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UrbisMap Premium: l’ingrediente segreto per un progetto edilizio senza intoppi

Sviluppare un progetto edilizio è un processo a volte lungo e complicato in quanto implica l’utilizzo di numerose risorse e strumenti.

Per organizzare il flusso di lavoro e gestire al meglio ciascun aspetto, il processo di progettazione edilizia viene generalmente suddiviso in 3 fasi principali, vediamole insieme:

  • Progetto di fattibilità tecnica ed economica (ex progetto preliminare)
  • Progetto definitivo
  • Progetto esecutivo

Progetto di fattibilità tecnica ed economica (PFTE)

Rappresenta un primo livello di progettazione ed è mirato a definire gli obiettivi e le caratteristiche generali dell’intervento da realizzare, attraverso l’individuazione e l’analisi di tutte le possibili soluzioni progettuali alternative, come ad esempio la localizzazione dell’intervento per le opere di nuova costruzione.

Il PFTE individua dunque gli impatti economici-sociali-ambientali dell’opera e, tra più soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire.

Progetto definitivo

Il secondo step è quello del progetto definitivo, che viene impostato sulla base del progetto preliminare già approvato.

In questa fase vengono realizzati gli elaborati grafici e descrittivi oltre ai calcoli economici relativi ad essi. Qui sono contenuti tutti gli elementi utili ai fini dei necessari titoli abilitativi e dell’accertamento di conformità urbanistica.

Il progetto definitivo deve essere strutturato in maniera puntuale e precisa per evitare poi eventuali incongruenze tecniche e di costo nella fase di progettazione esecutiva.

Progetto esecutivo

In questa fase vengono definiti, in conformità al progetto definitivo, tutti i particolari architettonici, impiantistici e strutturali degli interventi da realizzare e i relativi costi.

Il progetto esecutivo deve essere sviluppato in modo tale da permettere che ogni elemento sia identificabile in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo. 

Il processo edilizio è quindi una sequenza organizzata di fasi operative che, partendo dall’individuazione delle esigenze dell’utente, arriva al loro soddisfacimento in termini edilizi.

Quelli appena elencati sono i 3 livelli dell’iter progettuale standard. adesso ti proponiamo invece, come abbiamo fatto pochi giorni fa anche sui nostri canali social, una lista di consigli per semplificare e organizzare al meglio il tuo lavoro di progettazione.

Quattro consigli per un progetto edilizio senza intoppi (o quasi)

Ecco le4 cose da fare per una progettazione di ristrutturazione edilizia senza intoppi”:

  1. Prima di tutto è fondamentale conoscere il contesto e quindi piani, norme e vincoli che ricadono nella zona di intervento, ad esempio un vincolo paesaggistico o un vincolo idrogeologico. In questa prima fase è anche  necessario reperire tutta la documentazione cartacea e digitale pregressa, dal cliente o tramite accesso agli atti presso l’Ente.
  2. Il secondo step va dedicato alla verifica di questa documentazione: in questo modo saremo in grado di valutare la fattibilità o non fattibilità dell’intervento e di presentare un progetto formalmente corretto che, a seconda dei vincoli su cui ricade, avrà bisogno di una o più autorizzazioni.
  3. La terza fase è quella del sopralluogo e del rilievo che permetterà di identificare le caratteristiche e le qualità dell’immobile, trasformate poi in forma grafica in modo da documentare: lo stato di conservazione dell’opera, le tipologie di materiali utilizzati, i diversi tempi di realizzazione delle parti e eventuali trasformazioni rispetto al progetto originale. Verranno dunque confrontati, grazie alla fase di rilievo, il progetto originale con le misurazioni appena effettuate; se non ci sono incongruenze si può procedere con la “stesura” del nuovo progetto, in caso contrario saranno prima necessarie delle sanatorie
  4. Siamo arrivati all’ultima fase: la realizzazione grafica del progetto. Abbiamo raccolto tutti gli strumenti necessari per non avere intoppi improvvisi, ora non ci resta che sviluppare il nostro progetto che ovviamente dovrà basarsi sulle analisi precedenti e tutti i piani e regolamenti in vigore, oltre che cercare di soddisfare le esigenze del nostro cliente. 

E se ti dicessimo che puoi semplificare ancora di più tutte queste fasi grazie ad un unico strumento

UrbisMap Premium

UrbisMap ha sviluppato per te il Pacchetto Premium che risponde proprio a queste esigenze!

Premium è stato pensato per semplificare tantissimi aspetti del lavoro di tecnici e liberi professionisti che operano nel campo dell’urbanistica, edilizia, immobiliare e delle energie rinnovabili.

Come? Attraverso strumenti avanzati ed esclusivi che ti aiuteranno ogni giorno in tante attività legate alla tua professione. 

Ma vediamo come UrbisMap Premium può semplificare  le fasi che ti abbiamo appena elencato!

Grazie al nostro webgis non avrai più l’obbligo di recarti fisicamente presso i vari uffici degli Enti per reperire tutta la documentazione preliminare. Di conseguenza il primo step, quello dedicato alla ricerca di tutti i dati catastali, normativi e territoriali che definiscono le modalità di esecuzione della progettazione edilizia, verrà completato con pochi semplici clic: geolocalizzandoti nel punto di tuo interesse, avrai tutti i dati disponibili all’interno del Geoportale e li potrai ottenere e consultare in pochissimo tempo.

Puoi ora dedicarti in tutta tranquillità alla seconda fase, quella del controllo formale di tutta la documentazione raccolta, alla quale potrai accedere tramite Geoportale in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo.

Attraverso l’ausilio dello strumento misura potrai svolgere da remoto buona parte della terza fase, dedicata al sopralluogo. Infatti, grazie a questo strumento potrai effettuare rilievi e misurazioni su terreni e fabbricati comodamente da casa tua o dal tuo ufficio. Nello specifico potrai:

misurare la distanza tra due punti, ad esempio per valutare la distanza di sicurezza di un terreno o di un fabbricato da fiumi, laghi oppure da specifici vincoli paesaggistici;

misurare la lunghezza di un perimetro di una specifica particella catastale insieme alla sua area, attività molto utile per valutare preliminarmente la dimensione del terreno e quindi la sua trasformabilità;

-l’area di una circonferenza e la lunghezza del suo raggio.

In più, grazie allo strumento layout di stampa puoi creare, salvare e scaricare, in formato dwg o pdf, estratti di mappa in scala di una specifica porzione di territorio con piani urbanistici selezionati.

Potremmo quindi aggiungere un quinto step alle “4 cose da fare per una progettazione di ristrutturazione edilizia senza intoppi”: abbonarsi a UrbisMap Premium! 

La nuova lista sarà:

  1. Ricerca di piani, norme e vincoli che ricadono nella zona di intervento
  2. Verifica della documentazione ricercata
  3. Sopralluogo e rilievo
  4. Realizzazione grafica del progetto
  5. Scegliere il Pacchetto Premium per semplificare tutte le fasi precedenti 

Questa è la nostra “ricetta” per avere meno intoppi possibili durante una progettazione o un intervento edilizio e per rendere questo processo il più semplice possibile grazie a un piccolo ingrediente segreto: UrbisMap Premium! E tu, aggiungeresti altri step? 

Scopri tutti i servizi del Pacchetto e diventa utente Premium!

Vuoi ricevere maggiori informazioni o hai bisogno di assistenza? Contattaci utilizzando il form sottostante!

PNRR: Dal 2019 ad oggi, facciamo il punto della situazione

Ormai lo sapete bene: il PNRR è un tema a noi molto caro!

Ve ne abbiamo parlato in tanti articoli del nostro blog e ad oggi, ci sembrava doveroso fare il punto della situazione per capire dove siamo arrivati, quali sono le misure in atto e le novità sul Piano.

