Che regole valgono per il mio terreno” o “quale vincolo ricade sulla mia proprietà”, il rapporto con l’Ente arriva ad un livello più solido.

3. Riduzione dei contenziosi

Un accesso facilitato ai dati urbanistici significa anche ridurre il margine di errore, meno incomprensioni e meno richieste improvvise di documentazione supplementare.

Se un cittadino prima della richiesta di permesso edilizio può consultare su UrbisMap la destinazione urbanistica del terreno, vedere eventuali vincoli o norme applicabili, potrà orientarsi meglio, evitare sorprese e ridurre le possibilità di eventuali contenziosi o scontri con l’Ente.

UrbisMap come alleato per Enti e cittadini

Molti comuni, soprattutto quelli di piccole e medie dimensioni, si domandano se sia complesso o costoso implementare un geoportale. La risposta è no: UrbisMap è progettato per essere semplice, flessibile e accessibile a tutti gli Enti locali.

Per le Pubbliche Amministrazioni UrbisMap offre un sistema in cloud, immediatamente disponibile, senza necessità di installazione, per la pubblicazione di piani, norme, vincoli e servizi altamente personalizzabili a seconda delle esigenze specifiche dell’Ente.

Questo consente di rimuovere barriere tecnologiche e  di rendere il dato rapidamente accessibile.

Contemporaneamente, UrbisMap fornisce a tecnici e cittadini un’interfaccia intuitiva per consultare il territorio: in pochi clic è possibile ottenere report tutte le informazioni urbanistiche, scaricare report di destinazione urbanistica dettagliati e interrogare i piani. 

Questa combinazione permette a Comuni e Enti di tutte le dimensioni di creare un canale digitale unificatore efficace per la trasparenza e la partecipazione. 

Il Geoportale non è più, quindi, solo uno strumento per tecnici, ma diventa un luogo di conoscenza unico che semplifica e facilita la comunicazione pubblica: il cittadino consulta, si informa e l’Ente mette a disposizione il dato costruendo fiducia e semplificando il proprio operato.

Scegliere UrbisMap come strumento di consultazione significa promuovere una cultura della trasparenza, ridurre le distanze tra amministrazioni e cittadini e valorizzare il dato pubblico come bene comune. 

Che aspetti? Esplora subito le informazioni urbanistiche del tuo territorio, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Progetto ANNCSU PNRR: proroga al 12 novembre per l’affidamento e le soluzioni di UrbisMap

Il progetto ANNCSU PNRR per i Comuni italiani entra nella sua fase decisiva.

Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha ufficialmente prorogato al 12 novembre 2025 il termine per scegliere e contrattualizzare l’azienda che seguirà il progetto ANNCSU (Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane).

Una notizia molto importante per tutti i Comuni italiani impegnati nella Misura 1.3.1 del PNRR, che offre più tempo per completare la procedura e garantire la piena conformità agli standard richiesti. 

Ma cosa cambia concretamente per gli Enti locali? E come può UrbisMap aiutare i Comuni a rispettare le scadenze senza stress operativi e burocratici?

Una proroga importante per i Comuni

Con la nuova proroga i Comuni hanno ottenuto un po’ di tempo prezioso in più per affidare il progetto e procedere con le attività di rilievo, validazione e integrazione dei dati.

Il tempo supplementare, però, sta ormai scadendo e non deve tradursi in un rinvio delle decisioni.

Come già approfondito nel nostro articolo, le proroghe sono pensate per facilitare i Comuni nella gestione del progetto, ma l’obiettivo finale rimane sempre invariato: digitalizzare e uniformare il dato territoriale su scala nazionale.

Cos’è ANNCSU e perché è così importante

L’Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane (ANNCSU) è la banca dati che contiene la corrispondenza tra gli indirizzi fisici e la loro rappresentazione georeferenziata. 

Si tratta di un elemento chiave per la gestione digitale del territorio e per l’interoperabilità tra banche dati pubbliche. 

Grazie al progetto ANNCSU PNRR, ogni numero civico viene associato a coordinate geografiche precise, garantendo un’informazione territoriale coerente, verificabile e condivisibile tra enti.

Questo consente non solo di migliorare la qualità del dato, ma anche di potenziare i servizi digitali rivolti ai cittadini, alle imprese e agli Enti pubblici.

