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Smart City: la nuova urbanistica per città intelligenti

Dall’inglese “Città intelligente“, il termine Smart City è particolarmente in voga negli ultimi anni. Non solo nel settore della pianificazione urbana, ma anche in campo politico, economico, ambientale e tecnologico.

Una città, per essere considerata “intelligente“, non può più essere progettata tenendo conto solo del proprio capitale fisico dato da infrastrutture e trasporti. Una città, per essere considerata intelligente, deve subire una rivoluzione innanzitutto digitale e sociale, atta a migliorare la gestione della stessa sotto molti punti di vista: dalle attività economiche e amministrative, alla mobilità, le risorse ambientali, le relazioni sociali e le politiche dell’abitare.

In urbanistica, quindi, progettare una Smart City significa attuare una serie di strategie progettuali tali da semplificare e rinnovare le infrastrutture fisiche, facendo particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Inoltre, vede la connessione tra il capitale umano, intellettuale e sociale di chi le abita a le infrastrutture, grazie all’introduzione di nuovi mezzi di comunicazione e tecnologie digitali.

Il fine è migliorare la qualità della vita in contesti urbani particolarmente urbanizzati, soddisfacendo così le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni.

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Da quali esigenze nascono le Smart City?

La crisi economica del 2008 e la continua concentrazione di gran parte della popolazione globale in aree metropolitane già fortemente sature, ha fatto sì che urbanisti, amministratori e aziende digitali iniziassero a ripensare le città in maniera più intelligente.

Nel settore tecnologico si assiste alla nascita di servizi, App urbane e nuove infrastrutture (ITC) capaci di ottimizzare la vita in questi complessi eco-sistemi. Nascono così nuovi piani urbanistici, che grazie alle nuove tecnologie, danno accesso a tutti i servizi pubblici in modo rapido e intuitivo, vengono istallate le prime reti wi-fi pubbliche e si divulgano i cloud computing di massa.

Oltre a migliorare tecnologie, trasporti e comunicazione, si diffonde una più matura sensibilità nei confronti della salvaguardia ambientale. Così, piani urbanistici e nuove tecnologie si fondono per dare nuove risposte eco-compatibili.

Si pensi all’ideazione di App che consentono il tracciamento dei rifiuti per favorirne uno smaltimento più corretto, a quelle dedicate al car sharing o al monitoraggio del traffico. Oppure, all’utilizzo di nuove tecnologie per la riduzione dell’inquinamento e la generazione di energia alternativa, come i pannelli “mangia-smog” posizionati sulle facciate degli edifici.

Nel nostro piccolo, si pensi a UrbisMap che, oltre ad essere uno strumento che semplifica l’operato di tecnici e funzionari pubblici, è un geoportale gratuito al servizio del cittadino, semplice e intuitivo, che da accesso a tutta l’informativa urbanistica, catastale e normativa del territorio nazionale, senza più frammentazione dei dati pubblici.

In linea con quanto afferma Maurizio Carta, professore di Urbanistica e Pianificazione territoriale presso l’Università di Palermo “Oltre che di una Smart City, abbiamo bisogno di uno Smart Planning, cioè di una progettazione, di una pianificazione, di politiche che siano più intelligenti. Il che significa che devono diventare più “smart” anche la PA e i sistemi produttivi”.

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Urbanistica: tendenze smart e modelli di successo

Come abbiamo detto, gli obiettivi principali delle azioni di pianificazione “intelligenti” sono: migliorare la vivibilità urbana, l’accessibilità a infrastrutture, servizi e dati pubblici, l’eco-sostenibilità e l’inclusione sociale.

Tra le principali tendenze vi sono, sicuramente, quelle legate a mobilità sostenibile e sharing economy. Dopo un attento rinnovo della tradizionale rete infrastrutturale, le città devono ripensare la propria mobilità in ottica green, aumentando piste ciclabili, aree pedonali, aree ricarica per le auto elettriche e i servizi di bike e car sharing (semplificandone l’accesso). Amsterdam, Parigi, Copenaghen e Stoccolma risultano le migliori città europee in tal senso.

Città come Singapore, San Francisco, Londra e New York sono da anni capofila del concetto di smart city, attuando sul proprio territorio azioni concrete che migliorano la qualità della vita e dell’ambiente urbano.

In Italia, siamo ancora lontani dalla gran parte degli esempi europei e mondiali, ma vi sono alcuni modelli virtuosi prodotti da Milano, che nel 2018 si conferma la più smart d’Italia, Firenze e Bologna.

Milano, negli anni è riuscita a coniugare perfettamente solidità e sviluppo economico, ricerca e innovazione, politiche per il lavoro e sistemi ambientali eco-sostenibili, raggiungere standard elevatissimi nell’istruzione, nel settore sanitario, nel campo della trasformazione digitale e della partecipazione civile.

