Archivio per categoria: Digitalizzazione

Misura 1.3.1 PNRR: come integrare i numeri civici georeferenziati con UrbisMap

Con la pubblicazione del nuovo Avviso relativo alla Misura 1.3.1 del PNRR, l’Italia continua il proprio percorso verso una digitalizzazione sistemica delle informazioni territoriali attraverso il potenziamento della PDND. 

Uno degli obiettivi principali di questa Misura, come ti raccontiamo in questo articolo, è l’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane (ANNCSU) con i numeri civici georeferenziati.

Attualmente molti Comuni italiani, pur disponendo di un proprio stradario e dell’elenco dei numeri civici, non possiedono i dati geolocalizzati.

È all’interno di questo scenario che UrbisMap si propone come partner operativo per le Pubbliche Amministrazioni, offrendo un servizio completo di ricognizione, mappatura e georeferenziazione dei numeri civici, integrabile con ANNCSU attraverso le API della PDND.

Numeri civici georeferenziati: un patrimonio da valorizzare

La maggior parte dei Comuni italiani, possiede uno stradario comunale strutturato e un elenco ufficiale dei numeri civici, però spesso questi dati non sono associati a coordinate geografiche.

L’assenza di una georeferenziazione impedisce ed ostacola l’interoperabilità tra sistemi, rendendo più difficile l’erogazione dei servizi.

UrbisMap si propone di trasformare questi elenchi comunali in dataset geospaziali strutturati, pronti per essere conferiti all’ANNCSU in piena conformità con le indicazioni dell’Avviso della Misura 1.3.1 del PNRR.

Il servizio di UrbisMap: un processo multifase per la georeferenziazione dei numeri civici

Il servizio offerto da UrbisMap alla PA è concepito per individuare e posizionare i civici in mappa, in modo che questi siano geolocalizzati. 

Questo lavoro si articola in più step, che includono sia fasi di ricognizione che di integrazione software.

Ecco le fasi principali del servizio:

1. Ricognizione visiva: il primo step del processo consiste nella ricognizione visiva tramite strumenti informatizzati come Google Street View, che consente un posizionamento iniziale dei numeri civici sulla mappa, allineando i dati dello stradario comunale con la realtà territoriale e identificando eventuali discrepanze.

2. Ricognizione sul campo: dopo la ricognizione digitale segue la fase cruciale di ricognizione in loco. Questo avviene attraverso l’impiego di strumenti GPS da parte di un team specializzato che opera fisicamente sul territorio.

L’obiettivo è il posizionamento accurato di ogni numero civico e l’assegnazione di coordinate geografiche corrette a ogni punto.

Durante questa fase, il servizio prevede anche la segnalazione al Comune di eventuali criticità, come ad esempio:

  • Civici presenti fisicamente sul territorio ma non presenti nell’elenco comunale
  • Civici presenti nell’elenco comunale ma non riscontrabili fisicamente sul territorio.

3. Restituzione shapefile aggiornato: il risultato finale di queste fasi di ricognizione è uno shapefile di elementi puntuali (uno per ogni civico) aventi come informazioni il nome della via, il numero civico e le coordinate geografiche.

Oltre al supporto operativo nella fase di rilevamento e validazione, il servizio di UrbisMap prosegue con ulteriori passaggi cruciali per completare la georeferenziazione e l’integrazione con ANNCSU e PDND.

In particolare:

– Analisi e validazione dati: vengono analizzati i dati esistenti nell’ANNCSU per il Comune, verificando la completezza, la coerenza e l’assenza di duplicati. L’obiettivo è quello di recuperare e validare i dati esistenti per comprendere le lacune. Successivamente i dati vengono normalizzati e convertiti nel formato conforme per l’invio tramite API.

– Sviluppo del Client API PDND: il servizio include lo sviluppo di un modulo API client specifico per interfacciarsi con la PDND e supportando l’invio massivo dei dati georeferenziati, la loro validazione e il monitoraggio dello stato delle attività.

– Integrazione con il gestionale comunale: UrbisMap offre supporto anche durante la fase di collegamento al database comunale. Questa integrazione permette:

  • Verifica dei dati prima dell’invio 
  • Visualizzazione degli esiti 
  • Archiviazione dei log API e dei documenti necessari per la rendicontazione PNRR

Perché scegliere UrbisMap?

UrbisMap si posiziona non solo come uno strumento tecnico, ma come un vero e proprio partner di trasformazione digitale per gli Enti Locali.

La scelta dei suoi servizi offre molteplici vantaggi strategici: 

1. Semplificazione e velocizzazione del processo di georeferenziazione 

2. Rispetto degli standard e delle tempistiche della Misura 1.3.1 del PNRR

3. Integrazione facilitata con la PDND e l’ANNCSU

4. Riduzione del margine di errore e miglioramento della qualità dei dati territoriali

5. Supporto tecnico e operativo continuo

Il servizio di UrbisMap offre quindi una soluzione completa per affrontare la sfida della georeferenziazione dei numeri civici, facilitando i Comuni nell’adempimento degli obiettivi PNRR attraverso un processo strutturato che va dalla ricognizione dei dati fino all’integrazione e al conferimento sicuro tramite la PDND.

In sintesi, grazie a UrbisMap i Comuni possono trasformare questo patrimonio di informazioni in una base strategica, interoperabile e costantemente aggiornata, che non solo risponde alla esigenze del PNRR, ma contribuisce alla digitalizzazione delle informazioni territoriali.

Vuoi ricevere maggiori informazioni su come UrbisMap può aiutare il tuo Comune a partecipare al Bando della Misura 1.3.1 del PNRR? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Salva Casa in Sardegna: nuove disposizioni urbanistiche con la L.R. 18/2025

Nuovo Salva Casa in Sardegna: la Regione compie un passo significativo verso la semplificazione e la chiarezza normativa in materia edilizia e urbanistica con l’approvazione del Disegno di Legge n.83/A da parte del Consiglio regionale, avvenuta il 12 giugno 2025.

Il testo (Legge Regionale n.18 17/06/2025) è stato successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna (BURAS) n.35 – Parte I e II del 19 giugno 2025, e quindi entrando ufficialmente in vigore nella medesima data.

Questo disegno di legge mira a recepire le disposizioni urgenti in materia di semplificazione urbanistica ed edilizia previste dal decreto-legge nazionale n.69/2024, comunemente noto come “Decreto Salva Casa” e introduce modifiche decisive volte a riordinare e coordinare la normativa regionale, con particolare attenzione alla Legge Regionale n.23/1985.

L’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha sottolineato che l’obiettivo prioritario è quello di garantire “chiarezza di interpretazione e certezza per cittadini, imprese e Comuni”, valorizzando le specificità territoriali dell’isola.

Una delle novità più importanti riguarda la disciplina delle lottizzazioni abusive, un tema che ha storicamente generato “forti contrasti, difficoltà interpretative” e incertezza all’interno del quadro normativo.

La nuova chiave di volta: il certificato di destinazione urbanistica (CDU)

Il Disegno di Legge n.83/A interviene sull’articolo che disciplina il riconoscimento delle lottizzazioni abusive. In particolare, l’Articolo 19 del nuovo disegno di legge, che va a sostituire l’Articolo 17 della Legge Regionale n.23 del 1985, introduce un comma fondamentale, che stabilisce:

“Il certificato di destinazione urbanistica relativo ad aree situate in zona urbanistica C, D, F o G di cui all’articolo 3 del decreto assessoriale n.2266/U del 1983 deve precisare l’esistenza o meno di uno strumento attuativo”. 

Per comprendere appieno l’importanza di questa disposizione, è utile definire le zone menzionate e il concetto di “strumento attuativo”:

– Zona C: tipicamente aree di espansione residenziale

– Zona D: aree destinate  a usi direzionali, commerciali, socio-sanitari, artigianali e industriali

– Zona F: nel contesto del Decreto Assessoriale n.2266/U del 1983, la Zona E è associata a usi agricolo-zootecnici. La specifica menzione della “Zona F” nel nuovo comma si riferisce ad una delle zone omogenee previste dall’articolo 3 del D.A. n.2266/U del 1983, le cui specificità funzionali possono variare nei PUC comunali, ma che in generale rientrano nelle macro-categorie individuate dalla legge regionale.

– Zona G: spesso dedicata ad attrezzature pubbliche o infrastrutture. 

Con “strumento attuativo” ci riferiamo invece a un piano urbanistico di dettaglio che traduce le indicazioni generali del Piano Urbanistico Comunale in regole specifiche per l’edificazione e l’urbanizzazione di determinate aree. La sua esistenza è cruciale perché senza di esso, in molte di queste zone, gli interventi edilizi sono limitati o non ammissibili.

