Mappa dei Comuni digitali 2025: come UrbisMap accelera la trasformazione della PA

La transizione digitale della Pubblica Amministrazione italiana è un percorso complesso e inarrestabile, alimentato dagli investimenti strategici del PNRR e dalla crescente necessità di servizi pubblici più accessibili ed efficienti.

Per misurare i progressi e orientare le scelte future, l’ANCI e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale hanno lanciato l’edizione 2025 della “Mappa dei Comuni digitali”, un’iniziativa fondamentale per fotografare lo stato dell’arte del percorso di transizione digitale degli enti locali italiani, con l’obiettivo di dare avvio ad un monitoraggio permanente nel tempo. 

Dopo il successo della prima rilevazione del 2024, che ha coinvolto quasi 4.000 Comuni rappresentando il 75% della popolazione italiana, la nuova indagine si arricchisce di un’importante novità: la collaborazione con la Banca d’Italia.

Questo ha permesso di integrare l’indagine IDAL direttamente nella Mappa, riducendo il carico informativo sui Comuni e potenziando, contemporaneamente, l’analisi complessiva del fenomeno.

L’obiettivo principale, come sottolineato dal Segretario Generale dell’ANCI, è quello di consolidare questo strumento come il principale punto di riferimento per costruire politiche di settore sempre più rispondenti ai bisogni reali degli Enti.

Il rapporto 2024 della Mappa dei Comuni digitali ha messo in luce un quadro in forte evoluzione: da un lato, una partecipazione molto attiva alle misure del PNRR per la migrazione al cloud e l’adozione di piattaforme standard (come pagoPA); dall’altro, la necessità di rafforzare la digitalizzazione dei processi interni e di superare problematiche come la carenza di competenze e risorse economiche.

Questo ci porta a una domanda cruciale: una volta ottenuta la “fotografia” del proprio stato digitale, quali sono gli strumenti operativi che un Comune può adottare per passare dalla diagnosi all’azione e trasformare gli obiettivi in un reale miglioramento dei servizi?

È in questo scenario che un partner tecnologico come UrbisMap si rivela un alleato strategico, offrendo soluzioni per tradurre le ambizioni di digitalizzazione in realtà concreta.

Mappa dei Comuni digitali, dalla diagnosi all’azione: strumenti operativi per migliorare la digitalizzazione 

La Mappa dei Comuni digitali è indubbiamente uno strumento diagnostico importantissimo che evidenzia dove un’amministrazione è forte e dove invece ha bisogno di investire, che si tratti della gestione del territorio, della digitalizzazione degli archivi o dell’efficienza degli uffici tecnici.

Per migliorare il proprio “punteggio” e l’efficienza reale, però, non basta solo una diagnosi accurata, ma servono piattaforme operative che concretizzino il cambiamento.

Il Geoportale UrbisMap è stato progettato proprio per raggiungere questo obiettivo. 

Offre a Pubbliche Amministrazioni, tecnici e cittadini un unico punto di accesso per consultare in modo facile, veloce e affidabile piani urbanistici, dati catastali, vincoli e normative di tutto il territorio nazionale.

Come UrbisMap risponde alle sfide della digitalizzazione

UrbisMap agisce su più fronti, fornendo soluzioni che, non solo aiutano a raggiungere gli obiettivi PNRR, ma migliorano in modo tangibile l’operatività quotidiana degli Enti locali.

1. Gestione digitale del territorio e pianificazione urbanistica

Uno dei principali ostacoli per molti Comuni è la gestione dei dati territoriali e urbanistici, spesso frammentati e difficili da consultare. UrbisMap centralizza tutte le informazioni in un unico Geoportale, consentendo agli uffici tecnici di accedere a mappe aggiornate, dati catastali e vincoli normativi in tempo reale. Questo non solo velocizza le attività quotidiane, ma riduce anche il rischio di errori e di incongruenze nei processi decisionali.

2. Trasparenza e partecipazione dei cittadini

La piattaforma non è pensata solo per le Pubbliche Amministrazioni, ma anche per i cittadini, che possono consultare piani e dati territoriali direttamente online.

Questa accessibilità aumenta la trasparenza amministrativa e facilita la partecipazione civica, permettendo a chiunque di informarsi, monitorare l’attività comunale e contribuire in modo consapevole alle decisioni che riguardano il territorio.

3. Integrazione e interoperabilità con sistemi esistenti

Molti comuni si trovano a gestire sistemi informatici che spesso non comunicano tra loro.

UrbisMap è progettato per integrarsi e interoperare con le principali piattaforme istituzionali, permettendo una gestione più coordinata e fluida dei dati. 

Questo aspetto riduce i tempi di lavoro, facilita la condivisione di informazioni tra uffici e amministrazioni e supporta la costruzione di una PA più coesa e digitale.

4. Supporto alle competenze interne e formazione

Anche la digitalizzazione richiede competenze e formazione specifiche. UrbisMap offre formazione, guide pratiche e supporto tecnico alle PA, aiutando il personale a utilizzare al meglio le funzionalità della piattaforma.

5. Migrazione al cloud e sicurezza dei dati

Il Geoportale è completamente in cloud, garantendo scalabilità, accessibilità da qualsiasi dispositivo e aggiornamenti costanti.

Questo riduce i costi e aumenta la sicurezza dei dati, rispettando le normative sulla protezione delle informazioni personali e sensibili.

UrbisMap come acceleratore della trasformazione digitale

L’unione tra la diagnosi fornita dalla Mappa dei Comuni digitali e gli strumenti operativi di UrbisMap permette agli Enti di non limitarsi a conoscere il proprio livello di digitalizzazione, ma possono intervenire in modo mirato e misurabile, con risultati concreti sui servizi e sul rapporto con i cittadini.

Attraverso l’utilizzo del Geoportale, le amministrazioni possono:

  • Snellire i processi interni e ridurre i tempi di risposta
  • Migliorare la qualità dei servizi online offerti ai cittadini
  • Favorire la partecipazione e la trasparenza nella gestione del territorio
  • Incrementare la sicurezza e l’affidabilità dei dati gestiti
  • Pianificare interventi strategici basati su informazioni aggiornate e verificabili

In sintesi, l’invito a partecipare all’indagine per la Mappa dei Comuni digitali 2025, è un’occasione imperdibile per le amministrazioni  per orientare le strategie e comprendere il proprio posizionamento.

UrbisMap, in questo contesto, rappresenta una soluzione operativa strategica che permette di affrontare le criticità evidenziate dal rapporto, di massimizzare gli investimenti del PNRR e di costruire un’amministrazione più digitale e trasparente. 

Esplora i servizi di UrbisMap  dedicati alla Pubblica Amministrazione e contattaci utilizzando il form sottostante: troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Mappa dei Siti di Interesse Nazionale (SIN): disponibile su UrbisMap

La conoscenza del territorio è un elemento fondamentale per una pianificazione consapevole, uno sviluppo sostenibile e la tutela della salute pubblica.

Se strumenti come la Carta Geologica d’Italia ci raccontano la storia e la natura del nostro territorio, la mappa dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) ci informa su quelle aree che, a causa di attività umane passate o presenti, presentano un livello di contaminazione tale da essere classificate come pericolose dallo Stato italiano, richiedendo specifici interventi di bonifica per prevenire danni ambientali e sanitari. 

Si tratta dunque di un documento essenziale che delimita le porzioni di territorio più vulnerabili e soggette a rischio.

In questo articolo vedremo insieme cosa sono i Siti di Interesse Nazionale (SIN), perchè la loro mappatura è cruciale, per chi è importante consultarla e come farlo in modo semplice, intuitivo e integrato sul Geoportale UrbisMap.

Cosa sono i Siti di Interesse Nazionale (SIN)

Un Sito di Interesse Nazionale, o SIN, è per definizione un’area contaminata molto estesa che necessita di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e delle acque per scongiurare rischi per l’ambiente e per la salute.

La loro individuazione è regolata dal Testo Unico Ambientale (TUA), ovvero il D.Lgs. 152/2006 che classifica un sito come di interesse nazionale in base a criteri specifici, tra cui:

  • Le caratteristiche del sito stesso e la sua estensione.
  • La quantità e la pericolosità degli inquinanti presenti.
  • L’impatto sull’ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico.
  • Il potenziale pregiudizio per beni culturali e ambientali di pregio.

Queste aree contaminate possono includere una vasta gamma di contesti, come aree industriali (in attività o dismesse), porti, miniere, discariche non a norma e siti colpiti in passato da incidenti chimici. 

L’evoluzione normativa dei SIN

La storia dei SIN in Italia è dinamica e riflette l’evoluzione della sensibilità e della normativa ambientale.

L’individuazione dei primi siti è iniziata a partire dal 1998 e tra il 1999 e il 2012 il numero di aree classificate come SIN è cresciuto progressivamente fino a raggiungere 57 siti. 

Una svolta significativa è avvenuta nel 2012, quando la legge n.134 ha modificato i criteri per l’individuazione dei Siti di Interesse Comunitario, rendendoli più stringenti. 

In seguito ad una ricognizione nazionale, con il Decreto Ministeriale dell’11 gennaio 2013, il numero dei SIN è stato ridotto a 39 e i siti che non soddisfacevano più i nuovi requisiti sono stati declassificati e la loro competenza amministrativa è passata alle rispettive Regioni, diventando Siti di Interesse Regionale (SIR).

Successivamente alcune aree sono state reinserite o aggiunte, come il Bacino del Fiume Sacco e, ad oggi, il numero complessivo di SIN in Italia è di 42. 

Complessivamente, queste aree coprono una superficie a terra di poco meno di 148.000 ettari (circa lo 0.49% del territorio italiano) e oltre 76.000 ettari di aree a mare.

La perimetrazione di un SIN, però, non è statica e può variare nel tempo a seconda delle nuove informazioni relative alla contaminazione.

