Archivio per categoria: Digitalizzazione

Strumenti per la produttività per architetti, ingegneri e geometri

Nel settore tecnico-professionale, il tempo è una variabile fondamentale. 

Professionisti come architetti, geometri e ingegneri lavorano in un contesto ricco di scadenze, normative in continuo aggiornamento e richieste progettuali complesse.

Che si tratti di progettazione edilizia, pratiche catastali, direzione dei lavori o valutazioni urbanistiche, ciascuna attività porta con sé la necessità di consultare dati territoriali ufficiali e aggiornati, spesso sparpagliati tra diversi portali o uffici. 

Per questo motivo, strumenti per la produttività digitali e avanzati, stanno diventando ormai indispensabili. In mezzo a questi strumenti spicca UrbisMap, una piattaforma digitale intelligente che consente di consultare tutte le informazioni urbanistiche e territoriali di tutta Italia, in modo integrato, semplice, veloce e intuitivo. In aggiunta, nella sua versione Premium, UrbisMap mette a disposizione una serie di strumenti avanzati pensati proprio per agevolare il lavoro di professionisti del settore urbanistico, edilizio, immobiliare e delle energie rinnovabili. Una grande rivoluzione per la produttività e l’ottimizzazione delle attività. 

Per ingegneri, geometri e architetti, attività come sopralluoghi, rilievi, misurazioni su terreni e fabbricati, e la costante ricerca di dati catastali, urbanistici e normativi, sono all’ordine del giorno. 

Spesso però, la ricerca e la consultazione di queste informazioni può richiedere molto tempo e fatica, da qui la necessità di strumenti che riducano gli attriti e semplifichino i processi.

Strumenti per la produttività nel settore tecnico: un concetto sempre più digitale

Tradizionalmente, l’accesso a dati urbanistici e vincolistici prevedeva:

– Ricerca manuale sui siti comunali o regionali.

– Consultazioni cartacee o presso gli uffici tecnici.

– Incrocio di dati da diverse fonti.

Queste attività, oltre a richiedere molto tempo, aumentano il rischio di errori o dimenticanze. In più, non tutti i dati sono sempre aggiornati o facilmente reperibili. In questo contesto, l’impiego di uno strumento centralizzato come UrbisMap, che consenta la visualizzazione integrata su mappa di tutte le informazioni necessarie, può cambiare radicalmente il modo di lavorare. 

Perché UrbisMap è uno strumento di produttività

UrbisMap, come già accennato poco sopra, è un Geoportale in cloud pensato per professionisti che operano nel settore edilizio e urbanistico e mette a disposizione una piattaforma integrata di consultazione, che consente di visualizzare:

  • Piani regolatori comunali
  • Destinazioni d’uso
  • Vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali
  • Mappe catastali con fogli e particelle
  • Ortofoto attuali e storiche in alta risoluzione
  • Strumenti attuativi e norme tecniche associate

Tutte le informazioni sono accessibili da un’unica interfaccia con funzionalità di ricerca avanzata, geolocalizzazione, esportazione dei dati attraverso report di destinazione urbanistica e condivisione dei risultati.

In aggiunta, UrbisMap Premium ha sviluppato degli strumenti avanzati pensati per semplificare e velocizzare molte attività legate al lavoro dei professionisti, consentendo di ottimizzare tempi e procedure, aumentando la qualità e la quantità di lavoro svolto in tempistiche più brevi.

Funzionalità chiave di UrbisMap Premium e come semplificano il lavoro

1. Ricerca catastale in tempo reale: UrbisMap Premium permette di effettuare ricerche catastali su tutto il territorio nazionale tramite dati censuari (sezione, foglio e particella).  Grazie all’integrazione con il WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate, la cartografia catastale può essere visualizzata in sovrapposizione alla mappa di sfondo con la possibilità di regolarne la trasparenza. Questo elimina le lunghe tempistiche della fase di ricerca di dati territoriali e catastali.

2. Strumento misura: questo strumento consente di misurare lunghezze e superfici con pochi clic direttamente su mappa. È possibile calcolare la distanza tra due punti, la lunghezza del perimetro di una particella catastale insieme alla sua area in metri quadrati, o  l’area e il raggio di una circonferenza. Questa funzionalità è estremamente utile per valutazioni preliminari di terreni, misurazioni di sicurezza o semplicemente per comprendere le dimensioni di un’area interessata in poco tempo e a distanza. 

3. Layout di stampa personalizzati: in pochi clic è possibile creare, salvare e scaricare layout di stampa personalizzati in formato DWG o PDF, contenenti estratti di mappa in scala di una specifica porzione di territorio con i piani urbanistici selezionati. Questo trasforma il processo di creazione di tavole di inquadramento territoriale, urbanistico e catastale in un’attività rapida e semplice.

4. Ortofoto satellitari attuali e storiche: UrbisMap Premium offre l’accesso esclusivo a ortofoto satellitari in alta risoluzione, attuali e storiche, di tutto il territorio nazionale. La disponibilità di dati sempre aggiornati è cruciale per la progettazione e la consultazione di dati appartenenti ad anni diversi per un confronto temporale accurato.

5. Funzionalità aggiuntive per un flusso di lavoro ottimale:

  • Slider WMS catasto: permette di regolare il livello di trasparenza del layer Catasto dell’AdE per adattarsi a tutte le esigenze.
  • Snapshot mappa: consente di esportare immagini georeferenziate di uno o più tematismi, che possono essere aperte e posizionate correttamente in altri sistemi GIS.
  • Segnalibri: questa estensione dello strumento misura permette di disegnare direttamente su mappa, salvare i disegni e personalizzarli con colori identificativi, titoli, note aggiuntive e stamparli. 

Un esempio pratico di utilizzo di UrbisMap Premium per semplificare il lavoro: verifica catastale e confronti storici

Prendiamo come esempio un professionista, come un geometra, che deve redigere una relazione tecnica per una sanatoria edilizia. Il cliente non possiede una documentazione aggiornata e la planimetria catastale è incongruente. 

Attraverso UrbisMap può:

– localizzare il fabbricato tramite il mappale

– confrontare l’attuale configurazione con ortofoto storiche presenti sul Geoportale

– visualizzare confini, sagome e variazioni nel tempo con precisione

– sovrapporre il WMS Catasto dell’AdE alle ortofoto e visualizzare le differenze con il catasto attuale

– condividere i dati raccolti con tutte le parti coinvolte 

UrbisMap diventa quindi, in questo caso, una banca dati visiva e storica affidabile che consente una verifica immediata delle trasformazioni del territorio.

Perché UrbisMap è la scelta smart ideale?

UrbisMap si allinea perfettamente con i principi chiave della produttività. 

Permettendo di eseguire misurazioni e consultazioni da remoto, riduce il tempo dedicato al lavoro manuale e ripetitivo, lasciando largo spazio per attività più strategiche e creative. 

Avere a disposizione uno strumento smart, veloce e affidabile come UrbisMap Premium consente di ottimizzare il flusso di lavoro, migliorare la qualità delle analisi e ridurre il margine di errore. 

Per professionisti come architetti, ingegneri e geometri, questo vuol dire aumentare la produttività, risparmiare tempo, risorse e offrire un servizio più efficiente e professionale ai propri clienti. 

Non aspettare: passa a UrbisMap Premium e ottimizza la tua attività a partire da oggi, ottenendo di più in meno tempo!

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Carta dei Principi: guida alla gestione dei Demani Pubblici

In Italia, il concetto di “demanio pubblico” riveste un’importanza fondamentale, rappresentando una delle componenti più significative del patrimonio pubblico. 

La gestione di questo vasto e diversificato patrimonio, che comprende tutti quei beni che per loro natura o destinazione appartengono allo Stato o ad altri Enti Pubblici e sono destinati a soddisfare interessi pubblici primari, è una sfida complessa, che richiede un approccio innovativo e partecipato. 

In questo contesto, l’introduzione della Carta dei Principi per i Demani Pubblici rappresenta un passo strategico verso una gestione più efficace, trasparente e sostenibile.

Cos’è la Carta dei Principi per i Demani Pubblici?

La Carta dei Principi per i Demani Pubblici è un documento fondamentale che si propone di raccogliere e sistematizzare i principi fondamentali che riguardano la gestione, la tutela e la valorizzazione dei beni demaniali. Non possiede un valore normativo vincolante, ma fornisce un quadro etico e culturale dal quale trarre orientamento per le politiche territoriali. 

L’esempio della Sardegna: adottata la Carta dei Principi per la gestione sostenibile dei Demani Forestali Regionali

Un importante passo avanti verso l’attuazione dei principi della Carta è stato fatto dalla Regione Sardegna, che il 9 giugno 2025, ha adottato ufficialmente la Carta dei Principi per i Demani Forestali Regionali, promossa da ANARF (Associazione Nazionale Attività Regionali Forestali) e condivisa con tutte le Regioni e le Province autonome italiane. 

La Carta rappresenta uno step strategico per il futuro delle foreste pubbliche regionali e nasce dalla profonda consapevolezza che i boschi non sono da considerare unicamente come risorse ecologiche, ma piuttosto come beni collettivi che custodiscono una ricchezza intrinseca fatta di biodiversità, paesaggi e cultura.