Il servizio di UrbisMap per il progetto ANNCSU PNRR

Come vi raccontiamo anche in questo articolo, UrbisMap supporta i Comuni in ogni fase del progetto ANNCSU, offrendo una soluzione completa, semplice da gestire e perfettamente conforme ai requisiti PNRR.

Grazie alla piattaforma UrbisMap ogni amministrazione può visualizzare, aggiornare e validare i propri numeri civici direttamente su mappa, con strumenti intuitivi e integrazioni automatiche con la PDND.

Ecco cosa rende la soluzione di UrbisMap completa e affidabile:

1. Civici in mappa

Il servizio “Gestione Numeri Civici” di UrbisMap consente di visualizzare e gestire su mappa i numeri civici del territorio comunale, verificando la corretta localizzazione e l’associazione alle vie.

Questo strumento permette di identificare eventuali anomalie, duplicati o mancanze, semplificando la fase di validazione e aggiornamento del dato.

2. Integrazione automatica con la PDND

I numeri civici aggiornati su UrbisMap vengono sincronizzati automaticamente con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) nel pieno rispetto dei formati e dei protocolli tecnici richiesti dal progetto ANNCSU.

UrbisMap gestisce inoltre la normalizzazione del dato, la conversione dei formati e il processo di invio massivo, garantendo la sicurezza, la tracciabilità di ogni operazione e aggiornamento costante.

3. Conformità PNRR e supporto alla rendicontazione

UrbisMap garantisce la piena conformità ai requisiti PNRR, assicurando il rispetto degli standard tecnici, delle scadenze e delle modalità di consegna.

Ogni Comune riceve inoltre tutta la documentazione necessaria per la rendicontazione. Il risultato è un dossier completo e pronto per la rendicontazione, senza ulteriori adempimenti a carico dell’Ente.

4. Un servizio “chiavi in mano” 

Il modello operativo di UrbisMap è pensato per liberare Comuni e Enti da ogni complessità burocratica o tecnica.

Offre infatti  una gestione completa del progetto: dal rilievo fisico alla validazione del dato, fino alla consegna del dataset finale pronto per l’invio alla PDND.

Il Comune mantiene il pieno controllo sul processo e sulle tempistiche, ma può contare su un partner tecnico che si fa carico di ogni aspetto operativo, assicurando il completamento del progetto ANNCSU in modo rapido, preciso e conforme.

Dall’obbligo all’opportunità: il valore strategico del dato georeferenziato

La digitalizzazione dei numeri civici non è solo un adempimento PNRR, ma si tratta di una leva strategica per la gestione intelligente del territorio.

Un archivio digitale dei civici accurato e interoperabile consente di:

– Migliorare i sistemi GIS comunali e i piani urbanistici digitali

– Ottimizzare i servizi di emergenza e logistica

– Integrare i dati territoriali con piattaforme di smart city e open data

– Offrire servizi digitali più efficienti ai cittadini

In questo senso l’ANNCSU rappresenta un tassello fondamentale nel processo di trasformazione digitale dei Comuni italiani.

Una finestra temporale da sfruttare al meglio

La proroga, ormai in scadenza, al 12 novembre 2025, offre ai Comuni una finestra preziosa per agire evitando sovraccarichi operativi. 

Affidarsi fin da subito a un partner come UrbisMap significa trasformare l’obbligo normativo in un percorso semplice, trasparente e già conforme.

Con un’esperienza consolidata nella gestione di progetti PNRR, UrbisMap si conferma un partner tecnico e operativo strategico per i Comuni di ogni dimensione. Il nostro obiettivo è quello di accompagnare le amministrazioni verso la completa digitalizzazione del dato territoriale, garantendo precisione tecnica, integrazione e supporto costante, dalla progettazione alla rendicontazione finale.

Manca solo 1 giorno alla data di scadenza, il tuo comune non ha ancora affidato il progetto? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e definiremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione! 

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Bando digitalizzazione archivi comunali Sardegna: domande in scadenza 

È ormai agli sgoccioli il termine per la presentazione delle domande relative al Bando per la digitalizzazione e l’accessibilità dei dati degli archivi comunali promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna, un’iniziativa strategica, appunto,  per la digitalizzazione archivi comunali Sardegna e per la modernizzazione dei servizi pubblici locali.

La scadenza è fissata per le ore 16:00 del 12 novembre 2025, mancano quindi solo due giorni per presentare le istanze: un’occasione da non perdere per i Comuni sardi che intendono innovare i propri sistemi di gestione documentale e potenziare la trasparenza amministrativa.

