Il Piano Operativo di Siena: disponibile online su UrbisMap

Il Piano Operativo di Siena (PO) rappresenta l’atto fondamentale di governo del territorio destinato a dare concretezza alle strategie delineate nel Piano Strutturale (PS), regolando in modo vincolante le trasformazioni urbane, edilizie e infrastrutturali all’interno dell’intero territorio comunale. 

Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 216 del 25 novembre 2021, contestualmente alla Variante di aggiornamento del Piano Strutturale, il PO è entrato in vigore dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana (BURT) n.52 del 29 dicembre 2021.

Il PO di Siena ha sostituito il precedente Regolamento Urbanistico e stabilisce le prescrizioni che i cittadini, le imprese e i professionisti devono rispettare per apportare modifiche agli immobili e alle aree di proprietà. 

A differenza del PS, il Piano Operativo contiene previsioni che hanno una validità limitata, in particolare, le trasformazioni più rilevanti (come il recupero di interi edifici o la realizzazione di nuove infrastrutture) sono efficaci per cinque anni.

Struttura del Piano Operativo di Siena

Il PO di Siena si articola in una complessa serie di elaborati che comprendono:

– La Relazione Illustrativa e le Norme Tecniche di Attuazione (NTA), che rappresentano il cuore normativo del documento.

– Le Tavole della disciplina del territorio, distinte per il territorio urbanizzato (scala 1:2000) e il territorio rurale (scala 1:10.000), oltre a una Tavola di Sintesi del progetto in scala 1:15.000.

– Elaborati specialistici essenziali, che forniscono il quadro conoscitivo e di tutela, tra cui spiccano le Relazioni di Fattibilità (geologica, idraulica e sismica), la Carta del potenziale archeologico, gli studi di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e d’Incidenza (VINCA).

Le NTA sono strutturate in tre parti principali:

  • le Discipline Generali (Parte I, a tempo indeterminato)
  • la Gestione degli Insediamenti Esistenti (Parte II, a tempo indeterminato)
  • le Trasformazioni degli Assetti (Parte III, quinquennale).

Il cuore normativo: le discipline di intervento (T1-T6)

Un elemento distintivo del PO di Siena è la modulazione degli interventi ammissibili sul patrimonio edilizio esistente attraverso sei categorie di disciplina, da T1 a T6, che riflettono il valore storico e il grado di trasformazione consentito.

1. T1 (Massimo valore): Riguarda gli edifici e i complessi di massimo valore storico-architettonico, tutelati ai sensi del D.Lgs. 42/2004. Qui sono permessi esclusivamente interventi di conservazione, subordinati all’autorizzazione del competente organo ministeriale.

2. T2 (Valore storico e documentale): Si applica a edifici di interesse storico. Consente interventi di ristrutturazione edilizia di tipo conservativo, escludendo la demolizione del fabbricato e modifiche alla sagoma o incremento volumetrico. Sono ammesse deroghe parziali alle norme igienico-sanitarie se strettamente necessarie per la tutela.

3. T3 (Matrice storica o storicizzata): Estende le possibilità di intervento rispetto al T2. Include la sostituzione dei solai anche a quote diverse (purché non alteri l’aspetto esterno) e modifiche ai prospetti, mantenendo il valore storico e tipologico.

4. T4 (Ricostruttivo/pertinenziale): Riguarda edifici con alterazioni significative o di recente formazione ma con impianto consolidato. Consente la ristrutturazione ricostruttiva e interventi pertinenziali per la residenza, con un aumento massimo del volume accessorio fino al 20% del volume fuori terra dell’edificio principale ( e comunque non oltre 30 mq di superficie accessoria).

5. T5 (Recente/disomogeneo): Consente la demolizione e ricostruzione comunque configurata senza incremento del volume complessivo e un’addizione volumetrica una tantum fino a 40 mq di SE per edifici unifamiliari.

6. T6 (Produttivo/terziario): Permette la sostituzione edilizia con incremento di Superficie Edificabile (SE) fino al 35% per la destinazione residenziale o 20% per l’industria/artigianato.

Tutele ambientali e rischi geomorfologici

Il Piano Operativo di Siena integra un rigoroso sistema di valutazione dei rischi basato sul quadro conoscitivo aggiornato del Piano Strutturale. 

Rischio Geologico e idraulico:

La fattibilità degli interventi è definita in quattro classi, da F.x.1 a  F.x.4, sovrapponendo la pericolosità dell’area (secondo PAI e PGRA) e la tipologia di intervento. La classe F.G.4 (fattibilità limitata) associata a pericolosità geologica molto elevata, non consente nuove costruzioni o infrastrutture in assenza di preventivi interventi di messa in sicurezza. La fattibilità idraulica (F.I.3 e F.I.4) è vincolata all’attuazione secondo le disposizioni della L.R. 41/2018 per la gestione del rischio alluvioni. 

Rischio sismico:

La Carta del potenziale archeologico articola il territorio in cinque gradi di rilevanza. Nelle zone a grado 5 ogni intervento è subordinato all’approvazione della Soprintendenza competente e all’esecuzione di indagini diagnostiche.

Bottini storici:

In caso di prossimità ai tracciati degli antichi condotti idrici sotterranei (bottini), è prescritta l’individuazione esatta della posizione tramite indagini specifiche per prevenire interferenze.

Accessibilità e trasparenza per cittadini e professionisti 

In linea  con gli obiettivi di trasparenza e fruibilità, i dati territoriali e normativi del PO di Siena sono consultabili tramite il Geoportale UrbisMap, che mira a rendere i parametri edilizi, i vincoli e le destinazioni d’uso immediatamente verificabili per tutti gli utenti. 

Questo garantisce che gli obiettivi del Piano siano pienamente verificabili e che anche i cittadini possano partecipare attivamente alla comprensione della pianificazione territoriale.

Come consultare il Piano Operativo di Siena sul Geoportale UrbisMap

UrbisMap offre un accesso al PO di Siena intuitivo, garantendo che i dati siano aggiornati e coerenti con la normativa vigente.

La consultazione è pensata per essere accessibile a tutti, inclusi coloro che non possiedono specifiche competenze tecniche.

Ecco una piccola guida pratica per consultare il PO di Siena  in pochi e semplici passi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale. 

2. Cerca il territorio di Siena tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Dalla tab dati, la seconda del menu principale, consulta ora tutte le informazioni relative al Piano Operativo di Siena.

UrbisMap, per una consultazione completa del Piano Operativo di Siena, mette a disposizione, sotto la voce “Allegati del piano”,  le Norme Tecniche di Attuazione di Siena, scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

Il Piano Operativo di Siena si configura, dunque, come un complesso strumento normativo e di programmazione quinquennale, essenziale per bilanciare l’urgente necessità di modernizzazione e sviluppo infrastrutturale con la tutela intransigente del suo patrimonio storico-paesaggistico e la gestione dei rischi ambientali. 

Link al piano: https://www.urbismap.com/siena

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Piano Regolatore Generale di Aosta disponibile su UrbisMap

Il Piano Regolatore Generale di Aosta è lo strumento fondamentale che regola l’uso, l’organizzazione e le trasformazioni edilizie e urbanistiche dell’intero territorio comunale di Aosta, agendo in piena conformità con la normativa regionale in materia urbanistica.

Il PRG di Aosta, approvato originariamente con deliberazione del Consiglio Comunale n.76 del 25 novembre 2009 e pubblicato sul BUR n.50 del 15 dicembre 2009, è un organismo normativo in continua evoluzione. 

Le Norme Tecniche di Attuazione (NTA), cuore normativo del Piano, sono state oggetto di numerosi aggiornamenti e varianti non sostanziali nel corso degli anni, come quella approvata il 23 ottobre 2024, per recepire sia le dinamiche territoriali che le modifiche legislative, inclusi adeguamenti relativi ad accordi di programma cruciali per la città.

La disciplina urbanistica, come previsto dalla Legge Regionale n.11 del 6 aprile 1998, persegue l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile, gestendo le risorse in modo misurato e compatibile con l’ambiente.

Gli elaborati costitutivi del PRG di Aosta

La consultazione del PRG richiede un’analisi combinata e attenta di un vasto insieme di elaborati tecnici e normativi. Gli atti che costituiscono il Piano Regolatore Generale di Aosta sono vincolanti e cogenti e si suddividono in diverse componenti fondamentali:

1. Relazione e Norme Tecniche di Attuazione (NTA): la relazione illustrativa non solo giustifica e inquadra le scelte di progetto, ma fornisce anche gli elementi necessari per l’interpretazione delle determinazioni del Piano. 

Le NTA costituiscono la componente normativa cruciale.

2. Cartografia motivazionale (M1-M5): queste tavole offrono l’analisi e il quadro di riferimento per le scelte progettuali. Includono carte che analizzano l’assetto generale e l’uso turistico del territorio (M1), i valori naturalistici (M2), l’uso del suolo e le strutture agricole (M3), il paesaggio e i beni culturali (M4) e i vincoli paesaggistici-ambientali (M5).

3. Cartografia prescrittiva (P1-P6): dettagliano gli indirizzi di tutela, valorizzazione e zonizzazione. Riguardano la tutela del paesaggio e dei beni culturali (P1), la valorizzazione naturalistica (P2), gli elementi e le attrezzature di rilevanza urbanistica (P3, P6) e la zonizzazione dei servizi e della viabilità (P4, P5).

4. Cartografia ed elaborati delle sottozone do tipo A (C1-C5, A1-A4): sono specifici per il centro storico di Aosta (Aa) e i nuclei frazionali, includendo la classificazione degli edifici e gli elementi integrativi necessari per l’attuazione del piano in queste aree storiche.

5. Elaborati di approfondimento e specialistici (D1-D4): questi includono la zonizzazione (D1), la viabilità (D2) e l’elaborato tecnico sul rischio di incidente rilevante (D3). Inoltre, le cartografie degli ambiti inedificabili (frane, inondazioni e boschi), approvate ai sensi della L.R. 11/1998, sono parte integrante e prevalente del PRG.

