Archivio per categoria: Libero-professionista

Il Gis a supporto della rigenerazione urbana

Negli ultimi anni si è diffuso sempre più il concetto di rigenerazione urbana, un nuovo modo di intendere e concepire le città al fine di renderle più smart, efficienti, abitabili e sostenibili.

La rigenerazione urbana è un vero e proprio processo che avviene attraverso un insieme di azioni volte al recupero e alla riqualificazione di uno spazio urbano, in cui si cerca di limitare il consumo di territorio a tutela della sostenibilità ambientale, migliorando la qualità della vita del cittadino, del decoro urbano e del tessuto sociale.

Qualche mese fa, in questo articolo, abbiamo parlato di tutte le opportunità offerte dal governo, in particolare degli investimenti previsti dal PNRR anche in ambito di rigenerazione urbana, dedicati alla costruzione e ristrutturazione di edifici pubblici, alla demolizione di quelli abusivi, alla promozione di attività culturali e sportive nelle aree riqualificate, ma anche alla sostenibilità e creazione delle aree verdi urbane.

Investimenti destinati non solo alle grandi aree metropolitane, ma accessibili anche a realtà comunali di piccole dimensioni. Accedervi non è semplice e la concorrenza è tanta. Senz’altro, pensiamo che gli Enti che già utilizzano strumenti e servizi digitali, che semplificano alcuni dei processi valutativi e progettuali, come i sistemi GIS, sia un passo avanti agli altri.

Quindi, come può il GIS, meglio ancora se in cloud, aiutare i Comuni nella progettazione ed esecuzione degli interventi di rigenerazione urbana?

Il digitale per la rigenerazione urbana

Gli Enti pubblici hanno il fondamentale ruolo di coordinare e gestire, oltre che progettare e pianificare, gli interventi di rigenerazione urbana. Per farlo hanno bisogno di strumenti digitali che semplificano tutte le sue fasi. Tra questi, troviamo sicuramente i sistemi GIS (Geographic information system), che come il buon wikipedia ci insegna, altro non sono che: sistemi informativi geografici che consentono l’acquisizione, registrazione, analisi, visualizzazione, restituzione, condivisione e presentazione di informazioni derivanti da dati geografici.

I sistemi GIS sono, quindi, in grado di fornire dati preziosi sia per chi governa città e territori, sia per chi progetta e costruisce negli stessi luoghi. Infatti, permettono di mappare quartieri, zone, aree e ottenere informazioni utili per organizzare infrastrutture, viabilità, centri abitati, migliorando il controllo del territorio e i flussi di lavoro per la gestione delle pratiche di pianificazione.

Tutto il mondo della progettazione, da diversi anni, è orientato verso una maggiore attenzione nei confronti della trasformazione del territorio, attraverso l’utilizzo di sistemi informatici come i sistemi GIS, o la loro integrazione con il sistema BIM (Building Information Modeling), il quale consente di migliorare tutta la gestione dei dati di progettazione e costruzione, ottimizzando i processi di pianificazione, realizzazione e gestione delle opere architettoniche.

In questo modo è possibile valorizzare il dato informativo come elemento centrale del processo di pianificazione, unendo tramite i sistemi GIS le informazioni relative ad un edificio o un’infrastruttura con gli aspetti che caratterizzano il territorio dove è collocato.

Il sistema GIS di Urbismap

La digitalizzazione va a favore della rigenerazione urbana e Urbismap, in qualità di sistema GIS, fa parte di questo processo di trasformazione e innovazione. Come raccontato pù volte, infatti, Urbismap nasce come Sistema Informativo Territoriale in cloud che aiuta le Pubbliche Amministrazioni, i Tecnici e i privati Cittadini a consultare, velocemente e in ogni momento, piani urbanistici, dati catastali, vincoli e normative di tutto il territorio nazionale.

Trasformato e arricchito di nuovi strumenti negli anni, Urbismap resta comunque lo strumento GIS che facilita, velocizza e migliora il controllo e la pianificazione del territorio in termini urbanistici, normativi, edilizi, ambientali e di gestione delle risorse pubbliche.

Ripensare un intero quartiere o un’infrastruttura sono operazioni complesse, per cui l’utilizzo di un Geoportale come Urbismap può supportare, concretamente, gli attori coinvolti nelle scelte di sviluppo, di progettazione, di realizzazione e di gestione. Infatti, per sua natura, permette la pubblicazione e consultazione di una mole importante di dati, associati alle informazioni geografiche del territorio d’interesse progettuale.

Inoltre, essendo in cloud e accessibile a tutti, anche al tecnico e al cittadino, facilita la collaborazione tra Pubblica Amministrazione e progettisti, integrandosi perfettamente con i sistemi di progettazione e ottenendo così un’attività di pianificazione condivisa tra chi progetta le opere, chi le realizza e chi, poi, le gestisce. In questo senso, il fulcro di tutto il sistema, è la condivisione e l’accessibilità del dato.

Il PNRR ha dettato le linee progettuali per gli interventi di rigenerazione urbana, agli Enti resta l’onere di progettare e promuovere tali interventi, utilizzando anche sistemi come quelli di cui vi abbiamo appena raccontato, i quali garantiscono in maggior modo trasparenza, semplificazione, operatività e attuazione di ciò che si è progettato.

Se lavori per un Ente Pubblico e vuoi avere informazioni più specifiche sul GIS di Urbismap scrivici, compilando il form sottostante.

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    La dematerializzazione per le aziende private

    Continuiamo a parlare di dematerializzazione, ma questa volta lo facciamo focalizzandoci su quanto questo servizio possa essere estremamente utile, oltre che per la Pubblica Amministrazione, anche per aziende private e liberi professionisti.

    La dematerializzazione, all’interno di in un’organizzazione privata, al giorno d’oggi non è più un’utopia ma un reale processo tecnico che permette non solo la digitalizzazione dei flussi documentali, ma in generale la semplificazione dei flussi di lavoro. Questo porta a ridurre, o quasi ad eliminare, la produzione di carta, a gestire documenti e informazioni sia in entrata che in uscita con sistemi informatici, organizzando e automatizzando i flussi di lavoro, generando semplificazione dei processi e alte prestazioni aziendali.

    La gestione dei documenti cartacei è molto onerosa: non solo a livello ambientale, ma anche in termini procedimentali, di condivisione, archiviazione e sicurezza, oltre a mantenere di per sé tempi di consultazione elevati, rischi di perdita o smarrimento e degradabilità della materia.