Un intervento per la modernizzazione amministrativa

Il bando, finanziato con 10 milioni di euro complessivi, rientra nelle politiche regionali a sostegno della transizione digitale della Pubblica Amministrazione e mira a tre obiettivi fondamentali:

– Rafforzare la transizione digitale degli Enti locali

– Migliorare l’accessibilità ai dati degli archivi comunali

– Garantire maggiore trasparenza e tempestività nei procedimenti amministrativi.

Gli interventi ammissibili riguardano la digitalizzazione, il riordino e la valorizzazione dei fondi archivistici comunali, con particolare riferimento ai documenti relativi a:

  • pratiche edilizie e urbanistiche
  • atti amministrativi e deliberazioni
  • mappe e cartografie storiche
  • archivi delle terre civiche

L’iniziativa mira a favorire non solo la conservazione e la tutela di questi documenti, ma anche la loro messa a disposizione in formato digitale, accessibile e interoperabile, in linea con le più recenti direttive nazionali sulla gestione informatica dei documenti pubblici.

Chi può partecipare e le risorse disponibili 

Possono partecipare al bando tutti i Comuni della Sardegna, indipendentemente dalla dimensione demografica.

Ogni amministrazione dispone di:

  • una quota fissa di 15.000 euro, garantita a tutti i Comuni
  • una quota variabile, calcolata per metà in base alla popolazione residente e per metà in base al numero di pratiche SUAPE presentate 

Il contributo può essere utilizzato per attività di riordino, digitalizzazione, metadatazione, acquisizione di software gestionali, nonché per l’integrazione dei sistemi documentali esistenti. 

Le risorse verranno assegnate fino all’esaurimento dei fondi e le domande verranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione. La tempestività, dunque, in questo caso è fondamentale.

Le scadenze: ultimi due giorni per poter partecipare

Il caricamento delle istanze è stato aperto il 22 ottobre e resterà attivo fino alle ore 16:00 del 12 novembre 2025.

Le domande vanno presentate esclusivamente per via telematica attraverso la piattaforma SUS – Sportello Unico dei Servizi della Regione Sardegna. Oltre la data sopra citata il sistema non accetterà ulteriori candidature. 

Ogni domanda deve essere corredata dalla documentazione prevista:

– istanza di partecipazione compilata

– disciplinare di adesione (Allegato C) firmato digitalmente

– dichiarazione di impegno a completare il progetto entro 12 mesi dalla concessione del contributo

– autorizzazione preventiva della Soprintendenza Archivistica della Sardegna, trattandosi di beni culturali tutelati dal D.Lgs. 42/2004. 

Un’opportunità per innovare la gestione degli archivi comunali

Oltre all’aspetto economico, il bando rappresenta una vera occasione di modernizzazione per le amministrazioni locali.

L’attuale gestione documentale, spesso ancora legata a supporti cartacei, comporta tempi lunghi di consultazione, difficoltà di reperimento delle informazioni e rischi di deterioramento dei materiali.

Digitalizzare significa anche ripensare l’archivio come risorsa dinamica: uno strumento operativo per tecnici, amministratori, cittadini e professionisti.

Un archivio digitale strutturato correttamente e interoperabile consente:

  • consultazioni rapide e sicure
  • riduzione dei tempi di risposta alle istanze
  • migliore accessibilità per cittadini e imprese
  • valorizzazione del patrimonio documentale
  • semplificazione dei procedimenti edilizi e urbanistici

Digitalizzazione archivi comunali Sardegna: perché scegliere UrbisMap

Nel contesto del bando regionale, UrbisMap si propone come partner tecnico qualificato e soluzione innovativa per la digitalizzazione e la valorizzazione degli archivi comunali.

UrbisMap offre un servizio integrato, conforme alle linee guida archivistiche e perfettamente aderente ai requisiti del bando.

Conformità tecnica e archivistica

UrbisMap adotta un approccio metodologico che rispetta le normative nazionali in materia di beni archivistici e gestione documentale.

Ogni progetto viene sviluppato con:

-.la supervisione di archivisti professionisti qualificati

– processi di riordino fisico e digitale

– scansione ad alta risoluzione e metadatazione strutturata

– denominazioni e formati conformi agli standard del Ministero della Cultura.

Questo garantisce la massima qualità del risultato finale e la piena tracciabilità dei documenti.