Perché è importante consultare la mappa dei Siti di Interesse Nazionale?

La mappatura dei SIN non è solo un obbligo normativo, ma uno strumento di conoscenza fondamentale per la gestione del territorio.

Conoscere l’esatta perimetrazione di queste aree è importante per diversi motivi:

Supporta la pianificazione territoriale e urbanistica: Guida la localizzazione di nuove infrastrutture, edifici e impianti, permettendo di evitare aree a rischio e di pianificare interventi in modo sicuro e sostenibile.

Aiuta nella prevenzione dei rischi sanitari e ambientali: la conoscenza delle aree contaminate è il primo passo per la loro gestione e per l’adozione di misure che proteggano la salute della popolazione e degli ecosistemi.

Fornisce una base per decisioni economiche e di investimento: per cittadini e imprese, sapere se un terreno ricade all’interno di un SIN è un’informazione decisiva prima di un acquisto, di un investimento o dello sviluppo di un progetto, in modo da valutare rischi e potenziali oneri di bonifica.

Ha un valore di trasparenza culturale: permette a chiunque di conoscere lo stato di salute del proprio territorio, promuovendo una maggiore consapevolezza ambientale e la partecipazione pubblica ai processi decisionali.

A chi è utile?

La mappa dei Siti di Interesse Nazionale è una risorsa versatile, utile a un pubblico vasto:

  • Professionisti: ingegneri, architetti, geologi, agronomi e urbanisti la utilizzano per la progettazione di opere, per le valutazioni di impatto ambientale (VIA), per le analisi di rischio e per la pianificazione degli interventi di bonifica.
  • Pubbliche Amministrazioni: Comuni, Province e Regioni si basano su questa mappa per la gestione del territorio, il rilascio di autorizzazioni e la programmazione di interventi di risanamento ambientale, garantendo sicurezza e sostenibilità.
  • Cittadini e imprese: chiunque può consultare la mappa dei SIN per informarsi sulla qualità ambientale del luogo in cui vive o in cui intende investire, prendendo scelte più informate e consapevoli.
  • Ricercatori e studenti: la mappa dei Siti di Interesse Nazionale rappresenta una fonte di dati preziosa per studi ambientali, epidemiologici e territoriali.

Dove e come consultare la mappa dei Siti di Interesse Nazionale

Accedere alla mappa dei Siti di Interesse Nazionale su UrbisMap è un processo semplice e intuitivo, pensato per rendere l’informazione accessibile a tutti. 

Ecco come consultare la mappa dei SIN in pochi, semplici, passi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati, al Geoportale 

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Siti di Interesse Comunitario” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale.

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato, confermando se ricade o meno all’interno di un perimetro SIN e fornendo i dettagli specifici del sito.

Ma perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il vero punto di forza di UrbisMap non è solo fornire l’accesso al singolo dato, ma la sua capacità di integrare questa informazione con altri strati informativi territoriali e urbanistici su scala nazionale.

Consultare la mappa dei Siti di Interesse Nazionale su UrbisMap significa poter visualizzare contemporaneamente:

  • i piani regolatori comunali, per verificare la destinazione d’uso di un’area
  • i vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici per avere un quadro completo delle tutele e dei rischi presenti.
  • la cartografia catastale, per identificare con precisione le particelle interessate.

Questa visione di insieme permette di ottenere una comprensione completa e contestualizzata del territorio, fondamentale per prendere decisioni consapevoli.

Inoltre, tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo l’affidabilità del dato.

Consulta subito la Mappa dei Siti di Interesse Nazionale sul Geoportale UrbisMap per una conoscenza completa e integrata del territorio italiano!

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Come verificare i vincoli paesaggistici per impianti fotovoltaici con UrbisMap 

La transizione energetica in Italia sta accelerando e sempre più professionisti, Enti Pubblici e privati cittadini si stanno interessando alla realizzazione di impianti fotovoltaici o ad altre fonti rinnovabili. 

Tuttavia, uno degli ostacoli principali che può rallentare o addirittura bloccare un progetto, è la presenza di vincoli paesaggistici e ambientali sull’area interessata. 

Conoscere in anticipo queste informazioni permette di risparmiare tempo, evitare errori e pianificare al meglio gli investimenti. 

In questo articolo vediamo insieme come verificare vincoli paesaggistici per fotovoltaico utilizzando il Geoportale UrbisMap come strumento di consultazione.

Perché i vincoli paesaggistici hanno un’importanza così rilevante?

I vincoli paesaggistici derivano da leggi e normative nazionali, regionali e comunali che tutelano specifiche aree del territorio italiano. 

Possono riguardare:

  • beni culturali e architettonici;
  • aree sottoposte a tutela ambientale (parchi, riserve, zone SIC/ZPS);
  • vincoli idrogeologici;
  • aree di interesse storico, archeologico o naturalistico.

Nel caso di impianti fotovoltaici, o più in generale di impianti rinnovabili, questi vincoli possono impedire del tutto l’installazione oppure imporre procedure autorizzative più complesse, come la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).

Chi lavora nel settore sa bene quanto sia costoso scoprire in ritardo la presenza di vincoli paesaggistici: significa iter burocratici più lunghi, progetti da rifare e investimenti messi a rischio.

UrbisMap come strumento per il controllo dei vincoli 

Il Geoportale UrbisMap nasce per semplificare il lavoro di tecnici, liberi professionisti, amministrazioni e per offrire una consultazione semplice e completa aperta a tutti, accessibile anche ai cittadini.

Attraverso un’unica piattaforma online è possibile:

– Accedere a mappe aggiornate con layer tematici.

– Visualizzare in pochi clic le aree sottoposte a vincoli paesaggistici e ambientali.

– Sovrapporre diversi livelli di informazione ( PRG, PUC, catasto, ecc).

– Esportare le informazioni tramite report di destinazione urbanistica e importarle nelle proprie analisi progettuali.

Il vantaggio è evidente: invece di consultare manualmente decine di portali differenti è necessario aprire solo UrbisMap e si ottiene nell’immediato un quadro chiaro della situazione. 

Quali vincoli paesaggistici sono rilevanti per le rinnovabili?

Quando si pianifica l’installazione di un impianto fotovoltaico, o eolico, i vincoli da verificare possono essere diversi. Tra i più comuni troviamo:

1. Vincoli paesaggistici ex D.Lgs. 42/2004:

  • aree costiere;
  • laghi e corsi d’acqua con relative fasce di rispetto;
  • montagne oltre i 1200 m slm al Nord e 600 m slm al Centro-Sud;
  • parchi e riserve naturali.

2. Vincoli culturali e archeologici:

Aree con beni storici, monumentali o archeologici sottoposti a tutela.

3. Vincoli ambientali comunitari:

  • Zone SIC (Siti di Interesse Comunitario);
  • ZPS (Zone di Protezione Speciale);
  • Rete Natura 2000

4. Vincoli idrogeologici:

Zone a rischio frane, alluvioni o instabilità del terreno.

5. Aree soggette a piani urbanistici specifici:

Vincoli inseriti nei PGT/PRG comunali, come zone produttive da riqualificare.

Con UrbisMap tutte queste informazioni sono raccolte e consultabili in modo centralizzato da tutti: dalle amministrazioni, dalle aziende ma anche dai cittadini.

Come verificare i vincoli paesaggistici per fotovoltaico su UrbisMap

Vediamo ora, passo dopo passo, come un tecnico, un progettista o un cittadino può utilizzare UrbisMap per controllare la presenza di vincoli prima di avviare un progetto.

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Seleziona adesso, direttamente dalla mappa o dalla barra di ricerca, l’area di tuo interesse e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

3. Tramite la tab dati, la seconda del menu principale, puoi ora verificare tutte le informazioni urbanistiche e le normative che riguardano il punto cliccato. Come puoi vedere dall’immagine qui sotto, inoltre, viene immediatamente segnalato se quella determinata zona è soggetta a vincolo ambientale o paesaggistico e di quale vincolo si tratta. In questo caso la zona è vincolata e si tratta di una “Zona di rispetto infrastrutturale e urbanistico”. 

Ricerca vincoli paesaggistici per fotovoltaico su UrbisMap

Il Geoportale, come possiamo notare dall’immagine, consente inoltre di scaricare e consultare integralmente le Norme Tecniche di Attuazione in formato pdf. 

Per avere un quadro completo, puoi attivare anche altri layer, come quelli relativi al piano urbanistico, la mappa delle cabine primarie o la mappa delle singole sorgenti sismogenetiche, per confrontare le destinazioni d’uso del suolo con i vincoli paesaggistici. 

Per documentare l’analisi, il Geoportale consente di esportare il report di destinazione urbanistica, molto utile per relazioni tecniche, presentazioni ai clienti o richieste di autorizzazione. 

Report di destinazione urbanistica UrbisMap: vincoli paesaggistici per fotovoltaico

Vantaggi per professionisti e privati

Utilizzare UrbisMap per la verifica dei vincoli paesaggistici offre diversi vantaggi concreti, come:

– Riduzione dei rischi: individuare subito eventuali vincoli evita investimenti in aree non idonee.

– Risparmio di tempo: non sono più necessarie ricerche frammentate su diversi portali, è tutto disponibile sulla stessa piattaforma.

– Supporto nelle pratiche autorizzative: i dati esportati possono essere utilizzati ed allegati a relazioni e richieste ufficiali.

– Maggiore trasparenza verso i cittadini: mostrare subito limiti e opportunità aumenta la trasparenza amministrativa.

Per riassumere: rispondiamo ad alcune domande frequenti

Come verificare i vincoli paesaggistici per un impianto fotovoltaico? 

È possibile consultare i portali regionali e nazionali, ma il metodo più semplice e rapido che vi consigliamo, è usare un Geoportale come UrbisMap che integra tutti i dati in un’unica piattaforma.