Un piccolo passo indietro: lo scenario italiano pre pandemia e PNRR

La pandemia di Covid-19, come ben sappiamo, ha colpito l’economia italiana più di altri Paesi europei. Questo fattore è andato a incidere su un Paese già fragile dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Basti pensare che tra il 1999 e il 2019, il Pil in Italia è cresciuto del 7,9%, tra il 2005 e il 2019 il numero di persone sotto la soglia di povertà assoluta è salito dal 3,3% al 7,7%, fino a raggiungere il 9,4% nel 2020. 

L’Italia inoltre, risulta essere particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici e all’aumento delle ondate di calore e delle siccità.

Riportando le stime dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), nel 2017 ben il 12,6% della popolazione viveva in aree considerate e classificate ad elevata pericolosità di frana o a rischio alluvioni, dato già peggiorato rispetto al 2015. 

Insomma, lo scenario non era dei migliori già nel periodo pre pandemico e una delle cause è stata sicuramente l’incapacità di cogliere le molteplici opportunità legate alla rivoluzione digitale.

Evince dunque che l’Italia debba necessariamente modernizzare la sua Pubblica Amministrazione, rafforzare il suo sistema produttivo e agire maggiormente verso il contrasto alla povertà, all’esclusione sociale e alle disuguaglianze. 

La risposta alla pandemia

Abbiamo visto la situazione presente prima del 2019, ma qual è stata la risposta alla crisi pandemica?

L’Unione Europea ha risposto alla pandemia da covid-19 con il Next Generation EU (NGEU), un programma molto ambizioso che prevede investimenti e riforme mirate a favorire e accelerare la transizione ecologica e digitale, migliorare la formazione dei lavoratori, raggiungere una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.

Per l’Italia il NGEU è sicuramente una grandissima opportunità di riforme, investimenti, sviluppo e riscatto. Il nostro Paese, inoltre, è il primo beneficiario dei due principali strumenti del NGEU:

  • il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) che ha una durata di 6 anni, dal 2021 al 2026, e una dimensione di 672,5 miliardi di euro, di cui 312,5 milioni in sovvenzioni e 360 miliardi in prestiti a tassi agevolati;
  • il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU).

Il Dispositivo RRF ha richiesto agli Stati membri di presentare un pacchetto di investimenti e riforme che devono includere sei grandi aree di intervento:

  • transizione verde
  • trasformazione digitale
  • crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
  • coesione sociale e territoriale
  • salute e resilienza economica, sociale e istituzionale
  • politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani

Ed è qui che nasce il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Articolato in 6 Missioni e 16 Componenti, il PNRR ha come obiettivo l’ammodernamento del Paese, riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana e avviare il Paese ad una transizione ecologica e digitale.

Vediamo insieme quali sono le Missioni che lo compongono:

M1. “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”

M2.  “Rivoluzione verde e transizione ecologica”

M3. “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”

M4. “Istruzione e ricerca”

M5.  “Inclusione e coesione”

M6. “Salute”

La transizione ecologica, come indicato dall’Agenda 2030 dell’ONU, è alla base del nuovo modello di sviluppo italiano ed europeo e arriva direttamente dall’European Green Deal, che segna come obiettivo Europeo il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 e la riduzione delle emissioni serra del 55% entro il 2030.

Secondo le direttive del NGEU ben il 37% della spesa per investimenti e riforme dei PNRR deve sostenere gli obiettivi climatici, in modo tale da ridurre le emissioni inquinanti, prevenire e contrastare il dissesto del territorio, minimizzare l’impatto delle attività produttive sull’ambiente in modo da lasciare un’Italia più verde con un’economia più sostenibile alle generazioni future.  

Alla transizione digitale, invece, deve essere dedicato almeno il 20%

È previsto inoltre che, grazie al PNRR, nel 2026 il Pil sarà più alto del 3,6% rispetto ad uno scenario senza il Piano. 

Gli ultimi aggiornamenti

Possiamo affermare che molti obiettivi preposti dal 2020 ad oggi sono stati raggiunti, ma sono ancora tanti quelli da realizzare e la strada è ancora lunga.

Fra i “successi” ricordiamo per esempio l’attivazione della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) della Missione 1.3.1 del PNRR, che ha permesso lo scambio semplificato di informazioni tra Enti e Pubblica Amministrazione, favorendo l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle basi dati pubbliche. 

Recentemente è stata approvata una nuova proroga che riguarda proprio la Misura 1.3.1: tutti i Comuni finanziati hanno ancora circa 90 giorni a disposizione per scegliere le software house con cui avviare il processo di interoperabilità con la nuova PDND. Anche UrbisMap, da sempre sostenitore del processo di digitalizzazione della PA, ha sviluppato le proprie API. Il servizio, come spieghiamo in questo vecchio articolo, consiste nello sviluppo, pubblicazione e mantenimento degli e-service sulla PDND, che danno accesso ai dati presenti sul Geoportale.

Il nuovo PNRR

Ora il valore del Piano è pari a 194,4 miliardi di euro di cui 122,6 miliardi in prestiti e 71,8 miliardi in sovvenzioni e copre 66 riforme e 150 investimenti

A fine 2023 la Commissione Europea ha approvato il nuovo PNRR italiano, nel quale è stato incluso un nuovo capitolo dedicato all’iniziativa REPowerEU.

Per trovare i fondi necessari a attuare gli investimenti per questo capitolo, il Governo ha proposto di definanziare ben 9 investimenti dal PNRR da coprire con altre fonti di finanziamento come i fondi europei e nazionali delle politiche di coesione.

Sempre a fine 2023, il Governo ha richiesto a Bruxelles la quinta rata di finanziamenti, nella quale sono stati inseriti 52 obiettivi dal valore complessivo di 10,6 miliardi di euro.

Sono stati messi in conto importanti investimenti nei comparti dell’agricoltura per aumentare l’efficienza dei sistemi di irrigazione e per favorire la produzione di energia verde, nel settore dei trasporti pubblici con interventi come l’elettrificazione della linea ferroviaria del Mezzogiorno, nel settore culturale, sanitario, della Pubblica Amministrazione con interventi per la transizione digitale, e dell’Università, con l’assegnazione di borse di studio e il finanziamento di progetti di ricerca. Sono previsti significativi traguardi in tema di digitalizzazione, con particolare riferimento al Ministero della difesa, della giustizia, al Consiglio di Stato, all’Inps e all’Inail. 

Per quanto riguarda le riforme si può affermare che sono stati raggiunti importanti obiettivi, come la piena operatività del sistema nazionale di e-procurement per l’acquisizione di beni, servizi e informazioni per via telematica, riorganizzazione del sistema scolastico e l’entrata in vigore delle misure dedicate alla concorrenza e al quadro legislativo degli appalti pubblici.

Lultima relazione sullo stato di attuazione del PNRR della Corte dei Conti presenta i dati relativi al primo semestre 2023. Risultano conseguiti tutti i 28 obiettivi del periodo di tempo preso in analisi, portando al 34% il livello complessivo di attuazione del Piano. 

A Gennaio 2024 a Palazzo Chigi si è tenuta la Cabina di regia PNRR, con lo scopo di effettuare una verifica dello stato di attuazione del Piano ed è stata fatta una prima analisi sul conseguimento dei 39 traguardi della sesta rata, pari a 9,1 miliardi di euro, e i 74 traguardi della settima rata pari a 19,67 miliardi di euro.

Secondo il ministro degli affari europei e del PNRR Raffaele Fitto, però, alcuni interventi del PNRR da qui al 30 giugno 2026, non possono essere realizzati, come emerge dalla relazione semestrale della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del Piano, infatti,  oltre la metà delle misure è ancora in una fase iniziale dei progetti.

 A rallentare la realizzazione del Piano contribuisce sicuramente la precarietà del personale pubblico dedicato, al momento, inoltre, non è stata fornita una descrizione dettagliata degli interventi che si intendono realizzare con il Piano, ma solo una lista degli obiettivi generali del nuovo PNRR.

