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Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi disponibile su UrbisMap

Le Alpi italiane sono un patrimonio naturale di inestimabile valore, ma sono anche scenari in rapida evoluzione e ambienti sempre più vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici. 

Le stagione estive alpine sono testimoni di un’incidenza crescente di eventi disastrosi, come crolli di roccia e colate detritiche, che mettono a rischio la sicurezza di chi vive e frequenta la montagna. 

Per monitorare e comprendere questi fenomeni, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso il gruppo GeoClimAlp dell’istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (Cnr-Irpi), ha sviluppato uno strumento fondamentale: il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi italiane.

Cos’è il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi?

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi italiane è un database che registra i processi di instabilità naturale avvenuti negli ambienti alpini italiani ad una quota superiore ai 1500 metri sul livello del mare. Questo strumento è in continuo aggiornamento, con la versione più recente che include dati relativi ai fenomeni verificatisi tra il 2000 e il 2023.

In questa ultima fase di aggiornamento, il Catasto ha censito un totale di 1120 processi di instabilità naturale, principalmente frane, colate detritiche e instabilità glaciale.

In particolare, fra le tipologie di eventi più frequenti vengono segnalate 443 colate detritico-torrentizie, il 39,6% del totale, 332 crolli di roccia, il 29,6% del totale. 

Analizzando la distribuzione geografica di questi eventi nel periodo 2000-2023, le regioni italiane maggiormente interessate sono state:

Valle d’Aosta, con 415 processi (il 37,1% del totale) 

Trentino Alto Adige, con 296 processi (26,4%)

Lombardia, con 164 processi (14,6%)

Piemonte, con 162 processi (14,5%)

È importante notare che più della metà (56%) degli eventi si verifica durante la stagione estiva, evidenziando una correlazione con le condizioni climatiche di quel periodo.

Precedenti versioni del catasto, aggiornate fino al 2022, contenevano informazioni su 772 processi di instabilità, con crolli di roccia e colate detritico-torrentizie come tipologie più diffuse. Le regioni più colpite in quel periodo erano la Valle d’Aosta, la Lombardia e il Piemonte , l’incremento del numero di eventi registrati tra il 2022 e il 2023 riflette sia l’aggiornamento dei dati che una potenziale intensificazione dei fenomeni.

L’importanza del Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi

L’importanza del Catasto delle frane di alta quota nelle alpi risiede nella sua funzione di strumento conoscitivo fondamentale per comprendere e affrontare gli impatti del cambiamento climatico sugli ambienti di alta quota. 

Le Alpi, con la loro criosfera (neve, ghiaccio, permafrost) sono considerate indicatori sensibili dei mutamenti climatici a causa della loro rapida risposta al riscaldamento globale. Il Catasto evidenza, infatti, una chiara tendenza all’aumento delle temperature e alla conseguente degradazione del permafrost, che agisce come una sorta di collante naturale all’interno delle fratture della roccia.

Quando il permafrost si scioglie, la sua capacità di stabilizzare i versanti diminuisce, aumentando l’instabilità delle pareti rocciose. Il problema però, è che la velocità con cui questo processo sta avvenendo è considerata “eccezionale”. Gli studi indicano che l’aumento delle temperature, anche in assenza di piogge intense, è un fattore chiave nell’innesco dei crolli di roccia, le proiezioni future per le Alpi non sono dunque rassicuranti: si prevede un aumento della temperatura media annuale di oltre 1,5°C, con la possibile estinzione di molti ghiacciai entro il 2050 e un’intensificazione degli eventi estremi e dei danni alle infrastrutture, con conseguente aumento dei costi per la messa in sicurezza.

La raccolta sistematica di questi dati è sicuramente un primo passo essenziale per definire scenari di pericolosità e rischio. 

In particolare, con la crescente frequentazione della montagna per attività turistiche e ricettive, l’aumento dei fenomeni franosi comporta sicuramente maggiori pericoli e rischi per le persone. Le analisi di rischio risultano quindi essere cruciali per supportare le autorità nelle decisioni di mitigazioni e per migliorare le politiche di prevenzione e intervento.

L’esempio emblematico di Bardonecchia

Un esempio significativo è la colata detritica che ha colpito Bardonecchia il 13 agosto 2023. L’evento, causato da una cella temporalesca sulla testata del bacino del torrente Frejus, ha mostrato come fenomeni apparentemente improvvisi possano verificarsi anche in assenza di precipitazioni significative percepite localmente. Il sopralluogo post-evento, che fortunatamente non ha causato vittime, ha evidenziato come la colata abbia invaso l’abitato, danneggiando edifici e infrastrutture e intasando completamente l’alveo in alcuni tratti. 

Questo caso sottolinea la necessità di un monitoraggio continuo e di strategie di prevenzione per proteggere le comunità montane. 

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi è dunque uno strumento cruciale a supporto delle decisioni per la pianificazione territoriale, la protezione civile e altre attività, contribuendo a migliorare le politiche di prevenzione e intervento. 

La prevenzione parte dalla raccolta di informazioni sulle frane del passato e dallo studio dettagliato delle pareti più frequentate, attraverso strumenti avanzati di monitoraggio.

Dove si può consultare il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi è consultabile direttamente online e gratuitamente sul Geoportale UrbisMap

Il webgis consente una consultazione semplice e veloce, intuitiva anche per coloro che non hanno dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali. 

Per consultare il catasto delle frane ad alta quota nelle alpi segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com  ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi ancora uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, nella sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale.

catasto delle frane di alta quota nelle alpi italiane su UrbisMap

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

catasto delle frane di alta quota nelle alpi italiane su UrbisMap: evento franoso di Bardonecchia

Per ogni punto della mappa segnalato, viene fornita una serie di informazioni, tra cui:

  • la tipologia dell’evento, ad esempio un evento franoso
  • l’ identificativo univoco dell’evento nel database, che serve per distinguere ogni evento registrato
  • la data in cui si è verificato l’evento
  • l’altitudine alla quale si è verificato l’evento 
  •  il tipo di processo geomorfologico coinvolto 

A chi serve consultare il catasto delle frane di alta quota nelle Alpi?

Il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi è uno strumento prezioso e molto utile per tante figure diverse. 

Ad esempio, i geologi e i tecnici che lavorano con il territorio, lo possono utilizzare per studiare la stabilità dei versanti e comprendere quali zone sono maggiormente soggette a movimenti del terreno. Questo aspetto è molto importante per prevenire danni e incidenti, specialmente in un contesto fragile come quello alpino.

Anche la Protezione Civile e gli Enti locali possono consultare spesso il catasto per pianificare interventi di messa in sicurezza o per decidere, per esempio, se è necessario chiudere momentaneamente sentieri o strade. Avere accesso a queste informazioni è fondamentale per gestire il rischio e proteggere le persone, specialmente in aree altamente frequentate da turisti. 

Il catasto è utilissimo anche per professionisti, come ingegneri e architetti, che si occupano della progettazione di infrastrutture, che possono utilizzarlo per comprendere il livello di sicurezza di una determinata zona prima di costruire infrastrutture, rifugi, strade, ecc. Accedere a dati aggiornati sulle frane permette infatti di evitare interventi in aree instabili e di progettare strutture più resistenti.

Non meno importante è l’uso che ne possono fare i “frequentatori” della montagna, come escursionisti, alpinisti e guide alpine, che possono trarre vantaggio da queste informazioni per pianificare le proprie attività in sicurezza ed evitare zone a rischio, specialmente dopo eventi meteorologici estremi.

In sintesi, il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi italiane funziona come una sorta di cartella clinica delle montagne, registrando ogni cenno di instabilità per aiutare scienziati, soccorritori e comunità a comprendere il loro stato, prevedere potenziali pericoli e agire con consapevolezza per proteggere questi ambienti e chi li frequenta. 

Consulta subito il Catasto delle frane di alta quota nelle Alpi sul Geoportale!

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Gestione del patrimonio immobiliare: il caso di  A.R.E.A e di Santa Teresa di Gallura

La gestione del patrimonio immobiliare rappresenta una sfida complessa e onerosa per gli Enti e le Pubbliche Amministrazioni, che spesso si trovano a dover gestire un numero vastissimo di proprietà, di tipologie differenti e dislocate su ampi territori.

La mancanza di strumenti adeguati può trasformare questa sfida in un ostacolo, compromettendo l’efficienza, la trasparenza e la capacità di erogare servizi di qualità ai cittadini. 

In questo contesto, UrbisMap si posiziona come un partner strategico, offrendo soluzioni personalizzate per la gestione ottimale del patrimonio immobiliare pubblico.

Perché serve una gestione digitale del patrimonio pubblico

Molti Enti pubblici si trovano a gestire un patrimonio distribuito su svariati territori, spesso composto da una documentazione cartacea frammentata, con dati non aggiornati e sistemi di archiviazione poco accessibili. 

Questo, ovviamente, rende difficile:

  • conoscere con precisione lo stato di fatto degli immobili
  • pianificare gli interventi di manutenzione o valorizzazione
  • rispondere con prontezza a nuove normative e opportunità di finanziamento

La digitalizzazione del patrimonio attraverso strumenti GIS come UrbisMap, consente di centralizzare e interrogare in modo rapido e dinamico tutti i dati aggiornati, semplificando enormemente i processi decisionali e operativi. 

Il servizio di gestione del patrimonio immobiliare di UrbisMap: una soluzione digitale integrata

Il servizio di gestione del patrimonio offerto da UrbisMap si fonda sulla creazione di un sistema centralizzato e digitalizzato che consente ad Enti e Pubbliche Amministrazioni di superare le difficoltà legate a una gestione frammentata e manuale. 

L’approccio parte da una situazione iniziale spesso caratterizzata da una gestione complicata e un controllo difficoltoso dello stato attuale del patrimonio. UrbisMap interviene quindi per trasformare questa complessità in semplicità e precisione, attraverso un servizio personalizzato di gestione del patrimonio, reso disponibile sul Geoportale.

Il cuore del servizio risiede nella cartografia e nella georeferenziazione di tutte le proprietà, partendo spesso da database forniti dall’Ente stesso. Questo processo implica la mappatura su sistema GIS di tutto il patrimonio, e quindi di ogni singola proprietà, distinguendole per tipologia, destinazione d’uso e destinazione urbanistica.

Ciascuna unità immobiliare, sia essa un ufficio, un terreno o un fabbricato, viene localizzata geograficamente e arricchita di attributi fondamentali come l’indirizzo, la superficie e la tipologia.