    L’utilizzo del solo supporto cartaceo, quindi, impone per i lavoratori, sia pubblici che privati, l’utilizzo di un’importante quantità di ore che con il solo supporto informatico verrebbero almeno dimezzate. Le aziende italiane, già da qualche anno, hanno percepito la necessità d’adeguamento digitale, migliorando e velocizzando la gestione documentale interna, soprattutto nei settori in cui tale gestione risulta al centro delle attività lavorativa, ad esempio nel settore tecnico, immobiliare, giuridico e notarile.

    dematerializzazione enti privati

    I vantaggi della dematerializzazione

    Primo importante vantaggio della dematerializzazione è la diminuzione dei costi relativi alla gestione documentale cartacea, dato non solo dal costo della carta, ma anche dal costo del personale dedicato alla gestione e all’archiviazione, quindi alle risorse umane che devono occuparsi di attività non direttamente produttive e spesso inutili.

    Altro vantaggio è l’accesso e la consultazione semplificata dei documenti, da qualsiasi computer o dispositivo elettronico connesso alla rete aziendale da parte dei dipendenti autorizzati all’accesso.

    Ulteriore aspetto vantaggioso è la semplificazione nella ricerca di testi o parole specifiche all’interno di un documento digitale, rispetto al processo di consultazione cartacea. Infatti, il processo di scansione memorizza, tramite riconoscimento ottico dei caratteri, i testi che poi possono essere trovati tramite ricerca avanzata.

    Dematerializzazione: esempi concreti

    Ora analizziamo nel concreto alcune realtà private e aziendali dove si riscontrano quotidianamente criticità legate alla gestione cartacea dei documenti, e vediamo come il servizio di dematerializzazione di Urbismap può migliorare e velocizzare alcuni processi interni.

    Per esempio, negli uffici tecnici le pratiche edilizie sono costituite da una considerevole quantità di documenti di diversa tipologia e formato e devono essere consultate da professionisti diversi. Con la dematerializzazione si ha la possibilità di creare un archivio digitale accessibile a tutti, con le pratiche suddivise per anno, per cliente e per tipologia di lavori svolti. Inoltre, grazie alla georeferenziate su mappa, è possibile conoscerne la posizione geografica, accompagnata dalla propria documentazione. In questo modo i professionisti hanno immediato accesso a tutte le informazioni e documenti della pratica, oltre alle altre informazioni restituite da Urbismap, catastali, urbanistiche e normative.

    Negli ultimi anni la trasformazione digitale si è introdotta anche nel settore immobiliare, fornendo supporto agli agenti nella valutazione e promozione degli immobili, nella gestione delle trattative, nella chiusura dei contratti, rendendo quindi i processi più moderni ed efficienti.

    Uno dei principali problemi che si riscontro nelle agenzie immobiliari, a tal proposito, è l’utilizzo di gestionali poco efficienti, ancora fortemente legati alla documentazione cartacea conservata in archivio e contenente l’intero fascicolo degli immobili o terreni in gestione. All’interno del fascicolo cartaceo sono solitamente presenti gli atti legati alla compravendita o alla locazione, atti di provenienza, elaborati di progetto, visure catastali e altre certificazioni. La loro consultazione manuale diviene macchinosa, disordinata e rallentata, rispetto alla semplicità di consultazione offerta da un gestionale digitale.

    Con Urbismap tutto questo viene ottimizzato e semplificato: dematerializzando la documentazione legata agli immobili, si ottiene una gestione digitalizzata, ordinata e precisa, con la documentazione associata, suddivisa per anno, oppure per agente immobiliare o tipo di trattativa. In questo modo, come avevamo già parlato nel nostro articolo, pubblicato qualche mese fa, l’agente può lavorare in modo veloce e semplice, ottenendo una visione d’insieme, sulle proprietà gestite, completa ed esaustiva, oltre che a portata di click.

    Allo stesso modo, le grandi società immobiliari, come le holding, gestiscono portafogli immobiliari di grandissimo valore, comprendenti il più delle volte hotel, ville, palazzi, uffici commerciali, per i quali si ha la necessità di sistemi informatizzati che migliorino e semplifichino la loro gestione, ad esempio i contratti di locazione e le manutenzioni. Con l’utilizzo di Urbismap le società possono gestire il patrimonio tramite un unico sistema digitale e in cloud, sul quale consultare in tempo reale le informazioni collegate alle proprietà, individuando anche eventuali criticità, migliorare i processi interni e focalizzarsi sulle esigenze dei clienti.

    Un altro importante settore da considerare in questo contesto è quello notarile. I notai hanno la necessità di organizzare tutta la documentazione relativa agli atti e ai contratti di compravendita in archivi nel modo più semplice e efficiente possibile. Il nostro sistema in cloud permette di poter gestire, all’interno di un unico archivio digitale, tutte le pratiche prese in carico dagli studi notarili, suddividerle per anno e per cliente, georeferenziate su mappa in modo da poter consultare facilmente tutte le informazioni relative gli atti di compravendita, come rendite catastali o regolarità urbanistiche.

    In conclusione, il servizio di dematerializzazione di Urbismap non si presta solo alle Pubbliche amministrazioni, ma oggi abbiamo visto quanto possa essere estremamente utile alle realtà aziendali e private, con necessità di digitalizzare i propri archivi per migliorare e velocizzare processi e consultazione dei dati.

    I casi presentati in questo articolo sono solo alcuni esempi di come i nostri servizi possano generare dei benefici notevoli e aumentare la produttività all’interno delle società private o in generale dei liberi professionisti.

    Ti abbiamo incuriosito? Vuoi saperne di più? Se sei un tecnico, un libero professionista o lavori in una società privata e vuoi avere altre informazioni sui nostri servizi scrivici tramite il form sottostante.

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      Urbismap, nuovi strumenti: catasto, norme e numeri civici

      È da un po’ di tempo che non parliamo degli strumenti disponibili a tecnici e cittadini su Urbismap. Oggi ne vedremmo alcuni nel dettaglio, che come sempre sono stati aggiunti per semplificare la consultazione dei dati territoriali tramite il nostro Geoportale.

      Come già sapete, Urbismap nasce per rendere facile la vita a tecnici, liberi professionisti e cittadini, rendendo disponibili alla consultazione i dati territoriali italiani, quali piani urbanistici comunali, piani paesaggistici regionali, piani attuativi, piani particolareggiati, norme tecniche di attuazione, ma anche catasto e toponomastica.

      Nel tempo abbiamo ampliato la mole di dati disponibili sul Geoportale, e recentemente abbiamo aggiunto nuovi strumenti che consentono a tutti di visualizzare su mappa, con estrema semplicità, anche la cartografia catastale, le etichette delle norme urbanistiche e i numeri civici. Vediamo nel dettaglio il loro funzionamento.