L’Assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha dichiarato che:

“Con l’adozione della Carta affermiamo il valore pubblico dei nostri boschi e rilanciamo una visione della foresta come spazio di comunità, di educazione ambientale, di tutela e di innovazione. È un impegno per il futuro e una responsabilità che ci prendiamo verso le prossime generazioni”. 

In Sardegna, dove il patrimonio forestale fa parte dell’identità dei territori, l’adozione della Carta rafforza il ruolo della Regione anche all’interno del panorama nazionale ed europeo, grazie all’azione dell’Agenzia Forestas all’interno della rete EUSTAFOR (European State Forest Association) e alla visibilità conquistata con la European State Forest Conference ospitata sull’isola nel 2018.

I 10  principi della Carta

L’obiettivo principale della Carta è quello di definire principi guida e attivare il dibattito e la condivisione su problematiche affrontate e risolte localmente dai singoli gestori forestali, generando così idee e strategie potenzialmente replicabili in contesti diversi.

I 10 principi della Carta delineano un modello di gestione pubblica forestale che si concentra sulla cura, la trasparenza e l’interesse collettivo. Questi principi includono:

Partecipazione: la Carta promuove una partecipazione ampia di tutti i portatori di interesse nella definizione delle priorità gestionali di ciascun complesso forestale a scala locale.

Pianificazione: è essenziale reimpostare la pianificazione forestale, superando l’inefficacia di documenti voluminosi e privi di strategia. Gli obiettivi devono essere partecipati e condivisi, contribuendo allo sviluppo socio economico, ambientale e culturale locale nel rispetto della sostenibilità.

Sperimentazione e innovazione: la Carta incoraggia l ‘individuazione e  la sperimentazione di strumenti pragmatici e operativi per adattarsi alle fasi critiche. 

Protezione: il documento evidenzia la necessità di progettare la biodiversità e il valore ambientale degli ecosistemi forestali attraverso scelte gestionali che minimizzano gli impatti e rendano le aree boschive più resilienti agli effetti della crisi climatica.

Collaborazione: la collaborazione tra Regioni, Province Autonome e altri soggetti pubblici e privati è fondamentale per sviluppare sinergie, contenere i costi, ottenere finanziamenti e condividere buone pratiche.

Monitoraggio e informazione: vi è un forte bisogno di conoscenze affidabili, chiare e utili per la gestione forestale. La disponibilità di dati e analisi sui risultati della gestione dei demani è preziosissima per la pianificazione, la formazione dei tecnici e la divulgazione. 

Comunicazione: è cruciale una comunicazione a larga scala sulle attività svolte nelle foreste demaniali regionali per far conoscere l’utilità della Gestione Forestale Sostenibile (GFS), promuovere i valori paesaggistici e ambientali e stimolare il coinvolgimento delle comunità.

La situazione attuale: criticità e opportunità

La gestione dei beni demaniali in Italia presenta numerose criticità:

  • Frammentazione normativa
  • Mancanza di trasparenza, molte informazioni non sono, infatti, facilmente accessibili
  • Sfruttamento commerciale eccessivo, alcuni beni pubblici sono utilizzati per scopi privati senza alcun ritorno per la collettività.
  • Scarsa partecipazione pubblica

Tuttavia, l’esempio della Sardegna dimostra che è possibile cambiare questa condizione, avviando pratiche di gestione innovative, inclusive e sostenibili.

Il ruolo di UrbisMap: uno strumento di supporto per la gestione dei demani pubblici

In questo scenario di modernizzazione e partecipazione, strumenti come UrbisMap si rivelano indispensabili. Uno degli ostacoli principali che ostacolano una gestione equa e partecipata è la mancanza di conoscenza. 

I dati catastali, urbanistici e ambientali sono spesso disorganizzati o difficili da consultare, il Geoportale UrbisMap, in questo senso, può invece rappresentare un ponte tra istituzioni e cittadini, fornendo un accesso semplice e immediato alle informazioni urbanistiche, ambientali e normative del territorio italiano. 

Le informazioni fornite sono affidabili e certificate, provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni e sempre aggiornate grazie al sistema in cloud.

L’utilità di UrbisMap nel contesto della gestione dei beni demaniali è multiforme:

Accesso ai dati territoriali: UrbisMap semplifica la consultazione di dati urbanistici, catastali e normativi. Cliccando sulla mappa, si ottengono informazioni territoriali dettagliate, inclusi piani urbanistici (PUC, PAI, PRG, PPR ecc) e relative informazioni vincolistiche e normative, con la possibilità di salvare e stampare un report di destinazione urbanistica riassuntivo. Questo aspetto è cruciale per la gestione di qualsiasi bene demaniale, permettendo una conoscenza immediata del suo contesto legale e urbanistico.

Ricognizione e mappatura degli usi civici: un servizio particolarmente rilevante offerto da UrbisMap ad Enti e Pubbliche Amministrazioni, è quello di ricognizione e mappatura degli usi civici.
Con usi civici ci riferiamo a diritti di godimento collettivo su terreni, pubblici o privati, con vincolo paesaggistico che ne impedisce l’edificazione e ne impone l’autorizzazione paesaggistica per qualsiasi costruzione. La loro ubicazione originaria è spesso definita su mappe catastali storiche che, nel tempo, sono state soggette a diverse modifiche.
UrbisMap aiuta le Amministrazioni a superare questa complessità attraverso il proprio servizio, che comprende fasi come la ricerca e acquisizione dei decreti di istituzione, la digitalizzazione e georeferenziazione delle mappe di impianto storiche, il confronto con la cartografia catastale attuale per individuare le corrispondenze e l’identificazione delle porzioni di particelle attualmente gravate da uso civico, distinguendole per categoria (pascolo, raccolta legna, caccia, ecc.).
Il risultato è una mappa completa, aggiornata e interattiva degli usi civici che viene pubblicata sul Geoportale, una relazione tecnico-descrittiva che fornisce un quadro trasparente e supporta una gestione più efficiente e consapevole del patrimonio civico.
Questo è particolarmente importante per la pianificazione del territorio e la valorizzazione delle risorse collettive, inclusi i demani forestali, dove gli usi civici possono essere prevalenti. 

Supporto al monitoraggio e alla trasparenza: in linea con il principio della Carta sulla necessità di monitorare e informare sui risultati della gestione forestale, UrbisMap fornisce una piattaforma per la pubblicazione di mappe georeferenziate e dati precisi, rendendo le informazioni accessibili a Enti, tecnici privati e cittadini. Questo favorisce la consapevolezza e la trasparenza, elementi chiave per una gestione partecipata e responsabile.

Come UrbisMap si collega alla Carta dei Principi

Con UrbisMap i principi della Carta trovano un’applicazione pratica, in particolare:

  • Accessibilità: UrbisMap permette a chiunque, tecnici, privati, cittadini e PA, di accedere alle informazioni territoriali a livello nazionale.
  • Trasparenza: i dati sono pubblici, consultabili e organizzati in modo chiaro e intuitivo, anche per chi non possiede competenze tecniche. Questo favorisce la partecipazione civica e il controllo trasparente delle trasformaz
  • Partecipazione: grazie al Geoportale, tutti possono monitorare i cambiamenti del territorio e accedere alle informazioni in autonomia
  • Pianificazione consapevole: amministratori e tecnici possono pianificare interventi tenendo conto di vincoli e situazioni territoriali aggiornate raccolte in un’unica piattaforma.

In questo modo la Carta dei Principi non rimane un documento teorico, ma diventa un vero e proprio strumento operativo, concretizzato anche grazie a strumenti come UrbisMap. 

In sintesi, la Carta dei Principi per i Demani Pubblici e l’adozione di strumenti come il Geoportale UrbisMap rappresentano un modello virtuoso per la gestione del patrimonio pubblico italiano.

Promuovendo aspetti come la partecipazione, la pianificazione strategica, l’innovazione, la collaborazione e la trasparenza, si mira a massimizzare il valore economico e sociale di questi beni, garantendone la cura e la valorizzazione per le generazioni future. 

L’integrazione di politiche mirate con l’efficienza di strumenti digitali sembra quindi la chiave per un futuro in cui il demanio sia veramente un bene comune, gestito in modo efficiente e al servizio dell’intera collettività.

Vuoi ricevere maggiori informazioni su come UrbisMap può aiutare il tuo Comune nella gestione dei Demani Pubblici? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Misura 1.3.1 PNRR: come integrare i numeri civici georeferenziati con UrbisMap

Con la pubblicazione del nuovo Avviso relativo alla Misura 1.3.1 del PNRR, l’Italia continua il proprio percorso verso una digitalizzazione sistemica delle informazioni territoriali attraverso il potenziamento della PDND. 

Uno degli obiettivi principali di questa Misura, come ti raccontiamo in questo articolo, è l’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane (ANNCSU) con i numeri civici georeferenziati.

Attualmente molti Comuni italiani, pur disponendo di un proprio stradario e dell’elenco dei numeri civici, non possiedono i dati geolocalizzati.

È all’interno di questo scenario che UrbisMap si propone come partner operativo per le Pubbliche Amministrazioni, offrendo un servizio completo di ricognizione, mappatura e georeferenziazione dei numeri civici, integrabile con ANNCSU attraverso le API della PDND.