Una volta importate le mappe e le informazioni associate sul Geoportale UrbisMap, il sistema offre una consultazione intuitiva, dettagliata e rapida dei dati. Le elaborazioni specifiche e personalizzate consentono agli operatori di accedere a tutte le informazioni di dettaglio provenienti dai dati in ingresso. 

Un’altra funzionalità chiave del servizio offerto da UrbisMap è l’implementazione di una ricerca parametrizzata avanzata, che permette di cercare direttamente il terreno o il fabbricato di interesse inserendo semplici informazioni relative all’immobile, come l’indirizzo.

Il risultato di questa ricerca può essere un elenco o direttamente il singolo immobile, visualizzabile sulla mappa con accesso diretto e immediato a tutte le informazioni ad esso associate. 

L’intero sistema è progettato per garantire la riservatezza dei dati, con l’accesso alla consultazione delle informazioni importate, sia su mappa che sotto forma di attributo, disponibile solo ed esclusivamente agli operatori dell’Ente, preservando così pienamente la privacy, pur garantendo la piena operatività.

Il caso AREA 

Un esempio emblematico dell’applicazione del servizio di UrbisMap è rappresentato dalla collaborazione con A.R.E.A. (Azienda Regionale per l’Edilizia Abitativa), un Ente pubblico economico della Regione Sardegna che si occupa di gestire le politiche abitative pubbliche in Sardegna, offrendo soluzioni abitative a persone con reddito limitato e a famiglie bisognose. Il suo ruolo include l’attuazione di interventi di edilizia residenziale con canoni di locazione agevolati, la promozione della conservazione e del recupero del patrimonio edilizio esistente, la gestione del patrimonio pubblico (anche in termini manutentivi) e la proposta di interventi edilizi e urbanistici complessi, come nuovi piani di rigenerazione urbana. 

Il contesto iniziale

Il patrimonio di A.R.E.A. è esteso, variegato e in costante evoluzione, ma fino a pochi anni fa non esisteva un sistema informatizzato unico in grado di monitorarlo e dare accesso alle informazioni aggiornate in tempo reale.

La problematica è emersa in maniera più insistente durante il periodo del Superbonus 110%, in quanto le opportunità offerte dalla normativa in termini di efficientamento energetico e ristrutturazioni, si sono scontrate con l’impossibilità di accedere facilmente a un quadro chiaro dello stato degli immobili, con conseguente ritardo o perdita di occasioni strategiche di investimento pubblico. 

A.R.E.A. affrontava quindi una problematica specifica: non possedeva uno strumento digitale che permettesse di gestire in modo efficiente e puntuale tutte le sue proprietà. Questa carenza si traduceva in una gestione complicata e un controllo difficoltoso dello stato attuale del patrimonio.

La soluzione di UrbisMap per la gestione del patrimonio immobiliare di A.R.E.A

Per rispondere alle esigenze di A.R.E.A. UrbisMap ha avviato il servizio partendo dal database fornito dall’Ente, inizialmente operando nel Comune di Carbonia e successivamente su tutta la provincia Carbonia-Iglesias.

Vediamo insieme le fasi del processo:

1. Mappatura e georeferenziazione: a partire dal database fornito da A.R.E.A. UrbisMap ha creato la cartografia e georeferenziato tutte le proprietà dell’Ente, mappate su sistema GIs e distinte per tipologia, destinazione d’uso e destinazione urbanistica.

2. Importazione e consultazione dettagliata: le mappe prodotte e le informazioni ad esse associate sono state poi importate sul Geoportale dove, tramite elaborazioni specifiche e personalizzate, è ora possibile consultare le mappe per conoscere tutte le informazioni di dettaglio. 

3. Gestione specifica per terreni: per quanto riguarda i terreni, intersecando il dato prodotto con il PUC, UrbisMap permette di visualizzare per ogni particella di proprietà dell’Ente, la superficie ricadente in una specifica zona urbanistica. Questo permette ad A.R.E.A di valutare più velocemente l’indice di trasformabilità del singolo terreno e il suo valore di mercato.

4. Gestione specifica per fabbricati: per i fabbricati, la mappatura con apposite tematizzazioni consente di identificare chiaramente la loro distribuzione sul territorio, distinguendoli per proprietà totale di A.R.E.A, per proprietà parziale e per destinazione d’uso (come alloggio, negozio, ecc).

5. Informazioni associate: l’importazione su UrbisMap ha coinvolto non solo le proprietà in termini di mappa, ma anche altre informazioni cruciali ad esse associate, come la descrizione del fabbricato, il codice UI del singolo alloggio, l’indirizzo e i dati catastali, la superficie dell’immobile, lo stato delle proprietà (venduto, locato, sfitto, ecc) e i dati relativi ai contratti di locazione in essere, con la corrispondente anagrafica dei locatori e delle manutenzioni.

6. Ricerca parametrizzata avanzata: è stata implementata una funzione di ricerca che restituisce un elenco o direttamente il singolo immobile, permettendo sia di visualizzarlo su mappa, sia di avere accesso a tutte le informazioni ad esso associate.

Vantaggi concreti per A.R.E.A e i cittadini

Il servizio personalizzato di UrbisMap di gestione del patrimonio immobiliare ha portato numerosi vantaggi concreti per A.R.E.A:

Maggiore controllo: un controllo più pratico e semplice di tutte le proprietà dislocate sul territorio

Facilità di lettura ed estrazione dei dati: i dati sono ora facilmente consultabili e immediatamente estraibili

Miglior servizio al cittadino e alle imprese: il maggiore controllo sulle proprietà dell’Ente si traduce in un miglior servizio offerto a cittadini e imprese, con immediatezza e puntualità in caso di trattative d’acquisto, manutenzioni, contratti di locazione, ma anche per interventi di nuova edificazione.

Personalizzazione del servizio di gestione del patrimonio per il Comune di Santa Teresa di Gallura: controllo e trasparenza nelle strutture ricettive

Un altro caso pratico che evidenzia la versatilità del servizio di UrbisMap è quello del Comune di Santa Teresa di Gallura, una delle mete turistiche più frequentate della Sardegna.

L’elevato numero di strutture ricettive, ufficiali e non, rappresentava una criticità per il Comune, che aveva difficoltà a:

controllare l’effettiva presenza e regolarità delle strutture

–  contrastare l’abusivismo turistico

gestire correttamente i flussi economici derivanti dalla tassa di soggiorno.

È stata quindi espressa la chiara necessità di creare un sistema centralizzato che permettesse un maggiore controllo e una gestione semplice e puntuale delle varie strutture. Uno degli obiettivi principali era anche quello di riuscire a individuare le strutture turistiche irregolari, aspetto cruciale per garantire la legalità e la qualità dell’offerta turistica.

In risposta a queste esigenze, UrbisMap ha sviluppato un sistema personalizzato per il monitoraggio delle strutture ricettive, partendo anche qui da un database di tutte le strutture registrate fornito dal Comune e dal catasto, il progetto ha previsto:

1. La mappatura completa delle strutture presenti sul territorio comunale con georeferenziazione 

2. Importazione di tutti i dati raccolti sul Geoportale UrbisMap, comprese le schede descrittive di ciascuna struttura, contenenti dati tecnici, licenze, capienza, localizzazione, ecc.

3. Implementazione di una ricerca parametrizzata che restituisce l’elenco di tutte le strutture o direttamente la singola struttura, permettendo sia di visualizzarla in mappa, sia di avere accesso a tutte le informazioni ad essa associate, come il nome dell’attività, la partita IVA, i proprietari, il numero civico, il codice ATECO, il codice IUN, la classificazione della struttura, il numero di posti letto, se si tratta di una struttura stagionale o annuale, ecc. 

La creazione di un sistema centralizzato ha dunque consentito all’amministrazione di Santa Teresa di Gallura di avere una visione d’insieme chiara e aggiornata, facilitando il monitoraggio, l’identificazione delle irregolarità e, di conseguenza, una gestione più efficiente del settore turistico del Comune.

I vantaggi trasversali per la Pubblica Amministrazione

I casi di A.R.E.A e del Comune di Santa Teresa di Gallura dimostrano che il servizio di gestione del patrimonio di UrbisMap offre vantaggi trasversali significativi per qualsiasi Pubblica Amministrazione, tra cui: 

  • Efficienza operativa: passare da una gestione complicata e difficoltosa a un controllo pratico, semplice e puntuale.
  • Decisioni informate: l’accesso immediato a dati dettagliati, come l’indice di trasformabilità dei terreni o la destinazione d’uso dei fabbricati, supporta decisioni strategiche più rapide e consapevoli.
  • Miglioramento dei servizi al cittadino e alle imprese: la maggiore puntualità e immediatezza nella gestione delle pratiche si traduce in un servizio pubblico più efficace e reattivo.
  • Conformità e trasparenza: la capacità di individuare strutture irregolari o di avere un quadro chiaro delle proprietà, aiuta le amministrazioni a garantire la conformità normativa e a operare con maggiore trasparenza.
  • Ottimizzazione delle risorse: la digitalizzazione e la centralizzazione riducono il tempo e le risorse necessarie per la gestione manuale.

Il servizio offerto ad Enti e Pubbliche Amministrazioni è dunque uno strumento indispensabile per la gestione efficiente e moderna del loro patrimonio immobiliare. 

I casi di A.R.E.A. e Santa Teresa di Gallura rappresentano due esempi concreti  ed emblematici di come la digitalizzazione del patrimonio immobiliare possa trasformare radicalmente l’operatività delle Pubbliche Amministrazioni.

In entrambi i contesti, l’introduzione di una piattaforma come UrbisMap ha permesso di superare le limitazioni di una gestione frammentata e manuale, offrendo soluzioni concrete e personalizzate. 

Attraverso la georeferenziazione, la centralizzazione dei dati e l’accessibilità delle informazioni, UrbisMap consente di ridurre i margini di errore, velocizzare i processi decisionali e garantire una visione completa e aggiornata del patrimonio pubblico. 

Il risultato è un’amministrazione più consapevole e reattiva, capace di valorizzare i propri beni, tutelare gli interessi collettivi e rispondere con efficacia alle sfide del territorio. 

In sintesi, il servizio personalizzato di UrbisMap mostra come una gestione patrimoniale “smart” possa rivoluzionare l’operato di un Ente pubblico, migliorando il servizio offerto ai cittadini e ottimizzando l’uso delle risorse. 

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di gestione del patrimonio di UrbisMap? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Strumenti per la produttività per architetti, ingegneri e geometri

Nel settore tecnico-professionale, il tempo è una variabile fondamentale. 

Professionisti come architetti, geometri e ingegneri lavorano in un contesto ricco di scadenze, normative in continuo aggiornamento e richieste progettuali complesse.

