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Iperammortamento 2026: come funziona, vantaggi fiscali e perché investire in UrbisMap Premium

Il panorama della finanza agevolata in Italia si appresta a vivere una trasformazione radicale. Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026 (L.199/2025), il Governo ha introdotto il nuovo Iperammortamento 2026, una misura destinata a sostituire e superare i precedenti piani Transizione 4.0 e 5.0.

Questa novità segna il ritorno a un meccanismo di maxi-deduzione fiscale, abbandonando la logica del credito di imposta per puntare su un incentivo strutturale che premia la capacità delle imprese di generare imponibile e investire in tecnologie all’avanguardia.

In questo contesto di profondo rinnovamento, investire in software avanzati e piattaforme digitali non è più solo una scelta di efficienza, ma una strategia fiscale intelligente. 

Nell’articolo di oggi esploreremo nel dettaglio come funziona il nuovo finanziamento, chi può beneficiarne e perchè UrbisMap Premium rappresenta una delle migliori risorse in cui investire per cavalcare la trasformazione digitale richiesta dal paradigma 4.0.

Cos’è il nuovo Iperammortamento 2026?

A differenza dei crediti d’imposta degli ultimi anni, il nuovo Iperammortamento 2026 opera come una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria. 

In termini pratici, l’impresa può dedurre fiscalmente (ai fini IRES e IRPEF) un valore molto superiore rispetto a quello effettivamente pagato per l’acquisto del bene.

Le aliquote e gli scaglioni

Il beneficio viene calcolato secondo una logica a scaglioni, rendendo l’incentivo particolarmente generoso per gli investimenti di piccole e medie dimensioni:

  • +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro. Ciò significa che un bene che costa 100 viene dedotto fiscalmente come se valesse 280, con un risparmio fiscale stimato (con IRES al 24%) pari al 43,2%.
  • +100% per la quota di investimento tra 2.5 e 10 milioni di euro.
  • +50% per la quota oltre i 10 milioni e fino a un tetto massimo di 20 milioni di euro.

I beneficiari: chi può accedere al finanziamento?

L’agevolazione è rivolta a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in strutture produttive ubicate nel territorio italiano.

Tuttavia, esistono delle condizioni e delle esclusioni tassative: 

Requisiti di conformità: la spettanza del beneficio è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali (DURC regolare).

Soggetti esclusi: non possono accedere all’incentivo le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa o concordato preventivo senza continuità aziendale.

Tempistiche: le date da segnare

L’orizzonte temporale della misura è ampio, facilitando la pianificazione degli investimenti sul lungo periodo. 

La nuova disciplina è applicabile agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

È importante sottolineare che ai fini fiscali rileva la data di effettuazione dell’investimento (consegna o spedizione per i beni mobili) e non la semplice data dell’ordine o del pagamento di acconti, salvo casi specifici di “code” normative per ordini effettuati entro la fine di un periodo.

Cosa si può acquistare: allegati IV e V

I beni agevolabili devono tassativamente rientrare i due elenchi tecnici che aggiornano i vecchi allegati di industria 4.0. 

Allegato IV (Beni materiali)

Include macchinari controllati da sistemi computerizzati, robot, magazzini automatizzati e infrastrutture hardware per l’elaborazione di dati e intelligenza artificiale (HPC, edge computing).

Allegato V (Beni immateriali e software)

Questa è la categoria che include le piattaforme digitali e i sistemi necessari alla gestione dei processi. Tra i beni ammissibili troviamo:

  • Software e piattaforme per la modellazione 3D e la simulazione
  • Sistemi per la gestione e l’archiviazione digitale integrata (Big Data Analytics).
  • Software di Artificial Intelligence e machine learning.
  • Applicazioni per la protezione dei dati e cybersecurity. 
  • Digitali Twin e soluzioni per la visualizzazione immersiva dei dati.

Un requisito fondamentale per i software è che siano funzionali alla trasformazione digitale e che garantiscano l’interconnessione con i sistemi aziendali. 

Inoltre, una novità rilevante del 2026 è il vincolo “made in EU/SEE” : i beni devono essere prodotti negli Stati membri dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo.

Come accedere all’incentivo

L’accesso non è automatico ma richiede un iter documentale rigoroso per “blindare” l’agevolazione in caso di controlli.

La procedura prevede:

1. Comunicazioni telematiche: è necessario trasmettere comunicazioni preventive, di conferma  di completamento, tramite la piattaforma gestita dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). 

2. Perizia tecnica: per investimenti superiori a 300.000 euro, è obbligatoria una perizia tecnica asseverata rilasciata da un professionista abilitato (ingegnere o perito) che attesti le caratteristiche tecniche e l’interconnessione dei beni.

3. Certificazione contabile: l’effettivo sostenimento delle spese deve essere attestato da un revisore legale dei conti. 

Cumulabilità

L’iperammortamento 2026 è cumulabile con ulteriori agevolazioni finanziate con con risorse nazionali ed europee che hanno come oggetto gli stessi costi, a condizione che il sostegno non copra le medesime quote di costo dei singoli investimenti del progetto di innovazione e non determini il superamento dei costo sostenuto.

Non è consentita, invece, la cumulabilità con il credito d’imposta “Industria 4.0”.

La nostra proposta: UrbisMap come risorsa strategica per l’iperammortamento 2026

Nel contesto della digitalizzazione dei processi tecnici e urbanistici , UrbisMap si posiziona come una risorsa tecnologica d’eccellenza, perfettamente in linea con i requisiti dell’Allegato V relativi ai software di analisi, archiviazione e gestione di Big Data territoriali.

Perché investire in UrbisMap Premium?

UrbisMap è un Geoportale avanzato che raccoglie piani urbanistici, dati catastali, vincoli e normative di tutto il territorio nazionale.

Per i professionisti dell’edilizia, dell’immobiliare e delle energie rinnovabili, il passaggio alla versione Premium rappresenta un salto tecnologico che abilita funzioni di analisi dei dati in real-time.

Le funzionalità avanzate di UrbisMap Premium includono:

Ricerca catastale avanzata: consente di effettuare ricerche in tutta Italia tramite dati censuari (foglio e particella) collegandosi direttamente ai sistemi dell’Agenzia delle Entrate.

Layout di stampa: in pochi clic è possibile generare tavole di inquadramento territoriale ed estratti di mappa in scala, esportabili in formato dwg per essere aperti e modificati su sistemi CAD.

Strumenti di misura intelligenti: permette di calcolare distanze, aree e perimetri da remoto, direttamente su mappa, facilitando studi di fattibilità per nuovi impianti o interventi edilizi.

Snapshot e integrazione GIS: è possibile esportare immagini georeferenziate di specifici tematismi per caricarle sui propri sistemi GIS nella corretta posizione spaziale. 

L’integrazione con l’iperammortamento 2026

L’acquisto di abbonamenti pluriennali (6, 12 o 24 mesi) a UrbisMap Premium rientra tra le spese in software e piattaforme digitali ammissibili. Trattandosi di un servizio sviluppato in Italia, risponde perfettamente anche al requisito di origine UE richiesto dalla nuova normativa.

Investire in UrbisMap significa digitalizzare le fasi preliminari di sopralluogo, rilievo e analisi normativa, riducendo i tempi di progettazione e aumentando la precisione dei dati.

Grazie all’iperammortamento, il costo di questo potenziamento tecnologico viene abbattuto sensibilmente attraverso la maxi-deduzione fiscale, permettendo allo studio tecnico o all’impresa di dotarsi di uno strumento all’avanguardia con un impatto economico ridotto. 

In sintesi, il nuovo Iperammortamento 2026 è un’opportunità irripetibile per modernizzare i propri strumenti di lavoro. 

Il passaggio dal credito d’imposta alla deduzione maggiorata richiede una pianificazione fiscale attenta e la scelta di partner tecnologici solidi. 

UrbisMap non rappresenta solo un software, ma un ecosistema di dati che trasforma e semplifica il modo di operare sul territorio.

Vuoi sfruttare gli incentivi 2026 per integrare UrbisMap Premium nei tuoi processi aziendali? Scegli subito la soluzione più adatta per le tue esigenze! 

Se hai bisogno di aiuto o di maggiori informazioni sui nostri servizi? Contattaci al +39 389 2132211 oppure utilizzando il form sottostante

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Piano di Governo del Territorio di Milano: strategie, prospettive e consultazione online

Il Piano di Governo del Territorio di Milano (PGT)  rappresenta lo strumento cardine per la gestione e lo sviluppo del territorio milanese.

Il Piano è stato adottato con Delibera n.4 della Seduta Consiliare del 23/01/2023, approvato con Delibera n.44 del 3/07/2023 e pubblicato sul BURL n.40 del 4/19/2023.