Gli obiettivi principali della pianificazione di Aosta

Il PRG di Aosta condivide obiettivi fondamentali con la normativa regionale (L.R. 11/1998) e con altri piani comunali. 

Tutela del patrimonio e qualificazione urbana

Un obiettivo primario è la conservazione e il recupero integrato del Centro storico (Zona Aa) e dei Nuclei Storici Frazionali (Zone Ac, Ae, Af). Gli interventi in queste aree sono volti a preservare l’insieme storico-archeologico, gli edifici, gli spazi aperti e le reti infrastrutturali di interesse. In particolare, nel centro storico, gli interventi devono evitare contraffazioni tipologiche e stilistiche e l’introduzione di elementi estranei alle tradizioni costruttive. 

Per le zone collinari e urbane esistenti (Zone B), l’obiettivo è il miglioramento, il riordino e la riorganizzazione della trama edilizia urbana e la riqualificazione del patrimonio insediativo.

Definizione degli equilibri funzionali e dei servizi

Il PRG di Aosta stabilisce gli equilibri funzionali condizionando gli atti di gestione urbanistica alla zonizzazione del piano stesso. 

Questo si realizza dimensionando l’offerta di spazi pubblici, infrastrutture e servizi di interesse collettivo (come il verde pubblico e i parcheggi) in modo da soddisfare la domanda potenziale degli abitanti esistenti e la capacità insediativa teorica del piano. 

Inoltre, il piano promuove attivamente il recupero del patrimonio edilizio esistente rispetto alla nuova costruzione. Vengono fissate verifiche triennali per monitorare il rapporto tra potenziale di nuova edificazione e recupero, con l’obiettivo di dimezzare il valore iniziale nell’arco di dieci anni attraverso eventuali azioni correttive (come incentivi economici o limitazioni alla nuova edificazione).

Difesa del suolo e mitigazione dei rischi

Il PRG di Aosta dedica grande attenzione alla riduzione dei rischi naturali e alla difesa del suolo. Le disposizioni relative agli ambiti inedificabili (frane, inondazioni, ecc) prevalgono in ogni caso sulle normative delle singole sottozone. Nelle aree soggette a rischio non è ammessa alcuna capacità edificatoria. 

Per gli interventi di nuova costruzione o sostituzione edilizia, le norme richiedono la presentazione di una relazione geologica e geotecnica per accertare la fattibilità delle opere e valutare i possibili effetti dannosi sul terreno circostante e sul regime idrologico. 

Promozione dell’efficienza energetica

Il Piano Regolatore Generale di Aosta integra disposizioni per il contenimento dei consumi energetici e lo sviluppo delle energie rinnovabili. 

Le nuove costruzioni sono soggette all’obbligo di realizzazione di sistemi a fonti rinnovabili per l’acqua calda sanitaria e l’energia elettrica. 

Vengono previsti incentivi volumetrici o superfici non computate per l’adozione di misure di isolamento termico che superino i minimi di legge, come l’incremento dello spessore delle pareti perimetrali. 

Inoltre le nuove costruzioni devono garantire che il rapporto tra aree esterne permeabili e aree complessive esterne sia maggiore di 0.5.

Come consultare il PRG di Aosta sul Geoportale UrbisMap

La consultazione del Piano Regolatore Generale è essenziale per professionisti, cittadini e tecnici. In linea con l’obiettivo di rendere la disciplina urbanistica trasparente, semplice e rapida, il PRG di Aosta è reso disponibile sul Geoportale UrbisMap.

UrbisMap offre un accesso intuitivo, garantendo che i dati siano aggiornati e coerenti con la normativa vigente. 

La consultazione è pensata per essere accessibile a tutti, inclusi coloro che non possiedono specifiche competenze tecniche.

Ecco una piccola guida pratica per consultare il PRG di Aosta in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Cerca il territorio di Aosta tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Dalla tab dati, la seconda del menu principale, consulta ora tutte le informazioni relative al Piano Regolatore Generale di Aosta.

UrbisMap, per una consultazione completa del Piano Regolatore Generale di Aosta , mette a disposizione degli utenti anche i seguenti documenti:

– Norme Tecniche di Attuazione di Aosta 

– Regolamento edilizio

Entrambi i documenti sono scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale. 

In sintesi, il PRG di Aosta è uno strumento dinamico e complesso, orientato alla tutela del suo ricco patrimonio storico-culturale e alla riqualificazione urbana e territoriale in ottica di sostenibilità. 

L’utilizzo di un Geoportale come UrbisMap come strumento di consultazione, garantisce un accesso gratuito e puntuale a dati urbanistici aggiornati, consentendo agli utenti di verificare facilmente parametri edilizi, vincoli territoriali e destinazioni d’uso. 

Link al piano: https://www.urbismap.com/aosta

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Nuova legenda delle mappe sul Geoportale UrbisMap: come funziona e come usarla passo passo

Sul Geoportale UrbisMap arriva una nuova funzionalità attesa da molti utenti: la legenda delle mappe, finalmente integrata nell’interfaccia e sincronizzata con i layer visibili in tempo reale.

Se utilizzi spesso UrbisMap per consultazioni urbanistiche, vincoli territoriali, catasto o piani regolatori, sai benissimo quanto una legenda delle mappe chiara sia fondamentale per interpretare correttamente ciò che appare in mappa.

Grazie a questa implementazione la lettura delle informazioni e delle mappe diventa nettamente più immediata: la legenda è sempre disponibile, sia nelle schede informative della tab dati, sia in un menu laterale dedicato, pensato per dare una visione completa dei contenuti attivi sulla mappa.

Nell’articolo di oggi vedremo insieme cosa è stato introdotto, come funziona passo per passo e come utilizzarla per lavorare più velocemente e con maggiore precisione.

Perché una legenda delle mappe integrata cambia l’esperienza d’uso

Lavorare con le mappe di un geoportale significa confrontarsi continuamente con colori, simboli, poligoni sovrapposti, zonizzazioni e tematismi. Nei casi più complessi, come piani regolatori comunali, aree vincolate o piani di bacino, la sovrapposizione di layer può rendere più difficile capire cosa si sta guardando.

L’integrazione della legenda delle mappe di UrbisMap risolve proprio questa problematica, offrendo:

  • una lettura immediata e unificata dei layer attivi
  • una legenda sempre visibile durante la navigazione sulla mappa
  • chiarezza nella lettura dei dati, in quanto la tab dati adesso mostra anche la legenda dei piani coinvolti nel punto selezionato
  • un menu laterale dedicato, che raccoglie tutte le legende disponibili per la vista corrente
  • una sezione specifica “Visibili in mappa” che evidenzia i soli elementi realmente presenti in quel momento nella mappa

Cosa è stato introdotto nel dettaglio

La nuova funzione si articola, sostanzialmente, in tre componenti principali, pensate per integrarsi perfettamente con il flusso di utilizzo del Geoportale:

1. Legenda nella tab dati

La sezione dati del Geoportale raccoglie tutte le informazioni territoriali, normative e i vincoli delle aree geografiche consultate. 

Adesso, nella medesima sezione, le informazioni sono affiancate dalla legenda di come queste informazioni vengono visualizzate sulla mappa. 

Colori, simboli e nomi dei piani diventano così immediatamente leggibili e facilmente comprensibili. 

2. Menu laterale dedicato alla legenda 

Accanto alla mappa è ora presente un pannello laterale espandibile, completamente dedicato alla legenda delle mappe.

Aprendolo, troviamo l’intera struttura dei layer caricati nella mappa divisi in due sezioni: 

– “Visibili in mappa”, che indica quanti e quali layers si stanno visualizzando in quell’esatto momento sulla mappa.

– “Altri elementi”, che elenca gli altri layer disponibili per quella mappa ma non attivi al momento. 

Per ogni layer sono indicati colore o simbolo, nome ed eventuale categorizzazione interna. 

Il pannello è progettato per seguire la naturale logica di consultazione dell’utente; apri la mappa, esplori, attivi o disattivi layer e, contemporaneamente, hai sempre la legenda davanti agli occhi.

3. Sezione “visibili in mappa”: la grande novità

All’interno del menu laterale, come accennato poco sopra, la legenda non viene mostrata in blocco, ma è strutturata in modo intelligente.

In cima al pannello troviamo la sezione “Visibili in mappa” che fa una cosa molto semplice ma altrettanto importante: mostra solo gli elementi della legenda effettivamente visibili nella finestra di mappa in quel momento.

Non tutti i layer attivi, ma solo quelli che si stanno concretamente vedendo nella vista corrente.

Accanto alla voce c’è anche un numero che indica quanti elementi di quel tipo sono visibili, utile quando si lavora su tematismi molto densi o su aree molto estese.

Come consultare la nuova legenda delle mappe: guida passo passo

Vediamo adesso insieme, con una breve guida pratica, come visualizzare questa nuova funzionalità e come sfruttarla nel tuo lavoro quotidiano:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi al Geoportale 

2. Vai ora nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” scegli la mappa che ti interessa consultare

3. Ricerca adesso, tramite l’apposita barra o direttamente tramite mappa, il punto o l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura delle informazioni e quindi della legenda.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, troverai ora tutte le informazioni territoriali, comprese di legenda, che riguardano il punto cliccato. 

5. Apri l’icona del pannello laterale per consultare la legenda completa della mappa e vedere quali piani sono attivi. 

6. Controlla, sempre dal menu laterale, gli elementi visibili in mappa. Qui trovi solo gli elementi effettivamente presenti nella vista corrente, un’indicazione numerica della quantità di elementi visualizzati e un elenco aggiornato automaticamente quando sposti la mappa, zoomi o attivi/disattivi layer.

Questa è la sezione ideale per capire immediatamente cosa stai guardando, soprattutto quando lavori con molte sovrapposizioni cartografiche.

 Quando questa funzione diventa davvero utile

La nuova legenda delle mappe si rivela particolarmente efficace in diversi scenari, come:

Analisi urbanistica: capire subito a quale zona appartiene un’area, quali piani insistono sul territorio e quali simboli rappresentano vincoli. 