Alcuni progetti, come già anticipato, sono stati dunque modificati in quanto considerati irrealizzabili o non ammissibili e rischiavano di non essere attuati nei tempi prefissati. I finanziamenti per questi progetti verranno quindi presi da altri programmi europei e nazionali in quanto il PNRR ha invece, secondo la Meloni, tempi “molto più stringenti”.

UrbisMap: il servizio di Esternalizzazione SUAPE

L’istituzione del SUAPE ha avuto un ruolo cardine all’interno della digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni.

Nel 2017 il servizio è stato introdotto anche in Sardegna e questo ha permesso di riunire, all’interno di un unico portale telematico, tutti i procedimenti amministrativi legati all’edilizia e alla produttività.

Con il SUAPE, quindi, chi vuole avviare o sviluppare un’attività in Sardegna, oppure tutti coloro che devono realizzare un intervento edilizio, hanno finalmente un unico strumento per interagire con i vari Enti e interlocutori.

Ora, il cittadino può presentare per via telematica la propria pratica al SUAPE senza limiti di orario e senza l’obbligo di recarsi fisicamente in un ufficio.

Quali sono i vantaggi del SUAPE?

  • Semplificazione: avere un unico portale di riferimento permette al cittadino di non doversi rivolgere a mille uffici e mille tecnici, e all’Ente di avere tutte le pratiche raccolte digitalmente nel medesimo strumento. In poche parole, tecnici, cittadini e Pubblica Amministrazione parlano finalmente la stessa lingua, semplificando gran parte del lavoro di entrambe le parti;
  • riduzione dei tempi: tutte le procedure vengono presentate per via telematica e vengono inoltrate automaticamente all’Ente di riferimento, che si ritroverà una sorta di “scrivania elettronica” pronta da lavorare. Al termine della procedura, il cittadino ottiene una ricevuta automatica che attesta la presentazione e la presa in carico della pratica da parte del sistema;
  • trasparenza: tutte le pratiche vengono raccolte, registrate e firmate digitalmente, questo fa sì che i dati siano sempre consultabili sia dal cittadino che dall’Ente e che vengano conservati sotto forma di storico all’interno del portale;
  • universalità: finalmente tutte le pratiche vengono inviate con la stessa procedura da parte di tutti i cittadini, creando così una modalità universale di presentazione della richiesta. Al contempo, anche gli Enti riceveranno le pratiche in maniera predefinita e uguale per tutti.

Per poter inviare la pratica è necessario compilare la DUA (Dichiarazione Unica Abilitativa) e la modulistica necessaria; una volta spedita, la pratica verrà poi inoltrata all’Ente di competenza.

Ad oggi la gestione delle pratiche è in mano a Comuni e Unioni di Comuni che possono decidere di affidarsi ad aziende esterne che si occupano di svolgere e offrire quel determinato servizio per l’Ente.

Perchè delegare?

Gli Enti, spesso scarni di personale ma soprattutto di tempo, hanno reso il servizio altalenante, portando così all’esternalizzazione del SUAPE.

È qui che entra in gioco UrbisMap!

Il servizio di UrbisMap

Sostituendoci di fatto all’organigramma della PA, il nostro servizio garantisce la gestione, il supporto e la verifica formale delle pratiche SUAPE tramite personale altamente qualificato e performante.

Vediamo sinteticamente in cosa consiste il nostro servizio:

  • Set-up iniziale del Portale SUAPE comunale, con la predisposizione e il caricamento dei nuovi modelli su carta intestata;
  • Accesso accreditato dei nostri operatori allo sportello comunale e ai propri servizi di protocollazione;
  • Attivazione del servizio, con assistenza telefonica al pubblico 5 giorni alla settimana e, se richiesto, Front Office settimanale presso gli uffici dell’Ente;
  • Verifica formale, soccorso istruttorio, avvio dei procedimenti, indizione conferenze e rilascio dei provvedimenti;
  • Pre-istruttoria urbanistica tramite il Geoportale UrbisMap, in base alle dichiarazioni indicate nella modulistica sulla presenza di vincoli paesaggistici e idrogeologici;
  • Assistenza agli Enti terzi per una maggiore comprensione dei procedimenti in corso, velocizzando così il rilascio dei pareri.

I vantaggi di affidare l’esternalizzazione SUAPE a UrbisMap

UrbisMap garantisce ai cittadini un servizio puntuale e dedicato, inoltre consente alle Unioni e ai singoli Comuni di alleggerire la propria mole di lavoro, prendendo in carico le pratiche presentate dal cittadino tramite lo sportello regionale, sottoponendole a verifica formale e presentandole poi al tecnico di competenza.

Ma perchè scegliere proprio UrbisMap?

Grazie all’ausilio del Geoportale UrbisMap, i nostri tecnici effettuano un controllo diretto delle pratiche sul nostro webgis, che viene messo anche a disposizione degli Enti. Questo cruciale passaggio permette di velocizzare il processo istruttorio e la verifica sulla veridicità delle autocertificazioni pervenute sul portale. Al tempo stesso il Geoportale è disponibile anche ai cittadini, sarà dunque più semplice anche per loro ricercare e individuare norme e regolamenti edilizi che li guideranno ad una corretta compilazione delle pratiche da presentare.

In sostanza, UrbisMap funziona da ponte che unisce tecnici, Pubblica Amministrazione e cittadini, che hanno finalmente a loro disposizione uno strumento unico ma soprattutto unificatore.

Se lavori per un Ente pubblico, un Comune o un Unione di Comuni, e vuoi avere maggiori informazioni sul servizio di esternalizzazione SUAPE di UrbisMap, puoi scriverci tramite il form sottostante. Ti risponderemo in brevissimo tempo per fornirti tutti i dettagli, anche economici, sul servizio.

UrbisMap: salutiamo il 2023, accogliamo il 2024!

Il 2024 bussa ormai alla porta: concludiamo il capitolo di un anno ricco di sfide, successi e crescita, ripercorrendo il viaggio che è stato il 2023 per la nostra azienda.

Come sempre, facciamo insieme un riassunto di quelli che sono stati i momenti chiave dell’anno che sta per finire per UrbisMap.

Da Gennaio sono cambiate tante cose: è stato un anno dedicato allo sviluppo della nostra azienda tra eventi e duro lavoro per migliorare tutti quegli aspetti che rendono unico il Geoportale UrbisMap!

Urbis Tour

urbis tour

Un grandissimo trampolino di lancio per noi è stato l’avvio dell’ “Urbis Tour” che ci ha permesso di incontrare tecnici, liberi professionisti e Pubblica Amministrazione e soprattutto di poterci confrontare con loro.

Ma in cosa consiste?

Sono, essenzialmente, delle giornate, organizzate in tutta la Sardegna e dedicate alla formazione, durante le quali presentiamo e formiamo i partecipanti sul funzionamento di tutte le versioni di UrbisMap: Freemium, Premium e Premium PA.

La nostra prima tappa è stata Olbia verso fine Settembre, per poi spostarci in altre località della Sardegna come a Monserrato, per un evento formativo dedicato ai Geologi e siamo stati invitati a Cagliari presso la sede degli Architetti per un altro evento dedicato al loro Ordine. 

Una tappa d’eccezione è stata Genova, in cui siamo atterrati in occasione della 40esima Assemblea ANCI, alla quale abbiamo fieramente partecipato in qualità di unico espositore tech sardo.

Durante l’Assemblea, abbiamo potuto presentare UrbisMap a livello nazionale e il nostro focus principale è stata la Pubblica Amministrazione. Entrambi sono stati motivi di grande orgoglio per la nostra azienda.

Piccolo grande spoiler: il tour continuerà anche nel 2024, quindi se non abbiamo ancora tenuto un evento nel tuo Comune ma ti piacerebbe organizzarne o richiederne uno, scrivici, siamo sempre a disposizione!

UrbisMap’s Academy

urbismap's academy

Un’altra grande new entry è stata la UrbisMap’s Academy! 

