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Smart working per la PA: è davvero possibile o è poco efficiente?

Centinaia di dipendenti pubblici durante questa pandemia hanno iniziato a lavorare da casa in condizioni di emergenza e senza una vera e propria organizzazione da parte dell’Ente. Questo ha portato sicuramente a delle proteste da parte dei cittadini e le critiche non sono mancate, facendo passare di fatto il messaggio che il lavoro agile da casa per la pubblica amministrazione non portava a potenziali benefici.

Oggi abbiamo imparato a conoscere bene lo smart working, una modalità che permette al lavoratore dipendente di avere un certo grado di flessibilità e autonomia per quanto concerne la scelta di tempi, spazi e strumenti di lavoro, prendendosi poi la responsabilità sui risultati del lavoro in base alle proprie scelte. Con il primo lockdown la quota di lavoratori da remoto è salita sino ad un picco di 7 milioni in pochissimo tempo, per poi assestarsi a circa 5 milioni.

In questo scenario, si inserisce la proposta del ministro Brunetta che vuole ridurre al 15% i dipendenti pubblici che potranno lavorare da casa. Questa proposta arriva ovviamente da molte segnalazioni di lavoro poco efficiente, come ritardi su procedure burocratiche, fatica di accesso agli sportelli degli uffici pubblici e ritardi su vari permessi, per esempio di costruzione o ristrutturazione.

Quali sono gli step di questa proposta?

Lo smartworking semplificato per la pubblica amministrazione è possibile fino alla fine dello stato di emergenza fissato al 31 dicembre 2021. Quindi fino alla fine dell’anno ogni amministrazione pubblica può chiedere ai propri dipendenti di lavorare da remoto, magari per alcuni giorni la settimana. Non c’è un numero limite dei dipendenti che possono effettuare il lavoro agile, l’importante è garantire l’erogazione dei servizi rivolti a cittadini e imprese in maniera regolare, efficiente e continuativa.

A partire dal 15 Ottobre, però, ci sarà un rientro graduale negli uffici da parte dei dipendenti pubblici dotati di green pass, che sarà obbligatorio per accedere al luogo di lavoro, e di fatto questa data sancirà il passaggio da lavoro agile a modalità ordinaria. I primi a tornare saranno proprio i lavoratori degli sportelli, poi i lavoratori del back office, sia nelle amministrazioni centrali che in quelle periferiche.

Dal primo gennaio 2022 ogni amministrazione con più di 50 dipendenti entro il 31 gennaio di ogni anno deve redigere il Piano Integrato Attività e Organizzazione (Piao) con gli obiettivi programmatici e strategici della performance e la strategia di gestione del capitale umano, quindi anche il ricorso al lavoro agile definito nel Pola, il piano organizzativo di lavoro agile con la quota minima del 15% di dipendenti da remoto. Per le amministrazioni che non presenteranno il Pola, la quota di lavoro agile sarà comunque del 15%.

Nell’ambito di queste nuove regole si inseriscono i sindacati che lavorano ad una definizione di lavoro agile per i dipendenti pubblici che sia finalizzato a conseguire il miglioramento dei servizi pubblici e l’innovazione organizzativa garantendo un equilibrio tra vita professionale e vita lavorativa. Secondo la prima bozza sarà necessario un accordo individuale scritto con orari, giornate in smartworking, in ufficio e in sede remota. Il contratto prevede 3 fasce di lavoro da remoto: operatività, contattabilità, inoperatibilità. Sono facilitati allo smartworking i genitori con figli minori di 3 anni o disabili e dipendenti con disabilità.

urbismap geoportale

Ma lo scenario è davvero quello di una PA inefficiente?

Ci conoscete ormai da qualche tempo e sapete bene quanto teniamo al rimodernamento digitale della pubblica amministrazione. Tutti i nostri servizi hanno questo obiettivo. Urbismap nasce proprio con l’obiettivo di poter avere informazioni da remoto in qualsiasi momento, quindi un alleato molto importante per la pubblica amministrazione, che ne ha avuto un’esplosione di utilizzo durante questa pandemia e nello specifico durante il primo lockdown dove, come abbiamo visto prima, circa 7 milioni di persone erano in casa.

