Varianti al PRG di Venezia: tutte online su UrbisMap. Come consultarle insieme al PAT

Le varianti al PRG di Venezia sono oggi accessibili e consultabili sul Geoportale UrbisMap, insieme al Piano di Assetto del Territorio (PAT) e ad altri strumenti urbanistici. 

Questo rappresenta un passo importante verso la digitalizzazione e la trasparenza dei dati territoriali del Comune di Venezia, consentendo a cittadini, tecnici e professionisti di accedere alle informazioni e alle trasformazioni urbanistiche in modo interattivo e semplificato.

Il Piano di Assetto del Territorio (PAT) di Venezia, accessibile e consultabile sul Geoportale UrbisMap, come spiegato in questo precedente articolo, rappresenta lo strumento fondamentale che delinea le scelte strategiche per la gestione e lo sviluppo sostenibile del territorio comunale di Venezia.

Tuttavia, per comprendere appieno la dinamica urbanistica di Venezia, è essenziale analizzare il ruolo delle sue molteplici varianti, che si inseriscono in una complessa struttura normativa regionale e locale.

La Legge Regionale del Veneto n.11 del 2004 “Norme per il governo del territorio”, stabilisce che il Piano Regolatore Comunale è articolato in due componenti principali:

  • il PAT (Piano di Assetto del Territorio), che contiene le disposizioni strutturali;
  • il PI (Piano degli Interventi), che contiene le disposizioni operative.

L’evoluzione degli strumenti urbanistici di Venezia

A causa della notevole complessità del suo territorio, che comprende aree disomogenee come la Città Antica, la Terraferma, Porto Marghera, le Isole della laguna e i Litorali, il Comune di Venezia ha definito il proprio assetto pianificatorio attraverso l’adozione di diverse e successive varianti parziali. 

Queste varianti, nel loro insieme, costituiscono il Piano Regolatore Generale (PRG) vigente di Venezia.

A seguito dell’approvazione del PAT, adottato con Deliberazione del Consiglio Comunale n.5 del 30 gennaio 2012 e divenuto efficace il 15 novembre 2014, il PRG si è trasformato automaticamente nel Piano degli Interventi (PI), ma solo per le parti compatibili con il nuovo PAT (trasformazione avvenuta ai sensi dell’art. 48, comma 5 bis, della L.R. 11/2004).

Data la complessità del territorio veneziano, è stata riconosciuta la necessità di redigere una cartografia semplificata, valida fino alla stesura del PI definitivo, al fine di identificare immediatamente le aree compatibili, quelle a compatibilità e quelle in contrasto con il PAT. 

L’efficacia del PI, attribuita al PRG vigente, pone a regime le disposizioni relative alla definizione e variazione dello strumento urbanistico comunale, in particolare l’articolo 18 della L.R. 11/2004, che disciplina le procedure di adozione e approvazione delle varianti al PI.

Tipologie di varianti ai piani urbanistici

Le varianti al piano urbanistico comunale si manifestano a diversi livelli, sia strategico (PAT) che operativo (PI/PUA) e sono influenzate dalla normativa regionale, come la Legge Regionale 30 giugno 2021 n.19, nota come “Veneto cantiere veloce”.

1. Varianti urbanistiche semplificate al PAT

La L.R. 19/2021 ha introdotto l’Articolo 14 bis della L.R. 11/2004, che disciplina le varianti urbanistiche semplificate al PAT. Queste procedure accelerate riguardano modifiche specifiche che, crucialmente, non possono incidere sulle scelte strategiche, sulle condizioni di sostenibilità né comporta modifiche al dimensionamento del piano.

Esempi di varianti semplificate includono:

  • l’adeguamento cartografico del PAT per recepire prescrizioni di piani urbanistico-territoriali
  • l’individuazione degli ambiti urbani di rigenerazione soggetti a programmi di rigenerazione urbana sostenibile, come previsto dalla L.R. 6 giugno 2017 n.14. sul contenimento del consumo di suolo.

Il processo per queste varianti semplificate prevede che, in sostituzione della concertazione ordinaria, il documento preliminare venga inviato a i soggetti interessati, mantenendo la facoltà del comune di attivare ulteriori forme di partecipazione. 

La variante è depositata e resa pubblica per quindici giorni, durante i quali chiunque può formulare osservazioni nei successivi quindici giorni.

Il Consiglio Comunale decide sulle osservazioni e approva la variante entro trenta giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle osservazioni.

2. Varianti al Piano degli Interventi (PI) tramite Piani Urbanistici Attuativi

Un’altra tipologia di variante, introdotta sempre con la L.R. 19/2021, consente ai Piani Urbanistici Attuativi di prevedere varianti alle previsioni del Piano degli Interventi (PI). Questo intervento è ammesso solo nei comuni che hanno adeguato il proprio strumento urbanistico alla normativa sul contenimento del consumo di suolo (L.R. 14/2017) e a condizione che le varianti siano coerenti e in attuazione con gli obiettivi e i criteri generali del PI.

Questa previsione, però, è stata oggetto di numerose critiche per aver potenzialmente minato le gerarchie dei piani, permettendo a uno strumento attuativo (PUA) di modificare uno strumento “superiore” (PI).

I critici hanno sottolineato che la genericità dei criteri del PI rischia di rendere questa norma uno strumento per la “continua estemporanea modifica” del Piano degli Interventi, generando confusione normativa.

3. Varianti operative: classificazione delle unità di spazio

A un livello molto operativo, le varianti parziali del PRG, soprattutto nei centri storici lagunari, si concentrano sulla classificazione e attribuzione delle unità di spazio ad altre categorie. 

Queste procedure sono disciplinate dalle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) delle specifiche Varianti al PRG (VPRG) per aree come la Città Antica, il Lido, Burano, Mazzorbo e Torcello.

Come consultare i piani urbanistici e le varianti al PRG di Venezia (VPRG) su UrbisMap

La consultazione dei piani urbanistici di Venezia su UrbisMap è stata pensata per essere rapida e intuitiva, permettendo l’accesso ai dati anche a chi non possiede competenze tecniche specifiche.

Per accedere alle informazioni è sufficiente registrarsi al Geoportale e seguire pochi, semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi al tuo account

2. Ricerca, dall’apposita barra o direttamente della mappa, il territorio di Venezia e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

3. Dalla tab dati, la seconda del menù principale, clicca sulla voce “Seleziona layer comunale”  per visualizzare tutti gli strumenti urbanistici di Venezia disponibili sul Geoportale. 

4. Clicca sul piano che ti interessa consultare per visualizzarlo in sovrapposizione alla mappa di sfondo e per attivarne la lettura. Puoi consultare i piani completi cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto.

Quali piani urbanistici di Venezia sono disponibili sul Geoportale?

Su UrbisMap puoi visualizzare e consultare i seguenti piani urbanistici di Venezia:

–  Piano di Assetto del Territorio di Venezia, che comprende:

  • Tavola 1 – Carta dei vincoli e della pianificazione territoriale 
  • Tavola 2 – Carta delle invarianti
  • Tavola 3 – Carta delle fragilità
  • Tavola 4A – Carta della trasformabilità
  • Tavola 4B – Carta della trasformabilità (Valori e tutele)
  • Tavola 4C – Ambiti territoriali omogenei ATO
  • Tavola 5 – Carta degli ambiti di urbanizzazione consolidata 

– Compatibilità tra il Piano di Assetto del Territorio ed il Piano Regolatore Generale di Venezia, che comprende:

  • Tavola 1: Compatibilità PAT_PRG
  • Tavola 1a: Condizioni di compatibilità
  • Tavola 2: Specifiche sul tema del rischio idrogeologico

– Venezia – Variante al Piano Regolatore Generale per Campalto

– Venezia – Variante al Piano Regolatore Generale per i Centri Storici Minori 

– Venezia – Variante al Piano Regolatore Generale per il Centro Storico di Mestre

– Venezia – Variante al Piano Regolatore Generale per la Città Antica

– Venezia – Variante al Piano Regolatore Generale per la Laguna e le Isole Minori, che comprende:

  • Tavola B1.1 – Zone territoriali omogenee e suddivisione della laguna in sistemi
  • Tavola B1.2 – Sistema della gronda lagunare
  • Tavola B2.1a – Modalità di intervento nella laguna aperta
  • Tavola B2.1b – Modalità di intervento nella laguna aperta
  • Tavola B2.2 – Sistema delle isole e motte
  • Tavola B2.3 – Sistema delle valli da pesca
  • Tavola B2.4 – Sistema della gronda lagunare
  • Tavola Aggiornamenti cartografici

– Venezia – Variante al Piano Regolatore Generale per la Terraferma

– Venezia – Variante al Piano Regolatore Generale per le Isole di Burano, Mazzorbo e Torcello

– Venezia – Variante al Piano Regolatore Generale per le Isole di Sant’Erasmo e Vignole

– Venezia – Variante al Piano Regolatore Generale per l’Isola del Lido

– Venezia – Variante al Piano Regolatore Generale per l’Isola di Murano

– Venezia – Variante al Piano Regolatore Generale per l’Isola di Pellestrina

Oltre alla consultazione e alla visualizzazione grafica delle tavole, UrbisMap rende disponibili e scaricabili  in formato pdf le Norme Tecniche di Attuazione (NTA) di Venezia.

Utilizzare UrbisMap come strumento di consultazione offre il vantaggio di avere dati costantemente aggiornati e provenienti da fonti ufficiali, promuovendo contemporaneamente la trasparenza e la partecipazione dei cittadini nella gestione del territorio.

Questo è particolarmente rilevante per il Comune di Venezia, dove il Piano Regolatore Generale e le sue varianti, come la VPRG per la Città Antica o la VPRG per l’Isola del Lido e delle Isole Lagunari, sono documenti complessi che regolano trasformazioni fisiche ammissibili e utilizzazioni compatibili. 

Link al piano: https://www.urbismap.com/venezia

Consulta i piani urbanistici e le varianti al PRG di Venezia sul Geoportale!

Iscriviti alla newsletter per non perdere tutti gli aggiornamenti!

Resta sempre aggiornato, seguici sui nostri canali social! 👇👇👇

Abusi edilizi e fiscalizzazione: sentenza 6750/2025 e l’aiuto di UrbisMap 

La recente sentenza 6750/2025 del Consiglio di Stato ha riportato al centro del dibattito tre temi fondamentali per chi lavora nel campo dell’urbanistica e dell’edilizia: vicinitas e interesse ad agire, stabilità degli atti edilizi e fiscalizzazione degli abusi edilizi. 