Premessa: non siamo una scuola di formazione, ma ci piace, e pensiamo che sia importante, investire nei talenti e trasmettere il nostro sapere a nuove persone. Per questo motivo, a novembre, abbiamo ideato e lanciato il nostro primo corso di formazione per diventare tecnico GIS.

Il corso, rivolto ad ingegneri, architetti, geometri, geologi e periti, ma anche appassionati della materia e studenti, è mirato a fornire le basi, immediatamente pratiche, per realizzare e gestire sistemi informativi territoriali, che serviranno nella professione di tecnico GIS in ambito urbanistico, edilizio, ambientale e tecnologico.

Passiamo alle novità tecniche!

Iniziamo col botto: UrbisMap Premium

Come ben sai, nel 2023 abbiamo lanciato il nostro, ma anche vostro, amato Pacchetto Premium, il servizio in abbonamento dedicato a tecnici e liberi professionisti.

Grazie ai suoi strumenti avanzati, UrbisMap Premium semplifica ogni giorno il lavoro di architetti, ingegneri, geometri, geologi, periti e non solo!

È stata la novità sicuramente più apprezzata e per questo vi ringraziamo con tutto il cuore: è una soddisfazione immensa per noi ricevere i vostri feedback e i vostri consigli su come migliorare un prodotto, che già così com’è, state amando!

Già da adesso, ma ancora di più nel 2024, stiamo lavorando e continueremo a lavorare e a migliorare le funzioni del Pacchetto Premium, apportando numerose migliorie anche grazie ai vostri preziosi consigli.

Insomma, Premium è l’alleato ideale se lavori nel settore dell’edilizia, dell’immobiliare e delle energie rinnovabili, quindi se non l’hai ancora acquistato, cosa stai aspettando? Per l’anno nuovo, regalati un lavoro più semplice e veloce, acquista subito!

Cos’è cambiato all’interno del Geoportale?

Se utilizzi spesso UrbisMap, ti sarai sicuramente accorto che sono cambiate un po’ di cose.

Grazie al lavoro dei nostri tecnici abbiamo potuto migliorare l’interfaccia del Geoportale, rendendola più leggibile, chiara e funzionale. È stato possibile, inoltre, affinare i servizi già in essere per la Pubblica Amministrazione, migliorare la qualità dei dati presenti su UrbisMap.com, aggiungerne di nuovi e potenziare il back e il front-end di tutto il sistema.

I buoni propositi per il 2024!

Cosa ci aspettiamo dal 2024? Se le aspettative sono alte, le ambizioni lo sono ancora di più!

Fieri di quello che abbiamo raggiunto nel 2023, per il nuovo anno abbiamo come obiettivo una crescita a 360 gradi, che vedrà protagoniste tantissime novità legate a tutti gli aspetti di UrbisMap

Sicuramente presenteremo un Pacchetto Premium aggiornato, migliorato e ancora più performante, proprio imperdibile insomma! (Ti ho già detto che per il nuovo anno sarebbe proprio un bel regalo? Dagli un’occhiata dai!

L’Urbis Tour, come già annunciato, non si fermerà..anzi: prevediamo di portare UrbisMap in maggiori posti possibili! Per il momento abbiamo già in programma alcune date in Sardegna, ma speriamo di riuscire a organizzare qualche tappa in Italia, accrescendo la presenza di UrbisMap a livello Nazionale

Anche l’ Academy prevede interessanti novità: il corso per tecnico GIS è stato un successo e, perchè no, potrebbe ripetersi anche nel 2024! Quindi, se sei interessato, contattaci subito e scrivici quale argomento ti piacerebbe affrontare nei nostri corsi!

Il super recap di fine anno è terminato, giuro, grazie per essere arrivato fino alla fine di questa lettura! Ti vogliamo ringraziare anche per l’anno trascorso insieme e per la fedeltà riposta.

Approfittiamo di questo momento per augurarti sinceramente delle serene e felici feste, tieniti pronto: le novità del 2024 sono vicinissime!

A presto, UrbisMap Staff.


Urbismap: pubblicati i piani nazionali di zone sismiche e climatiche

Negli ultimi anni stiamo assistendo a forti e preoccupanti cambiamenti climatici che stanno destabilizzando la struttura dei nostri territori, non solo nazionali, ma mondiali. Questo da il via ad una concatenazione di episodi naturalistici importanti, come alluvioni o terremoti, che scombussolano l’assetto ambientale a cui eravamo abituati. Mettiamo dentro questo prospetto una guerra tra potenze mondiali che sono in grado di influire sulla nostra quotidianità (es: nella distribuzione del gas) e capiamo che siamo di fronte a delle importanti problematiche sociali, ambientali e climatiche che non possono più essere tralasciate.

Sono di questi giorni le notizie che riportano una serie di terremoti nella nostra penisola e, per ridurre gli effetti sul patrimonio pubblico e privato, lo Stato già da tempo si è concentrato sulla classificazione di tutto il territorio in termini di pericolosità sismica, ovvero differenziando tutto lo stivale per zone sismiche in base all’intensità con cui il fenomeno si potrebbe presentare, definite in base allo studio degli avvenimenti passati e da cui derivano norme e regolamenti per la costruzione o l’adeguamento degli edifici, pubblici e privati.

Recentemente è stato aggiornato il piano delle zone sismiche, in cui si suddivide il territorio nazionale in quattro zone: si va dalla zona uno che ha la probabilità più alta che capiti un forte terremoto, sino alla zona quattro dove la probabilità che capiti un terremoto è molto bassa. Rispetto al passato viene ora eliminata la dicitura di territorio “non-classificato” e a ciascuna zona viene attribuito un valore d’azione sismica, di cui si deve tener conto in fase di progettazione e realizzazione delle nuove costruzioni, o durante il recupero del patrimonio esistente.

Le novità introdotte con l’aggiornamento sono state pienamente recepite e ulteriormente affinate, grazie anche agli studi svolti dai centri di competenza (Ingv, Reluis, Eucentre). Il piano è stato recentemente pubblicato sul nostro Geoportale Urbismap, dal quale interrogando la mappa si ottiene in risposta tutta l’informativa urbanistica locale e nazionale, tra cui la classificazione sismica, accompagnata da tutte le norme, i vincoli e le regole speciali introdotte dall’aggiornamento.

Zone climatiche nazionali

Come detto in precedenza, siamo in un periodo di transizione dove dobbiamo fare i conti con quanto accade nel mondo. Da questa considerazione generale deriva la recente decisione del Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani di ridurre il consumo di gas nella penisola rimodulando il calendario d’utilizzo dei sistemi di riscaldamento, in luoghi pubblici e privati, regione per regione, ovvero spostando di 15 giorni l’accensione rispetto ai precedenti standard e anticipando di una settimana lo spegnimento.

Il piano ministeriale prevede anche l’abbassamento di un grado centigrado per tutti gli edifici, che dovrà quindi settarsi a diciassette gradi per quelli ad uso produttivo e a diciannove per le restanti costruzioni, abitazioni incluse, fatta eccezione per ospedali, asili nido e scuole materne, case di riposo e piscine.

Tutto questo è stato attuato usufruendo della classificazione climatica di tutto il territorio nazionale, data dal D.P.R. n.412 del 26/08/1993, allegato A, e le sue successive modifiche, in cui si stabilisce la classificazione climatica di oltre 8000 comuni italiani in relazione alla loro temperatura media durante l’anno. Temperature che devono necessariamente essere prese in considerazione per la definizione dei calendari legati al riscaldamento degli edifici, ma anche per la classificazione energetica degli stessi.

Le zone climatiche italiane sono sei e vengono classificate in ordine crescente di rigidità: A (<600 GG), B (600 – 900 GG), C (901 – 1400 GG), D (1401 – 2100 GG), E (2101 – 3000 GG), F ( >3000 GG), dove per GG si intende “gradi giorno” ovvero la somma della differenza (solo quella positiva) tra la temperatura interna decretata da ogni Paese (fissata a 20°C) e la temperatura media esterna. Tanto è più alto il valore, tanto più rigido risulta il clima dello specifico territorio.