Da qui si evince quanto, per essere davvero smart, le politiche territoriali, quindi anche l’urbanistica, debbano ripensare in toto la pianificazione con razionalità, creando sinergiche connessioni tra infrastrutture, aree urbane, strumenti tecnologici (come sensori, attuatori e rivelatori di dati) e nuovi servizi pubblici, così che, oltre a intelligenti, le città risultino meno inquinate, meno costose, più sicure, più sane, più vivibili e più veloci.

Novità UrbisMap: come trovare un Piano Urbanistico con pochi clic

Utilizzando UrbisMap, spesse volte ti capiterà di voler visualizzare, con pochi clic, uno specifico piano urbanistico diverso da quello comunale, sovrapposto all’area geografica di tuo interesse. Ad esempio, il Piano di Assetto Idrogeologico, oppure la Classificazione acustica comunale o un Piano Particolareggiato. Bene, da oggi è molto più semplice farlo!

Non solo Piani Urbanistici Comunali e PRG, ma molto di più!

UrbisMap, contiene informazioni urbanistiche ad ogni livello, dalla pianificazione comunale a quella regionale e nazionale. Di default, dopo il clic su mappa, il Geoportale restituisce la visualizzazione dei piani a livello comunale, ma non sono gli unici a interessare quel punto, così come si evince dal fumetto a comparsa e l’elenco dei Piani Sovraordinati.

Fino a poco tempo fa risultava complesso selezionare e visualizzare un piano contenuto su UrbisMap, diverso da quello comunale. Il procedimento di selezione avveniva cliccando sull’icona a forma di mappa, sulla barra degli strumenti a sinistra, come spiegato in questo articolo, ma essendo troppi la ricerca risultava difficile.

Quindi, come poter scegliere e visualizzazione una pianificazione diversa da quella comunale con pochi clic?

Hai presente la ricerca su Google Maps? Stesso principio!

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Quando devi recarti in un luogo, ma non sai come arrivarci, la prima cosa che ti viene in mente di fare è accedere a Google Maps e digitare, sulla barra di ricerca, l’indirizzo da raggiungere. Allo stesso modo utilizziamo Google per le ottenere risposte alle nostre domande.

Per trovare un Piano Urbanistico su UrbisMap il principio è identico: una volta dentro il Geoportale, cliccando sulla mappa viene visualizzata di default la pianificazione urbanistica comunale. Ma immaginiamo di voler visualizzare il Piano di Assetto Idrogeologico della Lombardia, oppure il Piano di Classificazione acustica di Milano.

Come? Semplice! Digitando sulla barra di ricerca posizionata in alto a sinistra, il nome del piano o una sequenza di parole chiave, come “PAI LOMBARDIA” o “ACUSTICA MILANO”. Immediatamente, sotto la barra di ricerca, viene visualizzato l’elenco dei piani, pubblicati su UrbisMap, che corrispondono alla tua ricerca! Cliccando, poi, sul Piano desiderato, questo verrà visualizzato su mappa.

Dopo la visualizzazione, potrai accedere a tutte le informazioni urbanistiche, normative e catastali, come sempre, cliccando sulla mappa e accedendo al Report. È molto più difficile a dirsi che a farsi! Vai su UrbisMap per provare la nuova funzione, poi scrivici e dicci cosa se ne pensi.

Sardegna: aggiornato il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni

Qualche mese fa in Sardegna è stato deliberato l’aggiornamento intermedio del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), ai sensi dell’art.42 delle NTA del Piano di Assetto Idrogeologico.

Il PGRA è lo strumento di pianificazione del territorio finalizzato a ridurre le conseguenze negative causate dalle alluvioni sulle persone, sull’ambiente, sul sistema socio-economico e sul patrimonio culturale. Il Piano si integra al resto della pianificazione vigente che mitiga il rischio idrogeologico, quindi il PAI e il PSFF.

Rispetto alla prima versione del Piano, approvata con Delibera n.2 del 15/03/2016, l’aggiornamento appena attuato approva gli studi per gli Scenari di intervento strategico e coordinato per il Rio Palmas, Rio Mannu di Fluminimaggiore, Fiume Tirso, Fluminimannu di Pabillonis, Rio Mogoro, Fiume Temo, Rio San Giovanni, Riu di San Teodoro, Rio di Siniscola, Riu Foddeddu, Riu Pelau e Riu Cixerri, e lo studio per gli Scenari di intervento strategico e coordinato per il Flumini Mannu

Su UrbisMap, da qualche settimana, è possibile consultare l’aggiornamento del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni della Sardegna, visualizzarlo su mappa e consultare la relativa normativa regionale. Come per qualsiasi altro piano, basta cliccare sul punto geografico d’interesse per conoscerne piani e normative. Dopo la visualizzazione su mappa è poi possibile scaricare e stampare il report di destinazione urbanistica (se non sai come fare leggi questo vecchio articolo).