In questo articolo analizzeremo i punti principali della sentenza e vedremo insieme come il Geoportale UrbisMap può essere uno strumento strategico per professionisti, cittadini e amministrazioni che si trovano a gestire o affrontare casi di abuso edilizio.

Il caso in esame

La vicenda giudiziaria nasce da una situazione intricata, originata da una concessione edilizia rilasciata alla fine degli anni ‘90 per la realizzazione di alcune villette. 

Nel corso degli anni la situazione si è evoluta attraverso una serie di passaggi complessi: una parte dell’area è stata ceduta a una società terza, mentre il proprietario originario ha portato avanti la costruzione, generando una lunga sequenza di varianti, permessi in sanatoria, DIA e, inevitabilmente, ordini di demolizione.

Il conflitto si era acceso quando, nel 2023, il Comune chiamato a dare esecuzione a un precedente giudicato che aveva annullato alcuni titoli edilizi per l’uso di volumetrie non spettanti, ha optato per una doppia soluzione:

1. Ha ordinato la demolizione delle opere di urbanizzazione illegittime.

2. Ha disposto la fiscalizzazione delle difformità edilizie interne a un fabbricato, ritenendo impossibile la loro rimozione senza compromettere le parti legittimamente costruite. 

Questa decisione ha scatenato due ricorsi contrapposti: da un lato, la società confinante ha contestato la fiscalizzazione, chiedendo l’esecuzione integrale della demolizione; dall’altro, il proprietario ha impugnato il calcolo della sanzione, sostenendo che si dovesse applicare l’art.38 (relativo a permessi annullati) e non l’art. 34 (relativo a parziali difformità) del Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001).

I principi chiave della sentenza 6750/2025

La decisione del Consiglio di Stato ha fatto luce su alcuni degli aspetti più dibattuti dell’edilizia, fornendo indicazioni operative molto preziose:

1. La natura della fiscalizzazione: un rimedio eccezionale, non una sanatoria

Il punto centrale della sentenza 6750/2025 riguarda la corretta interpretazione della fiscalizzazione, ovvero la possibilità di sostituire la demolizione con una sanzione pecuniaria. 

I giudici hanno chiarito in modo inequivocabile che la fiscalizzazione prevista dall’art.34 del Testo Unico dell’Edilizia  per le opere in parziale difformità non è un condono e neanche una forma di sanatoria. Si tratta, piuttosto, di uno strumento che interviene esclusivamente nella fase esecutiva, quando la demolizione delle parti abusive rischia di arrecare un danno strutturale delle parti conformi dell’edificio.

In altre parole, l’ordine di demolizione resta valido nel suo presupposto giuridico, ma la sua esecuzione materiale viene sostituita da una sanzione pecuniaria per evitare un danno sproporzionato.

La Corte ha inoltre confermato la correttezza del calcolo basato sull’art.34 (doppio del costo di produzione) e non sull’art.38 (valore venale), in quanto l’abuso originario era una difformità parziale rispetto a un titolo valido, e non un’opera realizzata sulla base di un permesso successivamente annullato.

2. I limiti delle tolleranze costruttive

Un altro aspetto cruciale è quello delle tolleranze costruttive, oggi disciplinate dall’art.34-bis del Testo Unico dell’Edilizia (recentemente modificato dal Decreto Salva Casa).

La sentenza ha ribadito un principio fondamentale: le tolleranze non possono essere invocate per ridimensionare abusi edilizi consistenti. Se le difformità superano le soglie percentuali fissate dalla legge, come un innalzamento di piano o la chiusura di un portico, l’intervento è considerato integralmente abusivo e non può beneficiare di alcuna franchigia. Le tolleranze sono state pensate per escludere la rilevanza di scostamenti minimi, non per giustificare abusi più ampi.

3. L’interesse ad agire: la vicinitas da sola non basta

La Corte ha affrontato anche il tema processuale dell’interesse a ricorrere del vicino.

È stato riaffermato un orientamento consolidato: la sola prossimità fisica (vicinitas) all’immobile oggetto di intervento non è sufficiente per impugnare un titolo edilizio.

Nonostante la vicinanza conferisca la legittimazione formale al ricorso, è sempre necessario dimostrare un pregiudizio concreto e specifico ai propri interessi, come una violazione delle distanze, una riduzione di visuale o un aumento del carico urbanistico. 

Nel caso specifico, la società confinante non ha provato nessun danno reale, anche perché la sua area era gravata da un vincolo di viabilità che la rendeva non edificabile.

L’importanza di una corretta analisi preliminare e il ruolo di UrbisMap

La sentenza 6750/2025 evidenzia come contenziosi edilizi, lunghi e costosi, nascano spesso da un’analisi preliminare della normativa e dello stato dei luoghi imprecisa e carente.

Per professionisti e PA, la prevenzione è la strategia più efficace. In questo contesto, UrbisMap si pone come strumento strategico per affrontare queste complessità, offrendo un accesso integrato e affidabile a tutte le informazioni urbanistiche necessarie per una corretta pianificazione e verifica.

Verifica dello stato legittimo e delle tolleranze:

Per stabilire se una difformità rientra nei limiti di tolleranza o costituisce un abuso, è fondamentale ricostruire la storia dell’immobile. 

UrbisMap, con le ortofoto storiche e attuali di tutto il territorio nazionale e l’accesso diretto ai dati catastali, permette di confrontare lo stato di fatto nel tempo e di verificare la conformità rispetto ai titoli edilizi originari. Questo è il primo passo per attestare lo stato legittimo di un immobile.

Analisi dei piani e dei vincoli:

Il Geoportale consente di consultare in pochi clic norme,  piani urbanistici di tutta Italia e vincoli che insistono su una determinata area. 

Una verifica accurata di queste informazioni è essenziale per evitare il rilascio di titoli illegittimi che potrebbero essere annullati in futuro e per prevenire la realizzazione di opere non sanabili.

Supporto per la PA e la gestione del territorio:

UrbisMap offre alle Pubbliche Amministrazioni strumenti studiati per una gestione più efficiente e trasparente del territorio. 

Ad esempio, servizi come la digitalizzazione degli archivi edilizi e la generazione automatica e semplificata di certificati di destinazione urbanistica (CDU), non solo accelerano le procedure, ma creano anche una base di dati certa che riduce il rischio di contenziosi e di errori procedurali.

Precisione e affidabilità per i professionisti: 

Per i tecnici UrbisMap, soprattutto nella versione Premium, offre strumenti avanzati come la misurazione su mappa di aree e distanza, la creazione di layout di stampa personalizzati e l’accesso a dati catastali avanzati.

Questi strumenti consentono di elaborare progetti conformi alla normativa fin dall’inizio, minimizzando il rischio di contestazioni e delle conseguenti sanzioni.

UrbisMap, al contempo, può essere utilizzato anche dai cittadini, che, nel caso di sospetto di un abuso edilizio, possono verificare tramite il Geoportale la conformità dell’intervento rispetto ai vincoli urbanistici e ambientali.

In sintesi, la sentenza del Consiglio di Stato 6750/2025 non è solo la risoluzione di un caso specifico, ma un monito per tutti coloro che operano nel settore. 

Essa ribadisce che la lotta all’abusivismo si fonda su principi rigorosi e che la demolizione continua ad essere la sanzione principale, mentre la fiscalizzazione è un’eccezione dettata da necessità tecniche e non una scorciatoia. 

In questo contesto, l’utilizzo di piattaforme come UrbisMap consente a professionisti, amministrazioni e cittadini di accedere a informazioni complete e aggiornate, garantendo la certezza del diritto e promuovendo uno sviluppo del territorio in linea con le normative.

Scopri di più sui servizi esclusivi di UrbisMap dedicati alla Pubblica Amministrazione e ai professionisti del settore!

Iscriviti alla newsletter per non perdere tutti gli aggiornamenti!

Resta sempre aggiornato, seguici sui nostri canali social! 👇👇👇

Online il PAT di Venezia: disponibile su UrbisMap

Il Piano di Assetto del Territorio (PAT) di Venezia è ora disponibile e accessibile a tutti sul Geoportale UrbisMap.

Esso rappresenta uno strumento urbanistico fondamentale che delinea le scelte strategiche per il governo e lo sviluppo del territorio comunale di Venezia.

Il PAT di Venezia trae le sue origini dalla Legge Regionale 11 del 2004 (“Norme per il governo del territorio”) e il suo processo di formazione ha seguito diverse fasi: 

Riavvio dell’iter:

L’amministrazione comunale, riavviando l’iter per l’adozione del PAT a partire dalla seduta della Giunta del 23 dicembre 2010, ha deciso di avviare una fase ulteriore di partecipazione con il coinvolgimento dei diversi “portatori di interesse” e delle Municipalità. 

Adozione:

Il Consiglio Comunale adotta il Piano di Assetto del Territorio (PAT) con deliberazione n.5 del 30 gennaio 2012, adeguando la pianificazione del Comune di Venezia alle disposizioni della Legge Regionale Urbanistica n.11 del 2004.

Valutazione Ambientale Strategica (VAS):

In attuazione della direttiva 2001/42/CEE, tutti i passaggi di formazione del PAT sono stati assoggettati a VAS, al fine di verificarne la sostenibilità delle scelte. La VAS è cruciale per evidenziare l’adeguatezza delle scelte del piano rispetto agli obiettivi di sostenibilità, identificando i potenziali impatti e le misure di mitigazione o compensazione.

Approvazione e Ratifica: 

Il PAT di Venezia è stato approvato il 30 settembre 2014, successivamente, la Giunta della Provincia di Venezia ha ratificato l’approvazione con delibera n.128 del 10 ottobre 2014.

Efficacia:

Il Piano di Assetto del Territorio di Venezia è stato poi pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione n.15 del 31 ottobre 2014, diventando efficace 15 dopo la pubblicazione e acquisendo validità a tempo indeterminato.

Più di recente invece, con deliberazione del Consiglio Comunale n.6 del 6 febbraio 2020 è stata approvata una variante al PAT di Venezia per il contenimento del consumo di suolo, come prescritto dalla Legge Regionale 14 del 2017. 