Consultabile e accessibile sul Geoportale UrbisMap, il PGT di Milano delinea una visione strategica volta a coniugare la crescita urbana con la tutela ambientale, la rigenerazione e l’inclusione sociale.

Nell’articolo di oggi analizzeremo la struttura del piano, i suoi obiettivi e come navigare agevolmente tra le sue tavole su UrbisMap.

Cos’è il PGT di Milano e come si compone

Il Piano di Governo del Territorio di Milano è l’atto che disciplina l’assetto del territorio comunale, recependo le prescrizioni degli strumenti di pianificazione sovraordinata e producendo effetti diretti sul regime giuridico dei suoli.

Il piano è strutturato in tre componenti principali, tra cui spicca il Piano delle Regole, che individua e disciplina le aree del Tessuto Urbano Consolidato (TUC) e le aree destinate all’agricoltura.

Le Norme di Attuazione del Piano delle Regole, pubblicate ufficialmente nell’ottobre 2023, offrono un quadro normativo vincolante per ogni intervento edilizio e urbanistico.

Esse si compongono di vari titoli che spaziano dalle disposizioni generali alla rigenerazione urbana, fino alle tutele ambientali e aeroportuali.

Il cuore del Piano delle Regole: il Tessuto Urbano Consolidato (TUC)

Il territorio milanese è suddiviso in ambiti morfologici specifici all’interno del Tessuto Urbano Consolidato. Questi includono:

  • Nuclei di antica formazione (NAF): parti del territorio con caratteristiche storiche e identitarie riconoscibili.
  • Tessuto urbano di recente formazione (TRF): ulteriormente suddiviso in ambiti contraddistinti da un disegno urbano riconoscibile (ADR) e ambiti di rinnovamento urbano (ARU).
  • Aree destinate all’agricoltura: intese come presidio economico e ambientale del territorio.

Per assicurare una distribuzione della capacità edificatoria equilibrata, il PGT di Milano applica il principio della perequazione urbanistica, attribuendo a tutte le aree del TUC un indice di edificabilità territoriale unico (IT unico) pari a 0,35 mq/mq. 

Questo indice genera diritti edificatori che possono essere trasferiti o utilizzati per raggiungere indici massimi superiori (fino a 0,70 mq/mq 0 1 mq/mq in zone ad alta accessibilità), previo ricorso a meccanismi di compensazione o edilizia sociale.

Rigenerazione urbana e grandi funzioni urbane (GFU)

Uno degli obiettivi principali del PGT di Milano è la rigenerazione diffusa, che mira alla riqualificazione dell’ambiente costruito e alla realizzazione di nuove infrastrutture verdi.

Il piano individua ambiti specifici per le Grandi Funzioni Urbane (GFU), destinati a servizi pubblici o privati di carattere strategico.

Tra gli esempi più significativi di GFU troviamo:

– Bovisa – Goccia – Villapizzone: destinata all’ampliamento del campus universitario e alla creazione di parchi scientifici.

– Piazza d’Armi: nel quale è prevista la realizzazione di un grande parco urbano che deve coprire almeno il 75% della superficie territoriale.

– San Siro: ambito a prevalente proprietà comunale dove il Consiglio Comunale può autorizzare funzioni accessorie per garantirne la sostenibilità finanziaria.

Sostenibilità e resilienza: verso la neutralità carbonica

Il Piano di Governo del Territorio di Milano introduce standard innovativi per contrastare il cambiamento climatico.

L’Articolo 10 stabilisce infatti che gli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione urbanistica debbano obbligatoriamente raggiungere la neutralità carbonica.

Le strategie includono:

Riduzione delle emissioni di CO2e: attraverso soluzioni a elevate prestazioni energetiche e materiali sostenibili.

Riduzione dell’impatto climatico: tramite il rispetto di un indice specifico calcolato in base alle superfici verdi, come tetti verdi, pareti ventilate e pavimentazioni permeabili.

Gestione delle acque: promuovendo l’invarianza idraulica e il riutilizzo delle acque meteoriche. 

Tutele speciali e vincoli

Il piano non trascura la salvaguardia del patrimonio e la sicurezza dei cittadini. 

Ampio spazio è dedicato alla componente geologica, idrogeologica e sismica, suddividendo il territorio in classi di fattibilità (da II a IV) in base alla pericolosità idraulica e alla soggiacenza della falda. 

Inoltre, sono recepiti i vincoli aeroportuali relativi agli scali di Linate e Bresso, che limitano l’altezza degli edifici e le attività antropiche nelle zone di tutela per garantire la sicurezza della navigazione aerea.

Come consultare il Piano di Governo del Territorio di Milano su UrbisMap

Consultare il complesso apparato normativo e cartografico del PGT di Milano può sembrare una sfida, ma il Geoportale UrbisMap semplifica significativamente questo processo, rendendo i dati accessibili a professionisti e cittadini. 

Ecco i semplici passaggi da seguire per consultare il PGT di Milano:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e procedi con l’accesso o la registrazione gratuita al Geoportale.

2. Utilizza la barra di ricerca per cercare il territorio di Milano o un indirizzo specifico, oppure naviga direttamente sulla mappa fino al punto di tuo interesse.

3. Vai nella tab layers, la terza del menu principale e, dalla sezione “seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Piano di Governo del Territorio di Milano” per visualizzare il piano in sovrapposizione alla mappa di sfondo.

4. Una volta geolocalizzato l’immobile o l’area clicca sulla mappa per attivare la lettura del piano.

5. Spostati nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui UrbisMap mostrerà automaticamente tutte le informazioni urbanistiche relative a quel punto.

UrbisMap mette, per una lettura completa del Piano di Governo del Territorio di Milano, mette a disposizione, sotto la voce “Allegati del piano”, le Norme Tecniche di Attuazione, consultabili e scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

L’utilizzo di strumenti digitali come UrbisMap è fondamentale per democratizzare l’accesso alle informazioni urbanistiche, permettendo a chiunque di comprendere il proprio territorio. 

Consulta subito il Piano di Governo del Territorio di Milano, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Piano Regolatore Generale di Roma: sistemi, regole e consultazione online su UrbisMap

Il Piano Regolatore Generale di Roma è il principale strumento urbanistico che disciplina l’uso del suolo e la trasformazione fisica e funzionale dell’intero territorio comunale.

Approvato definitivamente con la Delibera di Consiglio Comunale n.18 del 12 febbraio 2008, dopo un lungo iter avviato con l’adozione del 2003, il PRG di Roma rappresenta la “bussola” per lo sviluppo della capitale, puntando alla riqualificazione del territorio secondo principi di sostenibilità ambientale e perequazione urbanistica.

Il piano non è solo un insieme di vincoli, ma una visione di città che si articola attraverso una complessa struttura normativa e cartografica.

Gli elaborati del Piano Regolatore Generale di Roma

Per interpretare correttamente le dinamiche della città di Roma, il PRG non si affida ad un unico documento, ma a una serie di elaborati raggruppati in categorie a seconda del loro valore normativo:

Elaborati prescrittivi

Rappresentano il cuore del Piano e definiscono i diritti e i doveri di chi intende trasformare la città. Includono le Norme Tecniche di Attuazione (NTA) e, per la prima volta, per sottolineare l’importanza dell’ambiente nella trasformazione della città, anche le carte della “Rete ecologica” entrano a far parte degli elaborati prescrittivi.

Elaborati gestionali

Forniscono informazioni e riferimenti (storici, ambientali, geologici) per rendere realizzabili le previsioni. Tra questi spicca la carta per la qualità, che individua gli elementi di pregio da conservare.

Elaborati indicativi

Sono un gruppo di elaborati con valore programmatico che ha lo scopo di fornire indicazioni e spunti per la progettazione e valutazione degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia in attuazione del PRG. 

Elaborati descrittivi e per la comunicazione

Illustrano le scelte generali del Piano (modello policentrico, mobilità) e la loro declinazione nei singoli Municipi attraverso scenari sintetici.

Obiettivi e strategie del PRG di Roma

Il PRG di Roma persegue obiettivi di riqualificazione e valorizzazione, agendo su criteri di economicità, efficacia e semplificazione amministrativa. 

La strategia si basa su un modello di città multipolare, volto a ridurre il carico urbanistico sul centro storico e a potenziare i servizi nelle aree periferiche.

Un pilastro fondamentale è la perequazione urbanistica, un principio che mira a ripartire equamente i vantaggi e gli oneri derivanti dalle trasformazioni tra i diversi soggetti coinvolti, garantendo al Comune la possibilità di acquisire aree per servizi pubblici o edilizia sociale.