Prevenire l’abusivismo e garantire certezze: l’obiettivo del nuovo Salva Casa in Sardegna

L’introduzione di questo specifico obbligo nel CDU ha l’obiettivo di informare i lettori e tutti gli attori coinvolti nel settore edilizio sull’esistenza o meno dello strumento attuativo per le aree situate nelle suddette zone.

Questo è fondamentale per contrastare il fenomeno delle lottizzazioni abusive, che si verificano quando vi è una trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici o delle leggi, oppure senza la dovuta autorizzazione.

Tali trasformazioni possono avvenire anche attraverso il frazionamento e la vendita di lotti che, per le loro caratteristiche, denunciano chiaramente una destinazione edificatoria non conforme. 

Casi storici, come quello delle quattro ville abusive a Porto Istana (Olbia), dove la costruzione senza autorizzazione ha portato a un lungo contenzioso legale, con ordinanze di sospensione e demolizione sin dal 1996, e successive acquisizioni al demanio comunale. Questo episodio ha evidenziato come le ambiguità normative e le difficoltà nell’ottenere i nulla osta necessari, anche in contesti di silenzio assenso, possano portare a situazioni di blocco e incertezza per decenni.

L’importanza di un CDU corretto e completo

La nuova disposizione mira a eliminare questa incertezza alla radice. 

Rendendo obbligatoria l’indicazione dello strumento attuativo nel CDU, infatti, si garantisce che acquirenti, professionisti e Pubbliche Amministrazioni abbiano immediatamente accesso a informazioni essenziali sulla legittimità degli interventi edificatori. 

Un CDU corretto è dunque  uno strumento indispensabile per ridurre il rischio di incorrere in errori dovuti a informazioni incomplete o non aggiornate. 

Senza questa informazione esplicita, è infatti altamente probabile che si proceda con operazioni immobiliari basate su un’interpretazione errata della reale destinazione urbanistica e delle effettive possibilità edificatorie di un’area. 

Questa novità comporta alcune implicazioni:

  • Responsabilità dei tecnici e dei Comuni: i tecnici incaricati della redazione dei CDU dovranno prestare un’attenzione maggiore nella verifica della pianificazione attuativa. Allo stesso tempo, i Comuni dovranno aggiornare le modalità di rilascio del certificato, includendo esplicitamente la nuova informazione obbligatoria.
  • Rischio di contenziosi o pratiche rigettate: in assenza di una corretta indicazione una richiesta edilizia o una sanatoria potrebbero essere rifiutate, oppure approvate in modo viziato, con il rischio di contenziosi futuri
  • Maggiore chiarezza per cittadini e professionisti: se da una parte il nuovo obbligo comporta un onere aggiuntivo, dall’altra favorisce una maggiore trasparenza e chiarezza sulla reale edificabilità del terreno.

UrbisMap: uno strumento al servizio della trasparenza e della semplificazione

Alla luce delle nuove disposizioni introdotte con il Salva Casa in Sardegna, diventa imprescindibile per tecnici, professionisti e amministrazioni dotarsi di strumenti affidabili, aggiornati e capaci di semplificare il processo di verifica urbanistica.

Dentro questo contesto, UrbisMap si conferma una risorsa altamente strategica, capace di trasformare la consultazione urbanistica in un processo veloce, preciso e trasparente.

UrbisMap offre diverse funzionalità che supportano direttamente tecnici e Comuni per le nuove disposizioni:

– Redazione e gestione semplificata dei CDU: i tecnici comunali possono generare ed editare CDU precompilati in pochi minuti, integrandoli con informazioni aggiuntive grazie alla consultazione della normativa e gli articoli completi presenti nel report di destinazione urbanistica, snellendo notevolmente il processo.

– Accesso integrato e aggiornato alle normative: il Geoportale permette di visualizzare e incrociare informazioni urbanistiche, ambientali, paesaggistiche e idrogeologiche a livello locale e sovraordinato. Questo riduce significativamente il rischio di omettere vincoli nel CDU.

– Facilità di consultazione per i cittadini: i privati possono consultare in modo semplice i piani urbanistici, le norme e i dati catastali di immobili e terreni, verificando autonomamente la destinazione urbanistica di un’area prima di un acquisto. In più, possono scaricare un pratico report di destinazione urbanistica che raccoglie tutte le informazioni pertinenti, ponendoli in una posizione attiva e consapevole. 

Grazie alla sua interfaccia intuitiva e alla completezza dei dati, il Geoportale UrbisMap si configura come un alleato molto importante nella prevenzione dell’abusivismo e nella semplificazione amministrativa.

I vantaggi di utilizzare UrbisMap:

  • Visualizzare in tempo reale la classificazione urbanistica di un’area
  • Verificare la presenza di strumenti attuativi o piani approvati
  • Esportare dati utili per la redazione di CDU ma anche di relazioni tecniche
  • Ridurre i margini di errore nella compilazione e nella valutazione della documentazione edilizia.

In sintesi, l’entrata in vigore del Salva Casa in Sardegna rappresenta un cambiamento cruciale per il settore edilizio e UrbisMap si propone come uno strumento fondamentale per affrontare questa novità con precisione, rapidità e affidabilità.

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UrbisMap: webinar gratuito per la digitalizzazione della PA

Siamo felici di annunciare un importante webinar formativo e informativo dedicato a tutti i tecnici e funzionari della Pubblica Amministrazione che operano nei settori dell’urbanistica, della pianificazione territoriale, dell’edilizia, dell’ambiente, dei lavori pubblici, della gestione del territorio e dei servizi tecnici attraverso strumenti concreti mirati alla digitalizzazione della PA.

L’evento, organizzato e promosso da UrbisMap, è un’occasione unica per acquisire una formazione gratuita specialistica sull’utilizzo del software UrbisMap, con un focus particolare sugli strumenti e le funzionalità progettati per supportare le attività degli Enti pubblici.

L’obiettivo è quello di dotare i vostri uffici tecnici di strumenti digitali evoluti, completi e costantemente aggiornati, capaci di:

  • Semplificare le operazioni quotidiane 
  • Ottimizzare i flussi informativi
  • Migliorare l’efficienza nella gestione del territorio, della pianificazione urbanistica e delle pratiche edilizie
  • Approfondire le funzionalità dedicate alla digitalizzazione urbanistica 
  • Semplificare i processi tecnico-amministrativi della PA
  • Migliorare la trasparenza e l’accessibilità alle informazioni territoriali
  • Fornire supporto alla pianificazione integrata e alla gestione del territorio. 

L’evento sarà anche un’importante occasione di confronto per raccogliere suggerimenti basati sulle reali esigenze operative degli Enti. 

Quali saranno gli argomenti del webinar? 

Il webinar sarà strutturato in 3 parti principali, in modo da garantire una formazione completa e interattiva:

1. Presentazione del Geoportale UrbisMap (30 minuti circa):
Scoprirete cos’è UrbisMap, il suo funzionamento e quali strumenti specifici mette a disposizione per la Pubblica Amministrazione. Verrà illustrata la struttura del webgis www.urbismap.com con una panoramica dei principali moduli a supporto delle attività degli uffici tecnici.

2. UrbisMap per la Pubblica Amministrazione (30 minuti circa):
Descrizione dettagliata della suite di servizi dedicati alle PA, con approfondimenti su temi chiave come:

  • digitalizzazione di strumenti urbanistici, pratiche edilizie e regolamenti
  • consultazione avanzata dei dati territoriali
  • supporto ai procedimenti tecnici e amministrativi con funzionalità avanzate
  • semplificazione delle interazioni tra cittadini, tecnici e amministrazione

Verrà posta particolare attenzione all’utilizzo del software nel contesto della transizione digitale della PA e delle opportunità legate ai finanziamenti PNRR. 

3. Tutorial formativo (30 minuti circa):
Approfondimento sull’utilizzo specialistico del Geoportale, con spiegazioni e dimostrazioni pratiche delle funzionalità attive per la Pubblica Amministrazione, basate su casi d’uso reali nella gestione tecnica del territorio da parte degli Enti pubblici. 

UrbisMap per le PA: la soluzione per una gestione del territorio efficiente

UrbisMap, nella sua versione avanzata dedicata a Pubbliche Amministrazioni quali Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane, Province e Regioni, garantisce una significativa semplificazione della macchina burocratica e l’ottimizzazione dei processi che riguardano la gestione del territorio in ambiti come quello urbanistico, edilizio, tributario, produttivo, di controllo e salvaguardia ambientale. 

