Misura 1.3.1 PNRR: come integrare i numeri civici georeferenziati con UrbisMap

Con la pubblicazione del nuovo Avviso relativo alla Misura 1.3.1 del PNRR, l’Italia continua il proprio percorso verso una digitalizzazione sistemica delle informazioni territoriali attraverso il potenziamento della PDND. 

Uno degli obiettivi principali di questa Misura, come ti raccontiamo in questo articolo, è l’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane (ANNCSU) con i numeri civici georeferenziati.

Attualmente molti Comuni italiani, pur disponendo di un proprio stradario e dell’elenco dei numeri civici, non possiedono i dati geolocalizzati.

È all’interno di questo scenario che UrbisMap si propone come partner operativo per le Pubbliche Amministrazioni, offrendo un servizio completo di ricognizione, mappatura e georeferenziazione dei numeri civici, integrabile con ANNCSU attraverso le API della PDND.

Numeri civici georeferenziati: un patrimonio da valorizzare

La maggior parte dei Comuni italiani, possiede uno stradario comunale strutturato e un elenco ufficiale dei numeri civici, però spesso questi dati non sono associati a coordinate geografiche.

L’assenza di una georeferenziazione impedisce ed ostacola l’interoperabilità tra sistemi, rendendo più difficile l’erogazione dei servizi.

UrbisMap si propone di trasformare questi elenchi comunali in dataset geospaziali strutturati, pronti per essere conferiti all’ANNCSU in piena conformità con le indicazioni dell’Avviso della Misura 1.3.1 del PNRR.

Il servizio di UrbisMap: un processo multifase per la georeferenziazione dei numeri civici

Il servizio offerto da UrbisMap alla PA è concepito per individuare e posizionare i civici in mappa, in modo che questi siano geolocalizzati. 

Questo lavoro si articola in più step, che includono sia fasi di ricognizione che di integrazione software.

Ecco le fasi principali del servizio:

1. Ricognizione visiva: il primo step del processo consiste nella ricognizione visiva tramite strumenti informatizzati come Google Street View, che consente un posizionamento iniziale dei numeri civici sulla mappa, allineando i dati dello stradario comunale con la realtà territoriale e identificando eventuali discrepanze.

2. Ricognizione sul campo: dopo la ricognizione digitale segue la fase cruciale di ricognizione in loco. Questo avviene attraverso l’impiego di strumenti GPS da parte di un team specializzato che opera fisicamente sul territorio.

L’obiettivo è il posizionamento accurato di ogni numero civico e l’assegnazione di coordinate geografiche corrette a ogni punto.

Durante questa fase, il servizio prevede anche la segnalazione al Comune di eventuali criticità, come ad esempio:

  • Civici presenti fisicamente sul territorio ma non presenti nell’elenco comunale
  • Civici presenti nell’elenco comunale ma non riscontrabili fisicamente sul territorio.

3. Restituzione shapefile aggiornato: il risultato finale di queste fasi di ricognizione è uno shapefile di elementi puntuali (uno per ogni civico) aventi come informazioni il nome della via, il numero civico e le coordinate geografiche.

Oltre al supporto operativo nella fase di rilevamento e validazione, il servizio di UrbisMap prosegue con ulteriori passaggi cruciali per completare la georeferenziazione e l’integrazione con ANNCSU e PDND.

In particolare:

Analisi e validazione dati: vengono analizzati i dati esistenti nell’ANNCSU per il Comune, verificando la completezza, la coerenza e l’assenza di duplicati. L’obiettivo è quello di recuperare e validare i dati esistenti per comprendere le lacune. Successivamente i dati vengono normalizzati e convertiti nel formato conforme per l’invio tramite API.

Sviluppo del Client API PDND: il servizio include lo sviluppo di un modulo API client specifico per interfacciarsi con la PDND e supportando l’invio massivo dei dati georeferenziati, la loro validazione e il monitoraggio dello stato delle attività.

Integrazione con il gestionale comunale: UrbisMap offre supporto anche durante la fase di collegamento al database comunale. Questa integrazione permette:

  • Verifica dei dati prima dell’invio 
  • Visualizzazione degli esiti 
  • Archiviazione dei log API e dei documenti necessari per la rendicontazione PNRR

Perché scegliere UrbisMap?

UrbisMap si posiziona non solo come uno strumento tecnico, ma come un vero e proprio partner di trasformazione digitale per gli Enti Locali.

La scelta dei suoi servizi offre molteplici vantaggi strategici: 

1. Semplificazione e velocizzazione del processo di georeferenziazione 

2. Rispetto degli standard e delle tempistiche della Misura 1.3.1 del PNRR

3. Integrazione facilitata con la PDND e l’ANNCSU

4. Riduzione del margine di errore e miglioramento della qualità dei dati territoriali

5. Supporto tecnico e operativo continuo

Il servizio di UrbisMap offre quindi una soluzione completa per affrontare la sfida della georeferenziazione dei numeri civici, facilitando i Comuni nell’adempimento degli obiettivi PNRR attraverso un processo strutturato che va dalla ricognizione dei dati fino all’integrazione e al conferimento sicuro tramite la PDND.

In sintesi, grazie a UrbisMap i Comuni possono trasformare questo patrimonio di informazioni in una base strategica, interoperabile e costantemente aggiornata, che non solo risponde alla esigenze del PNRR, ma contribuisce alla digitalizzazione delle informazioni territoriali.

Vuoi ricevere maggiori informazioni su come UrbisMap può aiutare il tuo Comune a partecipare al Bando della Misura 1.3.1 del PNRR? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Salva Casa in Sardegna: nuove disposizioni urbanistiche con la L.R. 18/2025

Nuovo Salva Casa in Sardegna: la Regione compie un passo significativo verso la semplificazione e la chiarezza normativa in materia edilizia e urbanistica con l’approvazione del Disegno di Legge n.83/A da parte del Consiglio regionale, avvenuta il 12 giugno 2025.

Il testo (Legge Regionale n.18 17/06/2025) è stato successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna (BURAS) n.35 – Parte I e II del 19 giugno 2025, e quindi entrando ufficialmente in vigore nella medesima data.

Questo disegno di legge mira a recepire le disposizioni urgenti in materia di semplificazione urbanistica ed edilizia previste dal decreto-legge nazionale n.69/2024, comunemente noto come “Decreto Salva Casa” e introduce modifiche decisive volte a riordinare e coordinare la normativa regionale, con particolare attenzione alla Legge Regionale n.23/1985.

L’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha sottolineato che l’obiettivo prioritario è quello di garantire “chiarezza di interpretazione e certezza per cittadini, imprese e Comuni”, valorizzando le specificità territoriali dell’isola.

Una delle novità più importanti riguarda la disciplina delle lottizzazioni abusive, un tema che ha storicamente generato “forti contrasti, difficoltà interpretative” e incertezza all’interno del quadro normativo.

La nuova chiave di volta: il certificato di destinazione urbanistica (CDU)

Il Disegno di Legge n.83/A interviene sull’articolo che disciplina il riconoscimento delle lottizzazioni abusive. In particolare, l’Articolo 19 del nuovo disegno di legge, che va a sostituire l’Articolo 17 della Legge Regionale n.23 del 1985, introduce un comma fondamentale, che stabilisce:

“Il certificato di destinazione urbanistica relativo ad aree situate in zona urbanistica C, D, F o G di cui all’articolo 3 del decreto assessoriale n.2266/U del 1983 deve precisare l’esistenza o meno di uno strumento attuativo”. 

Per comprendere appieno l’importanza di questa disposizione, è utile definire le zone menzionate e il concetto di “strumento attuativo”:

Zona C: tipicamente aree di espansione residenziale

Zona D: aree destinate  a usi direzionali, commerciali, socio-sanitari, artigianali e industriali

Zona F: nel contesto del Decreto Assessoriale n.2266/U del 1983, la Zona E è associata a usi agricolo-zootecnici. La specifica menzione della “Zona F” nel nuovo comma si riferisce ad una delle zone omogenee previste dall’articolo 3 del D.A. n.2266/U del 1983, le cui specificità funzionali possono variare nei PUC comunali, ma che in generale rientrano nelle macro-categorie individuate dalla legge regionale.

Zona G: spesso dedicata ad attrezzature pubbliche o infrastrutture. 