Numeri civici georeferenziati: un patrimonio da valorizzare

La maggior parte dei Comuni italiani, possiede uno stradario comunale strutturato e un elenco ufficiale dei numeri civici, però spesso questi dati non sono associati a coordinate geografiche.

L’assenza di una georeferenziazione impedisce ed ostacola l’interoperabilità tra sistemi, rendendo più difficile l’erogazione dei servizi.

UrbisMap si propone di trasformare questi elenchi comunali in dataset geospaziali strutturati, pronti per essere conferiti all’ANNCSU in piena conformità con le indicazioni dell’Avviso della Misura 1.3.1 del PNRR.

Il servizio di UrbisMap: un processo multifase per la georeferenziazione dei numeri civici

Il servizio offerto da UrbisMap alla PA è concepito per individuare e posizionare i civici in mappa, in modo che questi siano geolocalizzati. 

Questo lavoro si articola in più step, che includono sia fasi di ricognizione che di integrazione software.

Ecco le fasi principali del servizio:

1. Ricognizione visiva: il primo step del processo consiste nella ricognizione visiva tramite strumenti informatizzati come Google Street View, che consente un posizionamento iniziale dei numeri civici sulla mappa, allineando i dati dello stradario comunale con la realtà territoriale e identificando eventuali discrepanze.

2. Ricognizione sul campo: dopo la ricognizione digitale segue la fase cruciale di ricognizione in loco. Questo avviene attraverso l’impiego di strumenti GPS da parte di un team specializzato che opera fisicamente sul territorio.

L’obiettivo è il posizionamento accurato di ogni numero civico e l’assegnazione di coordinate geografiche corrette a ogni punto.

Durante questa fase, il servizio prevede anche la segnalazione al Comune di eventuali criticità, come ad esempio:

  • Civici presenti fisicamente sul territorio ma non presenti nell’elenco comunale
  • Civici presenti nell’elenco comunale ma non riscontrabili fisicamente sul territorio.

3. Restituzione shapefile aggiornato: il risultato finale di queste fasi di ricognizione è uno shapefile di elementi puntuali (uno per ogni civico) aventi come informazioni il nome della via, il numero civico e le coordinate geografiche.

Oltre al supporto operativo nella fase di rilevamento e validazione, il servizio di UrbisMap prosegue con ulteriori passaggi cruciali per completare la georeferenziazione e l’integrazione con ANNCSU e PDND.

In particolare:

Analisi e validazione dati: vengono analizzati i dati esistenti nell’ANNCSU per il Comune, verificando la completezza, la coerenza e l’assenza di duplicati. L’obiettivo è quello di recuperare e validare i dati esistenti per comprendere le lacune. Successivamente i dati vengono normalizzati e convertiti nel formato conforme per l’invio tramite API.

Sviluppo del Client API PDND: il servizio include lo sviluppo di un modulo API client specifico per interfacciarsi con la PDND e supportando l’invio massivo dei dati georeferenziati, la loro validazione e il monitoraggio dello stato delle attività.

Integrazione con il gestionale comunale: UrbisMap offre supporto anche durante la fase di collegamento al database comunale. Questa integrazione permette:

  • Verifica dei dati prima dell’invio 
  • Visualizzazione degli esiti 
  • Archiviazione dei log API e dei documenti necessari per la rendicontazione PNRR

Perché scegliere UrbisMap?

UrbisMap si posiziona non solo come uno strumento tecnico, ma come un vero e proprio partner di trasformazione digitale per gli Enti Locali.

La scelta dei suoi servizi offre molteplici vantaggi strategici: 

1. Semplificazione e velocizzazione del processo di georeferenziazione 

2. Rispetto degli standard e delle tempistiche della Misura 1.3.1 del PNRR

3. Integrazione facilitata con la PDND e l’ANNCSU

4. Riduzione del margine di errore e miglioramento della qualità dei dati territoriali

5. Supporto tecnico e operativo continuo

Il servizio di UrbisMap offre quindi una soluzione completa per affrontare la sfida della georeferenziazione dei numeri civici, facilitando i Comuni nell’adempimento degli obiettivi PNRR attraverso un processo strutturato che va dalla ricognizione dei dati fino all’integrazione e al conferimento sicuro tramite la PDND.

In sintesi, grazie a UrbisMap i Comuni possono trasformare questo patrimonio di informazioni in una base strategica, interoperabile e costantemente aggiornata, che non solo risponde alla esigenze del PNRR, ma contribuisce alla digitalizzazione delle informazioni territoriali.

Vuoi ricevere maggiori informazioni su come UrbisMap può aiutare il tuo Comune a partecipare al Bando della Misura 1.3.1 del PNRR? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Salva Casa in Sardegna: nuove disposizioni urbanistiche con la L.R. 18/2025

Nuovo Salva Casa in Sardegna: la Regione compie un passo significativo verso la semplificazione e la chiarezza normativa in materia edilizia e urbanistica con l’approvazione del Disegno di Legge n.83/A da parte del Consiglio regionale, avvenuta il 12 giugno 2025.

Il testo (Legge Regionale n.18 17/06/2025) è stato successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna (BURAS) n.35 – Parte I e II del 19 giugno 2025, e quindi entrando ufficialmente in vigore nella medesima data.

Questo disegno di legge mira a recepire le disposizioni urgenti in materia di semplificazione urbanistica ed edilizia previste dal decreto-legge nazionale n.69/2024, comunemente noto come “Decreto Salva Casa” e introduce modifiche decisive volte a riordinare e coordinare la normativa regionale, con particolare attenzione alla Legge Regionale n.23/1985.

L’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha sottolineato che l’obiettivo prioritario è quello di garantire “chiarezza di interpretazione e certezza per cittadini, imprese e Comuni”, valorizzando le specificità territoriali dell’isola.

Una delle novità più importanti riguarda la disciplina delle lottizzazioni abusive, un tema che ha storicamente generato “forti contrasti, difficoltà interpretative” e incertezza all’interno del quadro normativo.

La nuova chiave di volta: il certificato di destinazione urbanistica (CDU)

Il Disegno di Legge n.83/A interviene sull’articolo che disciplina il riconoscimento delle lottizzazioni abusive. In particolare, l’Articolo 19 del nuovo disegno di legge, che va a sostituire l’Articolo 17 della Legge Regionale n.23 del 1985, introduce un comma fondamentale, che stabilisce:

“Il certificato di destinazione urbanistica relativo ad aree situate in zona urbanistica C, D, F o G di cui all’articolo 3 del decreto assessoriale n.2266/U del 1983 deve precisare l’esistenza o meno di uno strumento attuativo”. 

Per comprendere appieno l’importanza di questa disposizione, è utile definire le zone menzionate e il concetto di “strumento attuativo”:

Zona C: tipicamente aree di espansione residenziale

Zona D: aree destinate  a usi direzionali, commerciali, socio-sanitari, artigianali e industriali

Zona F: nel contesto del Decreto Assessoriale n.2266/U del 1983, la Zona E è associata a usi agricolo-zootecnici. La specifica menzione della “Zona F” nel nuovo comma si riferisce ad una delle zone omogenee previste dall’articolo 3 del D.A. n.2266/U del 1983, le cui specificità funzionali possono variare nei PUC comunali, ma che in generale rientrano nelle macro-categorie individuate dalla legge regionale.

Zona G: spesso dedicata ad attrezzature pubbliche o infrastrutture. 

Con “strumento attuativo” ci riferiamo invece a un piano urbanistico di dettaglio che traduce le indicazioni generali del Piano Urbanistico Comunale in regole specifiche per l’edificazione e l’urbanizzazione di determinate aree. La sua esistenza è cruciale perché senza di esso, in molte di queste zone, gli interventi edilizi sono limitati o non ammissibili.

Prevenire l’abusivismo e garantire certezze: l’obiettivo del nuovo Salva Casa in Sardegna

L’introduzione di questo specifico obbligo nel CDU ha l’obiettivo di informare i lettori e tutti gli attori coinvolti nel settore edilizio sull’esistenza o meno dello strumento attuativo per le aree situate nelle suddette zone.

Questo è fondamentale per contrastare il fenomeno delle lottizzazioni abusive, che si verificano quando vi è una trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici o delle leggi, oppure senza la dovuta autorizzazione.

Tali trasformazioni possono avvenire anche attraverso il frazionamento e la vendita di lotti che, per le loro caratteristiche, denunciano chiaramente una destinazione edificatoria non conforme. 

Casi storici, come quello delle quattro ville abusive a Porto Istana (Olbia), dove la costruzione senza autorizzazione ha portato a un lungo contenzioso legale, con ordinanze di sospensione e demolizione sin dal 1996, e successive acquisizioni al demanio comunale. Questo episodio ha evidenziato come le ambiguità normative e le difficoltà nell’ottenere i nulla osta necessari, anche in contesti di silenzio assenso, possano portare a situazioni di blocco e incertezza per decenni.

L’importanza di un CDU corretto e completo

La nuova disposizione mira a eliminare questa incertezza alla radice. 

Rendendo obbligatoria l’indicazione dello strumento attuativo nel CDU, infatti, si garantisce che acquirenti, professionisti e Pubbliche Amministrazioni abbiano immediatamente accesso a informazioni essenziali sulla legittimità degli interventi edificatori. 