Portiamo, quindi, la nostra esperienza a riguardo e rispondendo alla domanda sull’inefficienza delle PA noi possiamo rispondere che no, non sono inefficienti! Anzi, se a disposizione hanno sistemi e processi digitali che le supportano e che le permettono di offrire al cittadino un servizio sempre più rapido e puntuale, lo Smartworking può rivelarsi anche più produttivo per i dipendenti e semplificativo per i cittadini.

Il Geoportale Urbismap insieme al nostro servizio di Dematerializzazione, di interoperabilità e di Gestione dello sportello Suape, garantiscono una continuità e risulteranno alleati perfetti quando da gennaio 2022 le amministrazioni dovranno redigere il Piao (piano integrato attività e organizzazione) e il Pola (piano organizzazione lavoro agile).

Ora tocca a voi: scrivete nei commenti la vostra opinione a riguardo. Smartworking si o no? La Pubblica Amministrazione, tirando le somme, è stata meno o più produttiva pre-pandemia?

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    Comune di Oristano: esempio digital di una buona amministrazione 2.0

    Sulla scia rivoluzionaria delle pubbliche amministrazioni annunciata dal PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza) oggi vorremo parlare di un comune isolano che da tempo si distingue per le sue azioni, un comune che sta attuando una vera e propria strategia di implementazione di servizi pubblici digitali ai suoi cittadini.

    Parliamo di Oristano, comune da 30.500 abitanti situato nell’omonima provincia, che negli ultimi anni ha investito molto per organizzare processi e servizi cercando di intercettare le esigenze di tutte le fasce della popolazione, secondo l’idea per cui la digitalizzazione funziona se tutti gli attori della partita vincono: cittadini, dipendenti dell’ente e amministratori.

    Ma quali sono i servizi che Oristano offre ai suoi cittadini?

    Da circa un mese i cittadini possono toccare con mano la digitalizzazione della pubblica amministrazione, tramite l’utilizzo dell’App IO che consente l’accesso a tutti i servizi digitali che il comune può offrire in maniera semplice e personalizzata, direttamente su smartphone.

    “È un importante passo avanti verso la semplificazione dei rapporti cittadino-amministrazione che già oggi consente notevole risparmio di tempo al cittadino, ma che in futuro, con le successive implementazioni di servizi, avrà un impatto ancora più importante anche economicamente. Il cittadino deve sentire l’amministrazione al suo fianco, non come elemento di contrapposizione.

    Il sindaco Andrea Lutzu

    Un altro servizio online che il comune offre ormai da due anni è UrbisMap: il nostro sistema informativo territoriale che facilita la comunicazione tra Pubblica Amministrazione e cittadino, offrendo la consultazione di tutti i dati urbanistici, catastali e normativi tramite un sistema in Cloud con interfaccia facile e intuitiva.

    L’assessore all’urbanistica Gianfranco Licheri è un sostenitore del servizio e invoglia i propri cittadini all’utilizzo del Geoportale. Come Ad esempio per il bonus facciate. Infatti, grazie ad UrbisMap i cittadini di Oristano possono verificare, gratuitamente e velocemente, se il proprio immobile rientra nelle zone e sottozone urbanistiche che possono accedere al bonus.

    Il Comune di Oristano si avvale di UrbisMap anche per un altro servizio: l’interoperabilità dello sportello SUAPE. L’integrazione del Bacino SUAPE dell’Ente all’interno del Geoportale, ha permesso di georeferenziare e rendere disponibili alla consultazione qualsiasi pratica edilizia e produttiva, con disponibilità di download dei dati, moduli e allegati compresi.

    Il modulo, finanziato grazie al Bando della Regione Sardegna, consente al Comune di velocizzare i processi istruttori delle pratiche e, conseguentemente, ridurre i tempi di rilascio dei provvedimenti finali. Semplificazione per l’Ente, ma soprattutto velocizzazione per i privati cittadini e liberi professionisti.

    Infine, da anni Oristano ha avviato il proprio processo di digitalizzazione, dalla dematerializzazione degli archivi cartacei ai sistemi di pagamento online, che dimostrano una visione al futuro sempre più smart, in linea con l’attuale processo di rinnovamento dettato dal PNRR che porterà, entro il 2026, il 75% delle pubbliche amministrazioni italiane ad essere digitali.

