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Il nuovo Geoportale UrbisMap: un’interfaccia completamente ripensata

Tra pochissimi giorni sarà ufficialmente disponibile la nuova interfaccia del Geoportale UrbisMap, un aggiornamento profondo che non si limita a un restyling grafico, ma ridefinisce completamente il modo in cui l’utente interagisce con i dati territoriali.

Questa nuova versione è stata progettata con l’obiettivo di rendere l’esperienza dell’utente più fluida, personalizzabile e centrata sulla mappa, migliorando allo stesso tempo l’accessibilità alle informazioni e la velocità operativa.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le differenze tra il sito attuale e il nuovo Geoportale in arrivo, con un focus specifico su tab, strumenti e logiche di navigazione.

Accesso al nuovo Geoportale: continuità tra web, desktop e mobile

L’accesso alla nuova versione del Geoportale resta semplice e immediato, mantenendo la filosofia già presente nella versione attuale.

La piattaforma sarà disponibile in tre modalità:

  • Accesso via browser, come nella versione attuale
  • Installazione su PC
  • Nuova app mobile

Questa flessibilità consente a utenti tecnici, amministrazioni e professionisti di scegliere il modo più adatto di utilizzare il sistema in base alle proprie esigenze operative.

Alla prima apertura della nuova interfaccia , l’utente viene accompagnato da un breve tutorial interattivo integrato nel sistema, che guiderà passo passo alle principali funzioni del Geoportale, in modo tale da darvi subito un orientamento iniziale per abituarvi alla nuova interfaccia.

Il tutorial è sempre disponibile e può essere richiamato in qualsiasi momento tramite la sezione “supporto” presente nella tab account.

Un cambio di logica dell’ interfaccia: il nuovo posizionamento delle sezioni

Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda il nuovo posizionamento delle tab.

Nella versione attuale le tab hanno una struttura più rigida e sequenziale. Nella nuova interfaccia, invece, risultano più integrate con la mappa, sempre visibili ma meno invasive, dinamiche in base alle azioni dell’utente.

Vediamo insieme cosa cambia nel concreto e il contenuto di ogni singola sezione del Geoportale.

1. Sezione Account

La tab account, come già nella versione attuale, permette di visualizzare e modificare la propria password di accesso e i dati di fatturazione. 

Contiene poi una sezione dedicata alle notifiche,  uno storico degli ordini effettuati nel corso del tempo e le preferenze riguardanti la privacy.

Un’importante novità della tab Account riguarda l’inclusione di una sezione completamente nuova: “preferenze”.

Quest’area consente a ciascun utente di configurare una serie di impostazioni che permettono di personalizzare l’esperienza di utilizzo del Geoportale e di adattare la piattaforma al proprio modo di lavorare.

È possibile, per esempio, definire alcune modalità di navigazione predefinite o impostare comportamenti specifici della mappa, riducendo così la necessità di ripetere le stesse operazioni ogni volta.

2. Sezione dati territoriali

La tab dati rappresenta il fulcro informativo del Geoportale. 

Cliccando su un punto della mappa, tutte le informazioni territoriali disponibili confluiscono in questa sezione in modo organizzato. 

Rispetto alla versione precedente, ciò che cambia non è tanto la quantità di informazioni, quanto la modalità con cui vengono presentate e filtrate.

La nuova interfaccia introduce infatti un sistema di filtri avanzati che consente di selezionare con precisione i contenuti di interesse.

L’utente può, ad esempio, scegliere di visualizzare solo determinate tipologie di piani, come quelli urbanistici o quelli legati alla protezione civile, oppure concentrarsi su specifici livelli territoriali, limitando la ricerca al contesto comunale, regionale o nazionale. 

A questo si aggiunge la possibilità di filtrare i dati in base allo stato del piano, distinguendo, ad esempio, quelli vigenti da altre categorie.

Un altro aspetto particolarmente utile riguarda le modalità di visualizzazione. Il sistema può adattare automaticamente la vista della mappa, ad esempio effettuando uno zoom sui confini del piano selezionato. 

Questo riduce ulteriormente il numero di operazioni manuali richieste all’utente e rende l’analisi molto più rapida.

3. Sezione strumenti

Se la tab dati rappresenta il cuore informativo del Geoportale, la tab strumenti è senza dubbio il suo centro operativo.

Questa sezione è il punto di riferimento per tutto ciò che riguarda la gestione della mappa.

Da qui l’utente passa dalla semplice consultazione all’interazione attiva, sfruttando una serie di funzionalità che rendono l’analisi territoriale più completa e dinamica.

Rispetto alla versione precedente, con la nuova interfaccia la tab strumenti diventa un ambiente strutturato che permette di gestire in modo diretto la visualizzazione, l’analisi  e l’esplorazione del territorio.

Una delle prime cose che si nota è la possibilità di scegliere la mappa di sfondo, adattando la base cartografica al tipo di analisi che si vuole svolgere. A seconda delle esigenze, l’utente può passare rapidamente da una vista più tecnica a una più fotografica, mantenendo sempre il controllo sulla leggibilità dei dati sovrapposti.

Tra le novità più rilevanti è l’introduzione della visualizzazione 3D, modalità che consente di osservare il territorio da una prospettiva completamente nuova, permettendo di cogliere meglio la morfologia del terreno e la struttura degli edifici.

Il passaggio tra le diverse modalità di visualizzazione è semplice e immediato e avviene sempre senza uscire dalla mappa, in modo da mantenere l’esperienza fluida e continua.

Oltre alla gestione della visualizzazione, la tab strumenti raccoglie una serie di funzionalità operative che accompagnano l’utente durante tutto il processo di analisi.

Attraverso questa sezione l’utente può:

– Accedere agli strumenti di disegno e misura su mappa.

– Scaricare il report di destinazione urbanistica.

– Utilizzare gli strumenti Premium, come il layout di stampa, il WMS Catasto dell’AdE o lo snapshot mappa.

– Attivare la visualizzazione dei numeri civici provenienti dall’ANNCSU, che consente di avere un riferimento puntuale sugli indirizzi direttamente sulla mappa, migliorando la precisione delle analisi e facilitando il lavoro in ambito tecnico e amministrativo.

Sezione “acquista documenti”

Attraverso questa nuova sezione l’utente può effettuare direttamente dal Geoportale l’acquisto di documenti formali, scegliendo tra:

  • Visura terreno
  • Visura fabbricato
  • Estratto di mappa

I documenti sono disponibili sia nella versione “attuale”, sia in quella “storica”. 

Cliccando in corrispondenza del punto sulla mappa per il quale si vuole acquistare la visura o l’estratto di mappa, il form presente in questa sezione verrà compilato automaticamente dal sistema, ciascun utente è però libero di modificare e compilare manualmente il form in base alle proprie esigenze.

L’integrazione con la mappa rende il processo molto intuitivo: l’utente parte da un punto preciso del territorio e, in pochi passaggi, arriva alla richiesta del documento corrispondente, mantenendo sempre il controllo del contesto geografico. 

La logica è quella di collegare direttamente la consultazione dei dati alla possibilità di ottenere un output formale senza dover uscire dal Geoportale o utilizzare strumenti esterni.

Sezione carrello

Collegata direttamente alla sezione di acquisto, la tab carrello introduce una gestione più chiara e organizzata delle richieste effettuate. 

Qui vengono raccolti tutti i documenti selezionati, in modo tale da fornire all’utente una visione d’insieme prima di procedere all’acquisto. 

È uno spazio intermedio, ma molto importante, in quanto consente di verificare, modificare o completare le operazioni in modo consapevole.

In questo modo il passaggio dalla consultazione all’acquisto diventa più fluido, ma senza perdere trasparenza o efficienza. 

Il nuovo sistema di notifiche

Quando l’utente interagisce con la mappa, ad esempio cliccando su un punto per ottenere informazioni territoriali, i risultati vengono organizzati nelle diverse tab in modo automatico. Per guidare l’utente, il sistema utilizza un indicatore molto semplice ma efficace: un piccolo pallino, simile a una notifica, che segnala in quale sezione sono disponibili nuovi contenuti.

Questo meccanismo evita di dover ricercare le informazioni tra le varie sezioni e rende l’esperienza decisamente più immediata e anche in presenza di più dati o più livelli informativi, l’utente sa sempre dove andare.

Un’esperienza più fluida su ogni dispositivo: la nuova app mobile

Uno degli obiettivi principali della nuova interfaccia è garantire un’esperienza coerente su tutti i dispositivi. Che si utilizzi il Geoportale da browser, da desktop o da mobile, l’interazione rimane fluida e continua.

La nuova app mobile di UrbisMap, in particolare, rappresenta un miglioramento significativo rispetto al passato. 

Le prestazioni sono state ottimizzate e l’interfaccia è stata adattata per offrire la stessa efficacia anche su schermi più piccoli.

Questo rende possibile lavorare sul territorio in tempo reale, senza rinunciare alle funzionalità avanzate.

In sintesi, con la nuova interfaccia gli utenti avranno a disposizione uno strumento più moderno e potenziato, capace di semplificare l’accesso alle informazioni territoriali e di migliorare concretamente il lavoro quotidiano. 