Ecco perché UrbisMap è la soluzione ideale per il tuo Ente:

– Servizio in cloud: non richiede nessuna installazione sui server o computer dell’Ente, assicurando sempre l’ultima versione disponibile e l’aggiornamento costante dei dati.

– Piani e norme sempre aggiornati: UrbisMap garantisce la pubblicazione e l’aggiornamento continuo di tutti i dati comunali sul Geoportale, con integrazione costante di quelli sovraordinati.

– Utenze no limits: che il tuo sia un piccolo o grande Comune, la licenza è sempre legata all’Ente, senza limiti sul numero di utenti da abilitare.

– Non solo Webgis: UrbisMap ha sviluppato servizi aggiuntivi fondamentali, dall’interoperabilità con altri software e piattaforme (come il SUAPE regionale e la PDND) alla digitalizzazione delle pratiche edilizie e dell’archivio cartaceo dell’Ente. 

– Strumenti avanzati: il webgis include funzionalità per generare e modificare certificati e report di destinazione urbanistica, singoli o multipli, effettuare ricerche catastali tramite dati censuari o persona fisica/giuridica. Per i Comuni, UrbisMap offre anche il servizio di ricognizione degli usi civici e l’individuazione e calcolo, anche storico, delle aree edificabili o produttive per il settore tributi. 

– Versione Premium: con la versione per le Pubbliche Amministrazioni, sono sempre inclusi tutti gli strumenti di UrbisMap Premium, come lo strumento misura avanzato, il WMS Catasto, il layout di stampa, le ortofoto ecc. 

È inoltre importante specificare che UrbisMap è  personalizzabile sulle esigenze dell’Ente e consente di offrire al cittadino uno strumento avanzato di consultazione per ottenere informazioni urbanistiche, normative e catastali in pochi click. 

Incontra i relatori del webinar

A guidare il webinar di martedì 15 luglio 2025, saranno due esperti qualificati, che condivideranno le loro competenze e saranno a tua completa disposizione per rispondere a domande o dubbi: 

  • Relatore n.1: Ing. Enrico Craboledda, Laurea Magistrale in Ingegneria Edile, con iscrizione all’Albo degli Ingegneri della Provincia di Cagliari e Amministratore di UrbisMap srl.
  • Relatore n.2: Arch. Ilaria Ghirlanda, Laurea Magistrale in Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali e collaboratrice di UrbisMap srl.

Dettagli dell’evento e modalità di iscrizione

L’evento si svolgerà in modalità telematica e totalmente gratuita.

Data: 15 luglio 2025

Orario: dalle 9:30 alle 11:00 

Durata: circa 90 minuti

Iscrizione: https://www.urbismap.it/formazione-urbismap/ 

Non perdere questa opportunità formativa gratuita per la tua amministrazione, iscriviti subito al webinar! 

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Misura 1.3.1 PNRR: nuovo Avviso per la georeferenziazione dei numeri civici

L’Italia, come sappiamo, è impegnata in un profondo percorso di trasformazione digitale, un processo accelerato e sostenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). 

Tra le diverse iniziative volte a modernizzare la PA, un ruolo cruciale è ricoperto dalla Misura 1.3.1  della Missione 1, Componente 1, dedicata alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND). 

Pochi giorni fa è stato pubblicato un nuovo e significativo Avviso che mette a disposizione nuovi fondi per l’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane (ANNCSU) e la georeferenziazione dei numeri civici, un’opportunità strategica per tutti i Comuni italiani.

In questo articolo esploriamo in dettaglio la Misura 1.3.1, il nuovo bando e come i Comuni possono cogliere questa occasione per rafforzare la propria infrastruttura digitale.

Il nuovo Avviso PNRR per la digitalizzazione dei numeri civici (ANNCSU)

Il 30 maggio 2025, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato un nuovo Avviso pubblico su PA DIgitale 2026, stanziando 56 milioni di euro per l’aggiornamento e la georeferenziazione dell’ Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane.

L’ANNCSU, nello specifico, è la banca dati istituita in Italia, tramite il D.L. 18 ottobre 2012, n.179, per raccogliere e standardizzare le informazioni relative alla toponomastica e ai numeri civici su tutto il territorio nazionale, ma, ad oggi, i dati caricati non presentano l’informazione della georeferenziazione, caratteristiche che per norma può essere inserita nella banca dati solo ed esclusivamente dal Comune stesso.

L’archivio è gestito dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate ed ha l’obiettivo di fornire un riferimento univoco e aggiornato sulla struttura viaria e sulla numerazione civica di tutti i Comuni italiani.

È dunque una base di dato di interesse nazionale ai sensi dell’art.60, comma 3-bis del CAD, e può rappresentare un punto di riferimento strategico per la Pubblica Amministrazione, le aziende e i professionisti che operano nei settori della logistica, delle telecomunicazioni e della pianificazione urbana.

Obiettivo e funzionamento dell’Avviso

Lo scopo principale di questo Avviso è proprio quello di garantire a tutti i Comuni italiani il conferimento dei dati georeferenziati relativi a tutti i numeri civici di propria competenza. 

Ad oggi, sono presenti nell’ANNCSU circa 28 milioni di numeri civici relativi a 7893 Comuni su 7896. La maggior parte di questi dati, però, non presenta l’informazione della georeferenziazione. 

Le amministrazioni potranno verificare e, se necessario, integrare l’attuale lista di strade e numeri civici già presenti dell’ANNCSU e, tramite la PDND, inviare la lista dei civici georeferenziati.

Modalità di partecipazione al Bando

I Comuni interessati potranno candidarsi sulla piattaforma Pa digitale 2026 fino al 15 settembre 2025, o comunque fino all’esaurimento delle risorse disponibili. 

L’importo del contributo è erogato in forma di lump sum e varia in base al numero dei civici da verificare. Gli importi sono suddivisi in sette fasce, definite sulla base di un range di numeri civici assegnati ad ogni fascia. L’associazione di ogni Comune ad una fascia è stata effettuata conteggiando i civici presenti in ANNCSU in data 25 gennaio 2025.

Ecco la tabella con gli importi finanziabili per fasce di Comuni:

Tabella ufficiale del documento “Allegato 2 – Definizione del Servizio e modalità di integrazione”

ANNCSU permette il conferimento dei dati da parte dei Comuni in due modalità:

–attraverso un portale web tramite il quale un delegato del Comune può caricare l’elenco dei numeri civici

–attraverso un insieme di API che permettono un’integrazione completa e automatica tra i sistemi software gestionali dei Comuni e le basi di dato centrali (quali ANNCSU) senza richiedere nessun ulteriore intervento umano.

Le attività in capo ai Comuni per il seguente avviso sono:

1. Verificare l’eventuale lista di strade e numeri civici già presenti in ANNCSU.

2. Validare l’intera lista dei numeri civici già presenti in ANNCSU ed eventualmente integrare per ogni civico la georeferenziazione, se assente oppure sbagliata. 

3. Sviluppare software client per consentire la comunicazione con il servizio di conferimento dati messa a disposizione da ANNCSU e integrare questo nel Gestionale territoriale del Comune.

4. Inviare l’intera lista dei numeri civici georeferenziati per il tramite della PDND richiamando le API pubblicate a livello centrale da ANNCSU effettuando le seguenti attività:

  • adesione (onboarding) alla PDND, se non ancora effettuata 
  • richiesta di fruizione del servizio di ANNCSU

5. Confermare e convalidare la lista inviata, tramite apposita funzionalità messa a disposizione da ANNCSU.

Tempistiche e scadenze 

Presentazione della domanda (prima finestra): 15 luglio 2025

Presentazione della domanda (chiusura avviso): 15 settembre 2025

Contrattualizzazione del fornitore: entro 60 giorni dalla data di notifica del decreto di finanziamento

Conferma e convalidazione della lista inviata: entro 60 giorni dalla data di contrattualizzazione del fornitore.

Termine massimo completamento di tutte le attività: 31 marzo 2026, come previsto dall’art.1, comma 1, del decreto del Capo del Dipartimento per la trasformazione digitale n. 39/2025-PNRR del 14 febbraio 2025.

UrbisMap: la soluzione per la georeferenziazione dei numeri civici

Per supportare i Comuni in questo complesso processo di digitalizzazione e georeferenziazione, è fondamentale adottare strumenti adeguati. Una soluzione come UrbisMap può rappresentare un partner ideale per gli Enti locali.

UrbisMap si propone infatti per affiancare i Comuni durante l’intero processo di aggiornamento dell’ ANNCSU, aiutando a:

– Validare e aggiornare i numeri civici presenti nell’ANNCSU

– Georeferenziare i numeri civici in modo puntuale

– Integrare i dati con la PDND tramite API, facilitando l’invio delle informazioni aggiornate all’ANNCSU.