    Che vantaggi si acquisiscono grazie anche alla digitalizzazione?

    Una buona Pubblica Amministrazione che vuole semplificare e digitalizzare offre ai propri cittadini una buona qualità della vita. Il modo di pensare, così virtuoso, elastico e adatto al cambiamento, si riflette su tutti gli aspetti della vita territoriale. Non a caso (come abbiamo già citato in diversi articoli e post) molte cittadine del territorio isolano sono ai primi posti tra le città più smart d’Italia. È questa ottima qualità della vita nel comune di Oristano che recentemente l’ha portata al terzo posto a livello nazionale per la qualità dei servizi digitali offerti ai bambini (in base agli indicatori statistici selezionati dal Sole 24 Ore).

    La buona amministrazione e la capacità delle istituzioni di mettere in campo servizi efficienti, ha portato ad un miglioramento delle condizioni di vita, un assottigliamento delle lacune nei confronti dei più fragili e un adeguamento alle aspettative dei più giovani che oggi vedono nelle istituzioni uno strumento di supporto e non più un qualcosa da demonizzare.

    “Siamo orgogliosi di questo risultato, ma per Oristano non è una novità assoluta. Da anni Torre Grande è premiata dai pediatri italiani con la bandiera verde come spiaggia a misura di bambino. Inoltre, le stesse classifiche del Sole 24 ore ogni anno attribuiscono buoni risultati sulla qualità della vita, con punte di eccellenza su indicatori come l’ecosistema urbano e la sicurezza.

    Il sindaco Andrea Lutzu

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      PNRR, Pubbliche Amministrazioni: obiettivo servizi in cloud entro 2026

      L’obiettivo è ambizioso, il PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza) vuole portare l’Italia ad essere uno dei paesi di testa in ambito europeo entro il 2026.

      Gli step da raggiungere sono cinque:

      • La diffusione dell’identità digitale, con lo scopo che venga utilizzata da almeno il 70% della popolazione;
      • Colmare il gap di competenze digitali, con almeno il 70% della popolazione digitalmente abile;
      • Portare il 75% delle PA ad utilizzare servizi in cloud;
      • Erogare online almeno l’80% dei servizi pubblici essenziali;
      • Permettere a famiglie ed imprese italiane di essere raggiungibili attraverso reti a banda ultra-larga in collaborazione con il Mise;

      Le risorse messe in campo per attuare questo piano sono ingenti, 6.71 miliardi di euro per la creazione di reti a banda ultra-larga e 6.74 miliardi di euro per la digitalizzazione delle PA.

      “L’obiettivo è rendere la Pubblica Amministrazione la migliore “alleata” di cittadini e imprese, con un’offerta di servizi sempre più efficienti e facilmente accessibili.

      Per fare questo si agisce sugli aspetti di infrastruttura digitale spingendo le amministrazioni alla migrazione in cloud, accellerando cosi l’interoperabilità tra enti pubblici e snellendo le procedure di servizio al cittadino. È proprio il cittadino che ha giovamento da questa nuova situazione perché migliora sua accessibilità al servizio e ciò porta la comunità a raggiungere gli standard condivisi da tutti gli stati membri dell’unione europea.

      Come si inserisce Urbismap nel contesto PNRR dei servizi in cloud?

      Urbismap nasce proprio in questo contesto. Lo scopo è quello di facilitare cittadini e liberi professionisti nell’accesso ai dati territoriali, urbanistici, catastali e normativi attraverso la nostra piattaforma online. Per la Pubblica Amministrazione, al contempo, si riducono costi di installazione e manutenzioni, velocizziamo e semplifichiamo i processi tra enti e si riducono attese e richieste provenienti dall’esterno. Ultimo ma non ultimo, anzi fondamentale, abbiamo un sistema in cloud sempre aggiornato. Il risultato è che siamo lo strumento giusto a cui una pubblica amministrazione deve rivolgersi per attuare il prossimo PNRR!

      Il nostro servizio di dematerializzazione degli archivi comunali consiste nel convertire in digitale tutta la documentazione presente negli archivi dell’ente. Nello specifico ci rivolgiamo al settore tecnico comunale (digitalizzazione pratiche edilizie e la loro georeferenziazione su mappa), ma si può attuare perfettamente in qualsiasi altro settore comunale. Ed è proprio questo che si sposa perfettamente con le linee guida dettate dal PNRR.