Con “strumento attuativo” ci riferiamo invece a un piano urbanistico di dettaglio che traduce le indicazioni generali del Piano Urbanistico Comunale in regole specifiche per l’edificazione e l’urbanizzazione di determinate aree. La sua esistenza è cruciale perché senza di esso, in molte di queste zone, gli interventi edilizi sono limitati o non ammissibili.

Prevenire l’abusivismo e garantire certezze: l’obiettivo del nuovo Salva Casa in Sardegna

L’introduzione di questo specifico obbligo nel CDU ha l’obiettivo di informare i lettori e tutti gli attori coinvolti nel settore edilizio sull’esistenza o meno dello strumento attuativo per le aree situate nelle suddette zone.

Questo è fondamentale per contrastare il fenomeno delle lottizzazioni abusive, che si verificano quando vi è una trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici o delle leggi, oppure senza la dovuta autorizzazione.

Tali trasformazioni possono avvenire anche attraverso il frazionamento e la vendita di lotti che, per le loro caratteristiche, denunciano chiaramente una destinazione edificatoria non conforme. 

Casi storici, come quello delle quattro ville abusive a Porto Istana (Olbia), dove la costruzione senza autorizzazione ha portato a un lungo contenzioso legale, con ordinanze di sospensione e demolizione sin dal 1996, e successive acquisizioni al demanio comunale. Questo episodio ha evidenziato come le ambiguità normative e le difficoltà nell’ottenere i nulla osta necessari, anche in contesti di silenzio assenso, possano portare a situazioni di blocco e incertezza per decenni.

L’importanza di un CDU corretto e completo

La nuova disposizione mira a eliminare questa incertezza alla radice. 

Rendendo obbligatoria l’indicazione dello strumento attuativo nel CDU, infatti, si garantisce che acquirenti, professionisti e Pubbliche Amministrazioni abbiano immediatamente accesso a informazioni essenziali sulla legittimità degli interventi edificatori. 

Un CDU corretto è dunque  uno strumento indispensabile per ridurre il rischio di incorrere in errori dovuti a informazioni incomplete o non aggiornate. 

Senza questa informazione esplicita, è infatti altamente probabile che si proceda con operazioni immobiliari basate su un’interpretazione errata della reale destinazione urbanistica e delle effettive possibilità edificatorie di un’area. 

Questa novità comporta alcune implicazioni:

  • Responsabilità dei tecnici e dei Comuni: i tecnici incaricati della redazione dei CDU dovranno prestare un’attenzione maggiore nella verifica della pianificazione attuativa. Allo stesso tempo, i Comuni dovranno aggiornare le modalità di rilascio del certificato, includendo esplicitamente la nuova informazione obbligatoria.
  • Rischio di contenziosi o pratiche rigettate: in assenza di una corretta indicazione una richiesta edilizia o una sanatoria potrebbero essere rifiutate, oppure approvate in modo viziato, con il rischio di contenziosi futuri
  • Maggiore chiarezza per cittadini e professionisti: se da una parte il nuovo obbligo comporta un onere aggiuntivo, dall’altra favorisce una maggiore trasparenza e chiarezza sulla reale edificabilità del terreno.

UrbisMap: uno strumento al servizio della trasparenza e della semplificazione

Alla luce delle nuove disposizioni introdotte con il Salva Casa in Sardegna, diventa imprescindibile per tecnici, professionisti e amministrazioni dotarsi di strumenti affidabili, aggiornati e capaci di semplificare il processo di verifica urbanistica.

Dentro questo contesto, UrbisMap si conferma una risorsa altamente strategica, capace di trasformare la consultazione urbanistica in un processo veloce, preciso e trasparente.

UrbisMap offre diverse funzionalità che supportano direttamente tecnici e Comuni per le nuove disposizioni:

Redazione e gestione semplificata dei CDU: i tecnici comunali possono generare ed editare CDU precompilati in pochi minuti, integrandoli con informazioni aggiuntive grazie alla consultazione della normativa e gli articoli completi presenti nel report di destinazione urbanistica, snellendo notevolmente il processo.

Accesso integrato e aggiornato alle normative: il Geoportale permette di visualizzare e incrociare informazioni urbanistiche, ambientali, paesaggistiche e idrogeologiche a livello locale e sovraordinato. Questo riduce significativamente il rischio di omettere vincoli nel CDU.

Facilità di consultazione per i cittadini: i privati possono consultare in modo semplice i piani urbanistici, le norme e i dati catastali di immobili e terreni, verificando autonomamente la destinazione urbanistica di un’area prima di un acquisto. In più, possono scaricare un pratico report di destinazione urbanistica che raccoglie tutte le informazioni pertinenti, ponendoli in una posizione attiva e consapevole. 

Grazie alla sua interfaccia intuitiva e alla completezza dei dati, il Geoportale UrbisMap si configura come un alleato molto importante nella prevenzione dell’abusivismo e nella semplificazione amministrativa.

I vantaggi di utilizzare UrbisMap:

  • Visualizzare in tempo reale la classificazione urbanistica di un’area
  • Verificare la presenza di strumenti attuativi o piani approvati
  • Esportare dati utili per la redazione di CDU ma anche di relazioni tecniche
  • Ridurre i margini di errore nella compilazione e nella valutazione della documentazione edilizia.

In sintesi, l’entrata in vigore del Salva Casa in Sardegna rappresenta un cambiamento cruciale per il settore edilizio e UrbisMap si propone come uno strumento fondamentale per affrontare questa novità con precisione, rapidità e affidabilità.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sui servizi di UrbisMap e sulle soluzioni per la tua amministrazione? Contattaci subito utilizzando il form sottostante!

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Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL) di Tortolì disponibile su UrbisMap

Disponibile gratuitamente su UrbisMap il Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL) di Tortolì, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n.49 il 28 novembre 2024 e pubblicato sul BURAS n.16 il 20 marzo 2025.

Questo strumento di pianificazione è fondamentale per regolare l’uso delle aree demaniali marittime a fini turistici e ricreativi, con l’obiettivo di bilanciare lo sviluppo economico e la salvaguardia dei valori ambientali e paesaggistici del territorio.

Un primo PUL di Tortolì era già stato adottato dal Consiglio Comunale nel gennaio 2010 e approvato definitivamente nell’aprile 2013, diventando parte integrante del PUC. 

Tuttavia, nel corso degli anni, il quadro normativo regionale e statale è cambiato significativamente. In particolare, le Leggi Regionali n.8 del 2015 e n.11 del 2017 hanno conferito al Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì una valenza più marcatamente urbanistica, estendendo la sua disciplina anche agli ambiti contigui fino a 2.000 metri dalla battigia. 

Il precedente PUL, concepito più come strumento tecnico-amministrativo, non rispondeva, quindi, pienamente a questa nuova impostazione urbanistica.

L’esigenza di un nuovo Piano di Utilizzo dei Litorali è stata accentuata dalla sentenza della Corte di Giustizia del 20 aprile 2023 (causa C-348/22), che ha fissato al 31 dicembre 2023 il termine ultimo per la validità delle concessioni demaniali marittime esistenti. 

L’obiettivo generale del Piano è quello di costruire uno strumento per la pianificazione e gestione integrata dell’ambito costiero per la costruzione di scenari di sviluppo turistico-ricreative per il territorio di Tortolì, coerentemente con i processi territoriali di valenza locale e sovralocale.

Il nuovo PUL di Tortolì persegue diversi obiettivi:

– Riorganizzare i servizi negli ambiti interni ed esterni al demanio e ridefinire le tipologie architettoniche dei manufatti 

– Riorganizzare e regolamentare il sistema dell’accessibilità al litorale

– Tutelare i sistemi ambientali in ambito costiero e definire indirizzi per la riqualificazione delle componenti ambientali degradate.

Come consultare il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì

Su UrbisMap il PUL di Tortolì è accessibile a tutti gratuitamente previa registrazione, sempre gratuita, al Geoportale.

