Mappa delle Zone Umide di importanza internazionale online su UrbisMap 

Le zone umide di importanza internazionale, conosciute anche come siti RAMSAR, sono territori essenziali per la biodiversità. Si tratta di ambienti di straordinaria importanza, che svolgono un ruolo cruciale nella regolazione del clima e nella protezione dell’ambiente. 

Tuttavia, queste aree sono costantemente minacciate da attività umane come l’agricoltura intensiva, il drenaggio, l’inquinamento e l’urbanizzazione. 

Per rispondere a questa urgenza è nata la Convenzione di Ramsar, il primo trattato intergovernativo con lo scopo di conservare e gestire questi ecosistemi. Essere in grado di identificare, monitorare e gestire in modo efficiente queste zone è fondamentale, ed è qui che strumenti come il Geoportale UrbisMap assumono un ruolo strategico, offrendo un accesso semplice, immediato e intuitivo a risorse come la mappa delle zone umide di importanza internazionale. 

Cosa sono le zone umide di importanza internazionale (siti Ramsar)?

La Convenzione di Ramsar, comunemente nota come “Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale” è stata firmata il 2 febbraio 1971 a Ramsar, in Iran e promosso da un gruppo di governi, istituzioni scientifiche e organizzatori internazionali, con lo scopo di tutelare e gestire le zone umide a livello globale.

Ai sensi della Convenzione, le zone umide sono definite in modo molto ampio, includendo paludi, acquitrini, torbiere, bacini naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata.

Sono comprese anche le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri. 

La definizione si estende anche alle zone rivierasche, fluviali o marine adiacenti, alle isole o distese d’acqua marina più profonde, se situate entro i confini delle zone umide e se hanno importanza come habitat per gli uccelli acquatici.

L’obiettivo originale della Convenzione era quello di invertire il processo di trasformazione e distruzione delle zone umide, riconosciute come ambienti primari per la vita degli uccelli acquatici, che necessitano di rotte migratorie attraverso diversi Stati e Continenti. 

Con il tempo, l’obiettivo si è allargato a tutti gli aspetti della conservazione e dell’uso sostenibile delle zone umide, promuovendo il concetto di “uso saggio”, inteso come sinonimo di uso sostenibile.

I Paesi aderenti alla Convenzione sono, ad oggi, 172 con 2400 siti designati per una superficie totale di più di 250 milioni di ettari. Questi Paesi si impegnano a:

  • Designare le zone umide del proprio territorio, da includere in un elenco di zone umide di importanza internazionale;
  • Includere azioni specifiche per la conservazione delle zone umide nei piani di uso del suolo;
  • Istituire riserve naturali nelle zone umide (anche quelle non incluse nella lista Ramsar);
  • Promuovere attività di formazione specifica in ricerca, gestione e sorveglianza delle zone umide;
  • Incoraggiare le ricerche, gli scambi con altre parti di dati e di pubblicazione relativi alle zone umide.

L’applicazione della Convenzione di Ramsar in Italia

L’Italia ha ratificato la Convenzione di Ramsar, rendendola esecutiva con il DPR 13 marzo 1976, n.448 e il successivo DPR 11 febbraio 1987, n.184. 

Questo ha comportato una serie di impegni a livello nazionale:

– L’identificazione e la designazione di nuove zone umide 

– L’implementazione di attività di monitoraggio e sperimentazione

– La preparazione di un “Rapporto Nazionale” per ogni conferenza delle Parti

– L’attivazione di modelli per la gestione delle zone umide. 

Attualmente l’Italia conta 57 zone umide di importanza internazionale riconosciute e inserite nell’elenco della Convenzione di Ramsar, distribuite in 15 Regioni e per un totale di 73.982 ettari. Questi siti sono considerati inoltre Beni Paesaggistici e sono tutelati per legge, un esempio ci è dato da luoghi come lo Stagno di Molentargius, lo Stagno di Cagliari e lo Stagno di Cabras, in Sardegna.

Perchè le zone umide sono così importanti?

Le zone umide sono ecosistemi insostituibili per molteplici ragioni: 

1. Regolazione climatica: sono tra i serbatoi di carbonio più efficaci del pianeta. Grazie alla loro capacità di accumulare materia organica in decomposizione, immagazzinano quantità significative di carbonio, contribuendo a mitigare l’effetto serra. La loro distribuzione, al contrario, rilascia carbonio sotto forma di anidride carbonica.  metano o protossido di azoto, intensificando il riscaldamento globale.

2. Biodiversità: Rappresentano ambienti fondamentali per la riproduzione e la diversità della vita, in Italia, per esempio, il 30% degli uccelli è legato alle zone umide.

3. Servizi ecosistemici: Forniscono una vasta gamma di servizi essenziali per l’umanità, tra cui la fitodepurazione (depurazione dell’acqua), la regolazione idrogeologica (protezione da siccità e inondazioni), abbondanza di risorse trofiche e protezione delle coste.

4. Salute umana: l’integrità delle zone umane è collegata direttamente alla salute umana. La distruzione delle zone umide può favorire la diffusione di malattie trasmesse da vettori e aumentare la presenza di contaminanti nell’acqua, esponendo la popolazione a maggiori rischi sanitari. 

L’importanza della consultazione della mappa delle zone umide di importanza internazionale

Consultare la mappa delle zone umide di importanza internazionale è importante per diversi motivi, sia per professionisti che per cittadini:

– Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile: la conoscenza della localizzazione di queste zone è fondamentale per la pianificazione territoriale in settori come l’urbanistica o l’agricoltura, permette infatti di elaborare piani e progetti che siano compatibili con gli obiettivi di conservazione, promuovendo uno sviluppo più consapevole e sostenibile.

– Prevenzione del degrado ambientale: identificare le aree sensibili aiuta a pianificare attività che evitino il degrado degli habitat naturali e la perturbazione delle specie per le quali queste zone sono state designate. 

Questo, non solo tutela l’ambiente, ma evita anche potenziali sanzioni legali. 

– Accesso a finanziamenti: la presenza o la vicinanza a un sito Ramsar può essere un fattore determinante per accedere a fondi o programmi di cofinanziamento destinati alla conservazione della natura e al ripristino ambientale.

– Sensibilizzazione e partecipazione pubblica: essere informati sulle aree protette del proprio territorio favorisce il rispetto dell’ambiente, promuove il turismo sostenibile e incoraggia la partecipazione attiva dei cittadini alla tutela ambientale. 

Dove e come consultare la mappa delle zone umide di interesse internazionale? 

La mappa delle zone umide di importanza internazionale è consultabile, online e gratuitamente su UrbisMap, un Geoportale nazionale progettato per offrire una consultazione semplice e veloce di dati territoriali e ambientali. 

UrbisMap è uno strumento accessibile a tutti, professionisti, amministrazioni e cittadini, senza la necessità di specifiche competenze tecniche o familiarità con software GIS.

Il Geoportale ha il vantaggio di offrire una consultazione della mappa delle zone umide di importanza internazionale interattiva e integrata con altri dati territoriali, fornendo un accesso immediato e visivo a queste aree vincolate. 

Come consultare la mappa delle zone umide di importanza internazionale su UrbisMap in pochi, semplici passi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Zone umide di importanza internazionale” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale

mappa delle zone umide di importanza internazionale su urbismap

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato

5. Cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto si aprirà una nuova scheda che da raccoglie e dà accesso alle informazioni complete della mappa delle zone umide di importanza internazionale

zone umide di importanza internazionale su urbismap: stagno di Molentargius

Grazie a UrbisMap gli utenti possono visualizzare nel dettaglio le singole zone umide e ottenere informazioni identificative e normative relative ai siti Ramsar, come la denominazione dell’area, dove si trova, su quali basi giuridiche è stata riconosciuta e l’estensione in mq del sito. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

A differenza di molte piattaforme tecniche, spesso riservate a un pubblico tecnico o di difficile accesso, UrbisMap è pensato per essere accessibile a tutti in modo chiaro e intuitivo.

UrbisMap si caratterizza infatti per la sua interfaccia semplice e intuitiva. Non occorre avere competenze tecniche particolari per poterlo utilizzarle: in pochi clic chiunque può ottenere le informazioni territoriali desiderate. 

Un altro grande vantaggio, oltre all’accesso gratuito del Geoportale, è la completezza delle informazioni fornite. La mappa delle zone umide di importanza internazionale può essere infatti consultata in combinazione con altre informazioni urbanistiche e normative di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali, ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico.

È importante sottolineare che tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente soggette a monitoraggio e aggiornamento, garantendo così l’affidabilità del dato.

In sintesi, le zone umide di importanza internazionale, tutelate dalla Convenzione di Ramsar, sono pilastri fondamentali per la conservazione della natura e la mitigazione del cambiamento climatico. 

La possibilità di consultare queste aree in modo rapido, gratuito e intuitivo, grazie a strumenti come UrbisMap, è un passaggio cruciale per promuovere uno sviluppo sostenibile, informato e responsabile.

Consulta subito la mappa delle zone umide di importanza internazionale sul Geoportale UrbisMap!

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Piano Regolatore Generale di Campobasso disponibile su UrbisMap

Disponibile gratuitamente sul Geoportale UrbisMap il Piano Regolatore Generale di Campobasso, strumento urbanistico fondamentale che regola l’uso e la trasformazione del territorio comunale di Campobasso.

L’obiettivo di questa pubblicazione è quello di permettere a cittadini, tecnici e professionisti del settore di consultare con facilità e velocità la normativa vigente, conoscere la destinazione urbanistica di ogni area e accedere in poco tempo alle Norme Tecniche di Attuazione e al Regolamento Edilizio di Campobasso, promuovendo trasparenza, semplificazione e accessibilità. 

L’evoluzione del Piano Regolatore Generale di Campobasso

Il PRG di Campobasso, adottato inizialmente nel 1954, fu aggiornato in maniera sostanziale con la variante approvata con il Decreto Ministeriale n.1831 il 31 marzo 1972 e tuttora vigente. Il PRG di Campobasso è stato poi integrato nel tempo con una serie di varianti tematiche e localizzate.

Negli anni il piano ha cercato di favorire la crescita urbana, regolando l’espansione residenziale, la realizzazione di servizi e infrastrutture e la tutela del patrimonio ambientale. 

Il Piano Regolatore Generale di Campobasso è ancora oggi lo strumento normativo di riferimento per ogni intervento urbanistico riguardante il territorio comunale di Campobasso.

Come consultare il Piano Regolatore Generale di Campobasso

Su UrbisMap il PRG di Campobasso è accessibile a tutti gratuitamente, previa registrazione (sempre gratuita) al Geoportale.