La centralità della mappa, il nuovo comportamento delle tab, il sistema di notifiche, i filtri avanzati, la visualizzazione 3D e la possibilità di personalizzare l’esperienza sono tutti elementi che contribuiscono a rendere la piattaforma più efficace e vicina alle esigenze reali degli utenti, definendo un nuovo modo di lavorare con il territorio: più immediato, più flessibile e più efficiente. 

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Piano Urbanistico Comunale di Avellino: struttura, norme e consultazione online

La gestione del territorio di Avellino, capoluogo dell’Irpinia, è regolata da uno strumento urbanistico strategico che mira a conciliare la tutela dell’identità storica con la necessità di riqualificazione e trasformazione urbana.

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino non è solo un elenco di vincoli edificatori, ma un progetto organico che definisce il futuro della città attraverso strategie differenziate per il centro storico, le aree consolidate e le zone di espansione.

Nell’articolo di oggi esploreremo la struttura del PUC di Avellino, le sue norme tecniche di attuazione (NTA di Avellino) e vedremo come cittadini e professionisti possano consultare i dati cartografici e normativi in modo rapido e gratuito attraverso il Geoportale UrbisMap.

Inquadramento normativo e approvazione

Per operare correttamente sul territorio di Avellino, è indispensabile conoscere i riferimenti amministrativi che sanciscono la vigenza degli strumenti urbanistici.

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino è stato redatto nel novembre 2007, adeguato a seguito di Conferenza di servizi e definitivamente approvato con D.P.G.P n.1 del 2008.

Parallelamente, l’attività edilizia è disciplinata dal Regolamento Edilizio Comunale, approvato con delibera di Consiglio Provinciale n.82 del 21/06/2001 e pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Campania (BURC) il 24 giugno 2002.

Questi due strumenti operano in modo coordinato per garantire che ogni intervento edilizio rispetti non solo gli indici urbanistici, ma anche i requisiti igienico-sanitari, estetici e di accessibilità.

La visione strategica: le “cinque città” di Avellino

Il PUC di Avellino si distingue per un approccio metodologico innovativo, che suddivide l’intero territorio comunale in cinque situazioni distinte, ciascuna con obiettivi strategici propri:

1. Il territorio da salvaguardare: comprende le aree di pregio ambientale e paesaggistico, come i parchi urbani, fluviali e le zone agricole (noccioleti), dove la priorità è la tutela dell’assetto vegetazionale e idrogeologico.

2. La città da tramandare: identifica il patrimonio storico e architettonico (zona A). L’obiettivo principale è la valorizzazione del nucleo antico e dei borghi storici attraverso il recupero filologico.

3. La città da migliorare: costituita dagli insediamenti consolidati (zona B), sia di impianto storico che recente, dove il piano promuove la riqualificazione degli spazi pubblici e il completamento del tessuto edificato.

4. La città da trasformare: include le aree dismesse o inedificate in cui il Piano promuove interventi radicali di sostituzione o nuovo impianto per creare nuove centralità urbane.

5. La città pubblica: l’insieme dei servizi, delle infrastrutture e degli spazi destinati alla collettività, con l’obiettivo di migliorare la fruizione dei servizi e la qualità della vita urbana.

La zonizzazione e le Norme Tecniche di Attuazione di Avellino

Zona A: la città storica

La zona A comprende la Collina la Terra (A1), le espansioni del nucleo storico (A2) e i borghi storici (Bellizzi, Picarelli, Ponticelli, Valle – A3).

In zona A1, classificata come area di forte interesse archeologico, ogni progetto di trasformazione deve essere preventivamente autorizzato dalla Soprintendenza. 

Gli edifici storici sono classificati in quattro gruppi di tutela:

Gruppo 1 (edifici di pregio), soggetti a restauro e ripristino filologico rigoroso.

Gruppo 2 e 3 (valore storico e documentario), orientati al risanamento conservativo e al mantenimento dell’immagine urbana.

Gruppo 4 (edifici recenti), edifici privi di pregio dove sono ammesse ristrutturazioni e, in certi casi, demolizioni con ricostruzione.

Zona B: ambiti di impianto storico e recente

Comprende arterie fondamentali come Corso Vittorio Emanuele e Viale Italia (B1) e Via Francesco Tedesco (B2).

Qui il PUC di Avellino mira al completamento delle cortine edilizie e alla riqualificazione degli spazi interni agli isolati.

Per le zone di impianto recente (B3), sono fissati indici di completamente (Uf) che variano da 0,3 a 1,0 mq/mq.

Zone di trasformazione (Ru, Rq, Ni, Nit)

Queste aree rappresentano il motore dello sviluppo futuro del territorio di Avellino.

Si suddividono in zone di sostituzione (Ru), riqualificazione (Rq) e nuovo impianto (Ni), spesso attuate tramite comparti edificatori.

Un elemento di rilievo è la previsione di quote di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata o convenzionata), che non può essere inferiore al 40% del fabbisogno calcolato.

Zone E ed F: agricoltura e servizi

Le zone agricole (E) mirano a salvaguardare la tipicità del paesaggio irpino (noccioleti). 

Le zone F includono servizi generali e progetti strategici come il Parco del Fenestrelle, volto alla rinaturalizzazione delle sponde fluviali e alla creazione di spazi per il tempo libero.

Parametri tecnici e definizioni fondamentali

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino adotta parametri precisi per il calcolo delle potenzialità edificatorie:

– Superficie lorda di pavimento (SLP): sommatoria delle superfici di solaio, al netto degli ingombri murari fino a 40 cm e di determinati vani tecnici o condominiali.

– Indice di utilizzazione fondiaria (Uf): rapporto tra SLP e superficie fondiaria del lotto (mq/mq).

– Volume virtuale: prodotto della SLP per un’altezza d’interpiano convenzionale di 3 metri.

– Altezza massima: valutata generalmente verso lo spazio pubblico per garantire l’armonia del fronte stradale.

Rapporto di copertura: percentuale di superficie coperta rispetto alla superficie fondiaria.

Il Regolamento edilizio di Avellino e l’estetica urbana

Il regolamento edilizio di Avellino integra le norme urbanistiche con prescrizioni dettagliate sull’estetica e la qualità costruttiva. 

Disciplina aspetti come la sagoma degli edifici, l’abitabilità (altezza minima di 2,70 m per le residenze) e i requisiti di isolamento acustico.

Una particolare attenzione è rivolta al decoro delle facciate: è vietato l’uso di alluminio anodizzato (specialmente nel centro storico) e l’installazione di impianti di condizionamento visibili dallo spazio pubblico. 

Anche le recinzioni e le insegne devono seguire tipologie e materiali predefiniti per non alterare l’immagine della città.

Come consultare il Piano Urbanistico Comunale di Avellino online su UrbisMap

Consultare gli elaborati del PUC di Avellino può risultare complesso senza uno strumento GIS integrato.

UrbisMap digitalizza l’intera base dati del PUC di Avellino, rendendo la ricerca rapida, accurata e accessibile a tutti.

Ecco i passaggi da seguire per la consultazione online del Piano Urbanistico Comunale di Avellino:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Avellino tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche e normative del punto cliccato.

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le NTA di Avellino e il regolamento edilizio di Avellino in formato pdf, messi a disposizione per una lettura completa del piano e per approfondire ogni dettaglio normativo.

Link al piano:https://www.urbismap.com/avellino

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Agrivoltaico: come valutare se un terreno agricolo è davvero idoneo

Nel corso degli ultimi anni l’agrivoltaico è diventato uno dei temi più discussi nel mondo delle energie rinnovabili in Italia. Non si tratta solo di una tecnologia energetica, ma di un cambio di paradigma: la possibilità di far coesistere la produzione di energia solare con l’attività agricola sullo stesso terreno.

Con gli ambiziosi obiettivi del PNRR, che mira all’installazione di circa 1,5 GW di sistemi agrivoltaici entro il 2030, il settore sta vivendo un’accelerazione senza precedenti.

Tuttavia, tra l’entusiasmo degli investitori e la realtà del territorio vi è una sfida complessa: non tutti i terreni agricoli sono davvero idonei a ospitare un impianto agrivoltaico.

Le recenti riforme, in particolare il D.L. 63/2024 e la Legge 4/2026, hanno introdotto regole ferree per proteggere il suolo agricolo, rendendo la fase di analisi preliminare il momento più critico per il successo di un progetto.

Nell’articolo di oggi vedremo insieme cos’è l’agrivoltaico, quali sono le normative e come strumenti come UrbisMap possono trasformare un’analisi complessa in un processo rapido e affidabile.

Cos’è l’agrivoltaico e perché è diverso dal fotovoltaico a terra

A differenza del fotovoltaico tradizionale, che spesso comporta il consumo di suolo e la cessazione delle attività agricole, l’agrivoltaico è un sistema ibrido.

I pannelli fotovoltaici vengono montati ad un’altezza tale da consentire le pratiche di coltivazione convenzionali o l’allevamento nel terreno sottostante.

Classificazioni e tipologie

Secondo le linee guida ministeriali e le definizioni di settore, possiamo distinguere diverse configurazioni:

Agrivoltaico semplice: un sistema che preserva la continuità agricola ma con soluzioni strutturali meno spinte.

Agrivoltaico avanzato: sistemi che adottano soluzioni innovative con moduli elevati da terra e, spesso, inseguitori solari (tracker) per ottimizzare sia la resa energetica che l’irraggiamento delle colture.