La consultazione è rapida e intuitiva, anche per chi non possiede competenze tecniche, basta seguire questi semplici passaggi:

1. Accedi al Geoportale a questo link

2. Seleziona tra i layer comunali la voce “Piano di Utilizzo dei Litorali”

3. Clicca sulla mappa sopra il territorio di Tortolì per geolocalizzarti e attivare la lettura del Piano.

4. Consulta il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto.

piano di utilizzo dei litorali (PUL) di Tortolì_ urbismap

Il Geoportale,  per una lettura più approfondita e completa del PUL di Tortolì, mette a disposizione anche i seguenti documenti:

  • Regolamento d’uso e Norme Tecniche di Attuazione, che ha lo scopo di disciplinare le attività turistico-ricreative all’interno del demanio marittimo e delle aree retrostanti (parcheggi, viabilità, servizi per la balneazione) nel territorio di Tortolì;
  • Relazione illustrativa;
  • Tipologie architettoniche manufatti;
  • Relazione esplicativa, che ha lo scopo di illustrare le modalità di attuazione del PUL, in conformità con quanto richiesto dall’art. 16 delle “Linee guida per la predisposizione del Piano di Utilizzo dei Litorali con finalità turistico-ricreativa”;
  • Progetto base aree concessioni;
  • Link drive, che contiene tutti i documenti sopra elencati e le tavole del Piano. 

Tutti i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

Come possiamo notare, il PUL di Tortolì introduce una dettagliata zonizzazione del territorio costiero, classificando le aree in base alla loro sensibilità e destinazione d’uso. Tra le zone definite troviamo:

  • Z0 – Spazio marino costiero: destinato alla balneazione e alle attività turistico-ricreative 
  • Z1a – Spiaggia fruibile: area della spiaggia emersa per la balneazione
  • Z1 b – Superficie programmabile: porzione della spiaggia fruibile destinata a concessioni turistico-ricreative, escludendo i 5 metri dalla battigia.
  • Z2a – Settore dunare: settore delle dune embrionali e avandune
  • Z3a – Zone umide: bacini idrici permanenti e semipermanenti
  • Z3b – Settore di foce fluviale: aree influenzate dalle dinamiche dei corsi d’acqua.

Altre zone includono aree rocciose (Z5 – Costa bassa rocciosa, Z7 – Promontori), fasce di rispetto (Z2b, Z4), settori agricoli (Z8), pianori costieri (Z9) e aree urbanizzate (Z10, Z11).

Per ogni zona il PUL specifica le attività consentite e non consentite, ponendo un forte accento sulla conservazione degli ambienti naturali.

Il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì, include inoltre il dimensionamento delle aree di sosta veicolare, calcolando la capacità di carico delle spiagge in base al numero di utenti e prevedendo il riuso di aree già adibite a parcheggio per ridurre il consumo di suolo.

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il Geoportale UrbisMap rende la consultazione di informazioni come il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì semplice e immediata grazie a fattori come:

  • Accesso gratuito a dati urbanistici e catastali.
  • Interfaccia intuitiva, di facile utilizzo anche per chi non possiede competenze tecniche specifiche.
  • Report dettagliati, scaricabili per supportare pratiche edilizie, richieste amministrative o curiosità personali.
  • Dati sempre aggiornati, e provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni, per garantire informazioni coerenti con la normativa vigente.

Link al piano: https://www.urbismap.com/tortoli

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche: come consultarla su UrbisMap

L’Italia, con la sua complessa storia geologica e la sua attività sismica, ha da tempo riconosciuto la necessità di strumenti avanzati per comprendere e mitigare il rischio terremoti. 

In questo contesto la Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche, o meglio ancora, il Database delle Sorgenti Sismogenetiche Italiane (DISS), si pone come uno strumento fondamentale, sviluppato e gestito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). L’elemento chiave di questa risorsa sono sicuramente le Singole Sorgenti Sismogenetiche (ISS), vediamo insieme di cosa si tratta, l’importanza di questa mappa e come consultarla gratuitamente su UrbisMap.

Cosa sono le Singole Sorgenti Sismogenetiche (ISS)?

Le Singole Sorgenti Sismogenetiche sono delle porzioni di crosta terrestre in cui esistono le condizioni geologiche per la generazione di terremoti. Esse sono concepite per descrivere in modo dettagliato le faglie responsabili di forti terremoti, sia quelli già accaduti che quelli che potrebbero verificarsi in futuro.

Nate da un prototipo del 1997, queste sorgenti sono definite e rappresentate in tre dimensioni all’interno della crosta terrestre, fornendo informazioni sia sulla loro geometria (come sono posizionate nello spazio) che sulla loro cinematica (come possono muoversi).

Il DISS si concentra esclusivamente su sorgenti ritenute capaci di generare terremoti con una Magnitudo Momento (Mw) superiore a 5.5. Questa soglia è stata scelta per due motivi principali:

– Una Mw 5.5 è generalmente considerata la magnitudo oltre la quale la faglia responsabile è sufficientemente grande da poter essere identificata con metodologie geologiche.

– In Italia, questa magnitudo è spesso il limite inferiore per causare danni significativi agli edifici, data la tipologia costruttiva prevalente.

Oltre alle ISS, il DISS include altre tipologie di sorgenti, in modo tale da fornire un quadro più completo della sismogenesi italiana:

  • Sorgenti Sismogenetiche Composite (CSS): descrivono sistemi di faglia estesi con un livello di dettaglio minore, pensate per dataset esaustivi di sorgenti potenziali. sono utilizzate per modelli probabilistici di pericolosità sismica.
  • Sorgenti Dibattute (DSS): aree attorno a faglie attive proposte in letteratura, ma non sufficientemente documentate oppure oggetto di opinioni contrastanti.
  • Zone di Subduzione (SD): rappresentazioni semplificate delle interfacce di subduzione, responsabili di terremoti in tali aree.

Il DISS viene continuamente aggiornato, l’ultima versione disponibile è la 3.3.1 pubblicata a maggio 2025, che ha introdotto una nuova singola sorgente sismogenetica legata al terremoto di Mw 5.5 nel Mar Adriatico del 2022, nuove sorgenti composite e miglioramenti ai parametri delle sorgenti esistenti.

A chi è utile la Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche?

La mappa del DISS è uno strumento essenziale per un’ampia gamma di utenti, come:

Ricercatori: il DISS ha come obiettivo principale l’individuazione delle strutture che generano terremoti e la stima del loro potenziale, è dunque un punto di riferimento per la ricerca scientifica, i modelli geodinamici e l’analisi delle relazioni spaziali tra le faglie. 

Professionisti e istituzioni: le informazioni del DISS sono alla base dei codici per il calcolo della pericolosità sismica e sono utilizzate per studi di scenario. La versione 3.2.1, ad esempio, è stata utilizzata come uno dei dati di ingresso per la Mappa della Pericolosità Sismica Nazionale.

Pianificatori territoriali e urbanisti: queste informazioni sono utilissime per decidere, per esempio, dove è più sicuro costruire e per orientare lo sviluppo urbano in zone meno esposte al rischio sismico. Il database, infatti, supporta la pianificazione territoriale e le decisioni volte a ridurre i rischi naturali legati ai terremoti.

Dove e come consultare la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche

La Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche è consultabile direttamente online e gratuitamente sul Geoportale UrbisMap. Il webgis consente una consultazione semplice e veloce, intuitiva anche per coloro che non hanno dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali.

Segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, nella sezione “seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale.

mappa delle sorgenti sismogenetiche su urbismap

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

informazioni mappa delle sorgenti sismogenetiche: urbismap

Per ciascuna ISS viene fornita un’ampia gamma di parametri georeferenziati e spaziali, tra cui:

Informazioni geometriche: latitudine, longitudine, lunghezza e larghezza del piano di faglia, profondità massima e minima (top depth, bottom depth), orientazione (strike) e inclinazione (dip) della faglia.

Informazioni cinematiche: direzione del movimento (rake), spostamento per evento (slip per event) e velocità di scorrimento media annua (slip rate).

Magnitudo e ricorrenza: la magnitudo del terremoto associato e la massima magnitudo credibile (Mw), oltre all’intervallo di ricorrenza stimato. 

Per un quadro informativo completo sulla situazione sismica italiana, UrbisMap mette a disposizione anche la mappa della classificazione sismica, consultabile sempre gratuitamente sul Geoportale.

In sintesi, la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche rappresenta uno degli strumenti più importanti e completi per comprendere la distribuzione del rischio sismico in Italia. Grazie alla sua integrazione in piattaforme facilmente accessibili e intuitive come UrbisMap, oggi è possibile per professionisti, ricercatori, tecnici e per chiunque sia interessato,  consultare con semplicità informazioni fondamentali per la valutazione del pericolo sismico e per una pianificazione territoriale più consapevole e sicura.

Consulta subito la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche sul Geoportale!