Che si tratti di progettazione edilizia, pratiche catastali, direzione dei lavori o valutazioni urbanistiche, ciascuna attività porta con sé la necessità di consultare dati territoriali ufficiali e aggiornati, spesso sparpagliati tra diversi portali o uffici. 

Per questo motivo, strumenti per la produttività digitali e avanzati, stanno diventando ormai indispensabili. In mezzo a questi strumenti spicca UrbisMap, una piattaforma digitale intelligente che consente di consultare tutte le informazioni urbanistiche e territoriali di tutta Italia, in modo integrato, semplice, veloce e intuitivo. In aggiunta, nella sua versione Premium, UrbisMap mette a disposizione una serie di strumenti avanzati pensati proprio per agevolare il lavoro di professionisti del settore urbanistico, edilizio, immobiliare e delle energie rinnovabili. Una grande rivoluzione per la produttività e l’ottimizzazione delle attività. 

Per ingegneri, geometri e architetti, attività come sopralluoghi, rilievi, misurazioni su terreni e fabbricati, e la costante ricerca di dati catastali, urbanistici e normativi, sono all’ordine del giorno. 

Spesso però, la ricerca e la consultazione di queste informazioni può richiedere molto tempo e fatica, da qui la necessità di strumenti che riducano gli attriti e semplifichino i processi.

Strumenti per la produttività nel settore tecnico: un concetto sempre più digitale

Tradizionalmente, l’accesso a dati urbanistici e vincolistici prevedeva:

– Ricerca manuale sui siti comunali o regionali.

– Consultazioni cartacee o presso gli uffici tecnici.

– Incrocio di dati da diverse fonti.

Queste attività, oltre a richiedere molto tempo, aumentano il rischio di errori o dimenticanze. In più, non tutti i dati sono sempre aggiornati o facilmente reperibili. In questo contesto, l’impiego di uno strumento centralizzato come UrbisMap, che consenta la visualizzazione integrata su mappa di tutte le informazioni necessarie, può cambiare radicalmente il modo di lavorare. 

Perché UrbisMap è uno strumento di produttività

UrbisMap, come già accennato poco sopra, è un Geoportale in cloud pensato per professionisti che operano nel settore edilizio e urbanistico e mette a disposizione una piattaforma integrata di consultazione, che consente di visualizzare:

  • Piani regolatori comunali
  • Destinazioni d’uso
  • Vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali
  • Mappe catastali con fogli e particelle
  • Ortofoto attuali e storiche in alta risoluzione
  • Strumenti attuativi e norme tecniche associate

Tutte le informazioni sono accessibili da un’unica interfaccia con funzionalità di ricerca avanzata, geolocalizzazione, esportazione dei dati attraverso report di destinazione urbanistica e condivisione dei risultati.

In aggiunta, UrbisMap Premium ha sviluppato degli strumenti avanzati pensati per semplificare e velocizzare molte attività legate al lavoro dei professionisti, consentendo di ottimizzare tempi e procedure, aumentando la qualità e la quantità di lavoro svolto in tempistiche più brevi.

Funzionalità chiave di UrbisMap Premium e come semplificano il lavoro

1. Ricerca catastale in tempo reale: UrbisMap Premium permette di effettuare ricerche catastali su tutto il territorio nazionale tramite dati censuari (sezione, foglio e particella).  Grazie all’integrazione con il WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate, la cartografia catastale può essere visualizzata in sovrapposizione alla mappa di sfondo con la possibilità di regolarne la trasparenza. Questo elimina le lunghe tempistiche della fase di ricerca di dati territoriali e catastali.

2. Strumento misura: questo strumento consente di misurare lunghezze e superfici con pochi clic direttamente su mappa. È possibile calcolare la distanza tra due punti, la lunghezza del perimetro di una particella catastale insieme alla sua area in metri quadrati, o  l’area e il raggio di una circonferenza. Questa funzionalità è estremamente utile per valutazioni preliminari di terreni, misurazioni di sicurezza o semplicemente per comprendere le dimensioni di un’area interessata in poco tempo e a distanza. 

3. Layout di stampa personalizzati: in pochi clic è possibile creare, salvare e scaricare layout di stampa personalizzati in formato DWG o PDF, contenenti estratti di mappa in scala di una specifica porzione di territorio con i piani urbanistici selezionati. Questo trasforma il processo di creazione di tavole di inquadramento territoriale, urbanistico e catastale in un’attività rapida e semplice.

4. Ortofoto satellitari attuali e storiche: UrbisMap Premium offre l’accesso esclusivo a ortofoto satellitari in alta risoluzione, attuali e storiche, di tutto il territorio nazionale. La disponibilità di dati sempre aggiornati è cruciale per la progettazione e la consultazione di dati appartenenti ad anni diversi per un confronto temporale accurato.

5. Funzionalità aggiuntive per un flusso di lavoro ottimale:

  • Slider WMS catasto: permette di regolare il livello di trasparenza del layer Catasto dell’AdE per adattarsi a tutte le esigenze.
  • Snapshot mappa: consente di esportare immagini georeferenziate di uno o più tematismi, che possono essere aperte e posizionate correttamente in altri sistemi GIS.
  • Segnalibri: questa estensione dello strumento misura permette di disegnare direttamente su mappa, salvare i disegni e personalizzarli con colori identificativi, titoli, note aggiuntive e stamparli. 

Un esempio pratico di utilizzo di UrbisMap Premium per semplificare il lavoro: verifica catastale e confronti storici

Prendiamo come esempio un professionista, come un geometra, che deve redigere una relazione tecnica per una sanatoria edilizia. Il cliente non possiede una documentazione aggiornata e la planimetria catastale è incongruente. 

Attraverso UrbisMap può:

– localizzare il fabbricato tramite il mappale

– confrontare l’attuale configurazione con ortofoto storiche presenti sul Geoportale

– visualizzare confini, sagome e variazioni nel tempo con precisione

– sovrapporre il WMS Catasto dell’AdE alle ortofoto e visualizzare le differenze con il catasto attuale

– condividere i dati raccolti con tutte le parti coinvolte 

UrbisMap diventa quindi, in questo caso, una banca dati visiva e storica affidabile che consente una verifica immediata delle trasformazioni del territorio.

Perché UrbisMap è la scelta smart ideale?

UrbisMap si allinea perfettamente con i principi chiave della produttività. 

Permettendo di eseguire misurazioni e consultazioni da remoto, riduce il tempo dedicato al lavoro manuale e ripetitivo, lasciando largo spazio per attività più strategiche e creative. 

Avere a disposizione uno strumento smart, veloce e affidabile come UrbisMap Premium consente di ottimizzare il flusso di lavoro, migliorare la qualità delle analisi e ridurre il margine di errore. 

Per professionisti come architetti, ingegneri e geometri, questo vuol dire aumentare la produttività, risparmiare tempo, risorse e offrire un servizio più efficiente e professionale ai propri clienti. 

Non aspettare: passa a UrbisMap Premium e ottimizza la tua attività a partire da oggi, ottenendo di più in meno tempo!

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Bando Sulcis 2024: partecipazione semplificata con UrbisMap

Nel quadro della Programmazione Unitaria 2024-2029, la Regione Sardegna, e in particolare il Sulcis Iglesiente, si prepara ad un significativo impulso economico grazie all’approvazione del nuovo Bando Sulcis 2024 “Azioni di sostegno agli investimenti materiali e immateriali delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) del Sulcis-Iglesiente nei settori della ricettività, della ristorazione, dei servizi per il turismo, la cultura e l’ambiente e per l’enoturismo”, detto anche “Piano Sulcis”.

Questo bando rappresenta un’opportunità strategica per le micro, piccole e medie imprese (MPMI) del territorio, mirando a rafforzare la loro competitività attraverso il sostegno agli investimenti materiali e immateriali nei settori della ricettività, ristorazione, turismo, cultura, ambiente ed enoturismo. 

In questo contesto, il sostegno tecnologico, come quello offerto da UrbisMap, emerge come un alleato fondamentale per la pianificazione e la presentazione dei progetti da finanziare. Il Geoportale UrbisMap consente una consultazione integrata e semplice di dati urbanistici ambientali, e catastali. Il suo utilizzo strategico può facilitare l’accesso al bando, migliorare la qualità del progetto e ridurre i rischi di esclusione, massimizzando le possibilità di successo.

Obiettivi e settori chiave del Bando Sulcis

Il bando, promosso dal Centro Regionale di Programmazione ha l’obiettivo principale di aumentare la competitività delle MPMI situate nei Comuni del Sulcis Iglesiente, promuovendo interventi di sviluppo sostenibile. L’iniziativa si propone di supportare le imprese che intendono avviare, ampliare, ammodernare o diversificare la propria attività.

Il Bando prevede un contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese ammissibili, con intensità variabile a seconda che si tratti di nuove imprese o imprese già operative. 

Gli interventi devono essere localizzati nei Comuni del Sulcis, e riguardano:

  • la creazione o il potenziamento di strutture ricettive e servizi per il turismo
  • attività culturali, artistiche, museali, di intrattenimento e ambientali
  • iniziative legate all’enoturismo e alla valorizzazione del territorio rurale e vitivinicolo.

I Comuni del Sulcis Iglesiente ammessi a beneficiare di questi aiuti sono: Buggerru, Iglesias, Sant’Anna Arresi, Calasetta, Masainas, Santadi, Carbonia, Musei, San Giovanni Suergiu, Carloforte, Narcao, Sant’Antioco, Domusnovas, Nuxis, Tratalias, Fluminimaggiore, Perdaxius, Villamassargia, Giba, Piscinas, Villaperuccio, Gonnesa, Portoscuso.

Possono presentare le domanda le MPMI con un’unità produttiva localizzata in uno dei Comuni sopra elencati. Al momento della domanda, le imprese devono essere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese (se previste dalla legge), essere nel pieno esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali e non essere considerate “imprese in difficoltà” secondo il Regolamento (UE) n.651/2014.

Sono ammissibili sia spese per investimenti produttivi (opere edili, attrezzature, impianti) sia per servizi reali e consulenze, nonché per la polizza fideiussoria nel caso di anticipazione del contributo.

Modalità di presentazione e valutazione delle domande

La procedura istruttoria è di tipo valutativo a sportello, il che significa che le domande vengono esaminate in ordine cronologico di presentazione.

Le domande, una sola per proponente, devono essere inviate esclusivamente tramite il sistema informatico SIPES della Regione Autonoma della Sardegna, richiedendo l’uso di una PEC e di una firma elettronica digitale. La scadenza per la presentazione è fissata al 29 aprile 2025, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.