Un CDU corretto è dunque  uno strumento indispensabile per ridurre il rischio di incorrere in errori dovuti a informazioni incomplete o non aggiornate. 

Senza questa informazione esplicita, è infatti altamente probabile che si proceda con operazioni immobiliari basate su un’interpretazione errata della reale destinazione urbanistica e delle effettive possibilità edificatorie di un’area. 

Questa novità comporta alcune implicazioni:

  • Responsabilità dei tecnici e dei Comuni: i tecnici incaricati della redazione dei CDU dovranno prestare un’attenzione maggiore nella verifica della pianificazione attuativa. Allo stesso tempo, i Comuni dovranno aggiornare le modalità di rilascio del certificato, includendo esplicitamente la nuova informazione obbligatoria.
  • Rischio di contenziosi o pratiche rigettate: in assenza di una corretta indicazione una richiesta edilizia o una sanatoria potrebbero essere rifiutate, oppure approvate in modo viziato, con il rischio di contenziosi futuri
  • Maggiore chiarezza per cittadini e professionisti: se da una parte il nuovo obbligo comporta un onere aggiuntivo, dall’altra favorisce una maggiore trasparenza e chiarezza sulla reale edificabilità del terreno.

UrbisMap: uno strumento al servizio della trasparenza e della semplificazione

Alla luce delle nuove disposizioni introdotte con il Salva Casa in Sardegna, diventa imprescindibile per tecnici, professionisti e amministrazioni dotarsi di strumenti affidabili, aggiornati e capaci di semplificare il processo di verifica urbanistica.

Dentro questo contesto, UrbisMap si conferma una risorsa altamente strategica, capace di trasformare la consultazione urbanistica in un processo veloce, preciso e trasparente.

UrbisMap offre diverse funzionalità che supportano direttamente tecnici e Comuni per le nuove disposizioni:

Redazione e gestione semplificata dei CDU: i tecnici comunali possono generare ed editare CDU precompilati in pochi minuti, integrandoli con informazioni aggiuntive grazie alla consultazione della normativa e gli articoli completi presenti nel report di destinazione urbanistica, snellendo notevolmente il processo.

Accesso integrato e aggiornato alle normative: il Geoportale permette di visualizzare e incrociare informazioni urbanistiche, ambientali, paesaggistiche e idrogeologiche a livello locale e sovraordinato. Questo riduce significativamente il rischio di omettere vincoli nel CDU.

Facilità di consultazione per i cittadini: i privati possono consultare in modo semplice i piani urbanistici, le norme e i dati catastali di immobili e terreni, verificando autonomamente la destinazione urbanistica di un’area prima di un acquisto. In più, possono scaricare un pratico report di destinazione urbanistica che raccoglie tutte le informazioni pertinenti, ponendoli in una posizione attiva e consapevole. 

Grazie alla sua interfaccia intuitiva e alla completezza dei dati, il Geoportale UrbisMap si configura come un alleato molto importante nella prevenzione dell’abusivismo e nella semplificazione amministrativa.

I vantaggi di utilizzare UrbisMap:

  • Visualizzare in tempo reale la classificazione urbanistica di un’area
  • Verificare la presenza di strumenti attuativi o piani approvati
  • Esportare dati utili per la redazione di CDU ma anche di relazioni tecniche
  • Ridurre i margini di errore nella compilazione e nella valutazione della documentazione edilizia.

In sintesi, l’entrata in vigore del Salva Casa in Sardegna rappresenta un cambiamento cruciale per il settore edilizio e UrbisMap si propone come uno strumento fondamentale per affrontare questa novità con precisione, rapidità e affidabilità.

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UrbisMap: webinar gratuito per la digitalizzazione della PA

Siamo felici di annunciare un importante webinar formativo e informativo dedicato a tutti i tecnici e funzionari della Pubblica Amministrazione che operano nei settori dell’urbanistica, della pianificazione territoriale, dell’edilizia, dell’ambiente, dei lavori pubblici, della gestione del territorio e dei servizi tecnici attraverso strumenti concreti mirati alla digitalizzazione della PA.

L’evento, organizzato e promosso da UrbisMap, è un’occasione unica per acquisire una formazione gratuita specialistica sull’utilizzo del software UrbisMap, con un focus particolare sugli strumenti e le funzionalità progettati per supportare le attività degli Enti pubblici.

L’obiettivo è quello di dotare i vostri uffici tecnici di strumenti digitali evoluti, completi e costantemente aggiornati, capaci di:

  • Semplificare le operazioni quotidiane 
  • Ottimizzare i flussi informativi
  • Migliorare l’efficienza nella gestione del territorio, della pianificazione urbanistica e delle pratiche edilizie
  • Approfondire le funzionalità dedicate alla digitalizzazione urbanistica 
  • Semplificare i processi tecnico-amministrativi della PA
  • Migliorare la trasparenza e l’accessibilità alle informazioni territoriali
  • Fornire supporto alla pianificazione integrata e alla gestione del territorio. 

L’evento sarà anche un’importante occasione di confronto per raccogliere suggerimenti basati sulle reali esigenze operative degli Enti. 

Quali saranno gli argomenti del webinar? 

Il webinar sarà strutturato in 3 parti principali, in modo da garantire una formazione completa e interattiva:

1. Presentazione del Geoportale UrbisMap (30 minuti circa):
Scoprirete cos’è UrbisMap, il suo funzionamento e quali strumenti specifici mette a disposizione per la Pubblica Amministrazione. Verrà illustrata la struttura del webgis www.urbismap.com con una panoramica dei principali moduli a supporto delle attività degli uffici tecnici.

2. UrbisMap per la Pubblica Amministrazione (30 minuti circa):
Descrizione dettagliata della suite di servizi dedicati alle PA, con approfondimenti su temi chiave come:

  • digitalizzazione di strumenti urbanistici, pratiche edilizie e regolamenti
  • consultazione avanzata dei dati territoriali
  • supporto ai procedimenti tecnici e amministrativi con funzionalità avanzate
  • semplificazione delle interazioni tra cittadini, tecnici e amministrazione

Verrà posta particolare attenzione all’utilizzo del software nel contesto della transizione digitale della PA e delle opportunità legate ai finanziamenti PNRR. 

3. Tutorial formativo (30 minuti circa):
Approfondimento sull’utilizzo specialistico del Geoportale, con spiegazioni e dimostrazioni pratiche delle funzionalità attive per la Pubblica Amministrazione, basate su casi d’uso reali nella gestione tecnica del territorio da parte degli Enti pubblici. 

UrbisMap per le PA: la soluzione per una gestione del territorio efficiente

UrbisMap, nella sua versione avanzata dedicata a Pubbliche Amministrazioni quali Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane, Province e Regioni, garantisce una significativa semplificazione della macchina burocratica e l’ottimizzazione dei processi che riguardano la gestione del territorio in ambiti come quello urbanistico, edilizio, tributario, produttivo, di controllo e salvaguardia ambientale. 

Ecco perché UrbisMap è la soluzione ideale per il tuo Ente:

Servizio in cloud: non richiede nessuna installazione sui server o computer dell’Ente, assicurando sempre l’ultima versione disponibile e l’aggiornamento costante dei dati.

Piani e norme sempre aggiornati: UrbisMap garantisce la pubblicazione e l’aggiornamento continuo di tutti i dati comunali sul Geoportale, con integrazione costante di quelli sovraordinati.

Utenze no limits: che il tuo sia un piccolo o grande Comune, la licenza è sempre legata all’Ente, senza limiti sul numero di utenti da abilitare.

Non solo Webgis: UrbisMap ha sviluppato servizi aggiuntivi fondamentali, dall’interoperabilità con altri software e piattaforme (come il SUAPE regionale e la PDND) alla digitalizzazione delle pratiche edilizie e dell’archivio cartaceo dell’Ente. 

Strumenti avanzati: il webgis include funzionalità per generare e modificare certificati e report di destinazione urbanistica, singoli o multipli, effettuare ricerche catastali tramite dati censuari o persona fisica/giuridica. Per i Comuni, UrbisMap offre anche il servizio di ricognizione degli usi civici e l’individuazione e calcolo, anche storico, delle aree edificabili o produttive per il settore tributi. 

Versione Premium: con la versione per le Pubbliche Amministrazioni, sono sempre inclusi tutti gli strumenti di UrbisMap Premium, come lo strumento misura avanzato, il WMS Catasto, il layout di stampa, le ortofoto ecc. 

È inoltre importante specificare che UrbisMap è  personalizzabile sulle esigenze dell’Ente e consente di offrire al cittadino uno strumento avanzato di consultazione per ottenere informazioni urbanistiche, normative e catastali in pochi click. 

Incontra i relatori del webinar

A guidare il webinar di martedì 15 luglio 2025, saranno due esperti qualificati, che condivideranno le loro competenze e saranno a tua completa disposizione per rispondere a domande o dubbi: 

  • Relatore n.1: Ing. Enrico Craboledda, Laurea Magistrale in Ingegneria Edile, con iscrizione all’Albo degli Ingegneri della Provincia di Cagliari e Amministratore di UrbisMap srl.
  • Relatore n.2: Arch. Ilaria Ghirlanda, Laurea Magistrale in Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali e collaboratrice di UrbisMap srl.