      Cartografia catastale: fogli e particelle con un clic su Urbismap

      Da sempre, su Urbismap, come risposta al clic su mappa, è possibile visualizzare l’informazione catastale, quindi sezione, foglio e particella del punto interrogato. Informazione disponibile, all’interno dell’area di dialogo, nella tab dati, agli iscritti al Geoportale. Precisiamo “agli iscritti” della versione gratuita, in quanto la lettura del dato catastale non è disponibile se non si è registrati. Per questo motivo, se non foste ancora registrati o loggati, nella tab dati vi apparirà il messaggio “registrati o accedi per conoscere i dati catastali“.

      Una volta registrati e dopo aver effettuato il login, è ora possibile visualizzare l’informazione catastale all’interno della tab dati. In risposta al clic, infatti, nell’area di dialogo, apparirà l’informazione sotto la voce “dati catastali in real time“, ovvero comune, sezione, foglio e particella (immagine 1).

      Oltre a questo, recentemente abbiamo esteso la funzione catastale rendendo disponibile in mappa la cartografia corrispondente a tutto il territorio comunale interrogato. La funzione è disponibile sotto forma di layer, e come tutti gli altri è possibile accenderlo o spegnerlo a piacimento. Una volta selezionato, cliccando sulla freccia accanto al nome del layer, in questo caso “catasto Assemini“, sulla mappa apparirà la cartografia catastale comunale, sovrapposta alla mappa di sfondo, con i relativi numeri di fogli e particelle in evidenza (immagine 2).

      Lo strumento non è ancora disponibile per tutti i comuni d’Italia, ma spoiler: presto lo sarà 🙂

      Label norme: le etichette ora disponibili in mappa

      Seguendo sempre lo stesso principio di semplificazione, il secondo strumento che abbiamo recentemente aggiunto è quello denominato label norme. Disponibile all’interno dell’area di dialogo, nella tab dati, consente di accendere e spegnere in mappa le etichette relative alle norme dal piano visualizzato in quel momento.

      Lo strumento, quindi, serve ad avere una panoramica generale ed immediata della pianificazione comunale che si sta consultando, restituendo a video tutte le norme che compongono il piano senza dover necessariamente interrogare la mappa con il clic.

      Guardando le immagini sotto riportate è più chiaro: dopo aver selezionato il piano che si desidera consultare, in questo caso il Puc di Assemini, cliccando sullo strumento “label norme“, sopra lo stesso piano appariranno tutte le norme e destinazioni urbanistiche dettate dal piano stesso (A1, A2, B1, B2, etc), fornendo così una panoramica chiara e precisa di tutto l’assetto urbanistico comunale.

      Lo strumento è valido anche per gli altri Piani disponibili nella tab dati: nella seconda immagine, infatti, si riporta l’esempio del Piano di Assetto Idrogeologico di Assemini, per cui su mappa sono disponibili le norme dettate dal Piano, ovvero le “zone” di pericolosità idraulica (Hi1, Hi2, Hi3, Hi4), con la corrispondente perimetrazione.

      Numeri civici con un clic

      Ultimo, ma non per importanza, il nuovo strumento che consente di accendere e spegnere sulla mappa di Urbismap i numeri civici di tutto il territorio nazionale. Posizionato anche questo all’interno della tab dati, subito sopra lo strumento label norme, se acceso rende immediatamente disponibili i numeri civici di tutti i comuni d’Italia, semplificando così la ricerca di uno specifico fabbricato lungo una strada urbana o extra urbana.

      Come gli altri strumenti, anche questo può essere “acceso” solo all’occorrenza, così da non disturbare la vista all’utente rendendo la mappa troppo caotica e carica di informazioni.

      I numeri civici sono costantemente aggiornati e vengono letti in real time da open street map. Lo strumento si affianca a quello da sempre presente con la barra di ricerca, la quale consente di ricercare e selezionare su mappa uno specifico punto tramite indirizzo e numero civico. Se la ricerca non dovesse andare a buon fine, ma conosciamo via e numero civico, utilizzando lo strumento numeri civici sarà più semplice individuare il fabbricato di proprio interesse lungo la via, già disponibile dalla mappa di sfondo.

      Novità e aggiornamenti: stiamo arrivando!

      In questo articolo dello scorso dicembre, in cui vi parlammo del lavoro fatto e di quello che vorremmo fare nel 2022, vi anticipammo alcune novità di Urbismap, tra cui gli strumenti appena elencati. Abbiamo però in serbo tante altre novità, dedicate sia agli utenti privati che agli utenti della Pubblica Amministrazione, oltre ai bandi del PNRR (trovi un primo articolo qui), che non tarderemo a “spoilerarvi”.

      Continuate a seguirci e a leggere il blog di Urbismap, così da rimanere sempre aggiornati sullo sviluppo del nostro Geoportale. Infine, ricordate che siamo sempre disponibili a rispondere a qualsiasi dubbio abbiate, che sia su un singolo strumento o sui servizi offerti a Enti pubblici e aziende. Per farlo potete utilizzare il form sottostante.

      A presto, Urbismap staff 😉

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        PNRR: tutti i bandi e i contributi per le imprese nel 2022

        Le risorse del PNRR sono arrivate e alcune sono rese immediatamente disponibili per le imprese, altre invece vanno assegnate tramite bandi e avvisi pubblici consultabili sul portale Italia Domani.

        Con questo articolo andiamo a vedere una veloce panoramica delle risorse a favore delle imprese, anche in partenariato con il pubblico, suddivise in base alle missioni fondamentali del Recovery Plan.

        Digitalizzazione

        È qui che si concentra la parte più succosa, parliamo di digitalizzazione della pubblica amministrazione, banda larga e connessioni veloci, transizione digitale imprese. turismo e cultura con approccio sostenibile, tecnologie satellitare ed economica spaziale. Fra le misure c’è il piano Transizione 4.0 che prevede crediti d’imposta per le imprese che investono in beni strumentali, digitali e non solo, ricerca sviluppo e innovazione, formazione e digitalizzazione.

        A seconda della tipologia di investimenti cambia la misura del bonus fiscale. Il riferimento sono i commi 44 e seguenti della legge 234/2021 (la Manovra 2022).

