Archivio per categoria: Pubblica Amministrazione

Settore tributi: il servizio di UrbisMap per le Pubbliche Amministrazioni – Alcuni casi di personalizzazione del servizio

Il servizio tributi di UrbisMap nasce e si impegna a supportare le amministrazioni locali nella gestione efficace e semplificata delle informazioni e dei dati relativi alla fiscalità territoriale. 

Questo modulo si inserisce nella gamma di strumenti di UrbisMap pensata per facilitare le attività delle Pubbliche Amministrazioni in diversi ambiti della gestione urbana e territoriale.

Oggi vogliamo porre l’attenzione sull’importanza e sull’urgenza di creare dei sistemi digitalizzati che facilitino la gestione delle entrate tributarie per un maggiore controllo e una maggiore velocità della gestione.

Come già accennato in questo precedente articolo, il servizio tributi di UrbisMap è pensato per essere adattato alle richieste delle amministrazioni in modo da soddisfare le esigenze di ogni Ente.

Vediamo l’applicazione pratica della personalizzazione del servizio tributi di UrbisMap

Un comune, in collaborazione con il nostro team, prende la decisione di migliorare la gestione dei tributi locali. Il Comune preso in analisi, ha già sviluppato il servizio di interoperabilità SUAPE e affidato la gestione dello sportello a UrbisMap. Il settore tributario del comune ha richiesto poi di personalizzare il sistema per rispondere meglio alle loro specifiche esigenze. Ecco come abbiamo affrontato il caso.

Le esigenze dell’ufficio tributi

Da tempo, il personale del settore finanziario del comune, aveva difficoltà a gestire in modo efficiente e puntuale le richieste legate agli oneri e ai tributi delle attività commerciali. I problemi principali erano:

  • Ridotta disponibilità di personale
  • Limitata specializzazione nell’uso degli strumenti digitali disponibili
  • Assenza di software capaci di fornire una lettura immediata e mirata dei dati necessari per il calcolo dei tributi

In particolare, il personale era costretto a consultare manualmente numerose pratiche nel portuale SUAPE alla ricerca di quelle interessate, come avvii, variazioni o cessazioni di attività. Questo processo ovviamente rallentava l’intero sistema e rendeva difficoltosa la raccolta tempestiva delle entrate tributarie.

La soluzione: personalizzazione del sistema

Per risolvere il problema, abbiamo implementato una personalizzazione dedicata esclusivamente agli operatori del settore tributi del comune. 

Questa implementazione consente di: 

  1. Filtrare le pratiche SUAPE: 
    -Il sistema mostra solo le pratiche rilevanti per il settore tributi, ovvero quelle relative all’avvio, variazione e cessazione di attività 
    -Gli utenti possono affinare ulteriormente la ricerca tramite filtri personalizzabili (nome, codice fiscale, partita IVA, arco temporale, ecc)
  2. Estrarre automaticamente i dati rilevanti:
    I moduli delle pratiche vengono analizzati per individuare informazioni utili, come la superficie commerciale, fondamentale per il calcolo della TARI.

Grazie a questa implementazione, gli operatori dell’ufficio tributi accedono rapidamente alla documentazione necessaria, accelerando le richieste di pagamento da parte delle attività commerciali e migliorando la gestione della liquidità.

Altri vantaggi introdotti

Controllo retroattivo:  il sistema consente di verificare e calcolare pratiche degli anni precedenti, effettuando un controllo approfondito per individuare eventuali tributi pendenti.

Notifiche automatiche: un sistema di allerta informa esclusivamente gli operatori abilitati dell’arrivo di nuove pratiche rilevanti, garantendo che nessuna documentazione venga trascurata. 

Grazie a questo sistema, i tecnici avranno sempre a portata di mano tutta la documentazione necessaria al calcolo dei tributi, velocizzando le operazioni di richiesta, il pagamento dei tributi da parte delle attività e aumentando di conseguenza la liquidità delle casse comunali. 

I benefici per la  Pubblica Amministrazione e i cittadini

Questa personalizzazione con il Geoportale UrbisMap ha permesso di semplificare i processi, migliorare la digitalizzazione e rendere più snello il lavoro amministrativo. Il risultato è un servizio più veloce e preciso, che non solo riduce i tempi di attesa per i cittadini ma migliora anche la percezione dell’efficienza burocratica, contribuendo a una qualità della vita migliore per l’intera comunità.

Il caso studio appena presentato dimostra come l’innovazione digitale e la personalizzazione dei servizi possano fare la differenza nella gestione quotidiana della Pubblica Amministrazione. 

Vuoi avere più informazioni sul servizio tributi di UrbisMap e sulle personalizzazioni disponibili per il tuo comune? Contattaci subito tramite il form sottostante!

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Servizio Tributi UrbisMap: la soluzione per la gestione semplificata della fiscalità locale

Il servizio tributi è un’unità fondamentale all’interno di un comune, nonché una delle più importanti. Questo servizio gioca un ruolo chiave nella gestione delle finanze pubbliche a livello locale, contribuendo al bilancio del comune e alla fornitura di servizi ai cittadini.

Viene da sé quindi l’importanza, ma anche l’urgenza, di creare dei sistemi digitalizzati che facilitino la gestione delle entrate tributarie, velocizzando inoltre la fase di controllo.

Il servizio Tributi di UrbisMap si impegna proprio in questo senso e nasce per supportare le amministrazioni locali nella gestione efficace e semplificata delle informazioni e dei dati relativi alla fiscalità territoriale. Questo modulo si inserisce nella gamma di strumenti di UrbisMap, pensata per facilitare le attività delle Pubbliche Amministrazioni in diversi ambiti della gestione urbana e territoriale.

Attualmente per il settore tributi, il Geoportale offre le attività di individuazione e calcolo, anche storico, delle aree edificabili o produttive e del loro valore, ottimizzando il processo di richiesta delle imposte.

Inoltre è attiva la possibilità far interoperare il modulo SUAPE con il settore tributi, personalizzando, appunto, il sistema che su UrbisMap attiva l’interoperabilità dello sportello SUAPE.

La personalizzazione, visibile solo agli operatori dell’ufficio tributi autorizzati, si basa sulla visualizzazione delle sole pratiche SUAPE di avvio, variazione e cessazione attività. Il filtro può essere ulteriormente personalizzato dall’utente tramite la maschera di ricerca (per nome, cognome, partita iva, codice fiscale, ecc) estrae automaticamente dai moduli della pratica le voci rilevanti per il calcolo dei tributi da parte dell’operatore, come la superficie commerciale sulla quale verrà poi calcolata la TARI.

Personalizza il tuo servizio tributi

Il servizio tributi di UrbisMap è pensato per essere adattato alle richieste delle amministrazioni, quindi, in base alle esigenze di ogni ente, è possibile personalizzare il servizio con:

Integrazione delle Banche Dati

Il servizio Tributi di UrbisMap permette di integrare e incrociare diverse banche dati comunali, come catasto, anagrafe, e documenti di pagamento, per ottenere una visione chiara e centralizzata del profilo contributivo dei cittadini.

Questa integrazione permette un’analisi più precisa e consente di identificare eventuali incongruenze, errori o mancate corrispondenze, riducendo le discrepanze tra dati fiscali e realtà territoriale.

Monitoraggio e visualizzazione su mappa dei pagamenti

UrbisMap offre la possibilità di monitorare e visualizzare su mappa lo stato dei pagamenti dei tributi locali, come IMU, TARI, TASI e altri tributi immobiliari e patrimoniali.

Grazie a strumenti di analisi avanzata, il servizio consente di verificare lo stato dei pagamenti, georeferenziati su mappa, facilitando il lavoro di controllo e di verifica rispetto alle scadenze tributarie e prevenendo situazioni di evasione.