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Piano Regolatore Generale di Accadia disponibile su UrbisMap

Disponibile gratuitamente su UrbisMap il Piano Regolatore Generale di Accadia, approvato con Deliberazione della Giunta Regionale n.1204 il 24 agosto 2005 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.116 il 14 settembre 2005.

Il PRG di Accadia rappresenta un documento fondamentale per l’assetto urbanistico e territoriale del comune. Esso promuove il migliore utilizzo delle risorse e la riqualificazione del territorio comunale nel suo insieme e governa i processi di trasformazione territoriale nel senso complessivo indicato dall’art. 1 della Legge 10/77 e, più in generale, dalla legislazione urbanistica nazionale e regionale in rapporto alle esigenze di sviluppo economico e sociale della comunità locale.

L’obiettivo del Piano Regolatore Generale di Accadia è quindi quello di guidare lo sviluppo urbanistico, economico e sociale del territorio in modo equilibrato e sostenibile attraverso una pianificazione intelligente che unisca recupero, sviluppo sostenibile, cultura, servizi e tutela ambientale. 

Come consultare il Piano Regolatore Generale di Accadia 

Su UrbisMap il PRG di Accadia è accessibile a tutti gratuitamente, previa registrazione, sempre gratuita, al Geoportale. 

La consultazione è rapida e intuitiva anche per chi non possiede competenze tecniche, basta seguire questi semplici passaggi: 

1. Accedi al Geoportale a questo link

2. Clicca sulla mappa sopra il territorio di Accadia per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Consulta il Piano Regolatore Generale di Accadia cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto. 

piano regolatore generale di Accadia disponibile su UrbisMap

Il Geoportale, per una lettura più approfondita e completa del PRG di Accadia, mette a disposizione i seguenti documenti:

  • Norme Tecniche di Attuazione (NTA) di Accadia: documento fondamentale che integra e modifica il PRG del Comune di Accadia. Le NTA si applicano all’intero territorio comunale, definendo le modalità e i tempi di attuazione delle previsioni del PRG. Esse sono un corpo di regole dettagliate che governano lo sviluppo urbanistico ed edilizio del comune, classificando il territorio, definendo gli interventi ammessi e stabilendo i parametri tecnici e le procedure per l’attuazione del PRG. 
  • Regolamento Edilizio di Accadia: documento normativo completo che disciplina l’attività edilizia nel comune, fornendo le basi legali e tecniche per la progettazione, la costruzione, la trasformazione e la manutenzione degli immobili, con l’obiettivo di garantire la conformità urbanistica, la sicurezza e la qualità architettonica. 

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

PRG di Accadia: NTA e regolamento edilizio

Come verificare se posso aprire un’attività ricettiva, come un B&B, in una zona residenziale di Accadia

Un cittadino, proprietario di una villetta situata nella periferia di Accadia, vorrebbe avviare una piccola attività ricettiva. Per capire se il progetto è fattibile e informarsi sulla normativa in maniera autonoma, decide di utilizzare il Geoportale UrbisMap.

Una volta localizzato l’immobile sulla mappa, scopre con un semplice clic che la zona della sua villetta è classificata come Zona B3 – espansione residenziale. 

A questo punto, consulta le Norme Tecniche di Attuazione (NTA) disponibili sempre sul Geoportale e, dalla lettura della normativa urbanistica, scopre che in Zona B3 sono ammesse attività di tipo ricettivo, come B&B, purché:

  • l’attività resti legata all’abitazione principale (uso promiscuo);
  • vengano rispettati i parametri edilizi;
  • non vengano alterati i caratteri architettonici dell’edificio.

Grazie a questa verifica, semplice e autonoma, il cittadino comprende in poco tempo che può effettivamente avviare la sua attività, può quindi procedere alle fasi successive e alla comunicazione in Comune, senza rischi di incompatibilità urbanistica.

Come valutare la fattibilità di un centro culturale in un edificio nel centro storico di Accadia

Un architetto riceve l’incarico di verificare la possibilità di trasformare un edificio abbandonato, situato nel centro storico del Comune di Accadia, in un centro culturale con spazi da destinare a eventi e laboratori didattici. 

Scegliendo UrbisMap come strumento di consultazione, accede al Geoportale e, una volta geolocalizzato sull’immobile, scopre che rientra in Zona A2 – centro storico da riqualificare.

Scaricando le NTA legge poi che per questa zona sono:

  • consentiti interventi di recupero e restauro conservativo
  • ammessi usi culturali e pubblici compatibili con la struttura esistente
  • richiesti materiali e tecniche costruttive coerenti con l’ambiente storico

Con queste informazioni, reperite in pochissimo tempo e gratuitamente, il professionista verifica che l’intervento è compatibile con la destinazione urbanistica e può predisporre un progetto preliminare conforme alle prescrizioni del PRG. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il Geoportale UrbisMap rende la consultazione di informazioni come il Piano Regolatore Generale di Accadia semplice e immediata grazie a fattori come:

  • Accesso gratuito a dati urbanistici e catastali.
  • Interfaccia intuitiva, di facile utilizzo anche per chi non possiede competenze tecniche specifiche.
  • Report dettagliati, scaricabili per supportare pratiche edilizie, richieste amministrative o curiosità personali.
  • Dati sempre aggiornati, e provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni, per garantire informazioni coerenti con la normativa vigente.

Link al piano: https://www.urbismap.com/accadia

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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UrbisMap: webinar gratuito per la digitalizzazione della PA

Siamo felici di annunciare un importante webinar formativo e informativo dedicato a tutti i tecnici e funzionari della Pubblica Amministrazione che operano nei settori dell’urbanistica, della pianificazione territoriale, dell’edilizia, dell’ambiente, dei lavori pubblici, della gestione del territorio e dei servizi tecnici attraverso strumenti concreti mirati alla digitalizzazione della PA.

L’evento, organizzato e promosso da UrbisMap, è un’occasione unica per acquisire una formazione gratuita specialistica sull’utilizzo del software UrbisMap, con un focus particolare sugli strumenti e le funzionalità progettati per supportare le attività degli Enti pubblici.

L’obiettivo è quello di dotare i vostri uffici tecnici di strumenti digitali evoluti, completi e costantemente aggiornati, capaci di:

  • Semplificare le operazioni quotidiane 
  • Ottimizzare i flussi informativi
  • Migliorare l’efficienza nella gestione del territorio, della pianificazione urbanistica e delle pratiche edilizie
  • Approfondire le funzionalità dedicate alla digitalizzazione urbanistica 
  • Semplificare i processi tecnico-amministrativi della PA
  • Migliorare la trasparenza e l’accessibilità alle informazioni territoriali
  • Fornire supporto alla pianificazione integrata e alla gestione del territorio. 

L’evento sarà anche un’importante occasione di confronto per raccogliere suggerimenti basati sulle reali esigenze operative degli Enti. 

Quali saranno gli argomenti del webinar? 

Il webinar sarà strutturato in 3 parti principali, in modo da garantire una formazione completa e interattiva:

1. Presentazione del Geoportale UrbisMap (30 minuti circa):
Scoprirete cos’è UrbisMap, il suo funzionamento e quali strumenti specifici mette a disposizione per la Pubblica Amministrazione. Verrà illustrata la struttura del webgis www.urbismap.com con una panoramica dei principali moduli a supporto delle attività degli uffici tecnici.

2. UrbisMap per la Pubblica Amministrazione (30 minuti circa):
Descrizione dettagliata della suite di servizi dedicati alle PA, con approfondimenti su temi chiave come:

  • digitalizzazione di strumenti urbanistici, pratiche edilizie e regolamenti
  • consultazione avanzata dei dati territoriali
  • supporto ai procedimenti tecnici e amministrativi con funzionalità avanzate
  • semplificazione delle interazioni tra cittadini, tecnici e amministrazione

Verrà posta particolare attenzione all’utilizzo del software nel contesto della transizione digitale della PA e delle opportunità legate ai finanziamenti PNRR. 

3. Tutorial formativo (30 minuti circa):
Approfondimento sull’utilizzo specialistico del Geoportale, con spiegazioni e dimostrazioni pratiche delle funzionalità attive per la Pubblica Amministrazione, basate su casi d’uso reali nella gestione tecnica del territorio da parte degli Enti pubblici. 

