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Abbonamento UrbisMap Premium: tutto quello che devi sapere sul nuovo metodo di pagamento  

Con il nuovo Geoportale UrbisMap, anche il sistema di acquisto e rinnovo dell’abbonamento UrbisMap Premium è stato aggiornato per offrire un’esperienza più semplice, veloce e integrata.

Adesso i pagamenti non avvengono più sul sito principale, ma direttamente all’interno del Geoportale.

In questo articolo trovi una guida chiara su come funziona il nuovo sistema e su tutte le modalità disponibili per acquistare o rinnovare un abbonamento.

Cosa cambia rispetto a prima 

In precedenza, l’acquisto e il rinnovo degli abbonamenti venivano gestiti tramite il sito web istituzionale. Con il nuovo aggiornamento invece, che tu debba effettuare o un ordine per la prima volta o rinnovare il tuo abbonamento,  tutto il processo di acquisto è stato integrato all’interno del Geoportale:

– Il pagamento avviene direttamente durante l’utilizzo della piattaforma

– La gestione di abbonamenti e ordini è centralizzata nell’area utente.

Questo significa meno passaggi, maggiore continuità e un’esperienza più fluida.

Come effettuare un acquisto sul Geoportale

In questa guida vedremo tutti i principali scenari:

1. Come passare da Free a Premium.

2. Come acquistare un abbonamento UrbisMap Premium per la prima volta se non si possiede ancora un Account.

3. Come rinnovare un abbonamento Premium già attivo.

1. Come passare da Free a Premium

Se possiedi già un account UrbisMap con piano Free, puoi effettuare l’upgrade a Premium direttamente dal tuo profilo personale.

Segui questi passaggi:

1. Effettua l’accesso al Geoportale

2. Apri il pannello utente 

3. Accedi alla sezione dedicata al tuo abbonamento

4. Clicca sul bottone “Passa a Premium”

ABBONAMENTO URBISMAP PREMIUM:
tutto quello che devi sapere sul nuovo metodo di pagamento

Il sistema mostrerà i diversi pacchetti disponibili:

– UrbisMap Premium 6 mesi

– UrbisMap Premium 12 mesi

– UrbisMap Premium 24 mesi.

Per ogni soluzione vengono indicati la durata del piano, il costo dell’abbonamento e le funzionalità incluse.

Una volta scelto il pacchetto più adatto alle proprie esigenze, sarà necessario:

– Inserire i dati di fatturazione richiesti

– Salvare le informazioni del profilo

– Inserire un codice promozionale (se in possesso)

– Procedere al checkout e al pagamento tramite carta di credito

Nella schermata finale potrai visualizzare il riepilogo dell’ordine e confermare per completare l’acquisto.

Una volta effettuato il pagamento, il piano Premium viene attivato immediatamente sul tuo Account.

2. Come acquistare l’abbonamento UrbisMap Premium se non hai un Account

Se non possiedi ancora un Account UrbisMap, puoi acquistare direttamente un abbonamento Premium accedendo allo shop dedicato a questo link, oppure entrare nel Geoportale e cliccare sul bottone “Acquista Premium”.

ABBONAMENTO URBISMAP PREMIUM:
tutto quello che devi sapere sul nuovo metodo di pagamento

Una volta aperta la pagina dello shop:

1. Scegli il pacchetto Premium più adatto alle tue esigenze

2. Clicca sul pulsante di acquisto 

3. Procedi con la registrazione del nuovo Account

4. Compila tutti i campi richiesti 

Durante la registrazione verranno richieste le principali informazioni personali e di fatturazione (nome e cognome, email, password, codice fiscale o partita IVA, dati di fatturazione, ecc.).

Una volta completata la registrazione il sistema ti porterà direttamente al checkout, dove potrai verificare il riepilogo dell’ordine e inserire i dati della carta per completare il pagamento.

Anche in questo caso, l’attivazione del piano Premium è immediata.

3. Come rinnovare un abbonamento UrbisMap Premium giù attivo

Se sei già abbonato a UrbisMap Premium, puoi gestire il rinnovo direttamente dal tuo profilo personale.

Accedendo al Geoportale è possibile:

– Verificare lo stato dell’abbonamento
– Controllare la data di scadenza
– Aggiornare i dati di fatturazione (se necessario)

Nel caso in cui il rinnovo automatico non sia attivo, il sistema permette di procedere manualmente all’operazione seguendo gli stessi passaggi del processo di acquisto.

ABBONAMENTO URBISMAP PREMIUM:
tutto quello che devi sapere sul nuovo metodo di pagamento
ABBONAMENTO URBISMAP PREMIUM:
tutto quello che devi sapere sul nuovo metodo di pagamento

Una volta completato il pagamento, il periodo di validità dell’abbonamento verrà aggiornato automaticamente.

Per gli utenti in scadenza viene comunque attivato un sistema di notifica via email e newsletter automatica, che guida passo dopo passo al rinnovo e informa i clienti di eventuali promozioni e scontistiche dedicate. 

Rinnovo automatico dell’abbonamento

Con il nuovo sistema, tutti gli abbonamenti UrbisMap Premium prevedono il rinnovo automatico a partire dal primo acquisto effettuato sulla piattaforma.

Questo significa che, alla scadenza del piano:

– Il sistema rinnoverà automaticamente l’abbonamento nella formula da te scelta (es: se hai il pacchetto UrbisMap Premium da 12 mesi, verrà rinnovato sempre per 12 mesi).

– Non sarà necessario effettuare manualmente un nuovo acquisto.

– Il servizio resterà attivo senza interruzioni.

L’opzione di rinnovo automatico può comunque essere gestita liberamente dall’utente. Dal proprio profilo personale è infatti possibile disattivare il rinnovo automatico in qualsiasi momento e riattivarlo successivamente se si cambia idea.

In questo modo ogni utente può scegliere in completa autonomia come gestire il proprio abbonamento.

Un sistema più semplice, veloce e integrato

Con la nuova interfaccia del Geoportale, UrbisMap ha scelto di rendere l’intero processo di acquisto e gestione degli abbonamenti più semplice e diretta.

Che si tratti di acquistare un piano Premium per la prima volta, effettuare un upgrade da Free o rinnovare un abbonamento già attivo, adesso tutto può essere gestito dalla stessa piattaforma senza passaggi esterni. 

Ogni operazione è stata integrata nel Geoportale per offrire un’esperienza più fluida e immediata: una soluzione pensata per semplificare l’accesso ai servizi Premium e migliorare la gestione del proprio Account in un unico ambiente integrato.

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Monitoraggio e trasparenza: la nuova pagina “Stato del servizio” di UrbisMap

Con il rilascio della nuova interfaccia del Geoportale UrbisMap non è cambiato solamente l’aspetto grafico della piattaforma.

Dietro al redesign è stato introdotto anche un insieme di strumenti pensati per migliorare il controllo operativo, la trasparenza e l’esperienza quotidiana degli utenti.

Tra le novità più rilevanti  troviamo la nuova pagina “Stato del servizio”, una pagina dedicata al monitoraggio in tempo reale dell’infrastruttura della piattaforma.

Questo nuovo pannello permette agli utenti di:

– Monitorare rapidamente lo stato operativo dei servizi di UrbisMap;

– Verificare eventuali rallentamenti o degradi prestazionali;

– Leggere avvisi relativi a manutenzioni in corso o programmate;

– Identificare con precisione quali componenti della piattaforma risultano coinvolti;

. Consultare uno storico sintetico dell’affidabilità dei servizi.

L’obiettivo è semplice: offrire agli utenti uno strumento chiaro, centralizzato e trasparente per comprendere immediatamente lo stato della piattaforma.

Come accedere alla pagina “Stato del servizio”

La nuova pagina “Stato del servizio” è accessibile direttamente dall’interfaccia del Geoportale UrbisMap attraverso la tab Account.

Per raggiungerla è sufficiente:

1. Accedere al Geoportale 

2. Andare nella sezione “Profilo utente”

3. Selezionare la voce “Stato del servizio” posizionata in basso a destra.

Selezionare la voce "Stato del servizio" per accedere alla pagina di monitoraggio

Una volta aperta la pagina, l’utente può consultare immediatamente lo stato operativo generale della piattaforma, verificare eventuali anomalie in corso e monitorare nel dettaglio i singoli servizi. 

Una dashboard dedicata allo stato operativo della piattaforma

La nuova pagina introduce una vera e propria dashboard tecnica progettata per fornire una panoramica immediata sul funzionamento dei servizi UrbisMap.

L’interfaccia ha una struttura volutamente minimale e leggibile:

– Nella parte superiore viene mostrato lo stato generale della piattaforma;

– Immediatamente sotto sono elencati i singoli servizi monitorati;

– Ciascun servizio dispone di indicatori dedicati relativi a disponibilità, performance e storico eventi.

Un esempio di stato globale può segnalare “Prestazioni parzialmente degradate” oppure “Tutti i sistemi sono operativi”.

Questa informazione rappresenta lo stato aggregato dell’intera infrastruttura e viene evidenziata con un indicatore cromatico ben visibile. 

In questo modo l’utente può capire immediatamente se:

  • la piattaforma è completamente operativa
  • sono presenti rallentamenti
  • alcuni servizi risultato degradati
  • sono presenti interruzioni parziali o complete.

Monitoraggio dettagliato dei singoli servizi 

Uno degli aspetti più interessanti di questa nuova sezione è la suddivisione del monitoraggio per componenti.