Partendo, da questa classificazione delle zone climatiche, considerando le condizioni ambientali attuali, specifiche per ogni zona d’Italia, il Ministro della transizione ecologica ha potuto stabilire il nuovo calendario sull’utilizzo del riscaldamento, in vigore dallo scorso 22 ottobre.

Perché consultare il piano delle zone climatiche su Urbismap?

Urbismap da la possibilità a tutti di consultare su mappa il piano delle zone climatiche. Quest’ultimo suddivide il territorio nazionale nelle 6 zone e all’interrogazione di uno specifico territorio è possibile conoscere la specifica classificazione climatica e i GG (gradi giorno), con cui un tecnico potrà redigere le relazioni termiche necessarie per la costruzione di nuovi edifici o la ristrutturazione del patrimonio esistente, rendendo quest’ultimi più efficaci da punto di vista energetico.

Nuovi piani anche in Sardegna: pubblicate le mappe delle aree non idonee all’installazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili

L’ulteriore piano appena pubblicato su Urbismap riguarda solo la regione Sardegna e individua le aree e i siti non idonei all’installazione d’impianti a fonti rinnovabili. Il piano, definito dall’Assessorato all’Industria, in collaborazione con gli Assessori della difesa dell’ambiente e degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica tramite Deliberazione n.59/90 del 27/11/2020, detta le linee guida per l’autorizzazione di specifici impianti alimentati da fonti rinnovabili, come fotovoltaico ed eolico.

Il piano ha certamente come obiettivo la tutela ambientale e del paesaggio regionale, oltre che della biodiversità e del patrimonio storico e culturale, ma vuole anche perseguire gli obiettivi energetici previsti entro il 2030 con cui la regione, attraverso l’installazione di impianti di generazione da fonte rinnovabile, produrrà circa 2-3 TWh di energia elettrica ulteriore rispetto a quella esistente.

Nell’ottica di fornire un quadro di riferimento il più possibile completo, su Urbismap è stato pubblicato oltre al layer del piano, che permette di visualizzare su mappa le aree e i siti classificati come non idonei all’installazione di impianti a fonti rinnovabili, anche le tavole, le tabelle e gli allegati della deliberazione, con tutti i riferimenti che consentono la più adeguata classificazione dell’area.

Le disposizioni si applicano alle seguenti tipologie di impianto, da cui derivano ulteriori classi, per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile:

  • Impianto fotovoltaico al suolo e solare termodinamico;
  • Impianto eolico;
  • Impianto di generazione elettrica da biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas;
  • Impianto idroelettrico;
  • Impianto geotermoelettrico.

Il riconoscimento di non idoneità di una specifica area o sito ad accogliere una tipologia d’impianto dipende anche dalle caratteristiche dimensionali dell’impianto stesso da realizzare, oltre che dall’esistenza di specifici vincoli riportati nelle restanti normative vigenti, regionali e comunali, sia per quanto riguarda aree e siti sensibili, sia per elementi presenti nel territorio (es: reti stradali o ferroviarie, aeroporti, condotte idriche, etc etc).

Come visualizzare i nuovi piani su Urbismap

Il procedimento per visualizzare i nuovi piani sul Geoportale è molto semplice. Tutti i piani di cui abbiamo parlato, nazionali e non, sono consultabili da qualsiasi utente interrogando la mappa su un punto di proprio interesse. Una volta entrati su Urbismap.com, possiamo cliccare sul punto geografico e visualizzare nell’area di dialogo le informazioni urbanistiche connesse al punto, quindi anche i nuovi piani pubblicati. Oppure, possiamo visualizzare il piano senza dover necessariamente interrogare la mappa, andando prima sulla tab layer e selezionando il piano specifico al quale siamo interessati, ad esempio “classificazione sismica” o “zone climatiche” o ancora “aree non idonee fonti rinnovabili”.

Vuoi avere informazioni più specifiche su Urbismap o i Piani appena pubblicati? Scrivici, puoi farlo compilando il form sottostante.

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    Il Gis a supporto della rigenerazione urbana

    Negli ultimi anni si è diffuso sempre più il concetto di rigenerazione urbana, un nuovo modo di intendere e concepire le città al fine di renderle più smart, efficienti, abitabili e sostenibili.

    La rigenerazione urbana è un vero e proprio processo che avviene attraverso un insieme di azioni volte al recupero e alla riqualificazione di uno spazio urbano, in cui si cerca di limitare il consumo di territorio a tutela della sostenibilità ambientale, migliorando la qualità della vita del cittadino, del decoro urbano e del tessuto sociale.

    Qualche mese fa, in questo articolo, abbiamo parlato di tutte le opportunità offerte dal governo, in particolare degli investimenti previsti dal PNRR anche in ambito di rigenerazione urbana, dedicati alla costruzione e ristrutturazione di edifici pubblici, alla demolizione di quelli abusivi, alla promozione di attività culturali e sportive nelle aree riqualificate, ma anche alla sostenibilità e creazione delle aree verdi urbane.

    Investimenti destinati non solo alle grandi aree metropolitane, ma accessibili anche a realtà comunali di piccole dimensioni. Accedervi non è semplice e la concorrenza è tanta. Senz’altro, pensiamo che gli Enti che già utilizzano strumenti e servizi digitali, che semplificano alcuni dei processi valutativi e progettuali, come i sistemi GIS, sia un passo avanti agli altri.

    Quindi, come può il GIS, meglio ancora se in cloud, aiutare i Comuni nella progettazione ed esecuzione degli interventi di rigenerazione urbana?

    Il digitale per la rigenerazione urbana

    Gli Enti pubblici hanno il fondamentale ruolo di coordinare e gestire, oltre che progettare e pianificare, gli interventi di rigenerazione urbana. Per farlo hanno bisogno di strumenti digitali che semplificano tutte le sue fasi. Tra questi, troviamo sicuramente i sistemi GIS (Geographic information system), che come il buon wikipedia ci insegna, altro non sono che: sistemi informativi geografici che consentono l’acquisizione, registrazione, analisi, visualizzazione, restituzione, condivisione e presentazione di informazioni derivanti da dati geografici.

    I sistemi GIS sono, quindi, in grado di fornire dati preziosi sia per chi governa città e territori, sia per chi progetta e costruisce negli stessi luoghi. Infatti, permettono di mappare quartieri, zone, aree e ottenere informazioni utili per organizzare infrastrutture, viabilità, centri abitati, migliorando il controllo del territorio e i flussi di lavoro per la gestione delle pratiche di pianificazione.

    Tutto il mondo della progettazione, da diversi anni, è orientato verso una maggiore attenzione nei confronti della trasformazione del territorio, attraverso l’utilizzo di sistemi informatici come i sistemi GIS, o la loro integrazione con il sistema BIM (Building Information Modeling), il quale consente di migliorare tutta la gestione dei dati di progettazione e costruzione, ottimizzando i processi di pianificazione, realizzazione e gestione delle opere architettoniche.

    In questo modo è possibile valorizzare il dato informativo come elemento centrale del processo di pianificazione, unendo tramite i sistemi GIS le informazioni relative ad un edificio o un’infrastruttura con gli aspetti che caratterizzano il territorio dove è collocato.

    Il sistema GIS di Urbismap

    La digitalizzazione va a favore della rigenerazione urbana e Urbismap, in qualità di sistema GIS, fa parte di questo processo di trasformazione e innovazione. Come raccontato pù volte, infatti, Urbismap nasce come Sistema Informativo Territoriale in cloud che aiuta le Pubbliche Amministrazioni, i Tecnici e i privati Cittadini a consultare, velocemente e in ogni momento, piani urbanistici, dati catastali, vincoli e normative di tutto il territorio nazionale.