Posso installare pannelli solari in un’area vincolata? 

Dipende dal tipo di vincolo. In alcuni casi è necessaria un’autorizzazione paesaggistica, in altri è vietato. 

La verifica preliminare su UrbisMap aiuta a capire come procedere. 

Quanto tempo si risparmia utilizzando UrbisMap?

In media, anche diverse ore di ricerca. Con pochi clic si ottiene un quadro urbanistico completo, utile per valutare la fattibilità di un progetto.

Quali vincoli incidono di più sugli impianti rinnovabili?

Soprattutto i vincoli paesaggistici ex D.Lgs. 42/2004 e le aree Natura 200. Sono quelli che comportano restrizioni maggiori. 

In sintesi, la verifica dei vincoli paesaggistici è un passaggio fondamentale per chiunque voglia realizzare un impianto rinnovabile, sia in ambito pubblico che privato. 

Conoscere da subito eventuali limitazioni consente di evitare errori, risparmiare tempo e costruire progetti conformi alla legge.

Grazie a UrbisMap questo processo diventa molto più semplice e accessibile a tutti grazie a un Geoportale unico in cui trovare tutte le informazioni necessarie e visualizzare le aree vincolate. 

Verifica subito i vincoli paesaggistici per impianti fotovoltaici sul Geoportale UrbisMap!

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Carta Geologica d’Italia disponibile su UrbisMap

La Carta Geologica d’Italia è uno degli strumenti più importanti per conoscere e interpretare il territorio. Si tratta di un vero e proprio documento scientifico e tecnico che racconta la storia geologica del territorio italiano, spiegando quali rocce affiorano in superficie, come sono distribuite, a quale età appartengono e quali strutture caratterizzano il sottosuolo.

In questo articolo vediamo insieme cos’è, che tipo di informazioni restituisce, perché e per chi è importante e come consultarla direttamente su UrbisMap.

Cos’è la Carta Geologica d’Italia

La Carta Geologica d’Italia è la rappresentazione cartografica ufficiale della geologia del nostro Paese, realizzata dal Servizio Geologico d’Italia (ISPRA). 

Il suo corretto utilizzo consente di:

Pianificare interventi efficaci per la mitigazione e prevenzione del dissesto idrogeologico.

Comprendere i processi naturali del passato e quelli in atto.

Progettare infrastrutture sicure in aree con caratteristiche geologiche note.

Individuare e gestire in modo sostenibile le risorse naturali, come acqua e energie rinnovabili.

Favorire lo sviluppo di comunità resilienti ai cambiamenti climatici e ai rischi geologici.

Garantire una gestione sicura e sostenibile delle aree urbane e del territorio nel suo complesso. 

La Carta Geologica d’Italia non mostra strade o confini amministrativi, ma descrive la natura e la disposizione delle rocce e dei sedimenti che compongono il territorio. 

Essa è il risultato di decenni di studi e rilevamenti sul campo, arricchiti da analisi di laboratorio e da indagini del sottosuolo. Ogni zona d’Italia è studiata e rappresentata in fogli cartografici alla scala 1:100.000, che insieme compongono l’intera copertura nazionale.

Alcuni cenni storici

La formazione della Carta Geologica ha una storia molto antica, basti pensare che la più datata carta geologica conservata venne realizzata intorno al 1150 a.C. e riguarda i depositi auriferi dell’Egitto.

La prima carta geologica moderna, invece, risale al 1815, quando William Smith creò la prima carta geologica dell’Inghilterra.

La conoscenza geologica del territorio veniva utilizzata anche per la costruzione di opere pubbliche, per lo sviluppo della rete ferroviaria, per la progettazione di dighe e per gli studi degli eventi sismici, alluvionali e franosi. 

La carta geologica diventa così uno strumento fondamentale utilizzato per fini applicativi. 

Anche in Italia gli studiosi avevano compreso l’utilità della conoscenza geologica del territorio e, già dai primi anni del 1800, avevano iniziato ad approfondire lo studio geologico e a mappare il territorio, con l’intenzione di realizzare una Carta Geologica d’Italia.

Il progetto di realizzazione della Carta alla scala 1:50.000 fu previsto da un Regio Decreto del 12 dicembre 1861 e poi confermato con il regolamento emanato il 30 agosto 1868.

Purtroppo, però, fu avviato e interrotto diverse volte, fino al 1870, quando si decise di riprenderlo  adottando la scala 1:100.000 anziché la 1:50.000 per mancanza della base topografica. 

Quali informazioni restituisce la Carta Geologica d’Italia?

Consultando la Carta Geologica d’Italia possiamo ricavare informazioni come: 

  • Litologia: i tipi di rocce e sedimenti presenti (calcari, basalti, arenarie, argille, depositi alluvionali, ecc). 
  • Età delle formazioni geologiche: ogni unità è datata in base al periodo geologico (Triassico, Quaternario).
  • Strutture geologiche: faglie, pieghe, lineamenti tettonici, fratture.
  • Contatti tra formazioni: i limiti tra diverse unità litologiche, fondamentali per capire come si è formato il paesaggio.
  • Geomorfologia: elementi legati a vulcani, ghiacciai, carsismo o processi fluviali.

Perché è importante? 

L’Italia è un Paese complesso dal punto di vista geologico tra montagne giovani come le Alpi e gli Appennini, vulcani attivi, zone sismiche, coste soggette a erosione e pianure alluvionali.

Conoscere la geologia in questo caso, non è solo un interesse scientifico, ma una necessità concreta per la gestione del territorio.

La Carta Geologica è importante perché: 

Supporta la pianificazione territoriale: consente di comprendere quali aree sono stabili e quali no, guidando la localizzazione di infrastrutture, edifici e impianti.

Aiuta nella prevenzione dei rischi naturali: frane, terremoti e alluvioni sono fenomeni strettamente legati alla geologia locale.

Fornisce le basi per la gestione delle risorse naturali: acqua, suolo, minerali e idrocarburi dipendono dalla conformazione geologica.

Ha valore culturale e didattico: permette di leggere la storia del nostro territorio, utile a scuole, università e divulgazione scientifica.

A chi è utile?

La Carta Geologica d’Italia è uno strumento estremamente versatile, che trova applicazione in diversi ambiti e per “pubblici” molto differenti tra loro, come: i professionisti (geologi, ingegneri, architetti, agronomi, urbanisti) che la utilizzano per progettare opere, valutare la compatibilità geologica e ambientale di un intervento e studiare i rischi naturali legati al territorio. 

Anche le Pubbliche Amministrazioni si affidano a questa risorsa per pianificare lo sviluppo territoriale, prendere decisioni informate e garantire sicurezza e sostenibilità nelle proprie scelte. 

Non meno importante è il ruolo che riveste per ricercatori e studenti, ma anche per cittadini e imprese che possono trarre vantaggio dalla consultazione della Carta Geologica per conoscere la natura del terreno in cui si vive o si intende investire, ad esempio è fondamentale per valutarne la stabilità, la disponibilità di risorse idriche o le potenzialità in termini di sviluppo sostenibile. 

Come consultare la Carta Geologica d’Italia su UrbisMap

Accedere alla Carta Geologica d’Italia su UrbisMap è semplice, veloce e intuitivo. 

Vediamo insieme, passo passo, come fare:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Carta Geologica d’Italia” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale. 

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

Ma perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

UrbisMap si distingue per la sua capacità di integrare queste informazioni con altri dati territoriali e urbanistici di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico. 

Tutte le informazioni presenti sul Geoportale, inoltre, provengono da fonti ufficiali e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo così l’affidabilità del dato. 

Consulta subito la Carta Geologica d’Italia sul Geoporale UrbisMap!

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Misura 1.3.1 PNRR ANNCSU: prorogata la scadenza al 30 settembre 2025

La scadenza per la presentazione delle domande per l’Avviso “Misura 1.3.1 PNRR ANNCSU Comuni” è stata ufficialmente prorogata al 30 settembre 2025. 

Questa proroga, comunicata attraverso il “Decreto di proroga_Avviso 1.3.1 ANNCSU Comuni (maggio 2025)” del 12 settembre 2025, offre un tempo aggiuntivo prezioso per le amministrazioni comunali per prepararsi e candidarsi, cogliendo pienamente questa opportunità di finanziamento cruciale per la propria infrastruttura digitale. 

Gli obiettivi della Misura 1.3.1 PNRR ANNCSU

La Misura 1.3.1 rientra in un più ampio programma di digitalizzazione promosso dal PNRR, finalizzato a rendere interoperabili i dati territoriali e facilitare l’accesso ai servizi digitali da parte dei cittadini. 

In particolare, l’Avviso ANNCSU mira a garantire che tutti i Comuni italiani possano conferire i dati georeferenziati relativi a tutti i numeri civici di propria competenza nell’ANNCSU, per il tramite della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).

Questo consentirà alle amministrazioni di verificare, e se necessario integrare, la lista esistente di strade e numeri civici, e di inviare i dati georeferenziati.

Ad oggi, sono presenti nell’ANNCSU circa 28 milioni di numeri civici relativi a 1893 Comuni su 7896. 

La maggior parte di questi dati, però, non presenta l’informazione della georeferenziazione. 

Modalità di partecipazione al bando

I Comuni interessati possono candidarsi sulla piattaforma PA digitale 2026 fino al 30 settembre 2025, rientrando quindi nella seconda finestra di finanziamento, aperta dal 16 luglio al 30 settembre 2025, con esito previsto a partire dal 1 ottobre 2025. 

Il contributo è erogato in forma di lump sum e il suo importo varia in base al numero dei civici da verificare. Gli importi sono suddivisi in sette fasce, definite sulla base di un range di numeri civici assegnati ad ogni fascia. 

L’associazione di ogni Comune ad una fascia è stata effettuata conteggiando i civici presenti in ANNCSU in data 25 gennaio 2025.