Verifiche di conformità: quando occorre verificare o documentare in modo puntuale la coerenza tra area e normativa.

Progettazione tecnica: sapere esattamente quali layer sono visibili durante elaborazioni o confronti.

Presentazioni o relazioni: la legenda aiuta a preparare estratti chiari e corretti, riducendo il rischio di interpretazioni errate.

In sintesi, la nuova legenda delle mappe del Geoportale UrbisMap è stata implementata per rendere la consultazione cartografica più semplice, immediata e precisa, ma soprattutto per migliorare il lavoro quotidiano di tecnici, professionisti e amministrazioni. Grazie alla doppia visualizzazione fornita dalla tab dati e dal pannello laterale, infatti, tutti gli elementi della rappresentazione cartografica sono finalmente sotto controllo. 

Scopri la nuova legenda delle mappe di UrbisMap: ti aspettiamo sul Geoportale!

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Dissesto idrogeologico: cause, impatto umano e prevenzione 

Negli ultimi anni il territorio italiano è stato protagonista di un preoccupante aumento di eventi meteorologici estremi che hanno messo in luce la sua intrinseca fragilità.

Fenomeni come frane, alluvioni improvvise ed esondazioni sono diventati ricorrenti e spesso devastanti. Il dissesto idrogeologico, ovvero l’insieme dei processi morfologici che generano la degradazione del suolo, è un problema che non risparmia nessuna regione, interessando tutta l’Italia da nord a sud, senza eccezioni.

Per comprendere la gravità della situazione, basti pensare che tra il 1970 e il 2019, frane e inondazioni hanno causato 1.673 morti e oltre 320.000 evacuati. Tuttavia, i dati più recenti confermano che questa vulnerabilità è una condizione strutturale in peggioramento. Secondo l’ultimo rapporto ISPRA nel 2024, infatti, ben il 94,5% dei comuni italiani è a rischio di frana, alluvione, erosione costiera o valanghe. 

In un contesto sempre più complesso e vulnerabile, disporre di strumenti aggiornati e affidabili per monitorare il rischio idrogeologico è di fondamentale importanza, non solo per i professionisti e le Pubbliche Amministrazioni, ma anche per ogni singolo cittadino.

dissesto iil Geoportale UrbisMap si propone come un alleato strategico, fornendo accesso facilitato e intuitivo a strumenti conoscitivi essenziali per la prevenzione del dissesto idrogeologico: la mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia.

Il quadro del dissesto idrogeologico in Italia: dati e impatti

L’Italia è naturalmente predisposta a questi eventi a causa delle sue caratteristiche morfologiche, litologiche e idrografiche.

Si conferma uno dei Paesi europei più esposti al rischio frane, con oltre 636.000 fenomeni censiti nell’inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (FFI).

L’esposizione al rischio è impressionante: 

– Circa 5,7 milioni di abitanti sono a rischio frane, di cui 1,28 milioni risiedono in aree ad alta pericolosità (P3 e P4).

– Quasi 7 milioni di abitanti vivono in aree soggette ad alluvione.

– Oltre 2 milioni e 115 mila edifici e più di 727 mila imprese si trovano nelle aree più esposte al rischio idrogeologico.

– Si contano oltre 14.000 beni culturali esposti a rischio nelle aree a maggiore pericolosità da frana e quasi 34.000 beni culturali a rischio alluvioni nello scenario a pericolosità media.

Il quadro conoscitivo, migliorato grazie a studi più dettagliati delle Autorità di bacino distrettuali, ha portato a un aumento della superficie a pericolosità per frane dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) del 15% tra il 2021 e il 2024, raggiungendo i 69.500 chilometri quadrati, equivalenti al 23% del territorio nazionale. 

Incrementi significativi sono stati rilevati in regioni come la Provincia Autonoma di Bolzano (+61,2%), Toscana (+52,8%), Sardegna (+29,4%) e Sicilia (+20,2%).

Il triennio 2022-2024 è stato particolarmente segnato da eventi idro-meteorologici di eccezionale intensità, tra cui le esondazioni nelle Marche (settembre 2022), le colate rapide di fango e detrito a Ischia (novembre 2022) e le alluvioni in Emilia Romagna (maggio 2023).

Le cause: clima e azioni umane

Il dissesto idrogeologico è un problema complesso che deriva dall’interazione di fattori fisici (morfologia e clima) e attività umane non sostenibili.

1. Cambiamenti climatici: l’emergenza climatica intensifica i fenomeni meteorologici estremi. L’incremento della frequenza delle piogge intense e concentrate determina un aumento delle frane superficiali, delle colate rapide di fango e detriti e delle “flash flood”, ovvero le piene rapide e improvvise.

2. Impatto antropico: l’espansione urbanistica non pianificata, spesso accompagnata da alti tassi di abusivismo edilizio, ha esposto inconsapevolmente ampie fasce di popolazione a rischio. Le principali cause legate all’azione umana includono:

  • La cementificazione: riduce la permeabilità dei terreni, specialmente vicino ai corsi d’acqua, aggravando il rischio. 
  • La deforestazione e il disboscamento intensivo: la drastica riduzione della vegetazione e delle radici indebolisce i terreni, compromettendo la loro capacità di trattenere l’acqua e di resistere alle frane.
  • L’intervento sui corsi d’acqua: deviare il percorso dei fiumi (spesso per scopi edilizi) o cementificare i loro letti aumenta la pericolosità.

Per contrastare questo fenomeno, strumenti come UrbisMap forniscono elementi chiave per la prevenzione e la mitigazione del rischio, promuovendo una strategia basata sulla conoscenza e la mappatura.

La mappa nazionale del dissesto idrogeologico

La mappa nazionale del dissesto idrogeologico è uno strumento conoscitivo essenziale. Si tratta di una base cartografica ufficiale curata dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) che integra rilievi nazionali con studi più dettagliati delle Autorità di Bacino Distrettuali.

Cosa fornisce la mappa 

La mappa riporta le classi di pericolosità su tutto il territorio italiano in relazione a frane e alluvioni. Essa include anche gli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, imprese, beni culturali e immobili, oltre alle aree di attenzione (AA) che richiedono particolare tutela.

A cosa serve

Consultare la mappa nazionale del dissesto idrogeologico è cruciale prima di progettare qualsiasi opera o acquistare un immobile. Permette a tecnici e amministratori di pianificare gli interventi di mitigazione del rischio e di regolamentare l’uso del suolo con vincoli specifici. 

La carta idrogeologica d’Italia

Parallelamente, la conoscenza delle acque sotterranee è una necessità strategica.

In Italia circa l’85% delle risorse idriche destinate al consumo umano scorre nel sottosuolo.

La carta idrogeologica d’Italia è la rappresentazione cartografica ufficiale di queste risorse. Realizzata da ISPRA in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e altri enti di ricerca, la nuova versione aggiornata del 2025, è il risultato di un importante lavoro di omogeneizzazione e aggiornamento che supera la cartografia nazionale risalente ai primi anni ‘80. 

Quali informazioni restituisce

Consultando la carta idrogeologica d’Italia si ottiene un quadro completo del patrimonio idrico nascosto: 

– Complessi idrogeologici: i gruppi di rocce con permeabilità simile.

– Produttività degli acquiferi: la capacità dell’acquifero di fornire acqua in modo sostenibile.

– Piezometria: linee isopieze che indicano la quota della superficie della falda e la direzione del flusso sotterraneo.

– Sorgenti e punti d’acqua: localizzazione delle sorgenti principali.

– Circolazione idrica: i limiti dei bacini idrogeologici e le direttrici del flusso.

Importanza strategica

La carta idrogeologica d’Italia è fondamentale per supportare la lotta alla siccità, prevenire i rischi di inquinamento e guidare la pianificazione territoriale per garantire uno sviluppo sostenibile, evitando interferenze con le risorse idriche.

Perché  e come la consultazione di queste mappe aiuta a prevenire il dissesto idrogeologico

La prevenzione del dissesto idrogeologico si basa prima di tutto sulla conoscenza del territorio e sulla capacità di individuare con precisione le aree vulnerabili. 

La mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia rappresentano strumenti indispensabili per anticipare le criticità e pianificare interventi efficaci. 

La prima ci mostra dove il rischio di frane, alluvioni ed esondazioni è più elevato, grazie alla classificazione delle pericolosità. 

La seconda consente di interpretare il comportamento delle acque sotterranee, individuando falde, acquiferi produttivi, aree di ricarica e terreni a diversa permeabilità: informazioni determinanti per valutare la stabilità dei suoli e l’evoluzione dei fenomeni idrogeologici.

Consultare entrambe le mappe permette di prevenire il dissesto idrogeologico, in quanto consente di riconoscere i fattori di rischio prima che si manifestino: edificare in zone meno vulnerabili, progettare opere di mitigazione calibrate sul contesto geologico e idrico, migliorare la gestione delle acque superficiali e sotterranee, evitare scelte urbanistiche che potrebbero aggravare la pericolosità. 

Allo stesso tempo, anche cittadini e imprese possono trarne beneficio, verificando in autonomia la sicurezza del luogo in cui vivono o intendono investire. 

Come consultare la mappa del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia su UrbisMap: guida passo passo

Il Geoportale UrbisMap è progettato per rendere le informazioni territoriali accessibili a tutti, anche a chi non ha una formazione tecnica.

Ecco una guida passo passo per consultare i dati del dissesto idrogeologico e della carta idrogeologica:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Vai ora nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce desiderata:

  • “Mappa nazionale del dissesto idrogeologico – ISPRA” per la stabilità del suolo e i vincoli . Questa verrà visualizzata in sovrapposizione alla mappa di sfondo con colorazioni differenti che indicano le classi di pericolosità.
  • “Carta idrogeologica d’Italia” per le acque sotterranee. Su UrbisMap questa carta è suddivisa in 3 tavole: Complesso Idrogeologico, Area Urbanizzata e Produttività Acquifero.

3. Ricerca tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura delle informazioni.

4. Dalla tab dati, la seconda del menu principale, potrai ora consultare tutte le informazioni territoriali, comprese quelle idrogeologiche, relative al punto cliccato (ad esempio: P2/pericolosità da frana media).