La valutazione del piano di basa su un sistema a criteri principali e secondari. Tutti i sei criteri principali (adeguatezza delle competenze, coerenza del piano con gli obiettivi del bando, fattibilità tecnica e amministrativa, coerenza commerciale, sostenibilità economica e finanziaria) devono ottenere un esito positivo.

Inoltre, almeno tre dei cinque criteri secondari (introduzione di soluzioni innovative, rispetto delle pari opportunità, offerta dei servizi inclusivi, incremento occupazionale, coerenza con progetti territoriali) devono risultare positivi.

Come UrbisMap semplifica la partecipazione al Bando Sulcis 2024

Navigare le procedure amministrative e ottenere le informazioni territoriali necessarie per un bando così strutturato può essere complesso. Qui entra in gioco UrbisMap, un Geoportale pensato per facilitare l’accesso a dati urbanistici, catastali, vincolistici e normativi a livello nazionale.

Il Geoportale offre, sia a proprietari privati che professionisti, strumenti che rendono il processo di preparazione della domanda e di attuazione del progetto molto più rapido, semplice e accurato.

I progetti presentati devono rispettare numerosi vincoli normativi e tecnici, soprattutto in merito alla localizzazione dell’investimento e alla conformità urbanistica dell’intervento. Vediamo insieme come UrbisMap può essere un alleato prezioso per le imprese che intendono partecipare al Piano Sulcis: 

1. Analisi di fattibilità preliminare

Ciascun progetto finanziato dal bando deve prevedere investimenti in un’unità produttiva situata in uno dei Comuni del Sulcis Iglesiente. UrbisMap permette di:

  • verificare la destinazione d’uso dell’immobile o del lotto
  • individuare eventuali vincoli paesaggistici, ambientali o archeologici
  • valutare la compatibilità urbanistica del progetto
  • individuare aree idonee alla nuova localizzazione di attività produttive o ricettive

Un’analisi preliminare corretta ed esaustiva permette all’impresa di evitare errori che potrebbero ostacolare l’ammissibilità della domanda. 

2. Predisposizione del piano aziendale

Il piano è il documento centrale della candidatura, deve infatti descrivere l’iniziativa, le spese, i benefici attesi e la coerenza dell’intervento con la normativa vigente. In questo contesto, allegare dati cartografici e analisi ottenute con UrbisMap può:

  • rafforzare la credibilità del progetto
  • dimostrare una valutazione seria e responsabile del contesto territoriale
  • fornire un quadro completo agli istruttori che valuteranno la domanda.

3.  Progettazione edilizia e rispetto dei vincoli

Il bando prevede l’ammissibilità di opere murarie solo se strettamente necessarie e compatibili con le linee guida per l’edilizia sostenibile. Grazie a l Geoportale è possibile:

  • individuare zone gravate da vincolo paesaggistico 
  • conoscere la tipologia edilizia ammessa per una determinata zona
  • integrare nel progetto dati ambientali

4. Monitoraggio e verifica

Anche nelle fasi successive all’approvazione del progetto, UrbisMap può essere impiegato per:

  • verificare la coerenza fra quanto approvato e quanto effettivamente realizzato
  • supportare la redazione della perizia giurata richiesta alla chiusura del piano
  • documentare e monitorare che non venga modificata la destinazione d’uso per 36 mesi, come richiesto dal bando.

In sintesi, utilizzare UrbisMap come strumento ausiliario per la partecipazione al Bando Sulcis 2024, può fare la differenza tra un progetto generico e uno altamente competitivo e completo. UrbisMap permette infatti alle imprese non solo di agire con maggiore consapevolezza, rispettando i vincoli e cogliendo le opportunità del territorio, ma anche di migliorare in modo tangibile la qualità della proposta e di minimizzare i rischi di esclusione.

Vuoi partecipare al Piano Sulcis? Scegli UrbisMap come alleato per presentare il tuo progetto!

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Rilievi acustici: un approccio innovativo con UrbisMap

Nel mondo professionale moderno, l’efficienza e la precisione sono pilastri fondamentali, soprattutto all’interno di settori che richiedono un’analisi approfondita del territorio e dei dati geospaziali. In questo contesto, la gestione dell’ambiente sonoro è diventata una priorità sia per le amministrazioni che per i professionisti del settore tecnico-ambientale. I rilievi acustici, in particolare, rappresentano uno strumento fondamentale per monitorare e valutare l’esposizione al rumore di una determinata area e per definire piani di mitigazione o prevenzione dell’inquinamento acustico. 

Per affrontare queste attività in modo efficiente, uno strumento come UrbisMap, Geoportale a livello nazionale, si posiziona come un alleato indispensabile per una vasta gamma di professionisti come urbanisti, ingegneri, consulenti ambientali e agenti immobiliari. 

Nato dall’esigenza di consultare rapidamente piani urbanistici, normative, vincoli e dati catastali su tutto il territorio nazionale, UrbisMap ha sviluppato anche funzionalità avanzate, introducendo strumenti come lo “strumento misura” e come lo “strumento segnalibri”, estensione di quello misura.

In questo articolo esploriamo insieme le funzionalità di UrbisMap Premium, con un’attenzione particolare allo strumento segnalibri, e di delineare come le sue capacità, unite agli altri strumenti del Geoportale, possano essere impiegate per ottimizzare e innovare la gestione dei rilievi acustici, area che richiede un’analisi spaziale dettagliata.

Gli strumenti avanzati di UrbisMap Premium

UrbisMap Premium è un servizio in abbonamento progettato per semplificare il lavoro di tecnici, liberi professionisti e aziende che lavorano nell’edilizia, nell’immobiliare, nel settore urbanistico e in quello delle energie rinnovabili.

Offre un accesso esclusivo a un insieme di strumenti non disponibili nella versione gratuita,che consentono di lavorare con maggiore velocità, efficienza, precisione e da remoto.

Tra le funzionalità principali del Pacchetto Premium troviamo:

Ricerca catastale avanzata: permette di effettuare ricerche catastali in tempo reale su tutto il territorio nazionale tramite dati censuari (sezione, foglio e particella) e grazie all’integrazione del WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate.

Layout di stampa: consente di creare, salvare e scaricare layout personalizzati in formato DWG o PDF, contenenti estratti di mappa in scala con i piani urbanistici selezionati, ideali per la creazione di tavole di inquadramento territoriale, urbanistico e catastale.

Strumento misura: questo rappresenta uno degli strumenti principali, che permette di effettuare calcoli e misurazioni su superfici, distanze e perimetri direttamente sulla mappa. Nello specifico, consente di misurare la lunghezza tra due punti, l’area e il perimetro di un poligono oppure l’area e il raggio di una circonferenza.

Accesso a ortofoto attuali e storiche: gli utenti Premium hanno accesso a ortofoto satellitari in alta risoluzione e foto storiche, che possono essere visualizzate come mappa di sfondo, sovrapponendo i dati catastali per un’analisi approfondita dello stato attuale e storico del territorio.

WMS catasto e slider: l’implementazione del WMS Catasto dell’AdE permette di visualizzare la cartografia catastale sovrapposta alla mappa di sfondo, con la possibilità di regolare il livello di trasparenza per adattarsi a tutte le esigenze di visualizzazione.

Snapshot mappa: consente di esportare immagini georeferenziate di uno o più tematismi di una porzione di territorio, che possono poi essere aperte sui sistemi GIS, già georeferenziate.

Utilizzo dello strumento misura e segnalibri per i rilievi acustici

I rilievi acustici consistono in una serie di misurazioni strumentali, effettuate in determinati punti di un territorio, che quantificano il livello di rumore in un dato ambiente. 

Questi rilievi possono essere utili per diversi scopi:

  • Redazione di piani di classificazione acustica comunale
  • Verifica del rispetto dei limiti di legge previsti dal DPCM 14/11/1997
  • Valutazione previsionale dell’impatto acustico in progetti edilizi o infrastrutturali
  • Monitoraggio delle sorgenti sonore esistenti

Per ogni rilievo è di fondamentale importanza disporre di una geolocalizzazione precisa, una documentazione fotografica accurata e una tracciabilità puntuale dei dati acquisiti. È qui che entra in gioco l’importanza di strumenti digitali di supporto in grado di integrare mappe, dati ambientali e gestione operativa. 

UrbisMap fa parte di questi strumenti e il suo impiego consente di passare da un approccio statico a uno dinamico, interattivo e collaborativo.

In particolare, lo strumento segnalibri di UrbisMap Premium è un’estensione dello strumento misura, la sua funzionalità principale consiste nel permettere agli utenti di disegnare direttamente sulla mappa, salvare i disegni e personalizzarli.  La personalizzazione include l’aggiunta di colori identificativi, titoli, caselle di testo o note.

Tutti i disegni salvati vengono raccolti in una sezione dedicata chiamata “i tuoi segnalibri”, sempre accessibile dal Geoportale. UrbisMap da inoltre la possibilità di esportare e stampare i propri disegni.

Queste funzionalità di disegno su mappa, annotazione e salvataggio di informazioni spaziali, sono cruciali per la gestione di progetti complessi e per la creazione di una documentazione dettagliata e accurata.

Vediamo insieme, per esempio, come UrbisMap, con le sue funzionalità, può supportare i professionisti del settore acustico.

I rilievi acustici comportano la misurazione e l’analisi della propagazione del suono in un determinato ambiente, spesso con l’obiettivo di valutare l’impatto acustico su aree sensibili o di progettare interventi di mitigazione. 

Questa attività richiede un’accurata localizzazione delle sorgenti di rumore, dei punti di misura e dei recettori, nonché la considerazione di fattori ambientali e urbanistici.

Ecco come UrbisMap può essere impiegato in questo contesto:

1. Mappatura delle sorgenti di rumore:

  • Identificazione: utilizzando le ortofoto satellitari ad alta risoluzione, i professionisti possono identificare visivamente potenziali sorgenti di rumore, come strade ad alto traffico, ferrovie, aeroporti, cantieri, ecc.
  • Delimitazione: lo strumento misura e segnalibri consente di disegnare poligoni o linee precise intorno alle sorgenti individuate. Ad esempio, si potrebbe utilizzare per disegnare il perimetro di un’area industriale oppure tracciare il percorso di una strada o di una ferrovia.
  • Annotazioni: a ciascun disegno creato con UrbisMap si possono aggiungere note e caselle di testo, funzione fondamentale per registrare informazioni specifiche sulle sorgenti di rumore come tipologia di sorgente, fascia oraria di attività. livelli di rumore stimati o misurati in loco in un momento precedente ed eventuali caratteristiche specifiche della sorgente che influenzano il rumore.
    Inoltre, si possono usare colori identificativi per distinguere diverse tipologie di sorgenti o livelli di rumorosità. 