Questa variante, disponibile sul Geoportale UrbisMap, ha introdotto la Tavola 5 “Carta degli ambiti di urbanizzazione consolidata ai sensi della L.R. 14/2017” e ha modificato gli articoli 1, 4, 26, 26 bis delle Norme Tecniche. 

PAT di Venezia: contenuto e obiettivi

Il Piano di Assetto del Territorio è definito come un “piano struttura”, ovvero uno strumento di pianificazione decennale che fissa le condizioni e gli obiettivi degli interventi e delle trasformazioni ammissibili nel territorio comunale. Esso definisce le scelte strategiche di assetto e di sviluppo del territorio, individuando le specifiche vocazioni e le invarianti di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, paesaggistica, ambientale, storico-monumentale e architettonica.

Gli obiettivi principali del PAT di Venezia sono quindi:

  • Delineare le scelte territoriali e le strategie per lo sviluppo sostenibile 
  • Definire le funzioni delle diverse parti del territorio comunale
  • Individuare le aree da tutelare e valorizzare per la loro importanza ambientale, paesaggistica e storico-architettonica.

Dove e come consultare il PAT di Venezia

La consultazione del PAT di Venezia su UrbisMap è pensata per essere rapida e intuitiva, accessibile a tutti, anche a chi non possiede competenze tecniche specifiche. Per accedere alle informazioni è sufficiente registrarsi gratuitamente al Geoportale e seguire pochi, semplici, passaggi:

1. Accedi al Geoportale a questo link

2. Cerca il territorio di Venezia tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti. 

3. Dalla tab dati, la seconda del menù principale, clicca sulla voce “Piano di Assetto del Territorio di Venezia” per attivare la visualizzazione del piano in sovrapposizione alla mappa di sfondo.

4. Consulta il Piano di Assetto del Territorio di Venezia  completo cliccando sulla freccia indicata nell’immagine qui sotto.

PAT di Venezia: piano completo

Su UrbisMap la visualizzazione del Piano di Assetto del Territorio di Venezia è suddivisa nelle 5 tavole dalle quali è composto:

  • Tavola 1: Carta dei vincoli e della pianificazione territoriale 
  • Tavola 2: Carta delle invarianti
  • Tavola 3: Carta delle fragilità
  • Tavola 4: Carta della trasformabilità
  • Tavola 5: Carta degli ambiti di urbanizzazione consolidata 

Tavola 1: Carta dei vincoli e della pianificazione territoriale 

È una carta di carattere ricognitivo che rappresenta le parti del territorio, gli edifici e complessi di edifici sottoposti a vincoli che derivano da disposizioni legislative e normative di varia natura, nonché le principali prescrizioni derivanti dalla pianificazione sovraordinata vigente. 

Si tratta di una tavola che, per sua natura, è soggetta a future modifiche e integrazioni per adeguarsi al mutare e all’aggiornarsi dei vincoli normativi relativi all’utilizzo del territorio.

PAT di Venezia: Tavola 1

Tavola 2: Carta delle invarianti

Questa carta rappresenta i limiti che il PAT pone alla trasformazione del territorio, individuando quelle aree che, per il loro valore intrinseco o per la volontà di attribuire loro maggiore rilevanza, costituiscono elementi a bassa trasformabilità. Si tratta di elemento di rilievo sia sotto il profilo paesaggistico e ambientale, sia sotto quello storico, monumentale e testimoniale.

PAT di Venezia: Tavola 2

Tavola 3: Carta delle fragilità

Mette in evidenza le diverse condizioni dei suoli rispetto alla loro edificabilità, prendendo in considerazione sia gli aspetti idrogeologici sia i rischi legati al dissesto idraulico.

Inoltre individua alcuni elementi del territorio da valorizzare che presentano specifiche criticità ambientali e/o paesaggistiche (come corsi d’acqua, arenili, aree umide minori…).

PAT di Venezia: Tavola 3

Tavola 4: Carta della trasformabilità

Rappresenta, in un quadro di coerenza territoriale, le strategie di intervento finalizzate allo sviluppo socio-economico, con particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione dei nuovi elementi di pregio dal punto di vista ambientale, paesaggistico, architettonico e storico-testimoniale.

Data la complessità dei contenuti, la tavola 4 si articola in 3 elaborati:

  • Tavola 4A Carta della trasformabilità 
  • Tavola 4B Carta della trasformabilità – Valori e tutele
  • Tavola 4C Ambiti Territoriali Omogenei ATO
PAT di Venezia: Tavola 4

Tavola 5: Carta degli ambiti di urbanizzazione consolidata 

Carta introdotta con la Deliberazione di Consiglio Comunale n.6 del 6 febbraio 2020 di variante al PAT in adeguamento alle disposizioni regionali L.R. 14/2017 per il contenimento del consumo di suolo.

PAT di Venezia: Tavola 5

UrbisMap, inoltre, mette a disposizione le Norme Tecniche di Attuazione, che costituiscono il quadro delle disposizioni strutturali del Piano e formulano indirizzi, direttive e prescrizioni finalizzate alla formazione del Piano degli Interventi (PI) e dei Piani Urbanistici Attuativi (PUA). Le norme sono consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente all’interno del Geoportale. 

I vantaggi di utilizzare UrbisMap per consultare il PAT di Venezia 

Il Geoportale UrbisMap rende la consultazione di strumenti urbanistici come il PAT di Venezia semplice e immediata grazie a diversi fattori:

Accesso gratuito a dati urbanistici

Interfaccia intuitiva e facile da utilizzare anche per chi non possiede competenze tecniche specifiche.

– Possibilità di scaricare report dettagliati per supportare pratiche edilizie, richieste amministrative o ricerche personali.

Dati sempre aggiornati e provenienti da fonti ufficiali dei Comuni e delle Regioni, garantendo informazioni affidabili e coerenti con la normativa vigente.

– Contribuisce a promuovere la trasparenza e la partecipazione dei cittadini nelle decisioni dell’Amministrazione che riguardano la gestione del territorio.

Link al piano: https://www.urbismap.com/venezia

Consulta il Piano di Assetto del Territorio di Venezia sul Geoportale!

Iscriviti alla newsletter per non perdere tutti gli aggiornamenti!

Resta sempre aggiornato, seguici sui nostri canali social! 👇👇👇

Dal bando al progetto: come UrbisMap Premium aiuta i professionisti a partecipare a gare e bandi pubblici

Periodicamente Enti Pubblici, amministrazioni locali e Regioni mettono a disposizione risorse economiche attraverso bandi e programmi di finanziamento.

Per i liberi professionisti come architetti, ingegneri, geometri o periti, partecipare a gare e bandi pubblici rappresenta una grande opportunità di slancio per la propria attività e per aprire collaborazioni significative con enti pubblici e privati.

Partecipare a un bando, però, non è un percorso sempre semplice. Spesso la difficoltà principale non risiede solo nell’elaborazione del progetto, ma nella fase di raccolta, gestione e presentazione dei dati tecnici richiesti.

La documentazione da predisporre è infatti ampia, dettagliata e richiede l’impiego di fonti affidabili, aggiornate e certificate.

È qui che entra in gioco UrbisMap, in particolare nella sua versione Premium, uno strumento pensato per semplificare e velocizzare il lavoro di tecnici e professionisti, per ridurre il margine di errori e presentare progetti precisi e puntuali.

In questo nuovo articolo vedremo insieme come il Geoportale può supportare un tecnico in tutte le fasi di un progetto: dalla lettura del bando fino alla consegna della proposta progettuale.

Partecipare a gare e bandi pubblici: le difficoltà principali

Un libero professionista che decide di partecipare a un bando pubblico si trova spesso davanti a una serie di “sfide operative”:

  • Ricerca frammentata dei dati: i dati urbanistici, catastali e ambientali non sempre sono facili da reperire. Spesso serve consultare diversi siti, piattaforme regionali o archivi comunali.
  • Verifica dei vincoli: Individuare vincoli paesaggistici, ambientali, idrogeologici, richiede tempo e può portare a errori se i dati non sono aggiornati.
  • Elaborati grafici e cartografie: molte gare richiedono tavole dettagliate, ortofoto, mappe catastali o planimetrie con layout precisi e coerenti con la normativa.
  • Tempistiche strette: i bandi hanno scadenze rigide e la raccolta dei dati preliminari può assorbire una grossa parte del tempo disponibile.
  • Rischio di esclusione: presentare una documentazione incompleta o non conforme può portare all’esclusione automatica dal bando, a prescindere dalla validità del progetto. 

Di fronte a questo scenario, avere uno strumento unico, integrato e affidabile, può fare la differenza per la partecipazione ai bandi.

Come UrbisMap Premium semplifica la partecipazione a gare e bandi

UrbisMap, nella sua versione Premium, è stato progettato appositamente per rispondere alle esigenze dei professionisti che operano nel campo dell’urbanistica, dell’edilizia, delle energie rinnovabili e dell’immobiliare.

Le sue funzionalità principali permettono di superare i limiti del lavoro tradizionale e rendere più semplice e scorrevole il percorso verso la partecipazione a gare e bandi pubblici:

1. Accesso centralizzato a dati ufficiali e aggiornati: informazioni catastali, urbanistiche e cartografiche raccolte in un’unica piattaforma.

2. Consultazione dei vincoli: UrbisMap ti permette di verificare in modo semplice e immediato vincoli paesaggistici, ambientali e territoriali di tutta Italia. 

3. Ortofoto e mappe tematiche: accesso esclusivo a ortofoto satellitari e storiche di tutto il territorio nazionale per documentare lo stato di fatto e utili per arricchire le relazioni tecniche.

4. Export: è possibile esportare, per esempio, estratti di mappa con piani applicati alla mappa in diversi formati compatibili con altri software CAD e GIS. 

5. Layout di stampa: il Geoportale dà la possibilità di creare layout di stampa personalizzati, utili per creare tavole professionali senza ricorrere ad applicativi complessi.

Grazie all’ausilio di questi strumenti il professionista non è obbligato a perdere tempo nella ricerca di dati sparsi e può dedicarsi all’aspetto creativo e progettuale.

Un esempio pratico: dall’analisi del bando alla proposta progettuale

Per capire meglio il valore di UrbisMap Premium, immaginiamo un caso pratico.