Georeferenziazione e visualizzazione

Uno degli aspetti più innovativi del servizio è la possibilità di visualizzare geograficamente i dati tributari. Attraverso la mappatura e la georeferenziazione dei beni e degli immobili, l’amministrazione può visualizzare le informazioni in modo intuitivo e immediato.

Questa rappresentazione su mappa consente di individuare, ad esempio, aree di interesse o zone con una distribuzione particolare di contribuenti, facilitando analisi e piani d’azione.

Automazione dei processi amministrativi

Grazie alle sue funzionalità, UrbisMap permette di automatizzare alcune fasi del processo amministrativo, come la notifica delle scadenze e la generazione di report periodici sui pagamenti.

Questa automazione consente di risparmiare tempo e risorse, permettendo al personale di semplificare la gestione e il monitoraggio dei tributi.

Accessibilità e sicurezza dei dati

Il servizio è accessibile da diverse piattaforme, garantendo al personale autorizzato di accedere in qualsiasi momento alle informazioni. Inoltre, è progettato con elevati standard di sicurezza per garantire la protezione dei dati sensibili.

L’accesso ai dati è regolato da controlli di autenticazione e autorizzazione, così da assicurare che solo il personale autorizzato possa visualizzare o modificare le informazioni tributarie.

Personalizzazione e reportistica

UrbisMap permette di personalizzare i report in base alle esigenze specifiche dell’amministrazione, offrendo una reportistica dettagliata e flessibile per ogni tipo di tributo.

I report possono includere informazioni utili per la pianificazione finanziaria e per le analisi economiche, supportando le decisioni dell’amministrazione con dati affidabili.

In sintesi

Il servizio tributi di UrbisMap è un alleato strategico per le Pubbliche Amministrazioni nella gestione della fiscalità locale, che consente di ottimizzare i processi di riscossione, ridurre l’evasione e migliorare la trasparenza delle informazioni. Con l’aiuto della georeferenziazione e delle funzionalità di automazione, questo strumento può realmente semplificare la gestione del territorio e fornire un importante supporto alla pianificazione urbana e fiscale.

Vuoi avere più informazioni sul servizio tributi di UrbisMap? Contattaci subito tramite il form sottostante!

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Piani Paesaggistici Regione Sicilia: pubblicati sul Geoportale UrbisMap

In Sicilia si è conclusa di recente l’elaborazione dei Piani Paesaggistici d’Ambito che interessano tutto il territorio regionale, come previsto dalle “Linee Guida del PTPR”.

I Piani Paesaggistici della Sicilia sono strumenti fondamentali di pianificazione territoriale volti a tutelare, valorizzare e gestire il patrimonio paesaggistico e ambientale della regione. Si tratta di documenti tecnici e normativi che stabiliscono i vincoli, le regole e le linee guida per l’uso del territorio, tenendo conto della sua ricchezza paesaggistica e culturale. 

Cos’è il Piano Paesaggistico?

Il Piano Paesaggistico è uno strumento che permette di individuare e tutelare i beni paesaggistici. I Contenuti del Piano sono individuati dall’articolo 143 del Dlgs 42/2004.

Un Piano Paesaggistico è un documento elaborato dalle autorità competenti (Regioni o Soprintendenze), finalizzato alla conservazione e alla valorizzazione del paesaggio, inteso come bene comune.

In Italia, questi piani sono stati introdotti dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004), che recepisce la Convenzione Europea del Paesaggio del 2000. 

Il piano stabilisce norme per la gestione del territorio, con l’obiettivo di bilanciare sviluppo economico e salvaguardia dell’ambiente, proteggendo aree di particolare valore naturale, storico o culturale. È uno strumento vincolante, e qualsiasi intervento urbanistico o edilizio deve conformarsi alle sue disposizioni.

Il Piano Paesaggistico Regionale della Sicilia

Il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) della Sicilia è una declinazione locale delle normative nazionali sulla tutela del paesaggio. La Sicilia ha un patrimonio naturale e culturale di straordinaria importanza, motivo per cui la pianificazione paesaggistica nella regione assume un ruolo cruciale per preservare il suo ecosistema e le sue bellezze uniche. 

A differenza di altre regioni italiane, la Sicilia ha proceduto con l’elaborazione di Piani Paesaggistici Provinciali, che vengono poi adottati per ciascuna delle nove province siciliane. Questi piani, pur conformandosi al quadro generale del Piano Paesaggistico Regionale, si focalizzano sulle specificità locali di ciascun territorio.

Struttura e contenuto

I Piani Paesaggistici della Sicilia contengono una serie di elementi chiave, tra cui:

  • Catalogazione dei beni paesaggistici: contiene le aree da proteggere e tutelare, che possono includere coste, colline, montagne, parchi naturali, riserve, monumenti storici e aree archeologiche
  • Vincoli paesaggistici: definisce le restrizioni sull’uso del suolo, specificando le attività consentite o vietate e i criteri da rispettare per i nuovi interventi
  • Linee guida per l’uso sostenibile del territorio: fornisce indicazioni su come sviluppare l’urbanizzazione, l’agricoltura, il turismo e altre attività economiche senza danneggiare l’ambiente
  • Analisi storica e culturale: include una valutazione dell’evoluzione del paesaggio e del suo valore storico e artistico.

Zone di protezione e vincoli

Il territorio siciliano è suddiviso in aree con livelli di protezione differenti:

Aree ad alta tutela: come parchi naturali, riserve, zone costiere e aree archeologiche.

Aree di tutela media: permette interventi con meno limitazioni ma che devono sempre rispettare criteri di sostenibilità e compatibilità ambientale

Aree di tutela paesaggistica ordinaria: vengono monitorati gli interventi urbanistici e edilizi per assicurarsi che non pregiudichino il paesaggio circostante.

Elaborazione dei Piani in Sicilia: una lunga storia

La stesura dei Piani Paesaggistici in Sicilia è stata un processo lungo e complesso, segnato da numerosi step burocratici e da un continuo dialogo tra enti locali, la Soprintendenza per i Beni Culturali e il Ministero. 

Dopo anni di dibattiti e modifiche, molti Piani Paesaggistici Provinciali sono stati adottati o sono in fase di completamento.

Perché i Piani Paesaggistici sono importanti per la Sicilia?

I Piani Paesaggistici sono fondamentali per una regione come la Sicilia, che possiede un patrimonio naturale, storico e culturale eccezionale. Essi infatti permettono e agevolano:

  • Tutela del paesaggio: prevenendo la cementificazione incontrollata e proteggendo le risorse ambientali, come coste, boschi e aree agricole
  • Valorizzazione del turismo sostenibile: favorendo un turismo responsabile e rispettoso del territorio, elemento chiave dell’economia siciliana
  • Protezione del patrimonio culturale: garantendo che i siti di interesse archeologico e storico siano preservati per le generazioni future
  • Prevenzione dei rischi ambientali: attraverso la pianificazione delle aree a rischio idrogeologico o di erosione costiera.

Una volta approvati, i piani sono vincolanti e devono essere integrati nella pianificazione urbanistica. Ogni piano è infatti accompagnato da norme di attuazione che regolano gli interventi sul territorio.

Nonostante i progressi compiuti, la gestione del paesaggio in Sicilia continua ad affrontare sfide significative. La pressione dell’urbanizzazione, il rischio di abusi edilizi e la necessità di armonizzare lo sviluppo economico con la protezione ambientale richiedono un costante aggiornamento e miglioramento dei piani esistenti.

Dove consultare i Piani Paesaggistici della Sicilia

Grazie a UrbisMap i Piani Paesaggistici della Sicilia sono ora disponibili e facilmente consultabili, GRATUITAMENTE, sul Geoportale.