      Procediamo in questo modo: acquisiamo, verifichiamo e smistiamo tutte le pratiche cartacee che l’ente ci consegna. Poi, in accordo con l’Ente, scegliamo come catalogarle, archiviarle e georeferenziarle. Con l’utilizzo di macchine professionali procediamo alla scansione dei documenti cartacei, dai grandi formati a quelli più piccoli. Dopo la scansione, il documento digitale viene salvato su database in cloud certificati.

      Il servizio è semplice, ma estremamente utile all’Ente e rientra perfettamente nel concetto di snellire le procedure di servizio ai cittadini che non dovranno più aspettare settimane per una richiesta di accesso agli atti. Al tempo stesso, è utile ai dipendenti comunali per migliorare e velocizzare ogni singola lavorazione.

      Quando saranno disponibili i fondi PNRR per la digitalizzazione delle PA?

      Al momento non è dato saperlo. Sappiamo che in questa prima fase di attuazione del PNRR ci sarà il reclutamento da parte delle pubbliche amministrazioni di figure tecniche a tempo determinato da inserire nei propri organici. Nello specifico, 500 unità di personale non dirigenziale a tempo determinato per un periodo anche superiore a 36 mesi (non eccedente la durata del completamento del PNRR e comunque non oltre il 31 dicembre 2026) con la funzione di coordinamento istituzionale, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del PNRR. 268 nuovi esperti per il supporto alla transazione digitale, all’innovazione e alla cyber-sicurezza nella pubblica amministrazione. Inoltre, l’agenzia per l’Italia Digitale è autorizzata ad assumere a tempo determinato un contingente di personale di 67 unità.

      “Il provvedimento istituisce percorsi semplificati e straordinari sia per assumere a tempo determinato le figure professionali che dovranno lavorare ai progetti del piano, sia per conferire incarichi di consulenza con sistemi più trasparenti. Il decreto favorisce anche l’osmosi tra pubblico e privato e la fluidità dei percorsi di carriera, come la Commissione europea ci chiede da tempo.

      Renato Brunetta

      Se lavori per un Ente pubblico, un Comune o un Unione di Comuni, e vuoi avere maggiori informazioni sul servizio di Urbismap di dematerializzazione degli archivi e del servizio in cloud, puoi scriverci tramite il form sottostante. Ti risponderemo in brevissimo tempo per fornirti tutti i dettagli, anche economici, sul servizio.

      PS: monitora il nostro blog! Ti terremo costantemente aggiornato sugli sviluppi del PNRR e su tutte le possibilità economiche e tecnologiche che lo Stato metterà a disposizione degli Enti pubblici e dei cittadini.

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        Digitalizzazione PA: mai stato così necessario!

        L’obiettivo dichiarato dall’Agenda per la Semplificazione 2020-23 vede, in primis, un sempre più facile utilizzo della Pubblica Amministrazione nei confronti di cittadini e imprese.

        Il 23 novembre sono state approvate dalla conferenza unificata, l’organismo che raggruppa la Conferenza Stato- Regioni e la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, alcune linee guida che segnano i punti chiave per la semplificazione delle Pubblica Amministrazione. Si incentivano così la standardizzazione e la digitalizzazione delle procedure amministrative, per rendere più agevole l’inserimento e la ricerca dei dati per i cittadini e per le imprese.

        Con la pandemia globale che stiamo vivendo e i gravi danni subiti dall’economia nazionale, l’obiettivo è sicuramente ricercare soluzioni più rapide e agevoli che contribuiscano lo smart working, non solo all’interno delle PA, ma anche per chi con quest’ultime ci si deve costantemente interfacciare.

        Ovvero ridefinendo le attività delle amministrazioni regionali e degli enti locali, si potenzia lo sviluppo di processi di digitalizzazione interni, incentivando l’utilizzo di piattaforme abilitanti come PagoPa e Anpr, e intensificando il lavoro di migrazione dei dati in database certificati e sicuri.