La pagina permette infatti di monitorare separatamente diversi servizi della piattaforma:

UrbisMap 

Tale  sezione monitora il servizio principale della piattaforma, identificato come “Il sito principale di UrbisMap”.

Per questa componente vengono mostrati:

  • stato corrente
  • percentuale di disponibilità
  • tempo medio di risposta 
  • andamento storico delle prestazioni

Tile Server

Un altro componente monitorato è il “Tile Server”, ovvero il server dedicato alla distribuzione delle tiles per la mappa di UrbisMap.

Questo servizio è particolarmente importante, in quanto rappresenta il layer infrastrutturale che alimenta la visualizzazione cartografica.

Pagina "Stato del servizio" sezione "tile server" con analisi di stato e andamento e storico.

Nell’immagine di esempio riportata qui sopra, come possiamo notare, la piattaforma risulta essere perfettamente operativa.

L’indicatore blu evidenzia uno stato regolare e prestazioni stabili. 

UrbisMap Blog

La dashboard monitora anche il blog ufficiale di UrbisMap.

Anche in questo caso vengono mostrati:

  • stato del servizio
  • uptime
  • tempi medi di risposta
  • andamento storico

Questa organizzazione modulare permette di isolare rapidamente eventuali anomalie senza dover interpretare dati tecnici più complessi.

Timeline e storico delle prestazioni

Uno degli elementi più utili introdotti nella nuova interfaccia è la timeline storica delle prestazioni.

Ogni servizio dispone infatti di un grafico temporale che mostra:

  • Andamento della disponibili
  • Variazioni di performance
  • Eventuali incidenti registrati
  • Periodi di degrado o instabilità

La timeline consente di consultare uno storico delle prestazioni su differenti intervalli temporali, permettendo di analizzare stabilità e continuità operativa nel tempo.

Dettaglio eventi e interruzioni

Un’altra funzionalità particolarmente utile è la possibilità di consultare informazioni dettagliate sugli eventi registrati

Passando il cursore sopra uno specifico punto della timeline compare infatti un tooltip informativo che descrive l’evento associato.

Gli eventi possono riportare descrizioni come “Interruzione parziale del sistema” insieme alla relativa data e alla durata dell’evento.

Avvisi di manutenzione programmata 

Uno degli obiettivi principali della sezione “Stato del servizio” è migliorare la comunicazione verso gli utenti anche durante attività pianificate. 

Attraverso questa dashboard verranno infatti pubblicate le manutenzioni programmate, gli aggiornamenti infrastrutturali, interventi tecnici temporanei e comunicazioni relative a downtime previsti.

Ogni avviso potrà specificare la finestra temporale dell’intervento, i servizi coinvolti, eventuali limitazioni operative e lo stato di avanzamento della manutenzione.

Una piattaforma più trasparente e affidabile

Con questa nuova funzionalità UrbisMap compie un ulteriore passo verso un’infrastruttura più moderna, osservabile e orientata all’affidabilità. 

Non si tratta semplicemente di una pagina informativa, ma di uno strumento operativo che introduce:

  • monitoraggio centralizzato
  • visibilità real-time
  • tracciamento storico delle anomalie
  • comunicazione tecnica trasparente
  • gestione più chiara delle manutenzioni

La possibilità di consultare in tempo reale lo stato dei servizi rende la piattaforma più prevedibile, più professionale e soprattutto più trasparente verso chi la utilizza ogni giorno.

Nei prossimi articoli continueremo ad approfondire tutte le novità introdotte con l’aggiornamento dell’interfaccia del Geoportale UrbisMap, analizzando nel dettaglio le nuove funzionalità e le scelte tecniche che stanno accompagnando l’evoluzione della piattaforma.

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Strumento misura UrbisMap: il nuovo sistema di misurazione su mappa, guida operativa completa

Con la nuova interfaccia del Geoportale UrbisMap, il sistema di misurazione su mappa è stato riprogettato, introducendo un approccio più intuitivo e evoluto.

Il nuovo strumento misura diventa un vero ambiente operativo dedicato alla creazione, gestione e organizzazione di geometrie direttamente sulla mappa.

L’obiettivo del nuovo sistema è quello di migliorare il flusso di lavoro tecnico durante attività come:

  • verifiche catastali;
  • istruttorie;
  • analisi territoriali;
  • controlli catastali;
  • valutazioni preliminari;
  • attività di progettazione;
  • attività interne della Pubblica Amministrazione.

In questo articolo studieremo insieme come utilizzare, con una guida tecnica passo-passo, il nuovo strumento misura, esplorandone le potenzialità e le novità grafiche.

Prerequisiti e accesso alla funzione

L’accesso allo strumento è garantito a tutti gli utenti Premium e Premium PA della piattaforma.

Per un’esperienza d’uso ottimale e per garantire la stabilità delle operazioni di misurazione, è raccomandato l’utilizzo di browser aggiornati come Chrome o Firefox.

La piattaforma è oggi fruibile anche tramite installazione desktop e app mobile, permettendo la misurazione su mappa anche durante i sopralluoghi tecnici all’esterno degli uffici. 

Ricerca dell’area da misurare

Il processo inizia con l’accesso alla piattaforma e l’individuazione dell’area interessata.

Attraverso la barra di ricerca in alto a sinistra, digitare il luogo, l’indirizzo, il Comune o le coordinate dell’area da analizzare.

Una volta selezionato il risultato, il sistema effettua uno zoom automatico e apre il pannello “Dati territoriali” con le informazioni catastali e urbanistiche.

La nuova logica operativa e il pannello di gestione

La principale novità introdotta con il nuovo design della piattaforma è l’abbandono delle finestre popup separate in favore di un’interfaccia centralizzata.

Lo strumento misura è accessibile dalla barra strumenti laterale destra.

—Schermata iniziale di Urbismap: ricerca della particella e apertura del pannello Dati Territoriali con evidenziazione dell'icona "segnalibri"

Una volta attivato, il sistema apre il pannello “Segnalibri e livelli”, che rappresenta la centrale operativa del sistema.

Questo pannello permette di gestire in un unico ambiente:

  • Le misure effettuate e le annotazioni tecniche
  • La creazione e l’organizzazione di nuovi livelli grafici
  • Gli strumenti di modifica dinamica delle geometrie
  • Le opzioni di visualizzazione e visibilità degli elementi.

Il nuovo sistema garantisce la persistenza del dato, consentendo di salvare ogni misurazione su mappa all’interno di uno specifico livello di lavoro.

Apertura pannello "strumenti e livelli"
Barra laterale con strumenti di disegno su mappa

Le quattro tipologie di geometria

Selezionando il pulsante “Nuovo”, l’utente può avviare un differente flusso operativo a seconda della tipologia di geometria necessaria per l’analisi territoriale.

1. Punto: marker e identificazione geografica

Lo strumento Punto consente di inserire marker specifici sulla mappa per identificare criticità, punti di interesse catastale o riferimenti tecnici durante un’istruttoria. 

Configurazione: il sistema apre una finestra dove definire titolo, descrizione, colore e stile grafico del marker.

Operatività: Una volta configurato, è sufficiente un clic sulla mappa per posizionare l’elemento, che viene immediatamente associato al livello attivo e salvato nel pannello laterale.

Marker per l'inserimento di un punto sulla mappa

2. Linea: misurazioni lineari di alta precisione

L’opzione Linea permette di tracciare segmenti su mappa con calcolo istantaneo della distanza disegnata. 

Tracciamento: Si procede con un clic iniziale sul vertice e un doppio clic finale per chiudere il disegno.

Dati in tempo reale: Completato il disegno, UrbisMap mostra istantaneamente la lunghezza totale della linea tracciata, rendendo agevoli verifiche di distanze stradali, arretramenti e confini.

Personalizzazione: È possibile selezionare spessore, colore, opacità e luminosità della linea per differenziare tra loro le diverse misurazioni effettuate.

Bottone per disegnare una linea sulla mappa

3. Poligono: delimitazione e calcolo superfici

È forse la funzione più utilizzata per la misurazione su mappa a fini urbanistici.

Consente di delineare aree ottenendo automaticamente i parametri fisici fondamentali.

Calcoli automatici: Una volta chiuso il poligono con un doppio clic, il sistema calcola superficie totale e sviluppo perimetrale con lunghezza dei singoli lati.

Personalizzazione: Anche questo, come tutti gli altri elementi dello strumento misura, è personalizzabile con titolo, testo, colore del tratto e colore del riempimento. 

La gestione del riempimento semitrasparente permette di sovrapporre più poligoni senza oscurare la cartografia sottostante.

Bottone per disegnare un poligono sulla mappa

4. Circonferenza: creazione e calcolo

Per disegnare una circonferenza su mappa:

– Selezionare lo strumento

– Personalizzare tutti gli elementi (colore, riempimento, ecc.) in base alle proprie esigenze.

– Selezionare il centro in mappa e trascinare il mouse per definire il raggio desiderato.

– Effettuare un doppio clic quando si desidera chiudere il disegno.

Questo strumento è fondamentale per verificare, per esempio, il rispetto delle distanze legali o per tracciare fasce di rispetto ambientali e urbanistiche attorno a punti sensibili.

Bottone per disegnare una circonferenza sulla mappa

Architettura a blocchi e gestione della sovrapposizione

Un’importante novità dello strumento misura è la gestione dei livelli, basata su un’architettura a blocchi per geometria.

Questa scelta tecnica è fondamentale per mantenere la resa in mappa sempre coerente con il motore di disegno e garantire la massima precisione nella misurazione su mappa.