I sistemi del PRG: zonizzazione e NTA

Il territorio comunale è suddiviso in “sistemi”, che costituiscono le unità base della disciplina urbanistica.

1. Il sistema insediativo

È articolato in diverse componenti, ognuna con regole specifiche di intervento:

Città storica: comprende l’area interna alle mura e le espansioni consolidate del primo Novecento. Qui gli interventi sono finalizzati alla conservazione e alla valorizzazione dei caratteri storico-morfologici, limitando i cambi di destinazione d’uso che potrebbero compromettere l’identità sociale dei rioni.

Città consolidata: parti della città stabilmente configurate, dove l’obiettivo è il completamento e il miglioramento della qualità architettonica e degli spazi pubblici.

Città da ristrutturare: aree caratterizzate da impianti urbanistici incompleti che richiedono interventi di riordino, integrazione di servizi e miglioramento della viabilità.

Città della trasformazione: ambiti di nuovo impianto destinati a soddisfare il fabbisogno residenziale e produttivo, garantendo la sostenibilità delle nuove espansioni.

Progetti strutturanti: includono le centralità metropolitane e urbane (come Tiburtina o Romanina), nodi strategici connessi alla rete del trasporto pubblico su ferro destinati a diventare nuovi poli di servizi e attività.

2. Il sistema ambientale e agricolo 

Roma è il comune agricolo più grande d’Europa e il PRG mira a tutelare questa ricchezza attraverso:

Rete ecologica: un sistema di ecosistemi che garantisce la biodiversità urbana.

Agro Romano: aree destinate prevalentemente all’attività agricola, dove sono ammessi interventi legati alla conduzione del fondo, all’agriturismo e alla valorizzazione del paesaggio agrario.

Parchi Agricoli: zone di particolare pregio paesaggistico e archeologico soggette a programmi di tutela attiva.

La Carta per la qualità di Roma

Un elemento distintivo del PRG di Roma è la Carta per la qualità. In questo elaborato sono censiti tutti gli elementi (edifici, spazi aperti, morfologie urbane, preesistenze archeologiche) che presentano un valore urbanistico o culturale da preservare. 

Qualsiasi intervento su questi beni o nelle loro fasce di rispetto è rigorosamente normato e, in molti casi, subordinato al parere della Sovrintendenza comunale o statale. 

Modalità di attuazione intervento diretto o indiretto

Il Piano Regolatore Generale di Roma si attua attraverso due modalità principali:

  • Intervento diretto: realizzabile tramite titolo abilitativo ordinario (come il permesso di costruire o la SCIA/DIA) nelle aree già consolidate o nel sistema ambientale.
  • Intervento indiretto: obbligatorio per alcuni ambiti più complessi, richiede l’approvazione di strumenti urbanistici esecutivi, come Piani di Recupero,  Programmi Integrati o Progetti Urbani. Questi strumenti garantiscono una progettazione unitaria e la verifica della sostenibilità sociale e infrastrutturale delle trasformazioni.

Come consultare il PRG di Roma online: Geoportale UrbisMap

La complessità del territorio di Roma rende indispensabile l’utilizzo di tecnologie GIS per la consultazione dei dati urbanistici. La digitalizzazione  del Piano Regolatore Generale di Roma su UrbisMap permette a professionisti, imprese e cittadini di navigare tra i diversi sistemi e regole con estrema semplicità.

Ecco come accedere alle informazioni del PRG di Roma in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, o registrati gratuitamente, al Geoportale.

2. Cerca ora il territorio di Roma tramite l’apposita barra oppure direttamente tramite mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale, dove troverai tutte le informazioni urbanistiche territoriali relative al punto cliccato.

Link al piano: https://www.urbismap.com/roma

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Piani urbanistici online con UrbisMap: guida completa alla pubblicazione e consultazione

Negli ultimi anni la digitalizzazione delle informazioni territoriali è diventata una priorità per le Pubbliche Amministrazioni italiane: la pubblicazione dei piani urbanistici online non è più solo un obbligo normativo, ma un’opportunità per migliorare trasparenza, partecipazione ed efficienza nella gestione del territorio. 

In questo contesto il Geoportale UrbisMap si pone come piattaforma di riferimento per pubblicare, consultare e gestire piani urbanistici e dati territoriali su un unico Geoportale nazionale, accessibile a cittadini, tecnici e amministrazioni.

Perché è fondamentale pubblicare i piani urbanistici online

La pubblicazione online dei piani urbanistici è diventata ormai essenziale per diverse motivazioni, che vanno ben oltre il semplice obbligo normativo.

1. Trasparenza e accessibilità degli atti urbanistici

La pubblicazione online permette a chiunque di accedere facilmente ai piani urbanistici, ai regolamenti e alle normative: questo implica un migliore accesso all’informazione per cittadini, professionisti e imprese, aumentando fiducia e partecipazione.

2. Supporto operativo a tecnici e professionisti

Professionisti come architetti, geometri, ingegneri o agenti immobiliari devono spesso consultare le norme urbanistiche aggiornate. Con UrbisMap queste informazioni sono accessibili in pochi clic, riducendo le richieste agli uffici tecnici e ottimizzando i processi di lavoro.

3. Adempimento agli obblighi di legge

Secondo il Decreto Legislativo n.33/2013 e il D.Lgs. 97/2016 (FOIA), tutte le Pubbliche Amministrazioni devono pubblicare gli atti di governo del territorio online, la mancata pubblicazione annulla l’efficacia normativa di tali atti.

4. Riduzione dei rischi di discrezionalità e corruzione

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) richieda la pubblicazione tempestiva delle varianti urbanistiche già dalla fase iniziale, in modo da assicurare la massima trasparenza delle decisioni amministrative.

UrbisMap: il Geoportale nazionale per piani urbanistici e dati territoriali

UrbisMap è una piattaforma digitale che centralizza la pubblicazione e la consultazione di piani urbanistici, norme e dati catastali di tutto il territorio nazionale, consentendo il libero accesso a questi dati da qualsiasi dispositivo.

Come pubblicare gratuitamente i piani urbanistici su UrbisMap

La procedura è pensata per essere semplice, rapida e totalmente gratuita, così da agevolare le pubbliche amministrazioni nell’adempimento normativo e nella diffusione delle informazioni.

Step 1: invio dei dati

Le amministrazioni inviano i file cartografici dei piani (in formato vettoriale, shapefile o DWG) e la normativa associata, usando l’indirizzo email dati@urbismap.com

Step 2: elaborazione tecnica

Il team di UrbisMap riceve, georeferenzia e prepara i dati per la pubblicazione sul Geoportale.

Step 3: pubblicazione e aggiornamenti

Una volta pubblicato, il piano viene periodicamente aggiornato con eventuali varianti o modifiche approvate, garantendo così una documentazione sempre aggiornata.

Se il Comune o l’Ente per cui lavori è ancora dotato di documentazione cartacea, non è un problema: scopri il servizio di digitalizzazione di UrbisMap e contattaci per trovare la soluzione migliore per la tua amministrazione!

Quali piani urbanistici si possono pubblicare su UrbisMap?

UrbisMap supporta la pubblicazione di una vasta gamma di strumenti urbanistici, dal Piano Regolatore Generale (PRG), Piano Urbanistico Comunale (PUC), fino ai piani attuativi di specifiche aree urbanistiche, come quelli per i centri storici.

Ma ancora:

  • Programmi di Fabbricazione (PdF)
  • Piani per insediamenti produttivi (PIP)
  • Piani di zona per l’edilizia economica e popolare (PEEP)
  • Piani per l’assetto idrogeologico (PAI)
  • Piani di classificazione acustica

Oltre ai piani in vigore, è possibile sfruttare la piattaforma anche durante l’iter procedurale che anticipa l’entrata in vigore di un piano, soprattutto durante la fase di evidenza pubblica.

In più, per un principio di accessibilità e trasparenza, l’amministrazione può scegliere di pubblicare i piani decaduti, fornendo un quadro storico completo della pianificazione del territorio.

UrbisMap come punto di incontro tra PA, cittadini e professionisti

Il punto di forza di UrbisMap risiede nella sua funzione unificatrice che, all’interno di un sistema spesso disomogeneo e frammentato, mette in comunicazione cittadini, tecnici e amministrazioni. 

Centralizzazione dei dati

UrbisMap riunisce in un’unica piattaforma online tutte le informazioni urbanistiche, territoriali e catastali, garantendo facilità di ricerca e consultazione.

Consultazione intuitiva e immediata

Bastano pochi passaggi per ricercare un comune o una zona, visualizzare i piani in mappa e accedere alle informazioni e ai documenti tecnici.