        Bandi aperti:

        • è attualmente aperto un bando per le PMI (fino al 31 maggio 2022) per i processi di internazionalizzazione e di transizione digitale ed ecologica (c’è una quota a fondo perduto e un finanziamento agevolato).
        • In corso fino al 21 febbraio la consultazione preliminare di mercato per l’acquisizione di servizi di per digitalizzazione del patrimonio culturale: la piattaforma è sul portale di Invitalia.
        • Proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione di parchi e giardini storici, bando aperto anche alle imprese e alle organizzazione del terzo settore: bisogna presentare progetti significativi, idonei a generare un miglioramento delle condizioni di conservazione del bene, nonché un positivo ed elevato impatto sulla promozione dello sviluppo culturale, scientifico, ambientale, educativo, economico e sociale. Scadenza 15 marzo 2022.
        • Avviso pubblico per la presentazione di proposte di intervento per la promozione dell’ecoefficienza e riduzione dei consumi energetici in sale teatrali e cinema, pubblici e privati: data di chiusura del bando, 18 marzo 2022.
        • Sul fronte delle reti ultraveloci, è aperto fino al 16 marzo 2022 il bando per la concessione di contributi pubblici per il finanziamento di progetti di investimento per la realizzazione di nuove infrastrutture di telecomunicazioni e relativi apparati di accesso in grado di erogare servizi con capacità di almeno 1 gbit/s in download e 200 mbit/s in upload.
        pnrr bandi 2022

        Rivoluzione Green

        La Rivoluzione verde e transizione ecologica si focalizza su: economia circolare e gestione rifiuti, energia rinnovabile e idrogeno, rete elettrica e idrica, efficienza energetica edifici, cambiamento climatico e dissesto idrogeologico.

        Bandi aperti:

        • Realizzazione di nuovi impianti per il riciclo dei rifiuti plastici (attraverso riciclo meccanico, chimico, Plastic Hubs), compresi i rifiuti di plastica in mare cd. Marine litter”: bando aperto fino al 18 febbraio 2022.
        • Infrastrutturazione della raccolta delle frazioni di tessili pre-consumo e post consumo, ammodernamento dell’impiantistica e realizzazione di nuovi impianti di riciclo delle frazioni tessili in ottica sistemica cd. “Textile Hubs”: bando in corso, scadenza 21 febbraio 2022.

        Inclusione e coesione

        La missione dedicata ad inclusione e coesione focalizza su mercato del lavoro, imprenditoria femminile, rigenerazione urbana e servizi sociali per la disabilità.

        Bandi aperti:

        • E’ aperto fino al 17 marzo il bando dedicato alle Città metropolitane per investimenti in progetti relativi a Piani Urbani Integrati, con valore non inferiore a 50 milioni di euro aventi ad oggetto la manutenzione per il riuso e la rifunzionalizzazione ecosostenibile di aree pubbliche e di strutture edilizie pubbliche esistenti, il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, interventi finalizzati a sostenere progetti legati alle smart cities.
        • Proposte d’intervento per la selezione di progetti di valorizzazione di beni confiscati: aperto fino al 28 febbraio 2022.

        Istruzione e Ricerca

        La Missione 4 del PNRR si focalizza sull’efficientamento delle strutture e dei servizi in ambito scolastico e formativo, dagli asili fino alle università.

        Bandi aperti:

        • Enti, università, istituzioni di ricerca, anche in partneriato con privati, possono presentare domanda di finanziamenti destinati alla realizzazione o ammodernamento di Infrastrutture tecnologiche di innovazione fino al 10 marzo 2022.
        • Un altro bando è rivolto invece a comuni e unioni di comuni, o a proprietari di edifici pubblici adibiti ad asili nido e/o scuole di infanzia, per la presentazione di progetti realizzazione o sistemazione di asili dedicati ai bambini fino a sei anni. Anche qui, scadenza il 18 febbraio 2022.
        • Proposte progettuali per “Rafforzamento e creazione di Infrastrutture di Ricerca”: bando aperto fino al 28 febbraio 2022.

        Guarda le pubblicazioni di tutti i bandi e le risorse disponibili per ogni progetto sul sito ufficiale del governo dedicato al recovery plan italiano (Italia Domani)

        Superbonus: nuove regole per gli immobili nella legge di bilancio 2022

        Si chiude la partita per il Superbonus 110%. Finalmente è arrivato il sì tanto atteso da parte della Camera dei Deputati alla Legge di Bilancio 2022 con un bottino di voti non indifferente: 414 voti favorevoli, 47 contrari e 1 solo astenuto.

        La nuova Legge di Bilancio prevede un vasto programma finanziario da mettere a punto durante tutto il 2022 con uno stanziamento di fondi superiore a 32 miliari di euro.

        Le principali novità per condomini e unifamiliari

        Spetterà fino al 31 dicembre 2022 il superbonus 110% sulle abitazioni unifamiliari, a condizione che al 30 giugno 2022 siano stati effettuati i lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo. Eliminati il tetto Isee di 25.000 euro e la scadenza del 30 settembre 2021 per la presentazione della Cilas, ipotizzati nel ddl di Bilancio.
         
        Per i condòmini e per gli immobili da 2 a 4 unità posseduti da un unico proprietario, il superbonus sarà del 110% ancora per due anni (fino al 2023) e poi scenderà al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. Il bonus varrà per gli interventi effettuati sulle parti comuni condominiali, per quelli realizzati dalle persone fisiche sulle singole unità immobiliari del condominio o dell’edificio dell’unico proprietario.

        Iacp e cooperative

        Per gli interventi effettuati dagli Iacp (ed enti con le stesse finalità sociali) su immobili, di proprietà o gestiti per conto dei comuni, adibiti a edilizia residenziale pubblica, ovvero dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa su immobili assegnati in godimento ai propri soci, la detrazione è confermata al 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023, purché, al 30 giugno 2023, siano stati eseguiti lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo

        superbonus legge bilancio

        Inoltre

        Per i lavori di riduzione del rischio sismico nei Comuni dei crateri sismici, il superbonus spetterà nella misura del 110% fino al 31 dicembre 2025.

        Confermate le agevolazioni per le colonnine per la ricarica per le auto elettriche installate nelle aree condominiali: bonus del 110% con tetto di spesa di 1.500 euro (per colonnina) per gli edifici plurifamiliari o i condomìni che installino massimo 8 colonnine; 1.200 euro se si installano più di 8 colonnine. Chi sceglie la detrazione Irpef, avrà il rimborso in 4 anni (non più 5).

        Parallelamente alle detrazioni, sono estese le opzioni di sconto in fattura e cessione del credito

        Novità superbonus anche per gli interventi di superamento delle barriere architettoniche: oltre al bonus 110% come intervento trainato, è prevista una detrazione del 75% per chi installa ascensori e montacarichi nelle abitazioni unifamiliari (con tetto di spesa di 50mila euro) e in condominio (con tetto di spesa di 40mila euro per ciascuna unità nei condomìni fino a 8 unità, e di 30mila euro nei condomìni oltre le 9 unità).