Qui la tabella con gli importi finanziabili per fasce di Comuni:

Tabella ufficiale del documento “Allegato 2 – Definizione del Servizio e modalità di integrazione”

Attività in capo ai Comuni

Il conferimento dei dati georeferenziati da parte dei Comuni, sull’Anagrafe Nazionale, può avvenire attraverso un portale web tramite il quale un delegato del Comune può caricare l’elenco dei civici, oppure attraverso un insieme di API pubblicate sul catalogo PDND.

I Comuni interessati devono svolgere alcune attività fondamentali per garantire l’esito positivo dei conferimento dei dati:

  • Verificare l’eventuale lista di strade e numeri civici già presenti nell’ANNCSU.
  • Validare l’intera lista dei civici già presente ed eventualmente integrare la georeferenziazione, se assente o errata.
  • Sviluppare un software client per consentire la comunicazione con il servizio di conferimento dati messo a disposizione da ANNCSU e integrarlo nel Gestionale territoriale del Comune.
  • Inviare l’intera lista dei numeri civici georeferenziati tramite la PDND richiamando le API.
  • Confermare e convalidare la lista inviata, tramite apposita funzionalità messa a disposizione da ANNCSU.

I termini previsti per completare queste attività sono strutturati in due fasi: 60 giorni per la contrattualizzazione del fornitore (dalla data di notifica del decreto di finanziamento) e 60 giorni successivi per la validazione finale della lista.

Il completamento dell’intero processo deve avvenire entro il 31 marzo 2026, momento in cui il database georeferenziato sarà considerato ufficialmente validato. 

NB: l’importo del contributo sarà riconosciuto solo a seguito del conseguimento del risultato positivo. 

I servizi di UrbisMap per la Misura 1.3.1 ANNCSU

In uno scenario così complesso e con scadenze ben definite, l’adozione di strumenti e partner adeguati è fondamentale. 

UrbisMap partecipa attivamente, insieme ai suoi Comuni ed Enti Affiliati, al processo  di transizione digitale della Pubblica Amministrazione promosso dal PNRR. 

Con UrbisMap è infatti possibile aderire e portare a conclusione diverse Misure di digitalizzazione, in particolare segnaliamo le seguenti: 

Interoperabilità PDND: Misura 1.3.1 “Piattaforma Digitale Nazionale Dati” con sviluppo di API che connettano i software dell’Ente e la PDND (chiusa)

Digitalizzazione SUAP-SUE: Misura 2.2.3 “Digitalizzazione delle procedure SUAP/SUE” con attività di interoperabilità dei software dell’Ente e lo sportello (chiusa).

Georeferenziazione Numeri Civici: Misura 1.3.1 “Piattaforma Digitale Nazionale Dati” ANNCSU per il caricamento dei numeri civici georeferenziati (scade il 30/09).

Per la Misura 1.3.1 PNRR ANNCSU, UrbisMap mette a disposizione dei Comuni due servizi specifici, pensati appositamente per supportarli integralmente nel processo di conferimento dei dati all’ANNCSU: 

1. Pubblicazione e gestionale software dei civici georeferenziati:
Sviluppo di un Gestionale per il Database dei numeri civici comunali: il servizio consiste nel supportare il Comune nelle attività di caricamento dell’intero dataset su ANNCSU per mezzo di un un software che ne consenta la gestione quotidiana da parte dell’Ente e quindi l’inserimento di dati nuovi e/o la modifica di quelli esistenti (vie, numeri civici, ecc..), e, al tempo stesso, l’aggiornamento in tempo reale dell’Anagrafe per mezzo delle API richieste dalla Misura.

Le attività incluse nel servizio sono:

  • Onboarding PDND in qualità di fruitore dell’e-service ANNCSU;
  • Sviluppo software client conforme alle specifiche OpenAPI di ANNCSU e PDND;
  • Dotazione del software che consenta la gestione da parte dell’Ente del database;
  • Caricamento massivo dei civici georeferenziati e conferma tramite funzionalità di validazione;
  • Formazione del personale sull’utilizzo del software.

2. Aggiornamento e georeferenziazione dei numeri civici:
Il servizio proposto non è finanziato direttamente dalla Misura, ma risulta obbligatorio per i Comuni che intendono accedere al contributo previsto. Infatti, l’Avviso richiede che la totalità dei numeri civici di competenza comunale sia correttamente georeferenziata all’interno dell’Archivio Nazionale prima del loro aggiornamento.

Le attività incluse nel servizio sono:

  • Analisi e verifica del dataset dei civici già presenti in ANNCSU;
  • Georeferenziazione del dataset dei civici tramite strumenti automatici e di precisione cartografica da remoto;
  • Produzione e formattazione dei file secondo le specifiche ISTAT – ANNCSU;
  • Integrazione del database aggiornato con il software in dote all’Ente;
  • Assistenza tecnica nella validazione finale prima del conferimento ufficiale.

Grazie a queste attività UrbisMap permette ai Comuni di aderire rapidamente agli avvisi PNRR, riducendo tempi e rischi operativi e garantendo la piena conformità alle specifiche nazionali.

I vantaggi strategici nell’adottare UrbisMap

Scegliere UrbisMap come partner per la Misura 1.3.1 del PNRR offre molteplici vantaggi strategici per gli Enti locali, come:

Supporto continuo: supporto tecnico e operativo costante e qualificato.

Gestione efficiente: semplificazione della gestione ordinaria e straordinaria dello stradario comunale, con riduzione degli errori e miglioramento dell’efficienza operativa.

Rendicontazione PNRR: garanzia di conformità con gli obblighi di rendicontazione del PNRR, facilitando l’estrazione dei dati. 

Adottare soluzioni come UrbisMap non significa solo adempiere a un obbligo normativo e accedere ai finanziamenti, ma rappresenta una leva strategica per costruire un patrimonio informativo geospaziale condiviso, interoperabile ed efficiente.

UrbisMap consente di trasformare le informazioni territoriali in una base strategica, interoperabile e costantemente aggiornata che, non solo risponde alle esigenze del PNRR, ma contribuisce attivamente alla digitalizzazione delle informazioni territoriali, migliorando la capacità di risposta dell’amministrazione e potenziando i servizi al cittadino.

Grazie a questa proroga i Comuni che non hanno ancora avviato questo percorso, o che hanno bisogno di ottimizzare e accelerare i processi, hanno ora un’occasione aggiuntiva per aderire all’Avviso e avvalersi di un partner come UrbisMap per portare a termine con successo la digitalizzazione dei propri numeri civici georeferenziati. 

Lasciamo a disposizione le slide del webinar tenuto da UrbisMap il 5/09 dedicato ai Comuni italiani, finalizzato ad una maggiore conoscenza della Misura e delle potenzialità offerte alle amministrazioni locali. 

Per maggiori informazioni sulla Misura 1.3.1 PNRR per il conferimento dei numeri civici comunali nell’ANNCSU e sui servizi offerti da UrbisMap, non esitare a contattarci utilizzando il form sottostante!

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Mappa dei sistemi catastali online: disponibile su UrbisMap

Il catasto italiano rappresenta un pilastro fondamentale per la gestione del territorio, l’identificazione delle proprietà e la fiscalità. 

Tuttavia, la sua storia complessa e le diverse metodologie adottate nel tempo hanno generato un sistema articolato e non sempre di facile interpretazione,

Oggi, nell’era digitale, la possibilità di accedere e comprendere rapidamente le informazioni relative ai sistemi catastali è fondamentale per professionisti e amministrazioni. 

Strumenti come il Geoportale UrbisMap, pensato per offrire una consultazione semplice e intuitiva di dati territoriali, assumono un ruolo strategico, facilitando l’accesso e la comprensione di queste informazioni.

Cosa sono i sistemi catastali 

Il catasto è l’insieme di documenti , mappe  e registri che descrivono le proprietà immobiliari presenti sul territorio nazionale. 

In Italia, il catasto si divide principalmente in due sezioni:

  • Catasto terreni, che  censisce i beni immobiliari di natura fondiaria (terreni agricoli, pascoli, ecc.)
  • Catasto fabbricati, che censisce i beni immobili a uso abitativo, produttivo, commerciale e in generale ogni costruzione stabilmente infissa al suolo.

I sistemi catastali si riferiscono alla rete di punti di riferimento, mappe, particelle e fogli che, nel loro insieme, permettono di rappresentare in modo univoco le proprietà. 

Ciascuna particella catastale ha una posizione precisa all’interno di un foglio e di un comune, ed è identificata da coordinate che possono essere verificate e aggiornate tramite i punti fiduciali.

Il sistema catastale italiano: evoluzione e complessità

Il sistema catastale italiano ha radici profonde, con la sua attuale versione che prende origine dalla Legge n.3682 del 1 marzo 1886 (Legge Messedaglia), la quale istituì un catasto per scopi fiscali, adottando la proiezione di Cassini-Soldner.

La proiezione di Cassini-Soldner è una proiezione afilattica, ovvero non conserva perfettamente né aree né angoli, ma minimizza le deformazioni generali. 

Per il catasto italiano, essa utilizza l‘ellissoide di Bessel (con semiasse maggiore a = 637737,15 m e schiacciamento s = 1/299,15) e un orientamento definito a Genova (osservatorio dell’Istituto Idrografico della Marina). 

Tuttavia, per coprire l’intero territorio nazionale, furono adottate ben 849 origini diverse (31 di grande estensione e 818 di piccola estensione), rendendo la rappresentazione policentrica.

Ogni centro di proiezione si riferisce a una zona la cui estensione massima è di circa 70 km in direzione Est-Ovest e 100 km in direzione Nord-Sud dall’origine. 

Entro questi limiti, la deformazione superficiale non supera il valore di 1,00005 e, lungo il meridiano centrale è sia equivalente che conforme.