    Trasformato e arricchito di nuovi strumenti negli anni, Urbismap resta comunque lo strumento GIS che facilita, velocizza e migliora il controllo e la pianificazione del territorio in termini urbanistici, normativi, edilizi, ambientali e di gestione delle risorse pubbliche.

    Ripensare un intero quartiere o un’infrastruttura sono operazioni complesse, per cui l’utilizzo di un Geoportale come Urbismap può supportare, concretamente, gli attori coinvolti nelle scelte di sviluppo, di progettazione, di realizzazione e di gestione. Infatti, per sua natura, permette la pubblicazione e consultazione di una mole importante di dati, associati alle informazioni geografiche del territorio d’interesse progettuale.

    Inoltre, essendo in cloud e accessibile a tutti, anche al tecnico e al cittadino, facilita la collaborazione tra Pubblica Amministrazione e progettisti, integrandosi perfettamente con i sistemi di progettazione e ottenendo così un’attività di pianificazione condivisa tra chi progetta le opere, chi le realizza e chi, poi, le gestisce. In questo senso, il fulcro di tutto il sistema, è la condivisione e l’accessibilità del dato.

    Il PNRR ha dettato le linee progettuali per gli interventi di rigenerazione urbana, agli Enti resta l’onere di progettare e promuovere tali interventi, utilizzando anche sistemi come quelli di cui vi abbiamo appena raccontato, i quali garantiscono in maggior modo trasparenza, semplificazione, operatività e attuazione di ciò che si è progettato.

    Se lavori per un Ente Pubblico e vuoi avere informazioni più specifiche sul GIS di Urbismap scrivici, compilando il form sottostante.

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      I sistemi cloud per la digitalizzazione delle PA

      Riprendiamo a parlare del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, strumento introdotto dall’Unione Europea e opportunità di crescita per l’Italia. Come sappiamo uno degli assi strategici è quello della digitalizzazione e innovazione, che ha come obiettivo principale la trasformazione della Pubblica Amministrazione, al fine di renderla più semplice per cittadini e imprese, riducendo i tempi e i costi, contribuendo alla creazione di nuovi posti di lavoro e fornire nuovi servizi più efficienti in termini di di contenutistrumenti di fruizione e di sicurezza.

      Nel nostro articolo vi abbiamo già parlato delle risorse del PNRR messe a disposizione dal Governo e consultabili attraverso il portale Italia Domani . Il Dipartimento per la trasformazione digitale sta promuovendo in modo particolare il completo passaggio al cloud delle infrastrutture e dei servizi digitali locali, in coerenza con gli obiettivi della Strategia Cloud Italia, che prevede la migrazione per il 75 % delle PA italiane verso il cloud di dati e servizi digitali secondo criteri di classificazione precisi.

      I benefici dei sistemi cloud

      Con la pandemia da Covid 2019 le tecnologie digitali, e in particolare il Cloud, hanno assunto un ruolo strategico nell’operatività degli enti pubblici e privati, dando una forte spinta al cambiamento di mentalità e cultura. Diversi aspetti hanno messo in difficoltà le amministrazioni: il lavoro in smart working, la digitalizzazione dei servizi , l’utilizzo di sistemi di archiviazione obsoleti e di difficile accessibilità, l’aumento del flusso di informazioni nel quotidiano e la gestione non ottimizzata di dati e documenti.

      Con l’implementazione dei sistemi Cloud è possibile la migrazione dei dataset e delle applicazioni necessarie alla PA verso un’infrastruttura accessibile da remoto; in questo modo i servizi vengono erogati via internet con collegamento tramite browser senza l’acquisto di software e installazioni.

      Sono tanti i benefici: flessibilità, in quanto viene garantita l’accessibilità ai dati e alle applicazioni delle PA in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo; adattabilità dei servizi in base alle esigenze degli utenti; personalizzazione degli applicativi; affidabilità grazie alla loro facilità di aggiornamento e manutenzione; scalabilità che consente di aumentarne la potenza in base al numero di utenze attive.

      Altri vantaggi importanti sono l’assenza di costi relativi all’hardware, non essendo più necessario acquistare server e sistemi di archiviazione costosi e ingombranti, e la sicurezza dei dati, poiché si garantisce che tutti i dati e i servizi residenti su un cloud siano protetti da attacchi o violazioni che riguardano la disponibilità, l’integrità e la riservatezza. Inoltre, consentono di avere un piano di Disaster Recovery che, in caso di danneggiamento dei sistemi, utilizza delle soluzioni avanzate di backup online per ripristinare i file aziendali e recuperare informazioni importanti. Se un documento cartaceo viene perso, invece, non si può mai tornare indietro e recuperarlo.

      Infine, aumenta la collaborazione e semplificazione del lavoro tra uffici e settori dell’Ente, in quanto tutti utilizzando lo stesso sistema di archiviazione, attraverso le stesse procedure di archiviazione, salvataggio e consultazione.

      Urbismap e le opportunità del PNRR

      Se parliamo di sistemi cloud è perché Urbismap nasce proprio così! Sin dall’inizio abbiamo sviluppato un sistema informativo territoriale che fosse di facile utilizzo, accessibile, sicuro e sempre aggiornato. Il nostro Geoportale è, infatti, una piattaforma in cloud che consente la consultazione da parte della Pubblica Amministrazione, dei cittadini e liberi professionisti dei dati territoriali, urbanistici, catastali e normativi, da qualsiasi dispositivo e in qualsiasi momento del giorno e della notte.

      Proprio per questo vogliamo collaborare alla missione del PNRR dedicata alla transizione al digitale, dando il giusto supporto alla trasformazione digitale delle Pubbliche Amministrazioni locali con l’obiettivo di facilitare e attuare il completo passaggio al cloud delle infrastrutture e dei servizi digitali.

      Attraverso la piattaforma PA digitale 2026 è stato pubblicato l’avviso “Abilitazione al cloud per le PA Locali” destinato ai Comuni, il quale gli consente di accedere al finanziamento dedicato alla migrazione verso il cloud di tutte le infrastrutture comunali, con scadenza il 22 luglio 2022. Nel bando, vengono presentati i requisiti di accesso, le modalità di partecipazione, gli interventi finanziabili e le classi di servizi oggetto della migrazione, come Urbanistica ed Edilizia (Pianificazione,Toponomastica e Pratiche SUE).

      La struttura dell’offerta si basa sulla dimensione del comune e sulla tipologia di migrazione che il comune andrà a selezionare. A seconda della fascia di appartenenza, quindi, ogni comune potrà finanziare un numero di servizi minimi e massimo e l’importo del finanziamento dipenderà dalla modalità di migrazione, trasferimento in infrastrutture cloud o aggiornamento in sicurezza in cloud e dal numero di servizi richiesti. I comuni dovranno presentare un piano di migrazione per poi valutare il fornitore e completare la migrazione.

      Ma come stanno rispondendo le Città e i Comuni a queste opportunità? Quali sono le loro richieste e le sfide da affrontare? Vittorio Colao, Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, all’apertura dei bandi che finanziano la digitalizzazione dei comuni italiani previste dal PNRR ha ribadito :

      “I Comuni sono le istituzioni più vicine alle esigenze dei cittadini, e proprio per questo motivo devono essere considerate il punto di partenza per una vera trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione”

      In questi giorni, poi, si è tenuto l’Evento “Il Paese che riparte“, organizzato dalla società FORUM PA, per discutere sull’attuazione degli investimenti e delle riforme del PNRR. Numerosi sono stati gli incontri dove si son messi al centro del confronto persone, competenze e tecnologie. In particolare, è stato sottolineato come le Città Metropolitane e i comuni italiani stanno rispondendo alle sfide principali della trasformazione digitale per assicurare l’autonomia tecnologica del Paese, garantire il controllo sui dati e aumentare la resilienza dei servizi digitali.