Invece, per poter visualizzare e scaricare le relazioni e le tavole di ogni Scenario del PGRA accedi a questa pagina web dedicata.

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Allo stesso modo degli Scenari 2019, è stato recentemente pubblicato e reso interrogabile su mappa l’aggiornamento del PGRA della Sardegna con l’inondazione costiera, contenente la mappatura della pericolosità di inondazione da eventi meteo-marini.

Lo studio, svolto per determinare i perimetri delle zone di pericolosità da inondazione costiera, tiene conto anche di eventi meteo-marini a basso tempo di ritorno, mappando così le aree di pericolosità per i tempi di ritorno di 2, 20 e 100 anni.

Matera: storia, cultura, architettura e Urbismap

Matera è uno dei due capoluoghi di provincia della Basilicata. Eletta Capitale europea della cultura 2019, è città antichissima, nonché complessa e suggestiva. La sua storia urbanistica nasce nell’età della pietra, per poi evolversi e continuare in quella dei metalli, durante il tardo antico, il medioevo e fino ai nostri giorni.

Durante questa lunghissima storia, Matera è riuscita a conservare il suo originale impianto urbano e architettonico, che la rendono unica nel suo genere. Il paesaggio si contrappone tra il nucleo urbano, i Sassi di Matera, e il contesto circostante fatto di valloni, canyon e altipiani scolpiti nel tempo dal torrente Gravina.

Nel 1993 l’UNESCO ha dichiarato i Sassi di Matera Patrimonio Mondiale dell’Umanità e parte del territorio del Parco della Murgia Materana per via dell’eccezionale valore culturale, architettonico e storico presente.

Urbanistica, architettura e conservazione

“Matera è l’unico posto al mondo dove gli abitanti possono dire di vivere nelle stesse case dei loro avi di 9.000 anni prima”

Recita Fodor’s, una guida inglese. In fin dei conti è proprio così. Le grotte naturali, furono le prime abitazioni degli uomini, le quali si appropriarono delle forme naturali, determinando nella grotta percorsi ed architetture.

Spesso le abitazioni scavate nella roccia venivano “allungate” verso l’esterno con una costruzione chiamata “lamione“. Con l’andare del tempo il complesso edilizio di Matera divenne sempre più caotico e “ammassato“: i tetti delle case più a valle acquisivano la funzione di strada, scalinata, giardino o di pavimento per la casa che si ergeva di sopra.

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Un groviglio di cunicoli indescrivibile ed uno sviluppo sotterraneo della città inimmaginabile. Non si parla di qualche decina di casa e di qualche chiesa, ma di 80 chiese e 3.012 abitazioni, di cui oltre la metà sono interamente scavate nella roccia.665 con ingresso al di sotto del piano stradale;

Purtroppo oggi l’immenso Patrimonio di Matera non gode di ottima salute. A partire dal XVII secolo, il nucleo urbano costituito dai Sassi, ormai saturo, venne lentamente abbandonato per un nuovo nucleo posizionato all’esterno di quello più antico (oggi chiamati Rione Case Nuove e Rione del Piano), trasferendo con sé la vita commerciale, artigiana e religiosa.

I nuovi spazi dedicati alla collettività si trasferiscono sul piano e questo determinò un primo isolamento dei Sassi. Abbandono che si ripresentò nel secondo dopo guerra, quando l’elevato sovraffollamento e le scarse condizioni igienico sanitarie che portarono il Capo del Governo, Acilde de Gasperi, a promulgare una riforma ad hoc, la Legge risanamento Sassi.

La legge costrinse gli abitanti di Matera a trasferirsi nei nuovi quartieri popolari, con l’abbandono delle Grotte. La situazione si mantenne tale fino agli anni 90 circa, quando gli abitanti iniziarono, molto lentamente, a riabitare i sassi, cercando di conservarli e sapientemente recuperarli.

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Il centro storico: vincoli e urbanistica

Da quando Matera, e il suo centro storico, è stata ripopolata, ma soprattutto da quando l’UNESCO l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità, sono in atto una serie di azioni, vincolistiche e di pianificazione, che salvaguardano e tendono a conservare la storicità del costruito.

Il Piano attualmente in vigore nella Città dei Sassi è il Piano Regolatore Generale risalente al ’99, con variante approvata e pubblicata su Gazzetta Ufficiale n.1 del 2007-01-08.

Sul territorio di Matera, ricadono inoltre vincoli a livello regionale, nazionale ed europeo, come l’International Bird Area (IBA), normativa europea che regolamenta aree considerate importanti habitat per la conservazione di popolazioni di uccelli selvatici.