Facilità d’uso per tutti

Il Geoportale è stato progettato per essere facilmente utilizzabile da chiunque, anche da utenti meno tecnici, abbattendo così le barriere di accesso alle informazioni urbanistiche.

In questo senso, UrbisMap non è solo un Geoportale che raccoglie dati urbanistici, ma funziona come ponte che unisce le esigenze di tutte le parti coinvolte, che fanno finalmente riferimento a un’unica piattaforma gratuita.

Come consultare i piani urbanistici su UrbisMap

Consultare i piani urbanistici su UrbisMap è estremamente intuitivo. una volta effettuata la registrazione gratuita e aver eseguito l’accesso al proprio account, ciascun utente può:

– Ricercare e selezionare il comune o la zona di interesse.

– Geolocalizzarsi su mappa e visualizzare le informazioni urbanistiche relative al punto cliccato.

– Consultare la documentazione tecnica e le normative vigenti

– Scaricare i documenti allegati disponibili per quella determinata zona, come le norme tecniche di attuazione o il regolamento edilizio.

– Scaricare un pratico report di destinazione urbanistica, che contiene, in un unico documento, tutte le informazioni urbanistiche e normative dettagliate del punto interrogato.

Perché scegliere UrbisMap per la pubblicazione dei piani

Pubblicare gratuitamente i piani urbanistici online sul geoportale rappresenta una strategia vincente per aumentare trasparenza, efficienza e partecipazione pubblica. 

Con UrbisMap, enti, professionisti e cittadini hanno accesso a un’unica piattaforma nazionale semplice, affidabile e sempre aggiornata.

Vuoi pubblicare gratuitamente i piani del tuo comune sul Geoportale UrbisMap? Contattaci subito o inviaci i dati in formato vettoriale all’ indirizzo “dati@urbismap.com” e ci occuperemo di caricarli sul Geoportale nel giro di pochi giorni!

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PTRC del Veneto: strategie e prospettive di governo del territorio

Il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) del Veneto, disponibile e consultabile su UrbisMap, è lo strumento fondamentale attraverso cui la Regione del Veneto governa in modo organico e integrato il proprio territorio. 

Definito dalla Legge regionale n.11 del 23 aprile 2004, il PTRC del Veneto è l’espressione di una visione strategica ampia, che indica gli obiettivi e le principali linee di organizzazione e assetto del territorio regionale, delineando le strategie e le azioni necessarie per realizzarle in coerenza con il Programma Regionale di Sviluppo.

Nell’articolo di oggi vediamo insieme cos’è il PTRC del Veneto, la sua natura giuridica e tecnica, i principi alla base, gli ambiti di intervento, gli obiettivi principali del piano e le prospettive per il futuro della pianificazione territoriale veneta.

PTRC del Veneto: natura e funzione

Il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento del Veneto è lo strumento di governo del territorio regionale superiore a tutti gli altri piani territoriali e urbanistici comunali e provinciali, con l’esclusione dei piani paesaggistici ai sensi del D.Lgs. 42/2004.

L’obiettivo principale del PTRC è offrire una visione strategica unitaria in grado di: 

– orientare e coordinare ogni altra pianificazione territoriale (provinciale e comunale);

– armonizzare lo sviluppo del territorio con le politiche europee, nazionali e regionali;

– tutelare le risorse naturali, culturali e paesaggistiche;

– promuovere uno sviluppo economico sostenibile che consideri qualità della vita, inclusione sociale e salvaguardia ambientale.

Il PTRC del Veneto attuale è definito come un piano di “seconda generazione”, poiché non si limita a una semplice revisione del precedente piano del 1992, ma si adatta a un contesto socio-economico profondamente mutato.

La sua natura è quella di un “piano-quadro”, ovvero uno strumento di grande scala che privilegia le strategie e le scale progettuali rispetto alle semplici prescrizioni normative.

Un concetto chiave che lo descrive è quello di “piano-rete”. Il PTRC non impone solo vincoli, ma cerca di creare un’alleanza strategica tra enti territoriali, cittadini e operatori economici. 

Obiettivi principali del PTRC del Veneto

Il PTRC affronta e risolve la sfida di offrire un quadro conoscitivo unitario, chiaro e completo, dei vincoli gravanti sul territorio veneto.

Le finalità del piano sono molteplici e mirano a garantire la qualità della vita delle generazioni future. 

Tra i pilastri principali troviamo:

1. Sostenibilità e gestione del suolo

Il cuore del piano è la promozione di uno sviluppo sostenibile e durevole, capace di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere la qualità della vita delle generazioni future.

Gli obiettivi specifici includono:

  • Contenimento del consumo di suolo: limitare l’espansione su suoli non urbanizzati e favorire la rinaturalizzazione dei suoli antropizzati.
  • Riuso e riqualificazione: privilegiare il recupero, la densificazione e la riconversione del patrimonio edilizio e dei quartieri degradati rispetto a nuove costruzioni.
  • Uso razionale delle risorse: evitare sprechi di risorse territoriali e promuovere l’efficienza energetica dei sistemi urbani.

2. Sicurezza e tutela ambientale

Il piano funge da strumento di salvaguardia contro i rischi naturali e per la protezione del capitale naturale: 

  • Riduzione dei rischi: protegge la comunità e il territorio dai rischi sismici e idrogeologici.
  • Rete ecologica regionale: connettere le aree protette (aree nucleo) attraverso corridoi ecologici per tutelare la biodiversità e lo scambio genetico delle specie.
  • Tutela delle acque: garantire la protezione qualitativa e quantitativa del patrimonio idrico, promuovendo il riciclo e limitando gli sprechi.

3. Paesaggio e identità culturale

Il PTRC considera il territorio come “memoria” e identità comunitaria.

Gli obiettivi in questo campo sono:

  • Valorizzazione del paesaggio: considerare il paesaggio in tutte le sue espressioni, non solo come vincolo ma come fattore di sviluppo e benessere.
  • Tutela dei sistemi di valore: proteggere e mettere in rete le eccellenze storiche come le Ville Venete, i siti UNESCO, l’archeologia industriale e i centri storici.

4. Sviluppo economico e mobilità

Il PTRC mira a trasformare il Veneto in un sistema policentrico connesso:

  • Agire come “testo unico” e cornice di riferimento per tutti gli altri piani (provinciali e comunali), assicurando coerenza e semplificazione amministrativa.
  • Promuovere la concentrazione tra enti pubblici e operatori privati per una gestione condivisa del territorio.

Come consultare il PTRC del Veneto su UrbisMap

Il Geoportale UrbisMap mette a disposizione di tutti il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento del Veneto, offrendo una consultazione semplice, immediata e intuitiva. 

Ecco come procedere per accedere al PTRC del Veneto in pochissimi passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Vai ora nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “Piano Territoriale Regionale di Coordinamento Veneto”.

3. Cerca ora il punto/territorio che ti interessa consultare tramite l’apposita barra oppure direttamente tramite mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale, dove troverai le informazioni urbanistiche territoriali relative al punto cliccato.

Il PTRC del Veneto è composto da diverse tavole grafiche (in scala 1:250.000 e 1:50.000) che illustrano le diverse reti e sistemi, tutte disponibili all’interno del Geoportale.

In sintesi, il Piano Regionale Territoriale di Coordinamento del Veneto è lo strumento sovraordinato a  tutti gli altri piani territoriali e urbanistici, i quali devono essere adeguati ai suoi contenuti entro tempi prestabiliti. 

Attraverso un approccio basato sulla concentrazione, conoscenza e semplificazione, il PTRC del Veneto offre uno schema di riferimento per tutti i livelli di governo locale, promuovendo una pianificazione coerente e integrata che possa orientare il futuro del Veneto.

Consulta subito il PTRC del Veneto, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Piano Regolatore Generale di Bronte: zonizzazione, NTA e consultazione online

Il Piano Regolatore Generale di Bronte è lo strumento urbanistico fondamentale che disciplina l’uso e la trasformazione dell’intero territorio comunale di Bronte, definita la “ Città del pistacchio e della cultura”.

Approvato originariamente con il Decreto del Dirigente Generale n.105 del 27 aprile 2015 dall’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, il PRG di Bronte rappresenta la bussola per lo sviluppo sostenibile di un territorio unico. 

Il PRG di Bronte non è un documento statico, ma un organismo normativo che evolve per rispondere alle esigenze di sicurezza e infrastrutturazione della comunità.

Un esempio recente è l’approvazione, tramite il D.D.G. n.53 del 7 marzo 2025, di una variante specifica per la realizzazione di una Via di Fuga di Protezione Civile.

Questa opera, che collega la SS 284 al viale J. Kennedy, è stata ritenuta indispensabile per decongestionare il traffico cittadino e garantire la sicurezza in caso di calamità, data la particolare morfologia del centro abitato.