Ecco l’elenco dei Piani pubblicati:

  • Piano Paesaggistico Ambiti 14,17 ricadenti nella provincia di Siracusa
  • Piano Paesaggistico Ambiti 15,16 e 17 ricadenti nella Provincia di Ragusa
  • Piano Paesaggistico Ambiti 2,3,5,6,10,11,15 ricadenti nella Provincia di Agrigento
  • Piano Paesaggistico Ambiti 2,3 ricadenti nella Provincia di Trapani (adottato)
  • Piano Paesaggistico Ambiti 6,7,10,11,12,15 ricadenti nella Provincia di Caltanisetta
  • Piano Paesaggistico Ambiti 8,11,12,13,14,16,17 ricadenti nella Provincia di Catania (Adottato)
  • Piano Paesaggistico Ambito 9 ricadente nella Provincia di Messina (Adottato)
  • Piano Paesaggistico Isole Pelagie (Adottato)

Tra gli altri strumenti urbanistici della Sicilia disponibili sul Geoportale UrbisMap troviamo invece:

-Il Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico

– Il Piano Territoriale Paesistico Ambito 1-Area dei rilievi del trapanese

Sul nostro webgis è possibile visualizzare le mappe paesaggistiche con i vari livelli di vincolo e protezione del territorio, ricercare specifiche aree geografiche (comuni, province o aree protette) e accedere alle informazioni dettagliate sulle norme di tutela e le prescrizioni per lo sviluppo del territorio.

Questo consente una consultazione agevole e veloce, riducendo i tempi di ricerca e migliorando la trasparenza delle normative. 

Cercare i Piani Paesaggistici della Sicilia su UrbisMap è semplice e veloce, ecco come fare:

  1. Vai su www.urbismap.com e accedi al tuo Account UrbisMap. Non ne hai ancora uno? Scegli la formula adatta a te, tra UrbisMap Free, UrbisMap Premium e UrbisMap Premium PA e registrati subito!
  2. Effettuato l’accesso, vai nella tab layers, la terza, e nella sezione “seleziona il pano da applicare alla mappa” cerca “Sicilia”
  3. Seleziona il piano che ti interessa consultare e cliccaci sopra. Il piano verrà visualizzato sulla mappa.
  4. Nella tab dati, la seconda, puoi ora consultare tutte le informazioni, dati, norme e vincoli che ricadono sul punto da te selezionato.

UrbisMap permette una navigazione intuitiva, garantendo a tecnici, cittadini e amministratori di accedere in pochi clic a informazioni cruciali per la gestione del territorio.

Ricerca ora i Piani Paesaggistici su UrbisMap, buona consultazione!

Vuoi avere accesso a più strumenti? Effettua l’upgrade a UrbisMap Premium!

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UrbisMap per l’Assemblea annuale ANCI 2024: ci vediamo a Torino!

Manca poco più di 1 mese all’Assemblea Annuale ANCI 2024. Si tratta della 41° edizione, che quest’anno sarà ospitata a Torino dal 20 al 22 novembre presso il Centro Congressi Lingotto. 

Il Tema

Il tema dell’Assemblea Annuale ANCI 2024 è “Facciamo l’Italia, giorno dopo giorno”, un richiamo all’importante ruolo quotidiano dei Comuni nella gestione delle sfide del Paese.

Durante i tre giorni di Assemblea, amministratori locali, rappresentanti governativi, esperti e aziende si confronteranno su temi centrali come le politiche urbane, la sostenibilità, il welfare, l’innovazione tecnologica e i servizi pubblici.

Congresso Nazionale ANCI

Il 20 novembre, a dare il via alla 41° Assemblea Nazionale ANCI, sarà la XX Assemblea Congressuale, momento particolarmente rilevante dedicato all’elezione del nuovo Presidente dell’ANCI.

Cos’è l’ANCI?

L’ANCI è l’Associazione Nazionale Comuni Italiani: si tratta di un’associazione volontaria e senza scopo di lucro nata nel 1901, che si occupa di svolgere differenti funzioni, ma con un unico obiettivo: rappresentare e tutelare gli interessi dei Comuni di fronte a Parlamento, Governo, Regioni, organismi comunitari e ogni altra istituzione che eserciti funzioni pubbliche di interesse locale.

All’Associazione aderiscono oltre 7 mila comuni italiani che, nella loro globalità, rappresentano circa il 95% della popolazione.

Le funzioni svolte dall’ANCI sono differenti, tra cui:

  • rappresentare gli interessi di coloro che hanno aderito;
  • promuovere lo studio dei problemi che interessano i suoi associati;
  • verificare i possibili problemi che riguardano ogni materia inerente alla Pubblica Amministrazione;
  • intervenire in ogni sede istituzionale in cui si discutono gli interessi delle autonomie locali;
  • assistere gli associati;
  • promuovere l’educazione civica dei cittadini;
  • promuovere le relazioni internazionali dei suoi associati.

Tra le altre cose, come anticipato, l’ANCI organizza ogni anno eventi a carattere nazionale, primo fra tutti l’Assemblea nazionale dell’Associazione stessa che coinvolge sindaci, amministratori e rappresentanti del mondo istituzionale e imprenditoriale, per discutere dei principali temi d’interesse e di attualità legati ai Comuni da ogni punto di vista: amministrativo, finanziario, urbanistico, sociale, sostenibilità, etc.

Torino e ANCI 2024

Torino è stata selezionata come città ospitante dell’edizione ANCI 2024, dopo la conclusione della 40° Assemblea a Genova. La città si prepara a coinvolgere tutta la sua comunità con l’obiettivo di mettere in luce il suo patrimonio culturale, innovativo e sostenibile. L’evento prevede la partecipazione di sindaci e amministratori da tutta Italia, per questo motivo ANCI Piemonte ha lanciato l’iniziativa Casa Comune per offrire la massima ospitalità ai Comuni.

Casa Comune

Casa Comune è l’iniziativa di ANCI Piemonte, in collaborazione con la città di Torino, per ospitare i sindaci della 41° Assemblea Annuale ANCI. 

In cosa consiste? L’obiettivo è quello di alimentare la nascita di rapporti e relazioni tra enti locali con esperienze diverse, favorendo così il coinvolgimento dell’intero territorio piemontese. 

Nel pratico, l’iniziativa Casa Comune, prevede che i Comuni piemontesi si facciano carico dei Comuni ospiti nel periodo di tempo compreso tra il 22 e il 24 novembre, valorizzando il territorio e facilitando, dove necessario, il contatto con le strutture ricettive.

ANCIexpo

ANCIexpo è un luogo d’incontro privilegiato per favorire sinergie tra pubblico e privato e supportare l’innovazione nei Comuni italiani.

Si tratta di un’area espositiva collegata all’Assemblea ANCI, uno spazio dedicato al networking e allo scambio tra enti locali, aziende pubbliche e private. 

Durante l’Assemblea, ANCIexpo funziona quindi come spazio per la presentazione di soluzioni innovative, tecnologiche e servizi utili alla gestione e allo sviluppo dei Comuni italiani.

Qui le aziende partecipanti, tra cui quelle specializzate in tecnologie per la Pubblica Amministrazione, sostenibilità e servizi digitali, come UrbisMap, possono esporre le loro soluzioni e servizi, interagendo direttamente con sindaci e amministratori pubblici.

UrbisMap per ANCI 2024

UrbisMap è una delle aziende espositrici che parteciperà all’Assemblea ANCI 2024 per proporre i suoi servizi e le sue soluzioni dedicate alla Pubblica Amministrazione.