        Così facendo, quindi, con il processo di digitalizzazione non solo si semplifica e migliora l’operato e i servizi delle Pubbliche Amministrazioni, ma si offrono soluzioni sempre più performanti ai privati cittadini: nessuna coda presso gli uffici comunali, con la facilità di reperire dati e informazioni online, di qualsiasi natura, in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo.

        In questo periodo storico, insomma, non è mai stato così necessario dover promuovere il lavoro di digitalizzazione della documentazione presente negli archivi dell’Ente. Si pensi, ad esempio, ad un banale accesso agli atti: se l’archivio è già stato digitalizzato, l’operatore comunale, così come il cittadino, potrà accedere con pochi click ai dati di proprio interesse senza mai spostarsi da casa.

        Il ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone dichiara: “Velocizzazione delle procedure, taglio dei procedimenti inutili e obsoleti, riduzione dei costi per le imprese, certezza e chiarezza del quadro regolatorio, superamento degli ostacoli burocratici: su queste direttrici interverremo per dare una spinta a settori quali la transizione green, la banda ultra larga, l’edilizia e la rigenerazione urbana”.

        Un cronoprogramma articolato e ricco di servizi da dover ancora attivare, ma che ben si sposa con il processo di semplificazione che ci stiamo abituando a vivere. 

        UrbisMap: da sempre cara mi fu questa semplificazione!

        Il tema sulla semplificazione, come ben sapete, non è nuovo da queste parti. A dirla tutta, è proprio il primo motivo per cui nasce UrbisMap: facilitare, sia agli enti pubblici che a tecnici e privati cittadini, l’accesso ai dati territoriali, urbanistici, catastali e normativi su tutto il territorio nazionale, attraverso un’unica piattaforma online!

        Per le Pubbliche Amministrazioni, UrbisMap si sposa perfettamente con le linee guida dettate dal ministro: velocizza e semplifica i processi dell’ente, ne riduce costi di installazioni e manutenzioni, è sempre disponibile e aggiornato grazie al sistema in cloud, ad infine è perfettamente compatibile con lo smart working in quanto è accessibile da qualsiasi postazione lavoro, anche fuori dagli uffici pubblici.

        Così anche per il tecnico-libero professionista: solitamente “costretto” a recarsi presso gli uffici dell’ente per ottenere informazioni riguardanti pratiche edilizie, vincoli, o informazioni urbanistiche e catastali, gli viene tutto semplificato accedendo a UrbisMap e cliccando sul punto geografico di proprio interesse.

        Seguendo la scia della semplificazione, abbiamo così deciso di offrire sempre più servizi alle PA che desiderano attivare il proprio processo di digitalizzazione: dall’interoperabilità con lo sportello SUAPE regionale, alla dematerializzazione degli archivi comunali con archiviazione digitale e georeferenziazione su mappa delle pratiche edilizie storiche.

        Il primo servizio già lo conoscete (ne abbiamo parlato anche nell’ultimo articolo). Del secondo, ne parleremo dettagliatamente tra pochissimo!

        Non ci rimane che augurarci che sempre più Enti scelgano di attuare un sano processo di semplificazione. Saremo proprio tutti a giovarne, non solo nel corso di questa pandemia, ma per sempre!

        Lavori per una Pubblica Amministrazione e vuoi provare UrbisMap? Scrivici utilizzando il form sottostante, oppure via e-mail a urbismap@gmail.com.

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          CDU multiplo: da oggi disponibile su UrbisMap

          Da oggi creare un Certificato di Destinazione Urbanistica non è mai stato così facile.

          Dopo le tante richieste, è finalmente disponibile su UrbisMap lo strumento che consente ai tecnici comunali di rilasciare, in pochissime mosse, i CDU multipli.

          CDU: cos’è?

          Come già raccontato in questo articolo, il Certificato di Destinazione Urbanistica (acronimo CDU) è il documento, rilasciato dall’ufficio tecnico comunale, dove sono contenute tutte le informazioni urbanistiche di una specifica particella catastale, quali: vincoli e strumenti urbanistici (prg, puc, ppr, ppcs, etc), zone omogenee, destinazione d’uso e altri parametri.

          Tale documento ha valore legale e viene usato, sempre, nelle compravendite.