I vantaggi di UrbisMap: integrazione e affidabilità

Scegliere UrbisMap per la consultazione di questi dati ufficiali offre notevoli vantaggi:

Piattaforma unica e integrata: il vero punto di forza di UrbisMap è l’integrazione. Il Geoportale permette di visualizzare contemporaneamente la Mappa del dissesto idrogeologico o la carta idrogeologica con altri strati informativi cruciali, come i piani regolatori comunali, i vincoli paesaggistici e ambientali, il catasto nazionale o la carta geologica d’Italia.

Dati ufficiali e aggiornati: tutte le informazioni provengono da fonti ufficiali (come l’ISPRA) e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo la massima affidabilità del dato.

Risparmio di tempo: si eliminano la necessità di scaricare file complessi o consultare portali separati.

Accessibilità: il Geoportale è intuitivo e accessibile a tutti, facilitando la presa di decisioni consapevoli da parte di cittadini, professionisti, imprese e Pubbliche Amministrazioni.

In sintesi, la mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la carta idrogeologica d’Italia sono strumenti fondamentali per affrontare le sfide della sicurezza territoriale e la prevenzione del dissesto idrogeologico. La loro consultazione, resa immediata e integrata da piattaforme come UrbisMap, permette a tutti gli utenti di prendere decisioni informate e di contribuire attivamente alla mitigazione del rischio.

Consulta subito la Mappa nazionale del dissesto idrogeologico e la Carta idrogeologica d’Italia sul Geoportale UrbisMap

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PRGC di Cogne: consultazione online disponibile su UrbisMap

Disponibile gratuitamente sul Geoportale UrbisMap il PRGC di Cogne, località alpina della Valle d’Aosta. 

Questo strumento, cruciale per la gestione e la trasformazione del territorio in un contesto ambientale e paesaggistico di altissimo valore, offre a cittadini, professionisti e tecnici la possibilità di consultare in modo semplice, rapido e trasparente la disciplina urbanistica vigente, le destinazioni d’uso e i vincoli territoriali di ogni area.

La Legge Regionale n.11 del 6 aprile 1998, che definisce la normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d’Aosta, stabilisce che il PRG (o PRGC) sia lo strumento generale di pianificazione che persegue uno sviluppo sostenibile, gestendo le risorse in modo misurato e compatibile con l’ambiente. 

Esso mira a tutelare il paesaggio e i beni culturali, a riservare le buone terre coltivabili all’agricoltura, a promuovere il recupero del patrimonio edilizio esistente, a qualificare le zone produttive e a favorire una distribuzione equilibrata della popolazione, evitando l’edificazione sparsa. 

Il Piano Regolatore Comunale Generale di Cogne, in particolare, definisce l’organizzazione dell’intero territorio comunale, stabilendo gli usi e le modalità per il suo corretto impiego nel rispetto della storia delle comunità.

L’evoluzione della Variante Generale del PRGC di Cogne

L’attuale impianto normativo si fonda sulla Variante Generale al Piano Regolatore Generale Comunale, la cui approvazione definitiva è avvenuta in due fasi: prima dalla Giunta Regionale con Deliberazione n.1206 del 9 settembre 2016, e poi in via definitiva dal Consiglio Comunale con Deliberazione n.51 del 30 novembre 2016.

Questo strumento viene costantemente aggiornato per recepire le esigenze territoriali e legislative. 

Le Norme Tecniche di Attuazione, per esempio, sono state aggiornate a giugno 2022, includendo diverse modifiche e varianti succedutesi nel tempo.

Tra gli aggiornamenti significativi ricordiamo la VNCV n.1 (approvata con DCC n.15 del 26/03/2018, la DGC n.54 del 12/07/2018, la VNS n.1 A approvata con DCC n.48 del 29/12/2018 e la VNS n. 1 B approvata con DCC n.13 del 22/03/2019.

Gli elaborati costitutivi del PRGC di Cogne

Il PRGC di Cogne si compone di un vasto insieme di elaborati tecnici. Questi si suddividono in:

– Cartografia motivazionale (M1-M5), che include l’assetto generale del territorio, l’analisi dei valori naturalistici, l’uso del suolo e delle strutture agricole, l’analisi del paesaggio e dei beni culturali e i vincoli paesaggistici.

– Cartografia prescrittiva (P1-P4), che dettaglia la tutela e valorizzazione del paesaggio (P1), la tutela naturalistica (P2), gli elementi e le attrezzature di rilevanza urbanistica (P3) e la zonizzazione, i servizi e la viabilità (P4).

– La Relazione unitamente al SERILO (Sistema di Rilevamento e Localizzazione delle OPERE).

– Le Norme Tecniche di Attuazione (NTA)

– PrgDati, contenente i dati del piano

La consultazione del PRG richiede una lettura attenta e combinata di diversi elementi. Per individuare le disposizioni applicabili a un intervento, è necessario considerare la specifica sottozona (Art. 44 a 60), le eventuali aree (Art. 61 e 62), il rispetto degli equilibri funzionali (Art. 11 a 16) e gli ambiti inedificabili ( Art. 66 a 71).

La relazione tecnica allegata ai progetti deve dimostrare la rispondenza a tutte queste disposizioni, pena l’irricevibilità. 

Gli obiettivi del PRGC di Cogne

Gli obiettivi del Piano Regolatore Generale Comunale di Cogne si concentrano sulla rigorosa tutela del territorio montano e sulla gestione dello sviluppo.

1. Sviluppo sostenibile e utilizzo corretto del territorio

L’obiettivo fondamentale del PRGC, in linea con la normativa regionale, è perseguire uno sviluppo sostenibile, gestendo le risorse in modo misurato e compatibile con l’ambiente. A tal fine, il piano definisce l’organizzazione dell’intero territorio comunale, stabilendo gli usi appropriati e le modalità per il suo corretto impiego a soddisfare le esigenze delle comunità e degli individui, nel rispetto della storia di quelle comunità. 

2. Tutela ambientale e conservazione del paesaggio

La difesa del paesaggio è uno dei cardini del PRGC di Cogne. Per raggiungere questo obiettivo il piano recepisce e traduce, alla scala comunale, le prescrizioni del Piano Territoriale Paesistico (PTP), che rappresenta la guida principale per la tutela dei valori paesaggistici della Valle d’Aosta.

Questo impegno si declina in diversi aspetti:

  • Conservazione delle unità di paesaggio: il PRGC tutela i sistemi di relazione visiva che caratterizzano Cogne.
  • Protezione del patrimonio naturalistico: vengono salvaguardati gli elementi di particolare pregio naturale (strutture geologiche, siti mineralogici, ghiacciai, cascate, ecc) riconoscendo il loro valore identitario e scientifico.
  • Valorizzazione dell’eredità storica e architettonica: anche gli edifici di interesse culturale situati al di fuori dei centri storici ricevono una tutela specifica. Per essi il PRGC promuove interventi che eliminino usi impropri, permettano una funzione più coerente e ne preservino il valore, riducendo al minimo le trasformazioni.

Il risultato è un approccio complessivo alla tutela che considera ambiente, storia e cultura come parti inseparabili dello stesso patrimonio. 

3. Garantire gli equilibri funzionali e la qualità dei servizi

Un altro obiettivo fondamentale del PRGC di Cogne riguarda la verifica degli equilibri funzionali, ovvero la capacità del territorio di sostenere le attività che ospita.

Questo principio viene applicato a due livelli:

– da un lato mediante la verifica della presenza di infrastrutture essenziali, come un adeguato sistema idrico, una rete fognaria efficiente e una corretta accessibilità;

– dall’altro, attraverso il monitoraggio dei servizi alla popolazione, che includono assistenza sanitaria, sicurezza, istruzione, cultura, ricreazione e parcheggi.

Il piano prevede che l’amministrazione comunale effettui un controllo periodico su tali servizi, così da individuare eventuali carenze e programmare gli interventi necessari.

L’obiettivo non si limita, dunque, solo a regolare il territorio, ma assicurare che gli abitanti dispongano di infrastrutture e servizi adeguati, in un’ottica di benessere e qualità della vita.

4. Riduzione dei rischi naturali e difesa del suolo

La posizione alpina di Cogne impone al PRGC un’attenzione particolare al tema della sicurezza.

Il piano individua e disciplina con precisione gli ambiti inedificabili, ovvero quelle aree soggette a rischi naturali come frane, fenomeni di trasporto di massa, alluvioni, zone umide, valanghe e slavine.

In queste zone gli interventi edilizi sono fortemente limitati o del tutto esclusi, salvo opere pubbliche finalizzate alla messa in sicurezza.

Lo scopo è quello di proteggere gli insediamenti esistenti e prevenire potenziali danni a persone e strutture, limitando nuove edificazioni in aree vulnerabili e promuovendo interventi strutturali che migliorino la sicurezza complessiva del territorio.

5. Regolazione equilibrata delle attività economiche

Il PRGC di cogne orienta anche lo sviluppo economico del territorio, riconoscendo il valore delle sue principali componenti: agricoltura di montagna, patrimonio edilizio esistente e turismo.

In quest’ottica il piano:

  • favorisce il recupero del patrimonio edilizio, limitando al minimo il consumo di nuovo suolo e promuovendo interventi di riqualificazione e manutenzione.
  • Riserva all’agricoltura le aree più fertili, preservando così una componente fondamentale del paesaggio e dell’economia tradizionale di Cogne.
  • Regola lo sviluppo turistico, legandolo a un apposito programma di sviluppo turistico (PST) che deve essere coerente con gli indirizzi del PTP e con le specificità della stazione di Cogne.

Come consultare il PRGC di Cogne sul Geoportale UrbisMap

Il PRGC di Cogne è uno strumento di pianificazione denso e complesso, necessario per bilanciare lo sviluppo turistico e agricolo con la conservazione di un ambiente montano fragile e prezioso, caratterizzato da forti vincoli paesaggistici e idrogeologici.