Sarà l’occasione perfetta per incontrarci di persona! Passa a trovarci presso il nostro stand n.193 del Padiglione 3: avremo modo di mostrarti come il nostro webgis può rendere più efficiente la gestione del territorio e migliorare la pianificazione urbana, a vantaggio delle Pubbliche Amministrazioni.

In particolare, grazie al webgis UrbisMap avrai:

-una gestione territoriale efficiente ed informata;

-accesso rapido a informazioni georeferenziate;

-una significativa semplificazione delle procedure;

-maggiore trasparenza delle informazioni, favorendo anche la partecipazione attiva dei cittadini;

-riduzione del rischio di errori nella gestione delle pratiche urbanistiche, assicurando che tutte le decisioni siano conformi alle normative vigenti;

-ottimizzazione dei processi di lavoro;

-risparmio di tempo e risorse associati alla gestione del territorio.

Questi vantaggi rendono UrbisMap una risorsa strategica per i Comuni che vogliono migliorare l’efficienza della gestione del territorio e aumentare la trasparenza nei confronti dei cittadini.

Richiedi il tuo appuntamento

Per ottimizzare al meglio il tuo tempo, ti invitiamo a fissare un appuntamento con noi! Potrai così garantirti un incontro personalizzato durante il quale ti mostreremo nel dettaglio i vantaggi unici che Urbismap offre a Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Province e Regioni, aiutando a risolvere le sfide quotidiane in maniera più semplice, veloce e sostenibile.

Compila il form sottostante per fissare il tuo appuntamento! Ci vediamo a Torino!

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Nuovo Bando Regione Lazio: concessione di contributi per la Pianificazione Urbanistica

La Regione Lazio ha recentemente pubblicato sul BURL n.75 del 17 settembre 2024, un nuovo bando finalizzato alla concessione di contributi per la redazione di strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica. 

Il bando, in attuazione della Legge Regionale n. 55/1976 e successive modifiche, è rivolto ai Comuni con una popolazione che non superi i 30.000 abitanti e prevede uno stanziamento complessivo di €6.000.000,00 per il periodo 2024-2026.

Obiettivi del Bando


Il contributo mira a supportare i Comuni nella predisposizione o aggiornamento di strumenti urbanistici fondamentali per la pianificazione del territorio. In particolare, è destinato alla redazione dei seguenti strumenti urbanistici:

  • redazione PRG
  • adeguamento PRG vigente
  • redazione PUCG ex art. 32 e seguenti della LR n. 38/1999
  • redazione piani di zona per l’edilizia economica e popolare
  • redazione piani particolareggiati per la ristrutturazione dei centri storici

NB: non saranno ammesse le richieste delle Amministrazioni comunali che hanno ancora in corso interventi di redazione degli strumenti urbanistici, già finanziati dalla Regione.

Per agevolare il processo, è disponibile, a questo link, il modulo di domanda da compilare su carta intestata del Comune.

Dettagli del contenuto

Come già accennato, è previsto uno stanziamento dell’importo di 6.000.000,00€ destinato ai Comuni al di sotto dei 30.000 abitanti. Il 50% delle risorse a disposizione sono destinate ai Comuni richiedenti che contano una popolazione pari o inferiore ai 5.000 abitanti. 

Il bando stabilisce che:

  • Il 100% delle spese sarà coperto per i Comuni con meno di 5.000 abitanti.
  • Il 70% delle spese sarà coperto per i Comuni tra 5.000 e 10.000 abitanti.
  • Il 60% delle spese sarà coperto per i Comuni tra 10.000 e 30.000 abitanti.

Come presentare la domanda di partecipazione al Bando: indirizzo, scadenze

I Comuni interessati dovranno inviare la domanda entro le ore 17:00 del 15 Ottobre 2024, esclusivamente via PEC, da trasmettere alla Direzione regionale Urbanistica e Politiche abitative, Pianificazione Territoriale, Politiche del Mare all’indirizzo: riqualificazioneurbana.progettispeciali@pec.regione.lazio.it

La richiesta dovrà essere corredata di delibera di Giunta comunale, che dovrà riportare:


-indicazione dello strumento urbanistico da redigere;

-il costo preventivato per la redazione dello strumento;

-l’importo del contributo richiesto e l’eventuale cofinanziamento obbligatoriamente a carico del Comune, necessaria a coprire gli oneri di redazione degli strumenti urbanistici proposti;

-l’eventuale cofinanziamento che il Comune intende comunque prevedere.

La richiesta di contributo dovrà essere inviata, entro e non oltre le ore 17:00 del 15 ottobre 2024,  dal legale rappresentante del Comune interessato e accompagnata dalla delibera con l’indicazione del numero dei residenti.

Pubblicazione Strumenti Urbanistici: il supporto del webgis UrbisMap

In un’ottica di accessibilità dei dati e di collaborazione con le amministrazioni comunali, UrbisMap offre la disponibilità per la pubblicazione, totalmente gratuita, dei Piani Urbanistici del tuo Comune! 

Basta inviare i dati in formato vettoriale all’indirizzo dati@urbismap.com e ci occuperemo di pubblicarli nel nostro Geoportale nel giro di pochi giorni! 

Cogliamo l’occasione per ricordarti che UrbisMap offre una vasta gamma di servizi dedicati alla Pubblica Amministrazione, tra i quali anche il servizio di digitalizzazione dell’archivio cartaceo dell’Ente con attività di schedatura, scansione, archiviazione digitale, georeferenziazione e creazione del fascicolo del fabbricato sul webgis.  

Scoprili tutti e cerca quello più adatto al tuo Comune! 

Per riassumere:

Questo bando rappresenta un’opportunità preziosa per i Comuni della Regione Lazio, permettendo loro di migliorare la gestione del territorio e di sviluppare strumenti di pianificazione urbanistica aggiornati e funzionali alle esigenze moderne. Non lasciarti sfuggire questa occasione per accedere ai contributi e migliorare l’urbanistica del tuo Comune!


Per ulteriori dettagli, visita il sito ufficiale della Regione Lazio o contattaci per supporto e chiarimenti!

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Agenda 2024: Conferenza ASITA, ANCI e UrbisMap Tour

Dopo giornate di sole, mare e relax, è tempo di rituffarsi nella quotidianità con energia ed entusiasmo. Le ferie estive sono state un’occasione preziosa per ricaricare le batterie, ma ora ci aspetta una stagione piena di novità e di eventi imperdibili.

A partire da ottobre avremo un calendario ricco di appuntamenti: dalla ripresa dell’UrbisMap Tour, all’Assemblea ANCI, fino ad arrivare alla Conferenza ASITA.

Ottobre 2024: UrbisMap Tour – Tappa in Campania

Nel mese di Ottobre riprenderemo il nostro UrbisMap Tour, con una tappa esclusiva in Campania.

Come sempre l’evento sarà totalmente gratuito e dedicato alla formazione dei partecipanti sull’utilizzo del webgis UrbisMap in tutte le sue versioni. 

Novembre 2024: Assemblea ANCI

Siamo entusiasti di annunciare la nostra partecipazione, per il secondo anno consecutivo, alla 41° Assemblea Annuale ANCI. 

L’evento riunisce amministrazioni locali, esperti e professionisti del settore per discutere delle sfide e delle opportunità per i Comuni italiani. 

UrbisMap sarà presente in qualità di espositore tech, con uno stand dedicato dove presenteremo le nostre soluzioni innovative per le amministrazioni locali, con dimostrazioni pratiche e la possibilità di incontri one-to-one con i nostri esperti.

Quest’anno l’Assemblea si terrà a Torino dal 20 al 22 Novembre, presso il Lingotto Fiere. Renderemo presto disponibile la possibilità di fissare un appuntamento per un incontro in presenza. 