          Prima dell’utilizzo di sistemi come Urbismap, la redazione di un CDU era un processo lungo e macchinoso: il tecnico comunale era costretto a fare i salti mortali tra le tante carte urbanistiche, normative, planimetrie catastali e fogli cad per poter definire, a 360°, la situazione urbanistica della particella esaminata.

          Oggi, tramite i sistemi informativi territoriali come UrbisMap, il tutto è stato semplificato, a pochi clic su uno schermo.

          Grazie ad UrbisMap, redigere un certificato di destinazione urbanistica è diventato un “gioco da ragazzi: semplicemente cliccando sul punto geografico in esame si ottiene, in pochi secondi, un certificato in formato word precompilato, che dopo una semplice verifica da parte del tecnico potrà essere consegnato al cittadino.

          Da oggi, su UbisMap, è possibile anche redigere un CDU multiplo, ovvero un unico documento contenente la certificazione urbanistica di più particelle.

          Il servizio migliora notevolmente il flusso di lavoro di chi deve redigere il Certificato di Destinazione Urbanistica: la possibilità di processare più particelle per volta riduce drasticamente i tempi di elaborazione del CDU.

          Questo è il vero processo di semplificazione delle Pubbliche Amministrazioni: agevolare l’Ente, tramite sistemi tecnologicamente avanzati, a rendere più snella la macchina burocratica, migliorando il servizio al cittadino dimezzandone i tempi di accesso.

          Come redigere il CDU multiplo su UrbisMap

          Per tutte le Pubbliche Amministrazioni che già utilizzano UrbisMap nella sua versione avanzata, il processo per la redazione del CDU multiplo (Certificato di Destinazione Urbanistica su più particelle) è molto semplice:

          • Accedere a UrbisMap con le proprie credenziali (è necessario avere un profilo avanzato con permessi specifici sul territorio di pertinenza);
          • Al lato della barra di ricerca, oltre all’icona a forma di casetta, è presente un’icona a forma di foglio sulla quale cliccare;
          • Al clic si apre una finestra sulla quale inserire i dati catastali per cui si richiede il CDU multiplo: codice comune, foglio e mappale. Cliccare su “aggiungi” tante volte quante sono le particelle che si desidera inserire nel certificato;
          • Una volta inseriti tutti i censuari desiderati, cliccare su “scarica” per scaricare sul proprio computer il file word editabile del certificato.

          Nel caso in cui non si conoscessero i censuari per i quali si vuole redigere il CDU, ma la posizione dei terreni si, ricordiamo che prima della procedura appena descritta, il tecnico potrà utilizzare la ricerca catastale resa disponibile da UrbisMap. Ovvero, cliccando direttamente sul punto geografico di proprio interesse, nell’area di dialogo, saranno disponibili le informazioni catastali del terreno, tra cui il codice comune, il foglio e il mappale.

          Ricordiamo che per la creazione del CDU singolo, i passaggi da eseguire sono i seguenti:

          • Dopo il clic sulla mappa, dall’area di dialogo, sotto le informazioni catastali, cliccare sullo strumento “Per Poligono“;
          • Dopo lo scoll di tutte le informazioni urbanistiche presenti nell’area di dialogo, alla fine di quest’ultima, è presente il pulsante “certificato di destinazione urbanistica” su cui cliccare per avviare il download del documento.

          UrbisMap: work in progress

          Questo articolo è solo una piccola guida iniziale delle tante novità che stanno investendo il nostro caro Geoportale.

          Il processo di sviluppo è solo all’inizio.

          L’obiettivo è rendere il sistema sempre più performante, preservando la sua semplicità di utilizzo, semplificando l’utilizzo; il processo di miglioramento passa anche per l’inserimento di nuovi strumenti utili al cittadino, ai tecnici privati, e ai tecnici della PA.

          L’obiettivo ultimo è migliorare il processo di semplificazione iniziato qualche anno fa.

          Nelle prossime settimane, grandi novità.

          Ma non sveliamo ancora niente! A presto 🙂

          Le Pubbliche Amministrazioni sono davvero “sempre più smart”?

          Oltre alle Città intelligenti, anche le Pubbliche Amministrazioni vengono giudicate sempre più smart. Ma per far sì che la prima affermazione sia vera, bisogna prima confermare la seconda! Ovvero, quando una Pubblica Amministrazione può definirsi Intelligente?