        Sono stati reinseriti i prezzari DEI tra quelli validi per l’attestazione della congruità delle spese nei per i lavori agevolati con bonus diversi dal superbonus. Viene così corretto il problema creato dal Decreto Antifrodi, evidenziato dall’Agenzia delle Entrate e segnalato da imprese e professionisti che aveva disorientato gli addetti ai lavori. Nel testo definitivo della Legge di Bilancio, i prezzari DEI valgono per le asseverazioni di congruità delle spese emesse in qualsiasi data.
         
        La Legge di Bilancio 2022 contiene anche la conversione in legge del DL 157/2021 Antifrodi e conferma le misure di controllo messe in atto dall’Agenzia delle Entrate e il recupero delle detrazioni non dovute (e relative sanzioni) entro il quinto anno successivo a quello della violazione.

        Guarda il testo completo della Legge di Bilancio 2022 pubblicata sulla gazzetta ufficiale

        Carta vince o carta perde, cosa succede alla filiera della carta?

        Come mai un’azienda che si occupa di web gis e cartografia digitale parla della filiera della carta? Può sembrare insolito, si, ma nemmeno così tanto. Infatti, la crisi che sta vivendo la filiera della carta negli ultimi tempi, dagli imballaggi all’indotto della stampa, ha molto da farci riflettere sull’importanza del processo (ormai in atto) di digitalizzazione del Paese.

        Ma cerchiamo di capire effettivamente cosa sta succedendo e come poter bypassare il problema adottando, definitivamente, alcune soluzioni digitali al posto del cartaceo, soprattutto nel mondo della Pubblica Amministrazione.

        Da cosa nasce la crisi della carta?

        La crisi degli approvvigionamenti di carta e l’aumento dei costi di tutta la filiera, generati da un’inflazione a livello mondiale sull’energia e sulle materie prime (gas, acciaio e legno), si sta trasferendo (e facendo ampiamente sentire) sull’utente finale. Si parla di aumenti medi fino al 20% nel 2020. La cellulosa conta addirittura un aumento del costo di quasi il 70%. Gli imprenditori di settore (stamperie, tipografie, case editrici, etc) iniziano oggi a ultimare le proprie scorte di carta: è allarme per tutti i settori collegati.

        I rincari della carta e i ritardi negli approvvigionamenti sono un’emergenza a cui guardiamo con preoccupazione da mesi, per questo torniamo a chiedere il credito d’imposta sugli acquisti di carta come misura per mitigare l’emergenza.

        Ricardo Franco Levi (presidente AIE)

        La guerra della carta

        Con le scorte terminate, le tempistiche su forniture e distribuzione dilatate, case editrici e tipografie che corrono ai ripari, si respira una vera e propria aria di crisi, in un Paese in cui il mercato del libro fattura circa 1.710 milioni di euro all’anno (dati AIE ottobre 2021). Un dato importante, soprattutto in un anno di forte crisi economica come il 2020, in cui si è registrata una crescita del 16,3%.

        Da queste cifre si intuisce quanto, in un Era sempre più digitale, il mercato della carta resta fondamentale tenendo così un’ampia fetta di mercato. Perché il digitale è bello, ma pensiamo non sia ancora totalmente compreso.

        Ad esempio, i libri digitali sono davvero un buon investimento per la casa editrice? Su un ebook, il cui prezzo si aggira intorno ai 7.99 euro, il 35% va al portale di vendita, 1.00 euro circa viene riconosciuto all’autore, così che all’editore rimangono sui 4 euro. A questi andranno sottratti ulteriormente costi fissi, di grafica, impaginazione, editing, traduzione e diritti. Si intuisce facilmente a quanto ammonta il guadagno finale. Inoltre, la maggior parte dei lettori, per gusto personale continua a preferire il libro cartaceo.

        carta stampa

        La digitalizzazione ci salverà?

        Occupandoci di servizi digitali, prevalentemente offerti alle Pubbliche Amministrazioni, pensiamo fortemente che il processo di digitalizzazione in atto colmerà problemi particolarmente importanti come l’attuale crisi della carta.

        La sostituzione del cartaceo, soprattutto nel settore pubblico, con servizi esclusivamente digitali rivolti al cittadino, eviterà processi burocratici ormai obsoleti, ma soprattutto dannosi per l’ambiente.

        Si pensi, ad esempio, al settore tecnico degli Enti locali il quale, grazie a servizi di dematerializzazione delle banche dati, smette di stampare in cartaceo tutti gli elaborati grafici, relazionali, i pareri, le istanze e i titoli edilizi contenuti all’interno di una pratica edilizia quando il cittadino presenta una richiesta di accesso agli atti. Pagine e pagine di preziosa carta che possono essere oggi sostitute con file pdf, ad alta risoluzione, con una capienza di qualche Mbyte. Senza pensare alla velocità di acquisizione della documentazione digitale, rispetto a quella cartacea.

        Altro settore pubblico altamente coinvolto è senz’altro quello sanitario. Si pensi, ad esempio, agli infiniti archivi delle Asl territoriali, contenenti cartelle cliniche, pratiche mediche, contratti, etc che negli anni si sono accumulati. Allo stesso modo del settore tecnico comunale, anche il settore sanitario dovrebbe eliminare il supporto cartaceo, per trasferire i propri archivi su cloud certificati, a cui poter dare facilmente accesso a cittadini e operatori sanitari.

        In generale, quindi, in tantissimi ambiti (soprattutto pubblici) il supporto digitale si può “facilmente” sostituire quello cartaceo, bypassando le attuali problematiche del mercato, migliorando la qualità ambientale e, al tempo stesso, velocizzando i tempi di accesso a servizi e documenti pubblici.

        La digitalizzazione non può che essere un beneficio per tutti, e a parer nostro il “buon esempio” dovrà essere dato proprio dalla Pubblica Amministrazione, che con grande fatica ha il ruolo di cambiare il sistema con azioni sempre più adeguate e a misura d’uomo (e di ambiente).

        Tu cosa ne pensi? Credi, come noi, che il digitale salverà il mondo? Lascia un commento sotto il post e se vuoi avere maggiori informazioni sul nostro servizio di dematerializzazione scrivici utilizzando il form contatti sottostante, ti risponderemo in breve tempo.

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          Cambiamenti climatici: Urbismap tende la mano al cambiamento

          Il clima sta cambiando. Lo abbiamo vissuto questa estate con incendi che hanno devastato il territorio sardo e non solo, continuiamo a viverlo in questi giorni con l’uragano Apollo che ha sommerso la città di Catania. Tutti avvenimenti sporadici sino a qualche anno fa, ma che stanno iniziando a diventare una consuetudine a cui comuni, regioni e intere nazioni devono iniziare a farci i conti.