Su Urbismap è possibile interrogare il PRG di Matera, accedere con pochi clic alle normative, ai vincoli e scaricare il Report di destinazione urbanistica. Un sistema veloce e pratico per chi ogni giorno deve tenere sott’occhio tutto ciò che ruota attorno all’urbanistica della Città dei Sassi.

Piani di classificazione acustica Lombardia: online su UrbisMap

La legge n. 447/1995 definisce l’inquinamento acustico come “l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi

Anche l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), definisce i frastuoni derivati dal traffico urbano come il più rilevante problema ambientale europeo dopo l’inquinamento atmosferico. I grandi insediamenti urbani, ma non solo, hanno sentito la necessità di proteggere l’ambiente e la salute umana dagli impatti causati da tale forma di inquinamento, attraverso i piani di classificazione, o zonizzazione, acustica.

In tal senso, il DPCM del 14/11/1997 determina i valori limite di emissione, immissione, attenzione e qualità delle sorgenti sonore, definendo le classi di destinazione d’uso del territorio. I valori limite di attenzione sono quelli che una volta superati impongono l’adozione di un piano di risanamento comunale, mentre per valori limite di qualità sono i limiti di zona che devono esser conseguiti nel breve, medio e lungo periodo.

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I Piani di Classificazione acustica comunali

I piani di classificazione acustica comunali sono il risultato della suddivisione urbana in aree acustiche omogenee, per le quali si definiscono i livelli sonori ammissibili. Definiscono l’iter burocratico per l’inizio di nuove attività rumorose, la costruzione di nuove case e permettono di regolamentare l’impatto acustico di eventi occasionali come feste, concerti e manifestazioni.

La zonizzazione acustica viene definita in base al Piano Regolatore Generale, principale strumento di pianificazione a livello comunale. A ciascuna area omogenea, in relazione alla sua destinazione d’uso, viene associata una delle sei classi previste dal d.P.C.M. 14/11/1997. Per ogni classe sono previsti quattro distinti valori limite:

  • Valori limite di emissione;
  • Valori limite assoluti di immissione;
  • Valori di attenzione;
  • Valori di qualità.

La suddivisione delle classi acustiche, quindi dei valori limite, sono sempre definite dal decreto del Presidente dei Ministri. In particolare:

  • I – aree particolarmente protette;
  • II – aree prevalentemente residenziali;
  • III – aree di tipo misto Valori di qualità;
  • IV – aree di intensa attività umana;
  • V – aree prevalentemente industriali;
  • VI – aree esclusivamente industriali

Lo scopo dei Piani è quello di definire un limite alla rumorosità ambientale. I limiti più elevati sono quelli previsti per le aree a più intensa presenza umana (aree commerciali, artigianali  e produttive), quindi quelle aree in cui i livelli di rumorosità sono già di per sé elevati.

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Regione Lombardia: consultabili su UrbisMap i piani di classificazione acustica

Recentemente su UrbisMap è possibile consultare, con pochi clic su mappa, i piani di classificazione acustica delle più grandi città della Lombardia, tra cui Milano, Brescia, Bergamo, Mantova e Rho.

Liberi professionisti, funzionari e privati cittadini possono consultare abilmente, e gratuitamente, la normativa che regola la classificazione acustica della Lombardia cliccando sui seguenti link, o direttamente dalla mappa del Geoportale:

La classificazione acustica si sovrappone al resto della Pianificazione già presente sul Geoportale per le città della Lombardia, come i Piani di Governo del Territorio e il Piano Territoriale Regionale.

Oltre la visualizzazione della pianificazione su mappa è possibile scaricare il Report di Destinazione Urbanistica, come spiegato in questo vecchio articolo.

Real Estate D&D: un nuovo software per l’immobiliare

Real Estate Documents & Data è la nuova Start Up romana dedicata al mondo immobiliare. Oggi avremmo il piacere di intervistare, e farvi conoscere, Alessio Toccarelli, uno degli ideatori e promotori di R.E.D.D. con cui UrbisMap ha iniziato a collaborare.

In cosa consiste il progetto R.E.D.D. e perché una Start Up?

R.E.D.D. è il software che aiuta liberi professionisti e privati cittadini a controllare il corredo documentale dell’immobile, o di un complesso immobiliare, che intendono acquistare, indispensabile per la gestione e la valutazione dei rischi.

Il software, in fase di implementazione, sfrutta intelligenza artificiale per l’auto-lettura della documentazione immobiliare, caricata dall’utente, e la sovrapposizione delle planimetrie, evidenziando eventuali difformità.