          Una PA intelligente è quella che riesce a migliorare la vita dei suoi cittadini (compresi i suoi dipendenti), grazie a processi di digitalizzazione e semplificazione interni.

          Smorzare la macchina burocratica, adottando nuovi strumenti digitali e innovativi, implica, oltre alla semplificazione dei processi, una migliore percezione sulla qualità dei servizi offerti, efficienza e una più ragguardevole vicinanza con il pubblico.

          Certo, adeguare le Pubbliche Amministrazioni all’innovazione digitale e tecnologica, ha un costo, ma gli investimenti in IT consentono, a lungo termine, di ottenere elevati risparmi nelle casse della PA, oltre che un notevole taglio a costi, sprechi e procedure superflue.

          Solo dopo aver affrontato un attento piano di sviluppo digitale e tecnologico, che verrà poi trasmesso al resto della Città con strumenti rivolti ai cittadini, le Pubbliche Amministrazioni potranno considerarsi smart. Solo dopo, quindi, che le azioni di tale piano si saranno trasformate in benessere diffuso, semplificazione e una più ampia e costante comunicazione tra le parti.

          Stato dell’arte in Italia delle PA in campo digitale

          Anche in Italia, seppur in ritardo rispetto ad alcuni Paesi Europei, il Governo ha intrapreso la strada della digitalizzazione, adottando nuovi strumenti e aumentando gli investimenti in campo IT, soprattutto con l’istituzione dell’AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale.

          L’AgID ha il compito di contribuire alla diffusione dell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, favorendo l’innovazione e la crescita economica del Paese, quindi la sua trasformazione digitale

          digitalizzazione-PA-urbismap

          Dal 2012 l’AgID, anno della sua istituzione, supporta la semplificazione delle PA, istruendole a nuovi processi digitali, oltre che elaborare indirizzi, regole tecniche e linee guida in materia di omogeneità dei linguaggi, delle procedure e degli standard, vigilare sulla qualità dei servizi, sulla razionalizzazione della spesa informatica e promuovere le iniziative di alfabetizzazione digitale.

          Dalla sua istituzione sono stati resi disponibili strumenti che migliorano il rapporto amministrazione-cittadino. Agevolano l’operato dei funzionari e diminuiscono il peso della burocrazia ai cittadini grazie alla tecnologia.

          Vediamo insieme i 10 strumenti della Smart PA

          • ANPR: l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente è la banca dati nazionale nella quale confluiscono progressivamente le anagrafi comunali. Un sistema centralizzato, efficiente e aggiornato;
          • PagoPA: un sistema di pagamenti elettronici realizzato per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione;
          • SPID: è il Sistema Pubblico di Identità Digitale che garantisce a tutti i cittadini e le imprese un accesso unico, sicuro e protetto ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione.
          • CIE: Ormai la quasi totalità dei comuni italiani consente di erogare la Carta d’Identità Elettronica, documento digitale che sostituisce la vecchia versione in cartaceo;
          • Open source: i software commissionati dalle PA devono essere resi disponibile in open source;
          • Cloud: soluzioni condivise e piattaforme cloud migliorano la gestione e l’archiviazione dei dati della PA, rispetto ad altre architetture che costringano ad organizzare, gestire e proteggere server e locali proprietari;
          • Servizi digitali: l’integrazione degli strumenti come SPID, pagoPA e ANPR consente ai Comuni di attivare una serie di servizi digitali per il cittadino, come il pagamento online di multe e TARI, la richiesta e il rilascio di un permesso Ztl, oppure l’iscrizione del proprio figlio all’asilo comunale, senza più doversi recare allo sportello;
          • Design: omologare i propri servizi agli standard indicati dal Team per la Trasformazione Digitale della PA è un modo per imparare a parlare tutti la stessa lingua. La parcellizzazione delle interfacce grafiche non aiuta certo alla comprensione, mentre l’uso di standard condivisi può diventare elemento facilitante nel rapporto cittadino-PA;
          • IO: è un canale unico a disposizione di tutte le Pubbliche Amministrazioni per veicolare i propri servizi e raggiungere i cittadini direttamente nello smartphone attraverso un’app intuitiva e semplice da utilizzare;
          • Open Data: i comuni devono pubblicare i propri dati, un dovere dettato dalla trasparenza di cui la PA deve nutrire i propri processi. Rendendo tutto facilmente accessibile si offre un valore aggiunto al sistema, offrendo un servizio ai professionisti che necessitano di reperire quelle informazioni in breve tempo per poter svolgere adeguatamente il proprio lavoro. Concetto magnificamente espresso in UrbisMap!