Sistemi verticali: pannelli bifacciali montati verticalmente che permettono il passaggio agevole dei mezzi agricoli tra i filari.

L’obiettivo primario è la sinergia: l’ombreggiamento dei pannelli può ridurre il fabbisogno idrico delle piante (fino al 20-40%), proteggerle da agenti atmosferici estremi come la grandine e migliorare la resilienza climatica dei suoli.

Il quadro normativo 2024-2026: la svolta delle aree idonee

Il panorama legislativo dell’agrivoltaico è cambiato radicalmente con la Legge n.4 del 15 gennaio 2026.

Questa norma ha ridefinito il concetto di aree idonee, introducendo il principio di “idoneità ex lege” per accelerare gli iter autorizzativi in determinati siti, come cave dismesse industriali e zone adiacenti alle autostrade.

Il blocco del fotovoltaico a terra “tradizionale”

Uno dei punti cardine della nuova normativa è il divieto quasi totale di installare impianti fotovoltaici a terra tradizionali in zone agricole. Attualmente, l’installazione su suolo agricolo è permessa solo per:

– Comunità energetiche rinnovabili (CER).

– Progetti legati al PNRR e al PNC.

– Impianti agrivoltaici avanzati (elevati), a patto che non compromettano l’attività agricola.

Il requisito dell’80% PLV

Per gli impianti agrivoltaici avanzati, la legge richiede una dichiarazione asseverata che attesti il mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile (PLV) agricola rispetto alla media storica.

Ciò significa che l’agricoltura non deve essere un’attività di facciata, ma deve restare la funzione prevalente del terreno.

Perché molti progetti agrivoltaici falliscono prematuramente? 

Molti sviluppatori e tecnici commettono l’errore di valutare i terreni basandosi solo su criteri superficiali come la disponibilità dell’area, l’esposizione solare o la vicinanza a una cabina elettrica.

Tuttavia, il rischio di scontrarsi poi con vincoli non trascurabili nelle fasi avanzate è altissimo, portando a sprechi di tempo e risorse.

Le criticità più comuni includono:

– Vincoli paesaggistici e ambientali non rilevati subito.

– Destinazioni urbanistiche locali che limitano specifici tipi di installazione.

– Difficoltà logistiche e morfologiche (pendenze concessive o accessi stradali inadeguati).

Quello che tende a mancare, dunque, è una verifica più approfondita del contesto.

Il risultato è che molti progetti, inizialmente promettenti, si arenano quando emergono criticità che si sarebbero potute individuare fin dall’inizio.

Questo comporta rallentamenti, aumento dei costi e, in alcuni casi, l’abbandono dell’iniziativa.

Come valutare l’idoneità di un terreno per l’agrivoltaico in 4 step con UrbisMap

Per ridurre i rischi, è necessario un approccio sistematico. Il Geoportale UrbisMap si pone come la soluzione ideale per velocizzare queste analisi preliminari.

1. Verifica della destinazione urbanistica

Il primo vero passo è comprendere cosa si può fare su quel terreno dal punto di vista urbanistico.

Non basta sapere che un terreno è agricolo, ogni Comune ha un suo piano urbanistico che definisce sottozone con regole specifiche che possono prevedere limitazioni o divieti per alcune tipologie di intervento.

Tramite UrbisMap è possibile interrogare la mappa e visualizzare istantaneamente le norme tecniche locali, capendo immediatamente se l’area permette l’agrivoltaico o se esistono divieti specifici.

2. Analisi dei vincoli paesaggistici e ambientali

Questo spesso è il “collo di bottiglia” dei progetti.

Un terreno può trovarsi all’interno di aree protette, fasce di rispetto idrogeologico o zone tutelate dal SITAP. 

UrbisMap permette di sovrapporre diversi livelli informativi, come i layer dei vincoli nazionali e regionali direttamente sulla mappa catastale, offrendo un quadro chiaro di eventuali restrizioni paesaggistiche che potrebbero bloccare l’iter autorizzativo.

3. Valutazione morfologica e fisica

La pendenza e l’esposizione sono vitali.

Un terreno troppo inclinato aumenta i costi di installazione e complica l’integrazione con i mezzi agricoli.

Le ortofoto ad alta risoluzione disponibili su UrbisMap consentono di valutare la conformazione del suolo e la presenza di ostacoli fisici senza dover necessariamente effettuare un sopralluogo immediato.

4. Logistica e connessione

L’accessibilità stradale e la vicinanza alle infrastrutture elettriche sono determinanti per la sostenibilità economica.

Attraverso gli strumenti di misurazione di UrbisMap, i tecnici possono calcolare distanze e verificare la viabilità circostante in pochi clic direttamente dalla mappa.

UrbisMap: il partner strategico per l’agrivoltaico

Uno dei principali limiti delle analisi preliminari è il tempo necessario per raccogliere e interpretare tutte le informazioni. Senza strumenti adeguati, il rischio è quello di dover consultare fonti diverse, con un notevole dispendio di energie e tempo.

Per questo motivo sta diventando sempre più importante adottare soluzioni che permettano di centralizzare i dati e semplificare il processo.

In un mercato competitivo come quello dell’agrivoltaico, UrbisMap rappresenta il partner strategico ideale, offrendo strumenti professionali che trasformano giorni di ricerca manuale in pochi minuti di analisi digitale.

Tra i principali vantaggi di UrbisMap troviamo:

1. Centralizzazione dei dati territoriali (comunali, regionali e nazionali) in un’unica piattaforma in cloud.

2. Riduzione significativa di errori di interpretazione normativa, fornendo un accesso diretto alle visure e ai report di destinazione urbanistica.

3. Supporto concreto alla progettazione, in particolare grazie agli strumenti Premium, tramite i quali i professionisti possono svolgere a distanza direttamente su mappa attività come la misurazione di superfici, distanze e aree per impianti. 

In sintesi, adottare un metodo strutturato per la scelta del terreno, supportato da dati territoriali certi come quelli di UrbisMap, è una scelta strategica fondamentale per ogni professionista del settore energetico.

Vuoi verificare subito l’idoneità di un terreno per un progetto agrivoltaico? Esplora le funzioni di UrbisMap e scopri come semplificare la tua attività professionale.

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Piano Regolatore Generale di Biancavilla: zonizzazione, norme e consultazione online su UrbisMap

Il Piano Regolatore Generale di Biancavilla è lo strumento normativo principale che guida il governo del territorio comunale e definisce come e dove è possibile intervenire sul tessuto urbano e rurale.

In questo articolo approfondiremo la struttura del PRG di Biancavilla, analizzeremo le sue norme tecniche di attuazione (NTA di Biancavilla) e vedremo come cittadini e professionisti possono consultare la cartografia e i dati normativi in modo semplice, immediato e integrato attraverso il Geoportale UrbisMap. 

Cos’è il PRG di Biancavilla e quali sono i suoi obiettivi

Il Piano Regolatore Generale di Biancavilla è lo strumento di pianificazione che disciplina l’attività edificatoria e la gestione del territorio comunale. 

Il Piano non si limita solo a stabilire le zone edificabili, ma integra prescrizioni fondamentali per la sicurezza e la salvaguardia ambientale, specialmente in un contesto segnato dalla presenza del Parco dell’Etna e del Sito di Interesse Nazionale (SIN) relativo alla bonifica dell’amianto.

Gli obiettivi principali del Piano Regolatore Generale di Biancavilla includono:

Assetto del territorio: definizione delle maglie urbane, delle zone residenziali, produttive e agricole.

Tutela ambientale e paesaggistica: integrazione con il Piano Paesaggistico della Provincia di Catania e gestione delle zone di vincolo idrogeologico (PAI).

Sostenibilità e sicurezza: interventi mirati alla bonifica ambientale e al miglioramento antisismico degli edifici, specialmente nel centro storico.

Metadati e cronologia del Piano Regolatore Generale di Biancavilla 

Per i professionisti, per esempio per la corretta istruzione di una pratica edilizia, è fondamentale conoscere i riferimenti normativi che rendono vigente il Piano.

Di seguito i metadati principali del PRG di Biancavilla:

DATORIFERIMENTO
PianificazionePiano Regolatore Generale (PRG)
EnteComune di Biancavilla (Provincia di Catania)
Adeguamento recenteD.D.G. n. 198/DRU del 24/11/2020
Decreto di approvazioneD.A. n. 153/GAB dell’ 11/04/2019
Ultima variante
DDG n. 46 del 18/03/2021
Legislazione di riferimentoL.R. n.16/2016 e ss.mm.ii (recepimento TUE)

Norme Tecniche di Attuazione di Biancavilla

Le NTA di Biancavilla rappresentano il cuore normativo del Piano. 

Sono suddivise in diverse parti che coprono dalle definizioni generali degli interventi fino alla disciplina specifica delle singole zone omogenee.

Un aspetto cruciale è la definizione degli interventi edilizi (Art. 3), che spaziano dalla manutenzione ordinaria e straordinaria al restauro e risanamento conservativo, fino alla ristrutturazione edilizia e urbanistica. 

Il Piano specifica che, a seguito della legislazione regionale vigente, i termini come “concessione edilizia” devono essere letti come “permesso di costruire”. 