Nonostante la legge del 1941 avesse stabilito l’adozione del sistema nazionale “Monte Mario 1940 – Gauss-Boaga”, la transizione non è stata uniforme su tutto il territorio e, ancora oggi, in alcune zone la cartografia catastale è disponibile solo nel sistema Cassini-Soldner.

Questa eterogeneità dei dati di base rende impossibile adottare approcci metodologici univoci per lo sviluppo di applicazioni GIS integrate con dati catastali a livello nazionale.

Le difficoltà di integrazione persistono per diverse ragioni: 

Difficoltà di trasformazione: La conversione tra Cassini-Soldner e Gauss-Boaga risulta complessa a causa delle differenze tra i sistemi di proiezione (afilattica quasi equivalente vs conforme) e i datum geodetici (Bessel vs Hayford). L’assenza di una procedura di trasformazione ufficiale e certificata a livello nazionale aggrava il problema, impedendo lo sviluppo di software universalmente validati.

Bassa qualità del dato geometrico e incongruenze: Le mappe catastali attuali, frutto di digitalizzazione e aggiornamenti spesso non certificati, presentano significative incoerenze rispetto agli originali d’impianto. Sono frequenti, inoltre, le incongruenze nei quadri d’unione dei fogli di mappa, che creano aree di sovrapposizione o scostamento tra fogli adiacenti, problematiche per l’integrazione GIS. 

Formati non orientati ai GIS: I dati catastali sono spesso distribuiti in formati come DXF e CXF. Sebbene il formato DXF sia ampiamente supportato, non permette l’associazione di informazioni alfanumeriche alle geometrie (come ad esempio il numero di particella), richiedendo ulteriori e onerose elaborazioni. 

Ad oggi però, grazie a nuovi formati come GeoJSON, reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate e maggiormente compatibile con i sistemi GIS, e grazie a strumenti come UrbisMap che offre un’architettura web integrata che supera la frammentazione, consentendo una consultazione dinamica e sovrapponibile con altri dati territoriali georeferenziati a livello nazionale.

Questi strumenti rendono il catasto più moderno, accessibile e integrato, favorendo un dialogo più efficace tra professionisti, amministrazioni e cittadini.

L’importanza della mappa catastale

Le mappe catastali rappresentano uno strumento fondamentale per la gestione, la pianificazione e la conoscenza del territorio. La loro importanza e utilità si estende a diversi ambiti grazie alla precisione e alla completezza delle informazioni che forniscono sulle proprietà.

Per tecnici e professionisti:

Geometri, ingegneri, architetti e agronomi utilizzano le mappe catastali come riferimento per attività come i rilievi topografici, i progetti edilizi, i frazionamenti e i riconfinamenti.

Per gli Enti Pubblici:

Le amministrazioni possono utilizzare le mappe catastali come riferimento per la pianificazione urbanistica, gestione del territorio e controllo fiscale.

Per cittadini e imprese:

Anche cittadini e imprese possono trarre grande beneficio dalla consultazione delle mappe catastali, per esempio per verificare la posizione e l’estensione di immobili o terreni di proprietà, controllare confini e misure prima di acquisti o compravendite. In particolare, per chi acquista un edificio o un terreno, la mappa catastale diventa uno strumento fondamentale per accertare eventuali limitazioni o vincoli presenti sulle particelle di interesse.

Vantaggi della consultazione online e georeferenziata 

La disponibilità delle mappe catastali in formato digitale e georeferenziato, integrato all’interno di un Geoportale come UrbisMap, apre ulteriori possibilità di analisi e confronto. Per esempio, è possibile sovrapporre il catasto a:

  • Vincoli paesaggistici o ambientali, come aree protette o a rischio idrogeologico.
  • Piani regolatori comunali o altri strumenti urbanistici, per verificare la compatibilità delle proprietà con destinazioni d’uso e norme edilizie.
  • Punti fiduciali, per la corretta esecuzione di rilievi topografici.

Questa integrazione consente di ottenere una visione completa del territorio, utile sia ai professionisti per analisi tecniche approfondite, sia ai cittadini per comprendere meglio il contesto e i vincoli che interessano le loro proprietà. 

Dove e come consultare la mappa dei sistemi catastali

UrbisMap, progettato per offrire una consultazione semplice e veloce di dati territoriali e ambientali, è la piattaforma ideale per accedere a queste informazioni. 

Ecco come consultare la mappa dei sistemi catastali in pochi passi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale.

2. Vai nella  tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Sistemi catastali – origine degli assi” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale.

mappa dei sistemi catastali_ urbismap

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

informazioni sardegna mappa sistemi catastali - origine degli assi_ urbismap

Sempre da questa sezione è possibile interrogare e sovrapporre alla mappa dei sistemi catastali i punti fiduciali e il catasto di tutto il territorio nazionale:

  • Punti fiduciali: sono i punti topografici di riferimento utilizzati dai tecnici per garantire la precisione dei rilievi catastali e delle operazioni di riconfinamento. Su UrbisMap compaiono come elementi puntuali sulla mappa e possono essere interrogati singolarmente con un semplice clic, ottenendo informazioni come le coordinate, il codice identificativo univoco del punto, l’area amministrativa di riferimento, latitudine e longitudine.
  • Catasto Italia: attivando questo layer è possibile visualizzare le particelle e i fogli catastali di tutto il territorio nazionale. (NB: il layer del catasto si attiva dopo un certo livello di zoom, ingrandire quindi la mappa per visualizzarlo).
punti fiduciali_catasto italia_sistemi catastali_urbismap

Questa funzione consente di combinare più livelli informativi, rendendo la consultazione molto più ricca e completa e ponendo UrbisMap come un vero e proprio strumento di lavoro integrato. Con il Geoportale i professionisti possono infatti avere a disposizione nello stesso ambiente mappe catastali, sistemi di riferimento, punti fiduciali, strumenti urbanistici e normative. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

UrbisMap si distingue per la sua accessibilità e intuitività, essendo progettato per un pubblico vasto che include professionisti, amministrazioni e cittadini, senza la necessità di competenze tecniche specifiche o familiarità con software GIS.

I vantaggi nell’utilizzare UrbisMap includono:

Interfaccia semplice e intuitiva: consente a chiunque di ottenere le informazioni territoriali desiderate con pochi clic.

Completezza delle informazioni: la mappa dei sistemi catastali può essere consultata in combinazione con altre informazioni urbanistiche e normative di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico. Questo offre una visione completa del territorio, fondamentale per una pianificazione informata.

Affidabilità del dato: tutte le informazioni provengono da fonti ufficiali e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo l’affidabilità e la validità legale dei dati. 

Accesso gratuito: l’accesso al Geoportale, per le informazioni descritte in questo articolo, è gratuito. Un passo significativo per la trasparenza e l’accessibilità dei dati. 

In sintesi, il catasto italiano è in continua evoluzione, passando da un sistema analogico e frammentato a una piattaforma digitale integrata e accessibile. Nonostante le sfide storiche legate all’eterogeneità dei sistemi di riferimento e alla qualità dei dati, l’apertura dei dati e l’avanzamento tecnologico del catasto, stanno tracciando un percorso verso una gestione territoriale più efficiente e trasparente.

Strumenti come UrbisMap sono cruciali in questo contesto, trasformando il catasto in una risorsa aperta e condivisa, capace di supportare attivamente e concretamente la gestione, la pianificazione e lo sviluppo sostenibile del territorio. 

La possibilità di consultare in modo rapido, gratuito e intuitivo dati come la mappa dei sistemi catastali rappresenta un passaggio fondamentale per tutte le parti coinvolte nella comprensione e nella trasformazione del nostro territorio. 

Consulta subito la mappa dei sistemi catastali, punti fiduciali e il catasto nazionale sul Geoporale UrbisMap!

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Mappa delle IBA (Important Bird Area): come e dove consultarla 

Le Important Bird Area (IBA) sono delle aree che rivestono un ruolo chiave per la salvaguardia degli uccelli e della biodiversità, la cui identificazione è parte di un progetto mondiale curato da BIrdLife International. 

Originariamente conosciute come “Important Bird Area” , da cui l’acronimo IBA, il loro nome è stato poi modificato in “Important Bird and Biodiversity Area” nel 2014 durante un Congresso Mondiale di BirdLife in Canada, per riflettere la loro rilevanza non solo per gli uccelli, ma per tutta la biodiversità, pur mantenendo l’acronimo originale.

L’identificazione delle IBA avviene attraverso l’applicazione di un insieme di criteri scientifici oggettivi e quantitativi, concordati a livello internazionale. Questi criteri si basano sulle dimensioni e sulla tendenza delle popolazioni di uccelli e sono applicabili a livello globale, regionale e sub-regionale, utilizzando dati raccolti localmente e analizzati a livello nazionale. 

Ogni sito viene selezionato perché risponde ad almeno uno dei seguenti requisiti: 

  • Ospitare un numero significativo di individui di una o più specie minacciate a livello globale.
  • Far parte di una tipologia di aree importante per la conservazione di particolari specie (ad esempio zone umide).
  • Essere una zona in cui si concentra un numero particolarmente alto di uccelli in migrazione.

La mappa delle IBA ha l’obiettivo di identificare e proteggere una rete di siti, su scala biogeografica, critici per la sopravvivenza a lungo termine delle popolazioni di uccelli che si trovano in natura. Attualmente sono state documentate oltre 13.000 IBA in tutto il mondo.

In Italia, l’individuazione delle IBA è un processo lungo e articolato che viene curato dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), partner ufficiale di BirdLife International. 

La LIPU ha realizzato diversi inventari: il primo nel 1990 con 140 aree, il secondo nel 2002 con 192 aree. Con un recente e significativo aggiornamento, sono state identificate, invece, 113 nuove IBA e revisionate 118 esistenti, portando il numero totale di IBA in Italia a 240. 