          In conclusione, una PA più è smart, migliore è la qualità della vita delle persone che abitano la Città da lei amministrata. Migliorie che sono, poi, l’obiettivo primario anche di UrbisMap. Se vuoi approfondire l’argomento, scrivici, ci faremo una chiacchierata!

          Dati catastali su UrbisMap: foglio, mappale e report

          Tra le tante cose, UrbisMap mette a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni, dei liberi professionisti e dei cittadini la visualizzazione dei dati catastali, quali foglio, mappale e subalterno di qualsiasi punto presente sulla mappa. Cioè di qualsiasi punto presente sul territorio nazionale italiano.

          La funzione catastale vuole essere un grande vantaggio per gli utilizzatori di UrbisMap, in quanto riduce notevolmente tempi e costi a tecnici e PA. In quale modo? Grazie al fatto che gli utilizzatori non avranno la necessità di accedere a decine di portali, sistemi informativi e acquistare costosi abbonamenti che offrono la visualizzazione dei dati catastali online. Bensì, la presenza del catasto su UrbisMap eviterà mille altri passaggi al tecnico. Al contempo, quindi, verranno visualizzati piani urbanistici, normative e i dati catastali di riferimento.

          Per le Pubbliche Amministrazioni, le modalità di ricerca e visualizzazione dei dati catastali su UrbisMap avvengono con funzioni aggiuntive rispetto a quelle presenti sui sistemi con utenza semplice.

          Urbismap-ricerca-catastale-online

          Detto questo, l’interfaccia di UrbisMap utilizzata dalle PA permette di accedere alla ricerca catastale avanzata direttamente dalla mappa, cliccando sul pulsante-icona a forma di casa sul lato destro della barra di ricerca. Da qui, il funzionario potrà ricercare i dati catastali inserendo i dati censuari, i dati della persona fisica o quelli della persona giuridica. Dopo aver cliccato sul pulsante “cerca” sarà immediata la visualizzazione dei dati relativi agli immobili o ai terreni ricercati.

          Una volta visualizzato l’elenco degli immobili o terreni che corrispondono al tipo di ricerca effettuata, è possibile, cliccando sull’icona a forma di libro di fianco al risultato della ricerca, visualizzare l’elenco della titolarità sulla proprietà e al tempo stesso decidere di stampare il report catastale. La completezza del dato visualizzato avviene solo quando le PA mettono a disposizione di UrbisMap i dati catastali comunali. In questo modo il sistema, intersecando i dati comunali a quelli dell’Agenzia delle Entrare, riesce a fornire, in tempo reale, tutte le informazioni catastali necessarie tecnico.

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          La visualizzazione dei dati catastali nell’interfaccia proposta all’utenza semplice, risulta meno dettagliata, ma comunque efficace. L’estrema semplicità di utilizzo consente all’utente di ottenere, con un solo click su mappa, foglio, mappale e subalterni del punto interrogato. I dati appaiono nel fumetto in sovrimpressione, nel quale sarà presente anche un sunto esaustivo dei piani urbanistici che si intersecano su quel punto, visionabili esaustivamente scaricando il report di destinazione urbanistica.

          UrbisMap, grazie alle sue funzioni, come appunto quella catastale, vuole abbattere le difficoltà che spesso funzionari pubblici e liberi professionisti, riscontrano nell’utilizzo dei sistemi informativi territoriali messi a disposizione dalle PA. La frammentazione dei dati online, software non aggiornati e obsoleti, geoportali disordinati e di non facile lettura, webgis non compatibili con gli aggiornamenti dei sistemi operativi e dei browser: tutto questo non è più un problema se si utilizza UrbisMap.

          Nel caso in cui non avessi ancora provato le potenzialità di UrbisMap, accedi direttamente alla mappa. Se, invece, vuoi lasciarci un feedback, oppure richiederci informazioni, scrivici!