Ipotizziamo che un geometra decida di partecipare a un bando regionale per interventi di rigenerazione urbana, che richiede la presentazione di una proposta progettuale che includa dati territoriali, mappe catastali, vincoli e analisi dello stato di fatto.

Analisi preliminare:

Utilizzando UrbisMap Premium, il tecnico individua subito l’area di intervento sulla mappa e con pochi clic riesce a verificare:

  • la destinazione urbanistica del terreno
  • i vincoli paesaggistici e ambientali che gravano sull’area
  • eventuali rischi idrogeologici segnalati dal catasto delle frane o da mappe tematiche.

Questa fase di analisi preliminare, che normalmente può richiedere anche alcuni giorni di ricerca e consultazione su diverse piattaforme, con UrbisMap viene completata in pochi minuti.

Raccolta dei dati per la documentazione:

Il tecnico consulta e confronta ora le ortofoto presenti sul Geoportale e può esportare estratti di mappa da elaborare e integrare direttamente nella relazione tecnica da allegare alla proposta. In questo modo raccoglie documenti ufficiali e coerenti, in linea per la partecipazione al bando.

Produzione degli elaborati grafici:

Grazie a strumenti come il layout di stampa e lo strumento misura, il tecnico può creare tavole cartografiche personalizzate, pronte per essere inserite nella documentazione di gara e ulteriormente modificabili in software CAD.

Utilizzando UrbisMap Premium, il geometra ha quindi risparmiato tempo prezioso, predisposto una documentazione completa e aggiornata e ridotto il margine di errore, aumentando la qualità del proprio lavoro e incrementando le possibilità di successo nella gara.

I vantaggi per i professionisti

Utilizzare UrbisMap per partecipare a gare e bandi pubblici significa velocizzare e semplificare il proprio lavoro, ma anche ottenere un vero e proprio vantaggio competitivo. 

Grazie al Geoportale i professionisti possono ridurre significativamente i tempi di realizzazione dei progetti, riuscendo in questo modo a seguire anche più bandi contemporaneamente, senza sacrificare però la qualità del lavoro.

Allo stesso tempo, utilizzando UrbisMap, aumenta anche la precisione del progetto: con dati sempre aggiornati e affidabili, il rischio di errori o di presentare documentazione incompleta, diminuisce significativamente, garantendo proposte più solide. Da questo ne trae beneficio anche l’immagine professionale, elaborati chiari, ben strutturati e completi trasmettono sicuramente maggiore competenza e affidabilità.

Inoltre, avere tutte le informazioni centralizzate in un’unica piattaforma permette di risparmiare tempo e ridurre eventuali costi legati alla ricerca di dati frammentati su fonti diverse.

L’accesso facilitato a strumenti avanzati e dati urbanistici aggiornati, infine, permette di ampliare le opportunità. Partecipare a più bandi diventa più semplice e fa crescere le possibilità di ottenere incarichi e finanziamenti.

In sintesi, partecipare a gare e bandi pubblici richiede competenza, precisione e strumenti adeguati. UrbisMap si propone come un vero e proprio compagno di lavoro per i liberi professionisti, accompagnandoli dal momento della lettura del bando fino alla consegna della proposta progettuale.

Sei un libero professionista e vuoi prepararti al meglio per la prossima partecipazione a una gara o un bando pubblico? Scegli UrbisMap Premium per presentare progetti più solidi, completi e competitivi!

Iscriviti alla newsletter per non perdere tutti gli aggiornamenti!

Resta sempre aggiornato, seguici sui nostri canali social! 👇👇👇

Strumenti per la produttività per architetti, ingegneri e geometri

Nel settore tecnico-professionale, il tempo è una variabile fondamentale. 

Professionisti come architetti, geometri e ingegneri lavorano in un contesto ricco di scadenze, normative in continuo aggiornamento e richieste progettuali complesse.

Che si tratti di progettazione edilizia, pratiche catastali, direzione dei lavori o valutazioni urbanistiche, ciascuna attività porta con sé la necessità di consultare dati territoriali ufficiali e aggiornati, spesso sparpagliati tra diversi portali o uffici. 

Per questo motivo, strumenti per la produttività digitali e avanzati, stanno diventando ormai indispensabili. In mezzo a questi strumenti spicca UrbisMap, una piattaforma digitale intelligente che consente di consultare tutte le informazioni urbanistiche e territoriali di tutta Italia, in modo integrato, semplice, veloce e intuitivo. In aggiunta, nella sua versione Premium, UrbisMap mette a disposizione una serie di strumenti avanzati pensati proprio per agevolare il lavoro di professionisti del settore urbanistico, edilizio, immobiliare e delle energie rinnovabili. Una grande rivoluzione per la produttività e l’ottimizzazione delle attività. 

Per ingegneri, geometri e architetti, attività come sopralluoghi, rilievi, misurazioni su terreni e fabbricati, e la costante ricerca di dati catastali, urbanistici e normativi, sono all’ordine del giorno. 

Spesso però, la ricerca e la consultazione di queste informazioni può richiedere molto tempo e fatica, da qui la necessità di strumenti che riducano gli attriti e semplifichino i processi.

Strumenti per la produttività nel settore tecnico: un concetto sempre più digitale

Tradizionalmente, l’accesso a dati urbanistici e vincolistici prevedeva:

– Ricerca manuale sui siti comunali o regionali.

– Consultazioni cartacee o presso gli uffici tecnici.

– Incrocio di dati da diverse fonti.

Queste attività, oltre a richiedere molto tempo, aumentano il rischio di errori o dimenticanze. In più, non tutti i dati sono sempre aggiornati o facilmente reperibili. In questo contesto, l’impiego di uno strumento centralizzato come UrbisMap, che consenta la visualizzazione integrata su mappa di tutte le informazioni necessarie, può cambiare radicalmente il modo di lavorare. 

Perché UrbisMap è uno strumento di produttività

UrbisMap, come già accennato poco sopra, è un Geoportale in cloud pensato per professionisti che operano nel settore edilizio e urbanistico e mette a disposizione una piattaforma integrata di consultazione, che consente di visualizzare:

  • Piani regolatori comunali
  • Destinazioni d’uso
  • Vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali
  • Mappe catastali con fogli e particelle
  • Ortofoto attuali e storiche in alta risoluzione
  • Strumenti attuativi e norme tecniche associate

Tutte le informazioni sono accessibili da un’unica interfaccia con funzionalità di ricerca avanzata, geolocalizzazione, esportazione dei dati attraverso report di destinazione urbanistica e condivisione dei risultati.

In aggiunta, UrbisMap Premium ha sviluppato degli strumenti avanzati pensati per semplificare e velocizzare molte attività legate al lavoro dei professionisti, consentendo di ottimizzare tempi e procedure, aumentando la qualità e la quantità di lavoro svolto in tempistiche più brevi.

Funzionalità chiave di UrbisMap Premium e come semplificano il lavoro

1. Ricerca catastale in tempo reale: UrbisMap Premium permette di effettuare ricerche catastali su tutto il territorio nazionale tramite dati censuari (sezione, foglio e particella).  Grazie all’integrazione con il WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate, la cartografia catastale può essere visualizzata in sovrapposizione alla mappa di sfondo con la possibilità di regolarne la trasparenza. Questo elimina le lunghe tempistiche della fase di ricerca di dati territoriali e catastali.

2. Strumento misura: questo strumento consente di misurare lunghezze e superfici con pochi clic direttamente su mappa. È possibile calcolare la distanza tra due punti, la lunghezza del perimetro di una particella catastale insieme alla sua area in metri quadrati, o  l’area e il raggio di una circonferenza. Questa funzionalità è estremamente utile per valutazioni preliminari di terreni, misurazioni di sicurezza o semplicemente per comprendere le dimensioni di un’area interessata in poco tempo e a distanza. 

3. Layout di stampa personalizzati: in pochi clic è possibile creare, salvare e scaricare layout di stampa personalizzati in formato DWG o PDF, contenenti estratti di mappa in scala di una specifica porzione di territorio con i piani urbanistici selezionati. Questo trasforma il processo di creazione di tavole di inquadramento territoriale, urbanistico e catastale in un’attività rapida e semplice.

4. Ortofoto satellitari attuali e storiche: UrbisMap Premium offre l’accesso esclusivo a ortofoto satellitari in alta risoluzione, attuali e storiche, di tutto il territorio nazionale. La disponibilità di dati sempre aggiornati è cruciale per la progettazione e la consultazione di dati appartenenti ad anni diversi per un confronto temporale accurato.

5. Funzionalità aggiuntive per un flusso di lavoro ottimale:

  • Slider WMS catasto: permette di regolare il livello di trasparenza del layer Catasto dell’AdE per adattarsi a tutte le esigenze.
  • Snapshot mappa: consente di esportare immagini georeferenziate di uno o più tematismi, che possono essere aperte e posizionate correttamente in altri sistemi GIS.
  • Segnalibri: questa estensione dello strumento misura permette di disegnare direttamente su mappa, salvare i disegni e personalizzarli con colori identificativi, titoli, note aggiuntive e stamparli. 

Un esempio pratico di utilizzo di UrbisMap Premium per semplificare il lavoro: verifica catastale e confronti storici

Prendiamo come esempio un professionista, come un geometra, che deve redigere una relazione tecnica per una sanatoria edilizia. Il cliente non possiede una documentazione aggiornata e la planimetria catastale è incongruente. 

Attraverso UrbisMap può:

– localizzare il fabbricato tramite il mappale

– confrontare l’attuale configurazione con ortofoto storiche presenti sul Geoportale

– visualizzare confini, sagome e variazioni nel tempo con precisione

– sovrapporre il WMS Catasto dell’AdE alle ortofoto e visualizzare le differenze con il catasto attuale

– condividere i dati raccolti con tutte le parti coinvolte 

UrbisMap diventa quindi, in questo caso, una banca dati visiva e storica affidabile che consente una verifica immediata delle trasformazioni del territorio.

Perché UrbisMap è la scelta smart ideale?

UrbisMap si allinea perfettamente con i principi chiave della produttività. 

Permettendo di eseguire misurazioni e consultazioni da remoto, riduce il tempo dedicato al lavoro manuale e ripetitivo, lasciando largo spazio per attività più strategiche e creative. 