Le nuove IBA sono distribuite in ogni regione italiana, con gli aumenti maggiori registrati nelle Marche (18 nuovi siti), in Sicilia (16 nuovi siti), in Sardegna (15 nuovi siti) e in Emilia Romagna (13 nuovi siti).

L’importanza della mappa delle Important Bird Area

La mappa delle IBA è uno strumento importantissimo per diversi motivi:

1. Guida per gli interventi di conservazione e ripristino: Le IBA sono fondamentali per identificare le aree in cui gli sforzi di conservazione e ripristino dovrebbero essere prioritari. Permettono infatti di comprendere come i siti sono mutati nel tempo, se sono stati preservati, degradati o ripristinati, e di dirigere le azioni dove sono più urgenti o necessarie.

2. Supporto agli obiettivi di biodiversità internazionali e Europei: La mappa delle IBA è uno strumento chiave per aiutare l’Italia a raggiungere i suoi obiettivi EU 30×30, che mirano a proteggere il 30% della terra e del mare entro il 2030 e per supportare l’implementazione della Legge dell’UE sul ripristino della natura.

3. Fondamento per la Direttiva Uccelli e le Zone di Protezione Speciale (ZPS): il progetto IBA è nato dalla necessità di individuare dei criteri omogenei e standardizzati per la designazione delle ZPS, previste dalla Direttiva Uccelli dell’Unione Europea. La Commissione Europea e la Corte di Giustizia Europea hanno riconosciuto le IBA come il miglior riferimento scientifico disponibile per valutare l’adeguatezza delle reti nazionali di ZPS e hanno stabilito che le misure di tutela della Direttiva Uccelli si applicano direttamente alle IBA., che funzionano quindi come aree di reperimento per completare la rete di zone di protezione speciale.

4. Identificazione di specie e habitat critici: la mappa delle IBA evidenzia i siti cruciali per le specie di uccelli con alto valore di conservazione, inclusi gli habitat come le steppe o gli habitat collinari incolti. 

5. Rilevazione delle minacce: la rivalutazione delle IBA ha anche messo in luce le principali minacce a questi siti, come le attività di pulizia delle spiagge in periodi inappropriati, il cambiamento delle pratiche agricole verso un’agricoltura intensiva e l’industrializzazione dei paesaggi agricoli.

Prendendo in considerazione questi fattori, quindi, viene da sé l’importanza dell’accessibilità della mappa delle IBA, che rappresenta un vero e proprio valore aggiunto per l’ambiente e per la società. 

Conoscere dove si trovano queste aree permette di proteggere meglio gli habitat naturali, il che significa poter pianificare interventi mirati di conservazione, evitare la frammentazione del territorio e ridurre gli impatti delle attività umane.

La mappa è una grande risorsa anche per il mondo della ricerca scientifica: ornitologi e biologi della conservazione, ad esempio, la possono utilizzare per programmare monitoraggi, seguire i flussi migratori e valutare lo stato di salute delle popolazioni di uccelli. 

Allo stesso tempo però, anche cittadini, studenti e appassionati di natura possono consultarla per scoprire quali specie vivono nelle diverse aree e imparare a riconoscerle. 

La mappa delle IBA ha un ruolo molto importante anche per la gestione del territorio: le amministrazioni possono basarsi sulle informazioni fornite dalla mappa per prendere decisioni più sostenibili in materia di urbanizzazione, infrastrutture o sviluppo urbano. 

In sintesi, la mappa delle IBA è uno strumento che unisce conservazione, ricerca, educazione e sviluppo sostenibile, rendendo accessibile a tutti un patrimonio naturale di inestimabile valore. 

Come e dove consultare la mappa delle IBA

L’accesso alla mappa delle Important Bird Area su UrbisMap è semplice, gratuito e immediato, basta seguire questi pochi passi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati, al Geoportale.

2. Vai ora nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Important Bird Area” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale.

3. Clicca adesso, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Dalla tab dati, la seconda del menu principale, puoi consultare ora tutte le informazioni relative al punto cliccato.

5. Cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto si aprirà una nuova scheda che raccoglie e dà accesso alle informazioni complete della mappa delle IBA

Ma perchè scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il grande vantaggio di UrbisMap è la sua capacità di integrare queste informazioni con altri dati territoriali e urbanistici di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico. 

Tutte le informazioni presenti sul Geoportale, inoltre, da fonti ufficiali e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo così l’affidabilità del dato.

Che aspetti? Consulta subito la mappa delle IBA sul Geoportale UrbisMap!

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Online il PAT di Venezia: disponibile su UrbisMap

Il Piano di Assetto del Territorio (PAT) di Venezia è ora disponibile e accessibile a tutti sul Geoportale UrbisMap.

Esso rappresenta uno strumento urbanistico fondamentale che delinea le scelte strategiche per il governo e lo sviluppo del territorio comunale di Venezia.

Il PAT di Venezia trae le sue origini dalla Legge Regionale 11 del 2004 (“Norme per il governo del territorio”) e il suo processo di formazione ha seguito diverse fasi: 

Riavvio dell’iter:

L’amministrazione comunale, riavviando l’iter per l’adozione del PAT a partire dalla seduta della Giunta del 23 dicembre 2010, ha deciso di avviare una fase ulteriore di partecipazione con il coinvolgimento dei diversi “portatori di interesse” e delle Municipalità. 

Adozione:

Il Consiglio Comunale adotta il Piano di Assetto del Territorio (PAT) con deliberazione n.5 del 30 gennaio 2012, adeguando la pianificazione del Comune di Venezia alle disposizioni della Legge Regionale Urbanistica n.11 del 2004.

Valutazione Ambientale Strategica (VAS):

In attuazione della direttiva 2001/42/CEE, tutti i passaggi di formazione del PAT sono stati assoggettati a VAS, al fine di verificarne la sostenibilità delle scelte. La VAS è cruciale per evidenziare l’adeguatezza delle scelte del piano rispetto agli obiettivi di sostenibilità, identificando i potenziali impatti e le misure di mitigazione o compensazione.

Approvazione e Ratifica: 

Il PAT di Venezia è stato approvato il 30 settembre 2014, successivamente, la Giunta della Provincia di Venezia ha ratificato l’approvazione con delibera n.128 del 10 ottobre 2014.

Efficacia:

Il Piano di Assetto del Territorio di Venezia è stato poi pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione n.15 del 31 ottobre 2014, diventando efficace 15 dopo la pubblicazione e acquisendo validità a tempo indeterminato.

Più di recente invece, con deliberazione del Consiglio Comunale n.6 del 6 febbraio 2020 è stata approvata una variante al PAT di Venezia per il contenimento del consumo di suolo, come prescritto dalla Legge Regionale 14 del 2017. 

Questa variante, disponibile sul Geoportale UrbisMap, ha introdotto la Tavola 5 “Carta degli ambiti di urbanizzazione consolidata ai sensi della L.R. 14/2017” e ha modificato gli articoli 1, 4, 26, 26 bis delle Norme Tecniche. 

PAT di Venezia: contenuto e obiettivi

Il Piano di Assetto del Territorio è definito come un “piano struttura”, ovvero uno strumento di pianificazione decennale che fissa le condizioni e gli obiettivi degli interventi e delle trasformazioni ammissibili nel territorio comunale. Esso definisce le scelte strategiche di assetto e di sviluppo del territorio, individuando le specifiche vocazioni e le invarianti di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, paesaggistica, ambientale, storico-monumentale e architettonica.

Gli obiettivi principali del PAT di Venezia sono quindi:

  • Delineare le scelte territoriali e le strategie per lo sviluppo sostenibile 
  • Definire le funzioni delle diverse parti del territorio comunale
  • Individuare le aree da tutelare e valorizzare per la loro importanza ambientale, paesaggistica e storico-architettonica.

Dove e come consultare il PAT di Venezia

La consultazione del PAT di Venezia su UrbisMap è pensata per essere rapida e intuitiva, accessibile a tutti, anche a chi non possiede competenze tecniche specifiche. Per accedere alle informazioni è sufficiente registrarsi gratuitamente al Geoportale e seguire pochi, semplici, passaggi:

1. Accedi al Geoportale a questo link

2. Cerca il territorio di Venezia tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti. 

3. Dalla tab dati, la seconda del menù principale, clicca sulla voce “Piano di Assetto del Territorio di Venezia” per attivare la visualizzazione del piano in sovrapposizione alla mappa di sfondo.

4. Consulta il Piano di Assetto del Territorio di Venezia  completo cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto.

PAT di Venezia: piano completo

Su UrbisMap la visualizzazione del Piano di Assetto del Territorio di Venezia è suddivisa nelle 5 tavole dalle quali è composto:

  • Tavola 1: Carta dei vincoli e della pianificazione territoriale 
  • Tavola 2: Carta delle invarianti
  • Tavola 3: Carta delle fragilità
  • Tavola 4: Carta della trasformabilità
  • Tavola 5: Carta degli ambiti di urbanizzazione consolidata 

Tavola 1: Carta dei vincoli e della pianificazione territoriale 

È una carta di carattere ricognitivo che rappresenta le parti del territorio, gli edifici e complessi di edifici sottoposti a vincoli che derivano da disposizioni legislative e normative di varia natura, nonché le principali prescrizioni derivanti dalla pianificazione sovraordinata vigente. 

Si tratta di una tavola che, per sua natura, è soggetta a future modifiche e integrazioni per adeguarsi al mutare e all’aggiornarsi dei vincoli normativi relativi all’utilizzo del territorio.

PAT di Venezia: Tavola 1

Tavola 2: Carta delle invarianti

Questa carta rappresenta i limiti che il PAT pone alla trasformazione del territorio, individuando quelle aree che, per il loro valore intrinseco o per la volontà di attribuire loro maggiore rilevanza, costituiscono elementi a bassa trasformabilità. Si tratta di elemento di rilievo sia sotto il profilo paesaggistico e ambientale, sia sotto quello storico, monumentale e testimoniale.