La zonizzazione: aree omogenee e destinazioni d’uso

Il territorio di Biancavilla è ripartito in zone con destinazioni differenti, ognuna soggetta a parametri tecnici specifici:

Zona A: ambiti di interesse storico e pregio ambientale

Comprende il cuore antico della città (sottozona A1) e la prima espansione (sottozona A2).

Qui gli interventi sono orientati al recupero filologico, con l’obbligo di utilizzare materiali della tradizione locale, come la pietra lavica e la pietra bianca.

Le aree libere di pertinenza degli edifici storici sono considerate inedificabili per preservare l’integrità del tessuto urbano originario.

Zone B: ambiti urbani residenziali consolidati

Si tratta delle aree già parzialmente o totalmente edificate. Si suddividono in diverse tipologie:

B1 (città consolidata): con indice di fabbricabilità fondiaria di 1,60 mq/mq e altezza massima di 11 metri.

B2 (ambiti del recupero): aree realizzate in attuazione di vecchi piani di recupero, dove la nuova edificazione è limitata per favorire la conservazione.

B3, B4 e B5: zone che derivano da espansioni o interventi di edilizia spontanea ormai saturati, con indici che variano da 1,00 a 0,80 mq/mq.

Zone C: espansione residenziale e aree risorsa

Destinate alla crescita della città, queste zone richiedono l’approvazione di Piani Particolareggiati o di Lottizzazione.

Un caso particolare è la sottozona CS (edilizia stagionale), situata all’interno della zona D del Parco dell’Etna, dove ogni intervento deve essere preceduto da uno studio approfondito per garantire la compatibilità con il paesaggio naturale.

Zone D: attività produttive, artigianali e turistiche

Disciplinano gli insediamenti per l’artigianato (D1), il commercio (D2) e le attività sportive e ricettive (D3). 

Per queste aree sono previste distanze minime rigorose (spesso 20 metri dal fronte strada) per consentire futuri allargamenti stradali e la creazione di fasce di verde pubblico.

Zone E: territorio agricolo

Le aree agricole (E1, E2, E3) oltre ad avere funzione produttiva, servono alla salvaguardia idrogeologica ed ecologica. 

L’indice di fabbricabilità è bassissimo (0,1 mq/mq in zona E1) e le nuove costruzioni sono permesse solo se strettamente funzionali alla conduzione del fondo agricolo.

Zone F: attrezzature e servizi (standard urbanistici)

Rappresentano le aree riservate a servizi scolastici (4,5 mq/ab), attrezzature di interesse collettivo (2 mq/ab), verde pubblico e sport (9 mq/ab) e parcheggi (2,5 mq/ab).

Vincoli sovraordinati e mitigazione ambientale

Il territorio di Biancavilla è interessato da numerosi vincoli che prevalgono sulle norme comunali: 

  • Parco dell’Etna: disciplina restrittiva per le zone antropizzate interne al parco.
  • Fasce di rispetto: inedificabilità assoluta entro 150 metri dai corsi d’acqua e rispetto per zone cimiteriali, ferroviarie e stradali.
  • Rischio idrogeologico: aree classificate dal PAI che impongono limiti severi alle trasformazioni del suolo.

Parametri tecnici fondamentali

Nelle NTA di Biancavilla sono definiti i parametri per il calcolo delle potenzialità edificatorie:

Indice di fabbricabilità fondiaria (IFF): definisce la superficie costruibile per ogni unità di superficie fondiaria del lotto.

Rapporto di copertura: rapporto tra superficie coperta dei fabbricati e superficie fondiaria. 

Distanze: la distanza minima tra pareti finestrate di edifici antistanti non può essere inferiore a 10 metri.

Guida alla consultazione del Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap

La consultazione dei documenti urbanistici cartacei o dei PDF comunali può essere complessa a causa della vastità delle tavole e dei vincoli sovraordinati che compongono il Piano.

UrbisMap semplifica drasticamente questa attività integrando tutti i dati geografici e normativi del PRG di Biancavilla in un’unica interfaccia GIS in cloud, accessibile e gratuita.

Per consultare il Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap, segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Biancavilla tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano. 

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

Piano Regolatore Generale di Biancavilla sul Geoportale UrbisMap

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le NT di Biancavilla in formato PDF, messe a disposizione per una lettura completa del piano e per approfondire ogni dettaglio normativo.

Perché scegliere UrbisMap per la tua attività professionale

Grazie a UrbisMap i professionisti del settore, come architetti, ingegneri e geometri possono ottenere una visione di insieme del territorio di Biancavilla integrando i dati del PRG con altri strati informativi di tutto il territorio nazionale, come i vincoli paesaggistici o le mappe della classificazione sismica.

Questo permette di effettuare verifiche preliminari veloci e precise, riducendo i tempi di progettazione e il rischio di errori.

Consulta ora il Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap e pianifica i tuoi interventi con dati ufficiali e sempre aggiornati! Ti aspettiamo sul Geoporale.

Link al piano:https://www.urbismap.com/biancavilla

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Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno: come consultare il piano su UrbisMap

Il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno è lo strumento principale di pianificazione urbanistica che governa lo sviluppo, la tutela e la trasformazione del territorio comunale.

Adottato in adeguamento al Piano Paesistico Ambientale Regionale (PPAR), questo strumento definisce le possibilità edificatorie, ma anche le strategie di riqualificazione per la città di Ascoli.

Nell’articolo di oggi esploreremo la struttura del PRG di Ascoli e delle sue Norme Tecniche di Attuazione (NTA di Ascoli), gli obiettivi strategici del piano e come consultarlo in modo rapido, intuitivo e gratuito attraverso il Geoportale UrbisMap.

Gli obiettivi del Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno

L’obiettivo principale del PRG di Ascoli Piceno è la riqualificazione di una società articolata e solidale, migliorando le prestazioni fisiche, sociali e culturali della città.

Il piano si fonda su quattro pilastri principali:

1. La tutela del patrimonio storico-artistico e documentale.

2. La salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente naturale.

3. Una politica di sviluppo e innovazione equilibrata.

4. Il riconoscimento della partecipazione cittadina nella gestione delle politiche urbane.

L’amministrazione promuove inoltre concorsi di progettazione nazionali e internazionali per i temi di rilevanza generale, garantendo un dibattito aperto sulla forma della città.

La struttura del PRG di Ascoli Piceno: ambiti e zonizzazione

Il territorio di Ascoli Piceno è suddiviso in quattro macro-categorie funzionali, che ne definiscono le modalità di intervento:

Ambiti di tutela paesistico-ambientale

In conformità al PPAR regionale, il PRG di Ascoli Piceno individua aree con specifiche limitazioni per preservare l’identità storico-culturale e l’ambiente.

Questi ambiti includono le emergenze geologiche, i corsi d’acqua, i crinali, i versanti e le aree floristiche.

In particolare, vengono definiti quattro livelli di tutela (da 1 a 4), che regolano in modo decrescente i divieti di edificazione e trasformazione del suolo.

Parti pubbliche e di interesse generale 

Comprendono aree destinate a standard urbanistici (istruzione, parchi, parcheggi) e attrezzature di interesse comune.

Tra i progetti di rilievo spiccano il Parco Fluviale del Tronto e del Castellano e il Parco delle aree protette del Colle San Marco, voluti per restituire alla cittadinanza spazi naturali degradati o inaccessibili.

Parti consolidate

Si tratta delle aree già urbanizzate del territorio di Ascoli Piceno che presentano omogeneità storica e tipologica.

Qui gli interventi sono mirati alla conservazione e alla riqualificazione.

Il tessuto prevalentemente residenziale è suddiviso in base alla densità:

  • Alta densità: con indice di fabbricabilità fondiaria (IF) massimo di 3,00 mc/mq.
  • Media densità: con IF massimo di 2,00 mc/mq
  • Bassa densità: con IF massimo di 0,70 mc/mq.

Parti in trasformazione

Sono le aree soggette a nuove previsioni edificatorie o a piani di recupero.

Vengono identificate come Aree Progetto (AP) per la residenza o AP-TR per destinazioni turistico-ricettive.

Un esempio significativo di trasformazione complessa è l’area ex SGL Carbon, per la quale il PRG di Ascoli Piceno prevede un importante programma di riqualificazione urbana con la creazione di un grande parco urbano e di un polo tecnologico-culturale.

Sostenibilità ambientale a innovazione energetica

Il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno introduce anche dei requisiti obbligatori per l’uso razionale delle risorse.

Le norme sulla sostenibilità (art. 66 e successivi) prevedono:

Orientamento degli edifici: per sfruttare al meglio la radiazione solare, privilegiando l’asse est-ovest.

Fonti rinnovabili: installazione obbligatoria di impianti solari termici e fotovoltaici (fatta eccezione per il centro storico dove il fotovoltaico è vietato).

Risparmio idrico: obbligo di sistemi per il recupero delle acque piovane per l’irrigazione del verde e la pulizia degli spazi scoperti nelle nuove costruzioni. 

Incentivi: i progetti che superano del 50% i livelli minimi di prestazione energetica possono beneficiare di un incremento di cubatura del 20%.

Come consultare il PRG di Ascoli Piceno su UrbisMap

Consultare un piano urbanistico può essere complesso e dispersivo, soprattutto per chi non possiede competenze tecniche.