Gli elaborati del Piano Regolatore Generale di Bronte

Per una corretta interpretazione delle dinamiche urbanistiche di Bronte, è necessario consultare un insieme complesso di documenti tecnici e cartografici. I principali sono:

– Relazione illustrativa: fornisce il quadro conoscitivo, l’analisi storica, socio-economica e la giustificazione delle scelte progettuali.

– Norme Tecniche di Attuazione (NTA): rappresentano il cuore normativo del Piano , dettando le regole per ogni singola zona omogenea del territorio di Bronte.

– Regolamento Edilizio (RE): disciplina le modalità di intervento edilizio, le definizioni tecniche, le procedure per i titoli abilitativi e le norme igienico-sanitarie.

Obiettivi e strategie della pianificazione di Bronte

Il PRG di Bronte mira a bilanciare la tutela del patrimonio storico con le necessità di espansione e messa in sicurezza del territorio.

Tutela del centro storico e recupero edilizio

Un obiettivo primario è la valorizzazione della Zona A (centro storico). Gli interventi in quest’area sono finalizzati al mantenimento della popolazione residente e alla conservazione delle strutture tipologiche originarie attraverso il restauro conservativo. Il Piano promuove attivamente il recupero del patrimonio esistente per evitare un eccessivo consumo di suolo e lo squilibrio tra centro e periferia.

Sviluppo economico e zona artigianale

Data l’importanza dell’agricoltura e dell’artigianato (legati soprattutto alla produzione del pistacchio), il PRG di Bronte prevede il potenziamento delle Zone D (produttive).

È previsto l’allargamento della zona artigianale esistente per agevolare le comunicazioni con le fonti di rifornimento e i mercati di vendita, sostenendo la crescita del reddito pro capite della comunità.

Difesa del suolo e rischio sismico 

Il territorio di Bronte è caratterizzato da un’elevata pericolosità sismica. Il PRG affronta questa sfida attraverso politiche di mitigazione del rischio che includono l’obbligo di manutenzione del patrimonio edilizio vulnerabile, specialmente del nucleo medievale, e la previsione di ampie aree destinate alla Protezione Civile (Zone F7). 

Ciascun intervento di nuova costruzione deve essere supportato da accurate relazioni geologiche e geotecniche.

Zonizzazione e Norme Tecniche di Attuazione di Bronte

Le NTA di Bronte suddividono il territorio in zone omogenee, ognuna con specifiche destinazioni d’uso e parametri edilizi:

Zone A (centro storico): destinate alla conservazione e al risanamento, Sono vietati interventi di demolizione e ricostruzione integrale, privilegiando l’uso di materiali della tradizione locale come la pietra lavica. 

Zone B (completamento): aree già edificate o parzialmente urbanizzate dove sono consentiti interventi di trasformazione e nuove costruzioni nel rispetto delle densità fondiarie stabilite.

Zone C (espansione): destinate ai nuovi insediamenti residenziali, attuate prevalentemente tramite Piani di Lottizzazione convenzionata per garantire la dotazione di servizi e standard urbanistici.

Zone D (produttive): aree per insediamenti industriali, artigianali e commerciali, fondamentali per il tessuto economico locale. 

Zone E (agricole): destinate alla produzione agricola e alla salvaguardia ambientale. In particolare, le Zone E1 riguardano aree interne al Parco dell’Etna, dove è vietata qualsiasi modifica della morfologia naturale e agraria. 

Zone F (servizi pubblici): comprendono aree per l’istruzione, attrezzature sanitarie, parchi urbani e infrastrutture di interesse comune.

Il Regolamento Edilizio 

Il Regolamento Edilizio di Bronte definisce i parametri tecnici per garantire la godibilità generale e l’incolumità pubblica. 

Tra le norme di rilievo: 

Eliminazione delle barriere architettoniche: obbligatoria per tutti gli edifici aperti al pubblico e le nuove costruzioni residenziali, al fine di facilitare la vita di relazione di tutti i cittadini.

Efficienza energetica: si promuove l’installazione di sistemi a fonti rinnovabili (pannelli solari, pompe di calore) con particolare attenzione al loro inserimento estetico, specialmente nel centro storico dove devono essere integrati senza alterare il decoro architettonico.

Titoli abilitativi: il regolamento specifica le procedure per il rilascio del permesso di costruire e le sanzioni per le lottizzazioni abusive, garantendo la legalità degli interventi sul territorio.

Come consultare il PRG di Bronte su UrbisMap

La digitalizzazione del Piano Regolatore Generale di Bronte sul Geoportale UrbisMap risponde alla necessità di trasparenza e semplificazione per professionisti e cittadini.

UrbisMap permette di interrogare la mappa in tempo reale, ottenendo tutte le informazioni urbanistiche del territorio nazionale con pochi clic.

Ecco come procedere per accedere al PRG di Bronte in pochissimi passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati gratuitamente, al Geoportale. 

2. Cerca ora il territorio di Bronte tramite l’apposita barra oppure direttamente tramite mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale, dove troverai tutte le informazioni urbanistiche territoriali relative al punto cliccato.

Su UrbisMap sono inoltre disponibili i seguenti documenti, entrambi scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale:

– Norme Tecniche di Attuazione di Bronte

– Regolamento Edilizio di Bronte

In sintesi, la disponibilità del PRG di Bronte su UrbisMap garantisce un accesso immediato e intuitivo a una disciplina urbanistica complessa ma fondamentale per la tutela di un territorio di immenso valore paesaggistico e culturale.

Grazie al Geoportale la pianificazione diventa un patrimonio condiviso, facilitando il lavoro dei tecnici e la consapevolezza dei cittadini. 

Link al piano: https://www.urbismap.com/bronte

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Mappa delle cabine primarie 2025: nuovi aggiornamenti e dove consultarla

L’evoluzione del panorama energetico italiano, in particolare con l’avanzamento delle configurazioni di autoconsumo diffuso e delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), ha reso indispensabile la creazione di strumenti digitali che garantiscono trasparenza e chiarezza regolamentare.

Tra questi strumenti, la mappa delle cabine primarie, gestita dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), emerge come un elemento cruciale, soprattutto in vista dell’aggiornamento valido per il periodo 2025-2027.

La cabina primaria: nodo cruciale della rete

Per comprendere l’importanza della mappa delle cabine primarie, è fondamentale prima definire la cabina primaria, nota anche come cabina di alta tensione (CAT). 

La cabina primaria è un impianto elettrico essenziale la cui funzione primaria è trasformare l’energia elettrica in ingresso, che viaggia ad alta tensione (AT), in energia a media tensione (MT). 

Questa energia a media tensione è poi pronta per essere distribuita.

Sebbene il valore standard uniformato per la media tensione sia 20 kV, le scelte storiche risalenti agli anni ‘50 e ‘60 hanno portato a una disuguaglianza basata sulla zona geografica, mantenendo in alcune aree, specialmente del Nord Italia dove le linee MT sono più corte, tensioni di 15 kV, mentre nel Sud Italia, dove le linee sono più lunghe, si utilizza prevalentemente 20 kV.

In Italia, l’infrastruttura conta oltre 2000 cabine primarie e, complessivamente, si stima che 25 distributori gestiscano 2.107 cabine primarie. 

Dal punto di vista della costruzione, una cabina primaria è un sistema complesso, composto da tre sezioni principali: la parte AT, che gestisce l’ingresso dell’energia e la sua protezione tramite trasformatori di misura, sezionatori e interruttori; i trasformatori AT/MT, che costituiscono il cuore dell’impianto e riducono la tensione garantendo la regolazione automatica al variare del carico; la parte MT, che distribuisce l’energia alle linee di uscita, assicurando protezione e continuità del servizio.

A supporto dell’impianto operano i servizi ausiliari, che alimentano i sistemi interni e garantiscono il funzionamento anche in caso di mancanza di rete grazie a batterie di emergenza.

Il contesto normativo: perché la mappa è necessaria

La necessità di mappare queste aree in modo preciso è nata con il Testo Integrato sull’Autoconsumo Diffuso (TIAD), pubblicato da ARERA nel gennaio 2023. 

Il TIAD ha introdotto una fondamentale semplificazione: la valorizzazione dell’autoconsumo diffuso deve fare riferimento all’Area Convenzionale sottese alla medesima cabina primaria, superando la precedente logica che si basava sulla cabina secondaria.

L’obiettivo primario della mappa è quello di consentire ai soggetti che vogliono accedere a i servizi di autoconsumo diffuso di verificare che i loro punti di connessione ricadano effettivamente nell’area convenzionale della stessa cabina primaria. 

