PAI Frana Sardegna: adozione preliminare della variante online
L’Autorità di Bacino Regionale della Sardegna ha compiuto un passo fondamentale nella pianificazione territoriale e nella difesa del suolo con l’adozione preliminare della variante al Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) frana.
Questa variante, deliberata dal Comitato Istituzionale il 28 ottobre 2024 (Deliberazione n.14), deriva da un importante studio di dettaglio e approfondimento del quadro conoscitivo relativo alla pericolosità e al rischio da frana.
Un aggiornamento necessario: obiettivi e ambiti geografici
Il Piano di Assetto Idrogeologico approvato originariamente con decreto del Presidente della Regione Sardegna n.67 del 10 luglio 2006, è lo strumento di pianificazione di settore finalizzato alla difesa del suolo.
L’aggiornamento era necessario per conseguire una migliore e aggiornata conoscenza delle problematiche di dissesto legate alle criticità franose, in particolare in alcune aree non ancora sufficientemente studiate nella pianificazione regionale attuale.
L’adozione preliminare riguarda una vasta porzione del territorio sardo, interessando ben 304 Comuni ricadenti nelle province di Sassari, Oristano, Nuoro, Sud Sardegna e nella Città Metropolitana di Cagliari.
I sub bacini oggetto della variante sono:
- Sulcis
- Tirso
- Liscia
- Posada – Cedrino
- Sud Orientale
- Flumendosa – Campidano – Cixerri
L’obiettivo principale è quello di armonizzare i risultati degli studi comunali di approfondimento già approvati o in fase di approvazione, al fine di fornire un quadro completo delle potenziali criticità geomorfologiche nelle aree indagate.
Le novità metodologiche: colate detritiche e sinkhole
La variante al PAI Frana Sardegna non si limita all’integrazione di dati esistenti, ma introduce significative innovazioni metodologiche per affrontare fenomeni di dissesto, in precedenza non pienamente considerati nelle Linee Guida PAI vigenti del 2000.
Lo studio ha integrato e aggiornato le linee guida per due tipologie specifiche di dissesti che hanno interessato recentemente il territorio sardo, come a Bitti e a Villagrande Strisaili:
1. Colate detritiche (Hcd e Hcd4): sono stati introdotti criteri specifici per la perimetrazione e l’assegnazione delle classi di pericolosità per le aree soggette a fenomeni di tipo “colate detritiche”. Tali aree, classificate come Hcd (pericolosità media) o Hcd4 (pericolosità molto elevata), sono state individuate laddove si sono verificati eventi documentati in passato o dove sussistono condizioni di elevata pendenza e altri fattori di innesco, specialmente se interferiscono con centri edificati o infrastrutture principali.
2. Sinkhole (sprofondamenti): sono stati aggiornati i criteri per la perimetrazione delle aree soggette a fenomeni di tipo “sinkhole”, sia quelli derivanti da aree estrattive e minerarie dismesse (come nel caso dell’Iglesiente), sia quelli dovuti a processi naturali o cavità artificiali abbandonate (come le domus de janas o i rifugi antiaerei).
Le classi di pericolosità introdotte sono Hgsh (media) per aree potenzialmente soggette, e Hgsh4 (molto elevata) per aree dove si sono già manifestati eventi documentati.
Il nuovo modello di calcolo dell’instabilità potenziale
Un altro elemento di grande rilievo tecnico è la revisione della metodologia per la definizione della carta dell’instabilità potenziale dei versanti.
La metodologia tradizionale, basata sulle vecchie Linee Guida PAI, tendeva a sopravvalutare la componente geolitologica, generando risultati che a volte non trovano riscontro sul campo, individuando, per esempio, instabilità potenziale anche sulle spiagge.
Per superare queste criticità e ottenere risultati più realistici, il nuovo modello di calcolo vincola maggiormente l’attribuzione dei pesi litologici al fattore pendenza.
Sono stati introdotti correttivi che legano litologia e uso del suolo alla pendenza, riconoscendo che, al di sotto del 20% di pendenza (circa 11°) si può postulare l’assenza delle condizioni fisiche per lo sviluppo di dissesti di natura gravitativa, indipendentemente dal substrato e dall’uso del suolo.
Questo approccio ridefinisce il metodo PAI, indirizzando verso un’unica variabile indipendente (la pendenza) e due variabili dipendenti (l’uso del suolo e il comportamento litotecnico).
Adozione variante PAI Frana Sardegna disponibile su UrbisMap
In un processo così complesso e vasto, che interessa 304 Comuni e introduce nuove classi di pericolosità, la consultazione rapida e georeferenziata dei dati è fondamentale.
UrbisMap, Geoportale nazionale in cloud, si conferma un alleato strategico per Pubblica Amministrazione e per professionisti del settore, garantendo la massima trasparenza e accessibilità ai dati territoriali e normativi.
UrbisMap è un sistema informativo territoriale che supporta la semplificazione professionale e pubblica regolarmente aggiornamenti cartografici cruciali, come quelli sul PAI Sardegna.
Questa implementazione permette a tecnici e cittadini di:
– Visualizzare con precisione le nuove perimetrazioni di pericolosità geomorfologica (Hg0, Hg1, Hg2, Hg3, Hg4) e le classi specifiche per colate detritiche (Hcd, Hcd4) e sinkhole (Hgsh, Hgsh4) sovrapposte alle aree di rischio.
– Verificare immediatamente l’applicazione delle misure di salvaguardia a un determinato immobile o lotto di un terreno, informazione importantissima, soprattutto in fase di progettazione e istruttoria.
– Consultare i dati in un contesto integrato: UrbisMap, infatti, fornisce dati catastali, normativi e altri vincoli territoriali tutti all’interno della stessa piattaforma.
Come consultare la mappa PAI Frana Sardegna – Adozione preliminare variante su UrbisMap
La consultazione della mappa PAI Frana Sardegna, con gli aggiornamenti della variante adottata, su UrbisMap è veloce, semplice e intuitiva.
Segui questi pochi, semplici, passaggi:
1. Vai all’indirizzo www.urbismap.com e accedi, oppure registrati, al Geoportale
2. Vai nella tab layers, la terza del menu principale, e dalla sezione “Seleziona un piano da applicare alla mappa” ricerca la voce “PAI Frana Sardegna – Adozione Preliminare Variante” per visualizzare la mappa in sovrapposizione a quella di sfondo.

3. Clicca ora, oppure ricerca tramite l’apposita barra, l’area che ti interessa consultare e cliccaci sopra per geolocalizzarti.
4. Nella tab dati, la seconda del menu principale, ti verranno adesso restituite tutte le informazioni territoriali relative al punto cliccato.

Ma perché scegliere UrbisMap come strumento di consultazione?
Il vero punto di forza di UrbisMap non è solo fornire l’accesso al singolo dato, ma la sua capacità di integrare questa informazione con tutti gli altri strati informativi territoriali e urbanistici su scala nazionale.
Questa visione d’insieme permette di ottenere una comprensione profonda e contestualizzata del territorio. fondamentale per prendere decisioni consapevoli e informate.
Inoltre, tutte le informazioni presenti sul Geoportale provengono da fonti ufficiali e sono costantemente monitorate e aggiornate, garantendo la massima affidabilità del dato.
Consulta la mappa PAI Frana Sardegna – Adozione Variante Preliminare sul Geoportale!
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