2. Definizione e monitoraggio dei punti di misura e dei recettori:

  • Localizzazione precisa: grazie a UrbisMap i punti esatti in cui vengono effettuate le misurazioni acustiche possono essere segnati sulla mappa all’interno del Geoportale.
  • Registrazione dei dati: ogni punto segnalato può essere corredato da note dettagliate sui dati di misura raccolti (livello di pressione sonora in diverse fasce orarie, condizioni meteorologiche al momento della misurazione ecc) 
  • Analisi dei recettori sensibili: i dati catastali aggiornati disponibili su UrbisMap permettono di identificare le particelle catastali e le proprietà circostanti. Lo strumento segnalibri può essere usato per evidenziare edifici residenziali, scuole o ospedali che funzionano come recettori sensibili al rumore, permettendo di valutare l’impatto su di essi incrociando i dati territoriali con quelli catastali.

3. Visualizzazione di zone di influenza e distanze:

  • Misurazione delle distanze: UrbisMap, con lo strumento misura , consente di misurare le distanze tra sorgenti di rumore e i punti di misura o i recettori. Questo è cruciale per comprendere la propagazione del suono e per verificare il rispetto di distanze minime da specifiche infrastrutture o vincoli paesaggistici.
  • Disegno di aree di influenza: i professionisti potrebbero inoltre utilizzare lo strumento misura e segnalibri per disegnare approssimativamente delle zone di influenza o fasce di rispetto attorno alle sorgenti di rumore, basandosi sui dati misurati o sui risultati di modelli.

4. Analisi del contesto urbanistico: 

  • Identificazione di ostacoli: le ortofoto sono utilissime per identificare elementi del paesaggio (rilievi, edifici, vegetazione, ecc) che possono fungere da barriere naturali o artificiali alla propagazione del suolo. Tali strutture potrebbero poi essere misurate e evidenziate sulla mappa tramite lo strumento segnalibri.
  • Valutazione del suolo: la possibilità di calcolare superfici e perimetri è utile per analizzare l’uso del suolo nelle aree circostanti le sorgenti di rumore, distinguendo tra zone residenziali, industriali o verdi e valutando l’estensione di eventuali progetti edilizi o zone di mitigazione.

5. Produzione di report e condivisione dei dati:

  • Esportazione: i dati realizzati sul Geoportale con lo strumento misura e segnalibri, possono essere esportati in vari formati, questa funzione è fondamentale per la creazione di report tecnici, piani di costruzione e altra documentazione. 
  • Compatibilità e collaborazione: l’export dei dati in formati standard garantisce la compatibilità con altri software tecnici e di progettazione, agevolando la condivisione dei progetti con collaboratori, clienti o Enti Pubblici, semplificando così il flusso di lavoro e migliorando la comunicazione tra le parti interessate. 

Vantaggi per i professionisti

L’impiego di UrbisMap e dei suoi strumenti Premium per i rilievi acustici offre diversi vantaggi:

Maggiore velocità operativa: la possibilità di effettuare misurazioni e annotazioni da remoto riduce significativamente la necessità di numerosi sopralluoghi fisici, ottimizzando i tempi di lavoro.

Precisione e Accuratezza: l’accesso a dati catastali e urbanistici aggiornati e ufficiali, garantisce un’elevata precisione e affidabilità per i progetti acustici.

Contesto urbanistico completo: la possibilità di consultare, all’interno di un’unica piattaforma, dati catastali, ortofoto, piani urbanistici e normative, fornisce un quadro completo del contesto territoriale, essenziale per una valutazione acustica o un’analisi di impatto ambientale o territoriale approfondita.

Documentazione e condivisione semplificate: la possibilità di salvare, personalizzare ed esportare disegni e misurazioni, facilita la creazione di una documentazione tecnica chiara e condivisibile, migliorando la collaborazione e l’efficienza nella presentazione dei risultati.

Analisi da remoto: UrbisMap permette di condurre gran parte dell’analisi e della pianificazione da remoto, concentrando i sopralluoghi sul campo solo per le misurazioni effettive e le verifiche finali.

Georeferenziazione precisa di ogni punto di rilievo acustico

Un caso pratico: monitoraggio acustico in un centro urbano

Immaginiamo un progetto di monitoraggio acustico in un centro cittadino nel quale è prevista la costruzione di un nuovo asse viario. Il tecnico incaricato, utilizzando UrbisMap, imposta direttamente su mappa una serie di segnalibri in corrispondenza di abitazioni, scuole e aree verdi interessate. Ogni segnalibro può essere arricchito con annotazioni rilevanti e salvato sul Geoportale.

I dati vengono poi condivisi con l’amministrazione comunale e il tecnico responsabile della progettazione, i quali possono accedere direttamente al Geoportale UrbisMap per avere un primo accesso ai dati, semplificando di gran lunga la collaborazione.

In sintesi, UrbisMap con i suoi strumenti Premium, e in questo caso particolare grazie agli strumenti misura e segnalibri, rappresenta una risorsa preziosa per ottimizzare i processi di rilievo acustico, dalla pianificazione alla reportistica. 

Per scoprire in prima persona le potenzialità di questi strumenti, UrbisMap offre una prova gratuita di 7 giorni del Pacchetto Premium, un’ottima opportunità per i professionisti del settore acustico per esplorare come il Geoportale possa semplificare e ottimizzare il loro lavoro quotidiano.

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Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE disponibile su UrbisMap

La Mappa delle Aree Idonee e Zone di accelerazione pubblicata dal GSE e disponibile sul Geoportale UrbisMap, rappresenta uno strumento fondamentale per favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, offrendo un quadro chiaro e accessibile delle aree più adatte alla realizzazione degli impianti, semplificando i processi autorizzativi e supportando la pianificazione territoriale delle Amministrazioni.

L’Italia, in linea con gli ambiziosi obiettivi derivanti dal Green Deal dell’Unione Europea, si trova nel mezzo di un percorso cruciale di transizione ecologica e decarbonizzazione.

Il Paese mira a coprire il 69% del fabbisogno energetico nazionale da fonti rinnovabili entro il 2030, con una potenza energetica installata di 131 GW, il che rappresenta un incremento di circa 74 GW rispetto al 2021.

L’obiettivo nazionale complessivo è quello di raggiungere 80 GW di nuova capacità da fonti rinnovabili entro il 2030.

Nonostante gli sforzi, ad oggi l’Italia ha realizzato solo una piccola percentuale delle installazioni previste negli ultimi quattro anni, con ben 61, 4 GW ancora da completare per centrare il traguardo del 2030.

Tale lacuna è in parte attribuibile alle politiche regionali, che detengono un ruolo chiave nell’individuazione delle aree idonee per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Per accelerare questo processo e fornire un quadro più chiaro ad operatori e amministrazioni, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha compiuto un passo fondamentale, pubblicando il 21 maggio 2025 la mappatura delle zone di accelerazione e la Piattaforma delle Aree Idonee. 

Questi strumenti sono stati sviluppati per supportare le Regioni e le Province Autonome nella pianificazione territoriale, individuando il potenziale nazionale e le aree disponibili per l’installazione di impianti a Fonti Energetiche Rinnovabili (FER). 

Aree Idonee e Zone di Accelerazione: di cosa si tratta?

La transizione energetica, per risultare efficace, deve saper coniugare sostenibilità ambientale, sviluppo economico e sicurezza energetica. È proprio in questo contesto che le aree idonee e le zone di accelerazione assumono un’importanza strategica, ma di cosa si tratta?

Aree idonee

Con “aree idonee” ci riferiamo a quelle zone che risultano particolarmente adatte all’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, come fotovoltaico, eolico, idroelettrico o biomasse. 

Sono definite come quelle aree in cui è previsto un iter accelerato e agevolato per la costruzione ed esercizio degli impianti a fonti rinnovabili e delle infrastrutture connesse. La disciplina per la loro individuazione è stata stabilita dal Decreto Ministeriale del 21 giugno 2024 del MASE, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 luglio 2024. L’obiettivo principale di questo decreto è fare chiarezza sui criteri per individuare i luoghi in cui sarà possibile costruire impianti eolici o fotovoltaici con procedure semplificate. Il decreto classifica le aree potenzialmente candidabili ad ospitare impianti a fonti rinnovabili in 4 categorie principali:

  1. Aree idonee: con iter accelerato e agevolato per la costruzione ed esercizio degli impianti a fonti rinnovabili e delle infrastrutture connesse.
  2. Aree non idonee: aree con caratteristiche incompatibili con l’installazione di questi impianti.
  3. Aree ordinarie: aree soggette a regimi autorizzativi ordinari.
  4. Aree agricole con divieto di fotovoltaico a terra: aree in cui l’installazione di impianti fotovoltaici con moduli a terra è vietata per evitare il consumo di suolo, considerato un bene scarso e non rinnovabile.

Le aree idonee vengono identificate, quindi, con l’obiettivo di: 

– semplificare e accelerare le autorizzazioni;

– ridurre i conflitti con il paesaggio e le comunità locali;

– incentivare la localizzazione degli impianti in zone compatibili con le esigenze del territorio.

Esse rappresentano una sorta di “carta verde” per lo sviluppo delle rinnovabili: zone in cui l’investimento è più sicuro, le autorizzazioni sono più rapide e l’impatto ambientale è stato preventivamente valutato.

Zone di Accelerazione

Si tratta di aree specificamente individuate per facilitare e velocizzare ancora di più  l’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile. In queste zone, l’installazione può avvenire secondo procedure autorizzative semplificate e agevolazioni. Le zone di accelerazione rientrano nel perimetro delle aree idonee e la loro mappatura è stata elaborata sulla base delle informazioni presenti sulla Piattaforma Aree Idonee.

Con il Decreto Legge Infrastrutture 2025 (n.73 del 21 maggio 2025) è stata aggiornata la definizione di zone di accelerazione, includendo anche le aree industriali che rientrano nella mappatura effettuata dal GSE. 

Lo scopo è quello di favorire un rapido sviluppo di impianti di energia rinnovabile nei prossimi anni, riducendo al minimo indispensabile i tempi burocratici.

Dove e come consultare la mappa delle aree idonee e zone di accelerazione GSE

La Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione è consultabile direttamente online e gratuitamente sul Geoportale UrbisMap. 

Il webgis consente una consultazione semplice e veloce, intuitiva anche per coloro che non possiedono competenze tecniche o dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali. 