Mappa delle cabine primarie 2025-2027: l’aggiornamento 

La versione aggiornata della mappa delle cabine primarie è stata pubblicata a ottobre 2025 ed è valida per un periodo di due anni, fino a settembre 2027.

Questo aggiornamento è fondamentale per rispecchiare l’evoluzione e lo sviluppo dinamico delle reti elettriche sul territorio nazionale.

Per i professionisti che lavorano quotidianamente su nuovi progetti, è cruciale considerare il periodo transitorio di sei mesi che decorre dal primo ottobre 2025. Durante questo semestre, gli operatori hanno la flessibilità di scegliere se basare i propri progetti sulla nuova mappa 2025-2027 o sulla versione precedente (2023-2025).

Tuttavia, dopo lo scadere di questi sei mesi, l’uso della mappa 2023-2025 sarà accettato solo in casi molto specifici, legati a:

– Impianti che hanno presentato domanda per il contribuito PNRR.

– Impianti per i quali la data del preventivo di connessione o l’invio della Parte I del Modello Unico sia antecedente al 1 ottobre 2025.

Per tutti gli altri nuovi progetti, l’allineamento della mappa 2025-2027 non solo è consigliato, ma risulta indispensabile per garantire la qualifica delle configurazioni di autoconsumo. 

Mappa cabine primarie 2025-2027 su UrbisMap: integrazione e semplificazione GIS

L’integrazione della mappa delle cabine primarie 2025 sul Geoportale UrbisMap amplifica enormemente il suo valore pratico. 

UrbisMap, Geoportale nazionale in cloud, mette a disposizione di tutti piani urbanistici, norme, vincoli e dati catastali in un’unica interfaccia. 

Per un professionista o un Ente che deve pianificare l’installazione di un impianto fotovoltaico o di una CER, non è sufficiente conoscere l’area convenzionale, ma è necessario incrociare questa informazione con una vasta gamma di dati territoriali:

– Dati catastali e urbanistici: come la mappa catastale e i piani regolatori generali, essenziali per verificare l’edificabilità o la destinazione d’uso.

– Vincoli paesaggistici e ambientali: per valutare l’impatto di un impianto fotovoltaico e rispettare le normative, è importante consultare i vincoli paesaggistici o i SIC o verificare se l’area è soggetta a dissesto idrogeologico.

Come consultare la mappa delle cabine primarie su UrbisMap

La consultazione della mappa delle cabine primarie 2025 sul Geoportale UrbisMap è semplice, veloce e intuitiva.

Vediamo insieme come visualizzarla in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” cerca la voce “Mappa delle cabine primarie” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo.

3. Cerca ora tramite l’apposita barra oppure direttamente dalla mappa, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura della mappa.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale, per visualizzare e consultare tutte le informazioni territoriali e urbanistiche del punto selezionato. 

Su UrbisMap la mappa delle cabine primarie è divisa in due tavole:

– Tavola Mappa 2023-2025, che da accesso, appunto, alla mappa delle cabine primarie relativa al triennio 2025-2027.

– Tavola Mappa 2025-2027, che da invece accesso alla mappa aggiornata del 2025 e pubblicata recentemente dal GSE.

Mettendo a disposizione la mappa delle cabine primarie aggiornata al 2025, UrbisMap si conferma un alleato strategico che semplifica e velocizza il lavoro di tecnici e liberi professionisti, permettendo di svolgere analisi preliminari e istruttorie più accurate per progetti di energia rinnovabile. 

Consulta subito la mappa delle cabine primarie 2025 sul Geoportale UrbisMap!

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Catasto Italia online: consultazione digitale della mappa con UrbisMap

La gestione e la consultazione dei dati territoriali e catastali rappresentano da sempre una sfida significativa per i professionisti del settore e per la Pubblica Amministrazione. 

Il “Catasto Italia” è il registro fondamentale dei beni immobili presenti sul territorio nazionale e, nonostante sia un archivio essenziale, la sua consultazione tradizionale è stata storicamente associata a procedure lunghe e spesso basate su documentazione cartacea. 

Nell’era della digitalizzazione, strumenti innovativi come UrbisMap stanno rivoluzionando l’accesso a queste informazioni, trasformando il Geoportale in una risorsa indispensabile.

Il fondamento del catasto italiano: funzione, storia e caratteristiche

Per comprendere appieno l’importanza di disporre della mappa catastale su una piattaforma digitale avanzata come UrbisMap, è cruciale richiamare la natura stessa del Catasto italiano.

Il Catasto è il registro dei beni immobiliare, suddiviso in catasto dei terreni e catasto dei fabbricati.

Le sue finalità originarie, stabilite dalla Legge fondamentale del 1886, erano l’accertamento della proprietà immobiliare, la registrazione delle sue mutazioni e la determinazione delle imposte.

Il sistema catastale italiano è definito come geometrico, particellare, ad estimo indiretto e non probatorio.

Il carattere “non probatorio” significa che le registrazioni catastali non costituiscono piena prova della proprietà o della posizione dei confini, ma sono essenziali per fini fiscali, civili e giuridici.

La storia del Catasto Italia è lunga e complessa, con tentativi di uniformazione già dall’epoca napoleonica e la Legge Messedaglia del 1886 che dispone la formazione di un catasto geometrico particellare uniforme per livellare l’imposta fondiaria. 

Solo nel 1956 fu completato il Nuovo Catasto Terreni (N.C.T)  e nel 1962 il Nuovo Catasto Edilizio Urbano (N.C.E.U). Oggi, la gestione dei servizi catastali è affidata all’Agenzia delle Entrate, che ha incorporato l’Agenzia del Territorio, e ai Comuni che hanno convenzioni attive.

L’architettura del dato catastale

Il Catasto Italia raccoglie una vasta gamma di informazioni essenziali per ciascun immobile del territorio nazionale. 

Ogni unità è identificata tramite specifici parametri catastali: il foglio, la particella (o mappale) e, se presente, il subalterno.

I dati raccolti includono:

– Identificazione geografica: foglio, particella, subalterno, codice Sezione Urbana (se presente).

– Caratteristiche tecniche: categoria e classe (per i fabbricati) o qualità (per i terreni), consistenza catastale (vani, metri quadri o metri cubi) e destinazione d’uso.

– Dati economici: la rendita catastale (valore fiscale per il calcolo di imposte come IMU e TASI) e, per i terreni, il reddito dominicale e il reddito agrario.

– Dati soggettivi: quote di proprietà e titolarità di diritti reali.

Attraverso il Geoportale UrbisMap è possibile consultare il Catasto di tutto il territorio nazionale e, per gli utenti premium, anche il WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate, un servizio cruciale per i tecnici del settore.

UrbisMap per la consultazione del Catasto Italia

UrbisMap rende l’accesso a questi dati semplice e immediato. Tra i servizi chiave relativi al catasto troviamo:

1. Mappa dei sistemi catastali: permette di consultare online il catasto, i punti fiduciali e i dati territoriali e normativi di tutta Italia.

2. WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate: per gli utenti Premium è disponibile il WMS Catasto dell’Agenzia delle Entrate, che permette di visualizzare su mappa la cartografia catastale di tutto il territorio nazionale.

3. Mappa delle sezioni urbane catasto: un’aggiunta recente che facilita la ricerca nei contesti urbani complessi. 

4. Catasto Italia: mostra in sovrapposizione alla mappa di sfondo  il catasto di tutto il territorio nazionale, dividendolo in fogli e particelle. 

5. Acquisto di documenti: il Geoportale consente inoltre l’acquisto di documenti ufficiali, come le visure catastali e gli estratti di mappa, in pochi minuti e anche senza competenze tecniche specifiche.

Vantaggi: dal catasto all’analisi territoriale completa

Un vantaggio fondamentale è la possibilità di interrogare il Geoportale per ottenere istantaneamente tutte le informazioni territoriali e normative relative a un punto geografico specifico. 

La vera forza di UrbisMap non risiede solo nella digitalizzazione del dato catastale, ma nella sua capacità di integrare il catasto con una vasta gamma di altri dati territoriali e normativi. Questa integrazione si rivela fondamentale per: 

1. Supporto a i professionisti e al settore immobiliare:

I tecnici, come architetti, ingegneri e geometri, e gli agenti immobiliari possono accedere in modo veloce e semplificato ai dati per ottimizzare il proprio lavoro.

Verifica di vincoli e edificabilità: è possibile verificare gratuitamente l’edificabilità di un terreno prima dell’acquisto consultando piani urbanistici e dati catastali sul Geoportale, garantendo un investimento sicuro, prevenendo quindi rischi ed evitando, per esempio, l’annullamento del permesso di costruire a causa di vincoli non identificati.