– Semplificare la gestione ordinaria e straordinaria dello stradario comunale, riducendo gli errori e migliorando l’efficienza operativa.

– Garantire le conformità con gli obblighi di rendicontazione del PNRR, facilitando l’estrazione dei dati. 

Grazie a UrbisMap, quindi, i Comuni potranno partecipare attivamente al Bando, pubblicando la propria cartografia dei numeri civici georeferenziata sul webgis e, tramite lo sviluppo di apposite API, inviare tali dati alla PDND in modo costante, aggiornato e in tempo reale.

Adottare soluzioni come UrbisMap non è solo un modo per adempiere a un obbligo normativo e accedere ai finanziamenti del PNRR, ma si trasforma in una leva strategica per la Pubblica Amministrazione. 

In sintesi, UrbisMap consente di costruire un patrimonio informativo geospaziale condiviso, interoperabile ed efficiente, migliorando la capacità di risposta dell’amministrazione e potenziando i servizi al cittadino. 

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul nuovo Avviso della Misura e sul servizio di georeferenziazione dei numeri civici di UrbisMap per il tuo Comune? Contattaci subito utilizzando il form qui sotto!

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Ricognizione e mappatura usi civici: il servizio di UrbisMap per le PA 

La gestione del patrimonio civico rappresenta un tassello fondamentale nella pianificazione del territorio e nella valorizzazione delle risorse collettive.

Tuttavia, la complessità normativa e la mancanza di informazioni aggiornate, spesso ostacolano la corretta amministrazione degli usi civici da parte degli Enti locali. 

Per rispondere a questa esigenza UrbisMap offre un servizio completo e strutturato di ricognizione e mappatura degli usi civici, pensato appositamente per supportare le Amministrazioni nella gestione, nella tutela e nella valorizzazione di questi terreni.

Cosa sono gli usi civici? Perché sono importanti? 

Gli usi civici costituiscono un grande patrimonio per le collettività locali, sia dal punto di vista economico-sociale che per la salvaguardia ambientale.

Si tratta di diritti di godimento collettivo su terreni, sia pubblici che privati, che competono ai membri di una collettività. Questi diritti sono stati istituiti in Italia con il Regio Decreto e Legge n.1766 del 1927 e consentono alla collettività di esercitare attività come il pascolo, la raccolta della legna o la caccia. 

Gli usi civici sono per loro natura inalienabili, indivisibili, inusucapibili e imprescrittibili. Inoltre, sono tutelati per legge con un vincolo paesaggistico, il che significa che sui terreni in cui grava un uso civico non è possibile edificare e qualsiasi richiesta di costruzione su tali aree richiede sempre l’autorizzazione paesaggistica. 

Esistono due tipologie principali di usi civici:

  • Usi civici su terre private: in questo caso , il terreno può essere commerciabile, ma il diritto di uso civico persiste, limitando il dominio del proprietario. 
  • Usi civici su terre di dominio collettivo: questi sono beni collettivi che appartengono a specifiche comunità, non sono commerciabili e non possono essere soggetti ad un cambio di destinazione.

La gestione dei terreni ad uso civico, come accennato poco sopra, è talvolta complessa a causa dell’assenza di mappe aggiornate e dall’evoluzione delle pratiche catastali, che ha spesso frammentato o confuso la reale estensione di queste aree.

Ma, più che la gestione di queste aree, il problema principale per le PA risiede piuttosto nella loro reale e attuale ubicazione in relazione alle mappe di impianto catastali sulle quali vennero posizionati in origine tali vincoli. 

L’ubicazione originaria degli usi civici veniva, appunto, definita su mappe d’impianto catastali storiche che indicavano il foglio e il mappale specifici su cui gravava il vincolo. Però, nel corso del tempo, la gestione di questi terreni è venuta meno e le mappe di impianto hanno subito numerose modifiche a causa di frazionamenti, fusioni e altre alterazioni catastali. Di conseguenza, le amministrazioni hanno perso il controllo sulla reale ubicazione e dimensione di questi terreni.

La ricognizione e la mappatura degli usi civici diventa quindi essenziale per gli Enti locali per chiarire la situazione giuridica dei terreni, pianificare al meglio l’uso del territorio, valorizzare il patrimonio collettivo e prevenire o risolvere contenziosi legati all’uso di queste terre.

UrbisMap si inserisce proprio all’interno di questo contesto, offrendo ad Enti e Pubbliche Amministrazioni un servizio completo e integrato che mira a trasformare un tema complesso come quello degli usi civici, in un’opportunità per una migliore e maggiore gestione di tali risorse. 

Il servizio di UrbisMap: ricognizione e mappatura degli usi civici

Il servizio di ricognizione e mappatura degli usi civici, offerto da UrbisMap alle Pubbliche Amministrazioni, è suddiviso in diverse fasi chiave:

1. Ricerca e acquisizione dei decreti di istituzione: 

La prima fase prevede la ricerca e l’acquisizione delle fonti normative e amministrative, in particolare i decreti e le determinazioni regionali che hanno istituito o regolamentato i diritti di uso civico. Questo processo di studio delle fonti giuridiche è fondamentale per comprendere l’origine e la natura dei diritti di uso civico esistenti.

2. Ricerca, acquisizione e digitalizzazione dei mappali di impianto gravati da uso civico:

Un passaggio cruciale è quello di ricerca e acquisizione delle mappe di impianto comunali, che indicano l’ubicazione originaria delle terre gravate da uso civico. Queste mappe, spesso custodite presso archivi di stato o uffici catastali, non sempre sono facilmente reperibili. 

UrbisMap si occupa di questa operazione, che include anche la digitalizzazione e la georeferenziazione dei mappali all’interno del Geoportale. 

3. Acquisizione della mappa catastale attuale e intersezione con le mappe d’impianto:

Una volta digitalizzate le mappe storiche, il passo successivo è confrontarle con la cartografia catastale attuale. UrbisMap acquisisce quindi i dati catastali aggiornati e li importa nel Geoportale

Le mappe d’impianto georeferenziate vengono poi sovrapposte al catasto attuale, al fine di individuare le corrispondenze e le eventuali discrepanze.  Questa attività è particolarmente importante per attualizzare i dati storici relativi all’ubicazione e alla dimensione degli usi civici e ottenere una rappresentazione concreta e aggiornata dei terreni gravati da uso civico.

4.  Identificazione delle porzioni di particelle attuali, attualmente gravate da uso civico: 

Attraverso il processo di sovrapposizione e confronto tra le mappe storiche e il catasto attuale, il servizio fornisce l’individuazione puntuale delle terre ad uso civico. Il risultato è la restituzione di nuove mappe, complete e aggiornate, e nuovi elenchi delle attuali terre ad uso civico. 

5. Distinzione per tipologia di uso civico:

Una volta individuati i terreni ad uso civico, vengono distinti in base alla loro destinazione specifica, come il pascolo, la raccolta di legna o la caccia. Questa classificazione permette una gestione più semplice ed efficiente e facilita la comunicazione tra Comune e cittadini, chiarendo in modo inequivocabile quali sono gli usi consentiti su ciascun terreno.

Risultati e benefici del servizio di UrbisMap per le PA 

Il risultato del servizio di UrbisMap di ricognizione e mappatura degli usi civici è:

– La realizzazione di una mappa completa e aggiornata degli attuali terreni gravati da uso civico.

– La pubblicazione della mappa aggiornata sul Geoportale

– Una relazione tecnico-descrittiva che confronta i dati catastali attuali, quelli storici e quelli presenti nell’inventario prodotto dalla Regione di competenza.

– La consegna degli shapefile degli usi civici comunali all’Ente.

Questo materiale fornisce un quadro completo e trasparente della situazione degli usi civici sul territorio comunale, offrendo un supporto concreto e prezioso alle amministrazioni e portando numerosi benefici per l’intera comunità. 

Il servizio di UrbisMap risulta quindi essere particolarmente utile e importante per i Comuni, in quanto permette di superare la difficoltà di individuare la reale posizione degli usi civici rispetto al catasto attuale, fornendo informazioni ufficiali, affidabili e una visualizzazione chiara e immediata sulla mappa. 

La disponibilità di mappe georeferenziate e dati precisi favorisce una gestione più efficiente e consapevole del patrimonio civico, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione delle risorse collettive.