La consultazione è rapida e intuitiva anche per chi non possiede competenze tecniche, basta seguire questi semplici passaggi:

1. Accedi al Geoportale a questo link

2. Clicca sulla mappa sopra il Territorio di Campobasso per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Consulta il Piano Regolatore Generale di Campobasso cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto.

piano regolatore generale di Campobasso: consultazione completa

Il Geoportale, per una lettura più approfondita e completa del PRG di Campobasso, mette a disposizione i seguenti documenti:

  • Norme Tecniche di Attuazione (NTA) di Campobasso: documento integrativo del PRG che ne definisce le modalità di attuazione. Le NTA suddividono il territorio comunale di Campobasso in diverse zone, stabilendo per ciascuna specifiche prescrizioni urbanistiche ed edilizie.
  • Regolamento Edilizio di Campobasso: documento normativo completo che disciplina l’attività edilizia nel Comune. Fornisce le basi legali e tecniche per la progettazione, la costruzione, la trasformazione e la manutenzione degli immobili, con l’obiettivo di garantire la conformità urbanistica, la sicurezza e la qualità architettonica. 

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale e forniscono dettagli cruciali su aspetti come:

Opere soggette ad autorizzazione: nuove costruzioni, ampliamenti, modifiche esterne, demolizioni,scavi, recinzioni, impianti, ecc.

Elementi di abitabilità: classificazione e caratteristiche dei locali, altezze minime, cortili.

Parametri edilizi: superficie utile, superficie coperta, volume edificato, numero di piani.

Prescrizioni igienico-edilizie: salubrità del terreno, isolamento dall’umidità e termico, isolamento fonico, fognature.

Prescrizioni antincendio: muri tagliafuoco, solai resistenti al fuoco, coperture, scale, ecc.

Urbanizzazione ed edificazione delle aree, inclusi gli oneri e la gestione delle lottizzazioni.

Norme per il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili, introdotte nel 2008, con requisiti per impianti solari termici e fotovoltaici.

Sanzioni per le contravvenzioni alle norme.

Piano regolatore generale di Campobasso: consulta e scarica NTA e Regolamento Edilizio

Come capire se posso aprire un’attività di affittacamere in una zona residenziale di Campobasso

Un cittadino di Campobasso, proprietario di un appartamento in una zona vicino al centro, sta valutando la possibilità di aprire una piccola attività di affittacamere o B&B. Per verificare in modo veloce e autonomo la fattibilità del progetto, senza rischiare di intraprendere una pratica edilizia incompatibile con le normative locali, decide di utilizzare UrbisMap.

Accedendo al Geoportale e localizzandosi sul proprio immobile sulla mappa, accede subito al PRG di Campobasso, scoprendo in pochi minuti che l’edificio rientra nella Zona B-conservazione e parziale trasformazione. 

A questo punto, apre le Norme Tecniche di Attuazione, disponibili direttamente sul Geoportale e leggendo la normativa urbanistica scopre che in questa zona:

  • Sono ammessi usi misti, che integrano la residenza con attività compatibili, come studi professionali o piccole attività ricettive.
  • Le trasformazioni sono consentite, ma devono mantenere il decoro architettonico e la compatibilità ambientale. 
  • È richiesto un eventuale piano quadro per interventi più estesi.

Grazie a questa verifica preliminare, svolta in pochissimo tempo e in maniera totalmente autonoma, il cittadino comprende che l’avvio di un B&B è compatibile con la destinazione urbanistica, con alcune condizioni da rispettare. Può quindi procedere con maggiore sicurezza agli step successivi e affidarsi a un tecnico per l’elaborazione del progetto e delle varie pratiche necessarie.

Come verificare se è possibile trasformare un edificio industriale dismesso in uno spazio multifunzionale a Campobasso

Un tecnico riceve l’incarico di valutare la riqualificazione di un edificio dismesso situato in un’area periferica di Campobasso.

L’idea è quella di trasformare il capannone, precedentemente riservato ad attività industriale leggera, in uno spazio polifunzionale che ospiti coworking, laboratori artigianali e aule per la formazione professionale.

Il tecnico, scegliendo UrbisMap come strumento di consultazione, accede al Geoportale e si geolocalizza nell’immobile, scoprendo che la zona in cui è situato è classificata come Zona I-industria. 

Grazie alla presenza diretta delle NTA di Campobasso sul Geoportale, verifica in pochi minuti che:

  • La destinazione industriale dell’area è confermata, ma sono ammesse anche attività miste di tipo terziario e formativo, se compatibili con la destinazione generale della zona.
  • Sono previsti interventi di ristrutturazione e riconversione, purché non si generi carico urbanistico eccessivo e siano rispettati gli standard minimi (parcheggi, accessibilità, servizi, ecc).
  • È possibile attuare le trasformazioni direttamente, senza necessità di piani attuativi, se gli interventi non superano determinati limiti volumetrici.

Con queste informazioni il tecnico può comunicare con precisione al cliente che l’intervento è parzialmente fattibile e può avviare uno studio di fattibilità preliminare rispettando le prescrizioni urbanistiche.

Potrà poi predisporre una pratica edilizia conforme, evitando rischi di blocco in fase istruttoria.

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il Geoportale UrbisMap rende la consultazione di informazioni come il Piano Regolatore Generale di Campobasso semplice e immediata grazie a fattori come:

  • Accesso gratuito a dati urbanistici e catastali.
  • Interfaccia intuitiva, di facile utilizzo anche per chi non possiede competenze tecniche specifiche.
  • Report dettagliati, scaricabili per supportare pratiche edilizie, richieste amministrative o curiosità personali.
  • Dati sempre aggiornati, e provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni, per garantire informazioni coerenti con la normativa vigente.

Link al piano: https://www.urbismap.com/campobasso

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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Certificato di destinazione Urbanistica: cos’è, quando serve e come semplificarne la redazione con UrbisMap

Il certificato di destinazione urbanistica (CDU) è un documento di fondamentale importanza, un vero e proprio pilastro per garantire la trasparenza e la legalità nel mondo dell’edilizia e nelle operazioni di sviluppo territoriale.

Spesso sottovalutato, il CDU è essenziale per comprendere le potenzialità e i limiti di un terreno o di un immobile, prevenendo contenziosi e abusi edilizi. 

In questo articolo vedremo insieme cos’è il certificato di destinazione urbanistica, quando è obbligatorio, chi lo richiede, chi lo rilascia e come le Pubbliche Amministrazioni possono semplificare il processo di redazione.

Cos’è il certificato di destinazione urbanistica?

Il certificato di destinazione urbanistica, noto anche come CDU, è un documento ufficiale rilasciato dalle Pubbliche Amministrazioni, generalmente dagli uffici tecnici comunali. 

La sua introduzione nel nostro ordinamento risale al 1982 con la Legge n.94 del 2 marzo 1982, successivamente integrata con la Legge n.47 del 1985 e dal Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001).

Il CDU contiene informazioni dettagliate che riguardano le indicazioni urbanistiche e le prescrizioni che riguardano un terreno o un fabbricato specifico. In pratica, il certificato di destinazione urbanistica descrive la tipologia di utilizzo legalmente stabilita dal Comune di appartenenza per quella determinata area o particella catastale. Esso si basa sul piano regolatore generale (PRG) e sul piano urbanistico del comune di riferimento.

Al suo interno si possono trovare:

  • I dati identificativi del fabbricato o del terreno, come il foglio e il mappale
  • La destinazione d’uso urbanistico (residenziale, agricola, industriale, rurale, commerciale, artigianale ecc.)
  • Parametri urbanistici fondamentali, come l’indice di fabbricabilità, che indica se e come è possibile edificare in quella determinata area.
  • Eventuali vincoli e limitazioni presenti sull’area, come vincoli paesaggistici, archeologici, idrogeologici, sismici o ambientali, che possono limitare significativamente progetti e lavori. 

Perché il certificato di destinazione urbanistica è così importante?

Grazie al CDU è possibile conoscere la zona in cui ricade l’immobile o il terreno, comprendere le possibilità di intervento ammesse, evitare abusi edilizi o errori progettuali.

Il certificato di destinazione urbanistica è dunque un documento di importanza strategica e, in molte casistiche, la sua allegazione è obbligatoria pena la nullità dell’atto. Esso serve a informare l’acquirente sulla reale condizione dell’immobile o del terreno e a identificare limiti e possibilità edificatorie. La sua assenza in atti notarili può portare a ritardi e successive complicazioni.

Quando è richiesto il certificato di destinazione urbanistica?

Il CDU è richiesto in situazioni specifiche, tra cui:

– Compravendita immobiliare

– Successioni e divisioni ereditarie

– Pratiche edilizie, in caso di richiesta d permesso di costruire, SCIa o altre autorizzazioni urbanistiche

– Frazionamenti catastali  

Sostanzialmente, il CDU è il punto di partenza per qualsiasi intervento sul territorio, rappresentando uno strumento chiave di trasparenza e pianificazione. 

Chi rilascia il certificato di destinazione urbanistica? Il ruolo della Pubblica Amministrazione

Il certificato di destinazione urbanistica viene rilasciato dalla Pubblica Amministrazione, più precisamente dagli uffici tecnici comunali.

Essendo un documento ufficiale, ha un forte valenza certificativa e legale, per questo motivo ogni CDU deve essere:

  • redatto con precisione e rigore normativo
  • aggiornato in base agli strumenti urbanistici vigenti 
  • conservato in digitale secondo i criteri di tracciabilità e trasparenza

L’importanza di un CDU corretto

Un CDU errato o incompleto può generare conseguenze gravi conseguenze come contese legali, errori nei rogiti notarili, ritardi nell’esecuzione degli interventi a causa di pratiche respinte o da correggere, responsabilità legali per il tecnico o l’amministrazione che ha rilasciato il documento.

Per questo motivo, è fondamentale che i CDU vengano redatti con accuratezza e precisione, integrando tutte le informazioni aggiornate relative ai piani urbanistici, ai vincoli sovracomunali, ai piani di governo del territorio e agli strumenti paesaggistici o ambientali.

Inoltre, se consideriamo che molte amministrazioni devono gestire centinaia di richieste ogni anno, spesso con un personale ridotto, diventa necessario dotarsi di strumenti in grado di semplificare e velocizzare il processo.

Cosa occorre per redigere un CDU

Per redigere un certificato di destinazione urbanistica, il Comune o il tecnico incaricato, deve disporre di diverse informazioni, tra cui:

– I dati catastali del terreno

– La normativa urbanistica vigente

– Vincoli che ricadono su quella zona

– Strumenti urbanistici attuativi, se presenti, come piani di lottizzazione, piani particolareggiati ecc

La redazione manuale di un CDU richiede quindi una consultazione incrociata di diversi strumenti e piattaforme, il che rende il processo complesso, soggetto a errori e spesso lento, soprattutto in mancanza di un software integrato.

UrbisMap: lo strumento ideale per la redazione semplificata dei CDU

In questo contesto, UrbisMap si propone come soluzione innovativa per supportare le Pubbliche Amministrazioni nella redazione puntuale e semplificata dei certificati di destinazione urbanistica

UrbisMap è un Geoportale in cloud pensato appositamente per supportare e semplificare il lavoro delle Pubbliche Amministrazioni (Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Province e Regioni), con l’obiettivo di ottimizzare la gestione del territorio sotto molteplici aspetti: urbanistico, edilizio, tributario, produttivo, di controllo e salvaguardia ambientale.