Dettagli dell’evento e modalità di iscrizione

L’evento si svolgerà in modalità telematica e totalmente gratuita.

Data: 15 luglio 2025

Orario: dalle 9:30 alle 11:00 

Durata: circa 90 minuti

Iscrizione: https://www.urbismap.it/formazione-urbismap/ 

Non perdere questa opportunità formativa gratuita per la tua amministrazione, iscriviti subito al webinar

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Misura 1.3.1 PNRR: nuovo Avviso per la georeferenziazione dei numeri civici

L’Italia, come sappiamo, è impegnata in un profondo percorso di trasformazione digitale, un processo accelerato e sostenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). 

Tra le diverse iniziative volte a modernizzare la PA, un ruolo cruciale è ricoperto dalla Misura 1.3.1  della Missione 1, Componente 1, dedicata alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND). 

Pochi giorni fa è stato pubblicato un nuovo e significativo Avviso che mette a disposizione nuovi fondi per l’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane (ANNCSU) e la georeferenziazione dei numeri civici, un’opportunità strategica per tutti i Comuni italiani.

In questo articolo esploriamo in dettaglio la Misura 1.3.1, il nuovo bando e come i Comuni possono cogliere questa occasione per rafforzare la propria infrastruttura digitale.

Il nuovo Avviso PNRR per la digitalizzazione dei numeri civici (ANNCSU)

Il 30 maggio 2025, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato un nuovo Avviso pubblico su PA DIgitale 2026, stanziando 56 milioni di euro per l’aggiornamento e la georeferenziazione dell’ Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane.

L’ANNCSU, nello specifico, è la banca dati istituita in Italia, tramite il D.L. 18 ottobre 2012, n.179, per raccogliere e standardizzare le informazioni relative alla toponomastica e ai numeri civici su tutto il territorio nazionale, ma, ad oggi, i dati caricati non presentano l’informazione della georeferenziazione, caratteristiche che per norma può essere inserita nella banca dati solo ed esclusivamente dal Comune stesso.

L’archivio è gestito dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate ed ha l’obiettivo di fornire un riferimento univoco e aggiornato sulla struttura viaria e sulla numerazione civica di tutti i Comuni italiani.

È dunque una base di dato di interesse nazionale ai sensi dell’art.60, comma 3-bis del CAD, e può rappresentare un punto di riferimento strategico per la Pubblica Amministrazione, le aziende e i professionisti che operano nei settori della logistica, delle telecomunicazioni e della pianificazione urbana.

Obiettivo e funzionamento dell’Avviso

Lo scopo principale di questo Avviso è proprio quello di garantire a tutti i Comuni italiani il conferimento dei dati georeferenziati relativi a tutti i numeri civici di propria competenza. 

Ad oggi, sono presenti nell’ANNCSU circa 28 milioni di numeri civici relativi a 7893 Comuni su 7896. La maggior parte di questi dati, però, non presenta l’informazione della georeferenziazione. 

Le amministrazioni potranno verificare e, se necessario, integrare l’attuale lista di strade e numeri civici già presenti dell’ANNCSU e, tramite la PDND, inviare la lista dei civici georeferenziati.

Modalità di partecipazione al Bando

I Comuni interessati potranno candidarsi sulla piattaforma Pa digitale 2026 fino al 15 settembre 2025, o comunque fino all’esaurimento delle risorse disponibili. 

L’importo del contributo è erogato in forma di lump sum e varia in base al numero dei civici da verificare. Gli importi sono suddivisi in sette fasce, definite sulla base di un range di numeri civici assegnati ad ogni fascia. L’associazione di ogni Comune ad una fascia è stata effettuata conteggiando i civici presenti in ANNCSU in data 25 gennaio 2025.

Ecco la tabella con gli importi finanziabili per fasce di Comuni:

Tabella ufficiale del documento “Allegato 2 – Definizione del Servizio e modalità di integrazione”

ANNCSU permette il conferimento dei dati da parte dei Comuni in due modalità:

attraverso un portale web tramite il quale un delegato del Comune può caricare l’elenco dei numeri civici

attraverso un insieme di API che permettono un’integrazione completa e automatica tra i sistemi software gestionali dei Comuni e le basi di dato centrali (quali ANNCSU) senza richiedere nessun ulteriore intervento umano.

Le attività in capo ai Comuni per il seguente avviso sono:

1. Verificare l’eventuale lista di strade e numeri civici già presenti in ANNCSU.

2. Validare l’intera lista dei numeri civici già presenti in ANNCSU ed eventualmente integrare per ogni civico la georeferenziazione, se assente oppure sbagliata. 

3. Sviluppare software client per consentire la comunicazione con il servizio di conferimento dati messa a disposizione da ANNCSU e integrare questo nel Gestionale territoriale del Comune.

4. Inviare l’intera lista dei numeri civici georeferenziati per il tramite della PDND richiamando le API pubblicate a livello centrale da ANNCSU effettuando le seguenti attività:

  • adesione (onboarding) alla PDND, se non ancora effettuata 
  • richiesta di fruizione del servizio di ANNCSU

5. Confermare e convalidare la lista inviata, tramite apposita funzionalità messa a disposizione da ANNCSU.

Tempistiche e scadenze 

Presentazione della domanda (prima finestra): 15 luglio 2025

Presentazione della domanda (chiusura avviso): 15 settembre 2025

Contrattualizzazione del fornitore: entro 60 giorni dalla data di notifica del decreto di finanziamento

Conferma e convalidazione della lista inviata: entro 60 giorni dalla data di contrattualizzazione del fornitore.

Termine massimo completamento di tutte le attività: 31 marzo 2026, come previsto dall’art.1, comma 1, del decreto del Capo del Dipartimento per la trasformazione digitale n. 39/2025-PNRR del 14 febbraio 2025.

UrbisMap: la soluzione per la georeferenziazione dei numeri civici

Per supportare i Comuni in questo complesso processo di digitalizzazione e georeferenziazione, è fondamentale adottare strumenti adeguati. Una soluzione come UrbisMap può rappresentare un partner ideale per gli Enti locali.

UrbisMap si propone infatti per affiancare i Comuni durante l’intero processo di aggiornamento dell’ ANNCSU, aiutando a:

– Validare e aggiornare i numeri civici presenti nell’ANNCSU

Georeferenziare i numeri civici in modo puntuale

Integrare i dati con la PDND tramite API, facilitando l’invio delle informazioni aggiornate all’ANNCSU.

Semplificare la gestione ordinaria e straordinaria dello stradario comunale, riducendo gli errori e migliorando l’efficienza operativa.

Garantire le conformità con gli obblighi di rendicontazione del PNRR, facilitando l’estrazione dei dati. 

Grazie a UrbisMap, quindi, i Comuni potranno partecipare attivamente al Bando, pubblicando la propria cartografia dei numeri civici georeferenziata sul webgis e, tramite lo sviluppo di apposite API, inviare tali dati alla PDND in modo costante, aggiornato e in tempo reale.

Adottare soluzioni come UrbisMap non è solo un modo per adempiere a un obbligo normativo e accedere ai finanziamenti del PNRR, ma si trasforma in una leva strategica per la Pubblica Amministrazione. 

In sintesi, UrbisMap consente di costruire un patrimonio informativo geospaziale condiviso, interoperabile ed efficiente, migliorando la capacità di risposta dell’amministrazione e potenziando i servizi al cittadino. 

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul nuovo Avviso della Misura e sul servizio di georeferenziazione dei numeri civici di UrbisMap per il tuo Comune? Contattaci subito utilizzando il form qui sotto!

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Ricognizione e mappatura usi civici: il servizio di UrbisMap per le PA 

La gestione del patrimonio civico rappresenta un tassello fondamentale nella pianificazione del territorio e nella valorizzazione delle risorse collettive.

Tuttavia, la complessità normativa e la mancanza di informazioni aggiornate, spesso ostacolano la corretta amministrazione degli usi civici da parte degli Enti locali. 

Per rispondere a questa esigenza UrbisMap offre un servizio completo e strutturato di ricognizione e mappatura degli usi civici, pensato appositamente per supportare le Amministrazioni nella gestione, nella tutela e nella valorizzazione di questi terreni.

Cosa sono gli usi civici? Perché sono importanti? 

Gli usi civici costituiscono un grande patrimonio per le collettività locali, sia dal punto di vista economico-sociale che per la salvaguardia ambientale.

Si tratta di diritti di godimento collettivo su terreni, sia pubblici che privati, che competono ai membri di una collettività. Questi diritti sono stati istituiti in Italia con il Regio Decreto e Legge n.1766 del 1927 e consentono alla collettività di esercitare attività come il pascolo, la raccolta della legna o la caccia. 

Gli usi civici sono per loro natura inalienabili, indivisibili, inusucapibili e imprescrittibili. Inoltre, sono tutelati per legge con un vincolo paesaggistico, il che significa che sui terreni in cui grava un uso civico non è possibile edificare e qualsiasi richiesta di costruzione su tali aree richiede sempre l’autorizzazione paesaggistica. 

Esistono due tipologie principali di usi civici:

  • Usi civici su terre private: in questo caso , il terreno può essere commerciabile, ma il diritto di uso civico persiste, limitando il dominio del proprietario. 
  • Usi civici su terre di dominio collettivo: questi sono beni collettivi che appartengono a specifiche comunità, non sono commerciabili e non possono essere soggetti ad un cambio di destinazione.