Tramite R.E.D.D. tutti coloro che intendono acquistare un immobile, possono verificarne le condizioni edilizie, urbanistiche e catastali dello stesso. In questo modo, il software rilascia un punteggio sulla qualità della documentazione presentata, così che l’utente può verificare in autonomia il livello di rischio relativo all’acquisto che intende affrontare.

Da quali esperienze professionali è nata l’idea?

R.E.D.D. nasce dall’esperienza dello Studio Legale Delli Santi, il quale da decenni è il punto di riferimento, nazionale e internazionale, della consulenza urbanistica, amministrativa e immobiliare.

Le tante storie dei clienti dello studio, raccontano quanta impreparazione ci sia da parte di un acquirente nel saper verificare la fattibilità dell’acquisto prima di formalizzare l’atto di compravendita. Infatti, spesse volte capita che riscontrino anomalie per cui non si possa procedere alla valorizzazione e/o alla rivendita.

Da qui si creano una serie di conseguenza, il più delle volte gravose in termini monetari per l’acquirente, che con un semplice servizio che R.E.D.D. offre può risolvere in maniera pratica, economica e sbrigativa.

A quali esigenze di mercato risponde?

Il software risponde alle esigenze di acquirenti che necessitano di verificare il corredo documentale dell’immobile, prima di impegnarsi ad acquistarlo.

Inoltre, la Start Up si allinea alle esigenze di un mercato sempre più innovativo e digitale, offrendo servizi tramite intelligenza artificiale e
blockchain ad alto valore tecnologico, tra cui la lettura automatizzata della documentazione con evidenziazione delle irregolarità e la validazione degli asset tramite blockchain per la loro successiva tokenizzazione.

A chi è rivolto e quali sono le sue funzionalità più interessanti?

Il software è rivolto a tutti coloro che dovranno affrontare l’acquisto di un immobile: dai privati che scelgono di acquistare casa, ai consulenti immobiliari che seguono l’intermediazione per conto di società e privati.

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Il mondo immobiliare ha sempre più bisogno di innovazione, trasformazione digitale e semplificazione. A che punto siamo, secondo te, in Italia?

In ambito immobiliare si sta parlando da molti anni di innovazione tecnologica, ma ad oggi sono ancora pochi gli strumenti disponibili che possano essere così definiti.

Il mercato immobiliare è ancora culturalmente troppo tradizionale e ancorato a logiche e strumenti lontani dal mondo in cui viviamo, e dalle esigenze dei clienti.

Così tradizionale che spesso le novità vengono viste di malocchio, come il caso della prima transazione immobiliare in Italia avvenuta tramite l’utilizzo della cripto valuta, il bitcoin.

In quale modo UrbisMap e REDD potrebbero integrarsi?

UrbisMap gioca un ruolo fondamentale all’interno di R.E.D.D. Infatti, il Geoportale aiuta gli utenti a compilare buona parte dei dati richiesti, grazie all’interrogazione territoriale, la visualizzazione immediata di vincoli, piani e report di destinazione urbanistica.

In questo momento continuiamo a verificare manualmente ciò che viene riportato sul software, sfruttando UrbisMap per il controllo incrociato dei dati, finché non sarà definitivamente operativo il servizio di auto-lettura con intelligenza artificiale.

La soluzione che prevediamo di portare avanti sarà quella che vede una completa automazione di lettura e verifica, sfruttando i dati urbanistici, catastali e vincolistici già presenti su UrbisMap.

Dove siete e in quale modo, i professionisti del mondo immobiliare, possono accedere al Software?

La sede di R.E.D.D. si trova in pieno centro storico a Roma, ma abbiamo una sede anche a Milano, grazie alla collaborazione svolta con lo Studio Legale Delli Santi. Il progetto è visionabile online al seguente sito web www.realestatedd.net, ma per qualsiasi dubbio o chiarimento i nostri contatti sono riportati in questa pagina.

Come pubblicare i Piani su UrbisMap se sei una Pubblica Amministrazione

Ormai tutti sanno cos’è Urbismap: un Geoportale e Sistema Informativo Territoriale che aiuta Enti Pubblici, Liberi professionisti e privati cittadini a visualizzare, con pochi clic, piani urbanistici, dati catastali e normative.

Abbiamo parlato a lungo in questo blog su come poter accedere al Geoportale e sfruttare tutte le sue potenzialità, sopratutto se sei un Architetto, un Ingegnere, un Geometra, un Pianificatore o un Agente Immobiliare.

Abbiamo descritto funzionalità e aggiornamenti, oltre che i territori nei quali è attualmente disponibile il SIT a livello nazionale. Perché la pubblicazione dei piani è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!

Cosa non abbiamo ancora fatto?

Non abbiamo ancora spiegato in quale modo le Pubbliche Amministrazioni possono pubblicare i propri piani urbanistici sul Geoportale, annessi di dati catastali e normative.