Il Geoportale offre diverse funzionalità per la PA che incidono direttamente sulla qualità e completezza dei dati alla base dei CDU e di altre certificazioni. Grazie all’adozione di UrbisMap, i tecnici comunali possono:

Generare e gestire CDU: questa funzione permette all’ufficio tecnico di generare ed editare certificati di destinazione urbanistica (singoli o multipli) precompilati in pochi minuti. Inoltre, è possibile integrare il CDU con informazioni aggiuntive consultando normativa e articoli completi presenti nel report di destinazione urbanistica. Questo permette di snellire largamente il processo di creazione ed emissione.

Accedere a una visione integrata e aggiornata delle normative urbanistiche, ambientali, paesaggistiche e idrogeologiche.

Incrociare le informazioni locali con quelle provenienti da enti sovraordinati, come la Regione o l’Autorità di Bacino. Questo è un punto di forza per evitare la problematica dei vincoli omessi, che vengono inclusi nella banca dati territoriale consultabile su UrbisMap, riducendo il rischio che vengano trascurati durante la fase di redazione del CDU.

Inoltre, essendo un servizio interamente in cloud, UrbisMap non richiede installazioni sui server dell’Ente e garantisce l’aggiornamento costante dei dati, assicurando che la PA operi sempre con informazioni e strumenti aggiornati. 

L’insieme di queste funzionalità aiuta la Pubblica Amministrazione a creare e mantenere una base dati territoriale digitale completa, aggiornata e integrata, presupposto fondamentale per poter redigere CDU accurati e completi di tutti i vincoli.

In sintesi, il certificato di destinazione urbanistica rappresenta uno degli strumenti principali per la gestione del territorio e la promozione di uno sviluppo urbano ordinato. La sua corretta redazione è fondamentale e richiede attenzione, competenze e strumenti di supporto adeguati.

Il Geoportale UrbisMap si propone come soluzione ideale e strategica per supportare le Pubbliche Amministrazioni nella creazione veloce e semplificata  di CDU accurati, puntuali e affidabili, favorendo l’efficienza operativa degli uffici tecnici e migliorando il servizio al cittadino.

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Siti di Interesse Comunitario: mappa disponibile su UrbisMap

La conservazione della biodiversità rappresenta una delle sfide attuali più urgenti per contrastare il degrado degli ecosistemi e la perdita di specie.

In questo contesto,  l’Unione Europea ha istituito uno strumento fondamentale: la Rete Natura 2000. Si tratta di una rete ecologica che si estende su tutto il territorio dell’Unione e mira a garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna rari o minacciati a livello comunitario. 

Cuore pulsante di questa rete sono i Siti di Interesse Comunitario (SIC), zone geograficamente definite e selezionate sulla base di criteri scientifici, che svolgono un ruolo essenziale nella salvaguardia dell’equilibrio ecologico. 

Cosa sono i Siti di Interesse Comunitario (SIC)?

I Siti di Interesse comunitario sono istituiti ai sensi della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nota anche come “Direttiva Habitat”. 

Secondo la Direttiva Habitat, un SIC è definito come:

“Un sito che, nella regione biogeografica o nelle regioni biogeografiche cui appartiene, contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale o una specie in uno stato di conservazione soddisfacente”.

Il percorso istitutivo di un SIC segue un processo  articolato. Inizialmente ogni Stato membro, basandosi su criteri scientifici specifici, propone una lista di siti, inizialmente denominati pSIC, ovvero “proposti”, che poi viene valutata e approvata dalla Commissione Europea.

Una volta approvati, i siti vengono inseriti nell’elenco comunitario e successivamente designati come Zone Speciali di Conservazione (ZSC) ed entrano a far parte della Rete Natura 2000, che comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) individuate secondo la Direttiva Uccelli (79/409/CEE, ora 2009/147/CE).

Un sito della Rete Natura 2000 può essere un SIC/ZSC, una ZPS o entrambi, qualora le tutele di sovrappongano. 

I numeri della Rete Natura 2000 In Italia

In Italia, al 2024, i siti della rete Natura 2000 sono 2646 e coprono circa il 19% del territorio terrestre nazionale e oltre il 6% di quello marino. Tra questi:

  • 2385 SIc, di cui 2301 già designati come ZSC
  • 842 ZPS, di cui 578 coincidono con SIC/ZSC

Questi siti,complessivamente proteggono:

  • 131 habitat naturali
  • 92 specie di flora
  • 120 specie di fauna (esclusi gli uccelli)
  •  oltre 387 specie di avifauna.

L’importanza dei Siti di Interesse Comunitario

L’importanza dei SIC risiede nella loro funzione cruciale per la salvaguardia della biodiversità europea. Sono stati istituiti per contrastare la perdita di biodiversità dovuta a urbanizzazione, agricoltura intensiva, inquinamento, cambiamento climatico e distruzione degli habitat. 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le aree Natura 2000 non sono riserve integralmente chiuse all’attività umana. La Direttiva Habitat mira a promuovere il  mantenimento della biodiversità tenendo conto anche delle esigenze economiche, sociali, culturali e regionali, contribuendo così all’obiettivo generale di uno sviluppo sostenibile. 

Perché è importante consultare i SIC?

La consultazione dei Siti di Interesse Comunitario è fondamentale per diversi motivi, sia per i professionisti che per i cittadini:

Valutazione d’incidenza: qualsiasi piano o progetto che non sia direttamente connesso o necessario alla gestione del sito, ma che possa avere incidenze significative su di esso, deve essere sottoposto ad un’appropriata valutazione dell’incidenza sugli obiettivi di conservazione del sito. Questo rende la conoscenza della localizzazione dei SIC e ZSC cruciale per la pianificazione territoriale e lo sviluppo di progetti, specialmente in settori come l’urbanistica, l’agricoltura e quello energetico.

Prevenzione del degrado: gli Stati membri devono adottare misure adeguate per evitare il degrado degli habitat naturali e di quelli delle specie, nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere conseguenze significative per gli obiettivi della direttiva. Consultare la mappa dei SIC permette di identificare le aree sensibili e di pianificare attività che siano compatibili con gli obiettivi di conservazione, evitando potenziali danni ambientali e sanzioni legali.

Pianificazione e sviluppo sostenibile: conoscere e avere accesso ai vincoli e alle opportunità offerti dalla Rete Natura 2000 permette una pianificazione più consapevole e sostenibile dello sviluppo territoriale. L’articolo 2 della Direttiva, in particolare, sottolinea che le misure adottate devono tenere conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, oltre che delle particolarità regionali e locali. La conoscenza dei SIC facilita, dunque, l’integrazione della conservazione della natura con le esigenze umane, promuovendo un approccio equilibrato allo sviluppo.

Accesso a finanziamenti: conoscere i SIC è utile anche per accedere a fondi destinati alla conservazione della natura. La partecipazione a bandi e programmi di cofinanziamento può dipendere dalla presenza o dalla vicinanza a un sito protetto, di conseguenza, la consultazione delle mappe e dei dati associati può aiutare a identificare le aree eleggibili per tali finanziamenti.

Sensibilizzazione e partecipazione pubblica: anche cittadini, studenti, guide ambientali, ecc. possono trarre vantaggio della consultazione dei SIC. Essere informati sulle aree protette del proprio territorio favorisce il rispetto dell’ambiente, la promozione del turismo sostenibile e la partecipazione attiva di tutti.

Dove si possono consultare i SIC?

La consultazione dei Siti di Interesse Comunitario può avvenire attraverso vari strumenti messi a disposizione dalle istituzioni europee e nazionali, tuttavia questi strumenti non sempre risultano molto intuitivi.

È qui che entra in gioco una risorsa fondamentale per una consultazione più interattiva e intuitiva:  il Geoportale UrbisMap.

UrbisMap: uno strumento gratuito e accessibile

UrbisMap è un Geoportale nazionale online che consente la consultazione semplice e veloce di dati territoriali e ambientali. È progettato per essere uno strumento accessibile a tutti: professionisti, amministrazioni e cittadini, senza bisogno di specifiche competenze tecniche o di praticità con software GIS.

Il Geoportale offre la possibilità di consultare gratuitamente la mappa dei Siti di Interesse Comunitario, fornendo un accesso immediato e visivo a queste aree vincolate.

Come consultare la mappa dei SIC su UrbisMap in pochi, semplici passi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Siti di Interesse Comunitario” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale

mappa siti di interesse comunitario su urbismap

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

5. Cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto, si aprirà una nuova scheda che raccoglie e dà accesso alle informazioni complete della mappa dei Siti di Interesse Comunitario.

informazioni sui siti di interesse comunitario, mappa disponibile su urbismap

Grazie a UrbisMap gli utenti possono visualizzare in dettaglio i singoli SIC, identificati da un codice univoco (ad esempio IT6030017) e dal loro nome, oltre a informazioni sulla regione di appartenenza, il loro stato (se si tratta di SIC, ZSC o entrambi), e la data di aggiornamento del dato. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione? 

A differenza di molte piattaforme tecniche, spesso riservate a un pubblico tecnico o di difficile accesso, UrbisMap è pensato per essere accessibile a tutti in modo chiaro e intuitivo.

UrbisMap si caratterizza infatti per la sua interfaccia semplice e intuitiva. Non occorre avere competenze tecniche particolari per poterlo utilizzarle: in pochi clic chiunque può ottenere le informazioni territoriali desiderate. 

Un altro grande vantaggio, oltre all’accesso gratuito del Geoportale, è la completezza delle informazioni fornite. I Siti di Interesse Comunitario possono infatti essere consultati in combinazione con altre informazioni urbanistiche e normative di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali, ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico. 

È importante sottolineare che tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente soggette a monitoraggio e aggiornamento, garantendo così l’affidabilità del dato.

In sintesi, i Siti di Interesse Comunitario rappresentano un pilastro fondamentale della politica europea per la è importantissima per professionisti, amministrazioni e cittadini non è solo una questione di conformità normativa, ma è importantissima sia per professionisti e amministrazioni, sia per i cittadini. In questo contesto strumenti come UrbisMap assumono un ruolo chiave e strategico, rendendo le informazioni sui SIC accessibili, comprensibili e fruibili da tutti. La possibilità di consultare i Siti di Interesse Comunitario in modo rapido e gratuito, è infatti un passaggio cruciale per promuovere uno sviluppo sostenibile, informato e responsabile. 

Consulta subito la mappa dei Siti di Interesse Comunitario sul Geoportale!

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Servizio tributi UrbisMap: gestione fiscale semplificata

Nell’era della digitalizzazione, Enti e  Pubbliche Amministrazioni sono chiamate a innovare i propri processi per offrire servizi più efficienti, trasparenti e accessibili.

In questo contesto UrbisMap si posiziona come partner strategico per le amministrazioni locali, offrendo una suite di strumenti pensati per facilitare la gestione urbana e territoriale.

Tra questi, il servizio tributi sviluppato da UrbisMap, emerge come una soluzione fondamentale, progettata appositamente per supportare gli Enti nella gestione efficace e semplificata delle informazioni e dei dati relativi alla fiscalità territoriale. 

L’obiettivo primario è quello di creare sistemi digitalizzati che facilitino la gestione delle entrate tributarie, garantendo un maggiore controllo e una maggiore velocità nell’intero processo.