Quando l’utente disegna diverse geometrie, ad esempio, una linea di confine, un poligono di un lotto e una circonferenza per una fascia di rispetto, il sistema non crea livelli misti, ma uno per ciascuna tipologia.

All’interno del sistema troviamo quattro blocchi predefiniti:

1. Blocco Poligoni: contiene tutte le superfici tracciate.

2. Blocco Aree: raggruppa tutte le circonferenze.

3. Blocco Linee: centralizza tutti i tracciati lineari e le misurazioni di distanza.

4. Blocco punti: raccoglie i marker e i punti di interesse.

funzione drag and drop per ordinare i blocchi delle geometrie

Il vero potere decisionale risiede nella gestione del livello dei blocchi. L’utente può intervenire sull’ordine di questi macro-raggruppamenti per definire la sovrapposizione su mappa. 

Per modificare l’ordine basta trascinare la maniglia posizionata sulla sinistra di ogni blocco (funzione drag-and-drop).

Questa gestione a blocchi evita il caos grafico e assicura che gli elementi tecnici più sottili non vengano mai oscurati dalle campiture più ampie.

Funzioni di salvataggio ed esportazione

Come anticipato poco sopra, il sistema garantisce la persistenza del dato.

Una volta ultimate le misurazioni e le personalizzazioni grafiche, l’utente può scegliere di salvare l’intero lavoro svolto. 

La sezione Segnalibri

Al termine delle operazioni, il sistema genera automaticamente un nuovo segnalibro. L’operatore deve semplicemente assegnare un nome identificativo e procedere al salvataggio definitivo. 

Questo elemento sarà sempre disponibile all’interno dell’area “Segnalibri” del profilo utente.

In qualsiasi momento, il tecnico potrà riaprire il segnalibro trovando tutti i disegni, le annotazioni e le misurazioni effettuate.

Esportazione KML e screenshot mappa

Per le necessità operative esterne al Geoportale, UrbisMap introduce due strumenti di output:

– Esportazione KML: Ogni segnalibro può essere esportato in formato KML. Questa funzione permette di portare il lavoro eseguito su UrbisMap all’interno di altri software GIS (con dati georeferenziati) o di condividere i rilievi con Enti terzi.

– Screen PNG: Tool che permette di scattare un’immagine istantanea della mappa completa di tutte le misurazioni attive, facilitando l’allegazione di prove grafiche a relazioni tecniche o pratiche edilizie.

Pulsante per scaricare l'elaborato in KML
Scarica un'immagine istantanea PNG della mappa

In sintesi, l’evoluzione dello strumento misura trasforma UrbisMap in un ambiente di lavoro geografico integrato. 

L’integrazione tra il disegno dinamico, l’architettura a blocchi e il sistema avanzato di salvataggio e condivisione, rende la piattaforma un partner insostituibile per i professionisti del settore.

Per approfondimenti tecnici o supporto nell’utilizzo dello strumento misura, restiamo a disposizione tramite il form sottostante e i canali di assistenza ufficiali. 

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Il nuovo Geoportale UrbisMap: un’interfaccia completamente ripensata

Tra pochissimi giorni sarà ufficialmente disponibile la nuova interfaccia del Geoportale UrbisMap, un aggiornamento profondo che non si limita a un restyling grafico, ma ridefinisce completamente il modo in cui l’utente interagisce con i dati territoriali.

Questa nuova versione è stata progettata con l’obiettivo di rendere l’esperienza dell’utente più fluida, personalizzabile e centrata sulla mappa, migliorando allo stesso tempo l’accessibilità alle informazioni e la velocità operativa.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le differenze tra il sito attuale e il nuovo Geoportale in arrivo, con un focus specifico su tab, strumenti e logiche di navigazione.

Accesso al nuovo Geoportale: continuità tra web, desktop e mobile

L’accesso alla nuova versione del Geoportale resta semplice e immediato, mantenendo la filosofia già presente nella versione attuale.

La piattaforma sarà disponibile in tre modalità:

  • Accesso via browser, come nella versione attuale
  • Installazione su PC
  • Nuova app mobile

Questa flessibilità consente a utenti tecnici, amministrazioni e professionisti di scegliere il modo più adatto di utilizzare il sistema in base alle proprie esigenze operative.

Alla prima apertura della nuova interfaccia , l’utente viene accompagnato da un breve tutorial interattivo integrato nel sistema, che guiderà passo passo alle principali funzioni del Geoportale, in modo tale da darvi subito un orientamento iniziale per abituarvi alla nuova interfaccia.

Il tutorial è sempre disponibile e può essere richiamato in qualsiasi momento tramite la sezione “supporto” presente nella tab account.

Un cambio di logica dell’ interfaccia: il nuovo posizionamento delle sezioni

Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda il nuovo posizionamento delle tab.

Nella versione attuale le tab hanno una struttura più rigida e sequenziale. Nella nuova interfaccia, invece, risultano più integrate con la mappa, sempre visibili ma meno invasive, dinamiche in base alle azioni dell’utente.

Vediamo insieme cosa cambia nel concreto e il contenuto di ogni singola sezione del Geoportale.

1. Sezione Account

La tab account, come già nella versione attuale, permette di visualizzare e modificare la propria password di accesso e i dati di fatturazione. 

Contiene poi una sezione dedicata alle notifiche,  uno storico degli ordini effettuati nel corso del tempo e le preferenze riguardanti la privacy.

Un’importante novità della tab Account riguarda l’inclusione di una sezione completamente nuova: “preferenze”.

Quest’area consente a ciascun utente di configurare una serie di impostazioni che permettono di personalizzare l’esperienza di utilizzo del Geoportale e di adattare la piattaforma al proprio modo di lavorare.

È possibile, per esempio, definire alcune modalità di navigazione predefinite o impostare comportamenti specifici della mappa, riducendo così la necessità di ripetere le stesse operazioni ogni volta.

2. Sezione dati territoriali

La tab dati rappresenta il fulcro informativo del Geoportale. 

Cliccando su un punto della mappa, tutte le informazioni territoriali disponibili confluiscono in questa sezione in modo organizzato. 

Rispetto alla versione precedente, ciò che cambia non è tanto la quantità di informazioni, quanto la modalità con cui vengono presentate e filtrate.

La nuova interfaccia introduce infatti un sistema di filtri avanzati che consente di selezionare con precisione i contenuti di interesse.

L’utente può, ad esempio, scegliere di visualizzare solo determinate tipologie di piani, come quelli urbanistici o quelli legati alla protezione civile, oppure concentrarsi su specifici livelli territoriali, limitando la ricerca al contesto comunale, regionale o nazionale. 

A questo si aggiunge la possibilità di filtrare i dati in base allo stato del piano, distinguendo, ad esempio, quelli vigenti da altre categorie.

Un altro aspetto particolarmente utile riguarda le modalità di visualizzazione. Il sistema può adattare automaticamente la vista della mappa, ad esempio effettuando uno zoom sui confini del piano selezionato. 

Questo riduce ulteriormente il numero di operazioni manuali richieste all’utente e rende l’analisi molto più rapida.

3. Sezione strumenti

Se la tab dati rappresenta il cuore informativo del Geoportale, la tab strumenti è senza dubbio il suo centro operativo.

Questa sezione è il punto di riferimento per tutto ciò che riguarda la gestione della mappa.

Da qui l’utente passa dalla semplice consultazione all’interazione attiva, sfruttando una serie di funzionalità che rendono l’analisi territoriale più completa e dinamica.

Rispetto alla versione precedente, con la nuova interfaccia la tab strumenti diventa un ambiente strutturato che permette di gestire in modo diretto la visualizzazione, l’analisi  e l’esplorazione del territorio.

Una delle prime cose che si nota è la possibilità di scegliere la mappa di sfondo, adattando la base cartografica al tipo di analisi che si vuole svolgere. A seconda delle esigenze, l’utente può passare rapidamente da una vista più tecnica a una più fotografica, mantenendo sempre il controllo sulla leggibilità dei dati sovrapposti.

Tra le novità più rilevanti è l’introduzione della visualizzazione 3D, modalità che consente di osservare il territorio da una prospettiva completamente nuova, permettendo di cogliere meglio la morfologia del terreno e la struttura degli edifici.

Il passaggio tra le diverse modalità di visualizzazione è semplice e immediato e avviene sempre senza uscire dalla mappa, in modo da mantenere l’esperienza fluida e continua.

Oltre alla gestione della visualizzazione, la tab strumenti raccoglie una serie di funzionalità operative che accompagnano l’utente durante tutto il processo di analisi.

Attraverso questa sezione l’utente può:

– Accedere agli strumenti di disegno e misura su mappa.

– Scaricare il report di destinazione urbanistica.

– Utilizzare gli strumenti Premium, come il layout di stampa, il WMS Catasto dell’AdE o lo snapshot mappa.

– Attivare la visualizzazione dei numeri civici provenienti dall’ANNCSU, che consente di avere un riferimento puntuale sugli indirizzi direttamente sulla mappa, migliorando la precisione delle analisi e facilitando il lavoro in ambito tecnico e amministrativo.

Sezione “acquista documenti”

Attraverso questa nuova sezione l’utente può effettuare direttamente dal Geoportale l’acquisto di documenti formali, scegliendo tra:

  • Visura terreno
  • Visura fabbricato
  • Estratto di mappa

I documenti sono disponibili sia nella versione “attuale”, sia in quella “storica”. 

Cliccando in corrispondenza del punto sulla mappa per il quale si vuole acquistare la visura o l’estratto di mappa, il form presente in questa sezione verrà compilato automaticamente dal sistema, ciascun utente è però libero di modificare e compilare manualmente il form in base alle proprie esigenze.