PAT di Venezia: Tavola 2

Tavola 3: Carta delle fragilità

Mette in evidenza le diverse condizioni dei suoli rispetto alla loro edificabilità, prendendo in considerazione sia gli aspetti idrogeologici sia i rischi legati al dissesto idraulico.

Inoltre individua alcuni elementi del territorio da valorizzare che presentano specifiche criticità ambientali e/o paesaggistiche (come corsi d’acqua, arenili, aree umide minori…).

PAT di Venezia: Tavola 3

Tavola 4: Carta della trasformabilità

Rappresenta, in un quadro di coerenza territoriale, le strategie di intervento finalizzate allo sviluppo socio-economico, con particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione dei nuovi elementi di pregio dal punto di vista ambientale, paesaggistico, architettonico e storico-testimoniale.

Data la complessità dei contenuti, la tavola 4 si articola in 3 elaborati:

  • Tavola 4A Carta della trasformabilità 
  • Tavola 4B Carta della trasformabilità – Valori e tutele
  • Tavola 4C Ambiti Territoriali Omogenei ATO
PAT di Venezia: Tavola 4

Tavola 5: Carta degli ambiti di urbanizzazione consolidata 

Carta introdotta con la Deliberazione di Consiglio Comunale n.6 del 6 febbraio 2020 di variante al PAT in adeguamento alle disposizioni regionali L.R. 14/2017 per il contenimento del consumo di suolo.

PAT di Venezia: Tavola 5

UrbisMap, inoltre, mette a disposizione le Norme Tecniche di Attuazione, che costituiscono il quadro delle disposizioni strutturali del Piano e formulano indirizzi, direttive e prescrizioni finalizzate alla formazione del Piano degli Interventi (PI) e dei Piani Urbanistici Attuativi (PUA). Le norme sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente all’interno del Geoportale. 

I vantaggi di utilizzare UrbisMap per consultare il PAT di Venezia 

Il Geoportale UrbisMap rende la consultazione di strumenti urbanistici come il PAT di Venezia semplice e immediata grazie a diversi fattori:

Accesso gratuito a dati urbanistici

Interfaccia intuitiva e facile da utilizzare anche per chi non possiede competenze tecniche specifiche.

– Possibilità di scaricare report dettagliati per supportare pratiche edilizie, richieste amministrative o ricerche personali.

Dati sempre aggiornati e provenienti da fonti ufficiali dei Comuni e delle Regioni, garantendo informazioni affidabili e coerenti con la normativa vigente.

– Contribuisce a promuovere la trasparenza e la partecipazione dei cittadini nelle decisioni dell’Amministrazione che riguardano la gestione del territorio.

Link al piano: https://www.urbismap.com/venezia

Consulta il Piano di Assetto del Territorio di Venezia sul Geoportale!

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Aerofotogrammetria di Sant’Antioco disponibile su UrbisMap

UrbisMap ha pubblicato nel proprio Geoportale l’aerofotogrammetria di Sant’Antioco, rendendo disponibile online  una dettagliata rappresentazione degli edifici  e delle principali componenti infrastrutturali del territorio comunale. 

Tra le classi tematiche che il layer restituisce in mappa troviamo: edifici (ED), edifici in costruzione (Ed_c), tettoie (Tet), impianti sportivi (Is), aree portuali (Ap), acque (Ac), aree inedificate (Ain), sedime stradale (St) e marciapiedi (M).

Si tratta, in pratica, di una mappatura capillare degli edifici e delle principali componenti antropiche e infrastrutturali del territorio comunale di Sant’Antioco. 

Cos’è l’aerofotogrammetria?

L’aerofotogrammetria è una tecnica di rilievo che permette di definire la posizione, la forma e le dimensioni degli oggetti sul terreno, utilizzando le informazioni contenute in opportune immagini fotografiche riprese da punti diversi. 

Il principio di base è semplice: riprendere il medesimo oggetto da almeno due punti  di vista differenti al fine di ricostruirne le caratteristiche geometriche e tridimensionali attraverso l’analisi delle immagini.

I vantaggi di questa metodologia sono molteplici:

  • Consente di determinare le caratteristiche degli oggetti senza alcun contatto fisico con essi.
  • Permette un rilievo simultaneo di molti punti, raccogliendo una grande quantità di informazioni.
  • Le misure possono essere eseguite e ripetute a posteriori sui fotogrammi in qualsiasi momento.
  • Garantisce velocità ed economicità nella produzione cartografica di superfici di estensione medio grande.
  • Assicura uniformità di precisione per tutti i punti rilevati.

I principali campi di applicazione dell’aerofotogrammetria

L’impiego dell’aerofotogrammetria, grazie alla sua efficacia e versatilità, si è diffuso in svariati settori, come:

Edilizia e urbanistica:è uno strumento determinante nella verifica degli abusi edilizi. Sentenze come quella del Tar della Sicilia n.4268/2024 hanno riconosciuto l’importanza delle immagini aeree e dei dati aerofotogrammetrici come prove tecnico-scientifiche inconfutabili per dimostrare la natura abusiva delle strutture e il periodo di realizzazione dell’abuso.

Rilievi topografici e cartografia: l’aerofotogrammetria consente la realizzazione di mappe topografiche bidimensionali con curve di livello e veri e propri modelli tridimensionali basati su nuvole di punti.

Gestione ambientale e agricoltura di precisione: permette analisi vegetazionali e di uso del suolo, nonché monitoraggi ambientali, valutazioni dell’aria e dell’acqua, sorveglianza forestale e prevenzione incendi. L’aerofotogrammetria risulta quindi cruciale per la pianificazione territoriale e lo sviluppo sostenibile delle zone, inclusa la prevenzione del degrado ambientale.

Perché questa pubblicazione è importante? 

L’aerofotogrammetria di Sant’Antioco non è una semplice foto dall’alto: su UrbisMap il dato è stato trasformato in vettoriale e reso interrogabile, diventato quindi uno strumento operativo per tecnici, uffici comunali e cittadini. 

Integrando questo layer con altre informazioni presenti sul Geoportale, come il catasto e il PUC, è possibile valutare rapidamente lo stato dell’edificato, verificare vincoli e preparare report informativi utili per pratiche e progettazioni.

Quali informazioni restituisce l’aerofotogrammetria di Sant’Antioco? 

Dall’aerofotogrammetria di Sant’Antioco pubblicata sul Geoportale UrbisMap puoi ottenere, direttamente in mappa, le seguenti informazioni principali:

Classificazione dell’elemento, ad esempio edificio in costruzione (Ed_c) o tettoia (Tet)

Presenza di infrastrutture e attrezzature  (impianti sportivi, aree portuali, marciapiedi ecc)

Elementi naturali e ambientali mappati, come acque e aree inedificate

Queste informazioni vengono restituite insieme ad altri dati territoriali e normativi, e possono essere incrociate con cartografie, banche dati comunali e catastali, ottenendo così un quadro normativo e catastale completo ed esaustivo del punto interrogativo. 

Per un tecnico, per esempio, l’aerofotogrammetria di Sant’Antioco può essere utile per contestualizzare un intervento: comprendere la relazione di un lotto con l’edificato, verificare la presenza di tettoie o distinguere le aree inedificate e le infrastrutture. 

Per un cittadino, invece,  la consultazione dell’aerofotogrammetria di Sant’Antioco è un modo immediato per vedere cosa ricade su una determinata area e, grazie alle altre informazioni presenti sul Geoportale, verificare quali norme e quali vincoli si applicano a quel determinato punto. 

Come consultare l’aerofotogrammetria di Sant’Antioco

La consultazione dell’aerofotogrammetria di Sant’Antioco su UrbisMap è gratuita, veloce e intuitiva, basta seguire questi pochi, semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati, al Geoportale

2. Vai ora nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Aerofotogrammetria di Sant’Antioco” per visualizzare il layer in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale. 

3. Clicca adesso, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto del comune di Sant’Antioco che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Dalla tab tadi, la seconda del menu principale, puoi consultare tutte le informazioni relative al punto cliccato

5. Cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto si aprirà una nuova scheda che raccoglie e dà accesso alle informazioni complete dell’Aerofotogrammetria di Sant’Antioco.

aerofotogrammetria di sant'antioco disponibile su urbismap

Il grande vantaggio di UrbisMap è la sua capacità di integrare queste informazioni con altri dati territoriali e urbanistici di tutto il territorio nazionale, dai piani regolatori comunali ai vincoli paesaggistici e di rischio idrogeologico. 

Tutte le informazioni presenti sul Geoportale, inoltre, da fonti ufficiali e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo così l’affidabilità del dato.

In sintesi, la pubblicazione dell’aerofotogrammetria di Sant’Antioco su UrbisMap, rappresenta un tassello molto importante per la conoscenza e la gestione del territorio. Grazie a questo strumento, non solo le amministrazioni e i professionisti possono disporre di dati precisi e immediatamente consultabili, ma anche i cittadini hanno la possibilità di accedere a informazioni chiare e aggiornate. 

Che aspetti? Consulta subito l’aerofotogrammetria di Sant’Antioco sul Geoportale UrbisMap!

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Fotovoltaico in centro storico: Sentenza Consiglio di Stato 2808/2025

Negli ultimi anni l’installazione di impianti fotovoltaici nei centri storici è stata oggetto di un acceso dibattito, spesso diviso tra le esigenze di tutela paesaggistica e l’urgente necessità di promuovere la transizione energetica verso fonti rinnovabili.

Tale conflitto ha generato dubbi e incertezze per tecnici, amministrazioni e cittadini, rendendo complicate le procedure autorizzative per interventi che, sebbene a basso impatto ambientale in termini di produzione energetica, possono sollevare questioni estetiche e di compatibilità con contesti di pregio storico-artistico.