Il servizio tributi di UrbisMap

Attualmente per il settore tributi il Geoportale offre le attività di individuazione e calcolo, anche storico, delle aree edificabili o produttive e del loro valore, ottimizzando il processo di richiesta delle imposte.

Il servizio tributi di UrbisMap è però pensato per essere personalizzato e adattato alle richieste delle amministrazioni, in modo da soddisfare le esigenze di ogni Ente. 

Un esempio emblematico di questa personalizzazione è rappresentato dal lavoro svolto per il Comune di Terralba. 

Prima dell’implementazione del servizio personalizzato, il personale del settore finanziario di questo Comune affrontava diverse criticità che rallentavano la raccolta degli oneri e dei tributi dalle attività commerciali presenti sul territorio. 

Tra i problemi principali vi erano:

  • Ridotta disponibilità di personale
  • Limitata specializzazione nell’uso degli strumenti digitali disponibili
  • Assenza di software capaci di fornire una lettura immediata e mirata dei dati necessari per il calcolo dei tributi

Nello specifico, per il calcolo e la richiesta dei tributi alle attività produttive (come la TARI), il personale era costretto a navigare manualmente tra centinaia di pratiche all’interno dello sportello SUAPE alla ricerca di quelle di proprio interesse, ovvero quelle di avvio, variazione o cessazione attività.

Questo processo era estremamente dispendioso in termini di tempo e risorse, dato che le informazioni necessarie per il calcolo dei tributi vanno ricercate all’interno della modulistica SUAPE. Questa situazione rendeva dunque difficile la raccolta tempestiva delle entrate tributarie e rallentava, di conseguenza, l’intero sistema.

La soluzione di UrbisMap: una personalizzazione mirata e strutturata

Per affrontare queste sfide, dopo aver attivato il servizio di interoperabilità SUAPE per il Comune di Terralba, UrbisMap ha implementato una personalizzazione dedicata esclusivamente agli operatori del settore tributi del Comune. 

Questa soluzione ha rivoluzionato il modo in cui vengono gestite le pratiche SUAPE per fini tributari, basandosi su funzionalità chiave che hanno snellito e accelerato il processo:

1. Visualizzazione filtrata e mirata delle pratiche SUAPE: 

Il sistema è stato configurato per mostrare solo le pratiche SUAPE di avvio, variazione e cessazione attività, che sono le uniche di interesse per l’ufficio tributi comunale.

Questo filtro elimina la necessità per gli operatori di cercare manualmente tra pratiche irrilevanti. Inoltre, la ricerca può essere ulteriormente modificata dall’utente tramite maschere di ricerca personalizzabili, utilizzando criteri come nome e cognome, codice fiscale, partita IVA o un arco temporale specifico. 

Le pratiche, in più, vengono anche georeferenziate su mappa all’interno del Geoportale, rendendo la loro consultazione ancora più intuitiva e immediata. 

Questi aspetti, nel pratico, implicano quindi una velocità e una semplificazione notevoli della fase di ricerca delle pratiche.

2. Estrazione automatica dei dati rilevanti: 

Un aspetto cruciale della personalizzazione del servizio, è la capacità del sistema di estrarre automaticamente dalle modulistiche delle pratiche le voci rilevanti per il calcolo dei tributi.

Ad esempio, informazioni come la superficie commerciale, fondamentale per il calcolo della TARI, vengono immediatamente rese disponibili all’operatore. 

All’interno delle singole pratiche, gli operatori possono accedere, non solo ai dati estratti, ma anche a tutti gli allegati, l’anagrafica e i moduli caricati dal cittadino, fornendo un quadro completo per la determinazione dell’imposta.

3. Controllo retroattivo delle istanze: 

La personalizzazione del servizio ha introdotto la possibilità per l’ufficio di verificare e calcolare anche le istanze a ritroso, effettuando un controllo approfondito sulle pratiche delle annualità precedenti. Questo permette di accertarsi che non vi siano richieste di tributi precedenti e di recuperare introiti potenzialmente persi, garantendo un recupero puntuale per il Comune.

4. Sistema di notifiche automatiche: 

Per garantire che nessuna pratica rilevante venga persa o trascurata, la personalizzazione ha incluso un servizio di allert che notifica, solo agli operatori abilitati al servizio, l’arrivo di una nuova pratica di avvio, variazione o cessazione all’interno dello sportello SUAPE. Questo avviso consente agli operatori di non perdere più traccia delle pratiche in arrivo di proprio interesse, e di procedere in maniera puntuale con le operazioni di richiesta dei tributi alle attività produttive.

I benefici per la Pubblica Amministrazione

L’adozione e la personalizzazione del servizio tributi di UrbisMap portano a benefici concreti e misurabili per le amministrazioni locali e, di riflesso, anche per i cittadini:

Maggiore accuratezza e aumento del gettito fiscale: gli operatori hanno immediatamente a disposizione la documentazione necessaria per il calcolo dei tributi, garantendo una maggiore accuratezza nella loro determinazione. Ciò si traduce in un aumento del gettito fiscale per il Comune e in un recupero puntuale degli introiti.

Velocizzazione e semplificazione operativa: La fase di ricerca delle pratiche viene enormemente semplificata e accelerata, in quanto vengono mostrate già filtrate, 

velocizzando le operazioni di richiesta dei tributi e il pagamento da parte delle attività e migliorando, di conseguenza, la liquidità delle casse comunali. 

Digitalizzazione e snellimento burocratico: il servizio offerto da UrbisMap si sposa perfettamente con i concetti di semplificazione, digitalizzazione e snellimento della Pubblica Amministrazione. Processi più veloci e puntuali riducono i tempi di attesa per i cittadini, migliorando anche l’efficienza burocratica.

Maggiore controllo e tracciabilità: la possibilità di effettuare controlli retroattivi sulle pratiche degli anni precedenti e di ricevere notifiche automatiche, garantisce che nessuna documentazione venga trascurata e che la gestione delle entrate tributarie sia sempre sotto controllo, fornendo ai tecnici tutta la documentazione necessaria a portata di mano.

In sintesi, il servizio tributi di UrbisMap, con la sua interoperabilità con lo sportello SUAPE e la sua flessibilità di personalizzazione, rappresenta un esempio di come l’innovazione digitale possa fare la differenza nella gestione quotidiana della Pubblica Amministrazione.

Offrendo strumenti mirati che rispondono alle esigenze specifiche degli uffici comunali, UrbisMap contribuisce concretamente a costruire una Pubblica Amministrazione più efficiente e puntuale.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio tributi di UrbisMap e sulle personalizzazioni disponibili? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per il tuo Comune!

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 Regio Decreto 3267/1923 (Legge Serpieri) disponibile su UrbisMap

Il 24 marzo 2023 si è celebrato il centenario del Regio Decreto n.3267 del 30 dicembre 1923, intitolato “Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani”. Questa normativa, meglio conosciuta come Legge Serpieri, è stata una pietra miliare nella storia ambientale italiana, fornendo una prima e organica sistemazione delle diverse disposizioni in materia forestale. 

Cos’è la Legge Serpieri?

Emanata in virtù della legge di delegazione n.1601 del 3 dicembre 1922, e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.117 del 17 maggio 1924, con entrata in vigore il 1 giugno 1924, la Legge Serpieri rappresenta la prima sistemazione organica delle diverse disposizioni in materia forestale italiana.

Il Contesto storico e gli obiettivi originari

La Legge Serpieri fu il culmine di un lungo percorso legislativo e di un acceso dibattito scientifico e giuridico risalente alla Legge di unificazione forestale del 1877 (Legge Majorana-Calatabiano). 

Fino a quel momento, la legislazione forestale si era concentrata prevalentemente sulla difesa idrogeologica, tuttavia, nel primo 900 emerse la consapevolezza che il bosco doveva essere considerato anche come un fattore fondamentale per lo sviluppo economico del Paese. 

Serpieri, con la Legge 3267/1923, fu l’artefice di questa nuova visione, legando per la prima volta le scelte di politica forestale a quelle di politica economica. 

L’obiettivo primario era quello di superare la precedente impostazione, che vedeva il bosco principalmente come mezzo di difesa idrogeologica, riconoscendogli anche un valore economico e sociale intrinseco. 

Il Regio decreto 3267/1923 era una norma corposa, composta da 7 titoli e 186 articoli, successivamente attuata da un Regolamento di applicazione di 193 articoli nel 1926 (Regio Decreto n.1126 del 16 maggio 1926). La sua applicazione venne estesa anche alle “Terre Redente”, ovvero alle province come Istria, Dalmazia, Venezia Giulia e il Trentino, acquisite dopo la Grande Guerra e dove vigevano legislazioni diverse.

Le disposizioni fondamentali della Legge Serpieri 1923

La Legge si articolava in diverse sezioni chiave, ciascuna con un ruolo specifico nella tutela e gestione del patrimonio forestale e montano:

Vincolo per scopi idrogeologici: l’art.1 sottopone a vincolo i terreni di qualsiasi natura e destinazione che, a causa di utilizzi contrastanti con le norme (in particolare gli articoli 7,8 e 9, relativi a dissodamenti, cambiamenti di coltura e pascolo), possano perdere stabilità o turbare il regime delle acque arrecando danno pubblico. 

Altri vincoli: oltre al vincolo idrogeologico, la legge prevede di imporre vincoli su boschi anche per ragioni di:

  • difesa da calamità naturali: per boschi che proteggono terreni o fabbricati da valanghe, rotolamento di sassi, venti, ecc.
  • difesa militare: su disposizione delle Amministrazioni dello Stato, in caso di limitazioni d’uso dovute a questi vincoli, è previsto un congruo indennizzo per i proprietari, che viene calcolato sulla base dei minori redditi derivanti dalle limitazioni.

Sanzioni e  attività di Polizia Forestale: la legge prevede diffide verbali e sanzioni per ogni pianta non “operata” (potata, tagliata o disinfestata). 

Rimboschimento e sistemazioni idraulico-forestali:la Legge incentiva il rimboschimento delle zone montane, anche a spese dello Stato, e prevede l’acquisto o l’esproprio di terreni per la costituzione del demanio forestale. I lavori di sistemazione idraulico-forestale dei bacini montani devono essere coordinati con opere di bonifica e le aree rimboschite non possono essere destinate a coltura agraria.

Gestione del patrimonio silvo-pastorale: i boschi e i pascoli appartenenti a Comuni e altri Enti devono essere gestiti in conformità a un piano economico approvato o prescritto dal Comitato forestale. 

Assistenza e propaganda: il Ministero dell’Economia Nazionale si assume l’onere di provvedere all’istruzione forestale, assistenza e consulenza. Vengono inoltre fornite piante e sementi per la ricostruzione boschiva ai singoli cittadini che ne facevano richiesta.

Evoluzione e rilevanza attuale della Legge Serpieri

La Legge Serpieri ha profondamente segnato lo sviluppo del diritto forestale e montano italiano. Nonostante alcune parti siano state abrogate o modificate nel tempo, come nel caso degli articoli 92-99 (che riguardavano gli incoraggiamenti per la bonifica integrale, poi riordinata da una legge specifica nel 1933), i suoi principi fondamentali rimangono ancora oggi validi. 