      Tanti sono i vantaggi descritti durante l’evento, ma anche le urgenze e necessità riportate dagli Enti locali, ad esempio la richiesta di personale tecnico e amministrativo competente, il rafforzamento dei rapporti con i fornitori delle infrastrutture informatiche e il giusto coordinamento tra Città metropolitane e i piccoli comuni limitrofi.

      Noi di Urbismap siamo pronti a contribuire a questa rivoluzione digitale e dare il giusto supporto agli Enti della PA che vogliono farne parte. Se lavori in un Ente Pubblico e vuoi avere informazioni più specifiche sui nostri servizi in cloud e digitali non esitare a contattarci.

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        La Dematerializzazione e la consultazione delle pratiche edilizie su UrbisMap

        Il processo di dematerializzazione in Urbismap

        Oggi continuiamo a parlare del nostro servizio di dematerializzazione, già presentato in questo vecchio articolo, che come abbiamo già detto permette di convertire in digitale tutta la documentazione presente negli archivi dell’Ente pubblico o privato, in particolare le pratiche edilizie, e georeferenziarle su mappa così da renderle disponibili alla consultazione tramite il Geoportale UrbisMap, con funzionalità avanzate di ricerca ed estrazione dei dati.

        Nei nostri uffici vengono svolti una serie di processi che permettono la completa dematerializzazione dei documenti. La prima fase è caratterizzata dall’acquisizione delle pratiche dall’Ente. Ci occupiamo di verificarle, smistarle e riordinarle, essendo in formato cartaceo e spesso suddivise per annualità e, in accordo con l’Ente, a seconda delle necessità, vengono definite in fase di preventivo tutti i dettagli del servizio, dalla riorganizzazione dell’archivio cartaceo con individuazione dei documenti da digitalizzare, sino alla tipologia di documento da scansionare, archiviare e georeferenziare.

        Successivamente, avviene la fase della scansione, in cui i nostri operatori selezionano i singoli documenti da digitalizzare, come concordato, per poi passare alla vera e propria conversione dei file in digitale. Successivamente avviene l’archivizione, dove tutti i file ottenuti vengono accuratamente archiviati su server cloud certificati seguendo una precisa nomenclatura concordata con l’Ente che garantisce l’immediata ricerca e consultazione dei documenti online. In conclusione, il database prodotto viene poi importato su Urbismap, tramite processo di georeferenziazione delle pratiche edilizie, da cui sarà possibile ricercare, consultare e scaricare tutta la documentazione prodotta per singola pratica.

        Con questa operazione viene costruito il fascicolo del fabbricato, ovvero lo storico documentale del fabbricato stesso in termini di titoli edilizi. In questo modo tutte le pratiche sono posizionate su mappa e sono disponibili online con un solo clic!

        utente ufficio dematerializzazione

        Dalla consultazione cartacea a quella digitale

        Come avviene la consultazione delle pratiche? Il procedimento è molto semplice e qui te lo spieghiamo step by step.

        Nella tab Scansioni dell’area di dialogo del Geoportale, è ricercare tutte le pratiche dell’Ente, scegliere di visualizzarle su mappa, consultarle e scaricarle in locale. Il sistema consente di velocizzare tanti servizi comunali, tra cui le richieste di accesso agli atti.

        Una volta effettutato l’accesso sul nostro Geoportale Urbismap, cliccando sulla tab Scansioni apparirà la maschera di ricerca in cui possiamo filtrare per una serie di informazioni associate alla pratica: numero e anno della pratica o della concessione, l’anagrafica del richiedente e il codice fiscale, i dati censuari o il periodo storico con date di inizio e fine ricerca.

        Dopo aver cliccato su “cerca” il sistema restituirà l’elenco delle pratiche corrispondenti, oppure cliccando su “mappa“, sarà possibile visualizzare le stesse sulla mappa a sinistra dell’area di dialogo. Per effettuare una nuova ricerca è necessario cliccare sul bottone reset ed eliminare i dati della ricerca appena compiuta.

        Dall’elenco pratiche restituito dalla ricerca, appariranno una serie di informazioni di sintesi associate alla pratica e due bottoni. Cliccando sul bottone a forma di “marker” il sistema posizionerà il puntatore sul punto della mappa in cui è stata georeferenziata la pratica. Invece, cliccando sul bottone “+” apparirà il popup contenente tutte le informazioni di dettaglio della pratica selezionata, in cui saranno disponibili tutti i dati relativi a quella pratica e cliccando su download il sistema scaricherà una cartella zippata, contenente tutti i file associati alla pratica stessa.

        Il procedimento risulta abbastanza semplice: in questo modo, tramite ricerca o clic sul fabbricato, si possono consultare tutte le informazioni urbanistiche, catastali e quelle relative alle pratiche edilizie digitalizzate e georeferenziate avendo accesso così al cosiddetto fascicolo storico del fabbricato.

        PNRR: in arrivo i bandi che incentiveranno la digitalizzazione della PA

        Ad oggi sono diversi gli Enti che hanno richiesto il servizio di dematerializzazione di Urbismap e l’utilizzo dello strumento Scansioni. Tra questi abbiamo i Comuni di Assemini e Sant’Antioco, con cui stiamo procedendo alla dematerializzazione dell’archivio comunale, contenente le pratiche edilizie, suddivise per tipologia e per annualità. Il servizio è estremamente utile e consente agli Enti di rendere smart i loro archivi e i settori che necessitano della documentazione archiviata al loro interno.

        La dematerializzazione è uno degli aspetti principali nel processo di digitalizzazione delle PA promosso dal PNRR e noi di Urbismap vi abbiamo già presentato nel nostro articolo tutte le iniziative proposte dal Governo in merito. Seguendone le linee guida, abbiamo l’obiettivo di supportare e accompagnare Comuni ed Enti nel percorso di innovazione digitale, dalla fase di accesso ai finanziamenti a quello dell’implementazione dei servizi digitali.

        I bandi dedicati ai processi di Dematerializzazione degli archivi non sono ancora stati pubblicati, ma vi terremo aggiornati non appena sarà possibile con le modalità di accesso ai Bandi del PNRR, sui progetti e sulle linee guida dettate dal Ministero. Nel frattempo, se lavori per una Pubblica Amministrazione e vuoi richiederci informazioni sui nostri servizi, utilizza il form sottostante.

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          Urbismap e AREA: l’azienda regionale è sempre più smart

          Servizio di gestione del patrimonio immobiliare: l’esempio di AREA

          AREA, ovvero l’Azienda Regionale per l’Edilizia Abitativa, istituita nel 2006, è l’Ente della Regione Sardegna che risponde alla domanda abitativa di soggetti in condizioni economiche e sociali disagiate.

          In poche parole, è l’azienda che si occupa di attuare interventi di edilizia residenziale da assegnare con canoni di locazione agevolati, promuovere la conservazione e il recupero del patrimonio edilizio esistente, gestire il patrimonio pubblico proprietà, anche in termini manutentivi, proporre interventi edilizi e urbanistici anche più complessi, come nuovi piani di rigenerazione urbana.

          Le proprietà di AREA sono oggi in quasi tutta l’Isola, arrivando a coprire 327 comuni su 377, con un grado di copertura territoriale che sfiora il 90%.

          Esigenze e necessità: cos’abbiamo fatto per AREA

          Dalla premessa si può intuire quali siano le esigenze dell’Agenzia regionale in termini di gestione del proprio patrimonio immobiliare. Infatti, seppur suddivisi per territori di competenza, l’Ente si trova a dover gestire una grande quantità di immobili, distinti in terreni, fabbricati residenziali, fabbricati pubblici e commerciali. Gestione complessa se non sostenuta da software e sistemi digitali.

          Da questa esigenza entra in gioco UrbisMap, ed il servizio disponibile sul Geoportale di gestione del patrimonio immobiliare (ne abbiamo recentemente parlato sui nostri social).

          Dopo un briefing iniziale con il servizio territoriale di Carbonia, ascoltate le esigenze, verificati e riordinati i documenti a disposizione, il primo step è stato quello di mappare su sistema gis tutte le proprietà dell’Ente, distinte per tipologia, destinazione d’uso e destinazione urbanistica.