Gestione tecnica: UrbisMap, nella sua versione premium, fornisce strumenti per la produttività, come lo strumento misura per, appunto, misurare terreni, distanze, aree e superfici direttamente su mappa e supporta attività complesse, come l’accatastamento di impianti fotovoltaici o la ricerca dello stato legittimo di un immobile tramite foto aeree.

Consultazione normativa integrata: la mappa catastale può essere sovrapposta ad altri strumenti urbanistici di tutta Italia (PUC, PRG, PAI, ecc) e a normative specifiche, con nuove funzioni che permettono di visualizzare l’estensione territoriale delle norme urbanistiche.

2. La sicurezza della conformità e la prevenzione dei contenziosi:

Per attività come la compravendita immobiliare, la conformità catastale, UrbisMap è essenziale. Facilita infatti questa verifica, mettendo a disposizione dati aggiornati e certificati, che aiutano a prevenire omissioni di vincoli nei CDU, riducendo il rischio di contenziosi legali. 

3. Integrazione con i tematismi ambientali e territoriali: 

La mappa catastale su UrbisMap è un contesto territoriale che può essere analizzato in relazione a tematismi ambientali e di rischio. Sul Geoportale, è possibile infatti consultare:

  • Rischio idrogeologico: mappe del dissesto idrogeologico, la mappa ISPRA e la carta idrogeologica d’Italia.
  • Vincoli paesaggistici: accesso ai vincoli SITAP per verificare la presenza di vincoli paesaggistici e ambientali in tutta Italia.
  • Aree speciali: consultazione di mappe come le zone sismiche, le zone climatiche, la carta della natura, ecc. 

Come consultare il Catasto Italia su UrbisMap

Ecco una breve guida pratica per accedere al Catasto Italia su UrbisMap in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale

2. Cerca ora, tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa, il punto che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

3. Vai adesso  nella tab dati, la seconda del menu principale, e attiva la voce “Catasto Italia” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo.

NB: la mappa del catasto si attiva solo con un certo livello di zoom, ricordati di ingrandire bene sul punto o l’area che vuoi consultare.

La mappa catastale resa disponibile su UrbisMap rappresenta un salto di qualità nell’accesso e nell’analisi delle informazioni territoriali in Italia. 

Grazie al Geoportale tecnici, cittadini e Pubbliche Amministrazioni possono accedere a dati catastali aggiornati, certificati e integrati con la normativa urbanistica e ambientale a livello nazionale e comunale.

Questo garantisce la possibilità di operare con una completa comprensione del territorio, basata su informazioni affidabili e accessibili in qualsiasi momento, un processo che altrimenti risulterebbe dispendioso e frammentato.

Consulta subito il Catasto Italia sul Geoportale UrbisMap e scopri come l’integrazione dei dati catastali con i vincoli e la normativa può semplificare radicalmente il tuo lavoro! 

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CDU: guida aggiornata per le Pubbliche Amministrazioni e come semplificarne la redazione con UrbisMap

Il Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU) è uno dei documenti centrali nella gestione del territorio e nel processo urbanistico italiano.

Per le Pubbliche Amministrazioni rappresenta non solo un obbligo normativo, ma anche uno strumento fondamentale per garantire legalità, trasparenza e pianificazione coerente degli interventi sul territorio.

In questo articolo approfondiremo:

– Cos’è e cosa contiene un CDU

– Quando e perché viene richiesto

– Principi normativi di riferimento

– Problematiche tipiche nella redazione dei CDU

– Come le amministrazioni possono semplificare e rendere più efficiente il processo grazie a strumenti come UrbisMap.

Cos’è il Certificato di Destinazione Urbanistica?

Il Certificato di Destinazione Urbanistica, abbreviato quasi sempre in CDU, è un documento ufficiale rilasciato dagli uffici tecnici comunali che attesta la disciplina urbanistica vigente su un determinato terreno o immobile.

Si tratta di un documento previsto dall’art.30 del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia) e successive modificazioni, che contiene una serie di informazioni critiche per capire come quel determinato punto territoriale può essere utilizzato, costruito o trasformato.

Cosa contiene un CDU 

Un CDU “standard” include:

  • dati identificativi dell’oggetto
  • destinazione urbanistica della zona secondo gli strumenti urbanistici comunali vigenti (residenziale, agricola, ecc)
  • parametri urbanistici fondamentali, come l’indice di fabbricabilità o eventuali limiti di costruzione
  • vincoli che ricadono sull’area
  • prescrizioni o condizioni speciali imposte da strumenti urbanistici attuativi o sovraordinati (piani di bacino, PPR regionali, ecc).

Il CDU è un documento ufficiale e ha un forte valore certificativo e legale nel rapporto tra cittadini, professionisti e Pubblica Amministrazione. Per questo motivo ogni CDU deve essere:

  • redatto con precisione e rigore normativo
  • aggiornato in base agli strumenti urbanistici vigenti
  • conservato in digitale secondo i criteri di tracciabilità e trasparenza.

Perché il CDU è così importante per le amministrazioni e i cittadini

La funzione principale di un CDU è fornire certezza sulla disciplina urbanistica di un’area. Questo:

– Assicura che le compravendite immobiliari avvengano con tutte le informazioni urbanistiche note al Comune.

– Permette di valutare la conformità dei progetti edilizi presentati in sede di permesso di costruire, SCIA o altre autorizzazioni.

– Costituisce documentazione fondamentale per atti notarili, successioni, frazionamenti catastali e pratiche ereditarie.

– Evita contenziosi e abusi, chiarendo le regole vigenti.

La sua assenza o incompletezza può portare a ritardi procedurali, impugnazioni amministrative o responsabilità legali, rendendo il CDU un documento molto importante e che richiede molta attenzione.

Quando e a chi viene richiesto un CDU

Il certificato di destinazione urbanistica viene rilasciato dagli uffici tecnici del Comune di riferimento e viene richiesto in molteplici scenari, tra cui:

  • compravendite immobiliari, per tutelare sia acquirenti che venditori;
  • successioni e divisioni ereditarie;
  • presentazione di pratiche edilizie (permesso di costruire, SCIA, ecc);
  • frazionamenti catastali e trasformazioni urbanistiche;
  • istruttorie interne agli uffici comunali, dove occorre verificare normativa urbanistica, vincoli o destinazioni d’uso.

Normativa di riferimento

La base legislativa che definisce il CDU è principalmente l’articolo 30 del D.P.R. 380/2001, che stabilisce il contenuto, le modalità di richiesta e di rilascio e l’ambito di validità del certificato di destinazione urbanistica.

In alcune amministrazioni, regolamenti specifici possono integrare ulteriori obblighi o modalità procedurali, ma il principio rimane quello di fornire una certificazione urbanistica legalmente valida.

Le principali difficoltà nella redazione del CDU

Nonostante la normativa sia chiara, nella pratica le amministrazioni affrontano spesso alcune criticità, come:

1. Tempi di lavorazione troppo lunghi

La redazione manuale richiede la consultazione di molte banche dati urbanistiche, piani regolatori, vincoli e norme provinciali o regionali, con un inevitabile dispendio di tempo e risorse. 

2. Disomogeneità dei dati

Molti comuni gestiscono dati (cartacei o digitali) non integrati, obbligando i tecnici a passare da un sistema all’altro per incrociare informazioni utili.

3. Errori e omissioni

L’assenza di strumenti digitali integrati porta molto spesso all’omissione di vincoli e normative applicabili, con potenziali rischi legali.

UrbisMap: la soluzione digitale integrata per semplificare la creazione di CDU

In questo contesto, UrbisMap si propone come uno strumento digitale avanzato e integrato che supporta le Pubbliche Amministrazioni nella gestione e redazione dei certificati di destinazione urbanistica. 

UrbisMap è, infatti, un geoportale in cloud specificamente pensato per PA di qualsiasi dimensione (Comuni, Unioni di Comuni, Province, Regioni, Comunità Montane) per agevolare:

– la pianificazione urbanistica;

– l’analisi dei vincoli e delle destinazioni d’uso;

– la gestione documentale;

– la redazione di certificati urbanistici in pochi clic.

Funzionalità principali legate ai CDU

1. Generazione rapida dei CDU

Il Geoportale permette di generare certificati di destinazione urbanistica precompilati, integrando automaticamente informazioni territoriali e normative, riducendo drasticamente i tempi di compilazione.

2. Integrazione normativa e dati territoriali

UrbisMap unisce piani urbanistici comunali con vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici e sovracomunali all’interno di un’unica piattaforma, in modo da evitare omissioni di informazioni rilevanti all’interno del CDU.