La sua influenza è visibile in normative successive, come:

  • Il Codice Civile del 1942 (Art. 866 e 867) ha assorbito e rafforzato i principi del vincolo idrogeologico e le limitazioni alla proprietà fondiaria per la tutela idrogeologica e igienica.
  • La Legge Galasso (L. 431/1985) per la tutela paesaggistica, ha incluso tutti i territori coperti da bosco tra i beni tutelati “ope legis”
  • Il Testo Unico delle Foreste e delle Filiere Forestali (D.lgs. 34/2018) continua a promuovere una gestione attiva e razionale del bosco, bilanciata con esigenze idrogeologiche, paesaggistiche e ambientali. 
  • Le Prescrizioni di massima e norme di polizia forestale, inizialmente provinciali e divenute poi leggi regionali e regolamenti, estendendo le disposizioni di gestione e prevenzione incendi a tutte le aree boscate, non solo a quelle vincolate idrogeologicamente.

La Legge Serpieri ha anticipato quindi il concetto di multifunzionalità del bosco, che si è arricchito nel corso del tempo con valenze paesaggistiche, ambientali, di biodiversità e di mitigazione del cambiamento climatico.

Ad oggi, le funzioni amministrative in materia di agricoltura e foreste sono state trasferite alle regioni a partire dal D.P.R. 616/1977, che sono quindi ora responsabili dell’individuazione delle fasce di rischio idrogeologico e della loro integrazione negli strumenti urbanistici.

Dove e come consultare la Legge Serpieri 1923: l’importanza di UrbisMap

Per verificare se un terreno è sottoposto a vincoli ai sensi del Regio Decreto 3267/1923, è possibile utilizzare il Geoportale UrbisMap come strumento di consultazione gratuito. 

Farlo è semplicissimo, anche per chi non possiede competenze tecniche:

1. Vai su www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Regio Decreto Legge 3267 del 1923” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite le informazioni relative al punto cliccato e ti verrà indicato se è gravato da vincolo e l’articolo del R.D.L 3267/1923 di riferimento. 

5. Cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto, si aprirà una nuova scheda che raccoglie e dà accesso a tutti gli articoli completi del Decreto, garantendo una consultazione facile e completa.

accedi agli articoli completi della Legge Serpieri sul Geoportale UrbisMap

La consultazione di questa mappa è di fondamentale importanza sia per tecnici e professionisti che devono verificare la fattibilità di un progetto con i vincoli esistenti, per cittadini che devono valutare l’acquisto di un terreno o un’immobile, ma anche per Enti locali e Amministrazioni per attività do pianificazione o verifica ambientale.

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

A differenza di molte piattaforme tecniche, spesso riservate a un pubblico tecnico o di difficile accesso, UrbisMap è pensato per essere accessibile a tutti in modo chiaro e intuitivo.

UrbisMap si caratterizza infatti per la sua interfaccia semplice e intuitiva. Non occorre avere competenze tecniche particolari per poterlo utilizzarle: in pochi clic chiunque può ottenere le informazioni territoriali desiderate. 

Un altro grande vantaggio, oltre all’accesso gratuito del Geoportale, è la completezza delle informazioni fornite. I vincoli del Regio Decreto 3267/1923 possono infatti essere consultati in combinazione con altre informazioni urbanistiche e normative di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali, ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico. 

È importante sottolineare che tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente soggette a monitoraggio e aggiornamento, garantendo così l’affidabilità del dato. 

In sintesi, la Legge Serpieri è ancora oggi una delle norme più incisive per la tutela del territorio e la prevenzione dei rischi naturali.

Verificare la presenza di vincoli idrogeologici prima di qualsiasi intervento edilizio è di fondamentale importanza per evitare sanzioni, la bocciatura di progetti o danni ambientali. Grazie a UrbisMap, oggi questa verifica è rapida, gratuita e accessibile a tutti, facilitando la comprensione e l’applicazione dei vincoli per la salvaguardia del patrimonio ambientale.

Consulta subito il Regio Decreto 3267/1923 sul Geoportale!

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L’importanza della pubblicazione dei piani urbanistici

La pubblicazione dei piani urbanistici è oggi una delle sfide centrali per una Pubblica Amministrazione digitale, efficiente e trasparente.

Oltre a rappresentare un obbligo normativo, si configura come un atto strategico in grado di semplificare l’accesso alle informazioni urbanistiche, favorire la partecipazione dei cittadini e supportare i professionisti del settore nelle loro attività quotidiane.

All’interno di questo scenario, strumenti come UrbisMap, che offrono un servizio di consultazione e pubblicazione dei piani urbanistici gratuita sul Geoportale, si rivelano fondamentali per una gestione ordinata, accessibile e trasparente del patrimonio urbanistico.

Perché la pubblicazione dei piani urbanistici è fondamentale? 

La pubblicazione dei piani urbanistici è di fondamentale importanza per diversi motivi legati sia alla normativa vigente, sia ai principi di trasparenza, efficienza e partecipazione pubblica.

1. Trasparenza e accessibilità per tutti i cittadini: 

Uno degli obiettivi primari è quello di garantire che l’informazione relativa alla pianificazione territoriale sia facilmente consultabile da chiunque. Un accesso agevole e immediato ai piani in vigore, o a quelli in fase di approvazione, permette a cittadini, professionisti e amministrazioni di avere sempre a portata di mano tutta la documentazione urbanistica. Questo favorisce la trasparenza dell’azione amministrativa, costruendo fiducia tra Ente Pubblico e cittadini.

2. Ottimizzazione del lavoro per professionisti e Pubbliche Amministrazioni:
Professionisti come architetti, geometri, ingegneri o agenti immobiliari necessitano costantemente di accedere a dati urbanistici aggiornati. La disponibilità online di questi dati semplifica enormemente il loro lavoro quotidiano, in quanto gli permette di consultare rapidamente e in ogni momento le normative, di verificare le destinazioni d’uso dei terreni e di lavorare in linea con le disposizioni vigenti.

Anche per le Pubbliche Amministrazioni, la pubblicazione digitale di piani e norme porta ad una gestione più efficiente del proprio patrimonio informativo territoriale.

La possibilità di pubblicare non solo i piani in vigore, ma anche quelli in fase di approvazione, garantisce l’accesso a una documentazione completa e riduce il carico di lavoro per la ricerca e la fornitura di informazioni.

3. Obbligo legale per le Pubbliche Amministrazioni

Le Pubbliche Amministrazioni, secondo l’art.39 del Decreto Legislativo n.33 del 14 marzo 2013 (insieme al decreto legislativo 97/2016 che ha introdotto l’accesso civico generalizzato, il cosiddetto FOIA), le amministrazioni sono obbligate a pubblicare online gli atti di governo del territorio, come piani territoriali, piani di coordinamento, piani paesistici, strumenti urbanistici, generali e di attuazione, nonché le loro varianti. 

La pubblicazione online è persino una condizione di efficacia normativa degli atti, senza pubblicazione, infatti, l’atto resta inefficace e non vincolante legalmente.

4. Prevenzione della corruzione

L’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha ribadito che le varianti urbanistiche, soprattutto quelle che assegnano diritti edificatori ai privati, devono essere pubblicate sin dalla presentazione, e non solo dopo l’adozione, in modo tale da diminuire i rischi di decisioni discrezionali non giustificate. In questo modo ogni fase del procedimento diventa trasparente e verificabile. 

UrbisMap: il Geoportale per la pubblicazione e consultazione dei piani urbanistici

UrbisMap si presenta come una risposta concreta alle esigenze appena descritte. Si tratta di un Geoportale nazionale progettato per aiutare Enti Pubblici, amministrazioni, liberi professionisti e cittadini privati a visualizzare e consultare, in pochi clic, piani urbanistici, dati catastali e normative di tutto il territorio nazionale. 

Il suo obiettivo è quello  di centralizzare e uniformare l’accesso ai dati urbanistici italiani e si propone di risolvere una delle principali criticità della pianificazione urbanistica in Italia: la frammentazione e la scarsa accessibilità dei dati. 

Il servizio si rivolge a:

  • Pubbliche Amministrazioni e Enti che vogliono digitalizzare e pubblicare i propri strumenti urbanistici
  • Cittadini che vogliono consultare le informazioni urbanistiche del proprio territorio 
  • Professionisti che hanno bisogno di uno strumento pratico per la propria attività.

Come le Pubbliche Amministrazioni possono pubblicare i loro piani su UrbisMap

Il processo di pubblicazione dei piani urbanistici, dei dati catastali e della normativa su UrbisMap è semplice, veloce e totalmente gratuito, strutturato per rispondere alle esigenze degli Enti. 

Il servizio è composto da pochi semplici step, vediamoli:

1. Fornitura dei dati: L’Ente interessato deve semplicemente inviare i dati tramite email all’indirizzo dati@urbismap.com  in formato vettoriale, shapefile o dwg, richiedendo la pubblicazione dei propri piani. 

2. Elaborazione e pubblicazione: in pochi giorni, il team di UrbisMap si occupa di elaborare, georeferenziare e pubblicare i dati sul Geoportale.

3. Aggiornamenti: una volta pubblicato, il piano viene aggiornato periodicamente in base alle nuove varianti o modifiche approvate.

Quali piani è possibile pubblicare su UrbisMap?

UrbisMap supporta la pubblicazione di una vasta gamma di strumenti urbanistici, dal Piano Regolatore Generale (PRG), Piano Urbanistico Comunale (PUC) o Piano del territorio, fino ai piani attuativi di specifiche aree urbanistiche, come quelli per i centri storici. Ma ancora:

  • Programmi di Fabbricazione (PdF)
  • Piani di zona per l’edilizia economica e popolare (PEEP)
  • Piani per insediamenti produttivi (PIP)
  • Piani per l’assetto idrogeologico (PAI)
  • Piani di classificazione acustica

Come accennato poco sopra, i dati devono essere inviati in formato digitale, nello specifico in formato shapefile o in dwg, se il Comune o l’Ente per cui lavori è ancora dotato di documentazione cartacea non è un problema: scopri il servizio di digitalizzazione di UrbisMap e contattaci per trovare la soluzione migliore per la tua amministrazione!

I piani possono essere pubblicati solo se già in vigore?

UrbisMap non si limita alla pubblicazione dei soli piani in vigore. Una caratteristica distintiva è la possibilità per le PA di sfruttare la piattaforma anche durante l’iter procedurale che anticipa l’entrata in vigore di un piano, soprattutto durante la fase di evidenza pubblica. Questo permette ai cittadini di monitorare le proposte e partecipare attivamente alla loro stesura. 

Inoltre, per un principio di accessibilità e trasparenza, l’amministrazione può scegliere di pubblicare i piani decaduti, fornendo un quadro storico completo della pianificazione del territorio.

Vantaggi per Enti e Pubbliche Amministrazioni

– Zero costi di pubblicazione

– Riduzione dei tempi di consultazione 

– Maggiore trasparenza e accessibilità

– Rispetto delle norme sulla pubblicazione e trasparenza amministrativa

UrbisMap come ponte tra cittadini e Pubbliche Amministrazioni

La forza di UrbisMap risiede nella sua funzione unificatrice che, all’interno di un sistema spesso disomogeneo e frammentato, mette in comunicazione cittadini, tecnici e amministrazioni. 