La gestione dei terreni ad uso civico, come accennato poco sopra, è talvolta complessa a causa dell’assenza di mappe aggiornate e dall’evoluzione delle pratiche catastali, che ha spesso frammentato o confuso la reale estensione di queste aree.

Ma, più che la gestione di queste aree, il problema principale per le PA risiede piuttosto nella loro reale e attuale ubicazione in relazione alle mappe di impianto catastali sulle quali vennero posizionati in origine tali vincoli. 

L’ubicazione originaria degli usi civici veniva, appunto, definita su mappe d’impianto catastali storiche che indicavano il foglio e il mappale specifici su cui gravava il vincolo. Però, nel corso del tempo, la gestione di questi terreni è venuta meno e le mappe di impianto hanno subito numerose modifiche a causa di frazionamenti, fusioni e altre alterazioni catastali. Di conseguenza, le amministrazioni hanno perso il controllo sulla reale ubicazione e dimensione di questi terreni.

La ricognizione e la mappatura degli usi civici diventa quindi essenziale per gli Enti locali per chiarire la situazione giuridica dei terreni, pianificare al meglio l’uso del territorio, valorizzare il patrimonio collettivo e prevenire o risolvere contenziosi legati all’uso di queste terre.

UrbisMap si inserisce proprio all’interno di questo contesto, offrendo ad Enti e Pubbliche Amministrazioni un servizio completo e integrato che mira a trasformare un tema complesso come quello degli usi civici, in un’opportunità per una migliore e maggiore gestione di tali risorse. 

Il servizio di UrbisMap: ricognizione e mappatura degli usi civici

Il servizio di ricognizione e mappatura degli usi civici, offerto da UrbisMap alle Pubbliche Amministrazioni, è suddiviso in diverse fasi chiave:

1. Ricerca e acquisizione dei decreti di istituzione: 

La prima fase prevede la ricerca e l’acquisizione delle fonti normative e amministrative, in particolare i decreti e le determinazioni regionali che hanno istituito o regolamentato i diritti di uso civico. Questo processo di studio delle fonti giuridiche è fondamentale per comprendere l’origine e la natura dei diritti di uso civico esistenti.

2. Ricerca, acquisizione e digitalizzazione dei mappali di impianto gravati da uso civico:

Un passaggio cruciale è quello di ricerca e acquisizione delle mappe di impianto comunali, che indicano l’ubicazione originaria delle terre gravate da uso civico. Queste mappe, spesso custodite presso archivi di stato o uffici catastali, non sempre sono facilmente reperibili. 

UrbisMap si occupa di questa operazione, che include anche la digitalizzazione e la georeferenziazione dei mappali all’interno del Geoportale

3. Acquisizione della mappa catastale attuale e intersezione con le mappe d’impianto:

Una volta digitalizzate le mappe storiche, il passo successivo è confrontarle con la cartografia catastale attuale. UrbisMap acquisisce quindi i dati catastali aggiornati e li importa nel Geoportale

Le mappe d’impianto georeferenziate vengono poi sovrapposte al catasto attuale, al fine di individuare le corrispondenze e le eventuali discrepanze.  Questa attività è particolarmente importante per attualizzare i dati storici relativi all’ubicazione e alla dimensione degli usi civici e ottenere una rappresentazione concreta e aggiornata dei terreni gravati da uso civico.

4.  Identificazione delle porzioni di particelle attuali, attualmente gravate da uso civico: 

Attraverso il processo di sovrapposizione e confronto tra le mappe storiche e il catasto attuale, il servizio fornisce l’individuazione puntuale delle terre ad uso civico. Il risultato è la restituzione di nuove mappe, complete e aggiornate, e nuovi elenchi delle attuali terre ad uso civico. 

5. Distinzione per tipologia di uso civico:

Una volta individuati i terreni ad uso civico, vengono distinti in base alla loro destinazione specifica, come il pascolo, la raccolta di legna o la caccia. Questa classificazione permette una gestione più semplice ed efficiente e facilita la comunicazione tra Comune e cittadini, chiarendo in modo inequivocabile quali sono gli usi consentiti su ciascun terreno.

Risultati e benefici del servizio di UrbisMap per le PA 

Il risultato del servizio di UrbisMap di ricognizione e mappatura degli usi civici è:

– La realizzazione di una mappa completa e aggiornata degli attuali terreni gravati da uso civico.

– La pubblicazione della mappa aggiornata sul Geoportale

– Una relazione tecnico-descrittiva che confronta i dati catastali attuali, quelli storici e quelli presenti nell’inventario prodotto dalla Regione di competenza.

– La consegna degli shapefile degli usi civici comunali all’Ente.

Questo materiale fornisce un quadro completo e trasparente della situazione degli usi civici sul territorio comunale, offrendo un supporto concreto e prezioso alle amministrazioni e portando numerosi benefici per l’intera comunità. 

Il servizio di UrbisMap risulta quindi essere particolarmente utile e importante per i Comuni, in quanto permette di superare la difficoltà di individuare la reale posizione degli usi civici rispetto al catasto attuale, fornendo informazioni ufficiali, affidabili e una visualizzazione chiara e immediata sulla mappa. 

La disponibilità di mappe georeferenziate e dati precisi favorisce una gestione più efficiente e consapevole del patrimonio civico, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione delle risorse collettive.

Inoltre, la pubblicazione dei dati aggiornati sul Geoportale UrbisMap, rende le informazioni accessibili non solo all’Ente, ma anche a tecnici privati e cittadini, favorendo una maggiore consapevolezza nella gestione delle proprietà e facilitando la verifica dell’esistenza di usi civici su un determinato terreno.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di ricognizione e mappatura degli usi civici di UrbisMap? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Misura 2.2.3 PNRR: digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione Europea nell’ambito dell’iniziativa Next Generation EU, rappresenta, come sappiamo, un’opportunità cruciale per modernizzare la Pubblica Amministrazione italiana.

Tra gli investimenti previsti, la Misura 2.2.3, denominata “Digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE”, gioca un ruolo fondamentale nel percorso di trasformazione digitale del Paese.

La Misura si concentra sulla digitalizzazione delle procedure amministrative relative agli sportelli unici per le attività produttive (SUAP), gli sportelli unici per l’edilizia (SUE) e agli sportelli unici per le attività produttive edilizie (SUAPE). 

La Misura 2.2.3 del PNRR

La Misura è un finanziamento destinato a Comuni, Unioni di Comuni ed Enti locali di tutto il territorio nazionale. Il suo obiettivo primario è quello di consentire a questi enti di adeguare e connettere le proprie componenti informatiche con le piattaforme SUAP e SUE, già attive per la propria regione.

Le domande di partecipazione sono state chiuse di recente e l’importo del finanziamento richiesto da ogni Ente è stato calcolato in base al cluster di appartenenza, determinato sulla base della popolazione di riferimento e delle componenti informatiche gestite dall’ente stesso. 

Obiettivo del progetto: interoperabilità e semplificazione

L’obiettivo centrale della Misura 2.2.3, come accennato poco sopra, è la realizzazione di un ecosistema digitale ed interoperabile per lo svolgimento delle procedure amministrative concernenti lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) e lo sportello unico per l’edilizia (SUE).

Questo processo si inserisce nel più ampio contesto della promozione dell’utilizzo di nuove tecnologie da parte delle Pubbliche Amministrazioni, anche attraverso la standardizzazione dei processi.

Gli Sportelli Unici (SUAP, SUE e SUAPE) rappresentano il punto di contatto cruciale per imprese, professionisti e cittadini con la Pubblica Amministrazione. Sono strumenti che semplificano e velocizzano l’interazione tra le parti coinvolte, centralizzando e digitalizzando le pratiche relative, rispettivamente, alle attività produttive e alla gestione delle pratiche edilizie per raggiungere una gestione semplificata e automatizzata. Nel tempo, tuttavia, questi sportelli non hanno funzionato pienamente. Le cause principali includono la disomogeneità dei punti di contatto con i cittadini e, soprattutto, la frammentazione dei soggetti pubblici che intervengono nelle procedure e la mancanza di interoperabilità nei processi interni, in particolare nei flussi di scambio con gli enti terzi.

Il progetto PNRR si propone di superare queste criticità e di raggiungere la completa interoperabilità tra i sistemi informatici delle diverse amministrazioni coinvolte. 

Questo è fondamentale per garantire una riduzione sostanziale dei tempi e offrire servizi più efficienti sia ai cittadini che alle imprese.

Comuni beneficiari: cosa si può fare con i fondi? 

I Comuni che hanno ottenuto il finanziamento hanno ora la possibilità di impegnare i fondi ricevuti, destinati esclusivamente all’adeguamento tecnologico delle piattaforme SUAP e SUE e realizzare gli interventi necessari a rendere le proprie piattaforme conformi alle nuove Specifiche Tecniche di interoperabilità.

I fondi possono essere investiti per:

– Adeguare il proprio sistema informatico per renderlo conforme alle specifiche tecniche.

– Aderire a un sistema fornito da un soggetto aggregatore.