Inoltre, la pubblicazione dei dati aggiornati sul Geoportale UrbisMap, rende le informazioni accessibili non solo all’Ente, ma anche a tecnici privati e cittadini, favorendo una maggiore consapevolezza nella gestione delle proprietà e facilitando la verifica dell’esistenza di usi civici su un determinato terreno.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di ricognizione e mappatura degli usi civici di UrbisMap? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Misura 2.2.3 PNRR: digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione Europea nell’ambito dell’iniziativa Next Generation EU, rappresenta, come sappiamo, un’opportunità cruciale per modernizzare la Pubblica Amministrazione italiana.

Tra gli investimenti previsti, la Misura 2.2.3, denominata “Digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE”, gioca un ruolo fondamentale nel percorso di trasformazione digitale del Paese.

La Misura si concentra sulla digitalizzazione delle procedure amministrative relative agli sportelli unici per le attività produttive (SUAP), gli sportelli unici per l’edilizia (SUE) e agli sportelli unici per le attività produttive edilizie (SUAPE). 

La Misura 2.2.3 del PNRR

La Misura è un finanziamento destinato a Comuni, Unioni di Comuni ed Enti locali di tutto il territorio nazionale. Il suo obiettivo primario è quello di consentire a questi enti di adeguare e connettere le proprie componenti informatiche con le piattaforme SUAP e SUE, già attive per la propria regione.

Le domande di partecipazione sono state chiuse di recente e l’importo del finanziamento richiesto da ogni Ente è stato calcolato in base al cluster di appartenenza, determinato sulla base della popolazione di riferimento e delle componenti informatiche gestite dall’ente stesso. 

Obiettivo del progetto: interoperabilità e semplificazione

L’obiettivo centrale della Misura 2.2.3, come accennato poco sopra, è la realizzazione di un ecosistema digitale ed interoperabile per lo svolgimento delle procedure amministrative concernenti lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) e lo sportello unico per l’edilizia (SUE).

Questo processo si inserisce nel più ampio contesto della promozione dell’utilizzo di nuove tecnologie da parte delle Pubbliche Amministrazioni, anche attraverso la standardizzazione dei processi.

Gli Sportelli Unici (SUAP, SUE e SUAPE) rappresentano il punto di contatto cruciale per imprese, professionisti e cittadini con la Pubblica Amministrazione. Sono strumenti che semplificano e velocizzano l’interazione tra le parti coinvolte, centralizzando e digitalizzando le pratiche relative, rispettivamente, alle attività produttive e alla gestione delle pratiche edilizie per raggiungere una gestione semplificata e automatizzata. Nel tempo, tuttavia, questi sportelli non hanno funzionato pienamente. Le cause principali includono la disomogeneità dei punti di contatto con i cittadini e, soprattutto, la frammentazione dei soggetti pubblici che intervengono nelle procedure e la mancanza di interoperabilità nei processi interni, in particolare nei flussi di scambio con gli enti terzi.

Il progetto PNRR si propone di superare queste criticità e di raggiungere la completa interoperabilità tra i sistemi informatici delle diverse amministrazioni coinvolte. 

Questo è fondamentale per garantire una riduzione sostanziale dei tempi e offrire servizi più efficienti sia ai cittadini che alle imprese.

Comuni beneficiari: cosa si può fare con i fondi? 

I Comuni che hanno ottenuto il finanziamento hanno ora la possibilità di impegnare i fondi ricevuti, destinati esclusivamente all’adeguamento tecnologico delle piattaforme SUAP e SUE e realizzare gli interventi necessari a rendere le proprie piattaforme conformi alle nuove Specifiche Tecniche di interoperabilità.

I fondi possono essere investiti per:

– Adeguare il proprio sistema informatico per renderlo conforme alle specifiche tecniche.

– Aderire a un sistema fornito da un soggetto aggregatore.

– Utilizzare la piattaforma informatica nazionale

UrbisMap: un partner per l’interoperabilità SUAPE e SUAP

Per gli Enti che desiderano utilizzare efficacemente i fondi della Misura 2.2.3 per potenziare l’interoperabilità dei propri Sportelli Unici, è fondamentale avvalersi di soluzioni tecnologiche e competenze specialistiche in grado di rispondere alle nuove specifiche tecniche.

UrbisMap offre applicativi e software specifici che soddisfano i requisiti tecnici dettati dalla Misura. Uno dei servizi chiave offerti da UrbisMap, particolarmente rilevante nel contesto di questa Misura, è lo sviluppo di sistemi di interoperabilità per l’Ente.

Questi sistemi permettono al Geoportale e ai dati in esso contenuti di comunicare con altri software, piattaforme e i principali portali istituzionali (come SUAPE, SUAP e SUE). 

L’obiettivo principale di questa funzionalità è incrementare l’accessibilità al dato, semplificare i procedimenti e abbattere la burocrazia. 

Attivando l’interoperabilità con lo sportello regionale SUAPE, per esempio, UrbisMap consente ai Comuni di ricercare, consultare e scaricare le pratiche presenti sullo sportello regionale direttamente dal Geoportale, all’interno del quale vengono georeferenziate. 

Questo significa che l’Ente può visualizzare la localizzazione delle pratiche SUAPE sulla mappa del territorio comunale gestita tramite UrbisMap e di raccogliere tutta la documentazione edilizia, commerciale e urbanistica all’interno di un unico sistema.

Investire nell’interoperabilità SUAP/SUAPE tramite partner come UrbisMap non solo permette di rispettare gli obblighi imposti dalla Misura 2.2.3 del PNRR, ma contribuisce attivamente a costruire l’ecosistema digitale descritto nel Piano Triennale della PA, rendendo i servizi pubblici più accessibili, efficienti e trasparenti per cittadini e imprese.

In sintesi, UrbisMAp fornisce applicativi e software in grado di soddisfare le richieste e le specifiche tecniche dettate dalla Misura 2.2.3, garantendo l’esecuzione dei lavori entro i 270 giorni previsti dal bando. 

La digitalizzazione e l’interoperabilità dei SUAP, SUAPE e SUE non sono solo un adempimento normativo o un progetto tecnologico, ma un passo fondamentale verso una PA più vicina, efficiente e capace di sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio, offrendo servizi semplici, veloci e accessibili a tutti.

Vuoi impegnare i fondi della Misura 2.2.3 per la digitalizzazione degli sportelli unici con UrbisMap? Contattaci utilizzando il form qui sotto e decideremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Comune!

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Servizio digitalizzazione archivi comunali UrbisMap: soluzioni per PA

Negli ultimi anni la questione “digitalizzazione archivi comunali” è diventata una necessità sempre più urgente per gli Enti pubblici in Italia, strettamente legata agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione.

Oggi, molti Comuni si trovano ancora a dover gestire archivi cartacei ingombranti, spesso conservati in spazi non idonei e difficili da consultare.

In questo contesto UrbisMap si propone come partner strategico per aiutare le Pubbliche Amministrazioni nella digitalizzazione degli archivi cartacei e scansione delle pratiche edilizie, offrendo un servizio completo che parte dal riordino iniziale dell’archivio, fino alla creazione di fascicoli edilizi consultabili su mappa.

Perché digitalizzare gli archivi comunali?

Gli archivi comunali contengono decenni di documenti cartacei che rappresentano la memoria amministrativa e tecnica del territorio. Tuttavia, l’utilizzo esclusivo della carta comporta diverse criticità:

-Tempi lunghi di ricerca e consultazione

-Alto rischio di deterioramento, perdita o danneggiamento dei documenti

-Costi elevati per la gestione fisica e lo spazio di archiviazione

-Scarsa efficienza nei procedimenti amministrativi, come dimostrato dall’impatto del Superbonus 110%, che ha generato una grossa mole di richieste di accesso agli atti spesso ingestibili da parte degli uffici comunali.

Gli archivi cartacei, ad oggi, rappresentano quindi un ostacolo rilevante per l’efficienza degli uffici tecnici, rendendo la digitalizzazione una necessità.

Il servizio di digitalizzazione degli archivi di UrbisMap: una soluzione completa e flessibile

UrbisMap offre a Enti e Pubbliche Amministrazioni un servizio di digitalizzazione archivi comunali completo e personalizzabile in base alle proprie esigenze.

Il processo è suddiviso in diverse fasi operative, interamente gestite da personale specializzato, in conformità con le normative archivistiche e nel rispetto delle procedure autorizzative previste.

Vediamole insieme:

1. Sopralluogo tecnico e analisi dell’archivio

Il primo passo è organizzare un sopralluogo presso la sede dell’Ente, durante la quale viene valutato lo stato di conservazione del fondo archivistico, la quantità e la tipologia della documentazione presente. Questa fase è essenziale per definire un piano operativo su misura. 