L’integrazione con la mappa rende il processo molto intuitivo: l’utente parte da un punto preciso del territorio e, in pochi passaggi, arriva alla richiesta del documento corrispondente, mantenendo sempre il controllo del contesto geografico. 

La logica è quella di collegare direttamente la consultazione dei dati alla possibilità di ottenere un output formale senza dover uscire dal Geoportale o utilizzare strumenti esterni.

Sezione carrello

Collegata direttamente alla sezione di acquisto, la tab carrello introduce una gestione più chiara e organizzata delle richieste effettuate. 

Qui vengono raccolti tutti i documenti selezionati, in modo tale da fornire all’utente una visione d’insieme prima di procedere all’acquisto. 

È uno spazio intermedio, ma molto importante, in quanto consente di verificare, modificare o completare le operazioni in modo consapevole.

In questo modo il passaggio dalla consultazione all’acquisto diventa più fluido, ma senza perdere trasparenza o efficienza. 

Il nuovo sistema di notifiche

Quando l’utente interagisce con la mappa, ad esempio cliccando su un punto per ottenere informazioni territoriali, i risultati vengono organizzati nelle diverse tab in modo automatico. Per guidare l’utente, il sistema utilizza un indicatore molto semplice ma efficace: un piccolo pallino, simile a una notifica, che segnala in quale sezione sono disponibili nuovi contenuti.

Questo meccanismo evita di dover ricercare le informazioni tra le varie sezioni e rende l’esperienza decisamente più immediata e anche in presenza di più dati o più livelli informativi, l’utente sa sempre dove andare.

Un’esperienza più fluida su ogni dispositivo: la nuova app mobile

Uno degli obiettivi principali della nuova interfaccia è garantire un’esperienza coerente su tutti i dispositivi. Che si utilizzi il Geoportale da browser, da desktop o da mobile, l’interazione rimane fluida e continua.

La nuova app mobile di UrbisMap, in particolare, rappresenta un miglioramento significativo rispetto al passato. 

Le prestazioni sono state ottimizzate e l’interfaccia è stata adattata per offrire la stessa efficacia anche su schermi più piccoli.

Questo rende possibile lavorare sul territorio in tempo reale, senza rinunciare alle funzionalità avanzate.

In sintesi, con la nuova interfaccia gli utenti avranno a disposizione uno strumento più moderno e potenziato, capace di semplificare l’accesso alle informazioni territoriali e di migliorare concretamente il lavoro quotidiano. 

La centralità della mappa, il nuovo comportamento delle tab, il sistema di notifiche, i filtri avanzati, la visualizzazione 3D e la possibilità di personalizzare l’esperienza sono tutti elementi che contribuiscono a rendere la piattaforma più efficace e vicina alle esigenze reali degli utenti, definendo un nuovo modo di lavorare con il territorio: più immediato, più flessibile e più efficiente. 

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Piano Urbanistico Comunale di Avellino: struttura, norme e consultazione online

La gestione del territorio di Avellino, capoluogo dell’Irpinia, è regolata da uno strumento urbanistico strategico che mira a conciliare la tutela dell’identità storica con la necessità di riqualificazione e trasformazione urbana.

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino non è solo un elenco di vincoli edificatori, ma un progetto organico che definisce il futuro della città attraverso strategie differenziate per il centro storico, le aree consolidate e le zone di espansione.

Nell’articolo di oggi esploreremo la struttura del PUC di Avellino, le sue norme tecniche di attuazione (NTA di Avellino) e vedremo come cittadini e professionisti possano consultare i dati cartografici e normativi in modo rapido e gratuito attraverso il Geoportale UrbisMap.

Inquadramento normativo e approvazione

Per operare correttamente sul territorio di Avellino, è indispensabile conoscere i riferimenti amministrativi che sanciscono la vigenza degli strumenti urbanistici.

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino è stato redatto nel novembre 2007, adeguato a seguito di Conferenza di servizi e definitivamente approvato con D.P.G.P n.1 del 2008.

Parallelamente, l’attività edilizia è disciplinata dal Regolamento Edilizio Comunale, approvato con delibera di Consiglio Provinciale n.82 del 21/06/2001 e pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Campania (BURC) il 24 giugno 2002.

Questi due strumenti operano in modo coordinato per garantire che ogni intervento edilizio rispetti non solo gli indici urbanistici, ma anche i requisiti igienico-sanitari, estetici e di accessibilità.

La visione strategica: le “cinque città” di Avellino

Il PUC di Avellino si distingue per un approccio metodologico innovativo, che suddivide l’intero territorio comunale in cinque situazioni distinte, ciascuna con obiettivi strategici propri:

1. Il territorio da salvaguardare: comprende le aree di pregio ambientale e paesaggistico, come i parchi urbani, fluviali e le zone agricole (noccioleti), dove la priorità è la tutela dell’assetto vegetazionale e idrogeologico.

2. La città da tramandare: identifica il patrimonio storico e architettonico (zona A). L’obiettivo principale è la valorizzazione del nucleo antico e dei borghi storici attraverso il recupero filologico.

3. La città da migliorare: costituita dagli insediamenti consolidati (zona B), sia di impianto storico che recente, dove il piano promuove la riqualificazione degli spazi pubblici e il completamento del tessuto edificato.

4. La città da trasformare: include le aree dismesse o inedificate in cui il Piano promuove interventi radicali di sostituzione o nuovo impianto per creare nuove centralità urbane.

5. La città pubblica: l’insieme dei servizi, delle infrastrutture e degli spazi destinati alla collettività, con l’obiettivo di migliorare la fruizione dei servizi e la qualità della vita urbana.

La zonizzazione e le Norme Tecniche di Attuazione di Avellino

Zona A: la città storica

La zona A comprende la Collina la Terra (A1), le espansioni del nucleo storico (A2) e i borghi storici (Bellizzi, Picarelli, Ponticelli, Valle – A3).

In zona A1, classificata come area di forte interesse archeologico, ogni progetto di trasformazione deve essere preventivamente autorizzato dalla Soprintendenza. 

Gli edifici storici sono classificati in quattro gruppi di tutela:

– Gruppo 1 (edifici di pregio), soggetti a restauro e ripristino filologico rigoroso.

– Gruppo 2 e 3 (valore storico e documentario), orientati al risanamento conservativo e al mantenimento dell’immagine urbana.

– Gruppo 4 (edifici recenti), edifici privi di pregio dove sono ammesse ristrutturazioni e, in certi casi, demolizioni con ricostruzione.

Zona B: ambiti di impianto storico e recente

Comprende arterie fondamentali come Corso Vittorio Emanuele e Viale Italia (B1) e Via Francesco Tedesco (B2).

Qui il PUC di Avellino mira al completamento delle cortine edilizie e alla riqualificazione degli spazi interni agli isolati.

Per le zone di impianto recente (B3), sono fissati indici di completamente (Uf) che variano da 0,3 a 1,0 mq/mq.

Zone di trasformazione (Ru, Rq, Ni, Nit)

Queste aree rappresentano il motore dello sviluppo futuro del territorio di Avellino.

Si suddividono in zone di sostituzione (Ru), riqualificazione (Rq) e nuovo impianto (Ni), spesso attuate tramite comparti edificatori.

Un elemento di rilievo è la previsione di quote di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata o convenzionata), che non può essere inferiore al 40% del fabbisogno calcolato.

Zone E ed F: agricoltura e servizi

Le zone agricole (E) mirano a salvaguardare la tipicità del paesaggio irpino (noccioleti). 

Le zone F includono servizi generali e progetti strategici come il Parco del Fenestrelle, volto alla rinaturalizzazione delle sponde fluviali e alla creazione di spazi per il tempo libero.

Parametri tecnici e definizioni fondamentali

Il Piano Urbanistico Comunale di Avellino adotta parametri precisi per il calcolo delle potenzialità edificatorie:

– Superficie lorda di pavimento (SLP): sommatoria delle superfici di solaio, al netto degli ingombri murari fino a 40 cm e di determinati vani tecnici o condominiali.

– Indice di utilizzazione fondiaria (Uf): rapporto tra SLP e superficie fondiaria del lotto (mq/mq).

– Volume virtuale: prodotto della SLP per un’altezza d’interpiano convenzionale di 3 metri.

– Altezza massima: valutata generalmente verso lo spazio pubblico per garantire l’armonia del fronte stradale.

Rapporto di copertura: percentuale di superficie coperta rispetto alla superficie fondiaria.

Il Regolamento edilizio di Avellino e l’estetica urbana

Il regolamento edilizio di Avellino integra le norme urbanistiche con prescrizioni dettagliate sull’estetica e la qualità costruttiva. 

Disciplina aspetti come la sagoma degli edifici, l’abitabilità (altezza minima di 2,70 m per le residenze) e i requisiti di isolamento acustico.

Una particolare attenzione è rivolta al decoro delle facciate: è vietato l’uso di alluminio anodizzato (specialmente nel centro storico) e l’installazione di impianti di condizionamento visibili dallo spazio pubblico. 

Anche le recinzioni e le insegne devono seguire tipologie e materiali predefiniti per non alterare l’immagine della città.

Come consultare il Piano Urbanistico Comunale di Avellino online su UrbisMap

Consultare gli elaborati del PUC di Avellino può risultare complesso senza uno strumento GIS integrato.

UrbisMap digitalizza l’intera base dati del PUC di Avellino, rendendo la ricerca rapida, accurata e accessibile a tutti.