Facilità d’uso per tutti

Il Geoportale è progettato per essere facilmente utilizzabile da chiunque, anche da utenti meno tecnici, abbattendo così le barriere di accesso alle informazioni urbanistiche.

Accesso in tempo reale

Cittadini e professionisti possono verificare in tempo reale la normativa vigente e  la nuova pianificazione che l’Ente intende approvare, aspetto cruciale per la precisione, la tempestività delle decisioni individuali e professionali.

Documentazione completa sempre a portata di mano

Con UrbisMap tecnici, cittadini e PA avranno sempre a portata di mano tutta la documentazione urbanistica relativa all’Ente, riducendo le richieste di accessi agli atti e i lunghi iter burocratici che hanno sempre caratterizzato la ricerca di queste informazioni.

In questo senso, UrbisMap non è solo come Geoportale che raccoglie dati urbanistici, ma funziona come ponte che unisce le esigenze di tutte le parti coinvolte, che fanno finalmente  riferimento a un’unica piattaforma online e gratuita.

Come consultare i piani urbanistici su UrbisMap 

Consultare i piani urbanistici su UrbisMap è estremamente intuitivo. Basta andare sul sito www.urbismap.com , fare la registrazione gratuita ed effettuare il login per accedere al Geoportale. 

Attraverso pochi e semplici passaggi, l’utente può:

– Ricercare e selezionare il comune o la zona di interesse

– Geolocalizzarsi su  mappa e visualizzare le informazioni urbanistiche relative al punto cliccato

– Consultare la documentazione tecnica e le normative vigenti

– Scaricare i documenti allegati disponibili per quella determinata zona, come le norme tecniche di attuazione o il regolamento edilizio

– Scaricare un report di destinazione urbanistica che contiene, in un unico documento, tutte le informazioni urbanistiche e normative del punto interrogato.

In sintesi, scegliere di pubblicare i piani urbanistici del proprio Ente con UrbisMap, non significa solo adempiere a un obbligo normativo, ma migliorare il funzionamento dell’amministrazione, facilitare il lavoro dei professionisti del settore e offrire ai cittadini uno strumento di consultazione semplice ed efficace.

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi disponibile su UrbisMap

Le Alpi italiane sono un patrimonio naturale di inestimabile valore, ma sono anche scenari in rapida evoluzione e ambienti sempre più vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici. 

Le stagione estive alpine sono testimoni di un’incidenza crescente di eventi disastrosi, come crolli di roccia e colate detritiche, che mettono a rischio la sicurezza di chi vive e frequenta la montagna. 

Per monitorare e comprendere questi fenomeni, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso il gruppo GeoClimAlp dell’istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (Cnr-Irpi), ha sviluppato uno strumento fondamentale: il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi italiane.

Cos’è il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi?

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi italiane è un database che registra i processi di instabilità naturale avvenuti negli ambienti alpini italiani ad una quota superiore ai 1500 metri sul livello del mare. Questo strumento è in continuo aggiornamento, con la versione più recente che include dati relativi ai fenomeni verificatisi tra il 2000 e il 2023.

In questa ultima fase di aggiornamento, il Catasto ha censito un totale di 1120 processi di instabilità naturale, principalmente frane, colate detritiche e instabilità glaciale.

In particolare, fra le tipologie di eventi più frequenti vengono segnalate 443 colate detritico-torrentizie, il 39,6% del totale, 332 crolli di roccia, il 29,6% del totale. 

Analizzando la distribuzione geografica di questi eventi nel periodo 2000-2023, le regioni italiane maggiormente interessate sono state:

Valle d’Aosta, con 415 processi (il 37,1% del totale) 

Trentino Alto Adige, con 296 processi (26,4%)

Lombardia, con 164 processi (14,6%)

Piemonte, con 162 processi (14,5%)

È importante notare che più della metà (56%) degli eventi si verifica durante la stagione estiva, evidenziando una correlazione con le condizioni climatiche di quel periodo.

Precedenti versioni del catasto, aggiornate fino al 2022, contenevano informazioni su 772 processi di instabilità, con crolli di roccia e colate detritico-torrentizie come tipologie più diffuse. Le regioni più colpite in quel periodo erano la Valle d’Aosta, la Lombardia e il Piemonte , l’incremento del numero di eventi registrati tra il 2022 e il 2023 riflette sia l’aggiornamento dei dati che una potenziale intensificazione dei fenomeni.

L’importanza del Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi

L’importanza del Catasto delle frane di alta quota nelle alpi risiede nella sua funzione di strumento conoscitivo fondamentale per comprendere e affrontare gli impatti del cambiamento climatico sugli ambienti di alta quota. 

Le Alpi, con la loro criosfera (neve, ghiaccio, permafrost) sono considerate indicatori sensibili dei mutamenti climatici a causa della loro rapida risposta al riscaldamento globale. Il Catasto evidenza, infatti, una chiara tendenza all’aumento delle temperature e alla conseguente degradazione del permafrost, che agisce come una sorta di collante naturale all’interno delle fratture della roccia.

Quando il permafrost si scioglie, la sua capacità di stabilizzare i versanti diminuisce, aumentando l’instabilità delle pareti rocciose. Il problema però, è che la velocità con cui questo processo sta avvenendo è considerata “eccezionale”. Gli studi indicano che l’aumento delle temperature, anche in assenza di piogge intense, è un fattore chiave nell’innesco dei crolli di roccia, le proiezioni future per le Alpi non sono dunque rassicuranti: si prevede un aumento della temperatura media annuale di oltre 1,5°C, con la possibile estinzione di molti ghiacciai entro il 2050 e un’intensificazione degli eventi estremi e dei danni alle infrastrutture, con conseguente aumento dei costi per la messa in sicurezza.

La raccolta sistematica di questi dati è sicuramente un primo passo essenziale per definire scenari di pericolosità e rischio. 

In particolare, con la crescente frequentazione della montagna per attività turistiche e ricettive, l’aumento dei fenomeni franosi comporta sicuramente maggiori pericoli e rischi per le persone. Le analisi di rischio risultano quindi essere cruciali per supportare le autorità nelle decisioni di mitigazioni e per migliorare le politiche di prevenzione e intervento.

L’esempio emblematico di Bardonecchia

Un esempio significativo è la colata detritica che ha colpito Bardonecchia il 13 agosto 2023. L’evento, causato da una cella temporalesca sulla testata del bacino del torrente Frejus, ha mostrato come fenomeni apparentemente improvvisi possano verificarsi anche in assenza di precipitazioni significative percepite localmente. Il sopralluogo post-evento, che fortunatamente non ha causato vittime, ha evidenziato come la colata abbia invaso l’abitato, danneggiando edifici e infrastrutture e intasando completamente l’alveo in alcuni tratti. 

Questo caso sottolinea la necessità di un monitoraggio continuo e di strategie di prevenzione per proteggere le comunità montane. 

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi è dunque uno strumento cruciale a supporto delle decisioni per la pianificazione territoriale, la protezione civile e altre attività, contribuendo a migliorare le politiche di prevenzione e intervento. 

La prevenzione parte dalla raccolta di informazioni sulle frane del passato e dallo studio dettagliato delle pareti più frequentate, attraverso strumenti avanzati di monitoraggio.

Dove si può consultare il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi è consultabile direttamente online e gratuitamente sul Geoportale UrbisMap

Il webgis consente una consultazione semplice e veloce, intuitiva anche per coloro che non hanno dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali. 

Per consultare il catasto delle frane ad alta quota nelle alpi segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com  ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi ancora uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, nella sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale.

catasto delle frane di alta quota nelle alpi italiane su UrbisMap

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

catasto delle frane di alta quota nelle alpi italiane su UrbisMap: evento franoso di Bardonecchia

Per ogni punto della mappa segnalato, viene fornita una serie di informazioni, tra cui:

  • la tipologia dell’evento, ad esempio un evento franoso
  • l’ identificativo univoco dell’evento nel database, che serve per distinguere ogni evento registrato
  • la data in cui si è verificato l’evento
  • l’altitudine alla quale si è verificato l’evento 
  •  il tipo di processo geomorfologico coinvolto 

A chi serve consultare il catasto delle frane di alta quota nelle Alpi?

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi è uno strumento prezioso e molto utile per tante figure diverse. 

Ad esempio, i geologi e i tecnici che lavorano con il territorio, lo possono utilizzare per studiare la stabilità dei versanti e comprendere quali zone sono maggiormente soggette a movimenti del terreno. Questo aspetto è molto importante per prevenire danni e incidenti, specialmente in un contesto fragile come quello alpino.

Anche la Protezione Civile e gli Enti locali possono consultare spesso il catasto per pianificare interventi di messa in sicurezza o per decidere, per esempio, se è necessario chiudere momentaneamente sentieri o strade. Avere accesso a queste informazioni è fondamentale per gestire il rischio e proteggere le persone, specialmente in aree altamente frequentate da turisti. 

Il catasto è utilissimo anche per professionisti, come ingegneri e architetti, che si occupano della progettazione di infrastrutture, che possono utilizzarlo per comprendere il livello di sicurezza di una determinata zona prima di costruire infrastrutture, rifugi, strade, ecc. Accedere a dati aggiornati sulle frane permette infatti di evitare interventi in aree instabili e di progettare strutture più resistenti.

Non meno importante è l’uso che ne possono fare i “frequentatori” della montagna, come escursionisti, alpinisti e guide alpine, che possono trarre vantaggio da queste informazioni per pianificare le proprie attività in sicurezza ed evitare zone a rischio, specialmente dopo eventi meteorologici estremi.

In sintesi, il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi italiane funziona come una sorta di cartella clinica delle montagne, registrando ogni cenno di instabilità per aiutare scienziati, soccorritori e comunità a comprendere il loro stato, prevedere potenziali pericoli e agire con consapevolezza per proteggere questi ambienti e chi li frequenta. 

Consulta subito il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi sul Geoportale!

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Gestione del patrimonio immobiliare: il caso di  A.R.E.A e di Santa Teresa di Gallura

La gestione del patrimonio immobiliare rappresenta una sfida complessa e onerosa per gli Enti e le Pubbliche Amministrazioni, che spesso si trovano a dover gestire un numero vastissimo di proprietà, di tipologie differenti e dislocate su ampi territori.

La mancanza di strumenti adeguati può trasformare questa sfida in un ostacolo, compromettendo l’efficienza, la trasparenza e la capacità di erogare servizi di qualità ai cittadini. 

In questo contesto, UrbisMap si posiziona come un partner strategico, offrendo soluzioni personalizzate per la gestione ottimale del patrimonio immobiliare pubblico.

Perché serve una gestione digitale del patrimonio pubblico

Molti Enti pubblici si trovano a gestire un patrimonio distribuito su svariati territori, spesso composto da una documentazione cartacea frammentata, con dati non aggiornati e sistemi di archiviazione poco accessibili. 