– Utilizzare la piattaforma informatica nazionale

UrbisMap: un partner per l’interoperabilità SUAPE e SUAP

Per gli Enti che desiderano utilizzare efficacemente i fondi della Misura 2.2.3 per potenziare l’interoperabilità dei propri Sportelli Unici, è fondamentale avvalersi di soluzioni tecnologiche e competenze specialistiche in grado di rispondere alle nuove specifiche tecniche.

UrbisMap offre applicativi e software specifici che soddisfano i requisiti tecnici dettati dalla Misura. Uno dei servizi chiave offerti da UrbisMap, particolarmente rilevante nel contesto di questa Misura, è lo sviluppo di sistemi di interoperabilità per l’Ente.

Questi sistemi permettono al Geoportale e ai dati in esso contenuti di comunicare con altri software, piattaforme e i principali portali istituzionali (come SUAPE, SUAP e SUE). 

L’obiettivo principale di questa funzionalità è incrementare l’accessibilità al dato, semplificare i procedimenti e abbattere la burocrazia. 

Attivando l’interoperabilità con lo sportello regionale SUAPE, per esempio, UrbisMap consente ai Comuni di ricercare, consultare e scaricare le pratiche presenti sullo sportello regionale direttamente dal Geoportale, all’interno del quale vengono georeferenziate. 

Questo significa che l’Ente può visualizzare la localizzazione delle pratiche SUAPE sulla mappa del territorio comunale gestita tramite UrbisMap e di raccogliere tutta la documentazione edilizia, commerciale e urbanistica all’interno di un unico sistema.

Investire nell’interoperabilità SUAP/SUAPE tramite partner come UrbisMap non solo permette di rispettare gli obblighi imposti dalla Misura 2.2.3 del PNRR, ma contribuisce attivamente a costruire l’ecosistema digitale descritto nel Piano Triennale della PA, rendendo i servizi pubblici più accessibili, efficienti e trasparenti per cittadini e imprese.

In sintesi, UrbisMAp fornisce applicativi e software in grado di soddisfare le richieste e le specifiche tecniche dettate dalla Misura 2.2.3, garantendo l’esecuzione dei lavori entro i 270 giorni previsti dal bando. 

La digitalizzazione e l’interoperabilità dei SUAP, SUAPE e SUE non sono solo un adempimento normativo o un progetto tecnologico, ma un passo fondamentale verso una PA più vicina, efficiente e capace di sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio, offrendo servizi semplici, veloci e accessibili a tutti.

Vuoi impegnare i fondi della Misura 2.2.3 per la digitalizzazione degli sportelli unici con UrbisMap? Contattaci utilizzando il form qui sotto e decideremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Comune!

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Servizio digitalizzazione archivi comunali UrbisMap: soluzioni per PA

Negli ultimi anni la questione “digitalizzazione archivi comunali” è diventata una necessità sempre più urgente per gli Enti pubblici in Italia, strettamente legata agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione.

Oggi, molti Comuni si trovano ancora a dover gestire archivi cartacei ingombranti, spesso conservati in spazi non idonei e difficili da consultare.

In questo contesto UrbisMap si propone come partner strategico per aiutare le Pubbliche Amministrazioni nella digitalizzazione degli archivi cartacei e scansione delle pratiche edilizie, offrendo un servizio completo che parte dal riordino iniziale dell’archivio, fino alla creazione di fascicoli edilizi consultabili su mappa.

Perché digitalizzare gli archivi comunali?

Gli archivi comunali contengono decenni di documenti cartacei che rappresentano la memoria amministrativa e tecnica del territorio. Tuttavia, l’utilizzo esclusivo della carta comporta diverse criticità:

-Tempi lunghi di ricerca e consultazione

-Alto rischio di deterioramento, perdita o danneggiamento dei documenti

-Costi elevati per la gestione fisica e lo spazio di archiviazione

-Scarsa efficienza nei procedimenti amministrativi, come dimostrato dall’impatto del Superbonus 110%, che ha generato una grossa mole di richieste di accesso agli atti spesso ingestibili da parte degli uffici comunali.

Gli archivi cartacei, ad oggi, rappresentano quindi un ostacolo rilevante per l’efficienza degli uffici tecnici, rendendo la digitalizzazione una necessità.

Il servizio di digitalizzazione degli archivi di UrbisMap: una soluzione completa e flessibile

UrbisMap offre a Enti e Pubbliche Amministrazioni un servizio di digitalizzazione archivi comunali completo e personalizzabile in base alle proprie esigenze.

Il processo è suddiviso in diverse fasi operative, interamente gestite da personale specializzato, in conformità con le normative archivistiche e nel rispetto delle procedure autorizzative previste.

Vediamole insieme:

1. Sopralluogo tecnico e analisi dell’archivio

Il primo passo è organizzare un sopralluogo presso la sede dell’Ente, durante la quale viene valutato lo stato di conservazione del fondo archivistico, la quantità e la tipologia della documentazione presente. Questa fase è essenziale per definire un piano operativo su misura. 

2. Redazione del progetto e autorizzazione

A seguito del sopralluogo, l’archivista, figura fondamentale per tutto il processo di digitalizzazione della banca dati, prepara un progetto di riordino (obbligatorio per ogni Ente) e digitalizzazione dell’archivio che dovrà essere presentato e approvato dalla Soprintendenza Archivistica. 

Il progetto include:

– La schedatura di tutti i documenti presenti nell’archivio per conoscere ciò che è effettivamente contenuto all’interno delle pratiche

– Il riordino delle pratiche in base alla struttura originaria di produzione

– L’etichettatura dei faldoni con codici univoci, che verranno poi riportati nel file digitale dell’archivio.

L’autorizzazione della Soprintendenza è un passaggio necessario e molto importante, che garantisce la correttezza del processo e la tutela del patrimonio documentale.

3. Riordino e schedatura dell’archivio

Una volta approvato il progetto, l’archivio viene schedato e riordinato fisicamente. L’archivista cataloga i documenti e predispone l’archivio alla fase di scansione. Questo passaggio può essere effettuato presso la sede dell’Ente o direttamente presso quella di UrbisMap.

4. Scansione e digitalizzazione delle pratiche

Tutta la documentazione dell’archivio viene trasferita nella sede di UrbisMap e viene sottoposta alla fase di scansione in alta risoluzione, grazie all’utilizzo di dispositivi professionali che preservano ogni dettaglio del documento cartaceo.

Successivamente le pratiche vengono metadatate e archiviate digitalmente in cloud certificati, permettendo di riprodurre fedelmente in digitale tutte le informazioni che descrivono e contestualizzano ogni documento.

5. Restituzione della documentazione cartacea

Terminata la fase di scansione, tutta la documentazione cartacea originale viene restituita all’Ente di appartenenza, sempre con preliminare autorizzazione da parte della Soprintendenza Archivistica, e accompagnati dalla copia digitale completa.

6. Georeferenziazione sul Geoportale

Uno degli aspetti più innovativi del servizio di UrbisMap è l’integrazione dei documenti digitalizzati all’interno del Geoportale, attribuendo ad ogni pratica specifiche coordinate geografiche. 

7. Fascicolo del fabbricato

Grazie alla georeferenziazione su mappa delle pratiche edilizie, viene creato un fascicolo digitale del fabbricato. Questo permette di raggruppare tutte le pratiche edilizie relative al medesimo edificio e consente agli uffici tecnici del comune di accedere facilmente all’intera storia edilizia di un terreno o di un fabbricato direttamente dalla mappa e in pochi clic.

I vantaggi per la Pubblica Amministrazione

Scegliere di digitalizzare l’archivio con UrbisMap significa:

Ridurre i tempi di gestione delle richieste di accesso agli atti

Migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini

Abbattere i costi di conservazione e archiviazione cartacea

Facilitare il lavoro degli uffici tecnici, rendendo le informazioni accessibili in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo

– Avere il proprio archivio sempre ordinato

Semplificare le attività di pianificazione urbana grazie alla mappatura dei fascicoli edilizi.

In più, oltre alla digitalizzazione degli archivi, UrbisMap offre ad Enti e Pubbliche Amministrazioni pieno accesso al Geoportale e ai servizi in cloud creati per supportare le PA nella gestione del territorio e nel processo di trasformazione digitale, includendo la pubblicazione di tutti i dati territoriali, la redazione semplificata e velocizzata di CDU e altri strumenti avanzati per gli uffici tecnici.

Utilizzo dei fondi residui PNRR per la digitalizzazione degli archivi

La digitalizzazione degli archivi è un intervento che, pur richiedendo uno sforzo in termini di tempo e investimenti, ripaga immediatamente e quotidianamente il lavoro dell’amministrazione. 

Il PNRR ha sempre fortemente incentivato la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, attivando diverse Misure e destinando fondi mirati.

Come accennato in questo articolo, di recente, il Dipartimento per la trasformazione digitale ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale la nuova direttiva per la gestione di importi residui derivanti dal PNRR.

Secondo la direttiva, se un Comune ha ricevuto i fondi PNRR destinati alla digitalizzazione e ha delle eccedenze non spese, queste possono essere impiegate per avviare ulteriori servizi mirati al raggiungimento del medesimo scopo, come la digitalizzazione degli archivi. 