Integrazione digitale e georeferenziazione

UrbisMap va oltre la semplice digitalizzazione. Oltre a rispettare gli standard normativi, UrbisMap offre servizi e funzionalità che massimizzano l’intervento regionale, potenziando l’efficienza operativa nel Comune.

Grazie al Geoportale i documenti possono essere georeferenziati, ovvero vengono collegati direttamente alle unità immobiliari o alle particelle catastali a cui si riferiscono.

Grazie alla georeferenziazione, invece,  viene creato un fascicolo digitale del fabbricato, che raggruppa la storia edilizia completa di un immobile o di un terreno. Questo riduce drasticamente i tempi di ricerca per gli uffici tecnici. 

In questo modo il comune ottiene un vero e proprio “geo archivio” comunale in cui pratiche edilizie, mappe e documenti sono consultabili in modo integrato e intuitivo.

Servizio di accesso agli atti online per PA e cittadini

Con il servizio di digitalizzazione ogni documento viene scansionato e schedato con cura, archiviato in cloud sicuri e georeferenziato su mappa.

Un grande punto di forza dei servizi di UrbisMap è l’attivazione di un sistema di accesso agli atti online dedicato sia alle PA che ai cittadini. 

Il risultato è un software che consente all’Ente di:

  • Visualizzare e consultare le pratiche digitalizzate;
  • Gestire le richieste inoltrate dai cittadini;
  • Ricerca avanzata per visualizzare direttamente i dati inviati dal richiedente. 
  • Visualizzare e modificare lo stato della richiesta in accettata, rifiutata, in elaborazione o archiviata. 

Contemporaneamente, e tramite lo stesso software, il cittadino ha la possibilità di:

  • Inviare la richiesta tramite il software, senza doversi recare fisicamente in Comune;
  • Geolocalizzarsi su mappa nel punto esatto per cui si vuole inoltrare la richiesta di accesso agli atti;
  • Verificare lo stato della propria richiesta.

Un uso intelligente dei fondi disponibili

La disponibilità di risorse regionali rappresenta un’occasione concreta per avviare un percorso di innovazione strutturale, senza gravare sui bilanci comunali. 

Investire su UrbisMap significa orientare il finanziamento verso una soluzione completa e duratura che genera valore nel tempo.

I principali benefici per il Comune includono:

– snellimento dei processi amministrativi

– riduzione dei tempi di risposta alle richieste di cittadini e professionisti

– maggiore efficienza interna, grazie a un archivio unico e centralizzato

– trasparenza e tracciabilità delle informazioni

– sicurezza dei dati e conservazione a norma

– valorizzazione del patrimonio documentale storico.

In più, l’adozione di strumenti digitali avanzati favorisce la partecipazione a futuri bandi e programmi di finanziamento europei, che sempre più spesso richiedono livelli di digitalizzazione già avviati.

Cosa fare adesso: ultimi passi prima della scadenza

Con la chiusura ormai imminente del bando, i Comuni che non hanno ancora completato l’iter devono agire rapidamente.

Ecco una breve checklist operativa per aiutarvi in questa fase:

1. Verificare l’iscrizione al portale SUS e l’abilitazione al caricamento della domanda.

2. Compilare l’istanza online, allegando la documentazione richiesta.

3. Firmare digitalmente l’Allegato C e la dichiarazione d’impegno.

4. Definire il progetto tecnico con UrbisMap, assicurando la conformità alle finalità e ai criteri del bando

5. Caricare la domanda entro le ore 16:00 del 12 novembre 2025.

Un ritardo, anche minimo, comporterebbe l’esclusione automatica dal finanziamento.

Oltre il bando: costruire un modello di gestione sostenibile 

Il bando regionale rappresenta il punto di partenza per un processo di rinnovamento più ampio. 

La digitalizzazione, se affrontata con una visione strategica, permette alle Pubbliche Amministrazioni di:

  • migliorare la qualità dei servizi pubblici
  • ridurre i costi di gestione e conservazione
  • potenziare la fruizione del patrimonio documentale
  • stimolare la collaborazione (e la trasparenza) tra Enti, professionisti e cittadini

UrbisMap si propone come strumento di lungo periodo, capace di accompagnare l’Ente non solo nella fase di realizzazione del progetto finanziato, ma anche nella gestione successiva, garantendo aggiornamenti, assistenza e scalabilità.

Ti ricordiamo che la scadenza è fissata per il 12 novembre 2025! Per informazioni, supporto alla candidatura o definizione del progetto di digitalizzazione con UrbisMap, contattaci utilizzando il form sottostante!

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