Ecco la guida, passo passo per consultare la Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione sul webgis:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, nella sezione “seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo del Geoportale.

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato

L’importanza della mappa delle aree idonee e zone di accelerazione GSE

La Mappa delle Aree Idonee e delle Zone di Accelerazione è uno strumento fondamentale per il percorso di transizione energetica italiana per svariati motivi, tra cui:

Pianificazione efficiente del territorio: fornisce uno strumento concreto per decidere come e dove installare i nuovi impianti, evitando sovrapposizioni con aree protette, vincoli ambientali e zone residenziali.

Trasparenza e accessibilità: grazie alla pubblicazione della mappa su piattaforme come UrbisMap, chiunque, dai cittadini, alle Pubbliche Amministrazioni, può consultare i dati in modo chiaro, aggiornato, trasparente e autonomo.

Semplificazione amministrativa: le aree individuate dalla mappa godono di iter autorizzativi più rapidi, questo favorisce lo sviluppo delle rinnovabili e la riduzione di  molti ostacoli burocratici.

Supporto agli Enti: Comuni e Regioni possono utilizzare la mappa come base per l’elaborazione di piani territoriali e ambientali.

Incentivo per gli investimenti: chi vuole investire nel settore delle rinnovabili, grazie alla mappa può identificare in modo facile e immediato le zone con minori rischi e costi, contribuendo a una crescita più ordinata e sostenibile del settore.

In sintesi, la pubblicazione della Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE rappresenta un passo decisivo per l’Italia nel percorso verso gli obiettivi di decarbonizzazione e la piena attuazione della transizione energetica.

L’accesso libero a questi dati attraverso strumenti come UrbisMap, garantisce trasparenza, partecipazione e una facile consultazione per tutti e permette di svolgere analisi approfondite e di contribuire attivamente alla realizzazione di un futuro energetico più sostenibile e integrato con il territorio. 

Consulta subito la Mappa delle Aree Idonee e Zone di Accelerazione – GSE sul Geoportale!

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Carta dei Principi: guida alla gestione dei Demani Pubblici

In Italia, il concetto di “demanio pubblico” riveste un’importanza fondamentale, rappresentando una delle componenti più significative del patrimonio pubblico. 

La gestione di questo vasto e diversificato patrimonio, che comprende tutti quei beni che per loro natura o destinazione appartengono allo Stato o ad altri Enti Pubblici e sono destinati a soddisfare interessi pubblici primari, è una sfida complessa, che richiede un approccio innovativo e partecipato. 

In questo contesto, l’introduzione della Carta dei Principi per i Demani Pubblici rappresenta un passo strategico verso una gestione più efficace, trasparente e sostenibile.

Cos’è la Carta dei Principi per i Demani Pubblici?

La Carta dei Principi per i Demani Pubblici è un documento fondamentale che si propone di raccogliere e sistematizzare i principi fondamentali che riguardano la gestione, la tutela e la valorizzazione dei beni demaniali. Non possiede un valore normativo vincolante, ma fornisce un quadro etico e culturale dal quale trarre orientamento per le politiche territoriali. 

L’esempio della Sardegna: adottata la Carta dei Principi per la gestione sostenibile dei Demani Forestali Regionali

Un importante passo avanti verso l’attuazione dei principi della Carta è stato fatto dalla Regione Sardegna, che il 9 giugno 2025, ha adottato ufficialmente la Carta dei Principi per i Demani Forestali Regionali, promossa da ANARF (Associazione Nazionale Attività Regionali Forestali) e condivisa con tutte le Regioni e le Province autonome italiane. 

La Carta rappresenta uno step strategico per il futuro delle foreste pubbliche regionali e nasce dalla profonda consapevolezza che i boschi non sono da considerare unicamente come risorse ecologiche, ma piuttosto come beni collettivi che custodiscono una ricchezza intrinseca fatta di biodiversità, paesaggi e cultura.

L’Assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha dichiarato che:

“Con l’adozione della Carta affermiamo il valore pubblico dei nostri boschi e rilanciamo una visione della foresta come spazio di comunità, di educazione ambientale, di tutela e di innovazione. È un impegno per il futuro e una responsabilità che ci prendiamo verso le prossime generazioni”. 

In Sardegna, dove il patrimonio forestale fa parte dell’identità dei territori, l’adozione della Carta rafforza il ruolo della Regione anche all’interno del panorama nazionale ed europeo, grazie all’azione dell’Agenzia Forestas all’interno della rete EUSTAFOR (European State Forest Association) e alla visibilità conquistata con la European State Forest Conference ospitata sull’isola nel 2018.

I 10  principi della Carta

L’obiettivo principale della Carta è quello di definire principi guida e attivare il dibattito e la condivisione su problematiche affrontate e risolte localmente dai singoli gestori forestali, generando così idee e strategie potenzialmente replicabili in contesti diversi.

I 10 principi della Carta delineano un modello di gestione pubblica forestale che si concentra sulla cura, la trasparenza e l’interesse collettivo. Questi principi includono:

Partecipazione: la Carta promuove una partecipazione ampia di tutti i portatori di interesse nella definizione delle priorità gestionali di ciascun complesso forestale a scala locale.

Pianificazione: è essenziale reimpostare la pianificazione forestale, superando l’inefficacia di documenti voluminosi e privi di strategia. Gli obiettivi devono essere partecipati e condivisi, contribuendo allo sviluppo socio economico, ambientale e culturale locale nel rispetto della sostenibilità.

Sperimentazione e innovazione: la Carta incoraggia l ‘individuazione e  la sperimentazione di strumenti pragmatici e operativi per adattarsi alle fasi critiche. 

Protezione: il documento evidenzia la necessità di progettare la biodiversità e il valore ambientale degli ecosistemi forestali attraverso scelte gestionali che minimizzano gli impatti e rendano le aree boschive più resilienti agli effetti della crisi climatica.

Collaborazione: la collaborazione tra Regioni, Province Autonome e altri soggetti pubblici e privati è fondamentale per sviluppare sinergie, contenere i costi, ottenere finanziamenti e condividere buone pratiche.

Monitoraggio e informazione: vi è un forte bisogno di conoscenze affidabili, chiare e utili per la gestione forestale. La disponibilità di dati e analisi sui risultati della gestione dei demani è preziosissima per la pianificazione, la formazione dei tecnici e la divulgazione. 

Comunicazione: è cruciale una comunicazione a larga scala sulle attività svolte nelle foreste demaniali regionali per far conoscere l’utilità della Gestione Forestale Sostenibile (GFS), promuovere i valori paesaggistici e ambientali e stimolare il coinvolgimento delle comunità.

La situazione attuale: criticità e opportunità

La gestione dei beni demaniali in Italia presenta numerose criticità:

  • Frammentazione normativa
  • Mancanza di trasparenza, molte informazioni non sono, infatti, facilmente accessibili
  • Sfruttamento commerciale eccessivo, alcuni beni pubblici sono utilizzati per scopi privati senza alcun ritorno per la collettività.
  • Scarsa partecipazione pubblica

Tuttavia, l’esempio della Sardegna dimostra che è possibile cambiare questa condizione, avviando pratiche di gestione innovative, inclusive e sostenibili.

Il ruolo di UrbisMap: uno strumento di supporto per la gestione dei demani pubblici

In questo scenario di modernizzazione e partecipazione, strumenti come UrbisMap si rivelano indispensabili. Uno degli ostacoli principali che ostacolano una gestione equa e partecipata è la mancanza di conoscenza. 

I dati catastali, urbanistici e ambientali sono spesso disorganizzati o difficili da consultare, il Geoportale UrbisMap, in questo senso, può invece rappresentare un ponte tra istituzioni e cittadini, fornendo un accesso semplice e immediato alle informazioni urbanistiche, ambientali e normative del territorio italiano. 

Le informazioni fornite sono affidabili e certificate, provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni e sempre aggiornate grazie al sistema in cloud.

L’utilità di UrbisMap nel contesto della gestione dei beni demaniali è multiforme:

Accesso ai dati territoriali: UrbisMap semplifica la consultazione di dati urbanistici, catastali e normativi. Cliccando sulla mappa, si ottengono informazioni territoriali dettagliate, inclusi piani urbanistici (PUC, PAI, PRG, PPR ecc) e relative informazioni vincolistiche e normative, con la possibilità di salvare e stampare un report di destinazione urbanistica riassuntivo. Questo aspetto è cruciale per la gestione di qualsiasi bene demaniale, permettendo una conoscenza immediata del suo contesto legale e urbanistico.

Ricognizione e mappatura degli usi civici: un servizio particolarmente rilevante offerto da UrbisMap ad Enti e Pubbliche Amministrazioni, è quello di ricognizione e mappatura degli usi civici.
Con usi civici ci riferiamo a diritti di godimento collettivo su terreni, pubblici o privati, con vincolo paesaggistico che ne impedisce l’edificazione e ne impone l’autorizzazione paesaggistica per qualsiasi costruzione. La loro ubicazione originaria è spesso definita su mappe catastali storiche che, nel tempo, sono state soggette a diverse modifiche.
UrbisMap aiuta le Amministrazioni a superare questa complessità attraverso il proprio servizio, che comprende fasi come la ricerca e acquisizione dei decreti di istituzione, la digitalizzazione e georeferenziazione delle mappe di impianto storiche, il confronto con la cartografia catastale attuale per individuare le corrispondenze e l’identificazione delle porzioni di particelle attualmente gravate da uso civico, distinguendole per categoria (pascolo, raccolta legna, caccia, ecc.).
Il risultato è una mappa completa, aggiornata e interattiva degli usi civici che viene pubblicata sul Geoportale, una relazione tecnico-descrittiva che fornisce un quadro trasparente e supporta una gestione più efficiente e consapevole del patrimonio civico.
Questo è particolarmente importante per la pianificazione del territorio e la valorizzazione delle risorse collettive, inclusi i demani forestali, dove gli usi civici possono essere prevalenti. 

Supporto al monitoraggio e alla trasparenza: in linea con il principio della Carta sulla necessità di monitorare e informare sui risultati della gestione forestale, UrbisMap fornisce una piattaforma per la pubblicazione di mappe georeferenziate e dati precisi, rendendo le informazioni accessibili a Enti, tecnici privati e cittadini. Questo favorisce la consapevolezza e la trasparenza, elementi chiave per una gestione partecipata e responsabile.