Il Geoportale UrbisMap semplifica drasticamente questo processo, offrendo una piattaforma GIS intuitiva, costantemente aggiornata e utilizzabile da tutti, dai tecnici al singolo cittadino.

Per consultare il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno su UrbisMap, segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Ascoli Piceno tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

piano regolatore generale di Ascoli Piceno_geoportale UrbisMap

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geooportale le NTA di Ascoli in formato PDF, messe a disposizione per una lettura completa del piano.

In sintesi, il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno si può definire un piano moderno che bilancia lo sviluppo edilizio con una forte attenzione alla “mobilità dolce” e alla rete escursionistica comunale (REC). 

UrbisMap è lo strumento ideale per accede in pochi clic a tutte le informazioni urbanistiche e normative del piano, consultabile in maniera integrata con altri strati informativi territoriali su scala regionale e nazionale.

Il Geoportale garantisce, in più, dati certi provenienti da fonti ufficiali e facilitando la pianificazione di interventi conformi alle rigide prescrizioni tecniche e ambientali del Comune di Ascoli Piceno.

Link al piano: https://www.urbismap.com/ascoli-piceno

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Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini (RUE): norme, ambiti e come consultarlo su UrbisMap

Il governo del territorio di una città costiera e complessa come Rimini richiede strumenti urbanistici capaci di coniugare la tutela del patrimonio storico, lo sviluppo turistico e la sostenibilità ambientale.

Lo strumento cardine che disciplina questi aspetti è il Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE).

In questo articolo approfondiremo la struttura del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini, le sue principali norme tecniche e vedremo insieme come professionisti e cittadini possono consultare la sua cartografia e i dati normativi in modo semplice e immediato attraverso il Geoportale UrbisMap.

Cos’è il RUE di Rimini e quali sono i suoi obiettivi

Il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini è lo strumento di pianificazione che disciplina le attività di costruzione, trasformazione fisica e funzionale e conservazione delle opere edilizie nel territorio comunale.

In conformità con le previsioni del Piano Strutturale Comunale (anch’esso presente e consultabile sul Geoportale UrbisMap), il RUE di Rimini stabilisce le regole per gli interventi negli ambiti consolidati, nel territorio rurale e nelle zone specializzate per attività produttive.

Approvato inizialmente nel 2016, il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini si inserisce in un quadro legislativo in evoluzione: esso è stato redatto ai sensi della L.R. 20/2000, ma deve oggi confrontarsi con la nuova disciplina introdotta dalla L.R. 24/2017, la quale non consente più l’approvazione del Piano Operativo Comunale (POC) originariamente previsto per completare gli strumenti urbanistici.

Gli obiettivi principali del RUE di Rimini includono:

Disciplina delle trasformazioni: regole chiare per la residenza, il terziario e il turismo.

Qualificazione e sostenibilità: incentivi per l’efficienza energetica e la bioedilizia.

Tutela del territorio rurale: norme specifiche per gli edifici agricoli e la salvaguardia del paesaggio.

Riqualificazione costiera: interventi strategici come il “Parco del Mare”. 

Metadati e cronologia del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini

Per una corretta istruttoria tecnica è fondamentale conoscere i riferimenti normativi e le date di efficacia degli atti che compongono il RUE di RImini:

ADOZIONEDelibera di C.C. n. 66 del 29/03/2011
APPROVAZIONEDelibera di C.C. n.16 del 15/03/2016
ENTRATA IN VIGORE06/04/2016
ULTIMA VARIANTE SPECIFICA (APPROVAZIONE)Delibera di C.C n.9 del 25/03/2021
ULTIMA STESURA NTADelibera di C.C n.9 del 25/03/2021

Il testo vigente è stato oggetto di numerose varianti specifiche, tra cui quelle per l’aggiornamento normativo ai sensi della L.R. 24/2017 e varianti puntuali per progetti di interesse pubblico.

La struttura delle Norme Tecniche di Attuazione di Rimini (NTA)

Le Norme Tecniche di Attuazione del RUE di Rimini sono organizzate in tre titoli principali che coprono ogni aspetto della gestione edilizia.

1. Disposizioni generali e definizioni

In questa sezione vengono definiti gli oggetti edilizi (unità edilizie, immobiliari e pertinenze) e i parametri urbanistici fondamentali come la superficie territoriale (ST), la superficie fondiaria (SF) e gli indici di edificabilità.

Un aspetto cruciale è la definizione delle categorie di intervento, che vanno dalla manutenzione ordinaria (MO) alla ristrutturazione edilizia (RE) e alla nuova costruzione (NC).

2. Classificazione ambiti e disciplina interventi

Il territorio è suddiviso in “ambiti”, ciascuno con una propria vocazione e disciplina specifica.

– Città storica (ACS): Disciplinata dal Capo 9, prevede categorie di tutela che vanno dal restauro scientifico (cat. A.) alla ristrutturazione con conservazione della sagoma.

– Ambiti consolidati (AUC): Suddivisi in residenziali (AUC_U) e turistici (AUC_T).

In questi ultimi si gioca la partita della riqualificazione alberghiera, con norme specifiche per il cambio d’uso e gli ampliamenti.

Ambiti produttivi (ASP): Zone destinate ad attività manifatturiere, terziarie e commerciali.

– Territorio rurale: Diviso in ambiti ad alta vocazione produttiva (AVP), rilievo paesaggistico (ARP) e periurbani (AAP).

3. Gestione del territorio

Contiene le norme su morfologia, arredo urbano, sicurezza e decoro.

Qui troviamo i criteri per le facciate, le recinzioni e l’impatto visivo degli impianti tecnologici.

Parametri tecnici e sostenibilità

Il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini pone grande attenzione alla qualità ambientale. 

Questo si evince, per esempio, da disposizioni come quella che la superficie permeabile minima deve essere garantita nella misura di almeno il 30% della superficie fondiaria per interventi di nuova costruzione o ristrutturazione rilevante.

Un altro elemento distintivo è l’Art.6 bis, che introduce incentivi volumetrici per interventi di qualificazione e sostenibilità. Gli edifici che raggiungono prestazioni energetiche superiori ai minimi di legge (con riduzioni della prestazione dell’edificio reale di almeno il 30-40% rispetto all’edificio di riferimento) possono beneficiare di incrementi della superficie utile.

Le distanze sono un altro importante pilastro tecnico:

  • D1 (confine): almeno 5,00 metri per nuove costruzioni
  • D2 (strade): almeno 5,00 metri, salvo allineamenti preesistenti.
  • D3 (pareti antistanti): in conformità all’Art.9 del D.M. 1444/1968.

Progetti speciali: il Parco del Mare

All’interno del RUE di Rimini trovano spazio disposizioni per progetti strategici, come il “Parco del Mare”. Gli interventi in quest’area (sub-ambito Auc.T4) mirano alla trasformazione delle strade e aree libere in attrezzature e spazi collettivi, favorendo la desigillazione dei suoli e la creazione di parcheggi pubblici e privati, preferibilmente interrati.

Come consultare il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini sul Geoportale UrbisMap

La consultazione del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini può risultare complessa a causa della mole di elaborati cartografici e testuali, ma anche poco comprensibile per chi non possiede competenze tecniche.

Il Geoportale UrbisMap semplifica significativamente questo processo, offrendo un’interfaccia GIS accessibile a tutti, integrata e gratuita.

Ecco come accedere al RUE di Rimini in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio comunale di Rimini tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca sulla particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

Per una consultazione completa del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini, sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le Norme Tecniche di Attuazione di Rimini in formato PDF. 

I vantaggi per i professionisti

Grazie a UrbisMap i professionisti del settore, come architetti, ingegneri e geometri possono ottenere una visione di insieme del territorio comunale di Rimini, integrando i dati del RUE con altri strati informativi di tutto il territorio nazionale, come i vincoli paesaggistici o le mappe della classificazione sismica.

Questo permette di effettuare verifiche preliminari veloci e precise, riducendo i tempi di progettazione e il rischio di errori.

Consulta ora il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini su UrbisMap e pianifica i tuoi interventi con dati ufficiali e sempre aggiornati! Ti aspettiamo sul Geoporale.

Link al piano: https://www.urbismap.com/rimini

Sei un libero professionista? Scopri la suite di strumenti avanzati di UrbisMap Premium studiati per semplificare le tue attività quotidiane!

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Come verificare i vincoli paesaggistici su mappa: guida alla consultazione con UrbisMap

Chi lavora nel settore edilizio, urbanistico o immobiliare ha spesso la necessità di capire come verificare i vincoli paesaggistici su mappa prima di avviare un progetto o acquistare un immobile.

La presenza di tutele ambientali o paesaggistiche può infatti influenzare in modo significativo interventi edilizi, autorizzazioni e tempi delle pratiche.

In Italia esistono diversi strumenti ufficiali per consultare le aree sottoposte a tutela. Una delle principali fonti informative per questo tipo di verifica è il SITAP (Sistema Informativo Territoriale Ambientale e Paesaggistico) una banca dati nazionale che raccoglie e georeferenzia le aree soggette a vincolo paesaggistico.

Oggi è possibile consultare i vincoli SITAP anche attraverso piattaforme avanzate come UrbisMap, che consente di visualizzare i vincoli direttamente su mappa insieme a molte altre informazioni territoriali utili alla pianificazione. 