UrbisMap per le PA: la soluzione per una gestione del territorio efficiente

UrbisMap, nella sua versione avanzata dedicata a Pubbliche Amministrazioni quali Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane, Province e Regioni, garantisce una significativa semplificazione della macchina burocratica e l’ottimizzazione dei processi che riguardano la gestione del territorio in ambiti come quello urbanistico, edilizio, tributario, produttivo, di controllo e salvaguardia ambientale. 

Ecco perché UrbisMap è la soluzione ideale per il tuo Ente:

Servizio in cloud: non richiede nessuna installazione sui server o computer dell’Ente, assicurando sempre l’ultima versione disponibile e l’aggiornamento costante dei dati.

Piani e norme sempre aggiornati: UrbisMap garantisce la pubblicazione e l’aggiornamento continuo di tutti i dati comunali sul Geoportale, con integrazione costante di quelli sovraordinati.

Utenze no limits: che il tuo sia un piccolo o grande Comune, la licenza è sempre legata all’Ente, senza limiti sul numero di utenti da abilitare.

Non solo Webgis: UrbisMap ha sviluppato servizi aggiuntivi fondamentali, dall’interoperabilità con altri software e piattaforme (come il SUAPE regionale e la PDND) alla digitalizzazione delle pratiche edilizie e dell’archivio cartaceo dell’Ente. 

Strumenti avanzati: il webgis include funzionalità per generare e modificare certificati e report di destinazione urbanistica, singoli o multipli, effettuare ricerche catastali tramite dati censuari o persona fisica/giuridica. Per i Comuni, UrbisMap offre anche il servizio di ricognizione degli usi civici e l’individuazione e calcolo, anche storico, delle aree edificabili o produttive per il settore tributi. 

Versione Premium: con la versione per le Pubbliche Amministrazioni, sono sempre inclusi tutti gli strumenti di UrbisMap Premium, come lo strumento misura avanzato, il WMS Catasto, il layout di stampa, le ortofoto ecc. 

È inoltre importante specificare che UrbisMap è  personalizzabile sulle esigenze dell’Ente e consente di offrire al cittadino uno strumento avanzato di consultazione per ottenere informazioni urbanistiche, normative e catastali in pochi click. 

Incontra i relatori del webinar

A guidare il webinar di martedì 15 luglio 2025, saranno due esperti qualificati, che condivideranno le loro competenze e saranno a tua completa disposizione per rispondere a domande o dubbi: 

  • Relatore n.1: Ing. Enrico Craboledda, Laurea Magistrale in Ingegneria Edile, con iscrizione all’Albo degli Ingegneri della Provincia di Cagliari e Amministratore di UrbisMap srl.
  • Relatore n.2: Arch. Ilaria Ghirlanda, Laurea Magistrale in Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali e collaboratrice di UrbisMap srl.

Dettagli dell’evento e modalità di iscrizione

L’evento si svolgerà in modalità telematica e totalmente gratuita.

Data: 15 luglio 2025

Orario: dalle 9:30 alle 11:00 

Durata: circa 90 minuti

Iscrizione: https://www.urbismap.it/formazione-urbismap/ 

Non perdere questa opportunità formativa gratuita per la tua amministrazione, iscriviti subito al webinar

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Misura 1.3.1 PNRR: nuovo Avviso per la georeferenziazione dei numeri civici

L’Italia, come sappiamo, è impegnata in un profondo percorso di trasformazione digitale, un processo accelerato e sostenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). 

Tra le diverse iniziative volte a modernizzare la PA, un ruolo cruciale è ricoperto dalla Misura 1.3.1  della Missione 1, Componente 1, dedicata alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND). 

Pochi giorni fa è stato pubblicato un nuovo e significativo Avviso che mette a disposizione nuovi fondi per l’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane (ANNCSU) e la georeferenziazione dei numeri civici, un’opportunità strategica per tutti i Comuni italiani.

In questo articolo esploriamo in dettaglio la Misura 1.3.1, il nuovo bando e come i Comuni possono cogliere questa occasione per rafforzare la propria infrastruttura digitale.

Il nuovo Avviso PNRR per la digitalizzazione dei numeri civici (ANNCSU)

Il 30 maggio 2025, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato un nuovo Avviso pubblico su PA DIgitale 2026, stanziando 56 milioni di euro per l’aggiornamento e la georeferenziazione dell’ Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane.

L’ANNCSU, nello specifico, è la banca dati istituita in Italia, tramite il D.L. 18 ottobre 2012, n.179, per raccogliere e standardizzare le informazioni relative alla toponomastica e ai numeri civici su tutto il territorio nazionale, ma, ad oggi, i dati caricati non presentano l’informazione della georeferenziazione, caratteristiche che per norma può essere inserita nella banca dati solo ed esclusivamente dal Comune stesso.

L’archivio è gestito dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate ed ha l’obiettivo di fornire un riferimento univoco e aggiornato sulla struttura viaria e sulla numerazione civica di tutti i Comuni italiani.

È dunque una base di dato di interesse nazionale ai sensi dell’art.60, comma 3-bis del CAD, e può rappresentare un punto di riferimento strategico per la Pubblica Amministrazione, le aziende e i professionisti che operano nei settori della logistica, delle telecomunicazioni e della pianificazione urbana.

Obiettivo e funzionamento dell’Avviso

Lo scopo principale di questo Avviso è proprio quello di garantire a tutti i Comuni italiani il conferimento dei dati georeferenziati relativi a tutti i numeri civici di propria competenza. 

Ad oggi, sono presenti nell’ANNCSU circa 28 milioni di numeri civici relativi a 7893 Comuni su 7896. La maggior parte di questi dati, però, non presenta l’informazione della georeferenziazione. 

Le amministrazioni potranno verificare e, se necessario, integrare l’attuale lista di strade e numeri civici già presenti dell’ANNCSU e, tramite la PDND, inviare la lista dei civici georeferenziati.

Modalità di partecipazione al Bando

I Comuni interessati potranno candidarsi sulla piattaforma Pa digitale 2026 fino al 15 settembre 2025, o comunque fino all’esaurimento delle risorse disponibili. 

L’importo del contributo è erogato in forma di lump sum e varia in base al numero dei civici da verificare. Gli importi sono suddivisi in sette fasce, definite sulla base di un range di numeri civici assegnati ad ogni fascia. L’associazione di ogni Comune ad una fascia è stata effettuata conteggiando i civici presenti in ANNCSU in data 25 gennaio 2025.

Ecco la tabella con gli importi finanziabili per fasce di Comuni:

Tabella ufficiale del documento “Allegato 2 – Definizione del Servizio e modalità di integrazione”

ANNCSU permette il conferimento dei dati da parte dei Comuni in due modalità:

attraverso un portale web tramite il quale un delegato del Comune può caricare l’elenco dei numeri civici

attraverso un insieme di API che permettono un’integrazione completa e automatica tra i sistemi software gestionali dei Comuni e le basi di dato centrali (quali ANNCSU) senza richiedere nessun ulteriore intervento umano.

Le attività in capo ai Comuni per il seguente avviso sono:

1. Verificare l’eventuale lista di strade e numeri civici già presenti in ANNCSU.

2. Validare l’intera lista dei numeri civici già presenti in ANNCSU ed eventualmente integrare per ogni civico la georeferenziazione, se assente oppure sbagliata. 

3. Sviluppare software client per consentire la comunicazione con il servizio di conferimento dati messa a disposizione da ANNCSU e integrare questo nel Gestionale territoriale del Comune.

4. Inviare l’intera lista dei numeri civici georeferenziati per il tramite della PDND richiamando le API pubblicate a livello centrale da ANNCSU effettuando le seguenti attività:

  • adesione (onboarding) alla PDND, se non ancora effettuata 
  • richiesta di fruizione del servizio di ANNCSU

5. Confermare e convalidare la lista inviata, tramite apposita funzionalità messa a disposizione da ANNCSU.

Tempistiche e scadenze 

Presentazione della domanda (prima finestra): 15 luglio 2025

Presentazione della domanda (chiusura avviso): 15 settembre 2025

Contrattualizzazione del fornitore: entro 60 giorni dalla data di notifica del decreto di finanziamento

Conferma e convalidazione della lista inviata: entro 60 giorni dalla data di contrattualizzazione del fornitore.

Termine massimo completamento di tutte le attività: 31 marzo 2026, come previsto dall’art.1, comma 1, del decreto del Capo del Dipartimento per la trasformazione digitale n. 39/2025-PNRR del 14 febbraio 2025.