Ecco i passaggi da seguire per la consultazione online del Piano Urbanistico Comunale di Avellino:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Avellino tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche e normative del punto cliccato.

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le NTA di Avellino e il regolamento edilizio di Avellino in formato pdf, messi a disposizione per una lettura completa del piano e per approfondire ogni dettaglio normativo.

Link al piano:https://www.urbismap.com/avellino

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Agrivoltaico: come valutare se un terreno agricolo è davvero idoneo

Nel corso degli ultimi anni l’agrivoltaico è diventato uno dei temi più discussi nel mondo delle energie rinnovabili in Italia. Non si tratta solo di una tecnologia energetica, ma di un cambio di paradigma: la possibilità di far coesistere la produzione di energia solare con l’attività agricola sullo stesso terreno.

Con gli ambiziosi obiettivi del PNRR, che mira all’installazione di circa 1,5 GW di sistemi agrivoltaici entro il 2030, il settore sta vivendo un’accelerazione senza precedenti.

Tuttavia, tra l’entusiasmo degli investitori e la realtà del territorio vi è una sfida complessa: non tutti i terreni agricoli sono davvero idonei a ospitare un impianto agrivoltaico.

Le recenti riforme, in particolare il D.L. 63/2024 e la Legge 4/2026, hanno introdotto regole ferree per proteggere il suolo agricolo, rendendo la fase di analisi preliminare il momento più critico per il successo di un progetto.

Nell’articolo di oggi vedremo insieme cos’è l’agrivoltaico, quali sono le normative e come strumenti come UrbisMap possono trasformare un’analisi complessa in un processo rapido e affidabile.

Cos’è l’agrivoltaico e perché è diverso dal fotovoltaico a terra

A differenza del fotovoltaico tradizionale, che spesso comporta il consumo di suolo e la cessazione delle attività agricole, l’agrivoltaico è un sistema ibrido.

I pannelli fotovoltaici vengono montati ad un’altezza tale da consentire le pratiche di coltivazione convenzionali o l’allevamento nel terreno sottostante.

Classificazioni e tipologie

Secondo le linee guida ministeriali e le definizioni di settore, possiamo distinguere diverse configurazioni:

– Agrivoltaico semplice: un sistema che preserva la continuità agricola ma con soluzioni strutturali meno spinte.

– Agrivoltaico avanzato: sistemi che adottano soluzioni innovative con moduli elevati da terra e, spesso, inseguitori solari (tracker) per ottimizzare sia la resa energetica che l’irraggiamento delle colture.

– Sistemi verticali: pannelli bifacciali montati verticalmente che permettono il passaggio agevole dei mezzi agricoli tra i filari.

L’obiettivo primario è la sinergia: l’ombreggiamento dei pannelli può ridurre il fabbisogno idrico delle piante (fino al 20-40%), proteggerle da agenti atmosferici estremi come la grandine e migliorare la resilienza climatica dei suoli.

Il quadro normativo 2024-2026: la svolta delle aree idonee

Il panorama legislativo dell’agrivoltaico è cambiato radicalmente con la Legge n.4 del 15 gennaio 2026.

Questa norma ha ridefinito il concetto di aree idonee, introducendo il principio di “idoneità ex lege” per accelerare gli iter autorizzativi in determinati siti, come cave dismesse industriali e zone adiacenti alle autostrade.

Il blocco del fotovoltaico a terra “tradizionale”

Uno dei punti cardine della nuova normativa è il divieto quasi totale di installare impianti fotovoltaici a terra tradizionali in zone agricole. Attualmente, l’installazione su suolo agricolo è permessa solo per:

– Comunità energetiche rinnovabili (CER).

– Progetti legati al PNRR e al PNC.

– Impianti agrivoltaici avanzati (elevati), a patto che non compromettano l’attività agricola.

Il requisito dell’80% PLV

Per gli impianti agrivoltaici avanzati, la legge richiede una dichiarazione asseverata che attesti il mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile (PLV) agricola rispetto alla media storica.

Ciò significa che l’agricoltura non deve essere un’attività di facciata, ma deve restare la funzione prevalente del terreno.

Perché molti progetti agrivoltaici falliscono prematuramente? 

Molti sviluppatori e tecnici commettono l’errore di valutare i terreni basandosi solo su criteri superficiali come la disponibilità dell’area, l’esposizione solare o la vicinanza a una cabina elettrica.

Tuttavia, il rischio di scontrarsi poi con vincoli non trascurabili nelle fasi avanzate è altissimo, portando a sprechi di tempo e risorse.

Le criticità più comuni includono:

– Vincoli paesaggistici e ambientali non rilevati subito.

– Destinazioni urbanistiche locali che limitano specifici tipi di installazione.

– Difficoltà logistiche e morfologiche (pendenze concessive o accessi stradali inadeguati).

Quello che tende a mancare, dunque, è una verifica più approfondita del contesto.

Il risultato è che molti progetti, inizialmente promettenti, si arenano quando emergono criticità che si sarebbero potute individuare fin dall’inizio.

Questo comporta rallentamenti, aumento dei costi e, in alcuni casi, l’abbandono dell’iniziativa.

Come valutare l’idoneità di un terreno per l’agrivoltaico in 4 step con UrbisMap

Per ridurre i rischi, è necessario un approccio sistematico. Il Geoportale UrbisMap si pone come la soluzione ideale per velocizzare queste analisi preliminari.

1. Verifica della destinazione urbanistica

Il primo vero passo è comprendere cosa si può fare su quel terreno dal punto di vista urbanistico.

Non basta sapere che un terreno è agricolo, ogni Comune ha un suo piano urbanistico che definisce sottozone con regole specifiche che possono prevedere limitazioni o divieti per alcune tipologie di intervento.

Tramite UrbisMap è possibile interrogare la mappa e visualizzare istantaneamente le norme tecniche locali, capendo immediatamente se l’area permette l’agrivoltaico o se esistono divieti specifici.

2. Analisi dei vincoli paesaggistici e ambientali

Questo spesso è il “collo di bottiglia” dei progetti.

Un terreno può trovarsi all’interno di aree protette, fasce di rispetto idrogeologico o zone tutelate dal SITAP. 

UrbisMap permette di sovrapporre diversi livelli informativi, come i layer dei vincoli nazionali e regionali direttamente sulla mappa catastale, offrendo un quadro chiaro di eventuali restrizioni paesaggistiche che potrebbero bloccare l’iter autorizzativo.

3. Valutazione morfologica e fisica

La pendenza e l’esposizione sono vitali.

Un terreno troppo inclinato aumenta i costi di installazione e complica l’integrazione con i mezzi agricoli.

Le ortofoto ad alta risoluzione disponibili su UrbisMap consentono di valutare la conformazione del suolo e la presenza di ostacoli fisici senza dover necessariamente effettuare un sopralluogo immediato.

4. Logistica e connessione

L’accessibilità stradale e la vicinanza alle infrastrutture elettriche sono determinanti per la sostenibilità economica.

Attraverso gli strumenti di misurazione di UrbisMap, i tecnici possono calcolare distanze e verificare la viabilità circostante in pochi clic direttamente dalla mappa.

UrbisMap: il partner strategico per l’agrivoltaico

Uno dei principali limiti delle analisi preliminari è il tempo necessario per raccogliere e interpretare tutte le informazioni. Senza strumenti adeguati, il rischio è quello di dover consultare fonti diverse, con un notevole dispendio di energie e tempo.

Per questo motivo sta diventando sempre più importante adottare soluzioni che permettano di centralizzare i dati e semplificare il processo.

In un mercato competitivo come quello dell’agrivoltaico, UrbisMap rappresenta il partner strategico ideale, offrendo strumenti professionali che trasformano giorni di ricerca manuale in pochi minuti di analisi digitale.

Tra i principali vantaggi di UrbisMap troviamo:

1. Centralizzazione dei dati territoriali (comunali, regionali e nazionali) in un’unica piattaforma in cloud.

2. Riduzione significativa di errori di interpretazione normativa, fornendo un accesso diretto alle visure e ai report di destinazione urbanistica.

3. Supporto concreto alla progettazione, in particolare grazie agli strumenti Premium, tramite i quali i professionisti possono svolgere a distanza direttamente su mappa attività come la misurazione di superfici, distanze e aree per impianti. 

In sintesi, adottare un metodo strutturato per la scelta del terreno, supportato da dati territoriali certi come quelli di UrbisMap, è una scelta strategica fondamentale per ogni professionista del settore energetico.

Vuoi verificare subito l’idoneità di un terreno per un progetto agrivoltaico? Esplora le funzioni di UrbisMap e scopri come semplificare la tua attività professionale.

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Piano Regolatore Generale di Biancavilla: zonizzazione, norme e consultazione online su UrbisMap

Il Piano Regolatore Generale di Biancavilla è lo strumento normativo principale che guida il governo del territorio comunale e definisce come e dove è possibile intervenire sul tessuto urbano e rurale.

In questo articolo approfondiremo la struttura del PRG di Biancavilla, analizzeremo le sue norme tecniche di attuazione (NTA di Biancavilla) e vedremo come cittadini e professionisti possono consultare la cartografia e i dati normativi in modo semplice, immediato e integrato attraverso il Geoportale UrbisMap. 

Cos’è il PRG di Biancavilla e quali sono i suoi obiettivi

Il Piano Regolatore Generale di Biancavilla è lo strumento di pianificazione che disciplina l’attività edificatoria e la gestione del territorio comunale. 