Questo, ovviamente, rende difficile:

  • conoscere con precisione lo stato di fatto degli immobili
  • pianificare gli interventi di manutenzione o valorizzazione
  • rispondere con prontezza a nuove normative e opportunità di finanziamento

La digitalizzazione del patrimonio attraverso strumenti GIS come UrbisMap, consente di centralizzare e interrogare in modo rapido e dinamico tutti i dati aggiornati, semplificando enormemente i processi decisionali e operativi. 

Il servizio di gestione del patrimonio immobiliare di UrbisMap: una soluzione digitale integrata

Il servizio di gestione del patrimonio offerto da UrbisMap si fonda sulla creazione di un sistema centralizzato e digitalizzato che consente ad Enti e Pubbliche Amministrazioni di superare le difficoltà legate a una gestione frammentata e manuale. 

L’approccio parte da una situazione iniziale spesso caratterizzata da una gestione complicata e un controllo difficoltoso dello stato attuale del patrimonio. UrbisMap interviene quindi per trasformare questa complessità in semplicità e precisione, attraverso un servizio personalizzato di gestione del patrimonio, reso disponibile sul Geoportale.

Il cuore del servizio risiede nella cartografia e nella georeferenziazione di tutte le proprietà, partendo spesso da database forniti dall’Ente stesso. Questo processo implica la mappatura su sistema GIS di tutto il patrimonio, e quindi di ogni singola proprietà, distinguendole per tipologia, destinazione d’uso e destinazione urbanistica.

Ciascuna unità immobiliare, sia essa un ufficio, un terreno o un fabbricato, viene localizzata geograficamente e arricchita di attributi fondamentali come l’indirizzo, la superficie e la tipologia.

Una volta importate le mappe e le informazioni associate sul Geoportale UrbisMap, il sistema offre una consultazione intuitiva, dettagliata e rapida dei dati. Le elaborazioni specifiche e personalizzate consentono agli operatori di accedere a tutte le informazioni di dettaglio provenienti dai dati in ingresso. 

Un’altra funzionalità chiave del servizio offerto da UrbisMap è l’implementazione di una ricerca parametrizzata avanzata, che permette di cercare direttamente il terreno o il fabbricato di interesse inserendo semplici informazioni relative all’immobile, come l’indirizzo.

Il risultato di questa ricerca può essere un elenco o direttamente il singolo immobile, visualizzabile sulla mappa con accesso diretto e immediato a tutte le informazioni ad esso associate. 

L’intero sistema è progettato per garantire la riservatezza dei dati, con l’accesso alla consultazione delle informazioni importate, sia su mappa che sotto forma di attributo, disponibile solo ed esclusivamente agli operatori dell’Ente, preservando così pienamente la privacy, pur garantendo la piena operatività.

Il caso AREA 

Un esempio emblematico dell’applicazione del servizio di UrbisMap è rappresentato dalla collaborazione con A.R.E.A. (Azienda Regionale per l’Edilizia Abitativa), un Ente pubblico economico della Regione Sardegna che si occupa di gestire le politiche abitative pubbliche in Sardegna, offrendo soluzioni abitative a persone con reddito limitato e a famiglie bisognose. Il suo ruolo include l’attuazione di interventi di edilizia residenziale con canoni di locazione agevolati, la promozione della conservazione e del recupero del patrimonio edilizio esistente, la gestione del patrimonio pubblico (anche in termini manutentivi) e la proposta di interventi edilizi e urbanistici complessi, come nuovi piani di rigenerazione urbana. 

Il contesto iniziale

Il patrimonio di A.R.E.A. è esteso, variegato e in costante evoluzione, ma fino a pochi anni fa non esisteva un sistema informatizzato unico in grado di monitorarlo e dare accesso alle informazioni aggiornate in tempo reale.

La problematica è emersa in maniera più insistente durante il periodo del Superbonus 110%, in quanto le opportunità offerte dalla normativa in termini di efficientamento energetico e ristrutturazioni, si sono scontrate con l’impossibilità di accedere facilmente a un quadro chiaro dello stato degli immobili, con conseguente ritardo o perdita di occasioni strategiche di investimento pubblico. 

A.R.E.A. affrontava quindi una problematica specifica: non possedeva uno strumento digitale che permettesse di gestire in modo efficiente e puntuale tutte le sue proprietà. Questa carenza si traduceva in una gestione complicata e un controllo difficoltoso dello stato attuale del patrimonio.

La soluzione di UrbisMap per la gestione del patrimonio immobiliare di A.R.E.A

Per rispondere alle esigenze di A.R.E.A. UrbisMap ha avviato il servizio partendo dal database fornito dall’Ente, inizialmente operando nel Comune di Carbonia e successivamente su tutta la provincia Carbonia-Iglesias.

Vediamo insieme le fasi del processo:

1. Mappatura e georeferenziazione: a partire dal database fornito da A.R.E.A. UrbisMap ha creato la cartografia e georeferenziato tutte le proprietà dell’Ente, mappate su sistema GIs e distinte per tipologia, destinazione d’uso e destinazione urbanistica.

2. Importazione e consultazione dettagliata: le mappe prodotte e le informazioni ad esse associate sono state poi importate sul Geoportale dove, tramite elaborazioni specifiche e personalizzate, è ora possibile consultare le mappe per conoscere tutte le informazioni di dettaglio. 

3. Gestione specifica per terreni: per quanto riguarda i terreni, intersecando il dato prodotto con il PUC, UrbisMap permette di visualizzare per ogni particella di proprietà dell’Ente, la superficie ricadente in una specifica zona urbanistica. Questo permette ad A.R.E.A di valutare più velocemente l’indice di trasformabilità del singolo terreno e il suo valore di mercato.

4. Gestione specifica per fabbricati: per i fabbricati, la mappatura con apposite tematizzazioni consente di identificare chiaramente la loro distribuzione sul territorio, distinguendoli per proprietà totale di A.R.E.A, per proprietà parziale e per destinazione d’uso (come alloggio, negozio, ecc).

5. Informazioni associate: l’importazione su UrbisMap ha coinvolto non solo le proprietà in termini di mappa, ma anche altre informazioni cruciali ad esse associate, come la descrizione del fabbricato, il codice UI del singolo alloggio, l’indirizzo e i dati catastali, la superficie dell’immobile, lo stato delle proprietà (venduto, locato, sfitto, ecc) e i dati relativi ai contratti di locazione in essere, con la corrispondente anagrafica dei locatori e delle manutenzioni.

6. Ricerca parametrizzata avanzata: è stata implementata una funzione di ricerca che restituisce un elenco o direttamente il singolo immobile, permettendo sia di visualizzarlo su mappa, sia di avere accesso a tutte le informazioni ad esso associate.

Vantaggi concreti per A.R.E.A e i cittadini

Il servizio personalizzato di UrbisMap di gestione del patrimonio immobiliare ha portato numerosi vantaggi concreti per A.R.E.A:

Maggiore controllo: un controllo più pratico e semplice di tutte le proprietà dislocate sul territorio

Facilità di lettura ed estrazione dei dati: i dati sono ora facilmente consultabili e immediatamente estraibili

Miglior servizio al cittadino e alle imprese: il maggiore controllo sulle proprietà dell’Ente si traduce in un miglior servizio offerto a cittadini e imprese, con immediatezza e puntualità in caso di trattative d’acquisto, manutenzioni, contratti di locazione, ma anche per interventi di nuova edificazione.

Personalizzazione del servizio di gestione del patrimonio per il Comune di Santa Teresa di Gallura: controllo e trasparenza nelle strutture ricettive

Un altro caso pratico che evidenzia la versatilità del servizio di UrbisMap è quello del Comune di Santa Teresa di Gallura, una delle mete turistiche più frequentate della Sardegna.

L’elevato numero di strutture ricettive, ufficiali e non, rappresentava una criticità per il Comune, che aveva difficoltà a:

controllare l’effettiva presenza e regolarità delle strutture

–  contrastare l’abusivismo turistico

gestire correttamente i flussi economici derivanti dalla tassa di soggiorno.

È stata quindi espressa la chiara necessità di creare un sistema centralizzato che permettesse un maggiore controllo e una gestione semplice e puntuale delle varie strutture. Uno degli obiettivi principali era anche quello di riuscire a individuare le strutture turistiche irregolari, aspetto cruciale per garantire la legalità e la qualità dell’offerta turistica.

In risposta a queste esigenze, UrbisMap ha sviluppato un sistema personalizzato per il monitoraggio delle strutture ricettive, partendo anche qui da un database di tutte le strutture registrate fornito dal Comune e dal catasto, il progetto ha previsto:

1. La mappatura completa delle strutture presenti sul territorio comunale con georeferenziazione 

2. Importazione di tutti i dati raccolti sul Geoportale UrbisMap, comprese le schede descrittive di ciascuna struttura, contenenti dati tecnici, licenze, capienza, localizzazione, ecc.

3. Implementazione di una ricerca parametrizzata che restituisce l’elenco di tutte le strutture o direttamente la singola struttura, permettendo sia di visualizzarla in mappa, sia di avere accesso a tutte le informazioni ad essa associate, come il nome dell’attività, la partita IVA, i proprietari, il numero civico, il codice ATECO, il codice IUN, la classificazione della struttura, il numero di posti letto, se si tratta di una struttura stagionale o annuale, ecc. 

La creazione di un sistema centralizzato ha dunque consentito all’amministrazione di Santa Teresa di Gallura di avere una visione d’insieme chiara e aggiornata, facilitando il monitoraggio, l’identificazione delle irregolarità e, di conseguenza, una gestione più efficiente del settore turistico del Comune.

I vantaggi trasversali per la Pubblica Amministrazione

I casi di A.R.E.A e del Comune di Santa Teresa di Gallura dimostrano che il servizio di gestione del patrimonio di UrbisMap offre vantaggi trasversali significativi per qualsiasi Pubblica Amministrazione, tra cui: 

  • Efficienza operativa: passare da una gestione complicata e difficoltosa a un controllo pratico, semplice e puntuale.
  • Decisioni informate: l’accesso immediato a dati dettagliati, come l’indice di trasformabilità dei terreni o la destinazione d’uso dei fabbricati, supporta decisioni strategiche più rapide e consapevoli.
  • Miglioramento dei servizi al cittadino e alle imprese: la maggiore puntualità e immediatezza nella gestione delle pratiche si traduce in un servizio pubblico più efficace e reattivo.
  • Conformità e trasparenza: la capacità di individuare strutture irregolari o di avere un quadro chiaro delle proprietà, aiuta le amministrazioni a garantire la conformità normativa e a operare con maggiore trasparenza.
  • Ottimizzazione delle risorse: la digitalizzazione e la centralizzazione riducono il tempo e le risorse necessarie per la gestione manuale.

Il servizio offerto ad Enti e Pubbliche Amministrazioni è dunque uno strumento indispensabile per la gestione efficiente e moderna del loro patrimonio immobiliare. 

I casi di A.R.E.A. e Santa Teresa di Gallura rappresentano due esempi concreti  ed emblematici di come la digitalizzazione del patrimonio immobiliare possa trasformare radicalmente l’operatività delle Pubbliche Amministrazioni.