Il Geoportale UrbisMap mette a disposizione il PRGC di Cogne, offrendo un processo di consultazione semplice e intuitivo e garantendo l’accesso a dati aggiornati e coerenti con la normativa vigente.

La consultazione del piano è stata pensata per essere rapida, intuitiva e accessibile a tutti, compresi coloro che non possiedono competenze tecniche specifiche.

Vediamo insieme come accedere al PRGC di Cogne in poche e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Cerca il territorio di Cogne tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Dalla tab dati, la seconda del menu principale, consulta ora tutte le informazioni relative al Piano Regolatore Generale Comunale di Cogne.

UrbisMap, per una consultazione completa del PRCG di Cogne mette a disposizione degli utenti anche i seguenti documenti:

– Norme Tecniche di Attuazione (NTA) di Cogne

– Regolamento edilizio 

Entrambi i documenti sono scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

UrbisMap garantisce l’accesso a dati aggiornati provenienti da fonti ufficiali, promuovendo la trasparenza e semplificando la verifica di parametri edilizi, destinazioni d’uso e vincoli territoriali. 

Consultare il PRGC di Cogne sul Geoportale UrbisMap offre notevoli vantaggi: interfaccia intuitiva, accesso gratuito a dati urbanistici, possibilità di scaricare report dettagliati per supportare le pratiche edilizie e la garanzia di avere informazioni aggiornate e coerenti con la normativa vigente.

Link al piano: https://www.urbismap.com/cogne

Consulta subito il Piano Regolatore Generale Comunale di Cogne, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Zone sismiche Italia: classificazione e mappa aggiornata

L’Italia, per la sua complessa posizione geologica, è un territorio interamente sismico. 

Ciò significa che tutti i comuni italiani possono potenzialmente subire danni a causa di eventi sismici.

Per mitigare gli effetti dei terremoti e garantire la sicurezza delle costruzioni, è stato sviluppato uno strumento cruciale: la classificazione sismica.

Questa classificazione prevede la suddivisione del territorio italiano in zone sismiche, ovvero aree caratterizzate da un medesimo rischio sismico. 

Questo è fondamentale perché permette di applicare in ogni zona le norme costruttive antisismiche appropriate. 

La legislazione antisismica italiana, infatti, prescrive che gli edifici debbano sopportare i terremoti meno forti senza gravi danni e resistere senza crollare a quelli più forti, garantendo la salvaguardia delle vite umane.

Conoscere la classificazione sismica del proprio comune è indispensabile per la progettazione, per l’adeguamento sismico e per accedere ad agevolazioni fiscali come il Sismabonus, accessibile alle attività situate nelle zone 1, 2 e 3, ossia quelle con un rischio maggiore.

Comprendere il rischio sismico: pericolosità, vulnerabilità ed esposizione

Il rischio sismico complessivo è la misura dei danni attesi in un dato intervallo di tempo e viene determinato dalla combinazione di tre fattori chiave: pericolosità, vulnerabilità ed esposizione.

1. Pericolosità sismica: È un parametro che misura la sismicità del luogo ed è data dalla frequenza e dalla forza dei terremoti che interessano un territorio. L’Italia, ad eccezione della Sardegna, è tra le zone del vecchio continente più attive sismicamente, con una pericolosità sismica medio-alta in termini di frequenza e intensità dei fenomeni. Il parametro più utilizzato per definire la pericolosità sismica è la PGA (Peak ground acceleration), ovvero la misura della massima accelerazione del suolo indotta dal terremoto.

2. Vulnerabilità sismica: riguarda la propensione di una struttura a subire danni a fronte di un evento sismico. Più un edificio è vulnerabile, maggiori saranno le conseguenze di un terremoto. L’Italia presenta un patrimonio edilizio ad elevata vulnerabilità sismica, in gran parte a causa dell’età delle costruzioni, dato che circa il 60% è stato costruito prima del 1971.

3. Esposizione: si riferisce alla possibilità di subire danni socio-economici, come la perdita di vite umane o danni al patrimonio culturale. L’Italia ha un’esposizione altissima a causa dell’elevata densità abitativa e della presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale unico al mondo.

È proprio la combinazione di questi fattori (pericolosità medio-alta, vulnerabilità molto elevata ed esposizione altissima) a rendere la Penisola a elevato rischio sismico.

Breve storia dell’evoluzione della classificazione sismica in Italia

La concezione di classificazione sismica in Italia ha subito una vera e propria evoluzione dal 1900 fino alla mappa più recente.

I primi tentativi di zonazione avvennero all’inizio del secolo scorso, in seguito ai devastanti eventi sismici di Messina del 1908 e di Avezzano del 1915, che causarono ingenti perdite umane e materiali.

Inizialmente, le zone sismiche venivano classificate in un processo definito “post-catastrofe”, ovvero soltanto dopo essere state colpite da eventi distruttivi. Ai comuni soggetti a eventi sismici veniva assegnata la patente di comune sismicamente vulnerabile.

Successivamente, fu introdotto il concetto di categoria sismica, inizialmente divisa in I e II, legata alle prescrizioni progettuali. 

Fino a pochi decenni fa, tuttavia, ampie zone del territorio non erano classificate come sismiche. Fino al 1981, solo circa il 45% della superficie nazionale (2.965 comuni su 8.102) era mappata, suddivisa in tre categorie sismiche e pericolosità decrescente. 

La vera rivoluzione avvenne con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del 20 marzo 2003 (emanata in seguito al terremoto del Molise del 2002). Con questo provvedimento, tutto il territorio nazionale è risultato mappato sismicamente e furono introdotte quattro categorie principali (Zona 1, 2, 3 e 4) a pericolosità decrescente.

Il ruolo amministrativo attuale dalla zonizzazione

Nonostante l’introduzione delle quattro zone, le norme tecniche per le costruzioni (NTC) del 2008 ( e il successivo D.M. del 17 gennaio 2018) hanno ridefinito il ruolo della classificazione sismica e le zone sismiche hanno perso il loro significato fisico diretto e hanno assunto una valenza prettamente amministrativa.

Attualmente, la classificazione serve principalmente a definire procedure burocratiche come il deposito/autorizzazione e a determinare la percentuale di pratiche da sorteggiare per i controlli.

Le quattro zone sismiche italiane e i parametri tecnici

La classificazione introdotta nel 2003 e recepita dalle regioni suddivide il territorio in quattro zone, definite in base all’accelerazione di picco su suolo rigido, con una probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni.

Zona 1 = sismicità alta, è la zona  più pericolosa (alta probabilità di forti terremoti).

Regioni e aree principali:

  • Friuli Venezia Giulia
  • Veneto
  • Abruzzo
  • Umbria
  • Molise
  • Campania
  • Sicilia
  • Calabria

Zona 2 = sismicità medio-alta, possibilità di terremoti abbastanza forti.

Regioni e aree principali:

  • Emilia Romagna
  • Lazio
  • Marche
  • Puglia
  • Basilicata

Zona 3 = rischio sismico medio-basso, possibili scuotimenti modesti, forti terremoti meno probabili.

Regioni e aree principali: 

  • Lombardia
  • Toscana
  • Liguria
  • Piemonte

Zona 4 = rischio sismico basso, è la zona meno pericolosa (probabilità di danni sismici molto bassa).

Regioni e aree principali:

  • Sardegna (quasi interamente)
  • Trentino Alto Adige
  • Valle d’Aosta

È cruciale ricordare che non esistono zone a rischio zero. Pertanto, anche le aree classificate in zona 4 non sono totalmente immuni ai sismi.

Le aree maggiormente a rischio sono generalmente quelle che si estendono lungo l’Appennino centro-meridionale, la Calabria, l’Abruzzo e alcune parti della Sicilia e del Friuli Venezia Giulia.

Al contrario, la pericolosità è molto più bassa in regioni come la Sardegna e in buona parte della Puglia, del Piemonte e del Trentino Alto Adige.

L’importanza della mappa della classificazione sismica italiana

La mappa della classificazione sismica è uno strumento di rilevanza fondamentale per diverse ragioni: 

– Sicurezza delle strutture: permette di progettare edifici e infrastrutture in modo che possano resistere agli eventi sismici previsti per la zona specifica.

– Pianificazione urbanistica: è indispensabile per Comuni e Pubbliche Amministrazioni per pianificare lo sviluppo urbano e la gestione del territorio in modo sicuro.

– Prevenzione e protezione civile: la conoscenza del rischio è la base per le attività di prevenzione e la gestione delle emergenze, mirate a minimizzare i danni.

– Consapevolezza del rischio: consente a cittadini e imprese di essere informati sul rischio a cui sono esposti e di prendere decisioni consapevoli riguardo eventuali interventi di adeguamento o miglioramento sismico.

Come consultare la mappa della classificazione sismica su UrbisMap: guida passo passo

Per i professionisti del settore edilizio e urbanistico, ma anche per tutti i cittadini che desiderano informarsi sul livello di rischio della propria abitazione o di un’area specifica, la consultazione della mappa delle zone sismiche è un passaggio essenziale.

Il Geoportale UrbisMap offre la possibilità di consultare la mappa della classificazione sismica di tutto il territorio italiano in modo semplice, gratuito e intuitivo, anche per chi non ha familiarità con i portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali.

Vediamo insieme come consultare la mappa della classificazione sismica su UrbisMap in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “ Classificazione sismica” per visualizzare la mappa della classificazione sismica in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura delle informazioni

4. Tramite la tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni sul punto cliccato, tra cui:

  • la zona in cui è classificato il punto (zona 1, 2, 3 o 4)
  • il livello di pericolosità associato
  • la mappa della classificazione sismica completa, scaricabile in formato pdf
  • i riferimenti normativi pertinenti, anch’essi  scaricabili in formato pdf

Perché scegliere UrbisMap per consultare la mappa delle zone sismiche

In un panorama ricco di fonti informative e portali tecnici, UrbisMap si distingue come uno degli strumenti più completi, intuitivi e aggiornati a disposizione di professionisti, cittadini e Pubbliche Amministrazioni.

Ma perché scegliere proprio UrbisMap per la consultazione delle zone sismiche?