Il Piano non si limita solo a stabilire le zone edificabili, ma integra prescrizioni fondamentali per la sicurezza e la salvaguardia ambientale, specialmente in un contesto segnato dalla presenza del Parco dell’Etna e del Sito di Interesse Nazionale (SIN) relativo alla bonifica dell’amianto.

Gli obiettivi principali del Piano Regolatore Generale di Biancavilla includono:

– Assetto del territorio: definizione delle maglie urbane, delle zone residenziali, produttive e agricole.

– Tutela ambientale e paesaggistica: integrazione con il Piano Paesaggistico della Provincia di Catania e gestione delle zone di vincolo idrogeologico (PAI).

– Sostenibilità e sicurezza: interventi mirati alla bonifica ambientale e al miglioramento antisismico degli edifici, specialmente nel centro storico.

Metadati e cronologia del Piano Regolatore Generale di Biancavilla 

Per i professionisti, per esempio per la corretta istruzione di una pratica edilizia, è fondamentale conoscere i riferimenti normativi che rendono vigente il Piano.

Di seguito i metadati principali del PRG di Biancavilla:

DATORIFERIMENTO
PianificazionePiano Regolatore Generale (PRG)
EnteComune di Biancavilla (Provincia di Catania)
Adeguamento recenteD.D.G. n. 198/DRU del 24/11/2020
Decreto di approvazioneD.A. n. 153/GAB dell’ 11/04/2019
Ultima variante
DDG n. 46 del 18/03/2021
Legislazione di riferimentoL.R. n.16/2016 e ss.mm.ii (recepimento TUE)

Norme Tecniche di Attuazione di Biancavilla

Le NTA di Biancavilla rappresentano il cuore normativo del Piano. 

Sono suddivise in diverse parti che coprono dalle definizioni generali degli interventi fino alla disciplina specifica delle singole zone omogenee.

Un aspetto cruciale è la definizione degli interventi edilizi (Art. 3), che spaziano dalla manutenzione ordinaria e straordinaria al restauro e risanamento conservativo, fino alla ristrutturazione edilizia e urbanistica. 

Il Piano specifica che, a seguito della legislazione regionale vigente, i termini come “concessione edilizia” devono essere letti come “permesso di costruire”. 

La zonizzazione: aree omogenee e destinazioni d’uso

Il territorio di Biancavilla è ripartito in zone con destinazioni differenti, ognuna soggetta a parametri tecnici specifici:

Zona A: ambiti di interesse storico e pregio ambientale

Comprende il cuore antico della città (sottozona A1) e la prima espansione (sottozona A2).

Qui gli interventi sono orientati al recupero filologico, con l’obbligo di utilizzare materiali della tradizione locale, come la pietra lavica e la pietra bianca.

Le aree libere di pertinenza degli edifici storici sono considerate inedificabili per preservare l’integrità del tessuto urbano originario.

Zone B: ambiti urbani residenziali consolidati

Si tratta delle aree già parzialmente o totalmente edificate. Si suddividono in diverse tipologie:

– B1 (città consolidata): con indice di fabbricabilità fondiaria di 1,60 mq/mq e altezza massima di 11 metri.

– B2 (ambiti del recupero): aree realizzate in attuazione di vecchi piani di recupero, dove la nuova edificazione è limitata per favorire la conservazione.

– B3, B4 e B5: zone che derivano da espansioni o interventi di edilizia spontanea ormai saturati, con indici che variano da 1,00 a 0,80 mq/mq.

Zone C: espansione residenziale e aree risorsa

Destinate alla crescita della città, queste zone richiedono l’approvazione di Piani Particolareggiati o di Lottizzazione.

Un caso particolare è la sottozona CS (edilizia stagionale), situata all’interno della zona D del Parco dell’Etna, dove ogni intervento deve essere preceduto da uno studio approfondito per garantire la compatibilità con il paesaggio naturale.

Zone D: attività produttive, artigianali e turistiche

Disciplinano gli insediamenti per l’artigianato (D1), il commercio (D2) e le attività sportive e ricettive (D3). 

Per queste aree sono previste distanze minime rigorose (spesso 20 metri dal fronte strada) per consentire futuri allargamenti stradali e la creazione di fasce di verde pubblico.

Zone E: territorio agricolo

Le aree agricole (E1, E2, E3) oltre ad avere funzione produttiva, servono alla salvaguardia idrogeologica ed ecologica. 

L’indice di fabbricabilità è bassissimo (0,1 mq/mq in zona E1) e le nuove costruzioni sono permesse solo se strettamente funzionali alla conduzione del fondo agricolo.

Zone F: attrezzature e servizi (standard urbanistici)

Rappresentano le aree riservate a servizi scolastici (4,5 mq/ab), attrezzature di interesse collettivo (2 mq/ab), verde pubblico e sport (9 mq/ab) e parcheggi (2,5 mq/ab).

Vincoli sovraordinati e mitigazione ambientale

Il territorio di Biancavilla è interessato da numerosi vincoli che prevalgono sulle norme comunali: 

  • Parco dell’Etna: disciplina restrittiva per le zone antropizzate interne al parco.
  • Fasce di rispetto: inedificabilità assoluta entro 150 metri dai corsi d’acqua e rispetto per zone cimiteriali, ferroviarie e stradali.
  • Rischio idrogeologico: aree classificate dal PAI che impongono limiti severi alle trasformazioni del suolo.

Parametri tecnici fondamentali

Nelle NTA di Biancavilla sono definiti i parametri per il calcolo delle potenzialità edificatorie:

– Indice di fabbricabilità fondiaria (IFF): definisce la superficie costruibile per ogni unità di superficie fondiaria del lotto.

– Rapporto di copertura: rapporto tra superficie coperta dei fabbricati e superficie fondiaria. 

– Distanze: la distanza minima tra pareti finestrate di edifici antistanti non può essere inferiore a 10 metri.

Guida alla consultazione del Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap

La consultazione dei documenti urbanistici cartacei o dei PDF comunali può essere complessa a causa della vastità delle tavole e dei vincoli sovraordinati che compongono il Piano.

UrbisMap semplifica drasticamente questa attività integrando tutti i dati geografici e normativi del PRG di Biancavilla in un’unica interfaccia GIS in cloud, accessibile e gratuita.

Per consultare il Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap, segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Biancavilla tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano. 

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

Piano Regolatore Generale di Biancavilla sul Geoportale UrbisMap

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le NT di Biancavilla in formato PDF, messe a disposizione per una lettura completa del piano e per approfondire ogni dettaglio normativo.

Perché scegliere UrbisMap per la tua attività professionale

Grazie a UrbisMap i professionisti del settore, come architetti, ingegneri e geometri possono ottenere una visione di insieme del territorio di Biancavilla integrando i dati del PRG con altri strati informativi di tutto il territorio nazionale, come i vincoli paesaggistici o le mappe della classificazione sismica.

Questo permette di effettuare verifiche preliminari veloci e precise, riducendo i tempi di progettazione e il rischio di errori.

Consulta ora il Piano Regolatore Generale di Biancavilla su UrbisMap e pianifica i tuoi interventi con dati ufficiali e sempre aggiornati! Ti aspettiamo sul Geoporale.

Link al piano:https://www.urbismap.com/biancavilla

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Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno: come consultare il piano su UrbisMap

Il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno è lo strumento principale di pianificazione urbanistica che governa lo sviluppo, la tutela e la trasformazione del territorio comunale.

Adottato in adeguamento al Piano Paesistico Ambientale Regionale (PPAR), questo strumento definisce le possibilità edificatorie, ma anche le strategie di riqualificazione per la città di Ascoli.

Nell’articolo di oggi esploreremo la struttura del PRG di Ascoli e delle sue Norme Tecniche di Attuazione (NTA di Ascoli), gli obiettivi strategici del piano e come consultarlo in modo rapido, intuitivo e gratuito attraverso il Geoportale UrbisMap.

Gli obiettivi del Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno

L’obiettivo principale del PRG di Ascoli Piceno è la riqualificazione di una società articolata e solidale, migliorando le prestazioni fisiche, sociali e culturali della città.

Il piano si fonda su quattro pilastri principali:

1. La tutela del patrimonio storico-artistico e documentale.

2. La salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente naturale.

3. Una politica di sviluppo e innovazione equilibrata.

4. Il riconoscimento della partecipazione cittadina nella gestione delle politiche urbane.

L’amministrazione promuove inoltre concorsi di progettazione nazionali e internazionali per i temi di rilevanza generale, garantendo un dibattito aperto sulla forma della città.

La struttura del PRG di Ascoli Piceno: ambiti e zonizzazione

Il territorio di Ascoli Piceno è suddiviso in quattro macro-categorie funzionali, che ne definiscono le modalità di intervento:

Ambiti di tutela paesistico-ambientale

In conformità al PPAR regionale, il PRG di Ascoli Piceno individua aree con specifiche limitazioni per preservare l’identità storico-culturale e l’ambiente.

Questi ambiti includono le emergenze geologiche, i corsi d’acqua, i crinali, i versanti e le aree floristiche.

In particolare, vengono definiti quattro livelli di tutela (da 1 a 4), che regolano in modo decrescente i divieti di edificazione e trasformazione del suolo.

Parti pubbliche e di interesse generale 

Comprendono aree destinate a standard urbanistici (istruzione, parchi, parcheggi) e attrezzature di interesse comune.

Tra i progetti di rilievo spiccano il Parco Fluviale del Tronto e del Castellano e il Parco delle aree protette del Colle San Marco, voluti per restituire alla cittadinanza spazi naturali degradati o inaccessibili.