Dicembre 2024: Conferenza ASITA

Siamo onorati di partecipare come partner ufficiale alla Conferenza ASITA 2024!

Sarà un’occasione imperdibile per condividere le nostre ultime innovazioni e per discutere delle tendenze future con professionisti e ricercatori del settore.

Chi è ASITA?

ASITA è la Federazione delle Associazioni Scientifiche per le Informazioni Territoriali e Ambientali.

La Conferenza è un’occasione di incontro tra ricercatori, operatori, docenti, professionisti, utilizzatori pubblici e privati, enti e imprese che operano nei settori di rilevamento, gestione e rappresentazione dei dati territoriali e ambientali.

“L’obiettivo scientifico è di favorire il confronto e l’approfondimento su temi specifici promuovendo una visione multidisciplinare e integrata del settore della Geomatica”.

ASITA è quindi il luogo dove enti pubblici, professionisti, aziende e tutti coloro che operano nei diversi campi della Geomatica possono confrontarsi per individuare delle “best practices” utili ad un efficace trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca in diversi ambiti applicativi, oggi più che mai necessario.

Temi di interesse:

  • Intelligenza Artificiale e Geomatica (GeoAI)
  • Nuovi sensori, piattaforme e prodotti del Telerilevamento
  • Sensori, piattaforme e algoritmi per l’elaborazione di dati fotogrammetrici
  • Posizionamento indoor e outdoor, navigazione e geodesia operativa
  • SDI e interoperabilità
  • Historical GIS: cartografia e toponomastica storica
  • Geo(big)data, GeoAnalytics, sistemi di supporto alle decisioni
  • Location-Based Services e Web Mapping
  • BIM e H-BIM (Historical/Building Information Modeling)
  • Geomatica e formazione curriculare e professionale
  • Programmi spaziali istituzionali e attività delle Agenzie Spaziali (ASI, ESA, DLR, CNES, ..): servizi, opportunità di ricerca ed esperienze

Ambiti applicativi:

-Beni culturali e paesaggio

-Foreste

-Agricoltura di precisione

-Coste e ambiente marino

-Strutture e infrastrutture

-Ambiente urbano

-Criosfera

-Emergenze e rischi naturali e antropici

-Pianificazione territoriale di città e sistemi di trasporto intelligenti e sostenibili

-Cartografia ufficiale e Pubblica Amministrazione

-Cartografia marittima, militare e tecnica.

L’edizione 2024 si svolgerà dal 9 al 13 Dicembre a Padova presso il Centro Culturale Altinate. Sarà un’ottima occasione per evidenziare il contributo che la Geomatica può fornire in diversi ambiti applicativi e di ricerca a soggetti pubblici e privati e mettere in comunicazione il mondo della ricerca con quello delle professioni.

Vi invitiamo a segnare queste date nei vostri calendari e a unirvi a noi per scoprire le ultime tendenze, tecnologie e opportunità nel nostro settore. Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti e dettagli su ciascun evento.
Non vediamo l’ora di incontrarvi!

NB: Vi ricordiamo che, ancora per pochi giorni, nel nostro shop troverete tutti i Pacchetti UrbisMap Premium scontati del 25%, approfittatene subito!


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Nuovo PUC di Napoli: “Per una città giusta, sostenibile e attrattiva”

È stato approvato il nuovo PUC di Napoli: il Comune ha recentemente approvato all’unanimità la delibera di proposta al Consiglio per l’accettazione del documento “Per una città giusta, sostenibile e attrattiva”.

Il documento è stato accolto dal Consiglio comunale con deliberazione n. 20 nella seduta del 19 giugno e precedentemente approvato in Giunta e proposto al Consiglio con deliberazione n. 93 del 21 marzo scorso.

Questo documento fornisce le linee guida per la redazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) e introduce modifiche specifiche alla vigente disciplina urbanistica. 

Sono diversi i punti significativi del nuovo Piano, a partire dal tema della sostenibilità, che implica un uso differente delle risorse fossili e del suolo.

Alla città dovrà essere inoltre garantita una mobilità diversa con un aumento del trasporto pubblico e quindi più sicurezza.

Centrale anche il tema delle Comunità Energetiche solidali, della valorizzazione del verde pubblico, della balneabilità e della valorizzazione di un turismo sostenibile.

Il documento strategico sottolinea l’importanza di una pianificazione urbanistica che risponda a diverse priorità attuali, come la transizione ecologica, l’emergenza abitativa e l’innovazione nelle relazioni pubblico-privato.

L’obiettivo è quello di creare una città che sia più equa e sostenibile, integrando politiche e programmi diversi per affrontare i cambiamenti socio-economici e ambientali.

Ecco un riassunto delle principali novità e degli obiettivi strategici di questa iniziativa.

Modifiche alla Disciplina Urbanistica

Il nuovo PUC prevede una serie di varianti normative che mirano a risolvere le incongruenze regolative emerse con il tempo, migliorando l’efficacia operativa del piano in risposta alle attuali esigenze di trasformazione urbana.

Questa varianti sono essenziali per:

  • Allineare le norme tecniche delle attrezzature pubbliche (standard e zone F) tra la variante occidentale e la variante generale;
  • Migliorare l’attuazione del piano per grandi interventi di edilizia residenziale pubblica;
  • Ridistribuire le quote residenziali della zona rossa e promuovere l’housing sociale nei nuovi ambiti di trasformazione;
  • Individuazione degli ambiti non soggetti a pianificazione unitaria o per i quali si prevede un miglioramento delle possibilità operative delle condizioni di attuazione;
  • Revisione della disciplina di ambiti di particolare rilevanza al fine di evidenziare chiaramente la possibilità di attuazione e aggiornare le previsioni specifiche.

Reti Ecologiche

Un aspetto innovativo del nuovo PUC di Napoli è la valorizzazione delle reti ecologiche tra il centro urbano e le aree rurali circostanti. Questo approccio mira a migliorare la qualità dell’aria, ridurre le isole di calore e promuovere una produzione alimentare di qualità a stretto contatto con i consumatori. La creazione di una rete coerente di aree verdi contribuirà anche alla riqualificazione ecologica della città​.

Sostegno all’Economia Civile e alle Reti di Solidarietà

Il nuovo piano riconosce e supporta le reti di attivismo, solidarietà ed economia civile che si sono sviluppate a Napoli negli ultimi anni. Queste reti sono cruciali per il ripensamento dello spazio pubblico e per rispondere a nuove esigenze sociali non coperte dai servizi convenzionali​.

Obiettivi Strategici del nuovo PUC di Napoli

Il PUC identifica cinque obiettivi strategici principali:

  1. Transizione Ecologica: Attrezzare la città per contrastare il cambiamento climatico e convivere con i rischi ambientali.
  2. Reti e flussi: costruzione di una rete infrastrutturale multimodale e fortemente interconnessa, capace di contribuire al miglioramento dell’abitabilità della città e della sua capacità di generare e attrarre investimenti e competenze in settori di qualità e green della produzione agricola e manifatturiera, di un terziario e di un quaternario innovativi e creativi.
  3. Politiche abitative: Promuovere una nuova forma di giustizia ambientale e sociale attraverso la riqualificazione delle aree urbane, rurali e edifici abbandonati. Riabitare quindi la città pubblica per produrre qualità urbana e coesione sociale.
  4. Pratrimonizzare la città storica: L’obiettivo strategico fa riferimento alla capacità della città storica di sviluppare azioni mirate a patrimonializzare il palinsesto materiale e immateriale esistente.
  5. Valorizzare la città della creatività, dello sport e dei turismi: Questo obiettivo fa riferimento alla creatività, all’innovazione tecnologica e digitale, allo sport e ai ‘turismi’ come asset che connotano l’identità e l’immagine di Napoli fra tradizione e contemporaneità, in un ampio contesto nazionale e internazionale.