UrbisMap: la soluzione per la georeferenziazione dei numeri civici

Per supportare i Comuni in questo complesso processo di digitalizzazione e georeferenziazione, è fondamentale adottare strumenti adeguati. Una soluzione come UrbisMap può rappresentare un partner ideale per gli Enti locali.

UrbisMap si propone infatti per affiancare i Comuni durante l’intero processo di aggiornamento dell’ ANNCSU, aiutando a:

– Validare e aggiornare i numeri civici presenti nell’ANNCSU

Georeferenziare i numeri civici in modo puntuale

Integrare i dati con la PDND tramite API, facilitando l’invio delle informazioni aggiornate all’ANNCSU.

Semplificare la gestione ordinaria e straordinaria dello stradario comunale, riducendo gli errori e migliorando l’efficienza operativa.

Garantire le conformità con gli obblighi di rendicontazione del PNRR, facilitando l’estrazione dei dati. 

Grazie a UrbisMap, quindi, i Comuni potranno partecipare attivamente al Bando, pubblicando la propria cartografia dei numeri civici georeferenziata sul webgis e, tramite lo sviluppo di apposite API, inviare tali dati alla PDND in modo costante, aggiornato e in tempo reale.

Adottare soluzioni come UrbisMap non è solo un modo per adempiere a un obbligo normativo e accedere ai finanziamenti del PNRR, ma si trasforma in una leva strategica per la Pubblica Amministrazione. 

In sintesi, UrbisMap consente di costruire un patrimonio informativo geospaziale condiviso, interoperabile ed efficiente, migliorando la capacità di risposta dell’amministrazione e potenziando i servizi al cittadino. 

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul nuovo Avviso della Misura e sul servizio di georeferenziazione dei numeri civici di UrbisMap per il tuo Comune? Contattaci subito utilizzando il form qui sotto!

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Piano Regolatore Generale (PRG) di Polignano a Mare disponibile su UrbisMap

Disponibile gratuitamente su UrbisMap il Piano Regolatore Generale (PRG) di Polignano a Mare, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n.12 il 21 febbraio 2017 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.53 il 16 aprile 2018.

Il PRG di Polignano a Mare è lo strumento urbanistico fondamentale che disciplina l’attività di trasformazione urbanistica ed edilizia dell’intero territorio comunale. 

Il suo obiettivo principale è quello di promuovere la tutela dell’ambiente naturale e artificiale, guidandone lo sviluppo e la trasformazione. Il Comune, in accordo con altri enti competenti, esercita il controllo dell’uso del suolo e promuove interventi di conservazione e trasformazione del territorio per scopi insediativi, residenziali e produttivi. 

Il PRG di Polignano a Mare si applica a tutto il territorio comunale, regolando l’attività edificatoria e l’uso nelle diverse zone in cui è suddiviso. 

L’edificazione è inoltre soggetta al Regolamento Edilizio e ad altre leggi e regolamenti vigenti, purché non in contrasto con il PRG.

Come consultare il Piano Regolatore Generale di Polignano a Mare

Su UrbisMap il PRG di Polignano a Mare è accessibile a tutti gratuitamente, previa registrazione, sempre gratuita, al Geoportale.

La consultazione è rapida e intuitiva anche per chi non possiede competenze tecniche, basta seguire questi semplici passaggi: 

1.  Accedi al Geoportale a questo link

2. Clicca sulla mappa sopra il territorio di Polignano a Mare per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Consulta il Piano Regolatore Generale di Polignano a Mare cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto.

prg di polignano a mare disponibile su urbismap

Il Geoportale, per una lettura più approfondita e completa del PRG di Polignano a Mare, mette a disposizione i seguenti documenti:

  • Norme tecniche di attuazione (NTA) di Polignano a Mare: forniscono le regole dettagliate e i parametri specifici per lo sviluppo, la conservazione e la tutela del territorio. 
  • Regolamento Edilizio di Polignano a Mare: è un complemento indispensabile del PRG, rielaborato nel dicembre 1995 e aggiornato con l’approvazione definitiva della Delibera della Giunta Regionale n.825 del 21 giugno 2005. Il Regolamento Edilizio è lo strumento normativo che disciplina nel dettaglio l’attività di trasformazione urbanistica ed edilizia nell’intero territorio comunale. La sua finalità è quella di garantire che ogni intervento edilizio e urbanistico sia conforme non solo alle leggi nazionali e regionali, ma anche alle specifiche esigenze e caratteristiche del territorio di Polignano a Mare. 

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

prg di polignano a mare: nta e regolamento edilizio disponibili su urbismap

Come verificare se posso trasformare un’abitazione in una casa vacanze a Polignano a Mare

Un cittadino, proprietario di un appartamento nel centro storico di Polignano a Mare, vuole capire se è possibile trasformare la sua abitazione in una casa vacanze. 

Decide quindi di utilizzare UrbisMap come strumento di consultazione e, cercando l’immobile sul Geoportale, scopre che l’area è classificata come Zona A – centro storico.

Aprendo le Norme Tecniche di Attuazione, presenti sempre sul Geoportale, approfondisce la lettura e le indicazioni riguardanti quella zona e scopre che è prevista la possibilità di destinare gli edifici ad un uso turistico-ricettivo, come le case vacanza, purché vengano rispettati alcuni vincoli architettonici e paesaggistici per la tutela del patrimonio storico. 

Grazie a questa verifica, totalmente autonoma e gratuita, il cittadino apprende che può procedere con la trasformazione della sua abitazione in una casa vacanze, prestando però particolare attenzione al rispetto delle prescrizioni del PRG, conservando il valore storico e architettonico dell’edificio.

Come utilizzare il PRG di Polignano a Mare per un intervento di recupero urbano in area agricola dismessa

Un professionista è stato incaricato di verificare la possibilità di recuperare un’antica masseria ormai in disuso, situata in un’area agricola del territorio di Polignano a Mare, per poterla trasformare in una struttura agrituristica.

Accedendo al Geoportale UrbisMap e geolocalizzandosi nell’area interessata, il professionista scopre in pochi minuti che la zona è classificata come Zona E- agricola e che sono consentiti interventi di recupero e riqualificazione di edifici esistenti in zona agricola, a condizione che siano rispettate le destinazioni d’uso ammesse e le modalità costruttive compatibili con il contesto rurale.

In particolare, per attività agrituristiche, le norme indicano parametri precisi su volumetrie massime, ampliamenti consentiti e rispetto delle caratteristiche architettoniche tradizionali.

Quest’analisi preliminare, rapida e gratuita, permette al professionista di verificare che l’intervento sia effettivamente possibile e che può quindi procedere alla stesura del progetto in linea con le normative vigenti e facilitando quindi l’iter autorizzativo. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il Geoportale UrbisMap rende la consultazione di informazioni come il Piano Regolatore Generale di Polignano a Mare semplice e immediata grazie a fattori come:

  • Accesso gratuito a dati urbanistici e catastali.
  • Interfaccia intuitiva, di facile utilizzo anche per chi non possiede competenze tecniche specifiche.
  • Report dettagliati, scaricabili per supportare pratiche edilizie, richieste amministrative o curiosità personali.
  • Dati sempre aggiornati, e provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni, per garantire informazioni coerenti con la normativa vigente.

Link al piano: https://www.urbismap.com/polignano-a-mare

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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Classificazione sismica Italia: mappa disponibile su UrbisMap

L’Italia, situata in un’area geologica complessa, è un territorio interamente sismico, il che significa che tutti i comuni italiani possono potenzialmente subire danni da terremoti.

Per gestire e mitigare gli effetti dei terremoti, è stata creata una mappa suddivisa in zone, ciascuna basata sull’intensità e la frequenza dei terremoti passati.

La classificazione sismica dell’Italia, diventata quindi uno strumento cruciale, prevede di suddividere il territorio italiano in aree caratterizzate dal medesimo rischio sismico. Questo aspetto è molto importante in quanto permette di applicare in ciascuna zona le norme costruttive antisismiche opportune, in modo da ridurre il rischio sismico e avere edifici in grado di resistere ai terremoti. 

La legislazione antisismica italiana, infatti, allineata alle più moderne normative internazionali, prescrive che un edificio debba sopportare senza gravi danni i terremoti meno forti e senza crollare quelli più forti, salvaguardando innanzitutto le vite umane.