Avere a disposizione uno strumento smart, veloce e affidabile come UrbisMap Premium consente di ottimizzare il flusso di lavoro, migliorare la qualità delle analisi e ridurre il margine di errore. 

Per professionisti come architetti, ingegneri e geometri, questo vuol dire aumentare la produttività, risparmiare tempo, risorse e offrire un servizio più efficiente e professionale ai propri clienti. 

Non aspettare: passa a UrbisMap Premium e ottimizza la tua attività a partire da oggi, ottenendo di più in meno tempo!

Iscriviti alla newsletter per non perdere tutti gli aggiornamenti!

Resta sempre aggiornato, seguici sui nostri canali social! 👇👇👇

Salva Casa in Sardegna: nuove disposizioni urbanistiche con la L.R. 18/2025

Nuovo Salva Casa in Sardegna: la Regione compie un passo significativo verso la semplificazione e la chiarezza normativa in materia edilizia e urbanistica con l’approvazione del Disegno di Legge n.83/A da parte del Consiglio regionale, avvenuta il 12 giugno 2025.

Il testo (Legge Regionale n.18 17/06/2025) è stato successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna (BURAS) n.35 – Parte I e II del 19 giugno 2025, e quindi entrando ufficialmente in vigore nella medesima data.

Questo disegno di legge mira a recepire le disposizioni urgenti in materia di semplificazione urbanistica ed edilizia previste dal decreto-legge nazionale n.69/2024, comunemente noto come “Decreto Salva Casa” e introduce modifiche decisive volte a riordinare e coordinare la normativa regionale, con particolare attenzione alla Legge Regionale n.23/1985.

L’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha sottolineato che l’obiettivo prioritario è quello di garantire “chiarezza di interpretazione e certezza per cittadini, imprese e Comuni”, valorizzando le specificità territoriali dell’isola.

Una delle novità più importanti riguarda la disciplina delle lottizzazioni abusive, un tema che ha storicamente generato “forti contrasti, difficoltà interpretative” e incertezza all’interno del quadro normativo.

La nuova chiave di volta: il certificato di destinazione urbanistica (CDU)

Il Disegno di Legge n.83/A interviene sull’articolo che disciplina il riconoscimento delle lottizzazioni abusive. In particolare, l’Articolo 19 del nuovo disegno di legge, che va a sostituire l’Articolo 17 della Legge Regionale n.23 del 1985, introduce un comma fondamentale, che stabilisce:

“Il certificato di destinazione urbanistica relativo ad aree situate in zona urbanistica C, D, F o G di cui all’articolo 3 del decreto assessoriale n.2266/U del 1983 deve precisare l’esistenza o meno di uno strumento attuativo”. 

Per comprendere appieno l’importanza di questa disposizione, è utile definire le zone menzionate e il concetto di “strumento attuativo”:

Zona C: tipicamente aree di espansione residenziale

Zona D: aree destinate  a usi direzionali, commerciali, socio-sanitari, artigianali e industriali

Zona F: nel contesto del Decreto Assessoriale n.2266/U del 1983, la Zona E è associata a usi agricolo-zootecnici. La specifica menzione della “Zona F” nel nuovo comma si riferisce ad una delle zone omogenee previste dall’articolo 3 del D.A. n.2266/U del 1983, le cui specificità funzionali possono variare nei PUC comunali, ma che in generale rientrano nelle macro-categorie individuate dalla legge regionale.

Zona G: spesso dedicata ad attrezzature pubbliche o infrastrutture. 

Con “strumento attuativo” ci riferiamo invece a un piano urbanistico di dettaglio che traduce le indicazioni generali del Piano Urbanistico Comunale in regole specifiche per l’edificazione e l’urbanizzazione di determinate aree. La sua esistenza è cruciale perché senza di esso, in molte di queste zone, gli interventi edilizi sono limitati o non ammissibili.

Prevenire l’abusivismo e garantire certezze: l’obiettivo del nuovo Salva Casa in Sardegna

L’introduzione di questo specifico obbligo nel CDU ha l’obiettivo di informare i lettori e tutti gli attori coinvolti nel settore edilizio sull’esistenza o meno dello strumento attuativo per le aree situate nelle suddette zone.

Questo è fondamentale per contrastare il fenomeno delle lottizzazioni abusive, che si verificano quando vi è una trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici o delle leggi, oppure senza la dovuta autorizzazione.

Tali trasformazioni possono avvenire anche attraverso il frazionamento e la vendita di lotti che, per le loro caratteristiche, denunciano chiaramente una destinazione edificatoria non conforme. 

Casi storici, come quello delle quattro ville abusive a Porto Istana (Olbia), dove la costruzione senza autorizzazione ha portato a un lungo contenzioso legale, con ordinanze di sospensione e demolizione sin dal 1996, e successive acquisizioni al demanio comunale. Questo episodio ha evidenziato come le ambiguità normative e le difficoltà nell’ottenere i nulla osta necessari, anche in contesti di silenzio assenso, possano portare a situazioni di blocco e incertezza per decenni.

L’importanza di un CDU corretto e completo

La nuova disposizione mira a eliminare questa incertezza alla radice. 

Rendendo obbligatoria l’indicazione dello strumento attuativo nel CDU, infatti, si garantisce che acquirenti, professionisti e Pubbliche Amministrazioni abbiano immediatamente accesso a informazioni essenziali sulla legittimità degli interventi edificatori. 

Un CDU corretto è dunque  uno strumento indispensabile per ridurre il rischio di incorrere in errori dovuti a informazioni incomplete o non aggiornate. 

Senza questa informazione esplicita, è infatti altamente probabile che si proceda con operazioni immobiliari basate su un’interpretazione errata della reale destinazione urbanistica e delle effettive possibilità edificatorie di un’area. 

Questa novità comporta alcune implicazioni:

  • Responsabilità dei tecnici e dei Comuni: i tecnici incaricati della redazione dei CDU dovranno prestare un’attenzione maggiore nella verifica della pianificazione attuativa. Allo stesso tempo, i Comuni dovranno aggiornare le modalità di rilascio del certificato, includendo esplicitamente la nuova informazione obbligatoria.
  • Rischio di contenziosi o pratiche rigettate: in assenza di una corretta indicazione una richiesta edilizia o una sanatoria potrebbero essere rifiutate, oppure approvate in modo viziato, con il rischio di contenziosi futuri
  • Maggiore chiarezza per cittadini e professionisti: se da una parte il nuovo obbligo comporta un onere aggiuntivo, dall’altra favorisce una maggiore trasparenza e chiarezza sulla reale edificabilità del terreno.

UrbisMap: uno strumento al servizio della trasparenza e della semplificazione

Alla luce delle nuove disposizioni introdotte con il Salva Casa in Sardegna, diventa imprescindibile per tecnici, professionisti e amministrazioni dotarsi di strumenti affidabili, aggiornati e capaci di semplificare il processo di verifica urbanistica.

Dentro questo contesto, UrbisMap si conferma una risorsa altamente strategica, capace di trasformare la consultazione urbanistica in un processo veloce, preciso e trasparente.

UrbisMap offre diverse funzionalità che supportano direttamente tecnici e Comuni per le nuove disposizioni:

Redazione e gestione semplificata dei CDU: i tecnici comunali possono generare ed editare CDU precompilati in pochi minuti, integrandoli con informazioni aggiuntive grazie alla consultazione della normativa e gli articoli completi presenti nel report di destinazione urbanistica, snellendo notevolmente il processo.

Accesso integrato e aggiornato alle normative: il Geoportale permette di visualizzare e incrociare informazioni urbanistiche, ambientali, paesaggistiche e idrogeologiche a livello locale e sovraordinato. Questo riduce significativamente il rischio di omettere vincoli nel CDU.

Facilità di consultazione per i cittadini: i privati possono consultare in modo semplice i piani urbanistici, le norme e i dati catastali di immobili e terreni, verificando autonomamente la destinazione urbanistica di un’area prima di un acquisto. In più, possono scaricare un pratico report di destinazione urbanistica che raccoglie tutte le informazioni pertinenti, ponendoli in una posizione attiva e consapevole. 

Grazie alla sua interfaccia intuitiva e alla completezza dei dati, il Geoportale UrbisMap si configura come un alleato molto importante nella prevenzione dell’abusivismo e nella semplificazione amministrativa.

I vantaggi di utilizzare UrbisMap:

  • Visualizzare in tempo reale la classificazione urbanistica di un’area
  • Verificare la presenza di strumenti attuativi o piani approvati
  • Esportare dati utili per la redazione di CDU ma anche di relazioni tecniche
  • Ridurre i margini di errore nella compilazione e nella valutazione della documentazione edilizia.

In sintesi, l’entrata in vigore del Salva Casa in Sardegna rappresenta un cambiamento cruciale per il settore edilizio e UrbisMap si propone come uno strumento fondamentale per affrontare questa novità con precisione, rapidità e affidabilità.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sui servizi di UrbisMap e sulle soluzioni per la tua amministrazione? Contattaci subito utilizzando il form sottostante!

Resta sempre aggiornato, seguici sui nostri canali social! 👇👇👇

Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche: come consultarla su UrbisMap

L’Italia, con la sua complessa storia geologica e la sua attività sismica, ha da tempo riconosciuto la necessità di strumenti avanzati per comprendere e mitigare il rischio terremoti. 

In questo contesto la Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche, o meglio ancora, il Database delle Sorgenti Sismogenetiche Italiane (DISS), si pone come uno strumento fondamentale, sviluppato e gestito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). L’elemento chiave di questa risorsa sono sicuramente le Singole Sorgenti Sismogenetiche (ISS), vediamo insieme di cosa si tratta, l’importanza di questa mappa e come consultarla gratuitamente su UrbisMap.

Cosa sono le Singole Sorgenti Sismogenetiche (ISS)?

Le Singole Sorgenti Sismogenetiche sono delle porzioni di crosta terrestre in cui esistono le condizioni geologiche per la generazione di terremoti. Esse sono concepite per descrivere in modo dettagliato le faglie responsabili di forti terremoti, sia quelli già accaduti che quelli che potrebbero verificarsi in futuro.

Nate da un prototipo del 1997, queste sorgenti sono definite e rappresentate in tre dimensioni all’interno della crosta terrestre, fornendo informazioni sia sulla loro geometria (come sono posizionate nello spazio) che sulla loro cinematica (come possono muoversi).