In questo articolo vedremo cosa sono i vincoli paesaggistici, perché è importante verificarli e quali strumenti utilizzare per consultarli in modo rapido ed efficace.

Cosa sono i vincoli paesaggistici

I vincoli paesaggistici sono strumenti di tutela introdotti per preservare il paesaggio, il valore storico dei luoghi e le caratteristiche ambientali di territori ritenuti particolarmente rilevanti.

Queste misure limitano o regolano interventi come costruzioni, modifiche di edifici o trasformazioni del suolo in aree considerate di particolare pregio naturalistico, storico o culturale.

Per questo motivo è fondamentale verificare la presenza di eventuali vincoli prima di intraprendere qualsiasi progetto edilizio o urbanistico.

La consultazione di queste informazioni è utile per diversi soggetti:

Cittadini e imprese

Conoscere in anticipo l’esistenza di un vincolo permette di evitare spiacevoli sorprese, riducendo i tempi, i costi e i rischi legati a pratiche burocratiche complesse durante la pianificazione di interventi edilizi. Ogni vincolo comporta restrizioni specifiche che devono essere verificate prima di qualsiasi costruzione o modifica di un immobile.

Professionisti e tecnici

Architetti, ingegneri e geometri devono verificare la presenza di vincoli per valutare la fattibilità di un progetto e ottenere le necessarie autorizzazioni paesaggistiche.

Pubbliche Amministrazioni

Gli Enti locali utilizzano queste informazioni come base per la pianificazione territoriale e per la gestione delle procedure autorizzative.

Il SITAP: il sistema informativo dei vincoli paesaggistici

Il SITAP è una banca dati istituzionale che raccoglie informazioni sui beni paesaggistici tutelati dalla normativa italiana.

Il sistema nasce con l’obiettivo di digitalizzare e rendere accessibili i dati relativi alle aree sottoposte a tutela paesaggistica, permettendo una consultazione più efficiente da parte di professionisti, amministrazioni e cittadini.

All’interno del sistema sono presenti diverse tipologie di vincoli, che derivano da specifiche disposizioni legislative.

In particolare, i vincoli possono essere distinti in due grandi categorie:

– Vincoli decretati

– Vincoli ope legis

Questa documentazione deriva dalle modalità con cui il vincolo viene istituito e dalle norme che lo regolano.

Vincoli decretati

I vincoli decretati derivano da provvedimenti amministrativi specifici che dichiarano un determinato bene o territorio di notevole interesse pubblico.

Tali dichiarazioni vengono emesse dalle autorità competenti quando un’area presenta caratteristiche paesaggistiche, storiche o culturali particolarmente rilevanti.

Tra le principali norme di riferimento troviamo gli articoli del Codice dei beni culturali e del paesaggio che disciplinano le dichiarazioni di interesse pubblico.

Quando si presenta questo tipo di vincolo, qualsiasi intervento che possa modificare l’aspetto del territorio deve essere valutato attentamente e sottoposto ad autorizzazione paesaggistica.

Vincoli ope legis

I vincoli ope legis, invece, non derivano da un decreto specifico ma vengono applicati automaticamente dalla legge.

Questi vincoli sono stati introdotti inizialmente con la cosiddetta LEgge Galasso e sono oggi disciplinati dall’articolo 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Tra le aree che rientrano in automatico on questa categoria troviamo, per esempio:

  • territori costieri
  • sponde dei laghi
  • fasce di rispetto dei fiumi
  • montagne oltre determinate attitudini 
  • boschi e foreste
  • ghiacciai
  • parchi e aree naturali protette
  • zone di interesse archeologico

La presenza di queste caratteristiche territoriali comporta automaticamente l’applicazione del vincolo paesaggistico.

Come verificare i vincoli paesaggistici su mappa

Capire come verificare i vincoli paesaggistici su mappa è oggi molto più semplice rispetto al passato, questo grazie anche alla digitalizzazione dei dati territoriali.

In passato queste verifiche richiedevano la consultazione di documenti cartacei o archivi amministrativi.

Oggi, invece, molte informazioni sono disponibili tramite sistemi informativi geografici e piattaforme cartografiche online.

La consultazione diretta di queste informazioni può risultare però complessa se non si dispone di strumenti adeguati. Per questo motivo piattaforme come UrbisMap consentono di visualizzare e analizzare i dati territoriali in modo molto più intuitivo.

Grazie a un’interfaccia cartografica avanzata è possibile:

– individuare rapidamente un’area sulla mappa

– visualizzare i vincoli paesaggistici presenti

– consultare informazioni dettagliate sui vincoli

– sovrapporre altri livelli informativi utili alla pianificazione.

Questo approccio consente di effettuare analisi territoriali rapide e di ottenere una visione completa del contesto in cui si inserisce un progetto.

Come consultare i vincoli paesaggistici su UrbisMap

Come accennato poco sopra, i vincoli SITAP sono presenti anche all’interno del Geoportale UrbisMap, che offre una consultazione semplice, veloce, intuitiva e integrata.

Il webgis consente di accedere rapidamente a numerose informazioni territoriali integrate in un unico ambiente digitale.

Tra le funzioni principali troviamo:

  • visualizzazione dei vincoli paesaggistici su mappa
  • consultazione dei vincoli SITAP
  • analisi del contesto urbanistico
  • accesso a dati catastali e territoriali
  • sovrapposizione di diversi livelli informativi.

I dati sono facilmente accessibili da tutti, anche chi non possiede competenze tecniche. 

Ecco i brevi passaggi da seguire per la consultazione dei vincoli SITAP su UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “SITAP” per visualizzare la mappa dei vincoli in sovrapposizione a quella di sfondo.

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni territoriali, vincolistiche e normative relative al punto cliccato. 

Su UrbisMap la mappa dei vincoli SITAP è divisa in 2 tavole distinte: 

Tavola Vincoli Decretati

Tavola Vincoli Ope Legis

Perché verificare sempre i vincoli prima di un progetto

La verifica preventiva dei vincoli paesaggistici rappresenta uno dei passaggi più importanti nella pianificazione di interventi edilizi o operazioni immobiliari.

Ignorare la presenza di vincoli può comportare numerosi problemi, tra cui:

  • blocco delle pratiche edilizie
  • ritardi nelle autorizzazioni
  • costi aggiuntivi
  • modifiche obbligatorie al progetto
  • impossibilità di realizzare alcune opere.

Effettuare un controllo preliminare consente invece di pianificare correttamente le attività e di evitare problematiche durante le fasi successive del progetto.

Grazie all’utilizzo di sistemi informativi territoriali e di piattaforme avanzate come UrbisMap, è possibile oggi consultare facilmente i dati relativi alle aree vincolate, migliorando la qualità delle analisi e facilitando il lavoro di professionisti, amministrazioni e cittadini.

Verificare i vincoli paesaggistici in modo tempestivo significa quindi progettare in modo più consapevole, ridurre i rischi burocratici e operare nel rispetto della normativa che tutela il patrimonio paesaggistico del territorio. 

Consulta subito i vincoli SITAP, ti aspettiamo sul Geoportale UrbisMap!

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Piano Urbanistico Comunale di Ercolano: guida alla consultazione online

Ercolano è un territorio di inestimabile valore storico, culturale e paesaggistico, riconosciuto come patrimonio mondiale dell’Unesco.

Pianificare lo sviluppo urbano in un contesto così complesso richiede strumenti agili e una normativa chiara, in grado di bilanciare la tutela del patrimonio archeologico e naturalistico con la necessità di modernizzazione della città.

Con l’obiettivo di semplificare l’accesso a queste informazioni, il Piano Urbanistico Comunale di Ercolano è integralmente consultabile sul Geoportale UrbisMap.

In questo articolo esploreremo la struttura della pianificazione vigente e vedremo come navigare tra mappa e norme in pochi clic.

Il PUC di Ercolano: tra visione strutturale e disciplina transitoria

La redazione del PUC di Ercolano, guidata dall’amministrazione comunale sotto la direzione del Sindaco Avv. Ciro Buonajuto e dell’Assessore all’urbanistica Prof.ssa Giuliana di Fiore, segue le direttive della Legge Regionale della Campania n.16/2004.

Un aspetto cruciale per i tecnici che operano sul territorio è la gestione del periodo transitorio. 

Dall’adozione del PUC Strutturale fino all’approvazione del PUC Programmatico, scattano infatti le norme di salvaguardia.

Durante questa fase l’attività edilizia è soggetta a limitazioni specifiche volte a impedire interventi in contrasto con la disciplina del nuovo piano in corso di approvazione.

Cosa si può fare nel periodo transitorio?

Secondo le norme transitorie adottate, nel territorio comunale di Ercolano sono ammessi interventi che non arrechino danni alle essenze arboree e che rispettino le destinazioni d’uso del PUC adottato e della pianificazione sovraordinata (come il PTP e il Piano del Parco del Vesuvio).

Tra gli interventi consentiti figurano:

  • manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo.
  • Ristrutturazione edilizia (senza incremento di volumetria) per edifici realizzati dopo il 1945.
  • Sistemazioni a verde e parcheggi interrati o a raso pertinenziali.
  • Interventi di adeguamento alle norme di sicurezza e per il superamento delle barriere architettoniche.