2. Redazione del progetto e autorizzazione

A seguito del sopralluogo, l’archivista, figura fondamentale per tutto il processo di digitalizzazione della banca dati, prepara un progetto di riordino (obbligatorio per ogni Ente) e digitalizzazione dell’archivio che dovrà essere presentato e approvato dalla Soprintendenza Archivistica. 

Il progetto include:

– La schedatura di tutti i documenti presenti nell’archivio per conoscere ciò che è effettivamente contenuto all’interno delle pratiche

– Il riordino delle pratiche in base alla struttura originaria di produzione

– L’etichettatura dei faldoni con codici univoci, che verranno poi riportati nel file digitale dell’archivio.

L’autorizzazione della Soprintendenza è un passaggio necessario e molto importante, che garantisce la correttezza del processo e la tutela del patrimonio documentale.

3. Riordino e schedatura dell’archivio

Una volta approvato il progetto, l’archivio viene schedato e riordinato fisicamente. L’archivista cataloga i documenti e predispone l’archivio alla fase di scansione. Questo passaggio può essere effettuato presso la sede dell’Ente o direttamente presso quella di UrbisMap.

4. Scansione e digitalizzazione delle pratiche

Tutta la documentazione dell’archivio viene trasferita nella sede di UrbisMap e viene sottoposta alla fase di scansione in alta risoluzione, grazie all’utilizzo di dispositivi professionali che preservano ogni dettaglio del documento cartaceo.

Successivamente le pratiche vengono metadatate e archiviate digitalmente in cloud certificati, permettendo di riprodurre fedelmente in digitale tutte le informazioni che descrivono e contestualizzano ogni documento.

5. Restituzione della documentazione cartacea

Terminata la fase di scansione, tutta la documentazione cartacea originale viene restituita all’Ente di appartenenza, sempre con preliminare autorizzazione da parte della Soprintendenza Archivistica, e accompagnati dalla copia digitale completa.

6. Georeferenziazione sul Geoportale

Uno degli aspetti più innovativi del servizio di UrbisMap è l’integrazione dei documenti digitalizzati all’interno del Geoportale, attribuendo ad ogni pratica specifiche coordinate geografiche. 

7. Fascicolo del fabbricato

Grazie alla georeferenziazione su mappa delle pratiche edilizie, viene creato un fascicolo digitale del fabbricato. Questo permette di raggruppare tutte le pratiche edilizie relative al medesimo edificio e consente agli uffici tecnici del comune di accedere facilmente all’intera storia edilizia di un terreno o di un fabbricato direttamente dalla mappa e in pochi clic.

I vantaggi per la Pubblica Amministrazione

Scegliere di digitalizzare l’archivio con UrbisMap significa:

– Ridurre i tempi di gestione delle richieste di accesso agli atti

– Migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini

– Abbattere i costi di conservazione e archiviazione cartacea

– Facilitare il lavoro degli uffici tecnici, rendendo le informazioni accessibili in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo

– Avere il proprio archivio sempre ordinato

– Semplificare le attività di pianificazione urbana grazie alla mappatura dei fascicoli edilizi.

In più, oltre alla digitalizzazione degli archivi, UrbisMap offre ad Enti e Pubbliche Amministrazioni pieno accesso al Geoportale e ai servizi in cloud creati per supportare le PA nella gestione del territorio e nel processo di trasformazione digitale, includendo la pubblicazione di tutti i dati territoriali, la redazione semplificata e velocizzata di CDU e altri strumenti avanzati per gli uffici tecnici.

Utilizzo dei fondi residui PNRR per la digitalizzazione degli archivi

La digitalizzazione degli archivi è un intervento che, pur richiedendo uno sforzo in termini di tempo e investimenti, ripaga immediatamente e quotidianamente il lavoro dell’amministrazione. 

Il PNRR ha sempre fortemente incentivato la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, attivando diverse Misure e destinando fondi mirati.

Come accennato in questo articolo, di recente, il Dipartimento per la trasformazione digitale ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale la nuova direttiva per la gestione di importi residui derivanti dal PNRR.

Secondo la direttiva, se un Comune ha ricevuto i fondi PNRR destinati alla digitalizzazione e ha delle eccedenze non spese, queste possono essere impiegate per avviare ulteriori servizi mirati al raggiungimento del medesimo scopo, come la digitalizzazione degli archivi. 

L’utilizzo dei fondi residui PNRR rappresenta un’opportunità concreta per consolidare e ampliare la trasformazione digitale. Destinare una parte di queste risorse ai servizi di UrbisMap non solo è in linea con le indicazioni del DTD, ma offre una via efficace per migliorare l’efficienza operativa, semplificare i processi amministrativi, garantire maggiore trasparenza e fornire servizi digitali più accessibili a cittadini e imprese.

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Omissione di vincoli nel CDU: soluzioni per PA e cittadini 

Cosa succede quando un vincolo esistente non viene per errore riportato nel Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU) rilasciato dal Comune?

Questo interrogativo, fonte di potenziali contenziosi e complicazioni, è stato recentemente affrontato dalla Corte di Cassazione.

La vicenda  riguarda un cittadino che ha acquistato un terreno ritenuto edificabile sulla base del CDU rilasciato dal Comune. In realtà, sull’area ricade un vincolo idrogeologico derivante dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), che non è stato  menzionato nel certificato. L’acquirente ha quindi agito in giudizio, accusando di essere stato indotto in errore e chiedendo il risarcimento per il danno patrimoniale subito.

Il Comune, da parte sua, si è difeso affermando che il vincolo derivava da un atto normativo esterno al piano di governo del territorio (PGT) e, di conseguenza, conoscibile.

La pronuncia della Corte di Cassazione

Con la sentenza n.6469 dell’ 11 marzo 2025, la Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti fondamentali riguardo la responsabilità del Comune in caso di omissioni del Certificato di Destinazione Urbanistica. 

Secondo questa pronuncia, l’omissione di uno o più vincoli all’interno del CDU non comporta automaticamente una responsabilità risarcitoria per l’amministrazione comunale.

La Corte ha stabilito che per configurare una responsabilità del Comune è necessario valutare se il vincolo omesso fosse “in ogni caso conoscibile” da parte del soggetto interessato. 

Questo significa che se un vincolo è presente negli strumenti urbanistici generali o in altri registri pubblici consultabili, e quindi potenzialmente conoscibile, il semplice fatto che non sia stato riportato nel CDU potrebbe non essere sufficiente a generare un diritto al risarcimento nei confronti del Comune.

Questa riaffermazione dei limiti delle responsabilità comunali, sottolinea un aspetto importante: la conoscibilità dei vincoli territoriali non dipende esclusivamente dal contenuto di un singolo documento come il CDU, ma anche dall’impegno nel consultare le fonti ufficiali e gli strumenti di pianificazione territoriale. 

Omissione di vincoli nel CDU, quali sono le implicazioni per Pubblica Amministrazione e cittadini?

Alla luce di questa importante pronuncia, emerge che l’attività istruttoria condotta dai tecnici non può assolutamente limitarsi alla mera consultazione del solo CDU. 

In particolare, emerge la necessità di:

–Verificare gli atti urbanistici generali: consultare direttamente il piano regolatore generale (PRG) o il piano urbanistico comunale (PUC) e le relative norme tecniche di attuazione vigenti. Questi strumenti rappresentano la fonte primaria della destinazione urbanistica e dei vincoli comunali.

–Verificare eventuali vincoli presenti negli strumenti sovraordinati: è fondamentale estendere la verifica a strumenti di pianificazione di livello regionale o nazionale, come, ad esempio, il Piano Assetto Idrogeologico (PAI), il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e altri strumenti che possono imporre vincoli idrogeologici, sismici, ambientali, paesaggistici o di altra natura che possono in qualche modo limitare l’utilizzo e la trasformabilità del terreno.

–Valutare la data di efficacia degli strumenti urbanistici e dei vincoli: è fondamentale confrontare la data di efficacia degli strumenti urbanistici generali e di quelli sovraordinati con la data di emissione del CDU. Questo passaggio è molto importante perché le normative urbanistiche possono subire delle variazioni nel corso del tempo, e un vincolo istituito dopo l’emissione del CDU, ma efficace al momento del progetto, deve comunque essere preso in considerazione. Allo stesso modo, un vincolo esistente prima dell’emissione del CDU e ancora efficace, anche se omesso nel certificato, era potenzialmente conoscibile e consultabile negli strumenti vigenti a quella data.

–Evidenziare le eventuali difformità o omissioni: tutte le discrepanze riscontrate tra il CDU e gli strumenti urbanistici e quelli sovraordinati controllati, devono essere esplicitamente evidenziate. Questo aspetto è essenziale per informare adeguatamente le persone interessate sui reali vincoli e possibilità edificatorie del terreno, prevenendo eventuali future contestazioni o problematiche.