          Il secondo step ha visto l’importazione delle mappe prodotte, e delle informazioni ad esse associate, su UrbisMap. Qui, tramite elaborazioni specifiche e personalizzate, è ora possibile consultare le mappe per conoscere tutte le informazioni di dettaglio provenienti dai dati in ingresso.

          urbismap e area: servizio gestione patrimonio

          Per quanto riguarda i terreni, intersecando il dato prodotto con il PUC di Carbonia, è ora possibile visualizzare su UrbisMap, per ogni particella di proprietà dell’Ente, la superfice ricadente in una specifica zona urbanistica. Questo consente ad AREA di poter valutare più velocemente l’indice di trasformabilità del singolo terreno ed il suo valore di mercato.

          Per quanto riguarda i fabbricati, la mappatura mediante apposite tematizzazioni, consente di identificare con chiarezza la distribuzione degli stessi sul territorio, distinti per proprietà totale di AREA, per proprietà parziale e per destinazione d’uso (alloggio, autorimessa, negozio, etc).

          L’importazione su Urbismap, alle proprietà in termini di mappa, ha interessato anche le altre informazioni ad esse associate, come ad esempio la descrizione del fabbricato, il codice UI del singolo alloggio, l’indirizzo e i dati catastali, la superficie dell’immobile, lo stato delle proprietà (venduto, locato, sfitto, etc) e i dati relativi ai contratti di locazione in essere con la corrispondente anagrafica dei locatari e delle manutenzioni.

          Il tutto, è stato reso privato su Urbismap, ovvero la consultazione del dato importato, sia su mappa che sotto forma di attributo, è disponibile solo ed esclusivamente agli operatori dell’Ente. In questo modo si garantisce l’operatività dell’Azienda, ma al tempo stesso si conserva la riservatezza del dato in termini di privacy.

          urbismap e area: servizio gestione patrimonio

          In sintesi, quali sono i vantaggi per AREA?

          A lavoro fatto, possiamo dire con fermezza che il servizio personalizzato di UrbisMap per la gestione del patrimonio immobiliare, consente all’Azienda regionale un più pratico e semplice controllo di tutte le proprietà dislocate sul territorio, consentendo facilità di lettura del dato ed immediata estrazione dello stesso.

          Il maggior controllo sulle proprietà dell’Ente, determina conseguentemente un miglior servizio offerto a cittadini e imprese, per immediatezza e puntualità, in caso di trattative d’acquisto, manutenzioni, contratti di locazione, ma anche per interventi di nuova edificazione.

          Il servizio, se associato a quello di dematerializzazione delle banche dati cartacee dell’Ente, consentirebbe accesso immediato a tutta la documentazione tecnica (edilizia e urbanistica) riguardante gli immobili. Questo faciliterebbe ulteriormente l’espletamento di attività quali richieste di accesso agli atti e istruttorie edilizie in capo all’Ente.

          Lavori per una Pubblica Amministrazione e vuoi avere maggiori informazioni su UrbisMap e il servizio di gestione del Patrimonio immobiliare? Scrivici utilizzando il form sottostante, oppure via e-mail a urbismap@gmail.com. Ti risponderemo nel più breve tempo possibile 🙂

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            Rigenerazione urbana: arrivano i fondi per i comuni, 300 milioni di euro

            È un anno molto ricco quello che abbiamo appena cominciato, con la Legge di Bilancio 2022 ci sono tante novità all’orizzonte. Torniamo a parlare di Rigenerazione Urbana, argomento che abbiamo trattato precedentemente in un post sui nostri social, e che ora ha in serbo per noi gustose novità.

            Nella Legge di Bilancio 2022 vengono assegnati 300 milioni di euro ai comuni per progetti di rigenerazione urbana, riduzione della marginalizzazione e del degrado sociale e miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale.

            Chi può richiedere i contributi?

            I contributi per la rigenerazione urbana potranno essere richiesti:

            – dai Comuni sotto i 15.000 abitanti che, in forma associata, hanno una popolazione di oltre 15.000 abitanti, nel limite massimo di 5.000.000 di euro (la domanda deve essere presentata dal comune capofila);

            – dai Comuni che non risultano beneficiari del bando dell’aprile 2021, nel limite massimo della differenza tra gli importi previsti dall’articolo 2, comma 2, del DPCM 21 gennaio 2021 e le risorse attribuite dal Bando di aprile, cioè:
            a) 5.000.000 di euro per i comuni con popolazione da 15.000 a 49.999 abitanti;
            b) 10.000.000 di euro per i comuni con popolazione da 50.000 a 100.000 abitanti;
            c) 20.000.000 di euro per i comuni con popolazione superiore o uguale a 100.001 abitanti e per i comuni capoluogo di provincia o sede di città metropolitana.

            Le richieste di contributo dovranno riguardare singole opere pubbliche o insiemi coordinati di interventi pubblici relativi a:
             
            – manutenzione per il riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti pubbliche per finalità di interesse pubblico, anche compresa la demolizione di opere abusive realizzate da privati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire e la sistemazione delle pertinenti aree;
             
            – miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali e culturali, educativi e didattici, ovvero alla promozione delle attività culturali e sportive;
             
            – mobilità sostenibile.

            rigenerazione urbana

            Requisiti e scadenze

            Nella richiesta vanno indicati anche il quadro economico dell’opera, il cronoprogramma dei lavori, il codice unico di progetto (CUP), eventuali forme di finanziamento concesse da altri soggetti sulla stessa opera e, nel caso di comuni in forma associata, l’elenco di comuni che fanno parte della forma associativa.

            Le richieste di contributo dovranno essere inviate al Ministero dell’Interno entro il 31 marzo 2022.

            L’ammontare del contributo attribuito a ciascun comune sarà determinato dal Ministero dell’Interno entro il 30 giugno 2022.

            Qualora le richieste dovessero superare il plafond disponibile (300 milioni di euro per l’anno 2022), sarà data la precedenza i Comuni che presentano un valore più elevato dell’indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM); nel caso di forme associate, sarà calcolata la media semplice dell’IVSM dei singoli Comuni.

            I Comuni beneficiari dei contributi dovranno, pena la revoca, affidare i lavori entro 15 mesi per le opere fino a 2.500.000 euro ed entro 20 mesi per le opere oltre 2.500.000 euro.

            E non è tutto

            Si creerà un Fondo di Fondi, con una dotazione iniziale di 772 milioni di euro provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per sostenere iniziative nei settori della rigenerazione urbana (e non solo). È l’obiettivo dell’accordo di finanziamento sottoscritto dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

            Il Fondo dei Fondi interverrà a favore di imprese che proporranno programmi di investimento sostenibilitransizione verde e trasformazione digitale. Il supporto ai progetti partirà nel secondo trimestre del 2022 e l’implementazione del Fondo di Fondi avverrà in linea con la tempistica e le milestone previste nel PNRR.

            Per la rigenerazione urbana sono previsti 272 milioni di euro a supporto delle priorità strategiche condivise con il Ministero dell’Interno: i finanziamenti necessari ai promotori privati, anche attraverso strutture in PPP, per sviluppare investimenti tesi al miglioramento delle aree urbane degradate, per la rigenerazione e rivitalizzazione economica, con particolare attenzione alla creazione di nuovi servizi alla persona e alla riqualificazione dell’accessibilità e delle infrastrutture, permettendo la trasformazione di territori vulnerabili in città intelligenti e sostenibili.

            Dare attuazione ai progetti di investimento su rigenerazione urbana inseriti nel PNRR e rispettare la tabella di marcia è la priorità alla quale lavora la nostra Amministrazione. La collaborazione con Bei sul PNRR offre all’Italia un supporto prezioso per non mancare gli obiettivi di attuazione.

            Alessandro Rivera (Direttore Generale del Tesoro)