È invece vietata l’impermeabilizzazione delle aree scoperte, ad esclusione delle strade  pubbliche e di quanto previsto dalle norme del PTP.

Il RUEC di Ercolano: il motore delle regole edilizie

Parallelamente al PUC, il RUEC di Ercolano (Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale) disciplina le modalità esecutive delle trasformazioni territoriali.

Redatto in conformità al Regolamento Edilizio Tipo (RET), il RUEC di Ercolano definisce in modo univoco i parametri urbanistici (come la superficie fondiaria, l’indice di edificabilità e il carico urbanistico) e le tipologie di intervento.

Sostenibilità e qualità urbana

Il RUEC di Ercolano pone una forte enfasi sulla sostenibilità ambientale.

Gli interventi di nuova costruzione o ristrutturazione rilevante devono prevedere:

– Risparmio energetico: gli edifici devono essere concepiti per limitare i consumi termici e idrici.

– Recupero delle acque meteoriche: è obbligatorio prevedere sistemi di raccolta e riutilizzo delle acque piovane per usi non potabili (irrigazioni, sciacquoni).

– Verde urbano: il comune di Ercolano promuove l’installazione di tetti verdi e verde verticale come strumenti eco-tecnologici per il miglioramento del microclima urbano.

Norme per il centro storico e le zone agricole

Data la conformazione della città, il regolamento prevede deroghe e specifiche per il centro storico, dove le attività produttive possono essere insediate anche in locali con altezze ridotte (fino a 2,50 m) purché supportate da adeguate relazioni tecniche.

Nelle zone agricole, invece, ogni nuovo fabbricato rurale deve essere coerente con la morfologia insediativa esistente, evitando la saturazione edilizia lungo le strade e privilegiando materiali rinnovabili e tecniche della tradizione locale.

Come consultare il Piano Urbanistico Comunale di Ercolano su UrbisMap

La digitalizzazione dei piani urbanistici è la chiave per migliorare l’efficienza degli uffici tecnici e facilitare il lavoro dei professionisti.

Il Geoportale UrbisMap permette di consultare il PUC di Ercolano in modo integrato con altri dati territoriali di tutta Italia. 

Vediamo insieme i passaggi per una consultazione rapida e semplice del Piano Urbanistico Comunale di Ercolano:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca ora tramite l’apposita barra o navigando direttamente sulla mappa, l’area del territorio comunale di Ercolano che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche territoriali relative al punto da te cliccato.

piano urbanistico comunale di Ercolano: consultazione online sul Geoportale UrbisMap

Sempre da questa sezione puoi consultare e scaricare in formato PDF le norme di attuazione e il regolamento urbanistico edilizio comunale di Ercolano direttamente dal Geoportale.

Grazie alla disponibilità di questi dati su UrbisMap, il rapporto tra cittadino, professionista e Pubblica Amministrazione diventa più trasparente e immediato.

I vantaggi di UrbisMap Premium per i professionisti

Per coloro che necessitano di analisi più approfondite, la versione Premium di UrbisMap offre funzionalità avanzate che velocizzano drasticamente le verifiche preliminari, come l’accesso a ortofoto storiche e attuali in alta risoluzione che permettono un confronto temporale per ricostruire lo stato legittimo di un immobile o monitorare le trasformazioni del territorio.

Link al piano: https://www.urbismap.com/ercolano

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Come verificare l’idoneità di un edificio per il fotovoltaico prima di fare domanda a un bando

I bandi per il fotovoltaico rappresentano un’opportunità straordinaria per imprese, installatori e sviluppatori.

Con contributi che possono arrivare fino al 65% a fondo perduto, un numero sempre più crescente di aziende sta valutando l’installazione di impianti fotovoltaici su coperture esistenti o aree di proprietà.

Esiste però un problema che viene spesso sottovalutato e che può compromettere l’intero processo: l’idoneità di un edificio per il fotovoltaico. Non tutti gli edifici sono infatti idonei per l’installazione di un impianto fotovoltaico dal punto di vista urbanistico, normativo e territoriale.

Presentare una domanda di contributo senza aver verificato preventivamente questi aspetti può portare a: 

  • rigetto della domanda
  • perdita di tempo e risorse
  • ritardi nello sviluppo del progetto
  • costi tecnici non recuperabili

Nell’articolo di oggi vedremo come verificare correttamente l’idoneità di un edificio per il fotovoltaico prima di partecipare a un bando, quali sono i fattori principali da analizzare e come strumenti come UrbisMap possono semplificare radicalmente questa operazione.

Perché la verifica preliminare è fondamentale prima di partecipare a un bando

Presentare una domanda di contributo senza aver verificato i vincoli e la conformità dell’area è un rischio che nessun professionista dovrebbe correre.

La maggior parte dei bandi richiede esplicitamente che l’intervento sia realizzabile nel pieno rispetto degli strumenti urbanistici locali e dei vincoli sovraordinati.

Ignorare questa fase espone a pericoli concreti, tra cui:

– Rigetto immediato della domanda per mancanza di requisiti soggettivi o oggettivi.

– Perdita di tempo e risorse preziose in fase di progettazione.

– Costi tecnici non recuperabili, come oneri per perizie e consulenze su progetti irrealizzabili.

– Blocchi in fase autorizzativa, anche qualora il contributo sia stato inizialmente approvato.

Quindi, per esempio, per le imprese che puntano all’autoconsumo, per i progettisti e per le ESCo (Energy Service Companies), la verifica preliminare non è solo una buona pratica, ma un elemento essenziale e strategico per garantire la fattibilità dell’investimento e di concentrarsi solo su edifici realmente idonei.

I 5 fattori principali da verificare per valutare l’idoneità di un edificio per il fotovoltaico

Per determinare se un edificio o un terreno è realmente idoneo, è necessario incrociare diversi livelli di informazione geografica e normativa.

Ecco i principali aspetti da monitorare:

1. Vincoli paesaggistici e tutela del territorio

Questo è forse il fattore più critico. Molte aree in Italia, come la Sardegna, sono soggette a tutele che possono limitare o vietare l’installazione di pannelli visibili.

Gli edifici situati in aree soggette a vincolo possono richiedere autorizzazioni aggiuntive, procedure più lunghe, limitazioni tecniche, oppure possono non essere direttamente idonei.

UrbisMap permette di consultare rapidamente i vincoli per capire immediatamente se l’area è tutelata.

2. Destinazione urbanistica e zone omogenee

Ogni immobile ricade in una specifica zona definita dal Piano Regolatore Generale (PRG) o dal Piano Urbanistico Comunale (PUC). Che si tratti di zone industriali, agricole, artigianali o residenziali, le NTA dettano le regole per l’installazione degli impianti.

Verificare la zonizzazione è essenziale: un impianto di grandi dimensioni potrebbe essere compatibile con una zona industriale ma vietato, o limitato, in un centro storico o in una zona agricola di pregio.

3. Vincoli territoriali, ambientali o idrogeologici

Oltre al paesaggio bisogna prendere in considerazione la sicurezza del territorio.

Vincoli archeologici, aree protette (come possono essere i siti Ramsar o le zone IBA) e, soprattutto, il rischio idrogeologico, sono tutti fattori che devono essere presi in esame.

4. Conformità edilizia e stato legittimo

Un impianto fotovoltaico può essere autorizzato o incentivato solo se l’edificio ospitante è regolare.

La presenza di abusi edilizi, difformità o incongruenze catastali può bloccare l’accesso ai fondi. 

Attraverso l’uso di ortofoto storiche e aerofotogrammetrie disponibili su UrbisMap, i tecnici possono ricostruire la storia dell’immobile e verificarne lo stato legittimo.

5. Compatibilità specifica con i requisiti del bando

Ciascun bando ha regole proprie: alcuni escludono determinate aree, altri richiedono l’installazione solo su edifici esistenti o vietano il consumo di suolo agricolo.

Una verifica incrociata tra i requisiti del bando e la realtà territoriale è l’unico modo per non sprecare l’istanza.

Il limite dei metodi tradizionali: la “fatica del dato”

Effettuare queste verifiche in modo tradizionale è spesso un’impresa titanica.  

I professionisti si trovano a dover consultare decine di portali diversi, spesso non aggiornati o di difficile navigazione: il geoportale regionale per i vincoli, l’albo pretorio comunale per le varianti urbanistiche, il sito dell’Agenzia delle Entrate per i dati catastali e così via.

Questa frammentazione genera quella che definiamo la “fatica del dato”: ore o giorni spesi a cercare informazioni che dovrebbero essere immediate.

Per chi gestisce anche decine di potenziali siti, questo processo diventa un collo di bottiglia che riduce drasticamente l’efficienza operativa e aumenta il rischio di errore umano.

Come UrbisMap rivoluziona la fase di analisi preliminare

UrbisMap nasce con l’obiettivo di abbattere queste barriere, centralizzando tutte le informazioni territoriali, urbanistiche e catastali in un unico Geoportale nazionale in cloud. 

La piattaforma permette di interrogare la mappa in pochi clic per ottenere un quadro completo e aggiornato della situazione di qualsiasi immobile in Italia.