Come UrbisMap si collega alla Carta dei Principi

Con UrbisMap i principi della Carta trovano un’applicazione pratica, in particolare:

  • Accessibilità: UrbisMap permette a chiunque, tecnici, privati, cittadini e PA, di accedere alle informazioni territoriali a livello nazionale.
  • Trasparenza: i dati sono pubblici, consultabili e organizzati in modo chiaro e intuitivo, anche per chi non possiede competenze tecniche. Questo favorisce la partecipazione civica e il controllo trasparente delle trasformaz
  • Partecipazione: grazie al Geoportale, tutti possono monitorare i cambiamenti del territorio e accedere alle informazioni in autonomia
  • Pianificazione consapevole: amministratori e tecnici possono pianificare interventi tenendo conto di vincoli e situazioni territoriali aggiornate raccolte in un’unica piattaforma.

In questo modo la Carta dei Principi non rimane un documento teorico, ma diventa un vero e proprio strumento operativo, concretizzato anche grazie a strumenti come UrbisMap. 

In sintesi, la Carta dei Principi per i Demani Pubblici e l’adozione di strumenti come il Geoportale UrbisMap rappresentano un modello virtuoso per la gestione del patrimonio pubblico italiano.

Promuovendo aspetti come la partecipazione, la pianificazione strategica, l’innovazione, la collaborazione e la trasparenza, si mira a massimizzare il valore economico e sociale di questi beni, garantendone la cura e la valorizzazione per le generazioni future. 

L’integrazione di politiche mirate con l’efficienza di strumenti digitali sembra quindi la chiave per un futuro in cui il demanio sia veramente un bene comune, gestito in modo efficiente e al servizio dell’intera collettività.

Vuoi ricevere maggiori informazioni su come UrbisMap può aiutare il tuo Comune nella gestione dei Demani Pubblici? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Misura 1.3.1 PNRR: come integrare i numeri civici georeferenziati con UrbisMap

Con la pubblicazione del nuovo Avviso relativo alla Misura 1.3.1 del PNRR, l’Italia continua il proprio percorso verso una digitalizzazione sistemica delle informazioni territoriali attraverso il potenziamento della PDND. 

Uno degli obiettivi principali di questa Misura, come ti raccontiamo in questo articolo, è l’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane (ANNCSU) con i numeri civici georeferenziati.

Attualmente molti Comuni italiani, pur disponendo di un proprio stradario e dell’elenco dei numeri civici, non possiedono i dati geolocalizzati.

È all’interno di questo scenario che UrbisMap si propone come partner operativo per le Pubbliche Amministrazioni, offrendo un servizio completo di ricognizione, mappatura e georeferenziazione dei numeri civici, integrabile con ANNCSU attraverso le API della PDND.

Numeri civici georeferenziati: un patrimonio da valorizzare

La maggior parte dei Comuni italiani, possiede uno stradario comunale strutturato e un elenco ufficiale dei numeri civici, però spesso questi dati non sono associati a coordinate geografiche.

L’assenza di una georeferenziazione impedisce ed ostacola l’interoperabilità tra sistemi, rendendo più difficile l’erogazione dei servizi.

UrbisMap si propone di trasformare questi elenchi comunali in dataset geospaziali strutturati, pronti per essere conferiti all’ANNCSU in piena conformità con le indicazioni dell’Avviso della Misura 1.3.1 del PNRR.

Il servizio di UrbisMap: un processo multifase per la georeferenziazione dei numeri civici

Il servizio offerto da UrbisMap alla PA è concepito per individuare e posizionare i civici in mappa, in modo che questi siano geolocalizzati. 

Questo lavoro si articola in più step, che includono sia fasi di ricognizione che di integrazione software.

Ecco le fasi principali del servizio:

1. Ricognizione visiva: il primo step del processo consiste nella ricognizione visiva tramite strumenti informatizzati come Google Street View, che consente un posizionamento iniziale dei numeri civici sulla mappa, allineando i dati dello stradario comunale con la realtà territoriale e identificando eventuali discrepanze.

2. Ricognizione sul campo: dopo la ricognizione digitale segue la fase cruciale di ricognizione in loco. Questo avviene attraverso l’impiego di strumenti GPS da parte di un team specializzato che opera fisicamente sul territorio.

L’obiettivo è il posizionamento accurato di ogni numero civico e l’assegnazione di coordinate geografiche corrette a ogni punto.

Durante questa fase, il servizio prevede anche la segnalazione al Comune di eventuali criticità, come ad esempio:

  • Civici presenti fisicamente sul territorio ma non presenti nell’elenco comunale
  • Civici presenti nell’elenco comunale ma non riscontrabili fisicamente sul territorio.

3. Restituzione shapefile aggiornato: il risultato finale di queste fasi di ricognizione è uno shapefile di elementi puntuali (uno per ogni civico) aventi come informazioni il nome della via, il numero civico e le coordinate geografiche.

Oltre al supporto operativo nella fase di rilevamento e validazione, il servizio di UrbisMap prosegue con ulteriori passaggi cruciali per completare la georeferenziazione e l’integrazione con ANNCSU e PDND.

In particolare:

Analisi e validazione dati: vengono analizzati i dati esistenti nell’ANNCSU per il Comune, verificando la completezza, la coerenza e l’assenza di duplicati. L’obiettivo è quello di recuperare e validare i dati esistenti per comprendere le lacune. Successivamente i dati vengono normalizzati e convertiti nel formato conforme per l’invio tramite API.

Sviluppo del Client API PDND: il servizio include lo sviluppo di un modulo API client specifico per interfacciarsi con la PDND e supportando l’invio massivo dei dati georeferenziati, la loro validazione e il monitoraggio dello stato delle attività.

Integrazione con il gestionale comunale: UrbisMap offre supporto anche durante la fase di collegamento al database comunale. Questa integrazione permette:

  • Verifica dei dati prima dell’invio 
  • Visualizzazione degli esiti 
  • Archiviazione dei log API e dei documenti necessari per la rendicontazione PNRR

Perché scegliere UrbisMap?

UrbisMap si posiziona non solo come uno strumento tecnico, ma come un vero e proprio partner di trasformazione digitale per gli Enti Locali.

La scelta dei suoi servizi offre molteplici vantaggi strategici: 

1. Semplificazione e velocizzazione del processo di georeferenziazione 

2. Rispetto degli standard e delle tempistiche della Misura 1.3.1 del PNRR

3. Integrazione facilitata con la PDND e l’ANNCSU

4. Riduzione del margine di errore e miglioramento della qualità dei dati territoriali

5. Supporto tecnico e operativo continuo

Il servizio di UrbisMap offre quindi una soluzione completa per affrontare la sfida della georeferenziazione dei numeri civici, facilitando i Comuni nell’adempimento degli obiettivi PNRR attraverso un processo strutturato che va dalla ricognizione dei dati fino all’integrazione e al conferimento sicuro tramite la PDND.

In sintesi, grazie a UrbisMap i Comuni possono trasformare questo patrimonio di informazioni in una base strategica, interoperabile e costantemente aggiornata, che non solo risponde alla esigenze del PNRR, ma contribuisce alla digitalizzazione delle informazioni territoriali.

Vuoi ricevere maggiori informazioni su come UrbisMap può aiutare il tuo Comune a partecipare al Bando della Misura 1.3.1 del PNRR? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

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Salva Casa in Sardegna: nuove disposizioni urbanistiche con la L.R. 18/2025

Nuovo Salva Casa in Sardegna: la Regione compie un passo significativo verso la semplificazione e la chiarezza normativa in materia edilizia e urbanistica con l’approvazione del Disegno di Legge n.83/A da parte del Consiglio regionale, avvenuta il 12 giugno 2025.

Il testo (Legge Regionale n.18 17/06/2025) è stato successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna (BURAS) n.35 – Parte I e II del 19 giugno 2025, e quindi entrando ufficialmente in vigore nella medesima data.

Questo disegno di legge mira a recepire le disposizioni urgenti in materia di semplificazione urbanistica ed edilizia previste dal decreto-legge nazionale n.69/2024, comunemente noto come “Decreto Salva Casa” e introduce modifiche decisive volte a riordinare e coordinare la normativa regionale, con particolare attenzione alla Legge Regionale n.23/1985.

L’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha sottolineato che l’obiettivo prioritario è quello di garantire “chiarezza di interpretazione e certezza per cittadini, imprese e Comuni”, valorizzando le specificità territoriali dell’isola.

Una delle novità più importanti riguarda la disciplina delle lottizzazioni abusive, un tema che ha storicamente generato “forti contrasti, difficoltà interpretative” e incertezza all’interno del quadro normativo.

La nuova chiave di volta: il certificato di destinazione urbanistica (CDU)

Il Disegno di Legge n.83/A interviene sull’articolo che disciplina il riconoscimento delle lottizzazioni abusive. In particolare, l’Articolo 19 del nuovo disegno di legge, che va a sostituire l’Articolo 17 della Legge Regionale n.23 del 1985, introduce un comma fondamentale, che stabilisce:

“Il certificato di destinazione urbanistica relativo ad aree situate in zona urbanistica C, D, F o G di cui all’articolo 3 del decreto assessoriale n.2266/U del 1983 deve precisare l’esistenza o meno di uno strumento attuativo”. 

Per comprendere appieno l’importanza di questa disposizione, è utile definire le zone menzionate e il concetto di “strumento attuativo”:

Zona C: tipicamente aree di espansione residenziale

Zona D: aree destinate  a usi direzionali, commerciali, socio-sanitari, artigianali e industriali

Zona F: nel contesto del Decreto Assessoriale n.2266/U del 1983, la Zona E è associata a usi agricolo-zootecnici. La specifica menzione della “Zona F” nel nuovo comma si riferisce ad una delle zone omogenee previste dall’articolo 3 del D.A. n.2266/U del 1983, le cui specificità funzionali possono variare nei PUC comunali, ma che in generale rientrano nelle macro-categorie individuate dalla legge regionale.

Zona G: spesso dedicata ad attrezzature pubbliche o infrastrutture. 

Con “strumento attuativo” ci riferiamo invece a un piano urbanistico di dettaglio che traduce le indicazioni generali del Piano Urbanistico Comunale in regole specifiche per l’edificazione e l’urbanizzazione di determinate aree. La sua esistenza è cruciale perché senza di esso, in molte di queste zone, gli interventi edilizi sono limitati o non ammissibili.

Prevenire l’abusivismo e garantire certezze: l’obiettivo del nuovo Salva Casa in Sardegna

L’introduzione di questo specifico obbligo nel CDU ha l’obiettivo di informare i lettori e tutti gli attori coinvolti nel settore edilizio sull’esistenza o meno dello strumento attuativo per le aree situate nelle suddette zone.