L’esecuzione di queste verifiche supplementari richiede un accesso agevole e affidabile a strumenti urbanistici e dati territoriali. La difficoltà nell’accedere a informazioni complete e aggiornate, infatti, aumenta il rischio di commettere errori o omissioni.

UrbisMap: una soluzione per Pubbliche Amministrazioni e cittadini

In risposta a queste esigenze di accuratezza, trasparenza e accesso ai dati territoriali, strumenti come UrbisMap rappresentano dei grandi alleati. 

UrbisMap è un Geoportale in cloud pensato appositamente per supportare e semplificare il lavoro delle Pubbliche Amministrazioni (Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Province e Regioni), con l’obiettivo di ottimizzare la gestione del territorio sotto molteplici aspetti: urbanistico, edilizio, tributario, produttivo, di controllo e salvaguardia ambientale.

UrbisMap offre diverse funzionalità per la PA che incidono direttamente sulla qualità e completezza dei dati alla base dei CDU e di altre certificazioni. Grazie all’adozione di UrbisMap, i tecnici comunali possono:

  • Generare e gestire CDU: questa funzione permette all’ufficio tecnico di generare ed editare certificati di destinazione urbanistica (singolo o multipli) precompilati in pochi minuti. Inoltre, è possibile integrare il CDU con informazioni aggiuntive consultando normativa e articoli completi presenti nel report di destinazione urbanistica. Questo permette di snellire largamente il processo di creazione ed emissione.
  • Accedere a una visione integrata e aggiornata delle normative urbanistiche, ambientali, paesaggistiche e idrogeologiche.
  • Incrociare le informazioni locali con quelle provenienti da enti sovraordinati, come la Regione o l’Autorità di Bacino. Questo è uno dei punti di forza in relazione alla problematica dei vincoli omessi, che vengono inclusi nella banca dati territoriale consultabile su UrbisMap, riducendo il rischio che vengano trascurati durante la fase di redazione del CDU.

Inoltre, essendo un servizio interamente in cloud, UrbisMap non richiede installazioni sui server dell’Ente e garantisce l’aggiornamento costante dei dati, assicurando che la PA operi sempre con informazioni e strumenti aggiornati. 

L’insieme di queste funzionalità aiuta la Pubblica Amministrazione a creare e mantenere una base dati territoriale digitale completa, aggiornata e integrata, presupposto fondamentale per poter redigere CDU accurati e completi di tutti i vincoli. 

Come UrbisMap supporta i cittadini in caso di omissione di vincoli nel CDU

I benefici di UrbisMap non si limitano solo alla PA, ma si estendono anche ai cittadini. 

UrbisMap si pone infatti come strumento di consultazione online, attraverso il quale i cittadini possono autonomamente:

  • Consultare in modo semplice le informazioni urbanistiche e normative accedendo ai piani urbanistici, alle norme tecniche e ai dati catastali di immobili e terreni.
  • Visualizzare i vincoli territoriali (paesaggistico, idrogeologico, sismico, ecc) direttamente sulla mappa.
  • Verificare autonomamente la destinazione urbanistica di un’area prima di un acquisto.
  • Verificare le informazioni riportate nel CDU consultando la normativa relativa al punto cercato e scaricando il report di destinazione urbanistica per avere accesso alla normativa completa. 

Ipotizziamo, per esempio, che voglia acquistare un terreno per costruire un’abitazione e di aver richiesto e ricevuto un CDU presso l’ufficio tecnico comunale nel quale non viene segnalato nessun tipo di vincolo. Quello che puoi fare, per un ulteriore controllo ed essere sicuro del tuo investimento, è accedere a UrbisMap,  consultare tutta la normativa relativa al terreno e scaricare  il report di destinazione urbanistica per avere tutte le informazioni raccolte in un unico documento.

Grazie a questi strumenti, il cittadino è posto in una posizione attiva e consapevole, riducendo il rischio di incorrere in errori dovuti a informazioni incomplete o non aggiornate. Questo accesso diretto e facilitato alle informazioni territoriali, è inoltre in linea con quanto pronunciato dalla Corte di Cassazione.

In questo modo anche i cittadini hanno a loro disposizione uno strumento accurato per poter verificare autonomamente la presenza di vincoli che potrebbero non essere stati riportati nel CDU e la correttezza di tutte le informazioni, rendendo tali vincoli “conoscibili” anche al di fuori del certificato stesso.

In sintesi, soluzioni come UrbisMap, che offrono funzionalità di gestione e integrazione dati per le PA e un accesso facilitato e trasparente alle informazioni per il pubblico, si pongono come alleati strategici, contribuendo a ridurre il divario informativo e a minimizzare il rischio di problematiche derivanti da vincoli non rilevati, il tutto verso un’ottica di trasparenza e collaborazione tra PA e cittadini.

Scopri maggiori informazioni sui servizi di UrbisMap dedicati alla Pubblica Amministrazione e attiva ora la demo gratuita per il tuo Comune!

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API di UrbisMap: integrazione dati urbanistici nei software 

Nel panorama in continua evoluzione della trasformazione digitale, le API e l’interoperabilità dei sistemi software sono un tema decisamente rilevante. 

Tra le soluzioni che offrono una vasta gamma di funzionalità per la gestione e l’elaborazione di dati geografici, emerge il Geoportale UrbisMap con le sue API. 

Le API di UrbisMap, pensate principalmente per Enti pubblici e per i professionisti del settore tecnico, edilizio e immobiliare, permettono una comunicazione diretta tra i dati territoriali e i software più utilizzati in ambito operativo.

Le API di UrbisMap

 Le API proposte e sviluppate da UrbisMap sono:

–API Catasto: consente di cercare e consultare i dati catastali, già presenti sul Geoportale, attraverso i dati censuari, i dati della persona fisica o della persona giuridica, ma anche tramite le schede soggetto, immobili e terreni.

–API Piani urbanistici: consente di ottenere, sulla base dei loro attributi, le informazioni urbanistiche legate ad uno o più piani comunali, ovvero la lista dei piani che intersecano su uno specifico punto geografico, i dettagli di uno specifico piano e lo stato dei piani. Consentono anche di ricercare i piani sulla base del tipo, dello stato e degli attributi.

–API Normativa: consente di ricercare intere norme o singoli articoli di un piano sulla base degli attributi specifici di quest’ultimo attraverso: lista delle norme che intersecano un punto geografico specifico, i dettagli di una norma specifica, la lista degli articoli che interessano un punto e i dettagli di un singolo articolo, gli attributi associati alle norme sulla base dell’id, ricerca norme sulla base dei suoi attributi.

In quali software possono essere integrate le API di UrbisMap

Le API di UrbisMap appena descritte possono essere integrate in diversi tipi di software, in particolare, sono una soluzione molto vantaggiosa per quelli che gestiscono e analizzano dati territoriali, urbanistici, catastali e normativi.

1. Software di gestione territoriale e urbanistica

All’interno di un software di gestione territoriale (SGT) utilizzato da un Ente pubblico per mappare e monitorare le proprietà e i terreni di una città, le API Catasto di UrbisMap possono essere integrate per consentire agli utenti di visualizzare i dati catastali direttamente sulla mappa del software. Ciascun immobile visualizzato potrebbe avere dei link diretti alle informazioni catastali, come proprietario, superficie, classificazione del terreno ecc.
Allo stesso modo, l’integrazione con le API Piani Urbanistici consentirebbe agli utenti di vedere le zone interessate da piani urbanistici specifici, migliorando la pianificazione territoriale. 

Ad esempio, l’ufficio urbanistico di un comune potrebbe integrare queste API nel suo software per consentire ai tecnici di visualizzare e analizzare i dati catastali e urbanistici di un’area specifica, migliorando l’efficienza e riducendo il rischio di errori.

2. Software di pianificazione urbanistica

Per l’integrazione con software di pianificazione urbanistica, le API Piani Urbanistici di UrbisMap possono essere utilizzate per visualizzare i piani urbanistici sulla mappa.

Ad esempio, un urbanista potrebbe utilizzare il software per selezionare un punto di interesse, come l’area di una futura costruzione, e, grazie all’integrazione con le API di UrbisMap, visualizzare immediatamente tutti i piani urbanistici che riguardano quel punto, inclusi dettagli specifici come le normative in vigore.

3. Software per la gestione di dati catastali

In questo caso le API Catasto di UrbisMap possono essere integrate per fornire agli utenti informazioni in tempo reale sui terreni e sugli immobili. Un software che gestisce le pratiche catastali può essere arricchito con la possibilità di ricercare e consultare i dati catastali direttamente attraverso un’interfaccia integrata che sfrutta queste API. 