In questo articolo abbiamo descritto lo stato dell’arte dei Sistemi informativi territoriali in Italia. Oggi, invece, spiegheremo come poter pubblicare i dati territoriali del proprio Comune, o di qualsiasi altro ente pubblico.

Partiamo dall’informazione più importante: la pubblicazione è gratuita!

Esatto, la pubblicazione su UrbisMap dei piani urbanistici territoriali, dei dati catastali e della normativa è gratuita. L’ente, non deve far altro che contattarci tramite questa pagina (o tramite l’indirizzo e-mail urbismap@gmail.com) e richiedere la pubblicazione dei propri piani.

urbismap.it/news/piani-classificazione-acustica-lombardia-urbismap/

Cos’è possibile pubblicare e in quale formato?

La Pubblica Amministrazione può pubblicare qualsiasi tipo di pianificazione, dal Piano Regolatore Generale, PUC o Piano del Territorio, fino ai piani attuativi di specifiche aree urbanistiche, come ad esempio quelli per i Centri Storici. Ma ancora:

  • Programmi di fabbricazione (PdF);
  • Piani di zona per l’edilizia economica e popolare (PEEP);
  • Piani per insediamenti produttivi (PIP);
  • Piani per l’assetto idrogeologico (PAI);
  • Piani di classificazione acustica.

I Piani, per poter essere pubblicati su UrbisMap, devono essere inviati in formato digitale, esattamente in shapefile, oppure in formato cad (dwg). Se, però, l’Ente per cui lavori è ancora dotato di pianificazione cartacea, non disperare: chiedici come fare!

La pianificazione può essere pubblicata solo se già in vigore?

Non necessariamente! O meglio, UrbisMap può essere sfruttato dalle PA anche durante l’iter procedurale che anticipa l’entrata in vigore di un piano, soprattutto durante la fase di evidenza pubblica.

Lo strumento, è infatti facilmente utilizzabile da tutti, anche ad un pubblico meno tecnico, come la maggior parte dei cittadini, i quali potranno verificare in tempo reale la nuova pianificazione che l’Ente intende approvare e partecipare attivamente alla sua stesura.

Inoltre l’amministrazione, con lo stesso principio di accessibilità e trasparenza, può scegliere di pubblicare, oltre ai piani in vigore, anche quelli decaduti. In questo modo, tecnici e cittadini, avranno sempre a portata di mano tutta la documentazione urbanistica relativa all’ente, riducendo accessi agli atti e lungaggini burocratiche.

Cos’altro c’è da sapere?

Ciò che molti non sanno è che esiste una versione di UrbisMap con servizi avanzati esclusivamente dedicata alle Pubbliche Amministrazioni! Personalizzazione del sistema di visualizzazione, ricerca catastale e realizzazione dei certificati di destinazione urbanistica: sono solo alcuni dei servizi aggiuntivi offerti agli enti sul SIT.

Dopo aver pubblicato la pianificazione, funzionari e amministratori hanno accesso ad una Demo gratuita della versione avanzata di UrbisMap dedicata alle PA!

Ricapitolando: scrivici per pubblicare gratuitamente la pianificazione del tuo territorio e ottenere la demo gratuita con i servizi avanzati per le PA! Compila il form contatti che troverai in questa pagina e il gioco è fatto: richiedi la demo gratuita!

Tutti gli strumenti da lavoro dell’Agente Immobiliare

Un po’ di tempo fa, in questo articolo, abbiamo raccontato in quale modo l’Agente Immobiliare potesse sfruttare UrbisMap come strumento portatile di consulenza. Oggi, vogliamo fare il punto su tutti gli strumenti digitali adottati quotidianamente dai consulenti dell’immobiliare.

Dal gestionale agli strumenti di marketing

Tra gli strumenti indispensabili per agenzie immobiliari vi sono, innanzitutto, i gestionali e gli MLS (multiple listing service).

I gestionali immobiliari si configurano come dei portali online sui quali le agenzie possono caricare e gestire gli immobili da loro immessi sul mercato. Oltre agli immobili, permettono agli agenti di gestire contatti, clienti e richieste. Inoltre, vengono solitamente venduti insieme ad altri servizi, ad esempio il sito web aziendale, sul quale viene automatizzata la pubblicazione degli annunci.

Gli MSL, permettono anch’essi la gestione di immobili e clienti, ma sono pensati per agevolare la collaborazione tra agenti e altre agenzie. Infatti, il back-end di questi portali, permette ai consulenti di entrare più facilmente in contatto con i colleghi, condividendo con loro tutte le informazioni dei propri immobili in vendita o affitto.