Questo è fondamentale per contrastare il fenomeno delle lottizzazioni abusive, che si verificano quando vi è una trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici o delle leggi, oppure senza la dovuta autorizzazione.

Tali trasformazioni possono avvenire anche attraverso il frazionamento e la vendita di lotti che, per le loro caratteristiche, denunciano chiaramente una destinazione edificatoria non conforme. 

Casi storici, come quello delle quattro ville abusive a Porto Istana (Olbia), dove la costruzione senza autorizzazione ha portato a un lungo contenzioso legale, con ordinanze di sospensione e demolizione sin dal 1996, e successive acquisizioni al demanio comunale. Questo episodio ha evidenziato come le ambiguità normative e le difficoltà nell’ottenere i nulla osta necessari, anche in contesti di silenzio assenso, possano portare a situazioni di blocco e incertezza per decenni.

L’importanza di un CDU corretto e completo

La nuova disposizione mira a eliminare questa incertezza alla radice. 

Rendendo obbligatoria l’indicazione dello strumento attuativo nel CDU, infatti, si garantisce che acquirenti, professionisti e Pubbliche Amministrazioni abbiano immediatamente accesso a informazioni essenziali sulla legittimità degli interventi edificatori. 

Un CDU corretto è dunque  uno strumento indispensabile per ridurre il rischio di incorrere in errori dovuti a informazioni incomplete o non aggiornate. 

Senza questa informazione esplicita, è infatti altamente probabile che si proceda con operazioni immobiliari basate su un’interpretazione errata della reale destinazione urbanistica e delle effettive possibilità edificatorie di un’area. 

Questa novità comporta alcune implicazioni:

  • Responsabilità dei tecnici e dei Comuni: i tecnici incaricati della redazione dei CDU dovranno prestare un’attenzione maggiore nella verifica della pianificazione attuativa. Allo stesso tempo, i Comuni dovranno aggiornare le modalità di rilascio del certificato, includendo esplicitamente la nuova informazione obbligatoria.
  • Rischio di contenziosi o pratiche rigettate: in assenza di una corretta indicazione una richiesta edilizia o una sanatoria potrebbero essere rifiutate, oppure approvate in modo viziato, con il rischio di contenziosi futuri
  • Maggiore chiarezza per cittadini e professionisti: se da una parte il nuovo obbligo comporta un onere aggiuntivo, dall’altra favorisce una maggiore trasparenza e chiarezza sulla reale edificabilità del terreno.

UrbisMap: uno strumento al servizio della trasparenza e della semplificazione

Alla luce delle nuove disposizioni introdotte con il Salva Casa in Sardegna, diventa imprescindibile per tecnici, professionisti e amministrazioni dotarsi di strumenti affidabili, aggiornati e capaci di semplificare il processo di verifica urbanistica.

Dentro questo contesto, UrbisMap si conferma una risorsa altamente strategica, capace di trasformare la consultazione urbanistica in un processo veloce, preciso e trasparente.

UrbisMap offre diverse funzionalità che supportano direttamente tecnici e Comuni per le nuove disposizioni:

Redazione e gestione semplificata dei CDU: i tecnici comunali possono generare ed editare CDU precompilati in pochi minuti, integrandoli con informazioni aggiuntive grazie alla consultazione della normativa e gli articoli completi presenti nel report di destinazione urbanistica, snellendo notevolmente il processo.

Accesso integrato e aggiornato alle normative: il Geoportale permette di visualizzare e incrociare informazioni urbanistiche, ambientali, paesaggistiche e idrogeologiche a livello locale e sovraordinato. Questo riduce significativamente il rischio di omettere vincoli nel CDU.

Facilità di consultazione per i cittadini: i privati possono consultare in modo semplice i piani urbanistici, le norme e i dati catastali di immobili e terreni, verificando autonomamente la destinazione urbanistica di un’area prima di un acquisto. In più, possono scaricare un pratico report di destinazione urbanistica che raccoglie tutte le informazioni pertinenti, ponendoli in una posizione attiva e consapevole. 

Grazie alla sua interfaccia intuitiva e alla completezza dei dati, il Geoportale UrbisMap si configura come un alleato molto importante nella prevenzione dell’abusivismo e nella semplificazione amministrativa.

I vantaggi di utilizzare UrbisMap:

  • Visualizzare in tempo reale la classificazione urbanistica di un’area
  • Verificare la presenza di strumenti attuativi o piani approvati
  • Esportare dati utili per la redazione di CDU ma anche di relazioni tecniche
  • Ridurre i margini di errore nella compilazione e nella valutazione della documentazione edilizia.

In sintesi, l’entrata in vigore del Salva Casa in Sardegna rappresenta un cambiamento cruciale per il settore edilizio e UrbisMap si propone come uno strumento fondamentale per affrontare questa novità con precisione, rapidità e affidabilità.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sui servizi di UrbisMap e sulle soluzioni per la tua amministrazione? Contattaci subito utilizzando il form sottostante!

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Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL) di Tortolì disponibile su UrbisMap

Disponibile gratuitamente su UrbisMap il Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL) di Tortolì, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n.49 il 28 novembre 2024 e pubblicato sul BURAS n.16 il 20 marzo 2025.

Questo strumento di pianificazione è fondamentale per regolare l’uso delle aree demaniali marittime a fini turistici e ricreativi, con l’obiettivo di bilanciare lo sviluppo economico e la salvaguardia dei valori ambientali e paesaggistici del territorio.

Un primo PUL di Tortolì era già stato adottato dal Consiglio Comunale nel gennaio 2010 e approvato definitivamente nell’aprile 2013, diventando parte integrante del PUC. 

Tuttavia, nel corso degli anni, il quadro normativo regionale e statale è cambiato significativamente. In particolare, le Leggi Regionali n.8 del 2015 e n.11 del 2017 hanno conferito al Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì una valenza più marcatamente urbanistica, estendendo la sua disciplina anche agli ambiti contigui fino a 2.000 metri dalla battigia. 

Il precedente PUL, concepito più come strumento tecnico-amministrativo, non rispondeva, quindi, pienamente a questa nuova impostazione urbanistica.

L’esigenza di un nuovo Piano di Utilizzo dei Litorali è stata accentuata dalla sentenza della Corte di Giustizia del 20 aprile 2023 (causa C-348/22), che ha fissato al 31 dicembre 2023 il termine ultimo per la validità delle concessioni demaniali marittime esistenti. 

L’obiettivo generale del Piano è quello di costruire uno strumento per la pianificazione e gestione integrata dell’ambito costiero per la costruzione di scenari di sviluppo turistico-ricreative per il territorio di Tortolì, coerentemente con i processi territoriali di valenza locale e sovralocale.

Il nuovo PUL di Tortolì persegue diversi obiettivi:

– Riorganizzare i servizi negli ambiti interni ed esterni al demanio e ridefinire le tipologie architettoniche dei manufatti 

– Riorganizzare e regolamentare il sistema dell’accessibilità al litorale

– Tutelare i sistemi ambientali in ambito costiero e definire indirizzi per la riqualificazione delle componenti ambientali degradate.

Come consultare il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì

Su UrbisMap il PUL di Tortolì è accessibile a tutti gratuitamente previa registrazione, sempre gratuita, al Geoportale.

La consultazione è rapida e intuitiva, anche per chi non possiede competenze tecniche, basta seguire questi semplici passaggi:

1. Accedi al Geoportale a questo link

2. Seleziona tra i layer comunali la voce “Piano di Utilizzo dei Litorali”

3. Clicca sulla mappa sopra il territorio di Tortolì per geolocalizzarti e attivare la lettura del Piano.

4. Consulta il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto.

piano di utilizzo dei litorali (PUL) di Tortolì_ urbismap

Il Geoportale,  per una lettura più approfondita e completa del PUL di Tortolì, mette a disposizione anche i seguenti documenti:

  • Regolamento d’uso e Norme Tecniche di Attuazione, che ha lo scopo di disciplinare le attività turistico-ricreative all’interno del demanio marittimo e delle aree retrostanti (parcheggi, viabilità, servizi per la balneazione) nel territorio di Tortolì;
  • Relazione illustrativa;
  • Tipologie architettoniche manufatti;
  • Relazione esplicativa, che ha lo scopo di illustrare le modalità di attuazione del PUL, in conformità con quanto richiesto dall’art. 16 delle “Linee guida per la predisposizione del Piano di Utilizzo dei Litorali con finalità turistico-ricreativa”;
  • Progetto base aree concessioni;
  • Link drive, che contiene tutti i documenti sopra elencati e le tavole del Piano. 

Tutti i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

Come possiamo notare, il PUL di Tortolì introduce una dettagliata zonizzazione del territorio costiero, classificando le aree in base alla loro sensibilità e destinazione d’uso. Tra le zone definite troviamo:

  • Z0 – Spazio marino costiero: destinato alla balneazione e alle attività turistico-ricreative 
  • Z1a – Spiaggia fruibile: area della spiaggia emersa per la balneazione
  • Z1 b – Superficie programmabile: porzione della spiaggia fruibile destinata a concessioni turistico-ricreative, escludendo i 5 metri dalla battigia.
  • Z2a – Settore dunare: settore delle dune embrionali e avandune
  • Z3a – Zone umide: bacini idrici permanenti e semipermanenti
  • Z3b – Settore di foce fluviale: aree influenzate dalle dinamiche dei corsi d’acqua.

Altre zone includono aree rocciose (Z5 – Costa bassa rocciosa, Z7 – Promontori), fasce di rispetto (Z2b, Z4), settori agricoli (Z8), pianori costieri (Z9) e aree urbanizzate (Z10, Z11).

Per ogni zona il PUL specifica le attività consentite e non consentite, ponendo un forte accento sulla conservazione degli ambienti naturali.

Il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì, include inoltre il dimensionamento delle aree di sosta veicolare, calcolando la capacità di carico delle spiagge in base al numero di utenti e prevedendo il riuso di aree già adibite a parcheggio per ridurre il consumo di suolo.

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il Geoportale UrbisMap rende la consultazione di informazioni come il Piano di Utilizzo dei Litorali di Tortolì semplice e immediata grazie a fattori come:

  • Accesso gratuito a dati urbanistici e catastali.
  • Interfaccia intuitiva, di facile utilizzo anche per chi non possiede competenze tecniche specifiche.
  • Report dettagliati, scaricabili per supportare pratiche edilizie, richieste amministrative o curiosità personali.
  • Dati sempre aggiornati, e provenienti da fonti ufficiali di Comuni e Regioni, per garantire informazioni coerenti con la normativa vigente.

Link al piano: https://www.urbismap.com/tortoli

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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