Prendiamo come esempio un sistema che gestisce pratiche di successione: con l’API Catasto di UrbisMap potrebbe recuperare automaticamente le informazioni sugli immobili legati a una persona deceduta, semplificando largamente il processo di gestione e aggiornamento dei dati senza la necessità di dover cercare manualmente tra i registri catastali.

4. Software per la conformità normativa 

Grazie all’integrazione delle API Normativa di UrbisMap, si potrebbero consultare in tempo reale le normative urbanistiche ed edilizie.

Un software di conformità normativa può usare queste API per aggiornare automaticamente i propri database con le ultime leggi e regolamenti che impattano un determinato progetto edilizio, riducendo il rischio di non conformità.

Allo stesso tempo, un’azienda che gestisce progetti edilizi, potrebbe integrare le API Normativa nel suo sistema per verificare che tutte le costruzioni rispettino le normative locali. 

5. Software di valutazione immobiliare

Integrando le API Catasto e API Piani Urbanistici all’interno di sistemi di valutazione immobiliare, è possibile fornire informazioni dettagliate sui terreni e sugli immobili, come posizione, dimensioni e informazioni urbanistiche legate alla zona, come piani di sviluppo o vincoli.

6. Software di gestione della conformità edilizia

Le API Piani Urbanistici e API Normativa possono essere integrate all’interno di software di gestione edilizia per verificare che un progetto edilizio sia conforme ai piani urbanistici e alle normative locali.

Prendiamo come esempio un professionista che sta progettando una nuova struttura: integrando le API di UrbisMap può verificare facilmente se il terreno in cui deve costruire è soggetto a restrizioni urbanistiche, come la tipologia di costruzione consentita per quella zona, altezze massime ecc. 

7. Software di sostenibilità ambientale

Un software di analisi dell’impatto ambientale può  utilizzare le API di UrbisMap per visualizzare i piani urbanistici e calcolare l’impatto di un nuovo progetto sull’ecosistema circostante, valutando magari l’effetto su terreni agricoli o sulle risorse idriche, in base alle normative locali e ai piani urbanistici.

Perché scegliere di integrare le API di UrbisMap

Le API di UrbisMap offrono numerosi vantaggi, semplificando e velocizzando l’integrazione di dati urbanistici, normativi e catastali in sistemi già esistenti. 

La possibilità di visualizzare questi dati in tempo reale, consente a Enti e aziende di migliorare la gestione delle informazioni territoriali senza dover sviluppare nuovi sistemi complessi da zero.

Un vantaggio significativo è la centralizzazione delle informazioni, che permette di raccogliere dati provenienti da fonti diverse in un’unica interfaccia, risparmiano tempo e riducendo il margine di errore.

Inoltre, la possibilità di personalizzare le API consente alle aziende di adattare le funzionalità in base alle proprie esigenze specifiche, ottenendo così un’applicazione mirata e più efficiente.

L’integrazione delle API di UrbisMap consente inoltre di visualizzare informazioni aggiornate sui piani urbanistici e le normative locali, permettendo di prendere decisioni informate.

In sintesi, l’integrazione delle API di UrbisMap permette di migliorare la precisione operativa, ridurre i costi di sviluppo e rendere i processi decisionali più rapidi e accurati.

Ogni settore, che si tratti di pianificazione urbanistica, conformità edilizia o valutazione ambientale, può trarre vantaggio dall’utilizzo delle API di UrbisMap per integrare dati e funzionalità geospaziali in modo semplice e rapido.

Vuoi integrare le API UrbisMap nel tuo software? Contattaci utilizzando il form qui sotto! 

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Fondi residui PNRR: la Direttiva del DTD e le opportunità di UrbisMap

Il Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD) ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale la nuova direttiva per la gestione di importi residui PNRR derivanti dal finanziamento degli avvisi pubblici a lump sum previsti dalle misure della M1C1 del Piano.

Il documento ha l’obiettivo di dare delle indicazioni utili, ma non vincolanti,  per gestire al meglio eventuali importi residui derivanti dai finanziamenti della Misura e si rivolge quindi a tutti i soggetti attuatori degli interventi di PA digitale 2026 che, a seguito del completamento delle attività e dell’esito positivo delle verifiche tecniche e amministrative, hanno maturato, appunto, importi residui.

Cosa intendiamo per importi residui?

Sono le somme forfettarie (lump sum) concesse con decreti di finanziamento ma non interamente utilizzate dal soggetto attuatore. Rappresentano la differenza positiva tra l’importo del contributo PNRR ricevuto a seguito del completamento dei progetti e gli importi effettivamente spesi per realizzare il progetto.

Utilizzi dei residui ammessi:

-Digitalizzazione e comparto ICT dell’Ente

-Potenziamento dei progetti

-Comunicazione degli interventi realizzati e diffusione dei risultati raggiunti

-Promozione dell’utilizzo dei nuovi servizi

-Progetti formativi per il personale

-Integrazione con altri progetti e finanziamenti (FSC)

La direttiva sottolinea che, una volta raggiunto l’obiettivo del finanziamento e ottenuta l’asseverazione tecnica e formale, le risorse lump sum perdono il vincolo di destinazione specifico del PNRR. Tuttavia, il Dipartimento suggerisce vivamente di destinare le risorse residue ai capitoli di bilancio relativi all’ambito delle spese per la digitalizzazione dell’Ente.

UrbisMap: trasformare i residui PNRR in valore digitale concreto

In questo scenario, UrbisMap si presenta come una soluzione strategica e pienamente in linea con le indicazioni del Dipartimento per la Trasformazione Digitale (DTD) per impiegare in modo efficace gli importi residui del PNRR nel potenziamento digitale delle Pubbliche Amministrazioni.

UrbisMap offre una piattaforma integrata di applicativi e servizi in cloud progettati per supportare gli Enti pubblici nel loro percorso di trasformazione digitale e in particolare nella gestione del territorio. Sfruttare i fondi residui disponibili per adottare le soluzioni di UrbisMap significa investire in aree chiave per la modernizzazione delle PA, in coerenza con le finalità del PNRR e le raccomandazioni della direttiva.

5 buoni motivi per investire i fondi residui PNRR in UrbisMap

1.Pubblicazione di tutti i dati territoriali comunali: dagli strumenti urbanistici, alle norme tecniche, i regolamenti edilizi e i dati catastali

2.Digitalizzazione degli archivi cartacei:
UrbisMap offre un servizio completo per l’analisi, il censimento, il riordino, la digitalizzazione, l’indicizzazione e la metadatazione degli archivi comunali, con particolare attenzione ai settori dell’edilizia e dei lavori pubblici. In più viene fornito in dotazione anche il Geoportale, all’interno del quale vengono georeferenziate tutte le pratiche edilizie e viene creato il fascicolo virtuale del fabbricato per l’accesso agli atti online. Questo permette di creare un archivio digitale accessibile online, rendendo il patrimonio del vostro Comune facilmente consultabile da personale interno, cittadini, imprese e professionisti.

3.Automatizzazione del rilascio dei certificati di destinazione urbanistica (CDU): il webgis include un applicativo per il rilascio di CDU, sia singoli che multipli, ottimizzando un processo spesso dispendioso in termini di tempo e risorse.

4.Accesso semplificato e trasparente ai dati territoriali:
il Geoportale è sempre attivo e aggiornato, inoltre non richiede alcuna installazione sui server dell’Ente e offre un servizio di consultazione dei dati aperto gratuitamente a cittadini e liberi professionisti esterni all’Ente. Questo aspetto è particolarmente importante, in quanto promuove la trasparenza amministrativa e facilita l’accesso alle informazioni territoriali, funzionando da ponte tra amministrazioni e cittadini.

5.Potenziamento degli strumenti professionali per l’Ente:
La versione di UrbisMap dedicata alle PA include strumenti avanzati come funzionalità di misurazione, layout di stampa in scala personalizzabili, download di estratti di mappa georeferenziati e accesso ai servizi WMS come le ortofoto attuali e storiche, potenziando così l’efficienza del lavoro degli uffici tecnici.

I fondi residui del PNRR rappresentano un’opportunità unica per consolidare e ampliare la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. Destinare una parte di queste risorse all’acquisto di UrbisMap e dei suoi servizi, non solo è pienamente coerente con le indicazioni del DTD, ma offre una via concreta per migliorare l’efficienza operativa, semplificare i processi amministrativi, garantire maggiore trasparenza e offrire servizi digitali più accessibili e di qualità a cittadini e imprese. 

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