Questi obiettivi si inseriscono in un contesto di profondo cambiamento dell’azione pubblica, influenzato da iniziative come il Next Generation EU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che offrono risorse significative per sostenere la transizione ecologica e sociale.

Impatti attesi

L’implementazione di queste linee guida e strategie dovrebbe portare a:

  • Una maggiore qualità della vita per i cittadini;
  • Un ambiente urbano più sano e sostenibile;
  • Una crescita economica equilibrata e inclusiva;
  • Una maggiore competitività e attrattività della città a livello nazionale e internazionale.

In sintesi, la delibera approvata rappresenta un passo fondamentale verso la creazione di un nuovo Piano Urbanistico Comunale per Napoli, che si propone di rispondere alle sfide attuali con una visione integrata e strategica, per andare verso un futuro più inclusivo ed ecologicamente responsabile. Le modifiche normative introdotte e gli obiettivi strategici delineati nel PUC mirano a migliorare la qualità della vita dei cittadini, promuovendo una crescita urbana sostenibile e partecipata.

Piccole Anticipazioni

Napoli, e più in generale la regione Campania, sarà protagonista anche di altre novità: a Ottobre infatti riprenderemo con l’UrbisMap Tour e la prossima tappa sarà proprio la Campania!

Di cosa si tratta? Sono delle giornate di formazione, totalmente GRATUITE, dedicate a liberi professionisti e Pubblica Amministrazione, durante le quali viene esposto ai partecipanti il funzionamento del webgis UrbisMap in tutte le sue versioni!

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UrbisMap: caricati più di 100 nuovi dati urbanistici sul Geoportale!

Il nuovo anno è iniziato da pochi mesi e in un batter d’occhio siamo già arrivati a Marzo!

Il tempo è volato, ma le novità sono già tante: è stato fatto un grande lavoro di aggiornamento dati urbanistici sul Geoportale, abbiamo ripreso il nostro amato UrbisMap Tour con le prime tappe in Sardegna e la previsione di nuove date oltre Isola nei prossimi mesi e abbiamo attivato la prima convenzione con l’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Cagliari.

Tra la fine del 2023 e i primi mesi di questo 2024 sono stati caricati sul nostro webgis più di 100 nuovi dati, aggiornati a livello nazionale. 

Molti dei piani urbanistici, soprattutto PUC e PRG, pubblicati negli ultimi mesi, riguardano la Sardegna (per esempio con Triei, Terralba, Carloforte…), la Campania (Procida, Bosco Reale, Caserta…), la Liguria (Ceriale, Beverino, Alta Val Tidone…) la Sicilia (Messina, Agrigento, Modica..) e il Lazio (Alatri, Orte…).

Delle significative implementazioni a livello nazionale legate ai layers sono state sicuramente:

  • Mappa nazionale del dissesto idrogeologico ISPRA, che fornisce il quadro di riferimento sulla pericolosità per frane e alluvioni di tutto il territorio nazionale e gli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, imprese, beni culturali e immobili.
  • Mappa delle cabine primarie, fondamentale per individuare le cabine di alta tensione alle quali aziende e privati che vogliono dar vita ad una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) potranno allacciarsi. 
  • Carta Geologica, che offre un quadro generale delle informazioni geologiche di una determinata area, molto utile in fase di programmazione territoriale, soprattutto per la prevenzione e riduzione del dissesto idrogeologico.
  • Carta della Natura, utilizzata per le valutazioni ambientali, individuazione delle reti ecologiche, pianificazione e analisi degli scenari di un territorio.

Tra i dati urbanistici pubblicati recentemente ricordiamo anche:

-Il Piano di Classificazione Acustica di Triei, Esterzili, Tula e Ceriale

-La variante del PAI di Olbia (2023)

-La variante del reticolo idrografico e fasce di strahler di Sant’Antioco

-La variante al PAI (piena) di Sant’Antioco

A livello regionale, sono stati implementati numerosi e importanti strumenti urbanistici della Calabria, nello specifico il PAI (piena, frana e erosione costiera) e la vincolistica che ricade sui territori della regione.

Sono stati caricati inoltre gli usi civici di ben due comuni: Pattada e Cabras (Sardegna).

Come ti avevamo già raccontato in questo precedente articolo, gli usi civici possono risultare spesso complessi, soprattutto la loro esatta collocazione rispetto al territorio.

Negli ultimi anni, soprattutto in Sardegna, i terreni ad uso civico sono stati al centro di numerosi dibattiti e di riforme legislative, mirate a garantire una migliore e maggiore gestione di tali risorse.

Avere a disposizione una loro mappatura è dunque un bene preziosissimo che semplifica non pochi processi urbanistici.

Cogliamo anche l’occasione per ricordarti che, fra i tanti servizi dedicati alla Pubblica Amministrazione, UrbisMap offre, per i Comuni che lo richiedono, il servizio di ricerca e mappatura dei terreni ad uso civico.

Lavori per una Pubblica Amministrazione e vuoi ricevere maggiori informazioni sul nostro servizio legato agli usi civici? Contattaci tramite e-mail: info@urbismap.com

Come consultare i nuovi dati urbanistici pubblicati sul Geoportale

dati urbanistici, mappa dissesto idrogeologico

Tutte le novità appena descritte sono disponibili con la versione Freemium di UrbisMap. Per cui, per visualizzarle e consultarle, ricordati di accedere al tuo account UrbisMap.

Non ne hai ancora uno? Registrarsi è gratuito e semplicissimo, basterà solo un indirizzo e-mail, cosa aspetti?

Dopo aver effettuato l’accesso troverai tutti gli aggiornamenti tra la seconda e la terza tab, ovvero la tab dati e la tab layers.

Qui potrai effettuare la tua ricerca tramite l’apposita barra, filtrando per territorio regionale (ad esempio inserendo la parola chiave “Sardegna” o “Liguria”) oppure inserendo direttamente il nome del piano specifico (ad esempio “carta geologica”). Cliccando su uno dei risultati ottenuti con la ricerca il piano verrà visualizzato sulla mappa

In alternativa, puoi ricercare i dati interrogando direttamente la mappa, cliccando sul punto geografico di tuo interesse e visualizzare nell’area di dialogo a destra, e all’interno della tab dati, le informazioni urbanistiche riguardanti quel punto.

L’obiettivo principale di queste pubblicazioni è quello di implementare sempre più dati per offrire un sistema unico e completo a cittadini, tecnici, liberi professionisti ed enti pubblici, su cui consultare piani urbanistici, normative e vincoli di tutto il territorio nazionale. 

Vuoi avere accesso a più strumenti? Passa a UrbisMap Premium!

Con l’abbonamento a Premium, disponibile nella versione da 12 o 24 mesi, tecnici e liberi professionisti che operano nel settore dell’edilizia, dell’urbanistica, delle energie rinnovabili e dell’immobiliare, hanno accesso a strumenti avanzati e dedicati pensati per semplificare tantissimi processi legati alla loro professione.

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Se invece vuoi ricevere informazioni più specifiche riguardo i nuovi dati pubblicati sul Geoportale, scrivici utilizzando il form sottostante!

Digitalizzazione della PA: archivi comunali digitali

Gli Enti pubblici risentono ancora della gestione cartacea della documentazione tecnica e amministrativa conservata negli archivi, che occupano molto spazio fisico e non sempre vengono conservati in strutture idonee.

Il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione è quindi una priorità a livello nazionale, nonché una delle missioni principali del PNRR.

Nel 2020, con il Superbonus 110%, si è verificato un boom di richieste di accesso agli atti pervenute presso gli uffici tecnici comunali, molti dei quali impreparati a gestire l’enorme mole di lavoro. Questo ha fatto emergere la difficoltà nel ricercare le pratiche e nel rispettare le tempistiche per la consegna degli atti al cittadino. 