Il DISS si concentra esclusivamente su sorgenti ritenute capaci di generare terremoti con una Magnitudo Momento (Mw) superiore a 5.5. Questa soglia è stata scelta per due motivi principali:

– Una Mw 5.5 è generalmente considerata la magnitudo oltre la quale la faglia responsabile è sufficientemente grande da poter essere identificata con metodologie geologiche.

– In Italia, questa magnitudo è spesso il limite inferiore per causare danni significativi agli edifici, data la tipologia costruttiva prevalente.

Oltre alle ISS, il DISS include altre tipologie di sorgenti, in modo tale da fornire un quadro più completo della sismogenesi italiana:

  • Sorgenti Sismogenetiche Composite (CSS): descrivono sistemi di faglia estesi con un livello di dettaglio minore, pensate per dataset esaustivi di sorgenti potenziali. sono utilizzate per modelli probabilistici di pericolosità sismica.
  • Sorgenti Dibattute (DSS): aree attorno a faglie attive proposte in letteratura, ma non sufficientemente documentate oppure oggetto di opinioni contrastanti.
  • Zone di Subduzione (SD): rappresentazioni semplificate delle interfacce di subduzione, responsabili di terremoti in tali aree.

Il DISS viene continuamente aggiornato, l’ultima versione disponibile è la 3.3.1 pubblicata a maggio 2025, che ha introdotto una nuova singola sorgente sismogenetica legata al terremoto di Mw 5.5 nel Mar Adriatico del 2022, nuove sorgenti composite e miglioramenti ai parametri delle sorgenti esistenti.

A chi è utile la Mappa delle Sorgenti Sismogenetiche?

La mappa del DISS è uno strumento essenziale per un’ampia gamma di utenti, come:

Ricercatori: il DISS ha come obiettivo principale l’individuazione delle strutture che generano terremoti e la stima del loro potenziale, è dunque un punto di riferimento per la ricerca scientifica, i modelli geodinamici e l’analisi delle relazioni spaziali tra le faglie. 

Professionisti e istituzioni: le informazioni del DISS sono alla base dei codici per il calcolo della pericolosità sismica e sono utilizzate per studi di scenario. La versione 3.2.1, ad esempio, è stata utilizzata come uno dei dati di ingresso per la Mappa della Pericolosità Sismica Nazionale.

Pianificatori territoriali e urbanisti: queste informazioni sono utilissime per decidere, per esempio, dove è più sicuro costruire e per orientare lo sviluppo urbano in zone meno esposte al rischio sismico. Il database, infatti, supporta la pianificazione territoriale e le decisioni volte a ridurre i rischi naturali legati ai terremoti.

Dove e come consultare la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche

La Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche è consultabile direttamente online e gratuitamente sul Geoportale UrbisMap. Il webgis consente una consultazione semplice e veloce, intuitiva anche per coloro che non hanno dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali.

Segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, nella sezione “seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche” per visualizzarla in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale.

mappa delle sorgenti sismogenetiche su urbismap

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni relative al punto cliccato.

informazioni mappa delle sorgenti sismogenetiche: urbismap

Per ciascuna ISS viene fornita un’ampia gamma di parametri georeferenziati e spaziali, tra cui:

Informazioni geometriche: latitudine, longitudine, lunghezza e larghezza del piano di faglia, profondità massima e minima (top depth, bottom depth), orientazione (strike) e inclinazione (dip) della faglia.

Informazioni cinematiche: direzione del movimento (rake), spostamento per evento (slip per event) e velocità di scorrimento media annua (slip rate).

Magnitudo e ricorrenza: la magnitudo del terremoto associato e la massima magnitudo credibile (Mw), oltre all’intervallo di ricorrenza stimato. 

Per un quadro informativo completo sulla situazione sismica italiana, UrbisMap mette a disposizione anche la mappa della classificazione sismica, consultabile sempre gratuitamente sul Geoportale.

In sintesi, la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche rappresenta uno degli strumenti più importanti e completi per comprendere la distribuzione del rischio sismico in Italia. Grazie alla sua integrazione in piattaforme facilmente accessibili e intuitive come UrbisMap, oggi è possibile per professionisti, ricercatori, tecnici e per chiunque sia interessato,  consultare con semplicità informazioni fondamentali per la valutazione del pericolo sismico e per una pianificazione territoriale più consapevole e sicura.

Consulta subito la Mappa delle Singole Sorgenti Sismogenetiche sul Geoportale!

Iscriviti alla newsletter per non perdere tutti gli aggiornamenti!

Resta sempre aggiornato, seguici sui nostri canali social! 👇👇👇

Classificazione sismica Italia: mappa disponibile su UrbisMap

L’Italia, situata in un’area geologica complessa, è un territorio interamente sismico, il che significa che tutti i comuni italiani possono potenzialmente subire danni da terremoti.

Per gestire e mitigare gli effetti dei terremoti, è stata creata una mappa suddivisa in zone, ciascuna basata sull’intensità e la frequenza dei terremoti passati.

La classificazione sismica dell’Italia, diventata quindi uno strumento cruciale, prevede di suddividere il territorio italiano in aree caratterizzate dal medesimo rischio sismico. Questo aspetto è molto importante in quanto permette di applicare in ciascuna zona le norme costruttive antisismiche opportune, in modo da ridurre il rischio sismico e avere edifici in grado di resistere ai terremoti. 

La legislazione antisismica italiana, infatti, allineata alle più moderne normative internazionali, prescrive che un edificio debba sopportare senza gravi danni i terremoti meno forti e senza crollare quelli più forti, salvaguardando innanzitutto le vite umane.

Conoscere la classificazione sismica del proprio comune è quindi fondamentale per sapere quali norme adottare per le costruzioni, a chi fare riferimento e quali misure sono previste in caso di emergenza. Questa suddivisione permette inoltre di valutare gli aspetti strutturali di un edificio, il suo adeguamento sismico e di accedere ad agevolazioni fiscali come il Sismabonus (accessibile alle attività situate nelle zone 1, 2 e 3, e quindi quelle con un rischio maggiore).

Il rischio sismico complessivo viene determinato in base alla combinazione di 3 fattori chiave: 

  1. Pericolosità sismica: data dalla frequenza e dalla forza dei terremoti che interessano un dato territorio. L’Italia ha una pericolosità sismica medio-alta in termini di frequenza e intensità dei fenomeni.
  2. Vulnerabilità sismica: si tratta della propensione di una struttura a subire un danno a fronte di un evento sismico. L’Italia ha un patrimonio edilizio ad elevata vulnerabilità sismica, in gran parte dovuto alla “vecchiaia” delle costruzioni, costruite per la maggior parte (circa il 60%) prima del 1971.
  3. Esposizione: si riferisce alla possibilità di subire danni socio-economici, come la perdita di vite umane o danni al patrimonio culturale, a causa di un terremoto. L’Italia ha un’esposizione altissima a causa della densità abitativa e della presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale unico al mondo.

È proprio la combinazione di questi fattori a rendere l’Italia un territorio ad elevato rischio sismico.

L’evoluzione della classificazione sismica in Italia

La classificazione sismica del territorio italiano ha subito diverse evoluzioni e variazioni nel corso del tempo, il primo tentativo di classificazione sismica risale agli anni ‘10 e ‘20 del secolo scorso, dopo i devastanti terremoti di Messina del 1908 e di Avezzano del 1915. Inizialmente, le zone sismiche venivano dichiarate semplicemente “inseguendo i terremoti”, ovvero venivano classificate come sismiche solo dopo essere state colpite da eventi. 

Dal 1981  il territorio italiano fu classificato invece in 3 categorie sismiche dalla pericolosità decrescente, che mappava però solo 2965 comuni italiani su 8102 (circa il 45% della superficie nazionale). 

La classificazione necessitava dunque di essere revisionata e migliorata.

Nel 2003, con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del 20 marzo 2003, emanata in seguito al terremoto del Molise del 2002, è stata aggiornata la classificazione, basata ora su studi più recenti di pericolosità sismica.

Con questo provvedimento, tutti i comuni italiani sono stati classificati in 4 categorie principali, sempre a pericolosità decrescente:

Zona 1: sismicità alta, è la zona più pericolosa e la probabilità che capiti un forte terremoto è alta.

Zona 2: sismicità medio-alta, nei comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti.

Zona 3: sismicità medio-bassa, i comuni classificati in questa zona possono essere interessati da scuotimenti modesti.

Zona 4: sismicità bassa, è la meno pericolosa, nei comuni inseriti in questa zona le possibilità di danni sismici sono molto basse. La Sardegna, per esempio, è quasi interamente classificata in Zona 4.

L’importanza della mappa della classificazione sismica

La mappa della classificazione sismica ha un’importanza rilevante per diverse ragioni:

–  Sicurezza delle strutture: consente di progettare edifici e infrastrutture in grado di resistere agli eventi sismici previsti per la zona in cui si trovano.

–  Pianificazione urbanistica: la mappa della classificazione sismica è uno strumento indispensabile per i Comuni e le Pubbliche Amministrazioni che devono pianificare lo sviluppo urbano e la gestione del territorio in modo sicuro e sostenibile.

Prevenzione e protezione civile: la conoscenza del rischio sismico è alla base delle attività di prevenzione e gestione delle emergenze, permettendo di minimizzare i danni in caso di terremoti.

–  Valutazione del rischio: la conoscenza della classificazione sismica permette a cittadini e imprese di essere consapevoli e informati sul rischio al quale sono esposti e prendere decisioni consapevoli su eventuali interventi di adeguamento o miglioramento sismico.

Come e dove consultare la mappa della classificazione sismica: UrbisMap 

 Il Geoportale UrbisMap permette di consultare la mappa della classificazione sismica di tutto il territorio italiano in maniera semplice e gratuita, anche per chi non ha dimestichezza con portali istituzionali o con altri sistemi informativi territoriali.

Segui questi semplici passaggi: 

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com ed effettua l’accesso al tuo account. Se non ne possiedi uno, registrati prima gratuitamente.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e nella sezione “seleziona il piano da applicare alla mappa” cerca la voce “classificazione sismica” per visualizzare la mappa della classificazione sismica in sovrapposizione alla mappa di sfondo del Geoportale.