3. Accessibilità in cloud

Essendo una piattaforma totalmente in cloud, UrbisMap non richiede nessuna installazione e garantisce dati ufficiali e sempre aggiornati.

4. CDU multipli in un’unica operazione

Il Geoportale consente anche la generazione multipla di CDU per diverse particelle, funzione molto utile soprattutto per amministrazioni con elevate richieste di certificati.

Benefici concreti per le Pubbliche Amministrazioni

L’adozione di UrbisMap per la redazione dei CDU porta vantaggi tangibili:

– Riduzione dei tempi di istruttoria: UrbisMap accelera il processo di redazione, consentendo agli uffici tecnici di produrre certificati in pochissimi minuti.

Maggiore accuratezza e completezza: Integrando dati territoriali e normativi da più fonti e sulla medesima piattaforma, si riduce il rischio di errori e omissioni.

Miglior servizio al cittadino: Con informazioni più affidabili e facilmente accessibili, la PA può rispondere alle richieste dei cittadini e dei professionisti in modo più efficiente.

In sintesi, il certificato di destinazione urbanistica è uno strumento chiave per la trasparenza amministrativa e la pianificazione del territorio.

Le Pubbliche Amministrazioni che scelgono di digitalizzare e ottimizzare la redazione dei CDU con strumenti come UrbisMap non  solo semplificano il lavoro interno, ma migliorano anche l’efficacia dei servizi offerti ai cittadini  e ai professionisti.

Vuoi maggiori informazioni  sulla suite di servizi dedicati alla PA e su come UrbisMap può supportare il tuo Ente della redazione dei CDU? Contattaci attraverso il form sottostante! 

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Il Piano Operativo di Siena: disponibile online su UrbisMap

Il Piano Operativo di Siena (PO) rappresenta l’atto fondamentale di governo del territorio destinato a dare concretezza alle strategie delineate nel Piano Strutturale (PS), regolando in modo vincolante le trasformazioni urbane, edilizie e infrastrutturali all’interno dell’intero territorio comunale. 

Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 216 del 25 novembre 2021, contestualmente alla Variante di aggiornamento del Piano Strutturale, il PO è entrato in vigore dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana (BURT) n.52 del 29 dicembre 2021.

Il PO di Siena ha sostituito il precedente Regolamento Urbanistico e stabilisce le prescrizioni che i cittadini, le imprese e i professionisti devono rispettare per apportare modifiche agli immobili e alle aree di proprietà. 

A differenza del PS, il Piano Operativo contiene previsioni che hanno una validità limitata, in particolare, le trasformazioni più rilevanti (come il recupero di interi edifici o la realizzazione di nuove infrastrutture) sono efficaci per cinque anni.

Struttura del Piano Operativo di Siena

Il PO di Siena si articola in una complessa serie di elaborati che comprendono:

– La Relazione Illustrativa e le Norme Tecniche di Attuazione (NTA), che rappresentano il cuore normativo del documento.

– Le Tavole della disciplina del territorio, distinte per il territorio urbanizzato (scala 1:2000) e il territorio rurale (scala 1:10.000), oltre a una Tavola di Sintesi del progetto in scala 1:15.000.

– Elaborati specialistici essenziali, che forniscono il quadro conoscitivo e di tutela, tra cui spiccano le Relazioni di Fattibilità (geologica, idraulica e sismica), la Carta del potenziale archeologico, gli studi di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e d’Incidenza (VINCA).

Le NTA sono strutturate in tre parti principali:

  • le Discipline Generali (Parte I, a tempo indeterminato)
  • la Gestione degli Insediamenti Esistenti (Parte II, a tempo indeterminato)
  • le Trasformazioni degli Assetti (Parte III, quinquennale).

Il cuore normativo: le discipline di intervento (T1-T6)

Un elemento distintivo del PO di Siena è la modulazione degli interventi ammissibili sul patrimonio edilizio esistente attraverso sei categorie di disciplina, da T1 a T6, che riflettono il valore storico e il grado di trasformazione consentito.

1. T1 (Massimo valore): Riguarda gli edifici e i complessi di massimo valore storico-architettonico, tutelati ai sensi del D.Lgs. 42/2004. Qui sono permessi esclusivamente interventi di conservazione, subordinati all’autorizzazione del competente organo ministeriale.

2. T2 (Valore storico e documentale): Si applica a edifici di interesse storico. Consente interventi di ristrutturazione edilizia di tipo conservativo, escludendo la demolizione del fabbricato e modifiche alla sagoma o incremento volumetrico. Sono ammesse deroghe parziali alle norme igienico-sanitarie se strettamente necessarie per la tutela.

3. T3 (Matrice storica o storicizzata): Estende le possibilità di intervento rispetto al T2. Include la sostituzione dei solai anche a quote diverse (purché non alteri l’aspetto esterno) e modifiche ai prospetti, mantenendo il valore storico e tipologico.

4. T4 (Ricostruttivo/pertinenziale): Riguarda edifici con alterazioni significative o di recente formazione ma con impianto consolidato. Consente la ristrutturazione ricostruttiva e interventi pertinenziali per la residenza, con un aumento massimo del volume accessorio fino al 20% del volume fuori terra dell’edificio principale ( e comunque non oltre 30 mq di superficie accessoria).

5. T5 (Recente/disomogeneo): Consente la demolizione e ricostruzione comunque configurata senza incremento del volume complessivo e un’addizione volumetrica una tantum fino a 40 mq di SE per edifici unifamiliari.

6. T6 (Produttivo/terziario): Permette la sostituzione edilizia con incremento di Superficie Edificabile (SE) fino al 35% per la destinazione residenziale o 20% per l’industria/artigianato.

Tutele ambientali e rischi geomorfologici

Il Piano Operativo di Siena integra un rigoroso sistema di valutazione dei rischi basato sul quadro conoscitivo aggiornato del Piano Strutturale. 

Rischio Geologico e idraulico:

La fattibilità degli interventi è definita in quattro classi, da F.x.1 a  F.x.4, sovrapponendo la pericolosità dell’area (secondo PAI e PGRA) e la tipologia di intervento. La classe F.G.4 (fattibilità limitata) associata a pericolosità geologica molto elevata, non consente nuove costruzioni o infrastrutture in assenza di preventivi interventi di messa in sicurezza. La fattibilità idraulica (F.I.3 e F.I.4) è vincolata all’attuazione secondo le disposizioni della L.R. 41/2018 per la gestione del rischio alluvioni. 

Rischio sismico:

La Carta del potenziale archeologico articola il territorio in cinque gradi di rilevanza. Nelle zone a grado 5 ogni intervento è subordinato all’approvazione della Soprintendenza competente e all’esecuzione di indagini diagnostiche.

Bottini storici:

In caso di prossimità ai tracciati degli antichi condotti idrici sotterranei (bottini), è prescritta l’individuazione esatta della posizione tramite indagini specifiche per prevenire interferenze.

Accessibilità e trasparenza per cittadini e professionisti 

In linea  con gli obiettivi di trasparenza e fruibilità, i dati territoriali e normativi del PO di Siena sono consultabili tramite il Geoportale UrbisMap, che mira a rendere i parametri edilizi, i vincoli e le destinazioni d’uso immediatamente verificabili per tutti gli utenti. 

Questo garantisce che gli obiettivi del Piano siano pienamente verificabili e che anche i cittadini possano partecipare attivamente alla comprensione della pianificazione territoriale.

Come consultare il Piano Operativo di Siena sul Geoportale UrbisMap

UrbisMap offre un accesso al PO di Siena intuitivo, garantendo che i dati siano aggiornati e coerenti con la normativa vigente.

La consultazione è pensata per essere accessibile a tutti, inclusi coloro che non possiedono specifiche competenze tecniche.

Ecco una piccola guida pratica per consultare il PO di Siena  in pochi e semplici passi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale. 

2. Cerca il territorio di Siena tramite l’apposita barra o direttamente dalla mappa e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Dalla tab dati, la seconda del menu principale, consulta ora tutte le informazioni relative al Piano Operativo di Siena.

UrbisMap, per una consultazione completa del Piano Operativo di Siena, mette a disposizione, sotto la voce “Allegati del piano”,  le Norme Tecniche di Attuazione di Siena, scaricabili in formato pdf direttamente dal Geoportale.

Il Piano Operativo di Siena si configura, dunque, come un complesso strumento normativo e di programmazione quinquennale, essenziale per bilanciare l’urgente necessità di modernizzazione e sviluppo infrastrutturale con la tutela intransigente del suo patrimonio storico-paesaggistico e la gestione dei rischi ambientali. 

Link al piano: https://www.urbismap.com/siena

Consulta subito il Piano Operativo di Siena ti aspettiamo sul Geoportale!

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