Parti consolidate

Si tratta delle aree già urbanizzate del territorio di Ascoli Piceno che presentano omogeneità storica e tipologica.

Qui gli interventi sono mirati alla conservazione e alla riqualificazione.

Il tessuto prevalentemente residenziale è suddiviso in base alla densità:

  • Alta densità: con indice di fabbricabilità fondiaria (IF) massimo di 3,00 mc/mq.
  • Media densità: con IF massimo di 2,00 mc/mq
  • Bassa densità: con IF massimo di 0,70 mc/mq.

Parti in trasformazione

Sono le aree soggette a nuove previsioni edificatorie o a piani di recupero.

Vengono identificate come Aree Progetto (AP) per la residenza o AP-TR per destinazioni turistico-ricettive.

Un esempio significativo di trasformazione complessa è l’area ex SGL Carbon, per la quale il PRG di Ascoli Piceno prevede un importante programma di riqualificazione urbana con la creazione di un grande parco urbano e di un polo tecnologico-culturale.

Sostenibilità ambientale a innovazione energetica

Il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno introduce anche dei requisiti obbligatori per l’uso razionale delle risorse.

Le norme sulla sostenibilità (art. 66 e successivi) prevedono:

– Orientamento degli edifici: per sfruttare al meglio la radiazione solare, privilegiando l’asse est-ovest.

– Fonti rinnovabili: installazione obbligatoria di impianti solari termici e fotovoltaici (fatta eccezione per il centro storico dove il fotovoltaico è vietato).

– Risparmio idrico: obbligo di sistemi per il recupero delle acque piovane per l’irrigazione del verde e la pulizia degli spazi scoperti nelle nuove costruzioni. 

– Incentivi: i progetti che superano del 50% i livelli minimi di prestazione energetica possono beneficiare di un incremento di cubatura del 20%.

Come consultare il PRG di Ascoli Piceno su UrbisMap

Consultare un piano urbanistico può essere complesso e dispersivo, soprattutto per chi non possiede competenze tecniche.

Il Geoportale UrbisMap semplifica drasticamente questo processo, offrendo una piattaforma GIS intuitiva, costantemente aggiornata e utilizzabile da tutti, dai tecnici al singolo cittadino.

Per consultare il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno su UrbisMap, segui questi semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio di Ascoli Piceno tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca su una particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

piano regolatore generale di Ascoli Piceno_geoportale UrbisMap

Sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geooportale le NTA di Ascoli in formato PDF, messe a disposizione per una lettura completa del piano.

In sintesi, il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno si può definire un piano moderno che bilancia lo sviluppo edilizio con una forte attenzione alla “mobilità dolce” e alla rete escursionistica comunale (REC). 

UrbisMap è lo strumento ideale per accede in pochi clic a tutte le informazioni urbanistiche e normative del piano, consultabile in maniera integrata con altri strati informativi territoriali su scala regionale e nazionale.

Il Geoportale garantisce, in più, dati certi provenienti da fonti ufficiali e facilitando la pianificazione di interventi conformi alle rigide prescrizioni tecniche e ambientali del Comune di Ascoli Piceno.

Link al piano: https://www.urbismap.com/ascoli-piceno

Consulta il Piano Regolatore Generale di Ascoli Piceno, ti aspettiamo sul Geoportale!

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Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini (RUE): norme, ambiti e come consultarlo su UrbisMap

Il governo del territorio di una città costiera e complessa come Rimini richiede strumenti urbanistici capaci di coniugare la tutela del patrimonio storico, lo sviluppo turistico e la sostenibilità ambientale.

Lo strumento cardine che disciplina questi aspetti è il Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE).

In questo articolo approfondiremo la struttura del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini, le sue principali norme tecniche e vedremo insieme come professionisti e cittadini possono consultare la sua cartografia e i dati normativi in modo semplice e immediato attraverso il Geoportale UrbisMap.

Cos’è il RUE di Rimini e quali sono i suoi obiettivi

Il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini è lo strumento di pianificazione che disciplina le attività di costruzione, trasformazione fisica e funzionale e conservazione delle opere edilizie nel territorio comunale.

In conformità con le previsioni del Piano Strutturale Comunale (anch’esso presente e consultabile sul Geoportale UrbisMap), il RUE di Rimini stabilisce le regole per gli interventi negli ambiti consolidati, nel territorio rurale e nelle zone specializzate per attività produttive.

Approvato inizialmente nel 2016, il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini si inserisce in un quadro legislativo in evoluzione: esso è stato redatto ai sensi della L.R. 20/2000, ma deve oggi confrontarsi con la nuova disciplina introdotta dalla L.R. 24/2017, la quale non consente più l’approvazione del Piano Operativo Comunale (POC) originariamente previsto per completare gli strumenti urbanistici.

Gli obiettivi principali del RUE di Rimini includono:

– Disciplina delle trasformazioni: regole chiare per la residenza, il terziario e il turismo.

– Qualificazione e sostenibilità: incentivi per l’efficienza energetica e la bioedilizia.

– Tutela del territorio rurale: norme specifiche per gli edifici agricoli e la salvaguardia del paesaggio.

– Riqualificazione costiera: interventi strategici come il “Parco del Mare”. 

Metadati e cronologia del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini

Per una corretta istruttoria tecnica è fondamentale conoscere i riferimenti normativi e le date di efficacia degli atti che compongono il RUE di RImini:

ADOZIONEDelibera di C.C. n. 66 del 29/03/2011
APPROVAZIONEDelibera di C.C. n.16 del 15/03/2016
ENTRATA IN VIGORE06/04/2016
ULTIMA VARIANTE SPECIFICA (APPROVAZIONE)Delibera di C.C n.9 del 25/03/2021
ULTIMA STESURA NTADelibera di C.C n.9 del 25/03/2021

Il testo vigente è stato oggetto di numerose varianti specifiche, tra cui quelle per l’aggiornamento normativo ai sensi della L.R. 24/2017 e varianti puntuali per progetti di interesse pubblico.

La struttura delle Norme Tecniche di Attuazione di Rimini (NTA)

Le Norme Tecniche di Attuazione del RUE di Rimini sono organizzate in tre titoli principali che coprono ogni aspetto della gestione edilizia.

1. Disposizioni generali e definizioni

In questa sezione vengono definiti gli oggetti edilizi (unità edilizie, immobiliari e pertinenze) e i parametri urbanistici fondamentali come la superficie territoriale (ST), la superficie fondiaria (SF) e gli indici di edificabilità.

Un aspetto cruciale è la definizione delle categorie di intervento, che vanno dalla manutenzione ordinaria (MO) alla ristrutturazione edilizia (RE) e alla nuova costruzione (NC).

2. Classificazione ambiti e disciplina interventi

Il territorio è suddiviso in “ambiti”, ciascuno con una propria vocazione e disciplina specifica.

– Città storica (ACS): Disciplinata dal Capo 9, prevede categorie di tutela che vanno dal restauro scientifico (cat. A.) alla ristrutturazione con conservazione della sagoma.

– Ambiti consolidati (AUC): Suddivisi in residenziali (AUC_U) e turistici (AUC_T).

In questi ultimi si gioca la partita della riqualificazione alberghiera, con norme specifiche per il cambio d’uso e gli ampliamenti.

– Ambiti produttivi (ASP): Zone destinate ad attività manifatturiere, terziarie e commerciali.

– Territorio rurale: Diviso in ambiti ad alta vocazione produttiva (AVP), rilievo paesaggistico (ARP) e periurbani (AAP).

3. Gestione del territorio

Contiene le norme su morfologia, arredo urbano, sicurezza e decoro.

Qui troviamo i criteri per le facciate, le recinzioni e l’impatto visivo degli impianti tecnologici.

Parametri tecnici e sostenibilità

Il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini pone grande attenzione alla qualità ambientale. 

Questo si evince, per esempio, da disposizioni come quella che la superficie permeabile minima deve essere garantita nella misura di almeno il 30% della superficie fondiaria per interventi di nuova costruzione o ristrutturazione rilevante.

Un altro elemento distintivo è l’Art.6 bis, che introduce incentivi volumetrici per interventi di qualificazione e sostenibilità. Gli edifici che raggiungono prestazioni energetiche superiori ai minimi di legge (con riduzioni della prestazione dell’edificio reale di almeno il 30-40% rispetto all’edificio di riferimento) possono beneficiare di incrementi della superficie utile.

Le distanze sono un altro importante pilastro tecnico:

  • D1 (confine): almeno 5,00 metri per nuove costruzioni
  • D2 (strade): almeno 5,00 metri, salvo allineamenti preesistenti.
  • D3 (pareti antistanti): in conformità all’Art.9 del D.M. 1444/1968.

Progetti speciali: il Parco del Mare

All’interno del RUE di Rimini trovano spazio disposizioni per progetti strategici, come il “Parco del Mare”. Gli interventi in quest’area (sub-ambito Auc.T4) mirano alla trasformazione delle strade e aree libere in attrezzature e spazi collettivi, favorendo la desigillazione dei suoli e la creazione di parcheggi pubblici e privati, preferibilmente interrati.

Come consultare il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini sul Geoportale UrbisMap

La consultazione del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini può risultare complessa a causa della mole di elaborati cartografici e testuali, ma anche poco comprensibile per chi non possiede competenze tecniche.

Il Geoportale UrbisMap semplifica significativamente questo processo, offrendo un’interfaccia GIS accessibile a tutti, integrata e gratuita.