3. Clicca ora, o ricerca tramite l’apposita barra, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno restituite tutte le informazioni sul punto cliccato, tra cui:

  • la zona in cui è classificato 
  • il livello di pericolosità
  • la mappa della classificazione sismica completa, scaricabile in formato pdf
  • la data dell’ultimo aggiornamento della mappa
  • i riferimenti normativi, scaricabili sempre in formato pdf

In linea generale, come possiamo notare dalla mappa, le aree maggiormente a rischio sono quelle lungo l’Appennino centro-meridionale, la Calabria, l’Abruzzo, alcune parti della Sicilia e del Friuli Venezia Giulia. Molto più bassa, invece, la pericolosità in regioni come la Sardegna e in buona parte della Puglia, del Piemonte e del Trentino Alto Adige.

Ricordiamo però che non esistono zone a rischio zero, pertanto anche le aree a bassa intensità sismica, indicate con il colore grigio nella mappa, non sono totalmente immuni ai sismi.

Esiste inoltre la possibilità che, negli anni, determinate regioni vengano classificate in modo diverso a causa di eventi sismici. Ad esempio, una delle ultime zone aggiornate è il Veneto, che nel 2021 è stata classificata in una zona differente tramite delibera della Giunta Regionale. 

Esempi di utilizzo della mappa sismica

La modalità di consultazione della mappa della classificazione sismica su UrbisMap, risulta essere particolarmente utile per i professionisti del settore  edilizio e urbanistico, ma anche per tutti i cittadini che vogliono informarsi sul livello di rischio della propria abitazione o di un’area specifica.

Vediamo insieme alcune casistiche di utilizzo e consultazione della mappa:

Progettazione di nuovi edifici

Per un professionista, come un ingegnere o un architetto, che deve progettare nuovi edifici, la consultazione della mappa della classificazione sismica è uno dei primissimi passaggi. La normativa italiana sulle costruzioni (NTC 2018) impone infatti che le strutture vengano progettate per resistere ai terremoti compatibili con  la pericolosità della zona. 

Su UrbisMap il professionista può individuare in pochi minuti e con precisione la zona sismica dell’area interessata e applicare i parametri di calcolo sismico corretti, garantendo la sicurezza e la conformità alla normativa vigente. 

In aggiunta, UrbisMap consente di contestualizzare la mappa sismica con altri dati urbanistici e normativi, permettendo una progettazione integrata e completa e precisa.

Adeguamento sismico di edifici esistenti

Gli edifici costruiti prima dell’entrata in vigore delle normative antisismiche più recenti, presentano non di rado vulnerabilità nella struttura. 

Per pianificare eventuali interventi di miglioramento o adeguamento sismico, i tecnici o gli amministratori incaricati della gestione degli edifici esistenti, hanno quindi la necessità di valutare il rischio sismico. 

Grazie a UrbisMap sono in grado di reperire queste informazioni in poco tempo, cercando la zona sismica in cui ricade l’immobile, infatti, possono valutare se è prioritario realizzare interventi strutturali, come l’installazione di dissipatori di energia o il rinforzo delle strutture portanti. 

La possibilità di accedere alla mappa della classificazione sismica in modo semplice, veloce e gratuito aiuta a sensibilizzare i condomini e agevolare le decisioni collettive, anche quando si tratta di investimenti impegnativi come l’adeguamento sismico.

Acquisto di un immobile o di un terreno

Chiunque sia interessato all’acquisto di un immobile, di un terreno o un edificio commerciale, dovrebbe informarsi non solo sullo stato attuale di conservazione e sulla regolarità urbanistica, ma anche riguardo il rischio sismico della zona.

Con UrbisMap, un potenziale acquirente può ottenere in pochi clic la classificazione sismica dell’area, semplicemente inserendo l’indirizzo dell’immobile.

Reperire questa informazione è essenziale per comprendere eventuali costi futuri legati alla messa in sicurezza dell’edificio. Per esempio, acquistare una casa che rientra nella Zona 1, e quindi ad alta intensità sismica, implica valutare la necessità di interventi di adeguamento sismico per garantire la sicurezza e ridurre il rischio di danni in caso di terremoto.

Allo stesso tempo, la consapevolezza del rischio può sicuramente incidere sulla decisione di acquisto dell’immobile.

In sintesi, la mappa della classificazione sismica in Italia è uno strumento importantissimo per la sicurezza delle costruzioni e per la pianificazione territoriale. 

Grazie a strumenti come UrbisMap, la consultazione di questa mappa è resa semplice, veloce e alla portata di tutti.

Utilizzare UrbisMap permette di ottenere informazioni sempre aggiornate e dettagliate, agevolando il lavoro di professionisti del settore e rendendo i cittadini più consapevoli e informati sui rischi sismici del territorio italiano. 

Consulta subito la Mappa della Classificazione Sismica sul Geoportale!

Iscriviti alla newsletter per non perdere tutti gli aggiornamenti!

Resta sempre aggiornato, seguici sui nostri canali social! 👇👇👇

Carta per la qualità di Roma aggiornata: online su UrbisMap

La Carta per la Qualità di Roma è un elaborato gestionale del Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Roma, approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n.18 del 12 febbraio 2008 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 14 marzo 2008.

Nella Carta per la qualità di Roma sono indicati tutti gli immobili e le aree urbane sottoposti a uno speciale regime di tutela individuato da Roma Capitale, autonomo rispetto agli altri vincoli statali e definito in accordo con la Sovrintendenza Capitolina.

È composta da 34 fogli in scala 1:10.000 e dalla “Guida per la Qualità degli interventi”, che fornisce le linee guida operative per la tutela e la trasformazione degli immobili inclusi.

La Carta per la qualità di Roma ha l’obiettivo principale di preservare il patrimonio architettonico e urbano della città, comprendendo edifici pubblici, impianti urbani e architetture contemporanee.

Questi elementi sono articolati in 7 famiglie principali:

  1. Morfologie degli impianti urbani
  2. Elementi degli spazi aperti
  3. Edifici con tipologia edilizia speciale
  4. Edifici e complessi moderni
  5. Preesistenze archeologico-monumentali
  6. Deposito archeologico e naturale del sottosuolo
  7. Locali di attività di interesse storico-artistico, culturale.

Aggiornamento 2024 della Carta per la qualità di Roma

La Carta per la qualità di Roma non è un documento statico, ma è un patrimonio in continuo aggiornamento ed è soggetta ad aggiornamenti periodici.

Dopo 15 anni, a giugno 2024, l’Assemblea Capitolina ha approvato l’aggiornamento della Carta, volto alla rigenerazione urbana della città e ad adeguare le tutele alle trasformazioni avvenute nel tempo. 

Tra le principali modifiche troviamo: 

Stralcio dalla Carta di circa 750 immobili: 700 individuati a seguito di istanze di parte, recepimento di trasformazioni urbanistiche, valutazioni congiunte con Sovrintendenza Capitolina che non possedevano caratteristiche da tutelare, a cui si aggiungono altri 50 immobili provenienti da segnalazioni e istanze pervenute a seguito della pubblicazione della proposta sui canali istituzionali. Tra essi figurano l’ex Velodromo dell’EUR e l’ex Fiera di Roma su Via Cristoforo Colombo.

Introduzione di 246 nuovi immobili da tutelare: di cui 113 villini storici nel Municipio Roma I Centro e 133 nel Municipio Roma II. Tali edifici saranno ora soggetti a un regime di tutela che richiede il parere preventivo della Sovrintendenza Capitolina per qualsiasi intervento.

Come consultare gratuitamente la Carta per la qualità di Roma su UrbisMap

Su UrbisMap la Carta per la qualità di Roma è consultabile online e da qualsiasi dispositivo. 

La consultazione è semplice, gratuita e intuitiva, segui questi semplici passaggi:

1. Accedi o registrati gratuitamente al Geoportale a questo link

2. Cerca il territorio di Roma tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti. 

3. Dalla tab dati, la seconda del menù principale, clicca sulla voce “Carta per la qualità di Roma” per attivare la visualizzazione della Carta in sovrapposizione alla mappa.

4. Seleziona l’edificio o l’area di interesse e leggi, sempre tramite la tab dati, tutte le informazioni restituite, come:

-categoria dell’immobile

-tipologia edilizia

-destinazione d’uso 

-eventuali vincoli associati

Su UrbisMap la Carta per la qualità di Roma è suddivisa in 3 tavole: A, B e C, ognuna delle quali permette di visualizzare differenti tipologie di immobili e aree.

Carta per la qualità di Roma, Tavola A

La tavola A mostra e restituisce informazioni su:

  • Morfologie degli impianti urbani (morfologie dei tessuti di origine medievale, morfologie degli impianti urbani dell’espansione otto-novecentesca, morfologie degli impianti urbani moderni, nuclei isolati di interesse storico-ambientale)
  • Elementi degli spazi aperti (strade e viali, filari arborei)
  • Locali e attività di interesse storico, artistico, culturale
carta per la qualità di Roma, tavola A

Carta per la qualità di Roma, Tavola B

La tavola B  mostra e restituisce informazioni su:

  • Edifici con tipologia edilizia speciale (ad impianto nodale, residenziali specifici, ad impianto seriale, ad impianto seriale complesso, ad impianto singolare, giardini e parchi di pertinenza delle ville storiche)
  • Edifici e complessi edilizi moderni.
carta per la qualità di Roma, tavola B

Carta per la qualità di Roma, Tavola C

La tavola C mostra e restituisce informazioni su:

  • Preesistenze archeologico – monumentali 
  • Deposito archeologico e naturale nel sottosuolo.
carta per la qualità di Roma, tavola C

Il Geoportale, inoltre, mette a disposizione gli elaborati:

Guida G2, ovvero la guida completa per la qualità degli interventi, che contiene criteri progettuali e prescrizioni per ogni tipologia di bene tutelato. Questo documento serve a fornire le linee guida per i progettisti e le amministrazioni, stabilire quali tipologie di interventi sono ammessi (restauro, demolizione ecc) e a garantire che gli interventi siano compatibili con il valore storico o morfologico dell’elemento.

Estratto guida G2, con informazioni specifiche riguardo alla zona consultata.

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili in formato pdf.

carta per la qualità di Roma: elaborato G2 (guida per la qualità degli interventi).