Alcuni servizi: Getrix, Miogest, REplat

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Valutazione immobiliare: è sempre più oggettiva

La digitalizzazione consente di ottenere dati sempre più attendibili e meno soggettivi, anche in campo immobiliare. La vecchia scuola si basava sulla sola osservazione del mercato e le esperienze vissute dall’agente, calcolando il valore degli immobili in base al valore medio del venduto, differenziato per tipologie e zone urbanistiche.

Anche oggi, conoscenza ed esperienza continuano ad avere un importante peso in fase valutativa. Una puntuale conoscenza del luogo in cui si opera, dei valori del venduto dell’ultimo trimestre, dei prezzi medi proposti in pubblicità (quasi sempre diversi dal venduto), della percentuale media di ribasso e dell’andamento del mercato locale, aiutano il consulente a verificare la veridicità delle valutazioni prodotte dagli strumenti digitali.

Grazie a quest ultimi, e alla loro capacità di intersecare una serie di banche dati in pochi secondi, l’agente immobiliare ha sempre meno possibilità di errore durante la valutazione di un immobile.

La maggior parte di questi strumenti richiede l’inserimento delle informazioni principali dell’immobile (località, tipologia, numero locali, stato di conservazione e superficie) per poi rilasciare il valore massimo, medio e minimo, con il quale potrà essere immesso sul mercato.

Alcuni servizi: GEOPOI, Immobiliare.it, Borsino Immobiliare, Requot

Raccolta e verifica della documentazione immobiliare

Impegno, non poco gravoso, per gli agenti immobiliari è quello di raccolta e verifica di tutta la documentazione necessaria alla compravendita di un immobile: atto d’acquisto o di successione, planimetria e visura catastale, provvedimenti edilizi relativi alla costruzione del fabbricato, certificato di agibilità, attestato di prestazione energetica, certificato di destinazione urbanistica, rimanenza del mutuo e preliminare di vendita, oltre ai vari documenti d’identità del venditore e dell’acquirente.

La maggior parte di questi documenti richiedono tempo e denaro, ma esistono alcuni strumenti online che consentono all’Agente di verificarne il contenuto: UrbisMap, come spiegato in questo articolo, e il nuovo Software Real Estate Documents & Data, che consente di creare e verificare il corredo documentale di un immobile.

Della parte tecnica, la documentazione che può essere richiesta direttamente dall’agente immobiliare, tramite alcuni servizi online, è quella catastale (visure e planimetrie). In basso alcuni siti web dai quali è possibile acquistare la documentazione catastale.

Alcuni servizi: Sister, Regold, Fiaip

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La comunicazione online dell’immobile

Dopo aver acquisito l’immobile, dovrà essere immesso sul mercato sfruttando le più disparate forme di comunicazione digitale.

Nel piano di marketing non potranno mancare i portali immobiliari, dai quali gli immobili acquistano una grande visibilità tra privati e agenzie. Non bisognerà tralasciare, però, l’utilizzo dei canali di proprietà dell’agenzia, quali sito web e social network.

Attraverso quest’ultimi potranno (e dovranno) essere promosse le attività immobiliari, sfruttandotrend del momento, content creativi e professionalità. Ad esempio, su Facebook gli immobili possono essere pubblicizzati sfruttando la funzione Vetrina della propria fan page, mentre con le stories di Instagram è possibile incentivare le visite in loco attraverso la pubblicazione di video-tour accattivanti e coinvolgenti.

Alcuni servizi: Subito, Immobiliare, Casashare, Casa.it, Idealista

Per adesso, chiudiamo qui l’analisi sui principali strumenti digitali che ogni agente immobiliare dovrebbe utilizzare! Tra non molto, però, vi daremo buone news su UrbisMap legate al mondo del real estate. Continuate a seguirci e per dubbi o curiosità scriveteci!

Conferenza Esri Italia 2019: UrbisMap presente!

Gli scorsi 10 e 11 aprile si è tenuta a Roma la Conferenza Esri Italia 2019 a cui UrbisMap ha ben pensato di non mancare. The Science of Where, Envisioning Where Next: questo il tema principale, dove analisi territoriale, geolocalizzazione e soluzioni geospaziali sono stati al centro delle due giornate.

L’Evento, con uno speech d’apertura del Prof. Renato Mazzoncini, del Politecnico di Milano, con cui ha presentato la sua visione di mobilità del futuro, in Italia e in Europa, ha trattato i concetti di innovazione e semplificazione, tanto cari anche a UrbisMap.

Quest’ultimi, sono stati oggetto d’analisi sopratutto durante gli interventi relativi agli ambiti strategici legati all’economia e alla pianificazione territoriale, ponendo i punti sulla grande opportunità offerta oggi dalla trasformazione digitale. Trasformazione a cui abbiamo deciso di aderire con il nostro piccolo, ma grande progetto di semplificazione, accessibilità e innovazione.

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Chi è Esri, in Italia e nel mondo?