Ecco come accedere al RUE di Rimini in pochi e semplici passaggi:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Ricerca il territorio comunale di Rimini tramite l’apposita barra o naviga direttamente sulla mappa fino a individuare l’area di tuo interesse.

3. Clicca sulla particella catastale o su un punto specifico della mappa per geolocalizzarti e attivare la lettura del piano.

4. Vai adesso nella tab dati, la seconda del menu principale. Qui troverai tutte le informazioni urbanistiche del punto cliccato.

Per una consultazione completa del Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini, sempre da questa sezione, sotto la voce “Allegati del piano” potrai consultare e scaricare direttamente dal Geoportale le Norme Tecniche di Attuazione di Rimini in formato PDF. 

I vantaggi per i professionisti

Grazie a UrbisMap i professionisti del settore, come architetti, ingegneri e geometri possono ottenere una visione di insieme del territorio comunale di Rimini, integrando i dati del RUE con altri strati informativi di tutto il territorio nazionale, come i vincoli paesaggistici o le mappe della classificazione sismica.

Questo permette di effettuare verifiche preliminari veloci e precise, riducendo i tempi di progettazione e il rischio di errori.

Consulta ora il Regolamento Urbanistico Edilizio di Rimini su UrbisMap e pianifica i tuoi interventi con dati ufficiali e sempre aggiornati! Ti aspettiamo sul Geoporale.

Link al piano: https://www.urbismap.com/rimini

Sei un libero professionista? Scopri la suite di strumenti avanzati di UrbisMap Premium studiati per semplificare le tue attività quotidiane!

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Come verificare i vincoli paesaggistici su mappa: guida alla consultazione con UrbisMap

Chi lavora nel settore edilizio, urbanistico o immobiliare ha spesso la necessità di capire come verificare i vincoli paesaggistici su mappa prima di avviare un progetto o acquistare un immobile.

La presenza di tutele ambientali o paesaggistiche può infatti influenzare in modo significativo interventi edilizi, autorizzazioni e tempi delle pratiche.

In Italia esistono diversi strumenti ufficiali per consultare le aree sottoposte a tutela. Una delle principali fonti informative per questo tipo di verifica è il SITAP (Sistema Informativo Territoriale Ambientale e Paesaggistico) una banca dati nazionale che raccoglie e georeferenzia le aree soggette a vincolo paesaggistico.

Oggi è possibile consultare i vincoli SITAP anche attraverso piattaforme avanzate come UrbisMap, che consente di visualizzare i vincoli direttamente su mappa insieme a molte altre informazioni territoriali utili alla pianificazione. 

In questo articolo vedremo cosa sono i vincoli paesaggistici, perché è importante verificarli e quali strumenti utilizzare per consultarli in modo rapido ed efficace.

Cosa sono i vincoli paesaggistici

I vincoli paesaggistici sono strumenti di tutela introdotti per preservare il paesaggio, il valore storico dei luoghi e le caratteristiche ambientali di territori ritenuti particolarmente rilevanti.

Queste misure limitano o regolano interventi come costruzioni, modifiche di edifici o trasformazioni del suolo in aree considerate di particolare pregio naturalistico, storico o culturale.

Per questo motivo è fondamentale verificare la presenza di eventuali vincoli prima di intraprendere qualsiasi progetto edilizio o urbanistico.

La consultazione di queste informazioni è utile per diversi soggetti:

Cittadini e imprese

Conoscere in anticipo l’esistenza di un vincolo permette di evitare spiacevoli sorprese, riducendo i tempi, i costi e i rischi legati a pratiche burocratiche complesse durante la pianificazione di interventi edilizi. Ogni vincolo comporta restrizioni specifiche che devono essere verificate prima di qualsiasi costruzione o modifica di un immobile.

Professionisti e tecnici

Architetti, ingegneri e geometri devono verificare la presenza di vincoli per valutare la fattibilità di un progetto e ottenere le necessarie autorizzazioni paesaggistiche.

Pubbliche Amministrazioni

Gli Enti locali utilizzano queste informazioni come base per la pianificazione territoriale e per la gestione delle procedure autorizzative.

Il SITAP: il sistema informativo dei vincoli paesaggistici

Il SITAP è una banca dati istituzionale che raccoglie informazioni sui beni paesaggistici tutelati dalla normativa italiana.

Il sistema nasce con l’obiettivo di digitalizzare e rendere accessibili i dati relativi alle aree sottoposte a tutela paesaggistica, permettendo una consultazione più efficiente da parte di professionisti, amministrazioni e cittadini.

All’interno del sistema sono presenti diverse tipologie di vincoli, che derivano da specifiche disposizioni legislative.

In particolare, i vincoli possono essere distinti in due grandi categorie:

– Vincoli decretati

– Vincoli ope legis

Questa documentazione deriva dalle modalità con cui il vincolo viene istituito e dalle norme che lo regolano.

Vincoli decretati

I vincoli decretati derivano da provvedimenti amministrativi specifici che dichiarano un determinato bene o territorio di notevole interesse pubblico.

Tali dichiarazioni vengono emesse dalle autorità competenti quando un’area presenta caratteristiche paesaggistiche, storiche o culturali particolarmente rilevanti.

Tra le principali norme di riferimento troviamo gli articoli del Codice dei beni culturali e del paesaggio che disciplinano le dichiarazioni di interesse pubblico.

Quando si presenta questo tipo di vincolo, qualsiasi intervento che possa modificare l’aspetto del territorio deve essere valutato attentamente e sottoposto ad autorizzazione paesaggistica.

Vincoli ope legis

I vincoli ope legis, invece, non derivano da un decreto specifico ma vengono applicati automaticamente dalla legge.

Questi vincoli sono stati introdotti inizialmente con la cosiddetta LEgge Galasso e sono oggi disciplinati dall’articolo 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Tra le aree che rientrano in automatico on questa categoria troviamo, per esempio:

  • territori costieri
  • sponde dei laghi
  • fasce di rispetto dei fiumi
  • montagne oltre determinate attitudini 
  • boschi e foreste
  • ghiacciai
  • parchi e aree naturali protette
  • zone di interesse archeologico

La presenza di queste caratteristiche territoriali comporta automaticamente l’applicazione del vincolo paesaggistico.

Come verificare i vincoli paesaggistici su mappa

Capire come verificare i vincoli paesaggistici su mappa è oggi molto più semplice rispetto al passato, questo grazie anche alla digitalizzazione dei dati territoriali.

In passato queste verifiche richiedevano la consultazione di documenti cartacei o archivi amministrativi.

Oggi, invece, molte informazioni sono disponibili tramite sistemi informativi geografici e piattaforme cartografiche online.

La consultazione diretta di queste informazioni può risultare però complessa se non si dispone di strumenti adeguati. Per questo motivo piattaforme come UrbisMap consentono di visualizzare e analizzare i dati territoriali in modo molto più intuitivo.

Grazie a un’interfaccia cartografica avanzata è possibile:

– individuare rapidamente un’area sulla mappa

– visualizzare i vincoli paesaggistici presenti

– consultare informazioni dettagliate sui vincoli

– sovrapporre altri livelli informativi utili alla pianificazione.

Questo approccio consente di effettuare analisi territoriali rapide e di ottenere una visione completa del contesto in cui si inserisce un progetto.

Come consultare i vincoli paesaggistici su UrbisMap

Come accennato poco sopra, i vincoli SITAP sono presenti anche all’interno del Geoportale UrbisMap, che offre una consultazione semplice, veloce, intuitiva e integrata.

Il webgis consente di accedere rapidamente a numerose informazioni territoriali integrate in un unico ambiente digitale.

Tra le funzioni principali troviamo:

  • visualizzazione dei vincoli paesaggistici su mappa
  • consultazione dei vincoli SITAP
  • analisi del contesto urbanistico
  • accesso a dati catastali e territoriali
  • sovrapposizione di diversi livelli informativi.

I dati sono facilmente accessibili da tutti, anche chi non possiede competenze tecniche. 

Ecco i brevi passaggi da seguire per la consultazione dei vincoli SITAP su UrbisMap:

1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale.

2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “SITAP” per visualizzare la mappa dei vincoli in sovrapposizione a quella di sfondo.

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.

4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni territoriali, vincolistiche e normative relative al punto cliccato. 

Su UrbisMap la mappa dei vincoli SITAP è divisa in 2 tavole distinte: 

Tavola Vincoli Decretati

Tavola Vincoli Ope Legis

Perché verificare sempre i vincoli prima di un progetto

La verifica preventiva dei vincoli paesaggistici rappresenta uno dei passaggi più importanti nella pianificazione di interventi edilizi o operazioni immobiliari.

Ignorare la presenza di vincoli può comportare numerosi problemi, tra cui:

  • blocco delle pratiche edilizie
  • ritardi nelle autorizzazioni
  • costi aggiuntivi
  • modifiche obbligatorie al progetto
  • impossibilità di realizzare alcune opere.

Effettuare un controllo preliminare consente invece di pianificare correttamente le attività e di evitare problematiche durante le fasi successive del progetto.

Grazie all’utilizzo di sistemi informativi territoriali e di piattaforme avanzate come UrbisMap, è possibile oggi consultare facilmente i dati relativi alle aree vincolate, migliorando la qualità delle analisi e facilitando il lavoro di professionisti, amministrazioni e cittadini.

Verificare i vincoli paesaggistici in modo tempestivo significa quindi progettare in modo più consapevole, ridurre i rischi burocratici e operare nel rispetto della normativa che tutela il patrimonio paesaggistico del territorio. 

Consulta subito i vincoli SITAP, ti aspettiamo sul Geoportale UrbisMap!

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