1. Dati ufficiali e costantemente aggiornati

UrbisMap integra fonti istituzionali, regionali e nazionali, garantendo che le informazioni visualizzate siano sempre allineate alle più recenti normative e agli aggiornamenti della Protezione Civile.

La mappa viene monitorata e aggiornata periodicamente, offrendo un quadro affidabile del livello di pericolosità di ogni comune italiano. 

2. Interfaccia semplice, veloce e adatta a tutti

A differenza di altri geoportali, pensati esclusivamente per tecnici specializzati, UrbisMap offre un’interfaccia intuitiva, che consente sia a un tecnico sia a un privato cittadino di accedere ai dati desiderati con semplicità.

La navigazione tramite layers, la ricerca immediata dell’indirizzo e la visualizzazione ordinata dei dati rendono il processo rapido, semplice ed efficiente.

3. Integrazione con altri livelli informativi

Uno dei principali vantaggi di UrbisMap è la possibilità di combinare la classificazione sismica con altri strati informativi territoriali, come:

  • vincoli paesaggistici
  • piani regolatori e strumenti urbanistici
  • aree a rischio idrogeologico
  • mappe catastali
  • piani di protezione civile

Questa pluralità di informazioni in un’unica piattaforma permette analisi complete, precise e decisioni più consapevoli.

In sintesi, la mappa della classificazione sismica in Italia è uno strumento essenziale per la sicurezza e la pianificazione territoriale. Grazie a Geoportali come UrbisMap, la consultazione di questa mappa è resa semplice, veloce e accessibile a tutti, fornendo informazioni aggiornate e dettagliate a tutti .

Consulta subito la Mappa della Classificazione Sismica sul Geoportale!

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Mappa Zone OMI: come e dove consultarla online

Se stai cercando informazioni sul mercato immobiliare italiano, probabilmente avrai già sentito parlare delle zone OMI. 

Ma cosa sono esattamente e come si può accedere alla loro mappa in modo semplice e intuitivo?

In questo articolo vedremo insieme tutto quello che c’è da sapere sulle zone OMI e come consultare, passo dopo passo,  la loro mappa online tramite il Geoportale UrbisMap.

Cosa sono le zone OMI

Le zone OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) sono delle suddivisioni territoriali definite dall’Agenzia delle Entrate per ogni comune italiano.

L’obiettivo principale di questa classificazione è fornire un riferimento affidabile per i valori di mercato degli immobili in vendita o in affitto.

Ciascuna zona OMI raggruppa aree con caratteristiche urbanistiche e immobiliari simili, come ad esempio:

  • centri storici
  • zone residenziali semicentrali
  • periferie o aree industriali

Le zone OMI vengono identificate da codici e nomi specifici (ad esempio A1, B2, C3, ecc) e sono fondamentali per stimare valori immobiliari realistici, determinare rendite catastali o calcolare quotazioni di mercato.

A cosa servono le zone OMI? 

Le zone OMI sono state introdotte dall’Agenzia delle Entrate con l’obiettivo di creare un sistema unico e coerente per descrivere il mercato immobiliare italiano. 

Prima della loro introduzione i valori immobiliare venivano stimati utilizzando rilevazioni frammentarie, basate su  considerazioni locali ed empiriche, spesso discordanti fra di loro.

Attraverso le zone OMI si è quindi voluto definire un quadro di riferimento nazionale, utile a garantire una maggiore trasparenza, uniformità e confrontabilità tra territori diversi. 

Le zone OMI vengono aggiornate periodicamente al fine di riflettere l’evoluzione del territorio, dei centri urbani e del settore immobiliare stesso, così da offrire un riferimento costante e affidabile nel tempo.

Come vengono definite le zone OMI

L’Agenzia delle Entrate individua e aggiorna i confini delle zone OMI basandosi su criteri tecnici precisi, che permettono di raggruppare aree simili dal punto di vista immobiliare. 

I parametri principali che vengono presi in considerazione includono:

  • la densità urbana dell’area
  • la tipologia del tessuto edilizio 
  • l’epoca di costruzione prevalente degli edifici
  • la presenza di servizi e infrastrutture
  • il livello di accessibilità
  • la qualità urbanistica complessiva

Lo scopo è quello di evitare confronti impropri tra immobili che, anche trovandosi nello stesso comune, insistono su contesti urbani completamente differenti tra loro.

Zone OMI e quotazioni OMI: che differenza c’è?

Spesso si sente parlare anche di quotazioni OMI, ma non bisogna confonderle con le zone. 

La distinzione è semplice:

Zona OMI: definisce l’area geografica con caratteristiche immobiliari simili.

Quotazioni OMI: indicano i valori medi di mercato (€/metro quadro) per ciascuna zona, distinti per tipologia di immobile (uffici, abitazioni, negozi, capannoni, ecc).

In altre parole, le zone OMI rispondono alla domanda “dove si trova l’immobile?”,  mentre le quotazioni OMI rispondono alla domanda “quanto vale l’immobile?”.

Come leggere i codici delle zone OMI

Ogni zona OMI è identificata da un codice alfanumerico che consente di distinguerla da tutte le altre presenti nello stesso comune.

In genere le lettere identificano la tipologia generale della zona, mentre il numero rappresenta la suddivisione interna.

Sebbene la classificazione vari leggermente da comune a comune, nella maggior parte dei casi le lettere seguono una logica: 

A = zone centrali/centri storici

B = zone semicentrali

C = zone periferiche

D = aree industriali o artigianali 

E = aree rurali o agricole

R = aree a prevalente destinazione residenziale 

Questa codifica consente, non solo di identificare l’area sulla mappa, ma anche di comprenderne immediatamente il profilo urbanistico e immobiliare.

Ogni zona può inoltre essere suddivisa in sottozone numerate (A1, B2, C3) oppure raggruppata in classificazioni particolari in base alle specificità del territorio.

Mappa delle zone OMI: dove e come consultarla

Avere a disposizione la mappa delle zone OMI è utile e importante per diverse casistiche:

Valutazioni immobiliari: proprietari e agenzie possono stimare il valore degli immobili in modo più preciso.

Analisi di mercato: investitori e professionisti possono confrontare zone diverse per identificare opportunità di compravendita o locazione.

Pratiche catastali e fiscali: le zone OMI sono spesso richieste per calcolare rendite catastali oppure per la compilazione di documenti ufficiali.

Pianificazione urbanistica: Comuni e professionisti dell’edilizia utilizzano le zone OMI per comprendere la distribuzione dei valori immobiliari sul territorio.

UrbisMap mette a disposizione e semplifica la consultazione della mappa delle zone OMI. 

Sul Geoportale visualizzare le zone OMI diventa immediato, anche per chi non ha esperienza con strumenti GIS.

Ecco come accedere alla mappa in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Zone OMI” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo.

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura della mappa.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni territoriali relative al punto cliccato, inclusi gli attributi associati alla zona interessata, che servono a identificare in maniera univoca una zona OMI:

– Codice identificativo della zona OMI

– Comune di riferimento

– Tipologia della zona secondo la classificazione OMI

Cliccando invece sul codice identificativo della zona OMI ricercata, la mappa evidenzia in azzurro il perimetro dell’area interessata, consentendo agli utenti di individuare esattamente dove inizia e finisce quella determinata zona OMI. 

I vantaggi di utilizzare UrbisMap per consultare la mappa delle zone OMI

Il Geoportale UrbisMap offre:

– Interfaccia intuitiva e immediata, con un’esperienza di navigazione semplice e immediata. In pochi clic puoi accedere a mappe dettagliate e consultare dati aggiornati, senza bisogno di conoscenze tecniche avanzate

Accesso gratuito alle informazioni territoriali, permettendo a chiunque di consultare la mappa delle zone OMI 

Informazioni complete, ufficiali e approfondite: oltre alla visualizzazione delle zone OMI UrbisMap consente di consultare anche altre mappe tematiche, come il catasto, offrendo un quadro completo e aggiornato del territorio.

Strumento versatile e professionale: il webgis è pensato per soddisfare le esigenze di diversi utenti: dalle agenzie immobiliari e i professionisti del settore, agli studenti e ai cittadini interessati, fornendo strumenti precisi e affidabili per analisi e ricerche territoriali.

In sintesi, la mappa delle zone OMI è uno strumento fondamentale per chiunque voglia orientarsi nel mercato immobiliare italiano. 

Grazie a piattaforme come UrbisMap, consultarla è diventato semplice, veloce e facilmente accessibile anche a chi non è esperto di GIS.

UrbisMap, inoltre, permette di integrare queste informazioni con altre mappe tematiche, creando un quadro completo del territorio italiano, utile sia per i professionisti del settore sia per i cittadini che hanno bisogno di accedere a queste informazioni.

Consulta subito la mappa delle Zone OMI sul Geoportale UrbisMap!

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PRG di Napoli disponibile sul Geoportale UrbisMap

Disponibile gratuitamente sul Geoportale UrbisMap il Piano Regolatore Generale di Napoli, strumento urbanistico che regola l’uso e la trasformazione del vasto e complesso territorio comunale partenopeo. 

L’obiettivo di questa pubblicazione è quello di offrire a cittadini, tecnici e professionisti del settore l’opportunità di consultare con semplicità, rapidità e trasparenza le normative vigenti, conoscere la destinazione urbanistica di ogni singola area e accedere ai documenti fondamentali del piano. 

L’evoluzione storica e la Variante Generale al PRG di Napoli

L’attuale impianto normativo di riferimento per la città di Napoli si fonda sulla Variante Generale del PRG, un documento di pianificazione approvato definitivamente con il Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania n.232 dell’11 giugno 2004.

Questa variante ha sostituito le precedenti disposizioni del PRG approvato con D.M. n.1829 del 31 marzo 1972, introducendo una disciplina innovativa e complessa, che ha ripreso anche il territorio precedentemente assoggettato alla disciplina della Variante di Salvaguardia approvata nel 1998, con l’obiettivo di ricondurre la tutela del patrimonio di aree verdi in un quadro urbanistico unitario.