Conoscere la classificazione sismica del proprio comune è quindi fondamentale per sapere quali norme adottare per le costruzioni, a chi fare riferimento e quali misure sono previste in caso di emergenza. Questa suddivisione permette inoltre di valutare gli aspetti strutturali di un edificio, il suo adeguamento sismico e di accedere ad agevolazioni fiscali come il Sismabonus (accessibile alle attività situate nelle zone 1, 2 e 3, e quindi quelle con un rischio maggiore).

Il rischio sismico complessivo viene determinato in base alla combinazione di 3 fattori chiave: 

  1. Pericolosità sismica: data dalla frequenza e dalla forza dei terremoti che interessano un dato territorio. L’Italia ha una pericolosità sismica medio-alta in termini di frequenza e intensità dei fenomeni.
  2. Vulnerabilità sismica: si tratta della propensione di una struttura a subire un danno a fronte di un evento sismico. L’Italia ha un patrimonio edilizio ad elevata vulnerabilità sismica, in gran parte dovuto alla “vecchiaia” delle costruzioni, costruite per la maggior parte (circa il 60%) prima del 1971.
  3. Esposizione: si riferisce alla possibilità di subire danni socio-economici, come la perdita di vite umane o danni al patrimonio culturale, a causa di un terremoto. L’Italia ha un’esposizione altissima a causa della densità abitativa e della presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale unico al mondo.

È proprio la combinazione di questi fattori a rendere l’Italia un territorio ad elevato rischio sismico.

L’evoluzione della classificazione sismica in Italia

La classificazione sismica del territorio italiano ha subito diverse evoluzioni e variazioni nel corso del tempo, il primo tentativo di classificazione sismica risale agli anni ‘10 e ‘20 del secolo scorso, dopo i devastanti terremoti di Messina del 1908 e di Avezzano del 1915. Inizialmente, le zone sismiche venivano dichiarate semplicemente “inseguendo i terremoti”, ovvero venivano classificate come sismiche solo dopo essere state colpite da eventi. 

Dal 1981  il territorio italiano fu classificato invece in 3 categorie sismiche dalla pericolosità decrescente, che mappava però solo 2965 comuni italiani su 8102 (circa il 45% della superficie nazionale). 

La classificazione necessitava dunque di essere revisionata e migliorata.

Nel 2003, con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del 20 marzo 2003, emanata in seguito al terremoto del Molise del 2002, è stata aggiornata la classificazione, basata ora su studi più recenti di pericolosità sismica.

Con questo provvedimento, tutti i comuni italiani sono stati classificati in 4 categorie principali, sempre a pericolosità decrescente:

Zona 1: sismicità alta, è la zona più pericolosa e la probabilità che capiti un forte terremoto è alta.

Zona 2: sismicità medio-alta, nei comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti.

Zona 3: sismicità medio-bassa, i comuni classificati in questa zona possono essere interessati da scuotimenti modesti.

Zona 4: sismicità bassa, è la meno pericolosa, nei comuni inseriti in questa zona le possibilità di danni sismici sono molto basse. La Sardegna, per esempio, è quasi interamente classificata in Zona 4.

L’importanza della mappa della classificazione sismica

La mappa della classificazione sismica ha un’importanza rilevante per diverse ragioni:

–  Sicurezza delle strutture: consente di progettare edifici e infrastrutture in grado di resistere agli eventi sismici previsti per la zona in cui si trovano.

–  Pianificazione urbanistica: la mappa della classificazione sismica è uno strumento indispensabile per i Comuni e le Pubbliche Amministrazioni che devono pianificare lo sviluppo urbano e la gestione del territorio in modo sicuro e sostenibile.

Prevenzione e protezione civile: la conoscenza del rischio sismico è alla base delle attività di prevenzione e gestione delle emergenze, permettendo di minimizzare i danni in caso di terremoti.

–  Valutazione del rischio: la conoscenza della classificazione sismica permette a cittadini e imprese di essere consapevoli e informati sul rischio al quale sono esposti e prendere decisioni consapevoli su eventuali interventi di adeguamento o miglioramento sismico.

Come e dove consultare la mappa della classificazione sismica: UrbisMap 

 Il Geoportale UrbisMap permette di consultare la mappa della classificazione sismica di tutto il territorio italiano in maniera semplice e gratuita, anche per chi non ha dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali.

Segui questi semplici passaggi: 

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e nella sezione “seleziona il piano da applicare alla mappa” cerca la voce “classificazione sismica” per visualizzare la mappa della classificazione sismica in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale.

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni sul punto cliccato, tra cui:

  • la zona in cui è classificato 
  • il livello di pericolosità
  • la mappa della classificazione sismica completa, scaricabile in formato pdf
  • la data dell’ultimo aggiornamento della mappa
  • i riferimenti normativi, scaricabili sempre in formato pdf

In linea generale, come possiamo notare dalla mappa, le aree maggiormente a rischio sono quelle lungo l’Appennino centro-meridionale, la Calabria, l’Abruzzo, alcune parti della Sicilia e del Friuli Venezia Giulia. Molto più bassa, invece, la pericolosità in regioni come la Sardegna e in buona parte della Puglia, del Piemonte e del Trentino Alto Adige.

Ricordiamo però che non esistono zone a rischio zero, pertanto anche le aree a bassa intensità sismica, indicate con il colore grigio nella mappa, non sono totalmente immuni ai sismi.

Esiste inoltre la possibilità che, negli anni, determinate regioni vengano classificate in modo diverso a causa di eventi sismici. Ad esempio, una delle ultime zone aggiornate è il Veneto, che nel 2021 è stata classificata in una zona differente tramite delibera della Giunta Regionale. 

Esempi di utilizzo della mappa sismica

La modalità di consultazione della mappa della classificazione sismica su UrbisMap, risulta essere particolarmente utile per i professionisti del settore  edilizio e urbanistico, ma anche per tutti i cittadini che vogliono informarsi sul livello di rischio della propria abitazione o di un’area specifica.

Vediamo insieme alcune casistiche di utilizzo e consultazione della mappa:

Progettazione di nuovi edifici

Per un professionista, come un ingegnere o un architetto, che deve progettare nuovi edifici, la consultazione della mappa della classificazione sismica è uno dei primissimi passaggi. La normativa italiana sulle costruzioni (NTC 2018) impone infatti che le strutture vengano progettate per resistere ai terremoti compatibili con  la pericolosità della zona. 

Su UrbisMap il professionista può individuare in pochi minuti e con precisione la zona sismica dell’area interessata e applicare i parametri di calcolo sismico corretti, garantendo la sicurezza e la conformità alla normativa vigente. 

In aggiunta, UrbisMap consente di contestualizzare la mappa sismica con altri dati urbanistici e normativi, permettendo una progettazione integrata e completa e precisa.

Adeguamento sismico di edifici esistenti

Gli edifici costruiti prima dell’entrata in vigore delle normative antisismiche più recenti, presentano non di rado vulnerabilità nella struttura. 

Per pianificare eventuali interventi di miglioramento o adeguamento sismico, i tecnici o gli amministratori incaricati della gestione degli edifici esistenti, hanno quindi la necessità di valutare il rischio sismico. 

Grazie a UrbisMap sono in grado di reperire queste informazioni in poco tempo, cercando la zona sismica in cui ricade l’immobile, infatti, possono valutare se è prioritario realizzare interventi strutturali, come l’installazione di dissipatori di energia o il rinforzo delle strutture portanti. 

La possibilità di accedere alla mappa della classificazione sismica in modo semplice, veloce e gratuito aiuta a sensibilizzare i condomini e agevolare le decisioni collettive, anche quando si tratta di investimenti impegnativi come l’adeguamento sismico.

Acquisto di un immobile o di un terreno

Chiunque sia interessato all’acquisto di un immobile, di un terreno o un edificio commerciale, dovrebbe informarsi non solo sullo stato attuale di conservazione e sulla regolarità urbanistica, ma anche riguardo il rischio sismico della zona.

Con UrbisMap, un potenziale acquirente può ottenere in pochi clic la classificazione sismica dell’area, semplicemente inserendo l’indirizzo dell’immobile.

Reperire questa informazione è essenziale per comprendere eventuali costi futuri legati alla messa in sicurezza dell’edificio. Per esempio, acquistare una casa che rientra nella Zona 1, e quindi ad alta intensità sismica, implica valutare la necessità di interventi di adeguamento sismico per garantire la sicurezza e ridurre il rischio di danni in caso di terremoto.