L’utilizzo dei fondi residui PNRR rappresenta un’opportunità concreta per consolidare e ampliare la trasformazione digitale. Destinare una parte di queste risorse ai servizi di UrbisMap non solo è in linea con le indicazioni del DTD, ma offre una via efficace per migliorare l’efficienza operativa, semplificare i processi amministrativi, garantire maggiore trasparenza e fornire servizi digitali più accessibili a cittadini e imprese.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di digitalizzazione archivi comunali di UrbisMap? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Omissione di vincoli nel CDU: soluzioni per PA e cittadini 

Cosa succede quando un vincolo esistente non viene per errore riportato nel Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU) rilasciato dal Comune?

Questo interrogativo, fonte di potenziali contenziosi e complicazioni, è stato recentemente affrontato dalla Corte di Cassazione.

La vicenda  riguarda un cittadino che ha acquistato un terreno ritenuto edificabile sulla base del CDU rilasciato dal Comune. In realtà, sull’area ricade un vincolo idrogeologico derivante dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), che non è stato  menzionato nel certificato. L’acquirente ha quindi agito in giudizio, accusando di essere stato indotto in errore e chiedendo il risarcimento per il danno patrimoniale subito.

Il Comune, da parte sua, si è difeso affermando che il vincolo derivava da un atto normativo esterno al piano di governo del territorio (PGT) e, di conseguenza, conoscibile.

La pronuncia della Corte di Cassazione

Con la sentenza n.6469 dell’ 11 marzo 2025, la Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti fondamentali riguardo la responsabilità del Comune in caso di omissioni del Certificato di Destinazione Urbanistica. 

Secondo questa pronuncia, l’omissione di uno o più vincoli all’interno del CDU non comporta automaticamente una responsabilità risarcitoria per l’amministrazione comunale.

La Corte ha stabilito che per configurare una responsabilità del Comune è necessario valutare se il vincolo omesso fosse “in ogni caso conoscibile” da parte del soggetto interessato. 

Questo significa che se un vincolo è presente negli strumenti urbanistici generali o in altri registri pubblici consultabili, e quindi potenzialmente conoscibile, il semplice fatto che non sia stato riportato nel CDU potrebbe non essere sufficiente a generare un diritto al risarcimento nei confronti del Comune.

Questa riaffermazione dei limiti delle responsabilità comunali, sottolinea un aspetto importante: la conoscibilità dei vincoli territoriali non dipende esclusivamente dal contenuto di un singolo documento come il CDU, ma anche dall’impegno nel consultare le fonti ufficiali e gli strumenti di pianificazione territoriale. 

Omissione di vincoli nel CDU, quali sono le implicazioni per Pubblica Amministrazione e cittadini?

Alla luce di questa importante pronuncia, emerge che l’attività istruttoria condotta dai tecnici non può assolutamente limitarsi alla mera consultazione del solo CDU. 

In particolare, emerge la necessità di:

Verificare gli atti urbanistici generali: consultare direttamente il piano regolatore generale (PRG) o il piano urbanistico comunale (PUC) e le relative norme tecniche di attuazione vigenti. Questi strumenti rappresentano la fonte primaria della destinazione urbanistica e dei vincoli comunali.

Verificare eventuali vincoli presenti negli strumenti sovraordinati: è fondamentale estendere la verifica a strumenti di pianificazione di livello regionale o nazionale, come, ad esempio, il Piano Assetto Idrogeologico (PAI), il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e altri strumenti che possono imporre vincoli idrogeologici, sismici, ambientali, paesaggistici o di altra natura che possono in qualche modo limitare l’utilizzo e la trasformabilità del terreno.

Valutare la data di efficacia degli strumenti urbanistici e dei vincoli: è fondamentale confrontare la data di efficacia degli strumenti urbanistici generali e di quelli sovraordinati con la data di emissione del CDU. Questo passaggio è molto importante perché le normative urbanistiche possono subire delle variazioni nel corso del tempo, e un vincolo istituito dopo l’emissione del CDU, ma efficace al momento del progetto, deve comunque essere preso in considerazione. Allo stesso modo, un vincolo esistente prima dell’emissione del CDU e ancora efficace, anche se omesso nel certificato, era potenzialmente conoscibile e consultabile negli strumenti vigenti a quella data.

Evidenziare le eventuali difformità o omissioni: tutte le discrepanze riscontrate tra il CDU e gli strumenti urbanistici e quelli sovraordinati controllati, devono essere esplicitamente evidenziate. Questo aspetto è essenziale per informare adeguatamente le persone interessate sui reali vincoli e possibilità edificatorie del terreno, prevenendo eventuali future contestazioni o problematiche.

L’esecuzione di queste verifiche supplementari richiede un accesso agevole e affidabile a strumenti urbanistici e dati territoriali. La difficoltà nell’accedere a informazioni complete e aggiornate, infatti, aumenta il rischio di commettere errori o omissioni.

UrbisMap: una soluzione per Pubbliche Amministrazioni e cittadini

In risposta a queste esigenze di accuratezza, trasparenza e accesso ai dati territoriali, strumenti come UrbisMap rappresentano dei grandi alleati. 

UrbisMap è un Geoportale in cloud pensato appositamente per supportare e semplificare il lavoro delle Pubbliche Amministrazioni (Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Province e Regioni), con l’obiettivo di ottimizzare la gestione del territorio sotto molteplici aspetti: urbanistico, edilizio, tributario, produttivo, di controllo e salvaguardia ambientale.

UrbisMap offre diverse funzionalità per la PA che incidono direttamente sulla qualità e completezza dei dati alla base dei CDU e di altre certificazioni. Grazie all’adozione di UrbisMap, i tecnici comunali possono:

  • Generare e gestire CDU: questa funzione permette all’ufficio tecnico di generare ed editare certificati di destinazione urbanistica (singolo o multipli) precompilati in pochi minuti. Inoltre, è possibile integrare il CDU con informazioni aggiuntive consultando normativa e articoli completi presenti nel report di destinazione urbanistica. Questo permette di snellire largamente il processo di creazione ed emissione.
  • Accedere a una visione integrata e aggiornata delle normative urbanistiche, ambientali, paesaggistiche e idrogeologiche.
  • Incrociare le informazioni locali con quelle provenienti da enti sovraordinati, come la Regione o l’Autorità di Bacino. Questo è uno dei punti di forza in relazione alla problematica dei vincoli omessi, che vengono inclusi nella banca dati territoriale consultabile su UrbisMap, riducendo il rischio che vengano trascurati durante la fase di redazione del CDU.

Inoltre, essendo un servizio interamente in cloud, UrbisMap non richiede installazioni sui server dell’Ente e garantisce l’aggiornamento costante dei dati, assicurando che la PA operi sempre con informazioni e strumenti aggiornati. 

L’insieme di queste funzionalità aiuta la Pubblica Amministrazione a creare e mantenere una base dati territoriale digitale completa, aggiornata e integrata, presupposto fondamentale per poter redigere CDU accurati e completi di tutti i vincoli. 

Come UrbisMap supporta i cittadini in caso di omissione di vincoli nel CDU

I benefici di UrbisMap non si limitano solo alla PA, ma si estendono anche ai cittadini. 

UrbisMap si pone infatti come strumento di consultazione online, attraverso il quale i cittadini possono autonomamente:

  • Consultare in modo semplice le informazioni urbanistiche e normative accedendo ai piani urbanistici, alle norme tecniche e ai dati catastali di immobili e terreni.
  • Visualizzare i vincoli territoriali (paesaggistico, idrogeologico, sismico, ecc) direttamente sulla mappa.
  • Verificare autonomamente la destinazione urbanistica di un’area prima di un acquisto.
  • Verificare le informazioni riportate nel CDU consultando la normativa relativa al punto cercato e scaricando il report di destinazione urbanistica per avere accesso alla normativa completa. 

Ipotizziamo, per esempio, che voglia acquistare un terreno per costruire un’abitazione e di aver richiesto e ricevuto un CDU presso l’ufficio tecnico comunale nel quale non viene segnalato nessun tipo di vincolo. Quello che puoi fare, per un ulteriore controllo ed essere sicuro del tuo investimento, è accedere a UrbisMap,  consultare tutta la normativa relativa al terreno e scaricare  il report di destinazione urbanistica per avere tutte le informazioni raccolte in un unico documento.

Grazie a questi strumenti, il cittadino è posto in una posizione attiva e consapevole, riducendo il rischio di incorrere in errori dovuti a informazioni incomplete o non aggiornate. Questo accesso diretto e facilitato alle informazioni territoriali, è inoltre in linea con quanto pronunciato dalla Corte di Cassazione.

In questo modo anche i cittadini hanno a loro disposizione uno strumento accurato per poter verificare autonomamente la presenza di vincoli che potrebbero non essere stati riportati nel CDU e la correttezza di tutte le informazioni, rendendo tali vincoli “conoscibili” anche al di fuori del certificato stesso.

In sintesi, soluzioni come UrbisMap, che offrono funzionalità di gestione e integrazione dati per le PA e un accesso facilitato e trasparente alle informazioni per il pubblico, si pongono come alleati strategici, contribuendo a ridurre il divario informativo e a minimizzare il rischio di problematiche derivanti da vincoli non rilevati, il tutto verso un’ottica di trasparenza e collaborazione tra PA e cittadini.

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