La Variante Generale del PRG di Napoli ha interessato, nello specifico, le aree del Centro Storico, la Zona Orientale e la Zona Nord-Occidentale.

Gli elaborati finali del PRG sono stati adeguati alle modifiche introdotte in sede di approvazione definitiva con la Deliberazione del Consiglio comunale n.55 del 24 giungo 2005.

Le finalità e gli ambiti strategici del PRG di Napoli

Gli obiettivi principali che la Variante al PRG si propone, fissati nelle Norme Tecniche di Attuazione (NTA, Articolo 1), riflettono una visione olistica per il recupero e lo sviluppo della città:

– Tutela e restauro: la protezione e il ripristino dell’integrità fisica e dell’identità culturale del territorio, attraverso il restauro del centro storico e la valorizzazione del sistema delle aree verdi.

– Riconversione aree dismesse: la riqualificazione e la riconversione delle aree industriali dismesse in nuovi insediamenti integrati, caratterizzati dalla formazione di grandi parchi urbani.

– Riqualificazione delle periferie: la riqualificazione degli agglomerati urbani di recente formazione e delle periferie, con l’immissione di funzioni pregiate e il miglioramento della dotazione di spazi pubblici a verde e servizi.

– Mobilità e infrastrutture: la riforma del sistema di mobilità cittadina e metropolitana, riorganizzato attorno a una moderna rete su ferro (come previsto dal piano comunale dei trasporti), recuperando linee esistenti e integrando nuove infrastrutture e nodi di interscambio.

Il Piano Regolatore Generale di Napoli suddivide il territorio in zone omogenee e sottozone, che fanno riferimento alla classificazione prevista dal D.M. b.1444 del 2 aprile 1968.

  • Zona A: insediamenti di interesse storico (con sottozone come Aa, Ab – siti archeologici, Ac – porto storico).
  • Zona B: agglomerati urbani di recente formazione (sottozone Ba – edilizia d’impianto, Bb – espansione recente).
  • Zona D: insediamenti per la produzione di beni e servizi (sottozone Da, Db).
  • Zona F: parchi territoriali, attrezzature e impianti a scala urbana e territoriale (es. Sottozona Fg – aeroporto esistente).

Dove e come consultare il PRG di Napoli: Geoportale UrbisMap 

La consultazione del Piano Regolatore Generale di Napoli su UrbisMap è stata pensata per essere rapida, intuitiva e accessibile a tutti, compresi coloro che non possiedono competenze tecniche specifiche.

Per accedere al Piano è sufficiente registrarsi gratuitamente al Geoportale e seguire questi pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi al Geoportale

2. Cerca il territorio di Napoli tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del Piano.

3. Dalla tab dati, la seconda del menu principale, consulta ora tutte le informazioni relative al Piano Regolatore Generale di Napoli.

UrbisMap garantisce l’accesso a dati aggiornati provenienti da fonti ufficiali, promuovendo la trasparenza e semplificando la verifica di parametri edilizi, destinazioni d’uso e vincoli territoriali. 

Perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Consultare il PRG di Napoli sul Geoportale UrbisMap offre notevoli vantaggi: interfaccia intuitiva, accesso gratuito a dati urbanistici, possibilità di scaricare report dettagliati per supportare le pratiche edilizie e la garanzia di avere informazioni aggiornate e coerenti con la normativa vigente.

I futuri sviluppi: verso la revisione organica e il PUC

Nonostante la variante del 2004 abbia introdotto obiettivi ambiziosi, l’efficacia della sua attuazione nel tempo è risultata limitata.

L’amministrazione comunale di Napoli ha recentemente riconosciuto questa limitazione, ponendo le basi per una revisione organica e pragmatica delle regole urbanistiche. 

Nell’agosto 2025 la Giunta ha dato il via libera a un documento strategico di Variante al Piano Regolatore Generale.

Questa nuova iniziativa mira a:

– Riformare l’attuazione: riformare profondamente le modalità di attuazione della pianificazione urbanistica al fine di sbloccare processi di trasformazione attesi da decenni.

– Sostenere l’operatività: sostenere l’operatività delle trasformazioni urbane, rivedendo la disciplina delle destinazioni d’uso.

– Ridistribuire le quote residenziali: ricollocare le quote di edilizia residenziale in aree esterne ai vincoli, superando i perimetri delle aree di rischio (come la zona rossa del Vesuvio e il decreto Campi Flegrei).

Questo documento strategico rappresenta una tappa intermedia necessaria. L’obiettivo finale dell’amministrazione è il futuro Piano Urbanistico Comunale (PUC), il quale rappresenterà il passaggio decisivo verso una nuova stagione della pianificazione urbana, conferendo maggiore efficacia e visione allo sviluppo della città.

In sintesi: il PRG di Napoli è un documento storico che racconta oltre 50 anni di trasformazioni urbane, sociali e ambientali. Oggi, grazie alla possibilità di consultarlo online su UrbisMap, diventa facilmente accessibile a tutti.

In parallelo, la città si prepara ad un’importante fase di revisione e rigenerazione, che porterà nei prossimi anni, alla definizione di un nuovo strumento urbanistico più sostenibile e coerente con le sfide contemporanee. 

Tutti gli aggiornamenti e il nuovo piano saranno tempestivamente pubblicati su UrbisMap, consentendo di avere sempre a disposizione una visione aggiornata e integrata del territorio.

Link al piano: https://www.urbismap.com/napoli

Consulta subito il Piano Regolatore Generale di Napoli, ti aspettiamo sul Geoportale!

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PAI Frana Sardegna: adozione preliminare della variante online

L’Autorità di Bacino Regionale della Sardegna ha compiuto un passo fondamentale nella pianificazione territoriale e nella difesa del suolo con l’adozione preliminare della variante al Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) frana

Questa variante, deliberata dal Comitato Istituzionale il 28 ottobre 2024 (Deliberazione n.14), deriva da un importante studio di dettaglio e approfondimento del quadro conoscitivo relativo alla pericolosità e al rischio da frana.

Un aggiornamento necessario: obiettivi e ambiti geografici

Il Piano di Assetto Idrogeologico approvato originariamente con decreto del Presidente della Regione Sardegna n.67 del 10 luglio 2006, è lo strumento di pianificazione di settore finalizzato alla difesa del suolo. 

L’aggiornamento era necessario per conseguire una migliore e aggiornata conoscenza delle problematiche di dissesto legate alle criticità franose, in particolare in alcune aree non ancora sufficientemente studiate nella pianificazione regionale attuale. 

L’adozione preliminare riguarda una vasta porzione del territorio sardo, interessando ben 304 Comuni ricadenti nelle province di Sassari, Oristano, Nuoro, Sud Sardegna e nella Città Metropolitana di Cagliari.

I sub bacini oggetto della variante sono:

  • Sulcis
  • Tirso
  • Liscia
  • Posada – Cedrino
  • Sud Orientale
  • Flumendosa – Campidano – Cixerri

L’obiettivo principale è quello di armonizzare i risultati degli studi comunali di approfondimento già approvati o in fase di approvazione, al fine di fornire un quadro completo delle potenziali criticità geomorfologiche nelle aree indagate.

Le novità metodologiche: colate detritiche e sinkhole

La variante al PAI Frana Sardegna non si limita all’integrazione di dati esistenti, ma introduce significative innovazioni metodologiche per affrontare fenomeni di dissesto, in precedenza non pienamente considerati nelle Linee Guida PAI vigenti del 2000. 

Lo studio ha integrato e aggiornato le linee guida per due tipologie specifiche di dissesti che hanno interessato recentemente il territorio sardo, come a  Bitti e a Villagrande Strisaili:

1. Colate detritiche (Hcd e Hcd4): sono stati introdotti criteri specifici per la perimetrazione e l’assegnazione delle classi di pericolosità per le aree soggette a fenomeni di tipo “colate detritiche”. Tali aree, classificate come Hcd (pericolosità media) o Hcd4 (pericolosità molto elevata), sono state individuate laddove si sono verificati eventi documentati in passato o dove sussistono condizioni di elevata pendenza e altri fattori di innesco, specialmente se interferiscono con centri edificati o infrastrutture principali.

2. Sinkhole (sprofondamenti): sono stati aggiornati i criteri per la perimetrazione delle aree soggette a fenomeni di tipo “sinkhole”, sia quelli derivanti da aree estrattive e minerarie dismesse (come nel caso dell’Iglesiente), sia quelli dovuti a processi naturali o cavità artificiali abbandonate (come le domus de janas o i rifugi antiaerei). 

Le classi di pericolosità introdotte sono Hgsh (media) per aree potenzialmente soggette, e Hgsh4 (molto elevata) per aree dove si sono già manifestati eventi documentati. 

Il nuovo modello di calcolo dell’instabilità potenziale

Un altro elemento di grande rilievo tecnico è la revisione della metodologia per la definizione della carta dell’instabilità potenziale dei versanti.

La metodologia tradizionale, basata sulle vecchie Linee Guida PAI, tendeva a sopravvalutare la componente geolitologica, generando risultati che a volte non trovano riscontro sul campo, individuando, per esempio, instabilità potenziale anche sulle spiagge.

Per superare queste criticità e ottenere risultati più realistici, il nuovo modello di calcolo vincola maggiormente l’attribuzione dei pesi litologici al fattore pendenza.

Sono stati introdotti correttivi che legano litologia e uso del suolo alla pendenza, riconoscendo che, al di sotto del 20% di pendenza (circa 11°) si può postulare l’assenza delle condizioni fisiche per lo sviluppo di dissesti di natura gravitativa, indipendentemente dal substrato e dall’uso del suolo.

Questo approccio ridefinisce il metodo PAI, indirizzando verso un’unica variabile indipendente (la pendenza) e due variabili dipendenti (l’uso del suolo e il comportamento litotecnico).

Adozione variante PAI Frana Sardegna disponibile su UrbisMap

In un processo così complesso e vasto, che interessa 304 Comuni e introduce nuove classi di pericolosità, la consultazione rapida e georeferenziata dei dati è fondamentale.