Gli archivi delle pratiche edilizie storiche cartacee, costituiscono infatti, un grosso ostacolo nella gestione quotidiana dell’ufficio tecnico comunale, che risulta essere molto oneroso sia in termini procedimentali, di accessibilità, di archiviazione, conservazione e sicurezza, oltre a comportare tempi di consultazione elevati, rischi di smarrimento e degredabilità della materia.

La digitalizzazione delle pratiche edilizie diventa dunque fondamentale, prioritaria e uno tra i primi interventi ai quali dedicarsi per l’efficientamento dei servizi comunali, contribuendo al processo di transizione digitale dettato dalle misura e dalle mission del PNRR.

Il lungo processo di digitalizzazione

Approfondiamo insieme il complicato processo di digitalizzazione di un archivio comunale, tutte le fasi preliminari e il ruolo fondamentale dell’archivista.

Partiamo col dire che i Comuni hanno l’obbligo di conservare, ordinare e inventariare i propri archivi, suddividendoli in: archivio corrente, archivio di deposito e archivio storico, assegnando ad ogni pratica una posizione nell’archivio fisico.

Questo ovviamente implica delle spese economiche e di personale dedicato, non sempre disponibile.

La digitalizzazione dei documenti dell’archivio deve anche essere un processo ben strutturato che consenta di riprodurre il più fedelmente possibile in digitale, tutte le informazioni che descrivono e contestualizzano ogni pratica.

Per poter procedere alla digitalizzazione è obbligatorio che l’archivio sia stato prima riordinato e schedato, ed è qui che entra in gioco il ruolo dell’archivista, fondamentale per tutto il processo di digitalizzazione della banca dati.

Il riordino dell’archivio

Il compito di riordinare l’archivio cartaceo spetta all’archivista ed è suddiviso in diversi step:

  • Il primo è quello del sopralluogo presso l’Ente, durante il quale l’archivista deve verificare lo stato dell’archivio;
  • Redazione del progetto, che dovrà essere presentato e approvato dalla Soprintendenza archivistica, e comprende: una fase di schedatura di tutti i documenti presenti in archivio e che permette di scoprire le pratiche di ogni faldone, di conoscere tutto ciò che è effettivamente contenuto all’interno dei documenti e di riordinarli per come sono stati prodotti a suo tempo; il riordino di tutta la documentazione; la fase di etichettatura, nella quale viene attribuito ad ogni faldone un numero identificativo, che verrà poi riportato anche nel file digitale dell’archivio;
  • Possiamo ora procedere con la fase effettiva di digitalizzazione, durante la quale le pratiche, già riordinate, vengono scansionate e metadatate;
  • Una volta terminata la scansione, tutta la documentazione dovrà essere restituita all’Ente di appartenenza, con preliminare autorizzazione da parte della Soprintendenza. 

Il processo di digitalizzazione dell’archivio implica l’impiego di importanti risorse economiche, di personale specializzato e di strumentazione. Gli Enti, però, non sempre dispongono di tutti i mezzi necessari,  per questo motivo possono decidere di affidare il servizio ad aziende esterne autorizzate, che si occuperanno, previa richiesta di autorizzazione, di riordinare, scansionare e archiviare digitalmente i loro archivi.

UrbisMap è una di queste aziende e, grazie a personale dedicato e altamente qualificato, aiuta la Pubblica Amministrazione nel processo di transizione digitale offrendo loro il servizio di scansione degli archivi comunali.

Il servizio di UrbisMap

UrbisMap, tra i tanti servizi studiati per la Pubblica Amministrazione, offre la possibilità di digitalizzare gli archivi comunali.

Vediamo, passo passo, com’è strutturato il servizio.

Prima di tutto, una volta ricevuta l’autorizzazione dalla Soprintendenza previa trasmissione del progetto complessivo di digitalizzazione del fondo archivistico, affinché l’archivio risulti schedato e riordinato, si trasferirà la documentazione presso la sede di UrbisMap. Queste fasi, in alternativa, possono essere realizzate anche presso la sede dell’Ente, per poi procedere in separata sede solo con la digitalizzazione.

Le pratiche verranno scansionate nel nostro ufficio dedicato, archiviate digitalmente in cloud certificati e metadatate, per poi essere restituite al Comune di appartenenza.

Ad ultimo, le pratiche, verranno georeferenziate sul nostro Geoportale, ovvero verrà creato in mappa il cosiddetto fascicolo del fabbricato, attribuendo ad ogni pratica edilizia specifiche coordinate geografiche. Questo consente di raggruppare tutte le pratiche edilizie pervenute nel corso degli anni per uno stesso fabbricato o terreno, a cui è possibile accedervi e scaricare in pochi clic tramite il Geoportale.

Quindi, perchè digitalizzare?

I vantaggi della digitalizzazione, come abbiamo visto, sono molteplici e tra i principali ricordiamo:

  • Facilità nel trovare e ricercare le pratiche edilizie tramite il software UrbisMap in cui sono state georeferenziate;
  • Preservare il deterioramento della carta e la sua conservazione, grazie alla disponibilità del digitale;
  • Archivio sempre ordinato e consultabile in qualsiasi momento e da qualsiasi device;
  • Miglioramento del trattamento di gestione della carta e abbassamento dei costi di mantenimento.

I fondi PNRR

Per incentivare la Pubblica Amministrazione a partecipare attivamente al processo di trasformazione digitale, il PNRR ha attivato diverse Misure e riservato fondi mirati al raggiungimento degli obiettivi di digitalizzazione. 

Infatti, come pubblicato recentemente sul sito di PA Digitale e in Gazzetta Ufficiale, seppur non sia stata indetta una misura specifica per la digitalizzazione delle banche dati cartacee pubbliche, gli Enti possono finalmente rimpegnare i residui derivanti dalle misure del PNRR per il proseguo e il raggiungimento della mission di transizione digitale.

Se quindi un comune ha ricevuto dei fondi destinati alla digitalizzazione ma non li ha spesi tutti, le eccedenze possono essere impiegate avviando ulteriori servizi mirati alla stessa finalità delle misure stesse del PNRR.

Un modo utile di sfruttare questi fondi è quindi quello di dedicarli alla scansione e digitalizzazione degli archivi: intervento che richiede tempo e investimenti economici, ma che ripaga immediatamente e quotidianamente il processo burocrativo della Pubblica Amministrazione.

Il tuo Comune ha richiesto o ricevuto i fondi PNRR per la transizione digitale? Richiedi maggiori informazioni sul nostro servizio scansioni!

PNRR: Dal 2019 ad oggi, facciamo il punto della situazione

Ormai lo sapete bene: il PNRR è un tema a noi molto caro!

Ve ne abbiamo parlato in tanti articoli del nostro blog e ad oggi, ci sembrava doveroso fare il punto della situazione per capire dove siamo arrivati, quali sono le misure in atto e le novità sul Piano.

Un piccolo passo indietro: lo scenario italiano pre pandemia e PNRR

La pandemia di Covid-19, come ben sappiamo, ha colpito l’economia italiana più di altri Paesi europei. Questo fattore è andato a incidere su un Paese già fragile dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Basti pensare che tra il 1999 e il 2019, il Pil in Italia è cresciuto del 7,9%, tra il 2005 e il 2019 il numero di persone sotto la soglia di povertà assoluta è salito dal 3,3% al 7,7%, fino a raggiungere il 9,4% nel 2020. 

L’Italia inoltre, risulta essere particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici e all’aumento delle ondate di calore e delle siccità.