          In questi giorni, infatti, si sta svolgendo la Cop26 a Glasgow, la conferenza sul cambiamento climatico delle nazioni unite (durerà sino al 12 novembre). I leader mondiali, insieme ad esperti climatici e attivisti, si riuniscono per concordare un piano d’azione, sviluppato per affrontare la più grande crisi sul clima. L’obiettivo è quello di azzerare le emissioni nette a livello globale entro il 2050 e puntare a limitare l’aumento delle temperature a 1,5°C.

          Abbiamo fatto molto, ma molto resta ancora da fare

          Joe Biden (presidente USA)

          Piano di Protezione Civile: per salvaguardare e tutelare popolazione e territorio

          I leader mondiali pensano in grande, ma anche i leader comunali, un po’ più in piccolo, devono ragionare nell’ottica di quanto il cambiamento climatico stia incidendo sull’assetto urbanistico locale, così da dover sempre più puntualmente monitorare i cambiamenti per riorganizzare il territorio in vista di eventuali calamità localizzate.

          Tra i principali compiti comunali vi è la definizione e attuazione del Piani di Protezione Civile, indispensabili per far fronte alle diverse calamità che possono incidere sul territorio. I piani, infatti, racchiudono al loro interno tutte le procedure da seguire in caso di disastro, linee guida per soccorrere e salvaguardare la popolazione soggetta a rischio, ma anche il patrimonio culturale e ambientale con tutto il sistema produttivo.

          In sintesi un Piano di Protezione Civile prevede:

          • definizione degli obiettivi e l’organizzazione delle azioni in caso di calamità naturali;
          • definizione dei responsabili di piano e delle singole funzioni;
          • creazione protocolli di attivazione e procedure di lavoro;
          • digitalizzazione e diffusione anche tramite tecnologie GIS;
          • individuazione delle aree di attesa della popolazione non soggette ai rischi (come scuole e palestre), aree di ricovero della popolazione non soggette a rischi (alberghi, ostelli, case private) e aree di ammassamento dei soccorsi e delle risorse;
          • individuazione delle sedi idonee ad ospitare i Centri Operativi e delle vie di fuga;
          • organizzazione delle strutture operative relative al livello di piano.

          Obblighi delle Amministrazioni comunali

          Oltre alla redazione del Piano, la PA insieme all’istituzione della Protezione Civile locale, deve sorvegliare e monitorare la gestione delle emergenze, l’attuazione delle misure di sicurezza, la definizione di responsabilità e compiti, ma soprattutto la salvaguardia di cittadini, animali e beni.

          E il Comune (così come gli altri organi ai quali il piano deve far riferimento, per esempio Unione di Comuni, Provincia e Regione), proprio ai cittadini, deve dare la possibilità di consultare, sempre, il Piano di Protezione civile comunale in modo veloce e agile.

          Una volta entrato in vigore, il Piano dev’essere facilmente reperibile e consultabile dalla cittadinanza, in quanto contiene una serie di informazioni utili in caso di calamità, ad esempio i modelli di intervento, in cui si riportano le così dette aree di emergenza.

          Le aree segnalate sul piano, che devono essere visibilmente riconoscibili, sono le aree di attesa, luoghi di primo ritrovo per la popolazione e di ricongiungimento per le famiglie, le aree e strutture di accoglienza, nelle quali destinare la popolazione colpita, e le aree di ammassamento di soccorritori e risorse.

          Tali aree devono essere raggiungibili attraverso un percorso sicuro, possibilmente pedonale, e segnalato con apposita cartellonistica stradale, così come dettato dalla normativa della Protezione Civile Nazionale.

          catania vista da urbismap

          Come un web-gis può aiutare in questi casi?

          Oltre ai metodi più tradizionali, quali la carta stampata (ma poco funzionale) e la cartellonistica stradale per la segnalazione delle aree di soccorso, di attesa e accoglienza, un sistema web-gis, facilmente utilizzabile da smartphone, può essere lo strumento giusto per la fase di accessibilità, divulgazione e consultazione del piano.

          In Sardegna, esiste un Sistema informativo di Protezione Civile regionale (SIPC), sul quale i Comuni devono obbligatoriamente pubblicare i propri piani di protezione civile e gestire le emergenze. Il sistema, però, non è accessibile alla cittadinanza, ma solo alla Pubblica Amministrazione, restando così un mero strumento interno per la gestione delle azioni di emergenza.

          Un web-gis come UrbisMap, invece, consente la pubblicazione gratuita dei Piani di protezione civile (a qualsiasi livello). Grazie alla sua facilità di utilizzo, tramite qualsiasi dispositivo, i cittadini, anche in fase di piena emergenza, potranno accedere alla mappa, geo-localizzarsi e vedere dove si trova l’area di attesa e le strutture di emergenza più vicine da poter raggiungere.

          In Sardegna sono diversi i Comuni che hanno scelto di pubblicare il proprio Piano di protezione civile su UrbisMap. Ad esempio, Olbia e i Comuni della Comunità Montana Gennargentu Mandrolisai.

          La velocità nell’acquisire l’informazione viene nettamente migliorata. Un servizio ai cittadini, ma anche uno strumento fondamentale per la Pubblica Amministrazione che si prefigge di divenire sempre più smart e digitale.

          Per avere maggiori informazioni sulla pubblicazioni dei piani su UrbisMap scrivici un commento qui sotto o richiedi informazioni tramite il form contatti.

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            Bonus e Agevolazioni: quali scadono nel 2021 e quali prorogano?

            L’anno 2021 è stato un anno ricco di incentivi ed agevolazioni per supportare le famiglie e non solo. Tanti cittadini ne hanno usufruito ma ancora tanti vorrebbero avere l’opportunità di poterne usufruire. È proprio l’edilizia la categoria che ha avuto tanti di questi bonus e in questo articolo cercheremo di capire insieme quali sono i bonus in scadenza 2021 che bisogna richiedere assolutamente prima del termine dell’anno e quali invece vengono portati all’anno prossimo dalla nuova legge di bilancio approvata in questi giorni dal Consiglio dei Ministri e dal premier Draghi.

            Ecobonus 2021

            Al 2021 il termine di questi bonus, per chi effettua lavori in casa, è al 31 dicembre 2021, ma la nuova legge di bilancio ha permesso di prorogarli e nell’elenco seguente vediamo singolarmente come:

            • bonus ristrutturazione del 50% (prorogato sino al 2024)
            • bonus mobili ed elettrodomestici del 50% (proroga sino al 2024, ma cala a 5mila euro il tetto di spesa in base al quale è calcolata la detrazione)
            • ecobonus per i lavori di riqualificazione energetica (prorogato al 2024)
            • bonus verde

            Superbonus 110%

            Finalmente, dopo molta attesa, la proroga al 2022 per il superbonus 110% è riuscita ed in casi specifici si potrà spostare fino al 2023. La Commissione Europea ha dato il via libera per il finanziamento dell’incentivo per tutti i lavori da effettuare e potranno ottenere un allungamento dei tempi sia i condomini sia gli enti sia i privati, ovviamente dovranno rispettare tempistiche differenti. Il benefit ha ottenuto la proroga da parte del Governo Draghi fino al 30 giugno 2022. Occorre, però, chiarire chi potrà usufruire dell’agevolazione a questa nuova data.