In entrambi i contesti, l’introduzione di una piattaforma come UrbisMap ha permesso di superare le limitazioni di una gestione frammentata e manuale, offrendo soluzioni concrete e personalizzate. 

Attraverso la georeferenziazione, la centralizzazione dei dati e l’accessibilità delle informazioni, UrbisMap consente di ridurre i margini di errore, velocizzare i processi decisionali e garantire una visione completa e aggiornata del patrimonio pubblico. 

Il risultato è un’amministrazione più consapevole e reattiva, capace di valorizzare i propri beni, tutelare gli interessi collettivi e rispondere con efficacia alle sfide del territorio. 

In sintesi, il servizio personalizzato di UrbisMap mostra come una gestione patrimoniale “smart” possa rivoluzionare l’operato di un Ente pubblico, migliorando il servizio offerto ai cittadini e ottimizzando l’uso delle risorse. 

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di gestione del patrimonio di UrbisMap? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Carta dei Principi: guida alla gestione dei Demani Pubblici

In Italia, il concetto di “demanio pubblico” riveste un’importanza fondamentale, rappresentando una delle componenti più significative del patrimonio pubblico. 

La gestione di questo vasto e diversificato patrimonio, che comprende tutti quei beni che per loro natura o destinazione appartengono allo Stato o ad altri Enti Pubblici e sono destinati a soddisfare interessi pubblici primari, è una sfida complessa, che richiede un approccio innovativo e partecipato. 

In questo contesto, l’introduzione della Carta dei Principi per i Demani Pubblici rappresenta un passo strategico verso una gestione più efficace, trasparente e sostenibile.

Cos’è la Carta dei Principi per i Demani Pubblici?

La Carta dei Principi per i Demani Pubblici è un documento fondamentale che si propone di raccogliere e sistematizzare i principi fondamentali che riguardano la gestione, la tutela e la valorizzazione dei beni demaniali. Non possiede un valore normativo vincolante, ma fornisce un quadro etico e culturale dal quale trarre orientamento per le politiche territoriali. 

L’esempio della Sardegna: adottata la Carta dei Principi per la gestione sostenibile dei Demani Forestali Regionali

Un importante passo avanti verso l’attuazione dei principi della Carta è stato fatto dalla Regione Sardegna, che il 9 giugno 2025, ha adottato ufficialmente la Carta dei Principi per i Demani Forestali Regionali, promossa da ANARF (Associazione Nazionale Attività Regionali Forestali) e condivisa con tutte le Regioni e le Province autonome italiane. 

La Carta rappresenta uno step strategico per il futuro delle foreste pubbliche regionali e nasce dalla profonda consapevolezza che i boschi non sono da considerare unicamente come risorse ecologiche, ma piuttosto come beni collettivi che custodiscono una ricchezza intrinseca fatta di biodiversità, paesaggi e cultura.

L’Assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha dichiarato che:

“Con l’adozione della Carta affermiamo il valore pubblico dei nostri boschi e rilanciamo una visione della foresta come spazio di comunità, di educazione ambientale, di tutela e di innovazione. È un impegno per il futuro e una responsabilità che ci prendiamo verso le prossime generazioni”. 

In Sardegna, dove il patrimonio forestale fa parte dell’identità dei territori, l’adozione della Carta rafforza il ruolo della Regione anche all’interno del panorama nazionale ed europeo, grazie all’azione dell’Agenzia Forestas all’interno della rete EUSTAFOR (European State Forest Association) e alla visibilità conquistata con la European State Forest Conference ospitata sull’isola nel 2018.

I 10  principi della Carta

L’obiettivo principale della Carta è quello di definire principi guida e attivare il dibattito e la condivisione su problematiche affrontate e risolte localmente dai singoli gestori forestali, generando così idee e strategie potenzialmente replicabili in contesti diversi.

I 10 principi della Carta delineano un modello di gestione pubblica forestale che si concentra sulla cura, la trasparenza e l’interesse collettivo. Questi principi includono:

Partecipazione: la Carta promuove una partecipazione ampia di tutti i portatori di interesse nella definizione delle priorità gestionali di ciascun complesso forestale a scala locale.

Pianificazione: è essenziale reimpostare la pianificazione forestale, superando l’inefficacia di documenti voluminosi e privi di strategia. Gli obiettivi devono essere partecipati e condivisi, contribuendo allo sviluppo socio economico, ambientale e culturale locale nel rispetto della sostenibilità.

Sperimentazione e innovazione: la Carta incoraggia l ‘individuazione e  la sperimentazione di strumenti pragmatici e operativi per adattarsi alle fasi critiche. 

Protezione: il documento evidenzia la necessità di progettare la biodiversità e il valore ambientale degli ecosistemi forestali attraverso scelte gestionali che minimizzano gli impatti e rendano le aree boschive più resilienti agli effetti della crisi climatica.

Collaborazione: la collaborazione tra Regioni, Province Autonome e altri soggetti pubblici e privati è fondamentale per sviluppare sinergie, contenere i costi, ottenere finanziamenti e condividere buone pratiche.

Monitoraggio e informazione: vi è un forte bisogno di conoscenze affidabili, chiare e utili per la gestione forestale. La disponibilità di dati e analisi sui risultati della gestione dei demani è preziosissima per la pianificazione, la formazione dei tecnici e la divulgazione. 

Comunicazione: è cruciale una comunicazione a larga scala sulle attività svolte nelle foreste demaniali regionali per far conoscere l’utilità della Gestione Forestale Sostenibile (GFS), promuovere i valori paesaggistici e ambientali e stimolare il coinvolgimento delle comunità.

La situazione attuale: criticità e opportunità

La gestione dei beni demaniali in Italia presenta numerose criticità:

  • Frammentazione normativa
  • Mancanza di trasparenza, molte informazioni non sono, infatti, facilmente accessibili
  • Sfruttamento commerciale eccessivo, alcuni beni pubblici sono utilizzati per scopi privati senza alcun ritorno per la collettività.
  • Scarsa partecipazione pubblica

Tuttavia, l’esempio della Sardegna dimostra che è possibile cambiare questa condizione, avviando pratiche di gestione innovative, inclusive e sostenibili.

Il ruolo di UrbisMap: uno strumento di supporto per la gestione dei demani pubblici

In questo scenario di modernizzazione e partecipazione, strumenti come UrbisMap si rivelano indispensabili. Uno degli ostacoli principali che ostacolano una gestione equa e partecipata è la mancanza di conoscenza. 

I dati catastali, urbanistici e ambientali sono spesso disorganizzati o difficili da consultare, il Geoportale UrbisMap, in questo senso, può invece rappresentare un ponte tra istituzioni e cittadini, fornendo un accesso semplice e immediato alle informazioni urbanistiche, ambientali e normative del territorio italiano. 

Le informazioni fornite sono affidabili e certificate, provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni e sempre aggiornate grazie al sistema in cloud.

L’utilità di UrbisMap nel contesto della gestione dei beni demaniali è multiforme:

Accesso ai dati territoriali: UrbisMap semplifica la consultazione di dati urbanistici, catastali e normativi. Cliccando sulla mappa, si ottengono informazioni territoriali dettagliate, inclusi piani urbanistici (PUC, PAI, PRG, PPR ecc) e relative informazioni vincolistiche e normative, con la possibilità di salvare e stampare un report di destinazione urbanistica riassuntivo. Questo aspetto è cruciale per la gestione di qualsiasi bene demaniale, permettendo una conoscenza immediata del suo contesto legale e urbanistico.

Ricognizione e mappatura degli usi civici: un servizio particolarmente rilevante offerto da UrbisMap ad Enti e Pubbliche Amministrazioni, è quello di ricognizione e mappatura degli usi civici.
Con usi civici ci riferiamo a diritti di godimento collettivo su terreni, pubblici o privati, con vincolo paesaggistico che ne impedisce l’edificazione e ne impone l’autorizzazione paesaggistica per qualsiasi costruzione. La loro ubicazione originaria è spesso definita su mappe catastali storiche che, nel tempo, sono state soggette a diverse modifiche.
UrbisMap aiuta le Amministrazioni a superare questa complessità attraverso il proprio servizio, che comprende fasi come la ricerca e acquisizione dei decreti di istituzione, la digitalizzazione e georeferenziazione delle mappe di impianto storiche, il confronto con la cartografia catastale attuale per individuare le corrispondenze e l’identificazione delle porzioni di particelle attualmente gravate da uso civico, distinguendole per categoria (pascolo, raccolta legna, caccia, ecc.).
Il risultato è una mappa completa, aggiornata e interattiva degli usi civici che viene pubblicata sul Geoportale, una relazione tecnico-descrittiva che fornisce un quadro trasparente e supporta una gestione più efficiente e consapevole del patrimonio civico.
Questo è particolarmente importante per la pianificazione del territorio e la valorizzazione delle risorse collettive, inclusi i demani forestali, dove gli usi civici possono essere prevalenti. 

Supporto al monitoraggio e alla trasparenza: in linea con il principio della Carta sulla necessità di monitorare e informare sui risultati della gestione forestale, UrbisMap fornisce una piattaforma per la pubblicazione di mappe georeferenziate e dati precisi, rendendo le informazioni accessibili a Enti, tecnici privati e cittadini. Questo favorisce la consapevolezza e la trasparenza, elementi chiave per una gestione partecipata e responsabile.

Come UrbisMap si collega alla Carta dei Principi

Con UrbisMap i principi della Carta trovano un’applicazione pratica, in particolare:

  • Accessibilità: UrbisMap permette a chiunque, tecnici, privati, cittadini e PA, di accedere alle informazioni territoriali a livello nazionale.
  • Trasparenza: i dati sono pubblici, consultabili e organizzati in modo chiaro e intuitivo, anche per chi non possiede competenze tecniche. Questo favorisce la partecipazione civica e il controllo trasparente delle trasformaz
  • Partecipazione: grazie al Geoportale, tutti possono monitorare i cambiamenti del territorio e accedere alle informazioni in autonomia
  • Pianificazione consapevole: amministratori e tecnici possono pianificare interventi tenendo conto di vincoli e situazioni territoriali aggiornate raccolte in un’unica piattaforma.

In questo modo la Carta dei Principi non rimane un documento teorico, ma diventa un vero e proprio strumento operativo, concretizzato anche grazie a strumenti come UrbisMap. 

In sintesi, la Carta dei Principi per i Demani Pubblici e l’adozione di strumenti come il Geoportale UrbisMap rappresentano un modello virtuoso per la gestione del patrimonio pubblico italiano.

Promuovendo aspetti come la partecipazione, la pianificazione strategica, l’innovazione, la collaborazione e la trasparenza, si mira a massimizzare il valore economico e sociale di questi beni, garantendone la cura e la valorizzazione per le generazioni future. 

L’integrazione di politiche mirate con l’efficienza di strumenti digitali sembra quindi la chiave per un futuro in cui il demanio sia veramente un bene comune, gestito in modo efficiente e al servizio dell’intera collettività.

Vuoi ricevere maggiori informazioni su come UrbisMap può aiutare il tuo Comune nella gestione dei Demani Pubblici? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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