In questo scenario, la recente sentenza del Consiglio di Stato 2808/2025 si configura come un punto di svolta, offrendo nuove linee guida e un’interpretazione chiara delle normative vigenti. 

Nell’articolo di oggi analizziamo insieme il caso studio che ha portato a questa decisione e come strumenti come UrbisMap possono supportare il rispetto e l’applicazione di tali principi.

Il caso studio: fotovoltaico in centro storico a Firenze

Il caso esaminato dal Consiglio di Stato riguarda l’appello presentato da due privati cittadini contro il diniego di autorizzazione paesaggistica per l’installazione di impianti fotovoltaici su un fabbricato del Comune di Firenze.

L’edificio in questione è situato all’interno dei “centri storici minori/borghi storici (Zona A)” del regolamento urbanistico comunale, con classificazione “Tessuto Storico o storicizzato prevalentemente seriale-spazio aperto”. Inoltre l’area è soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto ministeriale 23/12/1952, relativo al “Massiccio di Monte Morello”. In più, la Soprintendenza ha evidenziato che l’area rientra nella Buffer Zone del sito UNESCO “Ville e Giardini Medicei di Toscana”, rafforzando i livelli di tutela esistenti.

Inizialmente, la Commissione locale per il paesaggio aveva espresso un parere favorevole condizionato, richiedendo l’integrazione e l’armonizzazione cromatica dei pannelli al manto di copertura. Tuttavia, la Soprintendenza aveva dato un parere vincolante negativo per la parte fotovoltaica del progetto iniziale, giudicandolo un elemento estraneo e non compatibile con il contesto storico e paesaggistico.

Successivamente i richiedenti hanno presentato una nuova istanza semplificata con una soluzione progettuale diversa, che prevedeva pannelli rosso mattone, integrati al manto di copertura e conformi alle prescrizioni iniziali della Commissione. 

Nonostante queste modifiche, la Commissione per il paesaggio e il Comune di Firenze hanno rigettato la nuova richiesta, basandosi però sul parere negativo espresso dalla Soprintendenza in relazione al progetto precedente e ormai superato.

Le ragioni del diniego e il ricorso al TAR

Il diniego iniziale e la sua conferma da parte del Comune di Firenze, si fondavano principalmente sui pareri negativi della Commissione per il Paesaggio e della Soprintendenza, che consideravano l’intervento incompatibile con il contesto paesaggistico per “quantità, visibilità e mancanza di qualunque elemento di mitigazione ambientale”.

Il Comune avrebbe fondato il diniego su pareri relativi a una soluzione progettuale precedente e differente da quella oggetto degli atti richiamati e la motivazione sarebbe risultata “del tutto apparente, carente e stereotipata”. 

È stata contestata la mancanza di un dissenso costruttivo, di indicazioni quali-quantitative sull’incongruenza della soluzione proposta e  di una valutazione comparativa tra le caratteristiche dell’intervento e le prescrizioni di vincolo.

Gli istanti hanno impugnato il diniego davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (T.a.r.) per la Toscana, ma il T.a.r. ha respinto il ricorso, ritenendo adeguatamente motivati i pareri della Soprintendenza e della Commissione per il Paesaggio e portando i cittadini a ricorrere al Consiglio di Stato.

La sentenza del Consiglio di Stato

Con la sentenza 2808/2025 il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e riformato la sentenza di primo grado, annullando gli atti impugnati,  riconoscendo la fondatezza delle argomentazioni dei ricorrenti e stabilendo un nuovo approccio per l’installazione di pannelli fotovoltaici in zone storiche e vincolate.

La decisione del Consiglio si fonda su diverse motivazioni fondamentali:

1. Deficit istruttorio e travisamento dei fatti: l’amministrazione ha negato la richiesta basandosi su un progetto precedente e ormai superato, senza valutare adeguatamente la nuova soluzione progettuale proposta.

2. Carenza di motivazione e dissenso costruttivo: la motivazione del diniego è stata giudicata carente. L’amministrazione non si è fatta carico di svolgere un adeguato contemperamento dell’interesse pubblico alla tutela del paesaggio con l’interesse pubblico volto all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili. È mancato inoltre il cosiddetto “dissenso costruttivo”, previsto invece in caso di esito negativo, come stabilito dall’articolo 11, comma 6 del D.P.R. n.31 del 2017. 

3. Nuova interpretazione estetica: l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti non deve più essere automaticamente considerata un elemento di disturbo visivo. Con la sentenza 2808/2025 non è più possibile applicare categorie estetiche tradizionali che li qualificherebbero inevitabilmente come intrusioni. 

4. Valutazione caso per caso:  la compatibilità dei pannelli con il contesto paesaggistico deve essere esaminata caso per caso, ponendo l’attenzione sulle modalità di integrazione nell’edificio e nell’ambiente circostante.

5. Requisiti di mitigazione dell’impatto: le autorizzazioni possono essere concesse se l’impatto visivo è minimizzato. Questo include l’integrazione dei pannelli nel manto di copertura, l’uso di colori armonizzati e una disposizione che non alteri la sagoma degli edifici e che non sia visibile da spazi pubblici o da punti panoramici.

6. Opere di pubblica utilità: gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sono qualificati come opere di pubblica utilità, il che richiede motivazioni particolarmente stringenti per un eventuale diniego. Il divieto assoluto è ammesso solo nelle “aree non idonee” individuate dalla Regione, mentre negli altri casi la compatibilità va esaminata individualmente. 

7. Procedura semplificata: il Consiglio di Stato ha inoltre confermato la correttezza della procedura semplificata adottata dagli appellanti, in quanto per casi come questo non è richiesto il parere preliminare della Soprintendenza se l’amministrazione competente si orienta negativamente sull’istanza.

In sintesi, il Consiglio di Stato ha evidenziato che il diniego all’installazione di impianti fotovoltaici, anche in zone vincolate, deve essere specificamente e adeguatamente motivato, prendendo in considerazione le soluzioni progettuali attuali e l’obiettivo pubblico di incentivare l’utilizzo di energie rinnovabili.

L’installazione non deve automaticamente essere considerata un disturbo, ma la sua compatibilità va valutata caso per caso, con particolare attenzione all’integrazione architettonica e alla minimizzazione dell’impatto visivo.

Implicazioni per l’installazione del fotovoltaico nei centri storici

La sentenza 2808/2025 del Consiglio di Stato porta con sé importanti implicazioni.

Essa stabilisce che, pur in presenza di vincoli paesaggistici, l‘installazione di impianti fotovoltaici possono essere comunque autorizzate, a condizione che l’impatto visivo sia minimizzato e che le soluzioni progettuali adottino elementi come pannelli di colori integrati, materiali che si armonizzino con l’ambiente circostante e che non alterino la sagoma dell’edificio. 

È chiaro, dunque, l’invito ai progettisti a operare in modo responsabile, bilanciando innovazione e conservazione.

UrbisMap: uno strumento indispensabile per la consultazione della normativa

La complessità delle normative, dei vincoli paesaggistici e la necessità di una valutazione caso per caso, rendono fondamentale per tecnici, amministrazioni e cittadini avere accesso a informazioni chiare e aggiornate per capire cosa è consentito in una determinata zona.

Qui entra in gioco UrbisMap, un Geoportale nazionale che si propone come soluzione per consultare velocemente e in qualsiasi momento, piani urbanistici, dati catastali, vincoli e normative territoriali di tutta Italia.

UrbisMap permette di:

– Accedere in modo semplice e immediato alle mappe dei vincoli paesaggistici, urbanistici e ambientali.

– Verificare se un edificio di trova in un’area soggetta a tutela o in una zona non idonea all’installazione di impianti fotovoltaici.

– Consultare in modo intuitivo la normativa vigente, senza dover ricorrere a complicate e lunghe ricerche nei testi legislativi. 

– Facilitare la comunicazione tra cittadini, professionisti e amministrazioni, riducendo i margini di errore nelle richieste di autorizzazione.

Come consultare la mappa dei siti non idonei all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili e la normativa vigente

Vediamo insieme, passo passo, come consultare la mappa dei siti non idonei all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili sul Geoportale UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “siti non idonei all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale.

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare, cliccaci sopra per geolocalizzarti e verifica se fa parte dei siti non idonei all’installazione.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato, compresa tutta la normativa vigente. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

UrbisMap si caratterizza per la sua interfaccia semplice e intuitiva. Non occorre avere competenze tecniche particolari per poterlo utilizzarle: in pochi clic chiunque può ottenere le informazioni territoriali desiderate. 

Un altro grande vantaggio è la completezza delle informazioni fornite che provengono da fonti ufficiali e sono costantemente soggette a monitoraggio e aggiornamento, garantendo così l’affidabilità del dato.

Per concludere, la sentenza del Consiglio di Stato 2808/2025 rappresenta un passo significativo verso l’integrazione delle energie rinnovabili nel patrimonio architettonico e paesaggistico italiano. 

Riconoscendo l’obiettivo di interesse nazionale della produzione energetica da fonti rinnovabili, impone alle amministrazioni un onere motivazionale più stringente per i dinieghi, richiedendo una valutazione caso per caso basata sull’effettiva integrazione e minimizzazione dell’impatto visivo. 

All’interno di questo contesto normativo in evoluzione, strumenti come UrbisMap diventano essenziali per tecnici, amministrazioni e cittadini, in quanto offre la capacità di consultare rapidamente e affidabilmente la normativa vigente e i vincoli territoriali, consentendo di progettare installazioni di impianti fotovoltaici in modo consapevole e conforme, facilitando così la transizione energetica senza compromettere il valore del patrimonio storico. 

Verifica subito la normativa vigente e le zone idonee all’installazione di impianti fotovoltaici su UrbisMap!

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