Casi d’uso: verifica della conformità urbanistica per un progetto di ristrutturazione

Prendiamo come esempio un professionista, come un architetto,incaricato della progettazione di un intervento di ristrutturazione edilizia su un immobile situato in un’area centrale della città di Roma. 

L’intervento prevede modifiche strutturali significative e un incremento volumetrico, è necessario dunque verificare la conformità del progetto alle previsioni urbanistiche vigenti. L’obiettivo è dunque quello di determinare se l’immobile è censito nella carta per la qualità e, in caso affermativo, valutare la compatibilità del progetto con le norme tecniche  di attuazione (NTA) del PRG e le indicazioni operative contenute nella guida per la qualità degli interventi (elaborato G2).

Accedendo al Geoportale riesce in pochi clic a visualizzare su mappa la carta per la qualità di Roma, consultare le informazioni relative alle aree tutelate, i vincoli specifici e le norme specifiche di ogni zona.

Incrociando poi le informazioni reperite con le specifiche del progetto, è in grado di valutare se le modifiche sono compatibili con le normative e, a seconda dell’esito, procedere o rivedere il progetto per allinearsi alle normative.

Questo processo di consultazione georeferenziata e di analisi della normativa e degli elaborati gestionali all’interno della stessa piattaforma, consente al professionista di valutare, in modo semplificato e rapido, la fattibilità urbanistica del proprio progetto in relazione ai vincoli specifici imposti dalla Carta per la qualità di Roma.

I vantaggi di utilizzare UrbisMap per consultare la carta per la qualità di Roma

Scegliere UrbisMap come strumento di consultazione di dati territoriali come la carta della qualità di Roma, porta con sé diversi vantaggi. Il Geoportale, con le sue funzionalità avanzate, supporta i professionisti in attività come:

Consultazione interattiva e semplificata: UrbisMap permette di consultare la carta della qualità di Roma direttamente online e attraverso una mappa interattiva, semplificando così l’accesso alle informazioni.

Accesso a dati urbanistici integrati: oltre alla Carta della qualità di Roma, UrbisMap consente la consultazione di altre informazioni urbanistiche, normative e catastali, offrendo una panoramica completa della situazione.

Strumenti di analisi e reportistica: UrbisMap offre la possibilità di generare report di destinazione urbanistica dettagliati relativi a specifiche aree, utilissimi per la valutazione di compatibilità dei progetti con le normative vigenti e per raccogliere tutte le informazioni territoriali di quel punto specifico in un unico documento.

Dati ufficiali e sempre aggiornati: il Geoportale raccoglie dati di fonti ufficiali e sempre aggiornati con le ultime modifiche e aggiornamenti normativi, garantendo l’accesso a informazioni sempre attuali. 

In sintesi, l’accesso alla Carta per la qualità di Roma attraverso piattaforme come UrbisMap, offre un vantaggio concreto ai professionisti del settore, semplificando e velocizzando la ricerca la fase di ricerca e analisi delle informazioni urbanistiche, territoriali e normative.

Consulta la Carta per la qualità di Roma sul Geoportale!

Iscriviti alla newsletter per non perdere tutti gli aggiornamenti!

Resta sempre aggiornato, seguici sui nostri canali social! 👇👇👇

Servizio digitalizzazione archivi comunali UrbisMap: soluzioni per PA

Negli ultimi anni la questione “digitalizzazione archivi comunali” è diventata una necessità sempre più urgente per gli Enti pubblici in Italia, strettamente legata agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione.

Oggi, molti Comuni si trovano ancora a dover gestire archivi cartacei ingombranti, spesso conservati in spazi non idonei e difficili da consultare.

In questo contesto UrbisMap si propone come partner strategico per aiutare le Pubbliche Amministrazioni nella digitalizzazione degli archivi cartacei e scansione delle pratiche edilizie, offrendo un servizio completo che parte dal riordino iniziale dell’archivio, fino alla creazione di fascicoli edilizi consultabili su mappa.

Perché digitalizzare gli archivi comunali?

Gli archivi comunali contengono decenni di documenti cartacei che rappresentano la memoria amministrativa e tecnica del territorio. Tuttavia, l’utilizzo esclusivo della carta comporta diverse criticità:

-Tempi lunghi di ricerca e consultazione

-Alto rischio di deterioramento, perdita o danneggiamento dei documenti

-Costi elevati per la gestione fisica e lo spazio di archiviazione

-Scarsa efficienza nei procedimenti amministrativi, come dimostrato dall’impatto del Superbonus 110%, che ha generato una grossa mole di richieste di accesso agli atti spesso ingestibili da parte degli uffici comunali.

Gli archivi cartacei, ad oggi, rappresentano quindi un ostacolo rilevante per l’efficienza degli uffici tecnici, rendendo la digitalizzazione una necessità.

Il servizio di digitalizzazione degli archivi di UrbisMap: una soluzione completa e flessibile

UrbisMap offre a Enti e Pubbliche Amministrazioni un servizio di digitalizzazione archivi comunali completo e personalizzabile in base alle proprie esigenze.

Il processo è suddiviso in diverse fasi operative, interamente gestite da personale specializzato, in conformità con le normative archivistiche e nel rispetto delle procedure autorizzative previste.

Vediamole insieme:

1. Sopralluogo tecnico e analisi dell’archivio

Il primo passo è organizzare un sopralluogo presso la sede dell’Ente, durante la quale viene valutato lo stato di conservazione del fondo archivistico, la quantità e la tipologia della documentazione presente. Questa fase è essenziale per definire un piano operativo su misura. 

2. Redazione del progetto e autorizzazione

A seguito del sopralluogo, l’archivista, figura fondamentale per tutto il processo di digitalizzazione della banca dati, prepara un progetto di riordino (obbligatorio per ogni Ente) e digitalizzazione dell’archivio che dovrà essere presentato e approvato dalla Soprintendenza Archivistica. 

Il progetto include:

– La schedatura di tutti i documenti presenti nell’archivio per conoscere ciò che è effettivamente contenuto all’interno delle pratiche

– Il riordino delle pratiche in base alla struttura originaria di produzione

– L’etichettatura dei faldoni con codici univoci, che verranno poi riportati nel file digitale dell’archivio.

L’autorizzazione della Soprintendenza è un passaggio necessario e molto importante, che garantisce la correttezza del processo e la tutela del patrimonio documentale.

3. Riordino e schedatura dell’archivio

Una volta approvato il progetto, l’archivio viene schedato e riordinato fisicamente. L’archivista cataloga i documenti e predispone l’archivio alla fase di scansione. Questo passaggio può essere effettuato presso la sede dell’Ente o direttamente presso quella di UrbisMap.

4. Scansione e digitalizzazione delle pratiche

Tutta la documentazione dell’archivio viene trasferita nella sede di UrbisMap e viene sottoposta alla fase di scansione in alta risoluzione, grazie all’utilizzo di dispositivi professionali che preservano ogni dettaglio del documento cartaceo.

Successivamente le pratiche vengono metadatate e archiviate digitalmente in cloud certificati, permettendo di riprodurre fedelmente in digitale tutte le informazioni che descrivono e contestualizzano ogni documento.

5. Restituzione della documentazione cartacea

Terminata la fase di scansione, tutta la documentazione cartacea originale viene restituita all’Ente di appartenenza, sempre con preliminare autorizzazione da parte della Soprintendenza Archivistica, e accompagnati dalla copia digitale completa.

6. Georeferenziazione sul Geoportale

Uno degli aspetti più innovativi del servizio di UrbisMap è l’integrazione dei documenti digitalizzati all’interno del Geoportale, attribuendo ad ogni pratica specifiche coordinate geografiche. 

7. Fascicolo del fabbricato

Grazie alla georeferenziazione su mappa delle pratiche edilizie, viene creato un fascicolo digitale del fabbricato. Questo permette di raggruppare tutte le pratiche edilizie relative al medesimo edificio e consente agli uffici tecnici del comune di accedere facilmente all’intera storia edilizia di un terreno o di un fabbricato direttamente dalla mappa e in pochi clic.

I vantaggi per la Pubblica Amministrazione

Scegliere di digitalizzare l’archivio con UrbisMap significa:

Ridurre i tempi di gestione delle richieste di accesso agli atti

Migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini

Abbattere i costi di conservazione e archiviazione cartacea

Facilitare il lavoro degli uffici tecnici, rendendo le informazioni accessibili in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo

– Avere il proprio archivio sempre ordinato

Semplificare le attività di pianificazione urbana grazie alla mappatura dei fascicoli edilizi.

In più, oltre alla digitalizzazione degli archivi, UrbisMap offre ad Enti e Pubbliche Amministrazioni pieno accesso al Geoportale e ai servizi in cloud creati per supportare le PA nella gestione del territorio e nel processo di trasformazione digitale, includendo la pubblicazione di tutti i dati territoriali, la redazione semplificata e velocizzata di CDU e altri strumenti avanzati per gli uffici tecnici.

Utilizzo dei fondi residui PNRR per la digitalizzazione degli archivi

La digitalizzazione degli archivi è un intervento che, pur richiedendo uno sforzo in termini di tempo e investimenti, ripaga immediatamente e quotidianamente il lavoro dell’amministrazione. 

Il PNRR ha sempre fortemente incentivato la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, attivando diverse Misure e destinando fondi mirati.

Come accennato in questo articolo, di recente, il Dipartimento per la trasformazione digitale ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale la nuova direttiva per la gestione di importi residui derivanti dal PNRR.

Secondo la direttiva, se un Comune ha ricevuto i fondi PNRR destinati alla digitalizzazione e ha delle eccedenze non spese, queste possono essere impiegate per avviare ulteriori servizi mirati al raggiungimento del medesimo scopo, come la digitalizzazione degli archivi. 

L’utilizzo dei fondi residui PNRR rappresenta un’opportunità concreta per consolidare e ampliare la trasformazione digitale. Destinare una parte di queste risorse ai servizi di UrbisMap non solo è in linea con le indicazioni del DTD, ma offre una via efficace per migliorare l’efficienza operativa, semplificare i processi amministrativi, garantire maggiore trasparenza e fornire servizi digitali più accessibili a cittadini e imprese.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sul servizio di digitalizzazione archivi comunali di UrbisMap? Contattaci subito utilizzando il form sottostante e troveremo insieme la soluzione più adatta per la tua amministrazione!

Resta sempre aggiornato, seguici sui nostri canali social! 👇👇👇