Riportando le stime dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), nel 2017 ben il 12,6% della popolazione viveva in aree considerate e classificate ad elevata pericolosità di frana o a rischio alluvioni, dato già peggiorato rispetto al 2015. 

Insomma, lo scenario non era dei migliori già nel periodo pre pandemico e una delle cause è stata sicuramente l’incapacità di cogliere le molteplici opportunità legate alla rivoluzione digitale.

Evince dunque che l’Italia debba necessariamente modernizzare la sua Pubblica Amministrazione, rafforzare il suo sistema produttivo e agire maggiormente verso il contrasto alla povertà, all’esclusione sociale e alle disuguaglianze. 

La risposta alla pandemia

Abbiamo visto la situazione presente prima del 2019, ma qual è stata la risposta alla crisi pandemica?

L’Unione Europea ha risposto alla pandemia da covid-19 con il Next Generation EU (NGEU), un programma molto ambizioso che prevede investimenti e riforme mirate a favorire e accelerare la transizione ecologica e digitale, migliorare la formazione dei lavoratori, raggiungere una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.

Per l’Italia il NGEU è sicuramente una grandissima opportunità di riforme, investimenti, sviluppo e riscatto. Il nostro Paese, inoltre, è il primo beneficiario dei due principali strumenti del NGEU:

  • il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) che ha una durata di 6 anni, dal 2021 al 2026, e una dimensione di 672,5 miliardi di euro, di cui 312,5 milioni in sovvenzioni e 360 miliardi in prestiti a tassi agevolati;
  • il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU).

Il Dispositivo RRF ha richiesto agli Stati membri di presentare un pacchetto di investimenti e riforme che devono includere sei grandi aree di intervento:

  • transizione verde
  • trasformazione digitale
  • crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
  • coesione sociale e territoriale
  • salute e resilienza economica, sociale e istituzionale
  • politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani

Ed è qui che nasce il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Articolato in 6 Missioni e 16 Componenti, il PNRR ha come obiettivo l’ammodernamento del Paese, riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana e avviare il Paese ad una transizione ecologica e digitale.

Vediamo insieme quali sono le Missioni che lo compongono:

M1. “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”

M2.  “Rivoluzione verde e transizione ecologica”

M3. “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”

M4. “Istruzione e ricerca”

M5.  “Inclusione e coesione”

M6. “Salute”

La transizione ecologica, come indicato dall’Agenda 2030 dell’ONU, è alla base del nuovo modello di sviluppo italiano ed europeo e arriva direttamente dall’European Green Deal, che segna come obiettivo Europeo il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 e la riduzione delle emissioni serra del 55% entro il 2030.

Secondo le direttive del NGEU ben il 37% della spesa per investimenti e riforme dei PNRR deve sostenere gli obiettivi climatici, in modo tale da ridurre le emissioni inquinanti, prevenire e contrastare il dissesto del territorio, minimizzare l’impatto delle attività produttive sull’ambiente in modo da lasciare un’Italia più verde con un’economia più sostenibile alle generazioni future.  

Alla transizione digitale, invece, deve essere dedicato almeno il 20%

È previsto inoltre che, grazie al PNRR, nel 2026 il Pil sarà più alto del 3,6% rispetto ad uno scenario senza il Piano. 

Gli ultimi aggiornamenti

Possiamo affermare che molti obiettivi preposti dal 2020 ad oggi sono stati raggiunti, ma sono ancora tanti quelli da realizzare e la strada è ancora lunga.

Fra i “successi” ricordiamo per esempio l’attivazione della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) della Missione 1.3.1 del PNRR, che ha permesso lo scambio semplificato di informazioni tra Enti e Pubblica Amministrazione, favorendo l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle basi dati pubbliche. 

Recentemente è stata approvata una nuova proroga che riguarda proprio la Misura 1.3.1: tutti i Comuni finanziati hanno ancora circa 90 giorni a disposizione per scegliere le software house con cui avviare il processo di interoperabilità con la nuova PDND. Anche UrbisMap, da sempre sostenitore del processo di digitalizzazione della PA, ha sviluppato le proprie API. Il servizio, come spieghiamo in questo vecchio articolo, consiste nello sviluppo, pubblicazione e mantenimento degli e-service sulla PDND, che danno accesso ai dati presenti sul Geoportale.

Il nuovo PNRR

Ora il valore del Piano è pari a 194,4 miliardi di euro di cui 122,6 miliardi in prestiti e 71,8 miliardi in sovvenzioni e copre 66 riforme e 150 investimenti

A fine 2023 la Commissione Europea ha approvato il nuovo PNRR italiano, nel quale è stato incluso un nuovo capitolo dedicato all’iniziativa REPowerEU.

Per trovare i fondi necessari a attuare gli investimenti per questo capitolo, il Governo ha proposto di definanziare ben 9 investimenti dal PNRR da coprire con altre fonti di finanziamento come i fondi europei e nazionali delle politiche di coesione.

Sempre a fine 2023, il Governo ha richiesto a Bruxelles la quinta rata di finanziamenti, nella quale sono stati inseriti 52 obiettivi dal valore complessivo di 10,6 miliardi di euro.

Sono stati messi in conto importanti investimenti nei comparti dell’agricoltura per aumentare l’efficienza dei sistemi di irrigazione e per favorire la produzione di energia verde, nel settore dei trasporti pubblici con interventi come l’elettrificazione della linea ferroviaria del Mezzogiorno, nel settore culturale, sanitario, della Pubblica Amministrazione con interventi per la transizione digitale, e dell’Università, con l’assegnazione di borse di studio e il finanziamento di progetti di ricerca. Sono previsti significativi traguardi in tema di digitalizzazione, con particolare riferimento al Ministero della difesa, della giustizia, al Consiglio di Stato, all’Inps e all’Inail. 

Per quanto riguarda le riforme si può affermare che sono stati raggiunti importanti obiettivi, come la piena operatività del sistema nazionale di e-procurement per l’acquisizione di beni, servizi e informazioni per via telematica, riorganizzazione del sistema scolastico e l’entrata in vigore delle misure dedicate alla concorrenza e al quadro legislativo degli appalti pubblici.

Lultima relazione sullo stato di attuazione del PNRR della Corte dei Conti presenta i dati relativi al primo semestre 2023. Risultano conseguiti tutti i 28 obiettivi del periodo di tempo preso in analisi, portando al 34% il livello complessivo di attuazione del Piano. 

A Gennaio 2024 a Palazzo Chigi si è tenuta la Cabina di regia PNRR, con lo scopo di effettuare una verifica dello stato di attuazione del Piano ed è stata fatta una prima analisi sul conseguimento dei 39 traguardi della sesta rata, pari a 9,1 miliardi di euro, e i 74 traguardi della settima rata pari a 19,67 miliardi di euro.

Secondo il ministro degli affari europei e del PNRR Raffaele Fitto, però, alcuni interventi del PNRR da qui al 30 giugno 2026, non possono essere realizzati, come emerge dalla relazione semestrale della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del Piano, infatti,  oltre la metà delle misure è ancora in una fase iniziale dei progetti.

 A rallentare la realizzazione del Piano contribuisce sicuramente la precarietà del personale pubblico dedicato, al momento, inoltre, non è stata fornita una descrizione dettagliata degli interventi che si intendono realizzare con il Piano, ma solo una lista degli obiettivi generali del nuovo PNRR.

Alcuni progetti, come già anticipato, sono stati dunque modificati in quanto considerati irrealizzabili o non ammissibili e rischiavano di non essere attuati nei tempi prefissati. I finanziamenti per questi progetti verranno quindi presi da altri programmi europei e nazionali in quanto il PNRR ha invece, secondo la Meloni, tempi “molto più stringenti”.