            I condomini e le case popolari

            Queste categorie avranno la possibilità di effettuare i lavori entro il 31 dicembre 2023, quindi le tempistiche per questi settori sono ancora più avanti rispetto ai prossimo che andremo a vedere.

            I privati

            Potranno richiedere l’estensione dei lavori, avendo la scadenza al 30 giugno 2022 chi presenta l’interesse di accedere alla detrazione per quanto riguarda la propria unità unifamiliare, solo ed esclusivamente quella. Avranno la possibilità di richiedere una proroga di 6 mesi qualora il 60% dei lavori di ristrutturazione progettati siano stati portati a termine. Per chi invece dimostra di avere un reddito inferiore ai 25mila euro la data di scadenza è fissata al 31 dicembre 2022.

            Gli enti

            Per questo gruppo invece l’estensione del superbonus 110% viene prevista fino al termine di Giugno 2023. Anche loro potranno fare richiesta per del tempo extra qualora il 60% dei lavori siano stati effettuati.

            Bonus facciate 2021

            Prevede una detrazione lorda pari al 90% delle spese, affinché esse siano documentate con le giuste prove a favore dei costi effettuati durante la ristrutturazione nel periodo di tempo che occupa tutto il 2021. Gli interventi che rientrano in questo bonus sono tutti quelli che riguardano la pulizia o la tinteggiatura esterna degli edifici. Un’agevolazione che ha come obbiettivo il recupero ed il restauro delle facciate di edifici preesistenti che si trovano nella zona A o B, in base al decreto del Ministero dei Lavori Pubblici risalente al 2 aprile 1968, n.1444. Questo bonus verrà prorogato al 2022, ma la percentuale di detrazione scende dal 90 al 60%.

            articolo bonus e agevolazioni 2021

            Bonus zanzariere 2021

            L’acquisto delle zanzariere non è di per sè detraibile, tuttavia, in presenza di determinati requisiti è possibile beneficiare di una speciale detrazione fiscale consistente in una riduzione delle imposte IRPEF o IREF per un importo pari al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto o l’installazione delle zanzariere con schermatura solare. L’acquisto delle zanzariere, non è di per sé detraibile, tuttavia il loro acquisto può rientrare nell’Ecobonus al 50% se sussistono i requisiti delle schermature solari, ovvero le zanzariere devono anche avere la capacità di schermare la luce solare e migliorare l’efficienza energetica dell’immobile.

            Le zanzariere devono possedere determinati requisiti, ossia, devono avere la marchiatura CE, ovvero la certificazione che il prodotto è conforme agli standard comunitari di salute e sicurezza, devono avere un valore Gtot inferiore a 0,35, certificato da un organismo autorizzato, devono proteggere una superficie vetrata (finestra, porta vetrata) comunque esposta, devono essere fissate in modo stabile, devono essere applicate all’esterno della finestra, all’interno o integrata nell’infisso ed infine devono essere regolabili.

            Inoltre, le zanzariere possono essere installate su immobili di qualsiasi categoria catastale, tuttavia essi devono essere già esistenti e regolarmente accatastati ed in regola con il pagamento di tributi e oneri. Pertanto il bonus zanzariere non trova applicazione nel caso di proprietà in costruzione. Lo sgravio fiscale viene recuperato in 10 quote annuali di pari importo, mentre il pagamento delle spese deve essere effettuato con bonifico parlante. Occorre effettuare la comunicazione all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Si può usufruire dello sgravio fiscale sull’acquisto fino al 31 dicembre del 2021 ed è previsto un limite massimo di spesa detraibile pari a 60.000 euro.

            Bonus affitto 2021

            Il bonus affitto è scaduto il 6 ottobre 2021, ma la nuova legge di bilancio prevede un fondo per un bonus affitti ai giovani di età compresa fra i 20 e i 31 anni non compiuti. Il bonus è valido per i primi 4 anni e la detrazione dall’imposta lorda, pari al 20% del canone di locazione nel limite massimo di euro 2.400 di detrazione. I giovani che ne vorranno usufruire dovranno avere un reddito inferiore ai 15.493,71 euro e devono avere un contratto di locazione per abitazione principale, diversa dall’abitazione principale dei genitori.

            Urbanistica: quale futuro per città e territorio dopo la pandemia?

            La pandemia da Covid 19 inevitabilmente ha influito nei diversi contesti in cui viviamo. In molti sostengono che ci saranno altre crisi a livello mondiale, che siano essere di carattere economico, ambientale, climatico, energetico o sanitario andranno ad influire sul nostro modo di abitare gli spazi. Difatti l’urbanistica sarà argomento principale perché dovrà ripensare il nostro modo di vivere e organizzare le città in maniera ecosostenibile.

            Agli studiosi di Architettura e Urbanistica viene chiesto di interrogarsi su cosa nella progettazione architettonica e urbana, nella pianificazione urbanistica e nelle scienze del territorio è andato storto per permettere l’espansione di un virus di origine animale. Si chiede una riflessione territorialista che consenta di cogliere l’occasione per proporre un futuro differente per le città odierne e proiettarle in un futuro diverso nell’interesse delle prossime generazioni.

            Il Covid 19 ha reso più evidenti alcuni aspetti delle interazioni città-territorio-ambiente, dunque è necessario elaborare azioni su misura nel rispetto delle situazioni locali e dei caratteri distintivi delle popolazioni in modo da non produrre risposte diseguali. Intervenire su inclusività, sostenibilità, innovazione dei sistemi urbani e sui fattori economici deve e può essere una risposta efficace.

            Esempi dal passato

            Abbiamo tanti casi che dimostrano un miglioramento causato dalla reazione alle devastanti epidemie che si sono susseguite nel corso della millenaria storia dell’uomo, dalla peste ateniese del 430 a.C. alla peste nera europea del XIV secolo, alla più recente spagnola 1919-1920. Le modalità di estensione e diffusione sono ovviamente differenti per stili di vita, igiene, scambi commerciali, mobilità personale, rivoluzione industriale e tanti altri fattori, nonostante ciò, sono molti gli esempi che si possono portare a suffragio del riconoscimento delle ricadute positive sulle città, laddove sono state gestite bene le fasi di rilancio post epidemia.