Esri Italia, azienda fondata nel 1990, è oggi il riferimento nazionale nelle soluzioni GIS per la Pubblica Amministrazione e per le Imprese. Partner integrante della Esri One Company, la quale conta oltre 80 aziende in tutto il mondo, ha organizzato con successo questa nuova edizione della conferenza Italia.

Da isolani, molto interessante l’accento posto dagli organizzatori sull’innovazione digitale sviluppata nel Sud Italia, con lo Stakeholder Talk Innovazione Sud, dove istituzioni e imprenditoria hanno raccontato i motori dello sviluppo ed evidenziato le potenzialità delle regioni meridionali.

Novità legate a UrbisMap

Per ciò che più ci riguarda, tra i tanti eventi e best practice, si è parlato dell’importanza di innovazione per le Pubbliche Amministrazioni, delle nuove frontiere offerte dal Geo Business e dal GIS 3D & BIM.

Guido Cianciulli ha illustrato le relazioni tra lo sviluppo di nuovi software e le esigenze di innovazione in Italia: l’integrazione tra le tecnologie come BIM e GIS portano le informazioni delle costruzioni a livello territoriale e permettono di avere dati sempre aggiornati, e in tempo reale, su un SIT.

Tra gli interventi più interessanti quello di Marcello Onorato di LAORE Sardegna, il quale ha raccontato l’importanza dei sistemi WebGIS a supporto dell’agricoltura digitale e di precisione, insieme alla propria esperienza sviluppata in Sardegna con l’istituto regionale dedicato allo sviluppo in campo agricolo e rurale.

Tra le tante novità presentate vi è Kimap, il primo navigatore progettato per le persone con diverse forme di disabilità motoria. Una soluzione pensata per agevolare i loro spostamenti cittadini grazie alla tecnologia distribuita su una mobile app, costituita da mappe interattive di navigazione che rubricano i livelli di accessibilità degli ambienti, urbani e no.

Qui sotto vi lasciamo il video racconto di sintesi della conferenza, pubblicato il giorno della sua chiusura sulla Pagina Facebook di Esri Italia.

Conferenza Esri Italia 2019: un piccolo assaggio di un grande evento A breve saranno disponibili le Esri Stories, gli interventi della plenaria e tutti i video #conesri2019 #trasformazionedigitale #Esri #GIS #soluzionigeospaziali #scienceofwhere

Conferenza Esri Italia 2019: un piccolo assaggio di un grande evento. A breve saranno disponibili le Esri Stories, gli interventi della plenaria e tutti i video #conesri2019 #trasformazionedigitale #Esri #GIS #soluzionigeospaziali #scienceofwhereGEOsmartcampus

Pubblicato da Esri Italia su Giovedì 11 aprile 2019

Da Nord a Sud con UrbisMap: nuovi piani, nuove città

Anche marzo è giunto a termine e con queste giornate che finalmente sanno di primavera, UrbisMap si arricchisce di nuovi piani e nuove città, soprattutto del Nord Italia. I buoni propositi stilati a dicembre 2018 non sono più “propositi“, ma azioni concrete.

Il team, perseguendo l’obiettivo di offrire con il Geoportale una banca dati sempre più ricca e aggiornata a livello nazionale, ha recentemente aggiunto i piani urbanistici e i dati normativi di molte città italiane.

Offrire uno strumento efficace per l’interrogazione territoriale è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo! UrbisMap ha scelto di realizzarlo con un progetto di semplificazione sempre più ampio e per questo motivo siamo sempre alla ricerca di collaboratori a livello nazionale (per collaborare con noi clicca qui).

Paese che vai, UrbisMap che trovi!

Dai laghi del Nord Italia con Lecco e Sirmione, ai capoluoghi di provincia con Pavia, Brescia, Lodi, Sondrio, Vicenza, Cremona e Mantova. Ma non solo città, anche paesi più piccoli, fondamentali per completare il quadro urbanistico e rendere accessibili a tutti, tecnici e cittadini, i dati offerti sul geoportale.

urbismap-nuovi-piani-sirmione

Quali sono i nuovi dati presenti su UrbisMap?

Dai piani urbanistici comunali alle norme tecniche d’attuazione: di seguito elencheremo alcuni dei nuovi dati presenti nell’area del Nord Italia su UrbisMap,facilmente consultabili con pochi clic.

A livello regionale, nelle aree delle città sopra indicate e recentemente inserite, è possibile consultare le seguenti pianificazioni e normative:

UrbisMap continua a crescere, dunque, così come la sua rete di collaboratori. Se sei un tecnico, un libero professionista o un appassionato di webgis, ti piace il nostro progetto e vuoi iniziare a collaborare con noi, vai sulla pagina lavora con noi e scrivici, ti aspettiamo!