Allo stesso tempo, la consapevolezza del rischio può sicuramente incidere sulla decisione di acquisto dell’immobile.

In sintesi, la mappa della classificazione sismica in Italia è uno strumento importantissimo per la sicurezza delle costruzioni e per la pianificazione territoriale. 

Grazie a strumenti come UrbisMap, la consultazione di questa mappa è resa semplice, veloce e alla portata di tutti.

Utilizzare UrbisMap permette di ottenere informazioni sempre aggiornate e dettagliate, agevolando il lavoro di professionisti del settore e rendendo i cittadini più consapevoli e informati sui rischi sismici del territorio italiano. 

Consulta subito la Mappa della Classificazione Sismica sul Geoportale!

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Ricognizione e mappatura usi civici: il servizio di UrbisMap per le PA 

La gestione del patrimonio civico rappresenta un tassello fondamentale nella pianificazione del territorio e nella valorizzazione delle risorse collettive.

Tuttavia, la complessità normativa e la mancanza di informazioni aggiornate, spesso ostacolano la corretta amministrazione degli usi civici da parte degli Enti locali. 

Per rispondere a questa esigenza UrbisMap offre un servizio completo e strutturato di ricognizione e mappatura degli usi civici, pensato appositamente per supportare le Amministrazioni nella gestione, nella tutela e nella valorizzazione di questi terreni.

Cosa sono gli usi civici? Perché sono importanti? 

Gli usi civici costituiscono un grande patrimonio per le collettività locali, sia dal punto di vista economico-sociale che per la salvaguardia ambientale.

Si tratta di diritti di godimento collettivo su terreni, sia pubblici che privati, che competono ai membri di una collettività. Questi diritti sono stati istituiti in Italia con il Regio Decreto e Legge n.1766 del 1927 e consentono alla collettività di esercitare attività come il pascolo, la raccolta della legna o la caccia. 

Gli usi civici sono per loro natura inalienabili, indivisibili, inusucapibili e imprescrittibili. Inoltre, sono tutelati per legge con un vincolo paesaggistico, il che significa che sui terreni in cui grava un uso civico non è possibile edificare e qualsiasi richiesta di costruzione su tali aree richiede sempre l’autorizzazione paesaggistica. 

Esistono due tipologie principali di usi civici:

  • Usi civici su terre private: in questo caso , il terreno può essere commerciabile, ma il diritto di uso civico persiste, limitando il dominio del proprietario. 
  • Usi civici su terre di dominio collettivo: questi sono beni collettivi che appartengono a specifiche comunità, non sono commerciabili e non possono essere soggetti ad un cambio di destinazione.

La gestione dei terreni ad uso civico, come accennato poco sopra, è talvolta complessa a causa dell’assenza di mappe aggiornate e dall’evoluzione delle pratiche catastali, che ha spesso frammentato o confuso la reale estensione di queste aree.

Ma, più che la gestione di queste aree, il problema principale per le PA risiede piuttosto nella loro reale e attuale ubicazione in relazione alle mappe di impianto catastali sulle quali vennero posizionati in origine tali vincoli. 

L’ubicazione originaria degli usi civici veniva, appunto, definita su mappe d’impianto catastali storiche che indicavano il foglio e il mappale specifici su cui gravava il vincolo. Però, nel corso del tempo, la gestione di questi terreni è venuta meno e le mappe di impianto hanno subito numerose modifiche a causa di frazionamenti, fusioni e altre alterazioni catastali. Di conseguenza, le amministrazioni hanno perso il controllo sulla reale ubicazione e dimensione di questi terreni.

La ricognizione e la mappatura degli usi civici diventa quindi essenziale per gli Enti locali per chiarire la situazione giuridica dei terreni, pianificare al meglio l’uso del territorio, valorizzare il patrimonio collettivo e prevenire o risolvere contenziosi legati all’uso di queste terre.

UrbisMap si inserisce proprio all’interno di questo contesto, offrendo ad Enti e Pubbliche Amministrazioni un servizio completo e integrato che mira a trasformare un tema complesso come quello degli usi civici, in un’opportunità per una migliore e maggiore gestione di tali risorse. 

Il servizio di UrbisMap: ricognizione e mappatura degli usi civici

Il servizio di ricognizione e mappatura degli usi civici, offerto da UrbisMap alle Pubbliche Amministrazioni, è suddiviso in diverse fasi chiave:

1. Ricerca e acquisizione dei decreti di istituzione: 

La prima fase prevede la ricerca e l’acquisizione delle fonti normative e amministrative, in particolare i decreti e le determinazioni regionali che hanno istituito o regolamentato i diritti di uso civico. Questo processo di studio delle fonti giuridiche è fondamentale per comprendere l’origine e la natura dei diritti di uso civico esistenti.

2. Ricerca, acquisizione e digitalizzazione dei mappali di impianto gravati da uso civico:

Un passaggio cruciale è quello di ricerca e acquisizione delle mappe di impianto comunali, che indicano l’ubicazione originaria delle terre gravate da uso civico. Queste mappe, spesso custodite presso archivi di stato o uffici catastali, non sempre sono facilmente reperibili. 

UrbisMap si occupa di questa operazione, che include anche la digitalizzazione e la georeferenziazione dei mappali all’interno del Geoportale

3. Acquisizione della mappa catastale attuale e intersezione con le mappe d’impianto:

Una volta digitalizzate le mappe storiche, il passo successivo è confrontarle con la cartografia catastale attuale. UrbisMap acquisisce quindi i dati catastali aggiornati e li importa nel Geoportale

Le mappe d’impianto georeferenziate vengono poi sovrapposte al catasto attuale, al fine di individuare le corrispondenze e le eventuali discrepanze.  Questa attività è particolarmente importante per attualizzare i dati storici relativi all’ubicazione e alla dimensione degli usi civici e ottenere una rappresentazione concreta e aggiornata dei terreni gravati da uso civico.

4.  Identificazione delle porzioni di particelle attuali, attualmente gravate da uso civico: 

Attraverso il processo di sovrapposizione e confronto tra le mappe storiche e il catasto attuale, il servizio fornisce l’individuazione puntuale delle terre ad uso civico. Il risultato è la restituzione di nuove mappe, complete e aggiornate, e nuovi elenchi delle attuali terre ad uso civico. 

5. Distinzione per tipologia di uso civico:

Una volta individuati i terreni ad uso civico, vengono distinti in base alla loro destinazione specifica, come il pascolo, la raccolta di legna o la caccia. Questa classificazione permette una gestione più semplice ed efficiente e facilita la comunicazione tra Comune e cittadini, chiarendo in modo inequivocabile quali sono gli usi consentiti su ciascun terreno.

Risultati e benefici del servizio di UrbisMap per le PA 

Il risultato del servizio di UrbisMap di ricognizione e mappatura degli usi civici è:

– La realizzazione di una mappa completa e aggiornata degli attuali terreni gravati da uso civico.

– La pubblicazione della mappa aggiornata sul Geoportale

– Una relazione tecnico-descrittiva che confronta i dati catastali attuali, quelli storici e quelli presenti nell’inventario prodotto dalla Regione di competenza.

– La consegna degli shapefile degli usi civici comunali all’Ente.

Questo materiale fornisce un quadro completo e trasparente della situazione degli usi civici sul territorio comunale, offrendo un supporto concreto e prezioso alle amministrazioni e portando numerosi benefici per l’intera comunità. 

Il servizio di UrbisMap risulta quindi essere particolarmente utile e importante per i Comuni, in quanto permette di superare la difficoltà di individuare la reale posizione degli usi civici rispetto al catasto attuale, fornendo informazioni ufficiali, affidabili e una visualizzazione chiara e immediata sulla mappa. 

La disponibilità di mappe georeferenziate e dati precisi favorisce una gestione più efficiente e consapevole del patrimonio civico, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione delle risorse collettive.

Inoltre, la pubblicazione dei dati aggiornati sul Geoportale UrbisMap, rende le informazioni accessibili non solo all’Ente, ma anche a tecnici privati e cittadini, favorendo una maggiore consapevolezza nella gestione delle proprietà e facilitando la verifica dell’esistenza di usi civici su un determinato terreno.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di ricognizione e mappatura degli usi civici di UrbisMap? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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