            Ben noto il caso di Venezia dove le epidemie di peste, importate dai traffici marittimi, pur dimezzando ogni volta la popolazione non abbiano compromesso la sua potenza marittima. Un altro caso quello delle ripetute epidemie di colera a Napoli nell’800 che hanno portato un risanamento e una riqualificazione di quartieri storici con la realizzazione di piazze, strade e nuovi edifici. Molto più evidente la trasformazione di Parigi che per risanare la città colpita da gravi epidemie di colera nella metà dell’800, ha applicato principi igienico-sanitari per sistemare fognature e realizzare grandi viali, in quei quartieri densissimi soffocati dall’urbanizzazione sfrenata.

            persone in piazza

            Detto ciò, quindi, come dev’essere la città del futuro post pandemia?

            La città del futuro deve tornare a privilegiare il non-costruito, spazi di relazione, spazi pubblici disponibili per tutti, che interpretino morfologia e condizioni naturali. Spazi che utilizzino strategicamente il mondo vegetale, intrecciandone la vita con quella degli abitanti, riportando l’attività agricola in ambito urbano, non solo a scala maggiore, ma anche tramite orti urbani e sistematica copertura a verde del costruito. Oggi ancora lo spazio pubblico viene pensato invaso da automobili in sosta, pensando gli spazi assumendo come prima finalità quella della circolazione.

            La città del futuro deve rigenerare le periferie assicurando densità tali da garantire intensità di rapporti sociali, compresenza ed aglomerati di attività diverse, diversità espressiva del costruito, spazio a stratificazioni, plurime identità delle parti e dando caratteri ai luoghi, al non-costruito, evitando lo stanco affiancarsi di unità edilizie e tipologie omogenee.

            C’è bisogno di una profonda mutazione del modo di approcciarsi al tema della formazione o trasformazione degli ambienti di vita. Bisogna scardinare convinzioni stantie e inattuali, come ad esempio quella per la quale c’è distinzione fra architettura e edilizia, pericolosa perché porta a giustificare interessi differenziati. Un sostanziale cambiamento si avrà quindi quando, abbandonate le patologie del costruire contemporaneo, gli ambienti di vita non verranno più trasformati aggiungendo edifici e oggetti, ma avvalendosi soprattutto di relazioni immateriali prima che materiali.

            Ora tocca a voi: scrivete nei commenti la vostra opinione sul futuro della città post pandemia. È giusto reagire come è successo in passato o la nuova realtà che viviamo non permette troppo spazio di manovra?

            Agente Immobiliare: il tuo asso nella manica si chiama Urbismap

            Il mondo delle Agenzie Immobiliari sta cambiando, velocemente e costantemente. La trasformazione digitale prende sempre più piede e le nuove tecnologie stanno cambiando quella che è la figura dell’Agente Immobiliare: l’esigenza di stare al passo con queste tecnologie è alta perché sono mutate le esigenze di chi compra e di chi vende. Quindi del mercato!

            Le competenze di un professionista rimangono sempre insostituibili, ma senza un approccio innovativo legato all’utilizzo di strumenti tecnologici c’è una grossa probabilità di perdere una numerosa fetta del proprio giro d’affari. L’utilizzo di strumenti tecnologici a supporto del lavoro nell’immobiliare permette di modellare meglio il proprio tempo a disposizione, facilitare il lavoro da remoto e migliorare il rapporto con i clienti. Si stima che il mancato utilizzo di tali strumenti potrebbe incidere fra il 30% e il 50% in termini di calo del fatturato.

            Cosa può fare Urbismap per l’Agente Immobiliare?

            Uno strumento tecnologico che può fare la differenza in questo senso è proprio Urbismap!

            Urbismap, tramite la sua piattaforma online, permette all’Agente di lavorare in maniera semplice e veloce, facendo guadagnare tempo prezioso a tutta la sua attività. Aiuta a mostrare ai clienti il patrimonio immobiliare in carico, fornire le giuste informazioni tecniche, urbanistiche e catastali legate agli immobili e individuare eventuali condizioni urbanistico-normative che ne limitano le eventuali trasformazioni future.

            Si potrebbe anche dire che l’Agente immobiliare con esperienza consolidata su un determinato territorio, riesca facilmente a bypassare l’utilizzo di tali strumenti, dotandosi delle sole conoscenze acquisite negli anni. Sappiamo anche, però, che strumenti urbanistici, norme e vincoli possono cambiare frequentemente, modificando così di fatto il valore degli immobili, in termini di mercato e di trasformazione.

            Rimanere aggiornati, quindi, diventa difficile e insostenibile senza strumenti tecnologici studiati ad hoc, i quali offrono una lettura immediata (e aggiornata) dei dati, evitando così tempi di attesa determinati dalla ricerca e acquisizione dei dati stessi.

            Urbismap, in tempo reale, mentre siete in presenza del vostro cliente durante la visione della casa, consente dallo smartphone e in pochi click di avere tutte le informazioni tecniche e urbanistiche che possono essere determinanti per i clienti in via preliminare. Come detto in precedenza, uno strumento tecnologico che ti consente di guadagnare tempo prezioso per la tua attività e migliorare il rapporto di fiducia con il proprio cliente.

            asso nella manica agente immobiliare

            Ci sono tanti servizi online dedicati all’assistenza di un agente immobiliare, tra cui quelli legati alla gestione del proprio patrimonio immobiliare in vendita, all’acquisizione delle visure catastali, oppure della gestione della privacy e dell’antiriciclaggio. Nessuno di questi, però, riesce a fornire risposte a quesiti prettamente tecnici con pochi click sullo smartphone.

            Urbismap si pone come obiettivo quello di potenziare la figura dell’Agente Immobiliare offrendogli uno strumento di ultima generazione che lo aiuti nel supportare al meglio i proprio clienti.

            La trasformazione digitale di questo settore è già in atto e Urbismap può essere il tuo asso nella manica.

            Aiutaci a migliorare

            Che tu utilizzi o meno la nostra piattaforma, ti chiediamo 10 secondi del tuo tempo prezioso per rispondere a due domande. Per noi è fondamentale avere dei feedback, che ci consentono di migliorare e accrescere il nostro servizio anche per il settore immobiliare! Quindi, se sei un agente immobiliare:

            – Che tipo di funzione vorresti trovare, all’interno di Urbismap, per svolgere al meglio il tuo lavoro?

            – Usi già una delle nostre funzioni, come la miglioreresti?

            Ti ringraziamo e ti invitiamo a scriverci un commento qui sotto con le risposte.