I vantaggi dell’utilizzo di UrbisMap per il fotovoltaico

Utilizzare UrbisMap prima di presentare una domanda di contributo offre vantaggi concreti, tra cui:

1. Riduzione del rischio di rigetto della domanda

Verificando preventivamente la compatibilità urbanistica, è possibile scartare subito i siti non idonei e concentrarsi su quelli certi.

2. Risparmio di tempo

Le verifiche che normalmente richiedono ore possono essere completate in pochi minuti, accelerando significativamente il processo di selezione dei siti.

3. Migliore pianificazione dei progetti

Installatori e progettisti possono concentrarsi solo su progetti realmente fattibili

4. Centralizzazione e maggiore efficienza operativa

In un’unica piattaforma è possibile visualizzare e sovrapporre i dati catastali con i vincoli paesaggistici, il rischio idrogeologico e le destinazioni d’uso del piano urbanistico locale.

5. Supporto alla preparazione della documentazione

Le informazioni ottenute possono essere utilizzate per supportare la preparazione della documentazione tecnica richiesta dai bandi.

Quando effettuare la verifica di idoneità?

Per massimizzare l’efficienza, la verifica urbanistica dovrebbe essere effettuata nelle fasi embrionali del progetto, precisamente:

– Prima di redigere un preventivo, per evitare di impegnarsi su progetti irrealizzabili.

– Prima del sopralluogo tecnico, per arrivare sul posto già consapevoli dei vincoli presenti.

– Prima di avviare la progettazione esecutiva, per conformare l’impianto alle prescrizioni delle norme locali.

– Prima di inviare la domanda di bando, come controllo finale di coerenza. 

Questo consente di evitare investimenti di tempo e risorse su progetti non realizzabili.

Un approccio più efficiente allo sviluppo del fotovoltaico

Il successo di un progetto fotovoltaico passa anche attraverso la corretta selezione dei siti. La verifica preliminare della fattibilità urbanistica e territoriale rappresenta uno dei passaggi più importanti e spesso più sottovalutati . Grazie a strumenti come UrbisMap questo processo può essere reso più veloce, più semplice e più affidabile.

Questo consente a imprese, installatori, progettisti di ridurre i rischi, aumentare l’efficienza e massimizzare le opportunità offerte dai bandi per il fotovoltaico.

In sintesi, la corsa agli incentivi per il fotovoltaico non deve far dimenticare l’importanza della conformità normativa.

Verificare l’idoneità urbanistica e territoriale di un edificio è il pilastro su cui poggia la solidità di ogni investimento nelle energie rinnovabili.

UrbisMap si conferma uno strumento indispensabile per semplificare questa complessità, offrendo a tecnici e imprese una visione chiara, immediata e integrata di tutto il territorio nazionale.

Scegli UrbisMap come tuo alleato strategico, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Piano degli Interventi di Padova: come consultare norme, mappe e ZTO su UrbisMap

Il Comune di Padova ha intrapreso una sfida ambiziosa con l’approvazione del suo Piano degli Interventi (PI), uno strumento urbanistico che non si limita a normare l’attività edilizia, ma delinea una visione strategica per la “Padova 2030”.

Approvato definitivamente con Delibera di Consiglio Comunale n.6 del 13 febbraio 2023, il Piano degli Interventi di Padova rappresenta la componente operativa del Piano Regolatore Comunale, agendo in attuazione delle linee strutturali tracciate dal Piano di Assetto del Territorio (PAT).

In questo articolo esploreremo i pilastri del PI di Padova, dalla rigenerazione urbana alla tutela del patrimonio UNESCO, e vedremo come il Geoportale UrbisMap sia uno strumento centrale per professionisti e cittadini che hanno la necessità di navigare tra tavole e norme in modo immediato e semplificato.

La visione “Padova 2030”: gli obiettivi del Piano degli interventi di Padova

Il Piano degli Interventi di Padova è stato costruito attorno a una serie di obiettivi strategici che mirano a coniugare crescita economica e sostenibilità ambientale.

Tra i punti principali troviamo:

Uso consapevole del suolo e sicurezza territoriale: con l’obiettivo di raggiungere il saldo zero nel consumo di suolo entro il 2050.

Rigenerazione e qualità urbana: priorità assoluta alla riqualificazione del patrimonio esistente rispetto alla nuova espansione.

Città dei Rioni: un modello di città pubblica e policentrica che valorizza i servizi di prossimità.

Mobilità sostenibile: potenziamento delle reti di trasporto pubblico (come le linee tranviarie SIR) e della mobilità dolce.

Padova Urbs Picta e forestazione: tutela dei siti UNESCO e creazione di corridoi verdi e blu per contrastare i cambiamenti climatici.

Composizione e struttura del PI di Padova

Il Piano degli Interventi di Padova non è un documento unico, ma un apparato complesso di elaborati grafici, normativi e descrittivi.

Su UrbisMap, questa complessità viene semplificata grazie alla sovrapposizione dei vari layer informativi.

Il PI di Padova si compone principalmente di:

Elaborati grafici: tavole in scala 1:5.000 per l’intero territorio e 1:1.000 per il centro storico, che definiscono gli usi del suolo e le modalità di intervento.

Norme tecniche operative (NTO): il corpo normativo che disciplina ogni singola zona omogenea (ZTO).

Schede di intervento: documenti specifici per aree degradate da rigenerare (schede R), aree di nuova urbanizzazione (schede E) o accordi pubblico-privato (schede APP).

Prontuario per la qualità architettonica: linee guida per garantire che ogni trasformazione contribuisca al decoro e alla mitigazione ambientale.

Le zone territoriali omogenee (ZTO di Padova) nel dettaglio

Il territorio di Padova è suddiviso in sistemi insediativi, ciascuno con regole specifiche consultabili puntualmente sul Geoportale UrbisMap.

1. Città storica (ZTO A)

Include il nucleo antico entro le mura cinquecentesche e gli edifici di valore storico isolati.

Qui il Piano degli Interventi di Padova mira al restauro scientifico e alla conservazione filologica.

Un’attenzione particolare è dedicata ai siti UNESCO (come l’Orto Botanico e i cicli affrescati del 300) e al Sistema Bastionato, dove gli interventi devono garantire la fruibilità pubblica del “Parco delle Mura e delle Acque”.

2. La città consolidata e la sfida della rigenerazione (ZTO B e C1)

Nelle zone residenziali consolidate (ZTO B1-B5), il PI di Padova privilegia interventi che non comportano consumo di suolo, incentivando la riqualificazione edilizia attraverso l’uso dei crediti edilizi e premialità per edifici ad alte prestazioni energetiche.

Le ZTO C1 (residenziali di rigenerazione) riguardano invece aree degradate o dismesse. 

3. Il sistema produttivo e la “soft city” (ZTO D)

Oltre alla tradizionale zona industriale (D1), il Piano degli Interventi di Padova individua l’asse strategico della “soft city” (ZTO D3), compresa tra la stazione ferroviaria e Padova est.

Si tratta di un’area destinata a ospitare servizi di alto livello, reti digitali e innovazione, in cui la rigenerazione multifunzionale è la chiave.

Strumenti innovativi: perequazione, credito edilizio e accordi

Il PI di Padova introduce meccanismi giuridici avanzati per gestire le trasformazioni urbane:

Perequazione urbanistica: mira a distribuire equamente oneri e vantaggi delle trasformazioni tra i proprietari.

Credito edilizio: un incentivo fondamentale per chi demolisce manufatti incongrui o provvede alla rinaturalizzazione del suolo. Questi crediti sono registrati in un apposito registro elettronico (RECRED) e possono essere “atterrati” in altre aree idonee individuate dal piano.

Accordi pubblico-privato (APP): uno strumento di concentrazione che permette ai privati di proporre progetti di rilevante interesse pubblico, che diventano parte integrante del Piano degli Interventi di Padova previa approvazione del Consiglio Comunale.

Strumenti per la sostenibilità: i corridoi verdi e blu

Il Piano degli Interventi di Padova affronta direttamente la crisi climatica attraverso il Sistema Ambientale (ZTO E) e le misure di invarianza idraulica.

Le NTO prescrivono che ogni intervento di nuova impermeabilizzazione (superiore a 1.000 mq) debba essere accompagnato da una verifica di compatibilità idraulica, prevedendo bacini di laminazione per gestire le acque meteoriche.

Come consultare il Piano degli Interventi di Padova sul Geoportale UrbisMap

Il Geoportale UrbisMap mette a disposizione di tutti il Piano degli Interventi di Padova, offrendo una consultazione semplice, immediata e intuitiva.

Ecco come procedere per accedere al PI di Padova in pochissimi passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2.  Ricerca ora, tramite l’apposita barra o navigando direttamente sulla mappa, l’area del territorio di Padova che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

3. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. qui troverai tutte le informazioni urbanistiche territoriali relative al punto da te cliccato.

Sotto la voce “allegati del piano”, UrbisMap mette a disposizione il documento delle norme di attuazione di Padova, consultabili e scaricabili in formato PDF direttamente dal Geoportale.

Il Piano degli Interventi di Padova segna il passaggio verso un’urbanistica della rigenerazione, della qualità e della trasparenza. 

Strumenti come UrbisMap sono essenziali per democratizzare l’accesso a queste informazioni, permettendo a professionisti, tecnici e cittadini di comprendere in pochi clic le potenzialità e i limiti di ogni parte del territorio.

Link al piano: https://www.urbismap.com/padova

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