UrbisMap, Geoportale nazionale in cloud, si conferma un alleato strategico per Pubblica Amministrazione e per professionisti del settore, garantendo la massima trasparenza e accessibilità ai dati territoriali e normativi.

UrbisMap è un sistema informativo territoriale che supporta la semplificazione professionale e pubblica regolarmente aggiornamenti cartografici cruciali, come quelli sul PAI Sardegna.

Questa implementazione permette a tecnici e cittadini di: 

– Visualizzare con precisione le nuove perimetrazioni di pericolosità geomorfologica (Hg0, Hg1, Hg2, Hg3, Hg4) e le classi specifiche per colate detritiche (Hcd, Hcd4) e sinkhole (Hgsh, Hgsh4) sovrapposte alle aree di rischio.

– Verificare immediatamente l’applicazione delle misure di salvaguardia a un determinato immobile o lotto di un terreno, informazione importantissima, soprattutto in fase di progettazione e istruttoria.

– Consultare i dati in un contesto integrato: UrbisMap, infatti, fornisce dati catastali, normativi e altri vincoli territoriali tutti all’interno della stessa piattaforma.

Come consultare la mappa PAI Frana Sardegna – Adozione preliminare variante su UrbisMap

La consultazione della mappa PAI Frana Sardegna, con gli aggiornamenti della variante adottata, su UrbisMap è veloce, semplice e intuitiva.

Segui questi pochi, semplici, passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “PAI Frana Sardegna – Adozione Preliminare Variante” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo. 

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni territoriali relative al punto cliccato.

Ma perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?

Il vero punto di forza di UrbisMap non è solo fornire l’accesso al singolo dato, ma la sua capacità di integrare questa informazione con tutti gli altri strati informativi territoriali e urbanistici su scala nazionale.

Questa visione d’insieme permette di ottenere una comprensione profonda e contestualizzata del territorio. fondamentale per prendere decisioni consapevoli e informate.

Inoltre, tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo la massima affidabilità del dato.

Consulta la mappa PAI Frana Sardegna – Adozione Variante Preliminare sul Geoportale!

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Valutazione del paesaggio e vincolo ambientale: come integrare estetica, natura e tutela nei progetti

Il paesaggio, inteso come culturale e ambientale, rappresenta un elemento insostituibile, pubblico, inalienabile e non riproducibile. 

Tuttavia, l’attività umana, produttiva ed economica, ne condiziona costantemente i processi fisiologici ed evolutivi. 

La sfida contemporanea nella pianificazione territoriale e nei progetti di rigenerazione urbana risiede nella complessa capacità di bilanciare le esigenze estetiche, la funzionalità ecologica e gli obiettivi di tutela imposti dal vincolo ambientale.

Il fine primario oggi non è solo evitare il danno, ma quantificare l’impatto e, soprattutto, fornire un quadro metodologico in grado di confrontare alternative progettuali al fine di scegliere quella con il minor impatto sul territorio. 

In questo scenario di crescente complessità normativa e progettuale, strumenti come il Geoportale UrbisMap si configurano come una soluzione centrale e indispensabile per garantire la conformità normativa fin dalle fasi iniziali del progetto.

Vincolo ambientale e complessità normativa

La normativa italiana ha progressivamente evoluto la concezione del paesaggio: dalla Legge 1497/39, che lo associava alla sola bellezza naturale, si è passati alla legge Galasso (L.431/1985), che lo ha identificato come bene culturale antropologicamente esteso.

Il quadro di riferimento attuale è il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004), attribuisce al piano paesaggistico una potenziale prevalenza e costrittività sugli altri strumenti urbanistici.

La protezione si attua attraverso diverse modalità, tra cui la tutela passiva (imposizione di vincoli) e la tutela mediata (attraverso strumenti di pianificazione come PRG e PTC).

Il vincolo paesaggistico è lo strumento legislativo volto a mitigare l’inserimento di opere edilizie o infrastrutturali in aree di pregio, imponendo il rispetto di indicazioni e parametri precisi.

Il Codice individua diverse aree tutelate e le suddivide in:

Aree di notevole interesse pubblico (Art.136), come parchi, giardini e complessi immobiliari di valore estetico.

Aree tutelate per legge (Art,142), tra cui i territori costieri (fascia di 300 metri dalla linea di battigia), fiumi e torrenti (fascia di 150 metri dalle sponde), boschi, foreste, parchi e riserve.

Qualsiasi intervento che modifichi lo stato dei luoghi o l’aspetto esteriore in un’area vincolata rende obbligatoria l’autorizzazione paesaggistica e per ottenerla è indispensabile presentare la relazione paesaggistica, un documento che attesta la compatibilità dell’intervento con la tutela del paesaggio.

La relazione deve accertare la compatibilità con i valori paesaggistici, la congruità con i criteri di gestione e la coerenza con gli obiettivi di qualità paesaggistica stabiliti dal piano regionale paesistico. Inoltre, deve descrivere gli effetti conseguenti all’opera (diretti, indotti, reversibili e irreversibili) e indicare le misure di mitigazione e compensazione previste.

In questo contesto, per i professionisti la sfida è doppia:

1. Rispondere alle esigenze funzionali del committente o della comunità

2. Rispettare e valorizzare l’identità del luogo in cui si interviene.

Questa visione richiede un approccio integrato, in cui la valutazione paesaggistica non rappresenta un ostacolo, ma uno strumento di qualità progettuale.

Vincoli paesaggistici e strumenti di analisi: UrbisMap

Il primo passo è la ricognizione dei vincoli che insistono sull’area di intervento: vincolo paesaggistico, idrogeologico, archeologico, ambientale, sismico ecc.

La tradizionale ricerca su diversi portali istituzionali può risultare complessa e richiedere diverse ore. 

UrbisMap si pone come soluzione centrale per superare questa complessità, trasformando un potenziale blocco amministrativo in una base conoscitiva solida e affidabile per la progettazione.

Il ruolo centrale di UrbisMap come primo passo progettuale:

UrbisMap è uno strumento avanzato che consente di analizzare in modo immediato la stratificazione dei vincoli e le caratteristiche del territorio.

Il Geoportale consente:

1. Ricognizione immediata dei vincoli: UrbisMap permette di visualizzare i vincoli di tutto il territorio nazionale, offrendo un’analisi immediata della situazione.

Questo è fondamentale per garantire la conformità normativa fin dalle fasi iniziali del progetto.

2. Accesso alla normativa: il Geoportale consente di consultare rapidamente la normativa associata a ciascun vincolo. 

3. Analisi contestuale avanzata: i professionisti hanno la possibilità di analizzare ortofoto storiche in alta risoluzione per comprendere l’evoluzione del paesaggio e del tessuto urbano, costruendo una visione d’insieme del contesto territoriale prima di iniziare la progettazione.

4. Supporto documentale: UrbisMap facilita l’iter autorizzativo permettendo di esportare report di destinazione urbanistica, con tutte le informazioni territoriali e la normativa relativa all’area interessata, e estratti di mappa georeferenziati. 

Questo genera documentazione coerente e verificabile dagli Enti preposti, riducendo il rischio di errori e velocizzando l’approvazione.

L’utilizzo di UrbisMap come strumento di analisi preliminare e di supporto alla documentazione è quindi indispensabile per trasformare la tutela del paesaggio da ostacolo burocratico in uno strumento per la qualità progettuale. 

Dalla tutela alla valorizzazione: integrazione tra estetica, natura e funzionalità

La valutazione del paesaggio non è unicamente una stima di impatto, ma un processo che mira a integrare estetica ed ecologia. 

Un progetto integrato opera su tre livelli principali:

1. Livello percettivo-visivo: come l’intervento di inserisce nel contesto (prospettive, materiali).

2. Livello ecologico-ambientale: l’impatto su vegetazione, suolo, idrologia e ecosistemi locali. 

3. Livello storico-culturale: come l’intervento dialoga con la memoria dei luoghi, le preesistenze e i segni del territorio.

L’obiettivo è quello di creare progetti compatibili e coerenti con il paesaggio, non solo in termini di rispetto normativo, ma anche di valore aggiunto per la collettività.

UrbisMap come supporto alla progettazione

La complessità dei dati territoriali rende indispensabile l’utilizzo di strumenti come UrbisMap, che integra dati cartografici e catastali provenienti da fonti ufficiali e permette di visualizzarli in un unico ambiente di lavoro, accessibile da qualsiasi dispositivo. 

Per esempio, in fase di studio preliminare di fattibilità. un professionista tramite UrbisMap può:

  • Consultare i vincoli paesaggistici del PTPR regionale
  • Analizzare i vincoli idrogeologici per valutare le interferenze ambientali
  • Verificare la prossimità a beni culturali o zone di tutela integrale
  • Verificare le informazioni catastali e le destinazioni d’uso.

Inoltre, la presenza delle ortofoto nel Geoportale, permette di leggere e studiare l’evoluzione del paesaggio nel tempo, risorsa molto preziosa per relazioni paesaggistiche o studi di compatibilità. 

Confrontare ortofoto storiche con immagini attuali, per esempio, può evidenziare trasformazioni nel terreno, spostamenti di corsi d’acqua o mutamenti nella vegetazione. 

Oggi, il valore aggiunto di un professionista, non è solo la competenza normativa, ma la capacità di trasformare i vincoli in opportunità.

Un vincolo paesaggistico può infatti diventare un elemento distintivo del progetto, un vero e proprio punto di forza comunicativo e culturale.

La piena integrazione tra tutela, estetica e natura nei progetti richiede un approccio che combina la conoscenza tecnica, facilitata da strumenti come UrbisMap, con la sensibilità ecologica e la consapevolezza sociale.

In sintesi, la valutazione paesaggistica è una fase che sta alla base del progetto. Per i professionisti, l’uso di piattaforme come UrbisMap è fondamentale per decifrare rapidamente la complessità dei vincoli e assicurare la conformità, liberando tempo e risorse per concentrarsi sull’obiettivo più “alto”: costruire interventi che, integrando natura ed estetica, contribuiscono attivamente alla valorizzazione del paesaggio. 

Scopri di più sui servizi esclusivi di UrbisMap dedicati ai professionisti del settore!

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